La segnalazione del mese, Scrittura

Racconti di mare: una raccolta di racconti gratuita dal gruppo Facebook “Scrittura creativa e blogging”

Buongiorno cari lettori! Oggi voglio segnalarvi un’iniziativa del gruppo “Scrittura creativa e blogging“. Si tratta di una raccolta di racconti che hanno come il tema il mare e che potete scaricare gratuitamente su Amazon. La raccolta resterà online per soli 5 giorni, quindi affrettatevi!

La presente raccolta è nata dalla volontà di autori emergenti e di amanti della scrittura di creare un’opera letteraria a più mani. Il progetto, sviluppato nelle pagine virtuali del gruppo Facebook “Scrittura Creativa & Blogging”, è stato dedicato al mare. Un tema estivo per eccellenza, banale forse, ma che ha saputo tirar fuori il meglio da chi si è cimentato.

Quanti poeti hanno parlato del mare? Quanti cantanti si sono ispirati al mare? La verità è che il mare non è mai un tema scontato o banale, perché il mare ispirerà sempre l’uomo e lo porterà a rispecchiarsi con la propria interiorità.
Osservare il mare ci fa riscoprire romantici, ma il romanticismo non sarà l’unica sfumatura che si evincerà nella raccolta. La bravura dei partecipanti, infatti, ha permesso di rileggere e rivisitare un tema inflazionato come il mare e di mostrarne anche i lati più inconsueti.

C’è chi ha riscoperto il mare come tematica amorosa, e chi lo ha utilizzato come sfondo per racconti più oscuri e inquietanti. Con questa iniziativa, si è provato a fare arte e ogni arte, che venga apprezzata, deve essere supportata.

Ho partecipato anche io con il racconto “Guernsey”. Tra gli altri autori troverete: Giovanni Di Rosa, Daniele Artioli, Vera La Rosa, Stefano Caruso, Giada Chan, Pedro Aversa, Paolo Reitano, Susanna Cassaro e Feliscia Silva (Io).

Speriamo che questa iniziativa vi possa piacere. Se volete supportarci, scaricando gratuitamente la raccolta, potete farlo qui.

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Curiosità, Scrittura

Come la scrittura ha cambiato il mio approccio ai libri

Buona sera lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di come scrivere ha cambiato il mio modo di approcciarmi alla lettura e ai libri, soprattutto da quando ho pubblicato il mio primo libro. Non dimenticate di lasciami un commento; sono curiosa di sapere se la scrittura ha influenzato anche il nostro modo di leggere.

  • Errori e refusi

Occupandomi dell’editing e della correzione delle bozze nei miei scritti, quando leggo un libro mi trovo a guardare con occhio critico ogni refuso, come errori di punteggiatura (virgole, virgolette); ma anche l’uso della persona e del tempo verbale.

  • Storie alternative

Se un libro non mi è piaciuto particolarmente, immagino storie alternative per i personaggi, proprio come farei se avessi scritto io il libro. È un modo per allenare la mente e stimolare la creatività.

  • Imparare

Ogni lettura è un’occasione per imparare nuove regole grammaticali, raccogliere idee e diventare sempre più esperti nel campo della scrittura. Non a caso per essere un ottimo scrittore è necessario essere prima di tutto un lettore forte!

Leggendo si impara anche a capire che cosa uno scrittore non vuole trasmettere al proprio lettore e, al contrario, che cosa vorrebbe comunicare con le proprie parole.

Quando leggo cerco quindi di assorbire sempre nuove informazioni, che applico poi a miei scritti. Queste informazioni potrebbero essere ad esempio anche nuovi vocaboli, che arricchiscono il mio modo di scrivere.

  • Aspetto estetico

Da autrice self, ogni volta che leggo un libro mi soffermo sul tipo di carta utilizzato, l’impaginazione scelta e il design della copertina. Aspetti che prima ritenevo irrilevanti, ora sono un’occasione per studiare la “concorrenza” e ricavare idee per il futuro.

