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Estropia di Calvin Idol [RECENSIONE]

Buongiorno cari lettori! Qualche tempo fa vi ho segnalato un libro dello scrittore Calvin Idol, che ho avuto il piacere di leggere e oggi recensisco per voi.

Estropia è una raccolta di racconti, che spaziano dal fantasy, alla fantascienza, al horror ed è formata da nove storie di varia lunghezza, così divise:

Arswyd: Si tratta di un racconto fantasy che proviene dall’universo della serie di libri “Il Lascito” (ne ho parlato qui). Il protagonista è Roel, un arswyd che si trova a far luce su un mistero che avvolge la città nella quale è di passaggio.
Spore: Un racconto di fantascienza ambientato durante la missione Apollo 11 e che coinvolge l’astronauta Miller in una missione di copertura Apollo 12, con lo scopo di recarsi in esplorazione su Alfa Centauri.
Unghie e Capelli: Un racconto horror con protagonista un ragazzino a casa da solo e la sua paura per gli alieni.
Reazione a catena: Un racconto slasher che coinvolge diverse persone e un pazzo omicida.
– Attento a ciò che desideri: Un racconto di fantasia che coinvolge un uomo che ha appena perso la moglie ed esaudisce il desiderio di riaverla.
– L’Unica Ragione: Un racconto ambientato in un mondo post apocalittico, nel quale una coppia cerca di salvarsi.
– Eden: Un racconto di fantascienza con protagonista Steven, un uomo abituato a dormire con una donna diversa ogni notte e la cui vita cambia all’improvviso in seguito a un incidente d’auto.
– Siro: Un racconto di fantascienza nel quale un uomo si trova a vagare in un mondo distrutto da una glaciazione.
– Rumplestiltskin: Una rivisitazione in chiave moderna della celebre fiaba dei Fratelli Grimm con Tremotino (Rumplestiltskin).

Non sono mai stata una grande amante del genere horror e slasher, quindi alcuni dei racconti non rispecchiano propriamente il mio gusto personale. Tuttavia, anche brani come Unghie e Capelli o Reazione a catena, mi hanno catturata e spinta a divorare un racconto dopo l’altro.
L’autore è riuscito a dare vita a una raccolta che spazia molto in genere e ambientazioni, ma che mantiene un filo conduttore.
L’unico brano che forse non ho trovato affine al tema della raccolta quanto gli altri è Reazione a Catena. Si tratta di un racconto che mi ha tenuta con il fiato sospeso fino alla fine ed è un omaggio al cinema slasher, ma che non esplora il rapporto tra uomo/realtà e uomo/tecnologia quanto gli altri.

La raccolta si apre con Arswyd, il racconto che aspettavo di leggere di più e che per un breve momento mi ha riportato nel mondo de Il Lascito. Non sono rimasta delusa, ma non riesco a decretarlo il mio preferito, perché gli altri componimenti sono validi allo stesso modo.
Estropia è la prova che Calvin Idol riesce a spaziare in generi diversi, cavandosela molto bene con la fantascienza e con il mantenere il lettore sempre con il fiato sospeso. È in grado di giocare con le emozioni umane come pochi, passando in poche pagine dall’ansia alla paura.

Come ogni opera di Calvin Idol anche Estropia è minuziosamente curata nell’editing. L’autore si affianca infatti a una figura professionale e il risultato è sempre impeccabile.

Una menzione va anche alla copertina dai colori accattivanti, che trovo davvero carina. È stata realizzata dall’autore stesso.

In conclusione ci tengo a consigliarvi questo libro, soprattutto se siete amanti dei generi sopracitati, ma anche se volete allargare i vostri orizzonti letterari come ho fatto io.

Questa raccolta è parte di una collana (Beyond Midnight) creata da Calvin Idok e JPK Dike, con lo scopo di sostenersi a vicenda e farsi conoscere ai rispettivi lettori.

Trovate Estropia su amazon al prezzo di 2€, gratis se siete abbonati a Kindle Unlimited.

