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Netflix vs Prime Video: qual è il migliore nel 2020?

Un paio di anni fa vi ho parlato delle differenze tra i servizi streaming Netflix e Amazon Prime Video. Da allora le caratteristiche e il catalogo dei due sono decisamente cambiati, pertanto è giunto il momento di confrontarli di nuovo. Quale dei due è il migliore? Scopriamolo subito insieme!

PRIME VIDEO

Prime Video è il servizio di streaming gratuito dedicato agli iscritti ad Amazon Prime. Con l’abbonamento ad Amazon Prime, oltre ad avere un’ampia scelta di film e serie tv, si ha diritto ai seguenti benefici:

  • Spedizioni illimitate in 1 giorno senza costi aggiuntivi su milioni di prodotti, e senza soglia minima d’acquisto (a causa del Covid le spedizioni potrebbero subire rallentamenti)
  • Prime Foto: spazio di archiviazione per le foto illimitato
  • Accesso anticipato alle Offerte lampo
  • Prime Reading: centinaia di ebook gratuiti
  • Prime Music: il servizio di musica che consente ai clienti Prime di ascoltare, memorizzare e gestire musica ovunque con un limite mensile di 40 ore.
  • Prime Gaming: giochi e contenuti su Twitch e tanto altro…

PREZZO: 36€ all’anno, o pagamento mensile di 3,99€ al mese. Offerta speciale per gli studenti universitari a 18€ all’anno + i primi 90 giorni gratis.
PAGAMENTO: Annuale o mensile
PROVA: 30 giorni prova gratuita (90 per gli studenti iscritti a Prime Student)
DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Ora che avete un quadro più chiaro del servizio passiamo ad analizzare l’offerta di Prime Video nello specifico.
In passato avevo messo in luce alcuni problemi con l’applicazione Prime Video da dispositivi mobili. Da allora sono stati fatti diversi cambiamenti e la navigabilità è migliorata molto.
Uno dei punti di forza di Prime Video è il catalogo, in continua crescita e ricco di prodotti di qualità, originali e non.
Negli ultimi due anni il catalogo ha più che raddoppiato le serie tv e quintuplicato i film disponibili.
Contro: In alcuni prodotti non è sempre possibile cambiare la lingua dall’italiano ad altre lingue, inglese compreso, e non sempre i sottotitoli sono disponibili. A volte i sottotitoli sono rallentati e non compaiono subito una volta premuto il tasto play.

Ecco i numeri del catalogo aggiornati a Settembre 2020:

SERIE TV: 489 titoli
FILM: 5.420 titoli

NETFLIX

Netflix è senza dubbio la piattaforma streaming più celebre e utilizzata in tutto il mondo. Ormai non si parla d’altro, ma ne vale davvero la pena? Scopriamolo insieme!

PAGAMENTO: Mensile

PREZZO:

  • Piano base: 1 schermo SD (visione su 1 schermo alla volta, in definizione standard) 7,99€
  • Piano standard: 2 schermi HD (visione su 2 schermi alla volta, in alta definizione se disponibile) 11,99€ – aumentato di 1€
  • Piano premium: 4 schermi HD/UHD (visione su 4 schermi alla volta, in alta definizione e ultra alta definizione, se disponibile) 15,99€ – aumentato di 2€
  • Pacchetto Sky: possibilità di collegare Netflix a Sky e ricevere uno sconto sul servizio

PROVA: Non più disponibile dal 2019

DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Netflix punta molto sulle serie televisive e sui prodotti originali, in continua uscita ogni mese.
Negli anni la navigabilità da sito e da applicazioni non è cambiata, rimanendo ottima.
Quasi tutti i prodotti hanno un’ampia lista di lingue per audio e sottotitoli.

Contro: Molte delle serie tv originali vengono cancellate dopo una sola stagione. Netflix sembra puntare più sulla quantità.

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Dati aggiornati a Settembre 2020

FILM: 2.904 titoli

SERIE TV: 1.344 titoli

Potete abbonarvi qui.

Ma qual è quindi il servizio streaming migliore?

Voglio precisare che sono iscritta a Netflix e Prime Video da anni e quindi ho avuto modo di provare e vedere i cambiamenti di entrambi i servizi.
Secondo il mio personale parere, Prime Video sta dando del filo da torcere a Netflix, puntando su contenuti di qualità, soprattutto film.
Negli ultimi mesi ha inoltre inserito in catalogo serie televisive complete già terminate e diversi film da Oscar usciti al cinema a fine 2019.
Il prezzo di Prime Video inoltre è davvero conveniente, soprattutto se siete studenti e potete usufruire della promo a 18€ al mese.

