Pubblicato in: Harry Potter, Recensioni

[RECENSIONE] Harry Potter: A History of Magic ∼ il libro della mostra alla British Library

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Se mi seguite su instagram o facebook avrete notato che tra i recenti acquisti ho ricevuto anche Harry Potter: A History of Magic. Oggi ve ne voglio parlare nel dettaglio, buona lettura!

Harry Potter: A History of Magic è il libro ufficiale della mostra, una collaborazione unica tra la casa edistrice Bloomsbury, J.K Rowling e i curatori della British Library.  Promette di portare i lettori in un affascinante viaggio attraverso le materie studiate a Hogwarts, dall’Alchimia a Pozioni, da Erbologia a Cura delle creature magiche.

RECENSIONE

Harry Potter: A history of Magic è il libro ufficiale della mostra (tutt’ora in corso) organizzata dalla British Library  in occasione del ventesimo anniversario dall’uscita di Harry Potter e la pietra filosofale.

A primo impatto il libro ricorda, per dimensione e cartonato, le edizioni illustrate da Jim Kay dei primi tre libri di Harry Potter, e infatti anche questo volume contiene illustrazioni dello stesso artista. Il libro è suddiviso in nove capitoli, oltre a un’introduzione redatta da Julian Harrison (curatore della mostra).

Il libro è in INGLESE, non vi so però dire se sia prevista una traduzione futura. Se ne sapete qualcosa in più fatemi sapere nei commenti!

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[Il libro senza la sovracopertina.]

∼ I capitoli nel dettaglio

  1. Il viaggio: In questo primo capitolo, corredato da disegni originali di J.K Rowling e dalla copia di una lettera di presentazione inviata agli editori, scopriamo più nel dettaglio una storia ormai già nota: l’iniziale rifiuto delle case editrici e il successivo contratto con la Bloomsbury. Segue poi un approfondimento su Silente e la professoressa McGranitt, oltre a uno schizzo della scrittrice della pianta di Hogwarts.
  2. Pozioni e Alchimia: Tra citazioni del libro nell’aula pozioni, e un breve accenno a Piton, la prima parte del capitolo si sofferma sulla medicina medievale e l’uso dei calderoni. La seconda parte si focalizza sull’alchimia, non solo nel mondo magico, ma anche in quello storico, con accenni a Nicolas Flamel e all’uso dei Bezoar.
  3. Erbologia: Se avete letto i libri vi sarete sicuramente accorti che vengono spesso citati i nomi di alcune piante, come le mandragore. In questo capitolo, attraverso le citazioni dei libri, vi sono accenni storici al mondo della botanica, durante il Medioevo e non solo.
  4. Incantesimi: Partendo da alcuni degli incantesimi usati nei libri, il quarto capitolo inizia da Diagon Alley, arrivando ad Hogwarts con la canzone del Cappello Parlante. Non mancano gli accenni storici, con le immagini di alcuni ritrovamenti antichi di testi di incantesimi.
  5. Astronomia: Astronomia non è solo una materia studiata ad Hogwarts, ma anche una scienza profondamente radicata nella storia, ed è proprio la storia dei pianeti e delle stelle a essere protagonista del quinto capitolo.
  6. Divinazione: Dalla lettura dei palmi delle mani o dai fondi delle foglie di tè, all’arte della cartomanzia, la materia della professoressa Cooman è anche’essa legata alla storia antica.
  7. Difesa contro le arti oscure: La settima parte del volume introduce il professor Lupin, insegnate di difesa contro le arti oscure al terzo anno di Harry. Non manca quindi un approfondimento sui lupi mannari, ma anche sui serpenti, sul Basilisco e altre creature citate nei libri e conosciute da documenti antichi.
  8. Cura delle creature magiche: Creature come draghi, poltergeist,  troll, fenici, sirene e unicorni non sono invenzione della Rowling, ma fanno parte della mitologia e della credenza popolare da secoli.
  9. Passato, presente, futuro: L’ultimo capitolo è il più breve e contiene le copie delle scalette originali scritte da J.K Rowling durante la stesura di Harry Potter e l’ordine della fenice, oltre alle immagini della copia annotata di Harry Potter e la pietra filosofale venduta all’asta nel 2013 per beneficenza. Si conclude con le immagini di una box in miniatura che mostra i set di harry Potter and the cursed child.

