Recensioni Serie Tv

Daniel Sloss: il comico che ha fatto finire migliaia di storie d’amore con il suo show su Netflix

Qualche giorno fa stavo guardando alcuni video YouTube, quando mi sono imbattuta in un’intervista al comico scozzese Daniel Sloss, durante un Late Show. Incuriosita dalle sue parole, ho guardato due dei suoi show di stand up comedy su Netflix: DARK e Jigsaw.

Daniel Sloss si esibisce in Europa e negli Stati Uniti con spettacoli dal vivo, durante i quale, per la durata di un’ora circa, affronta varie tematiche. Daniel Sloss non definisce il suo humor dark, anche se è esattamente come viene percepito dal pubblico. Il giovane ventinovenne parla infatti di alcune sue esperienze, come la morte della sorella o il rapporto con i suoi genitori.

Nel suo show non risparmia nessuno: obesi, vegani, persone religiose, pedofili…

La sua personalità e la leggerezza con cui parla di certe tematiche può infastidire alcuni spettatori, ma il più delle volte si limita a dire ad alta voce i pensieri che almeno una volta hanno attraversato la mente di ogni essere umano.

In Jigsaw parla di relazioni, portando sul palco il suo personale fallimento.

“Siete mai stati in una relazione dove vi siete sentiti in trappola, come se non poteste andarvene ed era semplicemente più facile restare?”dice, introducendo l’argomento.
“[…] Vi siete mai sorpresi a pensare quanto sarebbe più semplice la vita se l’altra persona semplicemente morisse?” dice poi. “E non perché vorreste davvero la sua morte, ma perché sarebbe la via di fuga più semplice per uscire dalla relazione. E nessuno dei due si farebbe del male… emotivamente.”

Le domande che Sloss pone al pubblico in breve tempo hanno fatto naufragare migliaia di relazioni (oltre 17mila a Gennaio 2019), che lui stesso documenta sui social.

Paragonando la vita a un puzzle, Sloss espone la sua teoria “Jigsaw”, dicendo che gli individui sono spinti dalla società a trovare qualcuno, perché “se non sei con qualcuno, sei spezzato. Se non sei con qualcuno sei incompleto. Se non sei con qualcuno non sei abbastanza.

Ciò porta le persone a pensare di essere sbagliate se non trovano l’anima gemella, anche se non sono pronte, anche se non hanno trovato il pezzo del puzzle che si incastri alla perfezione.

Forziamo questa persona nelle nostre vite, perché preferiamo avere qualcosa invece di non avere nulla. Poi, cinque anni dopo, siamo obbligati a guardare a quel puzzle che non riconosciamo nemmeno più.

Sloss conclude suggerendo al pubblico di trovare qualcosa che ci faccia stare bene e di rendere quel qualcosa il centro del nostro puzzle e tutto il resto si incastrerà alla perfezione.

Daniel Sloss ha una comicità unica, forse perché riesce a portare la sua quotidianità sul palco così com’è. Come ribadisce lui stesso, i suoi racconti non sono infarciti da dettagli inventati o da conclusioni create ad hoc. Daniel racconta la sua realtà e l’onestà nel comunicarla si percepisce.

Forse è anche questa chiave del suo successo..

Se siete persone permalose o temete per la vostra relazione, magari è meglio se evitate Daniel Sloss. Oppure no, e magari scoprirete che è la scelta migliore che potevate fare per voi stessi.

Voto: 5/5

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Stargirl: recensione flash del teen movie originale Disney+

Buongiorno lettori, ieri mi sono abbonata al periodo di prova della nuova piattaforma Disney+ (di cui vi ho parlerò nei prossimi giorni) e ho scelto di iniziare la visione del catalogo con un film originale: Stargirl.

Il film è basato sul libro del 2000 di Jerry Spinelli e ha come protagonisti Graham Verchere (Fargo, The Good Doctor) e Grace VanderWaal (cantante e vincitrice di America’s got talent).

~ Trama

Leo è un adolescente che frequenta il liceo. Ha diversi amici e fa parte della banda della scuola, ma ama passare inosservato. La sua quotidianità viene vivacizzata dall’arrivo a scuola di Stargirl, una ragazza eccentrica, che suona l’ukulele e ha un topo come animale domestico. A Leo, la sconosciuta appare quasi come una visione magica. Ma chi è davvero Stargirl?

~ La mia opinione

Ho iniziato questo film senza particolari aspettative e con la consapevolezza che avrei potuto assistere a un teen movie senza lode né infamia, ma nel complesso Stargirl è un buon film per adolescenti. La fotografia e la colonna sonora ricordano molto un film indie, e per una volta un film con protagonisti adolescenti riesce ad allontanarsi dai soliti stereotipi. Anche i personaggi secondari riescono in qualche modo a scrollarsi di dosso un’etichetta che abbiamo visto troppo spesso in passato, è il caso del ruolo del migliore amico o della ragazza più popolare della scuola.

Il messaggio di Stargirl è semplice e lo dice con chiarezza anche una delle canzoni del film: essere fedeli a se stessi. Stargirl sa esattamente chi è e non ha paura di essere se stessa, non ha paura di essere considerata strana o derisa dai propri compagni di scuola.
D’altra parte Leo, invece, ha preso la decisione di diventare invisibile, di non fare nulla che possa attirare l’attenzione, almeno fino all’arrivo di Stargirl.
Ma non è solo Leo a cambiare, trascinato dalla vivacità della ragazza, anche lei inevitabilmente cambia e comprende che non sempre un gesto di gentilezza può arrivare nel modo giusto.

