Recensioni

Carry On: un fantasy con personaggi LGBT [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Se mi seguite su Instagram sapete già che in questi giorni mi sono dedicata alla lettura di Carry On, un romanzo fantasy di Rainbow Rowell. Ultimamente le letture vanno un po’ a rilento, ma ho divorato questo libro in poco più di un giorno. Scopriamolo insieme più nel dettaglio!

RECENSIONE

Simon Snow ha diciotto anni e frequenta l’ultimo anno della scuola di magia di Watford, in Inghilterra. Simon non è solo un aspirante Arcimago, ma è anche Il Prescelto, il ragazzo destinato a salvare gli arcimaghi in difficoltà quando arriveranno tempi più difficili.

Ora che l’estate è finita e l’ultimo anno è iniziato, Simon può fare finalmente ritorno a Warford, per ricongiungersi alla sua migliore amica Penelope; la sua ragazza Agatha e il suo nemico e compagno di stanza Baz.

[Simon e Baz | Fonte]

Ma mentre il popolo magico sembra sul punto di crollare in una guerra civile, Simon è preoccupato dalla scomparsa di Baz (che sospetta essere un vampiro), che non ha fatto rientro a scuola dopo le vacanze. Al tempo stesso deve nascondersi dalla minaccia che ha promesso di ucciderlo: Il Tedio.

~ La mia opinione

Fin dalle prime pagine mi sono resa conto di quanto Carry On fosse simile alla saga di Harry Potter. Abbiamo un prescelto, una scuola di magia, un preside che vede il protagonista come il suo pupillo, un nemico sulle sue tracce ecc..

Nonostante Carry On ricordi molto la saga della Rowling, non riesce a raggiungere la complessità dell’autrice, soprattutto nella strutturazione del mondo magico. Il lettore viene trasportato nel vivo della storia fin da subito; i personaggi hanno un rapporto già consolidato e il protagonista ha già affrontato il proprio nemico in passato. Carry On è infatti comparso in un altro dei romanzi della scrittrice, Fangirl e viene continuamente citato dalla protagonista, che è ossessionata dai personaggi della sua saga preferita.

Carry On è di fatto l’ultimo libro di una saga di cui ci è impossibile leggere i volumi precedenti perché non sono mai stati realmente scritti. In questo modo è difficile avere un quadro chiaro del mondo magico senza sentirsi sopraffatti.

Il centro del romanzo resta comunque il rapporto tra Simon e Baz, che è nato come una forte rivalità ed è anche la storyline principale che fa da filo conduttore a tutto il resto.

Ho amato il rapporto tra i due, ma mi sarebbe piaciuto vederlo crescere in più libri e non trovarlo condensato in un unico volume.

Carry On è un romanzo molto scorrevole, che alterna diversi punti di vista. Però, nonostante nel titolo lo abbia definito fantasy, ha più gli elementi di un romance. Gli manca la complessità che dovrebbe avere un mondo magico di questo tipo.

Resta comunque una lettura molto piacevole.

Carry On avrà anche un seguito, in uscita negli Stati Uniti il 24 settembre.

[Fonte foto 2]

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Gli amici silenziosi [RECENSIONE FLASH]

Buona sera lettori! Oggi voglio condividere con voi la recensione flash un libro che ho letto per il club del libro nel mese di agosto. Si tratta de Gli amici silenziosi di Laura Purcell.

1865. Elsie, incinta e vedova da poco, raggiunge The Bridge, una residenza in campagna appartenuta al marito, in seguito alla sua morte prematura.

Elsie viene accolta dalla servitù e da una casa inospitale e cupa, della quale tutti gli abitanti dei paesini limitrofi si tengono alla larga. A farle compagnia nella sua nuova vita c’è anche Sarah, cugina di suo marito, che cerca di distrarla in quell’angolo inospitale del pianeta.

Durante un esplorazione nella villa, le due donne ritrovano un diario appartenuto a un’antenata Bainbridge duecento anni prima. Rinvengono anche diverse figure di legno molto realistiche, che raffigurano alcune figure umane.

