serie tv

Charmed (Streghe): la serie tv completa arriva su Prime Video!

Una grandissima notizia per tutti i fan della celebre saga di fine anni Novanta – inizio Duemila: Charmed arriva su Amazon Prime Video!

La serie completa sarà disponibile su Prime Video a partire dal 23 ottobre, con le sue otto stagioni e un totale di 178 episodi. Gli episodi saranno disponibili in Alta Definizione.

Un’occasione unica per i fan storici e per quelli che vogliono avvicinarsi alla saga delle sorelle Halliwell.

La trama

Dopo aver ritrovato un antico libro, Il Libro delle Ombre, le tre sorelle Piper, Prue e Phoebe ricevono i loro poteri magici e scoprono di discendere da una famiglia di Streghe buone. Il Potere del Trio è minacciato dal Male, che si manifesta in diverse forme, e che cerca di distruggere il Bene.

[Fonte: Casa Halliwell]

Iscriversi a Prime Video

Potete iscriversi ad Amazon Prime, e usufruire dei trenta giorni di prova gratuiti, seguendo questo link.
Se siete studenti potete approfittare dell’iscrizione a 18€ annui. (Qui tutte le info)

Curiosità

6 librerie e biblioteche dal fascino antico 

Buongiorno cari lettori, come state?
In questa situazione di incertezza che coinvolge tutto il mondo, non possiamo sapere quando torneremo a viaggiare come prima.
Ci sono tantissimi posti che meritano una vista, tra cui meravigliose biblioteche e librerie dal fascino antico, con libri che aspettano di essere visti e sfogliati.
Perciò prendere carta e penna e iniziate a creare la vostra travel wish list personale!

Chi mi segue sulla mia pagina facebook Il Lettore Curioso, sa che molto spesso pubblico le foto di alcune delle librerie più belle nel mondo. Ho raggruppato in questo articolo alcuni dei luoghi che vorrei visitare in futuro

[Foto BoredPanda]

La Libreria El Ateneo Grand Splendid a Buenos Aires è situata in un maestoso teatro del 1919. Negli anni ha ospitato personalità molto influenti ed è diventato uno dei luoghi più importanti della città. Nel 2000 è stato poi convertito in una libreria, che ad oggi offre ben 120mila volumi differenti. Ai clienti viene inoltre data la possibilità di leggere i libri comodamente seduti in una delle tante poltrone, senza obbligo di acquisto!

La Morgan Library and Museum di New York è nata dalla collezione privata del banchiere John Pierpont Morgan, ospita libri e manoscritti estremamente rari e di valore. Tra i tanti, troviamo tre copie della Bibbia di Gutenberg, il manoscritto di Canto di Natale di Dickens, i disegni originali de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry e di diari e le lettere personali di Jane Austen

Si trova a Maastricht in Olanda, la Boekhandel Dominicanen, una libreria situata all’interno di quella che una volta era una chiesa domenicana. La libreria, costruita 700 anni fa, organizza oltre 140 eventi l’anno e ospita una caffetteria al suo interno.

[Foto VVV]

Il Nomad Hotel a New York, ospita una biblioteca disposta su due livelli collegati da una maestosa scala importata dal sud della Francia. La libreria, con migliaia di volumi è anche un bar dove è possibile gustarsi un cocktail e leggere un bel libro. 

La Trinity College Library di Dublino é la piú grande biblioteca d’Irlanda. L’ edificio è stato progettato da Thomas de Burgh e costruito tra il 1712 e il 1733. La Long Room, lunga 64 metri, é la stanza piú suggestiva e contiene più di 200 mila libri e manoscritti. Da non perdere il Book of Kells, datato 800 d.c, é un codice miniato medioevale contenente i Quattro Vangeli in latino di estremo valore e bellezza.

