Curiosità, film, serie tv

Vi consiglio un libro, un film e una serie tv nella giornata contro l’omofobia, bifobia e transfobia

Buongiorno lettori, oggi 17 maggio è la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia e per l’occasione ho pensato di consigliarvi un libro, un film e una serie tv.

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Quando ho pensato a un libro da consigliarvi mi è subito venuto in mente Chiamami col tuo nome di André Aciman, di cui peraltro uscirà il sequel a ottobre.
9788823517578_0_221_0_75I protagonisti del romanzo sono Elio, un diciassettenne che trascorre le estati nella villa di famiglia nella Riviera ligure e Oliver, uno studente statunitense di ventiquattro anni ospite del padre di Elio, professore universitario. Il libro, che racconta la scoperta della sessualità e dell’amore tra i due ragazzi, è diventato anche un film, candidato agli Oscar nel 2018. (qui trovate la recensione del libro)

È stato difficile scegliere tra i film LGBTQ che ho visto e amato negli anni, ma ho pensato di consigliarvi una pellicola che mi ha colpita ed emozionata: The Danish Girl.
Il film è tratto dalla storia vera della pittrice Lili Elbe, la prima persona ad essere stata identificata transessuale e ad essersi sottoposta a un intervento chirurgico di cambio sesso.

Il film del 2015 è tratto da un libro del 2000 dello scrittore David Ebershoff.

Infine voglio consigliarvi una serie tv di cui ho parlato spesso sul blog: Skam Italia. (qui tutti i post ad essa dedicati)
La serie è basata sulle vite di alcuni adolescenti romani delle superiori ed è attualmente alla terza stagione. La seconda stagione ha come protagonista Martino, un ragazzo gay che ha difficoltà ad accettare la propria sessualità e che è attratto da un proprio compagno di scuola, con il quale inizia una relazione. La serie affronta la nascita di un amore adolescenziale, ma mette anche in luce la mentalità troppo spesso retrograda del nostro Paese nei confronti dell’omosessualità.

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Fatemi conoscere i vostri consigli nei commenti, vi aspetto!

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Curiosità, film, serie tv

Le mie unpopular opinion su film e serie tv [PARTE 1]

Buongiorno lettori! Da un’idea di un post sui social di Gaialor95 di qualche tempo fa, ho pensato di parlarvi delle mie unpopular opinion su film e serie tv.

Ma prima di iniziare: Che cosa sono le unpopular opinion?
Si tratta di opinioni che si discostano da ciò che comunemente apprezza la massa. Un esempio di Unpopular opinion potrebbe essere dire di odiare Game of Thrones, saga amata da un pubblico vastissimo. (Me compresa!)

Ovviamente non dimenticate di farmi conoscere le vostre unpopular opinion nei commenti. Sono curiosa!

La coppia Joey-Rachel è meglio di Rachel-Ross

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La storia d’amore tra Rachel e Ross è durata per ben dieci stagioni, tra tira e molla, un matrimonio a Las Vegas e la nascita di una figlia. Ad un certo punto della serie i creatori hanno però deciso di far scoppiare la scintilla tra Rachel e Joey, concludendo comunque con un lieto fine per Rachel e Ross.
Sebbene molti fan abbiano criticato la parentesi Rachel/Joey, io l’ho apprezzata tantissimo e speravo sarebbero rimasti insieme!

 Lo Hobbit è migliore de Il Signore degli anelli

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Quando sono usciti i film de Il Signore degli anelli credevo non facessero per me e ne ho rimandato la visione fino all’anno scorso, momento in cui avevo già visto la saga di Lo Hobbit (che mi era piaciuta molto).
Seppur abbia apprezzato molto tutti i film de Il Signore degli anelli, ho preferito il tanto odiato prequel!

Carrie Bradshaw è una pessima persona 

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Carrie Bradshaw è un personaggio amatissimo dai fan nelle mondo delle serie tv, ma in realtà a mio parere è una pessima amica e fidanzata. Si è comportata in modo egoista in diverse occasioni con le sue amiche e ha trattato malissimo Aidan!

Lorelai Gilmore è una pessima madre

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Ho già parlato di Lorelai in passato, ma non posso non citarla tra le unpopular opinion.
Quando seguivo Gilmore Girls da bambina, pensavo che Lorelai fosse fantastica. Eppure riguardando la serie da adulta mi sono resa conto delle pessime scelte che ha fatto come madre e fidanzata nelle relazioni che ha avuto nel corso della varie stagioni.

