Curiosità, serie tv

Il problema del queerbaiting nelle serie tv|| Che cos’è?

Buon pomeriggio cari lettori del blog! Qualche giorno fa vi ho parlato del rapporto tra John Watson e Sherlock Holmes nella serie tv Sherlock. Vi ho anche parlato del problema del queerbaiting, che troppo spesso troviamo nelle serie tv. Essendomi focalizzata soprattutto sulla bromance Johnlock, oggi voglio parlare del queerbaiting più in generale. Vi invito comunque a recuperare il mio post precedente, perché non ripeterò alcune delle cose già dette.

Si può parlare di queerbaiting quando gli showrunner e autori di una serie televisiva creano volutamente allusioni tra due personaggi dello stesso sesso, con l’intenzione di attirare il pubblico LGBTQ. La tensione sessuale più o meno eplicita che si viene a creare non sfocia però mai in qualcosa di fatto, vivendo di sottointesi.

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Ma perché il queerbaiting è sbagliato?

Essendo la comunità LGBTQ numericamente inferiore a quella etero, essa rappresenta una piccola percentuale dell’audience di una serie televisiva. In questo modo, non permettendo alla tensione erotica di sfociare tra due personaggi, gli autori dello show si “assicurano” la visione del pubblico etero; mantenendo allo stesso tempo anche quella LGBTQ.

È moralmente sbagliato perché in questo modo la comunità LGBTQ non viene mai davvero rappresentata. È un modo per accapparrarsi spettatori, promettendo implicitamente qualcosa che non arriverà mai.

Se sulla coppia John e Sherlock avevo qualche riserva, un esempio lampante di queerbaiting è il rapporto tra Stiles e Derek in Teen Wolf. Io stessa ho iniziato la serie soltanto per loro, pensando che i due fossero effettivamente una coppia. Immaginate la mia delusione nel scoprire che ero stata ingannata!

La produzione dello show, notando il fenomeno che “Sterek” creò al tempo, inserì più scene tra i due, giocando addirittura sulla loro “relazione”, come nel video qui sotto.

Mi hanno suggerito anche la coppia Dean e Castiel di Supernatural, che però non seguo. Ho guardato alcuni video su youtube e le allusioni tra i due sono davvero tantissime.

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La soluzione al queerbaiting è semplice: inserire più personaggi LGBTQ negli show televisivi in ruoli principali, non limitandosi solo alle coppie etero e tornare a rappresentare le amicizie senza ricorrere a espedienti sessuali per attirare pubblico.

Voi avete mai notato questo problema? Che ne pensate? Vi aspetto nei commenti!

 

 

 

 

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Curiosità, serie tv

L’evoluzione dell’amicizia tra Sherlock Holmes e John Watson in Sherlock|| Queerbaiting sì o no?

Buongiorno lettori! Come promesso in uno dei miei ultimi post, oggi voglio parlarvi della bromance tra Watson e Sherlock, comparsa nella serie tv Sherlock.

Nata come una convivenza vantaggiosa per entrambi, l’amicizia tra i due protagonisti si è evoluta rapidamente, diventando una delle bromance più acclamate degli ultimi anni. Spesso è stata accusata di queerbaiting (voluta tensione omoerotica tra due personaggi), ma qual è la verità? Cercherò di analizzare il rapporto tra i due, sottolineando i segnali che hanno lasciato pensare a queerbaiting da parte degli showrunner.

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John Watson è stupito dalle capacità di Sherlock, che sembrano andare oltre l’umana comprensione. Sherlock è estremamente intelligente e perspicace, riesce a vedere indizi che nessun’altro sarebbe in grado di identificare. John è incuriosito dal consulente investigativo, al punto che qualche attimo dopo averlo conosciuto si è già lasciato coinvolgere nella ricerca di un assassino.

Sebbene sia così attratto dalla figura di Sherlock, non può fare a meno di notare il rapporto che gli altri hanno nella vita dell’uomo. Semplici comparse, perché Sherlock non ha amici. Lo dicono i suoi conoscenti ed è lui stesso a precisarlo. Nonostante la straordinaria intelligenza di Sherlock, l’investigatore non sembra in grado di creare legami umani, neppure con il fratello che lo controlla.

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Che cos’ha quindi di così diverso Watson? Perché Sherlock non lo tiene a distanza come fa con tutti gli altri?

