Interviste e Blog Tour, Recensioni

Il Lascito. La caccia del falco vol.2 || Recensione [BLOGTOUR]

Buongiorno lettori e buon lunedì! Qualche giorno fa ho partecipato al blogtour del libro La caccia del falco vol.2, che trovate qui.  Oggi torno a parlarvi del libro, questa volta con una recensione. Se non avete ancora letto la mia opinione sul primo volume la trovate qui.

Ritroviamo i cinque protagonisti della saga dove li avevamo lasciati. Doran, scortato dall’arswyd Cento, è diretto a Città delle sabbie; Kahyra, tradita da Sven, sta viaggiando verso Heimgrad con due compagni di Cento, Owis e Rize; Ceaser, dopo essere stato separato dalla sua amata Eryn, è alla ricerca della principessa con l’intenzione di salvarla. Infine abbiamo Ygg’xor, che dopo aver ucciso il Re d’Oltremare si prepara ad affrontare un assedio alla città ed Eryn, principessa d’Oltremare, rapita dagli uomini del Re Prescelto e prigioniera ad Arthemys.

In questo nuovo capitolo, che si divide come nel precedente tra i punti di vista dei protagonisti, il lettore ha la possibilità di conoscere in modo più approfondito i personaggi, mossi ognuno dal proprio scopo. Nonostante La caccia del falco sia un romanzo piuttosto contenuto in quanto a numero di pagine, Calvin Idol ha la capacità di caratterizzare al meglio ognuno dei singoli personaggi. Molti scrittori non sono neppure in grado di farlo con un unico protagonista, e lui invece ci riesce in ben cinque punti di vista differenti.

Ancora una volta sono stata catturata dalle vicende del mondo di Oltremare, anche se, come già appuntato nella recensione precedente, avrei preferito scoprire qualcosa in più sul contesto in cui di muovono i personaggi. Troppe domande non hanno ancora una risposta, ed essendo io un’eterna curiosa, devo dire che ho sofferto parecchio!

L’autore è molto abile nella costruzione dei dialoghi, che risultano sempre reali e capaci di coinvolgere il lettore. Il libro infatti punta molto su questo aspetto, preoccupandosi meno delle descrizioni. Da amante di quest’ultime (non troppo lunghe, sia chiaro) un po’ mi è mancato ciò, ma il problema è facilmente superabile una volta che si entra nel vivo della vicenda.

Nel secondo volume la trama diventa sempre più articolata e avvincente. Ho amato il modo in cui i personaggi siano in grado di fare cambiare idea al lettore, al punto che viene da chiedersi in continuazione chi sia il “cattivo” della storia. Ogni volta che mi facevo un’idea più precisa su uno dei protagonisti, un nuovo colpo di scena o avvenimento era in agguato! Purtroppo non posso svelarvi troppo, perché ogni informazione potrebbe rovinarvi la lettura.

Voglio complimentarmi con l’autore per aver dato vita a un romanzo davvero ben scritto, avvincente e curato nei dettagli. Non è facile trovare libri autopubblicati con un editing così accurato, e io stessa so quanto lavoro richiede la pubblicazione di un libro.

Ovviamente ve lo consiglio, e poi il prezzo dell’acquisto è davvero irrisorio!

51yfLPtQ0dL.jpgIl Lascito – La Caccia del Falco, è un romanzo fantasy ambientato a Oltremare, un mondo dove tecnologia e magia si incontrano.
Un mondo dove uomini modificati attraverso riti oscuri, chiamati arswyd, vengono usati come armi, per destabilizzare governi e ribaltare le sorti delle guerre.
I regni cercano di sfruttare queste risorse per i propri scopi: chi alla ricerca del controllo sul popolo, chi guidato da un fanatismo religioso, e chi all’inseguimento di un ideale di libertà ormai obsoleto.
La storia si sviluppa attraverso il punto di vista di cinque protagonisti:
– Doran, un giovane Cacciatore di arswyd costretto a causa di un omicidio a tradire il proprio ordine.
– Kahyra, una ragazza in cerca di vendetta dopo l’assassinio del padre.
– Ygg’xor, un pirata e sicario, avido di denaro e amante delle belle donne, che si trasforma in un regicida e mette in moto eventi che cambieranno per sempre il mondo in cui vive.
– Ceaser, una guardia reale incaricata di scortare la principessa di cui è innamorato verso la città in cui sarà offerta come sacrificio umano.
– Eryn, la principessa che, dopo aver perso ogni cosa, si ritrova in balia degli eventi, usata in modi diversi dallo zio e da un re straniero per poter avere il trono che fu di suo padre.
I cinque cercheranno di sopravvivere, alcuni in cerca di vendetta, altri di un semplice modo di sfuggire alla guerra civile.
Alla ricerca del proprio posto in un mondo cinico e brutale, dove nessuno è al sicuro, neppure un re.

