Curiosità, game of thrones

Game of Thrones: Il vallo di Adriano che ispirò La barriera

Qualche tempo fa vi avevo parlato degli eventi storici che hanno ispirato George R.RMartin nella stesura delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, in modo particolare della guerra delle due rose e della vera storia che ispirò le nozze rosse. Oggi ci soffermiamo invece su Il vallo di Adriano, da cui lo scrittore ha preso spunto per l’invenzione della barriera durante un viaggio in questo luogo.

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Il vallo di Adriano era un’imponente fortificazione in pietra (parte dei resti sono ancora visibili oggi) voluta dall’imperatore romano Adriano nel II secolo d.C. Aveva la funzione di segnare il confine che divideva la Britannia, sotto il controllo romano, dalla Caledonia, occupata dai Pitti.
L’intenzione era quella di fermare le incursioni dei Pitti da Nord, ma anche di mostrare l’imponenza dell’Impero Romano.

Oggi del Vallo di Adriano rimane ben poco, ma com’era al tempo dell’impero romano?
Immaginate un imponente muro alto circa 5 metri e largo tra i 2,5 e i 3 metri, con ben 80 fortini nei pressi delle porte, una ogni miglio romano. Tra ogni fortino vi erano oltre due torrette, utilizzate come punto di osservazione, e lungo tutto il muro un numero di forti ausiliari compresi tra 17 e 19. Si pensa che l’intero vallo impiegasse circa 9000 uomini, lungo i suoi 117 chilometri di lunghezza.

La Barriera di George R.R Martin è però molto più imponente di quella voluta da Adriano. Si estende infatti per 480 chilometri, arrivando a un’altezza compresa fra i 210 e i 270 metri di altezza, ed è costituita da blocchi di ghiaccio che arrivano a dieci metri di larghezza nella parte superiore. Lungo tutto il muro vi sono 19 castelli, dei quali però solo una parte è presidiata.

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“Era alta duecentocinquanta metri, il triplo del più alto dei castelli che proteggeva. Benjen Stark aveva detto che la sua sommità era larga abbastanza da permettere il passaggio di dodici uomini a cavallo, in armatura pesante e affiancati. Mastodontiche catapulte e ciclopiche gru di legno parevano montare di sentinella su di essa, simili a vestigia scheletriche di uccelli leggendari. E tra quegli scheletri, piccoli come formiche, camminavano gli uomini in nero.”

Il Vallo di Adriano nel corso degli anni fu più volte ristrutturato in seguito agli attacchi provenienti dal nord, per poi finire in disuso con la caduta dell’impero romano. Parte delle pietre usate per costruirlo furono riutilizzate per la costruzione di abitazioni nella zona.
Oggi il sito è partimonio dell’UNESCO.

Se volete approfondire la storia del Vallo di Adriano qui trovate alcune letture. Non dimenticate di lasciarmi un commento con le vostre impressioni!

[Per la stesura di questo articolo ho consultato il sito English Heritage e Il trono di spade wikia per le info dettagliate sulla barriera.]

Sezione Viaggi

Sulle orme di Beatrix Potter: in viaggio nel Lake District

Oggi torno con un nuovo appuntamento della rubrica “Sezione Viaggi”. Questa rubrica ha lo scopo di fornire degli spunti interessanti per l’organizzazione di un tour sulle orme dei vostri scrittori preferiti e scoprire i luoghi in cui hanno vissuto e preso ispirazione per scrivere le proprie opere.

Oggi viaggeremo in Inghilterra e più precisamente nella zona del Lake District, dove visse la scrittrice e illustratrice inglese Beatrix Potter, conosciuta principalmente per le storie di Peter il Coniglio.

Beatrix Potter si impegnò a salvaguardare l’ambiente naturale dei terreni di sua proprietà, che alla sua morte furono affidati al National Trust e oggi costituiscono una grande parte dell’area naturale protetta del Lake Distict.

Hill Top è stata la casa delle vacanze di Beatrix dal 1906 ed è visitabile anche all’interno.

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A Hawkshead si trova invece la Beatrix Potter Galleryche ospita una vasta raccolta dei lavori della scrittrice (libri, acquerelli e statuine dei personaggi).

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Yew Tree Farm a Coniston era una delle proprietà di Beatrix Potter, acquistata nel 1930. E’ comparsa anche nel film Miss Potter, dove la scrittrice è stata interpretata dall’attrice Renée Zellweger. Oggi è stata trasformata in un Bed and Breakfast, dove è possibile soggiornare immersi nel verde e gustare i prodotti della fattoria.

