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Good Girls: recensione della terza stagione

Recensione della seconda stagione => QUI

TRAMA

Ora che Rio è finalmente fuori dai giochi, Beth, Ruby e Annie possono concentrarsi sui propri affari, lavorando al metodo creato da Beth per produrre denaro contraffatto.
Quando tutto sembra procedere nel verso giusto, le tre donne scoprono che Beth non ha ucciso Rio, ma che l’uomo si è salvato e sta collaborando con l’FBI.
Ora che Rio è tornato vuole vendicarsi contro il tradimento di Beth e, con l’aiuto delle sue amiche, Beth dovrà riconquistarsi la sua fiducia…

RECENSIONE

In questa terza stagione le donne sono sempre più coinvolte in affari loschi e iniziano a trascinare con sé anche le rispettive famiglie. Non sono più mosse dalla disperazione per la propria situazione economica; amano il brivido del rischio e i soldi facili.

Ho apprezzato particolarmente le dinamiche famigliari che evolvono nel corso delle puntate. Stan e Ruby, l’unico matrimonio solido e felice della serie, sta iniziando a sgretolarsi sempre di più.
Stan non riesce ad accettare i segreti e le bugie della moglie e ora che il confine tra bene e male è spezzato, non riesce più a riconoscere il poliziotto fedele che era un tempo. Ruby al tempo stesso è spaventata dal suo cambiamento e si rende conto che le sue azioni si riflettono sulla figlia.

Beth, invece, si è riavvicinata a Dean, il quale ha parzialmente accettato gli affari loschi della moglie e vuole provare ad essere un bravo marito.

La storyline di Annie in questa serie è stata superata, rivelando un personaggio in continua crescita, che vuole finalmente essere una figura migliore per il figlio Ben.
Annie lavora su se stessa e in un modo molto naturale viene introdotto il tema della salute mentale, con il percorso psicologico affrontato dalla donna.
Nella scorsa stagione la figlia di Annie, Sadie, aveva rivelato di sentirsi in realtà un ragazzo e in questa terza stagione lo spettatore assiste alla piena accettazione di Ben come figlio ed essere umano.
L’attore che interpreta Ben è transgender e il suo percorso verso la transizione è andato di pari passo con il suo personaggio della serie. I creatori di Good Girls hanno infatti cucito il personaggio sull’attore.
La sua non è una figura centrale dello show e la sua transizione non finisce mai per essere uno dei temi della serie. Ben è un personaggio come un altro, solo che affronta una transizione. Ho amato la normalità con cui viene mostrato il suo percorso.

Mi piacerebbe invece scoprire di più il personaggio di Rio, avvolto perennemente da un alone di mistero. Di lui sappiamo poco o nulla e i momenti in cui viene umanizzato, come gli attimi dedicati al figlio, sono speciali. Credo che Rio abbia del potenziale, che potrebbe essere sviluppato ancora di più nella prossima stagione.

Le puntate della stagione appena uscita su Netflix introducono nuovi personaggi, come una giovane coppia rimasta coinvolta per errore negli affari loschi di Beth e Rio o i nuovi agenti dell’FBI sulle tracce delle protagoniste.

Ancora una volta al centro della serie abbiamo la morale dei singoli personaggi e una questione che diventa sempre più importante: Ora che il confine tra male e bene è stato compromesso, che senso ha tornare indietro alla vita di prima?

Beth, Annie e Ruby non sono più madri in difficoltà, le loro azioni non hanno più il fine di proteggere la famiglia. È diventata una questione di potere e di denaro.

Se Ruby si interroga ancora sulla morale delle sue scelte, dall’altra crede che per lei non ci sia più redenzione. Si sente troppo coinvolta ma continua a giustificare le sue decisioni, almeno fino a quando non si scontra con la realtà.

[SPOILER] Ruby e Stan incontrano infatti una coppia che oltre ad aver perso la figlia, che ha donato il cuore alla figlia di Ruby, ha perso tutto ciò che possedeva. La loro è una situazione ancora peggiore di quella che hanno vissuto i protagonisti. Possiamo definire questo momento come una sorta di epifania per la coppia.
Le azioni criminali che li hanno coinvolti sono davvero giustificabili? È moralmente accettabile sfidare la legge in nome della propria famiglia?



Good Girls è coinvolgente, adrenalinica e divertente. Una serie da guardare tutta d’un fiato e che riesce sempre a sorprendere lo spettatore, anche quando la trama sembra essere giunta a un punto morto.