In questo secondo volume alcuni misteri verranno svelati, altri se ne aggiungeranno. Per alcuni sarà la fine, per altri un nuovo inizio.


Potete acquistare il libro qui al prezzo di 1€ per l’ebook e 9,36€ per la copertina flessibile.

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Recensioni

Donne che leggono libri proibiti

Donne che leggono libri proibitiSono sincera… a me un libro o piace oppure non piace.
I libri che non mi piacciono non riesco nemmeno a finire di leggerli.
Lisi Harrison è riuscita a farmi provare qualcosa mai provata.
Questo libro mi è stato regalato a Natale da una mia amica.
Copertina e libro sono riusciti ad attirare la mia attenzione, ma le prime parole non hanno conquistato il mio interesse…
Ho continuato a leggere per dare possibilità di una svolta al libro, che consideravo scialbo ed insipido.
Sfogliando le pagine ho notato che le parole iniziavano a colpire quella parte del mio cervello dedita all’attenzione e senza nemmeno rendermene colpo, ho divorato un libro che  ho letto fino alla sua metà con tanta fatica.

Quattro donne prima e quattro donne dopo condividono un segreto, che dà loro un legame così forte tanto da farle diventare ottime amiche, nonostante fossero perfette sconosciute.

Non è una storia sdolcinata, l’amore fa solo da sfondo.

Un’amicizia vale più di un tesoro ed è ancor più bella se il collante è IL LIBRO.


Gloria, Dot, Liddy e Marjorie sono amiche inseparabili fin dai tempi del liceo. Come tutte le donne degli anni Sessanta hanno desideri che non possono confessare, professioni a cui non possono ambire e compiti che devono adempiere. Ma c’è una cosa che nessuno può negare loro: gli incontri del Club dei libri proibiti. Ogni venerdì di plenilunio si ritrovano, infatti, per appuntamenti segreti in cui condividono letture «scandalose» e le fantasie più intime, liberandosi finalmente da ogni tabù e ogni ipocrisia. Cinquant’anni dopo, la loro piccola biblioteca proibita, per una serie di coincidenze, sarà ereditata da May-June, detta M.J., Addie, Britt e Jules, quattro sconosciute che, senza preavviso, diventeranno parte del Club. E tra scetticismo, tradimenti e riconciliazioni, saranno proprio gli incontri del Club dei libri proibiti a insegnare anche a loro il valore dell’amicizia sincera e della libertà vera: quella di essere se stesse fino in fondo.

Potete acquistare il libro qui.

Recensioni

Eleanor Oliphant sta benissimo [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una lettura che ho terminato qualche giorno fa, Eleanor Oliphant sta benissimo, esordio della scrittrice Gail Honeyman.

51uvk9rjJ2L._SX329_BO1,204,203,200_.jpgMi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.


Eleanor Oliphant è una trentenne che, dal termine degli studi, lavora come contabile in un ufficio. Non ha amici o particolari contatti con i colleghi di lavoro, che spesso parlano e ridono di lei; non ha una vita sociale e passa l’intero weekend a scolarsi bottiglie di vodka nel suo piccolo appartamento fornito dai servizi sociali. Eleanor è tremendamente sola, ma la sua vita solitaria prende una piega inaspettata quando, mentre esce dal lavoro con un collega, soccorre un anziano caduto in strada. La gentilezza e le attenzioni dei due sconosciuti la scuotono, aprendole un mondo di possibilità che non credeva esistessero.

“Suppongo che una delle ragioni per cui siamo in grado di continuare a esistere nell’arco di tempo assegnatoci in questa valle verde e azzurra di lacrime è che, per quanto remota possa sembrare, c’è sempre la possibilità di un cambiamento.”

