film

The edge of seventeen [RECENSIONE]

Buona domenica lettori! Oggi voglio parlarvi di un film che ho visto qualche giorno fa su Netflix: The Edge of Seventeen.

Nadine ha diciassette anni e i problemi tipici della sua età, tra insicurezze e prime cotte. Dopo la morte del padre anni prima, Nadine è entrata ancora più in conflitto con la madre e il fratello Darian, la cui perfezione la irrita profondamente. Ha però l’appoggio della sua migliore e unica amica Krista, con la quale trascorre ogni minuto libero.

Quando Krista si innamora di Darian, Nadine è devastata e il rapporto tra lei e la sua famiglia si incrina ulteriormente…

La mia opinione [NO SPOILER]

L’anno scorso avevo visto un video di promozione dedicato al film, ma non l’ho mai considerato finché non mi è capitato tra i consigli di Netflix. The edge of seventeen è iniziato con un po’ di lentezza e il timore che fosse l’ennesimo film con personaggi adolescenti stereotipati. Entrando nel vivo sono stata fortunatamente smentita.

Nadine, fin da bambina, si è stata messa in ombra dai successi del fratello, per il quale la madre ha sempre avuto una preferenza. La ragazza ha però potuto contare sull’appoggio del padre, che aveva una parola di conforto pronta per lei in ogni occasione. Quando l’uomo muore all’improvviso, Nadine perde quell’appoggio, aumentando il divario tra lei e il fratello Darian, con il quale non ha mai davvero legato.

Con una situazione difficile a casa, Krista è stata l’unica persona su cui Nadine potesse contare. Quando la ragazza sorprende la sua migliore amica a letto con Darian, la obbliga a scegliere tra lei e lui. Krista sceglie Darian e l’amicizia tra le due si spezza. Nadine sente di aver perso l’unica cosa davvero importante della propria vita, l’unica cosa che fosse soltanto sua.

Ritrovandosi sola nel mondo, Nadine si avvicina al proprio professore, che cerca di confortarla con consigli piuttosto discutibili. Al tempo stesso il suo vicino di banco Erwin inizia a mostrare interesse per lei, ma la ragazza ha occhi soltanto per il bad boy della scuola fresco di prigione.

268x0w

Complice la ottima performance di Hailee Steinfeld nei panni di Nadine, The edge of seventeen riesce a raffigurare un quadro realistico di un’adolescente in crisi con se stessa e con il mondo intero. Nadine è un personaggio facilmente identificabile, con la tendenza a drammatizzare ogni situazione e in costante conflitto con chiunque sia apparentemente diverso da lei.

“Fin da quando eravamo piccoli, ho la sensazione di fluttuare fuori dal mio io e di guardarmi dall’alto. Odio quello che vedo, come mi relaziono e tutto quello che dico, e non so come correggerlo. Ho paura che questa sensazione non andrà mai più via.”

Seppure sia focalizzata costantemente sui propri problemi, che ritiene insormontabili, ha paura di come sarebbe un futuro nel quale è costretta a convivere con se stessa. In questo folle periodo che è l’adolescenza, una delle parti migliori del film è la costruzione del rapporto tra studente e insegnante. Mr. Bruner sembra quasi accettare a fatica l’invadenza di Nadine, che si presenta ogni giorno durante la pausa pranzo, tormentandolo con i propri problemi. Eppure quell’invadenza diventa poco a poco una routine per entrambi. In una realtà in cui troppo spesso la figura dell’insegnante viene sottovalutata, è stato bello riscoprire questo ruolo sotto una luce diversa.

The edge of seventeen è pur sempre una teen comedy, ma riesce in ciò che molti dei suoi predecessori hanno fallito: offrire una rappresentazione realistica e al tempo stesso divertente dell’adolescenza.

Non voglio svelarvi il finale del film, ma vi invito invece a guardarlo (Lo trovate su Netflix!)

Voto: 4,25 su 5

Annunci
film

Isn’t it romantic? || Recensione flash della nuova commedia Netflix

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una commedia approdata ieri su Netflix Italia, e che negli Stati Uniti invece è uscita nelle sale cinematografiche: Isn’t it romantic? (Non è romantico?)

Rebel Wilson è Natalie, un architetto di New York, con una vita piuttosto ordinaria: un minuscolo appartamento con un letto a castello, poca considerazione sul lavoro e insuccesso nella vita amorosa.

