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[RECENSIONE] Harry Potter: A History of Magic ∼ il libro della mostra alla British Library

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Se mi seguite su instagram o facebook avrete notato che tra i recenti acquisti ho ricevuto anche Harry Potter: A History of Magic. Oggi ve ne voglio parlare nel dettaglio, buona lettura!

Harry Potter: A History of Magic è il libro ufficiale della mostra, una collaborazione unica tra la casa edistrice Bloomsbury, J.K Rowling e i curatori della British Library.  Promette di portare i lettori in un affascinante viaggio attraverso le materie studiate a Hogwarts, dall’Alchimia a Pozioni, da Erbologia a Cura delle creature magiche.

RECENSIONE

Harry Potter: A history of Magic è il libro ufficiale della mostra (tutt’ora in corso) organizzata dalla British Library  in occasione del ventesimo anniversario dall’uscita di Harry Potter e la pietra filosofale.

A primo impatto il libro ricorda, per dimensione e cartonato, le edizioni illustrate da Jim Kay dei primi tre libri di Harry Potter, e infatti anche questo volume contiene illustrazioni dello stesso artista. Il libro è suddiviso in nove capitoli, oltre a un’introduzione redatta da Julian Harrison (curatore della mostra).

Il libro è in INGLESE, non vi so però dire se sia prevista una traduzione futura. Se ne sapete qualcosa in più fatemi sapere nei commenti!

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[Il libro senza la sovracopertina.]

∼ I capitoli nel dettaglio

  1. Il viaggio: In questo primo capitolo, corredato da disegni originali di J.K Rowling e dalla copia di una lettera di presentazione inviata agli editori, scopriamo più nel dettaglio una storia ormai già nota: l’iniziale rifiuto delle case editrici e il successivo contratto con la Bloomsbury. Segue poi un approfondimento su Silente e la professoressa McGranitt, oltre a uno schizzo della scrittrice della pianta di Hogwarts.
  2. Pozioni e Alchimia: Tra citazioni del libro nell’aula pozioni, e un breve accenno a Piton, la prima parte del capitolo si sofferma sulla medicina medievale e l’uso dei calderoni. La seconda parte si focalizza sull’alchimia, non solo nel mondo magico, ma anche in quello storico, con accenni a Nicolas Flamel e all’uso dei Bezoar.
  3. Erbologia: Se avete letto i libri vi sarete sicuramente accorti che vengono spesso citati i nomi di alcune piante, come le mandragore. In questo capitolo, attraverso le citazioni dei libri, vi sono accenni storici al mondo della botanica, durante il Medioevo e non solo.
  4. Incantesimi: Partendo da alcuni degli incantesimi usati nei libri, il quarto capitolo inizia da Diagon Alley, arrivando ad Hogwarts con la canzone del Cappello Parlante. Non mancano gli accenni storici, con le immagini di alcuni ritrovamenti antichi di testi di incantesimi.
  5. Astronomia: Astronomia non è solo una materia studiata ad Hogwarts, ma anche una scienza profondamente radicata nella storia, ed è proprio la storia dei pianeti e delle stelle a essere protagonista del quinto capitolo.
  6. Divinazione: Dalla lettura dei palmi delle mani o dai fondi delle foglie di tè, all’arte della cartomanzia, la materia della professoressa Cooman è anche’essa legata alla storia antica.
  7. Difesa contro le arti oscure: La settima parte del volume introduce il professor Lupin, insegnate di difesa contro le arti oscure al terzo anno di Harry. Non manca quindi un approfondimento sui lupi mannari, ma anche sui serpenti, sul Basilisco e altre creature citate nei libri e conosciute da documenti antichi.
  8. Cura delle creature magiche: Creature come draghi, poltergeist,  troll, fenici, sirene e unicorni non sono invenzione della Rowling, ma fanno parte della mitologia e della credenza popolare da secoli.
  9. Passato, presente, futuro: L’ultimo capitolo è il più breve e contiene le copie delle scalette originali scritte da J.K Rowling durante la stesura di Harry Potter e l’ordine della fenice, oltre alle immagini della copia annotata di Harry Potter e la pietra filosofale venduta all’asta nel 2013 per beneficenza. Si conclude con le immagini di una box in miniatura che mostra i set di harry Potter and the cursed child.

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∼ La mia opinione

Ammetto di fare davvero fatica a tenere il passo con tutti i libri dal mondo di Harry Potter usciti negli ultimi anni, ma quando ho visto A History of Magic su amazon non ho saputo resistere. Temevo fosse simile ad altri libri già usciti in passato e invece sono rimasta piacevolmente colpita dalla quantità di informazioni inedite.

Il libro, attraverso citazioni dei libri e appunti inediti della scrittrice, è un vero e proprio viaggio nella storia della magia, tra finzione e realtà. Se volete integrare le vostre conoscenze del mondo magico creato dalla Rowling alla storia antica, A History of Magic è il libro che fa per voi, e un bel pezzo da collezione.

Il prezzo, che potrebbe sembrare un po’ alto (28,92€ su amazon), a mio parere è abbastanza onesto e posso ritenermi più che soddisfatta dell’acquisto. Se volete acquistarlo lo trovate qui.


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[RECENSIONE] Io, Sara di Marta Moroni

Ciao a tutti! Scusate la latitanza ma in questi giorni a causa del maltempo ho avuto problemi a connettermi al WI-FI. Sono però tornata e nei prossimi giorni pubblicherò una serie di articoli che spero potranno piacervi.

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Oggi voglio invece parlarvi di un libro che mi è stato gentilmente inviato da un’autrice esordiente, Marta Moroni. La lettura in questione è Io, Sara, romanzo che è entrato a far parte della LIBROTERAPIA.

La libroterapia è una pratica finalizzata al benessere della persona che coinvolge la lettura di un testo e un terapeuta. Secondo diversi studi la lettura può aiutare a raggiungere una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé.

