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Chernobyl 01:23:40: il libro che racconta il disastro nucleare [Recensione]

Oggi voglio parlarvi di un libro che mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice Salani Editore su mia richiesta: Chernobyl 01:23:40, dell’autore Andrew Leatherbarrow.

SINOSSI

All’alba del 26 aprile 1986, all’01:23:40, Aleksandr Akimov preme l’interruttore per l’arresto di emergenza del quarto reattore nucleare di Chernobyl.

Quel gesto costringe alla permanente evacuazione di una città e sancisce l’inizio di un disastro nucleare che ha segnato la storia del mondo e il destino dell’Unione Sovietica. Seguiranno decenni di storie contraddittorie, esagerate e inesatte.
Questo libro, il risultato di cinque anni di ricerca, è un resoconto accessibile e completo su quel che accadde realmente. Dalla disperata lotta per evitare che il nucleo di un reattore in fiamme irradiasse l’Europa, al sacrificio e all’eroismo degli uomini che raggiunsero le zone colpite da un tale livello di radiazioni che gli strumenti non riuscivano nemmeno a registrarlo, fino alla verità sui leggendari ‘liquidatori di Chernobyl’, passando dal processo portato a termine dall’URSS e dalle relative bugie. La narrazione storica si alterna al racconto del viaggio dell’autore nella città ucraina di Pripyat, ancora abbandonata, e nell’estesa Zona di esclusione di Chernobyl. 

RECENSIONE

Il 26 aprile 1986 il futuro di un intero Paese fu devastato dallo scoppio di un reattore, che verrà ricordato, a trentaquattro anni di distanza, come il disastro nucleare più devastante della storia.
Le conseguenze economiche, ambientali e soprattutto sulla salute umana affliggono ancora oggi le zone limitrofe a Pripyat, Chernobyl e non solo.
Un disastro che si sarebbe potuto evitare, insabbiato in un primo momento dal governo e che è costato la vita a migliaia di uomini, donne e bambini nei decenni a venire.
Oggi non possiamo far altro che ricordare le vite di eroi che si sono sacrificati per contenere i danni delle radiazioni, andando incontro a una morte certa e dolorosa.

In questo libro l’autore Andrew Leatherbarrow racconta le dinamiche del disastro, con una narrazione storica degli eventi, alternata alla propria esperienza come visitatore nella zona di esclusione nel 2011.
Il libro si apre con una ricca e interessante introduzione, dedicata alle catastrofi nucleari e radioattive nella storia. Il primo è un capitolo importante perché introduce il lettore al tema della radioattività, menzionando diversi disastri storici avvenuti nel corso dei secoli.
La sezione dedicata all’esperienza di viaggio di Andrew è stata un ottimo modo per spezzare la narrazione e mantenere sempre alta l’attenzione del lettore. Inoltre il suo racconto arricchisce il libro con elementi personali ed emotivi.
Durante la sua visita nella zona di esclusione e nelle zone limitrofe, l’autore ha realizzato diversi scatti fotografici, alcuni dei quali vengono proposti nelle pagine del libro.
Immagini forti, che immortalano la devastazione lasciata dall’esplosione del reattore. Scatti di scuole, case, centri sportivi e persino un cane mummificato raccontano una zona abbandonata, cancellata da una serie di errori in quel fatidico 26 aprile 1986.

Chernobyl 01:23:40 è un libro forte, difficile da leggere nei contenuti, ma al tempo stesso incredibilmente coinvolgente.
La passione dell’autore nell’argomento trattato e la lunga ricerca storica si percepiscono in ogni pagina del libro.
Una lettura che consiglio per avere una visione più completa di un argomento che spesso è conosciuto solo in superficie.

Voto: 4,75 su 5

Il libro è disponibile su amazon in versione ebook, cartacea o in audiolibro.

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Adele di Stefano Caruso [Recensione flash]

Oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di Stefano Caruso, autore di Metempsicosi e della saga Il Lascito.

SINOSSI

I tuoi occhi,
La tua voce,
Il tuo nome.

1994, inverno.

Adele è una ragazza dal passato complicato: suo padre l’ha abbandonata quando aveva dieci anni, scappando da quelli che lo vogliono morto per debiti di cui lei non ha colpa.
Da allora lotta per trovare un proprio posto nel mondo e proprio quando, dopo anni, crede di aver trovato un proprio equilibrio, conosce Patrick, un pianista squattrinato, trasferito proprio nell’appartamento dal lato opposto del suo pianerottolo.
Ma il tempo scorre implacabile e gioca contro di loro.
Le colpe di suo padre torneranno a tormentarla e sarà costretta a scegliere tra ciò che più ha di prezioso al mondo e quello che è poco più che uno sconosciuto.

“Odio non parlarti, mi manca la tua voce.
Odio dirle quello che vorrei dirti,
guardare i suoi occhi al posto dei tuoi.
Odio che sia passato tutto in un istante,
e odio il rumore dei tuoi passi mentre ti allontani.”

