Interviste, Interviste e Blog Tour

Intervista a Giovanni di Rosa in occasione dell’uscita di Ancora Addio, la sua nuova Novel Romance

Oggi voglio presentarvi la nuova novella di Giovanni di Rosa, disponibile su Amazon al prezzo di 0,99€. Per l’occasione ho voluto fargli qualche domanda su “Ancora Addio”.

~ Buongiorno Giovanni. Bentornato sul blog!

Ancora Addio è la tua nuova novella, nata inizialmente come un racconto breve e pubblicata nella raccolta “Racconti di mare” del gruppo Facebook Scrittura creativa e blogging. Per quale ragione hai deciso di riprendere il racconto e trasformarlo in una novella?

Innanzi tutto ti ringrazio per avermi dato questa nuova opportunità.

Parto con una precisazione: i termini novella e racconto sono quasi sovrapponibili; ho presentato questo lavoro più lungo come novella per chiarire che si trattava di un lavoro differente da quello inserito nella raccolta. Per essere estremamente chiaro: si tratta di una storia di circa settanta pagine che sviluppa un racconto originale di cinque.

Per quanto riguarda la tua domanda, mi sento di dire che per me scrivere “Ancora Addio” in questa forma più “estesa” è stata una sfida. Volevo provare a cimentarmi con un racconto sentimentale e parlare di vita reale, cercando di racchiudere anche un po’ delle mie esperienze in una storia in cui si potessero riconoscere tutti.

Inoltre, ho pensato che il racconto funzionasse così bene da meritare un approfondimento sulla storia dei miei personaggi. Io stesso ero curioso di scoprire di più della storia d’amore dei protagonisti di “Ancora Addio”, che avevano avuto una vita assai breve nel racconto inserito nella raccolta.

~ Parlaci brevemente di Ancora Addio e presenta Remo e Giada ai lettori del blog.

Volevo creare due personaggi che fossero allo stesso tempo rappresentanti dell’era contemporanea e protagonisti di una storia senza tempo. Remo e Giada hanno tanti caratteri dei giovani di oggi, ma sono anche individui con una scala valoriale che sembra riportarli ad altre epoche. Tra i loro pregi e difetti, credo che chiunque possa trovare qualcosa di sé nell’uno o nell’altro personaggio.

Giada è una ragazza assennata, con la testa sulle spalle, che io definisco come “nata vecchia”, per quella determinazione ineguagliabile nel perseguire i propri obiettivi.

Remo, invece, fa più fatica. Il suo percorso di maturazione è più lungo, ma alla fine riscoprirà dentro sé una profondità che i lettori potrebbero non scorgere nei primi capitoli.

~ In Ancora Addio ci sono diverse citazioni a serie televisive, in modo particolare Gilmore Girls. Proviamo a fare un gioco: ti sfido ad associare alcuni personaggi dal mondo delle serie TV ai personaggi principali della tua novella! A chi assomigliano Remo e Giada?

Nella storia, Giada si ritrova a paragonare se stessa e Remo a Rory e Dean di “Una Mamma per Amica”, ma non è detto che siano i personaggi televisivi assolutamente più simili a loro. Se, da una parte, penso che Remo calzi a pennello con la figura di Dean, ovvero quella del bravo ragazzo che commette errori a fin di bene e non si accorge dei passi importanti che fa e delle conseguenze che avranno, Giada è molto diversa da Rory.

Paragonerei Giada a Rachel di “Friends”. Rory è una “sconfitta dalla vita”, che soccombe di fronte alle problematiche della sua gioventù poco fortunata, Rachel, invece, ha ancora quell’entusiasmo di tempi che non sono più i nostri e malgrado comprenda tutte le lacune della persona che ama, alla fine decide di non poter chiudere la porta all’uomo che sembra essere destinato a lei da sempre. Allo stesso modo, Giada ha quella determinazione a non darsi per vinta, ad andare avanti nella sua vita, senza mai dimenticarsi di un amore che l’ha cambiata nel profondo.

~ Come ti sei trovato, dal punto di vista stilistico, a realizzare una storia che si estende in un arco narrativo così lungo? Hai avuto particolari difficoltà?

