Recensioni

Il cuore del lupo 3 | La caduta dell’alfa [RECENSIONE]

Buonasera cari lettori! Questa sera vi presento una nuova recensione fantasy. Si tratta del terzo volume della saga Il cuore del lupo, di G.D Light, che ringrazio per avermi inviato una copia del suo bellissimo libro.

Se non avete letto i primi due volumi vi invito a leggere le mie precedenti recensioni. [TORIL FIORE DELLA NOTTE]

Recensione

La guerra tra i Fray e il popolo dei lupi è finalmente iniziata. Tor, ormai a proprio agio con la sua forma umana, cerca di difendere Imperia, che è sul punto di crollare per mano dei nemici.

Intanto Aurora, ancora ignara che Caim è in realtà Tor e confusa dai propri sentimenti, fugge da Imperia insieme al principe dei Lorcan per salvare le fate dalla prigionia.

~ Che cosa ne penso

La saga il cuore del lupo torna in una bellissima veste grafica, con un filo conduttore che unisce le copertine tra loro. Il terzo volume si è fatto attendere un po’ più a lungo del precedente, ma Tor e Aurora sono tornati con il botto.

Lo stile di G.D Light è maturato molto, è curato nelle descrizioni e con una particolare attenzione per la caratterizzazione dei personaggi. Forse in alcuni momenti l’autrice si sofferma un po’ troppo sui sentimenti dei protagonisti, distraendosi dalla narrazione, ma nulla che possa appesantire troppo la lettura.

La battaglia di Imperia è il centro di questo libro e G.D light è riuscita a tessere una guerra che lascia il lettore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

È impossibile non sentirsi vicini ad Aurora e Tor, tifare per un lieto fine e disperarsi quando le sorti dei personaggi propendono verso il peggio.

Aurora è il personaggio che in assoluto si è evoluto di più. Già nel romanzo Il fiore della notte aveva subito una significante evoluzione, ma ora la protagonista è diventata ancora più forte. Ha imparato a padroneggiare la magia e a trasformarsi a piacimento in un lupo. Ho apprezzato molto la sua tenacia e il voler mantenere fede alla promessa fatta alle fate, anche a costo di perdere la vita. I sentimenti che prova sono davvero ben descritti ed è facile provare empatia per lei.

Dopo dei colpi di scena dinamici, il volume si conclude con un cliffhanger, che ancora una volta mette a rischio la felicità di Aurora e Tor.

Una conclusione perfetta in vista di un quarto volume che leggerò senza dubbio.

Concludo facendo i miei complimenti all’autrice, per la cura che ha messo nel romanzo e per aver dato vita a un mondo fantastico davvero interessante e avvincente.

[Foto presa dalla pagina Facebook dedicata alla serie.]

Se questa recensione vi ha intrigato, potete acquistare il volume qui.

Non dimenticate di lasciarmi un commento!

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Argomenti / Tag

La mia estate ideale [TAG]

Ringrazio Giovanni di Serial Escape per avermi taggato in un’iniziativa di Moz O’ Clock, che ha inventato il tag.

“La mia estate ideale” consiste nel scegliere un solo desiderio per ciascuna delle categorie. Non taggherò nessuno, ma siete tutti invitati a partecipare. L’idea è quella di ricreare la propria estate ideale, quindi nessun ricordo, ma veri e propri desideri.

COLONNA SONORA

La mia colonna sonora ideale dell’estate in realtà non è un granché estiva, perché non apprezzo molto i cosiddetti tormentoni.

Sceglierei un bel mix di canzoni delle mie band preferite, come Amber Run, Kodaline, Mumford and sons.

LUOGO

In estate vorrei starmene in un luogo fresco, quindi direi montagna!

VIAGGIO

Siccome odio il caldo sceglierei una meta fresca, come il nord Europa. Oppure, se avessi soldi illimitati, punterei alle vaste e fredde lande dell’Alaska.

PROGRAMMA TV

Non guardo moltissima televisione, ma se dovessi scegliere guarderei qualche documentario o programma di Alberto Angela.

SERIE TV

Friends, perché è la serie perfetta da guardare per rilassarsi.

FILM

Non mi vengono in mente film particolari, ma forse starei sulla categoria commedia romantica.

FUMETTO

Non leggo molti fumetti, perciò in questa categoria mi affido a voi. Suggeritemene uno nei commenti!

LIBRO

Harry Potter, of course!

RIVISTA

Mi piace molto leggere Millionaire e se avessi ancora più tempo libero acquisterei alcuni dei volumi di Focus Storia, dedicati ai popoli antichi o al Medioevo.

GIOCO

Non mi viene in mente nessun gioco, perciò rilancio quello proposto dal creatore del tag: gavettoni!

GIOCO DA TAVOLO

Io adoro Monopoli, perciò penso coinvolgerei le mie amiche in una bella partita. Magari giocando con il Monopoli a tema Game of Thrones.

