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#PrideMonth || What if it’s us [RECENSIONE]

Questo mese è in corso il Pride Month e per l’occasione ho pensato di leggere What if it’s us, un romanzo scritto a quattro mani da Becky Albertalli (Love, Simon) e Adam Silvera.

51G6lgVzXiL._SX329_BO1,204,203,200_.jpgArthur ha lasciato la Georgia per trascorrere l’estate a New York e lavorare in uno studio di avvocati come assistente.
Nonostante New York sia famosa per i suoi musical, che Arthur adora, il ragazzo sente la mancanza dei suoi amici. L’incontro con Ben in un ufficio postale cambia però le carte in tavola. Arthur è convinto che che l’universo abbia portato Ben sul suo cammino, ma prima che possa chiedergli il numero o il suo nome, il ragazzo sparisce.
Entrambi iniziano a cercarsi a vicenda. L’universo ha in serbo per loro una seconda possibilità?

Ho letto (o meglio ascoltato) What if it’s us in inglese su Storytel, l’applicazione per gli audiolibri e sono rimasta piacevolmente colpita dalle voci narranti. La storia è divisa in capitoli alterni, dal punto di vista di Arthur e di Ben e anche la narrazione è stata affidata a due giovani attori (Froy Gutierrez e Noah Galvin) che hanno interpretato benissimo il ruolo, trasportandomi da subito nella storia.
I protagonisti sono entrambi ben caratterizzati, e ho apprezzato quanto le differenze tra i loro status sociali vengano mostrate attraverso frasi o azioni per tutta la durata del libro.
In alcuni tratti ho trovato però Arthur un po’ eccessivo nei modi e stereotipato.
Arthur rappresenta quasi il cliché dell’adolescente gay: iper romantico e amante dei musical.
Ben invece è molto più realistico della sua controparte e ciò può forse dipendere da Adam Silvera, che ha scritto i capitoli a lui dedicati ed è stato lui stesso un adolescente gay.
Un altro aspetto poco realistico è il rapporto tra genitori e figli. Piccolo spoiler: Alla seconda uscita i protagonisti conoscono i rispettivi genitori. Okay, non c’è nulla di male, ma quanti diciassettenni portano a conoscere i genitori alla seconda uscita?

Nonostante questi appunti sopracitati, What if it’s us è una lettura molto piacevole e che mi sento di consigliare.
Il libro è stato scritto a quattro mani, ma anche se ho preferito Ben, lo stile degli autori è molto simile e si amalgama bene.
Se leggete il libro troverete inoltre tanti riferimenti alla “pop culture” da Harry Potter al musical Hamilton.

Nell’autunno 2018 è stato annunciato che il libro diventerà un film nel prossimo futuro.

Vedi anche: [RECENSIONE FLASH] Tuo, SimonUntitled design (3).png

 

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Bridget Jones: Un amore di ragazzo [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Dopo un lungo periodo di blocco del lettore mi sono dedicata a una lettura leggera, che completa completa il ciclo della serie di Bridget Jones. Un amore di ragazzo è in realtà il terzo uscito, ma il quarto in ordine temporale.

Che cosa fai se la festa per i sessant’anni della tua migliore amica e il trentesimo compleanno del tuo ragazzo cadono lo stesso giorno? È giusto mentire sull’età quando sei a caccia di appuntamenti on-line? È moralmente accettabile farsi fare la piega quando entrambi i tuoi figli hanno i pidocchi? Ma il Dalai Lama twitta personalmente o delega tutto al suo assistente? La tecnologia è ormai diventata il quinto elemento? O ti stai confondendo col legno? Fare sesso con uno dopo sei settimane di SMS è l’equivalente moderno di sposarsi dopo due incontri e sei mesi di corrispondenza all’epoca di Jane Austen? Con in testa questi ed altri, perfino più gravi dilemmi, Bridget Jones inciampa tra un ostacolo e l’altro della sua nuova vita da mamma single. E intanto twitta, messaggia e butta giù elenchi di cose da fare per risvegliare la sua sessualità assopita, a dispetto di quella che alcuni, con espressione odiosa e sorpassata, si ostinano a chiamare mezza età.