“Era un tiepido sabato pomeriggio di fine inverno. Sara era seduta sul divano di casa immersa in un assordante silenzio. Si guardava attorno un po’ smarrita alla ricerca di un oggetto familiare alquale aggrapparsi per uscire dalla melma in cui si sentiva intrappolata, fino a quando, chinando lievemente il capo, il suo sguardo si posò sul piccolo oggetto rettangolare accanto a sé racchiuso nella sua custodia rossa.”

∼ Recensione

Sara è una donna e madre di quarant’anni con la passione per la lettura e la scrittura. L’incontro con Giorgio, collega di lavoro, diventa per lei una ventata d’aria fresca in una vita ordinaria. Tra i due inizia presto una fitta corrispondenza, fatta di e-mail e uscite, e Sara viene travolta dai sentimenti che prova per l’uomo. Ma ben presto la donna si rende conto di essere diventata dipendente da quella corrispondenza, e dal suono che le annuncia ogni sera una nuova e-mail di Giorgio…

Tra flashback e profonde riflessioni Io, Sara è una sorta di viaggio emozionale attraverso il cambiamento di una donna, con le sue paure e incertezze, ma anche voglia di riscatto e di superare i propri fallimenti.

Dal libro traspare la grande passione dell’autrice per la scrittura, che in questo caso diventa un mezzo fondamentale per la protagonista nel processo terapeutico che si ritrova ad affrontare.

Io, Sara e i suoi post-it

Se vi aspettate un romanzo ricco di avvenimenti o colpi di scena, non è il caso di Io, Sara. E devo ammettere che forse questo aspetto un po’ mi è mancato durante la lettura. L’autrice ha dato molto spazio alla parte introspettiva, focalizzandosi quasi esclusivamente sui sentimenti e sul percorso terapeutico di Sara. A questo proposito Marta Moroni è riuscita in modo magistrale a dare voce ai pensieri di una donna profondamente ferita. Perché durante la lettura chiunque potrebbe ritrovarsi in Sara e la scelta di includere il romanzo nella libroterapia è a mio parere più che azzeccata.
L’autrice ha scritto il libro utilizzando una tecnica molto particolare. La sua scrittura non è solo profondamente introspettiva, ma è anche a tratti divertente, scorrevole e coinvolgente. Ogni capitolo si apre con una citazione famosa, e la narrazione non segue un tempo preciso, ma spazia da passato a presente e viceversa.
A un lettore che vuole approcciarsi a questa lettura mi sento di dire che deve farlo con la consapevolezza che non leggerà un libro con una trama ricca. La storia d’amore tra Sara e Giorgio è infatti quasi marginale, e Io, Sara non è mio avviso assolutamente un romanzo rosa. Come già ribadito sopra è la stessa protagonista a essere il centro del libro.
Io, Sara è sicuramente una lettura che mi sento di consigliare, anche se è lontana dal genere di libro che di solito prediligo e per questo motivo non l’ho apprezzata fino in fondo. In ogni caso non nego che sia un libro curato in ogni aspetto e una lettura che può aiutare chiunque si apra ad essa.
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Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ∼ un libro da leggere: “Non è colpa mia”

Ciao a tutti e buon fine settimana,

Come vi avevo già anticipato su facebook, oggi ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Qualche tempo fa vi avevo segnalato il libro “Non è colpa mia”, della giornalista Vanna Ugolini e della psicoterapeuta Lucia Magionami, che oggi ho recensito per voi.

“Ci sono mille altri modi.
La violenza è una scelta,
una scelta da non fare.”

Non è colpa mia. Voci di uomini che hanno ucciso le donne
Premessa di Gabriella Genisi, Prefazione di Cristiana Mangani e Claudia Fulvi

Isbn: 9788860748898
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2017
Collana: Narrazioni

non è colpa“Una giornalista e una psicologa insieme per capire cosa passa nella mente e nel cuore degli uomini che hanno ucciso le loro donne, per tentare di riconnettere esperienze di femminicidi alla realtà dei fatti ma, anche, al contesto culturale e al percorso psicologico che porta uomini normali a diventare assassini e a non assumersene, però, nel profondo, la responsabilità.
Dalle interviste di Luca, Giacomo, Luigi risulta chiaro che non sono mostri, non sono malati. Sono persone normali. Le autrici lo affermano con forza: non ci sono raptus, né scatti d’ira, il percorso verso il femminicidio è più lungo, lastricato di silenzi, di prigioni culturali, di diversi modi di intendere la vita, dell’incapacità di dare un nome ai sentimenti, alle situazioni e quindi di riconoscerle.”

∼ Recensione

Ammetto che iniziare questo libro non è stato semplice, per diversi giorni ho rimandato la lettura per paura di affrontare il delicato argomento di cui tratta. Non ero certa di voler provare la rabbia, frustrazione e impotenza che ero certa sarebbe scaturita leggendo le interviste dei tre assassini. E così è stato, ho provato tutte queste sensazioni è vero, ma le parole delle due autrici mi hanno aiutata a capire ancora di più quanto sia complessa e preoccupante la mentalità retrogada e maschilista che affligge la società odierna.

Possiamo dire che il libro è diviso in due parti: la prima è formata da tre lunghe interviste a tre assassini di diversa età ed estrazione sociale, la seconda da una profonda analisi psicologica, attraverso studi e ricerche.

“Perché la prima volta che ho incontrato un uomo che ha ucciso la sua donna sarei voluta andarmene di corsa e vomitare. Mi sembrava già di sentire quell’odore acre fra i denti, che arriva alle labbra. Volevo andare via. Volevo chiudermi in bagno, almeno.”

Non c’è titolo più azzeccato di “Non è colpa mia”, infatti leggendo le loro parole emerge la convinzione di questi uomini di non essere colpevoli di omicidio, ma di essere stati “istigati” dalla vittima stessa, o di aver agito per cause esterne. È raccapricciante constatare quanto il soggiorno in carcere non sia stato di alcun beneficio per questi soggetti, che trovano ancora una giutificazione alle loro azioni, e soprattutto non provano alcuna colpa.