ATTIVITÀ

Probabilmente la scrittura e la lettura, attività perfette per il tempo libero

CIBO

Hamburger e patatine, gelati, bevande fresche.

VIDEOGAME

Se avessi tanto tempo libero lo dedicherei in parte per giocare a The Sims 4, che adoro ma a cui gioco davvero pochissimo.

Questa era la mia estate ideale. Qual è la vostra?

I preferiti del mese

I Preferiti del mese [GIUGNO]

Buongiorno lettori! Come di consueto anche questo mese mi dedico ai preferiti del mese appena trascorso. Non dimenticate di svelarmi i vostri nei commenti!

LIBRO

A giugno ho letto davvero pochissimo e spero di recuperare questo mese. Tra le letture che ho preferito c’è il terzo volume della saga Il cuore del lupo, La caduta dell’Alfa, che devo ancora finire e di cui uscirà presto la recensione.

Il bellissimo e tenebroso Caim sembra aver fatto breccia nel cuore di Aurora, generando in lei confusione e incertezze. Intanto Tor, l’Alfa del popolo dei lupi, è finalmente ricomparso, ma non c’è tempo per le spiegazioni: la guerra è iniziata, trascinando il regno in un baratro di morte e dolore.Il nemico, forgiato dall’odio, vuole spazzare via ogni cosa, consegnando Imperia all’oscurità.Tor sarà abbastanza forte da sopravvivere all’assalto delle tenebre?

FILM

Il mese passato ho anche guardato pochi film e nessuno che mi abbia colpito in modo particolare. Sono stata al cinema a vedere Arrivederci Professore. Un bel film ma niente di eccezionale. Mi ha però colpita Johnny Depp, in un ruolo differente dal solito.

La trama: A un professore universitario di mezz’età viene diagnosticato un cancro allo stadio terminale. L’uomo decide di godersi il tempo che gli resta, senza filtri.

SERIE TV

Tra le serie TV di Giugno voglio citare la seconda stagione di Good Girls (di cui vi ho parlato anche qui)

Quanto sei disposto a rischiare per le persone che ami?
Questa è sempre stata la questione centrale di Good Girls. Tre Mamme, mogli e donne coinvolte in affari loschi, tra denaro falso, spaccio di pillole e movimento di cadaveri per garantire un futuro migliore ai propri figli...” continua qui

MUSICA

Devo essere sincera, non ho ascoltato tantissima musica a Giugno, ma a inizio mese ho sentito spesso un paio di canzoni di Lana del Rey, Blue Jeans e Video Games.

VIAGGI E GITE FUORI PORTA

Le vacanze sono ancora lontane per me, ma una sera sono stata al festival Lo spirito del pianeta, una bellissima manifestazione con diversi popoli nativi provenienti dai più disparati luoghi del mondo che si tiene nei pressi di Bergamo.

film, serie tv

10 Cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV

Buon lunedì cari lettori! Oggi voglio parlarvi di quei cliché che compaiono spesso nei film e nelle serie TV, e che proprio non sopporto. L’idea per questo post mi è venuta qualche giorno fa, quando ho trovato lo stesso cliché in ben due film, usciti entrambi lo scorso anno.

Non dimenticate di farmi sapere nei commenti i personaggi e le situazioni che non sopportate voi!

~ La migliore amica possessiva

Troppo spesso il ruolo della migliore amica è ridotto alla semplice comparsa e la sua esistenza ha come unico scopo quello di rendere più interessante la protagonista, esaltarla e mostrarne allo spettatore la quotidianità.

L’amica è gelosa del rapporto tra la protagonista e altre coetanee o, in altri casi, tra la protagonista e il proprio interesse amoroso. Come se non bastasse per ricoprire questo ruolo viene spesso scelta un’attrice sovrappeso e poco curata nell’aspetto.

Come se essere sovrappeso equivalesse a vivere in funzione della propria migliore amica!

~ Il migliore amico Gay

Negli ultimi anni la comunità LGBTQ+ sta avendo una maggiore rappresentazione nel cinema e nella televisione, ma per lungo tempo il ruolo del migliore amico gay è stato un cliché molto presente, nato per scatenare l’ilarità del pubblico e donare al prodotto finale una sfumatura di leggerezza.

Per fortuna non tutti i ruoli del migliore amico sono stereotipi, come la più recente serie TV Sex Education, che ha presentato il personaggio di Eric, un ruolo che abbatte qualsiasi stereotipo (potete approfondire qui).

~ Stereotipi sugli europei

Negli Stati Uniti gli europei sono spesso oggetto di stereotipi, in particolar modo gli italiani. I personaggi italiani sono ottimi cuochi, latin lover o, in alternativa, mafiosi. Passano la maggior maggiorparte del tempo a urlare e gesticolare, o nel peggiore dei casi a mangiare spaghetti e polpette su un tavolo con la tovaglia a quadretti rossi e bianchi.

