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L’amore è sempre in ritardo [RECENSIONE]

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L’Amore è sempre in ritardo” è un libro che parla della solita storiella tra due ragazzi che non si vogliono ma si vogliono. Un romanzo rosa dal quale ti aspetti già un finale come quello di “Colazione da Tiffany”. Potremmo dire scontato.
Ma…. nonostante una storia trita e ritrita, Anna Premoli ha un modus scribendi che mi tieni incollata a quelle pagine: è come se mandasse messaggi minatori al mio cervello! Risultato: bang!!

La sua scrittura così lineare permette a ciascun lettore, anche a chi non mastica libri come pane quotidiano, di divorare un libro in pochi giorni (io ci ho messo 3 giorni perchè nel mio tempo libero ho anche lavorato).
Ha uno stile ironico, tutto suo, che colpisce e affonda!
Alexandra Tyler, una ragazza innamorata di Norman Morrison da quando era una bambina, finalmente decide di mettere una fine all’odio, o a quel sentimento negativo che crede di provare nei confronti del migliore amico di suo fratello Aidan.
Norman, che l’ha rifiutata quando non era ancora una ragazzina maggiorenne, ha il suo perchè nonostante indossi i suoi abiti che lo etichettano come “vecchio”.

“Senti, possiamo parlare?”. La sua voce è così profonda perchè la usa poco o semplicemente non sono abituata ad udirla così da vicino?
Inspiro guardinga. Parlare? Ho capito bene? Lui ora mi vuole parlare?
“Norman non farmi ridere. Sappiamo entrambi che noi non parliamo. Noi non facciamo proprio niente”, ci tengo a specificare.

Quello che mi è piaciuto di più in questo capitolo della Premoli è stato il fatto di avere una contrapposizione tra l’essere tecnologici e non. Lei, ragazza, esuberante e piena di vitalità che insegna a Norman ad usare Whatsapp e allo stesso tempo, a scrivere lettere, quel mezzo di comunicazione che ormai non usa più nessuno ma che invece dovrebbe essere riscoperto, per la sua bellezza del mettere per iscritto emozioni e sentimenti.

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“Ciao Alexandra,
di nuovo io. Sempre che queste lettere ti arrivino davvero e non le stia invece leggendo qualche funzionario nepalese, nel qual caso, buongiorno signor funzionario. Potrebbe gentilmente recapitare questa lettera ad Alexandra Tyler? La riconoscerà perchè è la donna col sorriso più bello che possa mai esistere.
Alexandra, na kirinla gaguidou (tibetano)”.

Grazie Anna Premoli, per la tua scrittura e per il tuo modo, implicito, di aver tentato di “svegliare” nel lettore della modernità, un tantino triste, il mondo “vintage” del passato.

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Potete acquistare il libro qui.

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L’ultima Pagina di Giulia Pretta [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi per voi la recensione di un libro che ho avuto il piacere di leggere di recente e che mi è stato fornito dalla scrittrice emergente Giulia Pretta (che ringrazio): L’ultima pagina, edito Ciesse Edizioni.

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Mark Holden, scrittore londinese di una celebre serie di thriller, si risveglia in ospedale in seguito a uno scippo. Nonostante la paura di essere rimasto vittima di un’amnesia, Mark si rende conto di ricordare tutto quanto e in breve tempo ritorna alla vita di tutti giorni.
La sua quotidianità viene però ravvivata da una novità, la sua nuova vicina di casa Judy Morgan, che si chiama come la protagonista femminile della sua trilogia letteraria. Judy è attraente, simpatica e ben presto i due legano, anche grazie alle chiacchiere sulla loro vicina impicciona, Mrs Mills.
Quando la donna apprende che Mark ha persona la sua preziosa borsa di pelle durante lo scippo, gli presenta un artigiano in grano di replicarla in modo identico. Ma anche se la borsa ha lo stesso aspetto, c’è qualcosa che non lo convince pienamente.
In presenza di Judy si sente a proprio agio, come se la conoscesse da una vita.

L’ultima pagina è uno di quei romanzi che si leggono tutto d’un fiato. L’autrice è stata molto abile nel costruire una storia che mi ha coinvolta dall’inizio alla fine. La sua non è una trama ricca di colpi di scena o azione, ma presenta dei dialoghi così ben scritti e reali, che diventa facile immedesimarsi nel protagonista.

