Novità, novità in libreria

Novità Febbraio DeA e Sperling & Kupfer

Buongiorno lettori! Oggi voglio segnalarvi le uscite di febbraio della casa editrice DeA. Buona lettura!

unnamed.jpgTitolo: Piove deserto

Autori: Ciro Auriemma, Renato Troffa

Data di uscita: 5 febbraio
Pagine 224 – euro 16,00

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Davide, operaio in una fabbrica di fronte a Carloforte, è morto. È stato un incidente, una disgrazia. O forse è stato ucciso, perché aveva visto o saputo qualcosa che non doveva, magari proprio sullo stabilimento che da tempo rischia la chiusura. Anzi, è ancora vivo, si è nascosto a Cagliari con una donna… Molte voci e menzogne corrono, si inseguono attorno alla sua presunta morte bianca; presunta perché manca un corpo da piangere: Davide è letteralmente sparito. All’ombra di ciminiere che svettano come cattedrali di metallo e cemento, Leo Mari, ex poliziotto ed ex alcolista, una figlia sorda che vede troppo poco e che a malapena riesce a mantenere, torna sull’isola dove è nato e dalla quale è fuggito molti anni prima. Lo fa per affetto, perché Davide è stato il suo migliore amico, ma anche come investigatore per conto dell’assicurazione che dovrebbe saldare il prezzo della sua scomparsa. È un incarico come tanti, si dice, ma diventerà una corsa contro il tempo, alla ricerca di segreti che potrebbero non piacergli e che lo trasformeranno nel bersaglio di chi si sente minacciato dalla verità. Intense passioni civili e private si mescolano in questo potente noir: un’indagine coraggiosa sul dolore di una terra che sa essere paradiso e inferno insieme, e sulla ferocia di un tempo in cui perdere il lavoro può rappresentare una disgrazia peggiore che perdere la vita.


unnamed.jpgTitolo: Non era vero

Autore: Clare Mackintosh

Data di uscita: 12 febbraio
Pagine 400 – euro 17,00

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Anna è sconvolta quando, a sette mesi di distanza dalla morte per suicidio del padre, sua madre sceglie di togliersi la vita nello stesso identico modo. Almeno, questo è quanto stabilisce la polizia. Ma qualcosa dentro Anna, innamorata del suo ex terapeuta e da poco divenuta mamma, si ribella all’evidenza. Nulla, nel passato della sua famiglia, giustifica un epilogo tanto drammatico. Trascorso qualche tempo dal nuovo lutto, Anna riceve un biglietto anonimo che sembra confermare i suoi sospetti. Tanto basta a spingerla a rivolgersi alla polizia nella speranza che il caso venga riaperto. L’unico disposto a darle ascolto, però, è Murray Mackenzie, poliziotto in pensione. Mackenzie, marito devoto di una donna che soffre di depressioni violente, si impegna a riaprire ufficiosamente il caso, convinto che solo nuovi e concreti indizi potranno persuadere i colleghi a prendere sul serio i dubbi di Anna…


unnamed.jpgTitolo: La ragazza invisibile

Autore: Blue Jeans

Data di uscita: 26 febbraio
Pagine 540 – euro 18,00

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Una mattina di maggio Aurora Rios viene trovata morta nella palestra della scuola. Qualcuno le ha inflitto un colpo fortissimo sulla testa e ha abbandonato una mazza da baseball accanto al corpo martoriato. È forse questo il primo momento in cui i compagni si accorgono veramente di Aurora, la “ragazza invisibile”. A diciassette anni, Aurora non ha amici, né una famiglia che voglia occuparsi di lei. La sua morte fa chiasso, forse troppo, finché tutti ammutoliscono. Perché all’improvviso diventano sospettati per il delitto. Ma chi è il vero responsabile di quello che è successo? Julia Plaza è ossessionata da questa domanda. Compagna di classe di Aurora, Julia ha un’intelligenza e una memoria prodigiose ed è in gradi di realizzare un cubo di Rubik in meno di cinquanta secondi. Così, quasi per gioco, inizia a indagare sul delitto. Ma il gioco si trasforma rapidamente in un vortice da cui Julia non può più uscire: perché niente è come sembra e il colpevole potrebbe essere proprio accanto a lei.