Credo che su questo punto ci siano molte cose da dire. Mi piacerebbe scrivere un articolo dedicato a Lorelai e Rory. Fatemi sapere nei commenti se vi può interessare!

I film d’animazione Disney sono sopravvalutati

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Questa è l’opinione di cui temevo di più la rivelazione.
Ebbene sì, penso che i film Disney siano sopravvalutati! Ovviamente pure io sono cresciuta con i classici Disney e li ritengo dei buoni film d’animazione, ma non riesco a capire tutto l’entusiasmo per l’universo Disney!

Ghost è sopravvalutato

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Di recente Serial Escape ha parlato di Ghost e mi sono trovata d’accordo con la sua opinione.
A mio parere Ghost non è nulle di eccezionale e quando l’ho visto non sono riuscita a capire per quale ragione sia così acclamato.

I film tratti dai libri di Nicholas Sparks sono sottovalutati

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I libri di Nicholas Sparks sono conosciuti per essere molto romantici e commoventi e così sono i film da cui sono tratti come Le pagine della nostra vita o I passi dell’amore.
È il momento di svelarvi il mio guilty pleasure: adoro questo tipo di film e non capisco come non possano piacere a tutti!


Per il momento mi fermo qui, ma non appena mi verranno in mente altre unpopular opinion continuerò con la seconda parte. Aspetto le vostre nei commenti!

 

 

serie tv

Lucifer || recensione della quarta stagione [NETFLIX]

Dopo essere stata cancellata, essere diventata trending topic ed essere stata salvata da Netflix, la quarta stagione di Lucifer è finalmente arrivata sulla piattaforma streaming.

La terza stagione si era conclusa con la rivelazione che tutti aspettavamo: Chloe ha finalmente visto il vero volto di Lucifer.
La quarta riprende un mese dopo gli avvenimenti. Chloe si è allontanata da Los Angeles per far fronte alla sconvolgente notizia e i rapporti tra lei e Lucifer sono diventati più tesi.
Non è solo Chloe a dover convivere con questa nuova rivelazione, anche Lucifer ha difficoltà a gestire il ritorno della sua faccia da diavolo, cadendo in una profonda crisi d’identità.
È in questo momento che entra in gioco Eve, uno dei nuovi volti nuovi della stagione, interpretata da Inbar Lavi. Eve non è altri che la famosa Eva di Adamo ed Eva, fuggita dal paradiso per ricongiungersi al suo primo amore Lucifer.
Lucifer è conteso dalla detective, che sembra non accettare davvero il suo essere e da Eve, perfettamente a proprio agio con il volto da diavolo di Lucifer.
Al tempo stesso Linda deve fare i conti con la notizia della sua gravidanza “angelica” e Amenadiel con la sua scelta di restare sulla Terra.

La quarta stagione di Lucifer è iniziata lentamente, salvo poi riprendersi verso la seconda metà.
I continui tira e molla tra Lucifer e Chloe e le crisi del diavolo sembrano qualcosa di già visto nelle stagioni passate e a lungo andare possono stancare lo spettatore.
Sebbene mi sia piaciuta l’idea di focalizzarsi sulla trama orizzontale, i casi su cui la detective e i colleghi lavorano in ogni puntata sono un po’ lasciati al caso e poco coinvolgenti.
Ho apprezzato invece la formula delle dieci puntate, invece di una stagione lunga come le precedenti.
Come già accennato l’identità è uno dei temi centrali. Non riguarda solo Lucifer e la propria faccia da diavolo, ma ogni personaggio della serie.
La morte di Charlotte ha infatti avuto impatto soprattutto su Dan, che sfoga la propria rabbia su Lucifer, ma anche su Ella e il proprio credo.
Oltre all’identità, anche la spiritualità è un altro dei temi toccati maggiormente in questa stagione, così come l’aspetto mitologico.

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La quarta stagione di Lucifer è un buon prodotto, ma non coinvolgente quanto sperassi. Consiglio comunque l’intera serie!

Voto 3,75 su 5.

serie tv

After Life: la nuova dark comedy con Ricky Gervais [RECENSIONE FLASH]

[Il post contiene qualche piccolo spoiler, ma a mio parere nulla che possa rovinare la visione]

Tony, giornalista di un quotidiano locale, dopo la morte della moglie causata da un cancro cade in depressione.
Nonostante contempli il suicidio, decide invece di continuare a vivere, cambiando però atteggiamento verso il mondo che lo ha privato della donna amata. Inizia quindi a dire a fare tutto ciò che desidera, senza freni e senza preoccuparsi dei sentimenti altrui.
Tony considera il suo un superpotere, finché non inizia a fare i conti con le persone vicine a lui.

