film

Sequel, reboot e remake in uscita nel 2019 [FILM]

Sequel, reboot e remake sembra essere la moda dell’anno appena trascorso, ma la voglia di riprendere “vecchi prodotti” non sembra essere passata e anche il 2019 rispolvererà alcuni tra i film o serie tv più di successo degli ultimi decenni. Scopriamo insieme quali!

L’articolo sarà diviso in due parti, in questa mi focalizzerò sui film e nel prossimo sulle serie tv.

Downton Abbey è una della serie tv storiche più apprezzate di sempre, trasmessa dal 2010 al 2015, per un totale di 52 episodi. Nel 2016 è stato annunciato il film, che uscirà il 13 settembre nella sale inglesi e il 20 settembre in quelle statunitensi. L’intero cast (o quasi) tornerà a vestire i panni della famiglia Crawley e della servitù, nella magnifica residenza fittizia di Downton Abbey.

 

 

 

 

 

Rircordate la commedia con Mel Gibson e Helen Hunt What Woman Want? Mel vestiva i panni di Nick, un pubblicitario donnaiolo che in seguito a un incidente domestico iniziava a sentire i pensieri delle donne. What men want è il remake femminile del film del 2000, con la protagonista di Empire Taraji P. Henson

 

 

 

Anche la Disney ha rilasciato alcune novità molto interessanti, tra cui il Live Action de Il Re Leone, in uscita il 29 luglio 2019; Dumbo, in arrivo il 29 marzo e Aladdin con protagonista Will Smith, in uscita il 24 maggio.

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Il film francese Quasi Amici ha ottenuto un grandissimo successo al botteghino nell’anno di uscita e ora è arrivato negli Stati Uniti, in un remake con protagonisti Bryan Cranston e Kevin Hart: The Upside.

Trovate la versione originale su Netlix.

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Men in black approderà nelle sale con il quarto capitolo, che si chiamerà Men in Black: International. Questa volta il film non vedrà più protagonisti Will Smith e Tommy Lee Jones, ma sarà uno spin-off con un nuovo cast, formato da Tessa Thompson e Chris Hemsworth nei panni dei protagonisti.

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Anche Jumanji torna per un terzo sequel, che uscirà alla fine del 2019. Il film con Dwayne Johnson e Kevin Hart sarà il sequel del remake del classico con Robin Williams, uscito nel 1995. Jumanji – Benvenuti nella giungla ha incassato quasi un miliardo di dollari al botteghino (nel mondo).

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Tra i fumetti, oltre alle varie attesissime uscite della Marvel, nel 2019 arriverà Hellboy, reboot dei precedenti film di Guillermo del Toro, tratti dai fumetti omonimi.

 

E voi quale film siete curiosi di vedere? Vi aspetto nei commenti!

 

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Recensioni

Che pasticcio, Bridget Jones [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori! Oggi torno per parlarvi del secondo volume del diario di Bridget Jones, Che pasticcio, Bridget Jones! (Trovate la recensione del primo qui)

51mAF39gSkL._SX317_BO1,204,203,200_.jpgLa vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark.

Finalmente Bridget Jones ha lasciato da parte i vizi (più o meno) per godersi la nuova vita insieme all’affscinante avvocato Mark Darcy. L’idillio dura però poco, perché i guai sono dietro l’angolo, e tra un lavoro che inizia a starle stretto e la bellissima Rebecca, troppo interessata a Mark, la vita di Bridget precipita in fretta.

Se nel primo volume Mark Darcy era poco presente, nel seguito ottiene uno spazio narrativo più ampio. Tuttavia, nonostante Bridget sia ben caratterizzata, Mark rimane enigmatico e poco approfondito.

In questo volume avrei voluto urlare “SVEGLIATI!!!” a Bridget in continuazione. La protagonista ha raggiunto i trent’anni, eppure si comporta come un’adolescente immatura. Non si impegna affatto nel proprio lavoro, sperpera il proprio denaro e non sa che cosa sia la comunicazione! Si mette in continuazione in situazioni spiacevoli, ma non fa il minimo sforzo per cercare di spiegarsi. Questo atteggiamento mi ha a dir poco infastidita! Credo che l’autrice abbia voluto costruire un personaggio goffo e divertente, ma abbia finito per calcare un po’ troppo la mano.