unnamed.jpgTitolo: Il fabbricante di sogni

Autore: R.M Romero

Data di uscita: 26 febbraio
Pagine 228 – euro 17,00

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Karolina è una bambola che vive nella Terra incantata dei Giocattoli, almeno fino al giorno in cui una terribile guerra infrange l’idillio. Costretta a fuggire, Karolina si trova come per magia a Cracovia, nella bottega di un vecchio giocattolaio. Jozef è un uomo burbero e solitario che pensa solo per sé, ma con l’arrivo di Karolina la sua vita cambia. Nella bottega torna il sorriso e il giocattolaio, su consiglio di Karolina, si avvicina anche a un violinista ebreo e a sua figlia, per cui inizia a realizzare splendidi giocattoli. Ma, quando tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, l’ombra nera del nazismo si allunga su Cracovia. I nuovi amici ebrei sono in pericolo, e Jozef non intende abbandonarli per nessun motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso.


unnamed.jpgTitolo: Bianca

Autore: Francesca Pieri

Data di uscita: 26 febbraio
Pagine 260 – euro 16,00

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Costanza e Silvia hanno vite molto diverse e si sono conosciute da poco, ma già le lega una grande complicità, una immediata e reciproca fiducia che le spinge a rivelarsi tutto di sé stesse, compresa la voglia di avere un figlio. A distanza di qualche mese, scoprono di essere incinte, entrambe di una femmina. Le loro vite prendono a scorrere parallele: per mesi respirano all’unisono, si nutrono della stessa felicità, sognano futuri identici. Fino a quando un destino crudele, ai limiti dell’assurdità, decide di spingere le due donne in direzioni opposte, costringendole a guardare le loro vite allo specchio. Ma si può attraversare la rabbia, il rimpianto, la solitudine, l’invidia e l’angoscia, senza perdere il coraggio di restare amiche?

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film

5 film on the road da non perdere

Buongiorno lettori e buon inizio settimana, come state? Oggi parliamo di film ambientati on the road, nei quali per l’intera durata del film (o quasi) i protagonisti devono affrontare un viaggio che li porterà ad affrontare situazioni assurde o più o meno esilaranti.

Iniziamo con il botto con un film del 2011 che mi ha divertita tantissimo, con protagonisti Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis, Parto col folle (in inglese Due Date).

Peter è un archittetto in trasferta ad Atlanta per lavoro. Non appena apprende che la nascita del figlio è imminente, si reca in aeroporto per fare ritorno a casa, a Los Angeles. La sua valigia, per una serie di equivoci, viene però scambiata con quella di un passeggero. L’uomo viene scambiato per terrorista e inserito in una lista no-fly. Senza soldi, né documenti Peter è costretto a viaggiare proprio con la persona che lo ha messo nei guai, Ethan Tremblay, un aspirante attore che tiene le ceneri del proprio padre in una scatola di caffé. Per loro inizierà un viaggio pieno di difficoltà e situazioni esilaranti.

Se siete alla ricerca di un film senza troppo pretese, ma che vi faccia divertire, Parto col folle è la scelta giusta!

Candidato a quattro premi Oscar Little miss sunshine è stato accolto positivamente dalla critica, con ottimi incassi nell’anno di uscita (2006). Un cast stellare in una frizzante commedia on the road.

Olive viene selezionata in un concorso di bellezza per bambine più famoso degli Stati Uniti, Little Miss Sunshine. Lei e la famiglia partono quindi a bordo di un van in un viaggio attraverso il paese.

The fundamentals of caring (altruisti si diventa) è basato sul romanzo di Jonathan Evison, è stato presentanto al Sundace festival nel 2016 e distribuito in seguito su Netflix.

