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The Marvelous Mrs Maisel: la nuova serie della creatrice di Gilmore Girls

Buongiorno lettori! Dopo aver terminato di vedere The Expanse ed essermi finalmente messa in pari, ho iniziato The Marvelous Mrs Maisel, una serie originale Prime Video, che mi è stata consigliata da Serial Escape qualche tempo fa.

La protagonista è Miriam Maisel (detta Midge), una casalinga ebrea che vive a New York negli anni ’50. Felicemente sposata da quattro anni, Midge si occupa a tempo pieno di suo marito Joel, cucinando per lui e aiutandolo a esibirsi come comico in un locale del centro.

L’Idillio matrimoniale viene spezzato quando Midge scopre che Joel ha rubato le battute delle sue esibizioni a un comico famoso e durante una litigata l’uomo le confessa di avere una relazione extra coniugale. Midge si ubriaca e torna al club, dove si esibisce in un monologo improvvisato sulla sua relazione con Joel, ma viene arrestata per atti osceni in luogo pubblico.

Quando viene scarcerata, si riunisce a Suzie, una donna che lavora nel club e che vede in lei un talento da coltivare. Con l’aiuto di Suzie, Midge decide di seguire la sua vocazione e intraprendere una carriera come comica.

Midge deve però affrontare le difficoltà e i pregiudizi dell’essere donna in una professione considerata prevalentemente maschile, nonché nascondere la verità alla sua famiglia, che non approverebbe…

Amy Sherman Palladino torna a realizzare un serial dopo il grande successo di Gilmore Girls, con una nuova frizzante commedia al femminile. Sebbene le due serie tv siano ambientate in epoche diverse, The Marvelous Mrs Maisel ha molti elementi in comune con Gilmore Girls, come i dialoghi veloci e dinamici e i personaggi eccentrici ma mai fuori luogo. La Palladino ha la capacità di creare una commedia che affronta tematiche forti, ma con una naturalezza che non appesantisce mai la visione.

Il ruolo della donna è centrale in un’epoca ricca di pregiudizi, nella quale la figura femminile è rilegata alle faccende domestiche o a poche altre mansioni selezionate. Le professioni artistiche sono riservate agli uomini e Midge si trova a lottare per essere presa sul serio nell’industria dello spettacolo.

Rachel Brosnan, che ha raccontato di essere stata scartata in altri ruolo in passato per “non essere abbastanza divertente”, è perfettamente a proprio agio sul palco e nel dialogo serrato tipico della Palladino. Non a caso il ruolo le è valso un Golden Globe. Ma Midge si contende la scena anche con l’eccentrica manager Suzie e la sua sgangherata famiglia (con un fantastico Tony Shalhoub).

La commedia viene presentata in location d’eccezione, da New York, a Parigi, ai monti Catskills, con abiti coloratissimi e una colonna sonora da urlo.

Consigliatissima! Un peccato che non sia molto popolare.

Voto: 5/5

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È arrivata la conferma: la web serie Skam Italia è stata cancellata

La notizia era nell’aria già da un po’, ma poco fa è arrivata la conferma ufficiale: Skam Italia è terminata con la terza stagione.

La quarta stagione della serie TV di Tim Vision, remake dell’originale norvegese, non avrà un sequel con protagonista Sana. A dare la notizia è stato Ludovico Bessegato, regista e showrunner, con una stories su Instagram.

Ha rilasciato anche una lunga intervista a La Stampa, dove ha spiegato le possibili motivazioni dietro la cancellazione.

Lo scorso anno, come molti di voi ricorderanno, aveva fatto discutere la decisione di spostare Skam Italia sulla piattaforma Tim Vision, a pagamento. Per accedere alle clip era quindi necessario essere abbonati alla piattaforma streaming. Questa notizia non aveva fermato i fan (nonostante le proteste) che avevano creato un nuovo sito (il vecchio era stato cancellato) sul quale caricavano giornalmente le clip.

Come ha spiegato Bessegato questa decisione è stata presa dal nuovo management di Tim Vision. Pur di non rinunciare alla parte social del format, lo stesso Bessegato si era incaricato di curare una pagina Instagram, dove caricava giornalmente foto e screen delle conversazioni tra i personaggi.

