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RECENSIONE FLASH – Immortal della blogger Katiuscia Napolitano

Ciao a tutti i lettori del blog! Come avete trascorso il weekend? Oggi voglio parlarvi di un libro che ho appena terminato, scritto da una blogger che seguo: Katiuscia Napolitano (La trovate sul blog Little K Library || RaccontAmi) con Immortal, pubblicato nel 2015.

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Firenze, dicembre 1999.Due giovani amanti immortali, Sally e William, trascorrono le loro notti a caccia di vittime ignare e i pomeriggi tra shopping e passeggiate lungo l’Arno. A interrompere una serena e appagante routine arriva la convocazione dell’anziano Cesar, capo della congrega dei vampiri. Al raduno, a cui convergono molte creature della notte, egli spiega che è necessaria una trasferta a New York per combattere compatti contro la setta delle Streghe Arcane, acerrime e pericolose nemiche dei vampiri. Le Arcane, secondo un rapporto ritenuto affidabile, hanno trovato un antico manufatto capace di rivelarsi un’arma micidiale. Poco convinti della situazione Sally e William vorrebbero rifiutarsi di andare ma le leggi della congregazione non ammettono disubbidienza a un Anziano. Pertanto, dopo pochi giorni fervono i preparativi per la partenza. Sally, tuttavia, è turbata da confusi ricordi di un passato che non riesce ad afferrare completamente. Ricordi che William ha sì cancellato nel momento in cui l’ha trasformata quasi duecento anni prima combattendo per lei contro tre giovani streghe, ricordi però che nonostante tutto cercano di riemergere dalle nebbie della memoria di Sally.

∼ Recensione

Devo ammettere di non essere mai stata una fan del genere gotico, soprattutto del mondo dei vampiri, ma quando ho saputo che Katy aveva scritto un libro ho voluto assolutamente leggerlo!

Quando si scrive di vampiri il rischio di emulare saghe di successo come Twilight è sempre concreto. Forse è questa la ragione principale che mi ha tenuta alla larga da questo genere fino ad oggi, non volevo leggere l’ennesima storia d’amore tra un essere umano e un vampiro. In Immortal ho però trovato tutt’altro e riassumerei il libro con una parola chiave: ORIGINALITÀ.

In questo libro non ho infatti trovato stereotipi tipici di tante letture di questo tipo. Il romanzo segue una trama unica su due linee temporali diverse, snodandosi tra il 1999 e il 1779.

Nel 1999 troviamo Sally e William, una coppia di vampiri immortali, in procinto di partire per New York su ordine dell’ anziano Cesar, capo della congrega dei vampiri. Sally  però è turbata, non riesce a ricordare la propria vita prima di William. In un alternarsi tra due epoche l’autrice, poco alla volta, ci mostra gli eventi che hanno portato William e Sally insieme, e un gruppo di amiche disposte a tutto per salvare quest’ultima dalla morte.

Non ho mai avuto dubbi sul talento per la scrittura di Katiuscia Napolitano, ho letto infatti in più occasioni alcuni racconti scritti da lei sul blog. Immortal è stata un’ulteriore conferma delle sue capacità. La scrittrice ha uno stile scorrevole, che non annoia mai e spinge il lettore a volerne sapere sempre di più.

Se dovessi trovare un difetto in questo libro direi che avrei preferito fosse più lungo e che alcuni momenti fossero stati approfonditi di più. Ma a mio parere ci sarebbe sufficiente materiale per un eventuale seguito, io lo leggerei senz’altro!

Il mio voto per questo libro è di 4,5 su 5.

Non vorrei rovinarvi il piacere della lettura perdendomi nel narrarvi una trama troppo approfondita, perciò la mia recensione flash si conclude qui. Se siete interessati ad acquistare Immortal lo trovate su Amazon al prezzo di 5,99€ per la versione ebook e di 10,68€ per la copertina flessibile.

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[RECENSIONE FLASH] Ti ricordi di me? di Sophie Kinsella

Ciao a tutti, come procede la settimana? In questo periodo avevo voglia di focalizzarmi su una lettura leggera da ascoltare con Audible durante il lavoro e la mia scelta è ricaduta su Ti ricordi di me? di Sophie Kinsella.

ti ricordi.jpgQuando Lexi si sveglia in un letto di ospedale, non ricorda proprio cosa le sia successo. È convinta di avere 25 anni, di essere povera in canna, con una vita sentimentale disastrosa, i denti storti e le unghie mangiate… E invece eccola fresca di parrucchiere, con una bocca perfetta, mani curatissime, un lavoro da super manager e… un sacco di soldi! Sì, perchè oltretutto è sposata a un bellissimo miliardario. Ma come è possibile? Il fatto è che lei in realtà ora ha 28 anni, ma non ricorda nulla del suo passato recente, marito compreso, e non riesce proprio a riconoscersi. Ma almeno ha la vita perfetta, e questo sembra un buon inizio… o no?

