Curiosità, Recensioni

Wonder di R.J. Palacio [RECENSIONE]

Buon lunedì a tutti! Mi sono accorta che è da oltre un mese che non pubblico nessuna recensione letteraria. Non ho letto un granché nel mese di agosto, ma conto di recuperare nel periodo autunnale. Oggi vi parlo di Wonder, libro da cui è stato tratto il film dello scorso anno con Julia Roberts e Owen Wilson.

index.jpgÈ la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l’anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.

Auggie è un bambino di undici anni affetto dalla sindrome di Trecher-Collins, che gli ha causato una deformità facciale. A causa delle continue operazioni a cui si è sottoposto negli anni, ha sempre studiato da casa, ma ora che deve iniziare la prima media la sua famiglia ha deciso che frequenterà la scuola insieme ai suoi coetanei. Per Auggie è un enorme cambiamento, soprattutto perché è ben consapevole delle reazioni che il suo aspetto fisico suscita nelle persone.

Avevo visto il film Wonder quando è uscito nelle sale lo scorso inverno e l’ho trovato molto carino, adatto a tutta la famiglia. Sono rimasta sorpresa quanto il romanzo sia fedele alla pellicola e le diversità sono proprio minime, se non quasi assenti.

“Ecco cosa penso: l’unico motivo per cui non sono normale è perchè nessuno mi vede così”

Così come il film, anche il libro è rivolto a un pubblico vasto, anche se durante la lettura dei primi capitoli ho pensato fosse più adatto a bambini e adolescenti. Proseguendo, il romanzo alterna però diversi punti di vista, scavando a fondo in ogni personaggio e redendolo adatto anche a un pubblico adulto. Non c’è solo Auggie, con la sua difficoltà a sentirsi accettato, ma c’è anche Via, la sorella che ha sempre imparato a mettersi da parte perché “nessun problema è davvero tale in confronto a ciò che passa sua fratello”. Oltre a mostrarci come Auggie vede se stesso, la scrittrice ce lo presenta attraverso gli occhi delle persone che lo circondano.

Coraggio. Gentilezza. Amicizia. Carattere. Queste sono le qualità che ci definiscono esseri umani e ci spingono, a volte, alla grandezza”.

R.J Palacio è riuscita a tessere una storia adatta a tutti, ma non manca di indagare a fondo di temi importanti. Wonder ci pone anche di fronte a un quesito: come ci comporteremmo come individui se dovessimo incrociare un bambino come Auggie? La stessa autrice ha scritto Wonder dopo l’incontro disastroso con un bambino affetto dalla sindrome di Trecher-Collins.

Secondo me  è un libro che si presterebbe molto bene come lettura nelle scuole perché affronta temi importanti come il bullismo e la disabilità, ma è anche una storia dolcissima di amicizia e amore. Sono certa che molti bambini possano ritrovarsi nel protagonista o nei suoi amici. C’è Auggie stesso con la sua difficoltà a sentirsi accettato e a proprio agio in una società che lo giudica per la sua apparenza; c’è Via, che nonostante l’amore immenso che prova per il fratello ha imparato a farsi sempre da parte; c’è Jack, che nonostante sembri in apparenza un bambino “normale” si vergogna per la propria condizione economica ecc…

Il vero punto di forza del romanzo non è quindi la sola costruzione del personaggio di Auggie, ma il punto di vista di chi come lui si trova ad affrontare l’accettazione di se stessi.

Il mio voto è di 4,5 su 5.

Potete acquistare Wonder su amazon al prezzo di 11,90€.

Il libro continua con altre storie: Il libro di Julia, Il libro di Charlotte e il libro di Christopher, che trovate anche raggruppati in un unico volume.

 

Annunci
film, Recensioni

4th Man Out ||film LGBT [RECENSIONE FLASH]

Ciao a tutti lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un film che ho visto domenica su Netflix, 4th Man Out.

Anno: 2015

Genere: Dramedy (Drama+Comedy)

Durata: 86 minuti

Cast: Evan Todd, Parker Young, Chord Overstreet, Jon Gabrus.

