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In attesa del remake statunitense, ho visto Quasi Amici ed ecco cosa ne penso

Buongiorno lettori! Come state?

Siccome a breve uscirà nelle sale The Upside, il remake del film francese Quasi amici, ho deciso di recuperare quest’ultimo, che potete trovare tranquillamente su Netflix (con il nome di Intouchables) e ho deciso di parlarvene brevemente. Ecco cosa ne penso!

Philippe è un rampollo di una famiglia nobile, con una figlia e vedovo da poco. In seguito a un incidente di parapendio è rimasto paralizzato dal collo in giù e ha bisogno di continua assistenza per affrontare la vita di tutti i giorni. Durante i colloqui di lavoro per la ricerca di un badante, si presenta a casa di Philippe un immigrato senegalese, Driss. A Driss non interessa il posto di lavoro, vuole soltanto la firma dell’uomo per ottenere il sussidio di disoccupazione. Philippe decide però di assumerlo, nonostante non abbia referenze o esperienza sul campo.

1200x630bbQuello che doveva essere un rapporto di lavoro diventa così un legame molto più profondo, a doppio senso. Sia Philippe che Driss hanno bisogno l’uno dell’altro, bisogno di qualcuno in cui riporre la propria fiducia, qualcuno con cui aprirsi e tornare a vivere. Driss è andato oltre all’apparenza e ha visto in Philippe un uomo. Ed era ciò di cui lui aveva bisogno, dopo essere sempre stato trattato come un disabile fin dall’incidente.

Questo film mi ha stupita più di quanto credessi possibile. Quasi amici non è una commedia divertente, sebbene strappi più di una risata, ma è quel tipo di film che ti fa ridere e piangere allo stesso tempo e che ti porta a riflettere anche quando hai smesso di guardarlo da un pezzo. È un film toccante e che apre le porte alla conoscenza della vita di un disabile e delle difficoltà che deve affrontare. Ma lo fa con un pizzico di ironia e ritraendo un legame straordinario.

Ho amato il personaggio di Driss, che è ben lontano dall’essere perfetto e all’inizio può far storcere il naso. Ma l’umanità che lo contraddistingue finirà per farsi strada nei vostri cuori, come ha fatto in quello di Philippe, che ha visto in lui qualcosa che valeva la pena di esplorare. Oltre alla sceneggiatura davvero ben scritta, il film è retto dalle riuscitissime performance degli attori principali François Cluzet e Omar Sy, che con simpatia e commozione hanno dato vita a un film che è impossibile non amare.

Se non avete Netflix potete recuperarlo in DVD o Bluray a poco più di 8€.

Se volete approfondire la storia vera da cui è stato tratto il film potete acquistare il libro scritto da Philippe qui.

51f+A-SwakL._SX323_BO1,204,203,200_.jpgRampollo di nobile famiglia, ricco, colto, affascinante e amante delle cose belle e raffinate, Philippe è paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente di parapendio. Non è la prima tremenda prova a cui la vita lo ha sottoposto: ha perso da poco la sua splendida e amatissima moglie, affetta da una rara forma tumorale. Philippe combatte coraggiosamente e ostinatamente con il proprio corpo, con il ricordo straziante di lei e con l’idea di essere un uomo inutile, finito, e per farlo usa tutti gli strumenti possibili, dall’impegno sociale all’attaccamento ai piaceri della vita. In questa sua battaglia ha un’arma speciale: il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera, che entra un giorno nella sua vita “ingessata” con l’energia di un tornado e diventa immediatamente il suo “diavolo custode”. Il loro rapporto di dipendenza reciproca e lo scontro ravvicinatissimo e spesso spericolato tra le loro culture si trasforma presto in un legame solido e nello stesso tempo turbolento, punteggiato da episodi irresistibilmente comici e autenticamente commoventi.

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Sequel, reboot e remake in uscita nel 2019 [FILM]

Sequel, reboot e remake sembra essere la moda dell’anno appena trascorso, ma la voglia di riprendere “vecchi prodotti” non sembra essere passata e anche il 2019 rispolvererà alcuni tra i film o serie tv più di successo degli ultimi decenni. Scopriamo insieme quali!

L’articolo sarà diviso in due parti, in questa mi focalizzerò sui film e nel prossimo sulle serie tv.

