Curiosità, film

Orson Welles e le “invasioni aliene” che resero l’attore famoso

Ho sentito per la prima volta il nome di Orson Welles diversi anni fa, nel film Me and Orson Welles del 2009. La pellicola racconta la storia di un giovane che viene notato dal celebre regista e attore Orson Welles, e ingaggiato in una delle sue produzioni Giulio Cesare.

Il film mi ha aiutata ad avere un’infarinatura sul personaggio, che ho approfondito di recente nel corso di storia del cinema che sto seguendo all’università e che ho pensato di condividere con voi.

Questo potrebbe essere l’inizio di una rubrica dedicata ai grandi personaggi del cinema. Se vi piace l’idea, fatemi sapere nei commenti!
La passione per il teatro

Nato nel 1915 in Wisconsin, Welles manifestò fin da subito una passione per il teatro, e all’età di quindici anni si trasferí a Dublino, dove si unì alla Compagnia del Gate Theatre.

Tornato negli Stati Uniti qualche anno dopo, iniziò a produrre alcuni spettacoli teatrali (tra cui una versione di Macbeth con attori afroamericani) e fondò il suo teatro.

La popolarità

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La popolarità del regista arrivò però con una proposta della CBS, che gli concesse uno show in radio tutto suo. Il 30 ottobre del 1938 mandò in onda un adattamento de “La guerra dei mondi“. Durante questo spazio Welles recitò alcuni brani del libro, come se questi fossero eventi di un cinegiornale.

La trasmissione della sera venne inoltre interrotta di tanto in tanto per inserire alcuni finti aggiornamenti dell’invasione aliena.

30 ottobre – ore 20.00
«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. (…)»

[Fonte del testo]

E ancora
“Si muove!” “Guardate, si svita, si svita, dannazione!” “State indietro, là! State indietro! Lo ripeto!” “Può darsi che ci siano degli uomini che vogliono scendere!” “È rovente, sarebbero ridotti in cenere!” “State indietro, laggiù! Tenete indietro quegli idioti!”
(Rumore di un grosso pezzo di metallo che cade)
“Si è svitata! La cima è caduta!” “Guardate là! State indietro!”
“Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere…”.
(Urlo di terrore della folla)

[Potete continuare a leggere la trasmissione qui]

La trasmissione proseguì seguendo il romanzo di Wells e concludendosi con la sconfitta dei marziani.

Nonostante il pubblico fu avvisato che si trattava di un falso prima e dopo ogni aggiornamento, alcuni ascoltatori furono così impressionati che tempestarono di chiamate le autorità, credendo che si trattasse di una vera invasione aliena o di un attacco da parte dei tedeschi.

Tutto ciò portò a un’inaspettata popolarità di Orson Welles e la casa di produzione RKO gli offrì un contratto per realizzare i suoi successivi tre film, dando inizio alla carriera cinematografica dell’attore.

Il contratto gli permise di dirigere Quarto Potere, uno dei film più celebri del periodo, che nonostante l’insuccesso del pubblico, è ricordato ancora oggi come un capolavoro.

E voi conoscevate Welles e questa storia curiosa?

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film, serie tv

10 Cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV

Buon lunedì cari lettori! Oggi voglio parlarvi di quei cliché che compaiono spesso nei film e nelle serie TV, e che proprio non sopporto. L’idea per questo post mi è venuta qualche giorno fa, quando ho trovato lo stesso cliché in ben due film, usciti entrambi lo scorso anno.

Non dimenticate di farmi sapere nei commenti i personaggi e le situazioni che non sopportate voi!

~ La migliore amica possessiva

Troppo spesso il ruolo della migliore amica è ridotto alla semplice comparsa e la sua esistenza ha come unico scopo quello di rendere più interessante la protagonista, esaltarla e mostrarne allo spettatore la quotidianità.

L’amica è gelosa del rapporto tra la protagonista e altre coetanee o, in altri casi, tra la protagonista e il proprio interesse amoroso. Come se non bastasse per ricoprire questo ruolo viene spesso scelta un’attrice sovrappeso e poco curata nell’aspetto.