Su insegnamento della madre, Natalie è cresciuta odiando i cliché tipici dei film romantici e molto lontani dalla vita vera. Ma quando viene derubata in metropolitana e prende una brutta botta in testa, la donna si risveglia all’improvviso proprio dentro una commedia romantica. Il suo lavoro va a gonfie vele, ha un appartamento enorme e tutti gli uomini sono interessati a lei: Un vero incubo!

Da grande appassionata di film romantici non potevo lasciarmi sfuggire anche questa pellicola, che prende in giro tutti i cliché che conosciamo, ma abbiamo sempre amato.

MV5BZGE1NGYxOWItODdmMy00NWNhLTgxZmMtYmVjYmViMGI0NTdmXkEyXkFqcGdeQXVyNzE2MTQyMzM@._V1_UY1200_CR90,0,630,1200_AL_Rebel Wilson abbandona finalmente i soliti ruoli nei quali sembrava quasi rilegata, ovvero quello dell’amica svampita, regalandoci un’esilarante performance. Anche se spalleggiata da un cast che funziona, resta lei la colonna portante del film.

Natalie ha sempre creduto, forse anche per colpa della madre, di non essere abbastanza. Si è sempre sentita inadeguata, nella vita e sul lavoro. A causa delle sue insicurezze non riesce ad affermarsi, finendo per farsi trattare da sottoposta. Il suo alter ego invece è una donna “vincente”, alla moda e di successo sul lavoro. Ma non è solo la sua posizione sociale ad essere cambiata. La New York dell’universo parallelo è l’estremizzazione delle ambientazioni dei film romantici. Vie con insegne pastello e fiori coloratissimi; accompagnamenti musicali e persino voice-over dei pensieri della protagonista. Natalie comprende fin da subito di essere intrappolata proprio in un film romantico vivente e l’unico modo per uscirne è concludere la pellicola nel più usato dei cliché: trovare finalmente l’amore.

Rebel Wilson è circondata da un cast piuttosto noto, con Adam Devine nel ruolo del collega di lavoro di Natalie e migliore amico e Liam Hemsworth, che interpreta due personaggi; il cliente americano ricco e stronzo nella vita reale e un australiano romantico e pazzo della protagonista nella vita parallela. Gli attori hanno fatto un buon lavoro, risultando credibili in entrambe le realtà del film. Adam Devine ha un’ottima intesa con la protagonista, al punto che non mi dispiacerebbe vederli insieme in altri ruoli.

I fan più attenti di Lucifer riconosceranno anche l’affascinante Tom Ellis, nei panni di un sexy medico!

tom-ellis-will-play-doctor-movie-isnt-it-romantic.jpg

La differenza tra la vita reale di Natalie e la realtà parallela è molto ben ideata, dalle ambientazioni, ai personaggi, che cambiano personalità e aspetto. Ho apprezzato anche quel tipo di comicità “pulita”, che diverte senza mai essere volgare.

Consiglio il film a chi ama il genere romantico, ma anche a chi invece non lo sopporta come la protagonista e vuole divertirsi per qualche ora.

Voto: 4 su 5

film

Il dramma del cancro in un film: Now is Good [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di un film che ho visto qualche giorno fa su Infinity: Now is Good.

Now is Good è un film del 2012, basato sul romanzo Voglio vivere prima di morire. In Italia non è mai uscito al cinema, arrivando in prima tv assoluta soltanto nel 2015.

Tessa ha sedici anni e da diversi anni lotta contro la leucemia. Sapendo che i trattamenti non sono più efficaci, decidere di vivere gli ultimi mesi che le restano, stilando una lista delle cose che vuole fare prima di morire. Mentre lei e la sua amica Zoey si destreggiano tra provare le droghe, andare alle feste o fare shopping sfrenato, Tessa incontra il suo vicino di casa Adam, del quale si innamora perdutamente.

“Momenti. La nostra vita è una serie di momenti.”

Di film sul cancro negli anni ne sono usciti tanti, anche e soprattutto di maggior successo (Basti pensare a I passi dell’amore o Colpa delle stelle). Now is Good non ha fatto molto parlare di sè, e anche la critica si è divisa tra stroncature e voti discreti.

Now is Good ha diverse caratteristiche in comune con altri film usciti prima, soprattutto con I passi dell’amore, che ho trovato davvero troppo simile.

  • Una ragazza terminale malata di leucemia √
  • L’incontro con un ragazzo di cui si innamora follemente √
  • Una lista di cose da fare prima di morire √

now_is_good_poster02.jpg

Ciò che rende il film diverso dai suoi predecessori è la protagonista Tessa, molto ribelle e poco incline all’autorità del padre, che vorrebbe proteggerla da un ragazzo che finirebbe per farla soffrire. Ritengo che Dakota Fanning abbia fatto un ottimo lavoro con il suo personaggio. È riuscita a trasmettere il dolore e la rabbia di Tessa senza risultare eccessiva. Anche il resto del cast è piuttosto azzeccato e la scene tra la protagonista e il padre sono le migliori del film.

