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#Reality High: un brutto film Netflix sull’adolescenza e i social [FILM TRASH]

Buongiorno lettori!

Ultimamente sembra che sia alla ricerca di film brutti di proposito, ma ho l’ennesima colpa di non aver guardato il trailer prima di buttarmi in questa nuova visione Netflix. Quale occasione migliore di iniziare una nuova rubrica intitolata “film trash”?
[L’ispirazione della rubrica nasce dallo booktuber Matteo Fumagalli, che da diversi anni ci intrattiene con le sue vide-recensioni di libri trash. Se non lo conoscete di consiglio di seguirlo!]

Il film #Reality High si potrebbe riassumere con uno dei commenti che ho trovato sotto al trailer:

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Ma siccome voglio che soffriate insieme a me, vi delizierò con una recensione (che manterrò comunque breve perché non c’è poi molto da dire su questo film!)

Dani è una ragazza acqua e sapone, che divide le sue giornate tra la scuola e il suo lavoro da tirocinante veterinaria.
Ad esclusione del suo migliore amico nerd, le sue coetanee sembrano interessate soltanto ad apparire sui social e ottenere follower, così come Alexa Medina, una famosa influencer del web e compagna di scuola.
Quando Dani attirà l’attenzione dell’ex ragazzo di Alexa, Cameron, ed entra nel suo giro di amici, inizia a cambiare il proprio stile per omologarsi agli altri, ma si rende presto conto che non tutto è come appare sul web.

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#Reality High è un film chiaramente scritto da adulti che pensano di conoscere il mondo degli adolescenti di oggi, inserendo cliché che non vedevo dalle pellicole fine anni 90 – inizio duemila.
La novità di questo film è nell’aggiunta dell’uso dei social media, riservati alle mean girls della situazione, che come nel più famoso dei cliché sono sempre ben truccate e alla moda.
All’opposto troviamo invece la protagonista acqua e sapone, brava a scuola e che non sa neppure come usare i social media (e deve farsi insegnare dalla sorella undicenne).
La “cattiva ragazza” ha invece milioni di follower, dei tirapiedi che passano il tempo a giudicare gli altri sul web e un ragazzo figlio di papà e stella dello sport, che si rivela però un bravo ragazzo interessato alla protagonista.
Non manca ovviamente il migliore amico nerd e un po’ sfigato, con una cotta per la nostra amata protagonista, che è peraltro interpretato da un attore trentenne come nei migliori film trash americani. Aggiungeteci una festa in piscina, alcool e un makeover ed eccovi servito #Reality High!

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#Reality High avrebbe potuto essere un film carino sull’uso dei social media tra i giovani e del cyberbullismo, ma si è rivelata una pellicola piena di stereotipi e per nulla vicina al ritratto degli adolescenti di oggi.
La scrittura è molto povera e i personaggi cambiano carattere da un momento all’altro della narrazione senza che ci si arrivi gradualmente.
Appare inoltre il personaggio del capo di Dani, una veterinaria interpretata da Kate Walsh, che non ha alcuna funzione ed è irrilevante ai fini della trama.

In ogni caso guardatevi il trailer e avrete visto praticamente l’intero film! Non sto scherzando!

Voto: 1 su 5.

 

 

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The Upside: il remake americano di Quasi Amici [RECENSIONE FLASH]

Sempre amici (The upside) è il remake americano del celebre film francese Quasi amici, uscito nel 2011.
Il film ha avuto un’uscita travagliata a causa degli scandali di Weinstein, arrivando nelle sale un anno dopo, nel 2018. In Italia è disponibile da poche settimane sulla piattaforma streaming Prime Video.

Il protagonista è Phil, un uomo ricco tetraplegico, alla ricerca di un badante che lo aiuti nelle azioni quotidiane.
Durante i colloqui per la ricerca di personale, si presenta Dell, un pregiudicato fannullone senza alcuna esperienza di lavoro e poco incline a darsi da fare.
Nonostante il parere contrario dell’assistente di Phil, Yvonne, l’uomo assume Dell.
A dispetto delle diversità culturali e sociali i due stringono amicizia, diventando l’uno il supporto dell’altro.