  • Confronto

Quando leggo un libro che appartiene allo stesso genere di uno dei miei scritti, lo metto subito a confronto, individuandone i punti deboli e forti. Cerco di domandarmi quali aspetti rendano quel libro migliore del mio e come posso fare per renderlo tale.

Attenzione però! Confrontare un libro o imparare da esso non significa plagiarlo!

  • Autori emergenti

Autopubblicarmi mi ha permesso di guardare i libri di autori emergenti sotto una luce diversa. Cerco di capire le difficoltà che promuoversi comporta, e al tempo stesso cerco di immagazzinare consigli e confrontare i modi di promuoversi di ciascun autore.

  • Lettori

Scrivere mi ha aperta di più verso il mondo dei lettori. Per chi scrive è fondamentale individuare le preferenze del pubblico. Ciò non significa scrivere esclusivamente ciò che il pubblico desidera (la scrittura deve rimanere un piacere), ma ascoltarne i consigli e capire gli errori che si tende a commettere.

Curiosità, Scrittura

Che cosa scrivere quando si è a corto di idee

Buongiorno lettori! Questa mattina non riuscivo a trovare nessuna idea soddisfacente per un articolo da proporre sul blog e quindi ho pensato: perché non scrivere un post su che cosa fare quando non si hanno idee?

Non è la prima volta che mi capita. Ci sono giorni in cui la mia testa esplode di idee creative e altri in cui proprio le trovate del giorno prima non mi soddisfano più.

Ecco quindi una mia mini guida per (ri)trovare l’ispirazione!

Disclaimer: non posso garantire che i miei consigli funzionino su tutti, ma personalmente mi hanno aiutata in diverse occasioni! Magari fatemi sapere nei commenti che cosa fate voi in queste situazioni.

~ Smettete di pensarci

Per assurdo smettere di pensare potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi creativi. Potete uscire a fare una passeggiata o dedicare un po’ di tempo alla lettura.

Spostare la mente su un’altra attività e poi tornare sulla scrittura in un secondo momento, vi potrebbe far vedere la pagina bianca da un altro punto di vista.

~ L’ispirazione è attorno a voi

L’ispirazione è ovunque intorno a voi, vi basta diventare osservatori attenti. Tutto può trasformarsi in un’idea, che sia una musica, un oggetto che avete in casa, una conversazione udita per caso…

Osservate e ascoltate!

~ Aiutatevi con alcuni esercizi di scrittura

In alternativa, online trovate numerosi esercizi di scrittura a cui attingere. Forse l’esercizio non darà vita a del materiale che potrete usare nell’immediato, ma vi permetterà di smuovere la vostra creatività e aprirvi a nuove idee.

~ Lasciatevi ispirare da un titolo

Qualche tempo fa Katiuscia di Little K Library ha proposto un simpatico esercizio, che consiste nello scrivere un breve racconto ispirato dal titolo di un libro.

Il suo progetto, chiamato Racconti da un titolo, permette di immaginare una storia (o più semplicemente una scena) che nulla ha a che vedere con la trama del libro, ma è stata ispirata dal titolo dello stesso.

Anche io ho partecipato con un breve racconto, che trovate qui.

~ Parlate con le persone

La vostra più grande fonte di ispirazione porrebbero essere proprio le persone. Fate un giro sui social o parlate con i vostri amici.

Le vite ed esperienze positive degli altri potrebbero contagiare anche la vostra creatività.

~ Fate una lista

Se come me avete momenti più ricchi di idee, approfittate di quegli attimi realizzando una lista di idee, alla quale attingere nei momenti più difficili.

In questo modo non rischiate di trovarvi in questa situazione!

E voi come superate il problema del non avere idee? Vi aspetto nei commenti!

Scrittura

La panchina [RACCONTO]

Buongiorno lettori! Ieri sera non riuscivo a dormire e ho scritto un breve racconto, di getto. Comprendo che non sia nulla di che, ma in queste settimane sono stata bloccata dall’ispirazione e anche solo scrivere qualcosa è stato un passo in avanti. Ho pensato di condividerlo qui. In realtà credo di proseguire, sistemandolo e allungandolo un pochino. Magari fatemi sapere se secondo voi merita un approfondimento.

