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I cliché dei film romantici natalizi: ecco perché sono tutti uguali!

Buonasera lettori! Manca ancora un mese e mezzo a Natale, ma le vie e i negozi iniziano già ad essere addobbati a festa. Per accendere il clima festivo, Netflix e Prime Video hanno già distribuito diversi film natalizi e io, ovviamente, li ho già visti tutti!

Dopo un binge watching forsennato di romance natalizi, ho individuato alcune trame e aspetti caratteristici che accomunano la maggiorparte di queste pellicole. Scopriamoli insieme!

IL PRINCIPE E L’AMERICANA

A quanto pare l’Europa è disseminata da decine di microstati, governati da aitanti Re e principi e noi non lo sapevamo!

Forse i più recenti titoli come A Christmas Prince e The Princess Switch di Netflix vi ricorderanno qualcosa, ma sapevate che il canale canadese Hallmark Channel da vita a storie principesche almeno una volta all’anno?

La trama è sempre la stessa (e non sto scherzando): una ragazza americana si ritrova all’improvviso in Europa, in un piccolo stato immerso in una perenne atmosfera natalizia e governato da un bellissimo Re. La ragazza e il Re si innamorano, ma la loro storia è minacciata da un ripensamento della protagonista o da un terzo personaggio.

Ovviamente si tratta pur sempre di un romance, perciò non può che finire con l’immancabile proposta di matrimonio, peró non prima di aver partecipato a un ballo o a una lotta di palle di neve!

Titoli: A Christmas Prince (trilogia), The Princess Switch, Natale a palazzo, Un natale regale, Crown for Christmas ecc…

RITORNO A CASA PER NATALE

Dopo aver conquistato il successo in una città da sogno statunitense, una donna decide di tornare a casa per le vacanze natalizie.

Viene accolta dal suo paesino natale, nel quale non mancano addobbi natalizi disseminati ovunque, un’atmosfera calda e accogliente e un primo amore mai del tutto dimenticato!

Titoli: Pride, Prejudice e Mistletoe; Natale a Grand Valley; Torno a casa per Natale; Ritorno a Christmas Creek, A Christmas Melody ecc…

IL MIRACOLO DI NATALE

Non è un film di Natale che si rispetti se non viene citato il fatidico Miracolo di Natale. In questo tipo di film accade sempre qualcosa di magico, come il coinvolgimento di fantasmi o finti Babbo Natale dotati di poteri.

Titoli: Lo spirito del Natale; A wish for Christmas; Christmas in Angel Falls; How Sarah got her wings…

IL BOSS CHE LAVORA A NATALE

A ridosso del Natale l’attività che da sostentamento a gran parte degli abitanti del paesino, nel quale è ambientata la storia, rischia il fallimento. La sua sorte è decisa da un incaricato, inviato dalla casa madre per ispezionare il lavoro dei dipendenti.

Il protagonista, che non può proprio aspettare dopo Natale per prendere la decisione, si innamora immancabilmente di una delle dipendenti e rimane ammaliato dall’atmosfera cordiale e natalizia del villaggio nel quale si ritrova.

Titoli: Christmas in love; Natale a Grand Valley…

MATRIMONIO A NATALE

Che cosa c’è di più romantico a Natale? Un matrimonio ovviamente!

Un altro dei temi gettonati è quello delle Wedding planner, che si ritrovano a organizzare un matrimonio proprio nel periodo più magico dell’anno!

Titoli: Christmas Wedding Planner; A Wedding for Christmas; Merry Matrimony...

La lista dei cliché potrebbe andare avanti ancora a lungo, come film con al centro un bacio a uno sconosciuto (Merry Kissmas; A Christmas Kiss…); contest di dolci; spettacoli teatrali o musicali e rivisitazioni del celebre libro Un canto di Natale.

Guardando questi film noterete che non è solo la trama a ripetersi, ma anche diversi attori compaiono in più di un film natalizio. L’attrice Lacey Chabert, ad esempio, è comparsa in ben 8 pellicole natalizie!

Questo genere, nonostante i cliché e la trama simile, attrae ogni anno milioni di spettatori. Secondo voi perché i romance natalizi hanno così tanto successo? Vi aspetto nei commenti!

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Between Two Ferns: recensione flash del nuovo film comedy Netflix

Buonasera cari lettori. Oggi voglio parlarvi di un film che è uscito il 20 settembre su Netflix; Between Two Ferns: the movie.