Nemmeno i francesi se la cavano meglio, con i loro modi di fare altezzosi e l’odio nei confronti degli americani. E non dimentichiamo la baguette sono l’ascella!

~ Il makeover

Il tema del brutto anatroccolo che diventa cigno è stato usato così tante volte che sembra persino scontato inserirlo in una lista di cliché. Ma cinema e serie TV continuano a realizzare prodotti con questo espediente.

Immancabile è il momento del makeover della protagonista, con una canzone pop a incorniciare i momenti salienti del cambio look.

~ L’ape Regina e le sue vallette

Nei primi anni duemila ogni commedia romantica ambientata a scuola aveva una villain. Di solito era una ragazza bionda e attraente, circondata dalle amiche che comandava a bacchetta.

Lo scopo delle rivali era quello di allontanare la protagonista dal ragazzo di turno, molto spesso riuscendoci per un breve momento. Immancabilmente l’Ape Regina veniva umiliata verso la fine del film e la protagonista trionfava.

~ L’eroe che non muore mai

Ad eccezione di Game of Thrones, che non ci ha mai risparmiato morti dolorose, odio quando il protagonista eroe finisce nelle situazioni più assurde e pericolose, uscendone indenne.

Ancora peggio è quando il protagonista è un adolescente senza particolari qualità fisiche, ma riesce sempre a scamparla e a compiere azioni incredibili

Come direbbe Ilenia Zodiaco: IL REALISMO!

~ Il villain prende tempo

Il villain ha raggiunto uno dei personaggi ed è pronto a ucciderlo. Basta premere il grilletto, ma ecco che il villain inizia un discorso infinito, che termina nel momento esatto in cui l’eroe della situazione si palesa per salvare la situazione. Ovviamente.

Di solito il villain finisce malissimo, arrestato dalla polizia o peggio ancora ucciso dal protagonista.

~ Il risveglio perfetto

Dopo una notte selvaggia la protagonista di turno si risveglia tra le braccia del suo amato, con capelli e make up perfetto, come se fosse uscita da un’intensa giornata dall’estetista.

Poi ci sono io, che al mattino sembro il mostro di Frankenstein.

~ Il tradimento in diretta

Un’altra costante delle commedie romantiche è il tradimento in diretta. Quando uno dei due personaggi tradisce l’altro, sistematicamente viene beccato nel momento esatto in cui scambia un bacio, o presunto tale, con un altro uomo o donna.

Nella realtà quante volte un tradimento viene effettivamente portato alla luce così?

~ Tutti sono attraenti

Avete presente quei film dove tutti i personaggi rilevanti sembrano usciti da America’s Next Top Model?

Non vogliatemene male, ma nella vita vera conosco molte più persone “normali” che fighi da paura.


Per il momento il mio post finisce qui, ma penso che presto realizzerò la seconda parte, con altri cliché. Intanto vi aspetto nei commenti!

Interviste, Interviste e Blog Tour

Intervista a Giovanni Di Rosa [serial escape], autore di Cloude – Il portale

Buongiorno lettori e buona domenica! Oggi per voi un’intervista super speciale al fantastico blogger (Serial Escape) e autore Giovanni Di Rosa, che esordisce oggi con il suo primo libro: Cloude – Il Portale.

Io lo acquisto subito e non vedo l’ora di divorarlo. Ma scopriamo qualche dettaglio in più!

~ Ciao Giovanni! Ormai io e te ci conosciamo da un po’, ma presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Raccontaci un po’ di te e del tuo blog Serial Escape. Come è nato e perché hai deciso di aprirlo?

Ciao Feliscia, innanzitutto volevo ringraziarti per avermi ospitato sulle tue pagine. Sono davvero felice che tu me ne abbia dato l’opportunità. E volevo dirti che mi emoziona moltissimo l’idea di parlare del mio progetto.

Serial Escape, il mio blog, è nato nel Dicembre del 2016, ma fino ad un anno e mezzo fa non avevo compreso quello che significava essere un blogger e l’impegno necessario perché la gente si interessasse ai contenuti che proponi. L’idea, comunque, è nata dalla necessità, sempre avvertita, di esprimere le mie idee. Ho sempre odiato rapportarmi in modo passivo alle mie passioni. Da qui l’idea del blog.

Un’altra ragione a spingermi è stata il mio desiderio di provare a ricordare le mie impressioni su quello che leggo o che vedo. La memoria non è uno strumento perfetto, così ho deciso di racchiudere le mie idee in uno spazio virtuale, cercando di rendere i miei commenti e le mie recensioni appetibili anche per i miei visitatori. Da qualche tempo, ho iniziato anche a spaziare maggiormente sul blog e a parlare di scrittura creativa, che è una cosa che mi diverte molto e che è utile anche a me, per affinare le mie conoscenze.

