Curiosità

I momenti migliori degli Oscar 2019

Buongiorno lettori! Questa notte si sono tenuti i Premi Oscar 2019. Questa edizione è stata controversa ancora prima di iniziare, ma anche con l’assenza di un presentatore ufficiale si è rivelata essere una serata piena di momenti di puro intrattenimento. Ho selezionato per voi alcune dei miei momenti preferiti della serata, ma non dimenticate di farmi conoscere i vostri nei commenti!

La performance di apertura di Adam Lambert e I Queen

Adam Lambert si è esibito insieme a Brian May e Roger Taylor in un medley di alcune delle canzoni più celebri dei Queen. Il pubblico si è letteralmente scatenato e non poteva esserci un inizio più elettrico e coinvolgente.

L’esibizione di Lady Gaga e Bradley Cooper

A Star is Born si è portato a casa solo una statuetta, ma Lady Gaga e Bradley Cooper ci hanno regalato un’emozionante performance di Shallow, che mostra tutta la chimica che c’è tra i due.

Rami Malek vince l’Oscar come miglior attore protagonista

Non so voi, ma ogni volta che vedo Rami Malek in tv penso a quanto sia dolce e umile. La sua reazione alla vittoria e il suo discorso ne è la prova!

La reazione di Jennifer Hudson alla vittoria di Lady Gaga

Siamo sinceri, la reazione di Jennifer Hudson è stata anche la nostra quando è stato annunciato il nome di Lady Gaga! È impossibile non essere conquistati dalla felicità dell’artista, che ha accettato il premio con un discorso toccante.

“If you have a dream, fight for it! “

Olivia Colman vince per il suo ruolo nel film La Favorita

Vi sfido a non piangere nel vedere Olivia Colman ottenere finalmente il riconoscimento che merita, di fronte a un’incredula Emma Stone. Il suo discorso è stato molto emozionante ma ha strappato anche più di una risata!

Melissa McCarthy e Brian Tyree Henry presentano un premio

Esilarante è stata la trovata di Melissa McCarthy e Brian Tyree Henryche si sono presentati sul palco, per il premio ai migliori costumi, con degli abiti coperti di peluche!

Keegan Michael Kay arriva agli Oscar volando come Mary Poppins

Non ho trovato il video su youtube, ma potete guardarlo qui.

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Curiosità, serie tv

Il problema del queerbaiting nelle serie tv|| Che cos’è?

Buon pomeriggio cari lettori del blog! Qualche giorno fa vi ho parlato del rapporto tra John Watson e Sherlock Holmes nella serie tv Sherlock. Vi ho anche parlato del problema del queerbaiting, che troppo spesso troviamo nelle serie tv. Essendomi focalizzata soprattutto sulla bromance Johnlock, oggi voglio parlare del queerbaiting più in generale. Vi invito comunque a recuperare il mio post precedente, perché non ripeterò alcune delle cose già dette.

Si può parlare di queerbaiting quando gli showrunner e autori di una serie televisiva creano volutamente allusioni tra due personaggi dello stesso sesso, con l’intenzione di attirare il pubblico LGBTQ. La tensione sessuale più o meno eplicita che si viene a creare non sfocia però mai in qualcosa di fatto, vivendo di sottointesi.

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Ma perché il queerbaiting è sbagliato?

Essendo la comunità LGBTQ numericamente inferiore a quella etero, essa rappresenta una piccola percentuale dell’audience di una serie televisiva. In questo modo, non permettendo alla tensione erotica di sfociare tra due personaggi, gli autori dello show si “assicurano” la visione del pubblico etero; mantenendo allo stesso tempo anche quella LGBTQ.

È moralmente sbagliato perché in questo modo la comunità LGBTQ non viene mai davvero rappresentata. È un modo per accapparrarsi spettatori, promettendo implicitamente qualcosa che non arriverà mai.

Se sulla coppia John e Sherlock avevo qualche riserva, un esempio lampante di queerbaiting è il rapporto tra Stiles e Derek in Teen Wolf. Io stessa ho iniziato la serie soltanto per loro, pensando che i due fossero effettivamente una coppia. Immaginate la mia delusione nel scoprire che ero stata ingannata!

La produzione dello show, notando il fenomeno che “Sterek” creò al tempo, inserì più scene tra i due, giocando addirittura sulla loro “relazione”, come nel video qui sotto.