Anche i personaggi stessi sono costruiti molto bene e, anche se alcuni sono poco approfonditi, risultano sempre molto reali.
Leggere L’ultima pagina è quasi come entrare per qualche ora nelle vite di alcuni sconosciuti e, alla fine, è sempre un dispiacere lasciarli andare e tornare alla propria di vita.
Ho apprezzato molto anche Thomas, il migliore amico del protagonista e il rapporto tra i due.

Se dovessi trovare una nota negativa direi che mi sarebbe piaciuto un romanzo un po’ più lungo. Avrei preferito che la parte centrale fosse esplorata di più, in modo da avere la possibilità di affezionarsi ancora di più a Mark e Judy.
Concludendo, voglio aggiungere che ho apprezzato molto lo stile di Giulia Pretta e sarei curiosa di leggere altre sue opere letterarie in futuro.

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Potete seguire Giulia sul blog Books and details o instagram. Potete acquistare il libro qui al prezzo di 15€.


Giulia Pretta è nata a Vercelli nel 1987, residente a Padova dal 2009.
Laureata in archeologia e ben decisa a sfatare il mito che recita che con la cultura non si mangia, ormai da anni gira tra musei e mostre d’arte come fruitrice e come operatrice.
Il resto del tempo è fatto di parole. Si occupa di recensioni di narrativa per alcune riviste on line, è editor di fresca e costante formazione, scrittrice e book blogger, aspirante pasticcera.


 

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Prometto di amare [RECENSIONE]

Risultati immagini per prometto di amarePremetto che sono rimasta delusa dal fatto che, leggendo la parola romanzo, mi aspettavo una storia con dei protagonisti fisici e concreti e ci sono rimasta male quando ho capito che, sfogliando le pagine, di tali personaggi non ne avrei visto nemmeno l’ombra.
Detta questa premessa… il nostro autore Pedro Chargas Freitas ha voluto parlare dell’Amore, con la A maiuscola e di tutte le sue forme.
Un uomo, seduto su una panchina, annota ogni sfumatura d’amore; documenta quell’amore puro tra uomo e donna, quello incondizionato tra genitori e figli, dell’amore unico tra fratelli, mai finito, nonostante si fossero persi di vista.
Stralci di vita, di un amore irripetibile.
Se devo essere sincera, la mia prima impressione è stata associare l’uomo seduto su quella panchina che osserva quanto amore c’è attorno a sè, all’immagine dell’anziano signore che spia, controlla e, a modo suo, dirige i lavori dei cantieri in corso.Risultati immagini per amore di un padre verso il figlio
Come introduzione ad ogni forma d’amore, l’autore si è divertito ad inserire significati “fai da te” di parole strettamente legate all’Amore.

“Percorso: s.m. Quello che, al contrario di quanto sostengono i disillusi, non è il tragitto che si fa camminando, ma amando”.
“Conforto: s.m. Una delle più grandi impossibilità umane: o sei inconsolabile oppure sei morto”.

L’amore è molto più di un segno grafico o di una voce sul dizionario. L’amore è qualcosa che se ti entra nelle ossa non va più via.
L’amore è qualcosa che se arriva all’improvviso, difficilmente non ne esci folgorato.

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Con una grammatica ed un lessico ineccepibili e dato lo stile particolare che utilizza, l’autore di “Prometto di amare” conosce il suo pubblico e sa come attirare la sua attenzione.