La panchina

Non so che cosa era stato ad attirarmi verso di lei. Forse il suo abbigliamento, così fuori stagione o il fatto che se ne stesse semplicemente seduta, a occhi chiusi, mentre la neve le cadeva sui capelli. Aveva la testa appoggiata contro lo schienale della panchina e il volto rivolto all’insù, pronta ad accogliere i fiocchi che cadevano dall’alto.
Avevo i piedi congelati e il naso rosso dal freddo, ma rimasi lì, ad osservarla. Pensai di sfiorarle la spalla, almeno per assicurarmi che non fosse morta assiderata.
«Non sono morta, se è questo che ti stai chiedendo.» disse lei, all’improvviso. Aprì gli occhi, ma non alzò la testa. Non mi guardò nemmeno.
«Stai… bene?» domandai. Le mie guance furono invase da un calore insolito.
Lei sospirò. «Sì. Sto meditando.»
Sollevai le sopracciglia, incerto di aver udito bene. «Meditando?»
«Sì, è quello che ho detto.» disse lei seria.
«Oh, okay.»

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Rimasi in silenzio, pensando a come andarmene senza risultare scortese. Avevo la busta della spesa in una mano e un piatto di spaghetti che aspettava di essere cucinato.
Ero uscito controvoglia dal rifugio confortevole del mio appartamento, per avventurarmi nella bufera che aveva colpito la città il giorno precedente.
La fame aveva avuto la meglio e, calzando gli stivali che avevo acquistato in montagna il mese prima, avevo attraversato il parco deserto per raggiungere il negozio di alimentari in fondo alla via.
Non avevo incontrato anima viva, ad eccezione della sconosciuta sulla panchina e di un gruppo di ragazzini che giocava a lanciarsi palle di neve. Una mi aveva colpito sulla schiena, ma prima che potessi imprecare, i teppistelli si erano dileguati tra le risate.
«La neve mi aiuta a pensare.» aggiunse la donna.
Aggrottai la fronte e lei sbuffò.
«Siediti.» ordinò.
«C… come?»
«Siediti e chiudi gli occhi.»
Senza neppure sapere perché mi sedetti al suo fianco. Sentii il freddo penetrarmi nella pelle del fondo schiena. Appoggiai la testa contro allo schienale, guardando il cielo grigio sopra di me. I fiocchi mi cadevano sul viso, dissolvendosi nell’istante stesso in cui toccavano la mia pelle.
«Devi chiudere gli occhi, altrimenti non funziona.»
Avrei voluto chiederle che cosa avrei dovuto sentire, ma decisi di restare in silenzio e feci come ordinava.
Sorrisi.
Carla sosteneva che ero un uomo noioso, che non ero mai stato spontaneo nel corso della nostra relazione. Si sbagliava.
“Fottiti, Carla.” pensai. Un uomo noioso non sarebbe rimasto seduto all’aperto in quelle condizioni atmosferiche.
«Che cosa devo fare ora?» domandai.
«Shh.» mi interruppe lei. «Libera la mente.»
Liberare la mente. Sembrava facile, ma il pensiero di Carla continuava a tormentarmi.
Erano passate due settimane dal suo addio e non c’era istante in cui non avessi pensato a lei. Mi mancava.
Lei mi aveva rinfacciato che era colpa mia se se ne era andata, che non la portavo mai da nessuna parte e che le serate davanti alla televisione l’avevano stancata. Aveva bisogno di qualcosa in più, qualcosa che io non potevo darle.
Avrei proprio voluto sapere che cosa fosse quel qualcosa in più, ma non lo avevo ancora capito.
Insieme alle sue cose aveva portato via dall’appartamento anche Mouse, il gatto siamese che avevamo adottato qualche anno prima; e la routine che aveva fatto parte della mia vita fino a un attimo prima.
Mi ero domandato se Carla si fosse innamorata di un altro uomo, ma era ingiusto cercare di darle una colpa che apparteneva soprattutto a me.
Quella consapevolezza non mi aveva impedito di domandarglielo. Non mi sarei mai dimenticato lo sguardo ferito sul volto di Carla. In quel momento avevo capito: l’avevo persa per sempre.
Cercai di scacciare quell’immagine dalla mente e mi concentrai sul mio respiro.
Dentro, fuori. Dentro, fuori.
Il freddo all’improvviso non mi sembrò più un problema. Riuscivo a sentire i fiocchi cadermi sulla fronte e sulle palpebre, ma non mi davano fastidio, erano come una dolce carezza.
Eravamo due adulti, a occhi chiusi, nel bel mezzo di una tormenta di neve. E non me ne importava.
Dentro, fuori. Dentro, fuori.
Non pensai più a Carla, non pensai al sacchetto con gli spaghetti che avevo abbandonato ai miei piedi e nemmeno al gatto che con tutta probabilità non avrei mai più visto.
C’ero soltanto io. Ero a pezzi, ma ero sempre io.
Vivo.