Inoltre, non potete farvi mancare un viaggio sul treno a vapore che collega Settle a Carlisle, che percorrendo 70 miglia, attraversa i luoghi più suggestivi dell’Inghilterra.

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In alternativa potete godervi una bella crociera sul lago Coniston, a bordo di un battello a vapore tradizionale.

A Lindeth Howe trovate la casa dove Beatrix Potter visse dal 1911 al 1913 e che successivamente donò alla madre. Si affaccia sul lago Windermere e oggi è un hotel.

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L’ultima tappa è the World of Beatrix Potter Attraction a Bowness, un luogo magico dove sono stati ricreati i personaggi delle illustrazioni della scrittrice, da Peter Rabbit a Jeremy Fisher. Vi è inoltre un piccolo giardino da scoprire e un negozio di souvenir, dove acquistare un ricordino a tema.

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Spero che questo breve viaggio nel Lake District vi sia piaciuto, non dimenticate di lasciarmi un commento!

Il Lettore Curioso consiglia…Il mondo di Beatrix Potter, la raccolta di tutte le storie di Peter il Coniglio e le filastrocche di Beatrix Potter.

[Foto Credits Visit Cumbria]

Curiosità

Traduzioni errate: quando una cattiva traduzione distrugge un buon libro

La traduzione di un testo è un lavoro minuzioso, che richiede una grande capacità e non può essere fatto da chiunque. Spesso il traduttore si trova a far fronte a modi di dire o a nomi propri tipici della lingua originale e deve scegliere la forma più corretta di traduzione. Altre volte può capitare che il testo tradotto ottenga un successo planetario e minimi errori, che solitamente passerebbero inosservati, vengano posti sotto la lente d’ingrandimento.

I fan di Harry Potter ricorderanno senz’altro il grave errore, poi corretto nella nuova traduzione, dei termini  Half Blood e Mud Blood. Nella prima edizione, infatti, sono entrambi stati tradotti con il termine mezzosangue. Nella nuova edizione sono stati corretti, diventando rispettivamente mezzosangue e sangue sporco/marcio. Un’altro grave strafalcione è l’errata traduzione di locket, diventato lucchetto invece di medaglione. Passato inosservato in un primo momento, con il proseguire della storia l’errore diventa evidente (I fan più accaniti sapranno a cosa mi riferisco!).

Anche Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, l’ imponente saga di George R.R Martin, presenta alcuni errori. Nel primo volume viene ritrovato il cadavere di un meta-lupo, la cui morte sembra causata dalla punta di un rostro di unicorno. Il termine “antler” è stato reso erroneamente. La corretta trasposizione è cervo,  l’animale è infatti, come si scopre proseguendo la storia, è il simbolo della Casa Baratheon.

Pare che addirittura Cenerentola presenti un errore, le scarpette di cristallo della fanciulla nelle edizioni straniere sono infatti di vetro. Ma si pensa che la svista sia ancora più remota e che il materiale calzato da Cenerentola fosse la pelliccia di scoiattolo (vair in francese ~ tradotto erroneamente verre / vetro)

Può anche capitare, soprattutto con i classici della letteratura, che lo stesso libro presenti errori in un’edizione, mentre in un’altra risulti perfetto. Questo accade perché un testo può essere commerciato da diverse case editrici e quindi tradotto da persone differenti, più o meno competenti.

Una traduzione pessima può distruggere un libro, così come un piccolo errore può creare un fraintendimento.

“111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo”, raccoglie gli strafalcioni di traduzione più famosi, dalla Bibbia al sopracitato Harry Potter. In questo volume scopriamo quindi, che Giuseppe non era realmente un falegname o che Eva non è nata da una costola di Adamo.

“Tutti sanno che cos’è un errore di traduzione. Pochi però sono consapevoli del fatto che un errore di traduzione non è sempre una banale svista. In alcuni casi, le conseguenze possono essere serie e cambiare addirittura la storia dell’umanità. Facendo leva su una indagine accurata, il libro propone una raccolta di sviste traduttive che hanno avuto un impatto insospettabile, orientando credenze, aspettative e psicologie di vita. Ma anche condizionando vicende personali e collettive. Non semplici errori che interessano gli addetti ai lavori, ma piccole, spesso inavvertite, rivoluzioni culturali dagli effetti devastanti.”

Vi è mai capitato di trovare gravi errori di traduzione? Fatemi sapere nei commenti!

