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Io sto con Vanessa [RECENSIONE]

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Un piccolo mio pensiero su un libricino disegnato in cui l’argomento principale è il BULLISMO.

È proprio vero che per certi temi non c’è bisogno di usare parole.

“Io sto con Vanessa”.

Un fumetto senza parole, in cui è espresso tutto ciò che la voce non riuscirebbe a dire.

Il bullismo tra i bambini.

Una nuova bimba viene bullizzata da un suo compagno di classe. Un finale, veritiero, che fa riflettere.

Facciamo sì che vi sia una sensibilizzazione per argomenti del genere.

Cambiamo il futuro.

Perché quella bambina un giorno potresti essere tu o qualcuno a te molto vicino.

Non è una minaccia, eh.

È, purtroppo, un REALE problema al quale DOBBIAMO metterci un punto.

Trovate il libro su amazon al prezzo di 10,96€.

La piccola Vanessa, una nuova studentessa timida e riservata, diventa vittima di un bullo dopo la scuota e corre a casa in lacrime. Un’altra bambina la vede e si preoccupa così tanto da dirlo agli altri compagni. La testimone resta sveglia tutta la notte, in pensiero per l’amica, e al mattino ha un’idea: andrà a prendere Vanessa e l’accompagnerà a scuola. Sulla via, le due sono raggiunte da un altro bambino, poi da un altro e da un altro ancora. Poco a poco un corteo di bimbi sorridenti affianca Vanessa e la scorta fino in classe, mentre il bullo si allontana imbarazzato.”

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La bambina che guardava i treni partire [RECENSIONE]

Un libro che tocca il cuore.

Storia di quel razzismo, atroce e crudele, che costringeva la gente ad aver paura persino di respirare.

“Era il 18 novembre 1940. Il tempo del disprezzo era cominciato”.

Una storia vera.

Un romanzo storico, articolato dall’autore, Ruperto Long, in varie “interviste” in cui viene raccontato il modo in cui la gente che ha “vissuto” la Seconda Guerra Mondiale, lottando, chi con le armi e chi col cuore; non manca il racconto di una delle più spietate SS, Klaus Barbie, di cui tutti avevano più timore.

“Ammiravo il nostro Fuhrer Adolf Hitler. Come erano limpide le sue idee. Gli ebrei devono essere sterminati. Bisogna estirpare gli ebrei”

In risalto vi è il pov di Charlotte, una piccola bambina che è costretta a girovagare in cerca di un riparo dai nazisti, preferendo, alcune volte, persino la compagnia dei topi piuttosto che essere scoperta durante le retate delle SS.

In quel clima di terrore, di continui spostamenti, in un mondo in cui ci si sente estranei, Leòn dà tutto se stesso per la sua famiglia, generando sorrisi, che erano diventati ormai rari e preziosi.

“Quel trasferimento ci fece tirare un sospiro di sollievo. Lo dicemmo a Leòn. Non dimenticherò mai il suo sguardo di orgoglio. Si permise soltanto di abbozzare un sorriso. Non aveva deluso la sua famiglia. Per lui era tutto”.

Gente solidale, uomini approfittatori.

Un finale in cui l’indifferenza regna sovrana fra la gente.

Una famiglia unita sembra essere l’unica cosa che conta.

Potete acquistarlo qui.

Curiosità, Recensioni

Se mi guardo da fuori di Teresa Righetti [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno cari lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un libro che mi è stato possibile leggere grazie alla casa editrice DeA Planeta, che ringrazio. Si tratta di “Se mi guardo da fuori” di Teresa Righetti. Vi lascio alla sinossi e alla mia opinione in merito alla lettura.