Nonostante la complessità dei temi trattati Non è colpa mia è un libro che scorre velocemente, anche grazie alle capacità delle due scrittrici, che hanno saputo raccontare con chiarezza e lucidità un argomento delicato.

«Arriviamo a un punto e decidiamo se usare la ragione o la forza. Se vogliamo mantenere ad ogni costo il potere su una persona fino ad arrivare a toglierle la vita o se vogliamo amare, liberamente, accettare che questo possa finire e possa far male.»

Vanna Ugolini è presidente dell’associazione Libertas Margot, composta da professionisti che si occupano di violenza di genere. [Maggiori info su www.margotproject.org] Di questa associazione fa parte anche Lucia Magionami, la quale ha costituito, a livello regionale, il primo sportello di ascolto per gli uomini che agiscono violenza.


La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne fu ufficializzata nel 1981, e la data fu scelta da un gruppo di donne attiviste in ricordo del brutale assassinio nel 1961 delle tre sorelle Mirabal. Le donne vengono ricordate come importante esempio per l’impegno contro il regime di Rafael Leònidas Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana per oltre trent’anni.

Nella giornata di oggi si terranno diverse manifestazioni in tutto il territorio nazionale e internazionale.

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Buona vita a tutti di J.K Rowling [RECENSIONE]

Ciao a tutti e buon (quasi) fine settimana!

All’inizio del mese vi avevo parlato dell’uscita di Buona vita a tutti, il libro di J.K Rowling tratto dal suo discorso ai laureandi di Harvard del 2008. Il 20 novembre è finalmente uscita la traduzione del libro, edita Salani. Se volete conoscere la mia opinione in merito a questa lettura, continuate a leggere!

buona vita a tutti

Quando J.K. Rowling è stata invitata a tenere il discorso per la cerimonia di laurea di Harvard, ha deciso di parlare di due temi che le stanno molto a cuore: i benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione. Avere il coraggio di fallire, ha detto, è fondamentale per una buona vita, proprio come ogni altro traguardo considerato di successo. Immaginare se stessi al posto degli altri, soprattutto dei meno fortunati, è una capacità unica dell’essere umano e va coltivata a ogni costo. Raccontando la propria esperienza e ponendo domande provocatorie, J.K. Rowling spiega cosa significa per lei vivere una “buona vita”. Un piccolo libro pieno di saggezza, umanità e senso dell’umorismo, ricco di ispirazione per chiunque si trovi a un punto di svolta della sua esistenza. Per imparare a osare e ad aprirsi alle opportunità della vita. “Come un racconto, così è la vita: non importa che sia lunga, ma che sia buona” (Seneca)

∼ Recensione

Quando ho preordinato il libro sapevo che avrebbe contenuto il discorso ai laureandi del 2008, ma ero convinta che tale discorso avrebbe occupato solo una parte della lettura, integrata poi con altri scritti di J.K Rowling. Ammetto di essere rimasta un po’ delusa quando ho scoperto che mi sbagliavo. Le pagine sono occupate quasi per intero da illustrazioni (realizzate da Joel Holland e adattate nella versione italiana da Andrea “dr Bestia” Cavallini), e in ogni pagina vi sono trascritte poche righe del discorso. Inutile dire che l’ho letto in meno di un quarto d’ora.

Il prezzo di copertina è quindi davvero troppo alto per una lettura così breve, i cui stessi contenuti sono peraltro disponibili su youtube gratuitamente. Prezzo a parte, sono comunque contenta di averlo acquistato e credo che lo rileggerò diverse volte in futuro.

Nel discorso J.K Rowling affronta due temi a lei cari: I benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione.

“Non occorre la magia per trasformare il mondo. Dentro di noi abbiamo già tutto il potere che ci serve: il potere di immaginarlo migliore.”

Nella prima parte la scrittrice ricorda la sua esperienza scolastica e la paura del fallimento, che l’ha portata a eliminare tutto ciò che era superfluo per concentrarsi su ciò che le stava veramente a cuore. E così J.K Rowling elenca i benefici che il fallimento ha avuto sulla sua persona, non dimenticando però quanto sia stato difficile quel periodo.

“La vita è difficile, complicata e sfugge al controllo di chiunque, e l’umiltà di capirlo vi consentirà di sopravvivere alla sue vicissitudini.”

La scrittrice affronta poi il tema dell’immaginazione, e l’importanza che essa ha giocato nella propria vita.

“L’immaginazione è la forza che ci consente di provare empatia per esseri umani di cui non abbiamo mai condiviso le esperienze”

Questa seconda parte è forse la più toccante e ammetto di aver pianto mentre la leggevo. La Rowling racconta l’ esperienza ad Amnesty International, descrivendola come una delle più formative della sua vita, durante la quale ha imparato quanto può essere crudele l’essere umano avido di potere, ma al tempo stesso è stata testimone del potere dell’empatia umana.

“Patecipare nel mio piccolo a quel risultato è stata una delle esperienze che più mi hanno ipirata a resa umile nella vita”.

Questo breve scritto mi ha permesso di avvicinarmi ancora di più alla scrittrice che si nasconde dietro al fenomeno di Harry Potter, e ho avuto una riconferma di quanto sia  straordinaria.

Se non volete acquistare il libro, ma volete comunque ascoltare il discorso, potete farlo nel video qui sotto.

Se invece siete interessati all’acquisto del libro cartaceo, lo trovate su amazon al prezzo scontato di 8,50€.

Per conoscere meglio J.K Rowling, vi lascio all’articoloche ho scritto un po’ di tempo fa: 11 cose che non sai di J.K Rowling

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[RECENSIONE] Il tuo anno perfetto inizia da qui

Buon  fine settimana a tutti! Come state? Io anche questo weekend lavorerò, ma sono riuscita a ritagliarmi un po’ di tempo per scrivere la recensione di questo romanzo.