Se non volete investire una cifra alta per un servizio streaming, i 36€ standard annuali di Prime Video sono decisamente più convenienti dei 95€/191€ c.a (in base al piano scelto) annuali di Netflix.
Come già detto, propongo Prime Video anche ai cinefili alla ricerca di contenuti di qualità.
Se preferite avere un’ampia scelta di serie televisive, allora Netflix potrebbe essere la scelta per voi.

E voi siete abbonati a uno dei due servizi?

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Normal People (Persone Normali): recensione della serie tv

La serie segue la complicata relazione tra Marianne e Connell, durante le scuole superiori nella piccola cittadina irlandese di Sligo, fino agli anni universitari al Trinity college a Dublino.
Marianne è cresciuta in una famiglia facoltosa, ma trascorre gran parte del suo tempo da sola; la madre è spesso assente e il fratello abusa psicologicamente di lei.
A scuola è una studentessa modello, ma non riesce a stringere amicizie. L’unico che sembra capirla è un suo compagno di scuola, Connell, un ragazzo popolare che frequenta di nascosto.
Connell è dolce e premuroso, nonché intelligente e appassionato di scrittura. Non ha difficoltà a interagire con i suoi coetanei, ma le cose cambiano quando viene accettato al Trinity College.
Nonostante i buoni voti, Connell ha difficoltà a integrarsi. Marianne, invece, sembra perfettamente a suo agio nella nuova realtà di Dublino.
I due ragazzi, però, si trovano ad affrontare le difficoltà della vita adulta. Si prendono, si lasciano, si ritrovano e si abbandonano, ma in un modo o nell’altro trovano sempre il modo di tornare l’una dall’altro.

La serie, autoconclusiva e divisa in 12 puntate, è tratta dal best-seller Persone Normali di Sally Rooney, uscito nel 2018.
I protagonisti, Marianne e Connell, sono interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, il quale è alla sua prima apparizione televisiva.
Ho trovato gli attori convincenti nei rispettivi ruoli e molto vicini ai personaggi descritti nel libro. Per il ruolo, Paul Mescal si è conquistato una candidatura agli Emmy Awards.
Ciò che mi ha colpito di più è stato il modo in cui sono riusciti a rappresentare la relazione dei due giovani, complice anche la chimica tra i due attori.
Non sono solo i dialoghi ad essere convincenti, il loro è un rapporto rafforzato dai gesti, dagli sguardi e dalle scene intime che gli coinvolgono.
Le scene sessuali sono numerose, ma non risultano mai forzate.

Normal People è una storia intensa, che racconta le difficoltà della vita adulta. La serie affronta tematiche importanti, come la salute mentale e il suicidio.
Non è facile trovare un prodotto televisivo che riesca a portare sullo schermo personaggi descritti con una tale complessità e al tempo stesso incredibilmente vicini allo spettatore.
Le Persone Normali citate nel titolo non descrivono i nostri protagonisti, quanto più la loro aspirazione a diventare persone normali. Ad abbattere quel senso di alienazione che affligge entrambi.
Perché Connell e Marianne si sentono inadeguati; Connell, con la sua fobia sociale e la solitudine che opprime le sue giornate e Marianne, che si butta a capofitto in una relazione abusiva dopo l’altra, perché ritiene di non meritare di meglio.
Normal People affronta il tema dell’identità e di quella lotta interiore nel trovare il proprio posto nel mondo.

La serie ha una cinematografia delicata e una colonna sonora azzeccata. Vi consiglio di recuperarla il prima possibile!

Se siete interessati al libro, lo trovate su Amazon al prezzo di 10,45€.

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Piccole Donne: recensione flash della miniserie tv

Oggi voglio parlarvi della miniserie del 2017, tratta dal romanzo Piccole Donne di Louisa May Alcott. In Italia è disponibile su Sky Box Sets.

Trama

Durante gli anni della guerra civile americana quattro sorelle Jo, Meg, Beth e Amy March si ritrovano a crescere senza il padre, impegnato a combattere al fronte.
La loro routine viene rallegrata dall’arrivo di Laurie, un giovane benestante nipote del vicino di casa della famiglia March.
Tra divertimenti e litigi, le ragazze abbandonano l’innocenza dell’infanzia per andare incontro alla vita adulta.