La prima parte l’ho trovata un po’ lenta, invece della seconda, molto più coinvolgente e dinamica (soprattutto sul finale). Ciò che non mi ha convinto è stata tutta la parte romantica del film, che sebbene sia quasi necessaria in un film sentimentale, l’ho trovata forzata.

Un vicino di casa super attraente che fa vivere alla protagonista gli ultimi mesi della sua vita? Come già detto, è una trama fin troppo abusata, che nella realtà non accade quasi mai. Anche se so che la pellicola è tratta da un libro, avrei preferito che esplorasse di più il rapporto della protagonista con la famiglia e meno l’amore con un adolescente.

Il film comunque mi è piaciuto abbastanza, perciò il mio voto è di 3,75 su 5.

Piccolo consiglio personale: Now is good è quel tipo di film che vi farà intevitabilmente versare fiumi di lacrime, perciò preparate i fazzoletti prima di iniziarlo!

Curiosità, film

Your Name: il filo rosso del destino

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa ho visto su Netflix Your Name, il bellissimo anime di Makoto Shinkai, suggeritomi dal blog Milioni di particelle. Your Name è uscito nel 2016, ottenendo un grandissimo successo di pubblico e critica. Non voglio soffermarmi sulla recensione del film (perché ormai ne hanno parlato tutti), sebbene sia davvero stupendo, ma piuttosto sulla leggenda del filo rosso del destino, ben presente nell’anime.

Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.

“Ovunque tu possa essere nel mondo… Verrò a cercarti”

In tutto il film i due protagonisti sono legati da un filo rosso, che nella realtà è un simbolo di una leggenda di origine cinese, diffusa in Giappone.

Secondo questa leggenda ogni invidivuo, dalla nascita, è legato alla propria anima gemella da un filo rosso intorno al mignolo della mano sinistra. Il filo non può spezzarsi e le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.

a1-2.png

∼ La Leggenda

Wei, orfano di entrambi i genitori fin da piccolo, aveva il desiderio di sposarsi e avere una grande famiglia; ma non era mai riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.

Un giorno, durante un viaggio, Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano che stava leggendo un libro. Wei gli chiese che cosa stesse leggendo e lui rispose di essere il Dio dei matrimoni e che la futura moglie di Wei ora era una bimba di tre anni; avrebbe dovuto attendere ancora quattordici anni prima di conoscerla. Wei era deluso, ma notò che l’uomo aveva un sacco. L’anziano spiegò che conteneva il filo rosso che serviva per legare i piedi dei mariti e delle mogli. Un filo invisibile e impossibile da spezzare, che lega per sempre due persone, indipendentemente dagli eventi che vivranno.

Wei, che voleva scegliersi da solo una moglie, ordinò al servo di uccidere la bambina che sarebbe diventata sua moglie. Il servo eseguì l’ordine, ma la bambina sopravvisse, riportando una ferita alla testa.

Gli anni passarono e Wei non aveva ancora trovato una moglie finché, quattordici anni dopo incontrò una ragazza proveniente da una famiglia agiata, di cui si innamorò e che sposò.

La ragazza portava sempre una fasciatura sulla testa, che non toglieva mai. Diversi anni dopo le loro nozze, Wei chiese alla moglie che cosa aveva fatto alla testa e lei gli spiegò, in lacrime, che all’età di tre anni fu accoltellata da un uomo. In quel momento Wei si ricordò dell’anziano fuori dal tempio e del servo, e confidò alla donna di essere stato lui a ordinare l’assassinio.

Nonostante la verità, Wei e sua moglie da quel giorno si amarono più di prima, godendosi una vecchiaia felice e onorata.

eyeuwj.jpg

Fonte: http://www.ilbazardimari.net

Nonostante la storia sia effettivamente un po’ raccapricciante, soprattutto per le azioni dell’uomo, la leggenda del filo rosso è davvero curiosa.

E voi credete che le persone siano legate indissolubilmente? Vi aspetto nei commenti!

Curiosità, film, serie tv

Infinity tv: ne vale la pena? || La mia esperienza

Buona domenica lettori! Dovete scusarmi per l’assenza nella community di questi giorni, ma ho lavorato tantissimo. Non temete, recupererò il prima possibile!