Ho sempre apprezzato le storie che accompagnassero il lettore in diverse fasi della vita dei protagonisti. Trovo che una storia d’amore vada raccontata in tutte le sue fasi, nelle sue svolte, nei suoi alti e nei suoi bassi, pertanto sentivo che Remo e Giada dovessero vivere nelle pagine diversi anni della loro vita. La storia inizia subito dopo il loro diploma e culmina con loro pienamente adulti, pronti a vivere la seconda metà dei loro vent’anni.

Raccontare questi anni non è stato complesso, data la brevità dell’opera. Penso, inoltre, che mi abbia aiutato un’impostazione narrativa che ha scansionato questi sei anni in una serie di flash. Ho provato a raccontare gli eventi salienti delle loro vite per ogni anno, senza dilungarmi in particolari meno rilevanti. In qualche modo, coi dovuti distinguo fra le opere, ho cercato di emulare l’impostazione narrativa di un libro che trovo meraviglioso, ovvero “One Day” di David Nicholls.

~ Il tema del primo amore è centrale nella tua novella. Qual è la tua opinione su questo argomento? Credi che il primo amore sia davvero così significativo nella vita di un individuo?

Devo essere onesto: no. Ma ogni storia è diversa. Nel caso di Remo e Giada, il primo amore era quello giusto. Ma non capita sempre, anzi è statisticamente improbabile.

Devo essere sincero e dire anche che ho scritto questa novella con un pizzico di nostalgia, accorgendomi di non aver conosciuto davvero l’amore e cosa si provi ad amare una persona con passione e a essere ricambiati fino a pochi anni fa. Quindi, ho provato a sperimentare una storia alternativa, differente dalla mia, cercando di metterci tutti i sentimenti che, presto o tardi, ho conosciuto nella mia esperienza di vita.

In generale, però, il primo amore è comunque qualcosa che non si dimentica. Che sia una storia travolgente o un amore non corrisposto, una fantasia o un’esperienza imbarazzante, penso che sia qualcosa che ti segna, nel bene o nel male, quindi perché non parlarne in un libro?

~ Sei reduce da poco dall’uscita del fantasy Cloude e Ancora Addio è la tua seconda pubblicazione. Hai altre novità in arrivo? Ti va di parlarcene?

Sì, certo. Ho due romanzi finiti e da revisionare, ma non so né come né quando vedranno la luce. È, invece, notizia pressoché certa quella di un’altra piccola pubblicazione a Dicembre. Ho deciso, infatti, di mettere insieme tutte le ricerche fatte per i miei video e per il mio blog e creare una piccola guida per gli aspiranti scrittori. E, in particolar modo, per chi ha difficoltà a finire il primo romanzo della sua carriera. Ho chiesto aiuto a molte persone del settore e ho cercato di creare una risorsa utile per gli scrittori alle prime armi.

Penso che le prossime settimane saranno soprattutto dedicate alla revisione dei romanzi e alla preparazione di questa pubblicazione.

~ Oltre ad essere uno scrittore emergente, hai anche un blog e un canale YouTube aperto da poco. Come sono nati questi progetti?

Ho sempre avuto bisogno di esprimermi. Ho iniziato a fare blogging, parlando di serie televisive e presto mi sono ritrovato a parlare delle storie in senso lato. Sono un appassionato di storie, in ogni forma esse vengano prodotte, e da questo desiderio di commentare, recensire e interfacciarmi con altre persone è nato il blog. Il canale è nato più recentemente, perché penso che Youtube sia un social dalle grandissime potenzialità. Ho parlato finora di scrittura e lettura sul canale, ma presto conto di iniziare a creare dei podcast, cercando di sviluppare analisi approfondite su capisaldi della cultura popolare. È un progetto agli albori, ma che spero vivamente funzioni. La mia attività da blogger corre parallela a quella di scrittore, ma penso che non potrebbe andare diversamente. Anzi, cerco di portarmi dietro tutto quello che scopro e conosco per i miei contenuti nella mia attività di scrittore.

~ Come già detto, Ancora Addio è la tua seconda pubblicazione uscita in selfpublishing. Com’è cambiato il tuo approccio all’autopubblicazione? Hai incontrato particolari difficoltà?