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Sinceramente mi sono chiesta che cosa possa trovare Mark Darcy in una donna come Bridget, perché non ha alcuna caratteristica interessante. E poi diciamolo, è anche abbastanza “stupida”. Non voglio sembrare snob, ma Bridget è un disastro su tutti i fronti e non sa neppure dove si trova la Germania!

Nel primo volume avevo sottolineato le continue lamentele di Bridget sul proprio peso. Per fortuna l’autrice ha corretto il tiro e si sono notevolmente ridotte. Nonostante ciò il seguito è stato meno coinvolgente e lontano dall’iconico film. Le differenze con quest’ultimo sono diverse, come il personaggio di Rebecca, che nel film è una donna che si rivela essere interessata a Bridget e non a Mark; e la presenza più frequente di Daniel Cleaver.

Tutto sommato è stata una lettura piacevole e molto scorrevole, che consiglio se siete amanti del genere. Trovate il libro qui al prezzo di 8,41€.

 

serie tv

Skam Italia 2 vs Skam Norvegia: 4 differenze che ho apprezzato

Buona sera lettori! Come state? Oggi torniamo a discutere di Skam Italia, una delle serie rivelazioni del 2018. (Ve ne ho parlato qui)

Quando ho visto Skam OG mi sono letteralmente innamorata di Isak ed Even e pensavo fosse impossibile uguagliare una coppia così affiatata. Ma poi è arrivata Skam Italia, che nonostante abbia seguito le orme dell’originale, ha saputo aggiungere quel tocco in più di innovazione di cui aveva bisogno.

In questo post vi parlerò quindi delle differenze che ho apprezzato tra la web serie originale e il remake italiano. Ovviamente vi aspetto nei commenti per conoscere le vostre preferenze!

I CONTRABBANDIERI

Una delle scelte che ho preferito in Skam Italia è stata la costruzione del rapporto tra il protagonista Martino e i suoi amici. Nella serie originale la parte maschile era presente, ma molto meno enfatizzata. In Skam Italia è impossibile non lasciarsi conquistare dall’intenso rapporto tra Martino e il migliore amico Giovanni. Chi non vorrebbe avere un amico come lui?

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LA MADRE DI MARTINO

In Skam OG il rapporto tra i protagonisti delle varie stagioni e i genitori non è mai stato indagato, le figure genitoriali sono sempre rimaste nell’ombra. In Skam Italia 2 invece il rapporto burrascoso tra Martino e la madre è molto più centrale. Assistiamo all’evoluzione del loro legame, dall’esclusione iniziale della donna nella vita del ragazzo, fino all’apertura di quest’ultimo in un momento molto toccante, che ritengo uno dei migliori della stagione.

Credo che questa scelta sia stata azzeccata, anche perché è più in linea con la realtà del nostro paese.

LOCATION

Skam Italia è stato girato in una delle città più belle al mondo, con un patrimonio storico enorme e, con una location così unica, molte delle scene hanno avuto quel qualcosa in più rispetto all’originale.

Un esempio? Il momento in cui Martino e Niccolò lasciano la festa di Halloween e si allontanano in bicicletta, passando per San Pietro.

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PSICOLOGO

La scelta di diversificare il momento della richiesta di aiuto da parte di Martino è stata una scelta che ho apprezzato davvero tanto. Se in Skam OG Isak si rivolgeva alla dottoressa nello studio medico della scuola, in Skam Italia Martino viene accolto dallo psicologo in una classe decadente. Questa differenza mostra la diversità tra le due realtà, quella nordica e quella italiana.

Queste erano alcune delle differenze che ho apprezzato. Se volete recuperare i post precedenti potete trovarli qui:

Curiosità

Settimana dedicata alla salute mentale: ritrovare il benessere psicofisico con la Cooking Therapy

Buongiorno lettori! Qualche tempo fa ho portato qui sul blog una settimana dedicata alla salute mentale. Anche se un pochino in ritardo, affrontiamo l’ultima tappa del progetto, con un’intervista alla dottoressa Sebastiana Roccaro, che ci parlerà di una sua iniziativa.

∼ Buongiorno dottoressa, le andrebbe di presentarsi ai lettori del blog?

Buongiorno a tutti voi. Certamente, mi presento: sono Sebastiana Roccaro, psicologa – psicoterapeuta di formazione sistemica relazionale. Ho iniziato la mia professione lavorando con bambini e adolescenti, ma da circa un decennio opero nell’ambito della Psiconcologia e delle Cure Palliative e da poco più di un anno mi dedico ai laboratori di Cooking Therapycondotti secondo una mia specifica metodologia.