Considerata una delle librerie più belle al mondo, Lello & Irmão a Porto, è un suggestivo luogo di ritrovo per appassionati di libri ma anche di architettura. L’edificio del 1879, infatti è un mix di stili differenti, tra cui il neo-gotico e il liberty. La maestosa scala, ispirata alla Gallerie Lafayette di Parigi è l’attrativa principale. 

Lello è conosciuta al grande pubblico per essere stata d’ispirazione a J.K Rowling per il romanzo di Harry Potter. Infatti, in occasione dell’uscita di Harry Potter e la maledizione dell’erede, ha ospitato un grande evento dedicato al maghetto più famoso del mondo.

[Foto Local Porto]

Vedi anche:

Curiosità, Scrittura

Scrivere un libro in un mese è possibile? | Poche settimane al NanoWriMO

La prima volta in cui ho sentito parlare del NanoWriMo è stato qualche anno fa e sono subito stata catturata da un concetto all’apparenza impossibile: scrivere un libro in un mese.

Ho sempre visto la scrittura come un’attività che richiede tantissimo tempo e impegno, perciò l’idea di un solo mese per la redazione della prima bozza di un libro non mi ha mai convinta molto.
Eppure il NanoWriMo dimostra che l’impresa non è impossibile!

Il NanoWriMo è un evento che si tiene ogni Novembre dal 1999 e che coinvolge scrittori da tutto il mondo. L’obiettivo è sfidare se stessi, provando a scrivere un libro in un mese (per la precisione 50000 parole). Ovviamente si tratta della prima stesura, che andrà poi revisionata. In questo caso ciò che conta è la quantità.

Ogni giorno si possono condividere i propri progressi sul sito web dedicato, oltre a confrontarsi con altri “colleghi” impegnati nella stessa impresa.

Non temete però, non dovete condividere la vostra opera online, ma semplicemente tenere traccia delle parole che avete scritto ogni giorno. Potete farlo con le funzioni del vostro programma di scrittura o usando uno dei tanti siti online.

Personalmente ci ho provato nel 2018 ma non sono riuscita a portare a termine l’impresa. Ho comunque scritto molto in quel mese, perciò non lo ritengo un completo fallimento.

E voi avete mai provato a scrivere un libro in un mese? Credere in questa impresa?

Per ulteriori info: NanoWriMo – sito ufficiale

Curiosità, Harry Potter

Dalle stalle alle stelle: 5 scrittori dalla depressione al successo

Nel mondo dell’editoria non è sufficiente essere scrittori talentuosi. Spesso prima di fare il grande “salto” verso il successo possono trascorrere anni o addirittura, come accade il più delle volte, autori di talento restano purtroppo sconosciuti al pubblico. Non è facile affermarsi in un mondo dove i titoli scompaiono e ricompaiono dalle classifiche alla velocità della luce.

Ho analizzato per voi 5 scrittori che sono passati da una condizione di povertà estrema al successo planetario, vendendo decine di milioni di copie in tutto il mondo.

J.K Rowling

Conosciuta al grande pubblico per il successo planetario della saga di Harry Potter, oggi è la donna più ricca del Regno Unito, con un patrimonio di oltre 1 miliardo di sterline.  Ma prima di ottenere tutti questi riconoscimenti la vita, per lei, era tutt’altro che facile. Come ha dichiarato in un’intervista al Times, anni fa pensò al suicidio. A quel tempo era una madre single che faticava ad arrivare a fine mese, sopravvivendo con i sussidi di disoccupazione. Spronata dalla figlia e dal medico di fiducia, riuscì lentamente a uscire dalla depressione. Durante questo periodo terminò il manoscritto di Harry Potter e la pietra filosofale, ma le ci vollero diversi anni per essere notata dalle case editrici. Il successo arrivò nel 1997 quando la Bloomsury, ai tempi una casa editrice poco conosciuta, accettò il manoscritto. Il resto della storia lo sappiamo tutti, J.K Rowling in breve tempo ha conquistato schiere di fan, ricevendo un successo che nessuno avrebbe mai immaginato.