Bessegato e tutto il team di Skam Italia non ha quindi mai avuto la possibilità di cambiare le cose, in quanto ogni decisione proviene dal broadcast Tim Vision.

Fino a ieri c’è stata anche la possibilità che un player acquistasse Skam Italia, ma l’accordo con Tim Vision non è mai andato in porto, finendo per portare all’inevitabile decisione.

È una notizia che fa male, soprattutto perché la quarta avrebbe dato ancora una volta spazio a tematiche importanti per i giovani e oggi necessarie più che mai. Sana, interpretata da Beatrice Bruschi, sarebbe stata la protagonista e le tematiche avrebbero spaziato dalla religione al bullismo.

Skam Italia è una serie che ha ottenuto successo non solo in Italia, ma anche all’estero, dove è seguitissima. È triste sapere che l’Italia è l’unico paese in cui Skam è stata cancellata.

È una perdita per tutto il cast e il team che ha lavorato così tanto a una serie che aveva qualcosa da raccontare, ma anche per tutti i fan che hanno sempre supportato questo progetto.

Skam purtroppo si conclude qui.

Curiosità, film, serie tv

Altri cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV

Buongiorno lettori! Qualche tempo fa vi ho parlato dei 10 cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV. Dato che me ne sono venuti in mente altri, ho pensato di integrare il post precedente con nuove aggiunte. Ovviamente anche questa volta vi aspetto nei commenti con i cliché che non sopportate voi!

~ La divisione in gruppi a scuola

Prendete un qualsiasi film americano ambientato in un liceo e troverete le stesse dinamiche: il tavolo dei nerd, quello dei metallari, il tavolo del club degli scacchi, quello dei ragazzi popolari ecc.

È come se in ogni scuola gli adolescenti fossero divisi in passioni e popolarità. Solo la mia era una normalissima scuola superiore?

~ La prima volta è sempre perfetta

Lei è un’adolescente o giovane donna alle prese con i primi approcci maschili. Lui è un ragazzo popolare o ricchissimo, che ha alle spalle un “curriculum” di tutto rispetto.

Dopo diverse reticenze da parte di lei, finalmente si innamorano, ed ecco che arriva il fatidico momento della prima volta, dove tutto scorre liscio.

Nessun imbarazzo, nessun dolore da parte di lei. Tutto fantastico, come non è mai stata nessuna prima volta!

~ Discorsi strappalacrime in punto di morte

Uno dei personaggi principali è sul punto di morire, ma prima di andarsene per sempre, viene sistematicamente raggiunto dai suoi amici/interesse amoroso.

Pochi attimi prima di esalare l’ultimo respiro ecco che arriva una performance strappalacrime.

~ Bambini che sembrano adulti / adolescenti che sembrano adulti

Se in un film c’è un bambino come protagonista, state pur certi che il 99% delle volte sarà sveglio, intelligente e avrà un vocabolario da adulto acculturato.

Ma qualche bambino che sia solo… un bambino?!

~ Il matrimonio interrotto all’altare

“Chi ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre!”

È con questa frase che il vero amore del/la protagonista fa il suo ingresso, interrompendo la cerimonia e dichiarando amore al suo/a amato/a.

Nella realtà questa frase non viene neppure pronunciata, ma nei film romantici è molto in voga!

~ Il playboy che mette la testa a posto

Concludiamo con un personaggio tanto stereotipato quando utilizzato nelle commedie romantiche: l’eterno playboy che mette la testa a posto quando incontra la sua anima gemella.

Nella realtà, la maggior parte delle volte uno stronzo resta, ahimé, uno stronzo!


Con tutti questi cliché qualcosa mi dice che potrei inserire anche una terza parte.

Nel frattempo, se ve la siete persa, vi rimando alla prima parte del post!

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On my block: una serie Netflix da guardare [recensione flash]

Ciao a tutti i lettori del blog! Non sapendo quale serie tv guardare su Netflix in questo periodo, mi sono imbattuta in On my block, prodotto originale Netflix di dieci puntate a stagione, per una durata di 30 minuti ciascuna.

Cesar, Monse, Jamal e Ruby sono un gruppo di amici di quattordici anni, che vivono in uno dei quartieri più difficili di Los Angeles, abitato dai membri di una gang.