Sulla panchina, al centro esatto della piazza avvolta dal chiacchiericcio indistinto dei passanti, è seduto un uomo. Sulle gambe un taccuino da cui non si separa mai. Aspetta il momento giusto per aprirlo e annotare gli abbracci più belli di cui è testimone silenzioso. È questo che fa da più di trent’anni: andare a caccia di tutte le braccia che si incontrano e che, quando si stringono, raccontano una storia. La storia del legame inscindibile tra un genitore e un figlio. Quella della riconciliazione tra due fratelli, rimasti separati troppo a lungo. O, ancora, quella della passione che unisce due amanti in un eterno presente da cui non vorrebbero più uscire. Stralci di vita colti in un istante di muta perfezione che parla di amori unici e irripetibili. Perché l’amore è molto più di un segno su un grafico o di una voce nel dizionario. L’amore è un mistero inconoscibile, una dolce pazzia che si insinua in noi per non lasciarci più. È una forza che elude etichette e definizioni, assumendo ogni volta forme diverse: gioia, sogno, felicità. Un balsamo in grado di lenire il dolore e curare le ferite più profonde. Un’esperienza totalizzante che ci costringe a rimettere in discussione le nostre scelte e a trovare il coraggio di mettere a soqquadro il nostro mondo per renderci conto di chi siamo e di quello che ancora abbiamo da dare. E allora, per conoscere questa straordinaria emozione, basta imparare a buttarsi, a rischiare il tutto e per tutto senza pensarci troppo, ad aprire il cuore anche quando nessuno sembra avere la chiave giusta per entrare. Pazzo è chi non si abbandona alle promesse dell’amore.

LINK D’ACQUISTO → QUI

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[REVIEW PARTY] La ragazza invisibile di Blue Jeans

Buongiorno lettori! Oggi sono felice di ospitare sul blog il Review Party del libro La ragazza invisibile, edito DeA Planeta Libri, che ringrazio per la copia digitale del romanzo. Ringrazio anche Sara del blog Milioni di Particelle per avermi invitata a partecipare all’iniziativa.

Una mattina di maggio Aurora Ríos viene trovata morta nella palestra della scuola. Qualcuno le ha inflitto un colpo fortissimo sulla testa e ha abbandonato vicino al corpo martoriato uno strano indizio: una bussola. È forse questo il primo momento in cui i compagni si accorgo51Y+3fnxg0L.jpgno veramente di Aurora, la “ragazza invisibile”. A diciassette anni, Aurora non ha amici, né una famiglia che voglia occuparsi di lei. La sua morte fa chiasso, forse troppo, finché tutti ammutoliscono. Perché all’improvviso tutti a scuola vengono sospettati per il delitto. Ma chi è il vero responsabile di quello che è successo? Julia Plaza è ossessionata da questa domanda. Compagna di classe di Aurora, Julia ha un’intelligenza straordinaria e una memoria prodigiosa, ed è in grado di realizzare un cubo di Rubik in meno di cinquanta secondi. Così, quasi per gioco, e con l’aiuto del suo migliore amico Emilio, inizia a indagare sul delitto. Ma il gioco si trasforma rapidamente in un vortice da cui Julia non può più uscire: perché niente è come sembra e l’assassino della bussola potrebbe essere proprio accanto a lei.

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Aurora è una studentessa di diciassette anni, che frequenta il liceo di una piccola cittadina spagnola. Quando il suo corpo senza vita viene rinvenuto a scuola, la “ragazza invisibile” – così viene chiamata dai suoi coetanei – è sulla bocca di tutti. Nessuno riesce a spiegarsi chi possa avercela avuta con lei, tanto meno Julia, sua compagna di classe e figlia dell’ispettore di polizia e del medico legale locale.

Julia ha un’intelligenza fuori dal comune e una curiosità sfrenata. Quando il padre lascia casualmente il dossier con le informazioni sull’omicidio sul tavolo della cucina, Julia non resiste alla tentazione e da un’occhiata ai primi indizi rinvenuti sulla scena del crimine. Accanto al corpo è stata rinvenuta una bussola e ben presto in città si sparge la voce. Tutti si chiedono chi sia “l’assassino della bussola” e Julia non riesce a darsi pace. Con l’aiuto del suo migliore amico Emilio, la ragazza inizia a cercare indizi nelle persone che frequentano il liceo.

Chi provava un tale odio da spezzare la vita a una diciassettenne all’apparenza invisibile? Mentre l’indagine prosegue, Julia si rende conto che Aurora non era poi tanto invisibile. Almeno non per qualcuno.

All’inizio c’era qualcosa nello stile dell’autore che non mi convinceva pienamente, ma proseguendo con la lettura sono stata catturata dalla trama fitta e intrigante che l’autore ha saputo delineare. I personaggi sono davvero numerosi, al punto che l’autore ha inserito una guida all’inizio del romanzo, che però non ho mai avuto la necessità di consultare. Infatti, nonostante il numero di comparse, i personaggi sono così ben definiti che è facile ricordarsi di loro e collocarli nella scena.

