film

Tall Girl: recensione della nuova commedia romantica di Netflix

Titolo: Tall Girl

Durata: 1h 41

Data di uscita: 13 settembre

Fin dall’infanzia Jodi ha dovuto convivere con il disagio provocato dalla propria altezza. A diciassette anni è la più alta della scuola e porta il 47 e mezzo di scarpe.

Le prese in giro sono all’ordine del giorno e Jodi ha imparato a diventare invisibile. Un giorno però a scuola arriva Stig, uno studente svedese, più altro di lei, che frequenterà un anno scolastico negli Stati Uniti.

Per la prima volta nella sua vita Jodi vorrebbe essere notata da qualcuno…

~ La mia opinione

A tutti è capitato almeno una volta di sentirsi a disagio nella propria pelle. In Tall Girl questo disagio è narrato da Jodi, la cui altezza è diventata per lei un ostacolo nella quotidianità.

Ovunque vada sa che tutti gli occhi saranno puntati su di lei, e così, crescendo, ha imparato a non fare nulla che possa attirare l’attenzione su se stessa. Anche se significa rinunciare a qualcosa in cui è molto brava, come il pianoforte.

Al contrario è circondata da persone che non hanno paura di stare al centro dell’attenzione, come sua sorella Harper, reginetta di bellezza o i suoi migliori amici. Questo senso di alienazione è un buon punto di partenza per raccontare un disagio che si può manifestare in forme diverse. Perché Jodi è troppo presa dal suo problema per accorgersi che non è l’unica a sentirsi insicura. Lo è anche Stig, che nella sua scuola in Svezia è un ragazzo impopolare o sua sorella Harper. Tutti devono convivere con i propri problemi, anche se agli occhi degli altri sono invisibili.

Se i presupposti per realizzare un buon rom-com ci sono tutti, Tall Girl si perde nei soliti stereotipi scolastici, come la presenza della mean girl già vista in decine di altri film o la migliore amica nera che non da nessun valore alla storia ma è una mera spalla alle disavventure della protagonista.

Attenzione spoiler

Il makeover fisico della protagonista è un espediente utilizzato in tantissimi film, ma in Tall Girl Jodi non si trasforma in una ragazza diversa per piacere agli altri, ma osa per diventare la ragazza che non ha mai avuto il coraggio di essere. È un scelta che ho apprezzato molto, soprattutto quando si presenta al ballo in un tailleur sgargiante e tacchi da Drag Queen. Il discorso motivazionale davanti a tutta la scuola invece poteva essere evitato. È qualcosa di già visto milioni di volte e pecca in originalità.

Infine, so che il film è prima di tutto una commedia romantica, ma avrei preferito che la storia di Jodi non si concludesse con un lieto fine tra la ragazza e il suo migliore amico. È come se il film dicesse a tutti i ragazzi che facendosi strada a suon di insistenze e atteggiamenti morbosi, si può uscire dalla friendzone. Come se un no non avesse alcun valore.

Nonostante i numerosi difetti, Tall Girl è un film piacevole, con un buon esordio nel mondo cinematografico per l’interprete di Jodi.

È un film perfettamente riuscito? Assolutamente no.

Lo consiglierei? Sì, se cercate una commedia senza troppe pretese.

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Curiosità

Daniel Sloss: il comico che ha fatto finire migliaia di storie d’amore con il suo show su Netflix

Qualche giorno fa stavo guardando alcuni video YouTube, quando mi sono imbattuta in un’intervista al comico scozzese Daniel Sloss, durante un Late Show. Incuriosita dalle sue parole, ho guardato due dei suoi show di stand up comedy su Netflix: DARK e Jigsaw.

Daniel Sloss si esibisce in Europa e negli Stati Uniti con spettacoli dal vivo, durante i quale, per la durata di un’ora circa, affronta varie tematiche. Daniel Sloss non definisce il suo humor dark, anche se è esattamente come viene percepito dal pubblico. Il giovane ventinovenne parla infatti di alcune sue esperienze, come la morte della sorella, o il rapporto con i suoi genitori.

Nel suo show non risparmia nessuno: obesi, vegani, persone religiose, pedofili…

La sua personalità e la leggerezza con cui parla di certe tematiche può infastidire alcuni spettatori, ma il più delle volte si limita a dire ad alta voce i pensieri che almeno una volta hanno attraversato la mente di ogni essere umano.

