Curiosità, serie tv

Che cosa aspettarci dalla seconda stagione di Sex Education

Ciao a tutti lettori! Oggi parliamo di una delle serie tv più chiacchierate del momento: Sex Education.

Mi era stata consigliata persino da mia mamma, ma siccome io e lei abbiamo gusti diversi ho preferito lasciar perdere, almeno finché non ho letto la recensione di Serial Escape. Siccome mi fido della sua opinione ho voluto iniziarla e per fortuna l’ho fatto: l’ho divorata in una giornata! Non farò una recensione della stagione perché ormai se ne è parlato davvero tanto, ma se non l’avete vista potete comunque recuperare quella che ho linkato qui sopra.

[Non proseguite se non avete guardato la prima stagione. Il post contiene spoiler.]

Qualche giorno fa è stata annunciata la seconda stagione, le cui riprese inizieranno a primavera. La data di uscita non è ancora nota, ma presumibilimente potrebbe essere nel periodo autunnale, se non addirittura all’inizio del 2020. Una lunga attesa dunque ci separa ancora dalle nuove puntate, ma nel frattempo possiamo speculare un po’ sul futuro della serie!

Alla fine della prima stagione Otis ha chiesto scusa a Ola e i due si sono riavvicinati, con la promessa di “andarci piano”. Otis, che aveva un blocco sessuale che gli impediva di raggiungere il piacere con la masturbazione, è riuscito finalmente a sbloccarsi. La seconda stagione potrebbe portare novità per lui, magari riuscirà a perdere la verginità proprio con Ola. Nonostante abbia scelto la ragazza, i sentimenti per Maeve potrebbero non essere del tutto spariti. E ora che Maeve ha finalmente capito di provare qualcosa per Otis, riuscirà a dirlo al ragazzo o si lascerà scoraggiare dalla presenza di Ola? Se nella prima stagione il “triangolo” era formato da Jackson-Maeve-Otis, nelle nuove puntate probabilmente vedrà protagonisti Maeve-Otis-Ola.

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Al tempo stesso Maeve dovrà affrontare le conseguenze dell’aver cercato di proteggere il fratello, rinunciando così a un futuro scolastico e alla possibilità di una borsa di studio per l’università. Il fratello invece pare essersene andato senza salutare ancora una volta. L’ennesima delusione riuscirà a far capire a Maeve che il ragazzo non è una sua responsabilità? Maeve in sole otto puntate ha subito una profonda evoluzione e sono certa che anche la nuova stagione ci riserverà delle sorprese. Non dimentichiamo che la ragazza ha affrontato un aborto, le cui conseguenze non sono mai state davvero trattate. Nelle nuove puntate mi piacerebbe che venisse approfondito l’aspetto psicologico alla base di questa scelta.

Uno dei personaggi più apprezzati è stato Eric, un personaggio ricco di sfaccettature. Ha fatto molto discutere (in positivo) il suo avvicinamento ad Adam. L’enigmatico bullo, figlio del preside, è partito per l’accademia proprio nei minuti finali della stagione, su forzatura del padre. Mi aspetto che torni in futuro perché è un personaggio che ha ancora molto da dare alla serie e mi piacerebbe vedere come affronterà i sentimenti per Eric. Se all’inizio poteva sembrare il classico bullo pieno di stereotipi, si è rivelato un personaggio molto più complesso.

Nonostante l’attrazione tra i due, sfociata in un bacio (e qualcosa in più), Adam ha ancora molto su cui lavorare prima di intraprendere una relazione. Il rapporto conflittuale con il padre potrebbe essere focale nella prossima stagione, così come il comportamento che per anni ha avuto nei confronti di Eric. In un eventuale ritorno di Adam, riuscirà Eric a passare sopra alle azioni del ragazzo?

Concludiamo con Jean, finalmente pronta ad avere una relazione stabile e al tempo stesso dare ascolto al figlio. Non sappiamo se il libro di Jean vedrà la luce, ma nel caso lo facesse, potrebbe incrinare i rapporti tra i due. La figura del padre di Otis è inoltre stata poco approfondita. Che la seconda stagione porti forse a un ritorno improvviso e nuovi drammi famigliari?