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Sono sempre io di Jojo Moyes [RECENSIONE FLASH]

Dopo di te, il secondo volume della serie con protagonista Louisa Clark, è stato il primo libro recensito sul blog, ormai tre lunghi anni fa. Oggi torno con il terzo e ultimo capitolo della saga, uscito lo scorso anno con Mondadori, che ho finalmente avuto la possibilità di leggere. Buona lettura!

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Lou Clark sa tante cose… Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell’Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra. Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L’ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora. Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato… Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.

Lou è finalmente arrivata a New York, dove ha trovato lavoro come assistente per Agnes, la moglie di un uomo facoltoso dell’Upper East Side. Lou ha il compito di affiancare Agnes nelle sue abitudini quotidiane, dalle corse mattutine agli eventi più sfarzosi, nei quali finge di essere un’amica della donna, venuta in visita dall’Inghilterra.

Durante uno di questi eventi, Louisa fa la conoscenza di Josh, un uomo che le ricorda in modo impressionate Will.
La protagonista è combattuta dalle sensazioni che le risveglia Josh, ma al tempo stesso sente la mancanza di Sam, il suo ragazzo paramedico rimasto a Londra.
Inoltre la distanza non sembra aiutare affatto la loro relazione e neppure la nuova collega di Sam, per cui Lou prova una forte gelosia…

Finalmente Jojo Moyes sembra ritrovare la Louisa di un tempo – anche se più cresciuta e matura ovviamente – lasciandosi alle spalle l’insoddisfacente sequel Dopo di te.
Seppur siano presenti nuovi personaggi e un’ambientazione differente, non mancano le caratteristiche che abbiamo tanto amato in Io prima di te.

Lou ha finalmente accolto il consiglio di Will, aprendosi a nuove possibilità nella Grande Mela e realizzando il suo desiderio.
New York vive attraverso le parole di Jojo Moyes, dalla libreria che Lou tenta disperatamente di salvare, al caratteristico negozio di abiti vintage.
Scegliere New York come ambientazione sarebbe potuta essere una scelta azzardata, ma l’autrice è stata abbastanza abile da non renderla un cliché.

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In Sono sempre io viene affrontato il tema della distanza che divide Lou dalla sua famiglia, ma soprattutto da Sam, l’uomo che ama; e il tema dell’identità, del timore e l’incertezza per il proprio futuro, che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita.

Sono sempre io è un romanzo piacevole e che, nonostante il numero di pagine, resta sempre scorrevole e intrigante da leggere.
Ci sono alcuni nuovi personaggi che vengono poco approfonditi, e altre vecchie conoscenze la cui presenza è discutibile, ma nel complesso ho trovato il libro un buon sequel.
Lo consiglio a chi vuole ritrovare anche solo un po’ la Lou del primo volume e concentrarsi su una lettura non troppo impegnativa.

Potete acquistare il volume su amazon.

Articolo correlato: Io prima di te: ci sarà un sequel con Emilia Clarke?

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Bridget Jones: Un amore di ragazzo [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Dopo un lungo periodo di blocco del lettore mi sono dedicata a una lettura leggera, che completa completa il ciclo della serie di Bridget Jones. Un amore di ragazzo è in realtà il terzo uscito, ma il quarto in ordine temporale.

Che cosa fai se la festa per i sessant’anni della tua migliore amica e il trentesimo compleanno del tuo ragazzo cadono lo stesso giorno? È giusto mentire sull’età quando sei a caccia di appuntamenti on-line? È moralmente accettabile farsi fare la piega quando entrambi i tuoi figli hanno i pidocchi? Ma il Dalai Lama twitta personalmente o delega tutto al suo assistente? La tecnologia è ormai diventata il quinto elemento? O ti stai confondendo col legno? Fare sesso con uno dopo sei settimane di SMS è l’equivalente moderno di sposarsi dopo due incontri e sei mesi di corrispondenza all’epoca di Jane Austen? Con in testa questi ed altri, perfino più gravi dilemmi, Bridget Jones inciampa tra un ostacolo e l’altro della sua nuova vita da mamma single. E intanto twitta, messaggia e butta giù elenchi di cose da fare per risvegliare la sua sessualità assopita, a dispetto di quella che alcuni, con espressione odiosa e sorpassata, si ostinano a chiamare mezza età.

