La segnalazione del mese

Essi vennero di Raffaele Fiorillo [Segnalazione]

Titolo del libro: Essi vennero
Autore: Raffaele Fiorillo
Casa editrice: autopubblicato in esclusiva su Amazon
Genere: fantascienza apocalittica
Prezzo: ebook 2,99 euro e cartaceo 7,99 euro
Pagine: 116

Essi vennero di Raffaele Fiorillo

SINOSSI

La storia comincia in un futuro non molto lontano: è l’anno 2043 e Giulia, giovane ragazza napoletana, sfugge alla prigonia degli alieni per ritrovarsi nella sua città, Napoli, totalmente disorientata dalla distruzione e del caos che regna sovrana.
Il pianeta Terra è stato invaso circa un anno prima da una razza aliena belligerante conosciuta come “Grigi” e la ragazza si ritroverà suo malgrado a vagare per la città fino a incontare un uomo di nome Giovanni che la accoglierà nel suo gruppo di sopravvissuti che vive sottoterra sfruttando le linee della metropolitana. La storia si snoda poi in vari punti temporali, spostandosi in altre città d’Italia come Milano e Taranto fino a ritornare a Napoli dove la ragazza nasconde incosapevolmente un grosso segreto che porterà i sopravvissuti a dover reinventare nuovamente se stessi.

L’AUTORE

Aspirante scrittore classe 1989, nato e cresciuto in provicia di Napoli all’ombra del Vesuvio dove attualmente risiedo. Vorace lettore, appassionato di libri, fumetti, cinema, teatro, videogiochi. Mi nutro ogni giorno di pizza e caffè espresso.
Ho sempre scritto per me stesso, negli anni poi ho seminato qualche racconto breve su riviste online e in altri luoghi dell’Internet fino a decidere di voler provare a scrivere un libro per farmi leggere anche da altre persone.
“Essi vennero” è il mio romanzo d’esordio e non ho assolutamente intenzione di fermarmi.

Potete acquistare il romanzo su amazon in versione ebook o cartacea. Lo trovate anche su Kindle Unlimited.

Interviste e Blog Tour

Le convergenze dei microcosmi paralleli: intervista all’autrice

Buon primo maggio cari lettori! Come state?
Oggi voglio parlarvi di un libro che vi ho segnalato qualche tempo fa, Le convergenze dei microcosmi paralleli.
Per l’occasione ho intervistato l’autrice Elena Nittoli, che mi ha svelato alcune curiosità sul suo libro.

Ciao Elena, presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi sei e che cosa fai nella vita? 

Sono un avvocato. Prima ero un difensore tipo Anna, la protagonista del mio romanzo. Ora invece svolgo l’incarico di vice procuratore onorario e quindi le funzioni di pubblico ministero in aula, come avvocato dell’accusa. Un po’ alla «Law and Order» (almeno, così mi piace pensare). 

Le convergenze dei microcosmi paralleli è il tuo nuovo libro edito Ciesse edizioni. Com’è nato il romanzo e di che cosa parla?

È la mia opera prima. Nasce dalla voglia di raccontare un tema vecchio in modo nuovo. 

Il libro racconta le esperienze di un avvocato in modo difforme dai canoni del romanzo di genere: il personaggio principale è assai lontano dalla figura del «poliziotto mancato» sempre alla ricerca di un assassino nell’intento di scagionare il suo cliente che, come al solito, è innocente. 

La mia Anna conosce le implicazioni reali derivanti dall’indossare una toga al giorno d’oggi, ancor più se si è donne come lei, e in un momento di crisi economica e sociale come quella attuale. Il suo mondo esprime un vissuto quotidiano, parla di esperienze di gente comune, di professionisti alle prese con le vere dinamiche di un tribunale. 
Anna è una ragazza come tante, è giovane e inesperta e ha problemi normali, come aspettare la telefonata dal tizio con cui è appena uscita o incassare la parcella dai clienti, far quadrare i conti per concedersi qualche griffe troppo costosa e rendersi però anche credibile con la sua preparazione agli occhi di giudici e colleghi. E ha lo stesso una vita professionale interessante, che la pone in contatto con tante varianti del genere umano, nel vivo di vicende intime e personali e di esperienze toccanti.

Ho sdoganato perciò la sua storia dalle false premesse di certi stereotipi perché penso che possa rivestire una sua dignità letteraria autonoma e meriti di essere raccontata senza infingimenti. 

Quanto c’è della tua esperienza lavorativa e umana nelle pagine del libro?

Il libro nasce proprio dalla voglia di raccontare una parte della mia vita e i rapporti con le persone che in quel periodo mi hanno accompagnato nel mio percorso; nasce dall’esigenza di analizzare, attraverso un’introspezione narrativa, l’impatto e l’incidenza che quelle esperienze hanno avuto nel mio processo di maturazione come persona e come professionista. 