I ragazzi, cresciuti tra pestaggi e pallottole vaganti, in una realtà che appare quasi la norma per loro, con l’avvicinarsi delle superiori si promettono di affrontare insieme i cambiamenti che arriveranno.

Quando Monse torna dal campo estivo però le dinamiche tra il gruppo sono cambiate: Cesar è entrato nella gang del fratello. È compito dei suoi amici cercare di tirarlo fuori da guai prima che sia troppo tardi…

Nonostante On my block tratti tematiche piuttosto difficili, come delinquenza e omicidi, riesce a raccontare la realtà di alcuni quartieri americani con una nota di leggerezza, che si mantiene per tutto il corso delle puntate.

Lo fa introducendo alcuni personaggi eccentrici, come Jasmin, una vicina che vuole entrare a far parte del gruppo a tutti i costi, la nonna “cannaiola” di Ruby, o lo stesso Jamal, che ha una storyline a lui dedicata. Non mancano triangoli amorosi, litigi e gelosie, tipici degli adolescenti che si trovano a scoprire l’amore per la prima volta.

Trattare una tematica come lo scontro tra bande in una chiave semi-comica è stata una sfida, in cui On my block è uscita vincente.

Perché, nonostante si passi da una lunga parte dedicata a una caccia al tesoro, a una sparatoria mortale nel giro di qualche puntata, la serie non cade mai nello stereotipo. Riesce invece a bilanciare tutti gli elementi, anche grazie l’accurata caratterizzazione dei personaggi.

VOTO: 4 su 5

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I miei momenti preferiti nella terza stagione di Stranger Things

Buongiorno lettori! Oggi parliamo dei momenti che ho preferito nella terza stagione di Stranger Things, uscita il 4 luglio su Netflix.

Ovviamente il post conterrà spoiler, pertanto siete avvisati!

Il duetto di Dustin e Suzie

Dustin è tornato a Hawkins raccontando ai suoi amici di aver conosciuto una ragazza, Suzie, che dice essere bellissima e molto intelligente. Nessuno dei suoi amici sembra credere alla sua esistenza, soprattutto quando Dustin non riesce a mettersi in contatto con lei via radio.

Nell’ultima puntata però, in un momento di massima tensione per i protagonisti, Suzie salva la situazione, strappando prima però un duetto a Dustin di Neverending story.

L’iperprotettivo Hopper

I bambini che abbiamo conosciuto nella prima stagione sono ormai cresciuti e con l’arrivo dell’adolescenza sono nati i primi amori, come quello tra Eleven e Mike. La relazione non sta bene a Hopper, che non riesce a gestire la bruciante gelosia che prova nei confronti della figlia, ormai presa solo da Mike.

Ho adorato le scene legate al ruolo di Hopper come padre, come il discorso che riserva a Mike e che porta alla separazione dei due ragazzini.

Dustin e Steve si ritrovano

L’amicizia tra Dustin e Steve è stata molto discussa nelle precedenti stagioni e gli showrunner ci hanno regalato altri indimenticabili momenti tra i due amici, come il ritorno a casa di Dustin.

Billy salva Eleven

In questa terza stagione il personaggio di Billy ha avuto un ruolo molto più centrale. Se nella seconda stagione Billy appariva soltanto come un bullo, abbiamo scoperto molte più informazioni sul suo passato.

Dopo essere stato vittima del Mind Flayer, Billy riesce a tornare in sé, dando la vita per salvare Eleven, sotto lo sguardo straziante della sorella Max.

La morte di Hopper

Una parte di me spera che Hopper sia ancora vivo, che sia sopravvissuto all’esplosione e che sia rinchiuso in una prigione in Russia.

L’ultimo sguardo a Joyce e il momento in cui Eleven capisce che Hopper è morto mi hanno distrutta!

La lettera di Hopper

Joyce, i suoi figli ed Eleven hanno deciso di lasciare Hawkins e ricominciare altrove.Prima di partire Joyce ritrova il discorso “a cuore aperto” che Hopper aveva scritto per Eleven e che non aveva mai avuto il coraggio di leggerle. Una conclusione perfetta e straziante.

La morte di Alexei

Alexei è quel tipo di personaggio a cui non sai di esserti affezionata finché non muore miseramente, sotto lo sguardo del suo nuovo amico Murray.