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∼ La mia opinione

Ammetto di fare davvero fatica a tenere il passo con tutti i libri dal mondo di Harry Potter usciti negli ultimi anni, ma quando ho visto A History of Magic su amazon non ho saputo resistere. Temevo fosse simile ad altri libri già usciti in passato e invece sono rimasta piacevolmente colpita dalla quantità di informazioni inedite.

Il libro, attraverso citazioni dei libri e appunti inediti della scrittrice, è un vero e proprio viaggio nella storia della magia, tra finzione e realtà. Se volete integrare le vostre conoscenze del mondo magico creato dalla Rowling alla storia antica, A History of Magic è il libro che fa per voi, e un bel pezzo da collezione.

Il prezzo, che potrebbe sembrare un po’ alto (28,92€ su amazon), a mio parere è abbastanza onesto e posso ritenermi più che soddisfatta dell’acquisto. Se volete acquistarlo lo trovate qui.


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Pubblicato in: Curiosità

∼ 15+ Regali di Natale per fan di Sherlock (Holmes)

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Qualche settimana fa vi ho parlato di alcune idee regalo per amanti dei libri, e ancora prima di regali di Natale per fan di Harry Potter. In questi giorni sto riguardando la serie televisiva Sherlock, ho riscoperto un’insana cotta per Benedict Cumberbatch (ma questa è un’altra storia!) e al tempo stesso mi è tornata la voglia di leggere i romanzi di Arthur Conan Doyle (cosa che farò nei prossimi giorni). A questo proposito ho pensato di consigliarvi alcune idee regalo per i fan della serie tv e dei romanzi.

ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI

∼ DVD E LIBRI

∼ CASA E CUCINA

∼ VARIE


Spero che queste idee regalo vi siano piaciute. Io ho già ordinato i fumetti e domani acquisterò anche il piumone (per la gioia di mio marito ahah).

Inoltre siccome ho preso una bella cotta per Benedict Cumberbatch non posso farmi mancare il suo calendario 2018!

 

 

 

 

Pubblicato in: Recensioni

[RECENSIONE] Io, Sara di Marta Moroni

Ciao a tutti! Scusate la latitanza ma in questi giorni a causa del maltempo ho avuto problemi a connettermi al WI-FI. Sono però tornata e nei prossimi giorni pubblicherò una serie di articoli che spero potranno piacervi.

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Oggi voglio invece parlarvi di un libro che mi è stato gentilmente inviato da un’autrice esordiente, Marta Moroni. La lettura in questione è Io, Sara, romanzo che è entrato a far parte della LIBROTERAPIA.

La libroterapia è una pratica finalizzata al benessere della persona che coinvolge la lettura di un testo e un terapeuta. Secondo diversi studi la lettura può aiutare a raggiungere una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé.

“Era un tiepido sabato pomeriggio di fine inverno. Sara era seduta sul divano di casa immersa in un assordante silenzio. Si guardava attorno un po’ smarrita alla ricerca di un oggetto familiare alquale aggrapparsi per uscire dalla melma in cui si sentiva intrappolata, fino a quando, chinando lievemente il capo, il suo sguardo si posò sul piccolo oggetto rettangolare accanto a sé racchiuso nella sua custodia rossa.”

∼ Recensione

Sara è una donna e madre di quarant’anni con la passione per la lettura e la scrittura. L’incontro con Giorgio, collega di lavoro, diventa per lei una ventata d’aria fresca in una vita ordinaria. Tra i due inizia presto una fitta corrispondenza, fatta di e-mail e uscite, e Sara viene travolta dai sentimenti che prova per l’uomo. Ma ben presto la donna si rende conto di essere diventata dipendente da quella corrispondenza, e dal suono che le annuncia ogni sera una nuova e-mail di Giorgio…

Tra flashback e profonde riflessioni Io, Sara è una sorta di viaggio emozionale attraverso il cambiamento di una donna, con le sue paure e incertezze, ma anche voglia di riscatto e di superare i propri fallimenti.

Dal libro traspare la grande passione dell’autrice per la scrittura, che in questo caso diventa un mezzo fondamentale per la protagonista nel processo terapeutico che si ritrova ad affrontare.