Mi hanno suggerito anche la coppia Dean e Castiel di Supernatural, che però non seguo. Ho guardato alcuni video su youtube e le allusioni tra i due sono davvero tantissime.

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La soluzione al queerbaiting è semplice: inserire più personaggi LGBTQ negli show televisivi in ruoli principali, non limitandosi solo alle coppie etero e tornare a rappresentare le amicizie senza ricorrere a espedienti sessuali per attirare pubblico.

Voi avete mai notato questo problema? Che ne pensate? Vi aspetto nei commenti!

 

 

 

 

Curiosità, film

Your Name: il filo rosso del destino

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa ho visto su Netflix Your Name, il bellissimo anime di Makoto Shinkai, suggeritomi dal blog Milioni di particelle. Your Name è uscito nel 2016, ottenendo un grandissimo successo di pubblico e critica. Non voglio soffermarmi sulla recensione del film (perché ormai ne hanno parlato tutti), sebbene sia davvero stupendo, ma piuttosto sulla leggenda del filo rosso del destino, ben presente nell’anime.

Mitsuha è una studentessa delle superiori, che vive in una piccola realtà di montagna. Vive in un tempio insieme alla nonna e alla sorella, ma sogna di trasferirsi in una grande città. Parrallelamente, Taki, uno studente liceale, che lavora come cameriere in un ristorante di Tokyo; si sveglia nel corpo della ragazza, mentre Mitsuha in quello del ragazzo.

“Ovunque tu possa essere nel mondo… Verrò a cercarti”

In tutto il film i due protagonisti sono legati da un filo rosso, che nella realtà è un simbolo di una leggenda di origine cinese, diffusa in Giappone.

Secondo questa leggenda ogni invidivuo, dalla nascita, è legato alla propria anima gemella da un filo rosso intorno al mignolo della mano sinistra. Il filo non può spezzarsi e le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.

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∼ La Leggenda

Wei, orfano di entrambi i genitori fin da piccolo, aveva il desiderio di sposarsi e avere una grande famiglia; ma non era mai riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.

Un giorno, durante un viaggio, Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano che stava leggendo un libro. Wei gli chiese che cosa stesse leggendo e lui rispose di essere il Dio dei matrimoni e che la futura moglie di Wei ora era una bimba di tre anni; avrebbe dovuto attendere ancora quattordici anni prima di conoscerla. Wei era deluso, ma notò che l’uomo aveva un sacco. L’anziano spiegò che conteneva il filo rosso che serviva per legare i piedi dei mariti e delle mogli. Un filo invisibile e impossibile da spezzare, che lega per sempre due persone, indipendentemente dagli eventi che vivranno.

Wei, che voleva scegliersi da solo una moglie, ordinò al servo di uccidere la bambina che sarebbe diventata sua moglie. Il servo eseguì l’ordine, ma la bambina sopravvisse, riportando una ferita alla testa.

Gli anni passarono e Wei non aveva ancora trovato una moglie finché, quattordici anni dopo incontrò una ragazza proveniente da una famiglia agiata, di cui si innamorò e che sposò.

La ragazza portava sempre una fasciatura sulla testa, che non toglieva mai. Diversi anni dopo le loro nozze, Wei chiese alla moglie che cosa aveva fatto alla testa e lei gli spiegò, in lacrime, che all’età di tre anni fu accoltellata da un uomo. In quel momento Wei si ricordò dell’anziano fuori dal tempio e del servo, e confidò alla donna di essere stato lui a ordinare l’assassinio.

Nonostante la verità, Wei e sua moglie da quel giorno si amarono più di prima, godendosi una vecchiaia felice e onorata.

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Fonte: http://www.ilbazardimari.net

Nonostante la storia sia effettivamente un po’ raccapricciante, soprattutto per le azioni dell’uomo, la leggenda del filo rosso è davvero curiosa.

E voi credete che le persone siano legate indissolubilmente? Vi aspetto nei commenti!

Curiosità, serie tv

L’evoluzione dell’amicizia tra Sherlock Holmes e John Watson in Sherlock|| Queerbaiting sì o no?

Buongiorno lettori! Come promesso in uno dei miei ultimi post, oggi voglio parlarvi della bromance tra Watson e Sherlock, comparsa nella serie tv Sherlock.

