Recensioni

Bridget Jones’s Baby. I diari [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno cari lettori, come state? Ho continuato la lettura della serie di libri di Bridget Jones, questa volta con il terzo in ordine temporale e il quarto in ordine di uscita: Bridget Jones’s Baby. I diari.

Sono passati cinque anni dalla rottura del fidanzamento tra Bridget Jones e Mark Darcy, e Bridget è più in forma che mai, è produttore esecutivo di un programma televisivo e possiede persino una nuova automobile accessoriata. Le persone che la circondano le rammentano però di continuo che sta invecchiando e le resta poco tempo per sistemarsi e fare un bambino. All’ennesimo battesimo delle sue amiche, Bridget incontra Mark Darcy, per la prima volta da quando è single e i due finiscono a letto.

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Qualche giorno dopo la donna si rifugia tra le braccia del suo ex, il donnaiolo Daniel Cleaver, con il quale trascorre una notte di passione. Tre mesi dopo Bridget si rende conto di essere rimasta incinta, ma di chi sarà il bambino? Dell’avvocato Mark che l’ha lasciata il malo modo o del superficiale Daniel?

Il nuovo capitolo della vita di Bridget è stato scritto in occasione del film (e si vede), che però ha visto l’introduzione di un nuovo personaggio al posto di Daniel Cleaver (interpretato da Patrick Dempsey), che è dato per disperto in seguito a un incidente. La trama principale segue quella del film, cambiano invece diversi dettagli.

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Ho trovato il quarto libro un po’ sottotono rispetto ai primi due, ma comunque scorrevole e divertente da leggere (l’ho divorato neanche una giornata). Bridget è sempre la solita pasticciona ma, per fortuna, un po’ meno ossessionata dal proprio peso.  Non è maturata neppure con l’età e come nei precedenti, la sua goffagine va un po’ troppo oltre la realtà. Alcuni suoi comportamenti infatti, invece di divertirmi, mi hanno infastidita perché troppo caricaturali.

Rispetto ai precedenti, in questo volume la scrittrice ha dato meno spazio alla caratterizzazione della protagonista. Allungare la storia di un centinaio di pagine, come con i capitoli precedenti, avrebbe senz’altro giovato alla trama. Bridget Jones’s Baby sarebbe potuta essere un’occasione per mostrare il ruolo di una donna single, che si ritrova a dover affrontare una gravidanza senza l’aiuto di nessuno, ma questo aspetto viene ridotto a una manciata di pagine.

Anche in questo caso il film è meglio del libro, ma se cercate un libro leggero, senza troppe pretese la serie di Bridget Jones’s è sempre piacevole.

Potete acquistare il libro qui al prezzo di 15,30€.

Trovate le recensioni della serie qui:

 

 

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[RECENSIONE] Quando eravamo eroi di Silvio Muccino

Ciao a tutti i lettori del blog e buon inizio settimana! Dovete scusarmi per l’assenza degli ultimi giorni ma sono stata un po’ impegnata con il lavoro, recupererò il prima possibile! Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto per il mio club del libro: Quando eravamo eroi di Silvio Muccino.

muccino.jpgAlex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all’altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, ma, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità…

Prima di scegliere il libro per il club mi è capitato di guardare alcune interviste di promozione al libro, che hanno scatenato la mia curiosità. Avendo inoltre letto diverse recensioni positive le mie aspettative erano piuttosto alte. Le caratteristiche per rendere interessante questo libro c’erano tutte, persino un “mistero” che ha catturato la mia attenzione fin dalla sinossi. Eppure nonostante le buone premesse ci sono diversi aspetti che non mi hanno convinta del tutto…

Possiamo definire Quando eravamo eroi come una storia di amicizia, ma anche di transizione dall’adolescenza all’età adulta. I protagonisti sono cinque amici, cinque “alieni” la cui vita ha subito una brusca svolta quando uno di loro, Alex, li abbandona senza alcuna spiegazione. Quell’abbandono si ripercuote inevitabilmente sulle vite degli alieni, spezzando l’equilibrio che si era creato tra loro. E così l’autore ci invita nelle loro vite, segnate da un dolore che non si è mai rimarginato del tutto.

E per scoprire che cosa è successo ad Alex, i quattro amici ormai cresciuti accettano il suo invito a trascorrere un weekend nella sua casa di campagna. Per loro niente sarà più lo stesso…

silvio_muccino-k99F--1280x960@Web.jpgQuando eravamo eroi è un libro che si legge davvero in poco tempo, io stessa l’ho terminato in una mezza giornata. Silvio Muccino è senz’altro un discreto scrittore, non eccezionale ma si tratta pur sempre della sua prima opera in solitaria.

Se da una parte abbiamo i quattro amici, Eva, Rodolfo, Torquemada e Melzi piuttosto ben caratterizzati, con Alex lo scrittore si è mantenuto in superficie. Il protagonista è fin troppo perfetto, troppo buono, troppo apprezzato dagli altri e per me è stato difficile entrare in sintonia con lui. Mi è inoltre sembrato che Muccino abbia voluto strafare nel dipingere gli animi complessi degli altri quattro alieni, finendo per dare vita a dei personaggi che si avvicinano troppo a uno stereotipo.

A mio parere l’idea di fondo di questo romanzo è buona, ma non è esente da difetti, anzi. Ci sono ancora molte cose che potrei dire di Quando eravamo eroi, ma siccome la storia di concentra in un romanzo di 236 pagine ogni parola in più potrebbe rovinarvi la lettura.

