musica

Le mie canzoni preferite del 2018

Buongiorno lettori, come state? Oggi parliamo di musica e per la precisione delle canzoni che mi hanno accompagnata in questo anno appena passato e uscite nel corso del 2018. Non dimenticate di indicarmi le vostre tra i commenti!

Death Cab for Cutie || Your Hurricane

Death Cab for Cutie è una band amerciana di musica rock/alternativa, formata nel 1997 Bellingham, Washington in 1997. The band è formata da Ben Gibbard, Nick Harmer, Jason McGerr, Dave Depper, and Zac Rae. Sono stati nominati per 8 Grammy Awards, tra cui Migliore Album Rock.

Mumford & Sons || Woman

Dopo un attesa di qualche anno i Mumfors & Sons, band inglese formatasi nel 2007, sono usciti con il nuovo album “Delta”.

Amber Run || Carousel

Amber Run è in assoluto la mia band preferita. Ve ne ho già parlato in passo, trovate tutte le info qui.

Sufjan Stevens || Mystery of love

In realtà questa canzone è uscita alla fine del 2017, ma è arrivata in Italia qualche mese dopo con l’uscita del film Chiamami col tuo nome.

Shallow || Lady Gaga e Bradley Cooper

Non potevo non inserire la canzone tratta dal film A star is born (di cui vi ho parlato qui).

Kodaline || Angel

Concludiamo con una delle canzoni del tanto atteso album (A politics of living) dei Kodaline, band irlandese che ho avuto il piacere di vedere in concerto qualche mese fa.

In realtà ce ne sono tantissime altre che ho scoperto quest’anno, tra cui molte uscite negli anni scorsi. Come si può notare amo soprattutto il genere Indie/Alternativo, perciò se avete consigli vi aspetto nei commenti!

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Curiosità

Buon Compleanno Sherlock Holmes!

Buongiorno lettori e buona domenica!

Oggi è un giorno speciale perché è il compleanno di uno dei personaggi più famosi della storia della letteratura, proprio lui: Sherlock Holmes.

In realtà Arthur Conan Doyle non ha mai scritto il giorno esatto del compleanno del detective, ma la deduzione è stata fatta da alcuni esperti, che ritengono la data la più plausibile. Sherlock sarebbe infatti nato la dodicesima notte dopo Natale, date le frequenti citazioni all’opera omonima di Shakespeare.

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«[…] il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un’aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell’uomo d’azione. Le mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia.»

Sherlock Holmes è apparso in quattro romanzi e cinquantasei racconti dell’autore.

Per l’occasione vi rimando a una serie di post che ho scritto in passato sul detective:

 

Recensioni

Il diario di Bridget Jones [RECENSIONE LIBRO]

Buongiorno lettori e buon sabato! Approfitto della pausa pranzo per scrivere una recensione su un libro appena terminato: Il diario di Bridget Jones. Erano diversi anni che volevo leggerlo e finalmente mi sono decisa a regalarmelo per Natale.

51aGH37H+pL._SX322_BO1,204,203,200_.jpgMangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi “pretendenti”. È il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humor e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.

Bridget Jones è una trentenne single, con un lavoro noioso, che si destreggia nella vita di tutti i giorni, tra chili di troppo e una dipendenza per alcool e sigarette. Bridget ha anche una grandissima cotta per Daniel, il suo capo con una reputazione di donnaiolo, che le invia messaggi spinti durante l’orario di lavoro. Nonostante i suoi genitori cerchino in tutti i modi di farla avvicinare a uomini rispettabili e un tantino noiosi come l’avvocato Mark Darcy, Bridget ha occhi solo per Daniel…

In questo libro Bridget ci racconta la sua vita tramite un diario, che copre un arco narrativo di un anno. Guardando il film mi ero – ovviamente – “innamorata” dell’affascinante Mark Darcy, interpretato da Colin Firth, ma con mio rammarico mi sono resa conto che nel libro compare davvero poco. Ad esclusione di qualche sporadica comparsa, fino alla fine Bridget e Mark non hanno davvero molte interazioni.

