Curiosità, serie tv

#Pride Month || 5 serie tv con personaggi LGBTQIA su Netflix

Buongiorno! In occasione del Pride Month voglio consigliarvi 5 serie tv con protagonisti personaggi LGBTQIA che potete trovare su Netflix.

∼ Special [2019]

Special è una comedy di otto puntate, scritta e recitata da Ryan O’Connell, nei panni del protagonista.

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La trama: Ryan Hayes è un ragazzo gay di poco più di vent’anni, che convive dall’infanzia con una malattia, la paralisi celebrale, che limita le sue capacità motorie. Dopo essere coinvolto in un banale incidente d’auto, Ryan viene assunto come tirocinante per una rivista online. Stanco che la sua malattia sia il centro della sua vita, Ryan mente ai nuovi colleghi, fingendo che le sue difficoltà a camminare o a compiere gesti quotidiani siano dovute all’incidente e non alla malattia.
Al lavoro Ryan stringe amicizia con Kim, una donna positiva e sicura di sè, che lo sprona ad affrontare nuove esperienze, come la sua prima volta e a stringere amicizia con altre persone.
Al tempo stesso Ryan decide di andare a vivere da solo e inizia ad allontanarsi dalla madre iperprotettiva Karen, che ha da sempre messo il figlio e la malattia al centro della propria vita.

Recensione completa qui.

∼ Tales of the city [2019]

Tales of the city è il terzo sequel di una serie iniziata nel 1993, ma che potete tranquillamente guardare anche se non avete visto le altre stagioni.

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La trama: Mary Ann ritorna al 28 di Barbary Lane a San Francisco, dopo ventitré anni di assenza, in occasione del 90esimo compleanno di Anna Madrigal.
Seppure Barbary Lane sia sempre lo stesso rifugio per chi è alla ricerca di una casa in cui poter essere se stesso, Mary Ann capisce che molte cose sono cambiate.
Ora Barbary Lane è abitata da una nuova generazione di giovani queer, tra cui la figlia di Mary Ann, Shawna, che la donna non vede da quando ha abbandonato lei e l’ex marito Brian due decenni prima.
Barbary Lane è anche abitata dall’amico di Mary Ann, Mouse, che ha una relazione seria con un ragazzo più giovane; da due gemelli che fanno di tutto per sfondare sul web e da una giovane coppia in crisi dopo la transizione di Jake.
Poi c’è ovviamente Anna, che vive ancora nel proprio appartamento, ma nasconde un segreto che minaccia la serenità di tutta Barbary Lane.

Recensione completa qui.

∼ Sex Education [2019]

Sex Education è una serie formata al momento da otto puntate (ma rinnovata per una seconda stagione), uscita su Netflix all’inizio di quest’anno.

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La trama: Il protagonista è Otis, il figlio di un’eccentrica sessuologa, che insieme all’aiuto di alcuni compagni di scuola inizia a dispensare consigli sessuali a giovani ragazzi in difficoltà.
Il suo migliore amico è Eric, un ragazzo gay spesso vittima di bullismo per i suoi modi appariscenti ed espansivi.

Vedi anche: Che cosa aspettarci dalla seconda stagione di Sex Education

∼ Unbreakable Kimmy Schmidt [2015-2019]

Unbreakable Kimmy Schmidt è una comedy di quattro stagioni, con protagonista Ellie Kemper nel ruolo di Kimmy Schmidt.

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La trama: La ventinovenne Kimmy, dopo essere stata rinchiusa per quindici anni in un bunker dal reverendo di una setta apocalittica, decide di ricominciare la propria vita a New York. Nella Grande Mela trova rifugio nell’appartamento di Titus, un aspirante attore gay vivace ed eccentrico.

Vedi anche: Ho visto gli ultimi episodi di Unbreakable Kimmy Schmidt [RECENSIONE]

∼ Grace and Frankie [2015-2019+]

Grance and Frankie è una serie tv (ancora in corso) di cinque stagioni, con protagoniste Jane Fonda e Lily Tomlin.