Dopo una tragedia e la separazione dalla moglie, lo scrittore Ben si iscrive a un corso per caregiver e viene affiancato a Trevor, un diciottenne dal carattere difficile, affetto da distrofia muscolare. I due decidono di partire per un viaggio, che riserverà loro non poche sorprese.

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Un cast d’eccezione da Tim Allen a John Travolta per una commedia del 2007, Svalvolati on the road.

Quattro amici con vite molto diverse decidono di fuggire dalla routine quotidiana, intraprendendo un viaggio on the road in California, in sella alle proprie motociclette. Non mancheranno strani incontri.

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Concludiamo con una commedia disponibile su Netflix a partire dall’11 gennaio, The Last Laugh.

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Due anziani, un ex comico e un manager in pensione, si ritrovano cinquant’anni dopo in una casa di riposo. Ben presto decidono di fuggire da quel luogo, per intraprendere un viaggio on the road per un ultimo tour insieme.

E voi quali film on the road mi consigliate?

serie tv

Grace e Frankie sono tornate! [RECENSIONE 5a stagione] No spoiler

Buongiorno lettori e buon fine settimana! Ieri è uscita la quinta stagione della serie Netflix Grace e Frankie, con protagoniste Jane Fonda e Lily Tomlin, che ho letteralmente divorato!

Grace e Frankie sono due donne che hanno superato i settanta anni di età, ed hanno da sempre un rapporto conflittuale per via dei loro differenti stili di vita; la prima snob e cinica, l’altra hippy e stravagante. La loro esistenza viene scombussolata quando i rispettivi mariti, soci in affari da oltre vent’anni, fanno coming out confessando di amarsi da anni e di volersi sposare. Tornate single, le due donne sono costrette a vivere assieme ed aiutarsi a vicenda, così da cominciare un nuovo capitolo della loro vita che le porterà a riscoprirsi come donne e come amiche. [wikipedia]

All’inizio della quinta stagione Grace e Frankie evadono dall’ospizio, ma quando fanno ritorno a casa scoprono che è stata messa in vendita dai propri figli. Grace nel frattempo sente la mancanza di Nick, che ha lasciato per la differenza d’età, e Frankie vuole ritrovare se stessa e fare ritorno alle origini diventando vegana(questa volta per davvero). Anche in questa nuova stagione le due si troveranno ad affrontare problemi lavorativi e personali e la loro amicizia verrà di nuovo messa alla prova.

Grace e Frankie sono tornate in una comedy perfetta per il binge watching. 13 puntate rette da due attrici talentuose con una forte chimica, che non potranno che farvi sorridere e che finirete per amare alla follia.

La terza età è al centro di una serie come mai prima d’ora e affronta argomenti che difficilmente vengono associati a una generazione più matura. Si spazia da argomenti come il sesso e le droghe leggere con battute sempre fresche e al passo con i tempi. In questa stagione le protagoniste affrontano alcune difficoltà con la Vybrant, la loro azienda di vibratori per la terza età. Nel frattempo Robert vuole mettere in scena un nuovo spettacolo teatrale e Sol prende un cane.

Se devo trovare un difetto in questa stagione ho sentito un po’ meno forte la presenza di Robert e Sol. Ho trovato le loro storyline meno interessanti di quelle delle protagoniste, ma nulla di irreparabile! Divertente ma un po’ sottotono è stata la comparsa di Ru Paul, che lo avrei visto volentieri in un ruolo ricorrente, invece di una semplice comparsa.

Mi sono chiesta se così tante stagioni potessero beneficiare a uno show di questo tipo. Il rischio di incorrere in gag ripetitive è alto, ma (almeno per il momento) gli sceneggiatori se la sono cavata egregiamente!

Di recente Grace e Frankie è stata rinnovata per una sesta stagione e non potrei esserne più felice. Se cercate una comedy frizzante e orginale, questa è la serie tv che fa per voi!

Voto: 4,5 su 5

Recensioni

The 100. Day 21 [RECENSIONE FLASH] #2

Buona serata lettori! In questi giorni ho letto il secondo volume della saga The 100, della scrittrice Kass Morgan, da cui è stata tratta la serie televisiva omonima. Trovate la recensione del primo capitolo qui.