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Il libro non si focalizza tanto sulla storia d’amore, quanto sulla vita di Bridget e le difficoltà col l’accettazione di sè. In questo proposito voglio aprire una parentesi.

Le giornate di Bridget iniziano con un resoconto sui chili di peso persi o acquistati, delle calorie ingerite, sigarette fumate e alcool consumato. Questo tema si ripercorre per tutta la durata del libro e la donna continua a rivolgersi a se stessa come un’obesa, rimarcando in continuazione i rotoli di grasso e la lista dei cibi che ingerisce. Se all’inizio poteva trattarsi di una trovata divertente e originale, dopo un po’ ha iniziato a stancarmi. Principalmente mi ha infastidita che una donna con il peso di circa 55-57 kg venga considerata obesa da se stessa e dalla società. Sarà che io l’ultima volta che pesavo 55kg andavo probabilmente alle elementari!

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Il che è un peccato, perché tutto sommato Il diario di Bridget Jones è una lettura scorrevole e divertente, ma viene appesantita da quanto sopracitato. Per me, che obesa lo sono davvero, questo libro invece di intrattenermi come avrei creduto, mi ha fatta sentire inadeguata.

Un altro aspetto che non ho gradito è la caratterizzazione dei personaggi secondari. Gli amici di Bridget sono abbastanza presenti sulla carta, ma sono ridotti a delle semplici comparse. Non hanno personalità o comunque di loro non sappiamo a sufficienza di loro per farci un’idea più precisa. La stessa cosa, come già ribadito poco fa, vale per Mark.

Il diario di Bridget Jones è comunque una lettura piacevole, che ha dato vita a una serie di film decisamente migliori. Il film riesce infatti a colmare molte delle lacune che traspaiono dal libro.

Ad ogni modo continuerò la serie, pertanto prossimamente potrebbe uscire la recensione del secondo volume. E voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

Se volete acquistare il libro potete farlo qui.

 

film

Chiamami col tuo nome 2: tutte le news sul film!

Buongiorno cari lettori! È già da qualche giorno che volevo fare questo post, ma alla fine non sono riuscita. Quindi, anche se un po’ in ritardo, condivido con voi le ultime news sul sequel di Chiamami col tuo nome, trapelate qualche giorno fa proprio dal regista Luca Guadagnino.

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Se nel corso del 2018 avete vissuto sotto un sasso e non sapete di che cosa sto parlando, vi invito ad andare a recuperare i post dove ne ho parlato (qui e qui).

Il sequel (anche se Guadagnino preferisce definirlo “Il nuovo episodio delle cronache di Elio e Oliver) verrà ambientato in buona parte a Parigi. Possiamo quindi dire addio all’ambientazione estiva della Riviera, anche se non è escluso che ci potrebbero essere alcune – seppur brevi – scene in Italia.

Il film inizierà così com’è terminato, ovvero con una scena di Elio in lacrime. Questa volta non piangerà però per Oliver, ma per la visione del finale di Once More al cinema. Once More è un film francese di Paul Vecchiali, uscito nel 1988. Ci troviamo quindi cinque anni dopo gli eventi del primo capitolo ed Elio ha circa 22-23 anni.

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Guadagnino ha quindi già le idee chiare di come inizierà il film e sul sequel si è espresso così:

“Sentivo di non voler lasciare i personaggi di questo film, ma allo stesso tempo mi struggeva l’idea di lasciare le persone con cui avevo fatto questo film, davanti e dietro la macchina da presa.”

Il regista desidera capire che cosa accade ai personaggi e il suo interesse verso di loro, che non è precluso solo a Elio e Oliver, ma anche ai personaggi secondari.

“Non è una questione di sequel, è una questione di malinconia.”

La malinconia è quindi il sentimento che lo ha spinto a continuare la storia di Elio e Oliver e non l’ansia da prestazione di cui è stato spesso accusato. C’è anche alla base una forte curiosità, di voler vedere come invecchieranno i personaggi nel corpo degli attori, tra tre, cinque o vent’anni.

