film

I Am Jonas: recensione flash del film LGBTQ Netflix

Buon inizio settimana lettori! Oggi voglio parlarvi di un film che ho visto ieri su Netflix. Si tratta di una pellicola francese del 2018: I Am Jonas, che potete trovare su Netflix.

Jonas è un adolescente riservato senza troppi amici. Le cose cambiano quando a scuola arriva Nathan, con il quale inizia a condividere nuove esperienze. Diciotto anni dopo Jonas è diventato un uomo problematico, che tradisce ripetutamente il proprio fidanzato con uomini conosciuti su Grindr e si lascia coinvolgere in continue risse nei locali.

Il film alterna passato e presente, presentandoci Jonas in due momenti diversi della propria vita. La pellicola accompagna lo spettatore verso gli eventi che hanno cambiato per sempre l’esistenza del protagonista.

Jonas è un uomo profondamente segnato, che usa il sesso come espediente per fuggire da una relazione che potrebbe renderlo felice. Perché Jonas non pensa di meritare la felicità, non quando l’incertezza di ciò che è accaduto diciotto anni prima lo perseguita ogni giorno…

I Am Jonas è un film per la televisione che colpisce con una cinematografia curata e due ottime interpretazioni da parte degli attori nel ruolo di Jonas giovane e adulto.

Sebbene sia un film dalla trama semplice, la narrazione su due archi temporali diversi è usata sapientemente e riesce a donare un aura di mistero alla storia.

Voto: 4/5

serie tv

I Am not okay with this: recensione flash della nuova serie TV Netflix

Buonasera lettori! Oggi voglio parlarvi di una nuova serie televisiva, approdata a fine febbraio su Netflix. Sto parlando di I Am not okay with this, uscita con una prima stagione di 7 episodi.

La protagonista è Syd, una diciassettenne che vive con la madre e il fratellino dopo la morte del padre, suicidatosi qualche anno prima. Dopo l’evento, il rapporto tra Syd e la madre si è incrinato sempre di più.

Syd non deve solo affrontare le difficoltà di un’adolescente come il primo approccio al sesso e la scuola, ma scopre anche di avere un potere soprannaturale, che si manifesta quando prova delle emozioni molto forti. Spalleggiata dal proprio vicino Stanley, Sydney cerca di capire che cosa sta accadendo e come controllare il suo nuovo potere.

Ancora una volta Netflix si cimenta nelle atmosfere pseudo anni ottanta di una piccola cittadina di provincia americana, portando sullo schermo una nuova storia di adolescenti.

I Am not okay with this sta ricevendo ottime recensioni dalla critica, ma devo essere sincera, a me non ha fatto impazzire. Penso che il problema principale sia la durata degli episodi, di appena venti minuti. In un lasso di tempo così breve la serie non ha il tempo di mostrare il suo potenziale, e riesce a colpire lo spettatore soltanto nell’ultimo episodio. Il resto della narrazione è infatti molto lenta, nonostante la brevità degli episodi.

Gli attori sono molti credibili nei rispettivi ruoli, soprattutto Sophia Lillis nei panni della protagonista. Questa prima stagione lascia spazio solo in minima parte ai poteri di Syd, che fungono più che altro da pretesto per presentarci i personaggi.

La stagione si conclude con un cliffhanger che promette una possibile seconda stagione molto più scoppiettante. Come già detto, penso che la serie abbia del potenziale e mi auguro che gli autori sappiano sviluppare la trama al meglio. I Am not okay with this nasce presumibilmente come una serie che si svilupperà con il tempo, perciò è difficile dare un giudizio definitivo.

Non voglio bocciarla o promuoverla, quindi mi riservo di rimandarla alla seconda stagione.

E voi avete visto la serie? Vi è piaciuta?

film

Raccontami di un giorno perfetto: recensione del nuovo film Netflix.

Buongiorno lettori! Oggi partecipo al blogtour di Raccontami di un giorno perfetto, con la recensione del film uscito oggi su Netflix.

