Documentari, serie tv

The Social Dilemma: un docu-film sulle conseguenze e l’uso dei social media

Quali effetti hanno su di noi i social media? Come vengono usati per cambiare le nostre opinioni e abitudini?

Un team di esperti, formato da ex dipendenti di Google, Facebook, Twitter, Instagram ed altri social media degli ultimi anni, rivelano la propria esperienza nel documentario The Social Dilemma, come dipendenti di questi grandi colossi e indagano l’uso e le conseguenze dei social media.

LA TRAMA

Gli esperti toccano diversi topic, intervallati da scene di un film che mostra le conseguenze dei social media in una famiglia statunitense.
In questo docu-film scopriamo come i social media hanno fatto aumentare a dismisura il tasso di suicidi e depressione tra i giovanissimi e come siano strutturati per creare una dipendenza sempre maggiore.
Le interviste, così come il film, pongono una particolare importanza sul modo in cui i social media possono cambiare le abitudini e i pensieri degli utenti, attraverso un continuo bombardamento di pubblicità mirate.
Il documentario si focalizza poi sul fenomeno, sempre più diffuso, delle fake news e di come alcuni capi di stato e politici le usino per manipolare le masse.

LA MIA OPINIONE

The Social Dilemma è uscito il 9 settembre 2020 su Netflix, ma è stato presentato all’inizio dell’anno al Sundance Festival.
Il documentario offre una visione realistica ma anche preoccupante della situazione attuale e lo fa con l’opinione di persone che hanno conosciuto il fenomeno da vicino, perché sono state parte del cambiamento, chi con Google, chi con Facebook o altri social network.
Ho apprezzato il progetto perché non tenta di portare lo spettatore in una direzione precisa, ma lo spinge a porsi delle domande e a fare delle considerazioni personali.

Il film alleggerisce le interviste, permettendoci anche di vedere come la Generazione Z è colpita dalla tecnologia. Sebbene abbia apprezzato le transizioni, avrei preferito che non fosse solo la Generazione Z quella coinvolta dai social nel film. Gli utenti dei social network, Facebook in particolare, sono anche adulti e sono proprio loro a cadere spesso vittima delle fake news. Sarebbe stato più utile mostrare le varie generazioni a confronto e come vengono colpite dall’uso di Internet.

Nel complesso ho trovato il documentario molto interessante e alla fine della visione è impossibile non porsi delle domande.
Vi consiglio di recuperarlo e, alla fine, riflettere sulle vostre considerazioni personali.

Voto: 4/5

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Malcolm in the middle: il sequel si farà?

Malcolm in the Middle è una delle comedy che ha segnato l’infanzia e l’adolescenza di molti di noi.
La serie, iniziata nel 2000 e durata per 7 stagioni, vedeva protagonista una famiglia stravagante, formata dal padre Hal (Bryan Cranston), la madre Lois e i loro figli: Francis, Reese, Dewie, Malcolm e più avanti Jamie.

Nel 2019 si è tornato a speculare su un possibile sequel, dopo quasi un ventennio dall’uscita della serie.
Ma che cosa ne pensano gli attori di tornare a vestire i panni della famiglia Wilkerson?
Prima di parlare della loro posizione in merito al sequel, voglio citare una mini reunion avvenuta dopo il finale di Breaking Bad, serie che ha visto protagonista Bryan Cranston e durata per cinque stagioni.

Con l’uscita del DVD di Breaking Bad, Cranston ha potuto veder realizzata una delle sue idee, che è stata apprezzata tantissimo dai fan di entrambe le serie citate. Cranston e da Jane Kaczmarek hanno girato un finale alternativo, nel quale hanno ripreso per pochi minuti i panni di Hal e Lois.
Nel finale alternativo Hal si risveglia all’improvviso da un incubo e, girandosi verso la consorte, le racconta di aver sognato di essere un trafficante di droga, per l’appunto Walter White.

Dove sono ora gli attori di Malcolm?