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Personalmente non vedo l’ora di scoprire che cosa ci offriranno i nuovi episodi. E voi c’è qualcosa che vorreste vedere in modo particolare?

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Curiosità, serie tv

Ho rivisto Piccoli problemi di cuore (Marmalade Boy) SENZA censure

Buongiorno lettori! Sull’onda della nostalgia per i programmi che guardavo da bambina (vedi post sulla Melevisione) ho deciso di riguardare Piccoli problemi di cuore, iconico cartone animato degli anni 90. Sebbene all’inizio lo avessi iniziato doppiato in italiano, mi sono ricordata che era stato censurato pesantemente, per adattarlo a un pubblico più giovane. Ho recuperato quindi Marmalade Boy (questo il titolo originale) doppiato in lingua inglese e senza censure.

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[Il post non contiene spoiler, pertanto potete proseguire senza problemi]

In realtà non possiamo considerare Piccoli problemi di cuore come una versione censurata di Marmalade Boy, in quanto il primo è una quasi totale reinvenzione dell’originale. Il nuovo prodotto, commercializzato poi anche all’estero con il nome di A little love story, è stato realizzato dagli adattatori italiani, con il benestare degli autori giapponesi. Piccoli problemi di cuore conta infatti 63 episodi, tredici in meno di Marmalade Boy e i minuti mancanti (ben 152) sono tutt’ora inediti in Italia.

In realtà il progetto di mandare in onda gli episodi censurati è stato avviato qualche anno dopo. L’intenzione era di dare vita a una nuova serie, che si sarebbe chiamata Miki e Yuri questo è amore, che però non vide mai la luce (nonostante fossero stati doppiati già 3 episodi) a causa degli impegni delle persone coinvolte.

L’originale Marmalade Boy è un anime giapponese di 76 episodi, tratto dal manga omonimo dell’autrice Wataru Yoshizumi.

Miki frequenta le superiori e vive una vita normale, finché non riceve una notizia inaspettata: I suoi genitori, di ritorno da una vacanza, le annunciano il loro divorzio. In viaggio hanno infatti conosciuto un’altra coppia e hanno deciso di scambiarsi i rispettivi partner. I quattro decidono di vivere sotto lo stesso tetto, insieme a Miki e Yū , il figlio dell’altra coppia. Nonostante all’inizio Miki sia in disaccordo con la nuova situazione e se ne vergogni, con il tempo inizia a provare attrazione per Yū…

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Le differenze tra Marmalade Boy e Piccoli problemi di cuore sono davvero tantissime. Per iniziare in quest’ultimo è stata stravolta la situazione famigliare di Miki, omettendo lo scambio di coppie, ma mantenendo il divorzio dei genitori, che si sono risposati con altre due persone, una delle quali, vedova, ha un figlio ().

Nell’anime originale vengono trattati anche temi più adulti, come riferimenti all’omosessualità e la presenza di una relazione professore-alunna. Questa parte è stata cambiata nel doppiaggio italiano, facendo crede che il professore sia in realtà un ex alunno.

Il linguaggio di tutto l’anime è inoltre stato reso più fruibile ai bambini e sono state eliminate diverse scene di minima intimità tra i due protagonisti. Tuttavia il cambiamento maggiore è stato l’eliminazione degli ultimi episodi, con quello che dovrebbe essere il vero finale della serie.

Se volete recuperare la serie vi consiglio quindi di cercare quella originale, che trovate tranquillamente su youtube.

E voi seguivate Piccoli problemi di cuore?

 

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Ho visto gli ultimi episodi di Unbreakable Kimmy Schmidt [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi della seconda parte dell’ultima stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt, uscita qualche giorno fa su Netflix. Parte dell’articolo conterrà spoiler, ma vi avviserò in tempo, in modo che possiate fermarvi prima. Non mi preoccuperò invece degli spoiler riguardanti la prima parte della stagione, uscita quest’estate.