41WuMlZhAFL._SX316_BO1,204,203,200_.jpgA Serena non manca niente per essere felice: ha venticinque anni, una laurea in arrivo, una famiglia che le vuole bene, una casa che era del nonno paterno e dove presto potrà abitare. Nella sua vita tutto può succedere, e invece non succede. Forse perché non sa ancora cosa vuole, qual è il sogno da inseguire, che tipo di donna essere. O forse perché si sente ovunque fuori luogo e inappropriata. E così, mentre resta in questo limbo e aspetta l’illuminazione, lavora come cameriera al Chiosco, dove ogni sera si radunano tutte le categorie umane di Milano, che bevono e ridono e si divertono come se non facessero altro da sempre. Ma in mezzo a loro, la paura di essere invisibile, o semplicemente “poco interessante”, diventa ancora più grande. Fino a quando l’incontro con Leo, un cliente del Chiosco, le porterà una dura conferma – a volte è dietro i sorrisi che si nasconde il dolore – e al tempo stesso la consapevolezza che non serve guardare lontano per trovare persone disposte a prenderci come siamo, anche quando non siamo ancora niente. E così Serena smetterà di osservare, e inizierà a scegliere.

Il punto di forza di questo libro è lo stile dell’autrice, che è riuscita a caratterizzare molto bene il personaggio di Serena, nella quale mi sono ritrovata più volte nel corso della lettura. Ha dato vita a una protagonista che si sente inadeguata tra la gente, che vorrebbe saper dire la cosa giusta al momento giusto, ma che è il tipo di persona che se ne sta semplicemente in silenzio per paura che il resto del mondo scopra che lei è diversa.

Quelli che ti dicono – Quando sei tra gente che non ti conosce puoi essere la persona che vuoi – mentono.

Serena è una che osserva. Osserva i ragazzi che vanno e vengono al Chiosco nel quale lavora. Sembrano tutti uguali i ragazzi del chiosco, “portano giacche eskimo, pantaloni cachi, cappotti vintage che hanno ereditato da qualche parente.”  Più osserva però e più si sente estranea alla realtà che la circonda. L’inadeguatezza che la soffoca viene ribadita di continuo, forse perché è così parte della sua vita che non conosce altro modo in cui esistere. Non può fare a meno di restare coinvolta da Leo però, uno dei frequentatori abitudinari del chiosco.

Leo è una di quelle persone che Serena ha sempre osservato da lontano. La coinvolge nella sua vita fatta di feste e uscite, amici e risate. Serena vuole provare a sentirsi parte del suo mondo, ma Leo sarà in grado di capirla?

La trama è forse l’aspetto più debole del romanzo, in quanto si regge più sulle considerazioni di Serena che uno svolgimento vero e proprio. In Se mi guardo da fuori non troverete colpi di scena o una trama che vi terrà incollati alle pagine, bensì un viaggio attraverso i dubbi e le incertezze di una giovane donna. È facile immedesimarsi in Serena perché chi non si è mai sentito estraneo o inadeguato nei confronti della propria vita? L’autrice descrive un’età che è per molti fatta di bivi e decisioni, è un momento di crescita ma anche di confusione. In questo ha decisamente fatto centro.

Ci sono però anche degli aspetti negativi, come le troppe divagazioni su personaggi di contorno, che in alcuni punti hanno reso la lettura lenta, e come già ribadito una trama troppo debole rispetto alla caratterizzazione dei protagonisti.

Credo comunque che il romanzo d’esordio di Teresa Righetti sia un ottimo punto di partenza, che segna senza dubbio l‘inizio di una carriera promettente.

Potete acquistare Se mi guardo da fuori anche su amazon al prezzo di 12,75€.

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I Figli di Dio di Glenn Cooper [RECENSIONE]

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E non poteva mancare l’ultimo capitolo della trilogia de “Il segno della croce”.

“I figli di Dio” è l’ennesimo, a mio parere, capolavoro dell’autore.

La penna di Glenn Cooper colpisce e soprattutto stupisce ancora.

“Tre Vergini Tre miracoli Una minaccia”.

Nonostante un inizio, a mio avviso, un po’ fiacco, il professor Calvin Donovan è riuscito a catturare la mia attenzione, addentrandosi in misteri e segreti celati dietro il concepimento di tre vergini, rifiutati dalla Chiesa come miracoli.

“A me sembra che le uniche due spiegazioni razionali e scientificamente valide delle gravidanze delle ragazze, il rapporto sessuale e l’inseminazione artificiale, siano state già scartate. La loro innegabile verginità anatomica le esclude in odo assoluto. Questo ci lascia con un’unica alternativa, di cui non so molto di più di quanto ho letto su Wikipedia, ovvero la partenogenesi, la riproduzione asessuata in cui l’embrione si sviluppa senza alcuna fecondazione”.