∼ Recensione

Cinque anni dopo la morte di Mark, Bridget si trova ad affrontare il suo nuovo status di vedova e madre single. Spronata dagli amici, dopo un lungo periodo di lutto, Bridget decide di iniziare di nuovo a uscire con degli uomini.
Qualche appuntamento disastroso più tardi, la donna incontra Roxster, un ventinovenne conosciuto online tra un tweet e l’altro; e i due iniziano a frequentarsi.

Bridget è sempre la solita: pasticciona, in perenne lotta contro i chili di troppo e, questa volta, con pidocchi e macchie di cioccolata sui vestiti. Eh già, perché la protagonista è cresciuta, ora ha due figli a cui badare e deve farlo da sola.
L’autoritario ma romantico Mark, del quale tutte ci eravamo infatuate, è morto all’improvviso, lasciando Bridget a fare i conti con le difficoltà dell’essere madre.
La mancanza di Mark un po’ si fa sentire, soprattutto all’inizio. Ma la vita non è sempre “vissero felici e contenti” e Helen Fielding ce lo ricorda molto bene.
Trattandosi pur sempre di una commedia il peso del lutto non è opprimente, ma ci viene ricordato nelle azioni quotidiane di Bridget.
Bridget deve andare avanti, per i suoi figli ma soprattutto per se stessa.

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Ho apprezzato il salto temporale, perché ha permesso alla storia di avere un’impronta più leggera, che altrimenti sarebbe mancata.
Sebbene la maternità sia una parte importante della sua vita, non è il centro del romanzo. Come nei precedenti lo è invece l’amore e la costante ricerca di un uomo da avere al proprio fianco.

Paradossalmente, sebbene rimpianga la presenza di Mark, credo che questo sia il libro migliore della serie. Forse perché descrive una Bridget più matura, più vera. Anche se devo confessare che a volte mi ha decisamente dato sui nervi!
Non ho apprezzato invece l’epilogo di Daniel, che stavo iniziando ad apprezzare nella veste di padrino/baby-sitter.
Inoltre c’è un personaggio, che seppur mi sia piaciuto, è decisamente troppo simile a Mark e sembra quasi una sua copia.

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Potete acquistare il libro qui. Trovate le mie altre recensioni di Bridget Jones qui.

Recensioni

L’amore si moltiplica [RECENSIONE]

Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis familyEcco il secondo capitolo stilato dalla Pozzolis family, “L’amore si moltiplica” una lunghissima email scritta da Alice Mangione, che finalmente si è sposata con il comico Gianmarco Pozzolis, in amicizia Giamma.

Un libro in cui vengono trattati molti degli argomenti che stanno a cuore alle neo-mamme, un elenco che va dalle sensazioni provate con il proprio marito prima del parto all’emozione della nascita del figlio, dall’allattamento ai vari modi per far addormentare il proprio pargolo, sempre se il bimbo sia disposto ad abbandonarsi fra le braccia di Morfeo.

Alice cerca di dare, con il suo tocco ironico e diretto e soprattutto sempre senza peli sulla lingua, risposte ai vari dubbi che una mamma alle prime armi possa, legittimamente, avere.

“Come cambierà il mio corpo? Sarò una brava mamma?”

La famiglia Pozzolis anche stavolta è riuscita a fare del suo libro uno stile di vita. Niente trattati enciclopedici, niente saggi sulla medicina, niente termini tecnici medici… solo esperienza! Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis family

La donna dai capelli arancioni (tinti) ha parlato di sé e del suoi rapporti con i figli e tutto ciò che riguarda loro (vorrei ricordare che nel primo libro “Un figlio è ho detto tutto”, Alice parla principalmente del rapporto con Giamma, della loro voglia di avere un figlio e dei loro tentativi per centrare il bersaglio).