La serie segue la protagonista Kimmy Schmidt, una giovane donna che per gli ultimi quindici anni è stata reclusa in un bunker sotterraneo dal reverendo di una setta. Con una nuova vita da ricominciare Kimmy si trasferisce a New York, dove conosce l’aspirante ed eccentrico attore Titus, la sua affittuaria Lillian e una signora dell’alta società, Jacqueline.

Nella prima parte della quarta stagione abbiamo visto Titus cercare di riconquistare (senza successo) il suo ex Mikey, impegnato in una nuova relazione. Nel frattempo la sua carriera è ancora zoppicante, al punto che dirige una recita scolastica. Jacqueline invece si dedica al suo nuovo lavoro come manager e Lillian fa la conoscenza dei figli del suo defunto fidanzato Archie. Kimmy si ambienta nel suo nuovo posto di lavoro, dove è circondata da millennials e nel frattempo inizia a scrivere un libro per bambini.

In questa stagione vengono affrontati temi caldi e attuali, come il movimento #MeToo e le molestie sul luogo di lavoro. Quando si trattano tematiche di questo tipo, il rischio di andare oltre o risultare politically correct è alto, ma Unbreakable Kimmy Schmidt riesce a trovare il giusto equilibrio di comicità. Dopotutto è proprio l’umorismo bizzarro il perno della serie, che nonostante in alcuni momenti possa risultare davvero assurda, a livello di scrittura è una delle migliori serie umoristiche di Netflix.

Credo però che l’idea di frammentare una stagione che conta appena dodici episodi in due parti sia stata una mossa sbagliata. La durata dei singoli è troppo breve ed essendo un tipo di serie “veloce”, in questo modo si perde la sua fluidità. Io stessa non ricordavo molto la trama degli episodi visti mesi prima e sono dovuta tornare a rileggerla.

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Attenzione: a partire da qui il post conterrà spoiler

Nella seconda parte della stagione ritroviamo i personaggi al punto in cui li avevamo lasciati. Kimmy si trova ad affrontare i fantasmi del passato, che non è riuscita a dimenticare neppure con la psicoterapia. Nonostante voglia lasciarsi l’esperienza del bunker alle spalle, l’incontro con Donna Maria – diventata nel frattempo un’imprenditrice di successo – le fa capire che ha ancora molto su cui lavorare. Non può fare a meno di chiedersi come sarebbe stata la sua vita se non fosse stata rapita dal reverendo e la risposta arriva con un episodio di cinquanta minuti. In questo speciale (una parodia del film Sliding Doors) vediamo un futuro alternativo per Kimmy e il resto dei personaggi, al termine del quale la donna capisce che tutto è accaduto per una ragione e riesce finalmente ad accettare ciò che le è successo.

Devo essere sincera, non sono una fan degli episodi “What if”, soprattutto se occupano così tanto spazio all’interno di una stagione, ma in questo caso la riuscita è piuttosto buona e rilevante ai fini della caratterizzazione di Kimmy.

Dopo essersi licenziata da Giztoob, che vendeva i dati personali dei propri clienti alle aziende, Kimmy prova a lanciare il proprio libro, che ottiene grande successo con il selfpublishing. Anche se non è mai andata a Londra come aveva sempre sognato, per la donna la serie si conclude nel modo più dolce possibile, con l’apertura di un parco dei divertimenti basato sul proprio libro.

Titus è uno dei personaggi chiave della serie e anche uno dei più eccentrici. Probabilmente una persona del genere nella vita vera finirei per odiarla: Titus è infatti estremamente narcisista ed egoista. Eppure si finisce per amarlo e tifare per lui. In questa seconda parte della serie la carriera di Titus arranca ancora, finché un’opportunità non gli si presenta quando diventa parte del musical Cats. Nonostante venga licenziato molto presto, Titus viene scritturato ne Il Re Leone. Con un carriera che sembra finalmente propendere per il verso giusto, l’uomo si riavvicina a Mikey, con il quale avrà due bambini.

