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Che pasticcio, Bridget Jones [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori! Oggi torno per parlarvi del secondo volume del diario di Bridget Jones, Che pasticcio, Bridget Jones! (Trovate la recensione del primo qui)

51mAF39gSkL._SX317_BO1,204,203,200_.jpgLa vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark.

Finalmente Bridget Jones ha lasciato da parte i vizi (più o meno) per godersi la nuova vita insieme all’affscinante avvocato Mark Darcy. L’idillio dura però poco, perché i guai sono dietro l’angolo, e tra un lavoro che inizia a starle stretto e la bellissima Rebecca, troppo interessata a Mark, la vita di Bridget precipita in fretta.

Se nel primo volume Mark Darcy era poco presente, nel seguito ottiene uno spazio narrativo più ampio. Tuttavia, nonostante Bridget sia ben caratterizzata, Mark rimane enigmatico e poco approfondito.

In questo volume avrei voluto urlare “SVEGLIATI!!!” a Bridget in continuazione. La protagonista ha raggiunto i trent’anni, eppure si comporta come un’adolescente immatura. Non si impegna affatto nel proprio lavoro, sperpera il proprio denaro e non sa che cosa sia la comunicazione! Si mette in continuazione in situazioni spiacevoli, ma non fa il minimo sforzo per cercare di spiegarsi. Questo atteggiamento mi ha a dir poco infastidita! Credo che l’autrice abbia voluto costruire un personaggio goffo e divertente, ma abbia finito per calcare un po’ troppo la mano.

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Sinceramente mi sono chiesta che cosa possa trovare Mark Darcy in una donna come Bridget, perché non ha alcuna caratteristica interessante. E poi diciamolo, è anche abbastanza “stupida”. Non voglio sembrare snob, ma Bridget è un disastro su tutti i fronti e non sa neppure dove si trova la Germania!

Nel primo volume avevo sottolineato le continue lamentele di Bridget sul proprio peso. Per fortuna l’autrice ha corretto il tiro e si sono notevolmente ridotte. Nonostante ciò il seguito è stato meno coinvolgente e lontano dall’iconico film. Le differenze con quest’ultimo sono diverse, come il personaggio di Rebecca, che nel film è una donna che si rivela essere interessata a Bridget e non a Mark; e la presenza più frequente di Daniel Cleaver.

Tutto sommato è stata una lettura piacevole e molto scorrevole, che consiglio se siete amanti del genere. Trovate il libro qui al prezzo di 8,41€.

 

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Il diario di Bridget Jones [RECENSIONE LIBRO]

Buongiorno lettori e buon sabato! Approfitto della pausa pranzo per scrivere una recensione su un libro appena terminato: Il diario di Bridget Jones. Erano diversi anni che volevo leggerlo e finalmente mi sono decisa a regalarmelo per Natale.

51aGH37H+pL._SX322_BO1,204,203,200_.jpgMangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi “pretendenti”. È il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humor e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.

Bridget Jones è una trentenne single, con un lavoro noioso, che si destreggia nella vita di tutti i giorni, tra chili di troppo e una dipendenza per alcool e sigarette. Bridget ha anche una grandissima cotta per Daniel, il suo capo con una reputazione di donnaiolo, che le invia messaggi spinti durante l’orario di lavoro. Nonostante i suoi genitori cerchino in tutti i modi di farla avvicinare a uomini rispettabili e un tantino noiosi come l’avvocato Mark Darcy, Bridget ha occhi solo per Daniel…

In questo libro Bridget ci racconta la sua vita tramite un diario, che copre un arco narrativo di un anno. Guardando il film mi ero – ovviamente – “innamorata” dell’affascinante Mark Darcy, interpretato da Colin Firth, ma con mio rammarico mi sono resa conto che nel libro compare davvero poco. Ad esclusione di qualche sporadica comparsa, fino alla fine Bridget e Mark non hanno davvero molte interazioni.

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Il libro non si focalizza tanto sulla storia d’amore, quanto sulla vita di Bridget e le difficoltà col l’accettazione di sè. In questo proposito voglio aprire una parentesi.