In Jigsaw parla di relazioni, portando sul palco il suo personale fallimento.

“Siete mai stati in una relazione dove vi siete sentiti in trappola, come se non poteste andarvene ed era semplicemente più facile restare?”dice, introducendo l’argomento.

“[…] Vi siete mai sorpresi a pensare quanto sarebbe più semplice la vita se l’altra persona semplicemente morisse?” dice poi. “E non perché vorreste davvero la sua morte, ma perché sarebbe la via di fuga più semplice per uscire dalla relazione. E nessuno dei due si farebbe del male… emotivamente.”

Le domande che Sloss pone al pubblico in breve tempo hanno fatto naufragare migliaia di relazioni (oltre 17mila a Gennaio 2019), che lui stesso documenta sui social.

Paragonando la vita a un puzzle, Sloss espone la sua teoria “Jigsaw”, dicendo che gli individui sono spinti dalla società a trovare qualcuno, perché “se non sei con qualcuno, sei spezzato. Se non sei con qualcuno sei incompleto. Se non sei con qualcuno non sei abbastanza.

Ciò porta le persone a pensare di essere sbagliate se non trovano l’anima gemella, anche se non sono pronte, anche se non hanno trovato il pezzo del puzzle che si incastri alla perfezione.

Forziamo questa persona nelle nostre vite, perché preferiamo avere qualcosa invece di non avere nulla. Poi, cinque anni dopo, siamo obbligati a guardare a quel puzzle che non riconosciamo nemmeno più.

Sloss conclude suggerendo al pubblico di trovare qualcosa che ci faccia stare bene e di rendere quel qualcosa il centro del nostro puzzle e tutto il resto si incastrerà alla perfezione.

Daniel Sloss ha una comicità unica, forse perché riesce a portare la sua quotidianità sul palco così com’è. Come ribadisce lui stesso, i suoi racconti non sono infarciti da dettagli inventati o da conclusioni create ad hoc. Daniel racconta la sua realtà e l’onestà nel comunicarla si percepisce.

Forse è anche questa chiave del suo successo..

Se siete persone permalose o temete per la vostra relazione, magari è meglio se evitate Daniel Sloss. Oppure no, e magari scoprirete che è la scelta migliore che potevate fare per voi stessi.

Voto: 5/5

serie tv

#Pride Month || Tales of the city: recensione della nuova serie tv Netflix

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una nuova serie tv limitata approdata da pochi giorni su Netflix: Tales of the city.

Tales of the city è il terzo sequel della miniserie del 1993, dopo l’ultimo (Further Tales of the City) del 2001.
Il nuovo sequel Netflix ha mantenuto solo due personaggi dai precedenti (Mary Ann e Anna), inserendo un cast più giovane.

∼ La trama

Mary Ann ritorna al 28 di Barbary Lane a San Francisco, dopo ventitré anni di assenza, in occasione del 90esimo compleanno di Anna Madrigal.
Seppure Barbary Lane sia sempre lo stesso rifugio per chi è alla ricerca di una casa in cui poter essere se stesso, Mary Ann capisce che molte cose sono cambiate.
Ora Barbary Lane è abitata da una nuova generazione di giovani queer, tra cui la figlia di Mary Ann, Shawna, che la donna non vede da quando ha abbandonato lei e l’ex marito Brian due decenni prima.
Barbary Lane è anche abitata dall’amico di Mary Ann, Mouse, che ha una relazione seria con un ragazzo più giovane; da due gemelli che fanno di tutto per sfondare sul web e da una giovane coppia in crisi dopo la transizione di Jake.
Poi c’è ovviamente Anna, che vive ancora nel proprio appartamento, ma nasconde un segreto che minaccia la serenità di tutta Barbary Lane.

∼ La mia opinione

Barbary Lane è casa, un luogo in cui giovani queer possono sentirsi al sicuro e amati. Barbary Lane è una comunità, una famiglia.
Insieme a Mary Ann anche noi spettatori torniamo a “casa” insieme a lei, entrando a far parte delle vite di questa famiglia allargata.
Tales of the city rappresenta due generazioni a confronto, quella odierna dei millenial e quella rappresentata da Anna e Mouse. Due generazioni separate da un passato diverso, ma che vivono sotto lo stesso tetto.
Questa differenza è ben mostrata nel confronto tra la coppia formata da Mouse, che ha vissuto sulla propria pelle il periodo drammatico dell’ AIDS, e Ben, cresciuto in una realtà decisamente più semplice per un giovane gay.
La serie non cerca però di prendere parti, ma rappresenta entrambe le generazioni, con le proprie difficoltà e pregiudizi.