Oggi voglio parlarvi della mia esperienza con la piattaforma Infinity, di proprietà Mediaset. Diverso tempo fa ho ricevuto in regalo da Vodafone un anno di Infinity gratuito. L’abbonamento è quasi giunto al termine, ma ho iniziato a sfruttarlo solo qualche mese fa. Nel frattempo mi sono fatta un’idea, che voglio condividere con voi, in modo che possiate valutare se valga la pena farlo o meno.

PREZZO: 7,99€ al mese.

PAGAMENTO: Mensile

PROVA: 30 giorni prova gratuita

DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

DIPOSITIVI: È possibile associare fino a un massimo di 7 dispositivi contemporaneamente e attivarne fino ad un massimo di 12 all’anno. 

Il catalogo di Infinity è in continuo aggiornamento, con serie tv e film sempre nuovi. Devo dire che nell’ultimo anno la scelta è aumentata tantissimo, tant’è che ho rivalutato la piattaforma. Oviamente non è ancora paragonabile a Netflix, ma è sulla buona strada per diventare una concorrente interessante. Al momento il catalogo conta oltre 5000 tra film e serie tv.

L’offerta delle prime visioni è molto intrigante. Al momento, ad esempio, a pochi mesi dall’uscita è disponibile A star is born, o serie tv come The Big Bang Theory 12 o Young Sheldon. Inoltre, a differenza di Netflix, con Infinity si possono noleggiare a pochi euro film per cui Infinity non ha ottenuto l’esclusiva sulla piattaforma; molti dei quali sono usciti al cinema pochi mesi prima.

Accendendo al sito da computer ci sono inoltre 7 canali live che si possono guardare in qualsiasi momento.

I problemi di Infinity non sono tanto nel catalogo, quanto nell’uso del servizio. Da computer, i sottotitoli sono spesso fuori sincrono, anche di diversi secondi, il che ne rende impossibile l’utilizzo. Da applicazione la situazione è ancora peggiore. Spesso la schermata si oscura durante la visione e si deve premerla in continuazione. Ogni volta che ciò accade, si deve rientrare nell’applicazione e selezionare di nuovo il film o serie tv che si stava guardando.

Infinity-TV

Se invece con Netflix il programma riprende appena si sblocca lo schermo, con Infinity è necessario selezionarlo da capo (insieme alla lingua e ai sottotitoli). Per me, che lo utilizzo come sottofondo mentre lavoro, è davvero frustrante perché mi capita spesso di dover fermare il video e perdo tantissimo tempo a farlo ripartire. Inoltre in alcune serie tv o film è disponibile l’opzione dei sottotitoli in lingua italiana o inglese, però questi non funzionano affatto.

In conclusione, vi consiglio Infinity se siete degli appassionati di film e serie tv e volete integrare il catalogo di Netflix. Non lo consiglio invece, almeno per il momento, a chi è indeciso tra le due piattaforme.

PREZZO: 8

CATALOGO: 7

SERVIZI AGGIUNTIVI: 7

NAVIGABILITA’: 4

Voto finale: 6,5

Vedi anche: Netflix o Prime Video? La mia esperienza

 

Curiosità, film

In arrivo un film sul mistero (ancora irrisolto) del faro nelle Isole Flannan

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa stavo guardando alcuni video su facebook, quando mi sono imbattuta nel trailer del film The Vanishing – Il mistero del faro. Dopo aver scoperto che è tratto da una storia vera, incuriosita dalla vicenda, ho deciso di fare qualche ricerca di approfondimento e ho scoperto un mistero davvero interessante.

St._Flannan's_Cell_and_Flannan_Isles_Lighthouse_-_geograph.org.uk_-_623920.jpg

[foto wikipedia]

The Vanishing è un film con protagonisti Gerard Butler e Peter Mullan, che uscirà nelle sale il mese prossimo. La pellicola è liberamente tratta dal mistero, ancora irrisolto, del faro delle Isole Flannan.

Le Isole Flannan (Seven Hunters) sono un gruppo di isole situate al largo della Scozia, più precisamente a 32 chilometri dall’isola di Lewis. In seguito ai sempre più frequenti naufragi sugli scogli in quest’area, nel 1895 fu costruito un faro per guidare i marinai nelle acque oceaniche, caratterizzate da forti correnti. Il faro venne eretto sull’isolotto più grande, Eilean Mòr, e fu completato nel 1899.