Ringrazio la casa editrice Garzanti per avermi inviato il libro che ho richiesto io, di cui perlaltro parleremo alla riunione del club del libro questo mese. Vi lascio alla sinossi e  alla recensione, buona lettura!

anno per

Tutti, almeno una volta, abbiamo iniziato l’anno impugnando una lista di buoni propositi. Ma per Jonathan non è così. Intrappolato in una vita monotona, ha perso la fiducia in un futuro diverso. Fino a quando, il primo gennaio, trova un’agenda piena di appuntamenti già fissati per tutto l’anno. Per uno come lui sono impegni troppo stravaganti, lontani dalla sua solita vita: camminare a piedi nudi sull’erba, dormire sotto le stelle, svegliarsi all’alba per assistere al sorgere del sole. Eppure, senza sapere di chi sia l’agenda, decide di andare al primo appuntamento.[…]

Jonathan Grief è un quarantenne di Amburgo con una vita ordinaria. Proprietario di una casa editrice di cui non si cura e divorziato da ormai diversi anni, Jonathan passa le giornate scrivendo lettere di reclamo, facendo jogging o visita al padre alla casa di riposo. La sua vita cambia all’improvviso quando trova una borsa contenente un’agenda piena di impegni fissati per tutto l’anno. Nonostante lo scetticismo iniziale, Jonathan viene rapito dalla grafia di quell’agenda e la curiosità lo spinge a voler cercare il proprietario…

∼ Recensione

Quando questa lettura è stata proposta per il club del libro ero un po’ titubante, a causa del numero di pagine (442), temevo infatti di non riuscire a portarla a termine nei tempi stabiliti. Invece in pochi giorni ho concluso il libro, che ho trovato molto scorrevole. Lo stile è infatti piuttosto semplice, ma molto coinvolgente.

Jonathan Grief è il protagonista maschile di questa storia, e anche il personaggio che più vediamo evolvere nel corso della lettura. Per tutta la vita è stato condizionato dalle opinioni del padre, un rigido uomo di altri tempi. Nonostante non sia più a capo dell’azienda da ormai molti anni, Jonathan ne segue ancora le orme, senza riuscire ad evolvere e a mettersi in discussione. L’agenda e gli appuntamenti fissati sono per lui quindi un vero e proprio salto nel vuoto, attività che mai avrebbe immaginato di fare. Il personaggio di Jonathan mi è piaciuto molto, anche se devo ammettere che all’inizio la sua altezzosità mi ha fatta un po’ storcere il naso.

Hannah è una ragazza solare e piena di entusiasmo. Da sempre ama stare in mezzo ai bambini, e la passione per il proprio lavoro l’ha portata ad aprire un asilo con la sua amica del cuore. Hannah ha tutto ciò che ha sempre voluto, un uomo che ama e il lavoro dei propri sogni, ma una notizia inaspettata le sconvolgerà la tranquilla esistenza…

Il mistero dell’agenda ha tenuto alta la mia curiosità per gran parte della lettura. Non riuscivo a smettere di chiedermi come fosse giunta a Jonathan e per quale ragione, e l’alternarsi di due storie è stata a mio parere una mossa vincente. Mi sono piaciute le citazioni riportate nell’agenda, e anche gli esercizi trascritti. Potrebbe essere uno spunto interessante da ripetere a casa.

«Da quel momento voleva considerare l’agenda, di cui a quanto pare nessuno sentiva la mancanza, come un calendario dell’avvento. Così avrebbe iniziato ogni giornata con una bella sorpresa. Con qualcosa di inaspettato, il suo oracolo del mattino, il suo… già, il suo programma di intrattenimento segreto.»

Credo che tutti ci siamo sentiti come Jonathan almeno una volta nella vita, troppo presi dalla routine e dalle opinioni altrui. Per questa ragione credo che molti lettori si ritroveranno nel protagonista maschile, arrivando a chiedersi se non è forse giunto il momento di cambiare la propria vita.

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[La città tedesca di Amburgo fa da sfondo alle vicende di Jonathan e Hannah. Foto flixbus]

Tuttavia questo non è un romanzo perfetto come suggerisce il titolo. Due terzi della lettura sono piuttosto dettagliati e curati, mentre l’ultima parte scorre davvero troppo veloce. È come se la scrittrice si fosse accorta che il romanzo stava diventando molto lungo, e abbia voluto concludere in fretta e furia. Gli eventi finali sembrano quindi un po’ “raffazzonati”, ed è un vero peccato perchè fino a quel punto il libro mi stava piacendo molto.

Il mio voto per questo romanzo è di 4 su 5.

Avrei ancora tante cose da dirvi, ma non voglio rischiare di rovinarvi il piacere della lettura. Spero di aver suscitato il vostro interesse, se volete leggere il libro lo trovate qui.

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[RECENSIONE] Circo Dovrosky di Marcostefano Gallo

Ciao a tutti! Come state? Oggi voglio parlarvi di un romanzo che mi è stato inviato un po’ di tempo fa: Circo Dovrosky, dello scrittore Marcostefano Gallo, edito Ferrari Editore.

circo.jpgUn intreccio di eventi inscatolati gli uni negli altri dove amore, odio, desiderio, amicizia, tutte le infinite sfumature dei sentimenti umani si fondono, per assumere l’aspetto di una favola vera dal sapore agrodolce come l’esistenza. Una malinconica storia d’amore, di destini che si incontrano e di racconti che portano verso altri racconti. Un romanzo ricco di emozioni, scandagliato da un ritmo circolare che trasporta il lettore nel fiabesco mondo circense russo ma anche tra le profonde lacerazioni della Seconda guerra mondiale.