Le giornate di Bridget iniziano con un resoconto sui chili di peso persi o acquistati, delle calorie ingerite, sigarette fumate e alcool consumato. Questo tema si ripercorre per tutta la durata del libro e la donna continua a rivolgersi a se stessa come un’obesa, rimarcando in continuazione i rotoli di grasso e la lista dei cibi che ingerisce. Se all’inizio poteva trattarsi di una trovata divertente e originale, dopo un po’ ha iniziato a stancarmi. Principalmente mi ha infastidita che una donna con il peso di circa 55-57 kg venga considerata obesa da se stessa e dalla società. Sarà che io l’ultima volta che pesavo 55kg andavo probabilmente alle elementari!

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Il che è un peccato, perché tutto sommato Il diario di Bridget Jones è una lettura scorrevole e divertente, ma viene appesantita da quanto sopracitato. Per me, che obesa lo sono davvero, questo libro invece di intrattenermi come avrei creduto, mi ha fatta sentire inadeguata.

Un altro aspetto che non ho gradito è la caratterizzazione dei personaggi secondari. Gli amici di Bridget sono abbastanza presenti sulla carta, ma sono ridotti a delle semplici comparse. Non hanno personalità o comunque di loro non sappiamo a sufficienza di loro per farci un’idea più precisa. La stessa cosa, come già ribadito poco fa, vale per Mark.

Il diario di Bridget Jones è comunque una lettura piacevole, che ha dato vita a una serie di film decisamente migliori. Il film riesce infatti a colmare molte delle lacune che traspaiono dal libro.

Ad ogni modo continuerò la serie, pertanto prossimamente potrebbe uscire la recensione del secondo volume. E voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

Se volete acquistare il libro potete farlo qui.

 

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La caccia del falco vol.1 [RECENSIONE FLASH]

Buona sera cari lettori del blog e buon anno! Cominciamo questo 2019 con una nuova recensione flash del libro Il Lascito – La Caccia del Falco vol.1, di Calvin Idol, un blogger che seguo ormai da un po’. Ma bando alle ciance e iniziamo subito con le mie impressioni sulla lettura!

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Autore: Calvin Idol

Titolo: Il Lascito – La Caccia del Falco Vol. 1

Prezzo: 1€

Uscita: 1/12/2018

Link: Amazon

Il Lascito – La Caccia del Falco, è un romanzo fantasy ambientato a Jotnarheim, un mondo dove tecnologia e magia si incontrano.
Un mondo dove uomini modificati attraverso riti oscuri, chiamati arswyd, vengono usati come armi, per destabilizzare governi e ribaltare le sorti delle guerre.
I regni cercano di sfruttare queste risorse per i propri scopi: chi alla ricerca del controllo sul popolo, chi guidato da un fanatismo religioso, e chi all’inseguimento di un ideale di libertà ormai obsoleto.

La storia si sviluppa attraverso il punto di vista di cinque protagonisti:
– Doran, un giovane Cacciatore di arswyd costretto a causa di un equivoco a tradire il proprio ordine.
– Kahyra, una ragazza in cerca di vendetta dopo l’assassinio del padre.
– Ygg’xor, un pirata e sicario, avido di denaro e amante delle belle donne, che mette in moto eventi inarrestabili.
– Ceaser, una guardia reale incaricata di scortare la principessa di cui è innamorato verso la città in cui sarà offerta come sacrificio umano.
– Eryn, la principessa che, dopo aver perso ogni cosa, si ritrova in balia degli eventi, usata in modi diversi dallo zio e da un re straniero per poter avere il trono che fu di suo padre.
I cinque cercheranno di sopravvivere, alcuni in cerca di vendetta, altri di un semplice modo di sfuggire alla guerra civile.
Alla ricerca del proprio posto in un mondo cinico e brutale, dove nessuno è al sicuro, neppure un re.

La Caccia del Falco è un romanzo autopubblicato, ma sono rimasta piacevolmente stupita nel vedere che i refusi sono praticamente assenti. Ci tengo quindi a complimentarmi con l’autore per la cura che ha posto nell’editing, perché io stessa so quanto impegno richiede un progetto di questo tipo e Calvin Idol se l’è cavata egregiamente.

Iniziando il romanzo il lettore viene trasportato fin da subito nel mondo di Jotnarheim, attraverso i punti di vista di cinque personaggi diversi. Nonostante abbia apprezzato questa modalità proseguendo con la lettura, all’inizio ho fatto un po’ fatica a non restarne sopraffatta. Questo accade perché si entra da subito nel vivo della storia e manca un momento di assestamento nel quale ci viene spiegato per bene il contesto nel quale ci troviamo.