Quelle figure vengono definite nel diario “amici”, ma molto presto si rivelerano una presenza opprimente nella casa, che sembra vivere di vita propria…

Laura Purcell è l’autrice di questo romanzo gotico dalle sfumature horror, che tiene il lettore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, avvalendosi di tre punti di vista differenti.

La vicenda principale affronta la vita di Elsie nella nuova realtà di campagna, alternandosi alle pagine del diario di Anne, l’antentata. Un terzo POV è ambientato in un tempo imprecisato in un ospedale psichiatrico, dove una Elsie sconvolta e completamente diversa è accusata di omicidio.

Ma che cosa ha portato la donna alla follia? Come è arrivata da The Bridge al manicomio?

Con descrizioni accattivanti e l’uso di onomatopee, l’autrice muove i suoi personaggi in un’ambientazione inquietante ma sempre ben calibrata. Una lettura ricca di suspense e, se siete come me, vi terrà svegli la notte, con la testa sotto le lenzuola e l’orecchio attento a ogni rumore.

Se questa recensione vi ha incuriosito, potete acquistare il libro qui.

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I viaggi segreti di Carlo Rossmann [RECENSIONE]

Buongiorno lettori,

Oggi voglio presentarvi un libro che ho letto di recente e che mi è stato gentilmente inviato dall’autrice Elena Corti. Si tratta del romanzo I viaggi segreti di Carlo Rossmann, tra i vincitori del concorso “Io scrittore 2018”, organizzato dal gruppo editoriale Mauri Spagnol.

Carlo Rossmann è un trentenne che lavora come archivista per un ente pubblico e che trascorre le proprie giornate nello scantinato di un paese sul Lago di Como.

Quello che sembra essere iniziato come un giorno qualsiasi per Carlo, prende una svolta improvvisa. L’uomo apprende che il luogo dove ha lavorato per ben sei anni è stato svuotato, e con una lettera viene convocato dal suo superiore, che gli comunica il suo licenziamento; la sua posizione non è più necessaria. Per Carlo inizia quindi la ricerca di un nuovo impiego, che lo porterà a mettersi in una serie di situazioni rocambolesche e a incontrare altri individui con i quali stringerà una sincera amicizia.

Quando ho iniziato I viaggi segreti di Carlo Rossmann sono rimasta spiazzata dallo stile grottesco e ironico dell’autrice e confesso che non riuscivo a capirlo. Proseguendo con la lettura però ho iniziato a comprendere sempre di più il personaggio di Carlo a anche il messaggio che Elena Corti ha voluto trasmettere con questo romanzo.

Carlo ha sempre vissuto nella sicurezza della sua quotidianità, un lavoro fisso e la certezza di avere un tetto sopra alla testa. Carlo sembra aver accettato la sua condizione, ma c’è comunque una parte di lui, il suo inconscio che si manifesta con Chris, che ci mostra un uomo completamente diverso. Il protagonista vorrebbe viaggiare e cambiare vita, ma non ha il coraggio di farlo.

Molti lettori potranno ritrovarsi in lui, perché Carlo rappresenta tutti gli individui intrappolati nella routine di un lavoro poco gratificante, ma che comunque riesce a prevalere sul cambiamento. Carlo però attua questo cambiamento, più per necessità che per volere. È uscendo dalla propria comfort zone che finalmente riesce a rinnovarsi.

Seppur usando uno stile ironico, I viaggi segreti di Carlo Rossmann è anche una denuncia alla Società nella quale viviamo, una società governata dal precariato e dall’ipocrisia, rappresentata nel romanzo da una cospirazione nella quale il protagonista si trova coinvolto.

Elena Corti ha dato vita a una storia che all’apparenza è un viaggio onirico nella mente del protagonista, ma che si rivela essere lo specchio della realtà in cui viviamo e in cui troppo spesso siamo intrappolati.

Voto finale: 4,5 su 5

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Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey [Recensione libro]

Buon inizio settimana cari lettori! Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto di recente e di cui avevo già visto il film su Netflix; Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows.