Io, Sara e i suoi post-it

Se vi aspettate un romanzo ricco di avvenimenti o colpi di scena, non è il caso di Io, Sara. E devo ammettere che forse questo aspetto un po’ mi è mancato durante la lettura. L’autrice ha dato molto spazio alla parte introspettiva, focalizzandosi quasi esclusivamente sui sentimenti e sul percorso terapeutico di Sara. A questo proposito Marta Moroni è riuscita in modo magistrale a dare voce ai pensieri di una donna profondamente ferita. Perché durante la lettura chiunque potrebbe ritrovarsi in Sara e la scelta di includere il romanzo nella libroterapia è a mio parere più che azzeccata.
L’autrice ha scritto il libro utilizzando una tecnica molto particolare. La sua scrittura non è solo profondamente introspettiva, ma è anche a tratti divertente, scorrevole e coinvolgente. Ogni capitolo si apre con una citazione famosa, e la narrazione non segue un tempo preciso, ma spazia da passato a presente e viceversa.
A un lettore che vuole approcciarsi a questa lettura mi sento di dire che deve farlo con la consapevolezza che non leggerà un libro con una trama ricca. La storia d’amore tra Sara e Giorgio è infatti quasi marginale, e Io, Sara non è mio avviso assolutamente un romanzo rosa. Come già ribadito sopra è la stessa protagonista a essere il centro del libro.
Io, Sara è sicuramente una lettura che mi sento di consigliare, anche se è lontana dal genere di libro che di solito prediligo e per questo motivo non l’ho apprezzata fino in fondo. In ogni caso non nego che sia un libro curato in ogni aspetto e una lettura che può aiutare chiunque si apra ad essa.
Pubblicato in: Lo Hobbit / Il signore degli anelli

Una saga in musica: Lo Hobbit

Se mi seguite su facebook  avrete notato che ieri ho pubblicato il video di unboxing dei miei recenti acquisti amazon. Tra i libri acquistati c’è anche Lo Hobbit, il capolavoro di Tolkien che ho intenzione di iniziare nei prossimi giorni. Se vi piace l’idea oltre alla recensione prossimamente potrei fare una serie di articoli su questa saga. Fatemi sapere nei commenti! La saga l’ho vista al cinema negli anni scorsi e sono rimasta colpita dalla colonna sonora, che ho recentemente ripreso ad ascoltare.

La musica è stata composta da Howard Shore, che aveva già curato la colonna sonora della saga Il signore degli anelli. Per il primo capitolo (Un viaggio inaspettato) è stata scelta la London Philarmonic Orchestra, mentre i seguiti sono stati incisi dalla New Zealand Shympony Orchestra.

Howard Shore ha vinto numerosi premi, tra cui tre Oscar per il suo lavoro nella trilogia Il signore degli anelli. Ha inoltre lavorato a decine di film, tra i più recenti troviamo Hugo Cabret, Il caso Spotlight e Il drago invisibile.

Ogni capitolo ha inoltre una canzone composta ed eseguita da un cantante famoso per i titoli di coda:

  • Song of the Lonely Mountain, composta e interpretata dall’artista neozelandese Neil Finn [Un viaggio inaspettato]

Anche se devo ammettere di preferire la versione cantata da Richard Armitage (Thorin) e il cast dei nani.

  • I see fireinterpretata da Ed Sheeran [La desolazione di Smaug]

“Now I see fire Inside the mountain

I see fire Burning the trees

And I see fire Hollowing souls

I see fire Blood in the breeze

And I hope that you remember me.”

Ma la mia preferita tra tutte è in assoluto:

  • The last goodbye, interpretata e composta da Billy Boyd. [La battaglia delle cinque armate]

“Night is now falling
So ends this day
The road is now calling
And I must away
Over hill and under tree
Through lands where never light has shone
By silver streams that run down to the sea”
The last goodbye è la canzone conclusiva che chiude l’intera saga e per quanto mi riguarda ritengo che Boyd abbia fatto un lavoro eccellente. Impossibile non sciogliersi in lacrime al primo ascolto!
Della canzone Boyd ha detto in un’intervista a EW:
Dopo aver visto il film, sono andato in camera mia e ho iniziato a mettere giù qualche idea, e insieme a Fran e Philippa, abbiamo iniziato a dare forma alla canzone. Tante idee ci hanno portato a vicoli ciechi o abbiamo trovato che il tono non fosse giusto. Penso che abbiamo scoperto molto rapidamente che questa non era solo una canzone finale de ‘La Battaglia delle cinque armate’, ma era una canzone per dire addio alla Terra di Mezzo.
Se siete interessati a vedere un video del “dietro le quinte” della musica composta da Howard Shore lo trovate qui.