Un po’ sottotono sono invece le storyline di Jacqueline e Lillian, anche se entrambe alla fine riescono a trovare la felicità. La prima come manager e con un nuovo amore; e la seconda diventando la nuova voce della metropolitana di New York.

Un lieto fine dunque per tutti i personaggi, che ci hanno accompagnato nel corso di quattro stagioni. Non è mai facile dire addio a una serie, ma Unbreakable Kimmy Schmidt è quel tipo di show con una comicità che non può durare in eterno e, anche se avrei voluto maggiori approfondimenti su alcune situazioni, (come il riavvicinamento tra Titus e Mikey) è finita al momento giusto.

 

 

 

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6 serie tv che si concluderanno nel 2019

Una delle serie tv più popolari degli ultimi anni, Game of Thrones, è giunta all’ultima stagione. Chi salirà sul trono di spade? Non ci resta che scoprirlo il 14 aprile, data in cui verrà trasmessa la prima puntata della stagione.

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The Big Bang Theory ci ha accompagnato per dodici divertentissime stagioni. Leonard, Penny, Howard, Raj, Berdanette e Amy ci terranno compagnia ancora per poche puntate, l’ultima stagione è infatti in onda in questo periodo negli Stati Uniti.

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Crazy ex girlfriend è una delle serie più particolari che abbia mai visto. Si tratta di una commedia musicale con protagonista Rachel Bloom, nei panni di Rebecca, un giovane avvocato che decide di lasciare la sua carriera per seguire l’ex ragazzo nella sua città natale.

In ogni puntata compaiono diverse canzoni esilaranti, cantate dai diversi personaggi. Lo show non manca di trattare tematiche importanti come le malattie mentali e la sessualità. La quarta e ultima stagione, composta da 18 episodi, è attualmente in onda negli Stati Uniti.

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Jane the virgin può essere considerata una sorta di telenovela statunitense, con colpi di scena trash e situazioni assurde. Si tratta di un prodotto diverso dal solito, ma divertente ed emozionante.

La quarta stagione è terminata con un colpo di scena che mi ha lasciata sbalordita (ve ne ho parlato qui) e la serie si concluderà con la quinta, in onda a primavera negli Stati Uniti.

I fan di Shadowhunters non sono riusciti a salvare la serie, che si concluderà tra pochi mesi con la seconda parte della terza stagione, formata da 12 episodi.

La serie è basata sui libri di Cassandra Clare. (Ho recensito il primo volume qui)

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Anche il prodotto originale di Netflix, Unbreakable Kimmy Schmidt, approderà tra pochi giorni sulla piattaforma con la seconda parte dell’ultima stagione.

La serie segue la ventinovenne Kimmy Schmidt mentre cerca di cominciare una nuova vita a New York dopo essere stata salvata da una setta ed essere stata rinchiusa per quindici anni in un bunker sotterraneo.

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Per quali di queste serie sentirete di più la mancanza?

 

 

 

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Grace e Frankie sono tornate! [RECENSIONE 5a stagione] No spoiler

Buongiorno lettori e buon fine settimana! Ieri è uscita la quinta stagione della serie Netflix Grace e Frankie, con protagoniste Jane Fonda e Lily Tomlin, che ho letteralmente divorato!

Grace e Frankie sono due donne che hanno superato i settanta anni di età, ed hanno da sempre un rapporto conflittuale per via dei loro differenti stili di vita; la prima snob e cinica, l’altra hippy e stravagante. La loro esistenza viene scombussolata quando i rispettivi mariti, soci in affari da oltre vent’anni, fanno coming out confessando di amarsi da anni e di volersi sposare. Tornate single, le due donne sono costrette a vivere assieme ed aiutarsi a vicenda, così da cominciare un nuovo capitolo della loro vita che le porterà a riscoprirsi come donne e come amiche. [wikipedia]

All’inizio della quinta stagione Grace e Frankie evadono dall’ospizio, ma quando fanno ritorno a casa scoprono che è stata messa in vendita dai propri figli. Grace nel frattempo sente la mancanza di Nick, che ha lasciato per la differenza d’età, e Frankie vuole ritrovare se stessa e fare ritorno alle origini diventando vegana(questa volta per davvero). Anche in questa nuova stagione le due si troveranno ad affrontare problemi lavorativi e personali e la loro amicizia verrà di nuovo messa alla prova.