Leggendo questo libro mi sono sentita molto fortunata. Fortunata ad essere circondata da persone che mi vogliono bene, di avere una famiglia amorevole, un marito che mi ama e degli amici attenti e presenti.
A tutti capita di sentirsi soli ogni tanto, certo, ma la maggiorparte delle persone può contare su un appoggio, e alla fine non è mai sola davvero.
Ci sono alcune persone, come Eleanor, che invece non hanno mai ricevuto una carezza o un abbraccio. Gesti che diamo per scontati, sono del tutto assenti nella vita della donna.
La solitudine è il tema centrale di questo romanzo, che la scrittrice ha saputo tessere con estrema attenzione per i dettagli.
Da tanto tempo non leggevo un libro con un personaggio così ben delineato.
Non sono riuscita a capire subito Eleanor, all’inizio la trovavo fastidiosa, con i suoi modi scorbutici e poco gentili.
Non ho potuto fare a meno di chiedermi: avrei evitato una persona come lei nella vita vera? Ammetto che sì, probabilmente lo avrei fatto.
Non lo ha fatto invece il suo collega Raymond, che poco alla volta è riuscito a scalfire la corazza della donna.
E così, grazie a Raymond, per la prima volta Eleanor scopre in significato di amicizia.
Quasi non riesce a credere che qualcuno possa rivolgerle un gesto gentile, è incredula, persino sospettosa. Ma il rapporto con Raymond l’aiuta, poco alla volta, ad affrontare il passato che ha cercato invano di dimenticare.

“Alcune persone – i deboli – hanno paura della solitudine. Ciò che non riescono a comprendere è che possiede qualcosa di molto liberatorio: una volta che ti rendi conto di non aver bisogno di nessuno, puoi prenderti cura di te stesso. Il punto è questo: è meglio prendersi cura solo di sé stessi. Non puoi proteggere gli altri, per quanto ci provi. Ci provi e fallisci – e il tuo mondo ti crolla addosso, brucia e si riduce in cenere.

Ho apprezzato come l’autrice tenga il lettore all’oscuro del passato di Oliphant, fino alla fine. Se parte di me era infastidita dalla mia smodata curiosità, l’altra ha divorato le pagine con avidità.
Al momento non riesco a pensare a particolari difetti di questo libro. Forse mi verranno in mente con una riflessione più attenta, ma per il momento non posso che consigliarvi caldamente questa lettura.

Voto: 5 su 5

Se volete leggere il libro potete trovarlo qui.

Recensioni

Bridget Jones’s Baby. I diari [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno cari lettori, come state? Ho continuato la lettura della serie di libri di Bridget Jones, questa volta con il terzo in ordine temporale e il quarto in ordine di uscita: Bridget Jones’s Baby. I diari.

Sono passati cinque anni dalla rottura del fidanzamento tra Bridget Jones e Mark Darcy, e Bridget è più in forma che mai, è produttore esecutivo di un programma televisivo e possiede persino una nuova automobile accessoriata. Le persone che la circondano le rammentano però di continuo che sta invecchiando e le resta poco tempo per sistemarsi e fare un bambino. All’ennesimo battesimo delle sue amiche, Bridget incontra Mark Darcy, per la prima volta da quando è single e i due finiscono a letto.

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Qualche giorno dopo la donna si rifugia tra le braccia del suo ex, il donnaiolo Daniel Cleaver, con il quale trascorre una notte di passione. Tre mesi dopo Bridget si rende conto di essere rimasta incinta, ma di chi sarà il bambino? Dell’avvocato Mark che l’ha lasciata il malo modo o del superficiale Daniel?

Il nuovo capitolo della vita di Bridget è stato scritto in occasione del film (e si vede), che però ha visto l’introduzione di un nuovo personaggio al posto di Daniel Cleaver (interpretato da Patrick Dempsey), che è dato per disperto in seguito a un incidente. La trama principale segue quella del film, cambiano invece diversi dettagli.