1946. La seconda guerra mondiale è terminata da pochi mesi e il mondo cerca di risollevarsi dagli orrori subiti. Tra di loro c’è Juliet Ashton, giovane scrittrice che durante il conflitto ha tenuto una rubrica leggera e divertente per lo Spectator, diventata poi un libro. Alla ricerca di idee per un nuovo volume da scrivere, Juliet riceve all’improvviso una lettera da Dawsey Adams, un abitante dell’isola di Guernsey, che è in possesso di un libro che una volta le era appartenuto.

I due iniziano una fitta corrispondenza e Dawsey le racconta di appartenere al club del libro e della torta di buccia di patata di Guernsey. Juliet rimane affascinata dai racconti di Dawsey e decide di scrivere dei membri del club e delle loro vite durante l’occupazione nazista. Il resto dei membri del club, e anche qualche abitante un po’ troppo curioso, iniziano a scriverle, raccontandole aneddoti sul club e sulla loro vita…

Il club del libro e della torta di buccia di patata di Guernsey è un romanzo interamente epistolare, che riporta la fitta corrispondenza tra Juliet e i vari personaggi che compaiono nella storia. Inizialmente temevo che questa modalità potesse rivelarsi dispersiva e, in effetti, ho fatto un po’ confusione tra i numerosi personaggi riportati. Tuttavia, entrando nel vivo della lettura, è impossibile non farsi coinvolgere; come accade a Juliet, da ogni singolo personaggio, che prende vita sulla carta.

È un libro che fa commuovere e che non si limita a narrare dei fatti, ma li racconta attraverso i personaggi che hanno vissuto gli orrori della guerra, la fame, la paura. I protagonisti di questi racconti sono persone semplici, abitanti di un’isola di cui nessuno si ricorda mai, ma al tempo stessi ricchi di sensibilità, dolcezza, passione per la lettura.

“We read books, talked books, argued over books, and became dearer and dearer to one another. […] and our evenings together became bright, lively times – we could almost forget, now and then, the darkness outside.

[Traduzione: Leggemmo di libri, parlammo di libri, discutemmo di libri, e diventammo sempre più vicini gli uni agli altri… e le nostre serate insieme divennero momenti vivaci e luminosi – potevamo quasi dimenticare, adesso e allora, l’oscurità all’esterno.]

I libri sono il punto cardine di questo romanzo. La lettura ha il potere di unire le persone, di salvarle, e questo libro ce lo dimostra.

Ho apprezzato molto anche la ricerca storica che c’è alla base di questo romanzo. Sebbene i personaggi siano di finzione, l’occupazione tedesca è realmente avvenuta come descritta nel volume. Durante la guerra ogni contatto tra Guernsey e il resto del mondo è stato interrotto e gli abitanti dell’isola non avevano nessuna notizia dalla terra ferma. Alcuni passaggi, come il racconto delle condizioni dei prigionieri ebrei, sono stati davvero strazianti da leggere, ma necessari.

L’autrice ebbe l’idea di fare alcune ricerche durante un soggiorno a Guernsey nel 1980. Come Juliet, anche Mary Ann rimase affascinata dalla storia dell’isola durante l’occupazione nazista e, intervistando alcuni abitanti decise diversi anni più tardi di scrivere un libro.

Il manoscritto fu accettato da una casa editrice nel 2006, che voleva però alcuni cambiamenti nel libro. L’autrice, che nel frattempo si era ammalata, affidò il compito alla nipote Annie Barrows, che lo sistemò per la pubblicazione.

Il libro è uscito ufficialmente nel 2008 e dieci anni più tardi Netflix ne ha realizzato un adattamento.

E voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto?

Se volete recuperarlo, potete farlo qui.

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Bridge Quartet saga vol. 1-4 [RECENSIONE]

Buongiorno lettori!

Oggi voglio parlarvi brevemente di una serie di libri che ho iniziato qualche anno fa e di cui ho letto gli ultimi due libri di recente: Bride Quartet.