Nata come una convivenza vantaggiosa per entrambi, l’amicizia tra i due protagonisti si è evoluta rapidamente, diventando una delle bromance più acclamate degli ultimi anni. Spesso è stata accusata di queerbaiting (voluta tensione omoerotica tra due personaggi), ma qual è la verità? Cercherò di analizzare il rapporto tra i due, sottolineando i segnali che hanno lasciato pensare a queerbaiting da parte degli showrunner.

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John Watson è stupito dalle capacità di Sherlock, che sembrano andare oltre l’umana comprensione. Sherlock è estremamente intelligente e perspicace, riesce a vedere indizi che nessun’altro sarebbe in grado di identificare. John è incuriosito dal consulente investigativo, al punto che qualche attimo dopo averlo conosciuto si è già lasciato coinvolgere nella ricerca di un assassino.

Sebbene sia così attratto dalla figura di Sherlock, non può fare a meno di notare il rapporto che gli altri hanno nella vita dell’uomo. Semplici comparse, perché Sherlock non ha amici. Lo dicono i suoi conoscenti ed è lui stesso a precisarlo. Nonostante la straordinaria intelligenza di Sherlock, l’investigatore non sembra in grado di creare legami umani, neppure con il fratello che lo controlla.

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Che cos’ha quindi di così diverso Watson? Perché Sherlock non lo tiene a distanza come fa con tutti gli altri?

John è forse l’unico ad aver mai capito Sherlock, non lo giudica e al tempo stesso riesce a scindere la sua umanità dalle capacità intellettive. Se tutti gli altri riescono soltanto a vedere le sue doti, John lo vede prima di tutto come un uomo. Ultima ma non meno importante è la fiducia che nutre per lui.

Alla fine della prima puntata Watson mette a rischio la propria libertà per salvare Sherlock, sparando al serial killer che lo teneva in “ostaggio”. In quel momento, quando Sherlock realizza che cos’ha fatto il dottore per lui, il loro rapporto di conoscenza inizia a mutare in amicizia.

Ed è nella puntata successiva che Sherlock presenta John come il suo amico e, come rivelerà in seguito, “lui non ha amici, ne ha soltanto uno”. John Watson.

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Nel corso delle puntate spesso John e Sherlock vengono visti come una coppia e sebbene Watson cerchi in continuazione di specificare che sono soltanto amici, Sherlock non si esprime mai. Significa forse che Sherlock nutre un sentimento più profondo per l’amico?

Questa domanda apre un topic molto più vasto. Dobbiamo innanzitutto puntualizzare che la loro amicizia non rientra nei consueti canoni che tutti noi conosciamo. Le circostanze in cui si muovono i protagonisti sono di fatto straordinarie, così come le dinamiche tra i due.

Sherlock e John sono forse le uniche persone che riescono davvero a comprendersi. John incontra e sposa Mary nella terza stagione, è vero, ma seppur l’amore che lega i due è forte e sincero, il legame con Sherlock lo è ancora di più. Il consulente investigativo riesce a tirare fuori lati di John che lui non pensava neppure di possedere. È quel tipo di rapporto per i quali entrambi sono disposti a mettere la vita dell’altro di fronte alla propria. Ancora e ancora.

Prendendo d’esempio la relazione tra Watson e Mary, la suddetta è nata nel momento in cui Sherlock era presunto morto. Prima di allora nessun legame era mai riuscito a durare per John, questo perché Sherlock era stato sempre messo in primo piano. Nessuna storia sfiorava mai l’importanza dell’amicizia tra i due uomini.

Sono loro due contro il resto del mondo.

Ma quindi Sherlock è queerbaiting?

Nì.

Gli showrunner pare abbiano volutamente (seppure abbiano negato) giocato sulla sfera sentimentale nel loro rapporto, lasciando intendere qua e là che tra i due possa esserci più di un’amicizia.

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Sono sottointesi che però tali resteranno e che trovano fondamento solo se ci affidiamo alla superficialità del loro rapporto. La “colpa” degli showrunner (se così possiamo chiamarla) è stata quella di non limitare questi sottointensi, bensì di aggiungerne ancora di più. Non possiamo sapere però se le intenzioni dei creatori siano effettivamente state di queerbaiting o si siano limitati a rappresentare il rapporto tra Sherlock e John.

I Johnlock sono una parte fondamentale del successo di Sherlock, non stupirebbe quindi la scelta di fornire ancora più elementi a favore di questa ship, che è una delle più chiacchierate degli ultimi anni.

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E voi come definireste il rapporto tra Watson e Sherlock? Vi aspetto nei commenti!