~ Cloude è la tua prima opera pubblicata, in uscita oggi 30 giugno. Quando è nata la passione per la scrittura? C’è qualche scrittore che ammiri in particolare per la sua tecnica?

Francamente non so identificare un momento preciso. So che, fin da bambino, amavo le storie. Mi sono sempre messo nei panni di chi scriveva le storie che mi appassionavano, che fossero film disney, un cartone animato o una serie televisive. Pensavo sempre: “cavolo, qualcuno si è divertito un mondo a creare questo personaggio!”

Si capisce che, da questo approccio, non potessi che amare la scrittura. Alle medie scrivevo racconti con protagonisti i miei compagni di classe e provavo già allora ad abbozzare dei fantasy.

Di scrittori da ammirare ce ne sono tantissimi. Come sempre, quando parlo di ispirazioni, mi piace fare due nomi. Il primo è quello di Zafòn. Credo che pochi, come lui, siano riusciti a coniugare uno stile interessante, agile ed elegante a un intreccio appassionante e vincente. Combinare un genere commerciale a una cifra stilistica di valore, per me, è il risultato più alto che può raggiungere uno storyteller.

L’altro nome è quello di Margaret Mazzantini. Credo che sia di una bravura inarrivabile. Le sue frasi ti prendono a schiaffi, le sue storie ti entrano dentro. Certe volte, semplicemente la natura ti dota di un talento che riesce a creare l’arte.

~ Concentriamoci su Cloude e sul mondo parallelo che hai creato. Innanzitutto che cos’è Cloude e com’è nata l’idea di questo mondo?

Cloude è un universo diverso da quello in cui viviamo. È un mondo che nasce per creare un rifugio. Una sorta di porto sicuro per tutti coloro che vogliono abbandonare la propria vita, quando non la sentono corrispondente ai propri ideali e ai propri sogni. In realtà Cloude è la materializzazione di un pensiero. Tutti speriamo di vivere in un mondo ideale, ma non sempre è una cosa positiva nascondersi in questo tipo di pensieri. La storia che racconto, in qualche modo, smaschera anche questo aspetto. Anche nei mondi ideali la vita potrebbe essere diversa da quella che ti aspetti e, in definitiva, sta sempre a te e alle tue risorse cercare di costruire una vita che sia quanto più simile a quella che desideri.

Ho iniziato a scriverlo per scappare. Avevo bisogno di fuggire dal malessere che mi creava la mia vita. E ho deciso di rendere questi miei stati d’animo sotto forma di storia, di una trama che funzionasse.

~ Ti sei mai sentito perso e senza prospettive come Susan? Quanto di te c’è in lei?

Userei anche espressioni colorite per rispondere. Comunque sì. Mi sento, tuttora, abbastanza privo di direzione. Pensare, rendere concreto nella mia testa il mio futuro mi suscita sempre un pizzico di malanimo.

Susan, però, non è così simile a me. È un personaggio che ha tanto coraggio, e una voglia di scoprire che, forse, io non possiedo più. Ho cercato di delineare un personaggio più “giovane” di me, quindi, chiaramente, ho dovuto smussare gli angoli. Susan è una tela ancora bianca. Io penso di avere più “rigidità” di quante ne abbia il mio personaggio.

~ Focalizziamoci sugli altri personaggi. Chi sono e quale è stato il più difficile da scrivere?

Fondamentalmente, i personaggi da cui tutto è partito sono Susan e la madre. A questi due personaggi si è aggiunto quello di Alexandra, una strega, che rivelerà di essere molto più di quello che si comprende all’inizio. Ho deciso di porre al centro della storia una vicenda familiare e di delineare dei personaggi femminili che fossero diversi da quelli che ho letto negli ultimi anni.

Volevo provare a dimostrare che le donne potessero essere personaggi forti e intriganti, anche quando le loro peculiarità e i loro pregi non fossero enfatizzati in maniera irrealistica. Spesso, nei libri, si cerca di proporre personaggi femminili perfetti, per compensare una realtà che ancora stenta ad abbandonare la misoginia. Sicuramente il sessismo e la misoginia sono da combattere, a tutti i costi, ma se si scrive, si deve parlare di vita e nella vita non siamo tutti perfetti.

Il personaggio più difficile da scrivere, invece, è Milena. Ho deciso di creare un tipo particolare di streghe, le “streghe di sangue”, una congrega proveniente da un mondo non conosciuto. Milena è una di queste streghe. È misteriosa e oscura, impenetrabile. Volevo creare un personaggio che fosse sempre sfuggente agli occhi del lettore e che, al contempo, catturasse l’attenzione. Non sempre è stato facile fare un lavoro di dosaggio con le sue azioni e i suoi dialoghi.

~ Il ruolo dei villain appartiene a tre stregoni, che minacciano la serenità di Cloude. Come deve essere secondo te un villain ben scritto? Pensando al cinema o alla letteratura, c’è qualche villain che ti viene in mente che metteresti tra i migliori di sempre?