∼ Recensione

Cinque anni dopo la morte di Mark, Bridget si trova ad affrontare il suo nuovo status di vedova e madre single. Spronata dagli amici, dopo un lungo periodo di lutto, Bridget decide di iniziare di nuovo a uscire con degli uomini.
Qualche appuntamento disastroso più tardi, la donna incontra Roxster, un ventinovenne conosciuto online tra un tweet e l’altro; e i due iniziano a frequentarsi.

Bridget è sempre la solita: pasticciona, in perenne lotta contro i chili di troppo e, questa volta, con pidocchi e macchie di cioccolata sui vestiti. Eh già, perché la protagonista è cresciuta, ora ha due figli a cui badare e deve farlo da sola.
L’autoritario ma romantico Mark, del quale tutte ci eravamo infatuate, è morto all’improvviso, lasciando Bridget a fare i conti con le difficoltà dell’essere madre.
La mancanza di Mark un po’ si fa sentire, soprattutto all’inizio. Ma la vita non è sempre “vissero felici e contenti” e Helen Fielding ce lo ricorda molto bene.
Trattandosi pur sempre di una commedia il peso del lutto non è opprimente, ma ci viene ricordato nelle azioni quotidiane di Bridget.
Bridget deve andare avanti, per i suoi figli ma soprattutto per se stessa.

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Ho apprezzato il salto temporale, perché ha permesso alla storia di avere un’impronta più leggera, che altrimenti sarebbe mancata.
Sebbene la maternità sia una parte importante della sua vita, non è il centro del romanzo. Come nei precedenti lo è invece l’amore e la costante ricerca di un uomo da avere al proprio fianco.

Paradossalmente, sebbene rimpianga la presenza di Mark, credo che questo sia il libro migliore della serie. Forse perché descrive una Bridget più matura, più vera. Anche se devo confessare che a volte mi ha decisamente dato sui nervi!
Non ho apprezzato invece l’epilogo di Daniel, che stavo iniziando ad apprezzare nella veste di padrino/baby-sitter.
Inoltre c’è un personaggio, che seppur mi sia piaciuto, è decisamente troppo simile a Mark e sembra quasi una sua copia.

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Potete acquistare il libro qui. Trovate le mie altre recensioni di Bridget Jones qui.

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L’amore si moltiplica [RECENSIONE]

Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis familyEcco il secondo capitolo stilato dalla Pozzolis family, “L’amore si moltiplica” una lunghissima email scritta da Alice Mangione, che finalmente si è sposata con il comico Gianmarco Pozzolis, in amicizia Giamma.

Un libro in cui vengono trattati molti degli argomenti che stanno a cuore alle neo-mamme, un elenco che va dalle sensazioni provate con il proprio marito prima del parto all’emozione della nascita del figlio, dall’allattamento ai vari modi per far addormentare il proprio pargolo, sempre se il bimbo sia disposto ad abbandonarsi fra le braccia di Morfeo.

Alice cerca di dare, con il suo tocco ironico e diretto e soprattutto sempre senza peli sulla lingua, risposte ai vari dubbi che una mamma alle prime armi possa, legittimamente, avere.

“Come cambierà il mio corpo? Sarò una brava mamma?”

La famiglia Pozzolis anche stavolta è riuscita a fare del suo libro uno stile di vita. Niente trattati enciclopedici, niente saggi sulla medicina, niente termini tecnici medici… solo esperienza! Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis family

La donna dai capelli arancioni (tinti) ha parlato di sé e del suoi rapporti con i figli e tutto ciò che riguarda loro (vorrei ricordare che nel primo libro “Un figlio è ho detto tutto”, Alice parla principalmente del rapporto con Giamma, della loro voglia di avere un figlio e dei loro tentativi per centrare il bersaglio).

Come contorno, la storia continua con le relazioni tra la famiglia comica e i vari amici. Quasi sicuramente, i nomi sono inventati, ma non ci metterei la mano sul fuoco, data la “follia” dell’autrice.