Tales of the city è una serie che punta molto sui dialoghi e le interazioni tra i personaggi, riuscendo a dare vita a rapporti complessi ma reali.
Il rapporto tra Jake e Margot è uno dei punti forti della serie. È facile immedesimarsi nella confusione che provano i due personaggi per l’evoluzione del proprio rapporto.
Jake è un ragazzo transgender, rappresentato peraltro da un attore transgender non binario, che si trova in difficoltà quando inizia a provare attrazione per i ragazzi. Il casting di Jake è una scelta che ho apprezzato molto perché, in una realtà in cui molto spesso questi ruoli sono affidati ad attori non transgender, Tales of the city ha dato spazio alla comunità LGBTQIA.
Dall’altra parte abbiamo Margot, in conflitto con il rapporto tra lei e il ragazzo, in quanto Margot è lesbica e, seppur abbia accettato la transizione di Jake, sente la mancanza della relazione che avevano prima.
Ancora una volta la serie non obbliga lo spettatore a prendere una parte, ma mostra le due facce della stessa medaglia.

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[SPOILER] In Tales of the city un elemento ricorrente è il ruolo della famiglia, che viene ripreso nelle varie storyline. Shawna è in conflitto con la propria identità quando scopre di essere adottata e parte alla ricerca delle proprie origini. Si rende però conto che seppur le persone che incontra hanno il suo stesso sangue, sono completamente diverse da lei e non la accetterebbero mai per quella che è. Casa è Barbary Lane, un luogo che non è formato da legami di sangue, ma da persone che hanno scelto di stare insieme.

Temevo che Tales of the city si sarebbe rivelata una di quelle serie che vogliono forzare a tutti i costi l’inclusione di ogni sorta di personaggio, finendo per esagerare, ma in realtà ogni personaggio è ben bilanciato.
I primi episodi però scorrono un po’ lenti e non si capisce bene dove voglia andare a parare la serie. La narrazione per fortuna accelera prima di metà stagione, arrivando a un episodio dedicato a un lungo flashback, che ho apprezzato molto.
Tales of the city è una serie che, anche se non perfetta, non potete e non dovete perdervi.
Ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma non voglio dilungarmi arricchendo il post con troppi spoiler.

Voto: 4 su 5.

Tales of the city è anche una serie di libri, che trovate qui.

E voi avete visto la serie? Vi aspetto nei commenti!

film

#Reality High: un brutto film Netflix sull’adolescenza e i social [FILM TRASH]

Buongiorno lettori!

Ultimamente sembra che sia alla ricerca di film brutti di proposito, ma ho l’ennesima colpa di non aver guardato il trailer prima di buttarmi in questa nuova visione Netflix. Quale occasione migliore di iniziare una nuova rubrica intitolata “film trash”?
[L’ispirazione della rubrica nasce dallo booktuber Matteo Fumagalli, che da diversi anni ci intrattiene con le sue vide-recensioni di libri trash. Se non lo conoscete di consiglio di seguirlo!]

Il film #Reality High si potrebbe riassumere con uno dei commenti che ho trovato sotto al trailer:

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Ma siccome voglio che soffriate insieme a me, vi delizierò con una recensione (che manterrò comunque breve perché non c’è poi molto da dire su questo film!)

Dani è una ragazza acqua e sapone, che divide le sue giornate tra la scuola e il suo lavoro da tirocinante veterinaria.
Ad esclusione del suo migliore amico nerd, le sue coetanee sembrano interessate soltanto ad apparire sui social e ottenere follower, così come Alexa Medina, una famosa influencer del web e compagna di scuola.
Quando Dani attirà l’attenzione dell’ex ragazzo di Alexa, Cameron, ed entra nel suo giro di amici, inizia a cambiare il proprio stile per omologarsi agli altri, ma si rende presto conto che non tutto è come appare sul web.