∼ Recensione

Mosca 1928: L’esistenza del piccolo Yuri cambia per sempre quando viene improvvisamente abbandonato dalla sua famiglia, a causa del vizio di suo padre per il gioco di azzardo. La sua nuova vita ha inizio nel Circo Dovrosky, dove viene accolto da Polarek ed Edna, che lo crescono come un figlio. Con il passare degli anni Yuri diventa parte integrante del mondo circense e fa la conoscenza di Jean, che diviene per lui come un fratello. Yuri incontra anche Jasmine, una giovane ragazza di orgini ebree, ma la Seconda guerra mondiale è alle porte…

Quando lo scrittore mi ha chiesto di leggere il suo romanzo non sapevo bene cosa aspettarmi. Non posso dire di essere un amante del mondo circense, ma a discapito del titolo e della trama ho voluto provare a leggerlo e sono felice di averlo fatto!

Circo Dovrosky è un romanzo di poco più di 160 pagine, che copre però un arco narrativo piuttosto ampio, dall’infanzia di Yuri fino all’età adulta. La scrittura è molto dinamica, non mi sono mai annoiata. Il lettore non può fare a meno di essere catturato dai personaggi e dalle loro vite.

Nonostante la Seconda guerra mondiale non sia il tema centrale del libro (l’autore ci arriva oltre la metà del libro) Marcostefano Gallo ha saputo far trasparire il dramma del conflitto, soprattutto durante la stesura della “Notte dei cristalli“.

A mio parere il personaggio di Yuri è ben costruito, ho apprezzato l’innocenza del bambino durante l’abbandono e la successiva crescita personale. Avrei invece desiderato un maggiore approfondimento sul resto della famiglia, forse l’aggiunta di qualche decina di pagine in più sarebbe stata un’ottima decisione.

Circo Dovrosky è un romanzo che vi consiglio se siete alla ricerca di una lettura un po’ diversa dal solito o un libro da leggere in una giornata.

Il mio voto per questa lettura è di 4 su 5.

Ringrazio l’autore per avermi inviato il suo libro, e mi scuso per averci messo così tanto tempo a iniziarlo! Una volta iniziato devo dire che l’ho divorato in pochissimo tempo.

Se decidete di leggere Circo Dovrosky vi consiglio di ascoltare la canzone Sei tu (Noir Col), ispirata ai protagonisti e scritta e cantata proprio da Marcostefano Gallo. Io la sto ascoltando proprio ora…Bellissima!

 

 

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[REVIEW PARTY] La ladra di neve ∼ Danielle Page

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di una lettura che ho avuto l’occasione di leggere in anteprima: La ladra di neve. Ringrazio Sara Fabian di Milioni di particelle per avermi dato la possibilità di partecipare al primo Review Party del blog, e alla casa editrice DeA per averlo reso possibile.

∼ Gli altri partecipanti al Review Party:rev2.jpg

 

Per sedici, lunghi anni Snow ha vissuto rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Ma di una cosa è sempre stata certa: lei non è mai stata pazza. Ogni notte, incontra nei suoi sogni un uomo bellissimo e misterioso che la incita a fuggire e a scoprire la verità sul suo passato. Finalmente, grazie all’aiuto del suo unico amico Bale, Snow riesce a fuggire dall’ospedale e a rifugiarsi in un bosco poco lontano. Qui il confine tra sogno e realtà diventa presto labile, finché Snow si ritrova in un altro mondo. Un mondo dove ogni cosa è di ghiaccio. È Algid, il Regno di Neve. Tra terribili inganni, fughe rocambolesche e amori impossibili, Snow scopre un segreto antico: è lei l’erede al trono di Algid, figlia di un tiranno disposto a ucciderla pur di preservare il potere. Ma adesso che Snow ha ritrovato se stessa reclama ciò che è suo, e per averlo è pronta a combattere.

Da quando è bambina Snow è rinchiusa in un ospedale psichiatrico, per aver cercato di attraversare uno specchio. Gli unici contatti con il mondo esterno sono le sporadiche visite della madre, e all’interno dell’istituto può contare solo sul suo amico Bale e su Vern, un’infermiera. Ma Snow sa benissimo di non essere come gli altri…

∼ Recensione

La Ladra di neve è una rivisitazione della fiaba  “La regina delle nevi” di Hans Christian Andersen, anche se combina elementi di altre storie, come Frozen, Biancaneve e persino Alice nel paese delle meraviglie. Non ho letto la storia originale, ma molti lettori hanno contestato il fatto che fosse troppo simile alla fiaba di Andersen. Per quanto mi riguarda non riesco a comprendere tutto questo accanimento nei confronti del libro, non è perfetto, ma l’ho trovato una lettura molto piacevole.

La prima parte del romanzo, che si sviluppa il prima persona dal punto di vista di Snow, è ambientata nell’ospedale psichiatrico. Non sono mai stata all’interno di una struttura simile, ma credo che il contesto dipinto dalla scrittrice sia un po’ troppo stereotipato, soprattutto nelle descrizioni del luogo e dei degenti con problemi psichici.

Il personaggio di Snow non è tra i miei preferiti, poteva infatti essere caratterizzato un po’ meglio. Inoltre non ho per niente apprezzato il quadrangolo (?) amoroso tra Snow, Bale, Kai e Jagger. Per tutto il libro Snow non fa altro che ribadire di trovarsi ad Algid esclusivamente per salvare Bale, del quale è innamorata, eppure in breve tempo si lascia ammaliare prima da Kai e poi da Jagger. Avrei capito la scelta del triangolo amoroso, ma l’aggiunta di ben tre figure maschili interessate alla protagonista è un’esagerazione!

Jagger, Kai e Gerde (la “sorella” di Kai) sono i miei personaggi preferiti. Non posso invece dire lo stesso di Bale, che comparendo così poco all’interno del libro, non permette al lettore di affezionarsi a lui. Per questo motivo ho trovato difficile supportare la crociata di Snow per salvare Bale.