Ricky Gervais è un nome molto conosciuto nella british comedy, e non solo. Il suo è un curriculum di tutto rispetto e Gervais ha fatto dello humor pungente il suo marchio di fabbrica. After Life si discosta molto dai suoi precedenti lavori, ma è da considerarsi un piccolo gioiellino che divorerete in breve tempo.
Del resto le puntate sono appena sei e della durata di una mezz’ora ciascuna, quindi perché non darle una possibilità?

Ma scopriamo qualche dettaglio in più!

Tony ha perso tutto e nel suo dolore inizia a rendersi conto che non è più necessario che sia gentile o tollerante verso qualcuno o qualcosa che non gli va a genio. Dopotutto Tony non ha nulla da perdere e nel peggiore dei mali ha sempre il suicidio come ultima spiaggia.

L’uomo inizia quindi a vivere come gli pare, senza preoccuparsi affatto degli altri.
Soffocato dal lutto e dal dolore Tony vive in modo egoistico, pensando unicamente a se stesso. È lui ad aver perso la moglie, è lui a non riuscire quasi ad alzarsi alla mattina, è lui che sta soffrendo e nessun’altro sembra capirlo.
Accecato dalla sofferenza non riesce ad accorgersi che le persone che lo circondano cercano di mantenerlo a galla, a cominciare dal cognato che fa di tutto per allontanarlo dai pensieri suicidi.
Ma alla fine è costretto a fare i conti con se stesso, perché come dice lui: com’è possibile fingere che non ti importa di qualcosa di cui in realtà importa?
E forse la vita non è poi troppo male e, magari, vale la pena darle ancora una possibilità.

After Life è un inno alla vita e ai legami che troppo spesso diamo per scontati.

Consigliatissima!

Voto: 5 su 5

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Curiosità, serie tv

Special: la nuova comedy Netflix da non perdere! [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una serie tv uscita di recente su Netflix che vi consiglio tantissimo.
La serie in questione è Special, comedy della durata di 8 puntate, scritta, prodotta (insieme a Jim Parsons) e recitata da Ryan O’Connell nei panni del protagonista. Forse conoscete l’autore per Akward (Il diario di una nerd superstar), Will & Grace e altri progetti televisivi, ma Ryan è anche l’autore di I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves, il suo libro di memorie da cui è tratta la serie Special.

Ryan Hayes è un ragazzo gay di poco più di vent’anni, che convive dall’infanzia con una malattia, la paralisi celebrale, che limita le sue capacità motorie. Dopo essere coinvolto in un banale incidente d’auto, Ryan viene assunto come tirocinante per una rivista online. Stanco che la sua malattia sia il centro della sua vita, Ryan mente ai nuovi colleghi, fingendo che le sue difficoltà a camminare o a compiere gesti quotidiani siano dovute all’incidente e non alla malattia.
Al lavoro Ryan stringe amicizia con Kim, una donna positiva e sicura di sè, che lo sprona ad affrontare nuove esperienze, come la sua prima volta e a stringere amicizia con altre persone.
Al tempo stesso Ryan decide di andare a vivere da solo e inizia ad allontanarsi dalla madre iperprotettiva Karen, che ha da sempre messo il figlio e la malattia al centro della propria vita.

Ryan si sente un pesce fuor d’acqua nella vita, mai troppo attraente, mai troppo “normale”; come ricorda a se stesso non è neppure abbastanza disabile.
Ma, nonostante persino il suo fisioterapista gli dice che è un privilegiato, Ryan non si sente tale e ha difficoltà a individuare il suo posto nel mondo.
Nelle brevi otto puntate, della durata di appena quindici minuti, vediamo Ryan interfacciarsi alla vita, tra prime volte, rapporti di amicizia e amore; e anche alla propria disabilità, da sempre un ostacolo alla sua sicurezza.

Special è una serie fresca e divertente, che vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine.
Ryan O’ Connell si adatta alla perfezione nei panni del protagonista e stupisce pensare che si tratti proprio del suo primo ruolo da attore.

Spero sinceramente che questa serie venga rinnovata per una seconda stagione. E voi l’avete vista?

 

serie tv

No Good Nick: la nuova comedy Netflix [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una nuova comedy approdata da pochissimo su Netflix: No Good Nick.