Curiosità

6 librerie e biblioteche dal fascino antico 

Buongiorno cari lettori, come state?
In questa situazione di incertezza che coinvolge tutto il mondo, non possiamo sapere quando torneremo a viaggiare come prima.
Ci sono tantissimi posti che meritano una vista, tra cui meravigliose biblioteche e librerie dal fascino antico, con libri che aspettano di essere visti e sfogliati.
Perciò prendere carta e penna e iniziate a creare la vostra travel wish list personale!

Chi mi segue sulla mia pagina facebook Il Lettore Curioso, sa che molto spesso pubblico le foto di alcune delle librerie più belle nel mondo. Ho raggruppato in questo articolo alcuni dei luoghi che vorrei visitare in futuro

[Foto BoredPanda]

La Libreria El Ateneo Grand Splendid a Buenos Aires è situata in un maestoso teatro del 1919. Negli anni ha ospitato personalità molto influenti ed è diventato uno dei luoghi più importanti della città. Nel 2000 è stato poi convertito in una libreria, che ad oggi offre ben 120mila volumi differenti. Ai clienti viene inoltre data la possibilità di leggere i libri comodamente seduti in una delle tante poltrone, senza obbligo di acquisto!

La Morgan Library and Museum di New York è nata dalla collezione privata del banchiere John Pierpont Morgan, ospita libri e manoscritti estremamente rari e di valore. Tra i tanti, troviamo tre copie della Bibbia di Gutenberg, il manoscritto di Canto di Natale di Dickens, i disegni originali de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry e di diari e le lettere personali di Jane Austen

Si trova a Maastricht in Olanda, la Boekhandel Dominicanen, una libreria situata all’interno di quella che una volta era una chiesa domenicana. La libreria, costruita 700 anni fa, organizza oltre 140 eventi l’anno e ospita una caffetteria al suo interno.

[Foto VVV]

Il Nomad Hotel a New York, ospita una biblioteca disposta su due livelli collegati da una maestosa scala importata dal sud della Francia. La libreria, con migliaia di volumi è anche un bar dove è possibile gustarsi un cocktail e leggere un bel libro. 

La Trinity College Library di Dublino é la piú grande biblioteca d’Irlanda. L’ edificio è stato progettato da Thomas de Burgh e costruito tra il 1712 e il 1733. La Long Room, lunga 64 metri, é la stanza piú suggestiva e contiene più di 200 mila libri e manoscritti. Da non perdere il Book of Kells, datato 800 d.c, é un codice miniato medioevale contenente i Quattro Vangeli in latino di estremo valore e bellezza.

Considerata una delle librerie più belle al mondo, Lello & Irmão a Porto, è un suggestivo luogo di ritrovo per appassionati di libri ma anche di architettura. L’edificio del 1879, infatti è un mix di stili differenti, tra cui il neo-gotico e il liberty. La maestosa scala, ispirata alla Gallerie Lafayette di Parigi è l’attrativa principale. 

Lello è conosciuta al grande pubblico per essere stata d’ispirazione a J.K Rowling per il romanzo di Harry Potter. Infatti, in occasione dell’uscita di Harry Potter e la maledizione dell’erede, ha ospitato un grande evento dedicato al maghetto più famoso del mondo.

[Foto Local Porto]

Vedi anche:

Dal libro al film, jane austen

Tutti i film e serie tv tratti dai libri di Jane Austen

Ciao a tutti! Come ormai avrete capito ho una certa predilizione per l’universo Austeniano, ed è proprio di questa scrittrice che vi parlerò nell’appuntamento di oggi della rubrica Dal libro al film.

I libri di Jane Austen sono diventati dei classici della letteratura inglese e negli anni hanno datto vita a diversi film e serie tv. Scopriamoli insieme!

Non potevo che iniziare da uno dei miei romanzi preferiti, che si da il caso anche essere il più conosciuto della scrittrice, Orgoglio e Pregiudizio. Mr Darcy è diventato l’uomo ideale per generazioni di persone, che si sono innamorate del suo carattere all’apparenza burbero e scontroso, ma che si rivela in seguito generoso e onesto. E se il bel Fitzwilliam viene poi interpretato da Colin Firth o da Matthew Mcfayden, non possiamo che esserne ancor più conquistati!

I due adattamenti più famosi sono la serie tv della BBC con Colin Firth in 6 puntate e il film del 2005 con Keira Knightley e Matthew Mcfayden. Se volete approfondire la serie tv, vi lascio al blog parolepelate che ha pubblicato una recensione molto interessante. Il mio preferito – nonostante adori Colin Firth –  è quello del 2005, l’ho trovato perfetto sotto ogni punto di vista e ho apprezzato la fedeltà con il libro. Entrambi gli adattamenti hanno avuto un grande successo di pubblico e critica.