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Ho amato l’ambientazione di Algid, con i suoi paesaggi innevati e le sfumature della vegetazione, popolata da magia, streghe, ladri, principesse e spaventose creature magiche. Lo stile semplice, ma scorrevole della scrittrice mi ha permesso di figurarmi il mondo fantastico di Algid, senza perdermi in interminabili descrizioni. Tuttavia il mondo al di là dell’albero non è perfetto, non è avvolto da una patina dorata. Il Re, attraverso i suoi poteri, può piegare la popolazione al suo volere, generare tempeste di neve che congelano all’instante gli abitanti di Algid.

Nonostante sia consapevole che uscirà un secondo volume, sono rimasta delusa dal numero ridotto di pagine. A mio parere la scrittrice avrebbe dovuto soffermarsi di più su alcuni capitoli della storia, in modo da riuscire a sviluppare meglio i vari personaggi. Inoltre mi sarebbe piaciuta l’aggiunta di alcuni flashback che avrebbero persmesso di ottenere una visione più ampia sul rapporto tra Snow e Bale. Come possiamo supportare la nostra eroina se non conosciamo nemmeno il ragazzo per cui rischia la vita?

Nonostante non sia perfetto, La ladra di neve mi è piaciuto molto e mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Non vedo l’ora di leggere il seguito, che spero rivedrà molte delle cose lasciate in sospeso, mettendo anche fine all’elevato numero di spasimanti di Snow!

Il mio voto per questo libro è di 4 su 5.


Danielle Paige ha conquistato la vetta della classifica del «New York Times» con i suoi romanzi e le sue fiabe, come il bestseller Dorothy Must Die. Prima di dedicarsi alla scrittura young adult, ha lavorato come sceneggiatrice per la tv ricevendo alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti: il Writers Guild of America Award e il Daytime Emmy. Laureata alla Columbia University, oggi lavora e vive a New York.


Vi invito a leggere anche le recensioni degli altri blog sopracitati! Se volete acquistare il romanzo, potete farlo qui al prezzo di 12,67€.

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[RECENSIONE] Il dizionario delle emozioni ∼ Elle Caruso

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Oggi voglio parlarvi di un libro che mi è stato inviato da Elle Caruso, scrittrice che ha all’attivo tre romanzi. Il dizionario delle emozioni è uscito ad agosto e potete acquistarlo qui. Se volete conoscere la mia opinione in merito alla lettura, vi lascio alla sinossi e alla recensione…

dizionarioLa vita di Rose Wayne, brillante specializzanda in chirurgia, sembra perfetta, almeno in apparenza.
In pochi sanno che dietro quell’impeccabile facciata si nasconde il caos, in pochi conoscono il significato della parola alessitimia: incapacità di riconoscere le proprie emozioni e di comunicarle verbalmente. Letteralmente, non avere parole per le emozioni. La vita di Eric Dixon, professore universitario di arte con un passato da pugile alle spalle, viene improvvisamente sconvolta quando la fidanzata lo lascia per un altro uomo, e in un attimo Eric si ritrova a dubitare delle proprie certezze e delle proprie scelte.Quando Eric e Rose si incontrano, tra loro scatta subito un’innegabile intesa, ma a causa delle loro paure e delle loro insicurezze i due non fanno che attrarsi e respingersi a vicenda.
Solo dopo aver toccato il fondo, entrambi si rendono conto che è arrivato il momento di mettere ordine nelle rispettive vite e di fare pace con il passato prima di poter pensare al futuro.
Ma il passato ritorna, ed è ancora capace di mettere tutto in discussione…

Rose è una specializzanda in chirurgia, che deve fare i conti con una famiglia che tiene più alle apparenze che ai rapporti umani, almeno da quando il fratello è morto improvvisamente dieci anni prima. Rose soffre inoltre di una condizione che le rende difficile comunicare e percepire i propri sentimenti: l’alessitimia.

Eric, promessa del pugilato, ha lasciato lo sport che ama per dedicarsi a una vita più tranquilla, insegnando come professore universitario. Ma quando la ragazza che lo ha convinto a fare il grande passo lo lascia, le sue certezze crollano improvvisamente, ed Eric inizia a mettere in dubbio le sue scelte.

∼ Recensione

Quando si legge un romanzo rosa il rischio è di imbattersi in una storia già sentita, personaggi che non hanno nulla da dire e che si trascinano per centinaia di pagine tra tira e molla. Non è il caso di questo libro che riesce a bilanciare le storie di Rose ed Eric alla perfezione, senza condirle di eccessivo sentimentalismo.

Quello che ho apprezzato nei personaggi è il fatto che fossero umani, con i loro difetti, dubbi e paure. All’inizio della lettura ammetto che Rose non mi stava molto simpatica, ma proseguendo ho capito che dietro al suo atteggiamento si nascondeva una giovane donna molto complessa e bisognosa di aiuto. Eric invece mi è piaciuto fin da subito, anche se neppure lui è esente da difetti (per citarne uno: un temperamento un po’ troppo impulsivo!).

Lo stile di scrittura è molto curato, ma al tempo stesso scorrevole. La scrittrice scava a fondo nei sentimenti dei protagonisti, permettendo al lettore di immedesimarsi nelle loro storie, e affezionarsi alle loro vite.

Il romanzo è piuttosto breve e quando l’ho iniziato temevo che la narrazione sarebbe stata troppo sbrigativa. Invece il numero di pagine è adeguato alla storia raccontata. Inoltre sono rimasta colpita da come la scrittrice sia riuscita a costruire due personaggi che evolvono così profondamente in un arco narrativo breve.

Il dizionario delle emozioni è una lettura molto piacevole, che ho terminato in poco più di una giornata. Ve lo consiglio se siete alla ricerca di una storia d’amore che non sia troppo sdolcinata, ma  ricca di emozioni umane, con una notevole caratterizzazione e crescita dei protagonisti.

Il mio voto per questa lettura è di 4,5 su 5.