LA MIA OPINIONE

Stefano Caruso si cimenta in un nuovo genere letterario, Adele, un romance che stupisce per la sua trama differente dai romance più classici, ma avvincente e intrigante.
La protagonista è Adele, una ventenne dal passato difficile.
Il padre l’ha abbandonata dieci anni prima per sfuggire ai debiti di gioco, lasciandola con Sebastian, un uomo burbero con problemi di alcolismo.
Adele è una ragazza sveglia che deve badare alla madre Ambra, con la quale si è ricongiunta tempo prima. Ora che Adele è cresciuta, ha trovato lavoro in una tavola calda e frequenta Leo.
L’arrivo di Patrick, un musicista squattrinato, nell’appartamento di fianco al suo mette però in crisi le sue certezze.
Intanto le conseguenze della vita di suo padre tornano a coinvolgerla e a metterla in pericolo…

Adele è quel tipo di romanzo che non si preoccupa di presentare personaggi speciali e artefatti, ma mostra persone reali con i propri problemi e difetti. È una qualità che ammiro molto nei romanzi di Stefano Caruso e anche in questo nuovo libro non si è smentito. Il contesto presentato è difficile, crudo, ma riesce comunque a rapire il lettore.
Adele non è quindi un romanzo intriso di romanticismo, ma è proprio questa caratteristica a renderlo unico.
Leggendolo si percepisce quanto la storia e la protagonista stessa siano importanti per l’autore, e ne si ha la conferma nella dedica finale.
Adele è il romanzo perfetto per chi vuole leggere una storia d’amore ma non ama particolarmente i romance classici, ma in realtà mi sento di consigliarlo a tutti.
Voglio complimentarmi anche con l’autore, come sempre, per la cura nell’editing e nella presentazione del libro.

Potete acquistare il libro su amazon al prezzo di 4,00€ per la versione ebook e 12,48€ per la versione cartacea.


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Generazione seriale: il libro perfetto per chi ama le serie tv [Recensione]

Qualche tempo fa ho intervistato Giovanni Di Rosa, blogger e autore del saggio Generazione Seriale: un viaggio nel mondo delle serie tv.
Da grande appassionata di serie televisive non potevo farmi sfuggire questo libro, che ho letto e recensito per voi. Scopriamolo insieme!

SINOSSI

“Conoscere i nostri tempi per il tramite delle serie tv.
Molti credono che dalla televisione non si possa apprendere nulla, ma si sbagliano. Negli ultimi vent’anni gli show televisivi hanno assunto un ruolo di primo piano, non solo nei palinsesti ma anche nelle nostre vite, offrendo uno spaccato della realtà più o meno attendibile.

Avete mai pensato di indagare l’evoluzione della nostra società e dei nostri costumi attraverso le serie tv? Questo è quello che si prova a fare in “Generazione seriale”, un viaggio nel mondo della televisione per comprendere non solo i tempi moderni ma anche una generazione, quella dei millennials, che ha assistito all’evoluzione e all’ascesa delle serie televisive. Dalla rinascita creativa degli anni Novanta fino all’avvento delle piattaforme di streaming.

LA MIA OPINIONE

Il saggio di Giovanni è un’opera curata e ricca di contenuti. Un vero e proprio viaggio nel mondo delle serie che hanno influenzato per sempre il mondo della televisione prima e internet poi.
Il libro è diviso in undici capitoli e dopo un’introduzione con una breve panoramica sulla storia della serialità televisiva, affronta svariati argomenti, come l’amore, l‘amicizia, la comunità LGBTQ+, l’emancipazione femminile, ma anche i finali delle serie tv e l’investimento emotivo.

“Uno dei motivi per cui le serie TV si sono affermate come prodotti di qualità è il “longform storytelling”, espressione ormai abusata quando si cerca di spiegare il successo degli sceneggiati televisivi a puntate. Per spiegare tale espressione basta dire che la durata di una serie televisiva, di solito, è significativamente più ampia di quella di un film e ciò permette di rappresentare a dovere le trasformazioni e lo sviluppo dei personaggi, ma anche di creare un adeguato build up per lo svolgimento delle storie. In qualche modo le serie televisive si rifanno alla precisione tipica del romanzo e approfondiscono, mentre i film – per esigenze di tempo – sono costretti a premere il pedale dell’acceleratore e a sviluppare gli archi dei personaggi e le storie, anche quando particolarmente complesse, nell’arco di due/due ore e mezza. Ma non è solo questo. Le piattaforme di streaming hanno assecondato un altro cambiamento: quello dello spettatore. Lo spettatore dell’ultimo decennio non è più soltanto un osservatore, non è più passivo. Vuole dire la sua, vuole commentare, vuole scrivere, vuole condividere, vuole scegliere. E soprattutto è uno spettatore sovraesposto a stimoli. “

Il libro analizza ogni argomento prendendo in esempio personaggi e serie che tutti noi conosciamo. Si focalizza sulla generazione dei millenials, che più di tutti hanno assistito all’evoluzione di un nuovo modo di raccontare storie, ma anche alla loro rappresentazione televisiva.
Nel complesso ho amato il libro in ogni sua parte, ma ci sono alcuni capitoli che mi sono rimasti particolarmente impressi.
Credo si parli sempre troppo poco dell’investimento emotivo tra un prodotto mediale e lo spettatore, un legame che si crea con i personaggi di una serie televisiva.
Spesso parliamo di una serie analizzandone la trama, i personaggi e le situazioni, ma ciò che ci tiene o meno incollati allo schermo è prima di tutto l’impatto emotivo che quel prodotto ha su di noi. L’autore affronta proprio questo argomento.

