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Normal People (Persone Normali): recensione della serie tv

La serie segue la complicata relazione tra Marianne e Connell, durante le scuole superiori nella piccola cittadina irlandese di Sligo, fino agli anni universitari al Trinity college a Dublino.
Marianne è cresciuta in una famiglia facoltosa, ma trascorre gran parte del suo tempo da sola; la madre è spesso assente e il fratello abusa psicologicamente di lei.
A scuola è una studentessa modello, ma non riesce a stringere amicizie. L’unico che sembra capirla è un suo compagno di scuola, Connell, un ragazzo popolare che frequenta di nascosto.
Connell è dolce e premuroso, nonché intelligente e appassionato di scrittura. Non ha difficoltà a interagire con i suoi coetanei, ma le cose cambiano quando viene accettato al Trinity College.
Nonostante i buoni voti, Connell ha difficoltà a integrarsi. Marianne, invece, sembra perfettamente a suo agio nella nuova realtà di Dublino.
I due ragazzi, però, si trovano ad affrontare le difficoltà della vita adulta. Si prendono, si lasciano, si ritrovano e si abbandonano, ma in un modo o nell’altro trovano sempre il modo di tornare l’una dall’altro.

La serie, autoconclusiva e divisa in 12 puntate, è tratta dal best-seller Persone Normali di Sally Rooney, uscito nel 2018.
I protagonisti, Marianne e Connell, sono interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, il quale è alla sua prima apparizione televisiva.
Ho trovato gli attori convincenti nei rispettivi ruoli e molto vicini ai personaggi descritti nel libro. Per il ruolo, Paul Mescal si è conquistato una candidatura agli Emmy Awards.
Ciò che mi ha colpito di più è stato il modo in cui sono riusciti a rappresentare la relazione dei due giovani, complice anche la chimica tra i due attori.
Non sono solo i dialoghi ad essere convincenti, il loro è un rapporto rafforzato dai gesti, dagli sguardi e dalle scene intime che gli coinvolgono.
Le scene sessuali sono numerose, ma non risultano mai forzate.

Normal People è una storia intensa, che racconta le difficoltà della vita adulta. La serie affronta tematiche importanti, come la salute mentale e il suicidio.
Non è facile trovare un prodotto televisivo che riesca a portare sullo schermo personaggi descritti con una tale complessità e al tempo stesso incredibilmente vicini allo spettatore.
Le Persone Normali citate nel titolo non descrivono i nostri protagonisti, quanto più la loro aspirazione a diventare persone normali. Ad abbattere quel senso di alienazione che affligge entrambi.
Perché Connell e Marianne si sentono inadeguati; Connell, con la sua fobia sociale e la solitudine che opprime le sue giornate e Marianne, che si butta a capofitto in una relazione abusiva dopo l’altra, perché ritiene di non meritare di meglio.
Normal People affronta il tema dell’identità e di quella lotta interiore nel trovare il proprio posto nel mondo.

La serie ha una cinematografia delicata e una colonna sonora azzeccata. Vi consiglio di recuperarla il prima possibile!

Se siete interessati al libro, lo trovate su Amazon al prezzo di 10,45€.

3 pensieri su “Normal People (Persone Normali): recensione della serie tv”

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