Adam è un meccanico ventiquattrenne, parte di una comitiva di quattro amici, uniti fin dall’infanzia, che passano il tempo tra uscite nei bar, partite a poker e alla playstation. Adam ha però un segreto, è gay e non lo ha mai svelato né la sua famiglia né agli amici. Quando decide finalmente di fare coming out teme che le dinamiche nella comitiva possano cambiare improvvisamente…

obIEkMvN_400x400.png

Ho trovato questo film per caso nel catalogo Netflix e ho deciso di guardarlo dopo aver letto soltanto la breve trama che lo accompagnava. Pertanto non mi sono approcciata al film con particolari aspettative, ma devo dire che ne sono rimasta particolarmente colpita.

4th Man Out è un dramedy, ovvero un drama + comedy, non mancano infatti momenti piuttosto divertenti, soprattutto riguardo alle dinamiche tra i membri della comitiva. Ho apprezzato il film perché tratta il tema del coming out senza infarcirlo dei soliti stereotipi, che troppo spesso troviamo in questo genere di pellicole.

Mi è venuto quasi naturale il paragone con Love, Simon (2017). Sebbene entrambi trattino il tema del coming out Love, Simon si focalizza molto di più sulla reazione della società (compagni di scuola, conoscenti…) alla rivelazione. In 4th Man Out questo aspetto è quasi assente (ad eccezione della vicina di casa religiosa). E se da un lato nel 2018 in America è ancora (purtroppo) inverosimile che un coming out non susciti alcuna reazione, dall’altro l’ho trovato in linea con il genere di film più “leggero” (passatemi il termine!).

Il cast è secondo me il vero punto di forza della pellicola. Il feeling tra gli attori che interpretano i quattro amici rende le dinamiche tra i personaggi molto più veritiere e genuine. I dialoghi sono divertenti e mai fuori posto.

Se dovessi trovare un difetto direi che la parte finale mi è sembrata un po’ affrettata, ma è un film che vi consiglio senz’altro se cercate qualcosa di leggero e divertente.

Il mio voto è di 4 su 5.

 

film, Recensioni

Ho visto un film trash su Netflix: Il pacco (The package) ||[RECENSIONE FLASH]

Ciao a tutti i lettori del blog! Come state? Oggi voglio parlarvi di un film che ho “visto” un paio di giorni fa su Netflix e che si è rivelato essere uno dei film più brutti di quest’anno. La pellicola in questione è The Package, uscita su Netflix il 10 agosto.

MV5BYmNjY2RhMTUtNTQ1Mi00NmJmLTk4Y2QtYzA1YmM1ZDNiNGRkXkEyXkFqcGdeQXVyMTMxODk2OTU@._V1_.jpgQuando Sean torna negli Stati Uniti per le vacanze decide di andare in campeggio con gli amici di lunga data,  Donnie e Jeremy. Al viaggio si uniscono però, senza preavviso, anche la sorella di Jeremy, Becky, per la quale Sean ha una cotta da sempre e Sarah, la ex di Donnie. La situazione precipita quando, durante uno scherzo andato male, Jeremy si recide il pene con un coltello. Inizia una corsa contro il tempo per portare in salvo Jeremy e il suo pene, attraverso situazioni demenziali al limite del possibile.

Avevo voglia di guardare qualcosa di demenziale, che mi facesse divertire e questo film sembrava la scelta giusta. Dal trailer avevo notato la presenza di Daniel Doheny, già conosciuto per Alex Strangelove un paio di mesi fa ed ero curiosa di vederlo in un altro ruolo.

Quando guardo un film demenziale non ho grandi aspettative. Non si tratta di pellicole impegnate dalle quali ricavare lezioni di vita o con chissà quali tematiche. Hanno il mero scopo di divertire il pubblico, eppure The package pecca anche in questo. Ad esclusione di alcune scene che mi hanno fatta sorridere, il resto del film mi ha annoiata, tant’è che a un certo punto ho saltato alcune parti particolarmente noiose.

Il cast al contrario mi è piaciuto e cerca di sollevare una sceneggiatura povera di contenuti e battute efficaci. Se vi piacciono i “dick jokes” in The package ne troverete a bizzeffe, anzi possiamo dire che il film si basa interamente proprio su questo!