Il villain, spesso, è un elemento divertentissimo da scrivere. Deve essere uno degli aspetti maggiormente curati di una storia, sempreché – ovviamente – si tratti di una storia che necessiti di un antagonista.

Mi sorprende che, nei film, si trascuri sempre la caratterizzazione dei villain. Nei libri va un po’ meglio, se non altro. Credo, comunque, che un villain ben scritto debba essere umano, comprensibile, e pieno di ambivalenze. L’essere umano vive di ambivalenze. Nei villain le ambivalenze hanno preso il sopravvento, il lato oscuro si è rivelato più forte. Per creare un buon villain, ritengo, bisogna esplorare la storia e le ragioni che hanno portato a questa predominanza del malvagio. Nella mia storia avrei voluto scrivere di più dei villain e ci sono dei punti oscuri che ritengo possano essere un buon materiale per un sequel, ammesso che la storia piaccia ai lettori.

Per citare un villain che funziona e che metterei tra i migliori di sempre, ricorro a una scelta scontata, ma emblematica: Joker interpretato da Heath Ledger. Era perfetto.

~ Senza incorrere in troppi spoiler, Cloude vive di magia. Quali sono i “ruoli” (personaggi) magici che il lettore troverà nel cammino?

Ho scelto di portare in scena personaggi, sia tipici della letteratura fantasy che creati da me, in un ambiente surreale. Cloude è una sorta di città, né medievale né moderna come le nostre, popolata da elfi, fate, streghe, stregoni e, come detto, altre creature frutto della mia immaginazione.

La magia, comunque, ha un ruolo più forte di quello dei singoli personaggi. È una sorta di tributo alla fantasia il mondo che ho creato. La magia esiste come una sorta di destino, che guida e soccorre i protagonisti.

~ Ho avuto la fortuna di leggere una piccola anteprima del romanzo e mi ha subito colpito il rapporto tra Susan e la madre Mary. Vuoi parlarcene meglio?

Ha colpito anche me. Non mi ero accorto di quanto importante fosse per me parlare di un rapporto madre-figlia. Invece, presto è diventato un leit-motiv del romanzo. Volevo descrivere un rapporto in cui più persone potessero rivedersi. I problemi e le distanze che si sono create tra le due sono causate da dolori e imprevisti, con cui Mary ha avuto difficoltà a confrontarsi. Nella vita succede spesso che, per i più disparati motivi, tendiamo a farci assorbire dai problemi e questo può creare fratture anche in ambito familiare.

In “Cloude” ho voluto ribadire che l’amore deve essere più forte delle cicatrici e dei dolori che ci portiamo dietro. Genitori e figli devono sempre darsi una possibilità, perché la vita di un genitore è monca senza il figlio, e quella di un figlio manca di un pilastro senza il genitore.

~ Ora ti propongo un piccolo gioco. Scegli tre dei personaggi principali e attribuisci a ciascuno due o tre aggettivi che lo descrivano.

Okay, scelgo Mary, Susan ed Emlotte (l’unica donna tra gli stregoni che vogliono governare Cloude).

Per Mary scelgo: votata al sacrificio, introversa e incerta.

Per Susan: coraggiosa, curiosa e testarda.

Per Emlotte: enigmatica, dubbiosa, contraddittoria.

~ Se Cloude diventasse una trasposizione, sceglieresti una pellicola cinematografica o una serie TV su Netflix?

Non è un libro lunghissimo, mi piacerebbe fosse un film. Penso che avrebbe il giusto ritmo, per regalare un buon numero di colpi di scena e dare uno spazio sufficiente alla caratterizzazione dei personaggi.

Penso che si presti più a un film perché è una storia in cui gli eventi sono condensati in poco tempo, poco più di due settimane, e farne una serie tv potrebbe snaturarne il ritmo e attenuare troppo l’intensità degli eventi.

~ Cloude è un romanzo autoconclusivo o prevedi dei seguiti in futuro?

Il finale penso che vi sorprenderà un po’. Può essere autoconclusivo come non esserlo. Vi renderete conto che ho preferito soltanto sfiorare una parte della storia, farla arrivare al lettore per il tramite di un dialogo finale, piuttosto che descriverla nel dettaglio. Rimane, inoltre, aperto un aspetto importante legato alla figura di uno degli stregoni. In testa ho sufficiente materiale per fare un sequel, ma voglio capire un po’ cosa la gente penserà di Cloude, prima di iniziare a scrivere il secondo capitolo. Sicuramente non saranno più di due libri, comunque.

~ Hai scelto la strada del self publishing. Come mai hai preferito questa via? Hai incontrato particolari difficoltà nel percorso dell’autopubblicazione?