Cranston si è sempre detto entusiasta sulla possibilità di riprendere il ruolo di Hal, ma che cosa ne pensano gli altri attori?
Alcuni dei protagonisti di Malcolm hanno abbandonato la carriera cinematografica/televisiva per dedicarsi ad altri ambiti lavorativi. Frankie Muniz (Malcolm), dopo una carriera come pilota automobilistico, è tornato in tv qualche anno fa per partecipare come ballerino a Dancing with the stars. L’attore sembra quindi non aver davvero chiuso con la televisione.
L’anno scorso inoltre un suo tweet ha fatto impazzire i fan. Il messaggio recitava: “All these reboots of dumb ass TV shows, yet we still have no idea what Malcolm is up to.” (Tutti questi reboot televisivi di serie tv stupide e ancora non abbiamo idea di dove sia Malcolm).

In occasione dei 20 anni dall’uscita di Malcolm, il cast si è riunito su Zoom per un evento esclusivo per raccogliere fondi, durante il quale gli attori hanno letto la sceneggiatura della prima puntata.
Purtroppo non sono riuscita a trovare nessuna documentazione audiovisiva dell’evento, ad eccezione di questo scatto da Elexpres.

Voglio anche ricordare che, sempre Cranston, nel 2016 ha rivelato che si era parlato della possibilità di un film sequel, ma non si è mai andati oltre le chiacchiere.
La volontà, soprattutto da parte di Cranston, c’è, così come l’entusiasmo e l’affetto dei fan. Malcolm dopotutto non sarebbe la prima serie a tornare dopo anni.

Al momento quindi non si hanno notizie circa un sequel, che comunque non è da escludersi per il futuro. E a voi piacerebbe venisse realizzato? Vi aspetto nei commenti!


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La Pagella di Lucifer 5: top e flop della prima parte di stagione

Qualche settimana fa è approdata su Netflix la tanto attesa prima parte della quinta stagione di Lucifer. Essendo passata la novità, ho pensato di non scrivere la solita recensione (ne trovate a bizzeffe online), ma di evidenziare i TOP e i FLOP degli otto episodi disponibili, con una pagella degli eventi e dei personaggi. Ovviamente la mia è un’opinione strettamente personale, quindi vi invito a lasciarmi le vostre impressioni nei commenti.

[ATTENZIONE! Tutto l’articolo contiene spoiler]

TOP

  • Il passato di Maze
    VOTO: 8+

Devo essere sincera, non sono una fan degli episodi che si allontanano dalla linea temporale corrente, ma in questo caso, l’episodio dedicato alla madre di Maze è riuscito a farci comprendere meglio il passato della demone, afflitta dalla paura dell’abbandono e dal disperato desiderio di un’anima.
In questa quinta stagione riusciamo finalmente a comprendere meglio le azioni di Maze, quasi scusandola di ricadere sempre nelle stesse azioni autodistruttive.

  • Cliffhanger
    VOTO: 7

Anche se il cliffhanger non ha incontrato il parere positivo di tutti i fan, è stato per me uno dei pochi elementi che mi spingerà a guardare anche la seconda parte della serie.
Dopo il litigio tra i tre fratelli, Lucifer, Amenadiel e Michael, Dio, interpretato da Dennis Dexter Haysbert, è finalmente sceso in Terra.
Come reagirà alle scelte dei suoi figli? Quali conseguenze ricaderanno sui personaggi?

FLOP

  • Una trama non convincente
    VOTO: 5

Lucifer è quel tipo di show che combina una trama verticale, data dai casi a cui il protagonista e la detective lavorano, e una trama orizzontale, che si focalizza sugli elementi soprannaturali della serie, che finiscono per coinvolgere tutti i personaggi.
In questa quinta stagione ho trovato entrambe le trame sottotono, con casi poco coinvolgenti e una trama orizzontale debole.