Between Two Ferns è nata come web serie con protagonista Zach Galifianakis, nella quale in ogni puntata l’attore intervista alcuni personaggi famosi, ponendo loro domande scomode.

Lo show è pensato come se fosse una produzione low-budget, con un set povero e una qualità di ripresa bassa. Il film ricalca il format della web serie, focalizzandosi sul “dietro le quinte” del programma, in un documentario di finzione.

~ La trama

Dopo un incidente sul set, che ha coinvolto Mattew McConaughey e distrutto lo studio dello show, Zach e il suo staff si ritrovano in viaggio negli Stati Uniti, con lo scopo di realizzare dieci puntate della serie per conto dall’eccentrico capo Will Ferrell.

Tra un’intervista e l’altra a personaggi noti, come Peter Dinklage o Benedict Cumberbatch, i colleghi di Between two ferns devono affrontare una serie di situazioni roccambolesche. In cambio Zach potrà avere il proprio talk show televisivo.

~ La mia opinione

Between Two Ferns è quel tipo di prodotto a cui approcciarsi se si apprezza la comicità bizzarra e a tratti anche brutale.

Zach Galifianakis non risparmia domande scomode ai suoi ospiti, prendendo di mira le loro doti recitative o la vita privata. Se da una parte alcune di queste interviste strappano una risata (o possiamo meglio dire risatina), il resto del film ha una trama molto semplice e dimenticabile.

Le celebrità comparse nel film sono numerose (ben 19) ma ciò non basta a rendere Between Two Ferns un film sufficientemente divertente.

La parte migliore arriva alla fine, dopo i titoli di coda, con alcuni “bloopers” dei personaggi famosi coinvolti, l’unico momento davvero divertente.

Invece di un film avrei preferito una miniserie a puntate focalizzata sulle interviste. Sarebbe stata molto più efficace.

Voto: 2,5/5

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#Reality High: un brutto film Netflix sull’adolescenza e i social [FILM TRASH]

Buongiorno lettori!

Ultimamente sembra che sia alla ricerca di film brutti di proposito, ma ho l’ennesima colpa di non aver guardato il trailer prima di buttarmi in questa nuova visione Netflix. Quale occasione migliore di iniziare una nuova rubrica intitolata “film trash”?
[L’ispirazione della rubrica nasce dallo booktuber Matteo Fumagalli, che da diversi anni ci intrattiene con le sue vide-recensioni di libri trash. Se non lo conoscete di consiglio di seguirlo!]

Il film #Reality High si potrebbe riassumere con uno dei commenti che ho trovato sotto al trailer:

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Ma siccome voglio che soffriate insieme a me, vi delizierò con una recensione (che manterrò comunque breve perché non c’è poi molto da dire su questo film!)

Dani è una ragazza acqua e sapone, che divide le sue giornate tra la scuola e il suo lavoro da tirocinante veterinaria.
Ad esclusione del suo migliore amico nerd, le sue coetanee sembrano interessate soltanto ad apparire sui social e ottenere follower, così come Alexa Medina, una famosa influencer del web e compagna di scuola.
Quando Dani attirà l’attenzione dell’ex ragazzo di Alexa, Cameron, ed entra nel suo giro di amici, inizia a cambiare il proprio stile per omologarsi agli altri, ma si rende presto conto che non tutto è come appare sul web.

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#Reality High è un film chiaramente scritto da adulti che pensano di conoscere il mondo degli adolescenti di oggi, inserendo cliché che non vedevo dalle pellicole fine anni 90 – inizio duemila.
La novità di questo film è nell’aggiunta dell’uso dei social media, riservati alle mean girls della situazione, che come nel più famoso dei cliché sono sempre ben truccate e alla moda.
All’opposto troviamo invece la protagonista acqua e sapone, brava a scuola e che non sa neppure come usare i social media (e deve farsi insegnare dalla sorella undicenne).
La “cattiva ragazza” ha invece milioni di follower, dei tirapiedi che passano il tempo a giudicare gli altri sul web e un ragazzo figlio di papà e stella dello sport, che si rivela però un bravo ragazzo interessato alla protagonista.
Non manca ovviamente il migliore amico nerd e un po’ sfigato, con una cotta per la nostra amata protagonista, che è peraltro interpretato da un attore trentenne come nei migliori film trash americani. Aggiungeteci una festa in piscina, alcool e un makeover ed eccovi servito #Reality High!