Charles Dickens

Charles Dickens, secondo di otto figli, visse un’infanzia nella povertà. Ad appena 12 anni il padre fu arrestato per i molteplici debiti. Charles lasciò la famiglia che aveva seguito il padre in carcere e venne assunto in una fabbrica di lucido per scarpe. Successivamente passò da praticante in uno studio legale, a stenografo, a cronista di un quotidiano. Durante i suoi viaggi di lavoro nacquero le prime opere e finalmente nel 1836 arrivò il successo con I quaderni postumi del Circolo Pickwick. Oggi è conosciuto in tutto il mondo per best seller come Oliver Twist e Canto di Natale.

Charles Dickens

Stephen King

Il successo economico arriva finalmente nel 1974 con Carrie. Negli anni successivi però ancora una volta la sua vita è segnata prima dalla morte della madre per il cancro e poi a causa di un grave incidente che lo ha visto coinvolto. Oggi King è uno degli scrittori più famosi del suo genere e un’ispirazione per tutti gli appassionati.

Stephen King

George Orwell

Autore di 1984 e la Fattoria degli animali, George Orwell si arruolò in giovane età nella Polizia Imperiale in Birmania. L’esperienza traumatica lo portò a soppravvivere grazie alla carità e a lavori umili. Negli anni successivi lavorò come recensore, insegnante e critico, scrivendo racconti e romanzi e viaggiando in Europa per lavoro. Morì prematuramente a 46 anni per il cedimento di un’arteria polmonare. Quello di Orwell è stato un successo che si è sviluppato soprattutto dopo la sua morte e di cui l’autore non ha potuto godere appieno.

Edgar Allan Poe

Edgar allan poe

Tra le storie citate, quella di Poe è forse la più triste. Edgard Allan Poe per la maggiorparte della sua vita fu incompreso e venne riconosciuto solamente negli anni successivi alla sua morte, avvolta tutt’ora nel mistero. La morte della moglie lo segnò indelebilmente e nel corso della sua vita ebbe anche gravi probemi economici conseguenti ai debiti di gioco. Poe oggi è considerato l’inventore del genere poliziesco, giallo e horror.

Storie come queste ci insegnano che il duro lavoro e la passione alla fine ripagano. Anche voi la pensate così? Fatemi sapere nei commenti!


Vedi anche: Abitudini e stranezze degli scrittori più famosi

film, serie tv

10 Cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV

Buon cari lettori! Oggi voglio parlarvi di quei cliché che compaiono spesso nei film e nelle serie TV, e che proprio non sopporto. L’idea per questo post mi è venuta qualche giorno fa, quando ho trovato lo stesso cliché in ben due film, usciti entrambi lo scorso anno.

Non dimenticate di farmi sapere nei commenti i personaggi e le situazioni che non sopportate voi!

~ La migliore amica possessiva

Troppo spesso il ruolo della migliore amica è ridotto alla semplice comparsa e la sua esistenza ha come unico scopo quello di rendere più interessante la protagonista, esaltarla e mostrarne allo spettatore la quotidianità.

L’amica è gelosa del rapporto tra la protagonista e altre coetanee o, in altri casi, tra la protagonista e il proprio interesse amoroso. Come se non bastasse per ricoprire questo ruolo viene spesso scelta un’attrice sovrappeso e poco curata nell’aspetto.

Come se essere sovrappeso equivalesse a vivere in funzione della propria migliore amica!

~ Il migliore amico Gay

Negli ultimi anni la comunità LGBTQ+ sta avendo una maggiore rappresentazione nel cinema e nella televisione, ma per lungo tempo il ruolo del migliore amico gay è stato un cliché molto presente, nato per scatenare l’ilarità del pubblico e donare al prodotto finale una sfumatura di leggerezza.