“[…] Con le serie tv si instaura, a volte, un rapporto che va oltre la mera fruizione di un’opera di intrattenimento. Pare, infatti, che le serie possano aiutarci anche a combattere il senso di isolamento e solitudine”.

Un altro capitolo che ho amato e che vi ho già anticipato, è quello dedicato alla comunità LGBTQ+. Non possiamo analizzare i prodotti seriali senza citare prima i cambiamenti che ha avuto la rappresentazione LGBTQ+ in televisione.
È stato molto interessante scoprire come sono cambiati i personaggi negli ultimi decenni, nonché la percezione del pubblico e anche quanto impatto abbiano avuto in televisione serie come Will & Grace e Glee.

Uno dei capitoli più ricchi e, a mio parere, più riusciti, riguarda l’emancipazione femminile. In un mondo in costante evoluzione, la raffigurazione delle donne in televisione è strettamente influenzata dal contesto nel quale viviamo.

“Il femminismo scatenato dal Me Too ha dato vita a un modo di pensare del tutto nuovo che ha avuto un impatto diretto e immediato sul mondo del cinema e della televisione”.

Giovanni apre però un’attenta e onesta critica nei confronti della televisione che vi invito a scoprire nelle pagine del suo libro. Questo paragrafo merita infatti una riflessione attenta, che non vorrei ridurre in un commento riduttivo.
Sempre nel capitolo dedicato alla rappresentazione femminile, l’autore spazia da serie come Master of sex con il piacere femminile, fino alla rappresentazione delle donne in carriera come Meredith Grey in Grey’s anatomy, ma anche l’impatto di personaggi come Jessica Fletcher ne La signora in giallo.

“Sarebbe bello dire che, con gli anni duemila, il ruolo della donna sia diventato esattamente paragonabile a quello dell’uomo. Ma ci è voluto tempo e ci vuole ancora tanto tempo perché in televisione vengano proposti modelli di donne atipici e anticonvenzionali in modo regolare.”

Un altro capitolo sul quale voglio soffermarmi un momento è quello dedicato alla generazione fallimentare, una generazione di millenials che ha assistito al cambiamento diretto della televisione. L’autore pone al centro della sua analisi due personaggi opposti, nati in momenti diversi dell’evoluzione televisiva: Rory Gilmore prima e Rachel Berry poi. Ho trovato questo focus molto riflessivo e interessante.

Il saggio affronta ogni aspetto della serialità televisiva, mantenendo sempre un tono scorrevole. Si presenta come una vera chicca per tutti gli appassionati di serie televisive.
Anche se il lettore non ha visto qualcuna delle serie citate, come capitato a me con Mad Men o Master of Sex, non si sente affatto escluso dall’analisi.
I capitoli sono suddivisi nel seguente modo:

  • Introduzione
  • Le epoche d’oro della televisione
  • Investimento emotivo
  • L’amore nelle serie televisive
  • Una generazione fallimentare
  • Homo Homini Lupus
  • L’amicizia nelle serie televisive
  • E la famiglia dov’è?
  • Donne e televisione: una storia di emancipazione?
  • La comunità LGBTQ+ nelle serie tv
  • “When I see you again”: i finali delle serie tv

Un libro da leggere per avere un’idea più chiara sulle serie tv che abbiamo tanto amato, ma anche sull’incredibile evoluzione che hanno avuto negli ultimi decenni.
Se volete acquistare il libro potete farlo su amazon al prezzo di 2,69€ per l’ebook e 6,96€ per il cartaceo. lo trovate anche gratis su Kindle Unlimited.

Per approfondire: Generazione Seriale: personaggi LGBTQ+ nelle serie tv [estratto+intervista]

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Heartstopper vol.2: recensione flash della graphic novel LGBTQ+

Innanzitutto Buon Pride cari lettori!

Qualche giorno fa vi ho parlato del primo volume della serie Heartstopper. Dopo aver letto il libro ho voluto subito ordinare il seguito, che ho divorato.

Per chi non lo sapesse, Heartstopper è una graphic novel LGBTQ+ dell’autrice Alice Oseman, uscita in un primo momento in selfpublishing e diventata poi un successo mondiale. In Italia il primo libro è stato pubblicato da Mondadori e prossimamente arriveranno in libreria anche i successivi due.