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#Reality High avrebbe potuto essere un film carino sull’uso dei social media tra i giovani e del cyberbullismo, ma si è rivelata una pellicola piena di stereotipi e per nulla vicina al ritratto degli adolescenti di oggi.
La scrittura è molto povera e i personaggi cambiano carattere da un momento all’altro della narrazione senza che ci si arrivi gradualmente.
Appare inoltre il personaggio del capo di Dani, una veterinaria interpretata da Kate Walsh, che non ha alcuna funzione ed è irrilevante ai fini della trama.

In ogni caso guardatevi il trailer e avrete visto praticamente l’intero film! Non sto scherzando!

Voto: 1 su 5.

 

 

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The Upside: il remake americano di Quasi Amici [RECENSIONE FLASH]

Sempre amici (The upside) è il remake americano del celebre film francese Quasi amici, uscito nel 2011.
Il film ha avuto un’uscita travagliata a causa degli scandali di Weinstein, arrivando nelle sale un anno dopo, nel 2018. In Italia è disponibile da poche settimane sulla piattaforma streaming Prime Video.

Il protagonista è Phil, un uomo ricco tetraplegico, alla ricerca di un badante che lo aiuti nelle azioni quotidiane.
Durante i colloqui per la ricerca di personale, si presenta Dell, un pregiudicato fannullone senza alcuna esperienza di lavoro e poco incline a darsi da fare.
Nonostante il parere contrario dell’assistente di Phil, Yvonne, l’uomo assume Dell.
A dispetto delle diversità culturali e sociali i due stringono amicizia, diventando l’uno il supporto dell’altro.

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Quando ho scoperto dell’esistenza di Sempre amici ero sorpresa, perché non riuscivo a capire la necessità di realizzare un remake di un film già praticamente perfetto.
La scelta vincente sarebbe stata quella di cambiare le dinamiche dei protagonisti, ma gli sceneggiatori hanno scelto la via sicura, ricalcando fedelmente il film originale.
Cambiano alcuni dettagli, certo, ma troppe scene sono identiche a Quasi amici, al punto che sembra di vedere la stessa pellicola.
In realtà una differenza importante c’è, ovvero l’interpretazione degli attori.
Kevin Hart è un comico molto conosciuto e amato, ma non riesce a reggere il confronto con Omar Sy, che spiccava anche nelle scene drammatiche e non solo in quelle umoristiche.
Hart strappa più di una risata nel corso del film, è a proprio agio con le battute di Dell e il suo modo di fare espansivo. Tuttavia, quando il ruolo richiedere un’interpretazione più curata, l’attore si allontana dal suo personaggio, non riuscendo a coglierne l’essenza più drammatica.
0f1ddf5387cfbfd31303003237bd150a.jpgNon possiamo dire invece la stessa cosa di Bryan Cranston, eccelso come al solito anche quando può avvalersi solo delle sue espressioni facciali, senza ricorrere alle gestualità del resto del corpo.

Devo essere sincera, se Sempre amici non fosse stato un remake, il giudizio non sarebbe stato così severo. The upside è un bel film, ma è qualcosa di cui non avevamo bisogno.
È inevitabile confrontarlo con la controparte francese, ma si tratta di una mera copia; di una scelta facile senza correre rischi.

Se non avete visto Quasi Amici vi consiglio di recuperare quello, perché a mio parere merita molto di più.

 

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Tutte le strade portano a Roma: un film pieno di cliché con Sarah Jessica Parker e Raoul Bova

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di un film americano che ho visto qualche giorno fa su Infinity, ambientato in Italia: Tutte le strade portano a Roma.

taglioAlta_001367.jpgMaggie (Sarah Jessica Parker), insegnante di giornalismo di New York, decide di portare la propria figlia problematica Summer in viaggio in Toscana, negli stessi luoghi dove vent’anni prima si è innamorata di un’artista italiano.
Arrivata a destinazione, viene accolta proprio dalla sua ex fiamma Luca (Raoul Bova), tornato in Italia per assistere la madre anziana.
Summer non ha però alcuna intenzione di assecondare il volere della madre nella sua vacanza italiana e decide di tornare a casa dal suo fidanzato, nei guai a causa della droga.
Ospitata a casa di Luca, Summer decide di rubare l’auto dell’uomo con la complicità della madre anziana di quest’ultimo e le due donne partono per un’avventura on the road.

