Recensioni

Cronache di un vampiro: Canto della Terra [Recensione]

Oggi voglio parlarvi di Cronache di un vampiro: Canto della terra, il secondo volume della saga di Giovanni Di Rosa che ho letto di recente.
Se non avete ancora letto la recensione del primo volume, vi invito a farlo qui.

SINOSSI

Dopo essere sopravvissuto allo scontro con il vampiro Virgilio, Andreas Rooney, professore di Oxford, è ora tallonato dalla polizia. In suo soccorso giungerà un’altra vampira, Annalise, da sempre nemesi di Virgilio. L’affascinante vampira si rivelerà per il professore molto più di un’alleata e proverà a proteggerlo tanto dal feroce vampiro che infesta Oxford quanto dalle indesiderate attenzioni delle autorità.

Thomas, il giovane studente scomparso l’anno precedente e ora trasformatosi in immortale, si ritroverà, invece, imprigionato nella villa londinese di Raquel. La seducente vampira spagnola brama di asservire il giovane al suo controllo e di sfruttarne le incredibili capacità soprannaturali.

Nessuno, però, è preparato a una minaccia imprevedibile che si profila dinnanzi a loro. Una minaccia ben più inquietante e grave di quella portata da Virgilio. Come si dice, il passato, a volte, ritorna e stavolta ritornerà nelle sembianze di un misterioso quanto istrionico assassino pronto a mietere vittime e a far piombare Londra nel panico.


LA MIA OPINIONE

Come ho già ribadito nella precedente recensione, non sono una grande appassionata di romanzi gotici a tema vampiri, ma Cronache di un vampiro mi ha colpito per una serie di ragioni.
Il vampiro è una figura mitologica comparsa innumerevoli volte in letteratura, ma anche cinematografia e televisione e ha raggiunto il suo picco di popolarità circa un decennio fa.
Negli ultimi anni i media hanno abbandonato un po’ questa figura, per portare l’attenzione su altre creature soprannaturali.
Possiamo quasi dire che Giovanni Di Rosa sia andato controcorrente, dando vita a una saga che cerca di rappresentare il vampiro in una chiave diversa, più gotica e sensuale.
Ma il secondo volume è stato all’altezza del primo?

Senza tenervi troppo sulle spine, la risposta è sì: Canto della Terra è un ottimo sequel. Voglio subito spiegarvi perché!

In Vincoli di sangue avevo espresso il desiderio di conoscere meglio alcuni dei personaggi introdotti nella saga. Ero rimasta in particolar modo colpita da Thomas, un giovane studente di Oxford trasformato in vampiro dal famigerato Virgilio, ma anche da Virgilio stesso. Sono rimasta affascinata dalla sua brutalità, ma soprattutto dall’aspetto psicologico del vampiro.
In Canto della Terra, invece, la mia attenzione è stata catturata da Annalise, vampira dal passato burrascoso e assetata di vendetta. Annalise ritiene infatti Virgilio responsabile della morte della sorella, avvenuta parecchi anni prima.
In questo volume scopriamo un’altra parte di Annalise, ovvero una donna che non è in grado di provare solo vendetta, ma anche affetto e amore. Si può dire che la donna sia il vampiro con i sentimenti più umani del libro.

Canto della Terra è quasi una riscoperta dei sentimenti: amore, vendetta, rabbia, paura, lutto… Ognuno dei personaggi affronta la contrapposizione tra il mondo umano e soprannaturale in modo diverso.
I “cattivi” non sono mai davvero solo spietati, ma sono mossi da uno scopo, provano sentimenti profondi. Sono personaggi costruiti molto bene psicologicamente ed è facile notare quanto l’autore si sia soffermato su di loro.

Senza ricorrere a spoiler ho apprezzato la nuova figura malvagia entrata nelle vite dei personaggi; un’ottima anticipazione al sequel che verrà.
Un’altra storyline che mi ha colpita è quella di Aponi, una madre distrutta dal dolore della morte della figlia. Spero che la sua storia e la sua famiglia siano ulteriormente approfondire nel prossimo volume.

In conclusione Canto della Terra mi è piaciuto molto. Avrei preferito che Giovanni si fosse soffermato di più su alcuni passaggi del libro, ma forse ciò ne avrebbe compromesso la dinamicità che lo caratterizza.
Canto della Terra è ricco di azione e non risparmia anche qualche scena più dark, esattamente come mi ero immaginata.
Lo stile di Giovanni è scorrevole e molto curato. L’impaginazione e l’editing, che cura lui stesso, è eccellente, nulla da invidiare alle case editrici di livello.

Insomma, questo libro è assolutamente consigliato!



Potete acquistare Canto della Terra su Amazon in versione ebook o cartacea.

Curiosità

Le Vite Immobili di Pietro Gambino [SEGNALAZIONE]

Buongiorno lettori! Oggi voglio segnalarvi un nuovo romanzo: Le Vite Immobili di Pietro Gambino.