51ix8lkwtfl._sx332_bo1,204,203,200_Sono trascorsi ventuno giorni dall’arrivo dei cento sulla Terra, inviati dallo spazio per ricolonizzare il pianeta dalla guerra nucleare che lo ha devastato secoli prima. Al loro arrivo i ragazzi si accorgono di non essere soli, alcuni di loro vengono infatti attaccati dai terrestri.

Quando Octavia scompare nel nulla, una delle terrestri, Sasha, viene fatta prigioniera. La maggiorparte dei cento vorrebbe ucciderla, ma Bellamy vuole tenerla in vita e obbligarla a riverlargli dove si trova la sorella. Al tempo stesso Wells cerca di mantenere il gruppo unito e Clarke vuole cercare i coloni.

Sulla stazione spaziale, intanto, l’ossigeno sta finendo e Glass e gli altri superstiti devono lottare per la propria vita.

∼ La mia opinione

Il secondo volume, come il precedente, si focalizza sul punto di vista di quattro personaggi, alternando momenti presenti a flashback. Come avevo già detto nel post precedente, anche in Day 21 quattro POV mi sembrano superflui. Ne avrei preferiti al massimo due, magari quello di Clarke sulla terra e quello di Glass nello spazio.

Un altro problema che ho ritrovato in questo volume è stato il dilungarsi troppo su alcuni eventi o flashback, finendo per non far succedere quasi nulla nell’intero libro. L’unico POV davvero riuscito è secondo me quello di Glass, un personaggio caratterizzato piuttosto bene, cosa che non si può dire lo stesso dei ragazzi arrivati sulla terra. Nelle parti di libro dedicate a Glass ho sentito i momenti di tensione o dolore provati dalla protagonista ed è un peccato che il romanzo sia così altanelante.

Clarke, in particolar modo, non mi ha suscitato nessun sentimento, o forse il peggiore di tutti: indifferenza. Inoltre la storia d’amore tra lei e Bellamy è stata affrettata troppo ed è difficile sentirsi coinvolti.

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I difetti e le mancanze del primo volume sono state una riconferma anche nel seguito, ma come avevo già detto The 100 è una lettura piacevole e scorrevole, e con tutta probabilità continuerò la saga. Spero che nel seguito venga dato meno spazio ai drammi amorosi e più spazio all’addattamento dei cento sulla Terra.

Il mio voto per questo libro è di 3,5 su 5.

Se volete acquistare il libro lo trovate su amazon al prezzo di 10,20€.

film

In attesa del remake statunitense, ho visto Quasi Amici ed ecco cosa ne penso

Buongiorno lettori! Come state?

Siccome a breve uscirà nelle sale The Upside, il remake del film francese Quasi amici, ho deciso di recuperare quest’ultimo, che potete trovare tranquillamente su Netflix (con il nome di Intouchables) e ho deciso di parlarvene brevemente. Ecco cosa ne penso!

Philippe è un rampollo di una famiglia nobile, con una figlia e vedovo da poco. In seguito a un incidente di parapendio è rimasto paralizzato dal collo in giù e ha bisogno di continua assistenza per affrontare la vita di tutti i giorni. Durante i colloqui di lavoro per la ricerca di un badante, si presenta a casa di Philippe un immigrato senegalese, Driss. A Driss non interessa il posto di lavoro, vuole soltanto la firma dell’uomo per ottenere il sussidio di disoccupazione. Philippe decide però di assumerlo, nonostante non abbia referenze o esperienza sul campo.

1200x630bbQuello che doveva essere un rapporto di lavoro diventa così un legame molto più profondo, a doppio senso. Sia Philippe che Driss hanno bisogno l’uno dell’altro, bisogno di qualcuno in cui riporre la propria fiducia, qualcuno con cui aprirsi e tornare a vivere. Driss è andato oltre all’apparenza e ha visto in Philippe un uomo. Ed era ciò di cui lui aveva bisogno, dopo essere sempre stato trattato come un disabile fin dall’incidente.