∼ In breve, che cos’è la Cooking Therapy?

Cooking Therapy è una disciplina nuova ma che per ritrovare il benessere psicofisico, utilizza qualcosa di molto antico, l’arte del cucinare. Ha come presupposto di base “Sto male, quindi cucino” e non “sto male e quindi mangio”. Vorrei sottolineare anche cosa non è Cooking Therapy: non è psicoterapia né un corso di cucina.

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∼ Com’è nata l’idea del progetto di Cooking Therapy? C’è alla base una passione per la cucina?

Fondamentalmente si, c’è una passione per la cucina anche se non ricordo quando è nata, probabilmente è insita in me da sempre, magari nel mio DNA, ripercorrendo il mio genogramma ho riscoperto questa passione tra i mestieri dei nonni e degli zii, panettieri, pasticcieri, cuochi e pizzaioli. La ritrovo nei miei ricordi dell’università e delle mie prime esperienze lavorative, sia da educatrice che da psicologo; in ogni progetto almeno una giornata impegnati ad impastare, cucinare e condividere la pizza, il pane, i dolci.
Da tutto questo nasce già qualche anno fa, l’idea di Cooking Therapy. Realizzo che “Forse
coniugare l’amore per la cucina con le mie competenze da psicologo è possibile”. Mi riscopro a dare una lettura psicologica ad ogni fase di preparazione. Inizia la ricerca scientifica; il termine Cooking Therapy viene utilizzato in altre nazioni ma in riferimento a master class gestiti da chef e in Italia una giornalista sembra interessarsi alla “cucinoterapia” ma nulla che si avvicina alla mia idea. Anche la ricerca tra la letteratura scientifica risulta vana. Così sostenuta e incoraggiata dalla mia famiglia mi adopero per concretizzare il progetto.
∼ Quali sono i benefici di questa disciplina?

L’obiettivo generale è prendersi cura di sé e degli altri, ritrovare il benessere psicofisico
attraverso un nuovo strumento che va oltre l’importante atto quotidiano. Cucinare significa rievocare attraverso gli odori e i sapori le proprie origini, le tradizioni, i legami familiari; vuol dire dar spazio alla creatività, recuperare o rinforzare autostima, sviluppare le funzionalità cognitive.
Essa ha un valore terapeutico a più livelli:
Fisico: spalle, mani, polsi, sono impegnati nella ricerca di un equilibrio dell’energia e della forza muscolare.
Cognitivo: tutti i sensi sono attivati, migliora la gestione del tempo e si affinano memoria e concentrazione.
Sociale: spesso si cucina per e con gli altri facilitando contatto e comunicazione.
Intra-personale: realizzare un piatto vuol dire esprimere la creatività, la capacità di scegliere e decidere. Significa sentirsi gratificati per quanto cucinato.

∼ A chi consiglia la Cooking Therapy?

Cooking Therapy va bene probabilmente per tutti, certamente per molti. Adulti, giovani, adolescenti, bambini, terza età, uomini, donne, coppie… I laboratori vengono costruiti ad hoc tenendo conto di tutte le variabili.

∼ Come si svolge una seduta di Cooking Therapy?

I laboratori si svolgono in piccolo gruppo (max 5-6 partecipanti), hanno una cadenza
quindicinale e una durata di 60/90 minuti a seconda della numerosità del gruppo. Ogni
laboratorio viene strutturato a seconda di alcune variabili (età, ciclo vitale, obiettivi specifici, ecc.) e sono previste alcune fasi principali di preparazione: indossare il grembiule, lettura della ricetta, pesa degli ingredienti, impastare, condire o decorare, condividere. Ogni ricetta viene studiata e adattata all’obiettivo specifico. Nel laboratorio con i bambini si cura anche l’aspetto ludico, a tal fine ci si avvale di collaboratore con adeguata formazione. Ad ogni laboratorio sottende studio e ricerca.

∼ Come è stato accolto questo suo progetto dai pazienti e dalla comunità?

Direi che è stato una esplosione di consensi. In un anno di attività sperimentale, ho condotto 35 laboratori, coinvolgendo 37 partecipanti tra adulti, adolescenti e bambini. Ho suscitato inoltre la curiosità di colleghi e l’interesse di altri professionisti della salute che mi hanno contattata per eventuali collaborazioni, anche all’estero. Ad oggi sono attivi laboratori per adulti, per adolescenti, per bambini e un laboratorio permanente per la gestione dell’ansia e dello stress.
Ovviamente c’è ancora tanta strada da percorrere, ma ad oggi credo di poter essere soddisfatta dei risultati ottenuti.
È possibile trovare tutte le informazioni, le modalità di iscrizione e il calendario dei laboratori sul sito http://www.cookingtherapy.it

 

film

Ho visto Aquaman ed ecco cosa ne penso!