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La trama: Da sempre in conflitto per i propri stili di vita differenti, le settantenni Grace e Frankie si ritrovano all’improvviso a vivere insieme quando i rispettivi meriti fanno outing. I due uomini hanno infatti una relazione segreta da anni.
Sconvolte da quella nuova realtà, le donne devono anche imparare a convivere l’una con i difetti dell’altra.

Vedi anche: Grace e Frankie sono tornate! [RECENSIONE 5a stagione] No spoiler

 

 

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La segnalazione del mese

Metempsicosi di Stefano Caruso [SEGNALAZIONE]

Buonasera lettori! Oggi voglio presentarvi la nuova opera di Stefano Caruso: Metempsicosi, che uscirà il 26 giugno (prenotazione qui). Io l’ho letto in anteprima e vi assicuro che non potete perdervelo!

Contatti Autore: Calvin_Idol (Instagram), Stefano Caruso – Protowrite (Facebook)
Editore: Self-Published (sua etichetta indipendente Protowrite)
Genere: Thriller/Paranormal
Uscita: 29/06/2019
Prezzo: 3€ ebook (preorder, dal 29/06, 5€) – 14€ cartaceo
Link Amazon

“Quando si fa notte l’uomo mi aspetta, perché l’uomo mi aspetta di notte?
Quando chiudo gli occhi l’ombra mi osserva, perché l’ombra mi osserva tutte le volte?
Nel buio l’uomo mi guarda, perché l’uomo mi guarda se muoio?
Quando sono solo l’uomo mi parla, perché l’uomo mi parla se non voglio?
Negli specchi la sua ombra mi trova, e io non ho ancora capito perché…
Quando mi nascondo l’uomo mi scova, e la sua ombra mi osserva quando lui non c’è.”

Non c’è redenzione per i dannati.
Sebastian ha perso tutto: amicizie, amori, sicurezze, e sa che la colpa è solamente sua.
Non vive più, guarda la sua vita scorrere e si rifugia in una realtà fittizia, creata dalla droga da cui è dipendente, il Nac-B, che gli permette di volare lontano dal proprio corpo, dove è tutto perfetto.
Questa è la traslazione.
Ma i mondi in cui si trasla sono abitati, la droga lo mette a contatto con delle entità, esseri di altre dimensioni in grado di manipolare il comportamento di chi assume il Nac-B. Sebastian utilizza le conoscenze delle entità e si guadagna da vivere come sensitivo. Una chiamata per un lavoro come tanti lo porta lontano da tutto, la scomparsa di alcuni ragazzi in un villaggio sperduto in mezzo al deserto. L’entità del luogo è diversa da qualsiasi altra avesse mai affrontato prima.

I fantasmi del passato riemergono e gli offrono la possibilità di redimersi, ma il prezzo è l’umanità.
Quanto ci si può spingere oltre per riavere chi si ama?
Chi si può sacrificare per la propria felicità?
Si possono correggere gli errori passati?
Questo è Metempsicosi.


Continue reading “Metempsicosi di Stefano Caruso [SEGNALAZIONE]”

Curiosità, Scrittura

Perché aprire un blog: la mia esperienza

In questi giorni non sono riuscita a connettermi più di tanto, e questo breve periodo lontano dal blog mi ha fatto riflettere su che cosa significa “fare blogging” per me.
Ho aperto il blog perché volevo poter condividere i miei sentimenti sui libri letti insieme ad altri appassionati.
Negli anni ho ampliato gli argomenti trattati, ma lo scopo principale è sempre stato quello di CONDIVIDERE.
La community che si crea aprendo un blog è ciò che più di tutto mi sta a cuore nel fare blogging.
Quando scrivo, che si tratti di un articolo su un film, serie tv, libro o quant’altro, condivido al mondo una piccola parte di me, un’opinione, una passione.
E per quanto un autore possa voler tenere privata la propria identità, finirà comunque per rivelare qualcosa di se stesso agli altri.
In questi anni ho conosciuto tanti blogger, molti dei quali non so neppure che aspetto abbiano. Persone che mi seguono fin da quando sono approdata su WordPress, persone che ho conosciuto solo di recente, altre che se ne sono andate per non fare più ritorno e altre ancora che sono tornate dopo mesi di assenza.
La community di blogger è un luogo particolare perché racchiude tanti amici virtuali tra i quali molto spesso vengono scambiate confidenze, senza neppure quasi rendersene conto.
Quando ho scelto WordPress non avrei mai pensato di trovare una community di questo tipo, che si da supporto a vicenda ed è sempre pronta a dare consigli. Un luogo che è diventato come la mia seconda casa.