Premessa

Lutto, depressione, disturbi alimentari sono solo alcuni dei problemi che possono affliggere gli adolescenti e che molto spesso non vengono notati da chi li circonda.

Ogni anno in Italia muoiono circa 4000 persone per suicidio e il 5,4% della popolazione soffre di depressione, con percentuali in crescita per disturbi come l’ansia, soprattutto tra i più giovani. [ISTAT]

Prevenzione e aiuto possono ridurre questi numeri drammatici. La produzione del film ha fornito un sito web, dove potete trovare alcuni numeri utili. Se conoscete qualcuno che sta affrontando un periodo difficile o se siete voi ad aver bisogno di aiuto, non esitate a contattare i seguenti numeri:

Dall’Italia:

Samaritan Onlus Tel: 800 860022 (da linea fissa) / 06 77208977 (da mobile) -dalle 13:00 alle 22:00

Telefono Azzurro Tel. 1.96.96 – H24/7

Potete trovare il resto dei paesi e dei contatti qui.

Disclaimer: In questa recensione parlerò delle tematiche sopracitate.

Recensione

Violet Mackey, un’adolescente dell’Indiana, si trova sull’estremità di un ponte quando viene notata dal suo compagno di classe Theodore Finch. Da quando sua sorella è morta, Violet ha smesso di vivere. Va a scuola ogni giorno, ma la sua vita si è fermata al giorno dell’incidente.

Violet non sorride più, ma le cose iniziano a cambiare quando Finch entra con prepotenza nella sua vita. La ragazza è affascinata da quel ragazzo, che non si preoccupa affatto di essere considerato un “freak”, uno scherzo della natura, dal resto della scuola.

Insieme intraprendono un viaggio, visitando luoghi all’apparenza insignificanti ma che spesso si rivelano essere proprio quelli più significativi…

Attenzione Spoiler

Il film inizia con l’idea che la storia si focalizzi su Violet, ma ben presto ci si rende conto che Violet è solo uno dei personaggi che compiono un percorso all’interno della storia. Se Violet riesce ad uscire dal proprio dolore con l’aiuto di Finch e della propria famiglia, Finch compie il percorso inverso.

Il film mostra le diverse facce della depressione e dei disturbi mentali. Se da una parte abbiamo Violet, con una fitta rete di supporto, dall’altra abbiamo Finch, che non riesce a chiedere aiuto.

Violet in questo caso rappresenta la persona ignara, che non riesce a capire che cosa stia accadendo a Finch. Ho trovato questa situazione molto credibile, perché i disturbi mentali sono difficili da individuare, anche quando affliggono qualcuno vicino a noi. Chi è depresso spesso fa fatica ad aprirsi agli altri, a comunicare il proprio dolore, e penso che il film abbia saputo trasmettere molto bene questo concetto.

Il gesto di Finch arriva all’improvviso e colpisce lo spettatore proprio perché si trova negli stessi panni di Violet. È in parte ignaro di ciò che sta accadendo al ragazzo. La stessa cosa accade con la migliore amica di Violet, depressa e affetta da bulimia. Il film riesce a mostrare come, a volte, anche le persone più inaspettate possano avere bisogno di aiuto.

Raccontami di un giorno perfetto mi ha stupita molto. Devo ancora entrare nel vivo del libro (di cui uscirà la recensione prossimamente) perciò non sapevo che cosa aspettarmi. Dal trailer mi ero fatta l’idea di un teen movie e in effetti lo è, ma non nel modo che immaginavo. È un film che parla di adolescenti, ma senza ricorrere a stereotipi. È crudo, realistico ed incredibilmente emozionante.

Ho trovato entrambi gli attori protagonisti adatti al ruolo, soprattutto Justin Smith, nei panni di Finch.

Voto: 4,5/5

Non dimenticatevi di seguire il resto delle tappe del blogtour!