Una scrittura scorrevole e lineare, uno stile ironico e sarcastico che a me non è dispiaciuto e un finale “divertente” e soprattutto non scontato. Ma non vi svelo più nulla…

Comprate il libro (qui) e in due giorni l’avrete già finito!


 

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L’amore è sempre in ritardo [RECENSIONE]

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L’Amore è sempre in ritardo” è un libro che parla della solita storiella tra due ragazzi che non si vogliono ma si vogliono. Un romanzo rosa dal quale ti aspetti già un finale come quello di “Colazione da Tiffany”. Potremmo dire scontato.
Ma…. nonostante una storia trita e ritrita, Anna Premoli ha un modus scribendi che mi tieni incollata a quelle pagine: è come se mandasse messaggi minatori al mio cervello! Risultato: bang!!

La sua scrittura così lineare permette a ciascun lettore, anche a chi non mastica libri come pane quotidiano, di divorare un libro in pochi giorni (io ci ho messo 3 giorni perchè nel mio tempo libero ho anche lavorato).
Ha uno stile ironico, tutto suo, che colpisce e affonda!
Alexandra Tyler, una ragazza innamorata di Norman Morrison da quando era una bambina, finalmente decide di mettere una fine all’odio, o a quel sentimento negativo che crede di provare nei confronti del migliore amico di suo fratello Aidan.
Norman, che l’ha rifiutata quando non era ancora una ragazzina maggiorenne, ha il suo perchè nonostante indossi i suoi abiti che lo etichettano come “vecchio”.

“Senti, possiamo parlare?”. La sua voce è così profonda perchè la usa poco o semplicemente non sono abituata ad udirla così da vicino?
Inspiro guardinga. Parlare? Ho capito bene? Lui ora mi vuole parlare?
“Norman non farmi ridere. Sappiamo entrambi che noi non parliamo. Noi non facciamo proprio niente”, ci tengo a specificare.

Quello che mi è piaciuto di più in questo capitolo della Premoli è stato il fatto di avere una contrapposizione tra l’essere tecnologici e non. Lei, ragazza, esuberante e piena di vitalità che insegna a Norman ad usare Whatsapp e allo stesso tempo, a scrivere lettere, quel mezzo di comunicazione che ormai non usa più nessuno ma che invece dovrebbe essere riscoperto, per la sua bellezza del mettere per iscritto emozioni e sentimenti.

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“Ciao Alexandra,
di nuovo io. Sempre che queste lettere ti arrivino davvero e non le stia invece leggendo qualche funzionario nepalese, nel qual caso, buongiorno signor funzionario. Potrebbe gentilmente recapitare questa lettera ad Alexandra Tyler? La riconoscerà perchè è la donna col sorriso più bello che possa mai esistere.
Alexandra, na kirinla gaguidou (tibetano)”.

Grazie Anna Premoli, per la tua scrittura e per il tuo modo, implicito, di aver tentato di “svegliare” nel lettore della modernità, un tantino triste, il mondo “vintage” del passato.

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Potete acquistare il libro qui.

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L’ultima Pagina di Giulia Pretta [RECENSIONE]

Buongiorno lettori! Oggi per voi la recensione di un libro che ho avuto il piacere di leggere di recente e che mi è stato fornito dalla scrittrice emergente Giulia Pretta (che ringrazio): L’ultima pagina, edito Ciesse Edizioni.

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Mark Holden, scrittore londinese di una celebre serie di thriller, si risveglia in ospedale in seguito a uno scippo. Nonostante la paura di essere rimasto vittima di un’amnesia, Mark si rende conto di ricordare tutto quanto e in breve tempo ritorna alla vita di tutti giorni.
La sua quotidianità viene però ravvivata da una novità, la sua nuova vicina di casa Judy Morgan, che si chiama come la protagonista femminile della sua trilogia letteraria. Judy è attraente, simpatica e ben presto i due legano, anche grazie alle chiacchiere sulla loro vicina impicciona, Mrs Mills.
Quando la donna apprende che Mark ha persona la sua preziosa borsa di pelle durante lo scippo, gli presenta un artigiano in grano di replicarla in modo identico. Ma anche se la borsa ha lo stesso aspetto, c’è qualcosa che non lo convince pienamente.
In presenza di Judy si sente a proprio agio, come se la conoscesse da una vita.