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Se siete indecisi, ecco quindi perché dovreste aprire un blog:

  • CONDIVISIONE: Come già detto, la parte migliore del fare blogging è condividere la propria passione con altri. Scambiare idee e opinioni è un modo per accrescere il proprio sapere, conoscere nuove persone e anche divertirsi!
  • MIGLIORARSI: Scrivere per un blog permette di migliorare il proprio vocabolario e la propria scrittura. Permette inoltre di assorbire nuove informazioni sugli argomenti più vari.
  • CREARE CONTATTI: Condividere aiuta a creare una rete di contatti, provenienti da settori diversi e da parti diverse del globo, oltre ad aumentare le possibilità di lavoro.
  • SFOGO: Un blog diventa anche una sorta di diario, che può essere delle nostre letture, dei nostri pensieri, dei nostri viaggi ecc… È una fuga dalla vita quotidiana ed è sempre pronto ad accogliere i nostri sfoghi e pensieri.
  • ISPIRAZIONE: Condividere aiuta a creare una discussione e a lasciarsi ispirare dalle opinioni degli altri. Che si tratti di un consiglio su una serie televisiva o una meta vacanze, un blog è una fonte di ispirazione continua.

I benefici di un blog sono ancora tantissimi, ma per evitare di risultare ripetitiva, perché non provate a scoprirli da soli?

Voglio consigliarvi anche un video di un blogger che seguo, Imlestar, che ha da poco aperto anche un canale youtube, che vi consiglio di seguire.

E voi perché avete aperto un blog? Vi aspetto nei commenti!

serie tv

#Pride Month || Tales of the city: recensione della nuova serie tv Netflix

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una nuova serie tv limitata approdata da pochi giorni su Netflix: Tales of the city.

Tales of the city è il terzo sequel della miniserie del 1993, dopo l’ultimo (Further Tales of the City) del 2001.
Il nuovo sequel Netflix ha mantenuto solo due personaggi dai precedenti (Mary Ann e Anna), inserendo un cast più giovane.

∼ La trama

Mary Ann ritorna al 28 di Barbary Lane a San Francisco, dopo ventitré anni di assenza, in occasione del 90esimo compleanno di Anna Madrigal.
Seppure Barbary Lane sia sempre lo stesso rifugio per chi è alla ricerca di una casa in cui poter essere se stesso, Mary Ann capisce che molte cose sono cambiate.
Ora Barbary Lane è abitata da una nuova generazione di giovani queer, tra cui la figlia di Mary Ann, Shawna, che la donna non vede da quando ha abbandonato lei e l’ex marito Brian due decenni prima.
Barbary Lane è anche abitata dall’amico di Mary Ann, Mouse, che ha una relazione seria con un ragazzo più giovane; da due gemelli che fanno di tutto per sfondare sul web e da una giovane coppia in crisi dopo la transizione di Jake.
Poi c’è ovviamente Anna, che vive ancora nel proprio appartamento, ma nasconde un segreto che minaccia la serenità di tutta Barbary Lane.

∼ La mia opinione

Barbary Lane è casa, un luogo in cui giovani queer possono sentirsi al sicuro e amati. Barbary Lane è una comunità, una famiglia.
Insieme a Mary Ann anche noi spettatori torniamo a “casa” insieme a lei, entrando a far parte delle vite di questa famiglia allargata.
Tales of the city rappresenta due generazioni a confronto, quella odierna dei millenial e quella rappresentata da Anna e Mouse. Due generazioni separate da un passato diverso, ma che vivono sotto lo stesso tetto.
Questa differenza è ben mostrata nel confronto tra la coppia formata da Mouse, che ha vissuto sulla propria pelle il periodo drammatico dell’ AIDS, e Ben, cresciuto in una realtà decisamente più semplice per un giovane gay.
La serie non cerca però di prendere parti, ma rappresenta entrambe le generazioni, con le proprie difficoltà e pregiudizi.