Grace e Frankie sono tornate in una comedy perfetta per il binge watching. 13 puntate rette da due attrici talentuose con una forte chimica, che non potranno che farvi sorridere e che finirete per amare alla follia.

La terza età è al centro di una serie come mai prima d’ora e affronta argomenti che difficilmente vengono associati a una generazione più matura. Si spazia da argomenti come il sesso e le droghe leggere con battute sempre fresche e al passo con i tempi. In questa stagione le protagoniste affrontano alcune difficoltà con la Vybrant, la loro azienda di vibratori per la terza età. Nel frattempo Robert vuole mettere in scena un nuovo spettacolo teatrale e Sol prende un cane.

Se devo trovare un difetto in questa stagione ho sentito un po’ meno forte la presenza di Robert e Sol. Ho trovato le loro storyline meno interessanti di quelle delle protagoniste, ma nulla di irreparabile! Divertente ma un po’ sottotono è stata la comparsa di Ru Paul, che lo avrei visto volentieri in un ruolo ricorrente, invece di una semplice comparsa.

Mi sono chiesta se così tante stagioni potessero beneficiare a uno show di questo tipo. Il rischio di incorrere in gag ripetitive è alto, ma (almeno per il momento) gli sceneggiatori se la sono cavata egregiamente!

Di recente Grace e Frankie è stata rinnovata per una sesta stagione e non potrei esserne più felice. Se cercate una comedy frizzante e orginale, questa è la serie tv che fa per voi!

Voto: 4,5 su 5

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Skam Italia 2 vs Skam Norvegia: 4 differenze che ho apprezzato

Buona sera lettori! Come state? Oggi torniamo a discutere di Skam Italia, una delle serie rivelazioni del 2018. (Ve ne ho parlato qui)

Quando ho visto Skam OG mi sono letteralmente innamorata di Isak ed Even e pensavo fosse impossibile uguagliare una coppia così affiatata. Ma poi è arrivata Skam Italia, che nonostante abbia seguito le orme dell’originale, ha saputo aggiungere quel tocco in più di innovazione di cui aveva bisogno.

In questo post vi parlerò quindi delle differenze che ho apprezzato tra la web serie originale e il remake italiano. Ovviamente vi aspetto nei commenti per conoscere le vostre preferenze!

I CONTRABBANDIERI

Una delle scelte che ho preferito in Skam Italia è stata la costruzione del rapporto tra il protagonista Martino e i suoi amici. Nella serie originale la parte maschile era presente, ma molto meno enfatizzata. In Skam Italia è impossibile non lasciarsi conquistare dall’intenso rapporto tra Martino e il migliore amico Giovanni. Chi non vorrebbe avere un amico come lui?

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LA MADRE DI MARTINO

In Skam OG il rapporto tra i protagonisti delle varie stagioni e i genitori non è mai stato indagato, le figure genitoriali sono sempre rimaste nell’ombra. In Skam Italia 2 invece il rapporto burrascoso tra Martino e la madre è molto più centrale. Assistiamo all’evoluzione del loro legame, dall’esclusione iniziale della donna nella vita del ragazzo, fino all’apertura di quest’ultimo in un momento molto toccante, che ritengo uno dei migliori della stagione.

Credo che questa scelta sia stata azzeccata, anche perché è più in linea con la realtà del nostro paese.

LOCATION

Skam Italia è stato girato in una delle città più belle al mondo, con un patrimonio storico enorme e, con una location così unica, molte delle scene hanno avuto quel qualcosa in più rispetto all’originale.