Inizialmente non avevo intenzione di recensire Aquaman, principalmente perché è uscito da un po’ e molti di voi lo hanno già visto, ma alla fine avevo troppe cose da dire e quindi eccomi qui!

Ero stata avvisata che Aquaman è un film trash, pertanto le mie aspettative non erano molto alte. Ma fin dai primi minuti mi sono resa conto quanto quella descrizione corrispondesse alla realtà. Ma partiamo con ordine…

Arthur è nato dall’amore di Tom, un guardiano del faro e Atlanna, Regina di Atlantide. La madre, fuggita dai doveri che la aspettavano ad Atlantide per vivere sulla terra ferma, è costretta a tornare a casa, dove viene giustiziata. Tom cresce in superficie, imparando a controllare i propri poteri, aiutato dal consigliere del Re e usando la propria forza per contrastare i pericoli del mare.

Quando la minaccia di una guerra tra umani e atlantidei incombe sempre di più, Arthur è costretto a raggiungere il popolo subacqueo e rivendicare il proprio diritto al trono. Ma il suo fratellastro Orm non ha alcuna intenzione di cederlo così facilmente. Arthur, aiutato da Mera, la figlia del Re, parte quindi alla ricerca del tridente perduto di Atlan, che lo aiuterà ad acquistare credibilità e impedire la guerra.

Jason Momoa, nel ruolo di Arthur, è nel suo elemento. Di recente in una recensione ho letto che è come se interpretasse se stesso, e non potrei essere più d’accordo.

Il problema più grande di Aquaman non è quindi il protagonista, ma gli effetti speciali, per niente degni di un film di questo tipo. Neppure il cast stellare con nomi come Nicole Kidman e Willem Dafoe riescono a distogliere l’attenzione dagli orribili sfondi in schermo verde. Inizialmente ho pensato fosse un problema di scarso budget, ma con 200 milioni di dollari sono convinta che qualcosa di banale come un tramonto possa essere reso un pochino realistico. Non mi sembra di chiedere tanto!

Aquaman è ben lontano dal franchise Marvel. Per farvi un esempio Thor: Ragnarok aveva un budget di 180 milioni (20 in meno di Aquaman) eppure gli effetti speciali erano su un altro livello. C’è da dire che gran parte del film è ambientato sott’acqua e realizzare un progetto simile non deve essere stato semplice. Però ci sono alcuni dettagli troppo trascurati, come il sopracitato sfondo del tramonto o per chi ha già visto il film, la scena ambientata nel deserto del Sahara. Anche alcuni dei costumi, a mio parere, sono troppo eccentrici e il risultato è carnevalesco. (come i capelli di Mera che sono palesemente una parrucca!)

Effetti speciali a parte, il film è coinvolgente e costruito in maniera tale che mantiene l’attenzione dello spettatore sempre alta. Accadono però troppi avvenimenti, tant’è che la ricerca del tridente perduto sembra quasi una caccia al tesoro in stile Indiana Jones.

Molto riuscito è il “cattivo” Orm, fratellastro di Aquaman e interpretato da Patrick Wilson. L’attore è riuscito a spiccare tra i suoi colleghi, dando vita a un personaggio dalle molteplici sfumature. La vera Regina è però Nicole Kidman, la cui presenza, seppur breve, è uno dei momenti migliori dell’intero film.

Nonostante due ore e dieci minuti di pellicola, Aquaman non stanca, ma riesce a intrattenere fino alla fine e anche a strappare più di una risata. Se volete staccare la spina e rilassarvi per qualche ora, questo film è la scelta perfetta!

E voi lo avete visto? Vi aspetto nei commenti!

serie tv

Bodyguard: la serie tv che è valsa un Golden Globe a Richard Madden

Buongiorno lettori! Oggi parliamo di serie tv, in particolare di Bodyguard, il nuovo successo della BBC (disponibile su Netflix nel resto del mondo) con protagonista Richard Madden, conosciuto principalmente per aver interpretato Robb Stark in Game of Thrones.