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Quando ho scoperto dell’esistenza di Sempre amici ero sorpresa, perché non riuscivo a capire la necessità di realizzare un remake di un film già praticamente perfetto.
La scelta vincente sarebbe stata quella di cambiare le dinamiche dei protagonisti, ma gli sceneggiatori hanno scelto la via sicura, ricalcando fedelmente il film originale.
Cambiano alcuni dettagli, certo, ma troppe scene sono identiche a Quasi amici, al punto che sembra di vedere la stessa pellicola.
In realtà una differenza importante c’è, ovvero l’interpretazione degli attori.
Kevin Hart è un comico molto conosciuto e amato, ma non riesce a reggere il confronto con Omar Sy, che spiccava anche nelle scene drammatiche e non solo in quelle umoristiche.
Hart strappa più di una risata nel corso del film, è a proprio agio con le battute di Dell e il suo modo di fare espansivo. Tuttavia, quando il ruolo richiedere un’interpretazione più curata, l’attore si allontana dal suo personaggio, non riuscendo a coglierne l’essenza più drammatica.
0f1ddf5387cfbfd31303003237bd150a.jpgNon possiamo dire invece la stessa cosa di Bryan Cranston, eccelso come al solito anche quando può avvalersi solo delle sue espressioni facciali, senza ricorrere alle gestualità del resto del corpo.

Devo essere sincera, se Sempre amici non fosse stato un remake, il giudizio non sarebbe stato così severo. The upside è un bel film, ma è qualcosa di cui non avevamo bisogno.
È inevitabile confrontarlo con la controparte francese, ma si tratta di una mera copia; di una scelta facile senza correre rischi.

Se non avete visto Quasi Amici vi consiglio di recuperare quello, perché a mio parere merita molto di più.

 

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Tutte le strade portano a Roma: un film pieno di cliché con Sarah Jessica Parker e Raoul Bova

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di un film americano che ho visto qualche giorno fa su Infinity, ambientato in Italia: Tutte le strade portano a Roma.

taglioAlta_001367.jpgMaggie (Sarah Jessica Parker), insegnante di giornalismo di New York, decide di portare la propria figlia problematica Summer in viaggio in Toscana, negli stessi luoghi dove vent’anni prima si è innamorata di un’artista italiano.
Arrivata a destinazione, viene accolta proprio dalla sua ex fiamma Luca (Raoul Bova), tornato in Italia per assistere la madre anziana.
Summer non ha però alcuna intenzione di assecondare il volere della madre nella sua vacanza italiana e decide di tornare a casa dal suo fidanzato, nei guai a causa della droga.
Ospitata a casa di Luca, Summer decide di rubare l’auto dell’uomo con la complicità della madre anziana di quest’ultimo e le due donne partono per un’avventura on the road.

Tutte le strade portano a Roma poteva diventare un prodotto carino, seppur non eccezionale, ma invece si rivela denso di problematiche.
Il problema principale è il concentrato di cliché sull’Italia e gli italiani che persiste in tutto il film.
Aggiungiamoci delle prove attoriali abbastanza scadenti e una sceneggiatura pessima, il risultato è un film da dimenticare.
Il film sfiora inoltre troppe tematiche che non vengono mai approfondite o trattate in modo banale, come l’uso delle droghe e il rapporto madre-figlia.
Tutte le strade portano a Roma non sa dove andare a parare, mentre con uno sforzo in più poteva diventare un prodotto quantomeno decente.
L’unica nota positiva è dettata dalla magnifica ambientazione che il nostro paese ha da offrire, dalle colline toscane a Roma, la città eterna.
Per il resto, mi rincresce dirlo, non si salva nulla.

Curiosità, film

Io prima di te: ci sarà un sequel con Emilia Clarke?

Buongiorno lettori, oggi parliamo della serie di libri con protagonista Louisa Clark, di cui qualche anno fa è uscito un adattamento con Emilia Clarke e Sam Claflin: Io prima di te.

Attenzione spoiler Io prima di te

Nel film Emilia Clark interpreta una ragazza di ventisei anni indecisa sul proprio futuro e senza particolari prospettive, che si ritrova a fare da assistente a un ragazzo finito sulla sedia a rotelle in seguito a un incidente.
Alla fine del film Io prima di te, Will, interpretato da Sam Claflin muore, lasciando una toccante lettera a Lou, nella quale la invita a sfidare la vita.

“Vivi bene. Semplicemente, vivi.”