 

∼ Recensione Flash

Lexi ha 25 anni, un ragazzo che non ama, un conto corrente in rosso, denti storti e unghie rovinate. Dopo una caduta durante un’uscita tra amiche si risveglia in ospedale, ma la donna che vede allo specchio è molto diversa da quella che ricorda. Ben presto scopre di aver dimenticato tre anni della propria vita, durante i quale sembra aver raggiunto traguardi che non avrebbe mai creduto possibili. Ma la vita perfetta esiste davvero?

Nel leggere Sophie Kinsella non mi aspettavo di certo di andare incontro a un romanzo che mi cambiasse la vita, questa lettura aveva il mero scopo di intrattenermi per qualche ora durante il lavoro. Mi aspettavo quindi una storia scritta piuttosto male, ma scorrevole e divertente. In Ti ricordi di me? ho trovato uno stile molto semplice e dillettantistico, ma anche una trama che non mi ha affatto coinvolta, annoiandomi dall’inizio alla fine.

Sophie Kinsella è conosciuta per le sue storie condite di humor, di cui però io non ne ho trovata traccia. La trama è piuttosto scontata e i personaggi non vengono approfonditi a dovere. Non ho apprezzato la protagonista. Mi è sembrato che la scrittrice volesse calcare troppo la sua goffagine, finendo per renderla insopportabile.

Sinceramente sono stupita di aver trovato così tante recensioni positive per questo libro, perchè per me, nonostante non avessi aspettative troppo alte, è assolutamente bocciato.

Il mio voto è di 2 su 5.

Se volete acquistare il libro lo trovate su amazon al prezzo di 10,62€.

 

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[RECENSIONE] Quando eravamo eroi di Silvio Muccino

Ciao a tutti i lettori del blog e buon inizio settimana! Dovete scusarmi per l’assenza degli ultimi giorni ma sono stata un po’ impegnata con il lavoro, recupererò il prima possibile! Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto per il mio club del libro: Quando eravamo eroi di Silvio Muccino.

muccino.jpgAlex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all’altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, ma, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità…

Prima di scegliere il libro per il club mi è capitato di guardare alcune interviste di promozione al libro, che hanno scatenato la mia curiosità. Avendo inoltre letto diverse recensioni positive le mie aspettative erano piuttosto alte. Le caratteristiche per rendere interessante questo libro c’erano tutte, persino un “mistero” che ha catturato la mia attenzione fin dalla sinossi. Eppure nonostante le buone premesse ci sono diversi aspetti che non mi hanno convinta del tutto…

Possiamo definire Quando eravamo eroi come una storia di amicizia, ma anche di transizione dall’adolescenza all’età adulta. I protagonisti sono cinque amici, cinque “alieni” la cui vita ha subito una brusca svolta quando uno di loro, Alex, li abbandona senza alcuna spiegazione. Quell’abbandono si ripercuote inevitabilmente sulle vite degli alieni, spezzando l’equilibrio che si era creato tra loro. E così l’autore ci invita nelle loro vite, segnate da un dolore che non si è mai rimarginato del tutto.

E per scoprire che cosa è successo ad Alex, i quattro amici ormai cresciuti accettano il suo invito a trascorrere un weekend nella sua casa di campagna. Per loro niente sarà più lo stesso…

silvio_muccino-k99F--1280x960@Web.jpgQuando eravamo eroi è un libro che si legge davvero in poco tempo, io stessa l’ho terminato in una mezza giornata. Silvio Muccino è senz’altro un discreto scrittore, non eccezionale ma si tratta pur sempre della sua prima opera in solitaria.

Se da una parte abbiamo i quattro amici, Eva, Rodolfo, Torquemada e Melzi piuttosto ben caratterizzati, con Alex lo scrittore si è mantenuto in superficie. Il protagonista è fin troppo perfetto, troppo buono, troppo apprezzato dagli altri e per me è stato difficile entrare in sintonia con lui. Mi è inoltre sembrato che Muccino abbia voluto strafare nel dipingere gli animi complessi degli altri quattro alieni, finendo per dare vita a dei personaggi che si avvicinano troppo a uno stereotipo.