Il mio voto per questo libro è di 2,8 su 5.

P.S: Vorrei anche fare un appunto sulla copertina, che per quanto sia carina non ha niente a che fare con il romanzo. Per cominciare i personaggi del libro sono cinque, mentre l’immagine ne raffigura tre, e in secondo luogo quando gli alieni si incontrano sono già adolescenti, mentre sulla copertina troviamo dei bambini. Qualcuno ha capito il nesso tra romanzo e copertina? In tal caso fatemi sapere nei commenti!

Potete acquistare Quando eravamo eroi su amazon, al prezzo di 14,45€.

E a voi è piaciuto Silvio Muccino nelle vesti di scrittore?

Dal libro al film, Recensioni

Call me by your name: Un orgoglio made in Italy “snobbato” dagli italiani

Buon venerdì a tutti! Non mi occupo spesso di cinema, ma oggi voglio farlo per parlarvi di un capolavoro (sì, non esagero!) che ho visto ieri e che ho amato. Questo post nasce in parte come sfogo, ma anche perché non riesco a smettere di pensare al film e volevo discuterne con voi.

Call me by your name (Chiamami col tuo nome) è un film del 2017 del regista italiano Luca Guadagnino. È tratto dal romanzo omonimo di  André Aciman, con protagonisti Timothée Chalamet e Armie Hammer.

Elio è un ragazzo diciassettenne che ama la musica e la lettura, e trascorre le estati nella villa di famiglia nelle campagne di Crema, in nord Italia. Le sue tranquille giornate vengono però movimentate dall’arrivo di Oliver, uno studente statunitense di ventiquattro anni ospite del padre di Elio, professore universitario. Oliver passa tre mesi alla villa per lavorare sulla sua tesi universitaria, ma tra passeggiate e nuotate con l’adolescente Elio tra i due inizia lentamente a crescere un sentimento.

Quando ho visto il trailer qualche tempo fa ho segnato subito il titolo del film, perché non volevo perdermelo. Qualche giorno dopo l’uscita ho però scoperto che nessun cinema della mia provincia trasmetteva il film! Confrontandomi con altre persone sul web ho realizzato che diversi cinema italiani non prevedono la pellicola tra la programmazione, oppure la trasmettono in orari improponibili. Questo fatto ha scatenato in me molta costernazione. Call me by your name è un film girato interamente in Italia, il regista e parte della troupe sono italiani e persino il protagonista Timothée Chalamet ha dovuto imparare la nostra lingua. Come se non bastasse il film è stato candidato a diversi premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Attore Protagonista a Timothée Chalamet, nel ruolo di Elio.

Il disinteresse mostrato dall’Italia nei confronti di Call me by your name mi ha lasciata basita, soprattutto sapendo che tantissime persone lo hanno amato e richiesto nei cinema. È scandaloso che gli spettatori debbano ricorrere allo streaming perché non viene data la possibilità di ammirarlo al cinema.

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Chiusa questa parentesi/sfogo voglio spendere qualche parola sulla bellezza di questo film. Call me by your name non è una pellicola dinamica o ricca di avvenimenti, al contrario è piuttosto lenta. Eppure ha la capacità di catturare lo spettatore, perché con la sua semplicità arriva al cuore delle persone. La sceneggiatura è ben scritta, ho amato i dialoghi, così veri e ben bilanciati. Call me by your name è l’evoluzione e la scoperta di un amore, di un sentimento nuovo, di quelli che capitano una sola volta nella vita.

Il contatto tra i due protagonisti è delicato, proprio come dovrebbe essere l’approccio di un adolescente a un amore di questo tipo. Armie e Timothée hanno una forte intesa e come attori hanno saputo trasmettere appieno i sentimenti dei personaggi da loro interpretati.

Non esagero dicendo che questo film rientra nella TOP 10 dei miei preferiti. Luca Guadagnino ha parlato di un possibile seguito e personalmente penso che amerei vederlo, non ne ho ancora abbastanza di Elio e Oliver!

Voglio citare anche la meravigliosa colonna sonora, di cui vi lascio qui sotto la canzone Mystery of love di Sufjan Stevens.

Se volete leggere il libro, potete trovarlo qui al prezzo di 14,45€.

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[RECENSIONE] Io, Sara di Marta Moroni

Ciao a tutti! Scusate la latitanza ma in questi giorni a causa del maltempo ho avuto problemi a connettermi al WI-FI. Sono però tornata e nei prossimi giorni pubblicherò una serie di articoli che spero potranno piacervi.

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Oggi voglio invece parlarvi di un libro che mi è stato gentilmente inviato da un’autrice esordiente, Marta Moroni. La lettura in questione è Io, Sara, romanzo che è entrato a far parte della LIBROTERAPIA.

La libroterapia è una pratica finalizzata al benessere della persona che coinvolge la lettura di un testo e un terapeuta. Secondo diversi studi la lettura può aiutare a raggiungere una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé.

“Era un tiepido sabato pomeriggio di fine inverno. Sara era seduta sul divano di casa immersa in un assordante silenzio. Si guardava attorno un po’ smarrita alla ricerca di un oggetto familiare alquale aggrapparsi per uscire dalla melma in cui si sentiva intrappolata, fino a quando, chinando lievemente il capo, il suo sguardo si posò sul piccolo oggetto rettangolare accanto a sé racchiuso nella sua custodia rossa.”