SINOSSI

Su una nave che procede senza mai giungere a destinazione, Giacomo è alla ricerca di una donna della quale nessuno tranne lui ha conservato memoria e che rivive nei suoi quadri, insieme ad altri personaggi divenuti ormai ombre lontane nei suoi ricordi.
In questa odissea senza fine il tempo inganna e i ricordi sbiadiscono veloci, ma nessuno sembra rendersene conto. Il viaggio, tuttavia, terminerà e tutti, infine, dovranno compiere una grave scelta.
Il simbolismo della trama vuole essere l’affresco surreale di una realtà tragica e mostrare un mondo confuso e immobile, fatto di esistenze che raramente si elevano al grado di vera e propria “vita”. Morte, vita, amore e tempo sono proprio i punti cardine attorno a cui si costruiscono le riflessioni e le inquietudini dei protagonisti. Un viaggio senza meta che solleva interrogativi morali e che condurrà il lettore a scavare nei più reconditi angoli della mente. 


Pietro Gambino è nato nel 1990 e insegna lingua e cultura italiana. In passato ha pubblicato La Rinascita dei Sogni e l’aforisma Sipario. Le Vite Immobili è il suo romanzo d’esordio.  


Potete acquistare il romanzo sul sito della casa editrice al prezzo di 15,50€ o su amazon al prezzo di 17,90€.

Recensioni

Una notte al Fashion di Lily Carpenetti [Review Party]

Oggi voglio parlarvi di un nuovo libro uscito la scorsa settimana: Una notte al Fashion di Lily Carpenetti. Voglio ringraziare l’editore Over the Rainbow – Pub Me per avermi permesso di leggere il romanzo in anteprima.

SINOSSI

Il Fashion. Un locale fuori mano, luogo perfetto per incontri clandestini. Tutti lo conoscono, ma pochi ammettono di frequentarlo o di esserci passati vicino.

Michele e Christian si ritrovano lì, ognuno alla ricerca disperata di evasione. Michele, soffocato dalla provincia ristretta in cui vive, è costretto a tenere nascosti i propri gusti sessuali. Christian, intrappolato nel ruolo di figlio perfetto, è spinto a ricercare la trasgressione nei momenti liberi.

Il loro primo incontro si consuma in fretta nei bagni, famelico e urgente, tanto che Christian, confuso dall’alcool, è convinto di essere stato con una donna. L’amplesso tuttavia lascia loro addosso un’impronta impossibile da cancellare che li spinge a cercarsi ancora, lottando contro le proprie remore per trasformare una notte al Fashion in qualcosa di più.

RECENSIONE

Il libro inizia con una notte come tante altre in un locale un po’ fuori mano. Michele e Christian sono due ragazzi che provengono da situazioni famigliari diverse e con qualche anno di differenza, ma sono entrambi alla ricerca di un brivido, di un’emozione intensa che possa farli sentire vivi.
Quando i loro sguardi si incrociano al Fashion, i due si scelgono, si vogliono. Il loro incontro avviene in fretta nei bagni del locale, ma lascia a entrambi addosso una sensazione che non hanno mai provato prima. Ad entrambi un incontro non basta, vogliono di più. Iniziano a contare i giorni, poi le ore che li separano alla prossima serata al Fashion, nella speranza di ritrovarsi.

Le premesse sono interessanti e ricordano altre storie che ho letto in passato, come la più recente “Il colpo di fulmine non esiste”, che iniziava proprio con un incontro in un locale.
Devo essere sincera, ho trovato che Una notte al Fashion non sia riuscito a farmi provare la stessa curiosità che ho provato con altre letture analoghe in passato.
Non sono una grande amante delle storie instant love, proprio perché spesso manca quel qualcosa che mi permette di continuare la storia con interesse.

Ho apprezzato molto i personaggi e il loro background. Credo che l’autrice si sia focalizzata soprattutto su Michele, che risulta esplorato meglio di Christian.
Il suo stile però non mi fa permesso davvero di affezionarmi a loro o di essere coinvolta nella loro storia. Il libro è scorrevole e si legge facilmente, ma questa non è l’unica caratteristica che cerco in un libro.

Nonostante abbiamo sottolineato diversi aspetti negativi, Una notte al Fashion è una storia in cui potrebbero ritrovarsi molti ventenni, alle prese con il futuro, l’amore e la crescita personale. Michele e Christian rispecchiano due generazioni diverse ma vicine, con i loro sogni, paure e incertezze.
La loro è una storia dolce, ricca di speranza e con un pizzico di erotismo.
Ho apprezzato anche il fatto che l’autrice non abbia scelto un’ambientazione da copertina, ma abbia deciso di ambientare la storia nel nostro Bel Paese.
Nonostante non mi senta di promuovere la storia, in futuro mi piacerebbe leggere ancora qualcosa dell’autrice.

Se volete approfondire il libro, vi invito a visitare gli altri blog che hanno partecipato al Review Party.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Lily è una mamma quarantenne, nata e cresciuta a Trieste.
Negli ultimi anni ha affiancato all’attività in ambito sociale una proficua attività letteraria. La gran parte dei suoi romanzi appartengono al genere M/M, o gay romance, pubblicati con
le maggiori case editrici esponenti di questo filone. Nel 2017, con un racconto sul bullismo, ha vinto il concorso per racconti contro l’omofobia “Oltre l’Arcobaleno” dell’Associazione Amarganta, presentato alla manifestazione LGBT Film Festival de l’Aquila.