Non sappiamo quindi per quando sarà previsto il secondo capitolo, né se si fermerà a uno solo. Gli attori si sono fin da subito dichiarati entusiasti del progetto e che si farà ormai è certo. Resta solo da capire quando!

Nel frattempo Luca Guadagnino è al cinema con Suspiria, il remake del film horror di Dario Argento.

Vi rimando anche al post del blog Serial Escape, dove parla invece del sequel letterario e di come potrebbe essere!

 

 

Curiosità

6 Consigli per ridurre il consumo di plastica nel 2019

Buongiorno cari lettori! Anche oggi un post un po’ differente dal solito, che è stato ispirato dal mio libro Somnium.

Il 2019 è arrivato e quest ‘anno voglio impegnarmi a ridurre l’uso di plastica, che invade ormai l’ambiente, distruggendo l’ ecosistema. La plastica finisce in mare, creando delle vere e proprie isole di rifiuti (grandi anche molto più dell’Italia), avvelenando e uccidendo milioni di animali ogni anno.
Il problema ambientale è uno dei temi centrali del nostro libro, e anche se il più delle volte ci sembra troppo insormontabile da sistemare, ci sono alcuni accorgimenti che possiamo attuare per aiutare l’ambiente.
Ecco quindi una lista di consigli che io stessa cercherò di seguire e che tutti voi potete attuare già a partire da oggi:

1. Ridurre l’uso di bottiglie di plastica, affidandosi alle bottiglie in vetro che potete rifornire in uno dei tanti punti di acqua potabile sparsi in città e paesi. Se sapete di spostarvi in luogo in cui non avete accesso a una fonte di acqua nell’immediato, portate con voi una borraccia.

2. Ridurre il consumo di cibi pronti, preconfezionati o surgelati. Per comodità, al supermercato, spesso scegliamo i prodotti già confezionati e pesati, non pensando però alla quantità di plastica che sprechiamo con questa scelta. Meglio impiegare qualche minuto in più, non credete?

3. Eliminare le cannucce di plastica. Forse non ce ne rendiamo conto, ma in un anno utilizziamo davvero troppe cannucce di plastica. Che sia al bar in un cocktail o bevendo dal brick dell’estathè, le cannucce sono davvero necessarie? Se vi trovate al bar chiedete di farvi servire la vostra consumazione senza cannuccia. Se invece non potete proprio farne a meno, esistono anche quelle di vetro, che potete tenere in borsa e riutilizzare.

4. Ridurre il consumo di plastica nel beauty. Questo è forse il passaggio più difficile, ma ci sono alcuni accorgimenti che tutti possono seguire. Il più semplice è quello di acquistare confezioni di shampoo più grandi o di shampoo concentrato da diluire. Potete anche provare ad utilizzare shampoo solido o saponette per l’igiene personale.

5. Evitare il monouso. Spesso il monouso è la scelta più pratica, ma piatti, bicchieri e posate usa e getta sono alcuni degli elementi che inquinano di più. Preferite il monouso biodegradabile, l’ambiente vi ringrazierà!

6. Evitare lo spazzolino da denti in plastica. Mi sono resa conto che in un anno cambio davvero troppi spazzolini da denti, che contengono ovviamente plastica, ma ho scoperto che esistono anche quelli in bamboo. Una scelta decisamente migliore!

Questi sono solo alcuni dei consigli, ma credo sia un buon modo di iniziare a ridurre il consumo di plastica.
Io voglio provarci, e voi?

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[Foto Natural History Museum]

Sezione Viaggi

Parco storico di Monte Sole: La strage di Marzabotto

Buongiorno cari lettori, come avete iniziato il 2019? Oggi voglio portare sul blog qualcosa di leggermente diverso dal solito. In occasione del capodanno mi sono infatti concessa un paio di giorni di tranquillità dopo le festività natalizie, durante le quali ho lavorato.

