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Generazione Seriale: personaggi LGBTQ+ nelle serie tv [estratto+intervista]

Oggi voglio presentarvi il nuovo libro di Giovanni Di Rosa, un saggio sul mondo della serie televisive. In particolare scopriamo alcuni estratti, tratti da un capitolo focalizzato sui personaggi LGBTQ+ nelle serie tv.
Ho anche avuto occasione di fare un paio di domande a Giovanni. Scopriamo tutti i dettagli insieme!
[P.s Alla fine del post troverete una sorpresa speciale!]

Buongiorno Giovanni e bentornato sul blog! Oggi ci presenti un libro speciale: Generazione Seriale. Com’è nata l’idea di questo libro e di che cosa parla?

Giovanni: Ciao Feliscia, grazie per avermi ospitato anche questa volta sul tuo blog. Generazione seriale è il mio ultimo progetto e si tratta di un saggio di critica televisiva, dedicato al mondo delle serie TV. Potrei dire che l’idea c’è sempre stata. Le serie sono una delle mie più grandi passioni. Ho semplicemente pensato di combinare tutte le ore passate davanti a uno schermo con il mio amore per la scrittura per creare questo libro. Non parlo solo di serie, o, per lo meno, non ne parlo in maniera astratta. L’obiettivo di “Generazione seriale” è approfondire la generazione dei millennials, il rapporto fra i millennials e le serie tv e la loro rappresentazione negli show televisivi. Sono partito dalla mia generazione perché è quella che ha assistito a una nuova profonda evoluzione del media televisivo e all’avvento delle piattaforme in streaming che ha attestato la trasformazione del telespettatore in un’epoca dominata dalla transmedialità.

L’estratto che ci presenti oggi si focalizza sulla rappresentazione della comunità LGBTQ+ nelle serie televisive. Secondo te la televisione ha finalmente raggiunto la giusta inclusività? O credi che ci sia ancora parecchia strada da fare?

Giovanni: Sì, è stato molto interessante fare le ricerche per questo capitolo, che io ritengo essere fra i più importanti dell’opera. Devo dire la mia. Le serie TV, per molti versi, stanno facendo quello che altri prodotti non riescono a fare. In uno show televisivo moderno la presenza di personaggi LGBT non è più utopia. Anzi, mi rendo conto che ci sono aziende – come Netflix – che puntano proprio sulla loro inclusività. Mi dispiace un po’ vedere che gli uomini gay sono ancora più rappresentati delle donne gay o dei transessuali, ma di sicuro posso dire che le serie televisive stanno proponendo messaggi inclusivi. Lo stesso, purtroppo, non accade nel cinema e anche nei programmi di informazione è ancora frequente che persino il linguaggio utilizzato per parlare di omosessualità, bisessualità o transessualità non sia quello adeguato.

“Gli show televisivi che hanno desiderato parlare di omosessuali e raccontarne le storie nei primi anni 2000 hanno intrapreso due differenti percorsi. O hanno cercato di delineare le persone LGBT come individui alle prese con tutti i drammi e le difficoltà di fare coming out e di trovare un modo per far funzionare la propria vita. Assumendo, dunque, uno stile di vita e un modo di fare che non li esponesse troppo alle critiche e che non li facesse notare in modo eccessivo (mi viene in mente il personaggio di Jack McPhee, interpretato da Kerr Smith, in “Dawson’s Creek”). Oppure hanno cercato di raccontare la comunità gay in modo più realistico e senza filtri.”

A chi è rivolto questo libro e qual è il capitolo di cui vai più fiero?