Tutte le strade portano a Roma poteva diventare un prodotto carino, seppur non eccezionale, ma invece si rivela denso di problematiche.
Il problema principale è il concentrato di cliché sull’Italia e gli italiani che persiste in tutto il film.
Aggiungiamoci delle prove attoriali abbastanza scadenti e una sceneggiatura pessima, il risultato è un film da dimenticare.
Il film sfiora inoltre troppe tematiche che non vengono mai approfondite o trattate in modo banale, come l’uso delle droghe e il rapporto madre-figlia.
Tutte le strade portano a Roma non sa dove andare a parare, mentre con uno sforzo in più poteva diventare un prodotto quantomeno decente.
L’unica nota positiva è dettata dalla magnifica ambientazione che il nostro paese ha da offrire, dalle colline toscane a Roma, la città eterna.
Per il resto, mi rincresce dirlo, non si salva nulla.

Curiosità, film

Io prima di te: ci sarà un sequel con Emilia Clarke?

Buongiorno lettori, oggi parliamo della serie di libri con protagonista Louisa Clark, di cui qualche anno fa è uscito un adattamento con Emilia Clarke e Sam Claflin: Io prima di te.

Attenzione spoiler Io prima di te

Nel film Emilia Clark interpreta una ragazza di ventisei anni indecisa sul proprio futuro e senza particolari prospettive, che si ritrova a fare da assistente a un ragazzo finito sulla sedia a rotelle in seguito a un incidente.
Alla fine del film Io prima di te, Will, interpretato da Sam Claflin muore, lasciando una toccante lettera a Lou, nella quale la invita a sfidare la vita.

“Vivi bene. Semplicemente, vivi.”

La storia di Louisa è continuata sulla carta, con due sequel: Dopo di te e Sono sempre io, usciti rispettivamente nel 2016 e nel 2018.
Dopo di te si basa sulla vita di Lou un anno e mezzo dalla morte di Will; Lou non ha seguito il consiglio di Will, trovandosi di nuovo al punto di partenza, intrappolata in un lavoro che odia.
La sua vita ha però una brusca svolta quando rimane coinvolta in un incidente ed è costretta ad affrontare una riabilitazione, che la porterà a fare la conoscenza del paramedico Sam.

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Il materiale per un sequel dunque non manca e il film ha ottenuto grande successo, raggiungendo i 208 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di 20 milioni.

In un’intervista dello scorso anno la scrittrice Jojo Moyes si è espressa sul sequel di Dopo di te, dicendo che il cast sarebbe ben disposto a realizzarlo, ma che al momento gli impegni degli attori non lo rendono possibile.
Emilia Clarke negli anni passati è infatti stata impegnata sul set di Game of Thrones e Sam Claflin si è dedicato a diversi film come Resta con me.
Ora che Emilia Clarke ha terminato il proprio impegno con la serie, sarebbe disposta a riprendere i panni di Lou?

Come sappiamo il personaggio di Will non è presente nei sequel per ovvie ragioni, ma non è da escludere che, in un eventuale film, Sam Claflin possa tornare come comparsa in un flashback.
Chi potrebbe invece interpretare Sam?
Io vedrei bene nei panni del paramedico l’attore gallese Taron Egerton (impegnato in questo periodo in Rocketman), che avrebbe l’età e l’aspetto giusti per il personaggio.

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Josh invece, personaggio del terzo libro, potrebbe essere interpretato da Nicholas Hoult. In Sono sempre io infatti Louisa fa la conoscenza di Josh, un uomo che le ricorda tantissimo Will.

Nicholas Hoult e Sam Claflin sono davvero simili di aspetto, perciò la scelta sarebbe azzeccata!

Non ci resta che attendere e sperare che il progetto possa vedere la luce prima o poi.

E voi chi vedreste bene come controparte maschile in un’eventuale sequel? Vi aspetto nei commenti!

I preferiti del mese

I preferiti del mese || APRILE

Buongiorno lettori! Oggi torna la consueta rubrica con i preferiti del mese. Non dimenticate di farmi sapere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

Questo mese sono incappata nel blocco del lettore e ho letto soltanto tre libri, uno dei quali in anteprima di cui non posso ancora dirvi nulla. Gli altri sono stati Bridget Jones: Un amore di ragazzo (di cui trovate la recensione sul blog) e Le assaggiatrici.