Il mio voto per questo film è di 1 su 5.

 

Dal libro al film, Recensioni

Un film per gli amanti dei libri: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey [RECENSIONE]

Ciao a tutti i lettori del blog e buona domenica! Devo scusarmi per l’assenza degli ultimi giorni sulla community, ma sono stata molto impegnata con il lavoro. Ad ogni modo recupererò in giornata, promesso!

Oggi voglio parlarvi di un film originale Netflix dal titolo un po’ impronunciabile (Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey) ma che vorrei consigliare a chiunque ami la lettura, e non solo!

guernsey_literary_and_potato_peel_pie_society_xlg.jpgA Juliet Ashton, giovane scrittrice londinese, la guerra ha portato via entrambi i genitori. I libri sono stati per lei un rifugio dalla sofferenza e così, quando riceve una lettera da un appassionato lettore come lei, non può che iniziare subito una corrispondenza. Dawsey, un allevatore dell’isola di Guernesey, ha deciso infatti di scriverle dopo aver trovato un libro che riportava il nome della donna e il suo indirizzo. Juliet non può ignorare la curiosità che prova nel leggere le sue parole, soprattutto quando lui le confessa di appartenere al club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey. Juliet non può fare altro che partire e conoscere di persona Dawson e il resto del membri del club di lettori. Al suo arrivo scoprirà però che gli abitanti dell’isola nascondono un segreto, troppo doloroso da riportare alla luce.

Premessa: Forse anche voi vi starete chiedendo dove si trovi Guernesey e ammetto che neppure io conoscevo questo luogo magico, che sembra quasi un incrocio tra la Scozia e i Caraibi. Con una veloce ricerca ho scoperto poi che si tratta di una dipendenza della Corona Britannica (anche se non fa parte del Regno Unito), con una propria moneta, passaporto e governo. Il film è quasi interamente ambientato in questo splendido territorio, anche se è stato girato nel Devon, in Inghilterra.

Recensione

Avrei voluto postare la recensione con una sola frase: “Michiel Huisman. Guardatelo!”, ma ovviamente non sarebbe stato professionale e soprattutto questo film merita qualche parola in più. Dovete scusarmi, ma quando vedo il bell’olandese (il secondo Daario di Game of Thrones per chi non lo conoscesse) è difficile essere obiettiva!

Ma facciamo un po’ di ordine, partendo dal principio. Quando ho visto il trailer de Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey temevo di essermi di nuovo spoilerata l’intero film. Come forse avrete notato, la tendenza degli ultimi anni è quella di inserire davvero troppe informazioni nei trailer, finendo per rovinare la visione agli spettatori ignari. Questo film non è da meno, ma per fortuna mancano informazioni che toglierebbero il colpo di scena. (E che per ovvi motivi non vi rivelerò)

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey è un film che tutti gli amanti dei libri dovrebbero guardare, perché mostra allo spettatore il potere della lettura, ma anche della condivisione con altri appassionati.

La lettura non è l’unico tema del film, non mancano i riferimenti alla seconda guerra mondiale, con alcuni flashback che ci mostrano la realtà di un’isola invasa dai tedeschi e colpita dalla fame durante il conflitto. Nonostante la guerra sia terminata, gli abitanti di Guernesey sono segnati dalle perdite e dai ricordi, che non vogliono abbandonarli. Riuscirà la lettura a colmare questo vuoto?

il-club-del-libro-e-della-torta-di-bucce-di-patata-di-guernsey.jpg

Si è iniziato a parlare di un adattamento del libro omonimo nel 2012. L’attrice protagonista sarebbe dovuta essere Kate Winslet e il regista Kenneth Branagh, ma dopo l’abbandono del progetto da parte di entrambi e diverse speculazioni sulla protagonista, alla fine la scelta è ricaduta su Lily James nel ruolo di Juliet. Nonostante adori Kate Winslet e ritengo sarebbe stata perfetta (a parte il problema dell’età) sono felice della scelta finale. Ho avuto modo di vedere Lily James in diversi ruoli in passato e la trovo un attrice piuttosto versatile.