L’ultima pagina è uno di quei romanzi che si leggono tutto d’un fiato. L’autrice è stata molto abile nel costruire una storia che mi ha coinvolta dall’inizio alla fine. La sua non è una trama ricca di colpi di scena o azione, ma presenta dei dialoghi così ben scritti e reali, che diventa facile immedesimarsi nel protagonista.

Anche i personaggi stessi sono costruiti molto bene e, anche se alcuni sono poco approfonditi, risultano sempre molto reali.
Leggere L’ultima pagina è quasi come entrare per qualche ora nelle vite di alcuni sconosciuti e, alla fine, è sempre un dispiacere lasciarli andare e tornare alla propria di vita.
Ho apprezzato molto anche Thomas, il migliore amico del protagonista e il rapporto tra i due.

Se dovessi trovare una nota negativa direi che mi sarebbe piaciuto un romanzo un po’ più lungo. Avrei preferito che la parte centrale fosse esplorata di più, in modo da avere la possibilità di affezionarsi ancora di più a Mark e Judy.
Concludendo, voglio aggiungere che ho apprezzato molto lo stile di Giulia Pretta e sarei curiosa di leggere altre sue opere letterarie in futuro.

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Potete seguire Giulia sul blog Books and details o instagram. Potete acquistare il libro qui al prezzo di 15€.


Giulia Pretta è nata a Vercelli nel 1987, residente a Padova dal 2009.
Laureata in archeologia e ben decisa a sfatare il mito che recita che con la cultura non si mangia, ormai da anni gira tra musei e mostre d’arte come fruitrice e come operatrice.
Il resto del tempo è fatto di parole. Si occupa di recensioni di narrativa per alcune riviste on line, è editor di fresca e costante formazione, scrittrice e book blogger, aspirante pasticcera.


 

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Prometto di amare [RECENSIONE]

Risultati immagini per prometto di amarePremetto che sono rimasta delusa dal fatto che, leggendo la parola romanzo, mi aspettavo una storia con dei protagonisti fisici e concreti e ci sono rimasta male quando ho capito che, sfogliando le pagine, di tali personaggi non ne avrei visto nemmeno l’ombra.
Detta questa premessa… il nostro autore Pedro Chargas Freitas ha voluto parlare dell’Amore, con la A maiuscola e di tutte le sue forme.
Un uomo, seduto su una panchina, annota ogni sfumatura d’amore; documenta quell’amore puro tra uomo e donna, quello incondizionato tra genitori e figli, dell’amore unico tra fratelli, mai finito, nonostante si fossero persi di vista.
Stralci di vita, di un amore irripetibile.
Se devo essere sincera, la mia prima impressione è stata associare l’uomo seduto su quella panchina che osserva quanto amore c’è attorno a sè, all’immagine dell’anziano signore che spia, controlla e, a modo suo, dirige i lavori dei cantieri in corso.Risultati immagini per amore di un padre verso il figlio
Come introduzione ad ogni forma d’amore, l’autore si è divertito ad inserire significati “fai da te” di parole strettamente legate all’Amore.

“Percorso: s.m. Quello che, al contrario di quanto sostengono i disillusi, non è il tragitto che si fa camminando, ma amando”.
“Conforto: s.m. Una delle più grandi impossibilità umane: o sei inconsolabile oppure sei morto”.

L’amore è molto più di un segno grafico o di una voce sul dizionario. L’amore è qualcosa che se ti entra nelle ossa non va più via.
L’amore è qualcosa che se arriva all’improvviso, difficilmente non ne esci folgorato.

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Con una grammatica ed un lessico ineccepibili e dato lo stile particolare che utilizza, l’autore di “Prometto di amare” conosce il suo pubblico e sa come attirare la sua attenzione.


