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#Pride Month || Tales of the city: recensione della nuova serie tv Netflix

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una nuova serie tv limitata approdata da pochi giorni su Netflix: Tales of the city.

Tales of the city è il terzo sequel della miniserie del 1993, dopo l’ultimo (Further Tales of the City) del 2001.
Il nuovo sequel Netflix ha mantenuto solo due personaggi dai precedenti (Mary Ann e Anna), inserendo un cast più giovane.

∼ La trama

Mary Ann ritorna al 28 di Barbary Lane a San Francisco, dopo ventitré anni di assenza, in occasione del 90esimo compleanno di Anna Madrigal.
Seppure Barbary Lane sia sempre lo stesso rifugio per chi è alla ricerca di una casa in cui poter essere se stesso, Mary Ann capisce che molte cose sono cambiate.
Ora Barbary Lane è abitata da una nuova generazione di giovani queer, tra cui la figlia di Mary Ann, Shawna, che la donna non vede da quando ha abbandonato lei e l’ex marito Brian due decenni prima.
Barbary Lane è anche abitata dall’amico di Mary Ann, Mouse, che ha una relazione seria con un ragazzo più giovane; da due gemelli che fanno di tutto per sfondare sul web e da una giovane coppia in crisi dopo la transizione di Jake.
Poi c’è ovviamente Anna, che vive ancora nel proprio appartamento, ma nasconde un segreto che minaccia la serenità di tutta Barbary Lane.

∼ La mia opinione

Barbary Lane è casa, un luogo in cui giovani queer possono sentirsi al sicuro e amati. Barbary Lane è una comunità, una famiglia.
Insieme a Mary Ann anche noi spettatori torniamo a “casa” insieme a lei, entrando a far parte delle vite di questa famiglia allargata.
Tales of the city rappresenta due generazioni a confronto, quella odierna dei millenial e quella rappresentata da Anna e Mouse. Due generazioni separate da un passato diverso, ma che vivono sotto lo stesso tetto.
Questa differenza è ben mostrata nel confronto tra la coppia formata da Mouse, che ha vissuto sulla propria pelle il periodo drammatico dell’ AIDS, e Ben, cresciuto in una realtà decisamente più semplice per un giovane gay.
La serie non cerca però di prendere parti, ma rappresenta entrambe le generazioni, con le proprie difficoltà e pregiudizi.

Tales of the city è una serie che punta molto sui dialoghi e le interazioni tra i personaggi, riuscendo a dare vita a rapporti complessi ma reali.
Il rapporto tra Jake e Margot è uno dei punti forti della serie. È facile immedesimarsi nella confusione che provano i due personaggi per l’evoluzione del proprio rapporto.
Jake è un ragazzo transgender, rappresentato peraltro da un attore transgender non binario, che si trova in difficoltà quando inizia a provare attrazione per i ragazzi. Il casting di Jake è una scelta che ho apprezzato molto perché, in una realtà in cui molto spesso questi ruoli sono affidati ad attori non transgender, Tales of the city ha dato spazio alla comunità LGBTQIA.
Dall’altra parte abbiamo Margot, in conflitto con il rapporto tra lei e il ragazzo, in quanto Margot è lesbica e, seppur abbia accettato la transizione di Jake, sente la mancanza della relazione che avevano prima.
Ancora una volta la serie non obbliga lo spettatore a prendere una parte, ma mostra le due facce della stessa medaglia.

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[SPOILER] In Tales of the city un elemento ricorrente è il ruolo della famiglia, che viene ripreso nelle varie storyline. Shawna è in conflitto con la propria identità quando scopre di essere adottata e parte alla ricerca delle proprie origini. Si rende però conto che seppur le persone che incontra hanno il suo stesso sangue, sono completamente diverse da lei e non la accetterebbero mai per quella che è. Casa è Barbary Lane, un luogo che non è formato da legami di sangue, ma da persone che hanno scelto di stare insieme.

Temevo che Tales of the city si sarebbe rivelata una di quelle serie che vogliono forzare a tutti i costi l’inclusione di ogni sorta di personaggio, finendo per esagerare, ma in realtà ogni personaggio è ben bilanciato.
I primi episodi però scorrono un po’ lenti e non si capisce bene dove voglia andare a parare la serie. La narrazione per fortuna accelera prima di metà stagione, arrivando a un episodio dedicato a un lungo flashback, che ho apprezzato molto.
Tales of the city è una serie che, anche se non perfetta, non potete e non dovete perdervi.
Ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma non voglio dilungarmi arricchendo il post con troppi spoiler.