La mia opinione

Piccole Donne del 2017 è uno dei tanti adattamenti del celebre romanzo.
Il cast scelto per questa trasposizione nel complesso mi è piaciuto, ma ci sono alcuni volti che non mi hanno convinta del tutto.
Ho trovato Jonah Hauer nei panni di Laurie un po’ sottotono, molto lontano dal convincente Timothée Chalamet nello stesso ruolo nel film del 2019.
Il film lascia poco spazio a due attori dal curriculum importante, come Michael Gambon e Angela Lansbury; il loro potenziale non è stato sfruttato a dovere.
Maya Hawke, nei panni di Jo March, offre una buona interpretazione, soprattutto considerando che quello in Piccole Donne è il suo primo vero ruolo sul schermo.
Buone, anche se non indimenticabili, le performance delle altre sorelle March.

La narrazione è scorrevole, anche se alcuni momenti potevano essere più approfonditi.
Forse una puntata extra avrebbe permesso di dare un maggiore risalto a personaggi come il professor Bhaer e i già citati signor Laurence e la zia March.
Paradossalmente, il film di Greta Gerwig è riuscito a dare più rilievo ai personaggi secondari, pur avendo a disposizione un minutaggio minore.

I costumi e le scenografie degli interni sono ben realizzati, mentre gli esterni delle ambientazioni in Massachusetts mi sono apparsi meno convincenti.

A differenza del film, già citato, di Greta Gerwig, Piccole Donne di Vanessa Caswill ha un’atmosfera più sognante e fanciullesca, in linea con le opere originali dell’autrice.
Nel complesso l’ho trovata una miniserie carina ma non indimenticabile.
Consiglio la serie a tutti gli amanti del genere, anche se personalmente ho preferito il film successivo del 2019.


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Uncle Stan: la campagna kickstarter per realizzare una serie spin-off sul personaggio di The Office

La campagna Kickstarter per realizzare il pilot di uno spin-off non ufficiale di The Office ha superato il proprio obiettivo di 254.820$, con quasi un migliaio di sostenitori.
La serie si focalizzerà su Stanley (Leslie David Baker), che ha finalmente lasciato la Dunder Mifflin ed è andato in pensione.

TRAMA

Mentre si sta godendo il suo pensionamento in Florida, Lo zio Stan riceve una chiamata dal nipote Lucky, che gli chiede aiuto con i suoi due figli e con il negozio di motociclette/fiori che gestisce a Los Angeles.
Tra la sua attività in fallimento, i suoi figli che stanno crescendo con poche attenzioni e in procinto di perdere la pazienza con i suoi dipendenti, Lucky ha bisogno di tutto il supporto dallo zio Stan.
Quando Lucky va a prendere lo zio all’aeroporto sulla sella di una moto con un sidecar carico di fiori e nessun posto per i propri bagagli, Stan capisce che si è cacciato in un bel guaio.
Con la sua personalità unica e il suo acume per gli affari, Stan si scontrerà più di una volta con le personalità che lavorano nel negozio del nipote.


La cifra della campagna servirà a coprire i costi del pilot della serie, della durata di mezz’ora, con la speranza, in futuro, di ricevere fondi per realizzare ulteriori episodi.
Anche se il cast di The Office non sarà coinvolto nel progetto, alcuni dei personaggi potrebbero comprarire come guest star.


Che cosa ne pensate del progetto? Secondo voi una serie focalizzata su Stanley potrebbe funzionare?

The Office è disponibile interamente su Prime Video. Potete abbonarvi qui, il primo mese è gratuito.

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Good Girls: recensione della terza stagione

Recensione della seconda stagione => QUI

TRAMA

Ora che Rio è finalmente fuori dai giochi, Beth, Ruby e Annie possono concentrarsi sui propri affari, lavorando al metodo creato da Beth per produrre denaro contraffatto.
Quando tutto sembra procedere nel verso giusto, le tre donne scoprono che Beth non ha ucciso Rio, ma che l’uomo si è salvato e sta collaborando con l’FBI.
Ora che Rio è tornato vuole vendicarsi contro il tradimento di Beth e, con l’aiuto delle sue amiche, Beth dovrà riconquistarsi la sua fiducia…

RECENSIONE

In questa terza stagione le donne sono sempre più coinvolte in affari loschi e iniziano a trascinare con sé anche le rispettive famiglie. Non sono più mosse dalla disperazione per la propria situazione economica; amano il brivido del rischio e i soldi facili.