[Attenzione spoiler di Heartstopper 1.]

Trama

Dopo il loro primo bacio, Charlie teme di aver rovinato per sempre l’amicizia tra lui e il suo migliore amico Nick, che ha lasciato la festa alla quale si trovavano senza spiegazioni.
Charlie sa di essere gay, ma Nick, nonostante provi qualcosa per lui, non riesce a fare chiarezza sulla propria sessualità.
Nick inizia quindi un viaggio alla scoperta di se stesso, realizzando che la realtà non è solo bianca o nera, ma ricca di sfumature diverse.


La mia opinione

In questo secondo volume la narrazione si focalizza maggiormente su Nick, mostrando il suo percorso verso il coming out e l’accettazione della propria sessualità.
Ho amato come l’autrice sia riuscita a mostrare la confusione del personaggio, ma anche la crescita e la scoperta di se stesso.
Nel secondo libro abbiamo anche un background sul passato di Charlie, con alcuni flashback. Ho apprezzato la semplicità e delicatezza con cui viene trattato il tema del bullismo.

Ancora una volta il successo del libro non è dato da particolari ricchi e colpi di scena, ma da una storia dolce e molto vicina alla realtà.
I disegni sono sullo stesso stile del primo volume, semplici ma ben realizzati.

Il libro ha circa 300 pagine, che si leggono in un’oretta.

Potete acquistare il volume qui al prezzo di 11,80€.

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Heartstopper vol.1: recensione della graphic novel LGBTQ+

Heartstopper è una graphic novel LGBTQ+ dell’autrice Alice Oseman, pubblicata in un primo momento in selfpublishing e acquistata poi da una casa editrice. La serie, di tre libri, è stata tradotta anche in altre lingue. In Italia è uscita con Mondadori a maggio 2020, ma al momento è disponibile solo il primo volume.

heartstopper volume 1

Sinossi

Charlie e Nick frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incontrati… fino al giorno in cui si trovano seduti l’uno accanto all’altro. Diventano subito amici. Anzi di più. Charlie si innamora perdutamente di Nick, anche se pensa di non avere alcuna possibilità. Ma l’amore è sempre sorprendente, e anche Nick si scopre attratto da Charlie. Molto più di quanto entrambi potessero immaginare.

I protagonisti

Charlie è un ragazzo timido e schivo, ma anche intelligente e dai diversi talenti. Frequenta una scuola maschile in Inghilterra ed è l’unico ragazzo gay dichiarato della scuola. In passato è stato vittima di bullismo dopo il suo coming out e frequenta di nascosto un altro ragazzo della scuola, Ben, ma il loro rapporto non sembra mai progredire.
Nick ha un anno in più di Charlie ed è il giocatore della squadra di Rugby della scuola. Ha diversi amici, ma con loro non riesce mai ad essere davvero se stesso.
Le cose cambiano quando Nick e Charlie finiscono vicini di banco e tra loro nasce una profonda e inaspettata amicizia.

La mia opinione

Ho scoperto per la prima volta questa graphic novel con l’uscita italiana, ma mi sono decisa ad acquistarla dopo aver visto un video dell’autrice, nel quale spiegava la nascita di Heartstopper.
Sono stata subito attirata dalla copertina, disegnata dall’autrice e mantenuta quasi identica a quella dell’opera uscita in self.
I disegni all’interno sono in bianco e nero, semplici ma efficaci. L’illustratrice si è focalizzata soprattutto sulle espressività dei protagonisti e meno sul background.
I dialoghi tra i personaggi sono molto brevi e ci sono pagine che ospitano soltanto disegni. Per questo motivo il libro si legge davvero in poco tempo.

Foto: Waterstone’s

Heartstopper è una graphic novel molto dolce, che affronta tematiche quali l’identità, il coming out, il bullismo, ma anche l’amicizia e l’amore.
In questo volume non troverete particolari colpi di scena o una storia super originale, ma è facile affezionarsi ai protagonisti. E forse è proprio la semplicità ad essere la chiave del suo successo.
Non voglio aggiungere altro perché rischierei di cadere nello spoiler, ma mi sento di consigliarvi il volume.

Link di acquisto: HEARTSTOPPER IN ITALIANOHEARTSTOPPER IN INGLESE

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L’umanità in pericolo: un libro onesto sul problema ambientale

L’umanità in pericolo è un saggio di Fred Vargas, ricercatrice in archeologia presso il Cnrs (Centro Nazionale per le Ricerche Scientifiche).

SINOSSI

“Per anni, le élite politiche e finanziarie hanno nascosto la verità. Senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, entro il 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. Cambiare non è solo auspicabile, spiega Fred Vargas, ma necessario. Dobbiamo modificare la nostra dieta per incidere sempre meno sul cambiamento climatico; ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare all’energia pulita. Lavorando insieme, riflettendo e immaginando soluzioni, l’umanità può ancora cambiare rotta e salvare sé stessa e il pianeta.”