Come contorno, la storia continua con le relazioni tra la famiglia comica e i vari amici. Quasi sicuramente, i nomi sono inventati, ma non ci metterei la mano sul fuoco, data la “follia” dell’autrice.

Una scrittura scorrevole e lineare, uno stile ironico e sarcastico che a me non è dispiaciuto e un finale “divertente” e soprattutto non scontato. Ma non vi svelo più nulla…

Comprate il libro (qui) e in due giorni l’avrete già finito!


 

Curiosità, serie tv

Special: la nuova comedy Netflix da non perdere! [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una serie tv uscita di recente su Netflix che vi consiglio tantissimo.
La serie in questione è Special, comedy della durata di 8 puntate, scritta, prodotta (insieme a Jim Parsons) e recitata da Ryan O’Connell nei panni del protagonista. Forse conoscete l’autore per Akward (Il diario di una nerd superstar), Will & Grace e altri progetti televisivi, ma Ryan è anche l’autore di I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves, il suo libro di memorie da cui è tratta la serie Special.

Ryan Hayes è un ragazzo gay di poco più di vent’anni, che convive dall’infanzia con una malattia, la paralisi celebrale, che limita le sue capacità motorie. Dopo essere coinvolto in un banale incidente d’auto, Ryan viene assunto come tirocinante per una rivista online. Stanco che la sua malattia sia il centro della sua vita, Ryan mente ai nuovi colleghi, fingendo che le sue difficoltà a camminare o a compiere gesti quotidiani siano dovute all’incidente e non alla malattia.
Al lavoro Ryan stringe amicizia con Kim, una donna positiva e sicura di sè, che lo sprona ad affrontare nuove esperienze, come la sua prima volta e a stringere amicizia con altre persone.
Al tempo stesso Ryan decide di andare a vivere da solo e inizia ad allontanarsi dalla madre iperprotettiva Karen, che ha da sempre messo il figlio e la malattia al centro della propria vita.

Ryan si sente un pesce fuor d’acqua nella vita, mai troppo attraente, mai troppo “normale”; come ricorda a se stesso non è neppure abbastanza disabile.
Ma, nonostante persino il suo fisioterapista gli dice che è un privilegiato, Ryan non si sente tale e ha difficoltà a individuare il suo posto nel mondo.
Nelle brevi otto puntate, della durata di appena quindici minuti, vediamo Ryan interfacciarsi alla vita, tra prime volte, rapporti di amicizia e amore; e anche alla propria disabilità, da sempre un ostacolo alla sua sicurezza.

Special è una serie fresca e divertente, che vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine.
Ryan O’ Connell si adatta alla perfezione nei panni del protagonista e stupisce pensare che si tratti proprio del suo primo ruolo da attore.

Spero sinceramente che questa serie venga rinnovata per una seconda stagione. E voi l’avete vista?

 

Recensioni

L’ultima Pagina di Giulia Pretta [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi per voi la recensione di un libro che ho avuto il piacere di leggere di recente e che mi è stato fornito dalla scrittrice emergente Giulia Pretta (che ringrazio): L’ultima pagina, edito Ciesse Edizioni.

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Mark Holden, scrittore londinese di una celebre serie di thriller, si risveglia in ospedale in seguito a uno scippo. Nonostante la paura di essere rimasto vittima di un’amnesia, Mark si rende conto di ricordare tutto quanto e in breve tempo ritorna alla vita di tutti giorni.
La sua quotidianità viene però ravvivata da una novità, la sua nuova vicina di casa Judy Morgan, che si chiama come la protagonista femminile della sua trilogia letteraria. Judy è attraente, simpatica e ben presto i due legano, anche grazie alle chiacchiere sulla loro vicina impicciona, Mrs Mills.
Quando la donna apprende che Mark ha persona la sua preziosa borsa di pelle durante lo scippo, gli presenta un artigiano in grano di replicarla in modo identico. Ma anche se la borsa ha lo stesso aspetto, c’è qualcosa che non lo convince pienamente.
In presenza di Judy si sente a proprio agio, come se la conoscesse da una vita.