Ma non temete, una volta superato questo ostacolo la lettura scorre in modo molto fluido, anche grazie alla capacità dell’autore di dare vita a dei dialoghi sempre credibili e quasi mai noiosi (Nonostane alcuni passaggi del punto di vista di Ygg’xor siano un po’ lenti a mio parere, ma forse è un problema mio).

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, alcuni più di altri ed è facile affezionarsi a loro. L’autore sa il fatto suo, la scrittura di Calvin Idol non ha nulla da invidiare ad autori molto più navigati. Sebbene La Caccia del falco sia un romanzo fantasy è molto diverso dai soliti libri che riempiono gli scaffali delle librerie. Si contraddistingue di certo per la sua originalità.

Spero che nel seguito, che uscirà tra l’altro questo mese, venga approfondito il mondo nel quale si muovono in protagonisti, magari con qualche accenno a come si è arrivati a quel punto. Anche la figura del arswyd è molto interessante, ma ancora poco approfondita. Il primo romanzo si è infatti focalizzato di più sui personaggi, trascurando un po’ il contorno. Essendo questo il primo volume di una saga sono certa che molti dei dubbi troveranno un chiarimento in futuro.

In attesa di ciò, voglio complimentarmi sinceramente con l’autore per aver dato vita a un romanzo davvero ben scritto e avvincente.

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Le mie parole, le tue parole: una raccolta di poesie di Matteo Lamia

Buona sera cari lettori del blog. Oggi voglio presentarvi una raccolta di poesie che ho avuto il piacere di leggere di recente. Ringrazio la casa editrice Edity e l’autore per avermi fornito una copia della lettura.

Ci tengo a precisare che non sono una grande esperta di poesie, ma farò del mio meglio per cercare di spiegare che cosa mi ha lasciato questa raccolta.

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Piccola e intensa raccolta di poesie, nella forma antica e mai fuori moda del genere della lirica descrive l’amore per la vita e il lancio entusiastico verso questa. L’autore, al suo esordio, si racconta e condivide col lettore singoli e vivi momenti della sua quotidianità con l’intenzione di incoraggiare a una vita vera, autentica, che di certo costa sacrificio, ma è un sacrificio ben ripagato dalla luce dei propri occhi e dalla pace nel cuore.

La raccolta si apre rivolgendosi al lettore, è quasi come un augurio da parte del poeta a non lasciarsi distrarre da quella che è la meraviglia della vita, a non lasciarsi tentare dalla tristezza. È un augurio ad aprirsi all’amore, abbandonando ogni pensiero. E non si può che iniziare questo viaggio proprio da un libro.

Il nostro percorso poetico affronta diverse tematiche, che si intrecciano tra loro in tutta la raccolta, c’è l’amore per la vita, che è soprattutto un grande mistero. Un mistero perché la vita ci viene donata, non sappiamo come o perché, accade semplicemente. Ed è per questa ragione che bisogna lasciarsi “travolgere” dalle bellezza che essa ci offre.

Ma la vita non è solo amore, è anche dolore. E addentrandosi nel dolore, le poesie assumono un tono quasi “dark”, arrivando ad affrontare anche il tema della morte.

“la Vita avviene

la Vita mi chiama,

e io non posso più

rimandare

io mi devo incarnare”

Tra la morte e la vita emerge la vicinanza del poeta alla spiritualità. Si rivolge al Padre, ed è a lui che dedica la poesia di ringraziamento.

“Grazie, Padre, Signore del tempo e della mia anima,

perché a Te, a Te solo,

io devo la mia vita.”

L’autore lo ringrazia per avergli donato la vita, permettendogli di essere testimone delle bellezze da lui create. Gli è riconoscente per l’amore, la pace, la famiglia, ma anche per la Chiesa che lo ha accolto.

Se dovessi descrivere la raccolta in poche parole direi che si tratta di un vero e proprio “inno alla vita“. Una vita che non è di certo semplice, ma è attraversata da momenti di dolore e perdite. Questi istanti possono però diventare un mezzo per avvicinarsi ancora di più alla vita stessa e alla spiritualità. E spetta ad ogni individuo goderne appieno.