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Ho trovato il quarto libro un po’ sottotono rispetto ai primi due, ma comunque scorrevole e divertente da leggere (l’ho divorato neanche una giornata). Bridget è sempre la solita pasticciona ma, per fortuna, un po’ meno ossessionata dal proprio peso.  Non è maturata neppure con l’età e come nei precedenti, la sua goffagine va un po’ troppo oltre la realtà. Alcuni suoi comportamenti infatti, invece di divertirmi, mi hanno infastidita perché troppo caricaturali.

Rispetto ai precedenti, in questo volume la scrittrice ha dato meno spazio alla caratterizzazione della protagonista. Allungare la storia di un centinaio di pagine, come con i capitoli precedenti, avrebbe senz’altro giovato alla trama. Bridget Jones’s Baby sarebbe potuta essere un’occasione per mostrare il ruolo di una donna single, che si ritrova a dover affrontare una gravidanza senza l’aiuto di nessuno, ma questo aspetto viene ridotto a una manciata di pagine.

Anche in questo caso il film è meglio del libro, ma se cercate un libro leggero, senza troppe pretese la serie di Bridget Jones’s è sempre piacevole.

Potete acquistare il libro qui al prezzo di 15,30€.

Trovate le recensioni della serie qui:

 

 

Recensioni

The 100. Day 21 [RECENSIONE FLASH] #2

Buona serata lettori! In questi giorni ho letto il secondo volume della saga The 100, della scrittrice Kass Morgan, da cui è stata tratta la serie televisiva omonima. Trovate la recensione del primo capitolo qui.

51ix8lkwtfl._sx332_bo1,204,203,200_Sono trascorsi ventuno giorni dall’arrivo dei cento sulla Terra, inviati dallo spazio per ricolonizzare il pianeta dalla guerra nucleare che lo ha devastato secoli prima. Al loro arrivo i ragazzi si accorgono di non essere soli, alcuni di loro vengono infatti attaccati dai terrestri.

Quando Octavia scompare nel nulla, una delle terrestri, Sasha, viene fatta prigioniera. La maggiorparte dei cento vorrebbe ucciderla, ma Bellamy vuole tenerla in vita e obbligarla a riverlargli dove si trova la sorella. Al tempo stesso Wells cerca di mantenere il gruppo unito e Clarke vuole cercare i coloni.

Sulla stazione spaziale, intanto, l’ossigeno sta finendo e Glass e gli altri superstiti devono lottare per la propria vita.

∼ La mia opinione

Il secondo volume, come il precedente, si focalizza sul punto di vista di quattro personaggi, alternando momenti presenti a flashback. Come avevo già detto nel post precedente, anche in Day 21 quattro POV mi sembrano superflui. Ne avrei preferiti al massimo due, magari quello di Clarke sulla terra e quello di Glass nello spazio.

Un altro problema che ho ritrovato in questo volume è stato il dilungarsi troppo su alcuni eventi o flashback, finendo per non far succedere quasi nulla nell’intero libro. L’unico POV davvero riuscito è secondo me quello di Glass, un personaggio caratterizzato piuttosto bene, cosa che non si può dire lo stesso dei ragazzi arrivati sulla terra. Nelle parti di libro dedicate a Glass ho sentito i momenti di tensione o dolore provati dalla protagonista ed è un peccato che il romanzo sia così altanelante.

Clarke, in particolar modo, non mi ha suscitato nessun sentimento, o forse il peggiore di tutti: indifferenza. Inoltre la storia d’amore tra lei e Bellamy è stata affrettata troppo ed è difficile sentirsi coinvolti.

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I difetti e le mancanze del primo volume sono state una riconferma anche nel seguito, ma come avevo già detto The 100 è una lettura piacevole e scorrevole, e con tutta probabilità continuerò la saga. Spero che nel seguito venga dato meno spazio ai drammi amorosi e più spazio all’addattamento dei cento sulla Terra.

Il mio voto per questo libro è di 3,5 su 5.

Se volete acquistare il libro lo trovate su amazon al prezzo di 10,20€.

Recensioni

Che pasticcio, Bridget Jones [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori! Oggi torno per parlarvi del secondo volume del diario di Bridget Jones, Che pasticcio, Bridget Jones! (Trovate la recensione del primo qui)

51mAF39gSkL._SX317_BO1,204,203,200_.jpgLa vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark.