Sono stata sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano, nei pressi di Bologna. Ho avuto modo di visitare Il Parco Regionale Storico di Monte Sole, una bellissima area che si divide tra boschi e distese di prati. La zona è purtroppo nota per una strage che la vide protagonista nel 1944: 770 persone, soprattutto donne e bambini, furono assassinati brutalmente dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli abitanti delle piccole località collinari furono ritenuti sostenitori delle formazioni partigiane e con l’obiettivo di distruggere la Brigata Stella Rossa, i tedeschi attuarono un vero e proprio rastrellamento.

A San Martino si possono vedere i resti della mura di quella che era la chiesa del paese, recuperati da un intervento negli anni ’80, che ha permesso di valorizzare la zona circostante. Oggi si viene accolti in quello che era il paese ormai deserto, da un cimitero che ospita una cinquantina di vittime che per prime furono sepolte e da alcuni monumenti dedicati ai caduti posti lungo il percorso.

A partire dal Centro Visite Il Poggiolo, chiuso fino a febbraio, è possibile percorrere un itinerario a piedi sui luoghi della memoria, dai ruderi della Pieve di San Martino a poca distanza, fino ai resti di Caprara, della Chiesa di Casaglia e dell’Oratorio di Cerpiano.

Camminare in quei luoghi, così intrisi di dolore e morte è stato difficile. Ho fatto fatica a trattenere le lacrime, ma credo che siano avvenimenti da ricordare, per non dimenticare mai ciò che è accaduto, per far sì che non accada mai più.

Vi lascio con un video, tratto dal film L’uomo che verrà e che ripercorre parte di questi tragici momenti. Le immagini sono forti, pertanto se siete particolarmente sensibili vi consiglio di passare oltre.

Se ne avete voglia potete guardare anche questo filmato, con la testimonianza di un sopravvissuto alla strage, che racconta per esperienza diretta sua e della sorella l’eccidio che ha segnato la sua terra.

Per concludere voglio condividere con voi una poesia di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura nel 1959, che ha scritto questa epigrafe alla base del faro monumentale sulla collina di Miana, che sovrasta Marzabotto.

Questa è memoria di sangue

di fuoco, di martirio,

del più vile sterminio di popolo

voluto dai nazisti di von Kesselring

e  dai loro soldati di ventura

dell’ultima servitù di Salò

per ritorcere azioni di guerra partigiana.

I milleottocentotrenta dell’altipiano

fucilati ed arsi

da oscura cronaca contadina e operaia

entrano nella storia del mondo

col nome di Marzabotto.

Terribile e giusta la loro gloria:

indica ai potenti le leggi del diritto,

il civile consenso

per governare anche il cuore dell’uomo,

non chiede compianto o ira,

onore invece di libere armi

davanti alle montagne e alle selve

dove il Lupo e la sua Brigata

piegarono più volte

i nemici della libertà.

La loro morte copre uno spazio immenso,

in esso uomini di ogni terra

non dimenticano Marzabotto,

il suo feroce evo

di barbarie contemporanea.

Salvatore Quasimodo

[Foto in copertina dal sito Ente Parchi Emilia Orientale]

Recensioni

La caccia del falco vol.1 [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori del blog e buon anno! Cominciamo questo 2019 con una nuova recensione flash del libro Il Lascito – La Caccia del Falco vol.1, di Calvin Idol, un blogger che seguo ormai da un po’. Ma bando alle ciance e iniziamo subito con le mie impressioni sulla lettura!

Il Lascito I amazon

Autore: Calvin Idol

Titolo: Il Lascito – La Caccia del Falco Vol. 1

Prezzo: 1€

Uscita: 1/12/2018

Link: Amazon

Il Lascito – La Caccia del Falco, è un romanzo fantasy ambientato a Jotnarheim, un mondo dove tecnologia e magia si incontrano.
Un mondo dove uomini modificati attraverso riti oscuri, chiamati arswyd, vengono usati come armi, per destabilizzare governi e ribaltare le sorti delle guerre.
I regni cercano di sfruttare queste risorse per i propri scopi: chi alla ricerca del controllo sul popolo, chi guidato da un fanatismo religioso, e chi all’inseguimento di un ideale di libertà ormai obsoleto.