  • Il gemello cattivo
    VOTO: 5

L’espediente del gemello cattivo rientra di norma nell’immaginario delle produzioni di serie C o come elemento di comedy (ricordate Drake Ramoray in Friends?).
In questo caso l’introduzione di Michael in Lucifer non è originale, ma si ispira al fumetto omonimo.
Michael è l’Arcangelo Gabriele, venuto sulla terra, prima per impossessarsi della vita di Lucifer, poi per distruggerla.
Nonostante Tom Ellis sia riuscito a fare un buon lavoro interpretando due personaggi dall’aspetto identico, Michael non è in grado di farci temere davvero per la sorte dei personaggi.
Avrei preferito che la sua identità non fosse stata rivelata così presto, lasciando gli spettatori all’oscuro del piano malvagio dell’Arcangelo.

DA RIVEDERE

  • La storyline di Ella

VOTO: 6

Uno dei personaggi che più ho apprezzato nello show fin dalla sua comparsa è Ella, scienziata forense capace e con una personalità esplosiva. Nelle ultime stagioni la sua fede è stata messa a dura prova ed Ella ha affrontato una forte crisi spirituale. In questa quinta stagione si è avvicinata a un uomo, rivelatosi poi essere un serial killer.

Ho apprezzato questa storyline, ma penso che la sua crisi avrebbe potuto essere affrontata più nel dettaglio. Ella è un personaggio molto interessante, che meriterebbe un focus più approfondito.

Pagella degli altri personaggi:

LINDA: 7+
DAN: 7
AMENADIEL: 8
CHLOE: 5



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Netflix vs Prime Video: qual è il migliore nel 2020?

Un paio di anni fa vi ho parlato delle differenze tra i servizi streaming Netflix e Amazon Prime Video. Da allora le caratteristiche e il catalogo dei due sono decisamente cambiati, pertanto è giunto il momento di confrontarli di nuovo. Quale dei due è il migliore? Scopriamolo subito insieme!

PRIME VIDEO

Prime Video è il servizio di streaming gratuito dedicato agli iscritti ad Amazon Prime. Con l’abbonamento ad Amazon Prime, oltre ad avere un’ampia scelta di film e serie tv, si ha diritto ai seguenti benefici:

  • Spedizioni illimitate in 1 giorno senza costi aggiuntivi su milioni di prodotti, e senza soglia minima d’acquisto (a causa del Covid le spedizioni potrebbero subire rallentamenti)
  • Prime Foto: spazio di archiviazione per le foto illimitato
  • Accesso anticipato alle Offerte lampo
  • Prime Reading: centinaia di ebook gratuiti
  • Prime Music: il servizio di musica che consente ai clienti Prime di ascoltare, memorizzare e gestire musica ovunque con un limite mensile di 40 ore.
  • Prime Gaming: giochi e contenuti su Twitch e tanto altro…

PREZZO: 36€ all’anno, o pagamento mensile di 3,99€ al mese. Offerta speciale per gli studenti universitari a 18€ all’anno + i primi 90 giorni gratis.
PAGAMENTO: Annuale o mensile
PROVA: 30 giorni prova gratuita (90 per gli studenti iscritti a Prime Student)
DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Ora che avete un quadro più chiaro del servizio passiamo ad analizzare l’offerta di Prime Video nello specifico.
In passato avevo messo in luce alcuni problemi con l’applicazione Prime Video da dispositivi mobili. Da allora sono stati fatti diversi cambiamenti e la navigabilità è migliorata molto.
Uno dei punti di forza di Prime Video è il catalogo, in continua crescita e ricco di prodotti di qualità, originali e non.
Negli ultimi due anni il catalogo ha più che raddoppiato le serie tv e quintuplicato i film disponibili.
Contro: In alcuni prodotti non è sempre possibile cambiare la lingua dall’italiano ad altre lingue, inglese compreso, e non sempre i sottotitoli sono disponibili. A volte i sottotitoli sono rallentati e non compaiono subito una volta premuto il tasto play.