Il film è tratto dal libro omonimo, che potete acquistare qui. Ringrazio la casa editrice DeA per avermi inviato una copia digitale del libro e il blog Milioni di particelle per avermi invitata a partecipare al blogtour.

Recensioni

#PrideMonth || What if it’s us [RECENSIONE]

Questo mese è in corso il Pride Month e per l’occasione ho pensato di leggere What if it’s us, un romanzo scritto a quattro mani da Becky Albertalli (Love, Simon) e Adam Silvera.

51G6lgVzXiL._SX329_BO1,204,203,200_.jpgArthur ha lasciato la Georgia per trascorrere l’estate a New York e lavorare in uno studio di avvocati come assistente.
Nonostante New York sia famosa per i suoi musical, che Arthur adora, il ragazzo sente la mancanza dei suoi amici. L’incontro con Ben in un ufficio postale cambia però le carte in tavola. Arthur è convinto che che l’universo abbia portato Ben sul suo cammino, ma prima che possa chiedergli il numero o il suo nome, il ragazzo sparisce.
Entrambi iniziano a cercarsi a vicenda. L’universo ha in serbo per loro una seconda possibilità?

Ho letto (o meglio ascoltato) What if it’s us in inglese su Storytel, l’applicazione per gli audiolibri e sono rimasta piacevolmente colpita dalle voci narranti. La storia è divisa in capitoli alterni, dal punto di vista di Arthur e di Ben e anche la narrazione è stata affidata a due giovani attori (Froy Gutierrez e Noah Galvin) che hanno interpretato benissimo il ruolo, trasportandomi da subito nella storia.
I protagonisti sono entrambi ben caratterizzati, e ho apprezzato quanto le differenze tra i loro status sociali vengano mostrate attraverso frasi o azioni per tutta la durata del libro.
In alcuni tratti ho trovato però Arthur un po’ eccessivo nei modi e stereotipato.
Arthur rappresenta quasi il cliché dell’adolescente gay: iper romantico e amante dei musical.
Ben invece è molto più realistico della sua controparte e ciò può forse dipendere da Adam Silvera, che ha scritto i capitoli a lui dedicati ed è stato lui stesso un adolescente gay.
Un altro aspetto poco realistico è il rapporto tra genitori e figli. Piccolo spoiler: Alla seconda uscita i protagonisti conoscono i rispettivi genitori. Okay, non c’è nulla di male, ma quanti diciassettenni portano a conoscere i genitori alla seconda uscita?

Nonostante questi appunti sopracitati, What if it’s us è una lettura molto piacevole e che mi sento di consigliare.
Il libro è stato scritto a quattro mani, ma anche se ho preferito Ben, lo stile degli autori è molto simile e si amalgama bene.
Se leggete il libro troverete inoltre tanti riferimenti alla “pop culture” da Harry Potter al musical Hamilton.

Nell’autunno 2018 è stato annunciato che il libro diventerà un film nel prossimo futuro.

Vedi anche: [RECENSIONE FLASH] Tuo, SimonUntitled design (3).png

 

Recensioni

Bridget Jones: Un amore di ragazzo [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Dopo un lungo periodo di blocco del lettore mi sono dedicata a una lettura leggera, che completa completa il ciclo della serie di Bridget Jones. Un amore di ragazzo è in realtà il terzo uscito, ma il quarto in ordine temporale.

Che cosa fai se la festa per i sessant’anni della tua migliore amica e il trentesimo compleanno del tuo ragazzo cadono lo stesso giorno? È giusto mentire sull’età quando sei a caccia di appuntamenti on-line? È moralmente accettabile farsi fare la piega quando entrambi i tuoi figli hanno i pidocchi? Ma il Dalai Lama twitta personalmente o delega tutto al suo assistente? La tecnologia è ormai diventata il quinto elemento? O ti stai confondendo col legno? Fare sesso con uno dopo sei settimane di SMS è l’equivalente moderno di sposarsi dopo due incontri e sei mesi di corrispondenza all’epoca di Jane Austen? Con in testa questi ed altri, perfino più gravi dilemmi, Bridget Jones inciampa tra un ostacolo e l’altro della sua nuova vita da mamma single. E intanto twitta, messaggia e butta giù elenchi di cose da fare per risvegliare la sua sessualità assopita, a dispetto di quella che alcuni, con espressione odiosa e sorpassata, si ostinano a chiamare mezza età.