Per fortuna non tutti i ruoli del migliore amico sono stereotipi, come la più recente serie TV Sex Education, che ha presentato il personaggio di Eric, un ruolo che abbatte qualsiasi stereotipo (potete approfondire qui).

~ Stereotipi sugli europei

Negli Stati Uniti gli europei sono spesso oggetto di stereotipi, in particolar modo gli italiani. I personaggi italiani sono ottimi cuochi, latin lover o, in alternativa, mafiosi. Passano la maggior maggiorparte del tempo a urlare e gesticolare, o nel peggiore dei casi a mangiare spaghetti e polpette su un tavolo con la tovaglia a quadretti rossi e bianchi.

Nemmeno i francesi se la cavano meglio, con i loro modi di fare altezzosi e l’odio nei confronti degli americani. E non dimentichiamo la baguette sono l’ascella!

~ Il makeover

Il tema del brutto anatroccolo che diventa cigno è stato usato così tante volte che sembra persino scontato inserirlo in una lista di cliché. Ma cinema e serie TV continuano a realizzare prodotti con questo espediente.

Immancabile è il momento del makeover della protagonista, con una canzone pop a incorniciare i momenti salienti del cambio look.

~ L’ape Regina e le sue vallette

Nei primi anni duemila ogni commedia romantica ambientata a scuola aveva una villain. Di solito era una ragazza bionda e attraente, circondata dalle amiche che comandava a bacchetta.

Lo scopo delle rivali era quello di allontanare la protagonista dal ragazzo di turno, molto spesso riuscendoci per un breve momento. Immancabilmente l’Ape Regina veniva umiliata verso la fine del film e la protagonista trionfava.

~ L’eroe che non muore mai

Ad eccezione di Game of Thrones, che non ci ha mai risparmiato morti dolorose, odio quando il protagonista eroe finisce nelle situazioni più assurde e pericolose, uscendone indenne.

Ancora peggio è quando il protagonista è un adolescente senza particolari qualità fisiche, ma riesce sempre a scamparla e a compiere azioni incredibili

Come direbbe Ilenia Zodiaco: IL REALISMO!

~ Il villain prende tempo

Il villain ha raggiunto uno dei personaggi ed è pronto a ucciderlo. Basta premere il grilletto, ma ecco che il villain inizia un discorso infinito, che termina nel momento esatto in cui l’eroe della situazione si palesa per salvare la situazione. Ovviamente.

Di solito il villain finisce malissimo, arrestato dalla polizia o peggio ancora ucciso dal protagonista.

~ Il risveglio perfetto

Dopo una notte selvaggia la protagonista di turno si risveglia tra le braccia del suo amato, con capelli e make up perfetto, come se fosse uscita da un’intensa giornata dall’estetista.

Poi ci sono io, che al mattino sembro il mostro di Frankenstein.

~ Il tradimento in diretta

Un’altra costante delle commedie romantiche è il tradimento in diretta. Quando uno dei due personaggi tradisce l’altro, sistematicamente viene beccato nel momento esatto in cui scambia un bacio, o presunto tale, con un altro uomo o donna.

Nella realtà quante volte un tradimento viene effettivamente portato alla luce così?

~ Tutti sono attraenti

Avete presente quei film dove tutti i personaggi rilevanti sembrano usciti da America’s Next Top Model?

Non vogliatemene male, ma nella vita vera conosco molte più persone “normali” che fighi da paura.


Per il momento il mio post finisce qui, ma penso che presto realizzerò la seconda parte, con altri cliché. Intanto vi aspetto nei commenti!

#REPOST

Curiosità

Prime Days: Amazon ti regala 5 € con Audible

Domani 13 ottobre iniziano i Prime Days di Amazon, due giorni di offerte imperdibili disponibili su Amazon.
Anche Audible ha riservato un’offerta per questa occasione, valida ancora per poche ore, con il primo mese gratuito per ascoltare gli audiolibri del loro catalogo e in seguito Audible ti offre 5€ di credito da usare su Amazon, su una spesa di almeno 20€.