E a voi è piaciuta la colonna sonora di Lo Hobbit? Fatemi sapere nei commenti la vostra canzone preferita!

Pubblicato in: Libri dal mondo

Libri dal mondo ∼ romanzi ambientati a Parigi

Ciao a tutti e buon lunedì.

Scusate la latitanza degli ultimi giorni, ma dicembre è un mese impegnativo in pasticceria! Non temete però, anche questa settimana usciranno diversi articoli e poco alla volta recupererò anche i post dei vari blog che seguo e le news letterarie. Oggi per la rubrica “Libri dal mondo” vi porterò nella città dell’amore: Parigi. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti li trovate qui. Io non sono ancora stata nella capitale francese, ma l’ho spesso vissuta attraverso le pagine dei libri. Scopriamo insieme le letture più interessanti ambientate in questa città!

PARIS

∼ Classici letterari

Alcuni dei classici più apprezzati sono ambientati proprio a Parigi. Victor Hugo in particolar modo ha ambientato diversi romanzi in questa città, tra i più celebri non posso non citare I Miserabili o Notre-Dame de Paris. Nel libro I Miserabili Hugo descrive le difficoltà quotidiane dal popolo francese della prima metà dell’Ottocento, tra emarginati, lavoratori sfruttati, povertà, disuguaglianza ecc..

Anche Alexandre Dumas ha scritto di Parigi in diverse occasioni, ne Il conte di Montecristo e ne I tre moschettieri.

∼ Bestseller

Oltre ai già sopracitati, sono numerosi i bestseller ambientati nella capitale francese. Eccone alcuni tra i più conosciuti:

  • Il profumo: “Jean-Baptiste Grenouille è nato nel luogo più puzzolente di Francia, il Cimetière des Innocents di Parigi. Rifiutato dalla madre fin dal momento della nascita, rifiutato dalle balie perché non ha l’odore che dovrebbero avere i neonati, anzi perché «non ha nessun odore», rifiutato dagli istituti religiosi, riesce a sopravvivere a dispetto di tutto e di tutti. E, crescendo, scopre di possedere un dono inestimabile: una prodigiosa capacità di percepire e distinguere gli odori.”

  • Suite francese: Irène Némirovsky iniziò a scrivere il libro, che doveva essere composto in cinque parti, agli albori della Seconda guerra mondiale. Riuscì però a completare solo le prime due parti, fu infatti deportata in un campo di concentramento nel 1942, dove morì appena un mese dopo. Il romanzo è stato pubblicato solamente nel 2004 e riunisce le prime due parti in un unico volume.

  • Festa mobile: Festa mobile è un’ autobiografia dell’autore Ernest Hemingway pubblicata postuma. In queste pagine lo scrittore racconta i suoi lunghi soggiorni a Parigi.

∼ Romanzi rosa

Parigi con la sua atmosfera romantica è l’ambientazione scelta di numerosi romanzi rosa. Ne ho scelti per voi alcuni usciti quest’anno:

  • Un piccolo negozio di fiori a Parigi: “C’è un negozio di fiori, nel cuore di Parigi, che raccoglie una magia impossibile da spiegare a parole. Il suo nome è L’Étoile Manquante. L’anziano proprietario, Dominique Brulé, sa che ogni fiore può nascondere un vero e proprio balsamo per l’anima. Un giorno, come un improvviso vento fresco, irrompe in quella lenta routine Violeta: vent’anni, incinta e con il cuore spezzato. Assunta come assistente fiorista, porterà lo scompiglio in quelle tre vite silenziose, risvegliando il profumo di emozioni che vogliono tornare a sbocciare.”

  • Una deliziosa pasticceria a Parigi: “Parigi, 1909. In una stradina appartata c’è un luogo dove, a ogni ora, il profumo che si sente nell’aria è quello di zucchero a velo e crema pasticcera. La Pâtisserie Clermont è la più elegante della città, famosa per le vetrine colorate di macarons e per la gentilezza di Jeanne, la figlia del proprietario. Eppure Jeanne, dietro le apparenze di ragazza tranquilla e sorridente, ha un segreto.”

  • Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato: “Francia, inizio Novecento. Sophie, una ragazza di provincia, si ritrova immersa nell’affascinante mondo della Belle Époque parigina e si innamora del pittore Édouard. Non è una storia semplice, ma il sentimento che li lega sfocia in un meraviglioso matrimonio d’amore. Una favola interrotta dallo scoppio della Grande Guerra: Édouard parte per il fronte e Sophie rimane sola nella zona occupata dai tedeschi. Quando viene a sapere che il marito è prigioniero e rischia la vita, per salvarlo offre al comandante tedesco ciò che ha di più caro: il ritratto fattole da Édouard. Quasi cent’anni dopo quel quadro è appeso in casa di Liv Halston, vedova trentenne, dono del marito prima di morire.”

Spero di avervi fornito alcuni spunti di lettura interessanti, alla prossima!

Pubblicato in: mode e fenomeni letterari

Mode e fenomeni letterari ∼ “YouTuber” che si improvvisano scrittori

Ciao a tutti! Siete già pronti per l’imminente ponte dell’Immacolata? Come al solito io lavorerò, ma questa sera andrò a provare il nuovo ristorante di Alessandro Borghese, il famoso chef televisivo. Sono molto curiosa!

Oggi riprendo la rubrica “Mode e fenomeni letterari” per parlarvi di un argomento che  scaturisce in me un certo fastidio. Premetto di non essere molto vicina al mondo degli YouTuber, ne seguo giusto qualcuno, di cui solo un paio italiani (le booktuber eri gibbi e da pochissimo Ilenia Zodiaco). Non riesco però a comprendere una moda spopolata negli ultimi anni, ovvero gli YouTuber che scalano le classifiche editoriali, vendendo milioni di copie e radunando migliaia di adolescenti ai firmacopie.

fav.jpgBasta aprire amazon per essere travolti da decine di libri scritti da ragazzini nel pieno della pubertà, ma che guadagnano già più di quanto probabilmente posso anche solo sognare di mettere da parte in una vita intera. Non posso che complimentarmi con loro per aver trovato una passione che è sfociata in un lavoro, ma ciò che non posso concepire è che ragazzini al mondo da cinque minuti scrivano biografie o pagine di pensieri “filosofici”.

Ovviamente non posso farne una colpa agli YouTuber stessi, perché sappiamo benissimo che sono soltanto gli ingranaggi di un meccanismo molto più complesso, gestito dagli editori che pubblicano queste schifezze (perché di questo si tratta) e dagli agenti che per fare soldi sfruttano ogni occasione possibile. La cosa più triste è che sono gli adolescenti ad acquistare questi libri e con tutta probabilità saranno le uniche letture che intraprenderanno mai nella vita. I pochi ragazzini che leggono lo fanno “male”. Ne abbiamo avuta la conferma quando mesi fa sono usciti le statistiche che hanno rivelato una percentuale molto bassa di lettori forti.fav2.jpg

Ne approfitto per sollevare anche un’altra questione: Credete che esistano libri “giusti” e libri “sbagliati”? Fatemi sapere la vostra opinione nei commenti. Per quanto mi riguarda mi rammarica che gli adolescenti vedano nei loro coetanei del web un modello da seguire.

Ovviamente non voglio fare di tutta l’erba un fascio, so che esistono delle eccezioni, ma è appunto di questo che si tratta, eccezioni. È la massa che acquista questo tipo di letture, e che spinge gli editori a dare voce a una generazione che non ha niente da dire, ma che vuole farlo a tutti i costi.

Quale soluzione può essere intrapresa per spingere gli adolescenti verso modelli più appropriati? Vi aspetto nei commenti per discuterne in modo più approfondito!