Il romanzo è molto lungo (590 pagine) ma l’ho divorato in un solo giorno. Blue Jeans (che altro non è che uno pseudonimo che utilizza l’autore spagnolo) ha fatto un sapiente uso dei flashback e dei POV. Sebbene Julia resti il centro della narrazione, riusciamo a entrare nelle vite dei vari personaggi, Aurora compresa.

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Tuttavia non ho trovato molto credibile la protagonista, che scova indizi molto più di quanto non faccia la polizia , e il caso è letteralmente in mano a un’adolescente.

La curiosità è in continuo crescendo e seppur abbia provato a scovare il colpevole, il finale è stato un vero colpo di scena! L’epilogo preannuncia inoltre un seguito, che sono curiosissima di leggere.

Potete acquistare il romanzo qui al prezzo di 15,30€


Il mio voto è di:

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Bianco Letale: il nuovo romanzo di J.K Rowling [RECENSIONE]

Buonasera cari lettori! Oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di J.K Rowling, scritto con lo pseudonimo da giallista “Robert Galbraith”. Si tratta di Bianco Letale, il quarto volume di una serie con progatonista il detective Cormoran Strike e la sua socia Robin. Sul blog trovate anche le recensioni dei primi tre volumi (#1 #2 #3)

Il post non contiene spoiler perciò potete leggerlo senza timori

51U+gVgk+fL._SX336_BO1,204,203,200_Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Dopo le nozze di Robin e Matthew, il rapporto tra la detective e Cormoran è diventato teso e l’amicizia che li legava sembra essere solo un lontano ricordo. Un nuovo caso, che coinvolge un importante politico porta però i due a lavorare a stretto contatto, per cercare di scoprire la verità. Tra missioni in incognito e pedinamenti, Robin e Cormoran devono anche fare i conti con l’attenzione dei media, in seguito al successo dei casi precedenti. Nel frattempo Robin è costretta ad affrontare il trauma del suo ferimento e un matrimonio che sembra già essere naufragato in partenza.

Bianco Letale riprende, attraverso un ricco prologo, dal finale che aveva lasciato tutti i lettori in sospeso, ambientato durante le nozze di Robin e Matthew; per poi passare a un salto temporale di circa un anno. Non lasciatevi spaventare dalle 784 pagine di questo libro, il più voluminoso della serie, perché vi terrà letteralmente incollati alle pagine. Bianco Letale non è uno di quei libri adrenalinici, ma è così ben strutturato che è impossibile annoiarsi. La Rowling ha la capacità di dare vita a dialoghi, ad esempio tra il protagonista e un personaggio secondario, lunghi anche trenta pagine a volta o più. Un botta e risposta sempre avvincente ed estremamente realistico.

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A colpire è però la caratterizzazione dei personaggi, che non riguarda solo i principali che conosciamo da ormai diversi anni, ma anche i secondari. La scrittrice entra nella psicologia dei personaggi, servendosi soprattutto dei dialoghi e ognuno di loro che compare sulla carta ha una propria anima. La Rowling non si limita a descrivere i protagonisti, ma li fa vivere. Penso a Cormoran e a quel dolore alla gamba, che ogni volta mi è sembrato così reale da finire quasi per sentirlo io stessa.

Ho amato il rapporto tra Robin e Cormoran che, come già detto nella recensione del volume precedente, anche in Bianco Letale ha uno spazio più centrale rispetto ai primi due volumi. I due non hanno mai interazioni troppo esplicite. Il loro è un rapporto fatto di sguardi e gesti, che cresce poco alla volta ma finisce per essere molto intenso.

Devo essere sincera, avrei potuto finire il volume in un paio di giorni, ma non volevo separarmi da Cormoran e Robin. E, anche se non vedevo l’ora di scoprire come si sarebbe concluso il caso, sapere di dover attendere il quinto volume per tornare da loro mi fa stare male.

Ogni nuovo volume di questa serie è un continuo crescendo del precedente e non vedo l’ora di scoprire che cosa ci riserverà in futuro J.K Rowling.