La serie si basa sulle vite di quattro amiche, che insieme hanno dato vita a Promesse, una società di Wedding Planning che si occupa di regalare a centinaia di coppie di sposi il giorno più bello della loro vita.

Le quattro donne vivono sotto lo stesso tetto, in quella che è una magnifica location per gli eventi, dove ognuna di loro ha anche il proprio spazio lavorativo: Mac è una fotografa, Laurel una pasticcera, Emma una fiorista e infine Parker organizza e coordina ogni evento.

Ciascun volume si focalizza sulla vita di una delle ragazze e del proprio interesse amoroso. La serie è così suddivisa:

La saga è molto leggera e da ampio spazio (forse troppo) alle preparazioni nuziali, dagli allestimenti floreali alla realizzazione di torte monumentali. Nora Roberts è in grado di immergere il lettore in un’atmosfera nuziale idilliaca, ma si perde nel descrivere fin troppi dettagli inutili.

Nonostante sia una lettura piacevole e poco impegnativa, ho notato che ogni libro sembra una copia del precedente. È del tutto assente un plot twist che invogli il lettore a proseguire e le somiglianze sono così tante che è difficile trovare differenze tra un volume e l’altro.

[Attenzione spoiler]

La dinamica dei libri è molto semplice; alterna eventi nuziali e chiacchiere tra le amiche, a interazioni tra la protagonista di turno e il proprio interesse amoroso. Continua poi con l’iniziale reticenza di uno dei due a intraprendere una relazione, un piccolo litigio a incrinare la storia e la successiva riappacificazione con tanto di proposta di matrimonio.

Moltiplicate questa trama per tutti e quattro i volumi e avrete la saga Bride Quartets!

Ciò che più di ogni altra cosa mi ha infastidito è quanto sia difficile identificarsi nei protagonisti. Ognuna delle ragazze è bellissima, piena di talento e innamorata di un ragazzo altrettanto aitante. Senza contare che le amiche di Parker possono vivere in una magnifica residenza, con tanto di palestra, piscina e immenso giardino, e scroccare vacanze negli Hamptons.

Se posso accettare l’ambientazione per scopi narrativi, avrei invece preferito delle protagoniste più vicine a veri esseri umani e un dipinto più realistico dei ragazzi, tre dei quali sono peraltro amici tra di loro.

Quattro donne stupende e quattro uomini perfetti che vivono insieme sotto lo stesso tetto in una cornice nuziale sognante? Non è realistico e alla lunga stanca.

È un peccato, perché l’idea alla base è molto originale, ma l’autrice poteva osare di più.

Voto: 2,5 su 5.

Se la saga vi interessa ma non siete sicuri di spendere dei soldi per acquistare i libri, potete trovarla interamente su Audible.

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Cloude: il romanzo d’esordio di Giovanni Di Rosa [Serial Escape]

Buongiorno lettori! Oggi sono felicissima di presentarvi un romanzo che aspettavo da tanto: Cloude, di Giovanni Di Rosa, che forse già conoscete per il blog Serial Escape. Ho avuto occasione di leggerlo e oggi voglio parlarvene un po’ nel dettaglio.

Immaginate di trovare un mondo in cui poter fuggire quando realizzate che la vostra vita non ha sbocchi. Cloude è una dimensione parallela, piena di magia e sorprese. Un mondo in cui Susan Woods si imbatte per caso, nel momento in cui si rende conto di non avere le risorse per perseguire i propri sogni. Il contesto in cui vive e l’assenza di prospettive diventano insopportabili per lei, che inizia a desiderare di fuggire da tutto.L’universo senziente di Cloude percepisce il suo richiamo e le permette di evadere dalla realtà che ha sempre conosciuto, per scoprirne una nuova. Nella realtà pacifica di Cloude, tuttavia, le cose sono cambiate e quello che è sempre stato un luogo sicuro e pacifico è, adesso, colmo di insidie, specialmente per gli esuli degli altri mondi. Tre portentosi stregoni, infatti, danno la caccia ai nuovi arrivati su Cloude, convinti di essere gli unici in grado di portare il progresso. Per ogni trasformazione è necessario un sacrificio, ma non mancherà chi sarà disposto a lottare per la pace.