∼ Recensione

Sara è una donna e madre di quarant’anni con la passione per la lettura e la scrittura. L’incontro con Giorgio, collega di lavoro, diventa per lei una ventata d’aria fresca in una vita ordinaria. Tra i due inizia presto una fitta corrispondenza, fatta di e-mail e uscite, e Sara viene travolta dai sentimenti che prova per l’uomo. Ma ben presto la donna si rende conto di essere diventata dipendente da quella corrispondenza, e dal suono che le annuncia ogni sera una nuova e-mail di Giorgio…

Tra flashback e profonde riflessioni Io, Sara è una sorta di viaggio emozionale attraverso il cambiamento di una donna, con le sue paure e incertezze, ma anche voglia di riscatto e di superare i propri fallimenti.

Dal libro traspare la grande passione dell’autrice per la scrittura, che in questo caso diventa un mezzo fondamentale per la protagonista nel processo terapeutico che si ritrova ad affrontare.

Io, Sara e i suoi post-it

Se vi aspettate un romanzo ricco di avvenimenti o colpi di scena, non è il caso di Io, Sara. E devo ammettere che forse questo aspetto un po’ mi è mancato durante la lettura. L’autrice ha dato molto spazio alla parte introspettiva, focalizzandosi quasi esclusivamente sui sentimenti e sul percorso terapeutico di Sara. A questo proposito Marta Moroni è riuscita in modo magistrale a dare voce ai pensieri di una donna profondamente ferita. Perché durante la lettura chiunque potrebbe ritrovarsi in Sara e la scelta di includere il romanzo nella libroterapia è a mio parere più che azzeccata.
L’autrice ha scritto il libro utilizzando una tecnica molto particolare. La sua scrittura non è solo profondamente introspettiva, ma è anche a tratti divertente, scorrevole e coinvolgente. Ogni capitolo si apre con una citazione famosa, e la narrazione non segue un tempo preciso, ma spazia da passato a presente e viceversa.
A un lettore che vuole approcciarsi a questa lettura mi sento di dire che deve farlo con la consapevolezza che non leggerà un libro con una trama ricca. La storia d’amore tra Sara e Giorgio è infatti quasi marginale, e Io, Sara non è mio avviso assolutamente un romanzo rosa. Come già ribadito sopra è la stessa protagonista a essere il centro del libro.
Io, Sara è sicuramente una lettura che mi sento di consigliare, anche se è lontana dal genere di libro che di solito prediligo e per questo motivo non l’ho apprezzata fino in fondo. In ogni caso non nego che sia un libro curato in ogni aspetto e una lettura che può aiutare chiunque si apra ad essa.
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[RECENSIONE] Il tuo anno perfetto inizia da qui

Buon  fine settimana a tutti! Come state? Io anche questo weekend lavorerò, ma sono riuscita a ritagliarmi un po’ di tempo per scrivere la recensione di questo romanzo.

Ringrazio la casa editrice Garzanti per avermi inviato il libro che ho richiesto io, di cui perlaltro parleremo alla riunione del club del libro questo mese. Vi lascio alla sinossi e  alla recensione, buona lettura!

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Tutti, almeno una volta, abbiamo iniziato l’anno impugnando una lista di buoni propositi. Ma per Jonathan non è così. Intrappolato in una vita monotona, ha perso la fiducia in un futuro diverso. Fino a quando, il primo gennaio, trova un’agenda piena di appuntamenti già fissati per tutto l’anno. Per uno come lui sono impegni troppo stravaganti, lontani dalla sua solita vita: camminare a piedi nudi sull’erba, dormire sotto le stelle, svegliarsi all’alba per assistere al sorgere del sole. Eppure, senza sapere di chi sia l’agenda, decide di andare al primo appuntamento.[…]

Jonathan Grief è un quarantenne di Amburgo con una vita ordinaria. Proprietario di una casa editrice di cui non si cura e divorziato da ormai diversi anni, Jonathan passa le giornate scrivendo lettere di reclamo, facendo jogging o visita al padre alla casa di riposo. La sua vita cambia all’improvviso quando trova una borsa contenente un’agenda piena di impegni fissati per tutto l’anno. Nonostante lo scetticismo iniziale, Jonathan viene rapito dalla grafia di quell’agenda e la curiosità lo spinge a voler cercare il proprietario…

∼ Recensione

Quando questa lettura è stata proposta per il club del libro ero un po’ titubante, a causa del numero di pagine (442), temevo infatti di non riuscire a portarla a termine nei tempi stabiliti. Invece in pochi giorni ho concluso il libro, che ho trovato molto scorrevole. Lo stile è infatti piuttosto semplice, ma molto coinvolgente.

Jonathan Grief è il protagonista maschile di questa storia, e anche il personaggio che più vediamo evolvere nel corso della lettura. Per tutta la vita è stato condizionato dalle opinioni del padre, un rigido uomo di altri tempi. Nonostante non sia più a capo dell’azienda da ormai molti anni, Jonathan ne segue ancora le orme, senza riuscire ad evolvere e a mettersi in discussione. L’agenda e gli appuntamenti fissati sono per lui quindi un vero e proprio salto nel vuoto, attività che mai avrebbe immaginato di fare. Il personaggio di Jonathan mi è piaciuto molto, anche se devo ammettere che all’inizio la sua altezzosità mi ha fatta un po’ storcere il naso.