Ammetto che inizialmente non avevo intenzione di guardare Bodyguard, ma il Golden Globe vinto dal protagonista ha acceso la mia curiosità per la serie e alla fine ho divorato le sei puntate in un paio di giorni.

David Budd è un ex veterano dell’esercito, che lavora come sergente di polizia nel comando di protezione a Londra. Dopo aver sventato un attacco terroristico, in un treno sul quale si trovava, l’uomo viene promosso alla protezione del Ministro dell’interno Julia Montague. David, con un disturbo post traumatico da nascondere, inizia quindi a lavorare a stretto contatto con Julia, nonostante disprezzi la sua politica.

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Bodyguard è un prodotto molto attuale, che indaga una situazione politica non troppo lontana dalla verità. Il tema centrale della serie è la corruzione all’interno dei corpi statali, il terrorismo e la sicurezza nazionale. Negli ultimi anni si è parlato molto di Privacy, un tema trattato con maestria nella serie. Julia è infatti la promotrice di una legge, la RIPA 18, che permetterebbe alla sicurezza nazionale di monitorare le telefonate di ogni cittadino del Regno Unito.  Lo spettatore non può fare a meno di chiedersi chi sia il “cattivo” della situazione, e tra intrighi e attentati, nessun personaggio sembra degno di fiducia. David disprezza le ideologie della donna che è pagato per proteggere, eppure si avvicina a lei, finendo per mettere in discussione se stesso.

Bodyguard è, a mio parere, un nuovo eccellente prodotto targato BBC One. Una serie tv ad alto tasso adrenalinico che non può che tenere il pubblico incollato allo schermo. Un Golden Globe meritato per un’interpretazione che all’inizio può sembrare statica, ma che si rivela essere, puntata dopo puntata, sempre più studiata e riuscita.

Non è un caso che Bodyguard sia diventata uno dei maggiori successi televisivi del Regno Unito. Con una combinazione di temi così “rischiosi” da trattare, il risultato finale è più che riuscito.

E voi avete visto Bodyguard? Vi è piaciuta?

Curiosità

5 acquisti da fare subito per aiutare l’ambiente

Buongiorno lettori! Oggi torniamo a parlare di un argomento che non ha nulla a che vedere con le solite tematiche trattate dal blog, ma che mi sta molto a cuore. La scorsa settimana vi ho consigliato alcuni metodi per ridurre il consumo di plastica nella vita quotidiana. Questa volta mi soffermeró su alcuni oggetti di uso frequente che possiamo sostituire con altri a basso impatto ambientale, che ho già testato o ho intenzione di acquistare.

Spazzolino da denti

Sostituire il proprio spazzolino di plastica con uno biodegradabile è una scelta che richiede poco sforzo, ma garantisce un importante risultato sull’ambiente. In commercio potete trovare tantissimi spazzolini di bamboo, bio al 100%. Io ho acquistato una scorta da 8 pezzi, al prezzo di poco più di 13€ totali. Un costo davvero irrisorio, al pari o inferiore dello stesso prodotto in plastica. Al momento devo dire che mi trovo molto bene e pertanto ve lo consiglio.

Flacone Maxi Bagnoschiuma

Come già detto nel post precedente, acquistare flaconi più grandi di prodotti per la cura personale può aiutare a ridurre il consumo di plastica. Per quanto riguarda il bagnoschiuma, io mi trovo molto bene con il formato maxi della Nivea da 750ml. Lascia la pelle morbida e profumata, tant’è che quando sono rimasta senza struccante l’ho usato per togliere il makeup dal viso. E, al contrario di quanto temessi, la pelle è rimasta bella.

Shampoo solido

Passare allo shampoo solido è un passaggio che non ho ancora fatto, ma sto cercando online una serie di prodotti che ho intenzione di provare prossimamente. Lo shampoo solido può non essere adatto a tutti i tipi di capelli, è importante trovare il tipo giusto e usarlo nel modo corretto. Sul sito web di Lush potete trovare diversi prodotti.

Detersivi in flaconi di plastica riciclata

Se in zona non avete dei distributori di prodotti per il bucato sfusi, potete optare per dei flaconi in plastica riciclata. Al momento sto usando la linea del supermercato Coop e mi trovo molto bene. Potete scegliere tra diverse profumazioni. (quella al cocco è fantastica!) Ho sentito molto parlare anche della ecoegg, una sfera da inserire il lavatrice al posto del detersivo e che può durare fino a 720 lavaggi. Al suo interno ha delle palline minerali che producono una schiuma che elimina lo sporco. Su amazon le recensioni sembrano positive e permetterebbe di risparmiare parecchio denaro, nonché ovviamente aiutare l’ambiente!