La storia si sviluppa attraverso il punto di vista di cinque protagonisti:
– Doran, un giovane Cacciatore di arswyd costretto a causa di un equivoco a tradire il proprio ordine.
– Kahyra, una ragazza in cerca di vendetta dopo l’assassinio del padre.
– Ygg’xor, un pirata e sicario, avido di denaro e amante delle belle donne, che mette in moto eventi inarrestabili.
– Ceaser, una guardia reale incaricata di scortare la principessa di cui è innamorato verso la città in cui sarà offerta come sacrificio umano.
– Eryn, la principessa che, dopo aver perso ogni cosa, si ritrova in balia degli eventi, usata in modi diversi dallo zio e da un re straniero per poter avere il trono che fu di suo padre.
I cinque cercheranno di sopravvivere, alcuni in cerca di vendetta, altri di un semplice modo di sfuggire alla guerra civile.
Alla ricerca del proprio posto in un mondo cinico e brutale, dove nessuno è al sicuro, neppure un re.

La Caccia del Falco è un romanzo autopubblicato, ma sono rimasta piacevolmente stupita nel vedere che i refusi sono praticamente assenti. Ci tengo quindi a complimentarmi con l’autore per la cura che ha posto nell’editing, perché io stessa so quanto impegno richiede un progetto di questo tipo e Calvin Idol se l’è cavata egregiamente.

Iniziando il romanzo il lettore viene trasportato fin da subito nel mondo di Jotnarheim, attraverso i punti di vista di cinque personaggi diversi. Nonostante abbia apprezzato questa modalità proseguendo con la lettura, all’inizio ho fatto un po’ fatica a non restarne sopraffatta. Questo accade perché si entra da subito nel vivo della storia e manca un momento di assestamento nel quale ci viene spiegato per bene il contesto nel quale ci troviamo.

Ma non temete, una volta superato questo ostacolo la lettura scorre in modo molto fluido, anche grazie alla capacità dell’autore di dare vita a dei dialoghi sempre credibili e quasi mai noiosi (Nonostane alcuni passaggi del punto di vista di Ygg’xor siano un po’ lenti a mio parere, ma forse è un problema mio).

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, alcuni più di altri ed è facile affezionarsi a loro. L’autore sa il fatto suo, la scrittura di Calvin Idol non ha nulla da invidiare ad autori molto più navigati. Sebbene La Caccia del falco sia un romanzo fantasy è molto diverso dai soliti libri che riempiono gli scaffali delle librerie. Si contraddistingue di certo per la sua originalità.

Spero che nel seguito, che uscirà tra l’altro questo mese, venga approfondito il mondo nel quale si muovono in protagonisti, magari con qualche accenno a come si è arrivati a quel punto. Anche la figura del arswyd è molto interessante, ma ancora poco approfondita. Il primo romanzo si è infatti focalizzato di più sui personaggi, trascurando un po’ il contorno. Essendo questo il primo volume di una saga sono certa che molti dei dubbi troveranno un chiarimento in futuro.

In attesa di ciò, voglio complimentarmi sinceramente con l’autore per aver dato vita a un romanzo davvero ben scritto e avvincente.

Curiosità

I preferiti e sfavoriti dell’anno 2018

Buon pomeriggio lettori! Tra pochissimo il 2018 sarà arrivato alla fine e quindi è tempo di bilanci. Invece del solito post sui Preferiti del mese, oggi vi illustreró i miei preferiti e sfavoriti dell’anno appena trascorso.

Tra i LIBRI che ho letto i miei preferiti sono stati La via del male, Lo Hobbit e Chiamami col tuo nome.

Il 2018 è stato però anche l’anno delle delusioni letterarie, ovvero quei libri per cui le aspettative erano alte e invece si sono rivelati abbastanza mediocri. Ad esempio The 100 di Kass Morgan, che ho conosciuto per la serie tv omonima, o Tutta colpa di Mr Darcy, conosciuto dalla trasposizione cinematografica Alla ricerca di Jane.