L’offerta è riservata agli iscritti ad Amazon Prime e vi permette di accedere a un catalogo di oltre 60,000 titoli, tra best seller, romanzi di ogni genere, originali ma anche serie audio e podcast.

PREZZO

Audible si rinnova automaticamente a €7,99/mese per 12 mesi, a seguire €9,99/mese. Il primo mese è gratuito.
Potete ascoltare Audible con le app iOS, Android e Windows sul smartphone e tablet, anche offline e sui dispositivi Echo.
Potete abbonarvi al servizio su Amazon.


Articoli correlati:
Audible: pro e contro dell’applicazione per ascoltare audiolibri
Audible: 5 libri da ascoltare in audiolibro

Curiosità

6 serie tv che hanno affrontato il tema della salute mentale

Il 10 ottobre è stata la giornata mondiale della salute mentale, un argomento spesso taboo, ma che negli ultimi anni ha trovato sempre più spazio nei media.
Lo scorso anno ho organizzato la settimana dedicata alla salute mentale, con diversi articoli dedicati (potete recuperarli qui).
Oggi ho pensato invece di parlarvi delle serie televisive che hanno affrontato questa tematica, abbattendo lo stigma che ruota intorno alle malattie mentali e alla cura della propria salute mentale.

Crazy ex-girlfriend

La salute mentale in Crazy ex-girlfriend è una tematica fondamentale della serie, che coinvolge la protagonista Rebecca, ma anche i personaggi vicini a lei.
La serie ha affrontato l’argomento in un modo unico nel suo genere: Crazy ex-girlfriend è infatti una serie comedy con continui pezzi musicali originali, ma che non manca anche di momenti più drammatici.
Lo show è scritto in modo magistrale ed è valso alla protagonista e co-autrice un Golden Globe.

Vedi: Crazy Ex-Girlfriend || Recensione della terza stagione

This is Us

This is Us racconta le vite di tre gemelli e della loro famiglia, dall’infanzia fino all’età adulta.
This is Us è quel tipo di show che pone un attenzione particolare sulla salute mentale, raccontando le storie della famiglia Pearson. Tra i temi trattati, This is us affronta depressione, solitudine, lutto, ansia e dipendenze.

Normal People

La serie segue la complicata relazione tra Marianne e Connell, durante le scuole superiori nella piccola cittadina irlandese di Sligo, fino agli anni universitari al Trinity college a Dublino.
Normal People è una storia intensa, che racconta le difficoltà della vita adulta. La serie affronta tematiche importanti, come la salute mentale e il suicidio.
Recensione completa => qui

SKAM

Skam è una web serie norvegese della durata di quattro stagioni che ha ottenuto un grande successo in tutto il mondo, dando vita a diverse versioni, come quella italiana.
Ogni stagione affronta tematiche come la sessualità, la religione, le relazioni sentimentali e soprattutto la salute mentale, con la rappresentazione di un personaggio che soffre di disturbo bipolare.

Vedi: Skam Italia 4: recensione della nuova stagione

My Mad Fat Diary

My Mad Fat Diary è una serie tv britannica uscita nel 2013 e durata per 3 stagioni. La serie è basata sul libro autobiografico My Fat, Mad Teenage Diary scritto da Rae Earl, e racconta la vita di un’adolescente sovrappeso, uscita dall’ospedale psichiatrico dopo un tentativo di suicidio.
La trama è quindi raccontata dal punto di vista di Rae ed esplora le insicurezze e le difficoltà di un adolescente, ma anche il suo percorso psichiatrico.

United States of Tara

United States of Tara è una serie del 2009 con la talentuosa Toni Colette, nei panni di Tara, una donna affetta da disturbo dissociativo dell’identità. La trama racconta la vita di Tara e dalla sua famiglia, che deve convivere con le numerose personalità della donna, che si manifestano quando è sotto stress.