Tales of the city è una serie che punta molto sui dialoghi e le interazioni tra i personaggi, riuscendo a dare vita a rapporti complessi ma reali.
Il rapporto tra Jake e Margot è uno dei punti forti della serie. È facile immedesimarsi nella confusione che provano i due personaggi per l’evoluzione del proprio rapporto.
Jake è un ragazzo transgender, rappresentato peraltro da un attore transgender non binario, che si trova in difficoltà quando inizia a provare attrazione per i ragazzi. Il casting di Jake è una scelta che ho apprezzato molto perché, in una realtà in cui molto spesso questi ruoli sono affidati ad attori non transgender, Tales of the city ha dato spazio alla comunità LGBTQIA.
Dall’altra parte abbiamo Margot, in conflitto con il rapporto tra lei e il ragazzo, in quanto Margot è lesbica e, seppur abbia accettato la transizione di Jake, sente la mancanza della relazione che avevano prima.
Ancora una volta la serie non obbliga lo spettatore a prendere una parte, ma mostra le due facce della stessa medaglia.

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[SPOILER] In Tales of the city un elemento ricorrente è il ruolo della famiglia, che viene ripreso nelle varie storyline. Shawna è in conflitto con la propria identità quando scopre di essere adottata e parte alla ricerca delle proprie origini. Si rende però conto che seppur le persone che incontra hanno il suo stesso sangue, sono completamente diverse da lei e non la accetterebbero mai per quella che è. Casa è Barbary Lane, un luogo che non è formato da legami di sangue, ma da persone che hanno scelto di stare insieme.

Temevo che Tales of the city si sarebbe rivelata una di quelle serie che vogliono forzare a tutti i costi l’inclusione di ogni sorta di personaggio, finendo per esagerare, ma in realtà ogni personaggio è ben bilanciato.
I primi episodi però scorrono un po’ lenti e non si capisce bene dove voglia andare a parare la serie. La narrazione per fortuna accelera prima di metà stagione, arrivando a un episodio dedicato a un lungo flashback, che ho apprezzato molto.
Tales of the city è una serie che, anche se non perfetta, non potete e non dovete perdervi.
Ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma non voglio dilungarmi arricchendo il post con troppi spoiler.

Voto: 4 su 5.

Tales of the city è anche una serie di libri, che trovate qui.

E voi avete visto la serie? Vi aspetto nei commenti!

Curiosità

Come avvicinare i bambini alla lettura: la mia esperienza

Buonasera lettori! Ieri mi sono imbattuta in un post molto interessante de Il nido del corvo, dal titolo Perché gli italiani leggono poco?, che vi consiglio di leggere. Il suo post mi ha fatta tornare con la mente a quando ero bambina e ho pensato al percorso che mi ha portato a interessarmi alla lettura, fino ad arrivare ad aprire un blog di libri.
I miei genitori non sono lettori forti (mio padre legge fumetti e mia madre principalmente riviste) ma durante l’infanzia mia madre era solita leggere a me e mia sorella una o più storie da un libro olandese che adoravo, Jip & Janneke. Erano racconti incentrati sulle avventure di due fratelli, dell’autrice Anna Maria Geertruida Schimdt, che uscirono su un quotidiano olandese dal 1952 al 1955.be20f102-8c96-11e5-90a5-eae504c2797f_web_scale_0.625_0.625__.jpg
Il mio primo approccio alla lettura scolastica (che ricordi) è avvenuto alle elementari, all’età di circa 7-8 anni. La mia classe, formata in quel momento da 5 bambini, aveva preso parte a un laboratorio; un’ora alla settimana dedicata alla lettura di Harry Potter e la pietra filosofale (In quel momento iniziò il mio infinito amore per Harry Potter!). Un capitolo alla volta, al termine del quale noi bambini eravamo invitati a lasciare le nostre impressioni sulla lettura.
In seguito in classe ci dedicammo alla lettura di Marcovaldo, una raccolta di novelle di Italo Calvino, che la maestra leggeva per noi ad alta voce.cialda-in-ostia-feste-geronimo-stilton-torta-decorazioni-dischi-commestibile.jpg
Incentivata da queste piacevoli esperienze, iniziai ad esplorare la biblioteca del mio paesino e a prendere in prestito libri come la serie di Geronimo Stilton, Piccoli Brividi, Il Battello a vapore, I libri di Roald Dahl, la serie Il club delle Baby-Sitter e una collana per bambine dalle copertine sgargianti di cui non ricordo il nome. Da quel momento è stato un continuo crescendo e oggi posso definirmi una lettrice appassionata.
Premettendo che non tutti i bambini sono uguali e basandomi sulla mia esperienza di lettrice, voglio dare qualche consiglio a chi vuole avvicinare i propri figli, nipoti o fratelli  alla lettura.