Come se essere sovrappeso equivalesse a vivere in funzione della propria migliore amica!

~ Il migliore amico Gay

Negli ultimi anni la comunità LGBTQ+ sta avendo una maggiore rappresentazione nel cinema e nella televisione, ma per lungo tempo il ruolo del migliore amico gay è stato un cliché molto presente, nato per scatenare l’ilarità del pubblico e donare al prodotto finale una sfumatura di leggerezza.

Per fortuna non tutti i ruoli del migliore amico sono stereotipi, come la più recente serie TV Sex Education, che ha presentato il personaggio di Eric, un ruolo che abbatte qualsiasi stereotipo (potete approfondire qui).

~ Stereotipi sugli europei

Negli Stati Uniti gli europei sono spesso oggetto di stereotipi, in particolar modo gli italiani. I personaggi italiani sono ottimi cuochi, latin lover o, in alternativa, mafiosi. Passano la maggior maggiorparte del tempo a urlare e gesticolare, o nel peggiore dei casi a mangiare spaghetti e polpette su un tavolo con la tovaglia a quadretti rossi e bianchi.

Nemmeno i francesi se la cavano meglio, con i loro modi di fare altezzosi e l’odio nei confronti degli americani. E non dimentichiamo la baguette sono l’ascella!

~ Il makeover

Il tema del brutto anatroccolo che diventa cigno è stato usato così tante volte che sembra persino scontato inserirlo in una lista di cliché. Ma cinema e serie TV continuano a realizzare prodotti con questo espediente.

Immancabile è il momento del makeover della protagonista, con una canzone pop a incorniciare i momenti salienti del cambio look.

~ L’ape Regina e le sue vallette

Nei primi anni duemila ogni commedia romantica ambientata a scuola aveva una villain. Di solito era una ragazza bionda e attraente, circondata dalle amiche che comandava a bacchetta.

Lo scopo delle rivali era quello di allontanare la protagonista dal ragazzo di turno, molto spesso riuscendoci per un breve momento. Immancabilmente l’Ape Regina veniva umiliata verso la fine del film e la protagonista trionfava.

~ L’eroe che non muore mai

Ad eccezione di Game of Thrones, che non ci ha mai risparmiato morti dolorose, odio quando il protagonista eroe finisce nelle situazioni più assurde e pericolose, uscendone indenne.

Ancora peggio è quando il protagonista è un adolescente senza particolari qualità fisiche, ma riesce sempre a scamparla e a compiere azioni incredibili

Come direbbe Ilenia Zodiaco: IL REALISMO!

~ Il villain prende tempo

Il villain ha raggiunto uno dei personaggi ed è pronto a ucciderlo. Basta premere il grilletto, ma ecco che il villain inizia un discorso infinito, che termina nel momento esatto in cui l’eroe della situazione si palesa per salvare la situazione. Ovviamente.

Di solito il villain finisce malissimo, arrestato dalla polizia o peggio ancora ucciso dal protagonista.

~ Il risveglio perfetto

Dopo una notte selvaggia la protagonista di turno si risveglia tra le braccia del suo amato, con capelli e make up perfetto, come se fosse uscita da un’intensa giornata dall’estetista.

Poi ci sono io, che al mattino sembro il mostro di Frankenstein.

~ Il tradimento in diretta

Un’altra costante delle commedie romantiche è il tradimento in diretta. Quando uno dei due personaggi tradisce l’altro, sistematicamente viene beccato nel momento esatto in cui scambia un bacio, o presunto tale, con un altro uomo o donna.

Nella realtà quante volte un tradimento viene effettivamente portato alla luce così?

~ Tutti sono attraenti

Avete presente quei film dove tutti i personaggi rilevanti sembrano usciti da America’s Next Top Model?

Non vogliatemene male, ma nella vita vera conosco molte più persone “normali” che fighi da paura.


Per il momento il mio post finisce qui, ma penso che presto realizzerò la seconda parte, con altri cliché. Intanto vi aspetto nei commenti!

film

Always be my maybe: recensione flash della nuova comedy romantica di Netflix

Buon lunedì cari lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di un film che ho visto ieri sera su Netflix: Always be my maybe (Finché forse non vi separi).