Finalmente Bridget Jones ha lasciato da parte i vizi (più o meno) per godersi la nuova vita insieme all’affscinante avvocato Mark Darcy. L’idillio dura però poco, perché i guai sono dietro l’angolo, e tra un lavoro che inizia a starle stretto e la bellissima Rebecca, troppo interessata a Mark, la vita di Bridget precipita in fretta.

Se nel primo volume Mark Darcy era poco presente, nel seguito ottiene uno spazio narrativo più ampio. Tuttavia, nonostante Bridget sia ben caratterizzata, Mark rimane enigmatico e poco approfondito.

In questo volume avrei voluto urlare “SVEGLIATI!!!” a Bridget in continuazione. La protagonista ha raggiunto i trent’anni, eppure si comporta come un’adolescente immatura. Non si impegna affatto nel proprio lavoro, sperpera il proprio denaro e non sa che cosa sia la comunicazione! Si mette in continuazione in situazioni spiacevoli, ma non fa il minimo sforzo per cercare di spiegarsi. Questo atteggiamento mi ha a dir poco infastidita! Credo che l’autrice abbia voluto costruire un personaggio goffo e divertente, ma abbia finito per calcare un po’ troppo la mano.

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Sinceramente mi sono chiesta che cosa possa trovare Mark Darcy in una donna come Bridget, perché non ha alcuna caratteristica interessante. E poi diciamolo, è anche abbastanza “stupida”. Non voglio sembrare snob, ma Bridget è un disastro su tutti i fronti e non sa neppure dove si trova la Germania!

Nel primo volume avevo sottolineato le continue lamentele di Bridget sul proprio peso. Per fortuna l’autrice ha corretto il tiro e si sono notevolmente ridotte. Nonostante ciò il seguito è stato meno coinvolgente e lontano dall’iconico film. Le differenze con quest’ultimo sono diverse, come il personaggio di Rebecca, che nel film è una donna che si rivela essere interessata a Bridget e non a Mark; e la presenza più frequente di Daniel Cleaver.

Tutto sommato è stata una lettura piacevole e molto scorrevole, che consiglio se siete amanti del genere. Trovate il libro qui al prezzo di 8,41€.

 

Recensioni

Il diario di Bridget Jones [RECENSIONE LIBRO]

Buongiorno lettori e buon sabato! Approfitto della pausa pranzo per scrivere una recensione su un libro appena terminato: Il diario di Bridget Jones. Erano diversi anni che volevo leggerlo e finalmente mi sono decisa a regalarmelo per Natale.

51aGH37H+pL._SX322_BO1,204,203,200_.jpgMangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi “pretendenti”. È il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humor e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.

Bridget Jones è una trentenne single, con un lavoro noioso, che si destreggia nella vita di tutti i giorni, tra chili di troppo e una dipendenza per alcool e sigarette. Bridget ha anche una grandissima cotta per Daniel, il suo capo con una reputazione di donnaiolo, che le invia messaggi spinti durante l’orario di lavoro. Nonostante i suoi genitori cerchino in tutti i modi di farla avvicinare a uomini rispettabili e un tantino noiosi come l’avvocato Mark Darcy, Bridget ha occhi solo per Daniel…

In questo libro Bridget ci racconta la sua vita tramite un diario, che copre un arco narrativo di un anno. Guardando il film mi ero – ovviamente – “innamorata” dell’affascinante Mark Darcy, interpretato da Colin Firth, ma con mio rammarico mi sono resa conto che nel libro compare davvero poco. Ad esclusione di qualche sporadica comparsa, fino alla fine Bridget e Mark non hanno davvero molte interazioni.

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Il libro non si focalizza tanto sulla storia d’amore, quanto sulla vita di Bridget e le difficoltà col l’accettazione di sè. In questo proposito voglio aprire una parentesi.

Le giornate di Bridget iniziano con un resoconto sui chili di peso persi o acquistati, delle calorie ingerite, sigarette fumate e alcool consumato. Questo tema si ripercorre per tutta la durata del libro e la donna continua a rivolgersi a se stessa come un’obesa, rimarcando in continuazione i rotoli di grasso e la lista dei cibi che ingerisce. Se all’inizio poteva trattarsi di una trovata divertente e originale, dopo un po’ ha iniziato a stancarmi. Principalmente mi ha infastidita che una donna con il peso di circa 55-57 kg venga considerata obesa da se stessa e dalla società. Sarà che io l’ultima volta che pesavo 55kg andavo probabilmente alle elementari!