Curiosità, Scrittura

Perché aprire un blog: la mia esperienza

In questi giorni non sono riuscita a connettermi più di tanto, e questo breve periodo lontano dal blog mi ha fatto riflettere su che cosa significa “fare blogging” per me.
Ho aperto il blog perché volevo poter condividere i miei sentimenti sui libri letti insieme ad altri appassionati.
Negli anni ho ampliato gli argomenti trattati, ma lo scopo principale è sempre stato quello di CONDIVIDERE.
La community che si crea aprendo un blog è ciò che più di tutto mi sta a cuore nel fare blogging.
Quando scrivo, che si tratti di un articolo su un film, serie tv, libro o quant’altro, condivido al mondo una piccola parte di me, un’opinione, una passione.
E per quanto un autore possa voler tenere privata la propria identità, finirà comunque per rivelare qualcosa di se stesso agli altri.
In questi anni ho conosciuto tanti blogger, molti dei quali non so neppure che aspetto abbiano. Persone che mi seguono fin da quando sono approdata su WordPress, persone che ho conosciuto solo di recente, altre che se ne sono andate per non fare più ritorno e altre ancora che sono tornate dopo mesi di assenza.
La community di blogger è un luogo particolare perché racchiude tanti amici virtuali tra i quali molto spesso vengono scambiate confidenze, senza neppure quasi rendersene conto.
Quando ho scelto WordPress non avrei mai pensato di trovare una community di questo tipo, che si da supporto a vicenda ed è sempre pronta a dare consigli. Un luogo che è diventato come la mia seconda casa.

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Se siete indecisi, ecco quindi perché dovreste aprire un blog:

  • CONDIVISIONE: Come già detto, la parte migliore del fare blogging è condividere la propria passione con altri. Scambiare idee e opinioni è un modo per accrescere il proprio sapere, conoscere nuove persone e anche divertirsi!
  • MIGLIORARSI: Scrivere per un blog permette di migliorare il proprio vocabolario e la propria scrittura. Permette inoltre di assorbire nuove informazioni sugli argomenti più vari.
  • CREARE CONTATTI: Condividere aiuta a creare una rete di contatti, provenienti da settori diversi e da parti diverse del globo, oltre ad aumentare le possibilità di lavoro.
  • SFOGO: Un blog diventa anche una sorta di diario, che può essere delle nostre letture, dei nostri pensieri, dei nostri viaggi ecc… È una fuga dalla vita quotidiana ed è sempre pronto ad accogliere i nostri sfoghi e pensieri.
  • ISPIRAZIONE: Condividere aiuta a creare una discussione e a lasciarsi ispirare dalle opinioni degli altri. Che si tratti di un consiglio su una serie televisiva o una meta vacanze, un blog è una fonte di ispirazione continua.