Pensi ci sia una percezione sbagliata (pregiudizi, ignoranza…) nei confronti del tuo ambito lavorativo?

Come pubblico ministero d’udienza non avverto oggi un pregiudizio come quello che avvertivo invece, prima, da difensore. Magari perché ora svolgo una funzione pubblica e questo, forse, mi salvaguarda un po’ ma, soprattutto, perché mi sento libera dai condizionamenti dell’essere comunque una parte processuale. 

Un difensore, invece, è più vincolato in questo aspetto. E, in effetti, mi è capitato in passato di scontrarmi con il pregiudizio per il fatto stesso di rappresentare persone non sempre innocenti. Sono, in fondo, i preconcetti insiti nei cliché di cui parlavo prima: sembra quasi che un avvocato non possa difendere i colpevoli per meritare di essere un protagonista positivo, nella vita come in un romanzo. Ecco, perciò, da cosa potrebbe nascere l’esigenza di redenzione letteraria che spesso altera l’identità effettiva del personaggio- avvocato in un libro: dal preconcetto. 

Facciamo un gioco: prova a descrivere tre personaggi del tuo libro con tre aggettivi ciascuno!

Scelgo il nucleo «familiare» della storia e, quindi, 

  1. Anna: decisa, scontrosa e ironica. 
  2. Emma: curiosa, intuitiva e accomodante. 
  3. Carla: egoista, invadente e attaccabrighe. 

Al momento stai lavorando a qualche progetto futuro? Se sì, di che cosa si tratta?

Sto lavorando al secondo romanzo della serie. L’idea nasce già in sé con una connotazione seriale, perché la storia è quella di un percorso di vita e di maturazione della protagonista attraverso le sue esperienze umane e professionali nel corso di alcuni anni. 

Quindi preparatevi già alle nuove storie di Anna, alle prese con le difficoltà lavorative e con quelle ambientali nella convivenza con le due amiche; ma anche a tanti nuovi colpi di scena e processi traumatici di rottura nella sua vita. Grazie ai quali si compirà forse quel processo di crescita indispensabile per diventare una donna adulta. 

Stiamo vivendo un momento difficile, che rimarrà nella storia, non solo del nostro paese ma di tutto il mondo. Come stai vivendo questo periodo? Ti stai dedicando alla scrittura o trovi difficile focalizzarti sulle tue passioni?

Lo sto vivendo come un’opportunità, pur nelle difficoltà derivanti dalla paura nel presente e dall’incertezza sul futuro, nonostante il carico di dolore che ci circonda e la preoccupazione che ci attanaglia ogni giorno (talvolta anche di notte, purtroppo). 

Riesco comunque a cogliere un’opportunità in tutto questo. Per vivere in pace i momenti di intimità con i miei pensieri, con le mie passioni troppo spesso trascurate. Per imparare a gestire la mia giornata riassaporando il piacere di ciò che più mi piace, reinventando il mio tempo. Un’occasione di riflessione sul ribaltamento dell’ordine di priorità e di necessità che finora ci ha così condizionato. 

Quindi sì, lo sto vivendo anche, e soprattutto, come un momento per dedicarmi alla principale delle mie passioni: scrivere. Il secondo romanzo di Anna ha preso vita proprio in questi strani giorni che noi ricorderemo per sempre. 


[L’intervista uscirà anche sulla rivista online Viaggi fra le pagine. Il terzo numero sarà disponibile gratuitamente il 3 maggio in una nuove veste grafica.]

Questo mese il numero della nostra rivista parla dell’importanza della libertà di stampa e di come questa abbia influenzato la cultura. In uno degli articoli si è parlato della necessità di portare, soprattutto online, più contenuti di qualità. Pensi che questa affermazione sia applicabile anche ai libri o ritieni che l’editoria dovrebbe essere aperta a tutti? (Ad esempio con il self publishing)

La qualità rappresenta a mio giudizio un parametro imprescindibile in ogni ambito e senza alcun filtro selettivo non esiste un criterio premiale che tuteli il valore. D’altra parte, però, mi chiedo se gli attuali parametri che ci vengono imposti dalla società corrispondano a criteri selettivi davvero meritocratici: veniamo ogni giorno selezionati e valutati per accedere a un lavoro o per esprimere in mille altri modi il nostro talento, ma sempre secondo i criteri dettati dall’establishment. Sono sul serio dei parametri validi? 

Venendo nello specifico al mondo dell’editoria, mi sembra che non ci sia in giro tanta voglia di setacciare nuovi talenti, di scoprirli, di coltivarli. Spesso le scelte di tante case editrici importanti sembrano improntate a criteri commerciali, piuttosto che a parametri artistici e innovativi. 

Per quanto mi riguarda, so di avere potuto cogliere una grande chance dalla Ciesse Edizioni che ha creduto in me, dandomi – oltre che il modo di presentarmi al pubblico – la possibilità di crescere, di affinarmi in un percorso mirato per presentare un progetto che esprimesse non solo il mio messaggio artistico ma che rispettasse anche, in modo imprescindibile, degli standard di qualità. 