Robin e Steve vengono drogati

Robin è stata uno dei nuovi volti di questa stagione, che ha portato con sé una ventata di freschezza e vivacità. Esilarante è il momento in cui lei e Steve vengono drogati dai russi.

Anche se questa stagione è stata ricca di momenti fantastici, per il momento mi fermo qui. Non dimenticate di farmi conoscere le vostre scene preferite nei commenti. Vi aspetto!

serie tv

Le sitcom della mia infanzia

Buona sera lettori, come state?

Oggi voglio parlarvi di quelle sitcom che andavano in onda su Italia uno tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila e che sicuramente parecchi di voi ricordano con affetto. Oggi molte di quelle serie sono considerate classici della commedia e attraggono sempre nuove generazioni, anche grazie ai servizi streaming che le trasmettono.

Malcolm in the Middle

Malcolm è la serie che ha dato la popolarità al grandissimo Bryan Cranston, nei panni di un padre di famiglia che, insieme alla moglie Lois, deve badare a quattro pestiferi figli.

Malcolm è andata in onda per sette stagioni e un totale di 151 puntate

Friends

Come ormai sapete Friends è la mia serie preferita in assoluto, iniziata ormai 25 anni fa e durata la bellezza di 10 stagioni.

Tutto in famiglia

Cancellata dopo la quinta stagione, Tutto in famiglia vedeva protagonista una famiglia, capitanata dal divertente Michael Kyle e dalla moglie Janet, alla prese con Junior, un ragazzo imbranato, l’adolescente e vanitosa Claire, e la piccola di famiglia Kady.

La vita secondo Jim

Un’altra sitcom famigliare chiave degli anni duemila è stata La vita secondo Jim, con Jim Belushi nel ruolo di un padre irresponsabile e combinaguai. Jim è pesso spalleggiato dall’amico e cognato Andy e ostacolato dalla cognata Dana che non lo sopporta. Infine c’è Ceryl, che nonostante le bravate del marito finisce sempre per perdonarlo o dargli una bella lezione.

La Tata

La Tata è forse una delle serie più stravolte dal doppiaggio, ma rimane uno dei pilastri degli anni ’90, ricordata ancora oggi per l’esuberante Fran Drescher.

Il principe di Bel-Air

Devo ammettere che della celebre serie con Will Smith non ricordo granché, in quanto ero abbastanza piccola quando la seguivo.

Forse è il momento giusto per un rewatch? Tra l’altro la serie è stata aggiunta di recente al catalogo Netflix.

Sabrina Vita da strega

Sabrina Spellman è oggi la protagonista della serie Netflix Le terrificanti avventure di Sabrina, ma negli anni novanta era la protagonista di una sitcom divertente e soprannaturale.

Melissa Joan Hart era Sabrina, una strega che si divideva tra la sua vita di adolescente e il segreto di essere una strega.

Happy Days

Happy Days andava in onda qualche decennio prima della mia nascita ma, grazie alle continue repliche trasmesse in TV, anche io sono cresciuta con la famiglia Cunningham e Fonzie negli Stati Uniti degli anni ’50.

Sicuramente ne avrò dimenticate alcune, ma vi aspetto nei commenti con le sitcom che seguivate voi da bambini!

film, serie tv

10 Cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV

Buon lunedì cari lettori! Oggi voglio parlarvi di quei cliché che compaiono spesso nei film e nelle serie TV, e che proprio non sopporto. L’idea per questo post mi è venuta qualche giorno fa, quando ho trovato lo stesso cliché in ben due film, usciti entrambi lo scorso anno.

Non dimenticate di farmi sapere nei commenti i personaggi e le situazioni che non sopportate voi!

~ La migliore amica possessiva

Troppo spesso il ruolo della migliore amica è ridotto alla semplice comparsa e la sua esistenza ha come unico scopo quello di rendere più interessante la protagonista, esaltarla e mostrarne allo spettatore la quotidianità.

L’amica è gelosa del rapporto tra la protagonista e altre coetanee o, in altri casi, tra la protagonista e il proprio interesse amoroso. Come se non bastasse per ricoprire questo ruolo viene spesso scelta un’attrice sovrappeso e poco curata nell’aspetto.