Questo film mi ha stupita più di quanto credessi possibile. Quasi amici non è una commedia divertente, sebbene strappi più di una risata, ma è quel tipo di film che ti fa ridere e piangere allo stesso tempo e che ti porta a riflettere anche quando hai smesso di guardarlo da un pezzo. È un film toccante e che apre le porte alla conoscenza della vita di un disabile e delle difficoltà che deve affrontare. Ma lo fa con un pizzico di ironia e ritraendo un legame straordinario.

Ho amato il personaggio di Driss, che è ben lontano dall’essere perfetto e all’inizio può far storcere il naso. Ma l’umanità che lo contraddistingue finirà per farsi strada nei vostri cuori, come ha fatto in quello di Philippe, che ha visto in lui qualcosa che valeva la pena di esplorare. Oltre alla sceneggiatura davvero ben scritta, il film è retto dalle riuscitissime performance degli attori principali François Cluzet e Omar Sy, che con simpatia e commozione hanno dato vita a un film che è impossibile non amare.

Se non avete Netflix potete recuperarlo in DVD o Bluray a poco più di 8€.

Se volete approfondire la storia vera da cui è stato tratto il film potete acquistare il libro scritto da Philippe qui.

51f+A-SwakL._SX323_BO1,204,203,200_.jpgRampollo di nobile famiglia, ricco, colto, affascinante e amante delle cose belle e raffinate, Philippe è paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente di parapendio. Non è la prima tremenda prova a cui la vita lo ha sottoposto: ha perso da poco la sua splendida e amatissima moglie, affetta da una rara forma tumorale. Philippe combatte coraggiosamente e ostinatamente con il proprio corpo, con il ricordo straziante di lei e con l’idea di essere un uomo inutile, finito, e per farlo usa tutti gli strumenti possibili, dall’impegno sociale all’attaccamento ai piaceri della vita. In questa sua battaglia ha un’arma speciale: il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera, che entra un giorno nella sua vita “ingessata” con l’energia di un tornado e diventa immediatamente il suo “diavolo custode”. Il loro rapporto di dipendenza reciproca e lo scontro ravvicinatissimo e spesso spericolato tra le loro culture si trasforma presto in un legame solido e nello stesso tempo turbolento, punteggiato da episodi irresistibilmente comici e autenticamente commoventi.

film

Sequel, reboot e remake in uscita nel 2019 [FILM]

Sequel, reboot e remake sembra essere la moda dell’anno appena trascorso, ma la voglia di riprendere “vecchi prodotti” non sembra essere passata e anche il 2019 rispolvererà alcuni tra i film o serie tv più di successo degli ultimi decenni. Scopriamo insieme quali!

L’articolo sarà diviso in due parti, in questa mi focalizzerò sui film e nel prossimo sulle serie tv.

Downton Abbey è una della serie tv storiche più apprezzate di sempre, trasmessa dal 2010 al 2015, per un totale di 52 episodi. Nel 2016 è stato annunciato il film, che uscirà il 13 settembre nella sale inglesi e il 20 settembre in quelle statunitensi. L’intero cast (o quasi) tornerà a vestire i panni della famiglia Crawley e della servitù, nella magnifica residenza fittizia di Downton Abbey.

 

 

 

 

 

Rircordate la commedia con Mel Gibson e Helen Hunt What Woman Want? Mel vestiva i panni di Nick, un pubblicitario donnaiolo che in seguito a un incidente domestico iniziava a sentire i pensieri delle donne. What men want è il remake femminile del film del 2000, con la protagonista di Empire Taraji P. Henson

 

 

 

Anche la Disney ha rilasciato alcune novità molto interessanti, tra cui il Live Action de Il Re Leone, in uscita il 29 luglio 2019; Dumbo, in arrivo il 29 marzo e Aladdin con protagonista Will Smith, in uscita il 24 maggio.