Voto: 5 su 5

Potete acquistarlo qui al prezzo di 20,40€.


Sapevi che esiste anche la serie tv della saga? Scopri di che cosa si tratta qui ⇒⇒ Dai romanzi di J.K Rowling, la serie tv Strike

 

 

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Se i pesci guardassero le stelle [RECENSIONE]

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Partiamo dal principio…

Il libro ha un buon inizio.

Nel primo capitolo fanno capolino la descrizione di una Sanremo e delle sue viuzze, simile ad un’ambientazione fiabesca, e una presentazione del narratore – protagonista che palesa il suo nome e la sua “aspirazione” solo a fine di esso.

È un libro ricco di metafore e similitudini molto profonde.

 

“Poi ho scrollato le braccia e il collo come un pugile pronto a salire sul ring, quando, prima dei guantoni dell’avversario, deve incrociare quelli della propria paura. La paura di prendere un pugno troppo forte, di andare al tappeto e di non riuscire a rialzarsi”.Immagine correlata

Samuele Serra insegue un sogno, la cui realizzazione viaggia parallela all’esperienza negativa di chi ha subito l’umiliazione di infinite porte sbattute in faccia.

“Ho bisogno di sentirmi accettato e rispettato. Invece mi è toccato scendere – e non di pochi scalini – la fatata scala dei sogni”.

Un libro che, a mio parere, rispecchia la situazione precaria del giovane di oggi: lavoro stressante e privo di passione, con un misero contratto a tempo determinato, ottenuto grazie ad una sorta di “ricatto”, speranze ed illusioni spazzate via.

Il nostro timido protagonista ha capito che, molto spesso nella vita, se non si è sfacciati, purtroppo, non si va da nessuna parte.

Tra i suoi migliori amici, c’è Galileo, detto Leo (non è una persona, ma non vi dico cosa sia), con il quale si sfoga: infatti nel romanzo si alternano dialoghi tra i personaggi, soliloqui del protagonista e ben sette dialoghi con il suo fedele amico, il quale gli sarà d’aiuto per raggiungere il suo sogno.

Il perno di tutta la vicenda è la continua e stressante ricerca di un amore: un amore che non ha un specifico obiettivo, una ricerca stressante verso una ragazza o verso i proprio sogni.

Il finale non è scontato ma non lascia a bocca aperta; è un finale accettabile.

Mi è piaciuto tanto lo stile e il lessico; avrei preferito meno descrizioni di Sanremo (scrivere quanto sia bella, non rende la città più bella ogni volta che lo si dice) e non avrei scritto altre parti, come la biografia di Cassini (anche se, devo ammetterlo, è scritta molto bene), o come le ricette della pasticcera sognatrice.

Tirando le somme…

“Se i pesci guardassero le stelle” è un bel libro, ben scritto, in cui è palese la voglia e l’ostinazione del protagonista e, così come confessa nei Ringraziamenti, dell’autore  di evadere da un mondo che blocca ogni speranza, un mondo che non permette all’estro di fiorire, un mondo in cui c’è sempre più gente che preferisce rintanarsi in uno stato depresso piuttosto che continuare ad inseguire le proprie felici “illusioni”.


Potete acquistare il libro qui.

 

 

Interviste e Blog Tour, Recensioni

Il Lascito. La caccia del falco vol.2 || Recensione [BLOGTOUR]

Buongiorno lettori e buon lunedì! Qualche giorno fa ho partecipato al blogtour del libro La caccia del falco vol.2, che trovate qui.  Oggi torno a parlarvi del libro, questa volta con una recensione. Se non avete ancora letto la mia opinione sul primo volume la trovate qui.

Ritroviamo i cinque protagonisti della saga dove li avevamo lasciati. Doran, scortato dall’arswyd Cento, è diretto a Città delle sabbie; Kahyra, tradita da Sven, sta viaggiando verso Heimgrad con due compagni di Cento, Owis e Rize; Ceaser, dopo essere stato separato dalla sua amata Eryn, è alla ricerca della principessa con l’intenzione di salvarla. Infine abbiamo Ygg’xor, che dopo aver ucciso il Re d’Oltremare si prepara ad affrontare un assedio alla città ed Eryn, principessa d’Oltremare, rapita dagli uomini del Re Prescelto e prigioniera ad Arthemys.