RECENSIONE

Fred Vargas affronta il tema del riscaldamento globale, con lo scopo di informare il lettore sui problemi che stanno affliggendo il nostro pianeta e fornendogli i mezzi per fare la differenza.
I capi di stato dei nostri Paesi, supportati dai media, non incentivano la diffusione di notizie più specifiche, ma si limitano a riportare sempre gli stessi titoli sensazionalistici.
Da cittadini sappiamo banalmente che le temperature terrestri si stanno alzando e i ghiacci si stanno sciogliendo, ma quali sono le vere cause del riscaldamento globale e come potrebbero farvi fronte i governi dei Paesi?

Le emissioni di CO2 in atmosfera sono sempre più elevate e se il pianeta non cambia immediatamente rotta, arriveremo al punto di non ritorno, oltre il quale l’umanità rischierà l’estinzione di massa.
Ma non è solo l’umanità ad essere in pericolo; la biodiversità è sempre più minacciata dall’uomo.
Vargas affronta tematiche quali l’allevamento e l’agricoltura intensive, la deforestazione e le fonti di energia rinnovabili e non rinnovabili.
L’autrice non si limita a citare una serie di cause che portano all’aumento di CO2 nell’atmosfera, ma propone anche diverse soluzioni che le grandi industrie e i governi dei Paesi potrebbero prendere in considerazione.
Se molte soluzioni non coinvolgono direttamente il cittadino medio, Vargas invita la popolazione a cambiare il proprio stile di vita, partendo ad esempio dalla propria alimentazione. Un piccolo cambiamento che possiamo fare tutti.

Come? Iniziando ad esempio a privilegiare materie prime da agricolture e allevamenti non intensivi, privilegiando il biologico e le imprese locali.

“[…] neanche a me diverte privarmi della carne! Ma così facendo – e dobbiamo farlo – manderemo a gambe all’aria tutto il sistema agroalimentare del mondo, ridurremo in modo determinante l’impronta dei gas serra, l’esaurimento dell’acqua, la deforestazione, l’inquinamento delle acque, la distruzione dei suoli, eviteremo la fine del fosforo, elimineremo le piogge acide e restituiremo alle popolazioni i terreni di cui hanno bisogno per mangiare o per rimboschirli”.

Vargas si scaglia contro le lobby e i capi di governo, che sembrano non agire di fronte a questo problema globale, ma sembrano anzi andare nella direzione opposta. Cita il problema della foresta amazzonica, per la quale era previsto un importante progetto di recupero, cancellato poi dal presidente brasiliano in carica, o i danni ambientali seguiti dall’elezione di Trump negli Stati Uniti. Ma parla anche di “scandali” spesso zittiti dai media, come quello della Coca Cola in America Latina.

Numerosi sono invece i progetti ideati da cittadini e scienziati in tutto il mondo, che molto spesso non trovano la luce per mancanza di supporto pubblico.

Occorre fare qualcosa ed occorre farlo al più presto.

Vargas riesce a coprire un ampio spettro di informazioni, utilizzando un linguaggio colloquiale e adatto a rendere il libro fruibile a un vasto pubblico. Consiglio assolutamente di leggere L’umanità in pericolo per avere una conoscenza più approfondita dell’argomento e capire come fare la differenza.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo qui.

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Cronache di un vampiro – Vincoli di sangue #1 [Recensione]

Buona domenica cari lettori! Oggi voglio presentarvi il libro di un blogger e autore che seguo ormai da diverso tempo. Ho conosciuto Giovanni Di Rosa proprio qui su WordPress e sono diventata una fan dei suoi scritti, perciò ero entusiasta quando ha annunciato la sua nuova pubblicazione: Cronache di un vampiro.
Se mi seguite da tempo, sapete che non amo molto i romanzi gotici a tema vampiresco, ma Giovanni mi ha spiegato (nell’intervista che trovate qui) che il suo obiettivo era quello di sdoganare la figura del vampiro, dalla rappresentazione teen degli ultimi anni. Incuriosita dalle premesse ho deciso di leggerlo. Mi sarà piaciuto? Non vi resta che scoprirlo!

SINOSSI

Andreas Rooney è un professore di letteratura nella più antica università del mondo anglosassone. Insegna a Oxford, cittadina britannica sconvolta da un evento inquietante accaduto pochi giorni prima di Natale. Il suo migliore studente, Thomas Crawford, è svanito nel nulla e le indagini attorno alla sua scomparsa non hanno portato a nessun risultato.
Dopo due mesi dalla scomparsa, una donna misteriosa si interessa al professore di letteratura, alla ricerca di una nuova pista di indagine. In molti in città ritengono che Andreas abbia un legame con Thomas e che sia in possesso di informazioni utili al suo ritrovamento.
Andreas, però, è all’oscuro della tragica fine occorsa al giovane, rapito da un predatore senza scrupoli, desideroso di soddisfare i propri appetiti.
Una minaccia, infatti, infesta le strade di una quanto mai spettrale Oxford. Una mostruosità sopravvissuta ai secoli e al progresso si cela nelle ombre e nessuno che si imbatta sul suo cammino potrà dirsi al sicuro.
Gli incubi diverranno realtà, quando i protagonisti di questa storia saranno costretti a trovare il modo di sopravvivere all’attacco di un vampiro.