E voi conoscete altre serie con questa tematica? Vi aspetto nei commenti!

Argomenti / Tag

Game Over: il tag dei videogiochi

Buongiorno cari lettori! Oggi voglio fare qualcosa di diverso, rispondendo a un tag di Austin Dove Blog, focalizzato sul tema dei videogiochi. Non mi posso definire una grande esperta, ma è un mondo che mi incuriosisce molto e che spero di scoprire meglio. Ma bando alle ciance, iniziamo subito!

Qual è stato il tuo primo approccio ai videogiochi? La prima volta che mi sono davvero appassionata a un videogioco è stato con Harry Potter e la Camera dei Segreti (2003 circa). Ricordo l’emozione nel poter esplorare Hogwarts, alla ricerca di figurine e gelatine tutti i gusti +1. Un vero sogno per tutti i fan della saga!

Qual è stata la tua prima console? E in seguito? La mia prima console è stata il computer, poi sono passata a Gameboy Color e Gameboy Advance, PlayStation 2, Wii, Xbox360. Oggi gioco soprattutto con il computer, ma ogni tanto uso l’Xbox 360.

I titoli che più hanno definito la tua vita da videogamer? Harry Potter sicuramente, ma anche The Sims e Pokémon. Più recentemente ho apprezzato molto Life is Strange.

Come ti schieri nella console war? Nintendo o Sega? PlayStation o Xbox? O guardi dall’alto verso il basso tutti questi e giochi con il PC? Non mi sento di far parte di nessun schieramento. Da bambina ho avuto la fortuna di ricevere in regalo i Gameboy usati dei miei cugini, insieme a tutti i loro giochi e soltanto da adolescente ho potuto permettermi di comprare la mia prima vera console.

Il tuo livello preferito di un gioco? Che sia una boss fight, un livello o un ambientazione in particolare che ti è rimasta impressa. Mi ricordo la difficoltà nell’uccidere il Basilisco la prima volta in Harry Potter e la camera dei segreti… una faticaccia!
Anche se uno dei livelli che mi sono rimasti più impressi è stato il quinto episodio di Life is Strange.

Quel gioco che ti ha proprio deluso. Sono sicura che ce ne siano di peggiori, ma mi ha un po’ delusa l’espansione di The Sims 4 Vita in città. Pensavo sarebbe stata decisamente migliore!

Quale gioco ritieni sottovalutato e pensi meriterebbe più fama? Al momento non me ne viene in mente nessuno!

Il genere che proprio non ti piace o non fa per te? Non amo particolarmente gli horror. Sono troppo fifona!

Il titolo che hai rivalutato. Ero scettica sul prequel Life is Strange: Before the storm, ma vorrei riprenderlo e continuare dove l’ho lasciato parecchio tempo fa. Penso di essermi arresa troppo in fretta.

Quale gioco secondo te meriterebbe un remake? Mi piacerebbe vedere un remake di Pokémon Smeraldo.


Non taggo nessuno, ma siete tutti invitati a partecipare!

Harry Potter

Calendario dell’Avvento di Harry Potter 2020: costo e contenuto

Anche quest’anno LEGO ha realizzato un calendario del”avvento a tema Harry Potter, già in vendita su Amazon o sul sito ufficiale LEGO.
Ma quanto costa e quali pezzi contiene? Scopriamolo subito!

Il tema di quest’anno è Harry Potter e il Calice di Fuoco, con alcune scene natalizie, tra cui Il Ballo del Ceppo.
Il calendario contiene 24 porticine, con all’interno un regalo diverso.
Tra i pezzi sono disponibili diverse minifigure come: Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley, Padma Patil, Parvati Patil e Cho Chang, ma anche modellini da costruire, come ad esempio una miniatura della carrozza di Beauxbaton e un tavolo da pranzo con un castello di ghiaccio.