A mio parere l’idea di fondo di questo romanzo è buona, ma non è esente da difetti, anzi. Ci sono ancora molte cose che potrei dire di Quando eravamo eroi, ma siccome la storia di concentra in un romanzo di 236 pagine ogni parola in più potrebbe rovinarvi la lettura.

Il mio voto per questo libro è di 2,8 su 5.

P.S: Vorrei anche fare un appunto sulla copertina, che per quanto sia carina non ha niente a che fare con il romanzo. Per cominciare i personaggi del libro sono cinque, mentre l’immagine ne raffigura tre, e in secondo luogo quando gli alieni si incontrano sono già adolescenti, mentre sulla copertina troviamo dei bambini. Qualcuno ha capito il nesso tra romanzo e copertina? In tal caso fatemi sapere nei commenti!

Potete acquistare Quando eravamo eroi su amazon, al prezzo di 14,45€.

E a voi è piaciuto Silvio Muccino nelle vesti di scrittore?

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Harry Potter: Hogwarts Mystery – La mia opinione

Buon venerdì sera a tutti i lettori del blog. Oggi voglio parlarvi di un gioco che sta spopolando in questi giorni e che è uscito il 25 aprile per iOS e Android: Harry Potter: Hogwarts Mistery.

Le premesse per un gioco che tenesse incollato generazioni di fan al proprio smartphone c’erano tutte, eppure a pochi giorni dall’uscita ha già deluso una buona parte di pubblico. Che cos’è che non funziona in questo gioco? Scopriamolo insieme!

Ma prima di analizzarne gli aspetti negativi partiamo dal principio. In che cosa consiste Hogwarts Mystery?

Tocca a TE frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts! Parti per un’avventura tutta tua in questo nuovissimo RPG ambientato nel mondo magico di Harry Potter anni prima della sua iscrizione a Hogwarts. Scopri stanze inesplorate del castello di Hogwarts e risolvi antichi misteri. Impara potenti incantesimi e nozioni dal professor Silente, Piton e molti altri. Duella coi tuoi rivali e crea alleanze con nuovi amici perché ti aiutino durante le tue avventure. In questo gioco innovativo per mobile di Portkey Games, casa videoludica di WBIE, sei tu il centro della nuova storia del mondo magico di Harry Potter.
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La storia si apre con il nostro avatar che viene ammesso a Hogwarts e si ritrova a Diagon Alley per acquistare il necessario per l’anno scolastico.  Una volta raggiunta la scuola il giocatore può scegliere in che casa vuole essere smistato. Questo aspetto non mi è piaciuto, avrei preferito un test di smistamento piuttosto che una libera scelta.

Fin da subito appare chiaro che il game play effettivo consiste davvero in poche azioni, e si focalizza perlopiù nello sviluppo della trama. Il giocatore è guidato per l’intero tempo da indicazioni su ciò che deve fare e come deve muoversi.  Per proseguire con i livelli deve frequentare le lezioni e interagire con gli altri personaggi, ma ogni azione costa determinati punti energia. Una volta terminata l’energia il giocatore è costretto ad aspettare, oppure può velocizzare il processo tramite l’acquisto di gemme in cambio di denaro vero. L’energia che viene fornita ad ogni avatar è però troppo poca e in breve tempo ci si ritrova a dover aspettare per proseguire con la trama.

Per essere un gioco per smartphone devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla grafica, i personaggi sono realistici, anche se avrei preferito una maggiore libertà negli spazi di Hogwarts. Non è infatti possibile esplorare il castello in libertà.

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Tuttavia dopo poco tempo la NOIA è il sentimento che è prevalso più di tutti. Ad esclusione della trama, che segue uno sviluppo interessante, non c’è poi molto altro da fare, se non cliccare in continuazione dove ci viene indicato dal gioco stesso. L’unica libertà è data dalle interazioni con gli altri personaggi. Durante alcuni dialoghi il giocatore può infatti scegliere tra tre diverse risposte, che incideranno sui punti esperienza dell’avatar.

Al momento sono ancora al primo anno, perciò mi auguro che il gioco migliori con il passare degli anni scolastici e dei livelli, ma se invece si mantiene sulla stessa linea non credo continuerò a giocarci. E voi lo avete già scaricato?