Un esempio? Il momento in cui Martino e Niccolò lasciano la festa di Halloween e si allontanano in bicicletta, passando per San Pietro.

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PSICOLOGO

La scelta di diversificare il momento della richiesta di aiuto da parte di Martino è stata una scelta che ho apprezzato davvero tanto. Se in Skam OG Isak si rivolgeva alla dottoressa nello studio medico della scuola, in Skam Italia Martino viene accolto dallo psicologo in una classe decadente. Questa differenza mostra la diversità tra le due realtà, quella nordica e quella italiana.

Queste erano alcune delle differenze che ho apprezzato. Se volete recuperare i post precedenti potete trovarli qui:

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Bodyguard: la serie tv che è valsa un Golden Globe a Richard Madden

Buongiorno lettori! Oggi parliamo di serie tv, in particolare di Bodyguard, il nuovo successo della BBC (disponibile su Netflix nel resto del mondo) con protagonista Richard Madden, conosciuto principalmente per aver interpretato Robb Stark in Game of Thrones.

Ammetto che inizialmente non avevo intenzione di guardare Bodyguard, ma il Golden Globe vinto dal protagonista ha acceso la mia curiosità per la serie e alla fine ho divorato le sei puntate in un paio di giorni.

David Budd è un ex veterano dell’esercito, che lavora come sergente di polizia nel comando di protezione a Londra. Dopo aver sventato un attacco terroristico, in un treno sul quale si trovava, l’uomo viene promosso alla protezione del Ministro dell’interno Julia Montague. David, con un disturbo post traumatico da nascondere, inizia quindi a lavorare a stretto contatto con Julia, nonostante disprezzi la sua politica.

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Bodyguard è un prodotto molto attuale, che indaga una situazione politica non troppo lontana dalla verità. Il tema centrale della serie è la corruzione all’interno dei corpi statali, il terrorismo e la sicurezza nazionale. Negli ultimi anni si è parlato molto di Privacy, un tema trattato con maestria nella serie. Julia è infatti la promotrice di una legge, la RIPA 18, che permetterebbe alla sicurezza nazionale di monitorare le telefonate di ogni cittadino del Regno Unito.  Lo spettatore non può fare a meno di chiedersi chi sia il “cattivo” della situazione, e tra intrighi e attentati, nessun personaggio sembra degno di fiducia. David disprezza le ideologie della donna che è pagato per proteggere, eppure si avvicina a lei, finendo per mettere in discussione se stesso.

Bodyguard è, a mio parere, un nuovo eccellente prodotto targato BBC One. Una serie tv ad alto tasso adrenalinico che non può che tenere il pubblico incollato allo schermo. Un Golden Globe meritato per un’interpretazione che all’inizio può sembrare statica, ma che si rivela essere, puntata dopo puntata, sempre più studiata e riuscita.

Non è un caso che Bodyguard sia diventata uno dei maggiori successi televisivi del Regno Unito. Con una combinazione di temi così “rischiosi” da trattare, il risultato finale è più che riuscito.

E voi avete visto Bodyguard? Vi è piaciuta?

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Black Mirror: Bandersnatch // un film interattivo di Netflix

Uscito dopo pochi giorni dal trailer, Bandersnatch è il nuovo ambizioso progetto di Netflix, che per la prima volta porta lo spettatore a essere parte integrante del film e gli fornisce il controllo sul futuro del protagonista.

Una realtà che in passato abbiamo visto in libri e videogiochi. Basti pensare a Life is strange, ma a differenza di quest’ultimo, nel quale alla fine tutte le scelte minori portavano a un finale a doppia corsia, in Bandersnatch le combinazioni sono molteplici, arrivando a cinque possibili epiloghi.

1984. Il protagonista è Stefan Butler, un programmatore diciannovenne appassionato del libro Bandersnatch, dell’autore Jerome Davies, che sta cercando di adattare come videogioco. Il suo progetto viene accolto dalla Tuckergames, che ha da poco lanciato sul mercato un videogioco di successo, prodotto da Colin, un altro giovane sviluppatore. Ispirato dal ragazzo, Stefan inizia a dedicare le sue giornate a terminare il gioco, ma più passa il tempo e più inizia a sentire di non avere il controllo sulle decisioni della propria vita.