I benefici di un blog sono ancora tantissimi, ma per evitare di risultare ripetitiva, perché non provate a scoprirli da soli?

Voglio consigliarvi anche un video di un blogger che seguo, Imlestar, che ha da poco aperto anche un canale youtube, che vi consiglio di seguire.

E voi perché avete aperto un blog? Vi aspetto nei commenti!

Scrittura

Le fasi emotive che ho attraversato da aspirante scrittrice

Buongiorno lettori! Siccome il mio post di qualche mese fa (Self publishing: 5 cose che avrei voluto sapere prima di autopubblicare il mio romanzo) vi era piaciuto, torno a parlare della mia esperienza da aspirante scrittrice. In particolare voglio parlarvi delle fasi emotive che ho attraversato dalla pubblicazione di Somnium. 

Vi porterò in un viaggio psicologico sui miei sentimenti nelle varie fasi del progetto, dall’idea ai giorni attuali.

Creatività

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La prima fase è stata ovviamente la fase creativa, che ha riguardato la stesura di Somnium, durata un anno e mezzo. Questo è stato forse il periodo più tranquillo, perché la mia testa non era ancora affollata dai pensieri riguardanti il marketing e tutti i problemi che sarebbero poi sopraggiunti.


Stanchezza

giphy.gifDopo la stesura è arrivata la fatidica fase di editing, durata parecchi mesi. In quel periodo ho riletto tantissime volte il mio libro (io, Gloria e la mia fantastica sorella), passando al setaccio ogni parola dell’intero libro, alla ricerca di errori o incongruenze. È stato un periodo stressante e frustante, non sembrava finire mai!


Incertezza

giphy (7).gifMentre il libro stava per uscire è arrivata la fase di incertezza. Mi continuavo a chiedere se il pubblico lo avrebbe gradito e soprattutto se, data la particolarità del tema trattato, sarebbe stato capito.


Felicità

giphy (1).gifQuando il libro è finalmente uscito tutta l’ansia e la frustrazione sono svanite, sostituite dalla felicità! Quasi due anni di lavoro e finalmente io e Gloria abbiamo avuto il nostro gioiellino tra le mani. È stata un’emozione unica vedere finalmente Somnium davanti ai miei occhi!

Non riuscivo a crederci!


Soddisfazione

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Con la felicità è arrivata anche la soddisfazione per essere riuscire a dare vita a quella che era soltanto un’idea nelle nostre teste. In quel periodo ci siamo dette tantissime volte quanto eravamo orgogliose l’una dell’altra. Sono arrivate anche le prime reazioni positive, il che ha aiutato ad aumentare la nostra soddisfazione personale.


Delusione

giphy (3).gifHo dedicato un intero post a come reagire alle critiche negative, ma la verità è che ancora devo imparare a farlo. È impossibile piacere a tutti i lettori (non ci riescono nemmeno i colossi della letteratura) e quindi è inevitabile che prima o poi arrivino anche le temute critiche negative. La prima recensione negativa non si scorda mai, purtroppo!


Yo-yo

giphy (4).gifVoi aspiranti scrittori là fuori, non negatelo! Anche voi siete passati dal pensare che il vostro sia il libro più bello mai scritto al credere che sia una schifezza immane! In questa fase, che chiamerò yo-yo, sono passata di continuo dall’entusiasmo alla tristezza.


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Frustrazione

Ci sono stati alcuni momenti di frustrazione, durante il duro lavoro di marketing non stava dando i risultati sperati. La verità è che tutti pensiamo che il nostro libro venderà migliaia di copie, che tutti abbiano voglia di leggere il nostro volume in mezzo a milioni di altri. Poi la realtà è decisamente diversa!


Learning

giphy (10).gifQuesta è la fase in cui ho imparato (e lo sto tutt’ora facendo) tantissime cose sulla scrittura. Oggi cambierei tantissime parti di Somnium, questo perché il mio stile è maturato e si è evoluto. Ho acquisito nozioni che non avevo due anni fa e ciò è stato possibile grazie a tutto il processo descritto sopra. Ormai non posso più cambiare ciò che ho già pubblicato, ma posso mettercela tutta per mettere a frutto gli insegnamenti acquisiti.