Struccante gel in formato Maxi

L’ultimo prodotto che voglio consigliarvi è un gel Struccante di Yves Rocher, che sto usando da qualche anno. Il gel detergente può essere acquistato in un formato maxi (390ml), con un tappo dosatore che non vi fa sprecare troppo prodotto. Vorrei però passare al guanto struccante, di cui ho sentito molto parlare e che non richiede l’uso di prodotti da integrare. Sfrutta infatti la capacità elettrostatica dell’acqua per rimuovere i residui di trucco.

Voi lo avete mai provato? Vi aspetto nei commenti con i vostri suggerimenti per aiutare l’ambiente!

Curiosità, Sezione Viaggi

A Sirmione sulle orme di Chiamami col tuo nome

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa ho fatto una gita a Sirmione, un’incantevole borgo sul Lago di Garda, location usata per alcune scene di uno dei miei film preferiti: Chiamami col tuo nome.

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Sirmione è conosciuta per la sua acqua termale, dai poteri terapeutici e riabilitativi, ma anche per essere stata un’importante centro romano ai tempi dell’impero. Oggi di quel periodo restano le Grotte di Catullo, i resti di quella che era una delle ville più importanti dell’Italia Settentrionale.

È qui che Luca Guadagnino ha girato alcune scene dal film Chiamami col tuo nome, uscito nel 2017 e candidato a quattro premi Oscar.

Se vi trovate a Sirmione, con un biglietto dal costo di 4€, potete visitare i resti della villa, ai quali si ha accesso passando per un museo che ospita i reperti degli scavi della villa e di altre dei dintorni. La zona è a picco sul lago, circondata da ulivi e si gode di uno splendido panorama.

 

sirmione_lake_garda_castle_2.jpg[Sirmione – foto italyxp.com]

La struttura è stata chiamata “Grotte di Catullo” nel periodo rinascimentale, in quanto parte dei resti sono coperti dalla vegetazione e sono accessibili come entrando in cavità naturali (non aperte al pubblico).

Ma com’era la villa durante il periodo romano?

Si stima che fu costruita intorno al I secolo a.c – I secolo d.c. Aveva una pianta di forma rettangolare e si sviluppava du tre piani. L’ingresso principale era posizionato a sud, verso la terraferma e dava accesso al piano residenziale superiore, che era dotato di una zona termale. Sullo stello livello, in lunghezza, si sviluppavano delle terrazze a picco sull’acqua e coperte di vegetazione.

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[Foto Abbonamento Musei Lombardia]

Il settore centrale della villa era occupato da uno spazio aperto di circa 4000mq con una fitta vegetazione e aree verdi ben curate. Dalla residenza si poteva accedere direttamente alla spiaggia nelle giornate calde, mentre con il cattivo tempo si poteva trascorrere il tempo sotto a un enorme criptoportico.

Potete però avere una visione completa dei resti romani direttamente dal lago. All’entrata del borgo di Sirmione potete concedervi un giro turistico in barca, che circumnaviga la “penisola”. (In gruppo, prezzo di 10€ a testa.)

Che siate o meno fan del film, Sirmione è un bellissimo borgo, ricco di storia e natura e merita sicuramente una visita!

E voi ci siete mai stati?

Fonte: http://www.grottedicatullo.beniculturali.it

 

Curiosità

Golden Globe 2019: film e serie tv tratti da libri [2019]

Buona serata cari lettori! Come lo scorso anno anche questa volta parliamo dei film e delle serie tv che sono stati tratti da libri, candidati ai Golden Globe del 2019. La premiazione si è tenuta domenica notte negli Stati Uniti.

Sharp Objects è il nuovo adattamento del thriller di Gillian Flynn, Sulla Pelle, candidato a diversi premi, tra cui miglior miniserie.