La lettura del libro Le mie parole, le tue parole non è semplice, non è quel tipo di lettura alla quale concedersi distrattamente. È necessario che il lettore si soffermi su ogni verso, finendo inevitabilmente per farlo suo. È un viaggio nell’Io più profondo, nell’anima dell’autore che si mette a nudo, nero su bianco.

Devo essere sincera, ci sono stati alcune poesie, soprattutto quelle dedicate a Dio che, da atea, ho fatto più fatica a sentire vicino. Ma è stato comunque una bellissima lettura, che mi ha permesso di riflettere sulla mia vita e sulle mie scelte.

Lo consiglio a ciunque ami la poesia, ma anche a chi, come me, si è appena avvicinato ad essa.


∼ L’autore

Matteo Lamia nasce a Palermo nel 1984. Studente presso l’Università degli studi di Palermo, si definisce estroso, sensibile a tutto ciò che è bello e innamorato della vita. Al suo esordio poetico, alle spalle ha vivide letture di autori come Conte, Borges, Whitman, Neruda, Szymborska, Baudelaire, Penna.


Potete acquistare il libro qui. Oggi è peraltro in offerta a 5,00€! Non vi resta che approfittarne!

 

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Danny Young e il torneo delle quattro accademie || recensione del fantasy YA

Buongiorno a tutti i lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un libro che ho avuto il piacere di leggere negli ultimi giorni, e se mi seguite su Instagram avrete capito di che cosa si tratta. Danny Young e il torneo delle quattro accademie, dell’autore Fabrizio Mondo, mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice Edity, che ringrazio per la cortesia e disponibilità.

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Dopo che la città di Athan City ha subito un violento attacco, gli adolescenti vengono obbligati a frequentare un accademia di arti marziali per cinque anni, in modo da aver gli strumenti necessari per riuscire a difendersi. Danny Young, tredicenne cresciuto in una fattoria nella periferia della città deve scegliere tra una delle quattro accademie, dove inizierà per lui un percorso di formazione fisica e spirituale. Quello che Danny Young non sa è che il suo passato tornerà a tormentare lui e la sua famiglia, svelando una realtà di cui non era a conoscenza…

È la prima volta che leggo un libro che ha come tema le arti marziali e devo dire che sono rimasta molto stupita. L’ambientazione scelta dall’autore e l’argomento attorno al quale ruota la saga sono senz’altro originali e ben pensati.

Athan City è l’ambientazione del romanzo, dove risiedono le quattro accademie, instaurate dopo un attacco devastante alla città. Al compimento dei quattordici anni ogni adolescente è obbligato a compiere una scelta che lo porterà a vivere per dieci mesi all’anno in una delle accademie: la rossa, la blu, la nera o la bianca.

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Quando tredici anni prima la città ha subito l’assedio, il piccolo Danny è stato affidato a alle cure di due contadini, in seguito alla morte dei suoi genitori, brutalmente uccisi nell’attacco. I nuovi tutori proteggono il bambino, crescendolo come il proprio figlio e nascondendogli il proprio passato. Ma la sua vera natura non può fare a meno di uscire allo scoperto con il proseguire della storia.

Danny è l’unico personaggio nel quale l’autore si sofferma, perché gli altri personaggi restano ancora molto abbozzati.

È facile capire che l’autore stesso pratica queste discipline, lo si evince dalla cura per i dettagli e dal rispetto per il contesto nel quale si muove il protagonista. Ho apprezzato molto l’idea delle quattro accademie, ognuna con caratteristiche diverse e al momento della scelta non vedevo l’ora di scoprire verso quale accademia sarebbe partito Danny.

La lettura di questo primo volume mi ha lasciato con molti interrogativi e la voglia di proseguire il prima possibile. Avrei preferito che il libro fosse più lungo di almeno un centinaio di pagine perché, anche se so che ci sarà un seguito, alcuni aspetti vengono soltanto abbozzati, lasciando la mia curiosità insoddisfatta. Almeno per il momento.

La storia è davvero originale e vedrei benissimo Danny Young come protagonista di una saga cinematografica!

Il mio voto per questo romanzo è di 4 su 5.

∼ L’autore

Fabrizio Mondo è un appassionato di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale

Potete acquistare il libro sul sito della casa editrice Edity, o online nei principali store come ibs.