Voto: 4 su 5.

Tales of the city è anche una serie di libri, che trovate qui.

E voi avete visto la serie? Vi aspetto nei commenti!

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I preferiti del mese

I preferiti del mese || APRILE

Buongiorno lettori! Oggi torna la consueta rubrica con i preferiti del mese. Non dimenticate di farmi sapere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

Questo mese sono incappata nel blocco del lettore e ho letto soltanto tre libri, uno dei quali in anteprima di cui non posso ancora dirvi nulla. Gli altri sono stati Bridget Jones: Un amore di ragazzo (di cui trovate la recensione sul blog) e Le assaggiatrici.

5 libri di scrittori emergenti (17)

FILM

Aprile è stato il mese del tanto atteso e discusso Avengers: Endgame, che mi è piaciuto molto.

MUSICA

Ad aprile ho ascoltato l’ultimo album del gruppo Death Cab for Cutie, Thank you for today e sono stata al concerto milanese del gruppo Mumford and sons, in tour per promuovere il nuovo album, Delta.

SERIE TV

Tra le tante attese c’è stato anche l’inizio di Game of Thrones, di cui sono state trasmesse al momento le prime tre puntate.

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Ne ho parlato in diversi articoli, che trovate qui sotto:

Game of Thrones: I leak usciti nel 2018 hanno previsto il finale?
Stark o Greyjoy? || Theon: un personaggio sottovalutato
Game of Thrones: La pagella della 8×02, i momenti migliori e peggiori + anticipazione 8×03
Game of Thrones: Riassuntone 8×02

Devo però anche citare After Life, un gioiellino di sei puntate con protagonista Ricky Gervais. Ve ne ho parlato qui.

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Curiosità, serie tv

Special: la nuova comedy Netflix da non perdere! [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una serie tv uscita di recente su Netflix che vi consiglio tantissimo.
La serie in questione è Special, comedy della durata di 8 puntate, scritta, prodotta (insieme a Jim Parsons) e recitata da Ryan O’Connell nei panni del protagonista. Forse conoscete l’autore per Akward (Il diario di una nerd superstar), Will & Grace e altri progetti televisivi, ma Ryan è anche l’autore di I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves, il suo libro di memorie da cui è tratta la serie Special.

Ryan Hayes è un ragazzo gay di poco più di vent’anni, che convive dall’infanzia con una malattia, la paralisi celebrale, che limita le sue capacità motorie. Dopo essere coinvolto in un banale incidente d’auto, Ryan viene assunto come tirocinante per una rivista online. Stanco che la sua malattia sia il centro della sua vita, Ryan mente ai nuovi colleghi, fingendo che le sue difficoltà a camminare o a compiere gesti quotidiani siano dovute all’incidente e non alla malattia.
Al lavoro Ryan stringe amicizia con Kim, una donna positiva e sicura di sè, che lo sprona ad affrontare nuove esperienze, come la sua prima volta e a stringere amicizia con altre persone.
Al tempo stesso Ryan decide di andare a vivere da solo e inizia ad allontanarsi dalla madre iperprotettiva Karen, che ha da sempre messo il figlio e la malattia al centro della propria vita.

Ryan si sente un pesce fuor d’acqua nella vita, mai troppo attraente, mai troppo “normale”; come ricorda a se stesso non è neppure abbastanza disabile.
Ma, nonostante persino il suo fisioterapista gli dice che è un privilegiato, Ryan non si sente tale e ha difficoltà a individuare il suo posto nel mondo.
Nelle brevi otto puntate, della durata di appena quindici minuti, vediamo Ryan interfacciarsi alla vita, tra prime volte, rapporti di amicizia e amore; e anche alla propria disabilità, da sempre un ostacolo alla sua sicurezza.

Special è una serie fresca e divertente, che vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine.
Ryan O’ Connell si adatta alla perfezione nei panni del protagonista e stupisce pensare che si tratti proprio del suo primo ruolo da attore.

Spero sinceramente che questa serie venga rinnovata per una seconda stagione. E voi l’avete vista?