Se volete leggere altri articoli a tema Harry Potter potete trovarli qui:

 

 

 

 

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[RECENSIONE] Maze Runner. Il labirinto

Buongiorno a tutti i lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un romanzo che volevo leggere da tanto tempo e che mi è stato consigliato da diverse blogger. Finalmente sono riuscita a iniziare la trilogia Maze Runner di James Dashner e vi parlerò del primo volume: Maze Runner. Il labirinto.
Potete acquistarlo su amazon al prezzo di 3,46€.

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Quando Thomas si risveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. […] Il mistero si infittisce quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di qualsiasi altra via di fuga, il Labirinto sembra essere l’unica speranza del gruppo… o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.

∼ Recensione

Devo essere sincera, scrivere questa recensione si sta rivelando molto difficile. Per Maze Runner ho provato sentimenti contrastanti e questa lettura è stata un’altalena di sentimenti diversi dall’inizio alla fine. Ma voglio parlarvene meglio nel dettaglio!

Quando Thomas si risveglia all’improvviso in un ascensore non ha idea di dove si trovi. Non ha alcun ricordo della sua vita precedente e non riconosce neppure i ragazzi che lo accolgono nella Radura, un’immenso spazio circondato da alte mura di pietra che danno su un labirinto che non sembra avere fine.

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Thomas è il protagonista del romanzo e anche se di lui sappiamo poco o niente, il suo carattere emerge durante la narrazione. Thomas è anche il punto di vista dell’intero libro e il lettore si ritrova così a scoprire la Radura attraverso i suoi occhi. Questo espediente narrativo aiuta a catturare l’attenzione del lettore, che si ritrova così a porsi delle domande. Tuttavia, come ho già accennato prima, ho provato dei sentimenti contrastanti nei confronti di questo primo capitolo. Se da una parte lo stile di Dashner ha catturato la mia curiosità, alla lunga l’ho trovato rindondante. Le informazioni che concede nella prima parte del libro sono davvero poche, così come gli eventi veri e propri, che ci contano sulle dita di una mano. Non si può dire lo stesso invece del finale, nel quale inizia finalmente a districarsi la matassa di nozioni, in un epilogo fin troppo sbrigativo.

Nonostante molte informazioni sulla vita nella Radura vengano lasciate in sospeso è stato facile immaginare quel luogo, così come i suoi abitanti: I Radurai. Mi è piaciuto come lo scrittore è riuscito a coinvolgermi nella loro quotidianità. Eppure nonostante abbia apprezzato alcuni personaggi, non sono riuscita ad affezionarmi davvero a nessuno di loro. Voglio però precisare che ho letto soltanto il primo volume della saga e che forse mi serve solo più tempo.

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“Questo posto è diventato la mia casa, anche se passiamo ogni giorno a sperare di andarcene.”

Un personaggio che invece proprio non ho apprezzato è Teresa. Teresa è la prima ragazza che viene mandata nella Radura, e anche colei che cambierà per sempre le vite di tutti i Radurai, innescando “l’inizio della fine”. Di lei sappiamo davvero troppo poco (almeno fin’ora) e per questa ragione non ho provato alcun sentimento positivo nei suoi confronti. Anzi l’ho trovata piuttosto insignificante.

Dopo la sfilza di commenti negativi voglio comunque spendere qualche parola in favore di Maze Runner, che nonostante tutto ho apprezzato. Credo che sia un buon punto di partenza per una saga che sono certa ha ancora molto da offrire, e che continuerò molto presto. Per questa ragione voglio promuoverla con la sufficienza, perché ha saputo intrattenermi, stimolando la mia curiosità.

Il mio voto è di 3,5 su 5.

 

 

 

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[RECENSIONE] L’Allieva di Alessia Gazzola #1

Ciao a tutti! Come procede la settimana? Dopo tantissimo tempo sono riuscita finalmente a leggere il primo romanzo della serie L’allieva di Alessia Gazzola. Ho visto la serie televisiva circa un anno e mezzo fa e poiché ne sono rimasta piacevolmente colpita, ho deciso di approcciarmi ai libri. Ho rimandato finché non ho ottenuto un mese gratis con audible, tramite un codice sconto (se lo volete anche voi scrivetemi un commento e sarò felice di indicarvelo!) e ho visto che nel catalogo era presente anche L’Allieva.