L’ultima pagina è uno di quei romanzi che si leggono tutto d’un fiato. L’autrice è stata molto abile nel costruire una storia che mi ha coinvolta dall’inizio alla fine. La sua non è una trama ricca di colpi di scena o azione, ma presenta dei dialoghi così ben scritti e reali, che diventa facile immedesimarsi nel protagonista.

Anche i personaggi stessi sono costruiti molto bene e, anche se alcuni sono poco approfonditi, risultano sempre molto reali.
Leggere L’ultima pagina è quasi come entrare per qualche ora nelle vite di alcuni sconosciuti e, alla fine, è sempre un dispiacere lasciarli andare e tornare alla propria di vita.
Ho apprezzato molto anche Thomas, il migliore amico del protagonista e il rapporto tra i due.

Se dovessi trovare una nota negativa direi che mi sarebbe piaciuto un romanzo un po’ più lungo. Avrei preferito che la parte centrale fosse esplorata di più, in modo da avere la possibilità di affezionarsi ancora di più a Mark e Judy.
Concludendo, voglio aggiungere che ho apprezzato molto lo stile di Giulia Pretta e sarei curiosa di leggere altre sue opere letterarie in futuro.

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Potete seguire Giulia sul blog Books and details o instagram. Potete acquistare il libro qui al prezzo di 15€.


Giulia Pretta è nata a Vercelli nel 1987, residente a Padova dal 2009.
Laureata in archeologia e ben decisa a sfatare il mito che recita che con la cultura non si mangia, ormai da anni gira tra musei e mostre d’arte come fruitrice e come operatrice.
Il resto del tempo è fatto di parole. Si occupa di recensioni di narrativa per alcune riviste on line, è editor di fresca e costante formazione, scrittrice e book blogger, aspirante pasticcera.


 

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Bianco Letale: il nuovo romanzo di J.K Rowling [RECENSIONE]

Buonasera cari lettori! Oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di J.K Rowling, scritto con lo pseudonimo da giallista “Robert Galbraith”. Si tratta di Bianco Letale, il quarto volume di una serie con progatonista il detective Cormoran Strike e la sua socia Robin. Sul blog trovate anche le recensioni dei primi tre volumi (#1 #2 #3)

Il post non contiene spoiler perciò potete leggerlo senza timori

51U+gVgk+fL._SX336_BO1,204,203,200_Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Dopo le nozze di Robin e Matthew, il rapporto tra la detective e Cormoran è diventato teso e l’amicizia che li legava sembra essere solo un lontano ricordo. Un nuovo caso, che coinvolge un importante politico porta però i due a lavorare a stretto contatto, per cercare di scoprire la verità. Tra missioni in incognito e pedinamenti, Robin e Cormoran devono anche fare i conti con l’attenzione dei media, in seguito al successo dei casi precedenti. Nel frattempo Robin è costretta ad affrontare il trauma del suo ferimento e un matrimonio che sembra già essere naufragato in partenza.

Bianco Letale riprende, attraverso un ricco prologo, dal finale che aveva lasciato tutti i lettori in sospeso, ambientato durante le nozze di Robin e Matthew; per poi passare a un salto temporale di circa un anno. Non lasciatevi spaventare dalle 784 pagine di questo libro, il più voluminoso della serie, perché vi terrà letteralmente incollati alle pagine. Bianco Letale non è uno di quei libri adrenalinici, ma è così ben strutturato che è impossibile annoiarsi. La Rowling ha la capacità di dare vita a dialoghi, ad esempio tra il protagonista e un personaggio secondario, lunghi anche trenta pagine a volta o più. Un botta e risposta sempre avvincente ed estremamente realistico.