Alla sua guardia vennero assunti quattro uomini, con esperienza decennale alle spalle. James Ducat (capo guardiano); Thomas Marshall (Primo assistente), Donald Mc Arthur (Assistente occasionale) e Joseph Moore (Secondo assistente).

missing-lighthouse-keepers-e1496345654193.jpg

Gli accordi prevedevano che tre uomini dovevano restare sull’isola, mentre a turni di due settimane, un uomo alla volta avrebbe fatto ritorno a casa per un periodo di riposo. Ogni due settimane una nave avrebbe portato quindi i viveri sull’isola, insieme a uno dei quattro marinai. Passarono i mesi, che si alternarono tra lavoro e riposo, finché il 26 dicembre 1900 qualcosa cambiò.

Joseph Moore non trovò i suoi compagni ad accoglierlo come di consueto allo sbarco su Eilean Mòr. Con la sensazione che qualcosa non andava, arrivò al faro, dove trovò ad attenderlo una visione sconcertante: i tre marinai erano spariti completamente nel nulla. Restavano soltanto gli avanzi sul tavolo di una cena consumata a metà, una sedia rovesciata e l’orologio da parete fermo. Oltre ai tre uomini erano sparite due giacche pesanti. Perché il terzo uomo si era avventurato al freddo senza abiti adatti al clima? Inoltre le regole vietavano severamente che tre uomini lasciassero contemporaneamente il Faro incustodito.

Joseph Moore fece ritorno alla barca per avvisare il capitano, il quale invió immediatamente un telegramma alla terra ferma, che recitava:

È accaduto un terribile incidente alle isole Flannan. I tre guardiani, Ducat, Marshall e l’assistente occasionale sono scomparsi dall’isola. Dal nostro arrivo questo pomeriggio non abbiamo trovato segni di vita sull’isola.

Abbiamo lanciato un razzo ma non abbiamo ottenuto risposta. Moore è andato alla stazione, ma non vi ha trovato all’interno alcun guardiano. Gli orologi erano fermi e altri segnali lasciano presagire che deve essere accaduto un incidente circa una settimana fa. I poveri ragazzi devono essere caduti dalle scogliere o affogati cercando di mettere in sicurezza una gru o qualcosa del genere. […]

Qualche giorno dopo il supertenente che aveva assunto e conosceva i tre guardiani, partì per l’isola per investigare la sparizione. Al suo arrivo trovò la situazione descritta da Moore, ad eccezione per il registro, che aveva qualcosa di insolito.

Il 12 dicembre Marshall aveva scritto “venti forti che non ho mai visto prima in vent’anni”. Inoltre secondo l’uomo Ducat era rimasto molto calmo alla notizia e McArthur invece aveva pianto. Quest’ultimo era conosciuto per essere un attaccabrighe dal carattere duro, con grande esperienza come marinaio, perché avrebbe dovuto piangere a proposito di una tempesta?

Il 13 dicembre, sempre secondo il registro, la tempesta stava ancora imperversando e i tre uomini avevano pregato affinché cessasse. Il faro era a un’altezza dal livello del mare di 150 piedi e gli uomini sarebbero dovuti essere completamente al sicuro. Perché pregare?

La particolarità più significativa è che però non furono registrate tempeste nella zona tra il 12 e il 14 dicembre. Il mare era calmo e la tempesta non arrivò fino al 17 dicembre.

L’ultima dicitura sul registro risaliva al 15 dicembre. Recitava: “La tempesta è finita, il mare è calmo. Dio è sopra tutto.” Che cosa significava quella frase?

Altri indizi furono rinvenuti alla piattaforma di sbarco. Qui Muirhead notò delle corde sparpagliate sulle rocce. Corde che erano solitamente tenute in una cassa marrone, sospesa a 70 piedi dal mare. Forse la cassa si era spostata con la tempesta e i tre uomini erano finiti in mare a causa di un’onda improvvisa?

the-vanishing-copertina.jpg

Questa fu la teoria più accreditata, ma non convinse tutti. Ecco le ragioni:

  1. I corpi non furono mai ritrovati
  2. Come già accennato, perché uno degli uomini aveva lasciato il proprio giaccone ed era uscito al freddo? (ci troviamo a Dicembre, a largo della Scozia)
  3. I tre uomini erano marinai esperti e difficilmente si sarebbero fatti sorprendere da un’onda
  4. Il mare in realtà era calmo

Negli anni sono emerse tantissime teorie, alcune persino assurde (come il rapimento degli alieni). Tuttavia a oltre cent’anni dall’accaduto il mistero resta tutt’ora irrisolto.

[Fonte: http://www.historic-uk.com. Nelle mie ricerche mi sono imbattuta in un post molto completo e interessante. Ho provato a contattare il sito per chiedere di attingere al loro materiale, ma non ho ottenuto risposta. – al momento della stesura di questo post -. Ho preferito quindi attingere a una fonte estera, ma vi consiglio di visitare http://www.duepassinelmistero.com/Flannan.htm per scoprire ancora più curiosità!]