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Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.
∼ Recensione

Il romanzo L’Allieva segue le vicende di Alice Allevi, una specializzanda in medicina legale molto pasticciona e con un certo fiuto investigativo. Quando un cadavere viene rinvenuto in un appartamento di Roma, Alice si rende conto di aver conosciuto la vittima proprio il giorno precedente. Quella causalità la lega in modo indissolubile al caso e Alice è determinata a scoprire la verità, senza però evitare di cacciarsi nei guai…

Non so bene in che genere collocare questa lettura. Amazon lo inserisce sia nella categoria dei gialli, che dei romanzi rosa, ma a mio parere appartiene più alla seconda che alla prima. L’aspetto del giallo è infatti quasi come se facesse da sfondo alla vita sentimentale della protagonista, invece che esserne il centro del romanzo.

Il personaggio di Alice Allevi l’ho trovato al limite dell’irritante. Alessia Gazzola ha descritto la protagonista come una ragazza goffa e pasticciona ma queste caratteristiche vengono rimarcate così spesso da sfiorare l’assurdo. Credo che ci sia un limite alla goffagine di una persona, e lei lo ha ampiamente superato. Durante la lettura viene inoltre ribadito che Alice ama il proprio lavoro, ma non si impegna affatto nell’ottenere dei risultati concreti, comportandosi il più delle volte come una bambina.

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Gli altri personaggi principali sono Claudio, suo superiore con il quale ha un rapporto di amore-odio e Arthur, suo interesse amoroso e figlio del capo “Supremo”. Compaiono inoltre diversi personaggi secondari, tra cui una serie di amiche di Alice, che però non danno alcun contributo alla storia, ma restano piuttosto insignificanti e sono poco caratterizzati.

Se non avessi guardato la serie non avrei badato un granché a Claudio, personaggio che è invece spiccato nel prodotto televisivo. Non ho avuto un coinvolgimento emotivo o sperato che tra lui e la protagonista accadesse qualcosa. Mentre ricordo che guardando la fiction mi struggevo per ogni loro sguardo o battibecco. È anche vero che la serie televisiva copre un arco narrattivo molto più ampio di quanto non faccia il primo libro, e sono sicura che il secondo avrà più spazio per Claudio e Alice.

Arthur, che invece non mi piaceva nella serie, l’ho apprezzato molto di più nel libro, almeno fin’ora. Le dinamiche tra Arthur e Alice non mi hanno però coinvolta come avrebbero dovuto, complice forse l’instant love tra i due.

Nel complesso, nonostante i numerosi difetti, si tratta comunque di una storia piacevole e molto scorrevole. Continuerò sicuramente la serie prima o poi, che conta già 7 romanzi all’attivo. Anche se non avrei mai pensato di dirlo per un prodotto Rai italiano, la serie televisiva in questo caso supera il romanzo. Se vi capita vi consiglio di recuperarla!

Il mio voto per questo libro è di 3,5 su 5.

Potete acquistare L’Allieva su amazon al prezzo di 8,50€ o ascoltarlo gratuitamente su Audible.

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[RECENSIONE] The 100 di Kass Morgan

Buon lunedì a tutti! Ho terminato di leggere The 100, il primo volume da cui è stata tratta la serie televisiva omonima. Non avevo letto recensioni troppo positive su The 100, ma seguendo la serie televisiva e sapendo delle numerose differenze con essa, ho voluto acquistare il libro. Volete sapere cosa ne penso? Continuate a leggere!

100Sono secoli che gli uomini vivono nello spazio senza tornare sulla Terra. In seguito a una devastante guerra atomica i sopravvissuti si sono imbarcati su tre navi spaziali e i loro discendenti sono ancora chiusi lì dentro. Tuttavia pare giunto il momento di andare in ricognizione. A essere spediti sulla Terra per capire se sia di nuovo vivibile sono in cento: ragazzi considerati delinquenti dal regime poliziesco che vige sotto la guida del Cancelliere. Alle prese con una natura magnifica e selvaggia e tormentati dai segreti che si annidano nel loro passato, i 100 sulla Terra devono lottare per sopravvivere. Non sono eroi, ma potrebbero essere l’unica speranza rimasta al genere umano.

Dopo una devastante guerra nucleare la Terra è apparantemente inabitata da secoli e i superstiti vivono in una stazione spaziale, l’Arca, in orbita intorno alla Terra. Le regole sull’Arca sono molto rigide e tutti i maggiorenni che commettono un reato vengono puniti con la morte. I minorenni sono invece incarcerati in attesa della maggiore età, almeno finché 100 di loro non vengono spediti sulla Terra. Sono stati mandati a morire o la sopravvivenza sulla Terra è possibile?