John è forse l’unico ad aver mai capito Sherlock, non lo giudica e al tempo stesso riesce a scindere la sua umanità dalle capacità intellettive. Se tutti gli altri riescono soltanto a vedere le sue doti, John lo vede prima di tutto come un uomo. Ultima ma non meno importante è la fiducia che nutre per lui.

Alla fine della prima puntata Watson mette a rischio la propria libertà per salvare Sherlock, sparando al serial killer che lo teneva in “ostaggio”. In quel momento, quando Sherlock realizza che cos’ha fatto il dottore per lui, il loro rapporto di conoscenza inizia a mutare in amicizia.

Ed è nella puntata successiva che Sherlock presenta John come il suo amico e, come rivelerà in seguito, “lui non ha amici, ne ha soltanto uno”. John Watson.

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Nel corso delle puntate spesso John e Sherlock vengono visti come una coppia e sebbene Watson cerchi in continuazione di specificare che sono soltanto amici, Sherlock non si esprime mai. Significa forse che Sherlock nutre un sentimento più profondo per l’amico?

Questa domanda apre un topic molto più vasto. Dobbiamo innanzitutto puntualizzare che la loro amicizia non rientra nei consueti canoni che tutti noi conosciamo. Le circostanze in cui si muovono i protagonisti sono di fatto straordinarie, così come le dinamiche tra i due.

Sherlock e John sono forse le uniche persone che riescono davvero a comprendersi. John incontra e sposa Mary nella terza stagione, è vero, ma seppur l’amore che lega i due è forte e sincero, il legame con Sherlock lo è ancora di più. Il consulente investigativo riesce a tirare fuori lati di John che lui non pensava neppure di possedere. È quel tipo di rapporto per i quali entrambi sono disposti a mettere la vita dell’altro di fronte alla propria. Ancora e ancora.

Prendendo d’esempio la relazione tra Watson e Mary, la suddetta è nata nel momento in cui Sherlock era presunto morto. Prima di allora nessun legame era mai riuscito a durare per John, questo perché Sherlock era stato sempre messo in primo piano. Nessuna storia sfiorava mai l’importanza dell’amicizia tra i due uomini.

Sono loro due contro il resto del mondo.

Ma quindi Sherlock è queerbaiting?

Nì.

Gli showrunner pare abbiano volutamente (seppure abbiano negato) giocato sulla sfera sentimentale nel loro rapporto, lasciando intendere qua e là che tra i due possa esserci più di un’amicizia.

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Sono sottointesi che però tali resteranno e che trovano fondamento solo se ci affidiamo alla superficialità del loro rapporto. La “colpa” degli showrunner (se così possiamo chiamarla) è stata quella di non limitare questi sottointensi, bensì di aggiungerne ancora di più. Non possiamo sapere però se le intenzioni dei creatori siano effettivamente state di queerbaiting o si siano limitati a rappresentare il rapporto tra Sherlock e John.

I Johnlock sono una parte fondamentale del successo di Sherlock, non stupirebbe quindi la scelta di fornire ancora più elementi a favore di questa ship, che è una delle più chiacchierate degli ultimi anni.

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E voi come definireste il rapporto tra Watson e Sherlock? Vi aspetto nei commenti!

Curiosità, serie tv

Le mie Bromance preferite nelle serie tv

Buongiorno lettori! Come state? Oggi voglio parlarvi delle mie bromance preferite nelle serie tv!

Una bromance è uno stretto rapporto, non sessuale, tra due o più uomini. È una forma di intimità omosociale, cioè un rapporto sociale non erotico tra persone dello stesso sesso.

[fonte wikipedia]

Ovviamente non dimenticate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti. Vi aspetto!

Otis & Eric

Una nuova new entry per una delle uscite più recenti di Netflix, Sex Education. Di Otis ed Eric adoro la forte complicità, non hanno paura di mostrare l’affetto reciproco. Nonostante le discussioni e le incomprensioni trovano sempre il modo di tornare l’uno dall’altro. È raro che vengano rappresentati rapporti di questo tipo tra adolescenti, sono felice che una volta tanto sia diverso. Ne abbiamo bisogno!

Vi lascio con una delle mie scene preferite dei due. Ovviamente non guardatela se ancora dovete vedere Sex Education!


Bronn & Tyrion / Bronn & Jaime / Jaime & Brienne

Okay, qui forse ho un pochino esagerato, ma non riuscivo proprio a decidermi quale fosse la bromance migliore di Game of Thrones!