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A colpire è però la caratterizzazione dei personaggi, che non riguarda solo i principali che conosciamo da ormai diversi anni, ma anche i secondari. La scrittrice entra nella psicologia dei personaggi, servendosi soprattutto dei dialoghi e ognuno di loro che compare sulla carta ha una propria anima. La Rowling non si limita a descrivere i protagonisti, ma li fa vivere. Penso a Cormoran e a quel dolore alla gamba, che ogni volta mi è sembrato così reale da finire quasi per sentirlo io stessa.

Ho amato il rapporto tra Robin e Cormoran che, come già detto nella recensione del volume precedente, anche in Bianco Letale ha uno spazio più centrale rispetto ai primi due volumi. I due non hanno mai interazioni troppo esplicite. Il loro è un rapporto fatto di sguardi e gesti, che cresce poco alla volta ma finisce per essere molto intenso.

Devo essere sincera, avrei potuto finire il volume in un paio di giorni, ma non volevo separarmi da Cormoran e Robin. E, anche se non vedevo l’ora di scoprire come si sarebbe concluso il caso, sapere di dover attendere il quinto volume per tornare da loro mi fa stare male.

Ogni nuovo volume di questa serie è un continuo crescendo del precedente e non vedo l’ora di scoprire che cosa ci riserverà in futuro J.K Rowling.

Voto: 5 su 5

Potete acquistarlo qui al prezzo di 20,40€.


Sapevi che esiste anche la serie tv della saga? Scopri di che cosa si tratta qui ⇒⇒ Dai romanzi di J.K Rowling, la serie tv Strike

 

 

Recensioni

Donne che leggono libri proibiti

Donne che leggono libri proibitiSono sincera… a me un libro o piace oppure non piace.
I libri che non mi piacciono non riesco nemmeno a finire di leggerli.
Lisi Harrison è riuscita a farmi provare qualcosa mai provata.
Questo libro mi è stato regalato a Natale da una mia amica.
Copertina e libro sono riusciti ad attirare la mia attenzione, ma le prime parole non hanno conquistato il mio interesse…
Ho continuato a leggere per dare possibilità di una svolta al libro, che consideravo scialbo ed insipido.
Sfogliando le pagine ho notato che le parole iniziavano a colpire quella parte del mio cervello dedita all’attenzione e senza nemmeno rendermene colpo, ho divorato un libro che  ho letto fino alla sua metà con tanta fatica.

Quattro donne prima e quattro donne dopo condividono un segreto, che dà loro un legame così forte tanto da farle diventare ottime amiche, nonostante fossero perfette sconosciute.

Non è una storia sdolcinata, l’amore fa solo da sfondo.

Un’amicizia vale più di un tesoro ed è ancor più bella se il collante è IL LIBRO.


Gloria, Dot, Liddy e Marjorie sono amiche inseparabili fin dai tempi del liceo. Come tutte le donne degli anni Sessanta hanno desideri che non possono confessare, professioni a cui non possono ambire e compiti che devono adempiere. Ma c’è una cosa che nessuno può negare loro: gli incontri del Club dei libri proibiti. Ogni venerdì di plenilunio si ritrovano, infatti, per appuntamenti segreti in cui condividono letture «scandalose» e le fantasie più intime, liberandosi finalmente da ogni tabù e ogni ipocrisia. Cinquant’anni dopo, la loro piccola biblioteca proibita, per una serie di coincidenze, sarà ereditata da May-June, detta M.J., Addie, Britt e Jules, quattro sconosciute che, senza preavviso, diventeranno parte del Club. E tra scetticismo, tradimenti e riconciliazioni, saranno proprio gli incontri del Club dei libri proibiti a insegnare anche a loro il valore dell’amicizia sincera e della libertà vera: quella di essere se stesse fino in fondo.