Hannah è una ragazza solare e piena di entusiasmo. Da sempre ama stare in mezzo ai bambini, e la passione per il proprio lavoro l’ha portata ad aprire un asilo con la sua amica del cuore. Hannah ha tutto ciò che ha sempre voluto, un uomo che ama e il lavoro dei propri sogni, ma una notizia inaspettata le sconvolgerà la tranquilla esistenza…

Il mistero dell’agenda ha tenuto alta la mia curiosità per gran parte della lettura. Non riuscivo a smettere di chiedermi come fosse giunta a Jonathan e per quale ragione, e l’alternarsi di due storie è stata a mio parere una mossa vincente. Mi sono piaciute le citazioni riportate nell’agenda, e anche gli esercizi trascritti. Potrebbe essere uno spunto interessante da ripetere a casa.

«Da quel momento voleva considerare l’agenda, di cui a quanto pare nessuno sentiva la mancanza, come un calendario dell’avvento. Così avrebbe iniziato ogni giornata con una bella sorpresa. Con qualcosa di inaspettato, il suo oracolo del mattino, il suo… già, il suo programma di intrattenimento segreto.»

Credo che tutti ci siamo sentiti come Jonathan almeno una volta nella vita, troppo presi dalla routine e dalle opinioni altrui. Per questa ragione credo che molti lettori si ritroveranno nel protagonista maschile, arrivando a chiedersi se non è forse giunto il momento di cambiare la propria vita.

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[La città tedesca di Amburgo fa da sfondo alle vicende di Jonathan e Hannah. Foto flixbus]

Tuttavia questo non è un romanzo perfetto come suggerisce il titolo. Due terzi della lettura sono piuttosto dettagliati e curati, mentre l’ultima parte scorre davvero troppo veloce. È come se la scrittrice si fosse accorta che il romanzo stava diventando molto lungo, e abbia voluto concludere in fretta e furia. Gli eventi finali sembrano quindi un po’ “raffazzonati”, ed è un vero peccato perchè fino a quel punto il libro mi stava piacendo molto.

Il mio voto per questo romanzo è di 4 su 5.

Avrei ancora tante cose da dirvi, ma non voglio rischiare di rovinarvi il piacere della lettura. Spero di aver suscitato il vostro interesse, se volete leggere il libro lo trovate qui.

Recensioni

[RECENSIONE] Il dizionario delle emozioni ∼ Elle Caruso

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Oggi voglio parlarvi di un libro che mi è stato inviato da Elle Caruso, scrittrice che ha all’attivo tre romanzi. Il dizionario delle emozioni è uscito ad agosto e potete acquistarlo qui. Se volete conoscere la mia opinione in merito alla lettura, vi lascio alla sinossi e alla recensione…

dizionarioLa vita di Rose Wayne, brillante specializzanda in chirurgia, sembra perfetta, almeno in apparenza.
In pochi sanno che dietro quell’impeccabile facciata si nasconde il caos, in pochi conoscono il significato della parola alessitimia: incapacità di riconoscere le proprie emozioni e di comunicarle verbalmente. Letteralmente, non avere parole per le emozioni. La vita di Eric Dixon, professore universitario di arte con un passato da pugile alle spalle, viene improvvisamente sconvolta quando la fidanzata lo lascia per un altro uomo, e in un attimo Eric si ritrova a dubitare delle proprie certezze e delle proprie scelte.Quando Eric e Rose si incontrano, tra loro scatta subito un’innegabile intesa, ma a causa delle loro paure e delle loro insicurezze i due non fanno che attrarsi e respingersi a vicenda.
Solo dopo aver toccato il fondo, entrambi si rendono conto che è arrivato il momento di mettere ordine nelle rispettive vite e di fare pace con il passato prima di poter pensare al futuro.
Ma il passato ritorna, ed è ancora capace di mettere tutto in discussione…

Rose è una specializzanda in chirurgia, che deve fare i conti con una famiglia che tiene più alle apparenze che ai rapporti umani, almeno da quando il fratello è morto improvvisamente dieci anni prima. Rose soffre inoltre di una condizione che le rende difficile comunicare e percepire i propri sentimenti: l’alessitimia.

Eric, promessa del pugilato, ha lasciato lo sport che ama per dedicarsi a una vita più tranquilla, insegnando come professore universitario. Ma quando la ragazza che lo ha convinto a fare il grande passo lo lascia, le sue certezze crollano improvvisamente, ed Eric inizia a mettere in dubbio le sue scelte.

∼ Recensione

Quando si legge un romanzo rosa il rischio è di imbattersi in una storia già sentita, personaggi che non hanno nulla da dire e che si trascinano per centinaia di pagine tra tira e molla. Non è il caso di questo libro che riesce a bilanciare le storie di Rose ed Eric alla perfezione, senza condirle di eccessivo sentimentalismo.

Quello che ho apprezzato nei personaggi è il fatto che fossero umani, con i loro difetti, dubbi e paure. All’inizio della lettura ammetto che Rose non mi stava molto simpatica, ma proseguendo ho capito che dietro al suo atteggiamento si nascondeva una giovane donna molto complessa e bisognosa di aiuto. Eric invece mi è piaciuto fin da subito, anche se neppure lui è esente da difetti (per citarne uno: un temperamento un po’ troppo impulsivo!).