Sì, con la pubblicazione di “Cloude – Il Portale”, mi sono potuto rendere conto di quante difficoltà si incontrino nella strada dell’autopubblicazione. Mi sono reso conto che non importa quanto tu possa lavorare duro, creando e proponendo un prodotto tutto da solo, gli errori possono essere sempre dietro l’angolo.

“Ancora Addio” è un progetto meno ambizioso di un romanzo, e quindi un testo con una revisione più facile, che io mi auguro risulti impeccabile agli occhi del lettore.

Devo ammettere, però, che l’autopubblicazione sia uno step che consiglio a tutti gli scrittori emergenti, perché quello che si impara, buttandosi in questo mondo, non lo si può imparare solamente immaginando. Impari a essere più esigente e impari a capire cosa funziona e cosa no con il pubblico.

Per far sì che i miei prodotti siano sempre più curati, in questi mesi ho letto diversi testi sulla scrittura e lavorato sodo sul mio stile di scrittura per renderlo più omogeneo e agile. Sono convinto di aver portato avanti un percorso che darà i suoi frutti e mi auguro soprattutto che la novella piaccia e risulti convincente!

ESTRATTO

“Giada si abbassò e stampò le sue labbra sulla guancia di lui. Un bacio fuggente e dolce, che sapeva di strade interrotte. Le labbra umide di lei erano già un preludio alla nostalgia che avrebbe provato, nei giorni a venire. Chissà per quanto tempo avrebbe bruciato quell’addio? Una ferita accesa nel petto, sulla pelle che era stata cuscino per il riposo di lei.

La ragazza iniziò ad allontanarsi, ciabattando sulla sabbia via via più fresca, ora che la sera si faceva sempre più prossima.

Remo non poté fare a meno di voltarsi, di fissarla. Era un pezzo di se stesso che si allontanava già. Era un dolore che non riusciva nemmeno a comprendere. Ci sarebbe stato tempo, però, per metabolizzare. Tutto si supera, in fondo. Anche l’amore che cammina lento, sulla sabbia, via da te. Anche l’amore che ti volta le spalle, dopo gli anni passati a rincorrerlo.”

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Curiosità, film

5 attrici under 30 da tenere d’occhio!

Qualche tempo fa vi ho parlato degli attori under 30 più interessanti nel panorama cinematografico al momento.Oggi ho pensato di fare la stessa cosa, concentrandomi sulle attrici che più mi hanno colpita negli ultimi anni. Non dimenticate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti!

Maisie Williams

Età: 22

Maisie Williams ha raggiunto la popolarità con la serie tv Il Trono di Spade nel suo primo ruolo televisivo. Tra una stagione e l’altra si è dedicata ad alcuni film, videoclip e brevi ruoli in tv, come quello in Doctor Who.

Ha dimostrato il suo talento in una delle serie più conosciute al mondo e personalmente non vedo l’ora di vederla in progetti diversi.

Saoirse Ronan

Età: 25

A soli 25 anni Saoirse Ronan si è già conquistata tre candidature agli Oscar, tra cui la prima all’età di 14 anni per il suo ruolo in Espiazione.

Ha partecipato a numerosi film, prediligendo ruoli drammatici e personaggi dalla profonda caratterizzazione.

A dicembre la troveremo nelle sale in Piccole Donne di Greta Gerwig, con la quale ha già collaborato in Lady Bird.

Dakota Fanning

Età: 25

Dakota Fanning, insieme alla sorella Elle, ha esordito nel cinema da giovanissima, conquistando numerosi premi, come il SAG Award (diventando la più giovane candidata nella storia).

Oggi ha un curriculum ricco di titoli tra cinema e televisione. Di recente ha recitato nella serie L’Alienista e nel film C’era una volta a… Hollywood.

Shailene Woodley

Età: 27

Diventata famosa per il suo ruolo nella serie La vita segreta di una teenager americana, Shailene Woodley ha preso parte a film di successo come Divergent e Colpa delle stelle.

Ma è con Big Little Lies che si è conquistata una nomination agli Emmy Awards.