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Il che è un peccato, perché tutto sommato Il diario di Bridget Jones è una lettura scorrevole e divertente, ma viene appesantita da quanto sopracitato. Per me, che obesa lo sono davvero, questo libro invece di intrattenermi come avrei creduto, mi ha fatta sentire inadeguata.

Un altro aspetto che non ho gradito è la caratterizzazione dei personaggi secondari. Gli amici di Bridget sono abbastanza presenti sulla carta, ma sono ridotti a delle semplici comparse. Non hanno personalità o comunque di loro non sappiamo a sufficienza di loro per farci un’idea più precisa. La stessa cosa, come già ribadito poco fa, vale per Mark.

Il diario di Bridget Jones è comunque una lettura piacevole, che ha dato vita a una serie di film decisamente migliori. Il film riesce infatti a colmare molte delle lacune che traspaiono dal libro.

Ad ogni modo continuerò la serie, pertanto prossimamente potrebbe uscire la recensione del secondo volume. E voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

Se volete acquistare il libro potete farlo qui.

 

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La caccia del falco vol.1 [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori del blog e buon anno! Cominciamo questo 2019 con una nuova recensione flash del libro Il Lascito – La Caccia del Falco vol.1, di Calvin Idol, un blogger che seguo ormai da un po’. Ma bando alle ciance e iniziamo subito con le mie impressioni sulla lettura!

Il Lascito I amazon

Autore: Calvin Idol

Titolo: Il Lascito – La Caccia del Falco Vol. 1

Prezzo: 1€

Uscita: 1/12/2018

Link: Amazon

Il Lascito – La Caccia del Falco, è un romanzo fantasy ambientato a Jotnarheim, un mondo dove tecnologia e magia si incontrano.
Un mondo dove uomini modificati attraverso riti oscuri, chiamati arswyd, vengono usati come armi, per destabilizzare governi e ribaltare le sorti delle guerre.
I regni cercano di sfruttare queste risorse per i propri scopi: chi alla ricerca del controllo sul popolo, chi guidato da un fanatismo religioso, e chi all’inseguimento di un ideale di libertà ormai obsoleto.

La storia si sviluppa attraverso il punto di vista di cinque protagonisti:
– Doran, un giovane Cacciatore di arswyd costretto a causa di un equivoco a tradire il proprio ordine.
– Kahyra, una ragazza in cerca di vendetta dopo l’assassinio del padre.
– Ygg’xor, un pirata e sicario, avido di denaro e amante delle belle donne, che mette in moto eventi inarrestabili.
– Ceaser, una guardia reale incaricata di scortare la principessa di cui è innamorato verso la città in cui sarà offerta come sacrificio umano.
– Eryn, la principessa che, dopo aver perso ogni cosa, si ritrova in balia degli eventi, usata in modi diversi dallo zio e da un re straniero per poter avere il trono che fu di suo padre.
I cinque cercheranno di sopravvivere, alcuni in cerca di vendetta, altri di un semplice modo di sfuggire alla guerra civile.
Alla ricerca del proprio posto in un mondo cinico e brutale, dove nessuno è al sicuro, neppure un re.

La Caccia del Falco è un romanzo autopubblicato, ma sono rimasta piacevolmente stupita nel vedere che i refusi sono praticamente assenti. Ci tengo quindi a complimentarmi con l’autore per la cura che ha posto nell’editing, perché io stessa so quanto impegno richiede un progetto di questo tipo e Calvin Idol se l’è cavata egregiamente.

Iniziando il romanzo il lettore viene trasportato fin da subito nel mondo di Jotnarheim, attraverso i punti di vista di cinque personaggi diversi. Nonostante abbia apprezzato questa modalità proseguendo con la lettura, all’inizio ho fatto un po’ fatica a non restarne sopraffatta. Questo accade perché si entra da subito nel vivo della storia e manca un momento di assestamento nel quale ci viene spiegato per bene il contesto nel quale ci troviamo.