Ho scelto il self-publishing, dopo tante ricerche ed essermi confrontato con altre persone, alle prese con questo mondo. Ci sono pochi lettori e le case editrici di una certa importanza faticano a puntare su perfetti sconosciuti. È questa una delle ragioni per cui sto partecipando a un concorso letterario. Cerco di farmi scoprire, piuttosto che propormi.

Si era palesata l’idea, parlando con un talent scout, di proporre i miei lavori a degli editori, ma per me era importante, a ventisei anni quasi, poter dire di aver finito un progetto. Dimostra a me stesso di aver avuto la capacità di realizzare qualcosa.

Spero soltanto che la gente valuti la mia opera senza pregiudizi, perché auto pubblicarsi non significa più che non sai scrivere, ma significa soltanto che non sei uno youtuber, un influencer o un conduttore televisivo che ha già un pubblico che fa da rete di sicurezza per le case editrici.

Difficoltà? Sì, certo. Correggere il proprio romanzo è complicatissimo. Mi ha aiutato una persona importante, ma è stato comunque un lavoraccio. Però Amazon fornisce una risorsa preziosa che permette di metterti in gioco, senza dover investire tanti soldi, quindi siamo anni luce avanti rispetto al passato.

~ Concludiamo con un appello ai lettori. A chi è rivolto Cloude e perché i lettori dovrebbero scegliere proprio il tuo libro?

È uno young adult. Secondo me può piacere tanto a chi si affaccia alla vita da adulto. Il messaggio che volevo divulgare era quello che non si è mai soli e che c’è un rimedio a tutto, anche quando ci si sente smarriti. Leggere e viaggiare in mondi fantastici può essere un buon modo di difenderci, di ritrovare noi stessi e la forza necessaria per andare avanti.

Ovviamente, però, spero che anche lettori più adulti possano trarre dal mio libro qualcosa di positivo e che possano apprezzare la storia e i personaggi che ho creato. Odio implorare i cultori di altri generi, dichiarando, come fanno altri, che la propria opera possa essere apprezzata da chi odia il fantasy. Mi limito a dire che, se amate, come me, i fantasy, potrete fare un bel viaggio insieme a me in un mondo pieno di sorprese!


Non mi resta che ringraziare Giovanni per aver preso parte a questa intervista e fargli un grandissimo in bocca al lupo per Cloude. Se la mia intervista vi ha incuriosito, potete acquistare il romanzo qui in formato cartaceo e qui in formato kindle.

“Immaginate di trovare un mondo in cui poter fuggire quando realizzate che la vostra vita non ha sbocchi. Cloude è una dimensione parallela, piena di magia e sorprese. Un mondo in cui Susan Woods si imbatte per caso, nel momento in cui si rende conto di non avere le risorse per perseguire i propri sogni. Il contesto in cui vive e l’assenza di prospettive diventano insopportabili per lei, che inizia a desiderare di fuggire da tutto.

L’universo senziente di Cloude percepisce il suo richiamo e le permette di evadere dalla realtà che ha sempre conosciuto, per scoprirne una nuova. Nella realtà pacifica di Cloude, tuttavia, le cose sono cambiate e quello che è sempre stato un luogo sicuro e pacifico è, adesso, colmo di insidie, specialmente per gli esuli degli altri mondi. Tre portentosi stregoni, infatti, danno la caccia ai nuovi arrivati su Cloude, convinti di essere gli unici in grado di portare il progresso. Per ogni trasformazione è necessario un sacrificio, ma non mancherà chi sarà disposto a lottare per la pace.”

Recensioni

Poirot sul Nilo di Agatha Christie [Recensione Flash]

Buongiorno lettori! Oggi voglio presentarvi il libro Poirot sul Nilo, che ho avuto occasione di leggere per il club del libro di cui faccio parte. È la mia seconda lettura di Agatha Christie, dopo Dieci piccoli indiani dello scorso anno.

~ La trama

Il detective Hercule Poirot decide di prendersi una meritata vacanza in Egitto, dove si imbarca sul battello Karnak, per una crociera sul Nilo.

Tra gli ospiti illustri a bordo del battello c’è anche l’ereditiera Linett Ridgeway, sposata da poco con Simon Doyle. Sebbene i due giovani si siano appena uniti in matrimonio, sono turbati dalla presenza della ex migliore amica di Linett ed ex fidanzata di Simon, Jacqueline de Bellefort, intenzionata a rovinare la vacanza dei neosposi, tormentandoli con la sua presenza. Jacqueline è infatti furiosa perché sostiene che Linett le abbia rubato l’uomo che ama.

Alle vicende dei tre si intrecciano anche le presenze degli altri ospiti sul battello, che devono fare i conti con un omicidio misterioso. Poirot, ancora una volta, deve catturare l’assassino prima che sia troppo tardi.