Al di fuori di queste realtà, però, mi sembra non esistano molte altre strade accessibili ai talenti ancora inespressi. Ecco perché la self publishing, allora, non sarà magari la risposta giusta, ma di certo è la domanda. Quella per cui l’editoria tradizionale e mastodontica dovrebbe forse interrogarsi meglio sulle proprie responsabilità. 

Potete acquistare il libro qui.

La segnalazione del mese

Traguardi di Antonio Del Gaudio [Segnalazione]

Buongiorno lettori, oggi voglio segnalarvi una biografia romanzata di Antonio Del Gaudio: Traguardi.

SINOSSI

Cosa spinge un uomo, in pensione dopo quarant’anni di attività come calzolaio, a prendere la sua bicicletta da trekking e, munendosi solo di una tenda, uno zaino e un sacco a pelo, a girare per l’Europa? Perché tenere un diario dei suoi viaggi, conscio della sua poca abilità nella scrittura e descrivere paesaggi, città e persone incontrate? Da cosa deriva quella sua forza, quel suo coraggio e quella sua incessante voglia di scoprire culture, luoghi e persone lontane dalla sua terra natia?
Questo è Traguardi, una biografia romanzata della vita di Franco Uboldi, classe 1934, un appassionato sportivo, un tenace viaggiatore, un amante della libertà.
Traguardi ripercorre la sua vita, dagli inizi non facili nella periferia di Milano, negli anni conseguenti alla fine della seconda guerra mondiale, quando abbandona la scuola a dieci anni per aiutare i genitore nei campi, sino alla fuga da quella vita fatta solo di sacrifici e poche soddisfazioni, dall’incontro con la sua indimenticabile Yvonne negli anni ’60 durante una serata di ballo, sino alla decisione di trasferirsi ad Arona, sul lago Maggiore, e seguire il suo cuore e dove riuscirà d aprire una sua attività.
Non abbandona mai, però, la sua passione innata per l’attività sportiva, dai suoi inizi con la boxe alla corsa, dal calcio alla pallavolo, dal kayak ai triathlon, grazie al quale scoprirà la bicicletta con cui attraverserà mezza Europa in solitaria. Traguardi è un libro di viaggio, un romanzo che ripercorre il novecento, è una storia d’amore che ci insegna come, credendoci fortemente e trovando dentro di sé la forza necessaria, ognuno di noi può realizzare i propri sogni e che neanche l’età può e dev’essere un ostacolo al raggiungimento dei propri traguardi.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Mi chiamo Antonio Del Gaudio e sono nato nel 1981 nella provincia di Salerno. Mi son trasferito, con la famiglia, sulle sponde del lago d’Orta all’età di 10 anni, passando dall’acqua salata della costa cilentana all’acqua dolce. Sono un girovago, abitativo e lavorativo. Ho cambiato svariate residenze e decine di lavori (soprattutto scegliendo, quando possibile, l’ambito sociale). Sono stato premiato al Festival delle Nuove Resistenze di Novara con il racconto breve “Un bel di mi venne il fregolo, di fermarmi in quel di Megolo” dedicato al valoroso eroe partigiano, il “Capitano” Filippo Maria Beltrami. Un’altra mia opera, dal titolo “Neve”, è stata pubblicata nel libro “Territori di parole – Passeggiare tra luoghi e storie”, tradotto in inglese e tedesco, in cui si racconto di una “fuga” d’amore un pò particolare.
Con la casa editrice “Il Babi Editore” ho pubblicato il mio libro d’esordio, “Traguardi”.

Potete acquistare il libro qui.

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Curiosità

Il dibattito: Amazon ha fatto bene a togliere dal proprio catalogo migliaia di libri nazisti?

Buongiorno lettori! Oggi mi piacerebbe sentire la vostra opinione su una notizia che riguarda il colosso dell’e-commerce Amazon.

Secondo il New York Times, negli ultimi diciotto mesi Amazon ha tolto dal proprio catalogo migliaia di libri di autori filo nazisti.

Tra i tanti sono stati eliminati titoli del leader del Ku Klux Klan, David Duke, così come quelli di Rockwell, fondatore del partito nazista americano.

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, sembra aver fatto marcia indietro su una dichiarazione passata, nella quale sosteneva che avrebbe venduto qualsiasi tipo di libro, che fosse buono, brutto o cattivo.

Siete d’accordo con la decisione di Amazon?

Pensate che abbia fatto bene a eliminare alcuni titoli dal catalogo?

Vi aspetto nei commenti!

Sezione Viaggi

Sezione Viaggi: Sulle orme di Sherlock Holmes

Ciao a tutti e bentornati con la rubrica “Sezione Viaggi”!

Oggi vi porterò alla scoperta dell’investigatore privato più famoso del mondo, Sherlock Holmes, nato dalla penna dello scrittore Arthur Conan Doyle e protagonista di numerosi romanzi e racconti.