In questo nuovo capitolo, che si divide come nel precedente tra i punti di vista dei protagonisti, il lettore ha la possibilità di conoscere in modo più approfondito i personaggi, mossi ognuno dal proprio scopo. Nonostante La caccia del falco sia un romanzo piuttosto contenuto in quanto a numero di pagine, Calvin Idol ha la capacità di caratterizzare al meglio ognuno dei singoli personaggi. Molti scrittori non sono neppure in grado di farlo con un unico protagonista, e lui invece ci riesce in ben cinque punti di vista differenti.

Ancora una volta sono stata catturata dalle vicende del mondo di Oltremare, anche se, come già appuntato nella recensione precedente, avrei preferito scoprire qualcosa in più sul contesto in cui di muovono i personaggi. Troppe domande non hanno ancora una risposta, ed essendo io un’eterna curiosa, devo dire che ho sofferto parecchio!

L’autore è molto abile nella costruzione dei dialoghi, che risultano sempre reali e capaci di coinvolgere il lettore. Il libro infatti punta molto su questo aspetto, preoccupandosi meno delle descrizioni. Da amante di quest’ultime (non troppo lunghe, sia chiaro) un po’ mi è mancato ciò, ma il problema è facilmente superabile una volta che si entra nel vivo della vicenda.

Nel secondo volume la trama diventa sempre più articolata e avvincente. Ho amato il modo in cui i personaggi siano in grado di fare cambiare idea al lettore, al punto che viene da chiedersi in continuazione chi sia il “cattivo” della storia. Ogni volta che mi facevo un’idea più precisa su uno dei protagonisti, un nuovo colpo di scena o avvenimento era in agguato! Purtroppo non posso svelarvi troppo, perché ogni informazione potrebbe rovinarvi la lettura.

Voglio complimentarmi con l’autore per aver dato vita a un romanzo davvero ben scritto, avvincente e curato nei dettagli. Non è facile trovare libri autopubblicati con un editing così accurato, e io stessa so quanto lavoro richiede la pubblicazione di un libro.

Ovviamente ve lo consiglio, e poi il prezzo dell’acquisto è davvero irrisorio!

51yfLPtQ0dL.jpgIl Lascito – La Caccia del Falco, è un romanzo fantasy ambientato a Oltremare, un mondo dove tecnologia e magia si incontrano.
Un mondo dove uomini modificati attraverso riti oscuri, chiamati arswyd, vengono usati come armi, per destabilizzare governi e ribaltare le sorti delle guerre.
I regni cercano di sfruttare queste risorse per i propri scopi: chi alla ricerca del controllo sul popolo, chi guidato da un fanatismo religioso, e chi all’inseguimento di un ideale di libertà ormai obsoleto.
La storia si sviluppa attraverso il punto di vista di cinque protagonisti:
– Doran, un giovane Cacciatore di arswyd costretto a causa di un omicidio a tradire il proprio ordine.
– Kahyra, una ragazza in cerca di vendetta dopo l’assassinio del padre.
– Ygg’xor, un pirata e sicario, avido di denaro e amante delle belle donne, che si trasforma in un regicida e mette in moto eventi che cambieranno per sempre il mondo in cui vive.
– Ceaser, una guardia reale incaricata di scortare la principessa di cui è innamorato verso la città in cui sarà offerta come sacrificio umano.
– Eryn, la principessa che, dopo aver perso ogni cosa, si ritrova in balia degli eventi, usata in modi diversi dallo zio e da un re straniero per poter avere il trono che fu di suo padre.
I cinque cercheranno di sopravvivere, alcuni in cerca di vendetta, altri di un semplice modo di sfuggire alla guerra civile.
Alla ricerca del proprio posto in un mondo cinico e brutale, dove nessuno è al sicuro, neppure un re.

In questo secondo volume alcuni misteri verranno svelati, altri se ne aggiungeranno. Per alcuni sarà la fine, per altri un nuovo inizio.


Potete acquistare il libro qui al prezzo di 1€ per l’ebook e 9,36€ per la copertina flessibile.