“Se i vostri sentimenti sono gli stessi di aprile, ditelo ora. Il mio affetto e i miei desideri sono immutati, ma una vostra parola mi farà tacere per sempre. Se invece i vostri sentimenti fossero cambiati, devo dirvelo: mi avete stregato anima e corpo e vi amo… vi amo… vi amo. E d’ora in poi non voglio più separarmi da voi. (Mr. Darcy dal film del 2005)”

Di Emma vi segnalo invece il più famoso film del 1996 con Gwyneth Paltrow e la serie tv del 2009. Nel 2020 è uscito un nuovo adattamento diretto da Autumn de Wilde.

La serie tv della BBC è suddivisa in 4 puntate e vede tra i protagonisti Romola Garai, che ha ottenuto una nomination ai golden globe per il ruolo, e Jonny Lee Miller (Elementary).

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Il film del 1996 doveva inizialmente avere un’ ambientazione moderna, ma l’idea fu rivalutata, in quanto all’epoca era già in cantiere un altro film simile (Ragazze a Beverly Hills). Ha vinto due oscar per la miglior colonna sonora e i migliori costumi.  Dello stesso anno è il film con Kate Beckinsale nel ruolo della protagonista (Serendipity).

Nel 1995 è uscito Ragione e Sentimento, film che ha ottenuto numerose nomitation agli Oscar e ai Golden Globe e vede nel cast attori di spicco (Alan Rickman, Kate Winslet, Emma Thompson). Tra gli adattamenti televisivi, il più recente risale al 2008.

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Esistono poi numerosi film e serie tv dei romanzi Persuasione, Mansfield Park e L’abbazia di Northanger. Il più celebre di quest’ultimo è l’adattamento del 2007 con Felicity Jones.

Non solo i romanzi di Jane Austen sono stati adattati in pellicole, anche l’autrice stessa è stata fonte d’ispirazione per film come Becoming Jane, che illustra in versione romanzata, la vita della scrittrice e il suo rapporto con Thomas Lefroy o l’adattamento per la televisione del 2008 Miss Austen Regrets.

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[Anne Hathaway e James McAvoy in Becoming Jane]

Più recente e tratto dal libro Austenland è invece Alla ricerca di Jane, una commedia dove la protagonista, una newyorchese ossessionata dai libri di Jane Austen, acquista un viaggio nella campagna inglese in un resort a tema.

Negli anni sono stati realizzati diversi film che si ispirano ai libri della Austen o riprendono i suoi personaggi nei dialoghi o nel titolo. Ne sono un esempio Matrimoni e Pregiudizi, Il diario di Bridget Jones e il sopracitato Ragazze a Beverly Hills.

Qual è il vostro preferito? Fatemi sapere nei commenti!

*Se invece non avete mai letto i romanzi della scrittrice e volete iniziare, vi propongo questo volume che li unisce tutti!

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Jane Austen – Tutti i romanzi

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I libri ispirati al classico di Jane Austen “Orgoglio e pregiudizio”

Oggi voglio riprendere un post che avevo già pubblicato e che ho pensato di riproporvi. Come vi ho già raccontato in altre occasioni, uno dei libri che mi è rimasto nel cuore è Orgoglio e pregiudizio. Oggi voglio parlarvi di alcuni autori che si sono ispirati all’opera di Jane Austen, che l’hanno rivisitata o scritto un sequel. Ne conoscete qualcuno? Fatemi sapere nei commenti!

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RIVISITAZIONI

Negli ultimi anni sono uscite diverse rivisitazioni della famosa opera della Austen. Tra quelle che hanno fatto più scalpore è doveroso citare Orgoglio, Pregiudizio e Zombie. Personalmente non ho letto il libro, ma mi è capitato di vedere il film e devo dire che non mi è affatto piaciuto! Come dice il titolo stesso, in questo romanzo il classico della Austen si unisce al horror con gli zombie.

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Ne Il diario di Mr Darcy si ricalca invece un’atmosfera più tradizionale, con un libro scritto dal punto di vista di Mr Darcy, attraverso la forma del diario, che contiene i pensieri più intimi dell’uomo. Ancora una volta l’enigmatico gentiluomo è il protagonista della trilogia Per orgoglio o per amore di Pamela Aidan.