Al momento il mio umore nei confronti di Somnium è molto altalenante! Ci sono giorni di soddisfazione, ansia, felicità o insicurezza. Ma penso che tutto sommato sia normale, non credete?

Se volete darmi una mano e rendermi felice potete acquistare Somnium qui! 😉

Scrittura

Racconti da un titolo: Your Name

Buongiorno lettori! Oggi rispondo finalmente a un progetto ideato da Katiuscia di Little K Library, che tra l’altro a breve uscirà con un fantastico romanzo ambientato a Londra! (Ve ne ho parlato qui)

L’idea è quella di scrivere un racconto breve, ispirato al titolo di un libro, che però nulla ha a che vedere con la trama o i personaggi. Io mi sono ispirata a un libro che ho appena finito di leggere e di cui vi parlerò in settimana sul blog.

YOUR NAME

Avrei voluto dirgli come mi sentivo.
A volte mi sorprendevo a guardarlo e le parole erano lì. Sospese. Sarebbe bastato socchiudere le labbra e un sussurro avrebbe colmato la distanza tra di noi.
In passato mi era sembrato così facile essere me stessa. Parlavamo per ore, anche se il più delle volte ero io a farlo. Lui ascoltava, era un buon ascoltatore.
Restava in silenzio, mentre io gli raccontavo qualsiasi cosa mi passasse per la testa.
Sogni infranti, promesse, desideri.
Che cos’era cambiato? Aveva smesso di ascoltare o avevo smesso prima io di parlare?
Eravamo cambiati entrambi troppo in fretta o ero stata io a farlo?
A volte avrei soltanto voluto tornare indietro.
A quel giorno d’autunno, a quelle parole leggere, che per poco non erano state spazzate via dal vento.
“Qual è… il tuo nome?” mi aveva chiesto.
Subito non avevo risposto. Lo avevo osservato. Il suo sguardo era carico di aspettative.
Era arrossito, forse per l’insistenza dei miei occhi che indugiavano su di lui e io avevo riso.
Una di quelle risate che mi aveva sempre imbarazzata, ma non quel giorno. Non con lui.
Non avevo più riso in quel modo. Se lo avevo fatto, non riuscivo a ricordarlo.
Che cosa ci era successo?
Guardami, ti prego” avrei voluto dirgli “Non mi vedi? Sono qui, sono sempre io”.
Ma non lo feci, mai.
Permisi al tempo di scorrere e poi… fu troppo tardi.
“Qual è… Il tuo nome?” gli chiesi un giorno. Lui mi guardò, come aveva sempre fatto da anni a quella parte. Alzò un sopracciglio e il viso gli si riempì di piccoli solchi.
Pensai che avrei visto l’ombra di un sorriso, lo sguardo del ragazzo che era stato un tempo.
Non sorrise, non disse nulla.
Se ne era dimenticato.
Io, invece, non lo avevo mai fatto.

Curiosità, Scrittura

I 5 consigli di J.K Rowling sulla scrittura

Buongiorno lettori e buon inizio settimana! Qualche giorno fa stavo navigando sul sito di J.K Rowling e mi sono imbattuta in alcuni consigli della scrittrice per chiunque voglia intraprendere la strada della scrittura. Ho pensato quindi di parlarvene, chissà, magari se siete aspiranti scrittori potete trovate qualche spunto interessante!

Sebbene J.K Rowling non sia un’amante delle liste “must do” in generale e – a suo dire – non conosce le regole che portano al successo, vuole comunque offrire ai lettori alcuni consigli che ha seguito nel corso degli anni.

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1. Leggere

“Non è possibile essere un buon scrittore senza essere prima un lettore devoto. Leggere è il miglior modo di analizzare ciò che rende un libro un buon libro.”