Come se essere sovrappeso equivalesse a vivere in funzione della propria migliore amica!

~ Il migliore amico Gay

Negli ultimi anni la comunità LGBTQ+ sta avendo una maggiore rappresentazione nel cinema e nella televisione, ma per lungo tempo il ruolo del migliore amico gay è stato un cliché molto presente, nato per scatenare l’ilarità del pubblico e donare al prodotto finale una sfumatura di leggerezza.

Per fortuna non tutti i ruoli del migliore amico sono stereotipi, come la più recente serie TV Sex Education, che ha presentato il personaggio di Eric, un ruolo che abbatte qualsiasi stereotipo (potete approfondire qui).

~ Stereotipi sugli europei

Negli Stati Uniti gli europei sono spesso oggetto di stereotipi, in particolar modo gli italiani. I personaggi italiani sono ottimi cuochi, latin lover o, in alternativa, mafiosi. Passano la maggior maggiorparte del tempo a urlare e gesticolare, o nel peggiore dei casi a mangiare spaghetti e polpette su un tavolo con la tovaglia a quadretti rossi e bianchi.

Nemmeno i francesi se la cavano meglio, con i loro modi di fare altezzosi e l’odio nei confronti degli americani. E non dimentichiamo la baguette sono l’ascella!

~ Il makeover

Il tema del brutto anatroccolo che diventa cigno è stato usato così tante volte che sembra persino scontato inserirlo in una lista di cliché. Ma cinema e serie TV continuano a realizzare prodotti con questo espediente.

Immancabile è il momento del makeover della protagonista, con una canzone pop a incorniciare i momenti salienti del cambio look.

~ L’ape Regina e le sue vallette

Nei primi anni duemila ogni commedia romantica ambientata a scuola aveva una villain. Di solito era una ragazza bionda e attraente, circondata dalle amiche che comandava a bacchetta.

Lo scopo delle rivali era quello di allontanare la protagonista dal ragazzo di turno, molto spesso riuscendoci per un breve momento. Immancabilmente l’Ape Regina veniva umiliata verso la fine del film e la protagonista trionfava.

~ L’eroe che non muore mai

Ad eccezione di Game of Thrones, che non ci ha mai risparmiato morti dolorose, odio quando il protagonista eroe finisce nelle situazioni più assurde e pericolose, uscendone indenne.

Ancora peggio è quando il protagonista è un adolescente senza particolari qualità fisiche, ma riesce sempre a scamparla e a compiere azioni incredibili

Come direbbe Ilenia Zodiaco: IL REALISMO!

~ Il villain prende tempo

Il villain ha raggiunto uno dei personaggi ed è pronto a ucciderlo. Basta premere il grilletto, ma ecco che il villain inizia un discorso infinito, che termina nel momento esatto in cui l’eroe della situazione si palesa per salvare la situazione. Ovviamente.

Di solito il villain finisce malissimo, arrestato dalla polizia o peggio ancora ucciso dal protagonista.

~ Il risveglio perfetto

Dopo una notte selvaggia la protagonista di turno si risveglia tra le braccia del suo amato, con capelli e make up perfetto, come se fosse uscita da un’intensa giornata dall’estetista.

Poi ci sono io, che al mattino sembro il mostro di Frankenstein.

~ Il tradimento in diretta

Un’altra costante delle commedie romantiche è il tradimento in diretta. Quando uno dei due personaggi tradisce l’altro, sistematicamente viene beccato nel momento esatto in cui scambia un bacio, o presunto tale, con un altro uomo o donna.

Nella realtà quante volte un tradimento viene effettivamente portato alla luce così?

~ Tutti sono attraenti

Avete presente quei film dove tutti i personaggi rilevanti sembrano usciti da America’s Next Top Model?

Non vogliatemene male, ma nella vita vera conosco molte più persone “normali” che fighi da paura.


Per il momento il mio post finisce qui, ma penso che presto realizzerò la seconda parte, con altri cliché. Intanto vi aspetto nei commenti!

serie tv

Una reunion di Friends funzionerebbe?

Sono passati parecchi anni dalla fine di Friends, ma ancora oggi è considerata da molti la comedy per eccellenza. Rachel, Phoebe, Monica, Ross, Chandler e Joey ci hanno intrattenuto per dieci stagioni, regalandoci momenti esilaranti ma anche molto emozionanti.