Il resto del cast è già noto al grande pubblico e comprende ben quattro volti noti da Downton Abbey (Matthew Goode, Lily James, Jessica Brown Findlay e Penelope Wilton).

Il mio voto per questo film è di 4,5 su 5.


Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey è tratto dal romanzo omonimo di Mary Ann Shaffer e della nipote Annie Barrows. Potete acquistarlo su amazon.

51UKhVZz-yL._SX356_BO1,204,203,200_.jpgÈ il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All’improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams – che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto – e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un’intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l’occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.

Curiosità, Recensioni

[RECENSIONE] La via del male || Robert Galbraith (J.K Rowling)

Ciao a tutti i lettori del blog, come state? Oggi torno a parlare di J.K Rowling perché ho da poco terminato il terzo volume della serie di gialli con protagonista il detective Cormoran Strike. Questo libro è stata probabilmente la lettura in cui ho investito in assoluto più tempo. La verità è che non volevo finirlo e quindi mi ci sono voluti mesi interi per leggerlo. E ora che l’ho terminato sto contando i giorni che mi separano all’uscita del quarto. Ma scopriamo insieme perché La via del male mi è piaciuto così tanto!

51FjW0YvjEL.jpg“Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L’investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili – e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo…”

Dopo un lento inizio posso affermare con certezza che La via del male è il mio preferito della serie. Oltre ad essere il caso più avvincente affrontato dal duo Cormoran-Robin fin’ora, riusciamo finalmente a scoprire qualcosa in più sui protagonisti della saga.

Se nei primi due capitoli Cormoran e Robin avevano un rapporto quasi esclusivamente a fine lavorativo, in La via del male quel rapporto si trasforma in un’amicizia che lascia spazio alle confidenze. Questo ci permette di avere una visione sul loro passato, che prima era molto vaga.

Tutto inizia quando Robin riceve un pacco indirizzato a lei, che rivela contenere un arto amputato. Strike sa che un uomo dal suo passato si è rifatto vivo e ha preso di mira lui e Robin. Eppure, tra tre possibili sospettati e ritrovamenti di cadaveri mutilati, Strike non riesce a trovare il colpevole. Per entrambi i detective il caso si rivela più difficile del previsto e oltre a colpire la loro credibilità, li costringerà a scavare nel proprio passato, facendo emergere ricordi che non avrebbero mai voluto rivivere.

I primi due romanzi, seppur concentrandosi più sui casi, ci avevano permesso di scoprire una parte dell’infanzia di Cormoran. La via del male ci apre uno spiraglio ancora più profondo su quella parte della sua vita, e lo stesso accade con Robin. E se da una parte Robin deve fare i conti con alcuni ricordi che cercano di riaffiorare con violenza, dall’altra le nozze prossime sono a rischio cancellazione dopo una crisi con il fidanzato Matthew.

12356811-high_res-strike-the-cuckoos-calling_trans_NvBQzQNjv4BqpiVx42joSuAkZ0bE9ijUnGH28ZiNHzwg9svuZLxrn1U.jpg

Una novità del terzo volume è l’introduzione di alcuni brevi capitoli narrati dal punto di vista del killer. Questa transizione l’ho trovata d’effetto e ben costruita. Infatti, nonostante il romanzo sia più avvincente dei precedenti e ricco di colpi di scena, è un giallo che si costruisce poco alla volta. Non aspettatevi quindi un susseguirsi di scene d’azione e cardiopalma. Quelle non mancano, ma sono ben distribuite nell’arco narrativo.

La scena finale mi ha spiazzata e non so come farò ad aspettare fino al 18 settembre per il seguito!

J.K Rowling si percepisce in ogni riga del romanzo. J.K Rowling è la cura per i dettagli, le descrizioni, lo stile accurato e al tempo stesso coinvolgente, la profonda costruzione dei personaggi… J.K Rowling sa scrivere anche gialli e Cormoran Strike ne è la prova.

Il mio voto è di 4,5 su 5.

Se volete acquistare La via del male lo trovate su amazon al prezzo di 5,86€.