Ben presto resterà intrappolato tra finzione e realtà. Che cosa è reale e che cosa è invece frutto della sua mente? Chi è che lo controlla e lo spinge a prendere le decisioni?

Ero a conoscenza dell’intenzione di Netflix di realizzare un film interattivo, ma di certo non mi aspettavo che sarebbe uscito così pochi giorni dopo il trailer. Non appena è approdato online ho voluto vederlo, se non altro per sperimentare un nuovo modo di guardare film.

L’idea di base è molto buona. Le scelte che lo spettatore deve compiere sono semplici, basta cliccare sulle preferenze che ogni tanto compaiono sullo schermo e la storia prende da subito una piega che porterà a uno dei cinque finali.

È impossibile non sentirsi coinvolti dal potere decisionale che ci viene riservato. La regia è davvero eccelsa, così come le interpretazioni degli attori.

La trama tuttavia non mi ha convinta, il più delle volte non ho avuto modo di riflettere quanto avrei voluto, il tempo per prendere la decisione è infatti limitato. Un film di questo tipo è complesso e anche la brevità degli scenari (nonostante abbia ottenuto il finale più lungo) è insufficiente per intrattenere a dovere.

Alla fine mi sono sentita insoddisfatta, come se avessi terminato un videogioco davvero troppo corto.

Bandersnatch resta comunque un progetto valido, che vorrei vedere replicato in futuro e magari con una durata maggiore.

E voi lo avete visto? Vi aspetto nei commenti!

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I momenti migliori in Skam Italia 2

Buongiorno lettori e buon Santo Stefano!

La seconda stagione di Skam Italia si è da poco conclusa dopo oltre due mesi di clip quasi giornaliere, che ci hanno fatto innamorare di Martino, Niccolò e tutti gli altri personaggi della web serie. (Se non sapete di che cosa sto parlando andate qui). Ho pensato quindi di selezionare i miei momenti preferiti della stagione. Inutile dire che è stata un’impresa titanica ridurre la scelta a soli nove! Sicuramente ne ho dimenticati alcuni, aspetto quindi i vostri preferiti nei commenti!

∼ Martino e Niccolò in radio [2×01]

Uno dei momenti che ricordo con affetto è la prima interazione tra Martino e Niccolò in radio. L’inizio di tutto merita sicuramente un posto in classifica!

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∼ Il bacio in piscina [2×04]

Sebbene mi sia piaciuta più la scena originale gli attori non mi hanno delusa, offrendo agli spettatori uno dei momenti più iconici di Skam.

∼ Il discorso di Filippo [2×05]

Filippo è uno di quei personaggi che dovrebbero avere più spazio e ho amato il discorso che fa a Martino nella quinta puntata di stagione.

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∼ Il litigio della Boy Squad [2×05]

Ci sono diversi momenti strazianti in questa stagione, ma il dolore di Martino quando litiga con i ragazzi è così intenso che, seppur doloroso, non potevo non includerlo in lista.

∼ Il coming out con Giovanni [2×06]

Giovanni si è rivelato una piacevole sorpresa, molto più della sua controparte in Skam originale. Ho amato la sua lealtà e supporto nei confronti di Martino. Giovanni ha capito che l’amico stava affrontando delle difficoltà che non era ancora pronto a rivelare, e nonostante tutto gli è sempre rimasto vicino.

∼ Amerai il finale [2×07]

Il feeling tra i ragazzi è a mio parere molto più forte che in Skam OG e gli attori sono stati bravissimi a far trasparire la loro reale amicizia sullo schermo. Uno dei miei momenti preferiti a loro dedicati è senz’altro la gita a Bracciano.

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∼ In hotel a Milano [2×08]

Prima dell’ennesimo crollo della coppia, tra Martino e Niccolò c’è la scena più sensuale dedicata alla coppia… Altro che 50 sfumature! A spezzare l’idillio della coppia è arrivata però la rivelazione della malattia di Niccolò.