Curiosità, Scrittura

I 5 consigli di J.K Rowling sulla scrittura

Buongiorno lettori e buon inizio settimana! Qualche giorno fa stavo navigando sul sito di J.K Rowling e mi sono imbattuta in alcuni consigli della scrittrice per chiunque voglia intraprendere la strada della scrittura. Ho pensato quindi di parlarvene, chissà, magari se siete aspiranti scrittori potete trovate qualche spunto interessante!

Sebbene J.K Rowling non sia un’amante delle liste “must do” in generale e – a suo dire – non conosce le regole che portano al successo, vuole comunque offrire ai lettori alcuni consigli che ha seguito nel corso degli anni.

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1. Leggere

“Non è possibile essere un buon scrittore senza essere prima un lettore devoto. Leggere è il miglior modo di analizzare ciò che rende un libro un buon libro.”

Secondo l’autrice, il lettore dovrebbe notare nel libro che cosa funziona e cosa invece no, che cosa ha apprezzato e perché. Dice anche che all’inizio il rischio è di finire per imitare i propri scrittori preferiti, ma che con il tempo l’aspirante scrittore troverà il proprio tratto distintivo.

2. Disciplina

L’ispirazione quando arriva è fantastica, ma alcune volte è necessario scrivere anche se la musa non ha intenzione di collaborare!

3. Resilienza e umiltà

J.K Rowling ha impiegato ben sette anni dal’idea per Harry Potter e la pietra filosofale e la sua publicazione. Questo perché potevano passare mesi in cui la scrittrice teneva il manoscritto da parte, convinta fosse spazzatura.

“Il critico più crudele è spesso dentro la tua testa.”

Anche gli scrittori più affermati sono stati rifiutati diverse volte.

4. Coraggio

“La paura di fallire è la ragione più triste al mondo per non fare ciò che dovresti fare. […] Non preferiresti essere la persona che finisce davvero il progetto dei tuoi sogni, invece che la persona che parla di ciò “che avrebbe sempre voluto fare”?

5. Indipendenza

In questo ultimo punto la scrittrice di sofferma sui libri che promettono liste miracolose per l’ottenimento del successo, suggerendo di resistere alle tentazioni di seguire quelle liste.

Consiglia inoltre un sito web, Writer Beware, una risorsa per decidere che cosa può essere utile, che cosa si dovrebbe pagare e che cosa dovrebbe essere evitato, raccomandando di stare attenti alle truffe che si trovano online.

Conclude il punto dicendo che il compito dello scrittore, così come nella scrittura che nella vita, è di fare del proprio meglio, imparando il più possibile.

“La perfezione dell’arte è soltanto un po’ meno rara degli esseri umani perfetti”.

 

Fonte: https://www.jkrowling.com//

 

Curiosità

Perché amo i ringraziamenti nei libri

Buonasera cari lettori e buona domenica! Finalmente ho un attimo di tranquillità dopo un weekend lavorativo infernale e posso dedicarmi un po’ al blog. Mentre preparo qualche post per i prossimi giorni, voglio parlarvi brevemente di una caratteristica che apprezzo tantissimo nei libri: la pagina dei ringraziamenti a fine volume.

Ogni volta che inizio uno nuovo libro la prima cosa che faccio è leggere la pagina dei ringraziamenti, per poi tornarci su a lettura finita. Che siano editor, correttori di bozze, beta reader, amici o famigliari ogni scrittore, emergente o affermato, ha avuto un qualche tipo di supporto durante la fase di creazione del libro.

Quella pagina, o pagine finali, ci offrono una breve visione sulla vita personale dell’autore, che per un attimo diventa umano ai nostri occhi.

Spesso viene detto che i ringraziamenti debbano essere brevi e concisi, l’autore non dovrebbe lasciarsi trasportare in sproloqui lunghi pagine. Io credo invece che la chiusura del libro non dovrebbe seguire canoni specifici, ma semplicemente venire dal cuore dello scrittore.

Allo stesso modo amo tantissimo anche la dedica iniziale, che è, alla fine, il ringraziamento più importante di tutti.

Il mio preferito? Quello di J.K Rowling ovviamente!

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Anche a voi piace leggere la pagina dei ringraziamenti? Fatemi sapere nei commenti!

 

 

Curiosità, serie tv

Le mie Bromance preferite nelle serie tv

Buongiorno lettori! Come state? Oggi voglio parlarvi delle mie bromance preferite nelle serie tv!