Lo stile di scrittura è molto curato, ma al tempo stesso scorrevole. La scrittrice scava a fondo nei sentimenti dei protagonisti, permettendo al lettore di immedesimarsi nelle loro storie, e affezionarsi alle loro vite.

Il romanzo è piuttosto breve e quando l’ho iniziato temevo che la narrazione sarebbe stata troppo sbrigativa. Invece il numero di pagine è adeguato alla storia raccontata. Inoltre sono rimasta colpita da come la scrittrice sia riuscita a costruire due personaggi che evolvono così profondamente in un arco narrativo breve.

Il dizionario delle emozioni è una lettura molto piacevole, che ho terminato in poco più di una giornata. Ve lo consiglio se siete alla ricerca di una storia d’amore che non sia troppo sdolcinata, ma  ricca di emozioni umane, con una notevole caratterizzazione e crescita dei protagonisti.

Il mio voto per questa lettura è di 4,5 su 5.


∼ Biografia dal blog di Elle

Alessia Caruso è nata il 20 Settembre 1991 a Cosenza, città dove attualmente vive. Sin da piccola sperimenta svariate forme d’arte per esprimere al meglio la sua creatività, ma solo nella scrittura trova finalmente il suo posto. Quando scrive si fa chiamare Elle. Nel 2015 ha auto-pubblicato il suo romanzo d’esordio, “Attraverso l’obiettivo” e l’anno seguente pubblica “Emerald Gloom”.
Ad Agosto 2017 esce il suo terzo romanzo “Il dizionario delle emozioni”…


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[RECENSIONE] Storie fantastiche di gente comune ∼ Stefano Valente

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Era già da un po’ di tempo che mi era capitato di imbattermi, in alcuni blog, nel libro “Storie fantastiche di gente comune“, e sia la trama che la copertina mi avevano incuriosita. È stata quindi una piacevole scoperta quando lo scrittore (che ringrazio) mi ha contattata per chiedermi una recensione. Vi lascio alla sinossi e poi alla mia opinione in merito.

sv.jpgUn eroe non è un impavido guerriero, un martire o un conquistatore di consensi popolari. Un eroe è semplicemente una persona. Un eroe è il prescelto di se stesso, colui che compie una scelta per un bene a lui caro. Naturalmente, una scelta audace. Io, la Voce Narrante, canterò le gesta di tre eroi che hanno compiuto la loro scelta. Paolo, un militare devoto all’uniforme e fedele alla Patria, che ha rinunciato al suo status di militare per inseguire il suo bene. Il secondo eroe è Chiara, un’affascinante ragazza dall’intelligenza fuori dal comune che, attraverso la ragione, vi condurrà in un viaggio fantastico tra nozioni scientifiche e colpi di scena. Infine c’è Matteo, un brillante avvocato che dovrà rimediare ad un imperdonabile errore. Casi irrisolti, verità nascoste e false speranze comporranno la strada che Matteo dovrà percorrere fino all’attuazione della giustizia.

∼ Recensione

I protagonisti di questo romanzo sono Paolo, Chiara e Matteo, tre persone con tre storie differenti, che si trovano di fronte a una scelta che cambierà la loro vita per sempre…

Storie fantastiche di gente comune è un romanzo piuttosto breve, che ho letto in un paio di giorni e che ha al proprio interno tre storie diverse non collegate tra loro. Il libro alterna una Voce Narrante al punto di vista del protagonista di ogni storia. Ho apprezzato questa tecnica utilizzata dallo scrittore, anche se in parecchi punti mi è quasi sembrato che il romanzo fosse troppo sbrigativo. Anche se lo stile è molto scorrevole e le vicende narrate coinvolgono il lettore, alcune parti non mi sono sembrate curate come avrebbero dovuto. In altri casi ho trovato invece che venissero forniti fin troppi dettagli superflui. Ne è un esempio nella storia di Chiara, dove vengono descritti molti elementi tecnici relativi al farmaco Athena, che distolgono l’interesse del lettore.

La storia di Paolo è probabilmente la mia preferita e anche quella che mi ha commossa di più. Paolo è un militare, che contro al parere della famiglia ha scelto l’amore per la Patria. La particolarità della trama di questo brano arriva quasi interamente alla fine, ma nonostante ciò ho apprezzato molto anche l’intermezzo.

Essendo il libro piuttosto breve credo che l’autore avrebbe potuto dilungare di più il corso degli eventi di ogni storia. Eppure, nonostante la brevità della narrazione, mi ha colpita il fatto che tutti i personaggi fossero ben caratterizzati. Come già accennato in precedenza il mio preferito è Paolo, a cui mi sono affezionata subito. Non ho provato particolare simpatia per Chiara, ma non credo che fosse l’intento dell’autore. La storia di Chiara è invece molto interessante, ma anche in questo caso avrei preferito un maggiore approfondimento. La vicenda del farmaco Athena avrebbe potuto persino diventare un romanzo a sé. Mi ha un po’ delusa il fatto che l’opposizione di Chiara nei confronti della casa farmaceutica si sia risolta così rapidamente.

Devo aggiungere una cosa che ho particolarmente apprezzato: la copertina. Gran parte degli scrittori che scelgono la strada dell’auto pubblicazione non curano a dovere l’aspetto estetico del loro libro, grave errore! La copertina è fondamentale in un romanzo, perché presenta ad ogni potenziale lettore la propria opera.  Storie fantastiche di gente comune ha una copertina molto curata e soprattutto inerente alla trama del romanzo.