Downton Abbey è una della serie tv storiche più apprezzate di sempre, trasmessa dal 2010 al 2015, per un totale di 52 episodi. Nel 2016 è stato annunciato il film, che uscirà il 13 settembre nella sale inglesi e il 20 settembre in quelle statunitensi. L’intero cast (o quasi) tornerà a vestire i panni della famiglia Crawley e della servitù, nella magnifica residenza fittizia di Downton Abbey.

 

 

 

 

 

Rircordate la commedia con Mel Gibson e Helen Hunt What Woman Want? Mel vestiva i panni di Nick, un pubblicitario donnaiolo che in seguito a un incidente domestico iniziava a sentire i pensieri delle donne. What men want è il remake femminile del film del 2000, con la protagonista di Empire Taraji P. Henson

 

 

 

Anche la Disney ha rilasciato alcune novità molto interessanti, tra cui il Live Action de Il Re Leone, in uscita il 29 luglio 2019; Dumbo, in arrivo il 29 marzo e Aladdin con protagonista Will Smith, in uscita il 24 maggio.

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Il film francese Quasi Amici ha ottenuto un grandissimo successo al botteghino nell’anno di uscita e ora è arrivato negli Stati Uniti, in un remake con protagonisti Bryan Cranston e Kevin Hart: The Upside.

Trovate la versione originale su Netlix.

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Men in black approderà nelle sale con il quarto capitolo, che si chiamerà Men in Black: International. Questa volta il film non vedrà più protagonisti Will Smith e Tommy Lee Jones, ma sarà uno spin-off con un nuovo cast, formato da Tessa Thompson e Chris Hemsworth nei panni dei protagonisti.

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Anche Jumanji torna per un terzo sequel, che uscirà alla fine del 2019. Il film con Dwayne Johnson e Kevin Hart sarà il sequel del remake del classico con Robin Williams, uscito nel 1995. Jumanji – Benvenuti nella giungla ha incassato quasi un miliardo di dollari al botteghino (nel mondo).

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Tra i fumetti, oltre alle varie attesissime uscite della Marvel, nel 2019 arriverà Hellboy, reboot dei precedenti film di Guillermo del Toro, tratti dai fumetti omonimi.

 

E voi quale film siete curiosi di vedere? Vi aspetto nei commenti!

 

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Ho visto Aquaman ed ecco cosa ne penso!

Inizialmente non avevo intenzione di recensire Aquaman, principalmente perché è uscito da un po’ e molti di voi lo hanno già visto, ma alla fine avevo troppe cose da dire e quindi eccomi qui!

Ero stata avvisata che Aquaman è un film trash, pertanto le mie aspettative non erano molto alte. Ma fin dai primi minuti mi sono resa conto quanto quella descrizione corrispondesse alla realtà. Ma partiamo con ordine…

Arthur è nato dall’amore di Tom, un guardiano del faro e Atlanna, Regina di Atlantide. La madre, fuggita dai doveri che la aspettavano ad Atlantide per vivere sulla terra ferma, è costretta a tornare a casa, dove viene giustiziata. Tom cresce in superficie, imparando a controllare i propri poteri, aiutato dal consigliere del Re e usando la propria forza per contrastare i pericoli del mare.

Quando la minaccia di una guerra tra umani e atlantidei incombe sempre di più, Arthur è costretto a raggiungere il popolo subacqueo e rivendicare il proprio diritto al trono. Ma il suo fratellastro Orm non ha alcuna intenzione di cederlo così facilmente. Arthur, aiutato da Mera, la figlia del Re, parte quindi alla ricerca del tridente perduto di Atlan, che lo aiuterà ad acquistare credibilità e impedire la guerra.

Jason Momoa, nel ruolo di Arthur, è nel suo elemento. Di recente in una recensione ho letto che è come se interpretasse se stesso, e non potrei essere più d’accordo.

Il problema più grande di Aquaman non è quindi il protagonista, ma gli effetti speciali, per niente degni di un film di questo tipo. Neppure il cast stellare con nomi come Nicole Kidman e Willem Dafoe riescono a distogliere l’attenzione dagli orribili sfondi in schermo verde. Inizialmente ho pensato fosse un problema di scarso budget, ma con 200 milioni di dollari sono convinta che qualcosa di banale come un tramonto possa essere reso un pochino realistico. Non mi sembra di chiedere tanto!