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Io sto con Vanessa [RECENSIONE]

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Un piccolo mio pensiero su un libricino disegnato in cui l’argomento principale è il BULLISMO.

È proprio vero che per certi temi non c’è bisogno di usare parole.

“Io sto con Vanessa”.

Un fumetto senza parole, in cui è espresso tutto ciò che la voce non riuscirebbe a dire.

Il bullismo tra i bambini.

Una nuova bimba viene bullizzata da un suo compagno di classe. Un finale, veritiero, che fa riflettere.

Facciamo sì che vi sia una sensibilizzazione per argomenti del genere.

Cambiamo il futuro.

Perché quella bambina un giorno potresti essere tu o qualcuno a te molto vicino.

Non è una minaccia, eh.

È, purtroppo, un REALE problema al quale DOBBIAMO metterci un punto.

Trovate il libro su amazon al prezzo di 10,96€.

La piccola Vanessa, una nuova studentessa timida e riservata, diventa vittima di un bullo dopo la scuota e corre a casa in lacrime. Un’altra bambina la vede e si preoccupa così tanto da dirlo agli altri compagni. La testimone resta sveglia tutta la notte, in pensiero per l’amica, e al mattino ha un’idea: andrà a prendere Vanessa e l’accompagnerà a scuola. Sulla via, le due sono raggiunte da un altro bambino, poi da un altro e da un altro ancora. Poco a poco un corteo di bimbi sorridenti affianca Vanessa e la scorta fino in classe, mentre il bullo si allontana imbarazzato.”

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A star is born: il film con Lady Gaga e Bradley Cooper [RECENSIONE]

Buongiorno a tutti i lettori del blog e buon inizio settimana! Oggi voglio parlarvi di un film che sono andata a vedere ieri, dopo aver letto diverse recensioni più che positive (come quella di Serial Escape). Si tratta di A star is born, con protagonista Bradley Cooper e Lady Gaga.

Jackson Maine, un cantautore di fama mondiale, incontra Ally mentre si sta esibendo dal vivo in un club. Jackson rimane affascinato dal talento della giovane e la trascina nel suo mondo. Ally viene presto ingaggiata da una casa discografica, mentre al tempo stesso Jackson deve affrontare la sua dipendenza da droga e alcool.

Non sono mai stata una fan di Lady Gaga, anche perché la mia conoscenza della sua musica si limitava a canzoni come Poker Face e Bad Romance, ma sapevo che dietro alle hit commerciali si nascondeva una grande voce. Non mi aspettavo però di emozionarmi così tanto nel sentirla cantare, sia in duetto con Bradley Cooper, che da solista. La sua non è solo una bella voce, ma è in grado di trasmettere qualcosa e colpire nel profondo. Non so se sia stata la scelta di cantare tutte le canzoni dal vivo (invece di utilizzare il playback come fanno la maggiorparte dei film) ma Gaga e Cooper hanno fatto centro.

Nonostante qualche apparizione in alcuni show, come American Horror story, è la prima volta che vedo Lady Gaga recitare e devo dire che mi ha stupita. L’alchimia tra lei e Bradley Cooper è molto forte ed anche in grado di sostenere un film di oltre due ore. Cooper dal canto suo ha dato un’ottima prova vocale (e chi l’avrebbe mai detto che sa pure cantare?!) e un debutto alla regia molto interessante.

A star is born mostra gli aspetti più nascosti della fama e di esseri umani idolatrati dal pubblico che finiscono per non essere più considerati tali. È anche il viaggio di due persone che si ritrovano all’improvviso in una realtà completamente nuova.

Abbiamo Ally, giovane squattrinata con la passione del canto, diventare all’improvviso una cantautrice di fama mondiale. E poi abbiamo Jackson, un’artista assuefatto dalle dipendenze che riscopre la passione per la musica attraverso Ally.

Sono due esseri umani, assolutamente imperfetti, ma che quando sono insieme riescono a dar voce alla propria anima.

Il progetto di un remake del film originale del 1937 era in cantiere già da qualche anno, anche se gli attori principali sarebbero dovuti essere Tom Cruise e Beyoncé. Per fortuna entrambi hanno rinunciato e Bradley Cooper è diventato il regista, coinvolgendo in seguito Lady Gaga.