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#Reality High è un film chiaramente scritto da adulti che pensano di conoscere il mondo degli adolescenti di oggi, inserendo cliché che non vedevo dalle pellicole fine anni 90 – inizio duemila.
La novità di questo film è nell’aggiunta dell’uso dei social media, riservati alle mean girls della situazione, che come nel più famoso dei cliché sono sempre ben truccate e alla moda.
All’opposto troviamo invece la protagonista acqua e sapone, brava a scuola e che non sa neppure come usare i social media (e deve farsi insegnare dalla sorella undicenne).
La “cattiva ragazza” ha invece milioni di follower, dei tirapiedi che passano il tempo a giudicare gli altri sul web e un ragazzo figlio di papà e stella dello sport, che si rivela però un bravo ragazzo interessato alla protagonista.
Non manca ovviamente il migliore amico nerd e un po’ sfigato, con una cotta per la nostra amata protagonista, che è peraltro interpretato da un attore trentenne come nei migliori film trash americani. Aggiungeteci una festa in piscina, alcool e un makeover ed eccovi servito #Reality High!

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#Reality High avrebbe potuto essere un film carino sull’uso dei social media tra i giovani e del cyberbullismo, ma si è rivelata una pellicola piena di stereotipi e per nulla vicina al ritratto degli adolescenti di oggi.
La scrittura è molto povera e i personaggi cambiano carattere da un momento all’altro della narrazione senza che ci si arrivi gradualmente.
Appare inoltre il personaggio del capo di Dani, una veterinaria interpretata da Kate Walsh, che non ha alcuna funzione ed è irrilevante ai fini della trama.

In ogni caso guardatevi il trailer e avrete visto praticamente l’intero film! Non sto scherzando!

Voto: 1 su 5.

 

 

Curiosità, film

Your Name: il filo rosso del destino

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa ho visto su Netflix Your Name, il bellissimo anime di Makoto Shinkai, suggeritomi dal blog Milioni di particelle. Your Name è uscito nel 2016, ottenendo un grandissimo successo di pubblico e critica. Non voglio soffermarmi sulla recensione del film (perché ormai ne hanno parlato tutti), sebbene sia davvero stupendo, ma piuttosto sulla leggenda del filo rosso del destino, ben presente nell’anime.

Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.

“Ovunque tu possa essere nel mondo… Verrò a cercarti”

In tutto il film i due protagonisti sono legati da un filo rosso, che nella realtà è un simbolo di una leggenda di origine cinese, diffusa in Giappone.

Secondo questa leggenda ogni invidivuo, dalla nascita, è legato alla propria anima gemella da un filo rosso intorno al mignolo della mano sinistra. Il filo non può spezzarsi e le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.

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∼ La Leggenda

Wei, orfano di entrambi i genitori fin da piccolo, aveva il desiderio di sposarsi e avere una grande famiglia; ma non era mai riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.

Un giorno, durante un viaggio, Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano che stava leggendo un libro. Wei gli chiese che cosa stesse leggendo e lui rispose di essere il Dio dei matrimoni e che la futura moglie di Wei ora era una bimba di tre anni; avrebbe dovuto attendere ancora quattordici anni prima di conoscerla. Wei era deluso, ma notò che l’uomo aveva un sacco. L’anziano spiegò che conteneva il filo rosso che serviva per legare i piedi dei mariti e delle mogli. Un filo invisibile e impossibile da spezzare, che lega per sempre due persone, indipendentemente dagli eventi che vivranno.

Wei, che voleva scegliersi da solo una moglie, ordinò al servo di uccidere la bambina che sarebbe diventata sua moglie. Il servo eseguì l’ordine, ma la bambina sopravvisse, riportando una ferita alla testa.

Gli anni passarono e Wei non aveva ancora trovato una moglie finché, quattordici anni dopo incontrò una ragazza proveniente da una famiglia agiata, di cui si innamorò e che sposò.

La ragazza portava sempre una fasciatura sulla testa, che non toglieva mai. Diversi anni dopo le loro nozze, Wei chiese alla moglie che cosa aveva fatto alla testa e lei gli spiegò, in lacrime, che all’età di tre anni fu accoltellata da un uomo. In quel momento Wei si ricordò dell’anziano fuori dal tempio e del servo, e confidò alla donna di essere stato lui a ordinare l’assassinio.

Nonostante la verità, Wei e sua moglie da quel giorno si amarono più di prima, godendosi una vecchiaia felice e onorata.

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Fonte: http://www.ilbazardimari.net

Nonostante la storia sia effettivamente un po’ raccapricciante, soprattutto per le azioni dell’uomo, la leggenda del filo rosso è davvero curiosa.