La storia di Louisa è continuata sulla carta, con due sequel: Dopo di te e Sono sempre io, usciti rispettivamente nel 2016 e nel 2018.
Dopo di te si basa sulla vita di Lou un anno e mezzo dalla morte di Will; Lou non ha seguito il consiglio di Will, trovandosi di nuovo al punto di partenza, intrappolata in un lavoro che odia.
La sua vita ha però una brusca svolta quando rimane coinvolta in un incidente ed è costretta ad affrontare una riabilitazione, che la porterà a fare la conoscenza del paramedico Sam.

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Il materiale per un sequel dunque non manca e il film ha ottenuto grande successo, raggiungendo i 208 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di 20 milioni.

In un’intervista dello scorso anno la scrittrice Jojo Moyes si è espressa sul sequel di Dopo di te, dicendo che il cast sarebbe ben disposto a realizzarlo, ma che al momento gli impegni degli attori non lo rendono possibile.
Emilia Clarke negli anni passati è infatti stata impegnata sul set di Game of Thrones e Sam Claflin si è dedicato a diversi film come Resta con me.
Ora che Emilia Clarke ha terminato il proprio impegno con la serie, sarebbe disposta a riprendere i panni di Lou?

Come sappiamo il personaggio di Will non è presente nei sequel per ovvie ragioni, ma non è da escludere che, in un eventuale film, Sam Claflin possa tornare come comparsa in un flashback.
Chi potrebbe invece interpretare Sam?
Io vedrei bene nei panni del paramedico l’attore gallese Taron Egerton (impegnato in questo periodo in Rocketman), che avrebbe l’età e l’aspetto giusti per il personaggio.

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Josh invece, personaggio del terzo libro, potrebbe essere interpretato da Nicholas Hoult. In Sono sempre io infatti Louisa fa la conoscenza di Josh, un uomo che le ricorda tantissimo Will.

Nicholas Hoult e Sam Claflin sono davvero simili di aspetto, perciò la scelta sarebbe azzeccata!

Non ci resta che attendere e sperare che il progetto possa vedere la luce prima o poi.

E voi chi vedreste bene come controparte maschile in un’eventuale sequel? Vi aspetto nei commenti!

I preferiti del mese

I preferiti del mese || APRILE

Buongiorno lettori! Oggi torna la consueta rubrica con i preferiti del mese. Non dimenticate di farmi sapere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

Questo mese sono incappata nel blocco del lettore e ho letto soltanto tre libri, uno dei quali in anteprima di cui non posso ancora dirvi nulla. Gli altri sono stati Bridget Jones: Un amore di ragazzo (di cui trovate la recensione sul blog) e Le assaggiatrici.

5 libri di scrittori emergenti (17)

FILM

Aprile è stato il mese del tanto atteso e discusso Avengers: Endgame, che mi è piaciuto molto.

MUSICA

Ad aprile ho ascoltato l’ultimo album del gruppo Death Cab for Cutie, Thank you for today e sono stata al concerto milanese del gruppo Mumford and sons, in tour per promuovere il nuovo album, Delta.

SERIE TV

Tra le tante attese c’è stato anche l’inizio di Game of Thrones, di cui sono state trasmesse al momento le prime tre puntate.

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Ne ho parlato in diversi articoli, che trovate qui sotto:

Game of Thrones: I leak usciti nel 2018 hanno previsto il finale?
Stark o Greyjoy? || Theon: un personaggio sottovalutato
Game of Thrones: La pagella della 8×02, i momenti migliori e peggiori + anticipazione 8×03
Game of Thrones: Riassuntone 8×02

Devo però anche citare After Life, un gioiellino di sei puntate con protagonista Ricky Gervais. Ve ne ho parlato qui.

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I preferiti del mese

I preferiti del mese ||FEBBRAIO

Buona sabato cari lettori! Come di consueto torna la rubrica con i preferiti del mese appena trascorso. Non mancate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

Dopo un gennaio ricco di letture, febbraio è stato piuttosto carente. Ho comunque letto un bellissimo libro: Bianco Letale. (di cui vi ho parlato qui)

51U+gVgk+fL._SX336_BO1,204,203,200_“Dopo le nozze di Robin e Matthew, il rapporto tra la detective e Cormoran è diventato teso e l’amicizia che li legava sembra essere solo un lontano ricordo. Un nuovo caso, che coinvolge un importante politico porta però i due a lavorare a stretto contatto, per cercare di scoprire la verità. Tra missioni in incognito e pedinamenti, Robin e Cormoran devono anche fare i conti con l’attenzione dei media, in seguito al successo dei casi precedenti. Nel frattempo Robin è costretta ad affrontare il trauma del suo ferimento e un matrimonio che sembra già essere naufragato in partenza.”

