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Sherlock Holmes, Uno studio in rosso [Recensione]

Ciao a tutti!

Era da tanto tempo che volevo iniziare a leggere la serie di gialli di Arthur Conan Doyle, ma per un motivo o per l’altro ho sempre rimandato. Mi sono decisa quando ho visto la serie tv Sherlock, di cui mi sono innamorata e ho capito che non potevo più rimandare! La mia avventura nel mondo di Sherlock Holmes è iniziata con il primo libro, Uno studio in rosso. Se avete visto la serie tv, la trama vi ricorderà la prima puntata, “Uno studio in rosa”.

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Il cadavere di un uomo viene ritrovato in una casa abbandonata. Non è ferito, ma ci sono tracce di sangue sulla scena del crimine. Scotland Yard brancola nel buio. Agli ispettori Lestrade e Gregson non rimane che un’unica soluzione: chiedere l’aiuto del miglior consulente investigativo di Londra, Sherlock Holmes. Il detective è restio ad intervenire, è sicuro che alla fine il merito della risoluzione del caso andrà alla polizia, ma il suo coinquilino, il dottor John Watson, insiste. Il richiamo del mistero è irresistibile, e così i due lasciano il loro appartamento, al 221 B di Baker Street, per vivere la loro prima avventura insieme…

John Watson è un medico militare in congedo, in seguito a delle ferite riportate in guerra, che fa rientro a Londra con l’intenzione di cercare un appartamento da condividere. Un vecchio amico gli presenta l’investigatore Sherlock Holmes, anch’egli in cerca di una casa, con cui inizia una convivenza al 221B di Baker Street.

Sherlock Holmes si rivela da subito un uomo eccentrico ma pieno di risorse, viene infatti contattato dalla polizia inglese per risolvere un caso misterioso, la morte di un uomo che all’apparenza non presenta segni di contusioni o tracce di sangue. Il corpo è accompagnato dalla scritta Rache (vendetta) e da una fede nuziale femminile.

Ad un certo punto della storia incontriamo una lunga digressione, la trama cambia infatti epoca e ambientazione. Inizialmente non riuscivo a capirne la ragione, ma la storia risulta talmente coinvolgente che ero certa che continuando, l’avrei presto scoperta.

“Il cervello di un uomo si presenta inizialmente come una soffitta: occorre scegliere i mobili con cui riempirla. È sciocco colui che ci mette dentro qualsiasi oggetto.”

La digressione diventa quindi fondamentale per la conclusione della storia, e ogni tassello torna al proprio posto. Del caso non ci vengono forniti indizi sufficienti per risolverlo durante la lettura, lo viviamo attraverso il racconto di Watson e le deduzioni dell’investigatore privato.

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Nonostante il romanzo sia datato 1887, risulta estremamente attuale e scorrevole. I protagonisti appaiono veri, eccentrici certo (soprattutto Holmes), ma mai eccessivi. Ed è facile immedesimarsi in Watson, che è poi anche l’alter-ego dell’autore.

L’unica pecca? Avrei voluto fosse più lungo! Non tanto per il delitto in sè, ma piuttosto per conoscere meglio i due protagonisti, che ad un primo impatto per un lettore che si è appena avvicinato alla serie, risultano ancora sconosciuti. Per fortuna ho ancora tre romanzi e cinquantasei racconti per vivere le avventure di Sherlock e Watson!

Il mio voto per questo primo capitolo della serie è di 4,5 su 5.

Se volete acquistare questo romanzo, potete trovarlo qui.

E voi, lo avete letto? Fatemi conoscere la vostra opinione nei commenti!

Se ti è piaciuto questo articolo, vedi anche Sherlock Holmes, dai libri allo schermo.

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Autore:

Classe 1993. Una sognatrice/creativa che ama la lettura e la scrittura. Potete seguirmi sul mio blog Il Lettore Curioso!

21 pensieri riguardo “Sherlock Holmes, Uno studio in rosso [Recensione]

  1. Anche io ho letto “Uno studio in rosso” poco dopo aver visto la serie TV (che ho adorato). Ho trovato il libro molto scorrevole e la lettura è stata piacevole, anche se la parte centrale mi è parsa un tantino troppo lunga. Voglio leggerne degli altri 🙂

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  2. Beh…io come immagine dei protagonisti avrei scelto quella con Robert Downey jr e Jude Law perché li trovo perfetti nei ruoli…ammetto di non aver ancora visto la serie ma è la prossima in lista! I libri mi mancano ma ovviamente, insieme a quelli del caro amico Edgar Allan Poe, sono nella mia interminabile wishlist…per il resto “Elementare Watson”

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  3. Di Sherlock ho letto solo ‘Il mastino dei Baskerville’ quando ero al liceo, ma è stato uno dei pochi libri che pur costretta alla fine ho letto volentieri! E mi aveva anche stupita la cosa perchè di solito detestavo abbastanza i titoli che ci davano XD Poi però non ho più letto altro, anche se devo ammettere che ogni tanto mi viene la voglia… ma ho già una lista così lunga😅 E la serie tv ne ho talmente tante da seguire che ora non posso proprio iniziarne un’altra… ma è una di quelle che prima o poi voglio proprio guardare! Ne parlano sempre tutti benissimo!! nessie

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  4. Che bel blog hai (sono venuta a curiosare). Anche io adoro Sherlock Holmes, e anche la serie tv con Benedict Cumberbatch, all’inizio ero un po’ perplessa che fosse ambientata ai giorni nostri, ma sono tutti così bravi, e le storie piuttosto fedeli. Insomma hanno fatto un buon lavoro.

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