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Uncle Stan: la campagna kickstarter per realizzare una serie spin-off sul personaggio di The Office

La campagna Kickstarter per realizzare il pilot di uno spin-off non ufficiale di The Office ha superato il proprio obiettivo di 254.820$, con quasi un migliaio di sostenitori.
La serie si focalizzerà su Stanley (Leslie David Baker), che ha finalmente lasciato la Dunder Mifflin ed è andato in pensione.

TRAMA

Mentre si sta godendo il suo pensionamento in Florida, Lo zio Stan riceve una chiamata dal nipote Lucky, che gli chiede aiuto con i suoi due figli e con il negozio di motociclette/fiori che gestisce a Los Angeles.
Tra la sua attività in fallimento, i suoi figli che stanno crescendo con poche attenzioni e in procinto di perdere la pazienza con i suoi dipendenti, Lucky ha bisogno di tutto il supporto dallo zio Stan.
Quando Lucky va a prendere lo zio all’aeroporto sulla sella di una moto con un sidecar carico di fiori e nessun posto per i propri bagagli, Stan capisce che si è cacciato in un bel guaio.
Con la sua personalità unica e il suo acume per gli affari, Stan si scontrerà più di una volta con le personalità che lavorano nel negozio del nipote.


La cifra della campagna servirà a coprire i costi del pilot della serie, della durata di mezz’ora, con la speranza, in futuro, di ricevere fondi per realizzare ulteriori episodi.
Anche se il cast di The Office non sarà coinvolto nel progetto, alcuni dei personaggi potrebbero comprarire come guest star.


Che cosa ne pensate del progetto? Secondo voi una serie focalizzata su Stanley potrebbe funzionare?

The Office è disponibile interamente su Prime Video. Potete abbonarvi qui, il primo mese è gratuito.

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Good Girls: recensione della terza stagione

Recensione della seconda stagione => QUI

TRAMA

Ora che Rio è finalmente fuori dai giochi, Beth, Ruby e Annie possono concentrarsi sui propri affari, lavorando al metodo creato da Beth per produrre denaro contraffatto.
Quando tutto sembra procedere nel verso giusto, le tre donne scoprono che Beth non ha ucciso Rio, ma che l’uomo si è salvato e sta collaborando con l’FBI.
Ora che Rio è tornato vuole vendicarsi contro il tradimento di Beth e, con l’aiuto delle sue amiche, Beth dovrà riconquistarsi la sua fiducia…

RECENSIONE

In questa terza stagione le donne sono sempre più coinvolte in affari loschi e iniziano a trascinare con sé anche le rispettive famiglie. Non sono più mosse dalla disperazione per la propria situazione economica; amano il brivido del rischio e i soldi facili.

Ho apprezzato particolarmente le dinamiche famigliari che evolvono nel corso delle puntate. Stan e Ruby, l’unico matrimonio solido e felice della serie, sta iniziando a sgretolarsi sempre di più.
Stan non riesce ad accettare i segreti e le bugie della moglie e ora che il confine tra bene e male è spezzato, non riesce più a riconoscere il poliziotto fedele che era un tempo. Ruby al tempo stesso è spaventata dal suo cambiamento e si rende conto che le sue azioni si riflettono sulla figlia.

Beth, invece, si è riavvicinata a Dean, il quale ha parzialmente accettato gli affari loschi della moglie e vuole provare ad essere un bravo marito.

La storyline di Annie in questa serie è stata superata, rivelando un personaggio in continua crescita, che vuole finalmente essere una figura migliore per il figlio Ben.
Annie lavora su se stessa e in un modo molto naturale viene introdotto il tema della salute mentale, con il percorso psicologico affrontato dalla donna.
Nella scorsa stagione la figlia di Annie, Sadie, aveva rivelato di sentirsi in realtà un ragazzo e in questa terza stagione lo spettatore assiste alla piena accettazione di Ben come figlio ed essere umano.
L’attore che interpreta Ben è transgender e il suo percorso verso la transizione è andato di pari passo con il suo personaggio della serie. I creatori di Good Girls hanno infatti cucito il personaggio sull’attore.
La sua non è una figura centrale dello show e la sua transizione non finisce mai per essere uno dei temi della serie. Ben è un personaggio come un altro, solo che affronta una transizione. Ho amato la normalità con cui viene mostrato il suo percorso.