Pubblicato in: La segnalazione del mese

La segnalazione del mese ∼ Il cercatore del tempo

Ciao a tutti, come procede la settimana? Io finalmente ho (quasi) passato l’influenza dopo più di una settimana! Oggi voglio segnalarvi un libro: Il cercatore del tempo. Trentatré racconti di quotidiana magia.

cercatore.jpg[Dal comunicato stampa] In questo volume sono raccontati i prodigiosi accadimenti e le misteriose magie che venano il quotidiano vivere. Raccolti e scritti in chiave teatrale perché possano essere narrati come fossero fiabe. Incontrerete il bambino che fabbricava le nuvole, il direttore del più grande circo del mondo, una strega spietata e un’altra amatissima cui i compaesani affidano i propri neonati, una maestra che non abbandona la sua scuola nemmeno da morta, un violinista di legno nelle strade di Napoli, un chitarrista perduto senza ritorno dentro la sua musica, un uomo che cerca il Tempo e le ragioni della vita terrestre in ogni angolo dell’Universo, e con loro, molti altri personaggi. Introduzione – I racconti scelti per questa collezione costituiscono in gran parte il repertorio teatrale che ho prodotto, fin qui, sul tema della magia; questa è intesa come presenza tellurica, enigmatica, che invade e condiziona il quotidiano vivere: coacervo di forze misteriose, scardinatrici, pronte ad assalire l’animo umano per indirizzarlo verso la salvezza o la distruzione. Forze che prendono a volte sembianze umane o quelle di una nuvola; divengono fantasmi, streghe, lupi mannari, fate, leoni voraci, sirene: forme mutevoli di uno stesso mistero che affiora da ogni parte per ricordarci la nostra appartenenza all’Ignoto. Tutti i brani della raccolta sono nati per essere recitati assieme alla musica di una fisarmonica, al sassofono, al violino, alla chitarra, alla cornamusa, mescolandosi ai caratteri più disparati che l’universo musicale offre.

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∼ L’autore

Mirko Revoyera – Contastorie, favoliere e autore teatrale, scrive e porta in scena storie per ragazzi e adulti. Autore di novelle per Egea Small editrice discografica, con cui ha pubblicato nove audiolibri musicali per bambini e ragazzi con le canzoni di Francesca Rossi (Il Paese dei Mille Impegni, Tatanga e i suoni del mondo, Il Canto di Natale, Vermi galline e scimpanzè. La fantastica avventura di Jane Goodall, Dire Fare Baciare Lettera Testamento, Il Castello Zum pa pa, Francesco il Menestrello. Storia di un santo bambino, Esopop. Le favole diventano canzoni, Il ritorno dell’Ibis eremita, di Gabriele Mirabassi). Ha scritto e interpretato per il teatro numerosi testi originali e adattamenti dalla tradizione fiabistica internazionale (La Malerba, Fra’ Rafae’. Storie di ciarlatani e affarfanti, Legno sacro legno. La lunga storia della croce di Gesù, Uomini liberi animali, Favole dalle Lettere dal Carcere di Antonio Gramsci, L’eco del Museo. Storie della Valnerina, L’Amor Bandito. Storia d’amore a Sant’Anatolia di Narco, Che mito ragazzi! Gli dei e gli eroi di Grecia, Pitagora e l’incudine, Chichibio e altre storie, Giufà a rotta di collo, Acqua acquetta tu sei benedetta, Favole calde Favole fredde, Tutti i bambini sono buoni, cotti bene, Agnolaccio l’omo salvatico, L’Ultima notte del malefico Dottoragno). Ha pubblicato l’audiolibro Parole sul fondale (edizioni Sì, 2005), il libro 1991 Parole in scatola con Paolo Magionami (edizioni Corsare, 2011).

Se siete interessati all’acquisto trovate il libro qui.

Pubblicato in: Libri e serie tv

Se Downton Abbey fosse un libro: i romanzi da leggere se sei fan della serie tv

Ciao a tutti, come state?

Come vi avevo già accennato in passato ho una vera e propria fissazione per le serie televisive. Ne seguo infatti tantissime, arrivando addirittura a guardarle durante il lavoro! (Faccio un lavoro manuale quindi è fattibile) La settimana scorsa vi avevo parlato dell’idea di unire sporadicamente questi due mondi, e infatti sono partita da Grey’s Anatomy, che seguo da diverso tempo. Oggi voglio invece soffermarmi su una serie televisiva che ho scoperto abbastanza recentemente e che ho divorato in un binge watching su Netflix: Downton Abbey.