Secondo l’autrice, il lettore dovrebbe notare nel libro che cosa funziona e cosa invece no, che cosa ha apprezzato e perché. Dice anche che all’inizio il rischio è di finire per imitare i propri scrittori preferiti, ma che con il tempo l’aspirante scrittore troverà il proprio tratto distintivo.

2. Disciplina

L’ispirazione quando arriva è fantastica, ma alcune volte è necessario scrivere anche se la musa non ha intenzione di collaborare!

3. Resilienza e umiltà

J.K Rowling ha impiegato ben sette anni dal’idea per Harry Potter e la pietra filosofale e la sua publicazione. Questo perché potevano passare mesi in cui la scrittrice teneva il manoscritto da parte, convinta fosse spazzatura.

“Il critico più crudele è spesso dentro la tua testa.”

Anche gli scrittori più affermati sono stati rifiutati diverse volte.

4. Coraggio

“La paura di fallire è la ragione più triste al mondo per non fare ciò che dovresti fare. […] Non preferiresti essere la persona che finisce davvero il progetto dei tuoi sogni, invece che la persona che parla di ciò “che avrebbe sempre voluto fare”?

5. Indipendenza

In questo ultimo punto la scrittrice di sofferma sui libri che promettono liste miracolose per l’ottenimento del successo, suggerendo di resistere alle tentazioni di seguire quelle liste.

Consiglia inoltre un sito web, Writer Beware, una risorsa per decidere che cosa può essere utile, che cosa si dovrebbe pagare e che cosa dovrebbe essere evitato, raccomandando di stare attenti alle truffe che si trovano online.

Conclude il punto dicendo che il compito dello scrittore, così come nella scrittura che nella vita, è di fare del proprio meglio, imparando il più possibile.

“La perfezione dell’arte è soltanto un po’ meno rara degli esseri umani perfetti”.

 

Fonte: https://www.jkrowling.com//

 

Curiosità, Scrittura

I primi esiti del contest letterario “Il lettore curioso” in collaborazione con Edity [IN AGGIORNAMENTO]

Buongiorno e buon inizio settimana!

Oggi sono usciti i primi due autori selezionati per il contest organizzato in collaborazione con la casa editrice Edity. Nei prossimi giorni usciranno gli altri, pertanto se non trovate il vostro nome in lista subito continuate a controllare, perché potrebbero uscire più avanti!

Dal sito della casa editrice:

Amici lettori,

pubblichiamo di seguito gli esiti del nostro primo contest letterario, organizzato insieme al blog “Il lettore curioso”.
Sono pervenuti tantissimi scritti di autori esordienti e selezionarli è stato veramente difficile. Il tema del concorso era la Natura, che poteva essere inclusa in qualsiasi genere letterario e avere un ruolo marginale o predominante.

La commissione composta dall’editore Ruggero D’Amico, dalla dott.ssa Elvira Martino, responsabile comunicazione e stampa Edity, e presieduta da Feliscia Silva, curatore del contest e del blog ha valutato tutti gli scritti e li ha recensiti.

La giuria ha determinato una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica e umana, in considerazione della qualità dello scritto, del suo valore, della forma espositiva e delle emozioni suscitate. Gli scritti ritenuti validi, a insindacabile giudizio della commissione, sono stati selezionati e verranno inseriti in una pubblicazione edita da dalla casa editrice Edity.

Il concorso, ricordiamo, prevede due vincitori. Uno per la categoria Poesie e uno per la categoria Racconti.

Il premio per i vincitori consiste in:
– Pubblicazione del racconto;
– Nr.3(tre) copie del volume edito a seguito del contest;
– Un buono del valore di 20(venti) euro presso lo store di Edity;
– Promozione dell’autore presso il blog “Il lettore curioso” e altre testate online di settore.

Per tutti i partecipanti selezionati è prevista:
– Pubblicazione del racconto;
– 1(una) copia del volume edito a seguito del contest;
– 1 buono del valore di 10(dieci) euro presso lo store di Edity

Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione al promotore del concorso senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. La proprietà intellettuale degli scritti rimane ai singoli autori.
Stiamo per svelarvi i primi due scritti selezionati, chissà che non ci siano anche i vincitori fra essi 😉

Per scoprire i primi due nomi: qui.