Termini scientifici. Non nascondo il fatto di aver preso un’enciclopedia e di aver cercato in cosa consistessero tali processi scientifici. D’altra parte, è proprio questo che mi piace dello stile cooperiano: tenere sempre in allenamento la mia mente, stimolando la mia curiosità e coinvolgendomi nella storia, usando ogni tipo di strumento, che sia il termine tecnico o una banale frase minima.

Come sfondo della vicenda troviamo la sua salda amicizia col pontefice Celestino VI, fotocopia del nostro amato Papa Francesco.

Il nostro professore , meno marpione ma pur sempre affascinante, questa volta, ha a che fare con qualcosa che ha messo in discussione i veri valori base della cristianità, mettendo in crisi l’istituzione papale.

Non spoilero ma credo che tutti sappiano che il nodo della matassa sarà astutamente trovato e sciolto.

Ci sono personaggi secondari che sono stati utili alle indagini; tra questi ricordiamo il fedele dottorando/ormai amico Joe Murphy. Non anticipo chi siano gli altri coprotagonisti e non dico nemmeno chi sia il cattivo della storia.

Leggete il libro.

Scritto bene, sviluppo dell’intreccio avvincente, suspance presente: Bingo!

Glenn Cooper e le sue combinazioni vincenti.

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Il Debito di Glenn Cooper [RECENSIONE]

Risultati immagini per il debito glenn cooper“In Vaticano è in corso una guerra silenziosa. E nessuno è al sicuro…”.

E anche stavolta Glenn Cooper ha fatto centro! Le mie aspettative non sono state deluse!

Sono sbalordita dalla sua bravura nel trattare argomenti storici e nel riuscire a tenere sempre alta l’attenzione del lettore.

Un mix di realtà e invenzione. Una sorta di un nuovo Manzoni.

Un romanzo storico, un thriller, un giallo. Scambi di lettere minatorie e telefonate clandestine.

Ogni volta resto a bocca aperta.

Io e la Storia non abbiamo mai avuto un bel rapporto e, credo, anche molti altri abbiano avuto il mio stesso trauma.

Protagonisti: famiglia Sassoon, il professor Calvin Donovan, il clero e Papa Celestino VI.

Ho letto varie critiche; tutte dicevano più o meno la stessa cosa: Cal Donovan, professore della facoltà di Teologia all’università di Harvard, è uno scopiazzo di Robert Langdon di Dan Brown.

Vorrei spezzare una lancia a favore di Mr Cooper.

Mi chiedo: e anche se fosse?!?!? Non possono esistere due cervelloni protagonisti di due libri con storie e disavventure completamente diverse?!?!

Una storia di corruzione clericale contro l’opera umanitaria del caro Santo Padre la cui figura, a mio avviso, è uguale, in tutto e per tutto, al nostro attuale Papa Francesco.

“… [Celestino VI] aveva fatto parlare di sé nella Curia, decidendo di non alloggiare negli appartamenti del sommo pontefice e preferendo invece la piccola suite costituita da due stanzette al secondo piano della Domus Sanctae Marthae, e scegliendo come auto per gli spostamenti un’utilitaria della Fiat con trentamila km alle spalle. Molti membri della Curia avevano bollato quei comportamenti come trucchi per ingraziarsi i fedeli, ma ben presto si erano resi conto che costituivano solo la punta dell’iceberg. Celestino aveva ben altri progetti”.

Storia di un debito contratto, anni prima, tra la Banca Sasson, ebrea, e la Chiesa cattolica, che non ha mai avuto intenzione di estinguerlo.

Scandalo al Vaticano!

Quello che Papa Celestino VI propone per saldare e pareggiare i conti è caritativolmente sbalorditivo.

Linguaggio scorrevole, in alcuni tratti, ironico e divertente, con un solo scopo: catturare mente e anima del lettore, e far sì che resti incollato a quelle pagine, che siano cartacee o che siano digitali.