Se vi siete persi gli articoli precedenti dei libri di Robert Galbraith potete trovarli qui:

Recensioni

[RECENSIONE FLASH] Tuo, Simon

Ciao a tutti i lettori del blog! In questi giorni sono stata assente dal blog per motivi lavorativi, ma sono tornata alla carica con la recensione flash di un libro che vi ho già anticipato: Tuo, Simon.

Tuo, Simon, che inizialmente si chiamava Non so chi sei ma io sono qui, è il romanzo della scrittrice Becky Albertalli che ha dato vita al film omonimo uscito qualche mese fa in Italia. (Lo avevo recensito qui)

simonSimon ha diciassette anni e un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un’intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finché un’email non finisce nelle mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che ora minaccia di rivelare a tutti lo scoop dell’anno… a meno che Simon non l’aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo. Per proteggere il suo amore, Simon dovrà affrontare per la prima volta la paura di uscire dal guscio che ha costruito intorno a sé, trovando il coraggio di rinunciare alle proprie sicurezze per fare spazio alla bellezza e alla libertà di essere se stessi. Email dopo email, il sentimento per Blu cresce, e così la voglia di conoscersi e di far conoscere agli altri chi è davvero.

Fin dalla prime pagine è chiaro che il libro e il film hanno tantissime differenze e gli elementi in comune sono davvero pochi.

Il tema centrale di Tuo, Simon non è la scoperta dell’omosessualità, quanto la paura di uscire dal guscio e rivelare la propria identità al resto del mondo. D’altra parte troviamo anche la realizzazione del primo amore, in una forma un po’ insolita, attraverso scambi di e-mail. In Tuo, Simon questo aspetto è molto importante perché il protagonista si innamora di un ragazzo di cui non conosce l’identità, lo cerca negli sguardi dei suoi compagni di scuola e si ritrova a fantasticare su di lui. È un amore puro, che cresce tra chiacchiere e confidenze più profonde, senza basarsi sull’aspetto estetico.

“Ma non è tanto la faccenda del coming out a spaventarmi. A spaventarmi è tutto l’imbarazzo che causerà, e non posso fare finta di non vedere l’ora che succeda. Anche se probabilmente non sarà la fine del mondo. Non per me.”

Nonostante il tema trattato Tuo, Simon riesce a raccontare la realtà in modo ordinario, senza stereotipi ma con tanta semplicità. Lo stile adattato dall’autrice mi ha permesso di immedesimarmi nel protagonista e vivere la storia attraverso i suoi occhi.

Sebbene nel complesso il libro mi sia piaciuto, ho trovato la prima parte un po’ più lenta, tant’è che ho lasciato la lettura in sospeso per diversi giorni prima di riprenderla e divorare la seconda parte in una sera. Un altro aspetto che non mi ha convinto del tutto è la costruzione di alcuni personaggi che sono davvero poco approfonditi. Forse allungare il libro di una cinquantina di pagine avrebbe aiutato.

Tuo, Simon è un libro molto leggero, adatto soprattutto ad un pubblico adolescente. Ma in questo caso la leggerezza è proprio uno dei punti di forza del libro.

Il mio voto per questo libro è di 3,8 su 5.

La recensione flash termina qui, ma  potete approfondire la storia cliccando su uno dei seguenti articoli:

Se volete acquistare il libro lo trovate su Amazon al prezzo di 14,45€.

Recensioni

[RECENSIONE] L’Arminuta di Donatella di Pietrantonio

Ciao a tutti i lettori del blog e buon fine settimana! È passata qualche settimana dall’ultima recensione perciò oggi voglio parlarvi di un libro che ho finito da poco e di cui ho discusso durante l’ultima riunione del club del libro. Si tratta de L’Arminuta, di Donatella di Pietrantonio, libro vincitore del premio Campiello nel 2017.

Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con “L’Arminuta” fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi.

«Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza».