Link d’acquisto: Amazon
Editore: Over the Rainbow – PubMe
Pagine: 196
Prezzo: eBook 2,99€ -cartaceo 12,90€

serie tv

Strike-Bianco Letale: recensione flash della quarta stagione [NO SPOILER]

A fine mese in Gran Bretagna è andata in onda su BBC 3 la quarta stagione di Strike, serie tv tratta dai libri di Robert Galbraith (J.K Rowling). Come sapete Strike è una saga che adoro e ho subito voluto recuperare i nuovi episodi.
La quarta stagione è tratta dal libro Bianco Letale, uscito in Italia a febbraio 2019, ed è stata divisa in quattro episodi.

TRAMA

La quarta stagione riprende esattamente da dove avevamo lasciato i nostri protagonisti: Robin ha appena sposato Matt, ma non riesce ad allontanare la sensazione di aver commesso un errore. Il pentimento si riflette nei suoi occhi, che non riescono ad esprimere la gioia di quello che dovrebbe essere un giorno indimenticabile.
Cormoran è arrivato in tempo al matrimonio e tra sentimenti non detti, chiede a Robin di tornare a lavorare insieme a lui.

Un salto temporale di un anno ci porta alla quotidianità dei due soci. Lo studio è in crescita e i due si destreggiano tra vari casi, sopratutto di infedeltà coniugale. Il rapporto tra Cormoran e Robin però è prettamente lavorativo, quasi teso, almeno fino a che Billy, un ragazzo problematico, non si presenta nel loro ufficio, dicendo di aver assistito a un omicidio quando era bambino.
Il nuovo caso si prospetta ricco di insidie e vede coinvolto un importante politico inglese. Ancora una volta Strike e Robin dovranno risolvere il caso in una pericolosa lotta contro il tempo.

LA MIA OPINIONE

Questa quarta stagione ha ricevuto diverse recensioni tiepide, ma a mio parere Bianco Letale è ben fatta e un ottimo sequel delle avventure di Cormoran e Robin.
La trama è molto fedele al libro e ne segue anche le linee più lente, con più focus sui dialoghi e meno sull’avere una trama ricca di adrenalina.
Ci sono comunque alcuni momenti più movimentati, come una scena notturna ambientata in un bosco o alcuni scontri tra i nostri protagonisti e alcuni personaggi secondari.

Ho apprezzato in modo particolare Holliday Grainger, che è riuscita a trasmettere tutta la sofferenza psicologica di Robin.
La serie riesce a mostrare come l’ansia e un evento traumatico possano travolgere la vita di una persona, mentre gli altri intorno a lei non si rendono conto di quello che sta passando.
Robin è un personaggio che sto amando sempre di più; ha avuto una crescita personale importante, ha capito ciò che vuole ed è disposta a lottare per ottenerlo. Non vuole più rifugiarsi nella sofferenza come ha fatto in passato, ama il suo lavoro e ha intenzione di metterlo al primo posto.
Nonostante i casi brillanti, l’attrazione principale della serie restano Cormoran e Robin.
I due protagonisti sono riusciti a ricalcare il gioco di sguardi e parole non dette che ho immaginato leggendo i libri.
I due attori sono perfettamente a loro agio nei panni dei rispettivi personaggi e la chimica tra loro è innegabile. Anche quando la trama rallenta, la loro chimica mantiene sempre alto il livello dello show.

(C) Bronte Films – Photographer: Steffan Hill

Sebbene abbia apprezzato questa stagione avrei preferito un maggiore approfondimento dei personaggi secondari, che non mi hanno colpita come in altre stagioni.

Spero sinceramente che, nonostante un calo di ascolti, la serie continui con una quinta stagione con Troubled Blood, il quinto romanzo della saga, uscito da pochissimo in lingua inglese (Ve ne ho parlato qui).

Se volete approfondire la saga, vi invito a consultare i seguenti articoli correlati:

Curiosità

Hogwarts e il mistero di Halloween: la magia di Harry Potter in Italia in un evento speciale

Qualche tempo fa vi ho parlato del ritorno in Italia dell’Espresso per Hogwarts, insieme ad altri eventi estivi organizzati a Genova da Avventure Cittadine.
Il 31 Ottobre e il 1 Novembre la magia di Harry Potter tornerà a Genova e provincia, con un evento speciale di Halloween: “Hogwarts e il mistero di Halloween, Edizione Speciale con il trenino fantasma #GenovaGhostExpress.

Ecco il programma dell’evento:

“Due giorni in cui la miniera si vestirà di magia. Una nuova avventura, una vera esperienza in cui i maghetti attraverseranno i sotterranei sinistri della Banca Gringotts con il trenino fantasma alla scoperta dei luoghi segreti dei Dissennatori, dei Mangiamorte, passando per le segrete di Azkaban, incontrando professori e i fantasmi delle case…Non potrà mancare lo spazio del maestro di Ollivander, e postazioni allestita per selfie magici a Diagon Alley!
Inoltre tutti i maghi e le streghe sono invitati a portare la propria zucca e a seguire il laboratorio artistico “il coccio magico di Hogwarts” diretto da “Fiori Coccio e Fantasia” per partecipare al concorso fotografico “Hogwarts vale una Zucca”; i vincitori avranno un servizio fotografico a tema Harry Potter insieme a DaruMa Photo.
Il 31 ottobre a partire dalle 19.00 solo per i più coraggiosi percorso a piedi alla scoperta dei luoghi oscuri della Miniera con allestimento speciale, a seguire la cena speciale “A Tavola con i Mangiamorte” con spettacolo, effetti speciali, indovinelli e scherzetti, incantesimi e tantissime sorprese durante e dopocena…e per concludere si accenderanno le zucche e si berra’ il nettare magico sotto la luna piena.”