Mi piacerebbe invece scoprire di più il personaggio di Rio, avvolto perennemente da un alone di mistero. Di lui sappiamo poco o nulla e i momenti in cui viene umanizzato, come gli attimi dedicati al figlio, sono speciali. Credo che Rio abbia del potenziale, che potrebbe essere sviluppato ancora di più nella prossima stagione.

Le puntate della stagione appena uscita su Netflix introducono nuovi personaggi, come una giovane coppia rimasta coinvolta per errore negli affari loschi di Beth e Rio o i nuovi agenti dell’FBI sulle tracce delle protagoniste.

Ancora una volta al centro della serie abbiamo la morale dei singoli personaggi e una questione che diventa sempre più importante: Ora che il confine tra male e bene è stato compromesso, che senso ha tornare indietro alla vita di prima?

Beth, Annie e Ruby non sono più madri in difficoltà, le loro azioni non hanno più il fine di proteggere la famiglia. È diventata una questione di potere e di denaro.

Se Ruby si interroga ancora sulla morale delle sue scelte, dall’altra crede che per lei non ci sia più redenzione. Si sente troppo coinvolta ma continua a giustificare le sue decisioni, almeno fino a quando non si scontra con la realtà.

[SPOILER] Ruby e Stan incontrano infatti una coppia che oltre ad aver perso la figlia, che ha donato il cuore alla figlia di Ruby, ha perso tutto ciò che possedeva. La loro è una situazione ancora peggiore di quella che hanno vissuto i protagonisti. Possiamo definire questo momento come una sorta di epifania per la coppia.
Le azioni criminali che li hanno coinvolti sono davvero giustificabili? È moralmente accettabile sfidare la legge in nome della propria famiglia?



Good Girls è coinvolgente, adrenalinica e divertente. Una serie da guardare tutta d’un fiato e che riesce sempre a sorprendere lo spettatore, anche quando la trama sembra essere giunta a un punto morto.

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La presenza di un personaggio gay ferma le riprese di una serie Netflix in Turchia

Euronews ha riportato una notizia che riguarda il colosso dello streaming Netflix.
Le riprese della serie If Only sono state fermate dopo che il governo turco ha scoperto che la trama avrebbe coinvolto un personaggio gay.
La serie sarebbe stata incentrata su Reyhan, una donna insoddisfatta che viaggia indietro nel tempo di 30 anni fino alla notte in cui il marito le ha fatto la proposta di matrimonio.

Özge Özpirinçci sarebbe stata la protagonista

Il governo ha vietato la licenza per le riprese e Netflix, invece di togliere il personaggio dalla sceneggiatura, ha deciso di cancellare la produzione della serie.

Ece Yörenç, creatore della serie ha commentato la notizia sul sito Altyazi Fasikul, dicendo: “Due to a gay character, permission to film the series was not granted and this is very frightening for the future.” (A causa di un personaggio gay, il permesso per le riprese della serie non è stato garantito e questo fatto è molto spaventoso per il futuro).

La decisione di Netflix non coinvolgerà le altre produzioni turche già in lavorazione e neppure quelle future.

Una notizia che conferma quanta strada dobbiamo ancora fare per una piena inclusività. Che ne pensate?

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The baby-sitter club su Netflix supera le aspettative [recensione flash]

Pochi giorni fa su Netflix è arrivata la prima stagione de Il club delle baby-sitter, ispirata alla celebre serie di libri di Ann. M Martin, uscita tra il 1986 e il 2000.