Potete acquistare il libro qui.

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Eleanor Oliphant sta benissimo [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una lettura che ho terminato qualche giorno fa, Eleanor Oliphant sta benissimo, esordio della scrittrice Gail Honeyman.

51uvk9rjJ2L._SX329_BO1,204,203,200_.jpgMi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.


Eleanor Oliphant è una trentenne che, dal termine degli studi, lavora come contabile in un ufficio. Non ha amici o particolari contatti con i colleghi di lavoro, che spesso parlano e ridono di lei; non ha una vita sociale e passa l’intero weekend a scolarsi bottiglie di vodka nel suo piccolo appartamento fornito dai servizi sociali. Eleanor è tremendamente sola, ma la sua vita solitaria prende una piega inaspettata quando, mentre esce dal lavoro con un collega, soccorre un anziano caduto in strada. La gentilezza e le attenzioni dei due sconosciuti la scuotono, aprendole un mondo di possibilità che non credeva esistessero.

“Suppongo che una delle ragioni per cui siamo in grado di continuare a esistere nell’arco di tempo assegnatoci in questa valle verde e azzurra di lacrime è che, per quanto remota possa sembrare, c’è sempre la possibilità di un cambiamento.”

Leggendo questo libro mi sono sentita molto fortunata. Fortunata ad essere circondata da persone che mi vogliono bene, di avere una famiglia amorevole, un marito che mi ama e degli amici attenti e presenti.
A tutti capita di sentirsi soli ogni tanto, certo, ma la maggiorparte delle persone può contare su un appoggio, e alla fine non è mai sola davvero.
Ci sono alcune persone, come Eleanor, che invece non hanno mai ricevuto una carezza o un abbraccio. Gesti che diamo per scontati, sono del tutto assenti nella vita della donna.
La solitudine è il tema centrale di questo romanzo, che la scrittrice ha saputo tessere con estrema attenzione per i dettagli.
Da tanto tempo non leggevo un libro con un personaggio così ben delineato.
Non sono riuscita a capire subito Eleanor, all’inizio la trovavo fastidiosa, con i suoi modi scorbutici e poco gentili.
Non ho potuto fare a meno di chiedermi: avrei evitato una persona come lei nella vita vera? Ammetto che sì, probabilmente lo avrei fatto.
Non lo ha fatto invece il suo collega Raymond, che poco alla volta è riuscito a scalfire la corazza della donna.
E così, grazie a Raymond, per la prima volta Eleanor scopre in significato di amicizia.
Quasi non riesce a credere che qualcuno possa rivolgerle un gesto gentile, è incredula, persino sospettosa. Ma il rapporto con Raymond l’aiuta, poco alla volta, ad affrontare il passato che ha cercato invano di dimenticare.

“Alcune persone – i deboli – hanno paura della solitudine. Ciò che non riescono a comprendere è che possiede qualcosa di molto liberatorio: una volta che ti rendi conto di non aver bisogno di nessuno, puoi prenderti cura di te stesso. Il punto è questo: è meglio prendersi cura solo di sé stessi. Non puoi proteggere gli altri, per quanto ci provi. Ci provi e fallisci – e il tuo mondo ti crolla addosso, brucia e si riduce in cenere.

Ho apprezzato come l’autrice tenga il lettore all’oscuro del passato di Oliphant, fino alla fine. Se parte di me era infastidita dalla mia smodata curiosità, l’altra ha divorato le pagine con avidità.
Al momento non riesco a pensare a particolari difetti di questo libro. Forse mi verranno in mente con una riflessione più attenta, ma per il momento non posso che consigliarvi caldamente questa lettura.

Voto: 5 su 5

Se volete leggere il libro potete trovarlo qui.