Millie Bobby Brown

Età: 15

Dopo il successo di Stranger Things, Millie Bobby Brown è diventata una delle teenager più apprezzate nel panorama cinematografico e televisivo.

Ha ricevuto due nomination ai SAG awards e agli Emmy per il suo ruolo in Stranger Things.

Tra le altre cose è ambasciatrice per UNICEF.

Bonus: Elizabeth Olsen

Età: 30

Anche se non rientra nei parametri dell’età (di pochissimo), ho deciso di includere un’attrice che apprezzo molto e che sta acquistando sempre più notorietà: Elizabeth Olsen.

Cresciuta in una famiglia da sempre sotto i riflettori, la sorella delle celebri gemelle Olsen inizia ad essere notata con il film La fuga di Martha nel 2011.

Da quel momento recita in numerose pellicole, entrando a far parte nel 2014 del MCU con il ruolo di Scarlet Witch.

Non vi resta che farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti qui sotto!

Da non perdere: 7 attori under 30 da tenere d’occhio

Curiosità

Blocchi del lettore e cali di creatività: come li sto affrontando

Non è la prima volta che parlo di blocco del lettore e so per certo che non sarà l’ultima.

Nelle ultime settimane ho preso una pausa dal blog per motivi personali, ma anche perché sentivo che i contenuti che stavo producendo non mi soddisfacevano più come prima. Non li sentivo davvero miei.

La verità è che sono sopraffatta da un blocco creativo o meglio un’apatia, che mi impedisce di essere sufficientemente motivata nella sfera creativa, che di norma mi caratterizza. Ho smesso quasi del tutto di leggere, scrivere, appuntare le mille idee che di solito affollano i miei pensieri.

Ve ne parlo perché credo sia una condizione che almeno una volta colpisce tutti i creativi e che spesso si ha la tendenza a nascondere.

Un lettore che non legge? Uno scrittore che non scrive? Non ha alcun senso.

Eppure spesso capita. Capita che gli eventi personali ci investano completamente e quelle cose che prima erano una valvola di sfogo diventino un peso, un obiettivo da spuntare dalla lista.

Mi sento come se fossi in un limbo. In attesa che la motivazione mi investa di nuovo. Ora come ora anche solo l’idea di prendere in mano un libro è estenuante…

Ma tornando al titolo del post: come sto affrontando questa apatia?

Non lo sto facendo e questa è la verità.

Non sto leggendo controvoglia, non mi sto forzando a scrivere. Eppure eccomi qui, a scrivere un post sul come affrontare il blocco di creatività, (o meglio come non affrontarlo.)

Non sono una psicologa o un’esperta della mente umana, non so perché l’apatia (se così posso chiamarla) mi abbia investita in questo preciso momento, né come affrontarla o non farlo affatto. So però che è perfettamente normale e che va bene se a volte vi prendete una pausa dalle vostre passioni.

I libri saranno sempre lì, ad accogliervi quando VOI sarete pronti. Abbiate pazienza.

Per quanto riguarda me, continuerò a pubblicare sul blog e so che farò pace con i libri prima o poi. La lettura è una delle mie passioni più grandi e voglio prima di tutto che resti tale e non diventi una forzatura.

Il mio è un arrivederci ai libri. A molto presto. Tornerò!

serie tv

Un nuovo libro dal mondo di Downton Abbey da non perdere!

Buonasera lettori! Manca poco più di una settimana all’uscita del film di Downton Abbey. (Che ho già visto e di cui trovate la recensione qui).

Per l’occasione voglio segnalarvi una nuova uscita a tema: il libro di ricette di Downton Abbey!

Al suo interno potete trovare oltre 100 ricette, alcune adattate da quelle originali del periodo, altre viste o citate nella serie televisiva.

La storica Annie Gray rivela dei retroscena su alcuni piatti popolari tra il 1913 e il 1926, periodo in cui è ambientata la serie. Non mancano curiosità sull’etichetta dell’epoca e foto direttamente dal set di Downton Abbey.

Le ricette sono divise per occasione, per i commensali “di sopra” da ricevimenti a picnic, e per i commensali “di sotto”, dalle cene all’ora del tè.