Una grandissima amicizia tra il professore americano e il pontefice italiano.

Un Cal Donovan, ancora una volta, strepitoso, arguto  spregiudicato!

Missione compiuta.

Ennesimo best seller.

Grande Glenn.

Tantissimi pollici in su!!!!

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[RECENSIONE] L’Arminuta di Donatella di Pietrantonio

Ciao a tutti i lettori del blog e buon fine settimana! È passata qualche settimana dall’ultima recensione perciò oggi voglio parlarvi di un libro che ho finito da poco e di cui ho discusso durante l’ultima riunione del club del libro. Si tratta de L’Arminuta, di Donatella di Pietrantonio, libro vincitore del premio Campiello nel 2017.

Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con “L’Arminuta” fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi.

«Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza».

L’Arminuta – così è chiamata dai conoscenti – torna in un luogo che dovrebbe chiamare casa, ma è per lei sconosciuto e una spaventosa nuova realtà. La ritrovata è stata costretta a lasciare le persone che per tutta la vita ha chiamato genitori, ritrovandosi con una nuova mamma, un papà e un mucchio di fratelli. Ma lei non riesce a capacitarsi di quell’abbandono senza spiegazioni ed è certa che prima o poi i suoi genitori torneranno a prenderla. La sua vita non è quella minuscola casa sporca e rumorosa, no, la sua vita è fatta di corsi di danza, nuotate in piscina, uscite con la sua amica del cuore Pat. L’Arminuta vuole convincersi che quella realtà è solo una fase, un passaggio. Eppure mentre cerca di capire e l’attesa diventa sempre più infinita, scopre che in quella nuova vita non è davvero sola. C’è Adriana, la sua nuova vivace sorella, e c’è Vicenzo per il quale prova più di un semplice legame fratello – sorella. Ma qual è davvero la verità? Perché l’Arminuta è dovuta tornare dalla sua famiglia biologica?

In appena 150 pagine si condensa uno splendido romanzo, ricco di emozione, passione e amore. Donatella di Pietrantonio dipinge una realtà che sembra quasi appartenere a un tempo lontano, ma è al tempo stesso molto umana. Delinea la realtà delle famiglie povere degli anni settanta, dei sacrifici, del dolore, ma anche dell’affetto che le caratterizzava. I suoi personaggi sono semplici e un po’ ignoranti, ma veri.

Lo stile della scrittrice è molto scorrevole, tant’è che ho divorato il romanzo in pochissimo tempo. Se dovessi trovare una nota negativa mi sarebbe piaciuto un po’ più lungo, avrei aggiunto almeno cinquanta pagine in più. La narrazione si interrompe quasi all’improvviso, non c’è un vero e proprio finale, ma a pensarci forse è proprio così la vita. Il finale deve ancora essere scritto.

Il mio voto per questo libro è di 4,25 su 5.

Se vi è piaciuta la recensione e volete leggere il libro lo trovate qui al prezzo di 14,87€.

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[RECENSIONE] The Kissing Booth – Il libro del film netflix

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di The Kissing Booth, il libro tratto dal film uscito di recente su Netflix. Parlare in modo negativo di un romanzo che mi è stato inviato da una casa editrice (soprattutto se sono stata io a richiederlo) non è mai facile. Chi mi segue sa però che le mie recensioni sono sempre oneste e non voglio ingannare i miei lettori con informazioni non vere. Ringrazio la casa editrice DeA per avermi inviato il libro da me richiesto.

Ho finito di leggere questo libro già da una settimana, ma ho trovato molta difficoltà a scrivere la recensione o anche solo trovare lo stimolo per farlo.

N.B: Sebbene cercherò di contenere gli spoiler, potrebbe comunque sfuggirmene qualcuno. Pertanto siete avvisati!