∼ Biografia dal blog di Elle

Alessia Caruso è nata il 20 Settembre 1991 a Cosenza, città dove attualmente vive. Sin da piccola sperimenta svariate forme d’arte per esprimere al meglio la sua creatività, ma solo nella scrittura trova finalmente il suo posto. Quando scrive si fa chiamare Elle. Nel 2015 ha auto-pubblicato il suo romanzo d’esordio, “Attraverso l’obiettivo” e l’anno seguente pubblica “Emerald Gloom”.
Ad Agosto 2017 esce il suo terzo romanzo “Il dizionario delle emozioni”…


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[RECENSIONE IN ANTEPRIMA] Mirror mirror di Cara Delevingne

Ciao a tutti e buon lunedì!

Oggi voglio parlarvi dell’attesissimo romanzo Mirror Mirror di Cara Delevingne e Rowan Coleman, che uscirà domani 10 ottobre, e che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima grazie alla casa editrice DeA, che ringrazio.

mirror.jpgRed, Leo, Naomi e Rose. Quattro ragazzi diversi ma uniti da un’unica passione: la musica. È stata la musica a renderli non solo una band, i Mirror, Mirror, ma anche una famiglia. Inseparabili. Almeno fino al giorno in cui Naomi è scomparsa nel nulla e la polizia l’ha ritrovata in condizioni disperate sulle rive del Tamigi. Da quel momento niente è più stato come prima: uno specchio si è rotto e un pezzo si è perso per sempre nelle vite di Red, Leo e Rose. Perché Naomi era la più solare di tutti, l’amica migliore del mondo. Ma in fondo al cuore nascondeva un segreto… Un segreto inconfessabile che nemmeno Red aveva fiutato e che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. E mentre Rose si abbandona agli eccessi e Leo si chiude in se stesso, Red non accetta il destino dell’amica: ha bisogno di sapere, di capire. Che cosa ha ridotto Naomi in quello stato? Può davvero trattarsi di un tentato suicidio come crede la polizia? Per scoprire la verità Red dovrà trovare la forza di guardarsi allo specchio, conoscersi e imparare ad amarsi per quello che è. Perché, a volte, bisogna accettare che niente è ciò che sembra e che la realtà può essere capovolta.

Red, Rose, Leo e Naomi sono quattro adolescenti che non hanno nulla in comune fra di loro, finché a scuola non vengono uniti per formare una band: I Mirror Mirror. Le discrepanze iniziali li portano a diventare migliori amici e a poter contare l’uno sull’altro. Un giorno però Naomi sparisce nel nulla…

∼ Recensione

Quando ho saputo che Cara Delevingne aveva scritto un libro ammetto che ero un po’ scettica. Modella, infuencer, attrice…e adesso anche scrittrice? Non posso di certo considerarmi una sua fan, lo ammetto, ma quando ho ricevuto in anteprima la copia ho deciso che non volevo farmi influenzare dal nome stampato in copertina, ho quindi affrontato la lettura come un qualsiasi altro libro.

“Separati eravamo confusi, persi, alla deriva, ad aspettare che questa fase della nostra esistenza finisse in fretta in modo da cominciare a vivere veramente, a essere liberi. E poi sono arrivati i Mirror, Mirror, “specchio specchio delle mie brame”; il nome l’ha deciso Rose perché diceva che insieme siamo i più cazzuti del reame.”

Red, la protagonista di questo romanzo e voce narrante della vicenda, ha una situazione famigliare difficile, la madre è un’alcolizzata, il padre non è mai a casa e lei è l’unica che si occupa della sorellina Gracie. È grazie ai Mirror Mirror, la sua band, se riesce a essere davvero se stessa. Ma quando la sua migliore amica Naomi scompare nel nulla anche le sue certezze crollano, e la sua vita viene inevitabilmente messa in pausa. Non è la prima volta che Naomi scappa di casa, e quindi la polizia etichetta la sua scomparsa come un’altra fuga, un capriccio adolescenziale, ma Red sa che questa volta è diverso. Naomi non sarebbe mai scappata, non da quando ha i Mirror Mirror nella sua vita.

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Red è in assoluto il mio personaggio preferito, perché incarna le incertezze e le paure di ogni adolescente della sua età. Red si è costruita un’immagine che rispecchia l’idea che gli altri hanno di lei per gran parte della sua vita, ma dopo l’incontro con i Mirror Mirror la sua vera identità inizia a emergere e per la prima volta sente di poter essere se stessa.

Rose è invece uno dei pochi personaggi che non ho sopportato dall’inizio alla fine del romanzo. Ho odiato le sue manie di protagonismo e il suo modo di comportarsi con gli altri membri della band. Ero certa che ad un certo punto della storia avrei capito la ragione che l’ha portata a diventare così, ma quando è stata rivelata la mia opinione su di lei non è cambiata.

Leo invece mi è piaciuto molto perché rispecchia il scegliere se stessi quando la pressione da parte degli altri è molto più forte.

cara1.jpg

Non so quanto Cara sia stata coinvolta nella stesura del libro, ma ho trovato che lo stile di scrittura fosse piuttosto acerbo, poco curato e molto colloquiale. Non devo però dimenticare che si tratta pur sempre di un Young Adult, ed è pertanto rivolto ad un pubblico prettamente adolescenziale. In effetti se lo avessi letto quando avevo l’età dei protagonisti lo avrei probabilmente saputo apprezzare di più. Mi è piaciuta invece la rappresentazione piuttosto veritiera degli adolescenti, tra crisi d’identità e voglia di differenziarsi dalla massa, problemi famigliari e paura per il futuro.

L’adolescenza è un età difficile e questo tema si respira in ogni pagina del libro. Non si tratta di ragazzi stereotipati come accade in molti romanzi, e credo che la depressione provata da Cara Delevingne quando era giovane si rifletta nei personaggi, che ne escono ben caratterizzati.

“La vita va avanti. Ma è una balla, perché la notte in cui Naomi è sparita ha premuto il tasto PAUSA per tutti noi. I giorni passano, e anche le settimane e le stagioni e qualsiasi altra cavolata, ma il resto no. Per niente. È come se vivessimo in apnea da otto settimane.”