~ La mia opinione

Come in Dieci piccoli indiani anche in questo romanzo viene utilizzato l’espediente “camera chiusa“. Un omicidio in un luogo circoscritto, in cui l’assassino si nasconde tra i presenti. A differenza del romanzo predecessore già citato, Poirot sul Nilo manca di quel colpo di scena che ha sorpreso i lettori di Dieci piccoli indiani.

La narrazione inizia con una lunga digressione, che vede protagonista Linette e che rallenta un po’ la lettura, faticando ad entrare nel vivo. L’ambientazione si sposta poi in terra egiziana, con la comparsa di Poirot. È qui che il romanzo diventa sempre più scorrevole, e la Christie trasporta il lettore nel caso misterioso guidato da Poirot.

L’autrice è abile a disseminare indizi (alcuni reali, altri no) che portano il lettore ad avvicinarsi sempre di più all’assassino, ma in questo caso forse un po’ troppo, perché è facile individuare il colpevole del delitto.

Nonostante ciò, Poirot sul Nilo (Death on the Nile) è un romanzo davvero ben scritto, un giallo classico e senza tempo, che permette anche di avere una visione sulla classe elitaria europea degli anni ’30.

Un ottimo inizio per la lunga serie di libri dedicati a Poirot!

Curiosità: Poirot sul Nilo è stato anche diventato un film per il cinema nel 1978 e un episodio della serie tv Poirot nel 2004, con una giovane Emily Blunt.

Vedi anche: recensione Dieci piccoli indiani

serie tv

Una reunion di Friends funzionerebbe?

Sono passati parecchi anni dalla fine di Friends, ma ancora oggi è considerata da molti la comedy per eccellenza. Rachel, Phoebe, Monica, Ross, Chandler e Joey ci hanno intrattenuto per dieci stagioni, regalandoci momenti esilaranti ma anche molto emozionanti.

A differenza di tante serie appartenenti al genere, Friends si è conclusa al momento giusto, evitando di dilungarsi snaturando i personaggi o il concept generale.

In questi ultimi anni sono però esplosi i revival di molte serie degli anni ’90, come Will e Grace o il prossimo in uscita, 90210.

Ma gli attori di Friends tornerebbero per una nuova stagione?

I protagonisti si sono sempre detti contrari a tornare sullo schermo, ma più recentemente le interpreti di Rachel, Monica e Phoebe hanno rivelato che riprenderebbero volentieri il proprio ruolo. Le tre donne sono molto affiatate nella vita reale e sono state spesso ospiti insieme in diversi talk show, dove hanno ricordato i momenti più divertenti sul set di Friends.

La sceneggiatrice della serie, Marta Kauffman, ha invece dichiarato, pochi mesi fa, che un revival di Friends porterebbe solo delusione e che non si farà mai.

Anche Matthew Perry è della stessa idea e nel 2017, in un’intervista a Variety, ha detto che se gli venisse chiesto non parteciperebbe. Non dimentichiamo che il periodo di Friends ha messo a dura prova la salute fisica e mentale di Perry, diventato dipendente da alcool e farmaci nel corso di diverse stagioni.

Il cast è prevalentemente ricordato per il ruolo ricoperto in Friends (ad eccezione della più famosa Jennifer Aniston), e sebbene ciascun attore si sia dedicato ad altri progetti, nessuno è stato rilevante come la serie che li ha portati al successo. È quindi naturale che gli attori non vogliano essere ricordati per quell’unico ruolo, e riprenderlo sarebbe come “fare un passo indietro” nella propria carriera. La serie, come già detto, si è conclusa inoltre con un finale perfetto, nel quale i personaggi salutano l’appartamento, in cui hanno vissuto per un decennio, per l’ultima volta.

Chandler e Monica sono finalmente genitori amorevoli di due gemelli, Phoebe ha trovato l’amore con Mike, Rachel e Ross si sono riuniti (questa volta si spera per sempre) e Joey… beh, Joey è sempre Joey!

P.s Il finale aperto di Joey è stata la premessa per uno spin-off non riuscito e poi cancellato, ma questa è un’altra storia!

C’è troppo in gioco per rischiare di deludere i fan, senza contare che le vite dei protagonisti potrebbero non essere così interessanti in questa fase della loro vita come lo erano anni fa.

Personalmente per quanto ami la serie, voglio ricordarla per il fenomeno che è stata e odierei vederla massacrata da un revival non necessario. La tendenza odierna è di fare leva sulla nostalgia e il successo di una serie, per cercare di riportarla in auge. Ma Friends non ne ha mai avuto bisogno, perché dopo vent’anni è ancora amata come allora. Il pubblico del 2019 è diventato molto più esigente, anche perché la scelta di prodotti da guardare è molto più ampia rispetto a un ventennio fa. Nel caso Friends tornasse (anche se non credo accadrà) il livello della serie non potrà essere uguale a quella originale, ma dovrà essere superiore.

Concludendo, gli attori percepiscono ancora degli introiti milionari sui diritti di immagine, ogni volta che Friends viene trasmesso. Difficilmente rischierebbero la carriera per altri guadagni.