Migliori amici fin dall’infanzia e separati in seguito a un litigio, la chef Sasha e l’aspirante musicista Marcus si ritrovano dopo oltre quindici anni di lontananza.
Sasha è diventata una famosissima chef, acclamata dalla critica e con diversi ristoranti negli Stati Uniti; Marcus invece ripara condizionatori con il proprio padre e nel tempo libero si esibisce in piccoli locali con la stessa band che aveva al liceo.
Le vite dei due ex amici non potrebbero essere più diverse, ma insieme ai dissapori Sasha e Marcus portano a galla dei sentimenti reciproci mai del tutto scomparsi.

Attenzione: spoiler!

Always be my maybe è una commedia non particolarmente eccelsa, ma riesce a intrattenere per l’intera durata di un’ora e quaranta minuti. I due protagonisti, amici e colleghi anche nella vita reale hanno una buona chimica e sono entrambi autori del film.
È stata l’interprete di Sasha, Ali Wong, a volere come guest star l’amatissimo Keanu Reeves, nei panni di una versione detestabile ma esilarante di se stesso. La presenza dell’attore è una piccola chiccha del film e ci regala delle scene indimenticabili (alcune della quali sono state improvvisate proprio da Keanu!).

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La carriera di Sasha è uno dei punti centrali del film. La passione per la cucina, trasmessa dalla madre di Marcus tanti anni prima, l’ha portata al successo, diventando una delle chef più famose della sua generazione.
Temevo che la protagonista avrebbe rinunciato al proprio successo, scegliendo l’amore come già visto in altri film di questo genere, ma Sasha rimane fedele ai propri traguardi. È Marcus, squattrinato e dipendente dal padre a crescere e venire a patti con la vita di Sasha, così diversa dalla sua. Una scelta che ho apprezzato molto.

Always be my maybe è una commedia romantica un po’ differente dal solito, che vi consiglio di vedere fino alla fine dei titoli di coda!

Voto 3,8 su 5.

film, musica

Le mie canzoni preferite tratte da film [PARTE 1]

Buongiorno lettori!
Oggi parliamo di film e musica, con alcune delle mie canzoni preferite tratte da film.

p.s Vi aspetto nei commenti con i vostri suggerimenti!

The Last Goodbye || Billy Boyd

The Last Goodbye è una canzone scritta da Billy Boyd, interprete di Pipino nella saga Il Signore degli anelli, ed è comparsa nel film Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate.


Learn Me Right || Birdy, Mumford & Sons

Learn me right è una canzone interpretata da Birdy insieme al gruppo inglese Mumford and sons, per il film d’animazione Ribelle – The Brave del 2012.


Lady Gaga, Bradley Cooper || Shallow

Shallow è una delle canzoni della colonna sonora del film A star is born, che ha vinto all’ultimo Premio Oscar.


Sufjan Stevens || Mystery of Love

Mystery of love è una canzone del musicista statunitense Sufjan Stevens, scritta in occasione del film Chiamami col tuo nome e candidata agli Oscar 2018.


Taron Egerton || Rocket Man

Rocket Man, il film basato sulla vita di Elton John, deve ancora uscire ma è già possibile ascoltare alcune delle canzoni online. Taron Egerton ha interpretato alcune tra le canzoni più famose del cantante, tra cui Rocket man.


Falling slowly || Glen Hansard & Marketa Irglova

Falling Slowly è una canzone del film Once, che ha vinto un Premio Oscar nel 2008.


May It Be || Enya

May it Be è una canzone di Enya, scritta in occasione del film del 2001 Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello.


Let’s hurt tonight || OneRepublic

Let’s Hurt Tonight è una canzone del gruppo americano OneRepublic, comparsa nel film Collateral Beauty del 2016.


A presto con la seconda parte!

film

#Reality High: un brutto film Netflix sull’adolescenza e i social [FILM TRASH]

Buongiorno lettori!