Aquaman è ben lontano dal franchise Marvel. Per farvi un esempio Thor: Ragnarok aveva un budget di 180 milioni (20 in meno di Aquaman) eppure gli effetti speciali erano su un altro livello. C’è da dire che gran parte del film è ambientato sott’acqua e realizzare un progetto simile non deve essere stato semplice. Però ci sono alcuni dettagli troppo trascurati, come il sopracitato sfondo del tramonto o per chi ha già visto il film, la scena ambientata nel deserto del Sahara. Anche alcuni dei costumi, a mio parere, sono troppo eccentrici e il risultato è carnevalesco. (come i capelli di Mera che sono palesemente una parrucca!)

Effetti speciali a parte, il film è coinvolgente e costruito in maniera tale che mantiene l’attenzione dello spettatore sempre alta. Accadono però troppi avvenimenti, tant’è che la ricerca del tridente perduto sembra quasi una caccia al tesoro in stile Indiana Jones.

Molto riuscito è il “cattivo” Orm, fratellastro di Aquaman e interpretato da Patrick Wilson. L’attore è riuscito a spiccare tra i suoi colleghi, dando vita a un personaggio dalle molteplici sfumature. La vera Regina è però Nicole Kidman, la cui presenza, seppur breve, è uno dei momenti migliori dell’intero film.

Nonostante due ore e dieci minuti di pellicola, Aquaman non stanca, ma riesce a intrattenere fino alla fine e anche a strappare più di una risata. Se volete staccare la spina e rilassarvi per qualche ora, questo film è la scelta perfetta!

E voi lo avete visto? Vi aspetto nei commenti!

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Chiamami col tuo nome 2: tutte le news sul film!

Buongiorno cari lettori! È già da qualche giorno che volevo fare questo post, ma alla fine non sono riuscita. Quindi, anche se un po’ in ritardo, condivido con voi le ultime news sul sequel di Chiamami col tuo nome, trapelate qualche giorno fa proprio dal regista Luca Guadagnino.

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Se nel corso del 2018 avete vissuto sotto un sasso e non sapete di che cosa sto parlando, vi invito ad andare a recuperare i post dove ne ho parlato (qui e qui).

Il sequel (anche se Guadagnino preferisce definirlo “Il nuovo episodio delle cronache di Elio e Oliver) verrà ambientato in buona parte a Parigi. Possiamo quindi dire addio all’ambientazione estiva della Riviera, anche se non è escluso che ci potrebbero essere alcune – seppur brevi – scene in Italia.

Il film inizierà così com’è terminato, ovvero con una scena di Elio in lacrime. Questa volta non piangerà però per Oliver, ma per la visione del finale di Once More al cinema. Once More è un film francese di Paul Vecchiali, uscito nel 1988. Ci troviamo quindi cinque anni dopo gli eventi del primo capitolo ed Elio ha circa 22-23 anni.

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Guadagnino ha quindi già le idee chiare di come inizierà il film e sul sequel si è espresso così:

“Sentivo di non voler lasciare i personaggi di questo film, ma allo stesso tempo mi struggeva l’idea di lasciare le persone con cui avevo fatto questo film, davanti e dietro la macchina da presa.”

Il regista desidera capire che cosa accade ai personaggi e il suo interesse verso di loro, che non è precluso solo a Elio e Oliver, ma anche ai personaggi secondari.

“Non è una questione di sequel, è una questione di malinconia.”

La malinconia è quindi il sentimento che lo ha spinto a continuare la storia di Elio e Oliver e non l’ansia da prestazione di cui è stato spesso accusato. C’è anche alla base una forte curiosità, di voler vedere come invecchieranno i personaggi nel corpo degli attori, tra tre, cinque o vent’anni.

Non sappiamo quindi per quando sarà previsto il secondo capitolo, né se si fermerà a uno solo. Gli attori si sono fin da subito dichiarati entusiasti del progetto e che si farà ormai è certo. Resta solo da capire quando!

Nel frattempo Luca Guadagnino è al cinema con Suspiria, il remake del film horror di Dario Argento.

Vi rimando anche al post del blog Serial Escape, dove parla invece del sequel letterario e di come potrebbe essere!

 

 

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Record assoluto per Bird Box: il nuovo film Netflix merita davvero tutta questa attenzione?

Buonasera cari lettori! Finalmente un paio di giorni di relax dopo il caos delle feste! Oggi voglio parlarvi di Bird Box, il nuovo film originale Netflix con protagonista Sandra Bullock.