Domani aggiorneremo la lista, inserendo altri vincitori, per cui rimanete sintonizzati perché magari il vostro nome sarà tra questi 😉

 

Scrittura

Una vita da aspirante scrittore: Come reagire alle critiche negative

Buon pomeriggio cari lettori del blog! Oggi sarebbe dovuta uscire la recensione di un nuovo romance natalizio che ho visto, ma all’ultimo minuto ho deciso di cambiare programma. (La recensione uscirà comunque domani)  Come molti di voi già sapranno ho scritto un libro a quattro mani, il primo volume di una saga fantasy, uscito qualche mese fa. La risposta dei lettori fin’ora è stata davvero ottima, ma tra l’entusiasmo non sono mancate alcune critiche negative. (Anche se per fortuna sono una minima parte!)

Devo essere sincera: sul lavoro, così come nella scrittura o nella vita in generale ho sempre dato molto peso all’opinione delle persone. Quando ricevo delle critiche negative ho la tendenza a farmi condizionare da esse, finendo per deprimermi per giorni interi. Inizio a pensare di essere una fallita, a pensare che la scrittura, forse, non è davvero il mio destino. E poco importa che su una recensione negativa ce ne siano dieci entusiaste, io crederò sempre e comunque alla peggiore.

Siamo onesti, essere giudicati dalle persone fa male. Con la scrittura, uno scrittore decide di donare una parte della sua anima ai lettori. Imprime nelle pagine del libro le proprie fragilità, i propri pensieri, i propri desideri… A chi piacerebbe veder distruggere tutto ciò?

Nonostante le difficoltà ora quando ricevo una critica negativa cerco di analizzarla e, se  possibile, ne ricavo qualcosa di utile.  Per prima cosa dovete farvi la seguente domanda: La recensione è costruttiva?

Quando scrivo la recensione di un libro cerco sempre di essere il più obiettiva possibile. Ne analizzo gli aspetti positivi e quelli negativi, cercando di estrapolare il messaggio che l’autore ha voluto dare attraverso i personaggi e le tematiche trattate. Non sempre però un libro può essere capito da tutti. Può capitare che il recensore lo legga in modo troppo superficiale o che non faccia lo sforzo di analizzarne le potenzialità, soffermandosi ai difetti.

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Nel ricevere una recensione negativa è bene fare un passo indietro dal proprio ego e analizzarla. Nessuno scrittore è perfetto, può capitare di incorrere in errori, ma è anche vero che la lettura è qualcosa di molto soggettivo. Mi è capitato di ricevere lodi per lo stile del libro da parte di alcuni lettori, mentre un paio di lettrici lo hanno demolito. C’è chi riteneva avesse troppe descrizioni e chi invece le ha amate. Non è quindi facile discernere dalla propria opera e cercare di capire quali critiche possano avere un fondo di verità.

Ad esempio, se una persona critica il vostro protagonista definedolo “piatto” e altri cento lettori ne esaltano le potenzialità, ovviamente l’opinione della massa ha più peso. Ma se invece la critica inizia ad arrivare da numerose fonti, allora forse il protagonista potrebbe non essere perfetto quanto pensavate. In questo caso dovete porgervi la seguente domanda: Che cosa avrei potuto fare per migliorare il mio personaggio?

Questo passaggio è molto importante, perché vi permette di far crescere la vostra scrittura. E se la prima volta non è andata come previsto, potete stare certi che la seconda andrà meglio. Ricordate sempre che non siamo esseri perfetti e che non è pensabile piacere a tutti allo stesso modo. Essere abbattuti dalle critiche è normale, ma cercate sempre di ricavarne qualcosa di buono (dove possibile).

E voi come reagite alle opinioni negative tra scrittura, lavoro e vita in generale? Vi aspetto nei commenti!