~ Recensione

Susan Woods rappresenta una generazione in cui mi sono ritrovata in prima persona e che sancisce una crisi giovanile ormai sempre più presente nella quotidianità. La sua è un’età piena di dubbi e incertezze sul futuro. Si sente soffocata da una vita che sembra già segnata e non vede prospettive per il futuro.

È Cloude, un mondo parallelo ricco di magia, a percepire la sua sofferenza, chiamandola a sé con un portale. Arrivata nella nuova realtà, fatta di soffici nuvole sulle quali si ritrova a camminare, Susan scopre che quel mondo è un rifugio per chiunque si sente smarrito come lei.

Cloude è abitato da creature magiche e umani, che hanno sempre vissuto pacificamente fino all’arrivo di tre stregoni, che hanno intenzione di cambiare le cose e portare nel mondo quello che loro credono essere il progresso. In opposizione a questa realtà, Susan trova rifugio presso La Resistenza, un’organizzazione segreta che non è d’accordo con il pensiero degli stregoni e che vuole spodestarli, facendo tornare Cloude al fasto di un tempo…

Cloude è quindi una sorta di mondo ideale che funge da fuga alle difficoltà dell’età adulta, in forte contrapposizione con la vita reale, dalla quale non c’è fuga. È un romanzo fortemente rivolto a chi si sente smarrito, ma non solo. È una lettura che si adatta a qualsiasi età o situazione sociale, perché in Cloude non c’è solo Susan, ma tanti altri personaggi nei quali identificarsi.

Uno di questi è Mary, una madre che inizia a conoscere la figlia soltanto quando quest’ultima scompare. È in quel momento che si rende conto di non essere stata la figura di riferimento della quale Susan aveva bisogno, troppo presa dalle sue problematiche.

L’autore ha descritto con maestria un rapporto tanto complicato quanto forte tra due donne, la cui complessità traspare già nelle prime pagine.

Oltre a Susan e Mary, Cloude presenta numerosi personaggi, alcuni dei quali si rivelano essere diversi da come appaiono in un primo momento. Ognuno di essi ha una propria personalità ed è ben caratterizzato, cosa non semplice in un romanzo di neppure 300 pagine.

Ci sono alcuni aspetti di cui avrei preferito un un approfondimento, ma questo potrebbe essere un buon pretesto per un sequel che senz’altro leggerò.

Giovanni sa scrivere e lo dimostra alla perfezione nella sua opera prima, che spero sia l’inizio di una lunga carriera letteraria. Ha uno stile accattivante che cattura il lettore già nelle prime pagine e abbatte qualsiasi pregiudizio nei confronti del selfpublishing. Penso sia inutile ribadire che lo consiglio tantissimo!

Concludo segnalandovi l’intervista che ho fatto all’autore poco tempo fa, e che trovate qui se avete voglia di approfondire il mondo di Cloude.

Se volete acquistare il romanzo potete farlo qui.

Recensioni

Metempsicosi di Stefano Caruso [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Dopo un weekend lavorativo intenso posso finalmente dedicarmi alla recensione della nuova opera di Stefano Caruso, Metempsicosi, che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima qualche mese fa.

Sebastian è un sensitivo, diventato dipendente da una droga, il Nac-B, che gli permette di traslare, ovvero volare lontano dal proprio corpo e rifugiarsi in una realtà diversa. Durante la traslazione Sebastian entra in contatto con delle entità che hanno la capacità di manipolare il suo comportamento.

Lavorando come sensitivo, Sebastian viene ingaggiato per ritrovare un gruppo di ragazzini, scomparsi all’improvviso da un villaggio nel deserto. Arrivato nella cittadina di Tunbleweed si rende conto però che qualcosa di insolito avvolge quel luogo, un’entità diversa e molto più forte.