  • Leggete le favole della buonanotte

Leggere una storia al bambino prima che si addormenti è un buon modo per farlo riposare meglio, evitando che guardi la televisione o lo smartphone. La luce blu dei dispositivi elettronici sopprime infatti la produzione di melatonina e disturba i cicli del sonno. Meglio quindi una storia della buonanotte, come quelle di cui vi ho parlato qui.

  • Andate in una libreria/biblioteca

Portare un bambino in libreria o biblioteca può essere un ottimo modo per farlo appassionare alla lettura. Il mio consiglio è di lasciarlo esplorare e avvicinarsi ai libri di suo interesse, senza interferire nelle sue scelte. Se, ad esempio, il bambino è appassionato di calcio e trova un libro che tratta quell’argomento, dimostratevi entusiasti e incoraggianti. Magari sarà proprio quel libro ad accrescere il suo interesse per la lettura!

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  • Date il buon esempio

Di recente ho letto su un blog, di cui purtroppo non ricordo il nome, il racconto di una bibliotecaria che aveva incoraggiato un bambino a ordinare un libro di suo interesse (una biografia calcistica). Qualche giorno dopo si era presentata la madre per dire alla bibliotecaria che suo figlio non era un lettore e che il libro poteva tenerselo.
La madre ha ostacolato di fatto un interesse mostrato dal figlio, negandogli la possibilità di avvicinarsi alla lettura.
I genitori dovrebbero essere per primi un esempio per i propri figli. Ciò non vuol dire un genitore debba forzare il figlio a leggere ma, farlo crescere in un ambiente stimolante e mostrargli che la lettura può essere un passatempo alternativo, può essere un modo per accrescere il suo interesse.

  • Stimola la creatività e fantasia

La lettura è un ottimo modo per stimolare la creatività e fantasia del bambino. I libri possono essere un mezzo per dare vita a una discussione, anche creando giochi che lo coinvolgano e gli facciano apprezzare ancora di più la lettura.
Qualche esempio? Al termine del capitolo del libro o di una favola, potreste chiedere al bambino di disegnare i protagonisti della storia seguendo la propria immaginazione e poi di immaginare una nuova storia con gli stessi personaggi.

E voi quali consigli dareste per avvicinare un bambino alla lettura? Vi aspetto nei commenti!

Vedi anche: ∼ I libri della mia infanzia…

 

 

Curiosità, Libri dal mondo, Sezione Viaggi

Dimmi dove andrai in vacanza e ti suggerirò un libro!

Buongiorno lettori! Dopo un maggio piovoso, il caldo è arrivato, promettendo un’estate davvero infuocata. Questa stagione è per molti sinonimo di vacanze e quindi, come lo scorso anno, ho pensato di suggerirvi una lettura basata sulla vostra meta vacanziera.

∼ Per gli amanti del verde e della tranquillità

Al mare o la montagna preferite un paesaggio immerso nel verde in assoluta tranquillità? Vi propongo Anne di tetti verdi (meglio conosciuto come Anna dai capelli rossi), ambientato nella splendida Isola del Principe Edoardo.