La tredicenne Nicole, detta Nick, irrompe a casa di una famiglia, sostenendo di essere una lontana parente rimasta orfana, dopo che i genitori sono morti in un incidente d’auto. Dopo aver vissuto con una famiglia affidataria, Nicole fa leva sulla compassione di Ed, un papà goffo e dolce, sposato con Liz, chef di un ristorante e madre di due figli, per ottenere asilo a casa loro.
La ragazza è in realtà infiltrata nella famiglia con l’intenzione di truffarla e vendicarsi di un torto che ritiene aver subito indirettamente. 

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Il cast di No Good Nick è conosciuto al grande pubblico, con due volti noti della televisione e cinema: Melissa Joan Hart (Sabrina, Melissa & Joey) e Sean Astin (Il signore degli anelli, Stranger Things).

A discapito della fama dei due attori e di una performance piuttosto buona, No Good Nick è una di quelle serie che difficilmente vedrei per più di una stagione.
Nonostante si tratti di una comedy le battute sono pressoché inesistenti, o comunque per nulla divertenti. Eppure le risate di sottofondo interrompono di continuo la visione, come se volessero quasi costringere lo spettatore a ridere ad una sceneggiatura mal scritta.

L’idea di base sarebbe anche potuta essere accattivante, ma il personaggio di Nick è stato davvero poco esplorato e ogni puntata finisce per essere simile alla precedente, con Nick che truffa la famiglia, salvo poi provare un leggero rimorso.
Manca completamente la caratterizzazione del personaggio.

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No Good Nick è una serie senza lode né infamia. Si guarda ma non resta particolarmente impressa. Un vero peccato.

Voto: 2,5 su 5

 

game of thrones, serie tv

Game of Thrones è tornato! Riassuntone 8×01

[ATTENZIONE CONTIENE SPOILER]

Un bambino che corre, mentre un’armata arriva a Grande Inverno. Questa volta non sono i Lannister a raggiungere gli Stark, ma è Jon Snow a fare ritorno a casa, affiancato a Daenerys Targaryen. Un parallelismo che non può che far pensare al piccolo Bran, di quella prima stagione che ha dato inizio a tutto.
Si apre così Game of Thrones 8; Grande Inverno si prepara alla guerra e ad accogliere Daenerys e la propria armata.

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Jon si ricongiunge ai propri fratelli; Sansa non accoglie di buon grado la Regina dei draghi e Bran, diventato ormai il Corvo a tre occhi, avvisa Daenerys che la Barriera è crollata e il Re della Notte è in viaggio verso Grande Inverno.
Grande Inverno e gli alleati degli Stark non sono pronti a dichiarare fedeltà a una nuova Regina e vedono in Jon il vero Re del nord.

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La prima puntata dell’ottava stagione è anche il momento di incontri: Sansa si ricongiunge a Tyrion dopo la morte di Joffrey, e mette in dubbio l’arrivo dell’armata di Cersei; Arya e Jon si ritrovano e Arya difende le azioni di Sansa, facendo capire a Jon che il suo comportamento è tale per proteggere la propria famiglia.

Ad Approdo del Re nel frattempo è arrivata l’armata guidata da Euron, che si reca nelle stanze di Cersei, dove i due hanno un rapporto: si tratta dell’ennesima mossa strategica di Cersei per il figlio che porta in grembo (forse?).
La Regina incarica Bronn di uccidere i suoi fratelli, in cambio di oro in pagamento anticipato.
Yara, intanto, è prigioniera di Euron, ma viene salvata da Theon. Yara vuole tornare alle Isole di Ferro, ora che Cersei è troppo impegnata a prepararsi per la guerra, ma comprende che Theon vuole recarsi al nord per combattere al fianco degli Stark, e gli da la propria benedizione.

A Grande Inverno la fedeltà nei confronti di Daenerys vacilla e se alcune casate come i Karkstark si prostrano alla Regina, altre decidono di non combattere al suo fianco. Sansa è inoltre preoccupata per la carenza di cibo, per gli eserciti e i draghi da sfamare.
Daenerys e Jon cavalcano i draghi, immaginando un futuro felice lontano dalla guerra e dai problemi. Solo loro due e i draghi, che non sembrano accettare la vicinanza tra Dany e Jon.

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Tra i tanto attesi incontri c’è quello tra Arya e Il Mastino, che la ragazza aveva lasciato a morire tempo prima e tra Arya e Gendry, con una sottile tensione sessuale.