La scelta di un’ambientazione più moderna si trova invece nel romanzo di una scrittrice italiana, Tra Orgoglio e pregiudizio. Un’altra rivisitazione moderna è Il diario segreto di Lizzie Bennet, che si ispira a sua volta a una web series uscita cinque anni fa su youtube, The Lizzie Bennet Diaries. Il format ha anche vinto un Emmy award, assegnato per la prima volta a una serie televisiva realizzata su youtube.

La studentessa ventiquattrenne Lizzie Bennet è afflitta dai debiti delle spese universitarie e vive ancora con le sue due sorelle, la bellissima Jane e l’avventurosa Lydia. Quando inizia a registrare le sue riflessioni sulla vita per la sua tesi e le pubblica su Youtube, non immagina che The Lizzie Bennet Diaries prenda presto una vita loro, trasformando in un batter d’occhio le sorelle Bennet in celebrità della rete.
Quando il ricco e attraente Bing Lee arriva in città con il suo riservato amico William Darcy, le cose iniziano a farsi davvero interessanti per i Bennet, e per i loro fan…

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Un retelling davvero particolare è Longbourn House, che immagina Orgoglio e Pregiudizio dal punto di vista della servitù della famiglia Bennet, con protagonista Sarah, una domestica al loro servizio.

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Molti autori e autrici hanno immaginato un seguito alla storia d’amore per Darcy ed Elizabeth, o persino per i membri della sua famiglia.

Nella serie di libri gialli Un’indagine di Mr & Mrs Darcy, la scrittrice Carrie Bebris immagina i due sposini nelle vesti di detective. L’autrice ha esordito nel 2004 con Orgoglio e preveggenza o una verità universalmente riconosciuta e al momento ha pubblicato sei romanzi.

Protagoniste di Morte a Pemberly e L’indipendenza della signorina Bennet sono invece rispettivamente Lydia in un romanzo dalle tinte gialle, e Mary Bennet in un libro che immagina la sua vita dopo la scomparsa della madre.

LIBRI ISPIRATI A JANE AUSTEN

Numerose sono le letture che omaggiano i libri di Jane Austen, con protagoniste fissate con le sue opere o che vorrebbero ritrovarsi nei panni di Elizabeth Bennet. È il caso di Tutta colpa di Mr Darcy (di cui vi ho parlato qui), nel quale la protagonista vive il sogno austeniano trascorrendo una vacanza in un luogo che ricrea il suo libro preferito. La stessa ammirazione per i libri della scrittrice si ritrovano in Shopping con Jane Austen. In questo romanzo la protagonista, dopo essersi addormentata leggendo Orgoglio e Pregiudizio si risveglia nel diciannovesimo secolo.

“[…] A dispetto di ogni spiegazione logica, Courtney non solo è intrappolata nella vita di un’altra donna, ma è costretta a fingere di essere davvero lei, e a fare i conti con una realtà ben diversa da quella cui è abituata. Neppure il folle amore per Jane Austen l’ha preparata ai vasi da notte e alle luride locande dell’Inghilterra del Diciannovesimo secolo, per non parlare della realtà di essere una single alle prese con accompagnatori soffocanti, seduttori sprovvisti di preservativo e commenti malevoli sulla sua condizione di zitella.”

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La scrittrice ha scritto anche un secondo libro, In viaggio con Jane Austen, nel quale è una ragazza dell’Ottocento a svegliarsi nel ventunesimo secolo.

[…] Jane non sta affatto sognando, ma si trova intrappolata nei panni di Courtney, alle prese con una vita caotica, nella ancor più caotica Los Angeles del Ventunesimo secolo. Un universo strabiliante in cui le signore pranzano in locande pubbliche senza accompagnatori e i protagonisti del suo romanzo preferito, “Orgoglio e pregiudizio”, si agitano senza sosta dentro una scatola luminosa.

E voi conoscete qualcuno di questi titoli? Se volete leggere altri articoli ispirati a Jane Austen potete trovarli qui sotto:

La segnalazione del mese

Essi vennero di Raffaele Fiorillo [Segnalazione]

Titolo del libro: Essi vennero
Autore: Raffaele Fiorillo
Casa editrice: autopubblicato in esclusiva su Amazon
Genere: fantascienza apocalittica
Prezzo: ebook 2,99 euro e cartaceo 7,99 euro
Pagine: 116

Essi vennero di Raffaele Fiorillo

SINOSSI

La storia comincia in un futuro non molto lontano: è l’anno 2043 e Giulia, giovane ragazza napoletana, sfugge alla prigonia degli alieni per ritrovarsi nella sua città, Napoli, totalmente disorientata dalla distruzione e del caos che regna sovrana.
Il pianeta Terra è stato invaso circa un anno prima da una razza aliena belligerante conosciuta come “Grigi” e la ragazza si ritroverà suo malgrado a vagare per la città fino a incontare un uomo di nome Giovanni che la accoglierà nel suo gruppo di sopravvissuti che vive sottoterra sfruttando le linee della metropolitana. La storia si snoda poi in vari punti temporali, spostandosi in altre città d’Italia come Milano e Taranto fino a ritornare a Napoli dove la ragazza nasconde incosapevolmente un grosso segreto che porterà i sopravvissuti a dover reinventare nuovamente se stessi.