La serie segue le vite di un gruppo di ragazzine delle medie, che vivono a Stoneybrook, una cittadina del Connecticut. Kristy Thomas, Mary Anne Spier, Claudia Kishi, Stacey McGill e in seguito Dawn Scahfer sono i cinque membri del club delle baby-sitter.
Il club si occupa di offrire un servizio di baby-sitting alle famiglie del quartiere, in cambio di una piccola somma di denaro.
Oltre a dover gestire una piccola attività in crescita, le ragazze devono affrontare i problemi tipici della loro età, dal rapporto con i propri genitori alle prime cotte.

Come nei libri, ogni puntata della serie è narrata da una delle protagoniste.
Il club delle baby-sitter su Netflix rimane molto fedele ai libri, con una narrazione contemporanea. Temevo che la scelta avrebbe rovinato l’essenza dei libri, ma si è rivelata essere una decisione vincente.
Ci sono ovviamente social network e smartphone, ma non manca l’iconico telefono trasparente a linea fissa usato per gli appuntamenti del club.
La serie è perfetta per un pubblico giovane, ma anche per chi è cresciuto con i libri e vuole ripercorrere i ricordi della saga letteraria.

Le protagoniste sono esattamente come le avevo immaginate leggendo i libri, ognuna con una propria distinta personalità, ma Netflix ha voluto dare più spazio anche ai genitori delle ragazze.
Divorzio, responsabilità, crescita e identità di genere sono solo alcuni dei temi trattati nelle prime dieci puntate. La narrazione è fresca, giovanile e ricca di storyline interessanti. Quando prende le distanze dalla saga letteraria lo fa per renderla più contemporanea, ma anche meno infantile.
Una menzione va riservata alle giovani attrici protagoniste, perfette nei rispettivi ruoli.

Voto: 4,5/5

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5 set di LEGO ispirati a film e serie tv

L’azienda LEGO è nata nel lontano 1932 in Danimarca ed è cresciuta fino a diventare un brand conosciuto e amato in tutto il mondo. A partire dai primi anni Duemila, LEGO ha iniziato a commercializzare set ispirati a cartoni animati e film.
Oggi voglio presentarvi alcuni dei set più belli ispirati a film e serie tv, che potete ancora trovare in commercio.

Set Friends

Il set LEGO di Friends è uscito lo scorso anno in occasione del 25esimo anniversario dall’uscita della serie. Il set è una rappresentazione del locale Central Perk e include 7 minifigure: Ross Geller, Rachel Green, Chandler Bing, Monica Geller, Joey Tribbiani, Phoebe Buffay e Gunther.

Prezzo: 69,99€
Link di acquisto: Amazon

Set Stranger Things

Il set “Sottosopra” è ispirato alla serie Netflix Stranger Things, si può capovolgere per passare da un mondo all’altro. Include 8 minifigure di Stranger Things: Eleven, Mike Wheeler, Lucas Sinclair, Dustin Henderson, Will Byers, Joyce Byers, Jim Hopper e il Demogorgone.

Prezzo: 199,99€
Link di acquisto: Sito Lego ufficiale

Set Star Wars

Il set Millenium Falcon è ispirato alla saga cinematografica Star Wars. Include 7 personaggi LEGO Star Wars(tm): le minifigure di Finn, Chewbacca, C-3PO, Lando Calrissian e Boolio, più i droidi LEGO R2-D2 e D-O.

Link d’acquisto: Amazon
Prezzo: 149,90€

Set The Avengers

I set LEGO ispirati a The Avengers sono numerosi, dal set del quartier generale, alla sala delle armature di Iron Man.

Prezzo: a partire da 9,99€
Link d’acquisto: Amazon

Set Harry Potter

Negli anni sono usciti tantissimi set di Harry Potter, ecco alcuni tra i miei preferiti:

  • Castello di Harry Potter 399€
  • Sala grande 99€
  • Campo da Quidditch 39,99€
  • Hogwarts Express 78,20€
  • Torre di Astronomia 101,04€

Link d’acquisto: Amazon


Qual è il vostro set preferito? Vi aspetto nei commenti!