Il mio voto per questo romanzo è di 3,75 su 5.

Se siete interessanti all’acquisto lo trovate qui al prezzo di 8,50€ per il formato cartaceo, e a soli 0,99€ per l’ebook.

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[RECENSIONE] La Corona di mezzanotte di Sarah J. Maas

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Ho finalmente terminato La corona di mezzanotte, secondo volume della saga fantasy “Il trono di ghiaccio”. Dico finalmente, perché sono stata costretta a interrompere la lettura diverse volte per fare il posto ad altre più urgenti.

Se vi siete persi la recensione del primo volume, la trovate qui.

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Celaena è sopravvissuta ai lavori forzati nelle tremende miniere di Endovier e ha vinto la gara all’ultimo sangue per diventare la paladina del re. Da mesi il suo compito è uccidere per conto del sovrano, ma lei non ha mai rispettato il giuramento di fedeltà al trono: ha concesso alle vittime la possibilità di fuggire e ne ha inscenato la morte. Nessuno conosce il suo segreto, né il valoroso Chaol, l’amico e confidente di sempre, né il principe Dorian, ancora innamorato di lei. Ma quando una notte, in un corridoio buio, Celaena scorge una figura avvolta in un mantello nero, un altro segreto irrompe nella sua vita: nei sotterranei della fortezza cova una minaccia oscura e devastante, forse legata agli antichi riti magici banditi dal regno… È il momento delle scelte: contrastare questa magia ancestrale o andarsene? Abbandonarsi a un nuovo amore o rinunciare?

Celaena, dopo aver vinto il torneo, è finalmente diventata la paladina del Re. Il suo compito è quello di uccidere chiunque il Re le ordini, ma Celaena di nascosto da tutti, non adempie al suo dovere, lasciando fuggire le vittime e inscenando il loro omicidio. A seguito del pedinamento di uno degli uomini che deve “uccidere” Celaena verrà coinvolta in degli intrighi che cambieranno la sua vita per sempre…

∼ Recensione

throne2Finalmente mi sono potuta immergere nel fantastico mondo creato da Sarah J. Maas, ritrovando i personaggi che avevo lasciato nel primo volume. Chaol si riconferma il mio personaggio preferito, che in questo secondo capitolo si è avvicinato ancora di più a Celaena, dopo che lei ha chiuso definitivamente con Dorian. Chaol non riesce ancora ad accettare completamente i sentimenti che prova per lei, costantemente bloccato da ciò che Celaena rappresenta. Il capitano della guardia inoltre, inizia a mettere in dubbio la sua lealtà verso il Sovrano, e l’arrivo del padre a corte non fa che peggiorare la situazione.

Dorian, che non mi aveva particolarmente colpito nel volume precedente, in questo capitolo si è dimostrato un personaggio più interessante, anche perché ha una sua storyline personale. (Che non vi svelerò per non rovinarvi il piacere della lettura!) I suoi sentimenti nei confronti di Celaena non si sono spenti, ma è costretto a metterli da parte, ben consapevole che la ragazza non lo ricambierà mai.

“Perché stai piangendo?” “Perché mi ricordi come dovrebbe essere il mondo… come potrebbe essere il mondo…”

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Il carattere di Celaena subisce una profonda svolta nel proseguo della storia, un evento la mette infatti a dura prova e si ritrova improvvisamente a rivalutare tutto ciò che le è di più caro fino a quel momento. Inoltre, un oscuro segreto all’interno del castello, minaccia la sicurezza di tutti i sudditi…

Questo secondo romanzo della saga si rivela essere molto più dark, con intrighi, omicidi e magia. Ad esclusione della primissima parte del romanzo, la lettura è molto più scorrevole e dinamica, con continui colpi di scena. Nonostante ne La corona di mezzanotte il lato romantico della trama sia più marcato, non l’ho mai trovato eccessivo, anzi a mio parere è ben bilanciato con gli altri aspetti del romanzo.

Nel Trono di Ghiaccio mi ero lamentata delle descrizioni un po’ scarne degli interni del palazzo, di cui avrei gradito un maggiore approfondimento. In questo secondo capitolo sono stata un po’ più soddisfatta, soprattutto per quanto riguarda la descrizione della biblioteca e di altre zone del palazzo.

“Sono solo frammenti, pezzi di uno specchio rotto. E ognuno riflette la sua immagine.”

Ho apprezzato il colpo di scena finale, che mi ha subito trasmesso la voglia di iniziare il terzo! Ma se proprio dovessi trovare un difetto, devo dire che i primi capitoli del romanzo mi hanno un po’ annoiata rispetto al seguito.

Il mio voto per “La corona di mezzanotte” è di 4,7 su 5.

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∼ L’autrice

Sarah J. Maas, nata e cresciuta a New York, dopo la laurea nel 2008 si è trasferita nel sud della California. Ha sempre adorato le storie di fate e il folclore, anche se preferirebbe essere quella che fa a pezzi il drago (anziché la damigella in difficoltà). Quando non è impegnata a lavorare, si perde tra le sue passioni: Han Solo, sgargianti smalti per unghie e la danza classica.


Avete letto questa saga? Non dimenticate di lasciarmi un commento con le vostre impressioni!