Untitled design (4).pngMatthew e Marilla conducono una vita abitudinaria nel pacifico paesino di Avonlea. Ormai anziani, decidono di adottare un orfano che li aiuti a mandare avanti la fattoria. Ma invece del ragazzo promesso dall’orfanotrofio, a casa Cuthbert arriva Anna, una bambina dotata di una inesauribile immaginazione che finirà per conquistare tutti. ⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli amanti delle capitali

Se alla tranquillità preferite stare in mezzo alla gente, potete sempre rifugiarvi in città! Perché non una meta insolita e dall’altra parte del mondo come Rio de Janeiro? Rio è la città che fa da sfondo al primo volume della saga Le sette sorelle.

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Dopo la morte del padre adottivo, Maia decide di lasciare la sua vita sicura e tranquilla per andare alla ricerca delle proprie origini a Rio de Janeiro.⇒ Link d’acquisto

∼ Per chi ama l’oriente

Amate scoprire altre culture così diverse dalle nostre? In’occasione del vostro viaggio in Oriente potreste approfittarne per scoprire qualcosa in più sulla storia di altri paesi.Vi consiglio Fiore di neve e il ventaglio segreto.

Untitled design (8).pngNella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento quasi totale, le donne di una remota contea dell’Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro e si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste.⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli avventurieri sempre in viaggio

Siete il tipo di vacanzieri che non riescono mai a stare fermi e sono sempre in viaggio? Il libro perfetto per voi è Lo Hobbit, un viaggio avventuroso in un mondo fantasy!

Untitled design (5).png La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. ⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli amanti del mare e del mistero

Se amate il mare ma non volete rinunciare a un pizzico di mistero, La luce sugli oceani potrebbe fare al caso vostro!

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Isabel e Tom vivono su una piccola isola remota, dove lavorano come guardiani del faro. La tranquillità delle loro vite viene sconvolta dalle grida di un neonato, sopravvissuto a un naufragio. Per Isabel, la piccola Lucy è la figlia che ha sempre desiderato ma non è mai riuscita ad avere…⇒ Link d’acquisto

∼ Per chi è costretto a restare a casa

Estate è per voi lavoro, lavoro, lavoro? Se non potete viaggiare fisicamente, potete sempre farlo con la fantasia, magari nella bellissima Scozia di Outlander!

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L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. ⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli amanti della montagna

Lo scorso anno vi avevo suggerito un libro per chi al caldo preferisce il fresco e la quiete della montagna. Quest’anno ve lo ripropongo: Le otto montagne.

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Una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – cosí diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi. ⇒ RECENSIONE

E voi dove andrete in vacanza quest’anno?

Recensioni

#PrideMonth || What if it’s us [RECENSIONE]

Questo mese è in corso il Pride Month e per l’occasione ho pensato di leggere What if it’s us, un romanzo scritto a quattro mani da Becky Albertalli (Love, Simon) e Adam Silvera.

51G6lgVzXiL._SX329_BO1,204,203,200_.jpgArthur ha lasciato la Georgia per trascorrere l’estate a New York e lavorare in uno studio di avvocati come assistente.
Nonostante New York sia famosa per i suoi musical, che Arthur adora, il ragazzo sente la mancanza dei suoi amici. L’incontro con Ben in un ufficio postale cambia però le carte in tavola. Arthur è convinto che che l’universo abbia portato Ben sul suo cammino, ma prima che possa chiedergli il numero o il suo nome, il ragazzo sparisce.
Entrambi iniziano a cercarsi a vicenda. L’universo ha in serbo per loro una seconda possibilità?