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Il film francese Quasi Amici ha ottenuto un grandissimo successo al botteghino nell’anno di uscita e ora è arrivato negli Stati Uniti, in un remake con protagonisti Bryan Cranston e Kevin Hart: The Upside.

Trovate la versione originale su Netlix.

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Men in black approderà nelle sale con il quarto capitolo, che si chiamerà Men in Black: International. Questa volta il film non vedrà più protagonisti Will Smith e Tommy Lee Jones, ma sarà uno spin-off con un nuovo cast, formato da Tessa Thompson e Chris Hemsworth nei panni dei protagonisti.

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Anche Jumanji torna per un terzo sequel, che uscirà alla fine del 2019. Il film con Dwayne Johnson e Kevin Hart sarà il sequel del remake del classico con Robin Williams, uscito nel 1995. Jumanji – Benvenuti nella giungla ha incassato quasi un miliardo di dollari al botteghino (nel mondo).

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Tra i fumetti, oltre alle varie attesissime uscite della Marvel, nel 2019 arriverà Hellboy, reboot dei precedenti film di Guillermo del Toro, tratti dai fumetti omonimi.

 

E voi quale film siete curiosi di vedere? Vi aspetto nei commenti!

 

Recensioni

Che pasticcio, Bridget Jones [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori! Oggi torno per parlarvi del secondo volume del diario di Bridget Jones, Che pasticcio, Bridget Jones! (Trovate la recensione del primo qui)

51mAF39gSkL._SX317_BO1,204,203,200_.jpgLa vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark.

Finalmente Bridget Jones ha lasciato da parte i vizi (più o meno) per godersi la nuova vita insieme all’affscinante avvocato Mark Darcy. L’idillio dura però poco, perché i guai sono dietro l’angolo, e tra un lavoro che inizia a starle stretto e la bellissima Rebecca, troppo interessata a Mark, la vita di Bridget precipita in fretta.

Se nel primo volume Mark Darcy era poco presente, nel seguito ottiene uno spazio narrativo più ampio. Tuttavia, nonostante Bridget sia ben caratterizzata, Mark rimane enigmatico e poco approfondito.

In questo volume avrei voluto urlare “SVEGLIATI!!!” a Bridget in continuazione. La protagonista ha raggiunto i trent’anni, eppure si comporta come un’adolescente immatura. Non si impegna affatto nel proprio lavoro, sperpera il proprio denaro e non sa che cosa sia la comunicazione! Si mette in continuazione in situazioni spiacevoli, ma non fa il minimo sforzo per cercare di spiegarsi. Questo atteggiamento mi ha a dir poco infastidita! Credo che l’autrice abbia voluto costruire un personaggio goffo e divertente, ma abbia finito per calcare un po’ troppo la mano.

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Sinceramente mi sono chiesta che cosa possa trovare Mark Darcy in una donna come Bridget, perché non ha alcuna caratteristica interessante. E poi diciamolo, è anche abbastanza “stupida”. Non voglio sembrare snob, ma Bridget è un disastro su tutti i fronti e non sa neppure dove si trova la Germania!

Nel primo volume avevo sottolineato le continue lamentele di Bridget sul proprio peso. Per fortuna l’autrice ha corretto il tiro e si sono notevolmente ridotte. Nonostante ciò il seguito è stato meno coinvolgente e lontano dall’iconico film. Le differenze con quest’ultimo sono diverse, come il personaggio di Rebecca, che nel film è una donna che si rivela essere interessata a Bridget e non a Mark; e la presenza più frequente di Daniel Cleaver.

Tutto sommato è stata una lettura piacevole e molto scorrevole, che consiglio se siete amanti del genere. Trovate il libro qui al prezzo di 8,41€.

 

serie tv

Skam Italia 2 vs Skam Norvegia: 4 differenze che ho apprezzato

Buona sera lettori! Come state? Oggi torniamo a discutere di Skam Italia, una delle serie rivelazioni del 2018. (Ve ne ho parlato qui)

Quando ho visto Skam OG mi sono letteralmente innamorata di Isak ed Even e pensavo fosse impossibile uguagliare una coppia così affiatata. Ma poi è arrivata Skam Italia, che nonostante abbia seguito le orme dell’originale, ha saputo aggiungere quel tocco in più di innovazione di cui aveva bisogno.