Ecco i numeri del catalogo aggiornati a Settembre 2020:

SERIE TV: 489 titoli
FILM: 5.420 titoli

NETFLIX

Netflix è senza dubbio la piattaforma streaming più celebre e utilizzata in tutto il mondo. Ormai non si parla d’altro, ma ne vale davvero la pena? Scopriamolo insieme!

PAGAMENTO: Mensile

PREZZO:

  • Piano base: 1 schermo SD (visione su 1 schermo alla volta, in definizione standard) 7,99€
  • Piano standard: 2 schermi HD (visione su 2 schermi alla volta, in alta definizione se disponibile) 11,99€ – aumentato di 1€
  • Piano premium: 4 schermi HD/UHD (visione su 4 schermi alla volta, in alta definizione e ultra alta definizione, se disponibile) 15,99€ – aumentato di 2€
  • Pacchetto Sky: possibilità di collegare Netflix a Sky e ricevere uno sconto sul servizio

PROVA: Non più disponibile dal 2019

DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Netflix punta molto sulle serie televisive e sui prodotti originali, in continua uscita ogni mese.
Negli anni la navigabilità da sito e da applicazioni non è cambiata, rimanendo ottima.
Quasi tutti i prodotti hanno un’ampia lista di lingue per audio e sottotitoli.

Contro: Molte delle serie tv originali vengono cancellate dopo una sola stagione. Netflix sembra puntare più sulla quantità.

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Dati aggiornati a Settembre 2020

FILM: 2.904 titoli

SERIE TV: 1.344 titoli

Potete abbonarvi qui.

Ma qual è quindi il servizio streaming migliore?

Voglio precisare che sono iscritta a Netflix e Prime Video da anni e quindi ho avuto modo di provare e vedere i cambiamenti di entrambi i servizi.
Secondo il mio personale parere, Prime Video sta dando del filo da torcere a Netflix, puntando su contenuti di qualità, soprattutto film.
Negli ultimi mesi ha inoltre inserito in catalogo serie televisive complete già terminate e diversi film da Oscar usciti al cinema a fine 2019.
Il prezzo di Prime Video inoltre è davvero conveniente, soprattutto se siete studenti e potete usufruire della promo a 18€ al mese.

Se non volete investire una cifra alta per un servizio streaming, i 36€ standard annuali di Prime Video sono decisamente più convenienti dei 95€/191€ c.a (in base al piano scelto) annuali di Netflix.
Come già detto, propongo Prime Video anche ai cinefili alla ricerca di contenuti di qualità.
Se preferite avere un’ampia scelta di serie televisive, allora Netflix potrebbe essere la scelta per voi.

E voi siete abbonati a uno dei due servizi?

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Normal People (Persone Normali): recensione della serie tv

La serie segue la complicata relazione tra Marianne e Connell, durante le scuole superiori nella piccola cittadina irlandese di Sligo, fino agli anni universitari al Trinity college a Dublino.
Marianne è cresciuta in una famiglia facoltosa, ma trascorre gran parte del suo tempo da sola; la madre è spesso assente e il fratello abusa psicologicamente di lei.
A scuola è una studentessa modello, ma non riesce a stringere amicizie. L’unico che sembra capirla è un suo compagno di scuola, Connell, un ragazzo popolare che frequenta di nascosto.
Connell è dolce e premuroso, nonché intelligente e appassionato di scrittura. Non ha difficoltà a interagire con i suoi coetanei, ma le cose cambiano quando viene accettato al Trinity College.
Nonostante i buoni voti, Connell ha difficoltà a integrarsi. Marianne, invece, sembra perfettamente a suo agio nella nuova realtà di Dublino.
I due ragazzi, però, si trovano ad affrontare le difficoltà della vita adulta. Si prendono, si lasciano, si ritrovano e si abbandonano, ma in un modo o nell’altro trovano sempre il modo di tornare l’una dall’altro.