 

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Skam Italia è tornato con la terza stagione! || Tutto quello che dobbiamo sapere

Buongiorno lettori! Ieri è finalmente iniziata la terza stagione di Skam Italia, con diverse novità.

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La prima grande e – purtroppo non proprio bella novità della stagione – è che le clip non saranno più trasmesse giornalmente sul sito ufficiale, ma saranno disponibili solo per gli abbonati a Tim Vision. La stessa cosa accadrà con la puntata, che verrà caricata sempre su Tim Vision e riunirà tutte le clip della settimana.
Chi non è abbonato alla piattaforma di streaming non potrà quindi vedere gli episodi o le clip, a meno che non si affidi a canali non ufficiali.

La novità ha infastidito molti fan, che hanno ricevuto la notizia soltanto nella giornata di ieri. Personalmente ritengo che questo comportamento sia scorretto nei confronti dei fan, che fin dall’inizio seguono la serie sul sito ufficiale. Un avviso in anticipo sarebbe stato doveroso!

La terza stagione ha come protagonista Eleonora Sava, interpretata da Benedetta Gargari.
La ragazza è stata introdotta nella prima stagione e si è trasferita al Kennedy, dove ha stretto amicizia con Eva, Federica, Sana e Silvia. In uno degli episodi della stagione Eleonora ha fronteggiato il bad boy Edoardo per difendere Silvia, azione che ha scaturito poi l’interesse del ragazzo. Al termine della seconda stagione Eleonora è tornata da un viaggio studio in Inghilterra, e al suo ritorno ha ricevuto un messaggio da Edoardo, che le ha chiesto di uscire di nuovo di uscire.
Nonostante i continui rifiuti di Eleonora, il ragazzo insiste, giocando con i sentimenti di Silvia (che ha da sempre una forte infatuazione per lui) per farla ingelosire.
La stagione verterà quindi sul rapporto tra Eleonora ed Edoardo.

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Skam da sempre tocca diversi argomenti, con un linguaggio giovane e adatto al pubblico di riferimento. In Skam originale, il tema della stagione dedicata a Noora (Eleonora in Skam Italia) è stato quello dell‘abuso sessuale. Un tema di certo non facile e che presumibilmente verrà trattato anche in Skam Italia.

Spero che nella terza stagione ci siano più clip con Filippo Saba, ma con tutta probabilità, essendo il fratello di Eleonora, avrà uno spazio a lui dedicato all’interno della web serie. Incrociamo le dita anche per il ritorno di Martino e Niccolò!

Dopo due stagioni splendidamente dirette, Ludovico Bessegato ha lasciato la direzione di Skam a Ludovico di Martino.

Siete curiosi di vedere come si svilupperà la nuova stagione? Vi aspetto nei commenti!

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7 personaggi di serie tv che nella vita reale sarebbero odiosi

Buongiorno lettori! Devo scusarmi per l’assenza degli ultimi giorni ma è stata una settimana lavorativa folle. Oggi voglio parlarvi di quei personaggi delle serie tv che amiamo, ma che nella vita vera eviteremmo.

Sherlock Holmes (Sherlock)

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Sherlock è uno dei personaggi più apprezzati in assoluto nell’universo fictionale, ma il suo carattere saccente e la caratteristica del dire sempre ciò che pensa, potrebbe non essere una qualità molto apprezzata nella vita reale!

Cristina Yang (Grey’s Anatomy)

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Nonostante manchi da Grey’s Anatomy da diversi anni, il personaggio di Cristina è rimasto nei cuori dei fan della serie, che hanno imparato ad amarla nonostante i numerosi difetti. Nella realtà però una persona come lei sarebbe difficile da apprezzare, soprattutto per il suo carattere quasi distaccato e poco empatico.

Paris Geller  (Gilmore Girls)

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Inizialmente introdotta come rivale di Rory, Paris è diventata un’amica eccentrica ma fidata. Lentamente ha fatto breccia nel cuore dei fan, finendo per diventare uno dei personaggi iconici della serie. Nella vita vera però quanti di voi riuscirebbero ad essere amici di Paris?

Sheldon Cooper (The big bang theory)

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Sheldon è il personaggio più riuscito della serie, tant’è che si è conquistato persino uno spin-off a lui dedicato. Eppure la lista dei difetti che lo riguardano è infinita e, nella vita quotidiana, sarebbe impossibile essere amico di una persona del genere!