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5 tra le serie tv più brutte mai concepite

Vi capita mai di guardare una serie così brutta che vorreste cancellarla per sempre dai ricordi? Oggi parliamo di 5 serie televisive che vorrei non aver mai visto! Non dimenticate di farmi conoscere le vostre, come sempre, nei commenti.

Settimo Cielo

Non possiamo che iniziare da una serie televisiva che ha accompagnato l’infanzia e adolescenza di molti millenials. Sto parlando di Settimo Cielo, conclusasi nel 2007 dopo ben 11 lunghissime stagioni.
Da bambina i Camden mi sembravano come una famiglia delle tante, ma crescendo mi sono resa conto di quanto Settimo Cielo fosse una serie bigotta e cringe.
I momenti da dimenticare sono tanti, tra i quali spicca il famoso episodio della marijuana, di cui vi lascio un estratto esilarante qui sotto.
Ogni puntata si concludeva con un sermone del Reverendo sui “pericoli” adolescenziali dei quali finivano vittima sistematicamente i figli, dalla discoteca ai tatuaggi.
Come se non bastasse, qualche anno dopo la fine dello show il reverendo protagonista si è dichiarato colpevole di pedofilia.

Paso Adelante

Lasciamo gli Stati Uniti per rifugiarci in una scuola di ballo e recitazione a Madrid, con Paso Adelante, una delle serie peggio recitate che abbia la sfortuna di ricordare.
Devo ammettere di essere stata una dei tanti italiani che attendeva tutti i pomeriggi dopo scuola un nuovo episodio e mi piaceva talmente tanto che avevo persino acquistato l’album di figurine (probabilmente i soldi peggio spesi in gioventù).
A mia discolpa e a discolpa di tutti i millenials fan di Paso Adelante, non avevamo di certo il vasto catalogo che hanno gli adolescenti oggi, tanto meno una connessione internet decente per impegnare il dopo scuola.
Ma perché Paso Adelante si conquista il mio personale titolo di “serie brutta”? Vi lascio la recensione di Barbascura X che riassume il mio pensiero in un divertentissimo riassunto!

La vita segreta di una teenager americana

Brenda Hampton, creatrice di Settimo Cielo, ha il “merito” di aver dato vita a un’altra serie tv inguardabile: La vita segreta di una teenager americana.
La trama della serie segue la vita di una quindicenne, Amy, che scopre di essere rimasta incinta per errore.
Sinceramente ho rimosso quasi del tutto gli sviluppi della trama, ricordo solo una noia mortale nel guardarla e soprattutto una rappresentazione inesatta degli adolescenti.

The I-land

Uno show decisamente più recente è The I-land, uscito su Netflix nel 2019 con la prima stagione. La serie, che sembrava volersi ispirare a Lost, è stato un flop clamoroso e si è conquistata l’8% su Rotten Tomatoes.
La trama è confusa e i personaggi sono insignificanti. Difficile salvare qualcosa nella serie!

No Good Nick

In lista devo includere un altro prodotto Netflix, una comedy uscita nel 2019 e cancellata dopo una sola stagione: No Good Nick.
Nick è un’adolescente che viene accolta in una famiglia formata da Ed, Liz e i loro due figli. Lo scopo della ragazza è di vendicarsi dei genitori adottivi, ma vivere con loro cambierà i suoi piani.
No Good Nick dovrebbe essere una comedy ma le battute sono assenti o davvero mal scritte. Un peccato, soprattutto perché ho apprezzato Sean Astin e Melissa Joan Hart, ma la sceneggiatura era pessima.


Se ti è piaciuto questo articolo vedi anche:
Generazione seriale: il libro perfetto per chi ama le serie tv [Recensione]
Le case più famose di film e serie tv riprodotte in The Sims 4
Le 10 serie tv da non perdere sulle forze dell’ordine

Libri e serie tv, serie tv

Il club delle baby-sitter: tutto sulla serie netflix in arrivo + trailer

Circa quindici anni fa, quando frequentavo le medie, ero una fan sfegatata di una serie di libri dell’autrice statunitense Ann M. Martin: Il club delle baby-sitter.
I libri della serie, circa 200, sono usciti tra il 1986 e il 2000. La saga ha ottenuto un grande successo, vendendo oltre 180 milioni di copie nel mondo.