Non ho letto Città di Carta di John Green, ma ho visto il film con protagonista proprio Cara Delevingne e in certi aspetti la trama di Mirror Mirror me lo ha ricordato. È quindi inevitabile pensare che sia stata proprio la partecipazione al film a darle l’idea per il libro. In ogni caso è stata abbastanza abile da discostarsi dalla trama di Città di Carta, donando al romanzo un’impronta personale.

l finale – che per ovvi motivi non vi rivelerò – l’ho trovato molto azzardato e poco realistico. A mio pare come romanzo d’esordio è un tentativo piuttosto riuscito, ma avrei preferito una stesura più curata.

Il mio voto per questo romanzo è di 3,5 su 5.


Cara Delevingne è una delle donne più influenti della sua generazione. Nata a Londra, ha raggiunto il successo mondiale nel 2009 ed è stata nominata Modella dell’Anno ai British Fashion Awards nel 2012 e nel 2014. Ha iniziato la sua carriera da attrice nel 2012 con un primo ruolo nell’adattamento cinematografico di Anna Karenina, e da allora ha preso parte come protagonista in film come Città di Carta, Suicide Squad, Valerian e la città dei mille pianeti e Life in a Year. Mirror, Mirror è il suo primo romanzo.


Cara Delevingne ha scritto Mirror, Mirror insieme all’autrice bestseller Rowan Coleman. Rowan vive con la sua numerosa famiglia e i suoi due cani in una casa molto affollata nell’Hertfordshire. Divide il suo tempo tra la famiglia e l’attività di autrice di narrativa per adulti e per ragazzi.


Spero che la recensione vi sia piaciuta, se volete leggere Mirror Mirror potete preordinarlo qui. Non dimenticate di lasciarmi un commento!

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[RECENSIONE] Storie fantastiche di gente comune ∼ Stefano Valente

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Era già da un po’ di tempo che mi era capitato di imbattermi, in alcuni blog, nel libro “Storie fantastiche di gente comune“, e sia la trama che la copertina mi avevano incuriosita. È stata quindi una piacevole scoperta quando lo scrittore (che ringrazio) mi ha contattata per chiedermi una recensione. Vi lascio alla sinossi e poi alla mia opinione in merito.

sv.jpgUn eroe non è un impavido guerriero, un martire o un conquistatore di consensi popolari. Un eroe è semplicemente una persona. Un eroe è il prescelto di se stesso, colui che compie una scelta per un bene a lui caro. Naturalmente, una scelta audace. Io, la Voce Narrante, canterò le gesta di tre eroi che hanno compiuto la loro scelta. Paolo, un militare devoto all’uniforme e fedele alla Patria, che ha rinunciato al suo status di militare per inseguire il suo bene. Il secondo eroe è Chiara, un’affascinante ragazza dall’intelligenza fuori dal comune che, attraverso la ragione, vi condurrà in un viaggio fantastico tra nozioni scientifiche e colpi di scena. Infine c’è Matteo, un brillante avvocato che dovrà rimediare ad un imperdonabile errore. Casi irrisolti, verità nascoste e false speranze comporranno la strada che Matteo dovrà percorrere fino all’attuazione della giustizia.

∼ Recensione

I protagonisti di questo romanzo sono Paolo, Chiara e Matteo, tre persone con tre storie differenti, che si trovano di fronte a una scelta che cambierà la loro vita per sempre…

Storie fantastiche di gente comune è un romanzo piuttosto breve, che ho letto in un paio di giorni e che ha al proprio interno tre storie diverse non collegate tra loro. Il libro alterna una Voce Narrante al punto di vista del protagonista di ogni storia. Ho apprezzato questa tecnica utilizzata dallo scrittore, anche se in parecchi punti mi è quasi sembrato che il romanzo fosse troppo sbrigativo. Anche se lo stile è molto scorrevole e le vicende narrate coinvolgono il lettore, alcune parti non mi sono sembrate curate come avrebbero dovuto. In altri casi ho trovato invece che venissero forniti fin troppi dettagli superflui. Ne è un esempio nella storia di Chiara, dove vengono descritti molti elementi tecnici relativi al farmaco Athena, che distolgono l’interesse del lettore.

La storia di Paolo è probabilmente la mia preferita e anche quella che mi ha commossa di più. Paolo è un militare, che contro al parere della famiglia ha scelto l’amore per la Patria. La particolarità della trama di questo brano arriva quasi interamente alla fine, ma nonostante ciò ho apprezzato molto anche l’intermezzo.

Essendo il libro piuttosto breve credo che l’autore avrebbe potuto dilungare di più il corso degli eventi di ogni storia. Eppure, nonostante la brevità della narrazione, mi ha colpita il fatto che tutti i personaggi fossero ben caratterizzati. Come già accennato in precedenza il mio preferito è Paolo, a cui mi sono affezionata subito. Non ho provato particolare simpatia per Chiara, ma non credo che fosse l’intento dell’autore. La storia di Chiara è invece molto interessante, ma anche in questo caso avrei preferito un maggiore approfondimento. La vicenda del farmaco Athena avrebbe potuto persino diventare un romanzo a sé. Mi ha un po’ delusa il fatto che l’opposizione di Chiara nei confronti della casa farmaceutica si sia risolta così rapidamente.

Devo aggiungere una cosa che ho particolarmente apprezzato: la copertina. Gran parte degli scrittori che scelgono la strada dell’auto pubblicazione non curano a dovere l’aspetto estetico del loro libro, grave errore! La copertina è fondamentale in un romanzo, perché presenta ad ogni potenziale lettore la propria opera.  Storie fantastiche di gente comune ha una copertina molto curata e soprattutto inerente alla trama del romanzo.

Il mio voto per questo romanzo è di 3,75 su 5.

Se siete interessanti all’acquisto lo trovate qui al prezzo di 8,50€ per il formato cartaceo, e a soli 0,99€ per l’ebook.