Bronn ha stretto un legame importante con entrami i fratelli Lannister. C’è chi sostiene che in fin dei conti lo faccia soltanto per il denaro, ma io voglio invece pensare che provi sinceramente affetto per i due. Ad ogni modo è molto probabile che uno dei tre (oppure tutti quanti) muoia molto presto, perciò preserviamoci il ricordo della Bromance finché siamo in tempo! 😉

Ho aggiunto anche Jaime e Brienne, che sebbene siano una “coppia” mista sono una delle amicizie più sincere all’interno dello show televisivo. Non credo che i due metterebbero mai un’etichetta al loro rapporto, ma è sempre stato chiaro quanto rispetto provino reciprocamente. Che io voglia qualcosa in più di una semplice amicizia poi, è un’altra storia!

Vi allego una scena che chiamerò “Bronn salva le chiappe a Jaime”.


Ted & Marshall | Joey & Chandler

Ho voluto inserire Ted e Marshall (How I met your mother) , Joey e Chandler (Friends) insieme perché per diversi aspetti entrambe le amicizie hanno molti punti in comune. In tutti e due gli show le coppie di amici hanno saputo regalarci un’infinità di momenti tra i più divertenti delle serie. Chi non vorrebbe un amicizia così?


Michael & Rogelio

L’amicizia tra Michael e Rogelio (Jane the virgin) è forse una delle più inaspettate che ho incontrato in una serie tv. La realtà è che probabilmente neppure Michael avrebbe mai creduto di avvicinarsi così tanto all’eccentrico Rogelio. Eppure in breve tempo i due sono diventati una vera e propria Bromance! (etichetta usata peraltro da Rogelio stesso!)

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Sherlock and Watson

Potevo fare una lista sulle Bromance e non includere i Johnlock?! Ovviamente no!

Tuttavia non voglio ridurre il loro rapporto a poche righe, mi piacerebbe dedicare a John e Sherlock più spazio con un articolo a parte. Fatemi sapere nei commenti se vi piace l’idea!

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Steve & Dustin

Durante il periodo dell’uscita della seconda stagione di Stranger Things l’amicizia tra Steve e Dustin è stata chiacchieratissima, stupendo sia gli attori che i creatori della serie. Una coppia di amici improbabile ma davvero divertente!


Queste erano le mie bromance preferite (anche se sicuramente ne ho dimenticata qualcuna). Se volete approfondire con altri post a tema, vi invito a dare un’occhiata alla sezione del blog dedicata alle serie tv. (qui)

Curiosità, serie tv

Il rapporto tra genitori e figli nelle serie tv || TOP e FLOP

Buongiorno lettori! Oggi parliamo del rapporto tra personaggi delle serie tv con i propri genitori. Elencherò i miei preferiti e sfavoriti, ma non dimenticate di farmi sapere i vostri nei commenti!

TOP

∼ Anne with an E

All’inizio della serie, basata sul libro Anna dai tetti verdi, Anne viene addottata dai fratelli Matthew e Marilla. Nonostante i due vogliano inizialmente rimandarla all’orfanotrofio perché è una ragazza, con il tempo si affezionano alla bambina vivace. Sebbene Matthew e Marilla non condividano lo stesso DNA di Anne, il legame che creano con lei è proprio quello di una vera famiglia.

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∼ Sex Education [SPOILER]

Il modo di essere di Eric sembra esse un problema per il padre, che ci appare quasi come una figura autoritaria e omofobica. È contrario al modo di vestire del figlio, soprattutto quando Eric vuole andare a teatro vestito da donna. In una bellissima scena, quando Eric si reca al ballo, capiamo che il padre ha soltanto paura per lui, paura che possa incontrare l’odio delle persone, soprattutto quando il padre ha fatto così tanta fatica a integrarsi nel Paese. Capiamo anche quanto sia forte il loro legame e quanto bene incondizionato voglia l’uomo a Eric.

∼ The Good Doctor

Shaun ha lasciato i suoi genitori quando era ancora bambino, ma dopo la morte del fratello ha trovato rifugio nell’aiuto del dottor Glassman. L’uomo non si è mai imposto come sostituto del padre, ma lo ha cresciuto come tale. Ha creduto nelle sue capacità e ha fatto in modo che anche gli altri vedessero il suo talento. Nonostante più di una volta si sia fatto condizionare dall’affetto nei suoi confronti, ha sempre saputo fare un passo indietro all’occorenza. Forse Glassman non sarà il vero padre di Shaun e non verrà mai definito tale, ma il legame tra i due è sicuramente come quello tra un padre e un figlio.