Insomma, un evento tutto da scoprire per tutti i fan di Harry Potter, grandi e piccini!
Per info più specifiche o prenotazioni, potete chiamare il numero 0185338876.

PREZZI

  • Trenino fantasma a partire dalle ore 11.00 compreso viaggio in miniera, animazione, foto, allestimento, postazione selfie, Diagon Alley ➡️20 euro a persona
  • Cena spettacolo “A Tavola con i Mangiamorte” percorso a piedi nella miniera allestita e animata a tema Harry Potter, e finale a sorpresa ➡️25 euro a persona

MENU

  • Le torte stregate di Bellatrix Lestrange
    Torte della tradizione ligure
  • La Zuppa di JacK’O’Lantern e calderotti salati
    Vellutata di Zucca e Crostini
  • La selezione di Voldy
    I salumi della tradizione ligure 
  • I Formaggi di Villa MalfoY
    formaggi della tradizione ligure
  • Dolce di Halloween di Dolores Umbridge
    Dolce al bicchiere con crema speciale e delizie di Preti 1851 specialità Genovesi
  • Bevande Babbane e sorpresa finale comprese
Curiosità

Erasmus+: Com’è andato il mio primo mese lontano da casa

Prima di patire per il Tirocinio Erasmus all’estero ero talmente entusiasta che nulla mi avrebbe potuta fermare. Ma ora che è trascorso oltre un mese dalla mia partenza, i miei sentimenti nei confronti di questa esperienza saranno cambiati?
Ho pensato di portare l’argomento di questa giornata un po’ fuori tema, parlandovi della mia esperienza Erasmus finora, delle gioie e soprattutto delle difficoltà.

Nell’ultimo periodo la mia vita è cambiata molto; ho chiuso la mia attività, salutato amici, famiglia e amore e ho inseguito uno dei miei sogni per svolgere un tirocinio all’estero in un’azienda nei Paesi Bassi.
Lo confesso, i primi giorni, anzi, le prime settimane, sono state difficili.
Quando leggiamo storie di Erasmus sentiamo parlare di quanto sia stata un’esperienza fantastica e formativa, che cambia letteralmente la vita.
Ciò che spesso però non viene detto è quanto sia difficile adattarsi a un nuovo ambiente e trovare la propria routine in un Paese nuovo, lontano dai propri affetti.

Le difficoltà della prima settimana

Ero partita così piena di energia ed entusiasmo che quando sono finalmente arrivata a destinazione e ho messo piede nel mio nuovo appartamento, la consapevolezza della mia decisione mi ha travolta.
Ho realizzato che non mi trovavo lì per l’ennesima vacanza in solitaria. Sarei dovuta (anzi, dovrò) rimanere lontano da casa per sei lunghi mesi.
Avevo addosso la sensazione di aver commesso una terribile decisione e non riuscivo a farmene una ragione.
Per la prima settimana ho pianto ogni giorno. Mi addormentavo soffocando il pianto nel cuscino, con il timore che quella sensazione di sconfitta, tristezza e solitudine non se ne sarebbe mai andata.
Avrei voluto prendere il primo volo e tornare tra le braccia di mio marito, al sicuro, a casa mia.

A volte è necessario chiedere aiuto

Dopo la prima settimana ho smesso di addormentarmi piangendo, ma insieme alle lacrime la paura non se ne era andata.
Il lavoro (che adoro) riusciva a distrarmi durante il giorno, ma alla sera la negatività tornava a farmi visita.
In quelle settimane ho odiato me stessa perché stavo rovinando quella che sarebbe dovuta essere l’esperienza più bella della mia vita. Perché non potevo essere come tutti gli altri?
Avrei potuto prendere un aereo e tornare a casa, chiudere quel capitolo e ricominciare da capo più vicino a casa. Avrei potuto farlo e non ci sarebbe stato nulla di male, ma avevo fatto una promessa a me stessa.
Restare non significava però che dovevo tenermi tutto dentro. E così ho chiesto aiuto. Mi sono sfogata con la mia migliore amica, ho detto la verità su come mi sentivo a mio marito e ho chiamato la mia psicologa, che mi sta fornendo supporto a distanza durante questo cambiamento della mia vita.
Ho capito che chiedere aiuto non fa di me una persona debole, ma forse proprio il contrario. Fa di me una persona che vuole lottare per i propri sogni, anche se è difficile e a volte fa maledettamente male.

Trovare una nuova routine

Ora che sono passate quasi cinque settimane dal mio arrivo sento di aver trovato una routine. Ci sono giorni in cui mi sento giù e conto i mesi che mi separano dal ritorno a casa, ma so di aver preso la decisione giusta.
Questo Erasmus mi sta permettendo di crescere professionalmente e come persona.
Mi sento incredibilmente fortunata di essere stata accettata in un’azienda da cui sto imparando molto. Ogni giorno so che sto facendo un passo avanti. Sono circondata da persone dalle quali posso imparare e sto stringendo rapporti che potrebbero diventare presto buone amicizie.
Non so come saranno i prossimi mesi, ma quello che so è che sono felice di essere partita e di essermi messa in gioco.