Lucifer Morningstar  (Lucifer)

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Lucifer è affascinante e brillante, e dotato di uno spiccato senso dell’umorismo. Dice sempre quello che pensa, e racconta a tutti di essere il Diavolo e che Dio è suo padre. Se incontrassi una persona come lui, fuggirei a gambe levate pensando che sia uno psicopatico!

Rogelio della Vega (Jane the virgin)

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Rogelio è uno di quei personaggi che non possiamo non amare. È sempre pronto a farsi in quattro per la propria famiglia, a volte anche senza riflettere sulle conseguenze. Adora però essere una star e godere dell’attenzione dei fan e dei media. Nella realtà però una persona come Rogelio sarebbe piuttosto difficile da sopportare, soprattutto durante i suoi momenti da divo!

Cameron Tucker (Modern Family)

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Caotico ed estremamente teatrale, Cam adora stare al centro dell’attenzione. È un personaggio che si presta molto bene in una serie comedy, ma che nella realtà potrebbe essere alquanto fastidioso da sopportare.

Siete d’accordo con la mia lista? Fatemi sapere i vostri personaggi scelti nei commenti!

 

 

I preferiti del mese

I preferiti del mese ||FEBBRAIO

Buona sabato cari lettori! Come di consueto torna la rubrica con i preferiti del mese appena trascorso. Non mancate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

Dopo un gennaio ricco di letture, febbraio è stato piuttosto carente. Ho comunque letto un bellissimo libro: Bianco Letale. (di cui vi ho parlato qui)

51U+gVgk+fL._SX336_BO1,204,203,200_“Dopo le nozze di Robin e Matthew, il rapporto tra la detective e Cormoran è diventato teso e l’amicizia che li legava sembra essere solo un lontano ricordo. Un nuovo caso, che coinvolge un importante politico porta però i due a lavorare a stretto contatto, per cercare di scoprire la verità. Tra missioni in incognito e pedinamenti, Robin e Cormoran devono anche fare i conti con l’attenzione dei media, in seguito al successo dei casi precedenti. Nel frattempo Robin è costretta ad affrontare il trauma del suo ferimento e un matrimonio che sembra già essere naufragato in partenza.”

Link d’acquisto


FILM

A febbraio ho visto finalmente Your Name, un bellissimo anime che mi è stato consigliato e che trovate su Netflix.

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Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.


MUSICA

Ho ascoltato molto l’ultimo cd dei Mumford and sons (Delta), che vedrò ad aprile, ma ho anche ascoltato a ripetizione Next to me del gruppo Imagine Dragons.

SERIE TV

A febbraio ho divorato Sex Education, una delle nuove serie di Netflix, che ho amato. (qui vi ho parlato della seconda stagione)

5 libri di scrittori emergenti(102)

VIAGGI E GITE FUORI PORTA

Questo mese non ho fatto viaggi particolari, ma un giorno ho trascorso qualche ora in un borgo a pochi minuti da casa mia: Castell’Arquato. 

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[foto turismo.it]

 

 

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Che cosa dobbiamo aspettarci dalla quarta stagione di Lucifer?

Buona domenica cari lettori! Oggi parliamo di Lucifer, la serie tv che è stata salvata dai fan e acquisita da Netflix, in seguito alla cancellazione da parte di FOX la scorsa estate.

Non abbiamo ancora una data certa, ma Lucifer potrebbe tornare su Netflix già questa primavera. La produzione ha infatti terminato di girare lo show a novembre.

La serie sarà la più breve mai girata: dieci episodi, divisi in due parti, e vedrà nel cast due nuovi volti ricorrenti; Inbar Lavi nel ruolo di Eva, che stufa di Adamo si strugge per il suo primo amore Lucifer; e Vinessa Vidotto nel ruolo dell’angelo Remiel, una delle sorelle di Lucifer e Amenadiel.

[Attenzione contiene spoiler della terza stagione.]

Non torneranno invece Tom Welling nel ruolo di Marcus Pierce/Caino e Tricia Hefler nel ruolo di Charlotte, entrambi uccisi alla fine della stagione.

Nell’ultima puntata di stagione (eslcudendo gli episodi bonus) Chloe ha finalmente scoperto la verità su Lucifer, che ingnaro, ha mostrato alla donna la propria faccia da diavolo. Ora che i due hanno finalmente deciso di dichiarare i propri sentimenti reciproci, come reagirà Chloe alla notizia?