A differenza di tante serie appartenenti al genere, Friends si è conclusa al momento giusto, evitando di dilungarsi snaturando i personaggi o il concept generale.

In questi ultimi anni sono però esplosi i revival di molte serie degli anni ’90, come Will e Grace o il prossimo in uscita, 90210.

Ma gli attori di Friends tornerebbero per una nuova stagione?

I protagonisti si sono sempre detti contrari a tornare sullo schermo, ma più recentemente le interpreti di Rachel, Monica e Phoebe hanno rivelato che riprenderebbero volentieri il proprio ruolo. Le tre donne sono molto affiatate nella vita reale e sono state spesso ospiti insieme in diversi talk show, dove hanno ricordato i momenti più divertenti sul set di Friends.

La sceneggiatrice della serie, Marta Kauffman, ha invece dichiarato, pochi mesi fa, che un revival di Friends porterebbe solo delusione e che non si farà mai.

Anche Matthew Perry è della stessa idea e nel 2017, in un’intervista a Variety, ha detto che se gli venisse chiesto non parteciperebbe. Non dimentichiamo che il periodo di Friends ha messo a dura prova la salute fisica e mentale di Perry, diventato dipendente da alcool e farmaci nel corso di diverse stagioni.

Il cast è prevalentemente ricordato per il ruolo ricoperto in Friends (ad eccezione della più famosa Jennifer Aniston), e sebbene ciascun attore si sia dedicato ad altri progetti, nessuno è stato rilevante come la serie che li ha portati al successo. È quindi naturale che gli attori non vogliano essere ricordati per quell’unico ruolo, e riprenderlo sarebbe come “fare un passo indietro” nella propria carriera. La serie, come già detto, si è conclusa inoltre con un finale perfetto, nel quale i personaggi salutano l’appartamento, in cui hanno vissuto per un decennio, per l’ultima volta.

Chandler e Monica sono finalmente genitori amorevoli di due gemelli, Phoebe ha trovato l’amore con Mike, Rachel e Ross si sono riuniti (questa volta si spera per sempre) e Joey… beh, Joey è sempre Joey!

P.s Il finale aperto di Joey è stata la premessa per uno spin-off non riuscito e poi cancellato, ma questa è un’altra storia!

C’è troppo in gioco per rischiare di deludere i fan, senza contare che le vite dei protagonisti potrebbero non essere così interessanti in questa fase della loro vita come lo erano anni fa.

Personalmente per quanto ami la serie, voglio ricordarla per il fenomeno che è stata e odierei vederla massacrata da un revival non necessario. La tendenza odierna è di fare leva sulla nostalgia e il successo di una serie, per cercare di riportarla in auge. Ma Friends non ne ha mai avuto bisogno, perché dopo vent’anni è ancora amata come allora. Il pubblico del 2019 è diventato molto più esigente, anche perché la scelta di prodotti da guardare è molto più ampia rispetto a un ventennio fa. Nel caso Friends tornasse (anche se non credo accadrà) il livello della serie non potrà essere uguale a quella originale, ma dovrà essere superiore.

Concludendo, gli attori percepiscono ancora degli introiti milionari sui diritti di immagine, ogni volta che Friends viene trasmesso. Difficilmente rischierebbero la carriera per altri guadagni.

E voi che cosa ne pensate? Vi piacerebbe vedere un revival di Friends?

Vedi anche: i momenti migliori di Friends

Curiosità, serie tv

#Pride Month || 5 serie tv con personaggi LGBTQIA su Netflix

Buongiorno! In occasione del Pride Month voglio consigliarvi 5 serie tv con protagonisti personaggi LGBTQIA che potete trovare su Netflix.

∼ Special [2019]

Special è una comedy di otto puntate, scritta e recitata da Ryan O’Connell, nei panni del protagonista.