L’Arminuta – così è chiamata dai conoscenti – torna in un luogo che dovrebbe chiamare casa, ma è per lei sconosciuto e una spaventosa nuova realtà. La ritrovata è stata costretta a lasciare le persone che per tutta la vita ha chiamato genitori, ritrovandosi con una nuova mamma, un papà e un mucchio di fratelli. Ma lei non riesce a capacitarsi di quell’abbandono senza spiegazioni ed è certa che prima o poi i suoi genitori torneranno a prenderla. La sua vita non è quella minuscola casa sporca e rumorosa, no, la sua vita è fatta di corsi di danza, nuotate in piscina, uscite con la sua amica del cuore Pat. L’Arminuta vuole convincersi che quella realtà è solo una fase, un passaggio. Eppure mentre cerca di capire e l’attesa diventa sempre più infinita, scopre che in quella nuova vita non è davvero sola. C’è Adriana, la sua nuova vivace sorella, e c’è Vicenzo per il quale prova più di un semplice legame fratello – sorella. Ma qual è davvero la verità? Perché l’Arminuta è dovuta tornare dalla sua famiglia biologica?

In appena 150 pagine si condensa uno splendido romanzo, ricco di emozione, passione e amore. Donatella di Pietrantonio dipinge una realtà che sembra quasi appartenere a un tempo lontano, ma è al tempo stesso molto umana. Delinea la realtà delle famiglie povere degli anni settanta, dei sacrifici, del dolore, ma anche dell’affetto che le caratterizzava. I suoi personaggi sono semplici e un po’ ignoranti, ma veri.

Lo stile della scrittrice è molto scorrevole, tant’è che ho divorato il romanzo in pochissimo tempo. Se dovessi trovare una nota negativa mi sarebbe piaciuto un po’ più lungo, avrei aggiunto almeno cinquanta pagine in più. La narrazione si interrompe quasi all’improvviso, non c’è un vero e proprio finale, ma a pensarci forse è proprio così la vita. Il finale deve ancora essere scritto.

Il mio voto per questo libro è di 4,25 su 5.

Se vi è piaciuta la recensione e volete leggere il libro lo trovate qui al prezzo di 14,87€.

Recensioni

[RECENSIONE] The Kissing Booth – Il libro del film netflix

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di The Kissing Booth, il libro tratto dal film uscito di recente su Netflix. Parlare in modo negativo di un romanzo che mi è stato inviato da una casa editrice (soprattutto se sono stata io a richiederlo) non è mai facile. Chi mi segue sa però che le mie recensioni sono sempre oneste e non voglio ingannare i miei lettori con informazioni non vere. Ringrazio la casa editrice DeA per avermi inviato il libro da me richiesto.

Ho finito di leggere questo libro già da una settimana, ma ho trovato molta difficoltà a scrivere la recensione o anche solo trovare lo stimolo per farlo.

N.B: Sebbene cercherò di contenere gli spoiler, potrebbe comunque sfuggirmene qualcuno. Pertanto siete avvisati!

kissing.jpg

Rochelle ha diciassette anni, è bella, popolare, brillante. È circondata di amici, ma non è mai stata baciata. Non ha mai avuto un fidanzato, solo cotte per tipi sbagliati, bad boy di cui le era impossibile innamorarsi davvero. E Noah non fa eccezione. Anche lui è inaffidabile, tenebroso, irritante. E con le ragazze vuole solo divertirsi. Rochelle non ha alcuna intenzione di cedere al suo irresistibile fascino. Perché di una cosa è certa, Noah non è quello giusto. Glielo ripete di continuo anche Lee, il suo migliore amico, l’unica persona a cui Rochelle non potrebbe mai rinunciare. Ma il fatto che Lee sia il fratello di Noah complica ogni cosa. Soprattutto quando Lee scopre un segreto, un segreto inconfessabile che non può, o forse non vuole, condividere con Rochelle.

Quando ho richiesto il libro non sapevo fosse stato pubblicato da una storia di Wattpad, ma già dalle prime pagine mi sono accorta che la scrittura era molto acerba e così si è insinuato in me un dubbio, che poi ha trovato conferma. Nonostante il libro abbia numerosi difetti, il più grande è lo stile dell’autrice, che purtroppo è molto dilettantistico, al limite delle peggiori fan fiction di Wattpad e siti affini.

booth2.jpg

Continue reading “[RECENSIONE] The Kissing Booth – Il libro del film netflix”

Recensioni

[RECENSIONE] Deathless – Il segreto di Lord Brown

Buongiorno a tutti e lettori del blog e buon inizio settimana. Oggi voglio parlarvi di Deathless, un romanzo uscito da poco con DRI EDITORE. Come ormai ben sapete ho una certa predilizione per la Scozia, quindi non potete immaginare la mia felicità quando ho scoperto che è ambientato proprio in questo paese!

deathless.jpgScozia, 16 aprile 1746. Battaglia di Culloden. ”
Lord Robert Brown perde la vita durante la sanguinosa battaglia avvenuta nella piana di Culloden. Quasi tutti i clan scozzesi vengono eliminati dalla supremazia della forza inglese.