Ma non temete, una volta superato questo ostacolo la lettura scorre in modo molto fluido, anche grazie alla capacità dell’autore di dare vita a dei dialoghi sempre credibili e quasi mai noiosi (Nonostane alcuni passaggi del punto di vista di Ygg’xor siano un po’ lenti a mio parere, ma forse è un problema mio).

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, alcuni più di altri ed è facile affezionarsi a loro. L’autore sa il fatto suo, la scrittura di Calvin Idol non ha nulla da invidiare ad autori molto più navigati. Sebbene La Caccia del falco sia un romanzo fantasy è molto diverso dai soliti libri che riempiono gli scaffali delle librerie. Si contraddistingue di certo per la sua originalità.

Spero che nel seguito, che uscirà tra l’altro questo mese, venga approfondito il mondo nel quale si muovono in protagonisti, magari con qualche accenno a come si è arrivati a quel punto. Anche la figura del arswyd è molto interessante, ma ancora poco approfondita. Il primo romanzo si è infatti focalizzato di più sui personaggi, trascurando un po’ il contorno. Essendo questo il primo volume di una saga sono certa che molti dei dubbi troveranno un chiarimento in futuro.

In attesa di ciò, voglio complimentarmi sinceramente con l’autore per aver dato vita a un romanzo davvero ben scritto e avvincente.

Recensioni

Le mie parole, le tue parole: una raccolta di poesie di Matteo Lamia

Buona sera cari lettori del blog. Oggi voglio presentarvi una raccolta di poesie che ho avuto il piacere di leggere di recente. Ringrazio la casa editrice Edity e l’autore per avermi fornito una copia della lettura.

Ci tengo a precisare che non sono una grande esperta di poesie, ma farò del mio meglio per cercare di spiegare che cosa mi ha lasciato questa raccolta.

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Piccola e intensa raccolta di poesie, nella forma antica e mai fuori moda del genere della lirica descrive l’amore per la vita e il lancio entusiastico verso questa. L’autore, al suo esordio, si racconta e condivide col lettore singoli e vivi momenti della sua quotidianità con l’intenzione di incoraggiare a una vita vera, autentica, che di certo costa sacrificio, ma è un sacrificio ben ripagato dalla luce dei propri occhi e dalla pace nel cuore.

La raccolta si apre rivolgendosi al lettore, è quasi come un augurio da parte del poeta a non lasciarsi distrarre da quella che è la meraviglia della vita, a non lasciarsi tentare dalla tristezza. È un augurio ad aprirsi all’amore, abbandonando ogni pensiero. E non si può che iniziare questo viaggio proprio da un libro.

Il nostro percorso poetico affronta diverse tematiche, che si intrecciano tra loro in tutta la raccolta, c’è l’amore per la vita, che è soprattutto un grande mistero. Un mistero perché la vita ci viene donata, non sappiamo come o perché, accade semplicemente. Ed è per questa ragione che bisogna lasciarsi “travolgere” dalle bellezza che essa ci offre.

Ma la vita non è solo amore, è anche dolore. E addentrandosi nel dolore, le poesie assumono un tono quasi “dark”, arrivando ad affrontare anche il tema della morte.

“la Vita avviene

la Vita mi chiama,

e io non posso più

rimandare

io mi devo incarnare”

Tra la morte e la vita emerge la vicinanza del poeta alla spiritualità. Si rivolge al Padre, ed è a lui che dedica la poesia di ringraziamento.

“Grazie, Padre, Signore del tempo e della mia anima,

perché a Te, a Te solo,

io devo la mia vita.”

L’autore lo ringrazia per avergli donato la vita, permettendogli di essere testimone delle bellezze da lui create. Gli è riconoscente per l’amore, la pace, la famiglia, ma anche per la Chiesa che lo ha accolto.

Se dovessi descrivere la raccolta in poche parole direi che si tratta di un vero e proprio “inno alla vita“. Una vita che non è di certo semplice, ma è attraversata da momenti di dolore e perdite. Questi istanti possono però diventare un mezzo per avvicinarsi ancora di più alla vita stessa e alla spiritualità. E spetta ad ogni individuo goderne appieno.