Potete acquistarlo qui al prezzo di 24,00€.

Se volete accompagnare il pasto a un drink, potete acquistare anche un libro che racchiude 70 cocktail appartenenti al periodo, con una prefazione di Julian Fellowes, creatore della serie.

Ogni ricetta è accompagnata da un paragrafo sulla storia del cocktail, oltre a citazioni dei personaggi della serie.

Lo trovate qui al prezzo di 17,98€.

Curiosità, Scrittura

Premio DeA Planeta 2020 seconda edizione: tutte le info per partecipare!

Buonasera lettori! Oggi voglio segnalarvi un concorso importante, che prevede la pubblicazione dell’opera vincitrice con la casa editrice DeA Planeta Libri. Ecco tutte le informazioni per partecipare!

Scadenza: 29 febbraio 2020.

Il Premio DeA Planeta è un premio letterario di narrativa in lingua italiana creato nel 2018 dalla casa editrice DeA Planeta Libri, joint venture tra il Gruppo De Agostini e il Grupo Planeta, che prende spunto dal successo del Premio Planeta – il maggior premio letterario in lingua spagnola giunto oggi alla sua 68° edizione – e che si distingue nel panorama dei premi letterari italiani per la forte spinta internazionale e l’importante valore economico del riconoscimento assegnato al vincitore, pari a 150.000 Euro.
L’opera vincitrice sarà pubblicata in Italia da DeA Planeta nel mese di maggio 2020 e promossa con un intenso tour di presentazioni sul territorio nazionale.
Come nell’edizione precedente del Premio, due saranno le fasi di valutazione delle opere candidate: un comitato di lettura opererà una prima selezione e condurrà a una cinquina di finalisti, mentre una giuria composta da cinque personalità del mondo editoriale e culturale curerà la selezione finale. Per questa seconda edizione saranno membri della giuria: Pietro Boroli (presidente di De Agostini Editore), Claudio Giunta (docente e scrittore), Rosaria Renna (conduttrice radiofonica e televisiva), Manuela Stefanelli (direttrice Libreria Hoepli) e Simona Sparaco (vincitrice della prima edizione, ora membro della giuria come previsto dal bando di concorso).
Al Premio possono partecipare opere inedite scritte in lingua italiana, di scrittori esordienti e non esordienti, a proprio nome o sotto pseudonimo, che dovranno candidarsi entro il 29 febbraio 2020. Il bando di concorso è integralmente pubblicato sul sito www.premiodeaplaneta.it.


Cerimonia di premiazione
Il Premio culminerà con la cerimonia finale, che si terrà il 20 aprile 2020 a Milano: una serata di letteratura e intrattenimento in cui verrà annunciato il vincitore della seconda edizione del Premio DeA Planeta.

Scarica il bando
Scarica il media kit

Insomma, un’occasione imperdibile!

Harry Potter

Le novità legate al mondo di Harry Potter per il mese di ottobre

Buongiorno lettori! Mi sono resa conto che è da un po’ di tempo che non pubblico nessun post legato al mondo di Harry Potter. Perciò eccomi qui, con alcune novità potteriane di questo mese. Scopriamole tutte!

~ Goodbye Pottermore

Come ormai avrete letto, Pottermore è ufficialmente andato in pensione, passando il testimone al più vasto mondo Wizarding World, che oltre alla saga di Harry Potter, comprende anche prequel (Animali Fantastici), sequel (La maledizione dell’erede), giochi per smartphone e tanto altro.

Sul sito potete essere di nuovo smistati in una delle case di Hogwarts, in una nuova grafica. Non cambiano invece le domande, scritte da J.K Rowling per Pottermore.

Per il momento non ci sono altre novità, ma il sito promette nuovi contenuti in arrivo molto presto e un’applicazione dedicata che deve ancora uscire in Italia.

Per info: Wizarding World

~ Il calice di fuoco in edizione illustrata

Dopo un’attesa durata qualche anno, il quarto volume della saga illustrata da Jim Kay è finalmente in libreria! Per il momento è disponibile solo nella versione in lingua originale, ma uscirà anche in lingua italiana il 24 ottobre.