Link d’acquisto


FILM

A febbraio ho visto finalmente Your Name, un bellissimo anime che mi è stato consigliato e che trovate su Netflix.

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Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.


MUSICA

Ho ascoltato molto l’ultimo cd dei Mumford and sons (Delta), che vedrò ad aprile, ma ho anche ascoltato a ripetizione Next to me del gruppo Imagine Dragons.

SERIE TV

A febbraio ho divorato Sex Education, una delle nuove serie di Netflix, che ho amato. (qui vi ho parlato della seconda stagione)

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VIAGGI E GITE FUORI PORTA

Questo mese non ho fatto viaggi particolari, ma un giorno ho trascorso qualche ora in un borgo a pochi minuti da casa mia: Castell’Arquato. 

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[foto turismo.it]

 

 

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Il dramma del cancro in un film: Now is Good [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di un film che ho visto qualche giorno fa su Infinity: Now is Good.

Now is Good è un film del 2012, basato sul romanzo Voglio vivere prima di morire. In Italia non è mai uscito al cinema, arrivando in prima tv assoluta soltanto nel 2015.

Tessa ha sedici anni e da diversi anni lotta contro la leucemia. Sapendo che i trattamenti non sono più efficaci, decidere di vivere gli ultimi mesi che le restano, stilando una lista delle cose che vuole fare prima di morire. Mentre lei e la sua amica Zoey si destreggiano tra provare le droghe, andare alle feste o fare shopping sfrenato, Tessa incontra il suo vicino di casa Adam, del quale si innamora perdutamente.

“Momenti. La nostra vita è una serie di momenti.”

Di film sul cancro negli anni ne sono usciti tanti, anche e soprattutto di maggior successo (Basti pensare a I passi dell’amore o Colpa delle stelle). Now is Good non ha fatto molto parlare di sè, e anche la critica si è divisa tra stroncature e voti discreti.

Now is Good ha diverse caratteristiche in comune con altri film usciti prima, soprattutto con I passi dell’amore, che ho trovato davvero troppo simile.

  • Una ragazza terminale malata di leucemia √
  • L’incontro con un ragazzo di cui si innamora follemente √
  • Una lista di cose da fare prima di morire √

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Ciò che rende il film diverso dai suoi predecessori è la protagonista Tessa, molto ribelle e poco incline all’autorità del padre, che vorrebbe proteggerla da un ragazzo che finirebbe per farla soffrire. Ritengo che Dakota Fanning abbia fatto un ottimo lavoro con il suo personaggio. È riuscita a trasmettere il dolore e la rabbia di Tessa senza risultare eccessiva. Anche il resto del cast è piuttosto azzeccato e la scene tra la protagonista e il padre sono le migliori del film.

La prima parte l’ho trovata un po’ lenta, invece della seconda, molto più coinvolgente e dinamica (soprattutto sul finale). Ciò che non mi ha convinto è stata tutta la parte romantica del film, che sebbene sia quasi necessaria in un film sentimentale, l’ho trovata forzata.

Un vicino di casa super attraente che fa vivere alla protagonista gli ultimi mesi della sua vita? Come già detto, è una trama fin troppo abusata, che nella realtà non accade quasi mai. Anche se so che la pellicola è tratta da un libro, avrei preferito che esplorasse di più il rapporto della protagonista con la famiglia e meno l’amore con un adolescente.

Il film comunque mi è piaciuto abbastanza, perciò il mio voto è di 3,75 su 5.

Piccolo consiglio personale: Now is good è quel tipo di film che vi farà intevitabilmente versare fiumi di lacrime, perciò preparate i fazzoletti prima di iniziarlo!

Curiosità, film

Your Name: il filo rosso del destino

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa ho visto su Netflix Your Name, il bellissimo anime di Makoto Shinkai, suggeritomi dal blog Milioni di particelle. Your Name è uscito nel 2016, ottenendo un grandissimo successo di pubblico e critica. Non voglio soffermarmi sulla recensione del film (perché ormai ne hanno parlato tutti), sebbene sia davvero stupendo, ma piuttosto sulla leggenda del filo rosso del destino, ben presente nell’anime.

Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.

“Ovunque tu possa essere nel mondo… Verrò a cercarti”

In tutto il film i due protagonisti sono legati da un filo rosso, che nella realtà è un simbolo di una leggenda di origine cinese, diffusa in Giappone.

Secondo questa leggenda ogni invidivuo, dalla nascita, è legato alla propria anima gemella da un filo rosso intorno al mignolo della mano sinistra. Il filo non può spezzarsi e le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.

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∼ La Leggenda

Wei, orfano di entrambi i genitori fin da piccolo, aveva il desiderio di sposarsi e avere una grande famiglia; ma non era mai riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.

Un giorno, durante un viaggio, Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano che stava leggendo un libro. Wei gli chiese che cosa stesse leggendo e lui rispose di essere il Dio dei matrimoni e che la futura moglie di Wei ora era una bimba di tre anni; avrebbe dovuto attendere ancora quattordici anni prima di conoscerla. Wei era deluso, ma notò che l’uomo aveva un sacco. L’anziano spiegò che conteneva il filo rosso che serviva per legare i piedi dei mariti e delle mogli. Un filo invisibile e impossibile da spezzare, che lega per sempre due persone, indipendentemente dagli eventi che vivranno.

Wei, che voleva scegliersi da solo una moglie, ordinò al servo di uccidere la bambina che sarebbe diventata sua moglie. Il servo eseguì l’ordine, ma la bambina sopravvisse, riportando una ferita alla testa.

Gli anni passarono e Wei non aveva ancora trovato una moglie finché, quattordici anni dopo incontrò una ragazza proveniente da una famiglia agiata, di cui si innamorò e che sposò.

La ragazza portava sempre una fasciatura sulla testa, che non toglieva mai. Diversi anni dopo le loro nozze, Wei chiese alla moglie che cosa aveva fatto alla testa e lei gli spiegò, in lacrime, che all’età di tre anni fu accoltellata da un uomo. In quel momento Wei si ricordò dell’anziano fuori dal tempio e del servo, e confidò alla donna di essere stato lui a ordinare l’assassinio.

Nonostante la verità, Wei e sua moglie da quel giorno si amarono più di prima, godendosi una vecchiaia felice e onorata.

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Fonte: http://www.ilbazardimari.net

Nonostante la storia sia effettivamente un po’ raccapricciante, soprattutto per le azioni dell’uomo, la leggenda del filo rosso è davvero curiosa.

E voi credete che le persone siano legate indissolubilmente? Vi aspetto nei commenti!

I preferiti del mese

I preferiti del mese || GENNAIO

Buona domenica cari lettori! Come di consueto torna la rubrica con i preferiti del mese appena trascorso. Non mancate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

A gennaio ho letto 7 libri e il mio preferito è stato Eleanor Oliphant sta benissimo, di Gail Honeyman. Trovate la recensione completa QUI.

51uvk9rjJ2L._SX329_BO1,204,203,200_.jpgEleanor Oliphant è una trentenne che, dal termine degli studi, lavora come contabile in un ufficio. Non ha amici o particolari contatti con i colleghi di lavoro, che spesso parlano e ridono di lei; non ha una vita sociale e passa l’intero weekend a scolarsi bottiglie di vodka nel suo piccolo appartamento fornito dai servizi sociali. Eleanor è tremendamente sola, ma la sua vita solitaria prende una piega inaspettata quando, mentre esce dal lavoro con un collega, soccorre un anziano caduto in strada. La gentilezza e le attenzioni dei due sconosciuti la scuotono, aprendole un mondo di possibilità che non credeva esistessero.

Link d’acquisto

FILM

Alla fine di gennaio ho deciso di intraprendere un viaggio nei film di Audrey Hepburn, icona del cinema tra gli anni 50 e 60. Al momento ho visto Colazione da Tiffany e Vacanze Romane, che ho amato. Il preferito del mese è proprio Vacanze Romane, la prima pellicola con protagonista Audrey Hepburn.

Al momento non si trova da nessuna parte in streaming (legale), ma potete recuperarlo in DVD qui.