E voi credete che le persone siano legate indissolubilmente? Vi aspetto nei commenti!

Dal libro al film

SALT FAT ACID HEAT: un viaggio tra i sapori del mondo || Recensione del documentario Netflix

Buona giornata a tutti i lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un documentario di quattro puntate che ho visto su Netflix. Si tratta di Salt Fat Acid Heat, documentario tratto dal libro omonimo.

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Salt Fat Acid Heat è un viaggio tra i sapori del mondo in compagnia della carismatica chef statunitense Samin Nosrat.

FAT: Il viaggio culinario inizia proprio in Italia, conosciuta per essere la patria del buon cibo. Dalla realizzazione del Parmigiano Reggiano e del pesto genovese nel Nord Italia, fino in Toscana con il grasso per eccellenza: il maiale. Vediamo all’opera persone di età e professioni diverse, tutte accomunate dalla passione per il buon cibo, in un’atmosfera famigliare.

SALT: Il viaggio prosegue in Giappone, il paese che produce più tipi di sale diverso in tutto il mondo. Vediamo come viene estratto il sale dalle alghe, fino alla preparazione della vera salsa di soia e alla realizzazione di alcuni piatti della cultura giapponese.

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ACID: La terza tappa è in Yucatan con l’acido. Sapevate che il miele non è dolce bensì aspro? Scoprirete come vengono prodotti diversi tipi di miele dal sapore particolare, così come le salse di accompagnamento tipiche della cucina messicana e altri piatti accompagnati dall’acidità degli agrumi.

HEAT: La chef Samin Nosrat ritorna alle origini da Chez Panisse, il luogo in cui ha iniziato la propria carriera. Ci apre le porte della propria cucina, mostrandoci come il calore reagisce alla cottura di diversi alimenti, per permettere ai sapori di essere valorizzati. Dalla cottura della carne alla brace, al pollo al forno, lo spettatore si ritrova a tu per tu con Samin.

Le puntate, della durata di quaranta minuti, portano lo spettatore in un viaggio culinario tra curiosità sulla nascita delle materie prime, fino alla loro trasformazione. Se siete appassionati di cucina o del buon cibo Sal Fat Acid Heat è il documentario adatto a voi.

Non voglio consigliarvi o meno il libro perché non l’ho letto, ma se siete interessati all’acquisto lo trovate qui. Molte delle ricette potete comunque prenderle dal sito internet dedicato al libro.

serie tv

Netflix o Prime Video? || La mia esperienza

Ciao a tutti i lettori del blog! Oggi parliamo di piattaforme di streaming, facendo una comparazione tra la più usata, Netflix e la concorrente di casa Amazon, Prime Video. Essendo abbonata a entrambi i servizi vorrei illustrarvi i pro e i contro di ognuno.

∼ PRIME VIDEO

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Prime Video è il servizio di streaming gratuito dedicato agli iscritti ad Amazon Prime. Con l’abbonamento ad Amazon Prime, oltre ad avere un’ampia scelta di film e serie tv, si ha diritto ai seguenti benefici:

  • Spedizioni illimitate in 1 giorno senza costi aggiuntivi su milioni di prodotti, e senza soglia minima d’acquisto
  • Prime Foto: spazio di archiviazione per le foto illimitato
  • Accesso anticipato alle Offerte lampo
  • Prime Reading: centinaia di ebook gratuiti
  • Prime Music: il servizio di musica che consente ai clienti Prime di ascoltare, memorizzare e gestire musica ovunque con un limite mensile di 40 ore.

PREZZO: aumentato da 19,99€ a 36€ all’anno, o pagamento mensile a 4,99€ al mese.

PAGAMENTO: Annuale o mensile

PROVA: 30 giorni prova gratuita

DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Ora che avete un quadro più chiaro del servizio passiamo ad analizzare l’offerta di Prime Video nello specifico.

Il punto di forza della piattaforma streaming è la scelta delle serie televisive originali. Tra i titoli più famosi troviamo The man in the high castle, Mozart in the jungle, Transparent, Fleabag ecc…

Per quanto riguarda le serie televisive e i film il catalogo è in continuo aumento. Solo l’anno scorso infatti l’offerta era molto più scarna. Tra i titoli più allettanti potete trovare This is us, Vikings, Teen Wolf, Once upon a time ecc…

Vi consiglio Prime Video se avete intenzione di usufruire degli altri servizi di Amazon Prime o se non siete soliti guardare moltissimo in streaming. Se invece siete alla ricerca di un servizio streaming da utilizzare esclusivamente per quello scopo, vi consiglio di orientarvi verso Netflix.