Downton Abbey è una serie televisiva ormai conclusa (anche se di discute da tempo di un film per la televisione) composta da sei stagioni, che ha ottenuto un successo strepitoso tra pubblico e critica. La serie è ambientata a Downton Abbey, una vasta tenuta di campagna dove vivono la famiglia Crawley e i loro servitori. Le vicende hanno inizio a partire dal 15 aprile 1912, in seguito alla notizia dell’affondamento del Titanic, sul quale viaggiava un cugino con il figlio della famiglia, erede della proprietà. I Crawley si ritrovano quindi a dover affrontare l’arrivo di un altro erede che crea scompiglio nelle loro vite. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti si intrecciano le vite della servitù al piano inferiore, con la nobiltà al piano superiore.

dow1.jpgNonostante la serie sia fittizia, racconta una realtà accurata dell’epoca ed è facile immaginare come si svolgevano realmente le vite dei servitori e della nobiltà. La sceneggiatura è opera di Julian Fellowes, anche autore di tre libri ambientati più o meno nello stesso periodo storico. Se vi è piaciuta la scrittura di Downton Abbey, i romanzi di Fellowes sono un buon punto di partenza.

Le differenze tra i piani alti e bassi sono descritte meglio nel romanzo di Margaret Powell, “Ai piani bassi“, nel quale viene descritta la vita della scrittrice diventata aiuto-cuoca a soli quindici anni.

Se invece volete approfondire meglio i personaggidow2.jpg realmente esistiti a cui si è ispirato Fellowes, potreste trovare interessante “Lady Almina e la vera storia di Downton Abbey“. Il libro racconta la vita di Lady Almina, che allestì nel castello dove viveva in un ospedale e divenne un’infermiera provetta. Su di lei è stato costruito il personaggio di Lady Cora.

La serie tv non vi è bastata e volete tornare a immergervi nelle vite dei Crawley?

Avete ben due soluzioni diverse, potete infatti acquistare la sceneggiatura originale o scoprire le più interessanti curiosità e dietro le quinte dal Mondo di Downton Abbey.

Dalla sinossi: “Il libro, riccamente illustrato con scatti rubati dietro le quinte, oltre a condurci nel cuore dello sceneggiato, raccoglie frammenti di dialogo e scene madri, in cui cerimoniosi rituali, domestici irreprensibili e il gioco formale tra classi danno vita a un irresistibile balletto di cui questo libro restituisce integralmente il godimento.”

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Se invece vi siete innamorati dei manicaretti di Mrs Patmore avete la possibilità di replicarli anche a casa, trovate le ricette nel libro “The Unofficial Downton Abbey cookbook“.

Se avete altri libri da segnalarmi simili a Downton Abbey scriveteli nei commenti!

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in: 5 storie di...

Merry Christmas! 5 storie di… Natale

Ciao a tutti e buon inizio settimana. Come avete passato il weekend? Io purtroppo sono ancora malata!

Mancano poco più di venti giorni a Natale e dopo avervi parlato di alcune idee regalo per lettori, non mi resta che consigliarvi 5 letture da leggere sotto l’albero! Avevo già scritto un articolo simile l’anno scorso, pertanto i libri citati saranno ovviamente diversi.

Charles Dickens ∼ Racconti di Natale

dickens.jpgNon posso che iniziare da Dickens, che con il suo Canto di Natale è il classico per eccellenza delle feste. In questo volume sono raccolti cinque dei suoi racconti avvolti dalla stessa atmosfera natalizia e magica, ma al tempo stesso dipingono un’ Inghilterra povera e afflitta dalla disoccupazione.

Prezzo amazon – 8,42€


Agatha Christie ∼ Il caso del dolce di agathaNatale

Anche Agatha Christie con il celebre Detective Poirot e Miss Marple ha ambientato alcune delle sue storie nel periodo natalizio. Il caso del dolce di Natale è una raccolta di sei storie, come le portate di un pranzo dall’antipasto al dessert.


J.R.R Tolkien ∼ Le lettere di Babbo Natale

Le lettere di Babbo Natale è una raccola di lettere che Tolkien scrisse ai propri figli a partire dal 25 dicembre 1920 fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939. Il libro contiene foto delle buste e carta da lettere originali, corredate di illustrazioni e poesie. Come in una fiaba ogni anno Tolkien, fingendosi Babbo Natale, raccontò la preparazione tra problemi in magazzino, clima e varie avventure al Polo Nord.