La serie, autoconclusiva e divisa in 12 puntate, è tratta dal best-seller Persone Normali di Sally Rooney, uscito nel 2018.
I protagonisti, Marianne e Connell, sono interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, il quale è alla sua prima apparizione televisiva.
Ho trovato gli attori convincenti nei rispettivi ruoli e molto vicini ai personaggi descritti nel libro. Per il ruolo, Paul Mescal si è conquistato una candidatura agli Emmy Awards.
Ciò che mi ha colpito di più è stato il modo in cui sono riusciti a rappresentare la relazione dei due giovani, complice anche la chimica tra i due attori.
Non sono solo i dialoghi ad essere convincenti, il loro è un rapporto rafforzato dai gesti, dagli sguardi e dalle scene intime che gli coinvolgono.
Le scene sessuali sono numerose, ma non risultano mai forzate.

Normal People è una storia intensa, che racconta le difficoltà della vita adulta. La serie affronta tematiche importanti, come la salute mentale e il suicidio.
Non è facile trovare un prodotto televisivo che riesca a portare sullo schermo personaggi descritti con una tale complessità e al tempo stesso incredibilmente vicini allo spettatore.
Le Persone Normali citate nel titolo non descrivono i nostri protagonisti, quanto più la loro aspirazione a diventare persone normali. Ad abbattere quel senso di alienazione che affligge entrambi.
Perché Connell e Marianne si sentono inadeguati; Connell, con la sua fobia sociale e la solitudine che opprime le sue giornate e Marianne, che si butta a capofitto in una relazione abusiva dopo l’altra, perché ritiene di non meritare di meglio.
Normal People affronta il tema dell’identità e di quella lotta interiore nel trovare il proprio posto nel mondo.

La serie ha una cinematografia delicata e una colonna sonora azzeccata. Vi consiglio di recuperarla il prima possibile!

Se siete interessati al libro, lo trovate su Amazon al prezzo di 10,45€.

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Piccole Donne: recensione flash della miniserie tv

Oggi voglio parlarvi della miniserie del 2017, tratta dal romanzo Piccole Donne di Louisa May Alcott. In Italia è disponibile su Sky Box Sets.

Trama

Durante gli anni della guerra civile americana quattro sorelle Jo, Meg, Beth e Amy March si ritrovano a crescere senza il padre, impegnato a combattere al fronte.
La loro routine viene rallegrata dall’arrivo di Laurie, un giovane benestante nipote del vicino di casa della famiglia March.
Tra divertimenti e litigi, le ragazze abbandonano l’innocenza dell’infanzia per andare incontro alla vita adulta.

La mia opinione

Piccole Donne del 2017 è uno dei tanti adattamenti del celebre romanzo.
Il cast scelto per questa trasposizione nel complesso mi è piaciuto, ma ci sono alcuni volti che non mi hanno convinta del tutto.
Ho trovato Jonah Hauer nei panni di Laurie un po’ sottotono, molto lontano dal convincente Timothée Chalamet nello stesso ruolo nel film del 2019.
Il film lascia poco spazio a due attori dal curriculum importante, come Michael Gambon e Angela Lansbury; il loro potenziale non è stato sfruttato a dovere.
Maya Hawke, nei panni di Jo March, offre una buona interpretazione, soprattutto considerando che quello in Piccole Donne è il suo primo vero ruolo sul schermo.
Buone, anche se non indimenticabili, le performance delle altre sorelle March.

La narrazione è scorrevole, anche se alcuni momenti potevano essere più approfonditi.
Forse una puntata extra avrebbe permesso di dare un maggiore risalto a personaggi come il professor Bhaer e i già citati signor Laurence e la zia March.
Paradossalmente, il film di Greta Gerwig è riuscito a dare più rilievo ai personaggi secondari, pur avendo a disposizione un minutaggio minore.

I costumi e le scenografie degli interni sono ben realizzati, mentre gli esterni delle ambientazioni in Massachusetts mi sono apparsi meno convincenti.