5 libri di scrittori emergenti (17)

FILM

Aprile è stato il mese del tanto atteso e discusso Avengers: Endgame, che mi è piaciuto molto.

MUSICA

Ad aprile ho ascoltato l’ultimo album del gruppo Death Cab for Cutie, Thank you for today e sono stata al concerto milanese del gruppo Mumford and sons, in tour per promuovere il nuovo album, Delta.

SERIE TV

Tra le tante attese c’è stato anche l’inizio di Game of Thrones, di cui sono state trasmesse al momento le prime tre puntate.

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Ne ho parlato in diversi articoli, che trovate qui sotto:

Game of Thrones: I leak usciti nel 2018 hanno previsto il finale?
Stark o Greyjoy? || Theon: un personaggio sottovalutato
Game of Thrones: La pagella della 8×02, i momenti migliori e peggiori + anticipazione 8×03
Game of Thrones: Riassuntone 8×02

Devo però anche citare After Life, un gioiellino di sei puntate con protagonista Ricky Gervais. Ve ne ho parlato qui.

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I preferiti del mese

I preferiti del mese ||FEBBRAIO

Buona sabato cari lettori! Come di consueto torna la rubrica con i preferiti del mese appena trascorso. Non mancate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

Dopo un gennaio ricco di letture, febbraio è stato piuttosto carente. Ho comunque letto un bellissimo libro: Bianco Letale. (di cui vi ho parlato qui)

51U+gVgk+fL._SX336_BO1,204,203,200_“Dopo le nozze di Robin e Matthew, il rapporto tra la detective e Cormoran è diventato teso e l’amicizia che li legava sembra essere solo un lontano ricordo. Un nuovo caso, che coinvolge un importante politico porta però i due a lavorare a stretto contatto, per cercare di scoprire la verità. Tra missioni in incognito e pedinamenti, Robin e Cormoran devono anche fare i conti con l’attenzione dei media, in seguito al successo dei casi precedenti. Nel frattempo Robin è costretta ad affrontare il trauma del suo ferimento e un matrimonio che sembra già essere naufragato in partenza.”

Link d’acquisto


FILM

A febbraio ho visto finalmente Your Name, un bellissimo anime che mi è stato consigliato e che trovate su Netflix.

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Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.


MUSICA

Ho ascoltato molto l’ultimo cd dei Mumford and sons (Delta), che vedrò ad aprile, ma ho anche ascoltato a ripetizione Next to me del gruppo Imagine Dragons.

SERIE TV

A febbraio ho divorato Sex Education, una delle nuove serie di Netflix, che ho amato. (qui vi ho parlato della seconda stagione)

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VIAGGI E GITE FUORI PORTA

Questo mese non ho fatto viaggi particolari, ma un giorno ho trascorso qualche ora in un borgo a pochi minuti da casa mia: Castell’Arquato. 

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[foto turismo.it]

 

 

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Il dramma del cancro in un film: Now is Good [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di un film che ho visto qualche giorno fa su Infinity: Now is Good.

Now is Good è un film del 2012, basato sul romanzo Voglio vivere prima di morire. In Italia non è mai uscito al cinema, arrivando in prima tv assoluta soltanto nel 2015.

Tessa ha sedici anni e da diversi anni lotta contro la leucemia. Sapendo che i trattamenti non sono più efficaci, decidere di vivere gli ultimi mesi che le restano, stilando una lista delle cose che vuole fare prima di morire. Mentre lei e la sua amica Zoey si destreggiano tra provare le droghe, andare alle feste o fare shopping sfrenato, Tessa incontra il suo vicino di casa Adam, del quale si innamora perdutamente.

“Momenti. La nostra vita è una serie di momenti.”

Di film sul cancro negli anni ne sono usciti tanti, anche e soprattutto di maggior successo (Basti pensare a I passi dell’amore o Colpa delle stelle). Now is Good non ha fatto molto parlare di sè, e anche la critica si è divisa tra stroncature e voti discreti.

Now is Good ha diverse caratteristiche in comune con altri film usciti prima, soprattutto con I passi dell’amore, che ho trovato davvero troppo simile.