Dati aggiornati in data 19 luglio 2018.

SERIE TV: 206 titoli

FILM: 1.085 titoli

Se volete abbonarvi ad Amazon Prime e Prime Video cliccate qui.

∼ NETFLIX

net

Netflix è senza dubbio la piattaforma streaming più celebre e utilizzata in tutto il mondo. Ormai non si parla d’altro, ma ne vale davvero la pena? Scopriamolo insieme!

PAGAMENTO: Mensile

PREZZO:

  • Piano base: 1 schermo SD (visione su 1 schermo alla volta, in definizione standard) 7,99€
  • Piano standard: 2 schermi HD (visione su 2 schermi alla volta, in alta definizione se disponibile) 10,99€
  • Piano premium: 4 schermi HD/UHD (visione su 4 schermi alla volta, in alta definizione e ultra alta definizione, se disponibile) 13,99€

 

PROVA: 30 giorni di prova gratuita

DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Il punto di forza di Netflix è l’ampia selezione di serie televisive di diverso genere (tre volte il numero di Prime Video) e l’altra qualità dei prodotti originali.

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Se siete soliti guardare diverse ore al giorno in streaming e siete sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da guardare, con Netflix avrete l’imbarazzo della scelta.

Ogni settimana il catalogo viene aggiornato con tante novità, tra film, serie tv e documentari.

Dati aggiornati in data 19 luglio 2018.

FILM: 2.237 titoli

SERIE TV: 663 titoli

Potete abbonarvi qui.


Io vi ho illustrato le caratteristiche di ogni servizio. Non mi sento di consigliarvene uno specifico perché dipende dalle vostre esigenze.

Come offerta di catalogo Prime Video non può ancora competere con Netflix (abbiamo visto i numeri), ma offre comunque dei servizi alternativi molto validi e un prezzo decisamente inferiore. Concludiamo quindi con la nostra pagella, il resto dipende da voi!

primev4.pngPREZZO

  • Netflix: 7
  • Prime Video: 8

CATALOGO

  • Netflix: 9
  • Prime Video: 7

SERVIZI AGGIUNTIVI

  • Netflix: /
  • Prime Video: 9

NAVIGABILITA’

  • Netflix: 9
  • Prime Video: 7

 

Recensioni

[RECENSIONE] The Kissing Booth – Il libro del film netflix

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di The Kissing Booth, il libro tratto dal film uscito di recente su Netflix. Parlare in modo negativo di un romanzo che mi è stato inviato da una casa editrice (soprattutto se sono stata io a richiederlo) non è mai facile. Chi mi segue sa però che le mie recensioni sono sempre oneste e non voglio ingannare i miei lettori con informazioni non vere. Ringrazio la casa editrice DeA per avermi inviato il libro da me richiesto.

Ho finito di leggere questo libro già da una settimana, ma ho trovato molta difficoltà a scrivere la recensione o anche solo trovare lo stimolo per farlo.

N.B: Sebbene cercherò di contenere gli spoiler, potrebbe comunque sfuggirmene qualcuno. Pertanto siete avvisati!

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Rochelle ha diciassette anni, è bella, popolare, brillante. È circondata di amici, ma non è mai stata baciata. Non ha mai avuto un fidanzato, solo cotte per tipi sbagliati, bad boy di cui le era impossibile innamorarsi davvero. E Noah non fa eccezione. Anche lui è inaffidabile, tenebroso, irritante. E con le ragazze vuole solo divertirsi. Rochelle non ha alcuna intenzione di cedere al suo irresistibile fascino. Perché di una cosa è certa, Noah non è quello giusto. Glielo ripete di continuo anche Lee, il suo migliore amico, l’unica persona a cui Rochelle non potrebbe mai rinunciare. Ma il fatto che Lee sia il fratello di Noah complica ogni cosa. Soprattutto quando Lee scopre un segreto, un segreto inconfessabile che non può, o forse non vuole, condividere con Rochelle.