Una bromance è uno stretto rapporto, non sessuale, tra due o più uomini. È una forma di intimità omosociale, cioè un rapporto sociale non erotico tra persone dello stesso sesso.

[fonte wikipedia]

Ovviamente non dimenticate di farmi conoscere le vostre preferenze nei commenti. Vi aspetto!

Otis & Eric

Una nuova new entry per una delle uscite più recenti di Netflix, Sex Education. Di Otis ed Eric adoro la forte complicità, non hanno paura di mostrare l’affetto reciproco. Nonostante le discussioni e le incomprensioni trovano sempre il modo di tornare l’uno dall’altro. È raro che vengano rappresentati rapporti di questo tipo tra adolescenti, sono felice che una volta tanto sia diverso. Ne abbiamo bisogno!

Vi lascio con una delle mie scene preferite dei due. Ovviamente non guardatela se ancora dovete vedere Sex Education!


Bronn & Tyrion / Bronn & Jaime / Jaime & Brienne

Okay, qui forse ho un pochino esagerato, ma non riuscivo proprio a decidermi quale fosse la bromance migliore di Game of Thrones!

Bronn ha stretto un legame importante con entrami i fratelli Lannister. C’è chi sostiene che in fin dei conti lo faccia soltanto per il denaro, ma io voglio invece pensare che provi sinceramente affetto per i due. Ad ogni modo è molto probabile che uno dei tre (oppure tutti quanti) muoia molto presto, perciò preserviamoci il ricordo della Bromance finché siamo in tempo! 😉

Ho aggiunto anche Jaime e Brienne, che sebbene siano una “coppia” mista sono una delle amicizie più sincere all’interno dello show televisivo. Non credo che i due metterebbero mai un’etichetta al loro rapporto, ma è sempre stato chiaro quanto rispetto provino reciprocamente. Che io voglia qualcosa in più di una semplice amicizia poi, è un’altra storia!

Vi allego una scena che chiamerò “Bronn salva le chiappe a Jaime”.


Ted & Marshall | Joey & Chandler

Ho voluto inserire Ted e Marshall (How I met your mother) , Joey e Chandler (Friends) insieme perché per diversi aspetti entrambe le amicizie hanno molti punti in comune. In tutti e due gli show le coppie di amici hanno saputo regalarci un’infinità di momenti tra i più divertenti delle serie. Chi non vorrebbe un amicizia così?


Michael & Rogelio

L’amicizia tra Michael e Rogelio (Jane the virgin) è forse una delle più inaspettate che ho incontrato in una serie tv. La realtà è che probabilmente neppure Michael avrebbe mai creduto di avvicinarsi così tanto all’eccentrico Rogelio. Eppure in breve tempo i due sono diventati una vera e propria Bromance! (etichetta usata peraltro da Rogelio stesso!)

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Sherlock and Watson

Potevo fare una lista sulle Bromance e non includere i Johnlock?! Ovviamente no!

Tuttavia non voglio ridurre il loro rapporto a poche righe, mi piacerebbe dedicare a John e Sherlock più spazio con un articolo a parte. Fatemi sapere nei commenti se vi piace l’idea!

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Steve & Dustin

Durante il periodo dell’uscita della seconda stagione di Stranger Things l’amicizia tra Steve e Dustin è stata chiacchieratissima, stupendo sia gli attori che i creatori della serie. Una coppia di amici improbabile ma davvero divertente!


Queste erano le mie bromance preferite (anche se sicuramente ne ho dimenticata qualcuna). Se volete approfondire con altri post a tema, vi invito a dare un’occhiata alla sezione del blog dedicata alle serie tv. (qui)

Curiosità, Sezione Viaggi

Fjærland: il suggestivo villaggio norvegese dei libri

Oggi vi porto in una suggestiva cittadina norvegese, diventata celebre negli ultimi decenni, quando nel 1996 è entrata a far parte del progetto booktown.

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[foto Fjærland.org]

Il villaggio ha meno di 300 abitanti e ben dieci librerie di seconda mano, ospitate in edifici abbandonati, come sale d’attesa del traghetto, stalle, banche, uffici postali e negozi alimentari. Alcune di queste sono combinate a sale da tè, gallerie d’arte o negozi di souvenir.