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Rochelle ha diciassette anni, è bella, popolare, brillante. È circondata di amici, ma non è mai stata baciata. Non ha mai avuto un fidanzato, solo cotte per tipi sbagliati, bad boy di cui le era impossibile innamorarsi davvero. E Noah non fa eccezione. Anche lui è inaffidabile, tenebroso, irritante. E con le ragazze vuole solo divertirsi. Rochelle non ha alcuna intenzione di cedere al suo irresistibile fascino. Perché di una cosa è certa, Noah non è quello giusto. Glielo ripete di continuo anche Lee, il suo migliore amico, l’unica persona a cui Rochelle non potrebbe mai rinunciare. Ma il fatto che Lee sia il fratello di Noah complica ogni cosa. Soprattutto quando Lee scopre un segreto, un segreto inconfessabile che non può, o forse non vuole, condividere con Rochelle.

Quando ho richiesto il libro non sapevo fosse stato pubblicato da una storia di Wattpad, ma già dalle prime pagine mi sono accorta che la scrittura era molto acerba e così si è insinuato in me un dubbio, che poi ha trovato conferma. Nonostante il libro abbia numerosi difetti, il più grande è lo stile dell’autrice, che purtroppo è molto dilettantistico, al limite delle peggiori fan fiction di Wattpad e siti affini.

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Dal libro al film

[RECENSIONE] Love, Simon – Dal libro al film

Ciao a tutti! Qualche giorno fa sono stata al cinema a vedere Love, Simon (o Tuo, Simon) e oggi vorrei parlarvene. So che di solito non discuto di film, ma siccome questo è tratto da un libro (Non so chi sei, ma io sono qui) ho pensato di fare un’eccezione!

Simon è un adolescente all’ultimo anno di superiori, ha una sorella che adora, genitori amorevoli e un gruppo di amici con cui trascorre il tempo libero. Simon nasconde però un segreto, che non ha mai rivelato a nessuno: è gay. Un giorno, su un social network utilizzato dai suoi compagni di scuola, compare un messaggio anonimo di un misterioso ragazzo che si firma “Blue”. Nel post, lo sconosciuto dichiara di essere gay e Simon decide subito di scrivergli. Tra i due inizia una fitta corrispondenza fatta di confidenze, sebbene nessuno dei due conosca l’dentità dell’altro. Il loro rapporto viene però messo a rischio quando un compagno di scuola scopre le email che Simon ha inviato a Blue, e minaccia di rivelare all’intera scuola il suo segreto…

Non voglio entrare ulteriormente nei dettagli della trama perché rischierei di rovinarvi la visione qual’ora decideste di andarlo a vedere. Premetto che non ho letto il libro, ma dopo aver visto la pellicola ho intenzione di recuperarlo.

Tuo, Simon è un film leggero e molto piacevole, ma che non manca di trattare temi in cui tanti giovani possono rispecchiarsi. L’elemento centrale non è tanto un problema d’identità – Simon sa benissimo di essere gay – quanto la paura di rivelare se stesso al resto del mondo. Una paura comune a tanti giovani, che si trovano nella stessa situazione di Simon. La pellicola scava a fondo nei sentimenti del protagonista e lo fa senza mai essere pretenzioso o falso. Lo spettatore si ritrova inevitabilmente coinvolto nella vita di Simon, insieme a lui soffre nel non poter essere davvero se stesso e ha paura di non essere accettato.

Ho apprezzato particolarmente l’interpretazione del protagonista Nick Robinson, mentre non ha secondo me spiccato particolarmente il resto del cast. Neppure nomi come Jennifer Garner o Josh Duhamel.

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Tuo, Simon non è però esente da difetti. Come gran parte dei film ambientati in un liceo americano, il rischio di cadere negli stereotipi è alto. Anche in Tuo, Simon alcuni personaggi rientrano in questo caso, come il professore strambo, i bulli della scuola o il quadretto della famiglia perfetta.

Nel complesso devo dire che Tuo, Simon mi è piaciuto molto, e credo che il pubblico abbia bisogno di pellicole del genere. Non è di certo un film indimenticabile, né vincerà chissà quali premi importanti, però svolge bene il ruolo di arrivare al pubblico, soprattutto agli adolescenti.

Il mio voto è di 4,25 su 5.

E voi lo avete visto o avete letto il libro? Vi aspetto nei commenti!