LA MIA OPINIONE

Come dicevo nell’introduzione, le premesse introdotte da Giovanni presentavano i vampiri in una forma diversa da quella vista nel cinema e in letteratura negli ultimi anni.
L’autore non ha deluso le aspettative, riuscendo a rappresentare la figura mitologica in una chiave diversa, molto più gotica e sensuale.
Si vede che alla base dei personaggi e del loro modo di comportarsi c’è un’importante ricerca storica e folcloristica.
Andreas è uno dei personaggi principali e attraverso i suoi occhi “da umano” veniamo introdotti nel mondo oscuro dei vampiri.
Andreas conduce una vita tranquilla; ha un lavoro rispettabile e nessun legame vincolante.
Ovviamente tutto cambia quando uno dei suoi studenti scompare misteriosamente e, a suo malgrado, si ritrova coinvolto in un mistero più pericoloso di quanto potesse mai immaginare.
Andreas è uno dei personaggi che mi è piaciuto di più, anche se, a mio parere, il più riuscito è Virgilio, che incarna la figura del vampiro tenebroso e assetato di sangue.
Virgilio semina morte nelle strade di Oxford e, a differenza di altri vampiri, si nutre di sangue umano e porta le sue vittime a creare un legame unico con lui.
Virgilio è il personaggio brutale del romanzo, ma l’autore è riuscito a entrare molto bene nella sua psicologia, raccontandoci un evento che lo ha coinvolto diversi anni prima.
Alla fine del romanzo potete trovare un racconto bonus dedicato proprio al vampiro.
Un’altra figura interessante è quella di Annalise, una vampira sulle tracce di Virgilio da decenni.
I due non potrebbero essere più diversi, Annalise cerca di salvare le vittime dalla furia di Virgilio, ma i due sono legati da un passato importante.
Mi sarebbe piaciuto invece scoprire meglio Thomas, ma spero venga approfondito nel prossimo capitolo.

Vincoli di sangue funge infatti quasi da introduzione al mondo di Cronache di un vampiro, che si svilupperà nei prossimi libri.
Come dice l’autore stesso alla fine del libro, nonostante l’impronta gotica del romanzo, i vampiri hanno libero arbitrio. È una puntualizzazione che ho apprezzato molto, perché i vampiri non vengono presentati come figure malvagie, ma sono creature che scelgono “da che parte stare.”
Nel prossimo libro spero che l’autore approfondisca meglio alcuni personaggi e sarebbe interessante vederli anche in altri contesti fuori da Oxford e dintorni.
Mi sono piaciuti i brevi momenti flashback, perché danno l’opportunità al lettore di esplorare meglio la psicologia dei personaggi.

Il mondo di Cronache si presta bene a una saga ricca, magari con un prequel dedicato a Virgilio. Sono curiosa di scoprire che cosa ci riserverà l’autore.
Seguo Giovanni ormai da un po’ di tempo e ogni volta mi sorprende quanto il suo stile si stia evolvendo. Anche questa volta l’editing è ben curato e per essere un libro self, non ha nulla da invidiare alle produzioni delle grandi case editrici.
Nel complesso il libro mi è piaciuto molto e mi sento di consigliarlo a tutti.

Potete acquistare il romanzo qui o leggerlo gratuitamente su kindle unlimited.

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L’Alto Nido: recensione flash

Buongiorno lettori,

Oggi voglio parlarvi dell’ultima lettura scelta per il club del libro di cui faccio parte: L’Alto Nido di Roxane Van Iperen, edito Bompiani.

SINOSSI

È una fredda notte di febbraio del 1943 quando la famiglia Brilleslijper arriva all’Alto Nido, una villa nascosta nel bosco poco fuori dal villaggio di Nardeen, a est di Amsterdam. È al riparo delle sue mura che le giovani sorelle Brilleslijper, Lien e Janny, organizzeranno una delle operazioni di salvataggio più audaci della resistenza olandese all’occupazione nazista, proprio sotto il naso dei leader dell’NSB, il Movimento nazionalsocialista olandese, che abitano a poche centinaia di metri dalla grande casa. L’Alto Nido diventa infatti il nascondiglio per decine di ebrei clandestini, che là trovano non solo un posto sicuro dove vivere ma anche il calore di una famiglia allargata e la vitalità di una comune di artisti: mentre la guerra infuria, la villa si riempie di gioia di vivere e della musica che Lien e i suoi ospiti compongono e suonano tra le risate dei bambini. A giugno del 1944 però la sicurezza dell’Alto Nido viene compromessa. Lien e Janny sono arrestate insieme alle loro famiglie e portate nel campo di concentramento di Westerbork.