[Non ho trovato le fonti ufficiali dei disegni. I crediti delle immagini sono quindi di proprietà degli autori, la cui firma è apposta sul disegno.]

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[RECENSIONE] Tor, saga il cuore del lupo ∼ un fantasy da scoprire!

Ciao a tutti e buon lunedì!

Per me, questo lunedì è particolarmente speciale, perchè mi trovo in Trentino per un paio di giorni di relax. Ne approfitto per parlarvi di un romanzo che ho letto recentemente e che mi è rimasto nel cuore: Tor di G.D Light. Si tratta del primo volume della saga fantasy “Il cuore di lupo”. Ringrazio innanzitutto l’autrice G.D Light per avermi inviato questo gioiellino, vi lascio alla sinossi e poi alla mia recensione.

Quanto può essere reale un sogno?
La tranquilla e ordinaria vita di Aurora viene interrotta da sogni strani e incessanti che hanno un unico protagonista: un enorme lupo nero.
Ogni notte ormai è diventata un viaggio nella vita di un altro, e che riempie Aurora di frustrazione e inquietudine. Durante l’ultimo sogno, però, accade qualcosa di diverso. La ragazza vede l’animale in pericolo e prova il desiderio di aiutarlo.
In quell’istante la sua vita verrà stravolta. Prende corpo così un viaggio in una realtà di lupi e magia, dove il protagonista dei suoi sogni diventerà il personaggio principale delle sue giornate.

Aurora si è da poco trasferita a Sant’Agata, dove lavora come bibliotecaria. La sua tranquilla vita viene però scossa da continui sogni, troppo realistici per essere frutto della sua fantasia. Il protagonista di questi sogni è un enorme lupo nero. Quando l’animale si trova in pericolo, Aurora vuole a tutti i costi aiutarlo, e si ritrova così all’interno di quel mondo che per lungo tempo ha sognato. Per lei inizia un’avventura alla scoperta di un regno abitato da lupi, maghi e creature magiche. Non si fa attendere una minaccia sconosciuta che incombe su tutti i lupi. Aurora e gli altri sono in pericolo…

∼ RECENSIONE

Non sapevo che cosa aspettarmi da Tor quando ho iniziato la lettura, ma sono bastate poche pagine per coinvolgermi completamente nella storia. Con l’arrivo di Aurora nel Regno, il mio interesse è cresciuto ancora di più, fino a esplodere nel svilupparsi dell’amicizia tra Aurora (Rori) e Tor.

Tutti i lupi del Regno hanno la capacità di trasformarsi in umani, ad esclusione di Tor, il lupo alfa. A causa di una maledizione, è infatti costretto a mantenere la sua forma animale fino alla morte. Tor è in assoluto il mio preferito! Trovo che l’autrice sia riuscita a bilanciare alla perfezione il suo essere animale, con caratteristiche e sentimenti umani.

La scelta di utilizzare la prima persona e di alternare il punto di vista dei due protagonisti, a mio parere risulta vincente. Permette infatti di avere una visione più ampia su entrambi, scoprendone anche i sentimenti più profondi e affezionarsi di conseguenza a loro.

In questo primo volume ci vengono offerte degli scorci del magico mondo che circonda Imperia, oltre a un accenno sulla storia del Regno e degli abitanti che lo abitano. Tor è ambientato prevalentemente a Imperia, nel palazzo dove vive l’alfa insieme agli altri lupi. Spero che il seguito mi porterà alla scoperta del Regno, mi piacerebbe conoscere meglio gli altri abitanti e immergermi nelle descrizioni di quei luoghi magici, che sono così accurati da sembrare reali.

Non potete immaginare la gioia nell’apprendere che di Tor è appena usciro il seguito: Il fiore della notte.

Il mio voto per questo romanzo è di 4,5 su 5.

Perchè leggere questo romanzo?

Tor è diverso da qualsiasi libro abbia mai letto in precedenza. L’autrice è riuscita a sviluppare l’idea di un animale con sentimenti umani, senza renderlo banale o strano. Ha costruito un mondo che spinge a voler scoprire sempre di più, a divorare la pagine una dopo l’altra.

Tor è inoltre vendita su amazon a soli 0,99€, e nei principali store online. Il fiore della notte, seguito di Tor, è disponibile a 1,99€ su amazon. 

Non ho dato un 5 pieno a questa lettura, per il semplice fatto che (come ormai sapete) difficilmente mi spingo oltre il 4,5, se non per letture al livello di Harry Potter. Inoltre non mi ha fatto impazzire la copertina, che è l’unico appunto negativo che attribuisco al romanzo.


Spero di leggere presto il seguito, di cui vi riporto la sinossi.

∼ IL FIORE DELLA NOTTE

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Dopo mesi passati nella città dei lupi, Aurora riconosce finalmente i sentimenti che prova per Tor, anche se sono ancora confusi e difficili da accettare.
Non ha molto tempo per riflettere sul suo amore impossibile poiché deve partire per una spedizione a Orias, Capitale dei maghi.
Tutto cambia quando vengono attaccati. Il nemico invisibile che sembra aver deciso di dar vita a una guerra con i lupi, la fa prigioniera. Per la ragazza inizia una schiavitù che la segnerà nel profondo.
Intanto, a Imperia, Tor è scomparso e un giovane, bellissimo e tenebroso, arriverà a palazzo creando scompiglio…

Novità, Recensioni

Senza Volto ∼ Un intrigante mistero nella Venezia del 1701

Ciao a tutti e buon inizio settimana!