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[RECENSIONE] Deathless – Il segreto di Lord Brown

Buongiorno a tutti e lettori del blog e buon inizio settimana. Oggi voglio parlarvi di Deathless, un romanzo uscito da poco con DRI EDITORE. Come ormai ben sapete ho una certa predilizione per la Scozia, quindi non potete immaginare la mia felicità quando ho scoperto che è ambientato proprio in questo paese!

deathless.jpgScozia, 16 aprile 1746. Battaglia di Culloden. ”
Lord Robert Brown perde la vita durante la sanguinosa battaglia avvenuta nella piana di Culloden. Quasi tutti i clan scozzesi vengono eliminati dalla supremazia della forza inglese.

Periferia di Londra, aprile 1819.
Lady Rosemary Cecilia Cavendish, figlia del Visconte di Cavendish, è promessa sposa al Marchese di Scott. Ma il destino sta per cambiare le sue carte. Durante il ballo organizzato dal padre per la “Stagione”, giunge inaspettatamente dalla Scozia Lord Ian Brown, Duca della contea di Argyll, che pretende la mano di Rosemary. Così, la ragazza parte in fretta per la cittadina di Inveraray, in Scozia, per diventare la moglie del Duca. Lord Brown è un uomo affascinante, a volte misterioso e brutale, a volte passionale. Rosemary ne è attratta e terrorizzata nello stesso tempo. Nel castello del Duca, iniziano presto ad accadere fatti inquietanti, che cambieranno per sempre la vita di Rosemary.

∼ Recensione

Quando ho visto la copertina ero preoccupata che si trattasse dell’ennesimo romanzo in stile Harmony, con pochissima ricerca storica e condito di scene hot ogni due pagine. Per fortuna sono stata smentita fin da subito!

Il romanzo si apre con uno scorcio sulla sanguinosa battaglia di Culloden tra i clan scozzesi e gli inglesi, durante la quale perde la vita un tale di nome Lord Robert Brown. Lo scenario si sposta poi in Inghilterra, una settantina di anni dopo. L’avvenente Rosemary, figlia del Visconte di Cavendish è promessa sposa di un giovane inglese. La ragazza si è ormai abituata all’idea, dopotutto il suo futuro marito sembra un ragazzo perbene e anche se per lui non sente particolare trasporto sa che avrà una vita felice.

Ma proprio quando la sua mente ha iniziato a immaginare se stessa al fianco dell’uomo, uno scozzese burbero ma dall’aspetto molto affascinante irrompe nella sua vita, presentandosi a un ballo organizzato dal padre. Si tratta del Duca Ian Brown, giunto dalla Scozia in visita a Rosemary, per prenderla in moglie. La ragazza deve quindi partire in tutta fretta per Inveraray, dove sarà ospite del Duca fino alle nozze…

Ritrovare un luogo, che ho visitato in passato dal vivo, ha suscitato in me ancora più curiosità per la lettura, permettendomi di respirare a pieno l’atmosfera scozzese del libro. In Deathless non ho solo trovato la capacità dell’autrice di trasportare il lettore in un’epoca precisa, ma anche un’accurata ricerca storica di usi e costumi, linguaggio e situazioni politiche del periodo. In un romanzo di stampo storico, seppur si tratti di un romance, questo aspetto è molto importante. Se venisse trascurato la trama ne risentirebbe, risultando molto meno veritiera.

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Se da una parte ho apprezzato il contesto nel quale sono immersi i personaggi, avrei preferito una lunghezza diversa per il romanzo. Secondo me sarebbe dovuto essere di almeno un centinaio di pagine più lungo. La seconda metà del romanzo scorre troppo veloce, mentre avrebbe potuto prendere una strada diversa.

Un’altro aspetto che non ho apprezzato è l’instant-love dei protagonisti, che dopo una prima occhiata sono già perdutamente innamorati. Non voglio contestare l’esistenza o meno del colpo di fulmine, ma parlare di amore vero così presto mi è sembrato un po’ forzato.

Tutto sommato Deathless è un romanzo piacevole che si legge in breve tempo. Non manca anche un mistero che lo rende ancora più interessante.

Il mio voto per questo libro è di 4 su 5.

Se volete acquistarlo lo trovate qui al prezzo di 2,99€ per l’ebook e 10€ per la copertina flessibile.