St._Flannan's_Cell_and_Flannan_Isles_Lighthouse_-_geograph.org.uk_-_623920.jpg

film

5 film on the road da non perdere

Buongiorno lettori e buon inizio settimana, come state? Oggi parliamo di film ambientati on the road, nei quali per l’intera durata del film (o quasi) i protagonisti devono affrontare un viaggio che li porterà ad affrontare situazioni assurde o più o meno esilaranti.

Iniziamo con il botto con un film del 2011 che mi ha divertita tantissimo, con protagonisti Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis, Parto col folle (in inglese Due Date).

Peter è un archittetto in trasferta ad Atlanta per lavoro. Non appena apprende che la nascita del figlio è imminente, si reca in aeroporto per fare ritorno a casa, a Los Angeles. La sua valigia, per una serie di equivoci, viene però scambiata con quella di un passeggero. L’uomo viene scambiato per terrorista e inserito in una lista no-fly. Senza soldi, né documenti Peter è costretto a viaggiare proprio con la persona che lo ha messo nei guai, Ethan Tremblay, un aspirante attore che tiene le ceneri del proprio padre in una scatola di caffé. Per loro inizierà un viaggio pieno di difficoltà e situazioni esilaranti.

Se siete alla ricerca di un film senza troppo pretese, ma che vi faccia divertire, Parto col folle è la scelta giusta!

Candidato a quattro premi Oscar Little miss sunshine è stato accolto positivamente dalla critica, con ottimi incassi nell’anno di uscita (2006). Un cast stellare in una frizzante commedia on the road.

Olive viene selezionata in un concorso di bellezza per bambine più famoso degli Stati Uniti, Little Miss Sunshine. Lei e la famiglia partono quindi a bordo di un van in un viaggio attraverso il paese.

The fundamentals of caring (altruisti si diventa) è basato sul romanzo di Jonathan Evison, è stato presentanto al Sundace festival nel 2016 e distribuito in seguito su Netflix.

Dopo una tragedia e la separazione dalla moglie, lo scrittore Ben si iscrive a un corso per caregiver e viene affiancato a Trevor, un diciottenne dal carattere difficile, affetto da distrofia muscolare. I due decidono di partire per un viaggio, che riserverà loro non poche sorprese.

Fundamentals7.jpg

Un cast d’eccezione da Tim Allen a John Travolta per una commedia del 2007, Svalvolati on the road.

Quattro amici con vite molto diverse decidono di fuggire dalla routine quotidiana, intraprendendo un viaggio on the road in California, in sella alle proprie motociclette. Non mancheranno strani incontri.

c_54_eventocorrelato_2220_img_articolo

Concludiamo con una commedia disponibile su Netflix a partire dall’11 gennaio, The Last Laugh.

the-last-laugh.jpg

Due anziani, un ex comico e un manager in pensione, si ritrovano cinquant’anni dopo in una casa di riposo. Ben presto decidono di fuggire da quel luogo, per intraprendere un viaggio on the road per un ultimo tour insieme.

E voi quali film on the road mi consigliate?

film

In attesa del remake statunitense, ho visto Quasi Amici ed ecco cosa ne penso

Buongiorno lettori! Come state?

Siccome a breve uscirà nelle sale The Upside, il remake del film francese Quasi amici, ho deciso di recuperare quest’ultimo, che potete trovare tranquillamente su Netflix (con il nome di Intouchables) e ho deciso di parlarvene brevemente. Ecco cosa ne penso!

Philippe è un rampollo di una famiglia nobile, con una figlia e vedovo da poco. In seguito a un incidente di parapendio è rimasto paralizzato dal collo in giù e ha bisogno di continua assistenza per affrontare la vita di tutti i giorni. Durante i colloqui di lavoro per la ricerca di un badante, si presenta a casa di Philippe un immigrato senegalese, Driss. A Driss non interessa il posto di lavoro, vuole soltanto la firma dell’uomo per ottenere il sussidio di disoccupazione. Philippe decide però di assumerlo, nonostante non abbia referenze o esperienza sul campo.

1200x630bbQuello che doveva essere un rapporto di lavoro diventa così un legame molto più profondo, a doppio senso. Sia Philippe che Driss hanno bisogno l’uno dell’altro, bisogno di qualcuno in cui riporre la propria fiducia, qualcuno con cui aprirsi e tornare a vivere. Driss è andato oltre all’apparenza e ha visto in Philippe un uomo. Ed era ciò di cui lui aveva bisogno, dopo essere sempre stato trattato come un disabile fin dall’incidente.