I miei consigli

Dopo questo primo mese voglio darvi alcuni consigli se mai intraprenderete questa esperienza. So bene che ogni caso è diverso (come è giusto che sia), perciò se vi trovate in Erasmus e non vi sentite come mi sono sentita io, non c’è nulla di male, ma:

  • Condividete le vostre sensazioni con qualcuno

Che abbiate paura o vi sentiate soli, condividete con qualcuno ciò che provate. Potete sfogarvi con qualche amico, con la vostra famiglia o anche chiedere un aiuto professionale come ho fatto io. Non lasciate che i vostri sentimenti vengano soffocati o vi sentirete soltanto peggio.

  • Fate nuove conoscenze

Sono partita in Erasmus con la paura che non avrei mai conosciuto nessuno, che sarei tornata senza aver stretto alcun tipo di rapporto.
Ovviamente dopo un mese non posso ancora dire di aver stretto amicizie durature, ma so di essere sulla giusta strada.
Nella maggior parte dei casi troverete persone che come voi si trovano lontano da casa. Non abbiate paura di aprirvi a loro.

  • Imparate dagli altri

Che vi troviate in Erasmus lavorativo o di studio, questa esperienza può essere molto formativa. Cercate di apprendere al meglio e lasciate ispirare dai vostri colleghi di lavoro/corso. Le competenze apprese vi saranno molto utili nel vostro futuro professionale!

  • Immergetevi nella cultura

L’ultimo consiglio che voglio darvi è di immergervi il più possibile nella cultura del luogo. Non restate troppo attaccati alla vostra italianità. Provate nuovi cibi, una lingua diversa, esperienze e godetevi tutte le bellezze che la vostra nuova casa ha da offrire. Tornerete a casa più arricchiti!

Spero che questo articolo possa esservi stato utile. Se volete lasciarmi un commento mi farà soltanto piacere!

Potete recuperare il mio precedente articolo sull’argomento qui: Tirocinio Erasmus+: che cos’è e come fare domanda

Curiosità

Quando il programma per bambini “La Melevisione” parlò di violenza sessuale [VIDEO]

Il 18 gennaio 1999 andava per la prima volta in onda su Rai3 il programma televisivo per bambini La Melevisione. Tutti i ragazzi nati negli anni ’90 ricorderanno le avventure dei personaggi del Fantabosco, prima guidati da Tonio Cartonio (Danilo Bertazzi) e poi, dalla sesta stagione alla diciasettesima, da Milo Cotogno (Lorenzo Branchetti).

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Il programma racconta le avventure di un folletto bibitiere e dei suoi amici che abitano del regno del Fantabosco: orchi, lupi, principi e principesse, fate, streghe ecc… Sono passati oltre vent’anni dall’inizio della Melevisione e per l’occasione qualche tempo fa ho recuperato una puntata online su Raiplay, “Il segreto di Fata Lina”.

Nonostante fosse un programma d’intrattenimento per bambini, La Melevisione è stata in grado di affrontare anche tematiche importanti, con un linguaggio in grado di arrivare ai più piccoli. Nello specifico, l’episodio Il segreto di Fata Lina si focalizza sull’abuso sessuale in età scolare, ma ci sono diversi episodi speciali che spaziano da tematiche come il razzismo fino al lutto.

Ricordo che questo episodio era contenuto in una collana di DVD, che all’epoca aveva acquistato mio fratello e guardava a ripetizione. Io ero già più grandicella ma, con la scusa di “tenere d’occhio” mio fratello, ne approfittavo per seguire segretamente le vicende del Fantabosco. Nel rivedere la puntata con più maturità mi sono resa conto di quanto il tema sia stato trattato con delicatezza.

Nell’episodio si fa leva sulla paura di Fata Lina di confidare ai propri amici, ciò che le è successo, ma aiutata da Milo si apre, rivelandogli la verità. La scelta della trama e dei dialoghi, soprattutto quello finale nel quale Milo si rivolge allo spettatore, hanno dato vita a una puntata che può davvero fare la differenza.
Il segreto di Fata Lina è stato proposto in due versioni, la prima nel 2003 con Danilo Bertazzi e qualche anno dopo una seconda versione con Lorenzo Branchetti.

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Mi piace pensare che possa essere stata d’aiuto a tanti bambini, che purtroppo si sono ritrovati in questo tipo di situazioni narrate nell’episodio. La paura e – ahimè – la vergogna sono sentimenti prevalenti e difficili da affrontare.

La Melevisione non è stata solo un programma divertente e seguito in tutta Italia, ma è stato anche uno show educativo, che ha sempre trattato i bambini con estrema intelligenza. È stata parte integrante della mia infanzia e spero che i bambini di oggi possano crescere con un po’ della stessa magia che abbiamo vissuto tutti noi.

Se volete recuperare l’episodio nella versione più recente, lo trovate qui.

Qui sotto, invece, trovate la puntata integrale nella prima versione. Vi invito ad andare al minuto 20:10 circa per il monologo di Danilo Bertazzi.

E voi seguivate La Melevisione da bambini?

Documentari

Ho visto This is Paris, il documentario di Paris Hilton: ecco cosa ne penso

Non sono una persona che ama i reality show e non sono particolarmente interessata al mondo degli influencer, ma per qualche ragione quando ho visto che è debuttato online il documentario di Paris Hilton, ho voluto vederlo.
Devo essere sincera, This is Paris non mi è dispiaciuto. Voglio subito spiegarvi perché!