Oggi sono particolarmente emozionata nel presentarvi un piccolo capolavoro di un autore emergente, Senza Volto di Andrea Engheben. Vi porterò infatti, con me in un viaggio per le vie e i canali della Venezia del 1701. Se volete scoprirne di più, proseguite con la lettura!

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Venezia, 1701. Niccolò Salvier, membro dei “servizi segreti” veneziani, si trova a indagare sull’omicidio dell’ambasciatore francese, mandato da Luigi XIV a trattare con il Doge. Angelica Baldan è invece una giovane nobildonna, sposata con Giovanni, un patrizio sempre in bilico sull’orlo della bancarotta, che per rimediare si dedica clandestinamente al commercio di tulipani. Entrambi vengono avvicinati da un uomo sempre in maschera: il Fante di cuori. Su quest’ultimo aleggiano molte leggende: c’è chi lo vede come un omicida, chi come un amante libertino e altri come un fantasma. Angelica e Niccolò non sanno chi, o cosa, ci sia dietro la maschera. Il Fante è uno che parla molto, ma in effetti non dice molto. Quello che sanno è che prima che l’uomo senza volto si interessasse a loro (il che implicherà complotti, amori, omicidi, inseguimenti e rapimenti) la loro vita era decisamente più tranquilla, ma forse non era quella giusta per loro. I due dovranno quindi imparare a indossare certe maschere e a toglierne altre, quelle sottocutanee. Quelle che non sappiamo nemmeno di portare, ma che spesso tengono nascoste verità che non andrebbero mai celate.

La trama segue principalmente le vicende dei protagonisti, Niccolò Salvier, membro dei servizi segreti della città e Angelica Baldan, nobildonna intrappolata in un matrimonio infelice. I loro destini vengono incrociati dall’incontro con un misterioso uomo mascherato, Il Fante di Cuori. Da quel momento saranno costretti a togliere le proprie maschere ed affrontare la loro vera natura.

Niccolò e Angelica sono entrambi personaggi complessi, che si nascondono in una vita che li soffoca, obbligandoli a celare il proprio essere di fronte al resto del mondo. Ho trovato la costruzione dei loro caratteri molto interessante e soprattutto riflessiva. Alla fine non siamo tutti come Niccolò e Angelica? Non tendiamo forse a nascondere chi siamo realmente?

Proseguendo con la lettura, la storia subisce in più occasioni delle digressioni, che seguono comunque un filo logico, e alla fine si rivelano fondamentali ai fini della trama. Ci vengono quindi introdotti nuovi personaggi, e approfonditi altri, come il Fante di Cuori. La curiosità, soprattutto nei riguardi di quest’ultimo personaggio, è una costante che si ripropone per tutta la durata del libro. Chi è il fante di cuori? La voglia di scoprire chi si cela dietro alla maschera è così forte, che non possiamo fare altro che divorare le pagine una dopo l’altra.

«Presto Angelica capirete che le cose che non esistono sono spesso le migliori.»

Senza Volto non è solo un romanzo storico ambientato a Venezia, ma è l’unione di diversi generi letterari, combinati in una trama perfettamente riuscita. Abbiamo infatti il mistero, il giallo, ma anche l’amore, il tutto condito da omicidi, sesso e violenza.

La città di Venezia gioca un ruolo fondamentale nella trama, non fa da sfondo alla vicende dei personaggi, ma vive e respira come uno di loro, riuscendo a spiccare e diventando essa stessa la vera protagonista. Purtroppo non ho avuto la fortuna di visitare realmente questa splendida città, ma l’autore è riuscito a farmela vivere attraverso le pagine del suo romanzo. Senza Volto è l’esempio perfetto di come la lettura a volte sia uno splendido viaggio.

La qualità che mi ha colpita maggiormente è l’accuratezza storica, frutto senza dubbio di una profonda ricerca da parte dell’autore. Questa ricerca ha permesso alla storia di risultare molto credibile, così come i personaggi.

“Il dolore fisico si può sopportare, si può perché è lontano, ristretto, limitato e soprattutto o guarisce o uccide, non può durare per sempre. La sofferenza dell’anima, invece, è cosa assai diversa. Può essere eterna, totale, insopportabile, ma allo stesso tempo non mortale.”

Ho amato il suo stile, accurato e ricco di dettagli, ma al tempo stesso scorrevole e pulito. Nonostante sia un romanzo ambientato nel 1701, è profondamente moderno e frizzante, denso di spunti di riflessione. Un apprezzamento va anche alla copertina, che personalmente ho trovato molto accattivante.

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Sinceramente non riesco a trovare difetti in questa lettura! Non gli do 5 perchè chi legge le mie recensioni sa che non lo faccio mai. Per me infatti, il massimo dei voti spetta solamente a quei libri che mi hanno cambiato la vita e che si contano sulle dita di una mano.

Il mio voto è di 4,75 su 5.

Ringrazio Andrea Engheben per avermi permesso di leggere questo bellissimo libro. Vi invito ad acquistarlo perchè ne vale davvero la pena!

Il prezzo per la copertina flessibile è di 13,90 su amazon e di 2,99€ per l’e-book (gratis per kindle unlimited). Se volete saperne di più, potete visitare la pagina facebook del libro cliccando qui.