Personalmente mi piace molto Sandra Bullock e quindi non potevo farmi sfuggire l’occasione di guardare la sua nuova fatica cinematografica. Il film è inoltre il più visto di sempre nella piattaforma Netflix, a una settimana dall’uscita (è stato guardato oltre 45 milioni di volte).

Ma questo successo è davvero meritato? Scopriamolo insieme!

Malorie, incinta del suo primo figlio, e la sorella stanno andando in ospedale per la prima ecografia della donna. Al telegiornale le notizie parlano di una strana epidemia che si è estesa dalla Russia all’Europa e che porta le persone a togliersi la vita, senza alcuna ragione apparente. Malorie non da troppo credito alle notizie, ma mentre si trova in ospedale una donna si suicida davanti a lei. Capisce quindi che l’epidemia è reale ed è arrivata anche negli Stati Uniti. L’unico modo per sopravvivere è barricarsi in casa e non guardare per nessun motivo la misteriosa entità che ha scatenato il panico in tutto il mondo.

Temevo che Bird Box fosse l’ennesimo film apocalittico visto e rivisto, e invece si è rivelata una piacevole sorpresa. Per la durata di due ore la pellicola si alterna su due linee temporali differenti, bilanciando alla perfezione i due elementi. Da una parte abbiamo la protagonista che cerca di sopravvivere mentre l’epidemia dilaga e dall’altra la troviamo anni dopo su una barca in balia del fiume, in compagnia di due bambini. La suspense e il desiderio di scoprirne di più non possono fare altro che emergere durante la visione.

Bird Box però non è perfetto. Ci sono molti interrogativi che non trovano una risposta e molti dettagli vengono lasciati al caso. Sappiamo che i sopravvissuti devono vivere bendati e chiusi in casa, ma non ci viene mostrato il lato più pratico della loro vita. Ad esempio come fanno a procurarsi il cibo anni dopo lo scoppio dell’epidemia ? Come fanno con l’elettricità e tutto il resto?

Uno degli altri grandi interrogativi è l’entità che non possono guardare. Uno scorcio ci viene dato sul loro aspetto, attraverso alcuni disegni, ma nulla di più. Avrei gradito qualche informazione in proposito, almeno alla fine. Invece lo spettatore si ritrova a brancolare nel buio fino all’ultimo minuto del film.

Sebbene abbia apprezzato i continui flashback, hanno rovinato l’elemento sorpresa, in quanto rivelano molti degli avvenimenti che verranno.

Nonostante le imperfezioni, Bird Box è uno di quei film che tengono lo spettatore incollato allo schermo e perciò non posso fare altro che consigliarvelo! E voi lo avete visto?

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Jenny’s Wedding: un film LGBT con Katherine Heighl e Alexis Bledel [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori! No, non sono sparita dalla circolazione, ma in questo periodo in pasticceria è un delirio. Natale è vicino e io sono sommersa da panettoni, pandori e dolci di ogni tipo per delle giornate che sono interminabili. Ad ogni modo presto recupererò tutti i vostri post che mi sono persa. Questa sera voglio parlarvi di un film che ho visto su Infinity.

Qualche tempo fa cercavo una commedia romantica da guardare per distrarmi un po’ e senza leggere la trama, ma attirata dal titolo e dalla foto di copertina, ho iniziato Jenny’s Wedding, con due attrici che già conoscevo da Grey’s Anatomy e Gilmore Girls. Ho scoperto poi che non si tratta di una commedia romantica, bensì di un family drama. Ma bando alle ciance, scopriamo di che cosa si tratta!

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Jenny Farrell, nonostante viva una vita apertamente gay, non ha mai fatto coming out con la sua famiglia. Quando decide sposare la donna con la quale sta da diversi anni, si rende conto che è arrivato il momento di dichiararsi. La tranquilla vita dei Farrell verrà sconvolta all’improvviso dalla notizia.

Jenny è una donna con una vita soddisfacente. Ha un lavoro e una donna che ama e con la quale convive da diverso tempo. Eppure sa che non può essere davvero se stessa finché non dichiarerà la propria sessualità alla famiglia, che cerca da anni di combinarla con uomini diversi. Quando si rende conto di voler sposare la sua compagna di vita Kitty, capisce che è giunto il momento di dire la verità ai suoi genitori. La notizia sconvolgerà però il quadro idilliaco nel quale vive la sua famiglia, portando alla luce rancori e verità nascoste.