Prezzo amazon – 18,00€

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Frank Baum ∼ Vita e avventure di Babbo Natale

baum“Pubblicato per la prima volta nel 1902, due anni dopo “Il mago di Oz”, “Vita e avventure di Babbo Natale” racconta la storia del personaggio più amato di tutti i tempi: dalla sua infanzia nella foresta incantata di Burzee, al desiderio di dedicare la propria vita a recare doni agli altri. Tra giocattoli di legno e creature fatate, veniamo guidati alla scoperta di molti segreti del Natale: l’origine dell’uso dell’albero e della calza, il motivo per cui Babbo Natale scende dal caminetto, come sia possibile che, in una sola notte, consegni da solo i regali a tutti i bambini del mondo.”

Prezzo amazon – 5,78€


Il Grinch ∼ Dr. Seuss

grinchNatale è anche tempo di classici della televisione come Mamma ho perso l’aereo o Il Grinch. È proprio quest’ultimo film, reso famoso da Jim Carrey, che è stato tratto dal romanzo di Dr. Seuss.

La trama in breve: È possibile non amare il Natale? Certo, se si è solitari, brutti e cattivi come il Grinch, mostriciattolo perfido che vive nella città di Chi-non-so. Con il solo scopo di guastare le feste ai suoi concittadini Non-so-chi, si traveste da Babbo Natale e ne combina di tutti i colori.

Età di lettura: a partire da 6 anni.


E voi che libri leggerete a Natale? Per scoprire quale libro ho scelto per le feste seguitemi su Instagram, dove ve lo svelerò attraverso la challenge Natale nei blog, organizzata da Mimi e Astrid.

Pubblicato in: Curiosità, game of thrones

Il trono di spade: Il vallo di Adriano che ispirò La barriera

Qualche tempo fa vi avevo parlato degli eventi storici che hanno ispirato George R.RMartin nella stesura delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, in modo particolare della guerra delle due rose e della vera storia che ispirò le nozze rosse. Oggi ci soffermiamo invece su Il vallo di Adriano, da cui lo scrittore prese spunto per l’invenzione della barriera durante un viaggio in questo luogo.

adriano.jpgIl vallo di Adriano era un’imponente fortificazione in pietra (parte dei resti sono ancora visibili oggi) voluta dall’imperatore romano Adriano nel II secolo d.C. Aveva la funzione di segnare il confine che divideva la Britannia, sotto il controllo romano, dalla Caledonia, occupata dai Pitti.

Oggi del Vallo di Adriano rimane ben poco, ma com’era al tempo dell’impero romano? Immaginate un imponente muro alto circa 5 metri e largo tra i 2,5 e i 3 metri, con ben 80 fortini nei pressi delle porte, una ogni miglio romano. Tra ogni fortino vi erano oltre due torrette, utilizzate come punto di osservazione, e lungo tutto il muro un numero di forti ausiliari compresi tra 17 e 19. Si pensa che l’intero vallo impiegasse circa 9000 uomini, per i suoi 117 chilometri di lunghezza.

La Barriera di George R.R Martin è però molto più imponente di quella voluta da Adriano. Si estende infatti per 480 chilometri, arrivando a un’altezza compresa fra i 210 e i 270 metri di altezza, ed è costituita da blocchi di ghiaccio che arrivano a dieci metri di larghezza nella parte superiore. Lungo tutto il muro vi sono 19 castelli, dei quali però solo una parte è presidiata.

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“Era alta duecentocinquanta metri, il triplo del più alto dei castelli che proteggeva. Benjen Stark aveva detto che la sua sommità era larga abbastanza da permettere il passaggio di dodici uomini a cavallo, in armatura pesante e affiancati. Mastodontiche catapulte e ciclopiche gru di legno parevano montare di sentinella su di essa, simili a vestigia scheletriche di uccelli leggendari. E tra quegli scheletri, piccoli come formiche, camminavano gli uomini in nero.”

Il Vallo di Adriano nel corso degli anni fu più volte ristrutturato in seguito agli attacchi provenienti dal nord, per poi finire in disuso con la caduta dell’impero romano. Oggi è partimonio dell’UNESCO.

Se volete approfondire la storia del Vallo di Adriano qui trovate alcune letture. Non dimenticate di lasciarmi un commento con le vostre impressioni!

[Per la stesura di questo articolo ho consultato il sito English Heritage e Il trono di spade wikia per le info dettagliate sulla barriera.]