LA MIA OPINIONE

L’Alto Nido è il risultato di un’importante ricerca bibliografica e storica dell’autrice, che ripercorre la vita di due sorelle ebree, che cercano di sfuggire all’occupazione nazista.
Nel 2012 l’autrice e giornalista Roxane Van Iperen si è trasferita all’Alto Nido, scoprendo, durante i lavori di ristrutturazione, la storia che si cela tra le mura di quel luogo.
Ritrovando documenti, spartiti musicali e oggettistica varia, l’autrice ha provato il desiderio di scoprire qualcosa in più sui precedenti coinquilini, finendo per riscrivere la storia vera delle sorelle Brilleslijper.
Il primo approccio con il libro non è stato dei migliori. L’autrice presenta le sorelle con una serie di informazioni sulla loro vita, troppi dettagli che finiscono per disperdere l’attenzione del lettore. Dall’inizio alla fine del libro ci vengono presentati nomi, date ed eventi storici, nello stesso modo in cui potremmo trovarli in un libro di storia.
Credo che scegliere uno stile diverso per narrare la vicenda, avrebbe potuto renderla molto più dinamica e interessante da leggere.
La storia dell’Alto Nido è incredibile e ho apprezzato parecchio l’intento dell’autrice di darle vita sulla carta. É una storia che va raccontata e condivisa, forse in un modo diverso.

Mi è piaciuto anche che il libro racconti la storia di un paese rimasto neutrale come i Paesi Bassi durante la seconda guerra mondiale, ma comunque occupato dalla violenza nazista. Da “mezza olandese” ho apprezzato ripercorrere la storia di alcuni dei luoghi che ho visitato in questi anni e scoprire alcune vicende più nel dettaglio, come la storia di Anna Frank, che compare nella parte ambientata nel campo di concentramento.

Mi sento di consigliarvelo se amate le biografie ricche di dettagli e volete approfondire questo particolare periodo storico.
Potete acquistare il romanzo qui.


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Le verità di Numeesville [Recensione flash]

Buonasera cari lettori! Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ho letto qualche giorno fa, il thriller Le verità di Numeesville, delle autrici Simona di Iorio e Ilaria Ferraro.

~ La trama

Sophie è fuggita dalla sua vita a Calgary per fare ritorno a Numeesville, la cittadina provinciale nella quale è cresciuta. Quel luogo è ricco di ricordi felici, ma è stato anche teatro di una vicenda che ha scosso per sempre la vita di Sophie dieci anni prima. Una sua cara amica si è infatti tolta la vita, annegando in un lago nei pressi di casa sua.

Nonostante il caso sia stato ormai archiviato, Sophie non riesce a credere all’ipotesi del suicidio e inizia a rivangare nel suo passato, portando alla luce ricordi dolorosi, ma anche alcune verità sconcertanti.

~ Che cosa ne penso

Le autrici presentano un avvincente thriller, che può ricordare vagamente le atmosfere di storie già conosciute (La verità sul caso Harry Quebert per citarne uno), ma che tiene il lettore incollato alle pagine dall’inizio alla fine. Le verità di Numeesville è un libro scritto a quattro mani, ma non vi è traccia di due stili distinti; il romanzo sembra frutto di un’unica penna.

“Come è strana la vita. Tutto cambia a seconda dello spirito con cui si guarda il mondo intorno a noi e anche il più piccolo particolare, insignificante per taluni, può diventare tanto prezioso per qualcun altro.”

Il punto di forza del libro è l’intreccio dei personaggi, che nonostante siano numerosi, riescono a mantenere la propria unicità. Credo che in un thriller cosí corposo sia fondamentale; il lettore deve sospettare di ogni personaggio.

Un altro punto di forza del romanzo è la costruzione di un’ambientazione mozzafiato ma al tempo stesso cupa. I personaggi si muovono in un contesto naturale vacanziero, che non manca però di un’atmosfera tenebrosa in pieno stile thriller.

Nonostante la lunghezza del romanzo, la narrazione si mantiene sempre avvincente. Il libro è arricchito anche da una storyline romantica, che però non predomina la narrazione.

Voto: 4,5/5

Potete acquistare il libro qui.

Recensioni

[Review Party] Fiori di loto

Buongiorno lettori! Oggi voglio presentarvi un libro che ho letto di recente: Fiori di loto di Manuela Chiarottino. Se ne avete la possibilità, vi invito a supportare l’autrice. Oltre ad essere una storia davvero bella, parte dei ricavati delle vendite saranno devoluti al progetto “Donne per le Donne”, per la prevenzione e la cura del tumore al seno. (Potete acquistare il libro qui)

Ringrazio Alex Astrid del blog Vuoi conoscere un casino?, che mi ha coinvolta nel review party e l’autrice per avermi fornito una copia digitale del libro.