Londra è la città dove Sherlock e il dottor Watson vivono e risolvono insieme i casi. Il nostro viaggio non può quindi che snodarsi per le vie della capitale inglese.

L’indirizzo più famoso è senza dubbio il 221B di Baker Street, dove nei romanzi ha sede l’appartamento di Holmes e Watson. Se vi recate all’indirizzo troverete invece lo Sherlock Holmes Museum, (in realtà si trova poco più avanti, al 237) che al costo di 15£ vi offrirà una panoramica sulla vita del personaggio e dello scrittore. Il museo si sviluppa su tre piani, nei quali sono state ricreate le stanze della sua casa ispirate ai romanzi, con numerosi oggetti legati ai suoi casi e statue di cera.

 

[foto wikimedia]

Se siete appassionati della serie tv della BBC con Benedict Cumberbach e Martin Freeman, gli esterni del 221B di Baker Street si trovano a North Gower Street, nel quartiere di Camden Town (più precisamente al numero 187). Accanto potete notare lo Speedy’s Cafe, che compare in numerose scene.

 

Su Marylebone Road potete ammirare la statua dedicata a Sherlock Holmes, opera dello scultore John Doubleday.

Se siete affamati potete concedervi uno spuntino nel pub ispirato all’investigatore, Il Sherlock Holmes Pub. Il locale si trova nella zona di Westminster ed espone numerosi oggetti legati al romanzo, ma anche alla serie tv della BBC.

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[foto visitlondon]

Inoltre non potete farvi sfuggire l’occasione di scattare una foto di fronte al palazzo di Scotland Yard, sede della polizia locale, con cui Holmes collabora. Potete trovarlo a Westminster tra Broadway e Victoria Street, anche se non è possibile visitarlo all’interno.

Il St. Bartholomews Hospital è un luogo importante sia per gli appassionati dei romanzi, sia per gli amanti della serie televisiva Sherlock. É infatti la sede del laboratorio dove Sherlock trascorre parte del suo tempo e incontra per la prima volta Watson (uno studio in rosso). Gli esterni sono invece stati usati in numerose scene di Sherlock.

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Nella serie televisiva sono comparse numerosissime altre location, come Chinatown, il Chinese Theatre, la Bristol Swimming Pool (qui dovete spostarvi a Bristol), Piccadilly ecc…

Se avete visto la quarta stagione di Sherlock, non avrete dimenticato l’esplosivo episodio the Final Problem, ambientato quasi interamente nel “manicomio-prigione” di Sherrinford. Sherrinford è in realtà un isola nel Galles, usata come forte militare a metà Ottocento. Gli interni sono stati realizzati negli studi cinematografici Pinewood Studios.

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Infine potete chiudere il tour con una breve sosta al Langham hotel, dove Arthur Conan Doyle incontrò Oscar Wilde, incontro fondamentale per la nascita di Sherlock Holmes.

Se ti è piaciuto questo articolo, non perdere gli altri articoli legati a Sherlock Holmes:

Scopri anche gli altri articoli della Sezione Viaggi:

[le foto senza didascalia provengono dal sito sherlockology.com]

Questo articolo è un repost del 2017.

 

Curiosità, Novità

5 eventi letterari da non perdere questo autunno

Buongiorno lettori!

Oggi voglio condividere con voi alcuni eventi letterari (ma non solo) che si svolgeranno questo autunno in giro per l’Italia. Quindi, prendete la vostra agenda e segnatevi tutti gli appuntamenti imperdibili dei prossimi mesi!

Ottobre | Umbria Libri

“UmbriaLibri è una rassegna editoriale organizzata dalla Regione Umbria. La sua peculiarità è di mantenere un forte legame tra la produzione culturale nazionale e regionale, coinvolgendo gli editori umbri, nella duplice veste di espositori e di promotori culturali.”

Quando: dal 4 al 6 ottobre

Dove: Perugia

Che cosa troverete: incontri con gli autori, workshop, seminari ecc…


Ottobre | Romics

Torna la rassegna internazionale del fumetto, cinema, games e animazione.

Quando: dal 3 al 6 ottobre

Dove: Roma

Che cosa troverete: incontri con ospiti internazionali, anteprime, stand di fumetti, libri e giochi, eventi dedicati ai cosplayer, concorsi, mostre e tanto altro.

Costo: a partire da 10 €


Novembre | Lucca Comics and Games

A Novembre Lucca ospita di nuovo il festival più importante in Italia (e uno dei più importanti in Europa) dedicato al fumetto, all’animazione, ai videogiochi e tanto altro.