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Presumibilmente per lei sarà un vero e proprio shock. Lucifer non ha mai mentito sulla propria natura, ma abbiamo già visto in passato come la rivelazione sulla sua identità abbia sconvolto Linda. Alla fine la psicologa è riuscita ad accettare la verità, ma le ci è voluto molto tempo. Chloe inoltre ha una figlia da proteggere e un diavolo come fidanzato potrebbe non sembrare la scelta migliore per lei e Trixie.

Il co-showrunner Modrovich ha dichiarato a TVLine che “Non lo accetterà subito. Passerà attraverso tutte le emozioni che ha attraversato il pubblico.”

Se la rivelazione potrebbe già essere un forte deterrente per la relazione tra Chloe e Lucifer, la ex fidanzata di quest’ultimo, Eva, potrebbe dare un’ulteriore scossa al loro rapporto. Come già detto, la donna prova dei forti sentimenti per il diavolo, al punto che potrebbe cercare di allontanarlo da Chloe.

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Una storyline che sarà sicuramente esplorata è il lutto con il quale sarà costretto a convivere Dan in seguito alla morte di Charlotte. Quella felicità che sembrava finalmente possibile gli è stata strappata. Il suo passato da poliziotto corrotto potrebbe riemergere nel dolore?

Amenadiel sarà invece occupato a fare da guida alla propria sorellina minore Remiel, che lo idolatra. Guai in vista?

Modrovich ha inoltre dichiarato che in questa quarta stagione vedremo più contenuti adatti a un pubblico adulto; più sangue e più horror.

Siete curiosi?

 

 

Curiosità, serie tv

Il problema del queerbaiting nelle serie tv|| Che cos’è?

Buon pomeriggio cari lettori del blog! Qualche giorno fa vi ho parlato del rapporto tra John Watson e Sherlock Holmes nella serie tv Sherlock. Vi ho anche parlato del problema del queerbaiting, che troppo spesso troviamo nelle serie tv. Essendomi focalizzata soprattutto sulla bromance Johnlock, oggi voglio parlare del queerbaiting più in generale. Vi invito comunque a recuperare il mio post precedente, perché non ripeterò alcune delle cose già dette.

Si può parlare di queerbaiting quando gli showrunner e autori di una serie televisiva creano volutamente allusioni tra due personaggi dello stesso sesso, con l’intenzione di attirare il pubblico LGBTQ. La tensione sessuale più o meno eplicita che si viene a creare non sfocia però mai in qualcosa di fatto, vivendo di sottointesi.

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Ma perché il queerbaiting è sbagliato?

Essendo la comunità LGBTQ numericamente inferiore a quella etero, essa rappresenta una piccola percentuale dell’audience di una serie televisiva. In questo modo, non permettendo alla tensione erotica di sfociare tra due personaggi, gli autori dello show si “assicurano” la visione del pubblico etero; mantenendo allo stesso tempo anche quella LGBTQ.

È moralmente sbagliato perché in questo modo la comunità LGBTQ non viene mai davvero rappresentata. È un modo per accapparrarsi spettatori, promettendo implicitamente qualcosa che non arriverà mai.

Se sulla coppia John e Sherlock avevo qualche riserva, un esempio lampante di queerbaiting è il rapporto tra Stiles e Derek in Teen Wolf. Io stessa ho iniziato la serie soltanto per loro, pensando che i due fossero effettivamente una coppia. Immaginate la mia delusione nel scoprire che ero stata ingannata!

La produzione dello show, notando il fenomeno che “Sterek” creò al tempo, inserì più scene tra i due, giocando addirittura sulla loro “relazione”, come nel video qui sotto.

Mi hanno suggerito anche la coppia Dean e Castiel di Supernatural, che però non seguo. Ho guardato alcuni video su youtube e le allusioni tra i due sono davvero tantissime.

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La soluzione al queerbaiting è semplice: inserire più personaggi LGBTQ negli show televisivi in ruoli principali, non limitandosi solo alle coppie etero e tornare a rappresentare le amicizie senza ricorrere a espedienti sessuali per attirare pubblico.

Voi avete mai notato questo problema? Che ne pensate? Vi aspetto nei commenti!