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Altre menzioni rilevanti:Jack Pearson e i figli (This is us); tutti i personaggi (Modern Family) e Martino e la madre (Skam Italia).


FLOP

∼ Gilmore Girls

So che probabilmente molti di voi storceranno il naso per aver inserito Gilmore Girls tra i flop. Sebbene sia una delle mie serie preferite dell’infanzia, ho sempre pensato che il rapporto made-figlia tra Lorelai e Rory non fosse troppo sano. Soprattutto nelle prime stagioni molto spesso è proprio Rory ad avere un attegiamento più maturo, mentre la madre si comporta come una perfetta adolescente. Ritengo invece che Lorelai avrebbe dovuto comportarsi come tale. Ciò non significa che non possa esserci complicità, semplicemente i due ruoli dovrebbero essere ben distinti. Una madre non è un’amica.

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∼ Jane the virgin

Come per Gilmore Girls, anche in Jane the Virgin il rapporto tra Jane e Xiomara è quello di migliori amiche più che di madre e figlia. Ribadisco quindi lo stesso concetto accennato qui sopra.

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∼ Settimo cielo

Riguardando Settimo Cielo con occhio più adulto mi sono resa conto di quanto fossero bigotti i Camden. Costantemente con il fiato sul collo dei figli, il reverendo e la moglie controllavano ogni loro movimento, professando il nome della religione, tra prediche e punizioni. Con dei genitori simili sarei fuggita di casa il prima possibile!

Comunque, ancora mi chiedo come facevo a guardarlo…

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Sicuramente me ne verranno in mente altri una volta pubblicato il post, ma per ora mi fermo qui. E voi da quali rapporti genitori-figli siete rimasti maggiormente colpiti? Vi aspetto nei commenti!

 

 

 

I preferiti del mese

I preferiti del mese || GENNAIO

Buona domenica cari lettori! Come di consueto torna la rubrica con i preferiti del mese appena trascorso. Non mancate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti!

LIBRO

A gennaio ho letto 7 libri e il mio preferito è stato Eleanor Oliphant sta benissimo, di Gail Honeyman. Trovate la recensione completa QUI.

51uvk9rjJ2L._SX329_BO1,204,203,200_.jpgEleanor Oliphant è una trentenne che, dal termine degli studi, lavora come contabile in un ufficio. Non ha amici o particolari contatti con i colleghi di lavoro, che spesso parlano e ridono di lei; non ha una vita sociale e passa l’intero weekend a scolarsi bottiglie di vodka nel suo piccolo appartamento fornito dai servizi sociali. Eleanor è tremendamente sola, ma la sua vita solitaria prende una piega inaspettata quando, mentre esce dal lavoro con un collega, soccorre un anziano caduto in strada. La gentilezza e le attenzioni dei due sconosciuti la scuotono, aprendole un mondo di possibilità che non credeva esistessero.

Link d’acquisto

FILM

Alla fine di gennaio ho deciso di intraprendere un viaggio nei film di Audrey Hepburn, icona del cinema tra gli anni 50 e 60. Al momento ho visto Colazione da Tiffany e Vacanze Romane, che ho amato. Il preferito del mese è proprio Vacanze Romane, la prima pellicola con protagonista Audrey Hepburn.

Al momento non si trova da nessuna parte in streaming (legale), ma potete recuperarlo in DVD qui.

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La principessa Anna, erede al trono di un regno immaginario, giunge a Roma dopo aver visitato altre capitali europee. La rigida etichetta che è obbligata ad osservare la esaspera ed una sera, eludendo la sorveglianza del suo seguito, esce sola per le strade. Qui la scopre il giornalista Joe Bradley, il quale, non riuscendo a sapere da lei il suo indirizzo, la porta a casa sua, dove la sconosciuta s’addormenta su un divano. Le notizie raccolte la mattina seguente al giornale rivelano a Bradley che la sconosciuta è la principessa Anna…

MUSICA

Questo mese è uscito l’EP del gruppo irlandese Wild Youth. Non è il mio solito genere, ma ho avuto occasione di vederli dal vivo (aprivano un concerto) e sono un gruppo davvero coinvolgente. Ho deciso quindi di acquistare la versione digitale, che ho ascoltato a ripetizione durante il lavoro.