Quando: dal 30 ottobre al 3 novembre

Dove: Lucca

Che cosa troverete: incontri con ospiti importanti del settore, concorsi, cosplay, giochi da tavolo, fumettistica, fantasy, parate, sessioni di gioco ecc…

Costo: a partire da 16 €


Novembre | Bookcity

“BOOKCITY MILANO si articola in una manifestazione di tre giorni (più uno dedicato alle scuole), durante i quali vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura, a partire da libri antichi, nuovi e nuovissimi, dalle raccolte e biblioteche storiche pubbliche e private, dalle pratiche della lettura come evento individuale, ma anche collettivo.”

Quando: dal 13 al 17 novembre

Dove: Milano

Che cosa troverete: oltre un migliaio di eventi sparsi in location diverse nella città di Milano.

Costo: Gratuito


Novembre | Pisa Book Festival

Salone dedicato alle case editrici indipedenti italiane.

Quando: dal 7 al 10 novembre

Dove: Pisa

Che cosa troverete: laboratori, seminari, incontri con autori

Costo: 6 euro

Da Scoprire, Scovato in libreria

Abitudini e stranezze degli scrittori più famosi

Lo sapevate che d’Annunzio era solito indossare pantofole a forma di pene e dormire su cuscini imbottiti di capelli delle sue amanti? O sapevate che Dickens amava visitare gli obitori?

Queste e tante altre stranezze sono racchiuse nelle pagine di “Vite segrete dei grandi scrittori” e Vite segrete dei grandi scrittori italiani”.

I volumi raccolgono una serie di aneddoti divertenti ma anche raccapriccianti.

James Joyce era ossessionato dalle flatulenze della moglie, pare ne che scrivesse addirittura degli elogi. Era molto attratto dai sederi femminili, in alcune lettere chiedeva all’amata di essere picchiato e sottomesso.

Anche il poeta inglese Lord Byron aveva strane abitudini intime; conservava i peli pubici delle numerosissime amanti.

Kafka, sebbene si fosse unito ad un gruppo di nudisti, non amava particolarmente spogliarsi, gli altri bagnanti lo chiamavano “l’uomo con il costume”.

Elsa Morante, scrittrice e poetessa italiana, si rese protagonista di un episodio imbarazzante quando mostrò, in mezzo a Piazza San Marco, le sue parti intime a Luchino Visconti, di cui era infatuata. La colpa del regista era il poco entusiasmo che aveva mostrato nell’ averla incontrata.

Agatha Christie, famosa in tutto il mondo per i suoi libri gialli, non era in grado di trascrivere materialmente i propri libri e doveva quindi dettarli a qualcuno. Soffriva infatti di disgrafia.

Continua a leggere “Abitudini e stranezze degli scrittori più famosi”

Interviste, Interviste e Blog Tour

Intervista a Lorenzo Foltran, autore della raccolta poetica “In tasca la paura di volare”

Buongiorno lettori. Ho avuto il piacere di intervistare Lorenzo Foltran, autore della raccolta di poesie “In tasca la paura di volare”.

∼ Buongiorno Lorenzo, benvenuto sul blog Il Lettore Curioso. Presentati ai lettori che ancora non ti conoscono.

Buongiorno. Il mio percorso formativo comincia nel 2011, quando ho conseguito la laurea magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre con la tesi La Musa e il Poeta: la relazione io-tu nella lirica amorosa tra origini e contemporaneità. Successivamente, mi sono diplomato in management dei beni e delle attività culturali dopo aver seguito un master di secondo livello tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’École Supérieure de Commerce de Paris. Ho lavorato per importanti istituzioni culturali come la Casa delle Letterature (Festival delle Letterature) e l’Institut français (Festival della narrativa francese) a Roma, e la Fête de la Gastronomie e il Pavillon de l’Eau a Parigi, dove attualmente risiedo. Mie poesie sono comparse sulle riviste letterarie Poetarum SilvaLa presenza di EratoMargutteYawpLocomotivEllin SelaeLahar Magazine e sul quotidiano La Repubblica. Nel 2019, ho vinto il Concorso Nazionale Sinestetica per poesia inedita e ho partecipato alla manifestazione Polisemie – Festival di poesia iper-contemporanea.

 
∼ Com’è vista la poesia al giorno d’oggi? Hai difficoltà a proporre le tue opere ai lettori?

Come diceva Vittorio Sereni, «la situazione di un poeta giovane o nuovo non è meno drammatica di quanto lo è, rispetto alle possibilità di lavoro, quella di un neolaureato». La poesia è diventata marginale culturalmente ed editorialmente. La poesia non si vende o si vende pochissimo, non ha un mercato proprio perché nessuno può guadagnarci, non è un affare né per gli editori, né per i distributori, né per i librai ed evidentemente non lo è neppure per i poeti.

Il problema è che quasi nessuno entra in libreria di propria iniziativa per comprare un libro di poesie. Crescente, invece, è l’attenzione del pubblico nei confronti delle letture pubbliche e dei festival di poesia, anche se questi ultimi sono affollati non da lettori, ma piuttosto da ascoltatori di poesia. La poesia contemporanea è, dunque, un’arte senza pubblico.

