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Carve the Mark ~ Veronica Roth ~ Recensione

 

 

 

 

 

 


 

In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. CYRA è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici.
AKOS è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe.  Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l’unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi. Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro.

Qualche settimana fa mi é finalmente arrivato per posta un pacco che avevo atteso con impazienza, che conteneva tra i tanti libri, anche Carve the Mark di Veronica Roth. Avevo grandi aspettative per questo romanzo, tant’è vero che l’ho preordinato prima dell’uscita, senza nemmeno leggere la trama. Il preordine garantiva inoltre la possibilità di richiedere gratuitamente We Can be Mended, un estratto dell’autrice che narra la vita di Quattro dopo l’epilogo di Allegiant (Terzo capitolo della saga Divergent). Avevo fatto il preordine principalmente per questo motivo ma data la mia pessima memoria, ho scordato di inviare la richiesta, ricordandomene solamente quando il termine ultimo era già scaduto! Fortunatamente ho inviato un e-mail a Mondadori che ha messo il mio nominativo immediatamente nel database.

“Che cosa fai se avverti un’affinità proprio con gli acerrimi nemici del tuo popolo? Come ti fa sentire questo?” Questo è il quesito che si è posta l’autrice nel sviluppare l’idea, nata quando era appena dodicenne. Attorno a questo ruotano le vite di Akos e Cyra, provenienti da popoli molto diversi, ma uniti dal loro fato. Cyra è un personaggio complesso, plasmato dalla continua sofferenza che il suo dono le procura e che il fratello usa per torturare i suoi nemici. Akos è la chiave che permette a Cyra di essere una donna diversa, di aspirare a quel qualcosa in più.

Lo stile dell’autrice è chiaramente maturato dall’esordio con Divergent, Carve the Mark è frutto di un lungo lavoro che si discosta completamente dal genere distopico, approdando in una nuova galassia formata da pianeti molto diversi dalla Terra. La scrittura risulta però appesantita da continui termini sconosciuti, rendendo difficile non fermarsi ad ogni manciata di pagine e riflettere su quanto appena letto. Difficilmente mi capita di impiegare settimane per una singola lettura, ma Carve the Mark è riuscito in questo arduo compito. Non potrei esserne più delusa, soprattutto date le aspettative così alte. Quando si introduce un nuovo mondo, o in questo caso addirittura una galassia, se ne devono anche descrivere usi e costumi, ma in questo caso l’autrice è andata un po’ oltre, condensando troppe nozioni nella prima parte del libro. Ho avuto estrema difficoltà a immedesimarmi nei personaggi, a seguire il filo della storia e persino a trovare il desiderio di sfogliare le pagine successive. Mi ritrovo inevitabilmente a pensare a Harry Potter e al talento servito a J.K Rowling per creare un nuovo mondo, senza renderlo un enciclopedia di termini di difficile comprensione. Forse il progetto intrapreso da Veronica Roth era un po’ troppo vasto per le sue capacità, a tratti addirittura pretenzioso. Probabilmente il desiderio di mostrare la sua crescita stilistica e personale, si è rivelata una lama a doppio taglio.

Carve the Mark avrà un sequel, che sicuramente leggerò, perché nonostante il concentrato di difetti, l’idea alla base è coinvolgente e i personaggi risultano tutt’altro che privi di personalità.

Il mio voto per questo romanzo è di 2,5 su 5.

Carve the Mark non raggiunge la sufficienza per i motivi sopracitati, ma non è da considerarsi nemmeno un fallimento, in quanto l’idea alla base è buona e i personaggi mi sono piaciuti parecchio.

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Fatemi sapere nei commenti!

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6 pensieri riguardo “Carve the Mark ~ Veronica Roth ~ Recensione”

    1. A me Divergent non era dispiaciuto, la storia era coinvolgente, ma era chiaro che la scrittrice era alle prime armi e ancora non molto matura dal punto di vista stilistico. In Carve the Mark abbiamo il problema opposto!

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