Dopo aver visto il film ho dato un’occhiata alle opinioni degli utenti online, e mi ha stupita vedere che il rating medio non era granché alto. Il film si focalizza prevalentemente su Jenny e il rapporto con i genitori, la sorella e il fratello, accennando appena la relazione tra la protagonista e la sua fidanzata Kitty.

In parte mi trovo d’accordo questi commenti, ma credo anche che il film non sia nato come commedia romantica, bensì come dramma famigliare. Ed è proprio la famiglia ad essere il centro della pellicola, che esplora l’impatto che il coming out di Jenny ha sui suoi famigliari. Il personaggio di Kitty (Alexis Bledel) ha quindi ragione di essere così marginale, in quanto non è lei o la relazione ad essere protagonista di questa storia.

Jenny’s Wedding mi è piaciuto perché racconta una storia reale, in cui sono certa molte donne potranno rispecchiarsi. Racconta la difficoltà ad aprirsi alla propria famiglia e la paura di essere respinte. Al tempo stesso mette in mostra l’altra faccia della medaglia, ovvero dei genitori che si trovano a vivere una realtà sconosciuta, che non sanno come affrontare.

Una buona performance attoriale per un film che non è perfetto, ma che vi consiglio sicuramente.

Voto: 4 su 5.

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The Princess Switch: un altro romance natalizio di Netflix

Buongiorno cari lettori del blog!

Come già anticipato oggi voglio parlarvi dell’ennesimo romance natalizio targato Netlix. The Princess Switch è uscito il 16 novembre sulla piattaforma e vede come protagonista Vanessa Hudgens in un doppio ruolo.

Vi avviso che questo post conterrà spoiler, ma non che cambi qualcosa, potrete intuire il finale già dopo dieci minuti di film! La recensione sarà breve, perché come scoprirete non c’è poi molto da dire su questo film.

Stacy De Novo è una giovane pasticcera di Chicago, dove gestisce un negozio di dolci insieme all’amico d’infanzia Kevin. Ad un passo dal Natale, Stacy scopre che l’amico l’ha iscritta a una competizione culinaria tra le più prestigiose al mondo, che si tiene ogni anno nel Regno di Belgravia.

Nonostante il rifiuto iniziale Stacy acconsente e lei, Kevin e la figlia di quest’ultimo, avuta da un matrimonio finito male, partono per Belgravia. Mentre si trova negli studi televisivi dove si terrà la gara, Stacy incontra Lady Margaret, la futura principessa del Regno. Le due si accorgono che la loro somiglianza è impressionante e su richiesta di Margaret decidono di scambiarsi le vite fino al giorno prima della gara. Margaret diventa quindi Stacy e Stacy diventa la duchessa e futura sposa del principe Edward.


Se la trama del film vi sembra famigliare non sbagliate! Possiamo definire A Princess Switch come l’unione tra Genitori in trappola, iconico film Disney della fine degli anni 90, e A Christmas Prince, il romance natalizio di Netflix dell’anno scorso.

Pensavo che l’era di film con protagoniste ragazze qualunque che diventano principesse fosse finita, e invece a quanto pare persiste! Ma le ragazzine di oggi sognano ancora di incontrare il principe azzurro e vivere felici e contente in un enorme castello circondato dalla neve?

Devo essere sincera, c’è una parte di me che ha sempre adorato questo tipo di film e ormai ho anche una certa esperienza avendone visti a centinaia, ma è mai possibile che si riesca a girare un film che non abbia sempre gli stessi elementi in comune? (Seriamente, la lista è davvero lunga.)

Gli ingredienti per un romance di questo tipo sono:

Un castello da sogno in una località fittizia europea

Un principe figo e intelligente

Una protagonista femminile qualunque, molto spesso squattrinata e statunitense

BONUS: Ambientazione natalizia

Ed ecco a voi il romance è servito!

In questo caso le protagoniste sono due ed entrambe interpretate da Vanessa Hudgens, che con un terribile e forzato accento inglese (per chi guarderà la versione originale) si divide tra la pasticcera Stacy e la Duchessa Margaret. Non mancano ovviamente i due interessi amorosi, tra cui il principe interpretato da Sam Palladio (Gunnar in Nashville). Okay, okay… forse pure io mi sono lasciata ammaliare un pochino dal suo fascino, ma questo è un dettaglio di poco conto!