Samwell si trova nella biblioteca di Grande Inverno, dove viene raggiunto da Daenerys, che lo vuole ringraziare per aver salvato Jorah dalla malattia quando si trovava alla Cittadella. Daenerys intanto viene a conoscenza che Sam è un Tarly e gli svela di aver giustiziato suo padre e suo fratello perché non si sono voluti inginocchiare al suo volere.
Sam è sconvolto dalla notizia e si imbatte nel Corvo a tre occhi, che gli dice che è arrivato il momento di svelare a Jon la verità. Sam raggiunge quindi Jon, dove gli dice che lui non è il figlio bastardo di Ned Stark, ma il legittimo erede al trono, figlio di Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen.
Ora che il ragazzo ha giurato fedeltà alla Madre dei draghi che cosa farà?
Come (giustamente) gli ricorda Samwell, Jon ha rinunciato alla corona per il proprio popolo, Daenerys sarebbe disposta a fare lo stesso?

Alla Barriera nel frattempo Tormund e Beric, che sono sopravvissuti al crollo, incontrano i Guardiani della Notte, ai quali viene inviato un messaggio (Il giovane Umber giustiziato e diventato un morto) dal Re della notte. Il gruppo deve correre a Grande Inverno prima dell’arrivo del Re della notte e del suo esercito.

L’episodio si conclude con l‘arrivo di Jaime a Grande Inverno, dove si imbatte in Bran, un ricordo vivente dell’uomo che Jaime è stato.


Questo era il recap dell’apertura di stagione, che ci ha regalato tanti incontri e inaspettatamente nessun morto tra i personaggi principali!
Per mia opinione devo dire che questo episodio mi è piaciuto.
Sì, forse non è stato ricco di colpi di scena, ma è stato un buon episodio introduttivo che ha dato vita a tanti incontri attesi e soprattutto alla rivelazione che tutti sapevamo e aspettavamo, ovvero che Jon Snow è il legittimo erede al trono.
Come agirà Jon? Non ci resta che scoprirlo la prossima settimana!

Curiosità, film, serie tv

Disney+: tutto quello che c’è da sapere sulla piattaforma streaming

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di Disney+, un servizio streaming che secondo il Wall Street Journal verrà lanciato ufficialmente a Novembre.
La piattaforma streaming avrà solo contenuti originali a marchio Disney, di cui fanno parte i live action, tutti i lungometraggi e cortometraggi prodotti negli anni; ma anche i programmi tv della ABC; l’universo Marvel; Pixar; Star Wars ecc…

Il prezzo del servizio non è ancora stato annunciato, ma alcuni rumors sostengono che sarà inferiore al canone di Netflix e offrirà la possibilità di utilizzare il servizio su più schermi alla volta al massimo della qualità.

Un catalogo molto ricco dunque, che prevederà anche nuove serie prodotte per l’occasione, tra cui:

  • Una serie Marvel con protagonista Jeremy Renner nel ruolo di Occhio di Falco
  • Una serie Marvel focalizzata su Tom Hiddelston nei panni di Loki
  • Una serie tv di High School Musical: la serie non avrà gli stessi personaggi della saga cinematografica, ma avrà come protagonisti Ricky e la sua ragazza Nini. “Quando Nini lascia Ricky, lui decide di riconquistarla facendo l’audizione al musical della scuola, sperando che entrambi vengano presi come protagonisti.”
  • Uno spinoff di Monsters & co, che si chiamerà Monsters at work e sarà ambientato sei mesi dopo il primo film
  • Diversi film originali tra cui Noelle, con protagonista Anna Kendrick nel ruolo della figlia di Babbo Natale; Magic Camp, che sarà ambientato in un campo estivo; Togo, con protagonista Willem Defoe e ambientato in Alaska nel 1925.
  • Alcuni film tratti da libri come Stargirl, un libro di Jerry Spinelli ambientato in una scuola superiore; Timmy Failure, basato sulla serie di libri di Stephan Pastis; un adattamento del libro Don Chisciotte e un adattamento della serie The Paper Magician
  • Alcuni remake come Lilli e il Vagabondo, La spada nella roccia e Peter Pan
  • Diversi reboot tra cui Il padre della sposa; Genitori in trappola; Tre scapoli e un bebé e Sister Act 3
  • Una serie Marvel con protagonista Scarlet Witch e Visione
  • Alcuni progetti dall’universo di Star Wars: un live-action ambientato dopo Il ritorno dello Jedi con Pedro Pascal e un prequel di Rogue One

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Siete curiosi di scoprire questo nuovo servizio streaming?

