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[RECENSIONE] L’Arminuta di Donatella di Pietrantonio

Ciao a tutti i lettori del blog e buon fine settimana! È passata qualche settimana dall’ultima recensione perciò oggi voglio parlarvi di un libro che ho finito da poco e di cui ho discusso durante l’ultima riunione del club del libro. Si tratta de L’Arminuta, di Donatella di Pietrantonio, libro vincitore del premio Campiello nel 2017.

Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con “L’Arminuta” fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi.

«Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza».

L’Arminuta – così è chiamata dai conoscenti – torna in un luogo che dovrebbe chiamare casa, ma è per lei sconosciuto e una spaventosa nuova realtà. La ritrovata è stata costretta a lasciare le persone che per tutta la vita ha chiamato genitori, ritrovandosi con una nuova mamma, un papà e un mucchio di fratelli. Ma lei non riesce a capacitarsi di quell’abbandono senza spiegazioni ed è certa che prima o poi i suoi genitori torneranno a prenderla. La sua vita non è quella minuscola casa sporca e rumorosa, no, la sua vita è fatta di corsi di danza, nuotate in piscina, uscite con la sua amica del cuore Pat. L’Arminuta vuole convincersi che quella realtà è solo una fase, un passaggio. Eppure mentre cerca di capire e l’attesa diventa sempre più infinita, scopre che in quella nuova vita non è davvero sola. C’è Adriana, la sua nuova vivace sorella, e c’è Vicenzo per il quale prova più di un semplice legame fratello – sorella. Ma qual è davvero la verità? Perché l’Arminuta è dovuta tornare dalla sua famiglia biologica?

In appena 150 pagine si condensa uno splendido romanzo, ricco di emozione, passione e amore. Donatella di Pietrantonio dipinge una realtà che sembra quasi appartenere a un tempo lontano, ma è al tempo stesso molto umana. Delinea la realtà delle famiglie povere degli anni settanta, dei sacrifici, del dolore, ma anche dell’affetto che le caratterizzava. I suoi personaggi sono semplici e un po’ ignoranti, ma veri.

Lo stile della scrittrice è molto scorrevole, tant’è che ho divorato il romanzo in pochissimo tempo. Se dovessi trovare una nota negativa mi sarebbe piaciuto un po’ più lungo, avrei aggiunto almeno cinquanta pagine in più. La narrazione si interrompe quasi all’improvviso, non c’è un vero e proprio finale, ma a pensarci forse è proprio così la vita. Il finale deve ancora essere scritto.

Il mio voto per questo libro è di 4,25 su 5.

Se vi è piaciuta la recensione e volete leggere il libro lo trovate qui al prezzo di 14,87€.

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[RECENSIONE] The Kissing Booth – Il libro del film netflix

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di The Kissing Booth, il libro tratto dal film uscito di recente su Netflix. Parlare in modo negativo di un romanzo che mi è stato inviato da una casa editrice (soprattutto se sono stata io a richiederlo) non è mai facile. Chi mi segue sa però che le mie recensioni sono sempre oneste e non voglio ingannare i miei lettori con informazioni non vere. Ringrazio la casa editrice DeA per avermi inviato il libro da me richiesto.

Ho finito di leggere questo libro già da una settimana, ma ho trovato molta difficoltà a scrivere la recensione o anche solo trovare lo stimolo per farlo.

N.B: Sebbene cercherò di contenere gli spoiler, potrebbe comunque sfuggirmene qualcuno. Pertanto siete avvisati!

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Rochelle ha diciassette anni, è bella, popolare, brillante. È circondata di amici, ma non è mai stata baciata. Non ha mai avuto un fidanzato, solo cotte per tipi sbagliati, bad boy di cui le era impossibile innamorarsi davvero. E Noah non fa eccezione. Anche lui è inaffidabile, tenebroso, irritante. E con le ragazze vuole solo divertirsi. Rochelle non ha alcuna intenzione di cedere al suo irresistibile fascino. Perché di una cosa è certa, Noah non è quello giusto. Glielo ripete di continuo anche Lee, il suo migliore amico, l’unica persona a cui Rochelle non potrebbe mai rinunciare. Ma il fatto che Lee sia il fratello di Noah complica ogni cosa. Soprattutto quando Lee scopre un segreto, un segreto inconfessabile che non può, o forse non vuole, condividere con Rochelle.

Quando ho richiesto il libro non sapevo fosse stato pubblicato da una storia di Wattpad, ma già dalle prime pagine mi sono accorta che la scrittura era molto acerba e così si è insinuato in me un dubbio, che poi ha trovato conferma. Nonostante il libro abbia numerosi difetti, il più grande è lo stile dell’autrice, che purtroppo è molto dilettantistico, al limite delle peggiori fan fiction di Wattpad e siti affini.

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[RECENSIONE] Deathless – Il segreto di Lord Brown

Buongiorno a tutti e lettori del blog e buon inizio settimana. Oggi voglio parlarvi di Deathless, un romanzo uscito da poco con DRI EDITORE. Come ormai ben sapete ho una certa predilizione per la Scozia, quindi non potete immaginare la mia felicità quando ho scoperto che è ambientato proprio in questo paese!

deathless.jpgScozia, 16 aprile 1746. Battaglia di Culloden. ”
Lord Robert Brown perde la vita durante la sanguinosa battaglia avvenuta nella piana di Culloden. Quasi tutti i clan scozzesi vengono eliminati dalla supremazia della forza inglese.