Questo film mi ha stupita più di quanto credessi possibile. Quasi amici non è una commedia divertente, sebbene strappi più di una risata, ma è quel tipo di film che ti fa ridere e piangere allo stesso tempo e che ti porta a riflettere anche quando hai smesso di guardarlo da un pezzo. È un film toccante e che apre le porte alla conoscenza della vita di un disabile e delle difficoltà che deve affrontare. Ma lo fa con un pizzico di ironia e ritraendo un legame straordinario.

Ho amato il personaggio di Driss, che è ben lontano dall’essere perfetto e all’inizio può far storcere il naso. Ma l’umanità che lo contraddistingue finirà per farsi strada nei vostri cuori, come ha fatto in quello di Philippe, che ha visto in lui qualcosa che valeva la pena di esplorare. Oltre alla sceneggiatura davvero ben scritta, il film è retto dalle riuscitissime performance degli attori principali François Cluzet e Omar Sy, che con simpatia e commozione hanno dato vita a un film che è impossibile non amare.

Se non avete Netflix potete recuperarlo in DVD o Bluray a poco più di 8€.

Se volete approfondire la storia vera da cui è stato tratto il film potete acquistare il libro scritto da Philippe qui.

51f+A-SwakL._SX323_BO1,204,203,200_.jpgRampollo di nobile famiglia, ricco, colto, affascinante e amante delle cose belle e raffinate, Philippe è paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente di parapendio. Non è la prima tremenda prova a cui la vita lo ha sottoposto: ha perso da poco la sua splendida e amatissima moglie, affetta da una rara forma tumorale. Philippe combatte coraggiosamente e ostinatamente con il proprio corpo, con il ricordo straziante di lei e con l’idea di essere un uomo inutile, finito, e per farlo usa tutti gli strumenti possibili, dall’impegno sociale all’attaccamento ai piaceri della vita. In questa sua battaglia ha un’arma speciale: il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera, che entra un giorno nella sua vita “ingessata” con l’energia di un tornado e diventa immediatamente il suo “diavolo custode”. Il loro rapporto di dipendenza reciproca e lo scontro ravvicinatissimo e spesso spericolato tra le loro culture si trasforma presto in un legame solido e nello stesso tempo turbolento, punteggiato da episodi irresistibilmente comici e autenticamente commoventi.

film

Sequel, reboot e remake in uscita nel 2019 [FILM]

Sequel, reboot e remake sembra essere la moda dell’anno appena trascorso, ma la voglia di riprendere “vecchi prodotti” non sembra essere passata e anche il 2019 rispolvererà alcuni tra i film o serie tv più di successo degli ultimi decenni. Scopriamo insieme quali!

L’articolo sarà diviso in due parti, in questa mi focalizzerò sui film e nel prossimo sulle serie tv.

Downton Abbey è una della serie tv storiche più apprezzate di sempre, trasmessa dal 2010 al 2015, per un totale di 52 episodi. Nel 2016 è stato annunciato il film, che uscirà il 13 settembre nella sale inglesi e il 20 settembre in quelle statunitensi. L’intero cast (o quasi) tornerà a vestire i panni della famiglia Crawley e della servitù, nella magnifica residenza fittizia di Downton Abbey.

 

 

 

 

 

Rircordate la commedia con Mel Gibson e Helen Hunt What Woman Want? Mel vestiva i panni di Nick, un pubblicitario donnaiolo che in seguito a un incidente domestico iniziava a sentire i pensieri delle donne. What men want è il remake femminile del film del 2000, con la protagonista di Empire Taraji P. Henson

 

 

 

Anche la Disney ha rilasciato alcune novità molto interessanti, tra cui il Live Action de Il Re Leone, in uscita il 29 luglio 2019; Dumbo, in arrivo il 29 marzo e Aladdin con protagonista Will Smith, in uscita il 24 maggio.

el_rey_leoxn.jpg

Il film francese Quasi Amici ha ottenuto un grandissimo successo al botteghino nell’anno di uscita e ora è arrivato negli Stati Uniti, in un remake con protagonisti Bryan Cranston e Kevin Hart: The Upside.