 

 

 

 

Curiosità, serie tv

L’evoluzione dell’amicizia tra Sherlock Holmes e John Watson in Sherlock|| Queerbaiting sì o no?

Buongiorno lettori! Come promesso in uno dei miei ultimi post, oggi voglio parlarvi della bromance tra Watson e Sherlock, comparsa nella serie tv Sherlock.

Nata come una convivenza vantaggiosa per entrambi, l’amicizia tra i due protagonisti si è evoluta rapidamente, diventando una delle bromance più acclamate degli ultimi anni. Spesso è stata accusata di queerbaiting (voluta tensione omoerotica tra due personaggi), ma qual è la verità? Cercherò di analizzare il rapporto tra i due, sottolineando i segnali che hanno lasciato pensare a queerbaiting da parte degli showrunner.

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John Watson è stupito dalle capacità di Sherlock, che sembrano andare oltre l’umana comprensione. Sherlock è estremamente intelligente e perspicace, riesce a vedere indizi che nessun’altro sarebbe in grado di identificare. John è incuriosito dal consulente investigativo, al punto che qualche attimo dopo averlo conosciuto si è già lasciato coinvolgere nella ricerca di un assassino.

Sebbene sia così attratto dalla figura di Sherlock, non può fare a meno di notare il rapporto che gli altri hanno nella vita dell’uomo. Semplici comparse, perché Sherlock non ha amici. Lo dicono i suoi conoscenti ed è lui stesso a precisarlo. Nonostante la straordinaria intelligenza di Sherlock, l’investigatore non sembra in grado di creare legami umani, neppure con il fratello che lo controlla.

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Che cos’ha quindi di così diverso Watson? Perché Sherlock non lo tiene a distanza come fa con tutti gli altri?

John è forse l’unico ad aver mai capito Sherlock, non lo giudica e al tempo stesso riesce a scindere la sua umanità dalle capacità intellettive. Se tutti gli altri riescono soltanto a vedere le sue doti, John lo vede prima di tutto come un uomo. Ultima ma non meno importante è la fiducia che nutre per lui.

Alla fine della prima puntata Watson mette a rischio la propria libertà per salvare Sherlock, sparando al serial killer che lo teneva in “ostaggio”. In quel momento, quando Sherlock realizza che cos’ha fatto il dottore per lui, il loro rapporto di conoscenza inizia a mutare in amicizia.

Ed è nella puntata successiva che Sherlock presenta John come il suo amico e, come rivelerà in seguito, “lui non ha amici, ne ha soltanto uno”. John Watson.

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Nel corso delle puntate spesso John e Sherlock vengono visti come una coppia e sebbene Watson cerchi in continuazione di specificare che sono soltanto amici, Sherlock non si esprime mai. Significa forse che Sherlock nutre un sentimento più profondo per l’amico?

Questa domanda apre un topic molto più vasto. Dobbiamo innanzitutto puntualizzare che la loro amicizia non rientra nei consueti canoni che tutti noi conosciamo. Le circostanze in cui si muovono i protagonisti sono di fatto straordinarie, così come le dinamiche tra i due.

Sherlock e John sono forse le uniche persone che riescono davvero a comprendersi. John incontra e sposa Mary nella terza stagione, è vero, ma seppur l’amore che lega i due è forte e sincero, il legame con Sherlock lo è ancora di più. Il consulente investigativo riesce a tirare fuori lati di John che lui non pensava neppure di possedere. È quel tipo di rapporto per i quali entrambi sono disposti a mettere la vita dell’altro di fronte alla propria. Ancora e ancora.

Prendendo d’esempio la relazione tra Watson e Mary, la suddetta è nata nel momento in cui Sherlock era presunto morto. Prima di allora nessun legame era mai riuscito a durare per John, questo perché Sherlock era stato sempre messo in primo piano. Nessuna storia sfiorava mai l’importanza dell’amicizia tra i due uomini.

Sono loro due contro il resto del mondo.

Ma quindi Sherlock è queerbaiting?

Nì.

Gli showrunner pare abbiano volutamente (seppure abbiano negato) giocato sulla sfera sentimentale nel loro rapporto, lasciando intendere qua e là che tra i due possa esserci più di un’amicizia.