Il prezzo di copertina è di 39 euro, ma potete acquistarlo su Amazon a 33,15€ ed è già disponibile per il preorder. (Qui)

~ Il treno per Hogwarts arriva anche in Italia!

Da venerdì 1 novembre a domenica 3 novembre a Genova sarà possibile salire sull’Hogwarts Express (anche se non sarà l’originale del film) per un viaggio immersivo nel mondo di Harry Potter. Non mancherà una cerimonia di smistamento, con tanto di torneo magico, musica e animazione.

Il viaggio ha un costo di 15 euro, con prenotazione obbligatoria tramite Whattsapp al numero 3404910024.

Scrittura

Testimonianze #1 // La guerra attraverso gli occhi di una bambina

Quando entro nella cucina di mia zia, è china sul tavolo, insieme a due amiche. Davanti a loro noto una scatola di cartone e decine di fotografie sparse sul tavolo. Trovo scatti dei miei bisnonni, nonni, persone che non conosco e persino qualche foto di me e della mia famiglia. Istantanee di generazioni diverse, tutte riunite in una scatola. Non ci sono date o descrizioni, ma mia zia ricorda ogni volto, ogni dettaglio.

Non posso fare a meno di chiedermi che fine faranno quei volti tra dieci, venti o forse cinquant’anni. Chi si ricorderà di loro? Chi racconterà delle loro vite alle generazioni future? Resto in ascolto, faccio domande. Mi perdo nei loro racconti e provo una strana sensazione. È possibile sentire nostalgia per una realtà mai davvero vissuta?

Quando rimaniamo sole sento di non essere pronta a lasciare i ricordi di mia zia. Le faccio altre domande e sento che neanche lei lo è. Mi racconta della guerra, di una realtà vissuta attraverso gli occhi di una bambina. Le chiedo se posso registare la sua voce, le dico che è per una cosa che voglio scrivere. La verità è che, anche se ora sto scrivendo di lei, non voglio dimenticare. Non voglio dimenticare la sua voce, i suoi ricordi, i nostri momenti. Non voglio dimenticare lei.

Zia Agnese mi racconta degli aerei che passavano in cielo, dei bombardamenti in lontananza e di Pippo, il caccia che volava sopra alle loro case durante la notte. Mi racconta del presidio tedesco di fianco a casa sua e di quella volta che cercava suo padre per avvisarlo dei tedeschi nelle vicinanze durante un rastrellamento.

“Avevi paura?” Le chiedo.

È una domanda che mi ronza in testa per tutta la durata della nostra conversazione e, forse, questa non è l’unica volta in cui glielo domando.

Mi dice che ha avuto paura una sola volta, quando mentre correva in un campo si è trovata faccia a faccia con un uomo, che aveva un fazzoletto rosso intorno al viso e che ha saputo poi essere un partigiano di una frazione vicina.

“Eravamo bambini” aggiunge. “I nostri genitori non ce la facevano pesare (la guerra) a noi piccoli. Poco era poco, era poco sempre.”

Mi chiedo se i suoi ricordi siano stati edulcorati con il passare degli anni o se, come mi racconta, i genitori cercavano di proteggere con ogni mezzo i propri figli dagli orrori della guerra.

Mi dice che molti degli avvenimenti accaduti nella zona li ha saputi soltanto diverso tempo dopo. Di quel bambino innocente ucciso “per sbaglio” dai tedeschi, delle lenzuola appese usate come segnali per i partigiani, dei giovani partigiani uccisi nelle frazioni limitrofe…

Zia Agnese ha tanti ricordi. La ascolto con attenzione e vorrei avere tutto il tempo del mondo per farlo. Ho ancora tante domande, ma non voglio stancarla.

La saluto, le dico che tornerò presto. Lo farò. Mi chiede di restare, ma le dico che non posso, devo studiare.

Vorrei avere più tempo, penso, mentre torno a casa.

musica

Ho preso un volo per incontrare il mio gruppo preferito ed è stato incredibile

Quando sette mesi fa sono uscite le date del nuovo tour inglese del gruppo Amber Run, non ho esitato. Dovevo andare.