Nel 2018 ho scoperto però anche alcuni autori emergenti di talento come la fantastica Katiuscia Napolitano con Look Left o più recentemente Calvin Idol con La caccia del falco (la cui recensione uscirà nei prossimi giorni).

Tra i FILM è l’anno delle pellicole con protagonisti LGBT. Ho visto Chiamami col tuo nome, che è diventato uno dei miei favoriti, insieme a God’s Own Country. Tra diversi capolavori cinematografici sono rimasta invece un po’ delusa da Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald, le cui aspettative erano altissime.

Tra le serie tv invece ho continuato Anne with an E, basata sulla serie di libri Anna dai capelli rossi e giunta alla seconda stagione. Ho scoperto Lucifer, rinnovata per una quarta stagione e Skam Italia 2, remake dell’omonima web serie norvegese. Da serie tv addicted la lista è ovviamente infinita, ma queste sono le mie preferite dell’anno.

Per quanto riguarda il capitolo MUSICA, il 2018 è stato ricco di avvenimenti. Ho incontrato infatti i miei due gruppi preferiti: Amber Run e Kodaline. I primi, un gruppo Indie/Alternative di Nottingham, ho avuto l’opportunità di incontrarli a Lugano, durante un concerto intimo all’aperto. Uno dei giorni più emozionanti dell’intero anno! I Kodaline li ho incontrati due volte nel corso del 2018. La prima a ottobre, dopo aver vinto un fan meeting a Monaco, e la seconda a novembre quando ho assistito al loro concerto milanese.

Quest’anno il blog è arrivato alle 100.000 visite, con una media di 8500-9000 visitatori mensili. Ho anche raggiunto e superato i mille lettori fissi, con oltre 1500 follower su instagram e 3000 sulla pagina facebook.

Non posso anche non ricordare uno dei miei traguardi più grandi, ovvero la pubblicazione di Somnium, il mio primo libro scritto a quattro mani.

Voglio ringraziarvi di cuore per avermi seguita anche quest’anno. Il vostro affetto costante mi permette di continuare a scrivere ogni giorno con passione. Spero che l’anno che verrà mi permetta di portarvi contenuti sempre più interessanti e originali.

Grazie a tutti e buon 2019!

P.s scusate per il post affrettato ma volevo scriverlo prima di concludere l’anno! Sono anche da cellulare, il che non aiuta!

film

Record assoluto per Bird Box: il nuovo film Netflix merita davvero tutta questa attenzione?

Buonasera cari lettori! Finalmente un paio di giorni di relax dopo il caos delle feste! Oggi voglio parlarvi di Bird Box, il nuovo film originale Netflix con protagonista Sandra Bullock.

Personalmente mi piace molto Sandra Bullock e quindi non potevo farmi sfuggire l’occasione di guardare la sua nuova fatica cinematografica. Il film è inoltre il più visto di sempre nella piattaforma Netflix, a una settimana dall’uscita (è stato guardato oltre 45 milioni di volte).

Ma questo successo è davvero meritato? Scopriamolo insieme!

Malorie, incinta del suo primo figlio, e la sorella stanno andando in ospedale per la prima ecografia della donna. Al telegiornale le notizie parlano di una strana epidemia che si è estesa dalla Russia all’Europa e che porta le persone a togliersi la vita, senza alcuna ragione apparente. Malorie non da troppo credito alle notizie, ma mentre si trova in ospedale una donna si suicida davanti a lei. Capisce quindi che l’epidemia è reale ed è arrivata anche negli Stati Uniti. L’unico modo per sopravvivere è barricarsi in casa e non guardare per nessun motivo la misteriosa entità che ha scatenato il panico in tutto il mondo.

Temevo che Bird Box fosse l’ennesimo film apocalittico visto e rivisto, e invece si è rivelata una piacevole sorpresa. Per la durata di due ore la pellicola si alterna su due linee temporali differenti, bilanciando alla perfezione i due elementi. Da una parte abbiamo la protagonista che cerca di sopravvivere mentre l’epidemia dilaga e dall’altra la troviamo anni dopo su una barca in balia del fiume, in compagnia di due bambini. La suspense e il desiderio di scoprirne di più non possono fare altro che emergere durante la visione.