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La trama: Ryan Hayes è un ragazzo gay di poco più di vent’anni, che convive dall’infanzia con una malattia, la paralisi celebrale, che limita le sue capacità motorie. Dopo essere coinvolto in un banale incidente d’auto, Ryan viene assunto come tirocinante per una rivista online. Stanco che la sua malattia sia il centro della sua vita, Ryan mente ai nuovi colleghi, fingendo che le sue difficoltà a camminare o a compiere gesti quotidiani siano dovute all’incidente e non alla malattia.
Al lavoro Ryan stringe amicizia con Kim, una donna positiva e sicura di sè, che lo sprona ad affrontare nuove esperienze, come la sua prima volta e a stringere amicizia con altre persone.
Al tempo stesso Ryan decide di andare a vivere da solo e inizia ad allontanarsi dalla madre iperprotettiva Karen, che ha da sempre messo il figlio e la malattia al centro della propria vita.

Recensione completa qui.

∼ Tales of the city [2019]

Tales of the city è il terzo sequel di una serie iniziata nel 1993, ma che potete tranquillamente guardare anche se non avete visto le altre stagioni.

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La trama: Mary Ann ritorna al 28 di Barbary Lane a San Francisco, dopo ventitré anni di assenza, in occasione del 90esimo compleanno di Anna Madrigal.
Seppure Barbary Lane sia sempre lo stesso rifugio per chi è alla ricerca di una casa in cui poter essere se stesso, Mary Ann capisce che molte cose sono cambiate.
Ora Barbary Lane è abitata da una nuova generazione di giovani queer, tra cui la figlia di Mary Ann, Shawna, che la donna non vede da quando ha abbandonato lei e l’ex marito Brian due decenni prima.
Barbary Lane è anche abitata dall’amico di Mary Ann, Mouse, che ha una relazione seria con un ragazzo più giovane; da due gemelli che fanno di tutto per sfondare sul web e da una giovane coppia in crisi dopo la transizione di Jake.
Poi c’è ovviamente Anna, che vive ancora nel proprio appartamento, ma nasconde un segreto che minaccia la serenità di tutta Barbary Lane.

Recensione completa qui.

∼ Sex Education [2019]

Sex Education è una serie formata al momento da otto puntate (ma rinnovata per una seconda stagione), uscita su Netflix all’inizio di quest’anno.

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La trama: Il protagonista è Otis, il figlio di un’eccentrica sessuologa, che insieme all’aiuto di alcuni compagni di scuola inizia a dispensare consigli sessuali a giovani ragazzi in difficoltà.
Il suo migliore amico è Eric, un ragazzo gay spesso vittima di bullismo per i suoi modi appariscenti ed espansivi.

Vedi anche: Che cosa aspettarci dalla seconda stagione di Sex Education

∼ Unbreakable Kimmy Schmidt [2015-2019]

Unbreakable Kimmy Schmidt è una comedy di quattro stagioni, con protagonista Ellie Kemper nel ruolo di Kimmy Schmidt.

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La trama: La ventinovenne Kimmy, dopo essere stata rinchiusa per quindici anni in un bunker dal reverendo di una setta apocalittica, decide di ricominciare la propria vita a New York. Nella Grande Mela trova rifugio nell’appartamento di Titus, un aspirante attore gay vivace ed eccentrico.

Vedi anche: Ho visto gli ultimi episodi di Unbreakable Kimmy Schmidt [RECENSIONE]

∼ Grace and Frankie [2015-2019+]

Grance and Frankie è una serie tv (ancora in corso) di cinque stagioni, con protagoniste Jane Fonda e Lily Tomlin.

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La trama: Da sempre in conflitto per i propri stili di vita differenti, le settantenni Grace e Frankie si ritrovano all’improvviso a vivere insieme quando i rispettivi meriti fanno outing. I due uomini hanno infatti una relazione segreta da anni.
Sconvolte da quella nuova realtà, le donne devono anche imparare a convivere l’una con i difetti dell’altra.

Vedi anche: Grace e Frankie sono tornate! [RECENSIONE 5a stagione] No spoiler

 

 

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#Pride Month || Tales of the city: recensione della nuova serie tv Netflix

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una nuova serie tv limitata approdata da pochi giorni su Netflix: Tales of the city.

Tales of the city è il terzo sequel della miniserie del 1993, dopo l’ultimo (Further Tales of the City) del 2001.
Il nuovo sequel Netflix ha mantenuto solo due personaggi dai precedenti (Mary Ann e Anna), inserendo un cast più giovane.