[fonte The Verge]

Curiosità, serie tv

Le morti più sconvolgenti nelle serie tv [PARTE 2]

Buongiorno lettori! La scorsa settimana vi ho parlato delle morti più sconvolgenti delle serie tv (trovate la prima parte qui). Oggi torniamo a parlarne, con la seconda parte del post.
Questa volta includerò alcune serie televisive recenti, quindi per non incorrere in rischio spoiler, vi lascerò qui di seguito le serie di cui parlerò: This is us, The Expanse, Stranger Things, The 100, Jane the virgin, Glee, 15love.

15/Love

Quando andavo alle medie durante l’estate Italia 1 trasmetteva 15/Love, una serie ambientata in una scuola di tennis, frequentata da alcuni adolescenti, alle prese con i problemi tipici dell’età.
Mentre due dei protagonisti giravano la prima stagione sono rimasti coinvolti in un incidente stradale, nel quale hanno perso la vita a soli diciassette anni.
La produzione è stata costretta a fingere la morte degli attori anche nella serie televisiva.
Ricordo le estati passate a giocare a tennis insieme alla mia migliore amica e a fingere di essere proprio alcuni di quei personaggi.

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Glee – Finn

Un’altra morte avvenuta purtroppo anche nella realtà è stata quella dell’attore Cory Monteith, che ha interpretato Finn in Glee.
Credo che Glee abbia reso a Cory/Finn un bellissimo tributo, che ha fatto commuovere tutti gli spettatori.

This is us – Jack

Anche se eravamo a conoscenza della morte di Jack fin dal primo episodio, questo non significa che la morte del personaggio sia stata meno dolorosa!

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Stranger Things – Bob

Bob è stato uno di quei personaggi che abbiamo imparato ad amare fin da subito e la sua dipartita non è stata meno dolorosa. Alla fine si sa, le persone gentili sono sempre le prime ad andarsene!
Possiamo comunque ringraziare gli showrunner per averlo fatto morire in modo eroico.

The Expanse – Shed

Qualche giorno fa ho finalmente iniziato The Expanse, su consiglio di House Cek, che ringrazio.
A poche puntate dall’inizio della serie fantascientifica sono stata sconvolta dalla morte di uno dei personaggi che più mi stavano simpatici: Shed Garvey.

La morte improvvisa per decapitazione non ha di certo aiutato!

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The 100 – Lincoln

Tutti abbiamo amato il personaggio di Lincoln e quando è morto nello show ci siamo sentiti come Octavia.

Nella realtà il personaggio di Lincoln è uscito di scena perché l’attore che lo ha interpretato ha deciso di lasciare la serie, a causa di alcune divergenze con il produttore.

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Jane the Virgin – Michael

Dopo alcune stagioni dedicate al triangolo amoroso tra Jane, Rafael e Michael, Jane ha scelto finalmente Michael e i due sono convolati a nozze per la gioia dei fan.

L’iddilio è durato poco, perché Michael è morto dopo le complicazioni dovute a un colpo di pistola al cuore.

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E quali sono per voi le morti che più vi hanno sconvolto?

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I miei pronostici per la stagione finale di Game of Thrones

Buongiorno lettori! Mancano solo dieci giorni all’inizio di Game of Thrones e, tra la fibrillazione generale, ho pensato di “svelarvi” i miei pronostici sul finale della serie. Lasciatemi i vostri nei commenti, così a finale trasmesso tornerò sul post per vedere quante delle teorie abbiamo azzeccato!
Non parlerò di tutti i personaggi, in quanto per alcuni di loro non ho le idee molto chiare.

I MIEI PRONOSTICI

  1. Daenerys morirà, insieme a Jon, prima di dare alla luce un figlio

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  2. Jaime ucciderà Cersei, magari per difendere Brienne

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  3. Brienne morirà tra le braccia di Jaime

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  4. Bronn avrà finalmente il suo castello

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  5. Yara sarà il primo personaggio a morire.
    I pronostici dicono che Euron sarà il primo a morire, mentre Yara è al secondo posto. Io dico invece che sarà prima Yara ad andarsene!
  6. Sam Tarly e Gilly sopravvivono al finale  e Sam diventa un eroe

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  7. L’ultimo pronostico è il più atteso e discusso dall’inizio della serie: Chi salirà sul trono?
    Secondo me sarà Gendry al fianco di Arya a salire sul trono!
    Ho sempre pensato infatti che Arya sarebbe stata una delle poche superstiti di GoT.

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SONDAGGIO

Ora sono curiosa di scoprire chi vedreste voi sul trono!

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