 

Recensioni

[RECENSIONE] Colpa delle stelle di John Green

Ciao a tutti e buona domenica! Dopo un weekend di lavoro intenso posso finalmente dedicarmi al blog. Oggi voglio parlarvi del famoso romanzo di John Green “Colpa delle stelle”, che ho finalmente letto anche io!

colpa.jpgHazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

∼ Premessa

Scrivere la recensione di un libro spesso non è facile. A volte le parole scorrono a fiumi, altre invece restano come sospese, senza riuscire a prendere forma sulla pagina. Ovviamente in una recensione non è possibile scrivere soltanto “mi è piaciuto” o “non mi è piaciuto”. Il lettore ha bisogno di una motivazione che lo influenzi nell’acquistare o non acquistare un libro, anche se in alcuni casi è più difficile. Con Colpa delle stelle è accaduto proprio così.

∼ Recensione

Da quando ne ha memoria Hazel è sempre stata malata. La sua vita è una continua corsa tra casa e ospedale, e l’unica esistenza che conosce davvero è quella con i suoi genitori. Hazel non può vivere senza di loro, così come non può vivere senza un sondino, colegato a una bombola, che le fornisce ossigeno in ogni momento. Senza ne morirebbe. Hazel è una granata, una bomba pronta a esplodere, o almeno così crede lei.

La routine di Hazel viene però scossa da un incontro. Augustus Waters piomba nella sua vita all’improvviso, durante una seduta del gruppo di supporto.

Quando è venuto il suo turno ha sorriso un po’. Aveva una voce bassa, fumosa, eccitante da morire. “Mi chiamo Augustus Waters” ha detto. “Ho diciassette anni. Ho avuto un lieve osteosarcoma un anno e mezzo fa, ma oggi sono qui solo su richiesta di Isaac.”
“E come ti senti?” ha chiesto Patrick.
“Oh, a meraviglia.” Augustus Waters ha sorriso con un angolo della bocca. “Sono su una montagna russa che va solo in salita, amico mio.”

Augustus è diverso da qualsiasi ragazzo Hazel abbia mai conosciuto, è brillante e dotato di sarcasmo, oltre ad essere piuttosto sexy e chiaramente interessato a lei. Uniti da un libro e dal burbero scrittore Peter Van Houten, Hazel e Augustus scopriranno di avere molto di più in comune di una semplice malattia.

Il cancro è un argomento che in un libro può essere un’arma a doppio taglio. Lo scrittore potrebbe rischiare di offendere chi lotta ogni giorno contro la malattia oppure di romanzarla. John Green ha affrontato l’argomento ponendo al centro due personaggi adolescenti, entrambi malati. Ciò che mi ha colpito è che nonostante il cancro sia un tema centrale del romanzo non finisce per mettere in ombra i protagonisti, che sono invece costruiti molto bene.

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I dialoghi tra Hazel e Augustus, brillanti, ironici ma al tempo stesso velati da malinconia, sono il punto forte del romanzo. Tuttavia in alcuni momenti mi è sembrato che lo scrittore abbia voluto “strafare”, rendendo i due adolescenti un po’ troppo maturi per la loro età. Al tempo stesso non mi è arrivata come avrebbe dovuto la loro storia d’amore, avrei preferito che tra loro restasse un sentimento di amicizia, senza allusioni romantiche. Sono quasi certa avrebbe avuto lo stesso effetto.

Lo stile dello scrittore mi è piaciuto abbastanza, ad eccezione dell’uso smodato di “ho detto”, “ha detto”. Non so se la sua sia stata una scelta stilistica, ma a mio parere qualcuno dovrebbe fornirgli un dizionario dei sinonimi! Forse nella lettura cartacea non è così evidente, ma nell’audiolibro è piuttosto marcato.

Nonostante non abbia apprezzato alcune scelte e non sia famigliare con il cancro (e di conseguenza non posso giudicare com’è affrontato il tema), Colpa delle stelle è un romanzo che mi sento di consigliare.

Il mio voto è di 4 su 5.

E voi lo avete letto? Fatemi sapere nei commenti! Se volete acquistare il libro potete farlo qui.