Periferia di Londra, aprile 1819.
Lady Rosemary Cecilia Cavendish, figlia del Visconte di Cavendish, è promessa sposa al Marchese di Scott. Ma il destino sta per cambiare le sue carte. Durante il ballo organizzato dal padre per la “Stagione”, giunge inaspettatamente dalla Scozia Lord Ian Brown, Duca della contea di Argyll, che pretende la mano di Rosemary. Così, la ragazza parte in fretta per la cittadina di Inveraray, in Scozia, per diventare la moglie del Duca. Lord Brown è un uomo affascinante, a volte misterioso e brutale, a volte passionale. Rosemary ne è attratta e terrorizzata nello stesso tempo. Nel castello del Duca, iniziano presto ad accadere fatti inquietanti, che cambieranno per sempre la vita di Rosemary.

∼ Recensione

Quando ho visto la copertina ero preoccupata che si trattasse dell’ennesimo romanzo in stile Harmony, con pochissima ricerca storica e condito di scene hot ogni due pagine. Per fortuna sono stata smentita fin da subito!

Il romanzo si apre con uno scorcio sulla sanguinosa battaglia di Culloden tra i clan scozzesi e gli inglesi, durante la quale perde la vita un tale di nome Lord Robert Brown. Lo scenario si sposta poi in Inghilterra, una settantina di anni dopo. L’avvenente Rosemary, figlia del Visconte di Cavendish è promessa sposa di un giovane inglese. La ragazza si è ormai abituata all’idea, dopotutto il suo futuro marito sembra un ragazzo perbene e anche se per lui non sente particolare trasporto sa che avrà una vita felice.

Ma proprio quando la sua mente ha iniziato a immaginare se stessa al fianco dell’uomo, uno scozzese burbero ma dall’aspetto molto affascinante irrompe nella sua vita, presentandosi a un ballo organizzato dal padre. Si tratta del Duca Ian Brown, giunto dalla Scozia in visita a Rosemary, per prenderla in moglie. La ragazza deve quindi partire in tutta fretta per Inveraray, dove sarà ospite del Duca fino alle nozze…

Ritrovare un luogo, che ho visitato in passato dal vivo, ha suscitato in me ancora più curiosità per la lettura, permettendomi di respirare a pieno l’atmosfera scozzese del libro. In Deathless non ho solo trovato la capacità dell’autrice di trasportare il lettore in un’epoca precisa, ma anche un’accurata ricerca storica di usi e costumi, linguaggio e situazioni politiche del periodo. In un romanzo di stampo storico, seppur si tratti di un romance, questo aspetto è molto importante. Se venisse trascurato la trama ne risentirebbe, risultando molto meno veritiera.

castello.jpg

Se da una parte ho apprezzato il contesto nel quale sono immersi i personaggi, avrei preferito una lunghezza diversa per il romanzo. Secondo me sarebbe dovuto essere di almeno un centinaio di pagine più lungo. La seconda metà del romanzo scorre troppo veloce, mentre avrebbe potuto prendere una strada diversa.

Un’altro aspetto che non ho apprezzato è l’instant-love dei protagonisti, che dopo una prima occhiata sono già perdutamente innamorati. Non voglio contestare l’esistenza o meno del colpo di fulmine, ma parlare di amore vero così presto mi è sembrato un po’ forzato.

Tutto sommato Deathless è un romanzo piacevole che si legge in breve tempo. Non manca anche un mistero che lo rende ancora più interessante.

Il mio voto per questo libro è di 4 su 5.

Se volete acquistarlo lo trovate qui al prezzo di 2,99€ per l’ebook e 10€ per la copertina flessibile.