~ TRAMA

Da quando Laura ha subito la mastectomia, non riesce più a vedere se stessa come la donna che era prima. L’operazione al seno non ha cambiato solo il suo aspetto fisico, ma l’ha segnata nel profondo. Laura deve imparare a reinventare la propria vita, amare se stessa e aprirsi a nuove possibilità.

Verrà aiutata nel percorso da Ah-hai, un’anziana cinese, dal passato difficile. Anche la donna è stata segnata fisicamente e psicologicamente, e anni prima è fuggita dalla Cina in cerca di una vita migliore.

Tra le due donne nascerà un rapporto di confidenze, che cambierà per sempre la vita di entrambe.

~ RECENSIONE

Devo essere sincera, non è semplice parlare di un argomento così delicato, soprattutto quando è racchiuso in una storia così bella e commovente come quella di Fiori di loto. Il timore è di non rendere giustizia alla storia, ma ho deciso di provarci comunque e aiutare a far arrivare Fiori di loto a quante più persone possibili.

Il romanzo si avvale di diversi simbolismi, che racchiudono l’essenza delle protagoniste. Uno di questi è il fiore di loto, che da il titolo al romanzo.

Il fiore di loto cresce in acque stagnanti e ha radici molto profonde, che affondano nel fango. La sua particolarità è quella di non sporcarsi mai, conserva la sua bellezza anche quando si chiude di notte. È considerato un simbolo di rinascita e di rinnovamento, nonché di purezza e incontaminazione dalle avversità della vita.

Il simbolo di questo fiore si adatta perfettamente al percorso intrapreso da Laura e Ah-hai, che nonostante le difficoltà incontrate durante la vita, riescono a preservare la loro bellezza interiore, a rinascere dalle difficoltà.

Ed è anche la fenice a rinascere, un altro dei simbolismi che possiamo ritrovare nella storia.

«Quando sente che il suo tempo è finito, la fenice si ritira in un nido sulla cima di una quercia. È un nido fatto di ramoscelli di piante balsamiche pregiate, e poi mirto, cannella, mirra, incenso, sandalo e legno di cedro. Si adagia e aspetta che il sole l’incendi. Ci sono scintille, piume che sfrigolano, fiamme e il profumo delle piante che si spande intorno. E poi, quando nessuno se lo aspetta, dalle ceneri compare un piccolo becco e la fenice rinasce. Come te, come me.»

Manuela è stata in grado di raccontare una storia che mostra le difficoltà che le donne affrontano in seguito a una mastectomia, e il lungo percorso fisico e psicologico che ne consegue. Ma ha dato vita anche (e soprattutto) a una storia di rinascita, che trasmette la forza e la speranza di due donne che non vogliono lasciarsi abbattere dalle difficoltà della vita.

Ho apprezzato come l’autrice si sia focalizzata sul concetto di bellezza, contrapponendo due esperienze ai poli opposti del mondo e in epoche diverse. Abbiamo la bellezza imposta dalla società, che cambia a seconda del luogo, ma rimane comunque tale nella sua superficialità e la vera bellezza, quella personale, non imposta da nessuno.

Lo stile di Manuela mi è piaciuto molto, perché riesce a mostrare i sentimenti delle protagoniste e a far affezionare il lettore alle loro vite. Ho apprezzato anche il modo in cui ha raccontato la storia, alternando flashback e punti di vista tra Laura e Ah-hai.

Il volume si conclude con un’importante appendice a cura della Dott.essa Etta Finocchiaro, che si focalizza sul rischio e sulle prevenzione dei tumori femminili e un commento di Anna Garrone, direttrice dell’Istituto Artemisia formazione.

Voto: 5/5

Vi invito a visitare anche gli altri blog partecipanti al Review Party.

~ Sinossi

Perdere o vedere irrimediabilmente cambiata una parte di sé, a causa di un male crudele o di un destino scritto da qualcun altro, è un’esperienza traumatica che segna nell’intimo. Segni e cicatrici tatuano la pelle e non solo, scavano nell’animo e minacciano di chiudere il cuore, facendoci dubitare dell’immagine di chi eravamo, chi siamo e saremo. Da una ferita, però, può sbocciare una vita nuova, con radici ancora più profonde e variopinte, così forte da ergersi oltre il fango dei ricordi e le paure, schiudendo i petali su un mondo tutto da esplorare. Laura ha subito la mastectomia e sta reinventando una seconda esistenza circondata dai volumi della sua libreria, ma qualcosa le impedisce di aprirsi davvero alle possibilità che ha di fronte e forse all’amore. Ah-lai conserva sul viso le tracce di una storia lontana, e nei piedi le conseguenze della fasciatura; fluttua come un giunco nel vento, eppure il suo spirito non si è mai spezzato, nemmeno dopo aver provato la fugace gioia di un sentimento vero e travolgente. Un incontro nato quasi per caso, nutrito dalla condivisione, dai racconti e una nuova consapevolezza del proprio Io: un’amicizia delicata come il loto e altrettanto preziosa, tenace e indimenticabile.