Curiosità

Donne Umaniste: Quando essere colte era peccato

Oggi le donne possono scrivere, studiare ed esprimere la propria opinione. Un diritto che non è sempre stato tale.

Durante il movimento culturale umanista, le donne non avevano la possibilità di frequentare la scuola pubblica e laurearsi (la prima donna al mondo a farlo fu Elena Cornaro Piscopia, oltre duecento anni dopo). Potevano dedicarsi agli studi soltanto sotto la supervisione di un tutore o un famigliare nella propria dimora e dovevano promettere che l’intenzione era di un arricchimento personale e nulla di più. Anche in questo caso il rischio era di costruirsi una pessima reputazione.

La superiorità intellettuale doveva restare una virtù maschile.

Diverse furono le donne umaniste che sfidarono queste convinzioni, studiando latino e greco e intrattenendo una fitta corrispondenza epistolare con intellettuali e figure di spicco del periodo.

Laura Cereta scrisse diverse raccolte di lettere ad altri intellettuali, nelle quali difendeva i diritti dell’educazione delle donne, parlava di morte, guerra, astrologia ecc… Fu costretta a scontrarsi con l’ostilità di altre donne, che la accusavano di cercare conquiste maschili o da uomini che negavano fosse l’autrice di lettere in latino così eleganti. Morì prematuramente all’età di 30 anni e i suoi scritti furono pubblicati soltanto nel 1997 in lingua inglese.

Alcune scrittrici furono costrette a rinunciare ai propri studi letterari dopo il matrimonio. È il caso di Cassandra Fedele, umanista attiva in dibattici pubblici e studiosa di greco e filosofia o Costanza da Varano.

Anche Isotta Nogarola dovette scontrarsi con dicerie sul suo conto, tra cui accuse di incesto con il fratello. Fu derisa per aver scritto all’intellettuale Guarino, il quale le rispose soltanto dopo una seconda lettera che lei gli inviò un anno dopo.

“Perché … sono nata donna, per essere disprezzata dagli uomini in parole e azioni? Mi pongo questa domanda in solitudine … La vostra ingiustizia nel non scrivermi mi ha causato molta sofferenza, la quale non poteva essere maggiore… Lei stesso ha detto che non potevo raggiungere alcun obbiettivo. Ma ora che nulla è risultato come avrebbe dovuto, la mia gioia ha lasciato il posto al dolore …per questo gli uomini mi prendono in giro ovunque in città e le donne mi deridono.”

A queste parole Guarino rispose:
Credevo e mi fidavo che la tua anima fosse maschile.. ma adesso tu sembri così modesta, così miserabile, e una donna per davvero, non dimostri nessuna delle stimate qualità che pensavo che possedessi.”

[Fonte]

Tra la ricca produzione epistolare, Isotta è ricordata soprattutto per aver dibattuto con Foscarini la questione di Adamo ed Eva, difendendo Eva dalle accuse che la vedevano come la più colpevole e moralmente debole.

Il ruolo delle donne in letteratura iniziò a cambiare nel secolo successivo, con lo sviluppo della poesia volgare.

8 pensieri su “Donne Umaniste: Quando essere colte era peccato”

  1. La cosa peggiore per me è leggere dell’ostilità di alcune donne del tempo verso queste grandi umaniste. Tra donne ci si dovrebbe sostenere! Anche oggi, purtroppo, percepisco un certo antagonismo tra le quote rosa. Spesso ci si vede come rivali, invece ci si dovrebbe considerare alleate.

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