[Attenzione il seguente articolo contiene spoiler]

Ereditiera della lussuosa catena di Hotel Hilton, Paris Hilton è conosciuta al grande pubblico a causa dei suoi numerosi scandali e la sua vita sgregolata.
Oggi Paris non è più l’oggetto continuo delle attenzioni dei paparazzi, ma la sua popolarità ha contribuito a cambiare il mondo dei social media come li conosciamo oggi.
Dietro a lei, si nasconde però una donna che ha vissuto momenti difficili e che ha preferito nascondere dietro a un personaggio costruito.
Perché la Paris Hilton “dietro le quinte” è molto diversa, a cominciare dalla sua voce profonda per citarne una, e in pochi la conoscono davvero.

Uno degli scandali che l’hanno vista coinvolta è stata l’uscita un filmato hard tra lei e il suo ragazzo dell’epoca Rick Salomon, venduto ai media da Rick stesso a insaputa di Paris.
Anche se l’episodio ha aiutato la fama crescente di Paris, i media all’epoca la definirono “una cattiva ragazza” e celebrarono le gesta dell’uomo.
Come dice la Hilton stessa, uno scandalo del genere, al giorno d’oggi, avrebbe avuto risvolti molto diversi.

Ma il vero fulcro del film non è la sua vita da copertina o le ricchezze ostentate. Paris Hilton ancora oggi, a distanza di decenni, deve lottare con lo stress post traumatico di un evento che ha vissuto da adolescente. Un trauma di cui nemmeno la famiglia è al corrente e che oggi è pronta a rivelare al mondo.
Quando era adolescente i suoi genitori la confinarono in diversi campi scuola per correggere il suo comportamento sgregolato, dai quali lei costantemente fuggiva, fino alla decisione di spedirla, a sua insaputa, alla Utah’s Provo Canyon School, un “centro di cura” per adolescenti problematici.

Supportata da altre donne che all’epoca erano detenute con lei, Paris smaschera le torture psicologiche e fisiche subite in quegli anni e che ancora oggi le causano difficoltà a stringere relazioni durature, problemi di fiducia, incubi e attacchi di ansia.

Ho trovato questo film interessante perché mostra la celebrity sotto una nuova luce. Vediamo ancora la Paris che ama stare sotto i riflettori e ambisce ad avere un miliardo di dollari, come lei stessa ammette, ma è anche una donna che non ha più paura di essere se stessa.
Dal punto di vista psicologico trovo che l’ereditiera sia un caso di studio interessante, soprattutto per quanto riguarda il rapporto turbato con i propri genitori e i problemi di fiducia che le impediscono di legarsi alle persone.
Anche se non ho mai seguito i gossip che la riguardano, ho apprezzato una visione più sincera del suo personaggio.
Credo anche che i media siano stati molto duri con lei in passato ma ritengo anche che Paris sappia che se vuole arrivare all’obiettivo del miliardo di dollari ha bisogno di reinventarsi e cambiare la propria immagine.
Se quindici anni fa la sua celebrità era all’apice, negli ultimi anni è in continuo declino e credo che questo l’ereditiera lo sappia bene. This is Paris è la sua occasione per essere se stessa, condividere i propri traumi, ma anche reinventarsi.

Quindi chi è secondo me la vera Paris Hilton?

Io credo che Paris Hilton sia una donna che, nonostante la ricchezza e la vita da privilegiata, ha vissuto molti episodi traumatici nella sua vita, che ancora oggi la perseguitano. Ma è anche una donna intelligente e un’imprenditrice scaltra. Sa che il brand che ha costruito e funzionava in passato, oggi è superato. Ecco la ragione di This is Paris, un re-branding intelligente e che potrebbe riportarla alla ribalta.

Interviste, La segnalazione del mese

Cronache di un vampiro vol.2. Canto della terra: segnalazione + intervista a Giovanni Di Rosa

Buon inizio settimana cari lettori! Oggi voglio segnalarvi il secondo volume della saga Cronache di un vampiro, Canto della terra, dell’autore Giovanni Di Rosa. Ho anche fatto qualche domanda a Giovanni per scoprire qualche dettaglio in più sul suo libro.
Intanto, se ancora non conoscete la saga, vi rimando alla mia recensione del primo volume.

Cronache di un vampiro, canto della terra

SINOSSI – CANTO DELLA TERRA

Dopo essere sopravvissuto allo scontro con il vampiro Virgilio, Andreas Rooney, professore di Oxford, è ora tallonato dalla polizia. In suo soccorso giungerà un’altra vampira, Annalise, da sempre nemesi di Virgilio. L’affascinante vampira si rivelerà per il professore molto più di un’alleata e proverà a proteggerlo tanto dal feroce vampiro che infesta Oxford quanto dalle indesiderate attenzioni delle autorità.

Thomas, il giovane studente scomparso l’anno precedente e ora trasformatosi in immortale, si ritroverà, invece, imprigionato nella villa londinese di Raquel. La seducente vampira spagnola brama di asservire il giovane al suo controllo e di sfruttarne le incredibili capacità soprannaturali.