Recensioni

Donne che leggono libri proibiti

Donne che leggono libri proibitiSono sincera… a me un libro o piace oppure non piace.
I libri che non mi piacciono non riesco nemmeno a finire di leggerli.
Lisi Harrison è riuscita a farmi provare qualcosa mai provata.
Questo libro mi è stato regalato a Natale da una mia amica.
Copertina e libro sono riusciti ad attirare la mia attenzione, ma le prime parole non hanno conquistato il mio interesse…
Ho continuato a leggere per dare possibilità di una svolta al libro, che consideravo scialbo ed insipido.
Sfogliando le pagine ho notato che le parole iniziavano a colpire quella parte del mio cervello dedita all’attenzione e senza nemmeno rendermene colpo, ho divorato un libro che  ho letto fino alla sua metà con tanta fatica.

Quattro donne prima e quattro donne dopo condividono un segreto, che dà loro un legame così forte tanto da farle diventare ottime amiche, nonostante fossero perfette sconosciute.

Non è una storia sdolcinata, l’amore fa solo da sfondo.

Un’amicizia vale più di un tesoro ed è ancor più bella se il collante è IL LIBRO.


Gloria, Dot, Liddy e Marjorie sono amiche inseparabili fin dai tempi del liceo. Come tutte le donne degli anni Sessanta hanno desideri che non possono confessare, professioni a cui non possono ambire e compiti che devono adempiere. Ma c’è una cosa che nessuno può negare loro: gli incontri del Club dei libri proibiti. Ogni venerdì di plenilunio si ritrovano, infatti, per appuntamenti segreti in cui condividono letture «scandalose» e le fantasie più intime, liberandosi finalmente da ogni tabù e ogni ipocrisia. Cinquant’anni dopo, la loro piccola biblioteca proibita, per una serie di coincidenze, sarà ereditata da May-June, detta M.J., Addie, Britt e Jules, quattro sconosciute che, senza preavviso, diventeranno parte del Club. E tra scetticismo, tradimenti e riconciliazioni, saranno proprio gli incontri del Club dei libri proibiti a insegnare anche a loro il valore dell’amicizia sincera e della libertà vera: quella di essere se stesse fino in fondo.

Potete acquistare il libro qui.

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Eleanor Oliphant sta benissimo [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una lettura che ho terminato qualche giorno fa, Eleanor Oliphant sta benissimo, esordio della scrittrice Gail Honeyman.

51uvk9rjJ2L._SX329_BO1,204,203,200_.jpgMi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.


Eleanor Oliphant è una trentenne che, dal termine degli studi, lavora come contabile in un ufficio. Non ha amici o particolari contatti con i colleghi di lavoro, che spesso parlano e ridono di lei; non ha una vita sociale e passa l’intero weekend a scolarsi bottiglie di vodka nel suo piccolo appartamento fornito dai servizi sociali. Eleanor è tremendamente sola, ma la sua vita solitaria prende una piega inaspettata quando, mentre esce dal lavoro con un collega, soccorre un anziano caduto in strada. La gentilezza e le attenzioni dei due sconosciuti la scuotono, aprendole un mondo di possibilità che non credeva esistessero.

“Suppongo che una delle ragioni per cui siamo in grado di continuare a esistere nell’arco di tempo assegnatoci in questa valle verde e azzurra di lacrime è che, per quanto remota possa sembrare, c’è sempre la possibilità di un cambiamento.”

Leggendo questo libro mi sono sentita molto fortunata. Fortunata ad essere circondata da persone che mi vogliono bene, di avere una famiglia amorevole, un marito che mi ama e degli amici attenti e presenti.
A tutti capita di sentirsi soli ogni tanto, certo, ma la maggiorparte delle persone può contare su un appoggio, e alla fine non è mai sola davvero.
Ci sono alcune persone, come Eleanor, che invece non hanno mai ricevuto una carezza o un abbraccio. Gesti che diamo per scontati, sono del tutto assenti nella vita della donna.
La solitudine è il tema centrale di questo romanzo, che la scrittrice ha saputo tessere con estrema attenzione per i dettagli.
Da tanto tempo non leggevo un libro con un personaggio così ben delineato.
Non sono riuscita a capire subito Eleanor, all’inizio la trovavo fastidiosa, con i suoi modi scorbutici e poco gentili.
Non ho potuto fare a meno di chiedermi: avrei evitato una persona come lei nella vita vera? Ammetto che sì, probabilmente lo avrei fatto.
Non lo ha fatto invece il suo collega Raymond, che poco alla volta è riuscito a scalfire la corazza della donna.
E così, grazie a Raymond, per la prima volta Eleanor scopre in significato di amicizia.
Quasi non riesce a credere che qualcuno possa rivolgerle un gesto gentile, è incredula, persino sospettosa. Ma il rapporto con Raymond l’aiuta, poco alla volta, ad affrontare il passato che ha cercato invano di dimenticare.