Quando ho richiesto il libro non sapevo fosse stato pubblicato da una storia di Wattpad, ma già dalle prime pagine mi sono accorta che la scrittura era molto acerba e così si è insinuato in me un dubbio, che poi ha trovato conferma. Nonostante il libro abbia numerosi difetti, il più grande è lo stile dell’autrice, che purtroppo è molto dilettantistico, al limite delle peggiori fan fiction di Wattpad e siti affini.

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Continua a leggere “[RECENSIONE] The Kissing Booth – Il libro del film netflix”

Libri e serie tv

14 serie tv tratte da libri in uscita nel 2018

Ciao a tutti e buon fine settimana! Qualche giorno fa vi ho parlato dei film in uscita nel 2018 tratti da libri. Oggi vi parlerò invece delle serie televisive che usciranno il prossimo anno, e la cui idea originale nasce da un libro. Non dimenticate di lasciarmi un commento, buona lettura!

HULU

Nel 2018 la piattaforma streaming Hulu uscirà con due attesissime produzioni originali: Castle Rock e Il trono di ghiaccio.

Castle Rock è una serie tv creata da J.J Abrams e basata sui racconti di Stephen King. La prima stagione vedrà la messa in onda di dieci puntate, collocate a Castle Rock, cittadina immaginaria in cui lo scrittore ha ambientato alcune delle sue storie.

[Teaser Trailer di Castle Rock]

Il trono di ghiaccio, saga fantasy della scrittrice Sarah J. Maas, è stata scelta da Hulu per diventare una serie televisiva. Purtroppo del progetto non si hanno ancora notizie più specifiche, se non che verrà chiamata Queen of Shadows come uno dei romanzi della saga.  De Il trono di ghiaccio vi ho parlato qui.

NETFLIX

Netflix continua a offrire produzioni originali nel suo catalogo. Tra le attese del 2018 troviamo The haunting of Hill House, tratto dal libro L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, uno dei racconti di fantasmi più celebri.

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Le serie televisive rinnovate per altre stagioni e tratte da libri sono: 13 reasons why (seconda stagione – dal romanzo Tredici di Jay Asher); Una serie di sfortunati eventi (seconda stagione – dal ciclo omonimo di Lemony Snicket e Orange is the new black (seconda stagione – dal libro di memorie di Piper Kerman)

HBO

Il 2018 sarà anche l’anno di Today Will be different, romanzo del 2016 di Maria Semple, che vedrà protagonista Julia Roberts. Ricordiamo che HBO ha già avuto successo nell’adattamento di un libro con Big Little Lies.

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Il celebre canale statunitense si dedicherà anche alla messa in onda di Who Fears Death, tratta dall’omonimo romanzo di Science Fiction, ambientato in un Africa post-apocalittica. Tra i produttori spicca George R.R Martin, creatore di Game of Thrones (io preferirei si dedicasse a scrivere Il trono di spade!)

hbo

Dopo essere stata annunciata nel 2014, la prossima estate uscirà finalmente Sharp Object, tratta dal romanzo di Gillian Flynn. La serie avrà come protagonista Amy Adams nel ruolo di una reporter investigativa.

AMAZON

Anche Prime Video ha diversi assi nella manica per il 2018. Tra le produzioni future avremo la possibilità di vedere The Terror, tratta dal romanzo di Dan Simmons che racconta la vera storia della spedizione artica del Capitano John Franklin e Good Omens, in cui un arcangelo e un demone cercano di evitare l’apocalisse. (Titolo italiano: Buona apocalisse a tutti)

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RAI

Dobbiamo ammirare lo sforzo della Rai di cercare di avvicinare il pubblico italiano al proprio palinsesto. Per il 2018 ci prova con diverse produzioni, alcune in collaborazione con emittenti straniere. È il caso della serie televisiva I Medici, giunta alla seconda stagione e che vanta nel cast attori come Sean Bean, mentre nella prima aveva Dustin Hoffman e Richard Madden. I Medici è tratta dall’omonima serie di romanzi.

Un’altra collaborazione sarà quella tra RAI e HBO, per la produzione de L’Amica geniale di Elena Ferrante, tratta dal primo di quattro romanzi e caso editoriale degli ultimi anni.

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L’Allieva è invece una produzione tutta italiana, ma venduta all’estero in diverse nazioni. Il prossimo anno uscirà la seconda stagione, che racconta le vicende della specializzanda in medicina legale Alice Allevi.

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