Nessuno, però, è preparato a una minaccia imprevedibile che si profila dinnanzi a loro. Una minaccia ben più inquietante e grave di quella portata da Virgilio. Come si dice, il passato, a volte, ritorna e stavolta ritornerà nelle sembianze di un misterioso quanto istrionico assassino pronto a mietere vittime e a far piombare Londra nel panico.


Ciao Giovanni, bentornato sul blog! Oggi sei qui per presentarci Canto della Terra, il secondo volume della tua saga gotica Cronache di un vampiro.
Il primo romanzo si è concluso con una storia ancora aperta e tante domande. Che cosa possiamo aspettarci dal sequel?

Ciao Feliscia. Come di consueto, ti ringrazio per avermi ospitato sul tuo blog anche per questa nuova uscita.
Il primo volume della saga ha creato un’atmosfera e presentato diversi personaggi. Come hai detto tu, però, ancora i veri nodi della storia devono essere risolti e soprattutto il finale del primo libro ha creato ulteriori quesiti a cui bisogna dare una risposta.
In questo secondo volume, ritengo che il lettore potrà capire di più e meglio del carattere e del background di alcuni personaggi, ma soprattutto avere molte risposte sui punti oscuri di Vincoli di sangue.
Credo, inoltre, che questo romanzo abbia molta più azione e ancora più mistero. Ci tengo anche a dire che, attraverso un piccolo glossario dei personaggi della saga, tutti i lettori non avranno difficoltà a ricordarsi cosa è accaduto prima e a immergersi nella storia. Ho lavorato duramente per non deludere le aspettative.

Vincoli di sangue, il primo romanzo della serie, ha presentato tanti personaggi interessanti. In Canto della Terra Londra è minacciata da un misterioso assassino.
Ti va di parlarci, senza spoiler, della new entry del nuovo romanzo e della nuova ambientazione?

Ho pensato di sfruttare la “dilatazione narrativa” garantitami dalla pubblicazione di una trilogia per inserire nella storia un “supervillain”, come mi piace definirlo.
Se alcuni antagonisti avevano già fatto la loro apparizione, l’ingresso di un nuovo personaggio ancora più potente e spietato penso possa essere un ottimo modo per smuovere le cose e stravolgere le dinamiche a cui c’eravamo abituati.
Non dico altro, perché attorno alla figura di questo supervillain ruota la trama principale di questo secondo capitolo.

I vampiri sono un tema che è stato molto trattato. Che cosa rende la tua saga diversa e come è stato recepito dal pubblico il tuo primo romanzo?

La scelta di scrivere un romanzo sul vampiro è nata quasi per gioco. Avevo letto che le grandi creature fantasy popolari degli anni 2000 sono stati il vampiro e il drago. Si diceva, però, che le storie che avessero all’interno queste creature fossero ormai inflazionate e non più appetibili. Da qui mi sono posto la sfida di creare qualcosa di nuovo, di originale, rivisitando il vampiro per creare una storia che non ricadesse nel cliché. E penso di esserci riuscito, perché penso che tutto si può dire della mia saga tranne che si tratti del solito urban fantasy che ruota attorno alla storia d’amore fra umana e vampiro.
Ovviamente c’è amore, c’è sensualità, ma i miei libri offrono anche tanto di più.
Il feedback del primo libro è stato positivo. Ho venduto molte più copie del solito e ho ricevuto molte letture su Unlimited, non facendo affatto un marketing asfissiante. Ho ricevuto commenti sempre positivi sul mio stile di scrittura, ma sicuramente ho percepito che il lettore volesse un romanzo ancora più lungo e con più azione. Con questo secondo volume ho assecondato la richiesta e le esigenze dei miei lettori. Spero verrà apprezzato per questo!


Potete acquistare il libro su Amazon, al prezzo di 2,69€ per l’ebook e 8,82€ per la versione cartacea.

Interviste, Interviste e Blog Tour

La libertà figlia del diavolo: intervista all’autrice Ilaria Vecchietti

Cari lettori, oggi voglio segnalarvi la nuova uscita dell’autrice Ilaria Vecchietti: La libertà figlia del diavolo. Per l’occasione ho fatto qualche domanda a Ilaria, che ci ha parlato un po’ del suo progetto. Buona lettura!

Ciao Ilaria, benvenuta sul blog! Per iniziare ti chiedo di presentarti ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi sei e che cosa fai nella vita?

Buongiorno a tutti e grazie di cuore a Feliscia per avermi ospitato in questo bel blog. Mi chiamo Ilaria Vecchietti, ho 32 anni, abito in Valsesia e sto ancora cercando il mio posto nel mondo.
Amo leggere da quando sono piccola e da qualche anno ho iniziato a pubblicare alcune mie storie, sia romanzi che racconti.
A seguito della pubblicazione del mio primo romanzo ho aperto anche un blog letterario, Buona lettura, dove oltre a parlare dei miei libri, pubblico recensioni, segnalazioni, interviste e altri post a tema libri.

Oggi sei qui per presentarci la tua nuova uscita letteraria: La Libertà figlia del Diavolo. Di che cosa parla e come è nato?

Prima di tutto devo dire che questo è stato il primo romanzo che ho scritto, poi accantonato per seguire altre idee. Da un anno circa l’ho ripreso in mano per poterlo pubblicare.