E così ho prenotato il volo e mi sono accaparrata i biglietti per due dei loro show, quello di apertura a Manchester e quello nella città dove hanno vissuto: Nottingham.

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SO FUCKING GOOD TO BE BACK IN NOTTS. LOVE U XX

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È proprio questo show che ricorderò come il più coinvolgente al quale abbia mai assistito e mai avrei pensato che potesse superare la performance energica del concerto di Manchester la sera prima.

Amber Run hanno dato il loro meglio nel club Rock City, nel cuore di Nottingham. E parlandoci, ho capito che è la data che hanno atteso con più frenesia. Tornare a casa è sempre emozionante.

La scaletta che hanno portato sul palco è un giusto mix dei loro tre album, con una canzone dall’EP uscito lo scorso anno, Amen, dedicata al nonno di Joe, il cantante del gruppo. Con Amen lo show abbandona per un attimo le canzoni energiche, con chitarra e batteria, per focalizzarsi sulla voce di Joe. Il momento, definito dal cantante come quello più depressivo della scaletta, continua con 5am, uno dei capisaldi del loro primo album.

Da Philophobia invece, uscito poco più di una settimana fa, il gruppo si è esibito con Neon Circus (che ha aperto il concerto), No one gets out Alive, Affection, Carousel, What could be As lonely As love e Darkness has a voice.

Immancabile la canzone che ha dato vita a tutto, Noah, cantata dal pubblico a gran voce e enfatizzata da una pioggia di coriandoli caduti dal soffitto.

Il concerto sembra concludersi con Wastelands, da For a Moment I was lost, ma un encore riporta il gruppo sul palco per altre tre canzoni: Haze, l’amatissima I Found e la travolgente No Answers.

Joe, Tom e Henry sono cresciuti, il loro ultimo album dimostra quanta strada abbiano fatto dai tempi di 5am. Hanno riscoperto un rapporto nuovo con il pubblico e sembrano finalmente trovarsi al “posto giusto”. Come dichiarato da loro stessi in diverse interviste, il cambio formazione che ha visto perdere due componenti della band non è stato semplice, ma con Philophobia hanno dimostrato di essere rinati. Sono sempre loro stessi, solo più maturi e consapevoli.

Da un po’ di tempo a questa parte possono contare sull’appoggio di due talentuosi musicisti, Michael Blackwell alla chitarra e Glyn Daniels alla batteria, con i quali sembrano avere un’ottima intesa on e off stage.

Joe, Henry e Tom hanno a cuore i loro fan, tanto che alla fine di ogni show si prendono del tempo per scambiare quattro chiacchiere con chiunque sia fuori ad aspettarli. Mi ha colpito l’interesse che dimostrano verso ogni fan e la volontà di instaurare un rapporto con ciascuno di loro. Non si tratta di una foto fugace o un autografo scarabocchiato. Amber Run non risparmiano calorosi abbracci e mettono il fan al centro della loro attenzione. E così ho scoperto l’innata gentilezza che li caratterizza e che è uno dei motivi che li rendono così amati dai fan.

Mentre sto scrivendo queste parole, in attesa del volo che mi riporterà a casa, non posso fare a meno di provare una fitta di nostalgia per questi due giorni trascorsi in loro compagnia e pensare che prenotare quel volo è stata la decisione migliore che potessi prendere.

E come disse BeethovenLa musica è una rivelazione, più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia.

La musica è salvezza, la musica è comprensione.

Sono grata di aver fatto parte di tutto questo.

Se volete supportare questa fantastica band potete acquistare Philophobia sul loro sito ufficiale (io ho preso il bundle CD+maglietta+cassetta) o su amazon. (Link affiliato)

[Io e Tom Sperring, bassista del gruppo]


[Foto credits dell’immagine di copertina]

serie tv

Dowton Abbey: recensione in anteprima del film [No Spoiler]

Buongiorno lettori! Siccome mi trovo ancora all’estero fino a domani mattina, oggi ne ho approfittato per andare al cinema a vedere Downton Abbey, film che in Italia uscirà tra un paio di settimane.

~ La trama

Ritorniamo a Downton Abbey un anno dopo gli eventi dell’ultima puntata della serie.