A differenza del film, già citato, di Greta Gerwig, Piccole Donne di Vanessa Caswill ha un’atmosfera più sognante e fanciullesca, in linea con le opere originali dell’autrice.
Nel complesso l’ho trovata una miniserie carina ma non indimenticabile.
Consiglio la serie a tutti gli amanti del genere, anche se personalmente ho preferito il film successivo del 2019.


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Uncle Stan: la campagna kickstarter per realizzare una serie spin-off sul personaggio di The Office

La campagna Kickstarter per realizzare il pilot di uno spin-off non ufficiale di The Office ha superato il proprio obiettivo di 254.820$, con quasi un migliaio di sostenitori.
La serie si focalizzerà su Stanley (Leslie David Baker), che ha finalmente lasciato la Dunder Mifflin ed è andato in pensione.

TRAMA

Mentre si sta godendo il suo pensionamento in Florida, Lo zio Stan riceve una chiamata dal nipote Lucky, che gli chiede aiuto con i suoi due figli e con il negozio di motociclette/fiori che gestisce a Los Angeles.
Tra la sua attività in fallimento, i suoi figli che stanno crescendo con poche attenzioni e in procinto di perdere la pazienza con i suoi dipendenti, Lucky ha bisogno di tutto il supporto dallo zio Stan.
Quando Lucky va a prendere lo zio all’aeroporto sulla sella di una moto con un sidecar carico di fiori e nessun posto per i propri bagagli, Stan capisce che si è cacciato in un bel guaio.
Con la sua personalità unica e il suo acume per gli affari, Stan si scontrerà più di una volta con le personalità che lavorano nel negozio del nipote.


La cifra della campagna servirà a coprire i costi del pilot della serie, della durata di mezz’ora, con la speranza, in futuro, di ricevere fondi per realizzare ulteriori episodi.
Anche se il cast di The Office non sarà coinvolto nel progetto, alcuni dei personaggi potrebbero comprarire come guest star.


Che cosa ne pensate del progetto? Secondo voi una serie focalizzata su Stanley potrebbe funzionare?

The Office è disponibile interamente su Prime Video. Potete abbonarvi qui, il primo mese è gratuito.

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Good Girls: recensione della terza stagione

Recensione della seconda stagione => QUI

TRAMA

Ora che Rio è finalmente fuori dai giochi, Beth, Ruby e Annie possono concentrarsi sui propri affari, lavorando al metodo creato da Beth per produrre denaro contraffatto.
Quando tutto sembra procedere nel verso giusto, le tre donne scoprono che Beth non ha ucciso Rio, ma che l’uomo si è salvato e sta collaborando con l’FBI.
Ora che Rio è tornato vuole vendicarsi contro il tradimento di Beth e, con l’aiuto delle sue amiche, Beth dovrà riconquistarsi la sua fiducia…

RECENSIONE

In questa terza stagione le donne sono sempre più coinvolte in affari loschi e iniziano a trascinare con sé anche le rispettive famiglie. Non sono più mosse dalla disperazione per la propria situazione economica; amano il brivido del rischio e i soldi facili.

Ho apprezzato particolarmente le dinamiche famigliari che evolvono nel corso delle puntate. Stan e Ruby, l’unico matrimonio solido e felice della serie, sta iniziando a sgretolarsi sempre di più.
Stan non riesce ad accettare i segreti e le bugie della moglie e ora che il confine tra bene e male è spezzato, non riesce più a riconoscere il poliziotto fedele che era un tempo. Ruby al tempo stesso è spaventata dal suo cambiamento e si rende conto che le sue azioni si riflettono sulla figlia.

Beth, invece, si è riavvicinata a Dean, il quale ha parzialmente accettato gli affari loschi della moglie e vuole provare ad essere un bravo marito.