51C8RxdldzL._SX325_BO1,204,203,200_.jpgOtto anni dopo essere andata via da Wind Gap, la cittadina soffocante in cui è nata e cresciuta, Camille Preaker lascia Chicago per tornare in quel minuscolo avamposto cattolico del Missouri. È il giornale per cui lavora a spedirla laggiù, in seguito alla scomparsa della piccola Natalie Keene. Caso che somiglia a quello di un’altra bambina svanita nel nulla poco tempo prima, ricomparsa il giorno dopo nel letto di un torrente, strangolata. Con caparbietà, Camille porta avanti la propria indagine sfidando le rigide norme sociali di una cittadina bigotta e pettegola…

Candidature: 3

Premi vinti: 1

Un’altra miniserie candidata in più categorie è  The Alienist, basata sul romanzo L’Alienista di Caleb Carr, diventato un successo internazionale, pubblicato in oltre 24 paesi. Serie di TNT, The Alienist è uscito in Italia su Netflix, con una prima stagione di dieci episodi.

51bMxLcfksL.jpgNEW YORK 1896. Il reporter John Schuyler Moore riceve la chiamata inaspettata di Laszlo Kreizler – psicologo e “alienista” –, un suo amico di vecchio corso. Il dottore lo prega di raggiungerlo al più presto per assistere al ritrovamento di un cadavere. Il corpo è stato orrendamente mutilato e poi abbandonato nelle vicinanze di un ponte ancora in costruzione. La vista di quel macabro spettacolo fa nascere nei due amici un proposito ambizioso: è possibile creare il profilo psicologico di un assassino basandosi sui dettagli dei suoi delitti?

Candidature: 2

Premi Vinti: 0

Snobbato ai BAFTA e agli Emmy, Partick Melrose non ha portato a casa neppure un Golden Globe, nonostante una nomination di Benedict Cumberbatch come miglior attore in una miniserie. Partick Melrose è tratto da una serie di libri dello scrittore Edward St.Aubyn, I Melrose, composta da cinque romanzi, che coprono l’arco narrativo della vita del protagonista.

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Candidature: 1

Premi vinti: 0

L’ultima miniserie tra le candidate, formata da tre episodi, è A Very English Scandal, tratta dall’omonimo romanzo di John Preston.

41gLFj2ZVRL._SX326_BO1,204,203,200_.jpgInghilterra, primi anni Settanta. Il potente e carismatico leader del Partito Liberale, Jeremy Thorpe, nasconde un segreto che potrebbe rovinargli la carriera: l’ex modello Norman Scott dichiara di essere stato il suo amante nei primi anni Sessanta, quando l’omosessualità era illegale. Insabbiamenti, coperture, minacce, corruzione; Thorpe, insieme ad alcuni fedeli membri del partito, fa ricorso a tutti i mezzi a sua disposizione per proteggere la propria immagine pubblica. La situazione però precipita nell’ottobre del 1975, quando un uomo cerca di uccidere Norman Scott. Thorpe, sospettato di essere il mandante del tentato omicidio, è costretto a dimettersi, e viene coinvolto insieme ad altri tre imputati in quello che verrà definito “il processo del secolo” ma che non chiarirà mai del tutto la vicenda.

Candidature: 3

Premi Vinti: 1

Dopo aver vinto lo scorso anno, The Handmaid’s Tale, serie tratta dal romanzo Il racconto dell’ancella, questa volta non porta a casa nessuna statuetta.

Candidature: 2

Premi Vinti: 0

Sandra Oh, oltre ad essere la presentatrice della serata, si è aggiudicata un premio come miglior attrice in una serie drammatrica per Killing Eve. La serie è tratta dalle novelle Codename Villanelle di Luke Jennings.

Lei è l’assassina perfetta. Un’orfana russa salvata dalla pena di morte alla quale era stata condannata per essersi brutalmente vendicata contro i killer che avevano ucciso suo padre. Addestrata a essere spietata, le è stata data una nuova vita, una nuova identità.

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Candidature: 2

Premi Vinti: 1

Tra i film candidati Boy Erased, basato sulla storia vera di Garrard Conley (e raccontata nel suo libro di memorie Boy Erased: A Memoir) è stato candidato per due premi ma non ne ha vinto nessuno.

51WuNvxuicL._SX346_BO1,204,203,200_.jpgA diciannove anni Garrard, figlio di un pastore battista e devoto membro della vita religiosa di una piccola città dell’Arkansas, è costretto a confessare ai genitori la propria omosessualità. La loro reazione lo mette di fronte a una scelta che gli cambierà la vita: perdere la famiglia, gli amici e il Dio che ama sin dalla nascita oppure sottoporsi a una terapia di riorientamento sessuale, o terapia riparativa, per «curarsi» dall’omosessualità, un programma in dodici passi da cui dovrebbe riemergere eterosessuale, ex-gay, purificato dagli empi istinti che lo animano e ritemprato nella fede in Dio attraverso lo scampato pericolo del peccato.