Tuttavia, grazie ai social media, oggi è più facile arrivare ai lettori. Il problema, però, è riuscire a trasformare il “mi piace” in acquisto del libro ed evitare di diventare unicamente un “brand”, una faccia da mostrare in video su Youtube o nelle storie di Instagram.

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∼ Che cos’è per te la poesia e come è nata questa tua passione?


“Che cos’è la poesia?”. È una domanda che ha affascinato molti e che, dopo secoli di studi e ipotesi, rimane e rimarrà senza risposta. Definire la poesia è stata l’impresa fallimentare del pensiero estetico. La poesia è poesia e basta. È un dato empirico che non può essere argomentato. Non ci sono prove razionali o metodi per definirne l’essenza.

La poesia non è tanto una passione, è piuttosto un bisogno, qualcosa che nasce spontaneamente. Come diceva Dario Bellezza, andare a fare la spesa, mangiare, scrivere una poesia sono la stessa cosa, se uno è un vero poeta, poi se uno deve fare uno sforzo per esserlo è inutile che lo fa.
 

∼ Parlaci brevemente della tua raccolta In tasca la paura di volare.

In tasca la paura di volare è una raccolta di 67 poesie divise in tre sezioni: Donne sparseI lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare. Nella prima sezione, composta essenzialmente da liriche amorose, il senhal (pseudonimo che i poeti provenzali utilizzavano per nascondere il nome delle loro muse), elemento classico della poesia d’amore fin dalle origini, perde il suo ruolo di richiamo all’unicità della donna e cambia, si maschera sotto altre forme. Ne derivano le immagini del teatro e dell’affabulazione. La figura della donna è quella dell’attrice che assume ruoli e caratteristiche diversi in base al personaggio da interpretare. La prima sezione è, quindi, finzione, manierismo e per tale motivo propone testi che utilizzano le forme più stereotipate del linguaggio della lirica d’amore. La sezione si conclude con la presa di coscienza della distanza incolmabile tra la io lirico e tu, tra chi guarda e chi è guardato. I testi poetici diventano reperti consacrati a un’istanza museale. La lirica d’amore, intesa come dialogo io-tu, binomio poeta-musa, è considerata come Storia che deve essere musealizzata.

Nella seconda sezione, al fallimento del rapporto io-tu ne consegue quello della poesia tout-court. Il poeta è costretto a uscire dal museo, dal teatro, dalla biblioteca in cui si rifugiava, a confrontarsi con la ripetitività e l’apparente facilità di vicende terrene che sconfinano spesso nella dimensione usuale e mondana e a tornare a casa prendendo atto che tutto ciò che ha scritto/vissuto è stato pura illusione.

Alla staticità della prima sezione si oppone il dinamismo della terza, segnata dal viaggio, dalla migrazione, dalla mescolanza linguistica, dal lavoro. L’io poetico in fuga dalla finzione di Donne sparse e dalla realtà evocata in I lampioni e nessun altro, si trova disorbitato tra lo slancio spaziale verso il futuro e la gravità temporale che lo riporta verso il passato. La raccolta si conclude con le stazioni di un pellegrinaggio e dalle riflessioni che le accompagnano.

 
∼ C’è qualche autore a cui ti ispiri e che non manca mai nella tua libreria?

Tra quelli più antichi sicuramente i poeti provenzali e Francesco Petrarca. Tra i contemporanei Giovanni Raboni, Patrizia Cavalli e Valerio Magrelli.

 
∼ Hai un background di studi e lavorativo importante. Come ha influito ciò nei tuoi scritti? Secondo te per scrivere bene è necessario avere una base di studi solida?

Sicuramente i miei studi iniziali in lettere hanno influenzato molto i temi della raccolta. La prima sezione del libro, per esempio, sviluppa in poesia tutti gli spunti critici alla base della mia tesi magistrale. Per quanto riguarda le esperienze di studio successive alla laurea, sono state piuttosto formative sul piano delle opportunità di viaggio che mi hanno offerto. Avendo vissuto per un periodo a Venezia, per esempio, molti dei miei testi mostrano chiare influenze lagunari.

Per quanto riguarda la seconda domanda, non è assolutamente necessario avere una base di studi solida per raggiungere un buon livello di scrittura. Conosco professori universitari coltissimi che non sanno scrivere. Tuttavia, lo studio può aiutare a migliorarsi sia sul profilo dei contenuti che su quello dei significati. Conoscere, apprendere, studiare sono tutte cose che, inoltre, possono ampliare all’infinito le potenzialità ispirative di uno scrittore. In definitiva, per scrivere bene non è necessaria una laurea (ovviamente si deve scrivere e leggere tanto), ma per scrivere bene e riuscire a veicolare messaggi profondi e dall’alto profilo contenutistico lo studio si rivela estremamente necessario.

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∼ Quale consiglio daresti ai giovani scrittori che vogliono avvicinarsi alla poesia?