 

Recensioni

[RECENSIONE] Colpa delle stelle di John Green

Ciao a tutti e buona domenica! Dopo un weekend di lavoro intenso posso finalmente dedicarmi al blog. Oggi voglio parlarvi del famoso romanzo di John Green “Colpa delle stelle”, che ho finalmente letto anche io!

colpa.jpgHazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

∼ Premessa

Scrivere la recensione di un libro spesso non è facile. A volte le parole scorrono a fiumi, altre invece restano come sospese, senza riuscire a prendere forma sulla pagina. Ovviamente in una recensione non è possibile scrivere soltanto “mi è piaciuto” o “non mi è piaciuto”. Il lettore ha bisogno di una motivazione che lo influenzi nell’acquistare o non acquistare un libro, anche se in alcuni casi è più difficile. Con Colpa delle stelle è accaduto proprio così.

∼ Recensione

Da quando ne ha memoria Hazel è sempre stata malata. La sua vita è una continua corsa tra casa e ospedale, e l’unica esistenza che conosce davvero è quella con i suoi genitori. Hazel non può vivere senza di loro, così come non può vivere senza un sondino, colegato a una bombola, che le fornisce ossigeno in ogni momento. Senza ne morirebbe. Hazel è una granata, una bomba pronta a esplodere, o almeno così crede lei.

La routine di Hazel viene però scossa da un incontro. Augustus Waters piomba nella sua vita all’improvviso, durante una seduta del gruppo di supporto.

Quando è venuto il suo turno ha sorriso un po’. Aveva una voce bassa, fumosa, eccitante da morire. “Mi chiamo Augustus Waters” ha detto. “Ho diciassette anni. Ho avuto un lieve osteosarcoma un anno e mezzo fa, ma oggi sono qui solo su richiesta di Isaac.”
“E come ti senti?” ha chiesto Patrick.
“Oh, a meraviglia.” Augustus Waters ha sorriso con un angolo della bocca. “Sono su una montagna russa che va solo in salita, amico mio.”

Augustus è diverso da qualsiasi ragazzo Hazel abbia mai conosciuto, è brillante e dotato di sarcasmo, oltre ad essere piuttosto sexy e chiaramente interessato a lei. Uniti da un libro e dal burbero scrittore Peter Van Houten, Hazel e Augustus scopriranno di avere molto di più in comune di una semplice malattia.

Il cancro è un argomento che in un libro può essere un’arma a doppio taglio. Lo scrittore potrebbe rischiare di offendere chi lotta ogni giorno contro la malattia oppure di romanzarla. John Green ha affrontato l’argomento ponendo al centro due personaggi adolescenti, entrambi malati. Ciò che mi ha colpito è che nonostante il cancro sia un tema centrale del romanzo non finisce per mettere in ombra i protagonisti, che sono invece costruiti molto bene.

fault.jpg

I dialoghi tra Hazel e Augustus, brillanti, ironici ma al tempo stesso velati da malinconia, sono il punto forte del romanzo. Tuttavia in alcuni momenti mi è sembrato che lo scrittore abbia voluto “strafare”, rendendo i due adolescenti un po’ troppo maturi per la loro età. Al tempo stesso non mi è arrivata come avrebbe dovuto la loro storia d’amore, avrei preferito che tra loro restasse un sentimento di amicizia, senza allusioni romantiche. Sono quasi certa avrebbe avuto lo stesso effetto.

Lo stile dello scrittore mi è piaciuto abbastanza, ad eccezione dell’uso smodato di “ho detto”, “ha detto”. Non so se la sua sia stata una scelta stilistica, ma a mio parere qualcuno dovrebbe fornirgli un dizionario dei sinonimi! Forse nella lettura cartacea non è così evidente, ma nell’audiolibro è piuttosto marcato.

Nonostante non abbia apprezzato alcune scelte e non sia famigliare con il cancro (e di conseguenza non posso giudicare com’è affrontato il tema), Colpa delle stelle è un romanzo che mi sento di consigliare.

Il mio voto è di 4 su 5.

E voi lo avete letto? Fatemi sapere nei commenti! Se volete acquistare il libro potete farlo qui.