SERIE TV

Su consiglio del blog Serial Escape ho iniziato The Good Doctor e me ne sono innamorata! Ho guardato anche la nuova stagione di Grace & Frankie, di cui vi ho parlato qui.

VIAGGI E GITE FUORI PORTA

A gennaio ho fatto due gita fuori porta, una nei colli bolognesi e l’altra a Sirmione. Nonostante avessi già visitato questo borgo, ho avuto modo di esplorarlo meglio. (Ve ne ho parlato qui).

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[foto www.comune.sirmione.bs.it]

PRODOTTI

Questo mese ho deciso di inserire una nuova categoria, con i migliori prodotti da me acquistati e provati. Il preferito di gennaio è il correttore Fenty Beauty by Rihanna, che insieme al fondotinta della stessa linea è uno dei miei prodotti viso preferiti in assoluto. L’ho acquistato online su Sephora al prezzo di 24,90€.

serie tv

Ho visto gli ultimi episodi di Unbreakable Kimmy Schmidt [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi della seconda parte dell’ultima stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt, uscita qualche giorno fa su Netflix. Parte dell’articolo conterrà spoiler, ma vi avviserò in tempo, in modo che possiate fermarvi prima. Non mi preoccuperò invece degli spoiler riguardanti la prima parte della stagione, uscita quest’estate.

La serie segue la protagonista Kimmy Schmidt, una giovane donna che per gli ultimi quindici anni è stata reclusa in un bunker sotterraneo dal reverendo di una setta. Con una nuova vita da ricominciare Kimmy si trasferisce a New York, dove conosce l’aspirante ed eccentrico attore Titus, la sua affittuaria Lillian e una signora dell’alta società, Jacqueline.

Nella prima parte della quarta stagione abbiamo visto Titus cercare di riconquistare (senza successo) il suo ex Mikey, impegnato in una nuova relazione. Nel frattempo la sua carriera è ancora zoppicante, al punto che dirige una recita scolastica. Jacqueline invece si dedica al suo nuovo lavoro come manager e Lillian fa la conoscenza dei figli del suo defunto fidanzato Archie. Kimmy si ambienta nel suo nuovo posto di lavoro, dove è circondata da millennials e nel frattempo inizia a scrivere un libro per bambini.

In questa stagione vengono affrontati temi caldi e attuali, come il movimento #MeToo e le molestie sul luogo di lavoro. Quando si trattano tematiche di questo tipo, il rischio di andare oltre o risultare politically correct è alto, ma Unbreakable Kimmy Schmidt riesce a trovare il giusto equilibrio di comicità. Dopotutto è proprio l’umorismo bizzarro il perno della serie, che nonostante in alcuni momenti possa risultare davvero assurda, a livello di scrittura è una delle migliori serie umoristiche di Netflix.

Credo però che l’idea di frammentare una stagione che conta appena dodici episodi in due parti sia stata una mossa sbagliata. La durata dei singoli è troppo breve ed essendo un tipo di serie “veloce”, in questo modo si perde la sua fluidità. Io stessa non ricordavo molto la trama degli episodi visti mesi prima e sono dovuta tornare a rileggerla.

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Attenzione: a partire da qui il post conterrà spoiler

Nella seconda parte della stagione ritroviamo i personaggi al punto in cui li avevamo lasciati. Kimmy si trova ad affrontare i fantasmi del passato, che non è riuscita a dimenticare neppure con la psicoterapia. Nonostante voglia lasciarsi l’esperienza del bunker alle spalle, l’incontro con Donna Maria – diventata nel frattempo un’imprenditrice di successo – le fa capire che ha ancora molto su cui lavorare. Non può fare a meno di chiedersi come sarebbe stata la sua vita se non fosse stata rapita dal reverendo e la risposta arriva con un episodio di cinquanta minuti. In questo speciale (una parodia del film Sliding Doors) vediamo un futuro alternativo per Kimmy e il resto dei personaggi, al termine del quale la donna capisce che tutto è accaduto per una ragione e riesce finalmente ad accettare ciò che le è successo.

Devo essere sincera, non sono una fan degli episodi “What if”, soprattutto se occupano così tanto spazio all’interno di una stagione, ma in questo caso la riuscita è piuttosto buona e rilevante ai fini della caratterizzazione di Kimmy.