Ho letto (o meglio ascoltato) What if it’s us in inglese su Storytel, l’applicazione per gli audiolibri e sono rimasta piacevolmente colpita dalle voci narranti. La storia è divisa in capitoli alterni, dal punto di vista di Arthur e di Ben e anche la narrazione è stata affidata a due giovani attori (Froy Gutierrez e Noah Galvin) che hanno interpretato benissimo il ruolo, trasportandomi da subito nella storia.
I protagonisti sono entrambi ben caratterizzati, e ho apprezzato quanto le differenze tra i loro status sociali vengano mostrate attraverso frasi o azioni per tutta la durata del libro.
In alcuni tratti ho trovato però Arthur un po’ eccessivo nei modi e stereotipato.
Arthur rappresenta quasi il cliché dell’adolescente gay: iper romantico e amante dei musical.
Ben invece è molto più realistico della sua controparte e ciò può forse dipendere da Adam Silvera, che ha scritto i capitoli a lui dedicati ed è stato lui stesso un adolescente gay.
Un altro aspetto poco realistico è il rapporto tra genitori e figli. Piccolo spoiler: Alla seconda uscita i protagonisti conoscono i rispettivi genitori. Okay, non c’è nulla di male, ma quanti diciassettenni portano a conoscere i genitori alla seconda uscita?

Nonostante questi appunti sopracitati, What if it’s us è una lettura molto piacevole e che mi sento di consigliare.
Il libro è stato scritto a quattro mani, ma anche se ho preferito Ben, lo stile degli autori è molto simile e si amalgama bene.
Se leggete il libro troverete inoltre tanti riferimenti alla “pop culture” da Harry Potter al musical Hamilton.

Nell’autunno 2018 è stato annunciato che il libro diventerà un film nel prossimo futuro.

Vedi anche: [RECENSIONE FLASH] Tuo, SimonUntitled design (3).png

 

serie tv

Good Girls: recensione flash della seconda stagione [Netflix]

Quanto sei disposto a rischiare per le persone che ami?
Questa è sempre stata la questione centrale di Good Girls. Tre Mamme, mogli e donne coinvolte in affari loschi, tra denaro falso, spaccio di pillole e movimento di cadaveri per garantire un futuro migliore ai propri figli.

Ma in questa seconda stagione non è più solo la disperazione a muovere Beth, Ruby e Annie. Nonostante le donne provino a tornare a una vita tranquilla, il brivido del rischio le porta di nuovo a lavorare con Rio.
Beth in modo particolare sembra non riconoscersi più nella donna di un tempo; Rio le ha dato le chiavi del suo Regno e la donna non può più farne a meno.
Al tempo stesso l’FBI è sempre più vicino alle tre amiche, che devono affrontare le conseguenze dei propri passi falsi.

Se la prima stagione era più leggera e a tratti comica, la seconda è molto più cupa, ma non per questo meno avvincente.
Good Girls è quel tipo di serie che ribalta i ruoli del “buono” e del “villain”, portando lo spettatore a tifare per chi è a tutti gli effetti un criminale.

Il rischio con una serie di questo tipo è imbattersi in personaggi e situazioni assurde (del genere Desperate Housewives) ma Good Girls è riuscito a creare personaggi molto credibili che devono affrontare situazioni insolite ma mai forzate.

E quando sembra che si sia già sfruttato materiale a sufficienza per concludere la serie, l’ultima puntata regala un cliffhanger per una terza stagione promettente.

La seconda stagione di Good Girls è uscita il 31 maggio su Netflix per un totale di 13 puntate ed è stata rinnovata per una terza, che uscirà presumibilmente l’anno prossimo.

Voto: 4,5 su 5

Voi seguite Good Girls? Vi piace?

Curiosità, game of thrones

L’incanto del trono: Un weekend dedicato ai fan di Game of Thrones

Ciao a tutti i lettori! Oggi voglio presentarvi un evento che si terrà nella mia zona, interamente dedicato a Game of Thrones. Un weekend (15-16 giugno) di attività, cosplay e rievocazioni nel suggestivo borgo di Grazzano Visconti.

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Il borgo sarà diviso, per l’occasione, in tre aree: Grande Inverno, Approdo del Re e Roccia del Drago e sarà animato da diversi cosplay, tra cui Jon Snow (Gianmarco Buccellato), Cersei e Tyrion. Saranno presenti anche due importanti doppiatori, che hanno prestato la loro voce nella serie.
Tra gli eventi saranno imperdibili le rievocazioni della serie, come il momento della morte di Jon Snow, oltre a spettacoli con il fuoco e persino una sfilata di “metalupi”!