Se A star is born venisse candidato agli Oscar non ne sarei stupita. Che Lady Gaga possa ottenere una nomination? Staremo a vedere, e nel frattempo incrociamo le dita!

E voi lo avete visto? Vi è piaciuto? Vi aspetto nei commenti!

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Un fumetto da leggere in autunno: Le Castagne di Martorana

Buona sera a tutti i lettori del blog! Come procede la settimana? Oggi voglio parlarvi di un fumetto che mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice Edity e che secondo me è una lettura perfetta per questo periodo autunnale. Si tratta di “Le castagne di Martorana”, dei tre autori Luca Rizzuto, Tancredi Vasile e Vincenzo Terranova, con i disegni di Antonio Nonnato.

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“Vorrei rivedere la nonna per un’ultima volta, per poter rifare con lei la frutta di martorana.” è il desiderio espresso da Sebastiano, un ragazzino in lutto per la morte della propria nonna. Insieme alla cugina Inara, Sebastiano affronta un viaggio nel Regno dei morti, attraverso la storia e la città di Palermo, durante il giorno per la Festa dei morti.

∼ La mia opinione

Le castagne di Martorana è un fumetto che si legge in breve tempo, ma che non può fare a meno di trasportare il lettore in un viaggio tra realtà e fantasia. Un viaggio attraverso le vie di Palermo, che se avete avuto la fortuna di visitare ritorverete in ogni disegno. Se invece, come me, non siete mai stati in questa città avrete occasione di scoprirla pagina dopo pagina.

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Possiamo quasi definire Palermo come uno dei personaggi del fumetto, al pari di Sebastiano e Inara. È facile capire l’affetto che gli autori hanno per questa città, lo si evince dalla cura per i dettagli e la delicatezza dei temi trattati.

Curiosando tra i post della pagina Facebook di Le castagne di Martorana, ho trovato le foto dei luoghi originali, abbinati ai disegni ispirati ad essi e devo dire che la cura per i dettagli è notevole.

Ma Le castagne di Martorana è anche un viaggio nella storia che ha plasmato Palermo, troppo spesso sconosciuta, fatta anche di miti e leggende. Vi consiglio di visitare la pagina anche per scoprire le realtà storiche dietro ai personaggi che incontrerete durante il vostro viaggio, in compagnia di Sebastiano e Inara.

Se volete acquistare il fumetto lo trovate qui al prezzo di 5,00€.


Informazioni generali

A cura di: A cura di: Fabrizio Failla, Luca Rizzuto, Tancredi Vasile, Vincenzo Terranova, Antonio Nonnato.

ISBN: 978-88-85812-13-0

Pagine: 60


Recensioni

La bambina che guardava i treni partire [RECENSIONE]

Un libro che tocca il cuore.

Storia di quel razzismo, atroce e crudele, che costringeva la gente ad aver paura persino di respirare.

“Era il 18 novembre 1940. Il tempo del disprezzo era cominciato”.

Una storia vera.

Un romanzo storico, articolato dall’autore, Ruperto Long, in varie “interviste” in cui viene raccontato il modo in cui la gente che ha “vissuto” la Seconda Guerra Mondiale, lottando, chi con le armi e chi col cuore; non manca il racconto di una delle più spietate SS, Klaus Barbie, di cui tutti avevano più timore.

“Ammiravo il nostro Fuhrer Adolf Hitler. Come erano limpide le sue idee. Gli ebrei devono essere sterminati. Bisogna estirpare gli ebrei”

In risalto vi è il pov di Charlotte, una piccola bambina che è costretta a girovagare in cerca di un riparo dai nazisti, preferendo, alcune volte, persino la compagnia dei topi piuttosto che essere scoperta durante le retate delle SS.

In quel clima di terrore, di continui spostamenti, in un mondo in cui ci si sente estranei, Leòn dà tutto se stesso per la sua famiglia, generando sorrisi, che erano diventati ormai rari e preziosi.

“Quel trasferimento ci fece tirare un sospiro di sollievo. Lo dicemmo a Leòn. Non dimenticherò mai il suo sguardo di orgoglio. Si permise soltanto di abbozzare un sorriso. Non aveva deluso la sua famiglia. Per lui era tutto”.