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Che pasticcio, Bridget Jones [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori! Oggi torno per parlarvi del secondo volume del diario di Bridget Jones, Che pasticcio, Bridget Jones! (Trovate la recensione del primo qui)

51mAF39gSkL._SX317_BO1,204,203,200_.jpgLa vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark.

Finalmente Bridget Jones ha lasciato da parte i vizi (più o meno) per godersi la nuova vita insieme all’affscinante avvocato Mark Darcy. L’idillio dura però poco, perché i guai sono dietro l’angolo, e tra un lavoro che inizia a starle stretto e la bellissima Rebecca, troppo interessata a Mark, la vita di Bridget precipita in fretta.

Se nel primo volume Mark Darcy era poco presente, nel seguito ottiene uno spazio narrativo più ampio. Tuttavia, nonostante Bridget sia ben caratterizzata, Mark rimane enigmatico e poco approfondito.

In questo volume avrei voluto urlare “SVEGLIATI!!!” a Bridget in continuazione. La protagonista ha raggiunto i trent’anni, eppure si comporta come un’adolescente immatura. Non si impegna affatto nel proprio lavoro, sperpera il proprio denaro e non sa che cosa sia la comunicazione! Si mette in continuazione in situazioni spiacevoli, ma non fa il minimo sforzo per cercare di spiegarsi. Questo atteggiamento mi ha a dir poco infastidita! Credo che l’autrice abbia voluto costruire un personaggio goffo e divertente, ma abbia finito per calcare un po’ troppo la mano.

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Sinceramente mi sono chiesta che cosa possa trovare Mark Darcy in una donna come Bridget, perché non ha alcuna caratteristica interessante. E poi diciamolo, è anche abbastanza “stupida”. Non voglio sembrare snob, ma Bridget è un disastro su tutti i fronti e non sa neppure dove si trova la Germania!

Nel primo volume avevo sottolineato le continue lamentele di Bridget sul proprio peso. Per fortuna l’autrice ha corretto il tiro e si sono notevolmente ridotte. Nonostante ciò il seguito è stato meno coinvolgente e lontano dall’iconico film. Le differenze con quest’ultimo sono diverse, come il personaggio di Rebecca, che nel film è una donna che si rivela essere interessata a Bridget e non a Mark; e la presenza più frequente di Daniel Cleaver.

Tutto sommato è stata una lettura piacevole e molto scorrevole, che consiglio se siete amanti del genere. Trovate il libro qui al prezzo di 8,41€.

 

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Io sto con Vanessa [RECENSIONE]

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Un piccolo mio pensiero su un libricino disegnato in cui l’argomento principale è il BULLISMO.

È proprio vero che per certi temi non c’è bisogno di usare parole.

“Io sto con Vanessa”.

Un fumetto senza parole, in cui è espresso tutto ciò che la voce non riuscirebbe a dire.

Il bullismo tra i bambini.

Una nuova bimba viene bullizzata da un suo compagno di classe. Un finale, veritiero, che fa riflettere.

Facciamo sì che vi sia una sensibilizzazione per argomenti del genere.

Cambiamo il futuro.

Perché quella bambina un giorno potresti essere tu o qualcuno a te molto vicino.

Non è una minaccia, eh.

È, purtroppo, un REALE problema al quale DOBBIAMO metterci un punto.

Trovate il libro su amazon al prezzo di 10,96€.

La piccola Vanessa, una nuova studentessa timida e riservata, diventa vittima di un bullo dopo la scuota e corre a casa in lacrime. Un’altra bambina la vede e si preoccupa così tanto da dirlo agli altri compagni. La testimone resta sveglia tutta la notte, in pensiero per l’amica, e al mattino ha un’idea: andrà a prendere Vanessa e l’accompagnerà a scuola. Sulla via, le due sono raggiunte da un altro bambino, poi da un altro e da un altro ancora. Poco a poco un corteo di bimbi sorridenti affianca Vanessa e la scorta fino in classe, mentre il bullo si allontana imbarazzato.”