Ultimamente sembra che sia alla ricerca di film brutti di proposito, ma ho l’ennesima colpa di non aver guardato il trailer prima di buttarmi in questa nuova visione Netflix. Quale occasione migliore di iniziare una nuova rubrica intitolata “film trash”?
[L’ispirazione della rubrica nasce dallo booktuber Matteo Fumagalli, che da diversi anni ci intrattiene con le sue vide-recensioni di libri trash. Se non lo conoscete di consiglio di seguirlo!]

Il film #Reality High si potrebbe riassumere con uno dei commenti che ho trovato sotto al trailer:

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Ma siccome voglio che soffriate insieme a me, vi delizierò con una recensione (che manterrò comunque breve perché non c’è poi molto da dire su questo film!)

Dani è una ragazza acqua e sapone, che divide le sue giornate tra la scuola e il suo lavoro da tirocinante veterinaria.
Ad esclusione del suo migliore amico nerd, le sue coetanee sembrano interessate soltanto ad apparire sui social e ottenere follower, così come Alexa Medina, una famosa influencer del web e compagna di scuola.
Quando Dani attirà l’attenzione dell’ex ragazzo di Alexa, Cameron, ed entra nel suo giro di amici, inizia a cambiare il proprio stile per omologarsi agli altri, ma si rende presto conto che non tutto è come appare sul web.

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#Reality High è un film chiaramente scritto da adulti che pensano di conoscere il mondo degli adolescenti di oggi, inserendo cliché che non vedevo dalle pellicole fine anni 90 – inizio duemila.
La novità di questo film è nell’aggiunta dell’uso dei social media, riservati alle mean girls della situazione, che come nel più famoso dei cliché sono sempre ben truccate e alla moda.
All’opposto troviamo invece la protagonista acqua e sapone, brava a scuola e che non sa neppure come usare i social media (e deve farsi insegnare dalla sorella undicenne).
La “cattiva ragazza” ha invece milioni di follower, dei tirapiedi che passano il tempo a giudicare gli altri sul web e un ragazzo figlio di papà e stella dello sport, che si rivela però un bravo ragazzo interessato alla protagonista.
Non manca ovviamente il migliore amico nerd e un po’ sfigato, con una cotta per la nostra amata protagonista, che è peraltro interpretato da un attore trentenne come nei migliori film trash americani. Aggiungeteci una festa in piscina, alcool e un makeover ed eccovi servito #Reality High!

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#Reality High avrebbe potuto essere un film carino sull’uso dei social media tra i giovani e del cyberbullismo, ma si è rivelata una pellicola piena di stereotipi e per nulla vicina al ritratto degli adolescenti di oggi.
La scrittura è molto povera e i personaggi cambiano carattere da un momento all’altro della narrazione senza che ci si arrivi gradualmente.
Appare inoltre il personaggio del capo di Dani, una veterinaria interpretata da Kate Walsh, che non ha alcuna funzione ed è irrilevante ai fini della trama.

In ogni caso guardatevi il trailer e avrete visto praticamente l’intero film! Non sto scherzando!

Voto: 1 su 5.

 

 

film

The Upside: il remake americano di Quasi Amici [RECENSIONE FLASH]

Sempre amici (The upside) è il remake americano del celebre film francese Quasi amici, uscito nel 2011.
Il film ha avuto un’uscita travagliata a causa degli scandali di Weinstein, arrivando nelle sale un anno dopo, nel 2018. In Italia è disponibile da poche settimane sulla piattaforma streaming Prime Video.

Il protagonista è Phil, un uomo ricco tetraplegico, alla ricerca di un badante che lo aiuti nelle azioni quotidiane.
Durante i colloqui per la ricerca di personale, si presenta Dell, un pregiudicato fannullone senza alcuna esperienza di lavoro e poco incline a darsi da fare.
Nonostante il parere contrario dell’assistente di Phil, Yvonne, l’uomo assume Dell.
A dispetto delle diversità culturali e sociali i due stringono amicizia, diventando l’uno il supporto dell’altro.