Sulla panchina, al centro esatto della piazza avvolta dal chiacchiericcio indistinto dei passanti, è seduto un uomo. Sulle gambe un taccuino da cui non si separa mai. Aspetta il momento giusto per aprirlo e annotare gli abbracci più belli di cui è testimone silenzioso. È questo che fa da più di trent’anni: andare a caccia di tutte le braccia che si incontrano e che, quando si stringono, raccontano una storia. La storia del legame inscindibile tra un genitore e un figlio. Quella della riconciliazione tra due fratelli, rimasti separati troppo a lungo. O, ancora, quella della passione che unisce due amanti in un eterno presente da cui non vorrebbero più uscire. Stralci di vita colti in un istante di muta perfezione che parla di amori unici e irripetibili. Perché l’amore è molto più di un segno su un grafico o di una voce nel dizionario. L’amore è un mistero inconoscibile, una dolce pazzia che si insinua in noi per non lasciarci più. È una forza che elude etichette e definizioni, assumendo ogni volta forme diverse: gioia, sogno, felicità. Un balsamo in grado di lenire il dolore e curare le ferite più profonde. Un’esperienza totalizzante che ci costringe a rimettere in discussione le nostre scelte e a trovare il coraggio di mettere a soqquadro il nostro mondo per renderci conto di chi siamo e di quello che ancora abbiamo da dare. E allora, per conoscere questa straordinaria emozione, basta imparare a buttarsi, a rischiare il tutto e per tutto senza pensarci troppo, ad aprire il cuore anche quando nessuno sembra avere la chiave giusta per entrare. Pazzo è chi non si abbandona alle promesse dell’amore.

LINK D’ACQUISTO → QUI

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[REVIEW PARTY] La ragazza invisibile di Blue Jeans

Buongiorno lettori! Oggi sono felice di ospitare sul blog il Review Party del libro La ragazza invisibile, edito DeA Planeta Libri, che ringrazio per la copia digitale del romanzo. Ringrazio anche Sara del blog Milioni di Particelle per avermi invitata a partecipare all’iniziativa.

Una mattina di maggio Aurora Ríos viene trovata morta nella palestra della scuola. Qualcuno le ha inflitto un colpo fortissimo sulla testa e ha abbandonato vicino al corpo martoriato uno strano indizio: una bussola. È forse questo il primo momento in cui i compagni si accorgo51Y+3fnxg0L.jpgno veramente di Aurora, la “ragazza invisibile”. A diciassette anni, Aurora non ha amici, né una famiglia che voglia occuparsi di lei. La sua morte fa chiasso, forse troppo, finché tutti ammutoliscono. Perché all’improvviso tutti a scuola vengono sospettati per il delitto. Ma chi è il vero responsabile di quello che è successo? Julia Plaza è ossessionata da questa domanda. Compagna di classe di Aurora, Julia ha un’intelligenza straordinaria e una memoria prodigiosa, ed è in grado di realizzare un cubo di Rubik in meno di cinquanta secondi. Così, quasi per gioco, e con l’aiuto del suo migliore amico Emilio, inizia a indagare sul delitto. Ma il gioco si trasforma rapidamente in un vortice da cui Julia non può più uscire: perché niente è come sembra e l’assassino della bussola potrebbe essere proprio accanto a lei.

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Aurora è una studentessa di diciassette anni, che frequenta il liceo di una piccola cittadina spagnola. Quando il suo corpo senza vita viene rinvenuto a scuola, la “ragazza invisibile” – così viene chiamata dai suoi coetanei – è sulla bocca di tutti. Nessuno riesce a spiegarsi chi possa avercela avuta con lei, tanto meno Julia, sua compagna di classe e figlia dell’ispettore di polizia e del medico legale locale.

Julia ha un’intelligenza fuori dal comune e una curiosità sfrenata. Quando il padre lascia casualmente il dossier con le informazioni sull’omicidio sul tavolo della cucina, Julia non resiste alla tentazione e da un’occhiata ai primi indizi rinvenuti sulla scena del crimine. Accanto al corpo è stata rinvenuta una bussola e ben presto in città si sparge la voce. Tutti si chiedono chi sia “l’assassino della bussola” e Julia non riesce a darsi pace. Con l’aiuto del suo migliore amico Emilio, la ragazza inizia a cercare indizi nelle persone che frequentano il liceo.