La lettura del libro Le mie parole, le tue parole non è semplice, non è quel tipo di lettura alla quale concedersi distrattamente. È necessario che il lettore si soffermi su ogni verso, finendo inevitabilmente per farlo suo. È un viaggio nell’Io più profondo, nell’anima dell’autore che si mette a nudo, nero su bianco.

Devo essere sincera, ci sono stati alcune poesie, soprattutto quelle dedicate a Dio che, da atea, ho fatto più fatica a sentire vicino. Ma è stato comunque una bellissima lettura, che mi ha permesso di riflettere sulla mia vita e sulle mie scelte.

Lo consiglio a ciunque ami la poesia, ma anche a chi, come me, si è appena avvicinato ad essa.


∼ L’autore

Matteo Lamia nasce a Palermo nel 1984. Studente presso l’Università degli studi di Palermo, si definisce estroso, sensibile a tutto ciò che è bello e innamorato della vita. Al suo esordio poetico, alle spalle ha vivide letture di autori come Conte, Borges, Whitman, Neruda, Szymborska, Baudelaire, Penna.


Potete acquistare il libro qui. Oggi è peraltro in offerta a 5,00€! Non vi resta che approfittarne!

 

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Danny Young e il torneo delle quattro accademie || recensione del fantasy YA

Buongiorno a tutti i lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un libro che ho avuto il piacere di leggere negli ultimi giorni, e se mi seguite su Instagram avrete capito di che cosa si tratta. Danny Young e il torneo delle quattro accademie, dell’autore Fabrizio Mondo, mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice Edity, che ringrazio per la cortesia e disponibilità.

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Dopo che la città di Athan City ha subito un violento attacco, gli adolescenti vengono obbligati a frequentare un accademia di arti marziali per cinque anni, in modo da aver gli strumenti necessari per riuscire a difendersi. Danny Young, tredicenne cresciuto in una fattoria nella periferia della città deve scegliere tra una delle quattro accademie, dove inizierà per lui un percorso di formazione fisica e spirituale. Quello che Danny Young non sa è che il suo passato tornerà a tormentare lui e la sua famiglia, svelando una realtà di cui non era a conoscenza…

È la prima volta che leggo un libro che ha come tema le arti marziali e devo dire che sono rimasta molto stupita. L’ambientazione scelta dall’autore e l’argomento attorno al quale ruota la saga sono senz’altro originali e ben pensati.

Athan City è l’ambientazione del romanzo, dove risiedono le quattro accademie, instaurate dopo un attacco devastante alla città. Al compimento dei quattordici anni ogni adolescente è obbligato a compiere una scelta che lo porterà a vivere per dieci mesi all’anno in una delle accademie: la rossa, la blu, la nera o la bianca.

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Quando tredici anni prima la città ha subito l’assedio, il piccolo Danny è stato affidato a alle cure di due contadini, in seguito alla morte dei suoi genitori, brutalmente uccisi nell’attacco. I nuovi tutori proteggono il bambino, crescendolo come il proprio figlio e nascondendogli il proprio passato. Ma la sua vera natura non può fare a meno di uscire allo scoperto con il proseguire della storia.

Danny è l’unico personaggio nel quale l’autore si sofferma, perché gli altri personaggi restano ancora molto abbozzati.

È facile capire che l’autore stesso pratica queste discipline, lo si evince dalla cura per i dettagli e dal rispetto per il contesto nel quale si muove il protagonista. Ho apprezzato molto l’idea delle quattro accademie, ognuna con caratteristiche diverse e al momento della scelta non vedevo l’ora di scoprire verso quale accademia sarebbe partito Danny.

La lettura di questo primo volume mi ha lasciato con molti interrogativi e la voglia di proseguire il prima possibile. Avrei preferito che il libro fosse più lungo di almeno un centinaio di pagine perché, anche se so che ci sarà un seguito, alcuni aspetti vengono soltanto abbozzati, lasciando la mia curiosità insoddisfatta. Almeno per il momento.

La storia è davvero originale e vedrei benissimo Danny Young come protagonista di una saga cinematografica!

Il mio voto per questo romanzo è di 4 su 5.

∼ L’autore

Fabrizio Mondo è un appassionato di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale

Potete acquistare il libro sul sito della casa editrice Edity, o online nei principali store come ibs.