Per scrivere delle buone poesie, per migliorarsi continuamente non basta solo scrivere; bisogna leggere tanta, tanta, tantissima poesia. Effettivamente il problema dei tanti che scrivono poesia è che non la leggono: in Italia ci sono più scrittori che lettori di poesia. Si pubblicano migliaia di raccolte poetiche ogni anno ma le copie vendute, anche nel caso di poeti affermati, raramente superano il migliaio. 
È come se qualcuno si dilettasse in cucina, ma senza interessarsi minimamente ai libri di ricette.

Per chi, invece, vuole avvicinarsi alla poesia come lettore, oggi esistono almeno tre validi motivi cominciare a leggerla:

·   La brevità della poesia comporta un tempo di lettura ideale per il lettore contemporaneo che ha sempre meno tempo da dedicare ai libri.

·    Tale brevità è perfetta per la condivisione sui social.

·    A chi pensa che la poesia sia un genere di difficile comprensione rispondo: una poesia può comunicare prima ancora di essere capita.

 
∼ C’è una poesia alla quale ti senti più legato?


Sono particolarmente legato a questa poesia:

Immensa consapevolezza

del tempo che passa,

di quello che resta.

Un biglietto di andata in tasca

vuota, invece, l’altra.

Non si tratta della poesia che ha dato il titolo alla raccolta ma è quella che ne ha ispirato la copertina e che descrive meglio l’atmosfera del libro.

∼ Hai qualche progetto in vista per il futuro?

Ho da poco completato la mia seconda raccolta. Ma la poesia è qualcosa che non finisce mai, c’è sempre qualche finitura da fare, la poesia è un labor limae continuo. Bisognerà aspettare ancora un po’ per poter sfogliare il mio prossimo libro.
Nel frattempo, mi sto concentrando sulle pubblicazioni in rivista e sulla traduzione in francese delle mie poesie. Alcune poesie sono state da poco pubblicate sulla rivista letteraria “Paysages écrits”.

Grazie a Lorenzo per avermi dedicato un po’ del suo tempo. Potete acquistare il suo libro “In tasca la paura di volare” qui.


SINOSSI:

31SfxTmSRvL._SX328_BO1,204,203,200_.jpgIn tasca la paura di volare è una raccolta di 67 poesie divise in tre sezioni: Donne sparseI lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare. Nella prima sezione, composta essenzialmente da liriche amorose, il senhal, elemento classico della poesia d’amore fin dai provenzali, perde il suo ruolo di richiamo all’unicità della donna e cambia, si maschera sotto altre forme. Ne derivano le immagini del teatro e dell’affabulazione (le prime poesie, Margherita e “Filo d’erba” rimandano al prato del Decameron dove i giovani fiorentini scampati alla malattia “cominciarono di novellare sopra la materia”). La figura della donna è quella dell’attrice (Dietro le quinte) che assume ruoli e caratteristiche diversi in base al personaggio da interpretare (si veda l’ammiccante ambiguità dell’indeterminato nel titolo You and me). La prima sezione è, quindi, finzione, manierismo e per tale motivo propone testi anche banali come “Quando la guardo, tutto” che utilizzano le forme più stereotipate del linguaggio della lirica d’amore. La sezione si conclude con la presa di coscienza della distanza incolmabile tra la io lirico e tu, tra chi guarda e chi è guardato. I testi poetici diventano reperti consacrati a un’istanza museale. La lirica d’amore, intesa come dialogo io-tu, binomio poeta-musa, è considerata come Storia che deve essere musealizzata.
 
Nella seconda sezione, al fallimento del rapporto io-tu (Peccato che non ci siamo incontrati oggi…Eravamo così vicini…) ne consegue quello della poesia tout-court (“Non c’è più posto per la poesia”). Il poeta è costretto a uscire dal museo, dal teatro, dalla biblioteca (“Senza l’amore di lontano”) in cui si rifugiava, a confrontarsi con la ripetitività e l’apparente facilità di vicende terrene che sconfinano spesso nella dimensione usuale e mondana (rappresentate, per esempio, dalle rime in -are e dal lessico quotidiano in Sabato sera) e a tornare a casa (I lampioni e nessun altro) prendendo atto che tutto ciò che ha scritto/vissuto è stato pura illusione.
 
Alla staticità della prima sezione si oppone il dinamismo della terza, segnata dal viaggio, dalla migrazione, dalla mescolanza linguistica, dal lavoro. L’io poetico in fuga dalla finzione di Donne sparse e dalla realtà evocata in I lampioni e nessun altro, si trova disorbitato tra lo slancio spaziale verso il futuro (“Immensa consapevolezza”) e la gravità temporale che lo riporta verso il passato (“Bevendo un infuso dei tuoi profumi”). La raccolta si conclude con le stazioni di un pellegrinaggio (Boulogne – VarenneBrestLe Barcarès – Saint Laurent de la SalanqueSaint-Cloud) e dalle riflessioni che le accompagnano.