∼ Recensione

Cinque anni dopo la morte di Mark, Bridget si trova ad affrontare il suo nuovo status di vedova e madre single. Spronata dagli amici, dopo un lungo periodo di lutto, Bridget decide di iniziare di nuovo a uscire con degli uomini.
Qualche appuntamento disastroso più tardi, la donna incontra Roxster, un ventinovenne conosciuto online tra un tweet e l’altro; e i due iniziano a frequentarsi.

Bridget è sempre la solita: pasticciona, in perenne lotta contro i chili di troppo e, questa volta, con pidocchi e macchie di cioccolata sui vestiti. Eh già, perché la protagonista è cresciuta, ora ha due figli a cui badare e deve farlo da sola.
L’autoritario ma romantico Mark, del quale tutte ci eravamo infatuate, è morto all’improvviso, lasciando Bridget a fare i conti con le difficoltà dell’essere madre.
La mancanza di Mark un po’ si fa sentire, soprattutto all’inizio. Ma la vita non è sempre “vissero felici e contenti” e Helen Fielding ce lo ricorda molto bene.
Trattandosi pur sempre di una commedia il peso del lutto non è opprimente, ma ci viene ricordato nelle azioni quotidiane di Bridget.
Bridget deve andare avanti, per i suoi figli ma soprattutto per se stessa.

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Ho apprezzato il salto temporale, perché ha permesso alla storia di avere un’impronta più leggera, che altrimenti sarebbe mancata.
Sebbene la maternità sia una parte importante della sua vita, non è il centro del romanzo. Come nei precedenti lo è invece l’amore e la costante ricerca di un uomo da avere al proprio fianco.

Paradossalmente, sebbene rimpianga la presenza di Mark, credo che questo sia il libro migliore della serie. Forse perché descrive una Bridget più matura, più vera. Anche se devo confessare che a volte mi ha decisamente dato sui nervi!
Non ho apprezzato invece l’epilogo di Daniel, che stavo iniziando ad apprezzare nella veste di padrino/baby-sitter.
Inoltre c’è un personaggio, che seppur mi sia piaciuto, è decisamente troppo simile a Mark e sembra quasi una sua copia.

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Potete acquistare il libro qui. Trovate le mie altre recensioni di Bridget Jones qui.

Recensioni

L’amore si moltiplica [RECENSIONE]

Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis familyEcco il secondo capitolo stilato dalla Pozzolis family, “L’amore si moltiplica” una lunghissima email scritta da Alice Mangione, che finalmente si è sposata con il comico Gianmarco Pozzolis, in amicizia Giamma.

Un libro in cui vengono trattati molti degli argomenti che stanno a cuore alle neo-mamme, un elenco che va dalle sensazioni provate con il proprio marito prima del parto all’emozione della nascita del figlio, dall’allattamento ai vari modi per far addormentare il proprio pargolo, sempre se il bimbo sia disposto ad abbandonarsi fra le braccia di Morfeo.

Alice cerca di dare, con il suo tocco ironico e diretto e soprattutto sempre senza peli sulla lingua, risposte ai vari dubbi che una mamma alle prime armi possa, legittimamente, avere.

“Come cambierà il mio corpo? Sarò una brava mamma?”

La famiglia Pozzolis anche stavolta è riuscita a fare del suo libro uno stile di vita. Niente trattati enciclopedici, niente saggi sulla medicina, niente termini tecnici medici… solo esperienza! Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis family

La donna dai capelli arancioni (tinti) ha parlato di sé e del suoi rapporti con i figli e tutto ciò che riguarda loro (vorrei ricordare che nel primo libro “Un figlio è ho detto tutto”, Alice parla principalmente del rapporto con Giamma, della loro voglia di avere un figlio e dei loro tentativi per centrare il bersaglio).