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Quando ho scoperto dell’esistenza di Sempre amici ero sorpresa, perché non riuscivo a capire la necessità di realizzare un remake di un film già praticamente perfetto.
La scelta vincente sarebbe stata quella di cambiare le dinamiche dei protagonisti, ma gli sceneggiatori hanno scelto la via sicura, ricalcando fedelmente il film originale.
Cambiano alcuni dettagli, certo, ma troppe scene sono identiche a Quasi amici, al punto che sembra di vedere la stessa pellicola.
In realtà una differenza importante c’è, ovvero l’interpretazione degli attori.
Kevin Hart è un comico molto conosciuto e amato, ma non riesce a reggere il confronto con Omar Sy, che spiccava anche nelle scene drammatiche e non solo in quelle umoristiche.
Hart strappa più di una risata nel corso del film, è a proprio agio con le battute di Dell e il suo modo di fare espansivo. Tuttavia, quando il ruolo richiedere un’interpretazione più curata, l’attore si allontana dal suo personaggio, non riuscendo a coglierne l’essenza più drammatica.
0f1ddf5387cfbfd31303003237bd150a.jpgNon possiamo dire invece la stessa cosa di Bryan Cranston, eccelso come al solito anche quando può avvalersi solo delle sue espressioni facciali, senza ricorrere alle gestualità del resto del corpo.

Devo essere sincera, se Sempre amici non fosse stato un remake, il giudizio non sarebbe stato così severo. The upside è un bel film, ma è qualcosa di cui non avevamo bisogno.
È inevitabile confrontarlo con la controparte francese, ma si tratta di una mera copia; di una scelta facile senza correre rischi.

Se non avete visto Quasi Amici vi consiglio di recuperare quello, perché a mio parere merita molto di più.

 

Curiosità, film, serie tv

Vi consiglio un libro, un film e una serie tv nella giornata contro l’omofobia, bifobia e transfobia

Buongiorno lettori, oggi 17 maggio è la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia e per l’occasione ho pensato di consigliarvi un libro, un film e una serie tv.

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Quando ho pensato a un libro da consigliarvi mi è subito venuto in mente Chiamami col tuo nome di André Aciman, di cui peraltro uscirà il sequel a ottobre.
9788823517578_0_221_0_75I protagonisti del romanzo sono Elio, un diciassettenne che trascorre le estati nella villa di famiglia nella Riviera ligure e Oliver, uno studente statunitense di ventiquattro anni ospite del padre di Elio, professore universitario. Il libro, che racconta la scoperta della sessualità e dell’amore tra i due ragazzi, è diventato anche un film, candidato agli Oscar nel 2018. (qui trovate la recensione del libro)

È stato difficile scegliere tra i film LGBTQ che ho visto e amato negli anni, ma ho pensato di consigliarvi una pellicola che mi ha colpita ed emozionata: The Danish Girl.
Il film è tratto dalla storia vera della pittrice Lili Elbe, la prima persona ad essere stata identificata transessuale e ad essersi sottoposta a un intervento chirurgico di cambio sesso.

Il film del 2015 è tratto da un libro del 2000 dello scrittore David Ebershoff.

Infine voglio consigliarvi una serie tv di cui ho parlato spesso sul blog: Skam Italia. (qui tutti i post ad essa dedicati)
La serie è basata sulle vite di alcuni adolescenti romani delle superiori ed è attualmente alla terza stagione. La seconda stagione ha come protagonista Martino, un ragazzo gay che ha difficoltà ad accettare la propria sessualità e che è attratto da un proprio compagno di scuola, con il quale inizia una relazione. La serie affronta la nascita di un amore adolescenziale, ma mette anche in luce la mentalità troppo spesso retrograda del nostro Paese nei confronti dell’omosessualità.

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Fatemi conoscere i vostri consigli nei commenti, vi aspetto!

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Curiosità, film, serie tv

Le mie unpopular opinion su film e serie tv [PARTE 1]

Buongiorno lettori! Da un’idea di un post sui social di Gaialor95 di qualche tempo fa, ho pensato di parlarvi delle mie unpopular opinion su film e serie tv.

