Curiosità, Scrittura

Come la scrittura ha cambiato il mio approccio ai libri

Buona sera lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di come scrivere ha cambiato il mio modo di approcciarmi alla lettura e ai libri, soprattutto da quando ho pubblicato il mio primo libro. Non dimenticate di lasciami un commento; sono curiosa di sapere se la scrittura ha influenzato anche il nostro modo di leggere.

  • Errori e refusi

Occupandomi dell’editing e della correzione delle bozze nei miei scritti, quando leggo un libro mi trovo a guardare con occhio critico ogni refuso, come errori di punteggiatura (virgole, virgolette); ma anche l’uso della persona e del tempo verbale.

  • Storie alternative

Se un libro non mi è piaciuto particolarmente, immagino storie alternative per i personaggi, proprio come farei se avessi scritto io il libro. È un modo per allenare la mente e stimolare la creatività.

  • Imparare

Ogni lettura è un’occasione per imparare nuove regole grammaticali, raccogliere idee e diventare sempre più esperti nel campo della scrittura. Non a caso per essere un ottimo scrittore è necessario essere prima di tutto un lettore forte!

Leggendo si impara anche a capire che cosa uno scrittore non vuole trasmettere al proprio lettore e, al contrario, che cosa vorrebbe comunicare con le proprie parole.

Quando leggo cerco quindi di assorbire sempre nuove informazioni, che applico poi a miei scritti. Queste informazioni potrebbero essere ad esempio anche nuovi vocaboli, che arricchiscono il mio modo di scrivere.

  • Aspetto estetico

Da autrice self, ogni volta che leggo un libro mi soffermo sul tipo di carta utilizzato, l’impaginazione scelta e il design della copertina. Aspetti che prima ritenevo irrilevanti, ora sono un’occasione per studiare la “concorrenza” e ricavare idee per il futuro.

  • Confronto

Quando leggo un libro che appartiene allo stesso genere di uno dei miei scritti, lo metto subito a confronto, individuandone i punti deboli e forti. Cerco di domandarmi quali aspetti rendano quel libro migliore del mio e come posso fare per renderlo tale.

Attenzione però! Confrontare un libro o imparare da esso non significa plagiarlo!

  • Autori emergenti

Autopubblicarmi mi ha permesso di guardare i libri di autori emergenti sotto una luce diversa. Cerco di capire le difficoltà che promuoversi comporta, e al tempo stesso cerco di immagazzinare consigli e confrontare i modi di promuoversi di ciascun autore.

  • Lettori

Scrivere mi ha aperta di più verso il mondo dei lettori. Per chi scrive è fondamentale individuare le preferenze del pubblico. Ciò non significa scrivere esclusivamente ciò che il pubblico desidera (la scrittura deve rimanere un piacere), ma ascoltarne i consigli e capire gli errori che si tende a commettere.

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17 pensieri riguardo “Come la scrittura ha cambiato il mio approccio ai libri”

  1. Belli i tuoi consigli, davvero molto utili!! Anche per un blog, non solo per i libri. Scusa se ti faccio notare un errore…In autori emergenti hai scritto “mi ha permetto”. Perdono, non voglio fare la sapientina ma l’articolo parla di questo!

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  2. Gli errori e i refusi sono elementi che mi irritano da sempre, scrittura o no. 🤣
    Leggere è senza dubbio un’ottima base per trarre ispirazione, si colgono spunti qua e là anche inconsciamente.
    Come dici tu, l’importante è non plagiare e, aggiungerei, non mancare di originalità.

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    1. È molto difficile buttare fuori i propri pensieri. Sto provando a farlo sempre di più ma non è per niente facile.
      Grazie mille, ma ho ancora tantissimo da imparare!🙂
      Però sicuramente leggere aiuta a migliorarsi

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  3. Scrivere sì, ha cambiato il mio modo di leggere. Mi capita spesso di fare dei paragoni sopratutto su due aspetti: la fantasia e le emozioni. Bado sempre se queste due caratteristiche spiccano più nel testo che leggo o nell’ultimo che ho scritto. Sulla fantasia devo dire che vinco spesso io, ne ho tantissima, ma a volte leggo le emozioni scritte e impresse in modo più convinto di come riesco a presentarle io… si rimane un po’ delusi ma si impara…

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  4. Per lavoro traduco, anche se non romanzi, ma anche io mi sono accorta di approcciarmi alla lettura in maniera diversa. Rabbrividisco davanti a qualsiasi errore di punteggiatura o refuso (ho dovuto cancellare con il bianchetto tutte le virgole presenti tra soggetto e verbo nel mio testo di economia – sì, era prevista anche questa materia nel mio corso di studi – altrimenti non riuscivo ad andare avanti). Spesso mi chiedo com’era una certa frase nel testo di partenza, ma mi congratulo anche mentalmente con il traduttore se noto che ha risolto brillantemente un qualche gioco di parole. E in generale ne traggo ispirazione per nuovi vocaboli, soluzioni stilistiche e così via 🙂

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      1. Purtroppo sì, e non so come sia potuto accadere dato che immagino che il testo sia stato rivisto da qualcuno prima della pubblicazione 🙈
        Io ormai sono ossessionata dai mille controlli, rileggo quello che scrivo almeno 30 volte ed eseguo il controllo ortografico altre 50 😅

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