Con l’aiuto di altri sensitivi, Sebastian inizia a indagare sulla figura che lo ha chiamato in quel luogo…

“Quando si fa notte l’uomo mi aspetta, perché l’uomo mi aspetta di notte?
Quando chiudo gli occhi l’ombra mi osserva, perché l’ombra mi osserva tutte le volte?
Nel buio l’uomo mi guarda, perché l’uomo mi guarda se muoio?
Quando sono solo l’uomo mi parla, perché l’uomo mi parla se non voglio?
Negli specchi la sua ombra mi trova, e io non ho ancora capito perché…
Quando mi nascondo l’uomo mi scova, e la sua ombra mi osserva quando lui non c’è.”

Metempsicosi non è un romanzo che si affronta con leggerezza, ma al tempo stesso è quel tipo di storia che tiene il lettore incollato alle pagine e lo spinge a volerne sapere sempre di più. L’autore è stato abile nel tessere un romanzo che porti il lettore ad affrontare una serie di emozioni molto intense, che vanno dall’ansia al disagio, fino alla paura. Ha uno stile in grado di trasmettere tutto ciò, dai dialoghi alle descrizioni dei luoghi.

Metempsicosi ha una trama diversa da qualsiasi cosa abbia mai letto in precedenza ed è una storia che merita la massima attenzione per essere apprezzata a dovere.

A volte ho provato una sensazione di smarrimento nella lettura, anche a causa delle poche spiegazioni, ma credo che ciò sia un effetto voluto, per far avvicinare ancora di più il lettore al protagonista. È difficile distinguere realtà da finzione, ma credo anche che questo effetto renda il romanzo più interessante.

Sebastian è senza dubbio il personaggio meglio riuscito. Su di lui l’autore ha speso una cura particolare, e il risultato è un protagonista intriso di sofferenza e anche molto umano.

Metempsicosi è un progetto che ha visto l’autore impegnato per ben quattro anni e leggendo è facile capire quanta dedizione abbia richiesto una storia così complessa.

Premettendo che Metempsicosi non è il mio genere di lettura, ho trovato pochi difetti al libro. Ribadisco però che il romanzo richiede una certa attenzione durante la lettura, perché in caso contratio il rischio è di ritrovarsi spaesati.

Ho apprezzato anche alcuni “giochi” che l’autore ha inserito nel libro e di cui, se non avete afferrato, trovate la spiegazione alla fine del romanzo. Anche se vi consiglio di provare a scoprirli da voi!

Se la mia recensione vi ha incuriosito, potete trovare il romanzo qui.

Vi lascio qui di seguito anche la sinossi ufficiale di Metempsicosi.



Non c’è redenzione per i dannati.
Sebastian ha perso tutto: amicizie, amori, sicurezze, e sa che la colpa è solamente sua.
Non vive più, guarda la sua vita scorrere e si rifugia in una realtà fittizia, creata dalla droga da cui è dipendente, il Nac-B, che gli permette di volare lontano dal proprio corpo, dove è tutto perfetto.
Questa è la traslazione.
Ma i mondi in cui si trasla sono abitati, la droga lo mette a contatto con delle entità, esseri di altre dimensioni in grado di manipolare il comportamento di chi assume il Nac-B.
Sebastian utilizza le conoscenze delle entità e si guadagna da vivere come sensitivo.
Una chiamata per un lavoro come tanti lo porta lontano da tutto, la scomparsa di alcuni ragazzi in un villaggio sperduto in mezzo al deserto.
L’entità del luogo è diversa da qualsiasi altra avesse mai affrontato prima.
I fantasmi del passato riemergono e gli offrono la possibilità di redimersi, ma il prezzo è l’umanità.
Quanto ci si può spingere oltre per riavere chi si ama?
Chi si può sacrificare per la propria felicità?
Si può correggere il passato?
Questo è Metempsicosi.

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Il cuore del lupo 3 | La caduta dell’alfa [RECENSIONE]

Buonasera cari lettori! Questa sera vi presento una nuova recensione fantasy. Si tratta del terzo volume della saga Il cuore del lupo, di G.D Light, che ringrazio per avermi inviato una copia del suo bellissimo libro.