∼ La trama

Mary Ann ritorna al 28 di Barbary Lane a San Francisco, dopo ventitré anni di assenza, in occasione del 90esimo compleanno di Anna Madrigal.
Seppure Barbary Lane sia sempre lo stesso rifugio per chi è alla ricerca di una casa in cui poter essere se stesso, Mary Ann capisce che molte cose sono cambiate.
Ora Barbary Lane è abitata da una nuova generazione di giovani queer, tra cui la figlia di Mary Ann, Shawna, che la donna non vede da quando ha abbandonato lei e l’ex marito Brian due decenni prima.
Barbary Lane è anche abitata dall’amico di Mary Ann, Mouse, che ha una relazione seria con un ragazzo più giovane; da due gemelli che fanno di tutto per sfondare sul web e da una giovane coppia in crisi dopo la transizione di Jake.
Poi c’è ovviamente Anna, che vive ancora nel proprio appartamento, ma nasconde un segreto che minaccia la serenità di tutta Barbary Lane.

∼ La mia opinione

Barbary Lane è casa, un luogo in cui giovani queer possono sentirsi al sicuro e amati. Barbary Lane è una comunità, una famiglia.
Insieme a Mary Ann anche noi spettatori torniamo a “casa” insieme a lei, entrando a far parte delle vite di questa famiglia allargata.
Tales of the city rappresenta due generazioni a confronto, quella odierna dei millenial e quella rappresentata da Anna e Mouse. Due generazioni separate da un passato diverso, ma che vivono sotto lo stesso tetto.
Questa differenza è ben mostrata nel confronto tra la coppia formata da Mouse, che ha vissuto sulla propria pelle il periodo drammatico dell’ AIDS, e Ben, cresciuto in una realtà decisamente più semplice per un giovane gay.
La serie non cerca però di prendere parti, ma rappresenta entrambe le generazioni, con le proprie difficoltà e pregiudizi.

Tales of the city è una serie che punta molto sui dialoghi e le interazioni tra i personaggi, riuscendo a dare vita a rapporti complessi ma reali.
Il rapporto tra Jake e Margot è uno dei punti forti della serie. È facile immedesimarsi nella confusione che provano i due personaggi per l’evoluzione del proprio rapporto.
Jake è un ragazzo transgender, rappresentato peraltro da un attore transgender non binario, che si trova in difficoltà quando inizia a provare attrazione per i ragazzi. Il casting di Jake è una scelta che ho apprezzato molto perché, in una realtà in cui molto spesso questi ruoli sono affidati ad attori non transgender, Tales of the city ha dato spazio alla comunità LGBTQIA.
Dall’altra parte abbiamo Margot, in conflitto con il rapporto tra lei e il ragazzo, in quanto Margot è lesbica e, seppur abbia accettato la transizione di Jake, sente la mancanza della relazione che avevano prima.
Ancora una volta la serie non obbliga lo spettatore a prendere una parte, ma mostra le due facce della stessa medaglia.

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[SPOILER] In Tales of the city un elemento ricorrente è il ruolo della famiglia, che viene ripreso nelle varie storyline. Shawna è in conflitto con la propria identità quando scopre di essere adottata e parte alla ricerca delle proprie origini. Si rende però conto che seppur le persone che incontra hanno il suo stesso sangue, sono completamente diverse da lei e non la accetterebbero mai per quella che è. Casa è Barbary Lane, un luogo che non è formato da legami di sangue, ma da persone che hanno scelto di stare insieme.

Temevo che Tales of the city si sarebbe rivelata una di quelle serie che vogliono forzare a tutti i costi l’inclusione di ogni sorta di personaggio, finendo per esagerare, ma in realtà ogni personaggio è ben bilanciato.
I primi episodi però scorrono un po’ lenti e non si capisce bene dove voglia andare a parare la serie. La narrazione per fortuna accelera prima di metà stagione, arrivando a un episodio dedicato a un lungo flashback, che ho apprezzato molto.
Tales of the city è una serie che, anche se non perfetta, non potete e non dovete perdervi.
Ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma non voglio dilungarmi arricchendo il post con troppi spoiler.

Voto: 4 su 5.

Tales of the city è anche una serie di libri, che trovate qui.

E voi avete visto la serie? Vi aspetto nei commenti!