Come contorno, la storia continua con le relazioni tra la famiglia comica e i vari amici. Quasi sicuramente, i nomi sono inventati, ma non ci metterei la mano sul fuoco, data la “follia” dell’autrice.

Una scrittura scorrevole e lineare, uno stile ironico e sarcastico che a me non è dispiaciuto e un finale “divertente” e soprattutto non scontato. Ma non vi svelo più nulla…

Comprate il libro (qui) e in due giorni l’avrete già finito!


 

Curiosità, serie tv

Special: la nuova comedy Netflix da non perdere! [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una serie tv uscita di recente su Netflix che vi consiglio tantissimo.
La serie in questione è Special, comedy della durata di 8 puntate, scritta, prodotta (insieme a Jim Parsons) e recitata da Ryan O’Connell nei panni del protagonista. Forse conoscete l’autore per Akward (Il diario di una nerd superstar), Will & Grace e altri progetti televisivi, ma Ryan è anche l’autore di I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves, il suo libro di memorie da cui è tratta la serie Special.

Ryan Hayes è un ragazzo gay di poco più di vent’anni, che convive dall’infanzia con una malattia, la paralisi celebrale, che limita le sue capacità motorie. Dopo essere coinvolto in un banale incidente d’auto, Ryan viene assunto come tirocinante per una rivista online. Stanco che la sua malattia sia il centro della sua vita, Ryan mente ai nuovi colleghi, fingendo che le sue difficoltà a camminare o a compiere gesti quotidiani siano dovute all’incidente e non alla malattia.
Al lavoro Ryan stringe amicizia con Kim, una donna positiva e sicura di sè, che lo sprona ad affrontare nuove esperienze, come la sua prima volta e a stringere amicizia con altre persone.
Al tempo stesso Ryan decide di andare a vivere da solo e inizia ad allontanarsi dalla madre iperprotettiva Karen, che ha da sempre messo il figlio e la malattia al centro della propria vita.

Ryan si sente un pesce fuor d’acqua nella vita, mai troppo attraente, mai troppo “normale”; come ricorda a se stesso non è neppure abbastanza disabile.
Ma, nonostante persino il suo fisioterapista gli dice che è un privilegiato, Ryan non si sente tale e ha difficoltà a individuare il suo posto nel mondo.
Nelle brevi otto puntate, della durata di appena quindici minuti, vediamo Ryan interfacciarsi alla vita, tra prime volte, rapporti di amicizia e amore; e anche alla propria disabilità, da sempre un ostacolo alla sua sicurezza.

Special è una serie fresca e divertente, che vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine.
Ryan O’ Connell si adatta alla perfezione nei panni del protagonista e stupisce pensare che si tratti proprio del suo primo ruolo da attore.

Spero sinceramente che questa serie venga rinnovata per una seconda stagione. E voi l’avete vista?

 

Recensioni

L’ultima Pagina di Giulia Pretta [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi per voi la recensione di un libro che ho avuto il piacere di leggere di recente e che mi è stato fornito dalla scrittrice emergente Giulia Pretta (che ringrazio): L’ultima pagina, edito Ciesse Edizioni.

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Mark Holden, scrittore londinese di una celebre serie di thriller, si risveglia in ospedale in seguito a uno scippo. Nonostante la paura di essere rimasto vittima di un’amnesia, Mark si rende conto di ricordare tutto quanto e in breve tempo ritorna alla vita di tutti giorni.
La sua quotidianità viene però ravvivata da una novità, la sua nuova vicina di casa Judy Morgan, che si chiama come la protagonista femminile della sua trilogia letteraria. Judy è attraente, simpatica e ben presto i due legano, anche grazie alle chiacchiere sulla loro vicina impicciona, Mrs Mills.
Quando la donna apprende che Mark ha persona la sua preziosa borsa di pelle durante lo scippo, gli presenta un artigiano in grano di replicarla in modo identico. Ma anche se la borsa ha lo stesso aspetto, c’è qualcosa che non lo convince pienamente.
In presenza di Judy si sente a proprio agio, come se la conoscesse da una vita.