Nel primo romanzo di Kass Morgan non si trova un vero e proprio protagonista, ma il lettore segue le vicende dei personaggi attraverso differenti punti di vista. Tra i “delinquenti” mandati sulla Terra si trova Clarke, i cui genitori erano due scienziati condannati a morte, Wells, il figlio del Cancelliere che ha seguito Clarke per amore e Bellamy, che non doveva essere sulla navicella in partenza, ma ha seguito la sorella Octavia, condannata per un furto. Glass è stata inviata sulla Terra, ma non vuole partire prima di aver chiarito con l’uomo che ama e decide di restare sulla stazione spaziale.

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La scrittrice racconta le vite dei personaggi alternando flashback a eventi del presente. Sono proprio i flashback a permettere al lettore di scoprire poco alla volta i segreti che i protagonisti hanno tentato di celare sull’Arca, servendosi di quattro punti di vista differenti. Ma questa scelta narrativa è un’arma a doppio taglio e il risultato è un concentrato di dettagli che potevano essere evitati.

Nonostante la scrittura sia piuttosto fluida e convolgente, il romanzo sembra quasi un’introduzione che si protrae fino alle ultime pagine. È come se la scrittrice non fosse mai davvero entrata nel vivo della storia, ma si sia limitata a raccontarne il principio. I personaggi al tempo stesso sono poco caratterizzati ed è difficile provare empatia per loro. Clarke viene descritta come una persona devastata dalla morte dei propri genitori, ma non sono riuscita a percepire la sua sofferenza.
Viene inoltre dato troppo spazio ai risvolti amorosi, che diventano il centro del romanzo mentre, a mio parere, avrebbero dovuto soltanto farne da contorno.

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Nonostante i numerosi difetti la lettura è stata piacevole, anche se molto altanelante. Se fossi stata nei panni della scrittrice mi sarei focalizzata su due soli punti di vista. Personalmente apprezzo quando vengono usati diversi POV, ma lo scrittore deve essere in grado di saperli gestire in giusta misura.

Credo che continuerò la saga, perché tutto sommato l’ho trovata interessante, ma sono felice che per la serie televisiva sia stata intrapresa una strada diversa. Se volete avvicinarvi a The 100 e avete visto il prodotto televisivo aspettatevi di trovare una storia completamente differente, o potreste restarne delusi!

Il mio voto per questo libro è di 3,25 su 5.

Se siete interessati ad acquistarlo lo trovate su amazon al prezzo di 10,20€.

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[RECENSIONE] Sherlock – Il manga della serie televisiva

Buonasera a tutti! So che vi aspettavate il resoconto della mia 30 days challenge, ma ho pensato di pubblicarlo ogni due giorni per non intasare la home di chi mi segue. Oggi voglio quindi parlarvi di un manga che ho finito di leggere ieri. Si tratta di Sherlock, il fumetto della serie televisiva, di cui al momento sono usciti tre numeri, che seguono la trama della prima stagione:

  1. Uno studio in rosa (2012)
  2. Il banchiere cieco (2013)
  3. Il grande gioco (2014)

Il prezzo di ogni numero è di 4,50€ su amazon, anche se Uno studio in rosa purtroppo non è più reperibile a quel prezzo. Io ho acquistato la seconda e la terza uscita e al momento ho letto Il grande gioco, perciò la mia recensione si baserà su quel volume.

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Dalla sinossi ufficiale: Una serie di casi da risolvere in lotta contro il tempo. Una diabolica sfida al cardiopalma. Vite innocenti la cui unica possibilità di salvezza è la brillante mente di Sherlock Holmes, protagonista dell’omonima serie targata BBC. Il grande gioco di Moriarty ha inizio!

La trama ricalca il terzo episodio della prima stagione di Sherlock, dal titolo omonimo. I dialoghi e gli eventi sono pressoché identici, a parte qualche piccola variazione nella lunghezza delle frasi.

Ne Il grande gioco Sherlock e Watson si trovano a dover risolvere alcuni casi in un limitato lasso di tempo. Un bomber seriale ha infatti preso in ostaggio alcune vittime, che ha vestito di esplosivo e minaccia di far saltare in aria se Sherlock non risolve i casi in tempo. Ma chi è il misterioso bomber e perché è così interessato al detective?