In questo post vi parlerò quindi delle differenze che ho apprezzato tra la web serie originale e il remake italiano. Ovviamente vi aspetto nei commenti per conoscere le vostre preferenze!

I CONTRABBANDIERI

Una delle scelte che ho preferito in Skam Italia è stata la costruzione del rapporto tra il protagonista Martino e i suoi amici. Nella serie originale la parte maschile era presente, ma molto meno enfatizzata. In Skam Italia è impossibile non lasciarsi conquistare dall’intenso rapporto tra Martino e il migliore amico Giovanni. Chi non vorrebbe avere un amico come lui?

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LA MADRE DI MARTINO

In Skam OG il rapporto tra i protagonisti delle varie stagioni e i genitori non è mai stato indagato, le figure genitoriali sono sempre rimaste nell’ombra. In Skam Italia 2 invece il rapporto burrascoso tra Martino e la madre è molto più centrale. Assistiamo all’evoluzione del loro legame, dall’esclusione iniziale della donna nella vita del ragazzo, fino all’apertura di quest’ultimo in un momento molto toccante, che ritengo uno dei migliori della stagione.

Credo che questa scelta sia stata azzeccata, anche perché è più in linea con la realtà del nostro paese.

LOCATION

Skam Italia è stato girato in una delle città più belle al mondo, con un patrimonio storico enorme e, con una location così unica, molte delle scene hanno avuto quel qualcosa in più rispetto all’originale.

Un esempio? Il momento in cui Martino e Niccolò lasciano la festa di Halloween e si allontanano in bicicletta, passando per San Pietro.

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PSICOLOGO

La scelta di diversificare il momento della richiesta di aiuto da parte di Martino è stata una scelta che ho apprezzato davvero tanto. Se in Skam OG Isak si rivolgeva alla dottoressa nello studio medico della scuola, in Skam Italia Martino viene accolto dallo psicologo in una classe decadente. Questa differenza mostra la diversità tra le due realtà, quella nordica e quella italiana.

Queste erano alcune delle differenze che ho apprezzato. Se volete recuperare i post precedenti potete trovarli qui:

Curiosità

Settimana dedicata alla salute mentale: ritrovare il benessere psicofisico con la Cooking Therapy

Buongiorno lettori! Qualche tempo fa ho portato qui sul blog una settimana dedicata alla salute mentale. Anche se un pochino in ritardo, affrontiamo l’ultima tappa del progetto, con un’intervista alla dottoressa Sebastiana Roccaro, che ci parlerà di una sua iniziativa.

∼ Buongiorno dottoressa, le andrebbe di presentarsi ai lettori del blog?

Buongiorno a tutti voi. Certamente, mi presento: sono Sebastiana Roccaro, psicologa – psicoterapeuta di formazione sistemica relazionale. Ho iniziato la mia professione lavorando con bambini e adolescenti, ma da circa un decennio opero nell’ambito della Psiconcologia e delle Cure Palliative e da poco più di un anno mi dedico ai laboratori di Cooking Therapycondotti secondo una mia specifica metodologia.

∼ In breve, che cos’è la Cooking Therapy?

Cooking Therapy è una disciplina nuova ma che per ritrovare il benessere psicofisico, utilizza qualcosa di molto antico, l’arte del cucinare. Ha come presupposto di base “Sto male, quindi cucino” e non “sto male e quindi mangio”. Vorrei sottolineare anche cosa non è Cooking Therapy: non è psicoterapia né un corso di cucina.

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∼ Com’è nata l’idea del progetto di Cooking Therapy? C’è alla base una passione per la cucina?