Chi provava un tale odio da spezzare la vita a una diciassettenne all’apparenza invisibile? Mentre l’indagine prosegue, Julia si rende conto che Aurora non era poi tanto invisibile. Almeno non per qualcuno.

All’inizio c’era qualcosa nello stile dell’autore che non mi convinceva pienamente, ma proseguendo con la lettura sono stata catturata dalla trama fitta e intrigante che l’autore ha saputo delineare. I personaggi sono davvero numerosi, al punto che l’autore ha inserito una guida all’inizio del romanzo, che però non ho mai avuto la necessità di consultare. Infatti, nonostante il numero di comparse, i personaggi sono così ben definiti che è facile ricordarsi di loro e collocarli nella scena.

Il romanzo è molto lungo (590 pagine) ma l’ho divorato in un solo giorno. Blue Jeans (che altro non è che uno pseudonimo che utilizza l’autore spagnolo) ha fatto un sapiente uso dei flashback e dei POV. Sebbene Julia resti il centro della narrazione, riusciamo a entrare nelle vite dei vari personaggi, Aurora compresa.

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Tuttavia non ho trovato molto credibile la protagonista, che scova indizi molto più di quanto non faccia la polizia , e il caso è letteralmente in mano a un’adolescente.

La curiosità è in continuo crescendo e seppur abbia provato a scovare il colpevole, il finale è stato un vero colpo di scena! L’epilogo preannuncia inoltre un seguito, che sono curiosissima di leggere.

Potete acquistare il romanzo qui al prezzo di 15,30€


Il mio voto è di:

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Bianco Letale: il nuovo romanzo di J.K Rowling [RECENSIONE]

Buonasera cari lettori! Oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di J.K Rowling, scritto con lo pseudonimo da giallista “Robert Galbraith”. Si tratta di Bianco Letale, il quarto volume di una serie con progatonista il detective Cormoran Strike e la sua socia Robin. Sul blog trovate anche le recensioni dei primi tre volumi (#1 #2 #3)

Il post non contiene spoiler perciò potete leggerlo senza timori

51U+gVgk+fL._SX336_BO1,204,203,200_Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Dopo le nozze di Robin e Matthew, il rapporto tra la detective e Cormoran è diventato teso e l’amicizia che li legava sembra essere solo un lontano ricordo. Un nuovo caso, che coinvolge un importante politico porta però i due a lavorare a stretto contatto, per cercare di scoprire la verità. Tra missioni in incognito e pedinamenti, Robin e Cormoran devono anche fare i conti con l’attenzione dei media, in seguito al successo dei casi precedenti. Nel frattempo Robin è costretta ad affrontare il trauma del suo ferimento e un matrimonio che sembra già essere naufragato in partenza.

Bianco Letale riprende, attraverso un ricco prologo, dal finale che aveva lasciato tutti i lettori in sospeso, ambientato durante le nozze di Robin e Matthew; per poi passare a un salto temporale di circa un anno. Non lasciatevi spaventare dalle 784 pagine di questo libro, il più voluminoso della serie, perché vi terrà letteralmente incollati alle pagine. Bianco Letale non è uno di quei libri adrenalinici, ma è così ben strutturato che è impossibile annoiarsi. La Rowling ha la capacità di dare vita a dialoghi, ad esempio tra il protagonista e un personaggio secondario, lunghi anche trenta pagine a volta o più. Un botta e risposta sempre avvincente ed estremamente realistico.

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A colpire è però la caratterizzazione dei personaggi, che non riguarda solo i principali che conosciamo da ormai diversi anni, ma anche i secondari. La scrittrice entra nella psicologia dei personaggi, servendosi soprattutto dei dialoghi e ognuno di loro che compare sulla carta ha una propria anima. La Rowling non si limita a descrivere i protagonisti, ma li fa vivere. Penso a Cormoran e a quel dolore alla gamba, che ogni volta mi è sembrato così reale da finire quasi per sentirlo io stessa.