I libri seguono le vite di un gruppo di ragazzine delle medie, che vivono in una cittadina del Connecticut. Kristy Thomas, Mary Anne Spier, Claudia Kishi e Stacey McGill sono le quattro fondatrici del club delle baby-sitter, al quale si aggiungeranno, nel corso della saga, nuovi membri. Il club si occupa di offrire un servizio di baby-sitting alle famiglie del quartiere, in cambio di una piccola somma di denaro.
Ogni volume è narrato dal punto di vista di una delle ragazze, che devono affrontare i problemi tipici della loro età. Nella saga non mancano momenti di spensieratezza come le prime cotte, ma anche tematiche più serie come il divorzio e il lutto.

Lo scorso anno Netflix ha annunciato la realizzazione di una serie tratta dai romanzi e qualche giorno fa è stato rilasciato il trailer ufficiale. L’uscita della prima stagione è prevista il 3 luglio.

La serie di Netflix si manterrà abbastanza fedele ai romanzi, anche se sarà ambientata ai giorni nostri per avvicinare un pubblico più giovane. Non mancherà però l’iconico telefono simbolo del club!

Le prime impressioni della serie sono molto positive. Sono felice che siano state scelte attrici vicine all’età delle protagoniste dei romanzi, e anche che abbiano mantenuto le loro caratteristiche fisiche e caratteriali.
Anche se sono fuori target, non mancherò di seguire la serie con interesse e, siamo sinceri, con parecchia nostalgia.

E voi conoscevate la saga letteraria? Vi piacerebbe leggere una recensione dei libri? Vi aspetto nei commenti!


In Italia la saga è uscita di recente in versione graphic novel con la casa editrice Il Castoro. Potete trovare i volumi su amazon.


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Pride Month: tutte le serie e i film LGBTQ+ su Netflix

La scorsa settimana vi ho parlato dei film disponibili su Prime Video in occasione del Pride Month.
Anche Netflix ha creato una ricca selezione di film e serie tv con personaggi LGBTQ+.

Netflix film e serive tv lgbtq+

Ecco alcuni dei titoli più interessanti:

FILM

Chiamami col tuo nome
Below her Mouth
La vita di Adele
Alex Strangelove
L’altra metà
Handsome Devil
I am Jonas
Holding the man

SERIE TV

Sex Education
Skam Italia
Grace & Frankie
Pose
Sense 8
Orange is the new black
Glee
Hollywood
The Politician
AJ and the Queen
Tales of the city
Special

Questi sono solo alcuni dei film e serie tv del catalogo, ma trovate anche documentari, stand up comedy e show televisivi. Potete consultare tutte le proposte sul sito ufficiale.
Quale film o serie tv mi consigliate? Vi aspetto nei commenti!

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Generazione Seriale: personaggi LGBTQ+ nelle serie tv [estratto+intervista]

Oggi voglio presentarvi il nuovo libro di Giovanni Di Rosa, un saggio sul mondo della serie televisive. In particolare scopriamo alcuni estratti, tratti da un capitolo focalizzato sui personaggi LGBTQ+ nelle serie tv.
Ho anche avuto occasione di fare un paio di domande a Giovanni. Scopriamo tutti i dettagli insieme!
[P.s Alla fine del post troverete una sorpresa speciale!]

Buongiorno Giovanni e bentornato sul blog! Oggi ci presenti un libro speciale: Generazione Seriale. Com’è nata l’idea di questo libro e di che cosa parla?