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∼ Il confronto tra Martino e sua mamma [2×09]

A differenza di Skam originale nella versione italiana è stato inserito e approfondito il rapporto tra il protagonista e la madre. Una scelta senza dubbio azzeccata!

∼ Festa di Natale [2×10]

La perfetta conclusione di una stupenda stagione è stata la puntata dedicata alla festa di Natale. È stato difficile dire (momentanemente) addio a tutti quanti, soprattutto sapendo che Martino non sarà il protagonista della prossima stagione, ma non potevo chiedere un finale più perfetto!

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Life Sentence: la vita dopo il cancro in una serie tv con Lucy Hale

Life sentence è stata cancellata da parecchi mesi ormai, ma io la sto seguendo adesso su Infinity. Ho sentito un’infinità di critiche su questa serie e non sapevo bene che cosa pensare, in quanto ero davvero elettrizzata di vederla.
Al momento ho visto sei puntate, ma posso dire che mi sta davvero piacendo e voglio spiegarvi perché!

Stella Abbott, una venticinquenne statunitense, da ormai otto anni ha un cancro terminale e sa che le restano pochi mesi da vivere. Ha accettato il suo destino, così come la famiglia e il marito, che ha conosciuto durante un viaggio a Parigi.
La sua vita subisce però una svolta quando le viene rivelato che la cura sperimentale alla quale si è sottoposta ha funzionato, e Stella è completamente guarita dal cancro.
Con la lieta notizia, la ragazza scopre però diversi segreti, che la famiglia le ha nascosto per assicurarle una vita tranquilla.
Con una nuova vita da imparare a vivere, Stella si ritrova inevitabilmente in difficoltà.

La caratteristica che mi ha colpito in questa serie tv è che non si focalizza esclusivamente sulla protagonista, ma mostra quanto il cancro coinvolga la famiglia del malato.
Non vediamo solo Stella che deve imparare ad affrontare una vita che credeva finita, ma poco alla volta emerge il dolore che le persone vicine a lei hanno nascosto per otto lunghi anni.
Vediamo il mondo attraverso gli occhi della ragazza, scoprendo segreti ed omissioni.
Non è solo Stella ad aver lottato contro la malattia, così hanno fatto i suoi famigliari.
Il matrimonio che credeva perfetto tra i suoi genitori si è rivelato una recita, così come le vite del fratello e della sorella.
Ho apprezzato in modo particolare il fratello di Stella, che a mio parere è uno dei personaggi più riusciti dello show.
Nelle prime puntate ci viene mostrato come un ragazzo menefreghista della vita e delle persone che gli stanno accanto.
Non ha un lavoro, si fa mantenere dal padre, spaccia droga e passa da una donna all’altra. Anche la sua è però una maschera, che si è costruito per sopravvivere alla malattia di Stella e garantirle una vita migliore.

La trama è originale perché a differenza dei soliti film sul cancro, si focalizza sulla guarigione e la vita dopo la rivelazione.
Una vita che si dimostra essere non facile, soprattutto per una ragazza abituata da sempre ad essere accontentata da chi le sta accanto.
Senza un diploma ed esperienza lavorativa deve ricominciare da zero, così come nel suo matrimonio, che non è più la bolla perfetta che il marito le ha creato in quelli che dovevano essere i suoi ultimi mesi di vita.
Stella scopre che il marito non è l’uomo perfetto che adora i suoi stessi film o dormire abbracciati per tutta la notte.
Le divergenze riusciranno a tenere in piedi il loro matrimonio? Non ci resta che scoprirlo, almeno fino alla fine delle tredici puntate.
Purtroppo non avremo la possibilità di andare oltre.
Un vero peccato, perché secondo me è una serie tv che intrattiene, non mancando di affrontare tematiche più profonde.
Sinceramente non capisco tutte le critiche.

E voi conoscete Life Sentence? Che ne pensate?