Il set LEGO ha un prezzo di 29,99€ e potete acquistarlo qui.

Vedi anche: 5 set di LEGO ispirati a film e serie tv

serie tv

Emily in Paris: top e flop della serie tv Netflix con Lily Collins [NO SPOILER]

Il 2 ottobre su Netflix è uscita la nuova serie Emily in Paris, con protagonista Lily Collins. Ho visto tutte e dieci le puntate della prima stagione: ecco che cosa ne penso!

TRAMA

Emily Cooper è una millenial di Chicago, che approda nella romantica Parigi per lavorare nella filiale francese di un importante studio di Marketing.
Nonostante l’atmosfera da sogno, bellissimi uomini francesi e abiti alla moda, Emily fatica a farsi accettare dai suoi colleghi e dalla sua capa, che ricorda, almeno all’inizio, la famigerata Miranda Priestly de Il Diavolo Veste Prada.
Ma Emily non ha intenzione di abbandonare il suo sogno nella città dell’amore e tra fallimenti e continui tentativi, cerca di conquistare i suoi colleghi in una città che sembra remarle contro.

TOP E FLOP

Emily in Paris è quel tipo di serie che “prende in prestito” elementi da produzioni passate di successo, combinandole insieme per conquistare il pubblico. Nella serie troviamo infatti riferimenti al film Il Diavolo veste Prada, ma anche le serie Younger e Sex and the City o l’ambientazione parigina da sogno di Ratatouille.
In Emily in Paris, Parigi è protagonista della narrazione, attorno alla quale di snodano le vicende sentimentali e lavorative di Emily.
La Parigi mostrata è però da cartolina, con viali romantici, ristorantini tipici e incontri fortunati, come quelli tra Emily e alcuni aitanti francesi. È anche la Parigi della moda, degli abiti da sogno, di feste ed eventi dell’élite francese.
È una città che fin dai primi episodi viene mostrata con stereotipi, che poco piaceranno ai Parigini, ma che vogliono spingere lo spettatore a sognare insieme a Emily.
Eppure tutti quegli elementi forzati possono riflettere nello spettatore una sensazione contraria, di poca autenticità e di forzatura.
Ne sono un esempio i continui cambi d’abito di Emily, che per quanto siano favolosi, una millenial come lei non si potrebbe mai permettere o gli innumerevoli guai che alla fine Emily riesce sempre a rigirare a suo favore.

Emily in Paris è esattamente la Parigi vista da un americano, vacanziera e romantica, una città dove tutto è possibile. Ma la realtà è davvero così?

Nonostante i cliché e le situazioni improbabili, la serie è divertente e dinamica, complice anche il carisma di Lily Collins, che se la cava benissimo nel ruolo di Emily. È impossibile non sentirsi coinvolti nelle sue vicende e tifare per il suo successo.
Ho apprezzato anche i momenti di flirt e sesso, che hanno dato un po’ di pepe alle relazioni sentimentali della protagonista, senza risultare mai forzate.

Un altro aspetto che ho trovato interessante è la rappresentazione dei social media, dal lavoro nel campo marketing di Emily, fino alla suo crescente successo come influencer.
Ho trovato meno riuscito, invece, come questo aspetto sia stato reso troppo glamour e di facile portata.
Senza fare spoiler, in un momento della serie, Emily si trova alla presenza di numerosi influencer, tutti quanti interessanti ai soldi e al successo, mentre lei è l’unica influencer autentica.
Posso capire che ciò serva a rendere la protagonista simpatica al pubblico, ma troppo spesso il suo appare come un successo facile.
Emily è bella, simpatica, divertente e alla fine, anche nelle situazioni peggiori, ottiene tutto ciò che desidera.

La serie è comunque un prodotto che non nasce per prestarsi a una critica troppo attenta. È volutamente leggero, volutamente ultra glamour e volutamente romantico.
Sono certa che gran parte del pubblico lo adorerà. La critica… forse meno!