Avendo visto la serie televisiva per ben due volte conoscevo già la trama prima di inziare la lettura, ma devo dire che affrontare per la prima volta un manga ispirato a una serie televisiva è stato molto interessante.

La sceneggiatura è ovviamente di Mark Gatiss e Steven Moffat, creatori di Sherlock, mentre il manga è opera di Jay, un artista giapponese. I disegni riproducono fedelmente i tratti dei protagonisti della serie televisiva, sono rimasta molto colpita da quanto sono realistici e ben realizzati.

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Il fumetto si legge come in originale, partendo dall’ultima pagina, da destra verso sinistra. Non essendo solita a leggere manga ci ho messo un po’ a prendere la mano, ma una volta abituata è stata una lettura molto scorrevole. Davvero ottimo è il rapporto qualità – prezzo, e devo dire che non mi aspettavo una qualità così alta quando l’ho ordinato.

La notizia dell’uscita di un quarto volume risale a oltre un anno fa, quando è stato annunciato l’arrivo di Scandalo a Belgravia. Era stato lo stesso Jay a confermare la notizia ai fan italiani al comicon di Napoli nel 2017. Ad oggi non risulta però nessuna news recente di una data italiana. Non ci resta che aspettare e sperare di trovare un nuovo volume presto in edicola!

Il mio voto per questo manga è di 5 su 5.

 

 

 

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[RECENSIONE] Tutta colpa di Mr Darcy

Buongiorno a tutti! Come state? In questo periodo ho letto davvero pochissimo perché nel tempo libero mi sono focalizzata sul mio libro in uscita. Ma avevo comunque voglia di una lettura leggera, che non mi impegnasse troppo psicologicamente. La scelta è ricaduta su Tutta colpa di Mr Darcy di Shannon Hale. Era da diverso tempo che non leggevo un romanzo di questo genere, ma ricordavo di aver apprezzato la trasposizione cinematografica “Alla ricerca di Jane” (Austenland in inglese). Avevo quasi pensato di acquistarlo in inglese l’anno scorso, ma dopo ben dieci anni dall’uscita inglese Piemme ha deciso di tradurlo per il pubblico italiano.

darcy.jpgChe cosa distingue una semplice lettrice di Jane Austen da Jane Hayes? Tutto: nella sua testa parole come “orgoglio”, “pregiudizio”, “ragione”, “sentimento” hanno un significato ben diverso da quello del dizionario, e soprattutto, per lei, non c’è nessun uomo al mondo di cui valga la pena innamorarsi. Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy – tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, parte per Pembrook Park, Inghilterra. L’unico posto dove, tra costumi d’epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti…

∼ Recensione

Jane non avrebbe mai immaginato di lasciare New York per immergersi in un’ambientazione che da vita alle sue fantasie più sfrenate. Ma quando riceve in eredità una vacanza già pagata a Pemprook Park, non può fare altro che partire e lasciarsi andare in un mondo che sembra uscito da un romanzo di Jane Austen.

Devo ammettere che non avevo chissà quali aspettative per questo romanzo, ben consapevole di andare incontro a una lettura piuttosto frivola, con il solo scopo di intrattenermi per qualche ora. Non pensavo però che la prima metà del romanzo si sarebbe trascinata così lentamente, lasciando in me nient’altro che noia. La storia si risolleva tuttavia dalla seconda metà, con anche qualche colpo di scena che tiene alto l’interesse. Fortunatamente avevo dimenticato il finale del film!

[Trailer italiano del film Alla ricerca di Jane]

L’atmosfera che si respira è ben riuscita, il lettore sembra davvero trovarsi a Pembrook Park. Mi è piaciuto anche come lo scetticismo di Jane verso la finzione di quel mondo non le permetta mai davvero di lasciarsi andare alla recita. Questo aspetto instaura nel lettore una domanda: saremmo disposti a fingere di essere qualcun altro, ben consapevoli che si tratta appunto di finzione?

Con questo quesito Jane inizia a fare chiarezza tra il sogno di un Mr Darcy perfetto e la realtà, e a chiedersi quali interazioni siano davvero reali.

Un’atmosfera ottocentesca e una protagonista che ama alla follia Mr Darcy sembravano essere ingredienti promettenti per una storia in pieno stile austeniano. Ma qualcosa in questa commedia non funziona come dovrebbe.