Se non avete letto i primi due volumi vi invito a leggere le mie precedenti recensioni. [TORIL FIORE DELLA NOTTE]

Recensione

La guerra tra i Fray e il popolo dei lupi è finalmente iniziata. Tor, ormai a proprio agio con la sua forma umana, cerca di difendere Imperia, che è sul punto di crollare per mano dei nemici.

Intanto Aurora, ancora ignara che Caim è in realtà Tor e confusa dai propri sentimenti, fugge da Imperia insieme al principe dei Lorcan per salvare le fate dalla prigionia.

~ Che cosa ne penso

La saga il cuore del lupo torna in una bellissima veste grafica, con un filo conduttore che unisce le copertine tra loro. Il terzo volume si è fatto attendere un po’ più a lungo del precedente, ma Tor e Aurora sono tornati con il botto.

Lo stile di G.D Light è maturato molto, è curato nelle descrizioni e con una particolare attenzione per la caratterizzazione dei personaggi. Forse in alcuni momenti l’autrice si sofferma un po’ troppo sui sentimenti dei protagonisti, distraendosi dalla narrazione, ma nulla che possa appesantire troppo la lettura.

La battaglia di Imperia è il centro di questo libro e G.D light è riuscita a tessere una guerra che lascia il lettore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

È impossibile non sentirsi vicini ad Aurora e Tor, tifare per un lieto fine e disperarsi quando le sorti dei personaggi propendono verso il peggio.

Aurora è il personaggio che in assoluto si è evoluto di più. Già nel romanzo Il fiore della notte aveva subito una significante evoluzione, ma ora la protagonista è diventata ancora più forte. Ha imparato a padroneggiare la magia e a trasformarsi a piacimento in un lupo. Ho apprezzato molto la sua tenacia e il voler mantenere fede alla promessa fatta alle fate, anche a costo di perdere la vita. I sentimenti che prova sono davvero ben descritti ed è facile provare empatia per lei.

Dopo dei colpi di scena dinamici, il volume si conclude con un cliffhanger, che ancora una volta mette a rischio la felicità di Aurora e Tor.

Una conclusione perfetta in vista di un quarto volume che leggerò senza dubbio.

Concludo facendo i miei complimenti all’autrice, per la cura che ha messo nel romanzo e per aver dato vita a un mondo fantastico davvero interessante e avvincente.

[Foto presa dalla pagina Facebook dedicata alla serie.]

Se questa recensione vi ha intrigato, potete acquistare il volume qui.

Non dimenticate di lasciarmi un commento!

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Poirot sul Nilo di Agatha Christie [Recensione Flash]

Buongiorno lettori! Oggi voglio presentarvi il libro Poirot sul Nilo, che ho avuto occasione di leggere per il club del libro di cui faccio parte. È la mia seconda lettura di Agatha Christie, dopo Dieci piccoli indiani dello scorso anno.

~ La trama

Il detective Hercule Poirot decide di prendersi una meritata vacanza in Egitto, dove si imbarca sul battello Karnak, per una crociera sul Nilo.

Tra gli ospiti illustri a bordo del battello c’è anche l’ereditiera Linett Ridgeway, sposata da poco con Simon Doyle. Sebbene i due giovani si siano appena uniti in matrimonio, sono turbati dalla presenza della ex migliore amica di Linett ed ex fidanzata di Simon, Jacqueline de Bellefort, intenzionata a rovinare la vacanza dei neosposi, tormentandoli con la sua presenza. Jacqueline è infatti furiosa perché sostiene che Linett le abbia rubato l’uomo che ama.

Alle vicende dei tre si intrecciano anche le presenze degli altri ospiti sul battello, che devono fare i conti con un omicidio misterioso. Poirot, ancora una volta, deve catturare l’assassino prima che sia troppo tardi.

~ La mia opinione

Come in Dieci piccoli indiani anche in questo romanzo viene utilizzato l’espediente “camera chiusa“. Un omicidio in un luogo circoscritto, in cui l’assassino si nasconde tra i presenti. A differenza del romanzo predecessore già citato, Poirot sul Nilo manca di quel colpo di scena che ha sorpreso i lettori di Dieci piccoli indiani.