La storyline di Annie in questa serie è stata superata, rivelando un personaggio in continua crescita, che vuole finalmente essere una figura migliore per il figlio Ben.
Annie lavora su se stessa e in un modo molto naturale viene introdotto il tema della salute mentale, con il percorso psicologico affrontato dalla donna.
Nella scorsa stagione la figlia di Annie, Sadie, aveva rivelato di sentirsi in realtà un ragazzo e in questa terza stagione lo spettatore assiste alla piena accettazione di Ben come figlio ed essere umano.
L’attore che interpreta Ben è transgender e il suo percorso verso la transizione è andato di pari passo con il suo personaggio della serie. I creatori di Good Girls hanno infatti cucito il personaggio sull’attore.
La sua non è una figura centrale dello show e la sua transizione non finisce mai per essere uno dei temi della serie. Ben è un personaggio come un altro, solo che affronta una transizione. Ho amato la normalità con cui viene mostrato il suo percorso.

Mi piacerebbe invece scoprire di più il personaggio di Rio, avvolto perennemente da un alone di mistero. Di lui sappiamo poco o nulla e i momenti in cui viene umanizzato, come gli attimi dedicati al figlio, sono speciali. Credo che Rio abbia del potenziale, che potrebbe essere sviluppato ancora di più nella prossima stagione.

Le puntate della stagione appena uscita su Netflix introducono nuovi personaggi, come una giovane coppia rimasta coinvolta per errore negli affari loschi di Beth e Rio o i nuovi agenti dell’FBI sulle tracce delle protagoniste.

Ancora una volta al centro della serie abbiamo la morale dei singoli personaggi e una questione che diventa sempre più importante: Ora che il confine tra male e bene è stato compromesso, che senso ha tornare indietro alla vita di prima?

Beth, Annie e Ruby non sono più madri in difficoltà, le loro azioni non hanno più il fine di proteggere la famiglia. È diventata una questione di potere e di denaro.

Se Ruby si interroga ancora sulla morale delle sue scelte, dall’altra crede che per lei non ci sia più redenzione. Si sente troppo coinvolta ma continua a giustificare le sue decisioni, almeno fino a quando non si scontra con la realtà.

[SPOILER] Ruby e Stan incontrano infatti una coppia che oltre ad aver perso la figlia, che ha donato il cuore alla figlia di Ruby, ha perso tutto ciò che possedeva. La loro è una situazione ancora peggiore di quella che hanno vissuto i protagonisti. Possiamo definire questo momento come una sorta di epifania per la coppia.
Le azioni criminali che li hanno coinvolti sono davvero giustificabili? È moralmente accettabile sfidare la legge in nome della propria famiglia?



Good Girls è coinvolgente, adrenalinica e divertente. Una serie da guardare tutta d’un fiato e che riesce sempre a sorprendere lo spettatore, anche quando la trama sembra essere giunta a un punto morto.

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La presenza di un personaggio gay ferma le riprese di una serie Netflix in Turchia

Euronews ha riportato una notizia che riguarda il colosso dello streaming Netflix.
Le riprese della serie If Only sono state fermate dopo che il governo turco ha scoperto che la trama avrebbe coinvolto un personaggio gay.
La serie sarebbe stata incentrata su Reyhan, una donna insoddisfatta che viaggia indietro nel tempo di 30 anni fino alla notte in cui il marito le ha fatto la proposta di matrimonio.

Özge Özpirinçci sarebbe stata la protagonista

Il governo ha vietato la licenza per le riprese e Netflix, invece di togliere il personaggio dalla sceneggiatura, ha deciso di cancellare la produzione della serie.

Ece Yörenç, creatore della serie ha commentato la notizia sul sito Altyazi Fasikul, dicendo: “Due to a gay character, permission to film the series was not granted and this is very frightening for the future.” (A causa di un personaggio gay, il permesso per le riprese della serie non è stato garantito e questo fatto è molto spaventoso per il futuro).

La decisione di Netflix non coinvolgerà le altre produzioni turche già in lavorazione e neppure quelle future.

Una notizia che conferma quanta strada dobbiamo ancora fare per una piena inclusività. Che ne pensate?