Giovanni: Ciao Feliscia, grazie per avermi ospitato anche questa volta sul tuo blog. Generazione seriale è il mio ultimo progetto e si tratta di un saggio di critica televisiva, dedicato al mondo delle serie TV. Potrei dire che l’idea c’è sempre stata. Le serie sono una delle mie più grandi passioni. Ho semplicemente pensato di combinare tutte le ore passate davanti a uno schermo con il mio amore per la scrittura per creare questo libro. Non parlo solo di serie, o, per lo meno, non ne parlo in maniera astratta. L’obiettivo di “Generazione seriale” è approfondire la generazione dei millennials, il rapporto fra i millennials e le serie tv e la loro rappresentazione negli show televisivi. Sono partito dalla mia generazione perché è quella che ha assistito a una nuova profonda evoluzione del media televisivo e all’avvento delle piattaforme in streaming che ha attestato la trasformazione del telespettatore in un’epoca dominata dalla transmedialità.

L’estratto che ci presenti oggi si focalizza sulla rappresentazione della comunità LGBTQ+ nelle serie televisive. Secondo te la televisione ha finalmente raggiunto la giusta inclusività? O credi che ci sia ancora parecchia strada da fare?

Giovanni: Sì, è stato molto interessante fare le ricerche per questo capitolo, che io ritengo essere fra i più importanti dell’opera. Devo dire la mia. Le serie TV, per molti versi, stanno facendo quello che altri prodotti non riescono a fare. In uno show televisivo moderno la presenza di personaggi LGBT non è più utopia. Anzi, mi rendo conto che ci sono aziende – come Netflix – che puntano proprio sulla loro inclusività. Mi dispiace un po’ vedere che gli uomini gay sono ancora più rappresentati delle donne gay o dei transessuali, ma di sicuro posso dire che le serie televisive stanno proponendo messaggi inclusivi. Lo stesso, purtroppo, non accade nel cinema e anche nei programmi di informazione è ancora frequente che persino il linguaggio utilizzato per parlare di omosessualità, bisessualità o transessualità non sia quello adeguato.

“Gli show televisivi che hanno desiderato parlare di omosessuali e raccontarne le storie nei primi anni 2000 hanno intrapreso due differenti percorsi. O hanno cercato di delineare le persone LGBT come individui alle prese con tutti i drammi e le difficoltà di fare coming out e di trovare un modo per far funzionare la propria vita. Assumendo, dunque, uno stile di vita e un modo di fare che non li esponesse troppo alle critiche e che non li facesse notare in modo eccessivo (mi viene in mente il personaggio di Jack McPhee, interpretato da Kerr Smith, in “Dawson’s Creek”). Oppure hanno cercato di raccontare la comunità gay in modo più realistico e senza filtri.”

A chi è rivolto questo libro e qual è il capitolo di cui vai più fiero?

Giovanni: E’ rivolto a tutti gli appassionati di serie televisive. Anche se c’è un focus sulla generazione dei millennials, si parla di evoluzione della televisione e di società e costumi. Può essere interessante per qualsiasi appassionato di televisione. E ci tengo a fare una specificazione. Le serie televisive rientrano nel media televisivo. Purtroppo esiste un pregiudizio nei confronti della televisione. Alcune persone pensano che se si dica televisione, si intenda soltanto la televisione generalista, i reality e i programmi spazzatura. C’è proprio una difficoltà linguistica dettata da un pregiudizio. Alcune persone, per fare un esempio, hanno commentato dei miei post su questo saggio, dicendo che odiano la televisione (pur amando le serie televisive), il che mi ha proprio confuso e mi ha spinto a voler chiarire questo punto. Nel libro non parlo di “Uomini e donne” o dei programmi della D’Urso, state tranquilli. Comunque, riferendomi al capitolo di cui vado più fiero, devo sicuramente rispondere “Una generazione fallimentare”. Parlare dei miei coetanei e della loro rappresentazione televisiva è stato il momento più intenso e soddisfacente del processo di scrittura. Ci sono tanti tipi di millennials e sono tutti accomunati da alcuni problemi che, ormai, sono sotto gli occhi di tutti. Viviamo un periodo storico pieno di incertezze in cui sembra che sia diventato proibito anche sperare di avere l’indipendenza economica e le risorse per costruire una famiglia, figuriamoci sognare il successo. Spero che il mio libro possa stimolare una riflessione nei miei lettori e proporre una divertente e interessante indagine sulla nostra realtà.