Bird Box però non è perfetto. Ci sono molti interrogativi che non trovano una risposta e molti dettagli vengono lasciati al caso. Sappiamo che i sopravvissuti devono vivere bendati e chiusi in casa, ma non ci viene mostrato il lato più pratico della loro vita. Ad esempio come fanno a procurarsi il cibo anni dopo lo scoppio dell’epidemia ? Come fanno con l’elettricità e tutto il resto?

Uno degli altri grandi interrogativi è l’entità che non possono guardare. Uno scorcio ci viene dato sul loro aspetto, attraverso alcuni disegni, ma nulla di più. Avrei gradito qualche informazione in proposito, almeno alla fine. Invece lo spettatore si ritrova a brancolare nel buio fino all’ultimo minuto del film.

Sebbene abbia apprezzato i continui flashback, hanno rovinato l’elemento sorpresa, in quanto rivelano molti degli avvenimenti che verranno.

Nonostante le imperfezioni, Bird Box è uno di quei film che tengono lo spettatore incollato allo schermo e perciò non posso fare altro che consigliarvelo! E voi lo avete visto?

serie tv

Black Mirror: Bandersnatch // un film interattivo di Netflix

Uscito dopo pochi giorni dal trailer, Bandersnatch è il nuovo ambizioso progetto di Netflix, che per la prima volta porta lo spettatore a essere parte integrante del film e gli fornisce il controllo sul futuro del protagonista.

Una realtà che in passato abbiamo visto in libri e videogiochi. Basti pensare a Life is strange, ma a differenza di quest’ultimo, nel quale alla fine tutte le scelte minori portavano a un finale a doppia corsia, in Bandersnatch le combinazioni sono molteplici, arrivando a cinque possibili epiloghi.

1984. Il protagonista è Stefan Butler, un programmatore diciannovenne appassionato del libro Bandersnatch, dell’autore Jerome Davies, che sta cercando di adattare come videogioco. Il suo progetto viene accolto dalla Tuckergames, che ha da poco lanciato sul mercato un videogioco di successo, prodotto da Colin, un altro giovane sviluppatore. Ispirato dal ragazzo, Stefan inizia a dedicare le sue giornate a terminare il gioco, ma più passa il tempo e più inizia a sentire di non avere il controllo sulle decisioni della propria vita.

Ben presto resterà intrappolato tra finzione e realtà. Che cosa è reale e che cosa è invece frutto della sua mente? Chi è che lo controlla e lo spinge a prendere le decisioni?

Ero a conoscenza dell’intenzione di Netflix di realizzare un film interattivo, ma di certo non mi aspettavo che sarebbe uscito così pochi giorni dopo il trailer. Non appena è approdato online ho voluto vederlo, se non altro per sperimentare un nuovo modo di guardare film.

L’idea di base è molto buona. Le scelte che lo spettatore deve compiere sono semplici, basta cliccare sulle preferenze che ogni tanto compaiono sullo schermo e la storia prende da subito una piega che porterà a uno dei cinque finali.

È impossibile non sentirsi coinvolti dal potere decisionale che ci viene riservato. La regia è davvero eccelsa, così come le interpretazioni degli attori.

La trama tuttavia non mi ha convinta, il più delle volte non ho avuto modo di riflettere quanto avrei voluto, il tempo per prendere la decisione è infatti limitato. Un film di questo tipo è complesso e anche la brevità degli scenari (nonostante abbia ottenuto il finale più lungo) è insufficiente per intrattenere a dovere.

Alla fine mi sono sentita insoddisfatta, come se avessi terminato un videogioco davvero troppo corto.

Bandersnatch resta comunque un progetto valido, che vorrei vedere replicato in futuro e magari con una durata maggiore.

E voi lo avete visto? Vi aspetto nei commenti!