Ho apprezzato particolarmente le dinamiche famigliari che evolvono nel corso delle puntate. Stan e Ruby, l’unico matrimonio solido e felice della serie, sta iniziando a sgretolarsi sempre di più.
Stan non riesce ad accettare i segreti e le bugie della moglie e ora che il confine tra bene e male è spezzato, non riesce più a riconoscere il poliziotto fedele che era un tempo. Ruby al tempo stesso è spaventata dal suo cambiamento e si rende conto che le sue azioni si riflettono sulla figlia.

Beth, invece, si è riavvicinata a Dean, il quale ha parzialmente accettato gli affari loschi della moglie e vuole provare ad essere un bravo marito.

La storyline di Annie in questa serie è stata superata, rivelando un personaggio in continua crescita, che vuole finalmente essere una figura migliore per il figlio Ben.
Annie lavora su se stessa e in un modo molto naturale viene introdotto il tema della salute mentale, con il percorso psicologico affrontato dalla donna.
Nella scorsa stagione la figlia di Annie, Sadie, aveva rivelato di sentirsi in realtà un ragazzo e in questa terza stagione lo spettatore assiste alla piena accettazione di Ben come figlio ed essere umano.
L’attore che interpreta Ben è transgender e il suo percorso verso la transizione è andato di pari passo con il suo personaggio della serie. I creatori di Good Girls hanno infatti cucito il personaggio sull’attore.
La sua non è una figura centrale dello show e la sua transizione non finisce mai per essere uno dei temi della serie. Ben è un personaggio come un altro, solo che affronta una transizione. Ho amato la normalità con cui viene mostrato il suo percorso.

Mi piacerebbe invece scoprire di più il personaggio di Rio, avvolto perennemente da un alone di mistero. Di lui sappiamo poco o nulla e i momenti in cui viene umanizzato, come gli attimi dedicati al figlio, sono speciali. Credo che Rio abbia del potenziale, che potrebbe essere sviluppato ancora di più nella prossima stagione.

Le puntate della stagione appena uscita su Netflix introducono nuovi personaggi, come una giovane coppia rimasta coinvolta per errore negli affari loschi di Beth e Rio o i nuovi agenti dell’FBI sulle tracce delle protagoniste.

Ancora una volta al centro della serie abbiamo la morale dei singoli personaggi e una questione che diventa sempre più importante: Ora che il confine tra male e bene è stato compromesso, che senso ha tornare indietro alla vita di prima?

Beth, Annie e Ruby non sono più madri in difficoltà, le loro azioni non hanno più il fine di proteggere la famiglia. È diventata una questione di potere e di denaro.

Se Ruby si interroga ancora sulla morale delle sue scelte, dall’altra crede che per lei non ci sia più redenzione. Si sente troppo coinvolta ma continua a giustificare le sue decisioni, almeno fino a quando non si scontra con la realtà.

[SPOILER] Ruby e Stan incontrano infatti una coppia che oltre ad aver perso la figlia, che ha donato il cuore alla figlia di Ruby, ha perso tutto ciò che possedeva. La loro è una situazione ancora peggiore di quella che hanno vissuto i protagonisti. Possiamo definire questo momento come una sorta di epifania per la coppia.
Le azioni criminali che li hanno coinvolti sono davvero giustificabili? È moralmente accettabile sfidare la legge in nome della propria famiglia?



Good Girls è coinvolgente, adrenalinica e divertente. Una serie da guardare tutta d’un fiato e che riesce sempre a sorprendere lo spettatore, anche quando la trama sembra essere giunta a un punto morto.

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La presenza di un personaggio gay ferma le riprese di una serie Netflix in Turchia

Euronews ha riportato una notizia che riguarda il colosso dello streaming Netflix.
Le riprese della serie If Only sono state fermate dopo che il governo turco ha scoperto che la trama avrebbe coinvolto un personaggio gay.
La serie sarebbe stata incentrata su Reyhan, una donna insoddisfatta che viaggia indietro nel tempo di 30 anni fino alla notte in cui il marito le ha fatto la proposta di matrimonio.