L’astro nascente Timothée Chalamet è stato candidato di nuovo al prestigioso premio per il film Beautiful Boy, che lo ha visto protagonista al fianco di Steve Carrel. La pellicola è tratta da due libri e racconta la storia di un padre che aiuta il figlio a uscire dal tunnel della tossicodipendenza.

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Di carattere decisamente differente è Crazy & Rich, film dal cast asiatico, adattamento del romanzo Asiatici ricchi da pazzi di Kevin Kwan.

51XHDaiKNLL._SX323_BO1,204,203,200_.jpgQuando la newyorkese Rachel Chu accetta di conoscere la famiglia del fidanzato Nicholas Young, con la scusa di accompagnarlo a un matrimonio a Singapore, certo non si immagina che Nick è lo scapolo d’oro del mondo asiatico. Che la sua casa di famiglia sembra un castello uscito dalle favole e che probabilmente nel corso della sua vita lui ha preso più jet privati che taxi. Non ha idea che sta per partecipare al matrimonio dell’anno, a un evento senza precedenti, con il Cirque du Soleil e i Piccoli cantori di Vienna ad aprire le danze, abiti disegnati ad hoc da Valentino e una silenziosa gara a chi è il più ricco fatta a suon di regali di nozze che nessuno in Occidente potrebbe mai permettersi. E sicuramente non può arrivare a pensare che la madre del fidanzato le ha messo un detective privato alle calcagne perché sicuramente lei non è all’altezza del figlio, l’uomo più ricco di tutta l’Asia…

Candidature: 2

Vincitori: 0

Concludiamo con BlacKkKlansman, tratto dal libro del ex-poliziotto Ron Stallworth e selezionato il concorso al festival di Cannes nel 2018.

41cgWoSJlyL._SX321_BO1,204,203,200_.jpgStati Uniti, 1978. Ron Stallworth è il primo detective afroamericano a entrare nel dipartimento di polizia di Colorado Springs e il suo arrivo, in un periodo di profondi sconvolgimenti sociali, non è gradito ai colleghi bianchi. Gli viene affidato un incarico di routine: leggere i giornali e segnalare «attività insolite e potenzialmente pericolose». Così, un giorno, tra gli annunci, legge: «Ku Klux Klan per informazioni: casella postale 4771 Security, Colorado…» e decide di rispondere. Dice di essere un «Bianco» difensore della purezza razziale, preoccupato del fatto che «i negri stiano prendendo il sopravvento» e quindi interessato a sapere cosa bisogna fare per affiliarsi al KKK. Da quel momento, inizia la più incredibile e straordinaria missione sotto copertura della Storia.

 

 

 

musica

Le mie canzoni preferite del 2018

Buongiorno lettori, come state? Oggi parliamo di musica e per la precisione delle canzoni che mi hanno accompagnata in questo anno appena passato e uscite nel corso del 2018. Non dimenticate di indicarmi le vostre tra i commenti!

Death Cab for Cutie || Your Hurricane

Death Cab for Cutie è una band amerciana di musica rock/alternativa, formata nel 1997 Bellingham, Washington in 1997. The band è formata da Ben Gibbard, Nick Harmer, Jason McGerr, Dave Depper, and Zac Rae. Sono stati nominati per 8 Grammy Awards, tra cui Migliore Album Rock.

Mumford & Sons || Woman

Dopo un attesa di qualche anno i Mumfors & Sons, band inglese formatasi nel 2007, sono usciti con il nuovo album “Delta”.

Amber Run || Carousel

Amber Run è in assoluto la mia band preferita. Ve ne ho già parlato in passo, trovate tutte le info qui.

Sufjan Stevens || Mystery of love

In realtà questa canzone è uscita alla fine del 2017, ma è arrivata in Italia qualche mese dopo con l’uscita del film Chiamami col tuo nome.

Shallow || Lady Gaga e Bradley Cooper

Non potevo non inserire la canzone tratta dal film A star is born (di cui vi ho parlato qui).

Kodaline || Angel

Concludiamo con una delle canzoni del tanto atteso album (A politics of living) dei Kodaline, band irlandese che ho avuto il piacere di vedere in concerto qualche mese fa.

In realtà ce ne sono tantissime altre che ho scoperto quest’anno, tra cui molte uscite negli anni scorsi. Come si può notare amo soprattutto il genere Indie/Alternativo, perciò se avete consigli vi aspetto nei commenti!