 

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Dimmi dove andrai in vacanza e ti suggerirò un libro!

Buongiorno lettori! Dopo un maggio piovoso, il caldo è arrivato, promettendo un’estate davvero infuocata. Questa stagione è per molti sinonimo di vacanze e quindi, come lo scorso anno, ho pensato di suggerirvi una lettura basata sulla vostra meta vacanziera.

∼ Per gli amanti del verde e della tranquillità

Al mare o la montagna preferite un paesaggio immerso nel verde in assoluta tranquillità? Vi propongo Anne di tetti verdi (meglio conosciuto come Anna dai capelli rossi), ambientato nella splendida Isola del Principe Edoardo.

Untitled design (4).pngMatthew e Marilla conducono una vita abitudinaria nel pacifico paesino di Avonlea. Ormai anziani, decidono di adottare un orfano che li aiuti a mandare avanti la fattoria. Ma invece del ragazzo promesso dall’orfanotrofio, a casa Cuthbert arriva Anna, una bambina dotata di una inesauribile immaginazione che finirà per conquistare tutti. ⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli amanti delle capitali

Se alla tranquillità preferite stare in mezzo alla gente, potete sempre rifugiarvi in città! Perché non una meta insolita e dall’altra parte del mondo come Rio de Janeiro? Rio è la città che fa da sfondo al primo volume della saga Le sette sorelle.

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Dopo la morte del padre adottivo, Maia decide di lasciare la sua vita sicura e tranquilla per andare alla ricerca delle proprie origini a Rio de Janeiro.⇒ Link d’acquisto

∼ Per chi ama l’oriente

Amate scoprire altre culture così diverse dalle nostre? In’occasione del vostro viaggio in Oriente potreste approfittarne per scoprire qualcosa in più sulla storia di altri paesi.Vi consiglio Fiore di neve e il ventaglio segreto.

Untitled design (8).pngNella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento quasi totale, le donne di una remota contea dell’Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro e si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste.⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli avventurieri sempre in viaggio

Siete il tipo di vacanzieri che non riescono mai a stare fermi e sono sempre in viaggio? Il libro perfetto per voi è Lo Hobbit, un viaggio avventuroso in un mondo fantasy!

Untitled design (5).png La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. ⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli amanti del mare e del mistero

Se amate il mare ma non volete rinunciare a un pizzico di mistero, La luce sugli oceani potrebbe fare al caso vostro!

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Isabel e Tom vivono su una piccola isola remota, dove lavorano come guardiani del faro. La tranquillità delle loro vite viene sconvolta dalle grida di un neonato, sopravvissuto a un naufragio. Per Isabel, la piccola Lucy è la figlia che ha sempre desiderato ma non è mai riuscita ad avere…⇒ Link d’acquisto

∼ Per chi è costretto a restare a casa

Estate è per voi lavoro, lavoro, lavoro? Se non potete viaggiare fisicamente, potete sempre farlo con la fantasia, magari nella bellissima Scozia di Outlander!

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L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. ⇒ Link d’acquisto

∼ Per gli amanti della montagna

Lo scorso anno vi avevo suggerito un libro per chi al caldo preferisce il fresco e la quiete della montagna. Quest’anno ve lo ripropongo: Le otto montagne.

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Una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – cosí diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi. ⇒ RECENSIONE

E voi dove andrete in vacanza quest’anno?

I preferiti del mese

I preferiti del mese || APRILE

Buongiorno lettori! Oggi torna la consueta rubrica con i preferiti del mese. Non dimenticate di farmi sapere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

Questo mese sono incappata nel blocco del lettore e ho letto soltanto tre libri, uno dei quali in anteprima di cui non posso ancora dirvi nulla. Gli altri sono stati Bridget Jones: Un amore di ragazzo (di cui trovate la recensione sul blog) e Le assaggiatrici.

5 libri di scrittori emergenti (17)

FILM

Aprile è stato il mese del tanto atteso e discusso Avengers: Endgame, che mi è piaciuto molto.

MUSICA

Ad aprile ho ascoltato l’ultimo album del gruppo Death Cab for Cutie, Thank you for today e sono stata al concerto milanese del gruppo Mumford and sons, in tour per promuovere il nuovo album, Delta.

SERIE TV

Tra le tante attese c’è stato anche l’inizio di Game of Thrones, di cui sono state trasmesse al momento le prime tre puntate.

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Ne ho parlato in diversi articoli, che trovate qui sotto:

Game of Thrones: I leak usciti nel 2018 hanno previsto il finale?
Stark o Greyjoy? || Theon: un personaggio sottovalutato
Game of Thrones: La pagella della 8×02, i momenti migliori e peggiori + anticipazione 8×03
Game of Thrones: Riassuntone 8×02

Devo però anche citare After Life, un gioiellino di sei puntate con protagonista Ricky Gervais. Ve ne ho parlato qui.

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