“Alcune persone – i deboli – hanno paura della solitudine. Ciò che non riescono a comprendere è che possiede qualcosa di molto liberatorio: una volta che ti rendi conto di non aver bisogno di nessuno, puoi prenderti cura di te stesso. Il punto è questo: è meglio prendersi cura solo di sé stessi. Non puoi proteggere gli altri, per quanto ci provi. Ci provi e fallisci – e il tuo mondo ti crolla addosso, brucia e si riduce in cenere.

Ho apprezzato come l’autrice tenga il lettore all’oscuro del passato di Oliphant, fino alla fine. Se parte di me era infastidita dalla mia smodata curiosità, l’altra ha divorato le pagine con avidità.
Al momento non riesco a pensare a particolari difetti di questo libro. Forse mi verranno in mente con una riflessione più attenta, ma per il momento non posso che consigliarvi caldamente questa lettura.

Voto: 5 su 5

Se volete leggere il libro potete trovarlo qui.

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Bridget Jones’s Baby. I diari [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno cari lettori, come state? Ho continuato la lettura della serie di libri di Bridget Jones, questa volta con il terzo in ordine temporale e il quarto in ordine di uscita: Bridget Jones’s Baby. I diari.

Sono passati cinque anni dalla rottura del fidanzamento tra Bridget Jones e Mark Darcy, e Bridget è più in forma che mai, è produttore esecutivo di un programma televisivo e possiede persino una nuova automobile accessoriata. Le persone che la circondano le rammentano però di continuo che sta invecchiando e le resta poco tempo per sistemarsi e fare un bambino. All’ennesimo battesimo delle sue amiche, Bridget incontra Mark Darcy, per la prima volta da quando è single e i due finiscono a letto.

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Qualche giorno dopo la donna si rifugia tra le braccia del suo ex, il donnaiolo Daniel Cleaver, con il quale trascorre una notte di passione. Tre mesi dopo Bridget si rende conto di essere rimasta incinta, ma di chi sarà il bambino? Dell’avvocato Mark che l’ha lasciata il malo modo o del superficiale Daniel?

Il nuovo capitolo della vita di Bridget è stato scritto in occasione del film (e si vede), che però ha visto l’introduzione di un nuovo personaggio al posto di Daniel Cleaver (interpretato da Patrick Dempsey), che è dato per disperto in seguito a un incidente. La trama principale segue quella del film, cambiano invece diversi dettagli.

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Ho trovato il quarto libro un po’ sottotono rispetto ai primi due, ma comunque scorrevole e divertente da leggere (l’ho divorato neanche una giornata). Bridget è sempre la solita pasticciona ma, per fortuna, un po’ meno ossessionata dal proprio peso.  Non è maturata neppure con l’età e come nei precedenti, la sua goffagine va un po’ troppo oltre la realtà. Alcuni suoi comportamenti infatti, invece di divertirmi, mi hanno infastidita perché troppo caricaturali.

Rispetto ai precedenti, in questo volume la scrittrice ha dato meno spazio alla caratterizzazione della protagonista. Allungare la storia di un centinaio di pagine, come con i capitoli precedenti, avrebbe senz’altro giovato alla trama. Bridget Jones’s Baby sarebbe potuta essere un’occasione per mostrare il ruolo di una donna single, che si ritrova a dover affrontare una gravidanza senza l’aiuto di nessuno, ma questo aspetto viene ridotto a una manciata di pagine.

Anche in questo caso il film è meglio del libro, ma se cercate un libro leggero, senza troppe pretese la serie di Bridget Jones’s è sempre piacevole.

Potete acquistare il libro qui al prezzo di 15,30€.

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