“…come figuranti ci saranno il folletto Tyrion e la temibile Cersei Lannister. L’elegante Catelyn Tully vi accoglierà a Grande Inverno. Poi ci sarà Ramsay Bolton, lui beh sono sicuro che vi stupirà.
Poi ci sarà anche la Montagna che speriamo riesca a scambiarsi qualche parola con lo spocchioso Oberyn Martell. Arya Stark col suo ago non si farà notare tanto, sapete quanto è furtiva lei insomma. 
E Daenerys,vi starete chiedendo? Vabbè ovviamente mi sembra quasi scontato dirvi che presenzierà anche la madre dei draghi,perciò… DRACARYS!”

[Estratto dell’intervista a Gianmarco Buccellato su Periodicodaily.]

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Un evento da non perdere insomma! Io ovviamente non mancherò, e voi ci sarete?

Per maggiori info sul borgo e come raggiungerlo vi invito a visitare la pagina ufficiale.

Novità, Recensioni

Darkness di Leonardo Patrignani: il libro perfetto per chi ama Stranger Things

Haly Foster, tredici anni, vive in una casa-famiglia a Little Crow dalla morte dei genitori, scomparsi in circostanze misteriose.
Una volta chiuso il caso, rimasto irrisolto, Haly decide di abbandonare Little Crow e tutti i ricordi di una vita ormai perduta, per ricominciare altrove.
Ma il giorno prescelto per la fuga, Haly viene fermata da una barriera di nebbia che circonda tutto il paese, impedendo agli abitanti di andarsene o entrare a Little Crow.
Il giorno viene inghiottito dall’oscurità e la corrente smette di funzionare, gettando tutti nel panico.
Ma è solo l’inizio di una serie di avvenimenti misteriosi…

“Immutevole è il cammino, fermo il disco, lucente il buio…”

So che cosa starete pensando: ho utilizzato un titolo clickbait per attirarvi, ma non è esatto.
Mi è capitato di leggere qualche recensione di Darkness in questi giorni e ho notato che alcuni lettori hanno accomunato il libro di Patrignani a Stranger Things, serie fenomeno di Netflix.
51qD7HQ3qGL._SX338_BO1,204,203,200_Inizialmente pensavo che fosse un paragone un po’ campato in aria, ma più mi addentravo nella lettura e più iniziavo ad avere le stesse vibrazioni anni 80 e misteriose della serie. Nonostante ciò, la trama di Darkness è un prodotto molto originale e si percepisce l’omaggio allo scrittore preferito di Patrignani, Stephen King (l’autore lo ha menzionato in diverse occasioni).
Darkness è uscito nella categoria “Bambini e ragazzi”, ma in realtà è adatto a ogni età. Io stessa, a ventisei anni suonati, l’ho apprezzato molto.
Patrignani si addentra in un genere diverso dai suoi precedenti lavori, ma riesce a mantenere alta l’attenzione del lettore per tutta la durata del libro, ancora più di quanto non abbia fatto in passato con Time Deal.

La protagonista del libro è Haly, una ragazzina di tredici anni coraggiosa e abituata a non condividere troppo di se stessa. Gli avvenimenti che sconvolgono Little Crow la portano però ad avvicinarsi a due suoi compagni di scuola, a cui non aveva mai dato troppa confidenza: Brian, un appassionato di fumetti e Owen, aspirante giornalista e direttore del giornalino scolastico.
Paura e amicizia sono i temi centrali di questa storia, di cui non voglio svelarvi troppo, perché Darkness è un libro che merita di essere scoperto e divorato, come io stessa ho fatto.

Se dovessi trovare una piccola nota negativa direi che la lettura è un po’ più breve di quanto credessi. Avrei preferito un maggiore approfondimento in alcuni passaggi, ma ciò non ha influenzato troppo il mio giudizio finale sul libro, che si porta a casa un voto di 4,5 su 5.

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Potete acquistare il libro qui.