Ho amato il rapporto tra Robin e Cormoran che, come già detto nella recensione del volume precedente, anche in Bianco Letale ha uno spazio più centrale rispetto ai primi due volumi. I due non hanno mai interazioni troppo esplicite. Il loro è un rapporto fatto di sguardi e gesti, che cresce poco alla volta ma finisce per essere molto intenso.

Devo essere sincera, avrei potuto finire il volume in un paio di giorni, ma non volevo separarmi da Cormoran e Robin. E, anche se non vedevo l’ora di scoprire come si sarebbe concluso il caso, sapere di dover attendere il quinto volume per tornare da loro mi fa stare male.

Ogni nuovo volume di questa serie è un continuo crescendo del precedente e non vedo l’ora di scoprire che cosa ci riserverà in futuro J.K Rowling.

Voto: 5 su 5

Potete acquistarlo qui al prezzo di 20,40€.


Sapevi che esiste anche la serie tv della saga? Scopri di che cosa si tratta qui ⇒⇒ Dai romanzi di J.K Rowling, la serie tv Strike

 

 

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Se i pesci guardassero le stelle [RECENSIONE]

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Partiamo dal principio…

Il libro ha un buon inizio.

Nel primo capitolo fanno capolino la descrizione di una Sanremo e delle sue viuzze, simile ad un’ambientazione fiabesca, e una presentazione del narratore – protagonista che palesa il suo nome e la sua “aspirazione” solo a fine di esso.

È un libro ricco di metafore e similitudini molto profonde.

 

“Poi ho scrollato le braccia e il collo come un pugile pronto a salire sul ring, quando, prima dei guantoni dell’avversario, deve incrociare quelli della propria paura. La paura di prendere un pugno troppo forte, di andare al tappeto e di non riuscire a rialzarsi”.Immagine correlata

Samuele Serra insegue un sogno, la cui realizzazione viaggia parallela all’esperienza negativa di chi ha subito l’umiliazione di infinite porte sbattute in faccia.

“Ho bisogno di sentirmi accettato e rispettato. Invece mi è toccato scendere – e non di pochi scalini – la fatata scala dei sogni”.

Un libro che, a mio parere, rispecchia la situazione precaria del giovane di oggi: lavoro stressante e privo di passione, con un misero contratto a tempo determinato, ottenuto grazie ad una sorta di “ricatto”, speranze ed illusioni spazzate via.

Il nostro timido protagonista ha capito che, molto spesso nella vita, se non si è sfacciati, purtroppo, non si va da nessuna parte.

Tra i suoi migliori amici, c’è Galileo, detto Leo (non è una persona, ma non vi dico cosa sia), con il quale si sfoga: infatti nel romanzo si alternano dialoghi tra i personaggi, soliloqui del protagonista e ben sette dialoghi con il suo fedele amico, il quale gli sarà d’aiuto per raggiungere il suo sogno.

Il perno di tutta la vicenda è la continua e stressante ricerca di un amore: un amore che non ha un specifico obiettivo, una ricerca stressante verso una ragazza o verso i proprio sogni.

Il finale non è scontato ma non lascia a bocca aperta; è un finale accettabile.

Mi è piaciuto tanto lo stile e il lessico; avrei preferito meno descrizioni di Sanremo (scrivere quanto sia bella, non rende la città più bella ogni volta che lo si dice) e non avrei scritto altre parti, come la biografia di Cassini (anche se, devo ammetterlo, è scritta molto bene), o come le ricette della pasticcera sognatrice.

Tirando le somme…

“Se i pesci guardassero le stelle” è un bel libro, ben scritto, in cui è palese la voglia e l’ostinazione del protagonista e, così come confessa nei Ringraziamenti, dell’autore  di evadere da un mondo che blocca ogni speranza, un mondo che non permette all’estro di fiorire, un mondo in cui c’è sempre più gente che preferisce rintanarsi in uno stato depresso piuttosto che continuare ad inseguire le proprie felici “illusioni”.


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