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Sono sottointesi che però tali resteranno e che trovano fondamento solo se ci affidiamo alla superficialità del loro rapporto. La “colpa” degli showrunner (se così possiamo chiamarla) è stata quella di non limitare questi sottointensi, bensì di aggiungerne ancora di più. Non possiamo sapere però se le intenzioni dei creatori siano effettivamente state di queerbaiting o si siano limitati a rappresentare il rapporto tra Sherlock e John.

I Johnlock sono una parte fondamentale del successo di Sherlock, non stupirebbe quindi la scelta di fornire ancora più elementi a favore di questa ship, che è una delle più chiacchierate degli ultimi anni.

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E voi come definireste il rapporto tra Watson e Sherlock? Vi aspetto nei commenti!

Curiosità, serie tv

Le mie Bromance preferite nelle serie tv

Buongiorno lettori! Come state? Oggi voglio parlarvi delle mie bromance preferite nelle serie tv!

Una bromance è uno stretto rapporto, non sessuale, tra due o più uomini. È una forma di intimità omosociale, cioè un rapporto sociale non erotico tra persone dello stesso sesso.

[fonte wikipedia]

Ovviamente non dimenticate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti. Vi aspetto!

Otis & Eric

Una nuova new entry per una delle uscite più recenti di Netflix, Sex Education. Di Otis ed Eric adoro la forte complicità, non hanno paura di mostrare l’affetto reciproco. Nonostante le discussioni e le incomprensioni trovano sempre il modo di tornare l’uno dall’altro. È raro che vengano rappresentati rapporti di questo tipo tra adolescenti, sono felice che una volta tanto sia diverso. Ne abbiamo bisogno!

Vi lascio con una delle mie scene preferite dei due. Ovviamente non guardatela se ancora dovete vedere Sex Education!


Bronn & Tyrion / Bronn & Jaime / Jaime & Brienne

Okay, qui forse ho un pochino esagerato, ma non riuscivo proprio a decidermi quale fosse la bromance migliore di Game of Thrones!

Bronn ha stretto un legame importante con entrami i fratelli Lannister. C’è chi sostiene che in fin dei conti lo faccia soltanto per il denaro, ma io voglio invece pensare che provi sinceramente affetto per i due. Ad ogni modo è molto probabile che uno dei tre (oppure tutti quanti) muoia molto presto, perciò preserviamoci il ricordo della Bromance finché siamo in tempo! 😉

Ho aggiunto anche Jaime e Brienne, che sebbene siano una “coppia” mista sono una delle amicizie più sincere all’interno dello show televisivo. Non credo che i due metterebbero mai un’etichetta al loro rapporto, ma è sempre stato chiaro quanto rispetto provino reciprocamente. Che io voglia qualcosa in più di una semplice amicizia poi, è un’altra storia!

Vi allego una scena che chiamerò “Bronn salva le chiappe a Jaime”.


Ted & Marshall | Joey & Chandler

Ho voluto inserire Ted e Marshall (How I met your mother) , Joey e Chandler (Friends) insieme perché per diversi aspetti entrambe le amicizie hanno molti punti in comune. In tutti e due gli show le coppie di amici hanno saputo regalarci un’infinità di momenti tra i più divertenti delle serie. Chi non vorrebbe un amicizia così?


Michael & Rogelio

L’amicizia tra Michael e Rogelio (Jane the virgin) è forse una delle più inaspettate che ho incontrato in una serie tv. La realtà è che probabilmente neppure Michael avrebbe mai creduto di avvicinarsi così tanto all’eccentrico Rogelio. Eppure in breve tempo i due sono diventati una vera e propria Bromance! (etichetta usata peraltro da Rogelio stesso!)

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Sherlock and Watson

Potevo fare una lista sulle Bromance e non includere i Johnlock?! Ovviamente no!

Tuttavia non voglio ridurre il loro rapporto a poche righe, mi piacerebbe dedicare a John e Sherlock più spazio con un articolo a parte. Fatemi sapere nei commenti se vi piace l’idea!

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Steve & Dustin

Durante il periodo dell’uscita della seconda stagione di Stranger Things l’amicizia tra Steve e Dustin è stata chiacchieratissima, stupendo sia gli attori che i creatori della serie. Una coppia di amici improbabile ma davvero divertente!


Queste erano le mie bromance preferite (anche se sicuramente ne ho dimenticata qualcuna). Se volete approfondire con altri post a tema, vi invito a dare un’occhiata alla sezione del blog dedicata alle serie tv. (qui)