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Le due donne si adattano perfettamente alla nuova realtà e ovviamente tra Stacy e il bel principe scoppia il vero amore. In appena DUE giorni vorrei precisare.

DUE.

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Come se non bastasse anche Margaret si lascia ammaliare da Kevin e alla fine ammette di non voler diventare una principessa. Ruolo che Stacy accetta di buon grado, accettando la proposta di matrimonio del principe Edward. In conclusione ben due amori scoppiano nell’arco narrativo di due giorni, con un salto temporale all’anno successivo, con il matrimonio tra Stacy ed Edward.

Il principale problema di questo film è che c’è troppo di tutto. Troppe situazioni assurde, troppo romanticismo, troppi stereotipi e persino troppo Natale. (Non pensavo lo avrei mai detto)

Ma nonostante tutto è comunque un film piacevole e sicuramente più coinvolgente di The Holiday Calendar. Se volete trascorrere un’ora e mezza senza troppi pensieri e siete inguribili romantici/che come me, allora è il film che fa per voi!

 

 

 

 

 

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I miei momenti preferiti in Harry Potter e la pietra filosofale: Libro e Film

Buongiorno cari lettori! Siccome è da un po’ che non faccio un post a tema Harry Potter ho deciso di recuperare, parlandovi dei miei momenti preferiti tratti da Harry Potter e la pietra filosofale. Inizialmente l’intenzione era di fare un post unico con tutti i libri e i film, ma mi sono resa conto che i momenti selezionati erano davvero troppi. Questo sarà dunque il primo appuntamento, con i seguenti nelle prossime settimane. Non dimenticate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti!

∼ Incipit

Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.

∼ Il primo incontro del trio

∼ L’arrivo a Hogwarts

Ogni volta che guardo questa scena mi emoziono come i protagonisti, che vedono per la prima volta Hogwarts!

∼ Lo specchio delle Brame

Vedo che tu, come molti altri prima di te, hai scoperto le dolcezze dello specchio delle brame. Suppongo che ormai tu abbia capito cosa fa. Voglio darti un indizio: l’uomo più felice della terra guarderebbe nello specchio e vedrebbe solo sé stesso, esattamente com’è.

∼ I momenti tra Harry e Silente

«Tuo padre ha fatto una cosa che Piton non gli ha mai perdonato».
«E cioè?»
«Gli ha salvato la vita».
«Che cosa?»
«Già…» fece Silente in tono sognante. «Strano come funziona la mente delle persone, non trovi? Il professor Piton non sopportava di dovere qualcosa a tuo padre… Io credo che quest’anno si sia tanto impegnato a proteggerti solo perché in quel modo credeva di mettersi in pari con tuo padre. Dopodiché, avrebbe potuto tranquillamente tornare a odiarne la memoria…»


«Ma allora, perché Raptor non poteva toccarmi?»
«Vedi, tua madre è morta per salvarti. Ora, se c’è una cosa che Voldemort non riesce a concepire, è l’amore. Non poteva capire che un amore potente come quello di tua madre, lascia il segno: non una cicatrice, non un segno visibile… Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È una cosa che ti resta dentro, nella pelle».


∼ Natale ad Hogwarts

   La sala era davvero uno spettacolo. Dalle pareti pendevano ghirlande d’agrifoglio e di pungitopo, e tutto intorno erano disposti non meno di dodici giganteschi alberi di natale, alcuni decorati di ghiaccioli scintillanti, altri illuminati da centinaia di candeline.

∼ Ron e gli scacchi

   ‘Ma a scacchi è così!’ tagliò corto Ron. ‘Bisogna pur sacrificare qualche cosa! Ora farò un passo avanti e lei mi mangerà… e voi sarete liberi di dare scacco matto al re, Harry!’

Per altri post a tema Harry Potter:

E tanti altri nell’apposita sezione!

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Five Feet Apart: Justin Baldoni dirige Cole Sprouse in un film sulla fibrosi cistica

Buongiorno lettori del blog! Oggi voglio presentarvi un nuovo film che uscirà nelle sale il 22 marzo 2019.

Justin Baldoni, regista e film maker (conosciuto al pubblico per interpretare Rafael in Jane the Virgin) dirige i giovani attori Cole Sprouse e Haley Lu Richardson in un film sulla fibrosi cistica.