Özge Özpirinçci sarebbe stata la protagonista

Il governo ha vietato la licenza per le riprese e Netflix, invece di togliere il personaggio dalla sceneggiatura, ha deciso di cancellare la produzione della serie.

Ece Yörenç, creatore della serie ha commentato la notizia sul sito Altyazi Fasikul, dicendo: “Due to a gay character, permission to film the series was not granted and this is very frightening for the future.” (A causa di un personaggio gay, il permesso per le riprese della serie non è stato garantito e questo fatto è molto spaventoso per il futuro).

La decisione di Netflix non coinvolgerà le altre produzioni turche già in lavorazione e neppure quelle future.

Una notizia che conferma quanta strada dobbiamo ancora fare per una piena inclusività. Che ne pensate?

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The baby-sitter club su Netflix supera le aspettative [recensione flash]

Pochi giorni fa su Netflix è arrivata la prima stagione de Il club delle baby-sitter, ispirata alla celebre serie di libri di Ann. M Martin, uscita tra il 1986 e il 2000.

La serie segue le vite di un gruppo di ragazzine delle medie, che vivono a Stoneybrook, una cittadina del Connecticut. Kristy Thomas, Mary Anne Spier, Claudia Kishi, Stacey McGill e in seguito Dawn Scahfer sono i cinque membri del club delle baby-sitter.
Il club si occupa di offrire un servizio di baby-sitting alle famiglie del quartiere, in cambio di una piccola somma di denaro.
Oltre a dover gestire una piccola attività in crescita, le ragazze devono affrontare i problemi tipici della loro età, dal rapporto con i propri genitori alle prime cotte.

Come nei libri, ogni puntata della serie è narrata da una delle protagoniste.
Il club delle baby-sitter su Netflix rimane molto fedele ai libri, con una narrazione contemporanea. Temevo che la scelta avrebbe rovinato l’essenza dei libri, ma si è rivelata essere una decisione vincente.
Ci sono ovviamente social network e smartphone, ma non manca l’iconico telefono trasparente a linea fissa usato per gli appuntamenti del club.
La serie è perfetta per un pubblico giovane, ma anche per chi è cresciuto con i libri e vuole ripercorrere i ricordi della saga letteraria.

Le protagoniste sono esattamente come le avevo immaginate leggendo i libri, ognuna con una propria distinta personalità, ma Netflix ha voluto dare più spazio anche ai genitori delle ragazze.
Divorzio, responsabilità, crescita e identità di genere sono solo alcuni dei temi trattati nelle prime dieci puntate. La narrazione è fresca, giovanile e ricca di storyline interessanti. Quando prende le distanze dalla saga letteraria lo fa per renderla più contemporanea, ma anche meno infantile.
Una menzione va riservata alle giovani attrici protagoniste, perfette nei rispettivi ruoli.

Voto: 4,5/5

film, serie tv

5 set di LEGO ispirati a film e serie tv

L’azienda LEGO è nata nel lontano 1932 in Danimarca ed è cresciuta fino a diventare un brand conosciuto e amato in tutto il mondo. A partire dai primi anni Duemila, LEGO ha iniziato a commercializzare set ispirati a cartoni animati e film.
Oggi voglio presentarvi alcuni dei set più belli ispirati a film e serie tv, che potete ancora trovare in commercio.

Set Friends

Il set LEGO di Friends è uscito lo scorso anno in occasione del 25esimo anniversario dall’uscita della serie. Il set è una rappresentazione del locale Central Perk e include 7 minifigure: Ross Geller, Rachel Green, Chandler Bing, Monica Geller, Joey Tribbiani, Phoebe Buffay e Gunther.

Prezzo: 69,99€
Link di acquisto: Amazon

Set Stranger Things

Il set “Sottosopra” è ispirato alla serie Netflix Stranger Things, si può capovolgere per passare da un mondo all’altro. Include 8 minifigure di Stranger Things: Eleven, Mike Wheeler, Lucas Sinclair, Dustin Henderson, Will Byers, Joyce Byers, Jim Hopper e il Demogorgone.

Prezzo: 199,99€
Link di acquisto: Sito Lego ufficiale

Set Star Wars

Il set Millenium Falcon è ispirato alla saga cinematografica Star Wars. Include 7 personaggi LEGO Star Wars(tm): le minifigure di Finn, Chewbacca, C-3PO, Lando Calrissian e Boolio, più i droidi LEGO R2-D2 e D-O.