Giovanni: E’ rivolto a tutti gli appassionati di serie televisive. Anche se c’è un focus sulla generazione dei millennials, si parla di evoluzione della televisione e di società e costumi. Può essere interessante per qualsiasi appassionato di televisione. E ci tengo a fare una specificazione. Le serie televisive rientrano nel media televisivo. Purtroppo esiste un pregiudizio nei confronti della televisione. Alcune persone pensano che se si dica televisione, si intenda soltanto la televisione generalista, i reality e i programmi spazzatura. C’è proprio una difficoltà linguistica dettata da un pregiudizio. Alcune persone, per fare un esempio, hanno commentato dei miei post su questo saggio, dicendo che odiano la televisione (pur amando le serie televisive), il che mi ha proprio confuso e mi ha spinto a voler chiarire questo punto. Nel libro non parlo di “Uomini e donne” o dei programmi della D’Urso, state tranquilli. Comunque, riferendomi al capitolo di cui vado più fiero, devo sicuramente rispondere “Una generazione fallimentare”. Parlare dei miei coetanei e della loro rappresentazione televisiva è stato il momento più intenso e soddisfacente del processo di scrittura. Ci sono tanti tipi di millennials e sono tutti accomunati da alcuni problemi che, ormai, sono sotto gli occhi di tutti. Viviamo un periodo storico pieno di incertezze in cui sembra che sia diventato proibito anche sperare di avere l’indipendenza economica e le risorse per costruire una famiglia, figuriamoci sognare il successo. Spero che il mio libro possa stimolare una riflessione nei miei lettori e proporre una divertente e interessante indagine sulla nostra realtà.

“Will & Grace”, sotto molti punti di vista, può essere considerata davvero una pietra miliare nell’evoluzione della rappresentazione della comunità LGBT in televisione. La serie creata per la NBC da Kohan e Mutchnick stravolse le regole del gioco, facendo diventare una serie in cui tre dei quattro personaggi principali non si identificavano come etero una vera e
propria hit televisiva. Molto più di altre sitcom “Will & Grace” decise di osare e lo sforzo venne ripagato, riuscendo a far diventare popolari anche nella popolazione eterosessuale personaggi gay che non si nascondevano o che non rinunciavano alla propria vita sentimentale (personaggi agli antipodi, dunque, rispetto a Jodie di “Soap”).”


Ho avuto occasione di leggere un capitolo del libro in anteprima, di cui ho inserito due brevi estratti e sono colpita dalla cura che Giovanni Di Rosa ha messo nel trattare la tematica.
Come sono cambiati i personaggi LGBTQ+ negli ultimi anni e come è cambiata la percezione del pubblico?
Giovanni affronta l’evoluzione della rappresentazione LGBTQ+ in televisione, dagli esordi fino ai giorni nostri. Nel farlo analizza alcune tra le serie televisive che più hanno segnato la storia moderna, da Will & Grace a Glee.
La rappresentazione della comunità LGBTQ+ in televisione è soltanto una parte del libro e non vedo l’ora di scoprire per intero che cosa offre Generazione Seriale.
Credo che il progetto di Giovanni sia unico e possa interessare a tutti gli appassionati di serie televisive.

Come promesso, oggi Giovanni ha messo a disposizione per voi una promozione speciale. L’ebook sarà infatti disponibile gratuitamente per 24 ore. Vi consiglio di appofittarne! Per scaricarlo su Amazon, potete cliccare qui.


SINOSSI

Conoscere i nostri tempi per il tramite delle serie tv.
Molti credono che dalla televisione non si possa apprendere nulla, ma si sbagliano. Negli ultimi vent’anni gli show televisivi hanno assunto un ruolo di primo piano, non solo nei palinsesti ma anche nelle nostre vite, offrendo uno spaccato della realtà più o meno attendibile.

Avete mai pensato di indagare l’evoluzione della nostra società e dei nostri costumi attraverso le serie tv? Questo è quello che si prova a fare in “Generazione seriale”, un viaggio nel mondo della televisione per comprendere non solo i tempi moderni ma anche una generazione, quella dei millennials, che ha assistito all’evoluzione e all’ascesa delle serie televisive. Dalla rinascita creativa degli anni Novanta fino all’avvento delle piattaforme di streaming.