L’AUTORE

Aspirante scrittore classe 1989, nato e cresciuto in provicia di Napoli all’ombra del Vesuvio dove attualmente risiedo. Vorace lettore, appassionato di libri, fumetti, cinema, teatro, videogiochi. Mi nutro ogni giorno di pizza e caffè espresso.
Ho sempre scritto per me stesso, negli anni poi ho seminato qualche racconto breve su riviste online e in altri luoghi dell’Internet fino a decidere di voler provare a scrivere un libro per farmi leggere anche da altre persone.
“Essi vennero” è il mio romanzo d’esordio e non ho assolutamente intenzione di fermarmi.

Potete acquistare il romanzo su amazon in versione ebook o cartacea. Lo trovate anche su Kindle Unlimited.

Interviste e Blog Tour

Le convergenze dei microcosmi paralleli: intervista all’autrice

Buon primo maggio cari lettori! Come state?
Oggi voglio parlarvi di un libro che vi ho segnalato qualche tempo fa, Le convergenze dei microcosmi paralleli.
Per l’occasione ho intervistato l’autrice Elena Nittoli, che mi ha svelato alcune curiosità sul suo libro.

Ciao Elena, presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi sei e che cosa fai nella vita? 

Sono un avvocato. Prima ero un difensore tipo Anna, la protagonista del mio romanzo. Ora invece svolgo l’incarico di vice procuratore onorario e quindi le funzioni di pubblico ministero in aula, come avvocato dell’accusa. Un po’ alla «Law and Order» (almeno, così mi piace pensare). 

Le convergenze dei microcosmi paralleli è il tuo nuovo libro edito Ciesse edizioni. Com’è nato il romanzo e di che cosa parla?

È la mia opera prima. Nasce dalla voglia di raccontare un tema vecchio in modo nuovo. 

Il libro racconta le esperienze di un avvocato in modo difforme dai canoni del romanzo di genere: il personaggio principale è assai lontano dalla figura del «poliziotto mancato» sempre alla ricerca di un assassino nell’intento di scagionare il suo cliente che, come al solito, è innocente. 

La mia Anna conosce le implicazioni reali derivanti dall’indossare una toga al giorno d’oggi, ancor più se si è donne come lei, e in un momento di crisi economica e sociale come quella attuale. Il suo mondo esprime un vissuto quotidiano, parla di esperienze di gente comune, di professionisti alle prese con le vere dinamiche di un tribunale. 
Anna è una ragazza come tante, è giovane e inesperta e ha problemi normali, come aspettare la telefonata dal tizio con cui è appena uscita o incassare la parcella dai clienti, far quadrare i conti per concedersi qualche griffe troppo costosa e rendersi però anche credibile con la sua preparazione agli occhi di giudici e colleghi. E ha lo stesso una vita professionale interessante, che la pone in contatto con tante varianti del genere umano, nel vivo di vicende intime e personali e di esperienze toccanti.

Ho sdoganato perciò la sua storia dalle false premesse di certi stereotipi perché penso che possa rivestire una sua dignità letteraria autonoma e meriti di essere raccontata senza infingimenti. 

Quanto c’è della tua esperienza lavorativa e umana nelle pagine del libro?

Il libro nasce proprio dalla voglia di raccontare una parte della mia vita e i rapporti con le persone che in quel periodo mi hanno accompagnato nel mio percorso; nasce dall’esigenza di analizzare, attraverso un’introspezione narrativa, l’impatto e l’incidenza che quelle esperienze hanno avuto nel mio processo di maturazione come persona e come professionista. 

Pensi ci sia una percezione sbagliata (pregiudizi, ignoranza…) nei confronti del tuo ambito lavorativo?

Come pubblico ministero d’udienza non avverto oggi un pregiudizio come quello che avvertivo invece, prima, da difensore. Magari perché ora svolgo una funzione pubblica e questo, forse, mi salvaguarda un po’ ma, soprattutto, perché mi sento libera dai condizionamenti dell’essere comunque una parte processuale. 