E voi che cosa ne pensate? Vi piacerebbe vedere un revival di Friends?

Vedi anche: i momenti migliori di Friends

Curiosità

#PrideMonth || Pride Month Book Tag

Buongiorno! Oggi un tag dedicato al mese del Pride che ho proposto su Instagram.
Se volete partecipare, prendete un titolo dalla vostra libreria con la copertina di un colore della bandiera LGBT.

Ecco le mie scelte:
💜 La lama dell’assassina

💙 Orgoglio e Pregiudizio

💚 Il principe Caspian

💛 Il mastino dei Bakersville

🧡 Domani scappo o ti sposo

❤ Tuo, Simon

Non dimenticate di taggarmi nelle vostre scelte!

Per altri post a tema Pride:

Curiosità, Scrittura

Che cosa scrivere quando si è a corto di idee

Buongiorno lettori! Questa mattina non riuscivo a trovare nessuna idea soddisfacente per un articolo da proporre sul blog e quindi ho pensato: perché non scrivere un post su che cosa fare quando non si hanno idee?

Non è la prima volta che mi capita. Ci sono giorni in cui la mia testa esplode di idee creative e altri in cui proprio le trovate del giorno prima non mi soddisfano più.

Ecco quindi una mia mini guida per (ri)trovare l’ispirazione!

Disclaimer: non posso garantire che i miei consigli funzionino su tutti, ma personalmente mi hanno aiutata in diverse occasioni! Magari fatemi sapere nei commenti che cosa fate voi in queste situazioni.

~ Smettete di pensarci

Per assurdo smettere di pensare potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi creativi. Potete uscire a fare una passeggiata o dedicare un po’ di tempo alla lettura.

Spostare la mente su un’altra attività e poi tornare sulla scrittura in un secondo momento, vi potrebbe far vedere la pagina bianca da un altro punto di vista.

~ L’ispirazione è attorno a voi

L’ispirazione è ovunque intorno a voi, vi basta diventare osservatori attenti. Tutto può trasformarsi in un’idea, che sia una musica, un oggetto che avete in casa, una conversazione udita per caso…

Osservate e ascoltate!

~ Aiutatevi con alcuni esercizi di scrittura

In alternativa, online trovate numerosi esercizi di scrittura a cui attingere. Forse l’esercizio non darà vita a del materiale che potrete usare nell’immediato, ma vi permetterà di smuovere la vostra creatività e aprirvi a nuove idee.

~ Lasciatevi ispirare da un titolo

Qualche tempo fa Katiuscia di Little K Library ha proposto un simpatico esercizio, che consiste nello scrivere un breve racconto ispirato dal titolo di un libro.

Il suo progetto, chiamato Racconti da un titolo, permette di immaginare una storia (o più semplicemente una scena) che nulla ha a che vedere con la trama del libro, ma è stata ispirata dal titolo dello stesso.

Anche io ho partecipato con un breve racconto, che trovate qui.

~ Parlate con le persone

La vostra più grande fonte di ispirazione porrebbero essere proprio le persone. Fate un giro sui social o parlate con i vostri amici.

Le vite ed esperienze positive degli altri potrebbero contagiare anche la vostra creatività.

~ Fate una lista

Se come me avete momenti più ricchi di idee, approfittate di quegli attimi realizzando una lista di idee, alla quale attingere nei momenti più difficili.

In questo modo non rischiate di trovarvi in questa situazione!

E voi come superate il problema del non avere idee? Vi aspetto nei commenti!

Curiosità

Happy Birthday [BOOKTAG]

Oggi partecipo a un booktag a cui mi ha invitata Katy di Little K Library a febbraio, in occasione del suo compleanno, e che ho pensato di proporre oggi che compio ben 26 anni.

🔥CANDELINE: un libro che scotta: non amo molto i libri erotici, quindi scelgo Le Cronache del ghiaccio e del fuoco. Ci sono i draghi… più caldo di così!
🎁REGALO: il più bel libro che ti sia stato regalato: probabilmente l’edizione illustrata di Harry Potter e la pietra filosofale. Una meraviglia da collezione!
🎂TORTA: un libro che non smetteresti mai di leggere. La saga di Cormoran Strike. Con Bianco Letale non volevo arrivare alla fine!
🎉AUGURI: un libro con un messaggio significativo: Vale se propongo il mio?! Facciamo di sì: Somnium.
🎈FESTA: un libro che vorresti ricevere in dono: Molto difficile, perché ce ne sono troppi. Rilancio con un bel buono per acquistare i libri, così posso acquistare ciò che preferisco in quel momento!

Siete tutti liberi di partecipare, anche rispondendo nei commenti con le vostre scelte!

Dovete scusarmi per il post poco impegnativo di oggi ma non ho avuto tempo di preparare altro. Prometto di recuperare il prima possibile!