Link d’acquisto: Amazon
Prezzo: 149,90€

Set The Avengers

I set LEGO ispirati a The Avengers sono numerosi, dal set del quartier generale, alla sala delle armature di Iron Man.

Prezzo: a partire da 9,99€
Link d’acquisto: Amazon

Set Harry Potter

Negli anni sono usciti tantissimi set di Harry Potter, ecco alcuni tra i miei preferiti:

  • Castello di Harry Potter 399€
  • Sala grande 99€
  • Campo da Quidditch 39,99€
  • Hogwarts Express 78,20€
  • Torre di Astronomia 101,04€

Link d’acquisto: Amazon


Qual è il vostro set preferito? Vi aspetto nei commenti!

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5 tra le serie tv più brutte mai concepite

Vi capita mai di guardare una serie così brutta che vorreste cancellarla per sempre dai ricordi? Oggi parliamo di 5 serie televisive che vorrei non aver mai visto! Non dimenticate di farmi conoscere le vostre, come sempre, nei commenti.

Settimo Cielo

Non possiamo che iniziare da una serie televisiva che ha accompagnato l’infanzia e adolescenza di molti millenials. Sto parlando di Settimo Cielo, conclusasi nel 2007 dopo ben 11 lunghissime stagioni.
Da bambina i Camden mi sembravano come una famiglia delle tante, ma crescendo mi sono resa conto di quanto Settimo Cielo fosse una serie bigotta e cringe.
I momenti da dimenticare sono tanti, tra i quali spicca il famoso episodio della marijuana, di cui vi lascio un estratto esilarante qui sotto.
Ogni puntata si concludeva con un sermone del Reverendo sui “pericoli” adolescenziali dei quali finivano vittima sistematicamente i figli, dalla discoteca ai tatuaggi.
Come se non bastasse, qualche anno dopo la fine dello show il reverendo protagonista si è dichiarato colpevole di pedofilia.

Paso Adelante

Lasciamo gli Stati Uniti per rifugiarci in una scuola di ballo e recitazione a Madrid, con Paso Adelante, una delle serie peggio recitate che abbia la sfortuna di ricordare.
Devo ammettere di essere stata una dei tanti italiani che attendeva tutti i pomeriggi dopo scuola un nuovo episodio e mi piaceva talmente tanto che avevo persino acquistato l’album di figurine (probabilmente i soldi peggio spesi in gioventù).
A mia discolpa e a discolpa di tutti i millenials fan di Paso Adelante, non avevamo di certo il vasto catalogo che hanno gli adolescenti oggi, tanto meno una connessione internet decente per impegnare il dopo scuola.
Ma perché Paso Adelante si conquista il mio personale titolo di “serie brutta”? Vi lascio la recensione di Barbascura X che riassume il mio pensiero in un divertentissimo riassunto!

La vita segreta di una teenager americana

Brenda Hampton, creatrice di Settimo Cielo, ha il “merito” di aver dato vita a un’altra serie tv inguardabile: La vita segreta di una teenager americana.
La trama della serie segue la vita di una quindicenne, Amy, che scopre di essere rimasta incinta per errore.
Sinceramente ho rimosso quasi del tutto gli sviluppi della trama, ricordo solo una noia mortale nel guardarla e soprattutto una rappresentazione inesatta degli adolescenti.

The I-land

Uno show decisamente più recente è The I-land, uscito su Netflix nel 2019 con la prima stagione. La serie, che sembrava volersi ispirare a Lost, è stato un flop clamoroso e si è conquistata l’8% su Rotten Tomatoes.
La trama è confusa e i personaggi sono insignificanti. Difficile salvare qualcosa nella serie!

No Good Nick

In lista devo includere un altro prodotto Netflix, una comedy uscita nel 2019 e cancellata dopo una sola stagione: No Good Nick.
Nick è un’adolescente che viene accolta in una famiglia formata da Ed, Liz e i loro due figli. Lo scopo della ragazza è di vendicarsi dei genitori adottivi, ma vivere con loro cambierà i suoi piani.
No Good Nick dovrebbe essere una comedy ma le battute sono assenti o davvero mal scritte. Un peccato, soprattutto perché ho apprezzato Sean Astin e Melissa Joan Hart, ma la sceneggiatura era pessima.


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