Fondamentalmente si, c’è una passione per la cucina anche se non ricordo quando è nata, probabilmente è insita in me da sempre, magari nel mio DNA, ripercorrendo il mio genogramma ho riscoperto questa passione tra i mestieri dei nonni e degli zii, panettieri, pasticcieri, cuochi e pizzaioli. La ritrovo nei miei ricordi dell’università e delle mie prime esperienze lavorative, sia da educatrice che da psicologo; in ogni progetto almeno una giornata impegnati ad impastare, cucinare e condividere la pizza, il pane, i dolci.
Da tutto questo nasce già qualche anno fa, l’idea di Cooking Therapy. Realizzo che “Forse
coniugare l’amore per la cucina con le mie competenze da psicologo è possibile”. Mi riscopro a dare una lettura psicologica ad ogni fase di preparazione. Inizia la ricerca scientifica; il termine Cooking Therapy viene utilizzato in altre nazioni ma in riferimento a master class gestiti da chef e in Italia una giornalista sembra interessarsi alla “cucinoterapia” ma nulla che si avvicina alla mia idea. Anche la ricerca tra la letteratura scientifica risulta vana. Così sostenuta e incoraggiata dalla mia famiglia mi adopero per concretizzare il progetto.
∼ Quali sono i benefici di questa disciplina?

L’obiettivo generale è prendersi cura di sé e degli altri, ritrovare il benessere psicofisico
attraverso un nuovo strumento che va oltre l’importante atto quotidiano. Cucinare significa rievocare attraverso gli odori e i sapori le proprie origini, le tradizioni, i legami familiari; vuol dire dar spazio alla creatività, recuperare o rinforzare autostima, sviluppare le funzionalità cognitive.
Essa ha un valore terapeutico a più livelli:
Fisico: spalle, mani, polsi, sono impegnati nella ricerca di un equilibrio dell’energia e della forza muscolare.
Cognitivo: tutti i sensi sono attivati, migliora la gestione del tempo e si affinano memoria e concentrazione.
Sociale: spesso si cucina per e con gli altri facilitando contatto e comunicazione.
Intra-personale: realizzare un piatto vuol dire esprimere la creatività, la capacità di scegliere e decidere. Significa sentirsi gratificati per quanto cucinato.

∼ A chi consiglia la Cooking Therapy?

Cooking Therapy va bene probabilmente per tutti, certamente per molti. Adulti, giovani, adolescenti, bambini, terza età, uomini, donne, coppie… I laboratori vengono costruiti ad hoc tenendo conto di tutte le variabili.

∼ Come si svolge una seduta di Cooking Therapy?

I laboratori si svolgono in piccolo gruppo (max 5-6 partecipanti), hanno una cadenza
quindicinale e una durata di 60/90 minuti a seconda della numerosità del gruppo. Ogni
laboratorio viene strutturato a seconda di alcune variabili (età, ciclo vitale, obiettivi specifici, ecc.) e sono previste alcune fasi principali di preparazione: indossare il grembiule, lettura della ricetta, pesa degli ingredienti, impastare, condire o decorare, condividere. Ogni ricetta viene studiata e adattata all’obiettivo specifico. Nel laboratorio con i bambini si cura anche l’aspetto ludico, a tal fine ci si avvale di collaboratore con adeguata formazione. Ad ogni laboratorio sottende studio e ricerca.

∼ Come è stato accolto questo suo progetto dai pazienti e dalla comunità?

Direi che è stato una esplosione di consensi. In un anno di attività sperimentale, ho condotto 35 laboratori, coinvolgendo 37 partecipanti tra adulti, adolescenti e bambini. Ho suscitato inoltre la curiosità di colleghi e l’interesse di altri professionisti della salute che mi hanno contattata per eventuali collaborazioni, anche all’estero. Ad oggi sono attivi laboratori per adulti, per adolescenti, per bambini e un laboratorio permanente per la gestione dell’ansia e dello stress.
Ovviamente c’è ancora tanta strada da percorrere, ma ad oggi credo di poter essere soddisfatta dei risultati ottenuti.
È possibile trovare tutte le informazioni, le modalità di iscrizione e il calendario dei laboratori sul sito http://www.cookingtherapy.it