L’ultima pagina è uno di quei romanzi che si leggono tutto d’un fiato. L’autrice è stata molto abile nel costruire una storia che mi ha coinvolta dall’inizio alla fine. La sua non è una trama ricca di colpi di scena o azione, ma presenta dei dialoghi così ben scritti e reali, che diventa facile immedesimarsi nel protagonista.

Anche i personaggi stessi sono costruiti molto bene e, anche se alcuni sono poco approfonditi, risultano sempre molto reali.
Leggere L’ultima pagina è quasi come entrare per qualche ora nelle vite di alcuni sconosciuti e, alla fine, è sempre un dispiacere lasciarli andare e tornare alla propria di vita.
Ho apprezzato molto anche Thomas, il migliore amico del protagonista e il rapporto tra i due.

Se dovessi trovare una nota negativa direi che mi sarebbe piaciuto un romanzo un po’ più lungo. Avrei preferito che la parte centrale fosse esplorata di più, in modo da avere la possibilità di affezionarsi ancora di più a Mark e Judy.
Concludendo, voglio aggiungere che ho apprezzato molto lo stile di Giulia Pretta e sarei curiosa di leggere altre sue opere letterarie in futuro.

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Potete seguire Giulia sul blog Books and details o instagram. Potete acquistare il libro qui al prezzo di 15€.


Giulia Pretta è nata a Vercelli nel 1987, residente a Padova dal 2009.
Laureata in archeologia e ben decisa a sfatare il mito che recita che con la cultura non si mangia, ormai da anni gira tra musei e mostre d’arte come fruitrice e come operatrice.
Il resto del tempo è fatto di parole. Si occupa di recensioni di narrativa per alcune riviste on line, è editor di fresca e costante formazione, scrittrice e book blogger, aspirante pasticcera.


 

Recensioni

Bianco Letale: il nuovo romanzo di J.K Rowling [RECENSIONE]

Buonasera cari lettori! Oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di J.K Rowling, scritto con lo pseudonimo da giallista “Robert Galbraith”. Si tratta di Bianco Letale, il quarto volume di una serie con progatonista il detective Cormoran Strike e la sua socia Robin. Sul blog trovate anche le recensioni dei primi tre volumi (#1 #2 #3)

Il post non contiene spoiler perciò potete leggerlo senza timori

51U+gVgk+fL._SX336_BO1,204,203,200_Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Dopo le nozze di Robin e Matthew, il rapporto tra la detective e Cormoran è diventato teso e l’amicizia che li legava sembra essere solo un lontano ricordo. Un nuovo caso, che coinvolge un importante politico porta però i due a lavorare a stretto contatto, per cercare di scoprire la verità. Tra missioni in incognito e pedinamenti, Robin e Cormoran devono anche fare i conti con l’attenzione dei media, in seguito al successo dei casi precedenti. Nel frattempo Robin è costretta ad affrontare il trauma del suo ferimento e un matrimonio che sembra già essere naufragato in partenza.

Bianco Letale riprende, attraverso un ricco prologo, dal finale che aveva lasciato tutti i lettori in sospeso, ambientato durante le nozze di Robin e Matthew; per poi passare a un salto temporale di circa un anno. Non lasciatevi spaventare dalle 784 pagine di questo libro, il più voluminoso della serie, perché vi terrà letteralmente incollati alle pagine. Bianco Letale non è uno di quei libri adrenalinici, ma è così ben strutturato che è impossibile annoiarsi. La Rowling ha la capacità di dare vita a dialoghi, ad esempio tra il protagonista e un personaggio secondario, lunghi anche trenta pagine a volta o più. Un botta e risposta sempre avvincente ed estremamente realistico.