  • Una ragazza terminale malata di leucemia √
  • L’incontro con un ragazzo di cui si innamora follemente √
  • Una lista di cose da fare prima di morire √

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Ciò che rende il film diverso dai suoi predecessori è la protagonista Tessa, molto ribelle e poco incline all’autorità del padre, che vorrebbe proteggerla da un ragazzo che finirebbe per farla soffrire. Ritengo che Dakota Fanning abbia fatto un ottimo lavoro con il suo personaggio. È riuscita a trasmettere il dolore e la rabbia di Tessa senza risultare eccessiva. Anche il resto del cast è piuttosto azzeccato e la scene tra la protagonista e il padre sono le migliori del film.

La prima parte l’ho trovata un po’ lenta, invece della seconda, molto più coinvolgente e dinamica (soprattutto sul finale). Ciò che non mi ha convinto è stata tutta la parte romantica del film, che sebbene sia quasi necessaria in un film sentimentale, l’ho trovata forzata.

Un vicino di casa super attraente che fa vivere alla protagonista gli ultimi mesi della sua vita? Come già detto, è una trama fin troppo abusata, che nella realtà non accade quasi mai. Anche se so che la pellicola è tratta da un libro, avrei preferito che esplorasse di più il rapporto della protagonista con la famiglia e meno l’amore con un adolescente.

Il film comunque mi è piaciuto abbastanza, perciò il mio voto è di 3,75 su 5.

Piccolo consiglio personale: Now is good è quel tipo di film che vi farà intevitabilmente versare fiumi di lacrime, perciò preparate i fazzoletti prima di iniziarlo!

Curiosità, film

Your Name: il filo rosso del destino

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa ho visto su Netflix Your Name, il bellissimo anime di Makoto Shinkai, suggeritomi dal blog Milioni di particelle. Your Name è uscito nel 2016, ottenendo un grandissimo successo di pubblico e critica. Non voglio soffermarmi sulla recensione del film (perché ormai ne hanno parlato tutti), sebbene sia davvero stupendo, ma piuttosto sulla leggenda del filo rosso del destino, ben presente nell’anime.

Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.

“Ovunque tu possa essere nel mondo… Verrò a cercarti”

In tutto il film i due protagonisti sono legati da un filo rosso, che nella realtà è un simbolo di una leggenda di origine cinese, diffusa in Giappone.

Secondo questa leggenda ogni invidivuo, dalla nascita, è legato alla propria anima gemella da un filo rosso intorno al mignolo della mano sinistra. Il filo non può spezzarsi e le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.

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∼ La Leggenda

Wei, orfano di entrambi i genitori fin da piccolo, aveva il desiderio di sposarsi e avere una grande famiglia; ma non era mai riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.

Un giorno, durante un viaggio, Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano che stava leggendo un libro. Wei gli chiese che cosa stesse leggendo e lui rispose di essere il Dio dei matrimoni e che la futura moglie di Wei ora era una bimba di tre anni; avrebbe dovuto attendere ancora quattordici anni prima di conoscerla. Wei era deluso, ma notò che l’uomo aveva un sacco. L’anziano spiegò che conteneva il filo rosso che serviva per legare i piedi dei mariti e delle mogli. Un filo invisibile e impossibile da spezzare, che lega per sempre due persone, indipendentemente dagli eventi che vivranno.

Wei, che voleva scegliersi da solo una moglie, ordinò al servo di uccidere la bambina che sarebbe diventata sua moglie. Il servo eseguì l’ordine, ma la bambina sopravvisse, riportando una ferita alla testa.

Gli anni passarono e Wei non aveva ancora trovato una moglie finché, quattordici anni dopo incontrò una ragazza proveniente da una famiglia agiata, di cui si innamorò e che sposò.

La ragazza portava sempre una fasciatura sulla testa, che non toglieva mai. Diversi anni dopo le loro nozze, Wei chiese alla moglie che cosa aveva fatto alla testa e lei gli spiegò, in lacrime, che all’età di tre anni fu accoltellata da un uomo. In quel momento Wei si ricordò dell’anziano fuori dal tempio e del servo, e confidò alla donna di essere stato lui a ordinare l’assassinio.

Nonostante la verità, Wei e sua moglie da quel giorno si amarono più di prima, godendosi una vecchiaia felice e onorata.

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Fonte: http://www.ilbazardimari.net

Nonostante la storia sia effettivamente un po’ raccapricciante, soprattutto per le azioni dell’uomo, la leggenda del filo rosso è davvero curiosa.

E voi credete che le persone siano legate indissolubilmente? Vi aspetto nei commenti!