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La principessa Anna, erede al trono di un regno immaginario, giunge a Roma dopo aver visitato altre capitali europee. La rigida etichetta che è obbligata ad osservare la esaspera ed una sera, eludendo la sorveglianza del suo seguito, esce sola per le strade. Qui la scopre il giornalista Joe Bradley, il quale, non riuscendo a sapere da lei il suo indirizzo, la porta a casa sua, dove la sconosciuta s’addormenta su un divano. Le notizie raccolte la mattina seguente al giornale rivelano a Bradley che la sconosciuta è la principessa Anna…

MUSICA

Questo mese è uscito l’EP del gruppo irlandese Wild Youth. Non è il mio solito genere, ma ho avuto occasione di vederli dal vivo (aprivano un concerto) e sono un gruppo davvero coinvolgente. Ho deciso quindi di acquistare la versione digitale, che ho ascoltato a ripetizione durante il lavoro.

SERIE TV

Su consiglio del blog Serial Escape ho iniziato The Good Doctor e me ne sono innamorata! Ho guardato anche la nuova stagione di Grace & Frankie, di cui vi ho parlato qui.

VIAGGI E GITE FUORI PORTA

A gennaio ho fatto due gita fuori porta, una nei colli bolognesi e l’altra a Sirmione. Nonostante avessi già visitato questo borgo, ho avuto modo di esplorarlo meglio. (Ve ne ho parlato qui).

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[foto www.comune.sirmione.bs.it]

PRODOTTI

Questo mese ho deciso di inserire una nuova categoria, con i migliori prodotti da me acquistati e provati. Il preferito di gennaio è il correttore Fenty Beauty by Rihanna, che insieme al fondotinta della stessa linea è uno dei miei prodotti viso preferiti in assoluto. L’ho acquistato online su Sephora al prezzo di 24,90€.

Curiosità, Sezione Viaggi

A Sirmione sulle orme di Chiamami col tuo nome

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa ho fatto una gita a Sirmione, un’incantevole borgo sul Lago di Garda, location usata per alcune scene di uno dei miei film preferiti: Chiamami col tuo nome.

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Sirmione è conosciuta per la sua acqua termale, dai poteri terapeutici e riabilitativi, ma anche per essere stata un’importante centro romano ai tempi dell’impero. Oggi di quel periodo restano le Grotte di Catullo, i resti di quella che era una delle ville più importanti dell’Italia Settentrionale.

È qui che Luca Guadagnino ha girato alcune scene dal film Chiamami col tuo nome, uscito nel 2017 e candidato a quattro premi Oscar.

Se vi trovate a Sirmione, con un biglietto dal costo di 4€, potete visitare i resti della villa, ai quali si ha accesso passando per un museo che ospita i reperti degli scavi della villa e di altre dei dintorni. La zona è a picco sul lago, circondata da ulivi e si gode di uno splendido panorama.

 

sirmione_lake_garda_castle_2.jpg[Sirmione – foto italyxp.com]

La struttura è stata chiamata “Grotte di Catullo” nel periodo rinascimentale, in quanto parte dei resti sono coperti dalla vegetazione e sono accessibili come entrando in cavità naturali (non aperte al pubblico).

Ma com’era la villa durante il periodo romano?

Si stima che fu costruita intorno al I secolo a.c – I secolo d.c. Aveva una pianta di forma rettangolare e si sviluppava du tre piani. L’ingresso principale era posizionato a sud, verso la terraferma e dava accesso al piano residenziale superiore, che era dotato di una zona termale. Sullo stello livello, in lunghezza, si sviluppavano delle terrazze a picco sull’acqua e coperte di vegetazione.

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[Foto Abbonamento Musei Lombardia]

Il settore centrale della villa era occupato da uno spazio aperto di circa 4000mq con una fitta vegetazione e aree verdi ben curate. Dalla residenza si poteva accedere direttamente alla spiaggia nelle giornate calde, mentre con il cattivo tempo si poteva trascorrere il tempo sotto a un enorme criptoportico.

Potete però avere una visione completa dei resti romani direttamente dal lago. All’entrata del borgo di Sirmione potete concedervi un giro turistico in barca, che circumnaviga la “penisola”. (In gruppo, prezzo di 10€ a testa.)

Che siate o meno fan del film, Sirmione è un bellissimo borgo, ricco di storia e natura e merita sicuramente una visita!

E voi ci siete mai stati?

Fonte: http://www.grottedicatullo.beniculturali.it