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A colpire è però la caratterizzazione dei personaggi, che non riguarda solo i principali che conosciamo da ormai diversi anni, ma anche i secondari. La scrittrice entra nella psicologia dei personaggi, servendosi soprattutto dei dialoghi e ognuno di loro che compare sulla carta ha una propria anima. La Rowling non si limita a descrivere i protagonisti, ma li fa vivere. Penso a Cormoran e a quel dolore alla gamba, che ogni volta mi è sembrato così reale da finire quasi per sentirlo io stessa.

Ho amato il rapporto tra Robin e Cormoran che, come già detto nella recensione del volume precedente, anche in Bianco Letale ha uno spazio più centrale rispetto ai primi due volumi. I due non hanno mai interazioni troppo esplicite. Il loro è un rapporto fatto di sguardi e gesti, che cresce poco alla volta ma finisce per essere molto intenso.

Devo essere sincera, avrei potuto finire il volume in un paio di giorni, ma non volevo separarmi da Cormoran e Robin. E, anche se non vedevo l’ora di scoprire come si sarebbe concluso il caso, sapere di dover attendere il quinto volume per tornare da loro mi fa stare male.

Ogni nuovo volume di questa serie è un continuo crescendo del precedente e non vedo l’ora di scoprire che cosa ci riserverà in futuro J.K Rowling.

Voto: 5 su 5

Potete acquistarlo qui al prezzo di 20,40€.


Sapevi che esiste anche la serie tv della saga? Scopri di che cosa si tratta qui ⇒⇒ Dai romanzi di J.K Rowling, la serie tv Strike

 

 

Recensioni

Donne che leggono libri proibiti

Donne che leggono libri proibitiSono sincera… a me un libro o piace oppure non piace.
I libri che non mi piacciono non riesco nemmeno a finire di leggerli.
Lisi Harrison è riuscita a farmi provare qualcosa mai provata.
Questo libro mi è stato regalato a Natale da una mia amica.
Copertina e libro sono riusciti ad attirare la mia attenzione, ma le prime parole non hanno conquistato il mio interesse…
Ho continuato a leggere per dare possibilità di una svolta al libro, che consideravo scialbo ed insipido.
Sfogliando le pagine ho notato che le parole iniziavano a colpire quella parte del mio cervello dedita all’attenzione e senza nemmeno rendermene colpo, ho divorato un libro che  ho letto fino alla sua metà con tanta fatica.

Quattro donne prima e quattro donne dopo condividono un segreto, che dà loro un legame così forte tanto da farle diventare ottime amiche, nonostante fossero perfette sconosciute.

Non è una storia sdolcinata, l’amore fa solo da sfondo.

Un’amicizia vale più di un tesoro ed è ancor più bella se il collante è IL LIBRO.


Gloria, Dot, Liddy e Marjorie sono amiche inseparabili fin dai tempi del liceo. Come tutte le donne degli anni Sessanta hanno desideri che non possono confessare, professioni a cui non possono ambire e compiti che devono adempiere. Ma c’è una cosa che nessuno può negare loro: gli incontri del Club dei libri proibiti. Ogni venerdì di plenilunio si ritrovano, infatti, per appuntamenti segreti in cui condividono letture «scandalose» e le fantasie più intime, liberandosi finalmente da ogni tabù e ogni ipocrisia. Cinquant’anni dopo, la loro piccola biblioteca proibita, per una serie di coincidenze, sarà ereditata da May-June, detta M.J., Addie, Britt e Jules, quattro sconosciute che, senza preavviso, diventeranno parte del Club. E tra scetticismo, tradimenti e riconciliazioni, saranno proprio gli incontri del Club dei libri proibiti a insegnare anche a loro il valore dell’amicizia sincera e della libertà vera: quella di essere se stesse fino in fondo.

Potete acquistare il libro qui.