“Will & Grace”, sotto molti punti di vista, può essere considerata davvero una pietra miliare nell’evoluzione della rappresentazione della comunità LGBT in televisione. La serie creata per la NBC da Kohan e Mutchnick stravolse le regole del gioco, facendo diventare una serie in cui tre dei quattro personaggi principali non si identificavano come etero una vera e
propria hit televisiva. Molto più di altre sitcom “Will & Grace” decise di osare e lo sforzo venne ripagato, riuscendo a far diventare popolari anche nella popolazione eterosessuale personaggi gay che non si nascondevano o che non rinunciavano alla propria vita sentimentale (personaggi agli antipodi, dunque, rispetto a Jodie di “Soap”).”


Ho avuto occasione di leggere un capitolo del libro in anteprima, di cui ho inserito due brevi estratti e sono colpita dalla cura che Giovanni Di Rosa ha messo nel trattare la tematica.
Come sono cambiati i personaggi LGBTQ+ negli ultimi anni e come è cambiata la percezione del pubblico?
Giovanni affronta l’evoluzione della rappresentazione LGBTQ+ in televisione, dagli esordi fino ai giorni nostri. Nel farlo analizza alcune tra le serie televisive che più hanno segnato la storia moderna, da Will & Grace a Glee.
La rappresentazione della comunità LGBTQ+ in televisione è soltanto una parte del libro e non vedo l’ora di scoprire per intero che cosa offre Generazione Seriale.
Credo che il progetto di Giovanni sia unico e possa interessare a tutti gli appassionati di serie televisive.

Come promesso, oggi Giovanni ha messo a disposizione per voi una promozione speciale. L’ebook sarà infatti disponibile gratuitamente per 24 ore. Vi consiglio di appofittarne! Per scaricarlo su Amazon, potete cliccare qui.


SINOSSI

Conoscere i nostri tempi per il tramite delle serie tv.
Molti credono che dalla televisione non si possa apprendere nulla, ma si sbagliano. Negli ultimi vent’anni gli show televisivi hanno assunto un ruolo di primo piano, non solo nei palinsesti ma anche nelle nostre vite, offrendo uno spaccato della realtà più o meno attendibile.

Avete mai pensato di indagare l’evoluzione della nostra società e dei nostri costumi attraverso le serie tv? Questo è quello che si prova a fare in “Generazione seriale”, un viaggio nel mondo della televisione per comprendere non solo i tempi moderni ma anche una generazione, quella dei millennials, che ha assistito all’evoluzione e all’ascesa delle serie televisive. Dalla rinascita creativa degli anni Novanta fino all’avvento delle piattaforme di streaming.

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Generazione seriale – Un viaggio nel mondo delle serie tv [SEGNALAZIONE]

Buongiorno lettori! Oggi sono felice di segnalarvi un saggio scritto da Giovanni Di Rosa, che molti di voi conoscono dal blog Serial Escape.
Il saggio in questione, Generazione seriale, affronta un viaggio nelle serie tv che tutti noi abbiamo amato.
Al momento è disponibile su Amazon al prezzo di 2,69€ in versione ebook e 5,96€ in versione cartacea. Potete inoltre leggerlo gratuitamente su Kindle Unlimited.

SINOSSI

Conoscere i nostri tempi per il tramite delle serie tv.

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Avete mai pensato di indagare l’evoluzione della nostra società e dei nostri costumi attraverso le serie tv?

Questo è quello che si prova a fare in “Generazione seriale”, un viaggio nel mondo della televisione per comprendere non solo i tempi moderni ma anche una generazione, quella dei millennials, che ha assistito all’evoluzione e all’ascesa delle serie televisive. Dalla rinascita creativa degli anni Novanta fino all’avvento delle piattaforme di streaming.


Da appassionata di serie tv non vedo l’ora di leggerlo! E voi?
Vi anticipo che a breve, in occasione del Pride Month, ci sarà anche un post speciale dedicato al libro. Quindi continuate a seguire il blog per scoprirne di più!