Tra maggio e settembre tutte le librerie sono aperte giornalmente, dalle 10.00 alle 18.00, con diversi eventi in tutta la stagione estiva. Online invece il servizio è sempre disponibile.

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L’idea è nata in modo più modesto nel 1995. L’intenzione non era solo quella di prendersi cura del libri, ma anche di valorizzare edifici antichi, donando loro nuovo splendore.

Nei dintorni di Fjærland è inoltre possibile fare diverse attività, come vedere i ghiacciai; fare una serie di attività sportive differenti (arrampicata, sci, bici, kayak…), immergersi nella natura e nella cultura del luogo.

Per più info: https://www.fjaerland.org/

 

 

Curiosità, serie tv

Il rapporto tra genitori e figli nelle serie tv || TOP e FLOP

Buongiorno lettori! Oggi parliamo del rapporto tra personaggi delle serie tv con i propri genitori. Elencherò i miei preferiti e sfavoriti, ma non dimenticate di farmi sapere i vostri nei commenti!

TOP

∼ Anne with an E

All’inizio della serie, basata sul libro Anna dai tetti verdi, Anne viene addottata dai fratelli Matthew e Marilla. Nonostante i due vogliano inizialmente rimandarla all’orfanotrofio perché è una ragazza, con il tempo si affezionano alla bambina vivace. Sebbene Matthew e Marilla non condividano lo stesso DNA di Anne, il legame che creano con lei è proprio quello di una vera famiglia.

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∼ Sex Education [SPOILER]

Il modo di essere di Eric sembra esse un problema per il padre, che ci appare quasi come una figura autoritaria e omofobica. È contrario al modo di vestire del figlio, soprattutto quando Eric vuole andare a teatro vestito da donna. In una bellissima scena, quando Eric si reca al ballo, capiamo che il padre ha soltanto paura per lui, paura che possa incontrare l’odio delle persone, soprattutto quando il padre ha fatto così tanta fatica a integrarsi nel Paese. Capiamo anche quanto sia forte il loro legame e quanto bene incondizionato voglia l’uomo a Eric.

∼ The Good Doctor

Shaun ha lasciato i suoi genitori quando era ancora bambino, ma dopo la morte del fratello ha trovato rifugio nell’aiuto del dottor Glassman. L’uomo non si è mai imposto come sostituto del padre, ma lo ha cresciuto come tale. Ha creduto nelle sue capacità e ha fatto in modo che anche gli altri vedessero il suo talento. Nonostante più di una volta si sia fatto condizionare dall’affetto nei suoi confronti, ha sempre saputo fare un passo indietro all’occorenza. Forse Glassman non sarà il vero padre di Shaun e non verrà mai definito tale, ma il legame tra i due è sicuramente come quello tra un padre e un figlio.

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Altre menzioni rilevanti:Jack Pearson e i figli (This is us); tutti i personaggi (Modern Family) e Martino e la madre (Skam Italia).


FLOP

∼ Gilmore Girls

So che probabilmente molti di voi storceranno il naso per aver inserito Gilmore Girls tra i flop. Sebbene sia una delle mie serie preferite dell’infanzia, ho sempre pensato che il rapporto made-figlia tra Lorelai e Rory non fosse troppo sano. Soprattutto nelle prime stagioni molto spesso è proprio Rory ad avere un attegiamento più maturo, mentre la madre si comporta come una perfetta adolescente. Ritengo invece che Lorelai avrebbe dovuto comportarsi come tale. Ciò non significa che non possa esserci complicità, semplicemente i due ruoli dovrebbero essere ben distinti. Una madre non è un’amica.

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∼ Jane the virgin

Come per Gilmore Girls, anche in Jane the Virgin il rapporto tra Jane e Xiomara è quello di migliori amiche più che di madre e figlia. Ribadisco quindi lo stesso concetto accennato qui sopra.

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∼ Settimo cielo

Riguardando Settimo Cielo con occhio più adulto mi sono resa conto di quanto fossero bigotti i Camden. Costantemente con il fiato sul collo dei figli, il reverendo e la moglie controllavano ogni loro movimento, professando il nome della religione, tra prediche e punizioni. Con dei genitori simili sarei fuggita di casa il prima possibile!

Comunque, ancora mi chiedo come facevo a guardarlo…

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Sicuramente me ne verranno in mente altri una volta pubblicato il post, ma per ora mi fermo qui. E voi da quali rapporti genitori-figli siete rimasti maggiormente colpiti? Vi aspetto nei commenti!