Justin Baldoni ha avuto l’idea mentre girava la serie di documentari My last days (che vi consiglio e che trovate su youtube), che si focalizza sulla vita di un malato terminale. L’ispirazione principale è arrivata da Claire Wineland, adolescente malata di fibrosi cistica. Il contributo di Claire è stato fondamentale nella realizzazione del film. A causa di una complicazione in seguito a un trapianto è purtroppo scomparsa recentemente. Tutte le persone coinvolte hanno voluto realizzare una pellicola che rispecchiasse quanto più possibile la realtà di un malato terminale.

Stella Grant è in tutto e per tutto una diciasettenne: è legata al proprio portatile e ama i propri amici. Ma, a differenza della maggiorparte degli adolescenti, trascorre gran parte del suo tempo in ospedale, come paziente di fibrosi cistica. La sua vita fatta di routine viene scossa dall’incontro con Will, anche lui ricoverato in ospedale.

Tra i due c’è una connessione istantanea, ma a causa della malattia sono costretti a tenere una distanza di sicurezza. Stella ispira Will a vivere la vita al meglio, ma come può salvare la persona che ama quando ogni singolo tocco è off limits?

Negli ultimi anni sono usciti diversi film con protagonisti malati terminali (Da Il sole di mezzanotte a Noi siamo tutto). Che cos’hai quindi questo film di diverso dai precedenti? Non ci resta che scoprirlo!

Personalmente devo dire che sono molto “orgogliosa” del percorso intrapreso da Justin Baldoni, che si sta rivelando un film maker di talento. Oltre alla già citata docu-series My last days, vi invito a guardare su youtube Man Enough o la sua TED Talk.

A breve potrete anche acquistare il libro Five Feet Apart in inglese. Ma potete già prenotarlo online.

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The Holiday Calendar: il nuovo film natalizio di Netflix [RECENSIONE FLASH]

Buona domenica cari lettori! Natale arriva prima in casa Netflix, con il consueto film a tema che da qualche anno a questa parte arriva sulla piattaforma.

The Holiday Calendar è il titolo del 2018 e vede nel cast alcuni volti noti, tra cui: Kat Graham (Bonnie di The Vampire Diaries), Quincy Brown e Ron Cephas Jones (This is us). Uno dei ruoli principali è affidato a Ethan Peck, che dopo aver recitato nella sfortunata serie 10 cose che odio di te (remake del film omonimo) è scomparso quasi del tutto dalle scene cinematografiche e televisive. Lo ritroviamo nei panni del bel dottore Ty, che fa girare la testa ad Abby, aspirante fotografa.

Quando Abby riceve in dono dal nonno un antico calendario natalizio, appartenuto alla nonna, si accorge presto che l’oggetto sembra predire il futuro. Ogni volta che uno sportello si apre, alla mezzanotte di ogni giorno, l’oggetto che trova sembra in qualche modo collegato agli eventi della giornata successiva. L’incontro con Ty, lo scapolo più ambito tra i padri single, non può che essere quindi un segno del destino.

Ma mentre Abby ha occhi solo per Ty, non si rende conto che il suo migliore amico Josh prova qualcosa per lei che va oltre la semplice amicizia…

Di film romantici ambientati a Natale ne ho visti davvero tanti e quindi posso dire che, arrivata a questo punto, un po’ me ne intendo. La televisione canadese Hallmark Channel, ad esempio, ne sforna di nuovi ad ogni festività, che sia Natale, Capodanno, Halloween o San Valentino. E io li ho praticamente visti tutti!

L’utilizzo di un espediente “magico” non è un’idea affatto nuova e sono piuttosto certa di aver visto un film con una trama molto simile in passato.

La verità è che The Holiday Calendar è un film piacevole, ma facilmente dimenticabile. A dieci minuti dall’inizio sapevo già come sarebbe finito.

Non è facile fare una critica costruttiva su questo genere di pellicole, perché si tratta di prodotti “frivoli” e commerciali. Eppure ho visto film di questo tipo scritti e recitati decisamente meglio.

La chimica tra la protagonista e le due controparti maschili è inesistente, anche se devo dire che Quincy Brown non mi è dispiaciuto in questo ruolo.

Concludendo (perché non c’è poi molto altro da dire) se volete dedicare poco più di un’ora a un film senza pensieri, The Holiday Calendar fa per voi. Ma non aspettatevi di immergervi all’improvviso in un’atmosfera natalizia.

Voto: 2,5 su 5

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