Ma prima di iniziare: Che cosa sono le unpopular opinion?
Si tratta di opinioni che si discostano da ciò che comunemente apprezza la massa. Un esempio di Unpopular opinion potrebbe essere dire di odiare Game of Thrones, saga amata da un pubblico vastissimo. (Me compresa!)

Ovviamente non dimenticate di farmi conoscere le vostre unpopular opinion nei commenti. Sono curiosa!

La coppia Joey-Rachel è meglio di Rachel-Ross

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La storia d’amore tra Rachel e Ross è durata per ben dieci stagioni, tra tira e molla, un matrimonio a Las Vegas e la nascita di una figlia. Ad un certo punto della serie i creatori hanno però deciso di far scoppiare la scintilla tra Rachel e Joey, concludendo comunque con un lieto fine per Rachel e Ross.
Sebbene molti fan abbiano criticato la parentesi Rachel/Joey, io l’ho apprezzata tantissimo e speravo sarebbero rimasti insieme!

 Lo Hobbit è migliore de Il Signore degli anelli

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Quando sono usciti i film de Il Signore degli anelli credevo non facessero per me e ne ho rimandato la visione fino all’anno scorso, momento in cui avevo già visto la saga di Lo Hobbit (che mi era piaciuta molto).
Seppur abbia apprezzato molto tutti i film de Il Signore degli anelli, ho preferito il tanto odiato prequel!

Carrie Bradshaw è una pessima persona 

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Carrie Bradshaw è un personaggio amatissimo dai fan nelle mondo delle serie tv, ma in realtà a mio parere è una pessima amica e fidanzata. Si è comportata in modo egoista in diverse occasioni con le sue amiche e ha trattato malissimo Aidan!

Lorelai Gilmore è una pessima madre

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Ho già parlato di Lorelai in passato, ma non posso non citarla tra le unpopular opinion.
Quando seguivo Gilmore Girls da bambina, pensavo che Lorelai fosse fantastica. Eppure riguardando la serie da adulta mi sono resa conto delle pessime scelte che ha fatto come madre e fidanzata nelle relazioni che ha avuto nel corso della varie stagioni.

Credo che su questo punto ci siano molte cose da dire. Mi piacerebbe scrivere un articolo dedicato a Lorelai e Rory. Fatemi sapere nei commenti se vi può interessare!

I film d’animazione Disney sono sopravvalutati

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Questa è l’opinione di cui temevo di più la rivelazione.
Ebbene sì, penso che i film Disney siano sopravvalutati! Ovviamente pure io sono cresciuta con i classici Disney e li ritengo dei buoni film d’animazione, ma non riesco a capire tutto l’entusiasmo per l’universo Disney!

Ghost è sopravvalutato

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Di recente Serial Escape ha parlato di Ghost e mi sono trovata d’accordo con la sua opinione.
A mio parere Ghost non è nulle di eccezionale e quando l’ho visto non sono riuscita a capire per quale ragione sia così acclamato.

I film tratti dai libri di Nicholas Sparks sono sottovalutati

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I libri di Nicholas Sparks sono conosciuti per essere molto romantici e commoventi e così sono i film da cui sono tratti come Le pagine della nostra vita o I passi dell’amore.
È il momento di svelarvi il mio guilty pleasure: adoro questo tipo di film e non capisco come non possano piacere a tutti!


Per il momento mi fermo qui, ma non appena mi verranno in mente altre unpopular opinion continuerò con la seconda parte. Aspetto le vostre nei commenti!

 

 

film

Tutte le strade portano a Roma: un film pieno di cliché con Sarah Jessica Parker e Raoul Bova

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di un film americano che ho visto qualche giorno fa su Infinity, ambientato in Italia: Tutte le strade portano a Roma.

taglioAlta_001367.jpgMaggie (Sarah Jessica Parker), insegnante di giornalismo di New York, decide di portare la propria figlia problematica Summer in viaggio in Toscana, negli stessi luoghi dove vent’anni prima si è innamorata di un’artista italiano.
Arrivata a destinazione, viene accolta proprio dalla sua ex fiamma Luca (Raoul Bova), tornato in Italia per assistere la madre anziana.
Summer non ha però alcuna intenzione di assecondare il volere della madre nella sua vacanza italiana e decide di tornare a casa dal suo fidanzato, nei guai a causa della droga.
Ospitata a casa di Luca, Summer decide di rubare l’auto dell’uomo con la complicità della madre anziana di quest’ultimo e le due donne partono per un’avventura on the road.