Un difensore, invece, è più vincolato in questo aspetto. E, in effetti, mi è capitato in passato di scontrarmi con il pregiudizio per il fatto stesso di rappresentare persone non sempre innocenti. Sono, in fondo, i preconcetti insiti nei cliché di cui parlavo prima: sembra quasi che un avvocato non possa difendere i colpevoli per meritare di essere un protagonista positivo, nella vita come in un romanzo. Ecco, perciò, da cosa potrebbe nascere l’esigenza di redenzione letteraria che spesso altera l’identità effettiva del personaggio- avvocato in un libro: dal preconcetto. 

Facciamo un gioco: prova a descrivere tre personaggi del tuo libro con tre aggettivi ciascuno!

Scelgo il nucleo «familiare» della storia e, quindi, 

  1. Anna: decisa, scontrosa e ironica. 
  2. Emma: curiosa, intuitiva e accomodante. 
  3. Carla: egoista, invadente e attaccabrighe. 

Al momento stai lavorando a qualche progetto futuro? Se sì, di che cosa si tratta?

Sto lavorando al secondo romanzo della serie. L’idea nasce già in sé con una connotazione seriale, perché la storia è quella di un percorso di vita e di maturazione della protagonista attraverso le sue esperienze umane e professionali nel corso di alcuni anni. 

Quindi preparatevi già alle nuove storie di Anna, alle prese con le difficoltà lavorative e con quelle ambientali nella convivenza con le due amiche; ma anche a tanti nuovi colpi di scena e processi traumatici di rottura nella sua vita. Grazie ai quali si compirà forse quel processo di crescita indispensabile per diventare una donna adulta. 

Stiamo vivendo un momento difficile, che rimarrà nella storia, non solo del nostro paese ma di tutto il mondo. Come stai vivendo questo periodo? Ti stai dedicando alla scrittura o trovi difficile focalizzarti sulle tue passioni?

Lo sto vivendo come un’opportunità, pur nelle difficoltà derivanti dalla paura nel presente e dall’incertezza sul futuro, nonostante il carico di dolore che ci circonda e la preoccupazione che ci attanaglia ogni giorno (talvolta anche di notte, purtroppo). 

Riesco comunque a cogliere un’opportunità in tutto questo. Per vivere in pace i momenti di intimità con i miei pensieri, con le mie passioni troppo spesso trascurate. Per imparare a gestire la mia giornata riassaporando il piacere di ciò che più mi piace, reinventando il mio tempo. Un’occasione di riflessione sul ribaltamento dell’ordine di priorità e di necessità che finora ci ha così condizionato. 

Quindi sì, lo sto vivendo anche, e soprattutto, come un momento per dedicarmi alla principale delle mie passioni: scrivere. Il secondo romanzo di Anna ha preso vita proprio in questi strani giorni che noi ricorderemo per sempre. 


[L’intervista uscirà anche sulla rivista online Viaggi fra le pagine. Il terzo numero sarà disponibile gratuitamente il 3 maggio in una nuove veste grafica.]

Questo mese il numero della nostra rivista parla dell’importanza della libertà di stampa e di come questa abbia influenzato la cultura. In uno degli articoli si è parlato della necessità di portare, soprattutto online, più contenuti di qualità. Pensi che questa affermazione sia applicabile anche ai libri o ritieni che l’editoria dovrebbe essere aperta a tutti? (Ad esempio con il self publishing)

La qualità rappresenta a mio giudizio un parametro imprescindibile in ogni ambito e senza alcun filtro selettivo non esiste un criterio premiale che tuteli il valore. D’altra parte, però, mi chiedo se gli attuali parametri che ci vengono imposti dalla società corrispondano a criteri selettivi davvero meritocratici: veniamo ogni giorno selezionati e valutati per accedere a un lavoro o per esprimere in mille altri modi il nostro talento, ma sempre secondo i criteri dettati dall’establishment. Sono sul serio dei parametri validi? 

Venendo nello specifico al mondo dell’editoria, mi sembra che non ci sia in giro tanta voglia di setacciare nuovi talenti, di scoprirli, di coltivarli. Spesso le scelte di tante case editrici importanti sembrano improntate a criteri commerciali, piuttosto che a parametri artistici e innovativi. 

Per quanto mi riguarda, so di avere potuto cogliere una grande chance dalla Ciesse Edizioni che ha creduto in me, dandomi – oltre che il modo di presentarmi al pubblico – la possibilità di crescere, di affinarmi in un percorso mirato per presentare un progetto che esprimesse non solo il mio messaggio artistico ma che rispettasse anche, in modo imprescindibile, degli standard di qualità. 