Non molto è cambiato a Downton, ma un evento inatteso crea scompiglio tra la famiglia Crawley e la sua servitù: Il Re e la Regina hanno in programma una visita nella residenza di Downton Abbey.

La servitù si prepara ad accogliere i reali, ma deve scontrarsi con il loro staff, che prende completo possesso del piano di sotto.

Intanto la famiglia Crawley deve far fronte ad alcune novità che riguardano la famiglia…

~ La mia opinione

Fin dall’annuncio mi sono chiesta se un film su Downton Abbey avrebbe avuto senso di esistere o se sarebbe stato un misero tentativo di ripercorrere una serie già finita.

Contro ogni aspettativa il film si è rivelato essere un piacevolissimo sequel, necessario a concludere tutte le storyline rimaste aperte alla fine della serie televisiva.

Sebbene personaggi come Mary o Edith abbiano già avuto la loro conclusione, altri come Tom Branson o Barrow ci hanno lasciato senza un vero e proprio finale. Questo film è dedicato a loro, ma tra tutti è Lady Violet a spiccare, con la sua ironia graffiante, ci regala alcuni tra i momenti più speciali del film.

Nuovi volti arricchiscono la narrazione come la talentuosa Imelda Stauton nei panni di Lady Maud Bagshaw, una cugina della famiglia con un rapporto difficile con Lady Violet.

Il film ricalca le puntate della serie televisiva, e sembra essere a tutti gli effetti un episodio più lungo del solito. Non si ha la percezione, come temevo, che gli eventi siano compressi per rientrare nel metraggio del film.

Se devo trovare un difetto direi che la storyline dedicata alla figlia dei reali è a mio avviso superflua. Non ha aggiunto nulla alla narrazione e si è conclusa in modo piuttosto “pratico”.

Nel complesso tornare a Downton Abbey è stata una grande emozione, condita da eventi non spettacolari ma ricchi di pathos. Se avete amato la serie televisiva non ne resterete delusi.

Voto: 4,5/5

serie tv

I nonni più famosi della tv

Buona sera lettori!

Non sono ancora completamente tornata dalla pausa, ma in occasione della festa dei nonni ho pensato di ricordare alcuni dei nonni più famosi della televisione, che sono entrati nei cuori di tutti noi. Come al solito non dimenticate di scrivermi i vostri nei commenti!

Jay Pritchett

Serie tv: Modern Family

Jay è un nonno burbero e un po’ scontroso, ma ha anche un cuore d’oro e farebbe qualsiasi cosa per la propria famiglia.

Violet Crawley

Serie tv: Dowton Abbey

Non sarebbe Dowton Abbey senza la spumeggiante Violet, dal carattere testardo ma anche estremamente ironico.

Nonna e bisnonna, Lady Crawley è spesso critica nei confronti dei nipoti, ma ha sempre a cuore la loro felicità.

Emily e Richard Gilmore

Serie tv: Gilmore Girls

Anche se hanno sempre avuto un rapporto conflittuale con la figlia, Emily e Richard Gilmore stravedono per la nipote Rory, per la quale farebbero di tutto.

Grace e Frankie

Serie tv: Grace & Frankie

Grace e Frankie sono forse le nonne più anticonvenzionali di questa lista, con il loro carattere così agli antipodi.

Grace è distaccata e snob, Frankie è irresponsabile e distratta. Entrambe però nascondono un profondo affetto nei confronti della propria famiglia, anche se hanno modi diversi di dimostarlo.

Meemaw

Serie tv: Young Sheldon

Già presentata in The Big Bang Theory, la nonnina di Sheldon è uno dei personaggi principali nello spin-off Young Sheldon. Connie è l’opposto della religiosissima figlia, è una nonna che adora i propri nipoti (Sheldon in modo particolare), ma che non manca di pensare alla propria vita privata.

Rogelio della Vega

Serie tv: Jane the Virgin

Concludiamo con il più giovane dei nonni di questa lista, il passionale Rogelio.

Nonostante abbia la tendenza a drammatizzare ogni situazione, è impossibile non adorare la sua gentilezza e generosità, anche se spesso si caccia nei guai.