Dopo essersi licenziata da Giztoob, che vendeva i dati personali dei propri clienti alle aziende, Kimmy prova a lanciare il proprio libro, che ottiene grande successo con il selfpublishing. Anche se non è mai andata a Londra come aveva sempre sognato, per la donna la serie si conclude nel modo più dolce possibile, con l’apertura di un parco dei divertimenti basato sul proprio libro.

Titus è uno dei personaggi chiave della serie e anche uno dei più eccentrici. Probabilmente una persona del genere nella vita vera finirei per odiarla: Titus è infatti estremamente narcisista ed egoista. Eppure si finisce per amarlo e tifare per lui. In questa seconda parte della serie la carriera di Titus arranca ancora, finché un’opportunità non gli si presenta quando diventa parte del musical Cats. Nonostante venga licenziato molto presto, Titus viene scritturato ne Il Re Leone. Con un carriera che sembra finalmente propendere per il verso giusto, l’uomo si riavvicina a Mikey, con il quale avrà due bambini.

Un po’ sottotono sono invece le storyline di Jacqueline e Lillian, anche se entrambe alla fine riescono a trovare la felicità. La prima come manager e con un nuovo amore; e la seconda diventando la nuova voce della metropolitana di New York.

Un lieto fine dunque per tutti i personaggi, che ci hanno accompagnato nel corso di quattro stagioni. Non è mai facile dire addio a una serie, ma Unbreakable Kimmy Schmidt è quel tipo di show con una comicità che non può durare in eterno e, anche se avrei voluto maggiori approfondimenti su alcune situazioni, (come il riavvicinamento tra Titus e Mikey) è finita al momento giusto.

 

 

 

serie tv

Skam Italia 2 vs Skam Norvegia: 4 differenze che ho apprezzato

Buona sera lettori! Come state? Oggi torniamo a discutere di Skam Italia, una delle serie rivelazioni del 2018. (Ve ne ho parlato qui)

Quando ho visto Skam OG mi sono letteralmente innamorata di Isak ed Even e pensavo fosse impossibile uguagliare una coppia così affiatata. Ma poi è arrivata Skam Italia, che nonostante abbia seguito le orme dell’originale, ha saputo aggiungere quel tocco in più di innovazione di cui aveva bisogno.

In questo post vi parlerò quindi delle differenze che ho apprezzato tra la web serie originale e il remake italiano. Ovviamente vi aspetto nei commenti per conoscere le vostre preferenze!

I CONTRABBANDIERI

Una delle scelte che ho preferito in Skam Italia è stata la costruzione del rapporto tra il protagonista Martino e i suoi amici. Nella serie originale la parte maschile era presente, ma molto meno enfatizzata. In Skam Italia è impossibile non lasciarsi conquistare dall’intenso rapporto tra Martino e il migliore amico Giovanni. Chi non vorrebbe avere un amico come lui?

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LA MADRE DI MARTINO

In Skam OG il rapporto tra i protagonisti delle varie stagioni e i genitori non è mai stato indagato, le figure genitoriali sono sempre rimaste nell’ombra. In Skam Italia 2 invece il rapporto burrascoso tra Martino e la madre è molto più centrale. Assistiamo all’evoluzione del loro legame, dall’esclusione iniziale della donna nella vita del ragazzo, fino all’apertura di quest’ultimo in un momento molto toccante, che ritengo uno dei migliori della stagione.

Credo che questa scelta sia stata azzeccata, anche perché è più in linea con la realtà del nostro paese.

LOCATION

Skam Italia è stato girato in una delle città più belle al mondo, con un patrimonio storico enorme e, con una location così unica, molte delle scene hanno avuto quel qualcosa in più rispetto all’originale.

Un esempio? Il momento in cui Martino e Niccolò lasciano la festa di Halloween e si allontanano in bicicletta, passando per San Pietro.

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PSICOLOGO

La scelta di diversificare il momento della richiesta di aiuto da parte di Martino è stata una scelta che ho apprezzato davvero tanto. Se in Skam OG Isak si rivolgeva alla dottoressa nello studio medico della scuola, in Skam Italia Martino viene accolto dallo psicologo in una classe decadente. Questa differenza mostra la diversità tra le due realtà, quella nordica e quella italiana.