Gente solidale, uomini approfittatori.

Un finale in cui l’indifferenza regna sovrana fra la gente.

Una famiglia unita sembra essere l’unica cosa che conta.

Potete acquistarlo qui.

Curiosità, Recensioni

Se mi guardo da fuori di Teresa Righetti [RECENSIONE FLASH]

Buongiorno cari lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un libro che mi è stato possibile leggere grazie alla casa editrice DeA Planeta, che ringrazio. Si tratta di “Se mi guardo da fuori” di Teresa Righetti. Vi lascio alla sinossi e alla mia opinione in merito alla lettura.

41WuMlZhAFL._SX316_BO1,204,203,200_.jpgA Serena non manca niente per essere felice: ha venticinque anni, una laurea in arrivo, una famiglia che le vuole bene, una casa che era del nonno paterno e dove presto potrà abitare. Nella sua vita tutto può succedere, e invece non succede. Forse perché non sa ancora cosa vuole, qual è il sogno da inseguire, che tipo di donna essere. O forse perché si sente ovunque fuori luogo e inappropriata. E così, mentre resta in questo limbo e aspetta l’illuminazione, lavora come cameriera al Chiosco, dove ogni sera si radunano tutte le categorie umane di Milano, che bevono e ridono e si divertono come se non facessero altro da sempre. Ma in mezzo a loro, la paura di essere invisibile, o semplicemente “poco interessante”, diventa ancora più grande. Fino a quando l’incontro con Leo, un cliente del Chiosco, le porterà una dura conferma – a volte è dietro i sorrisi che si nasconde il dolore – e al tempo stesso la consapevolezza che non serve guardare lontano per trovare persone disposte a prenderci come siamo, anche quando non siamo ancora niente. E così Serena smetterà di osservare, e inizierà a scegliere.

Il punto di forza di questo libro è lo stile dell’autrice, che è riuscita a caratterizzare molto bene il personaggio di Serena, nella quale mi sono ritrovata più volte nel corso della lettura. Ha dato vita a una protagonista che si sente inadeguata tra la gente, che vorrebbe saper dire la cosa giusta al momento giusto, ma che è il tipo di persona che se ne sta semplicemente in silenzio per paura che il resto del mondo scopra che lei è diversa.

Quelli che ti dicono – Quando sei tra gente che non ti conosce puoi essere la persona che vuoi – mentono.

Serena è una che osserva. Osserva i ragazzi che vanno e vengono al Chiosco nel quale lavora. Sembrano tutti uguali i ragazzi del chiosco, “portano giacche eskimo, pantaloni cachi, cappotti vintage che hanno ereditato da qualche parente.”  Più osserva però e più si sente estranea alla realtà che la circonda. L’inadeguatezza che la soffoca viene ribadita di continuo, forse perché è così parte della sua vita che non conosce altro modo in cui esistere. Non può fare a meno di restare coinvolta da Leo però, uno dei frequentatori abitudinari del chiosco.

Leo è una di quelle persone che Serena ha sempre osservato da lontano. La coinvolge nella sua vita fatta di feste e uscite, amici e risate. Serena vuole provare a sentirsi parte del suo mondo, ma Leo sarà in grado di capirla?

La trama è forse l’aspetto più debole del romanzo, in quanto si regge più sulle considerazioni di Serena che uno svolgimento vero e proprio. In Se mi guardo da fuori non troverete colpi di scena o una trama che vi terrà incollati alle pagine, bensì un viaggio attraverso i dubbi e le incertezze di una giovane donna. È facile immedesimarsi in Serena perché chi non si è mai sentito estraneo o inadeguato nei confronti della propria vita? L’autrice descrive un’età che è per molti fatta di bivi e decisioni, è un momento di crescita ma anche di confusione. In questo ha decisamente fatto centro.

Ci sono però anche degli aspetti negativi, come le troppe divagazioni su personaggi di contorno, che in alcuni punti hanno reso la lettura lenta, e come già ribadito una trama troppo debole rispetto alla caratterizzazione dei protagonisti.

Credo comunque che il romanzo d’esordio di Teresa Righetti sia un ottimo punto di partenza, che segna senza dubbio l‘inizio di una carriera promettente.

Potete acquistare Se mi guardo da fuori anche su amazon al prezzo di 12,75€.