La narrazione inizia con una lunga digressione, che vede protagonista Linette e che rallenta un po’ la lettura, faticando ad entrare nel vivo. L’ambientazione si sposta poi in terra egiziana, con la comparsa di Poirot. È qui che il romanzo diventa sempre più scorrevole, e la Christie trasporta il lettore nel caso misterioso guidato da Poirot.

L’autrice è abile a disseminare indizi (alcuni reali, altri no) che portano il lettore ad avvicinarsi sempre di più all’assassino, ma in questo caso forse un po’ troppo, perché è facile individuare il colpevole del delitto.

Nonostante ciò, Poirot sul Nilo (Death on the Nile) è un romanzo davvero ben scritto, un giallo classico e senza tempo, che permette anche di avere una visione sulla classe elitaria europea degli anni ’30.

Un ottimo inizio per la lunga serie di libri dedicati a Poirot!

Curiosità: Poirot sul Nilo è stato anche diventato un film per il cinema nel 1978 e un episodio della serie tv Poirot nel 2004, con una giovane Emily Blunt.

Vedi anche: recensione Dieci piccoli indiani

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#PrideMonth || What if it’s us [RECENSIONE]

Questo mese è in corso il Pride Month e per l’occasione ho pensato di leggere What if it’s us, un romanzo scritto a quattro mani da Becky Albertalli (Love, Simon) e Adam Silvera.

51G6lgVzXiL._SX329_BO1,204,203,200_.jpgArthur ha lasciato la Georgia per trascorrere l’estate a New York e lavorare in uno studio di avvocati come assistente.
Nonostante New York sia famosa per i suoi musical, che Arthur adora, il ragazzo sente la mancanza dei suoi amici. L’incontro con Ben in un ufficio postale cambia però le carte in tavola. Arthur è convinto che che l’universo abbia portato Ben sul suo cammino, ma prima che possa chiedergli il numero o il suo nome, il ragazzo sparisce.
Entrambi iniziano a cercarsi a vicenda. L’universo ha in serbo per loro una seconda possibilità?

Ho letto (o meglio ascoltato) What if it’s us in inglese su Storytel, l’applicazione per gli audiolibri e sono rimasta piacevolmente colpita dalle voci narranti. La storia è divisa in capitoli alterni, dal punto di vista di Arthur e di Ben e anche la narrazione è stata affidata a due giovani attori (Froy Gutierrez e Noah Galvin) che hanno interpretato benissimo il ruolo, trasportandomi da subito nella storia.
I protagonisti sono entrambi ben caratterizzati, e ho apprezzato quanto le differenze tra i loro status sociali vengano mostrate attraverso frasi o azioni per tutta la durata del libro.
In alcuni tratti ho trovato però Arthur un po’ eccessivo nei modi e stereotipato.
Arthur rappresenta quasi il cliché dell’adolescente gay: iper romantico e amante dei musical.
Ben invece è molto più realistico della sua controparte e ciò può forse dipendere da Adam Silvera, che ha scritto i capitoli a lui dedicati ed è stato lui stesso un adolescente gay.
Un altro aspetto poco realistico è il rapporto tra genitori e figli. Piccolo spoiler: Alla seconda uscita i protagonisti conoscono i rispettivi genitori. Okay, non c’è nulla di male, ma quanti diciassettenni portano a conoscere i genitori alla seconda uscita?

Nonostante questi appunti sopracitati, What if it’s us è una lettura molto piacevole e che mi sento di consigliare.
Il libro è stato scritto a quattro mani, ma anche se ho preferito Ben, lo stile degli autori è molto simile e si amalgama bene.
Se leggete il libro troverete inoltre tanti riferimenti alla “pop culture” da Harry Potter al musical Hamilton.

Nell’autunno 2018 è stato annunciato che il libro diventerà un film nel prossimo futuro.

Vedi anche: [RECENSIONE FLASH] Tuo, SimonUntitled design (3).png