Tutte le strade portano a Roma poteva diventare un prodotto carino, seppur non eccezionale, ma invece si rivela denso di problematiche.
Il problema principale è il concentrato di cliché sull’Italia e gli italiani che persiste in tutto il film.
Aggiungiamoci delle prove attoriali abbastanza scadenti e una sceneggiatura pessima, il risultato è un film da dimenticare.
Il film sfiora inoltre troppe tematiche che non vengono mai approfondite o trattate in modo banale, come l’uso delle droghe e il rapporto madre-figlia.
Tutte le strade portano a Roma non sa dove andare a parare, mentre con uno sforzo in più poteva diventare un prodotto quantomeno decente.
L’unica nota positiva è dettata dalla magnifica ambientazione che il nostro paese ha da offrire, dalle colline toscane a Roma, la città eterna.
Per il resto, mi rincresce dirlo, non si salva nulla.

film

3 nuovi film “al femminile” da non perdere su Netflix

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di alcuni film che ho visto ultimamente su Netflix, che ho trovato carini e senza troppe pretese.

Disclaimer: Ovviamente con film “al femminile” intendo con attrici donne nel ruolo di protagoniste.

∼ Dumplin

Willowdean (Danielle Macdonald) è una ragazza sovrappeso, messa in ombra fin dall’infanzia dalla madre Rosie (Jennifer Aniston), un ex-reginetta di bellezza. Per far un dispetto alla donna e onorare la memoria della zia defunta, Will si iscrive al concorso di bellezza da lei organizzato, mettendosi in gioco e dimostrando a tutti ciò che è in grado di fare.

Lo consiglio perché è un film che parla di un rapporto difficile tra madre e figlia in un’ambientazione anni ’80 e in sottofondo le canzoni di Dolly Parton, tra cui diversi inediti. Da vedere!

Che cosa non mi è piaciuto: I personaggi secondari sono poco approfonditi.

Voto: 4,25 su 5.


∼ Someone Great

Jenny è un’aspirante giornalista musicale in ascesa, che ha ottenuto il lavoro dei suoi sogni per una rivista con sede a San Francisco.
Il suo ragazzo, con il quale ha una relazione da nove anni, non vuole avere un rapporto a distanza e decide di lasciarla.
La ragazza si concede quindi un’ultima notte di divertimento a New York prima della partenza, in compagnia delle sue due migliori amiche.

Lo consiglio perché è un film sulla crescita personale e l’accettazione per la fine di una storia. Ma è anche un film sull’amicizia e su che cosa significa avere trent’anni. Buona performance di Gina Rodriguez e ottima alchimia con il resto del cast femminile.

Che cosa non mi è piaciuto: il ruolo delle amiche, (quella con manie di controllo e quella non pronta a impegnarsi in una relazione seria) è già stato rappresentato in decine di altri film.

Voto: 3,75 su 5


∼ Wine Country

Sei donne, amiche dai tempi in cui lavoravano tutte in un ristorante italiano, si ritrovano per festeggiare il cinquantesimo compleanno di Rebecca. La destinazione scelta è la Napa Valley, terra famosa per il vino e il paesaggio idilliaco.
Il viaggio porterà alla luce diverse rivelazioni e parole non dette.

Lo consiglio perché è un film con un cast d’eccezione dal SNL, che segna l’esordio alla regia di Amy Poehler. Una pellicola divertente, ma che non manca di profondità nel rappresentare l’amicizia femminile.

Che cosa non mi è piaciuto: Il film sembra quasi ridicolizzare i millennials, cadendo nel cliché in alcune scene.

Voto: 4 su 5.