Trovate la versione originale su Netlix.

untitledbryancranstonfilm_03-h_2017.jpg

Men in black approderà nelle sale con il quarto capitolo, che si chiamerà Men in Black: International. Questa volta il film non vedrà più protagonisti Will Smith e Tommy Lee Jones, ma sarà uno spin-off con un nuovo cast, formato da Tessa Thompson e Chris Hemsworth nei panni dei protagonisti.

a-men-in-black-4-brief-first-synopsis.jpg

Anche Jumanji torna per un terzo sequel, che uscirà alla fine del 2019. Il film con Dwayne Johnson e Kevin Hart sarà il sequel del remake del classico con Robin Williams, uscito nel 1995. Jumanji – Benvenuti nella giungla ha incassato quasi un miliardo di dollari al botteghino (nel mondo).

jumanji-welcome-to-the-jungle-cast.jpg

Tra i fumetti, oltre alle varie attesissime uscite della Marvel, nel 2019 arriverà Hellboy, reboot dei precedenti film di Guillermo del Toro, tratti dai fumetti omonimi.

 

E voi quale film siete curiosi di vedere? Vi aspetto nei commenti!

 

film

Ho visto Aquaman ed ecco cosa ne penso!

Inizialmente non avevo intenzione di recensire Aquaman, principalmente perché è uscito da un po’ e molti di voi lo hanno già visto, ma alla fine avevo troppe cose da dire e quindi eccomi qui!

Ero stata avvisata che Aquaman è un film trash, pertanto le mie aspettative non erano molto alte. Ma fin dai primi minuti mi sono resa conto quanto quella descrizione corrispondesse alla realtà. Ma partiamo con ordine…

Arthur è nato dall’amore di Tom, un guardiano del faro e Atlanna, Regina di Atlantide. La madre, fuggita dai doveri che la aspettavano ad Atlantide per vivere sulla terra ferma, è costretta a tornare a casa, dove viene giustiziata. Tom cresce in superficie, imparando a controllare i propri poteri, aiutato dal consigliere del Re e usando la propria forza per contrastare i pericoli del mare.

Quando la minaccia di una guerra tra umani e atlantidei incombe sempre di più, Arthur è costretto a raggiungere il popolo subacqueo e rivendicare il proprio diritto al trono. Ma il suo fratellastro Orm non ha alcuna intenzione di cederlo così facilmente. Arthur, aiutato da Mera, la figlia del Re, parte quindi alla ricerca del tridente perduto di Atlan, che lo aiuterà ad acquistare credibilità e impedire la guerra.

Jason Momoa, nel ruolo di Arthur, è nel suo elemento. Di recente in una recensione ho letto che è come se interpretasse se stesso, e non potrei essere più d’accordo.

Il problema più grande di Aquaman non è quindi il protagonista, ma gli effetti speciali, per niente degni di un film di questo tipo. Neppure il cast stellare con nomi come Nicole Kidman e Willem Dafoe riescono a distogliere l’attenzione dagli orribili sfondi in schermo verde. Inizialmente ho pensato fosse un problema di scarso budget, ma con 200 milioni di dollari sono convinta che qualcosa di banale come un tramonto possa essere reso un pochino realistico. Non mi sembra di chiedere tanto!

Aquaman è ben lontano dal franchise Marvel. Per farvi un esempio Thor: Ragnarok aveva un budget di 180 milioni (20 in meno di Aquaman) eppure gli effetti speciali erano su un altro livello. C’è da dire che gran parte del film è ambientato sott’acqua e realizzare un progetto simile non deve essere stato semplice. Però ci sono alcuni dettagli troppo trascurati, come il sopracitato sfondo del tramonto o per chi ha già visto il film, la scena ambientata nel deserto del Sahara. Anche alcuni dei costumi, a mio parere, sono troppo eccentrici e il risultato è carnevalesco. (come i capelli di Mera che sono palesemente una parrucca!)

Effetti speciali a parte, il film è coinvolgente e costruito in maniera tale che mantiene l’attenzione dello spettatore sempre alta. Accadono però troppi avvenimenti, tant’è che la ricerca del tridente perduto sembra quasi una caccia al tesoro in stile Indiana Jones.

Molto riuscito è il “cattivo” Orm, fratellastro di Aquaman e interpretato da Patrick Wilson. L’attore è riuscito a spiccare tra i suoi colleghi, dando vita a un personaggio dalle molteplici sfumature. La vera Regina è però Nicole Kidman, la cui presenza, seppur breve, è uno dei momenti migliori dell’intero film.

Nonostante due ore e dieci minuti di pellicola, Aquaman non stanca, ma riesce a intrattenere fino alla fine e anche a strappare più di una risata. Se volete staccare la spina e rilassarvi per qualche ora, questo film è la scelta perfetta!

E voi lo avete visto? Vi aspetto nei commenti!