Al di fuori di queste realtà, però, mi sembra non esistano molte altre strade accessibili ai talenti ancora inespressi. Ecco perché la self publishing, allora, non sarà magari la risposta giusta, ma di certo è la domanda. Quella per cui l’editoria tradizionale e mastodontica dovrebbe forse interrogarsi meglio sulle proprie responsabilità. 

Potete acquistare il libro qui.

La segnalazione del mese

Traguardi di Antonio Del Gaudio [Segnalazione]

Buongiorno lettori, oggi voglio segnalarvi una biografia romanzata di Antonio Del Gaudio: Traguardi.

SINOSSI

Cosa spinge un uomo, in pensione dopo quarant’anni di attività come calzolaio, a prendere la sua bicicletta da trekking e, munendosi solo di una tenda, uno zaino e un sacco a pelo, a girare per l’Europa? Perché tenere un diario dei suoi viaggi, conscio della sua poca abilità nella scrittura e descrivere paesaggi, città e persone incontrate? Da cosa deriva quella sua forza, quel suo coraggio e quella sua incessante voglia di scoprire culture, luoghi e persone lontane dalla sua terra natia?
Questo è Traguardi, una biografia romanzata della vita di Franco Uboldi, classe 1934, un appassionato sportivo, un tenace viaggiatore, un amante della libertà.
Traguardi ripercorre la sua vita, dagli inizi non facili nella periferia di Milano, negli anni conseguenti alla fine della seconda guerra mondiale, quando abbandona la scuola a dieci anni per aiutare i genitore nei campi, sino alla fuga da quella vita fatta solo di sacrifici e poche soddisfazioni, dall’incontro con la sua indimenticabile Yvonne negli anni ’60 durante una serata di ballo, sino alla decisione di trasferirsi ad Arona, sul lago Maggiore, e seguire il suo cuore e dove riuscirà d aprire una sua attività.
Non abbandona mai, però, la sua passione innata per l’attività sportiva, dai suoi inizi con la boxe alla corsa, dal calcio alla pallavolo, dal kayak ai triathlon, grazie al quale scoprirà la bicicletta con cui attraverserà mezza Europa in solitaria. Traguardi è un libro di viaggio, un romanzo che ripercorre il novecento, è una storia d’amore che ci insegna come, credendoci fortemente e trovando dentro di sé la forza necessaria, ognuno di noi può realizzare i propri sogni e che neanche l’età può e dev’essere un ostacolo al raggiungimento dei propri traguardi.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Mi chiamo Antonio Del Gaudio e sono nato nel 1981 nella provincia di Salerno. Mi son trasferito, con la famiglia, sulle sponde del lago d’Orta all’età di 10 anni, passando dall’acqua salata della costa cilentana all’acqua dolce. Sono un girovago, abitativo e lavorativo. Ho cambiato svariate residenze e decine di lavori (soprattutto scegliendo, quando possibile, l’ambito sociale). Sono stato premiato al Festival delle Nuove Resistenze di Novara con il racconto breve “Un bel di mi venne il fregolo, di fermarmi in quel di Megolo” dedicato al valoroso eroe partigiano, il “Capitano” Filippo Maria Beltrami. Un’altra mia opera, dal titolo “Neve”, è stata pubblicata nel libro “Territori di parole – Passeggiare tra luoghi e storie”, tradotto in inglese e tedesco, in cui si racconto di una “fuga” d’amore un pò particolare.
Con la casa editrice “Il Babi Editore” ho pubblicato il mio libro d’esordio, “Traguardi”.

Potete acquistare il libro qui.

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Curiosità

Il dibattito: Amazon ha fatto bene a togliere dal proprio catalogo migliaia di libri nazisti?

Buongiorno lettori! Oggi mi piacerebbe sentire la vostra opinione su una notizia che riguarda il colosso dell’e-commerce Amazon.

Secondo il New York Times, negli ultimi diciotto mesi Amazon ha tolto dal proprio catalogo migliaia di libri di autori filo nazisti.

Tra i tanti sono stati eliminati titoli del leader del Ku Klux Klan, David Duke, così come quelli di Rockwell, fondatore del partito nazista americano.

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, sembra aver fatto marcia indietro su una dichiarazione passata, nella quale sosteneva che avrebbe venduto qualsiasi tipo di libro, che fosse buono, brutto o cattivo.

Siete d’accordo con la decisione di Amazon?

Pensate che abbia fatto bene a eliminare alcuni titoli dal catalogo?

Vi aspetto nei commenti!