Queste erano alcune delle differenze che ho apprezzato. Se volete recuperare i post precedenti potete trovarli qui:

I preferiti del mese

I preferiti del mese || Novembre

Buongiorno a tutti i lettori del blog! Oggi torna l’appuntamento con i miei preferiti del mese appena trascorso. Non dimenticate di farmi sapere i vostri nei commenti!

LIBRO

A novembre non ho letto tantissimo, ma probabilmente il libro che mi ha tenuta di più incollata alle pagine è stato Blaze, il primo libro che abbia mai letto di Stephen King.

index.jpg“Clayton Blaisdell Jr., detto Blaze, è un gigante col cervello di un bambino. Era più un balordo che un deliquente, finché non ha incontrato George Rackley, un furbo “con tutte le risposte” con il quale ha formato una coppia anomala ma affiatata. Potrebbero essere due dei tanti emarginati che vivono di espedienti, ma alla testa pensante del duo è venuta un’idea grandiosa: fare i soldi sequestrando il figlio di ricchi possidenti; come i Gerard, per esempio, che sono pieni zeppi di dollari e il cui erede ancora poppante, Joe IV, vale milioni. Fatto il piano, una gelida notte di gennaio i due entrano in azione: Blaze, come sempre, è il braccio, George la mente. C’è solo un piccolo problema: George è morto tre mesi prima.”

Link d’acquisto

FILM

Questo mese non ho visto tantissimi film, ma sicuramente quello che mi ha stupita di più è stato Animali Fantastici. I crimini di Grindelwald, che ho recensito qui.

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MUSICA

L’ultimo giorno del mese è uscita Carousel, la nuova canzone del mio gruppo preferito Amber Run. Devo però menzionare anche il gruppo Death Cab for Cutie, che ultimamente ho ascoltato molto.

SERIE TV

A Novembre ho continuato a guardare Skam Italia 2, che sto adorando. Ma ho anche iniziato la terza stagione di Lucifer e Life Sentence, di cui vi parlerò in futuro.

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VIAGGI E GITE FUORI PORTA

A novembre non ho fatto viaggi particolari o gite fuori porta. La notte di Halloween sono però stata nel bellissimo borgo di Grazzano Visconti, che per l’occasione è stato invaso da persone mascherate, spettacoli e cibo.

Se capitate in provincia di Piacenza, questo borgo ricostruito in stile medievale è sicuramente una tappa obbligata!

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foto: viaggi-lowcost.info

serie tv

Alice Allevi non imparerà mai // L’Allieva: recensione dell’ultima puntata

Buona sera lettori! Oggi una piccola pausa dalla settimana dedicata alla salute mentale, che riprenderà tra pochissimi giorni con due nuovi ospiti. Mi scuso per la latitanza nella community, ma in questi giorni ho lavorato tantissimo! Questa sera parliamo della serie tv L’allieva, andata in onda giovedì sera con le ultime due puntate di stagione.

Attenzione: contiene spoiler!

Alice e Claudio sono finalmente una coppia e CC è intenzionato a conoscere i genitori di Alice, portando la loro relazione al livello successivo. L’accenno di tranquillità della coppia viene però sconvolta dal ferimento di Calligaris, rimasto coinvolto in una sparatoria di fronte all’Istituto.

Nonostante Conforti sia sconvolto, lui, Alice ed Einardi vogliono far luce sulla verità e trovare il colpevole. Quest’ultimo è convinto di essere il bersaglio al quale era indirizzato il colpo, ma Alice scopre che in realtà Calligaris era coinvolto in un’indagine che aveva tenuto segreta ai propri colleghi. L’uomo è intanto in condizioni critiche e Claudio, preoccupato che il suo amico possa non farcela, si chiude in se stesso. Alice, frustrata perché le attenzioni del suo amato non sono su di lei, si avvicina al suo ex Arthur, ricomparso negli episodi scorsi.

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Come dice il titolo della mia recensione Alice non imparerà mai.

Eh già, perché poco importa che Claudio stia soffrendo per l’amico in pericolo di vita o che sia stressato per il posto da direttore che non sa se avrà, Alice deve sempre avere tutta l’attenzione su se stessa. Non riesce a comprendere che Claudio ha bisogno di tempo. Le ha dimostrato che la ama, più di una volta, ma lei non sa affatto ciò che desidera.