L’idea è nata in seguito alla mia passione per la mitologia, specialmente quella greca, e nell’aver notato nel corso degli anni il fatto che il Dio Ade, sia nei miti originali e sia nei libri e nei film ispirati, riveste quasi sempre il ruolo di antagonista e “cattivo”, per cui ho voluto creare una storia dove lui facesse parte dei “buoni”.
Essendo quindi il mio primo romanzo ero partita con questa idea, ma nel corso della stesura altre idee affollavano la mia testa, quindi più scrivevo e più inventavo parti e personaggi, inserendo non solo personaggi dei miti classici, ma anche creature del fantasy classico e dei miti nordici, tutti legati in un certo senso alla famosa profezia Maya del 2012.
I protagonisti quindi dovranno salvare il mondo dalle divinità nemiche e riportare la libertà.

Il tuo romanzo è un urban fantasy con chiari riferimenti mitologici. Com’è costruita l’ambientazione e che cosa ti affascina di più della mitologia?

Sono sempre stata affascinata dalla mitologia greca, fin da piccola, storie con divinità, mostri ed eroi ambientati in un’epoca antica e in una terra, la Grecia, piena di fascino per me. Storie con magia, scontri e personaggi unici che mi hanno sempre attratta molto.

Nel mio libro la storia è svolta prevalentemente nell’epoca contemporanea, anche se ci sono dei salti temporali che servono per comprendere il “presente” dei personaggi. In più per adattare personaggi e situazioni alla mia storia ho modificato alcuni aspetti dei miti, quindi per chi li conosce vedrà delle differenze, ma sono volute.

L’ambientazione quindi presenta il mondo come lo conosciamo, e ho cercato di essere più fedele possibile documentandomi sui luoghi reali che non ho visto con i miei occhi, come ad esempio il Monte Everest, e cercando più che altro di far prevalere le azioni e i pensieri dei personaggi. Ovviamente poi ci sono anche luoghi che ho inventato.

Parlaci dei tuoi protagonisti attribuendo a ciascuno 3 aggettivi!

La protagonista per eccellenza è Liberty, figlia del Dio Ade. È caparbia, buona e molte volte irascibile.
Ade è taciturno, semplice e protettivo.
Poi ci sono quattro cavalieri: Ethan è impulsivo, forte e coraggioso; Megan è socievole, estroversa e altruista; Tahir è calmo, riflessivo e generoso; Keiko è timida, riservata ma anche simpatica.

C’è qualche personaggio che senti più vicino? E uno che è stato particolarmente difficile da scrivere?

Ogni personaggio ha qualche cosa di mio, non ce n’è uno solo che mi rispecchia, credo che tutti assieme formano la mia personalità.
Non c’è un personaggio che mi sia risultato più difficile da scrivere, credo perché avevo in testa bene quello che volevo scrivere e come scriverlo.

Hai deciso di pubblicare il romanzo in selfpublishing. Hai qualche consiglio per chi si approccia per la prima volta al mondo del self?

Ovviamente come si sa, nel self publishing occorre fare tutto da sé, dall’editing, alla correzione, alla copertina e una volta pubblicato la sua promozione, poi certamente ci si può anche affidare a professionisti del settore per alcuni aspetti se si ha la possibilità.
Se invece si fa tutto da soli occorre aver pazienza e non fare le cose alla svelta. Prima di tutto quindi preparare bene il romanzo rileggendolo più volte, provando a modificare se qualcosa non convince del tutto e cercando di scovare tutti i refusi che si nascondono.
Stessa cosa per la copertina, bisogna farne diverse per valutare la più bella perché a volte solamente cambiando il font del titolo o il colore tutto può cambiare e dare un risultato migliore.

Poi per la promozione del libro bisogna essere iscritti a diversi social e promuovere il libro in modo costante, facendo incuriosire i lettori, anche se non è facile fare tutto da soli e quindi si può chiedere anche ai blog interessati a leggerlo e recensirlo, in questo modo si avrà la possibilità di far notare l’uscita del libro a più persone.

Grazie per aver risposto alle mie domande. Ti chiedo di salutarci con una citazione o un messaggio per i lettori.

Grazie infinite a te e ai tuoi lettori, mi è piaciuta molto l’intervista e spero che piaccia anche a voi.
Una volta avevo letto una citazione su internet che mi è sempre rimasta in mente: “Se vuoi
essere salvato leggi, se vuoi salvare scrivi”
. Buona lettura a tutti!


La libertà figlia del diavolo, cover libro

EDITORE: Self publishing con Amazon
DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 agosto 2020
GENERE: romanzo urban fantasy / mitologia
PREZZO CARTACEO: 12,00€
PREZZO EBOOK: 2,99€
NUMERO DI PAGINE: 336

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Altri contatti:
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SINOSSI:

Una guerra tra le divinità dell’Olimpo continua da secoli, coinvolgendo anche i mortali nelle
loro aspre battaglie. Una profezia delle Moire annuncia la nascita di un eletto, la figlia della morte, che riporterà la libertà sulla Terra, liberando le varie razze dall’oppressione e dalla tirannia dei despoti olimpi. Un viaggio nel tempo e nella mitologia, per scoprire la salvatrice. Avventure e peripezie per trovare gli oggetti magici e gli amici che l’aiuteranno nella battaglia contro i nemici. Il tempo sta per scadere… l’apocalisse è iniziata!