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Devo fare un appunto negativo anche sulla copertina, a mio parere  non in linea con quella che è la trama del romanzo. Neppure il titolo ha incontrato i miei gusti. Avrei preferito che fosse rimasto come nell’edizione originale “Austenland“, o al massimo avrei anche accettato il titolo del film “Alla ricerca di Jane“. Non ho capito invece la scelta di un terzo titolo.

Il mio voto per questo romanzo è di 3 su 5.

Potete acquistare il libro su amazon al prezzo di 15,72€ per la copertina rigida. E voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto?

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Chiamami con tuo nome ∼ la recensione del libro

Ciao a tutti e buon fine settimana. Com’è la situazione da voi? Qui non smette di nevicare!

Dopo essermi innamorata del film, in questi giorni ho finito di leggere il libro Chiamami col tuo nome e oggi voglio assolutamente parlarvene!

Chiamami col tuo nome è un libro dello scrittore statunitense André Aciman, uscito per la prima volta nel 2007. In questi ultimi mesi è tornato a far parlare di sé in seguito all’uscita del film omonimo, canditato a ben quattro premi Oscar.

aci.jpgVent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno “l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura”: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. “Chiamami col tuo nome” è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che “questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta”.

Elio è un ragazzo diciassettenne che ama la musica e la lettura, e trascorre le estati nella villa di famiglia nella Riviera ligure. Le sue tranquille giornate vengono però movimentate dall’arrivo di Oliver, uno studente statunitense di ventiquattro anni ospite del padre di Elio, professore universitario. Oliver passa l’estate alla villa per lavorare sulla sua tesi post dottorato, ma tra passeggiate e nuotate con l’adolescente Elio tra i due inizia a crescere un sentimento.

∼ Recensione

Scrivere la recensione di un libro che mi è piaciuto mi mette sempre in difficoltà. Come descrivere a parole le sensazioni che un romanzo lascia sulla pelle? Non è facile, men che meno in questo caso, ma voglio provare a farlo perché Chiamami col tuo nome non merita un commento scritto distrattamente, ma molto di più. Se la storia di Elio e Oliver mi aveva fatta emozionare sullo schermo, il libro è riuscito a confermare e far evolvere questa sensazione, ma vediamo nel dettaglio perché.

Scrivendo di amore si può incorrere nel rischio di cadere nel banale, soprattutto se la storia che lo scrittore vuole raccontare non ha una trama ben definita. Lo stile di scrittura in questo caso è determinante nel tenere alto l’interesse del lettore. André Aciman è riuscito bene nell’intento.

La vicenda è raccontata dal punto di vista di Elio e pagina dopo pagina si viene inghiottiti nel suo mondo, dalla scoperta del sesso al crescente sentimento per Oliver. Il suo mondo è fatto di sogni, fantasie, ma anche paranoie e paure. Di Oliver sappiamo invece poco o niente, almeno finché i due universi non entrano in collisione.

“Facevamo finta di niente. Parlavamo di tutto fuorché di quello. Ma l’abbiamo sempre saputo, e che adesso non dicessimo nulla era un’ulteriore conferma. Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita.”

Da una parte, se per il film avevo da spendere solo parole positive, con il libro ho ricevuto qualche delusione. Quando ho iniziato la lettura ero già “innamorata” dell’Elio e Oliver cinematografici, ritrovandoli fin da subito nel libro. Ma non posso fare a meno di chiedermi: Se avessi visto il film in un secondo momento, avrei provato le stesse sensazioni?

Un altro aspetto che non mi ha fatta impazzire è stata la lunga parentesi romana, nella quale secondo me si disperde l’atmosfera creata dalla scrittore fino a quel momento. Cosa che invece non accade nel film, che si mantiene sulla stessa linea per tutta la durata della pellicola.

Ho concluso la lettura con un vuoto nel petto e la consapevolezza che la storia di Elio e Oliver è giunta alla fine, almeno sulla carta. Non mi resta che sperare nel sequel di Luca Guadagnino, perché non sono pronta a dire addio a Elio e Oliver. Non ancora.

Il mio voto per questo romanzo è di 4 su 5.

Potete acquistare il romanzo su amazon al prezzo di 14,45€.


Non ho voluto scrivere il finale per non rovinarvi il piacere della lettura ma se volete un post con le differenze tra libro e film fatemi sapere nei commenti! E voi avete letto Chiamami col tuo nome?

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