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Per l’intera prima stagione l’abbiamo vista dividersi tra Arthur e Claudio, e quando poi Alice sembrava aver scelto Claudio, è entrato in scena Einardi. Sono bastate una manciata di puntate per fare tornare Alice tra le braccia di CC, e un altro paio di puntate per portarla a struggersi di nuovo d’amore per Arthur, ricomparso dal nulla per creare scompiglio.

Nell’ultima puntata Arthur confessa ad Alice i suoi sentimenti. Vuole stare con lei ed è persino disposto a rinunciare ai viaggi intorno al mondo. Claudio nel frattempo si reca da Alice con un anello, ma vedendo  Arthur a casa di lei, decide di farsi da parte. CC lascia Alice con una lettera ed è leggendola che la ragazza capisce di amarlo. Abbandona quindi Arthur di nuovo, per correre in aeroporto e fermare Claudio, in procinto di partire per un nuovo lavoro.

Posso capire il triangolo amoroso in una serie, crea audience e mantiene viva l’attenzione, ma in questa stagione gli sceneggiatori hanno davvero esagerato! Alice traspare come un personaggio che non si cura affatto di chi le sta intorno, calpestando i loro sentimenti senza alcun pudore. Passa da un uomo all’altro in continuazione e si innamora più volte nel giro di cinque minuti. È una ragazza immatura e capricciosa. Gli uomini della sua vita non sono comunque meglio di lei, perché sembrano tutti pendere dalle sue labbra e, nonostante le ripetute pugnalate di Alice, continuano a tornare tra le sue braccia.

Ancora non si hanno informazioni su un’eventuale terza stagione, ma spero sinceramente che gli sceneggiatori abbiano un minimo di rispetto per il personaggio di Alice!

E voi avete seguito la serie? Che ne pensate?

 

serie tv

Chi è Martino Rametta, il protagonista di Skam Italia 2 [2×05]

Buongiorno lettori e buon inizio settimana! Oggi parliamo di nuovo di Skam Italia (se vi siete persi i post precedenti potete recuperarli qui e qui), in modo particolare del protagonista di questa seconda stagione, ovvero Martino Rametta, interpretato dal talentuoso Federico Cesari.

Le ultime clip uscite lo scorso weekend sono state molto dolorose da guardare, non lo nego, ma sono state un punto di svolta per il protagonista Martino. Inoltre il livello della serie non è mai stato così alto e l’attesa di una nuova clip è opprimente. Sui social si parla addirittura di una pausa di dieci giorni com’era accaduto con Skam originale, arrivati a questo punto della trama. Per la mia sanità mentale e quella degli altri fan mi auguro siano solo dicerie, eppure non possiamo fare altro che aspettare, brancolando nel buio.

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Nella clip di sabato Martino ha riversato tutta la sua frustrazione sui suoi migliori amici, arrivando alle mani. Con un padre assente e una madre depressa di cui occuparsi, Martino ha sempre fatto affidamento sui propri amici ed è infatti il loro giudizio che teme maggiormente. E così, per paura di perderli dicendo la verità, si allontana da loro, finendo per rendere vera la sua paura più grande.

Martino sa di essere attratto dai ragazzi eppure non riesce ad ammetterlo a se stesso. La sua confusione traspare soprattutto dal dialogo con Filippo nella puntata di venerdì. Il protagonista vede in lui la persona che non ha il coraggio di essere, una persona a proprio agio con la sua sessualità. Ne è affascinato, ma al tempo stesso ne ha paura. Io credo che Martino non riesca ad accettare se stesso perché, oltre a temere la reazione degli altri, ha un’idea confusa e sbagliata della sessualità. È una chiara visione della mentalità che purtroppo ha la maggiorparte delle persone in Italia e che deve essere cambiata.

Tornando all’ultima clip caricata online, Martino si ritrova non solo ad affrontare la paura e la confusione dei sentimenti contrastanti che prova, ma anche la sua prima delusione amorosa. E sente di non potersi sfogare con nessuno, perché i suoi amici sono all’oscuro di chi è davvero. È triste, arrabbiato, confuso. Prova un insieme di emozioni così intense che lo portano ad esplodere, sfogandosi sulle uniche persone che gli sono rimaste vicino.

È una scena straziante, cruda, vera che mi ha sinceramente fatta stare male per lui. Ne traspare il talento genuino di Federico Cesari e di un cast di giovanissimi attori che riescono a reggere il confronto (se non addirittura fare meglio) con la serie originale norvegese.

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