Considerando che l’attrice protagonista al momento delle riprese aveva solo quattordici anni ed era alla sua prima esperienza recitativa, è doveroso sottolineare l’ottima interpretazione di Grace Vanderwall, arricchita da diversi pezzi musicali originali.

Nel complesso ritengo si un film ricco di dolcezza, senza tuttavia eccedere in buonismo. Con una sceneggiatura più curata avrebbe potuto eccellere, ma rimane comunque un prodotto valido e lontano dalla maggior parte dei teen movie.

~ Scheda Film

Regista: Julia Hart

Sceneggiatura: Kristin Hahn, Jordan Horowitz, Julia Hart

Durata: 1h 44 minuti

Uscita italiana: 24 marzo

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Sanditon 1×01 [RECENSIONE] || la serie TV tratta dal romanzo incompiuto di Jane Austen

Buongiorno lettori! Ieri ho visto la prima puntata del nuovo adattamento da un libro di Jane Austen, l’incompiuto Sanditon e ho pensato di parlarvene qui sul blog.

La serie è articolata in otto episodi da quasi un’ora ciascuno, e trasmessa su iTV in Gran Bretagna. Non si hanno ancora notizie invece sulla messa in onda italiana.

~ La trama

Charlotte Heywood è la figlia di un piccolo imprenditore agricolo e vive in un paesino remoto nella campagna inglese, insieme ai suoi tredici fratelli.

Un giorno, mentre si trova a caccia con la famiglia, assiste una coppia di coniugi coinvolta in un incidente in carrozza. In attesa che la caviglia di uno dei due guarisca, i coniugi Parker vengono ospitati nella casa degli Heywood.

Per sdebitarsi, al termine della permanenza Mr Parker invita la famiglia a Sanditon, località balneare che spera di far fiorire; e in rappresentanza della famiglia viene inviata Charlotte.

A Sanditon, Charlotte fa la conoscenza della famiglia di Mr Parker e della sua socia in affari, la ricca vedova Lady Denham…

~ La mia opinione

Adattare un romanzo di un’autrice così di successo è un rischio, soprattutto quando questo è rimasto incompiuto e conta soltanto poche decine di pagine.

Andrew Davis è il grande nome che si è preso l’onere di dare vita alla mini serie Sanditon. Vincitore di Emmy e BAFTA, ha all’attivo titoli come Guerra e Pace; I Miserabili e Orgoglio e Pregiudizio. Non un novellino, insomma. Eppure il veterano inciampa già nel primo episodio, che è peraltro l’unico a fare riferimento alle volontà della Austen, inserendo scene di nudo e chiari riferimenti sessuali tra due personaggi.

Sanditon rimane incastrato in una sceneggiatura povera, per nulla fedele allo stile della Austen e in linea con le volontà di un pubblico da teen drama.

È presto per sbilanciarsi su tutta la stagione, ma il primo era l’episodio quasi più semplice da realizzare, mentre i restanti navigano in un terreno inesplorato. A poco servono scenari mozzafiato e un cast tutto sommato capace se la sceneggiatura non risulta credibile.

Nel guardare Sanditon si ha la sensazione che non tutto sia al posto giusto e che i personaggi ritratti non appartengano all’universo della Austen.

Tra i personaggi presentati fin’ora è molto interessante l’introduzione del primo personaggio nero nell’universo austeniano: Miss Lambe.

Per il resto non voglio sbilanciarmi ulteriormente, ma di certo questo primo episodio ha messo molta carne al fuoco.

Voto: 3 su 5

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Special: la nuova comedy Netflix da non perdere! [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una serie tv uscita di recente su Netflix che vi consiglio tantissimo.
La serie in questione è Special, comedy della durata di 8 puntate, scritta, prodotta (insieme a Jim Parsons) e recitata da Ryan O’Connell nei panni del protagonista. Forse conoscete l’autore per Akward (Il diario di una nerd superstar), Will & Grace e altri progetti televisivi, ma Ryan è anche l’autore di I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves, il suo libro di memorie da cui è tratta la serie Special.

Ryan Hayes è un ragazzo gay di poco più di vent’anni, che convive dall’infanzia con una malattia, la paralisi celebrale, che limita le sue capacità motorie. Dopo essere coinvolto in un banale incidente d’auto, Ryan viene assunto come tirocinante per una rivista online. Stanco che la sua malattia sia il centro della sua vita, Ryan mente ai nuovi colleghi, fingendo che le sue difficoltà a camminare o a compiere gesti quotidiani siano dovute all’incidente e non alla malattia.
Al lavoro Ryan stringe amicizia con Kim, una donna positiva e sicura di sè, che lo sprona ad affrontare nuove esperienze, come la sua prima volta e a stringere amicizia con altre persone.
Al tempo stesso Ryan decide di andare a vivere da solo e inizia ad allontanarsi dalla madre iperprotettiva Karen, che ha da sempre messo il figlio e la malattia al centro della propria vita.

Ryan si sente un pesce fuor d’acqua nella vita, mai troppo attraente, mai troppo “normale”; come ricorda a se stesso non è neppure abbastanza disabile.
Ma, nonostante persino il suo fisioterapista gli dice che è un privilegiato, Ryan non si sente tale e ha difficoltà a individuare il suo posto nel mondo.
Nelle brevi otto puntate, della durata di appena quindici minuti, vediamo Ryan interfacciarsi alla vita, tra prime volte, rapporti di amicizia e amore; e anche alla propria disabilità, da sempre un ostacolo alla sua sicurezza.

Special è una serie fresca e divertente, che vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine.
Ryan O’ Connell si adatta alla perfezione nei panni del protagonista e stupisce pensare che si tratti proprio del suo primo ruolo da attore.

Spero sinceramente che questa serie venga rinnovata per una seconda stagione. E voi l’avete vista?