Periferia di Londra, aprile 1819.
Lady Rosemary Cecilia Cavendish, figlia del Visconte di Cavendish, è promessa sposa al Marchese di Scott. Ma il destino sta per cambiare le sue carte. Durante il ballo organizzato dal padre per la “Stagione”, giunge inaspettatamente dalla Scozia Lord Ian Brown, Duca della contea di Argyll, che pretende la mano di Rosemary. Così, la ragazza parte in fretta per la cittadina di Inveraray, in Scozia, per diventare la moglie del Duca. Lord Brown è un uomo affascinante, a volte misterioso e brutale, a volte passionale. Rosemary ne è attratta e terrorizzata nello stesso tempo. Nel castello del Duca, iniziano presto ad accadere fatti inquietanti, che cambieranno per sempre la vita di Rosemary.

∼ Recensione

Quando ho visto la copertina ero preoccupata che si trattasse dell’ennesimo romanzo in stile Harmony, con pochissima ricerca storica e condito di scene hot ogni due pagine. Per fortuna sono stata smentita fin da subito!

Il romanzo si apre con uno scorcio sulla sanguinosa battaglia di Culloden tra i clan scozzesi e gli inglesi, durante la quale perde la vita un tale di nome Lord Robert Brown. Lo scenario si sposta poi in Inghilterra, una settantina di anni dopo. L’avvenente Rosemary, figlia del Visconte di Cavendish è promessa sposa di un giovane inglese. La ragazza si è ormai abituata all’idea, dopotutto il suo futuro marito sembra un ragazzo perbene e anche se per lui non sente particolare trasporto sa che avrà una vita felice.

Ma proprio quando la sua mente ha iniziato a immaginare se stessa al fianco dell’uomo, uno scozzese burbero ma dall’aspetto molto affascinante irrompe nella sua vita, presentandosi a un ballo organizzato dal padre. Si tratta del Duca Ian Brown, giunto dalla Scozia in visita a Rosemary, per prenderla in moglie. La ragazza deve quindi partire in tutta fretta per Inveraray, dove sarà ospite del Duca fino alle nozze…

Ritrovare un luogo, che ho visitato in passato dal vivo, ha suscitato in me ancora più curiosità per la lettura, permettendomi di respirare a pieno l’atmosfera scozzese del libro. In Deathless non ho solo trovato la capacità dell’autrice di trasportare il lettore in un’epoca precisa, ma anche un’accurata ricerca storica di usi e costumi, linguaggio e situazioni politiche del periodo. In un romanzo di stampo storico, seppur si tratti di un romance, questo aspetto è molto importante. Se venisse trascurato la trama ne risentirebbe, risultando molto meno veritiera.

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Se da una parte ho apprezzato il contesto nel quale sono immersi i personaggi, avrei preferito una lunghezza diversa per il romanzo. Secondo me sarebbe dovuto essere di almeno un centinaio di pagine più lungo. La seconda metà del romanzo scorre troppo veloce, mentre avrebbe potuto prendere una strada diversa.

Un’altro aspetto che non ho apprezzato è l’instant-love dei protagonisti, che dopo una prima occhiata sono già perdutamente innamorati. Non voglio contestare l’esistenza o meno del colpo di fulmine, ma parlare di amore vero così presto mi è sembrato un po’ forzato.

Tutto sommato Deathless è un romanzo piacevole che si legge in breve tempo. Non manca anche un mistero che lo rende ancora più interessante.

Il mio voto per questo libro è di 4 su 5.

Se volete acquistarlo lo trovate qui al prezzo di 2,99€ per l’ebook e 10€ per la copertina flessibile.

 

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[RECENSIONE] Colpa delle stelle di John Green

Ciao a tutti e buona domenica! Dopo un weekend di lavoro intenso posso finalmente dedicarmi al blog. Oggi voglio parlarvi del famoso romanzo di John Green “Colpa delle stelle”, che ho finalmente letto anche io!

colpa.jpgHazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

∼ Premessa

Scrivere la recensione di un libro spesso non è facile. A volte le parole scorrono a fiumi, altre invece restano come sospese, senza riuscire a prendere forma sulla pagina. Ovviamente in una recensione non è possibile scrivere soltanto “mi è piaciuto” o “non mi è piaciuto”. Il lettore ha bisogno di una motivazione che lo influenzi nell’acquistare o non acquistare un libro, anche se in alcuni casi è più difficile. Con Colpa delle stelle è accaduto proprio così.

∼ Recensione

Da quando ne ha memoria Hazel è sempre stata malata. La sua vita è una continua corsa tra casa e ospedale, e l’unica esistenza che conosce davvero è quella con i suoi genitori. Hazel non può vivere senza di loro, così come non può vivere senza un sondino, colegato a una bombola, che le fornisce ossigeno in ogni momento. Senza ne morirebbe. Hazel è una granata, una bomba pronta a esplodere, o almeno così crede lei.

La routine di Hazel viene però scossa da un incontro. Augustus Waters piomba nella sua vita all’improvviso, durante una seduta del gruppo di supporto.

Quando è venuto il suo turno ha sorriso un po’. Aveva una voce bassa, fumosa, eccitante da morire. “Mi chiamo Augustus Waters” ha detto. “Ho diciassette anni. Ho avuto un lieve osteosarcoma un anno e mezzo fa, ma oggi sono qui solo su richiesta di Isaac.”
“E come ti senti?” ha chiesto Patrick.
“Oh, a meraviglia.” Augustus Waters ha sorriso con un angolo della bocca. “Sono su una montagna russa che va solo in salita, amico mio.”

Augustus è diverso da qualsiasi ragazzo Hazel abbia mai conosciuto, è brillante e dotato di sarcasmo, oltre ad essere piuttosto sexy e chiaramente interessato a lei. Uniti da un libro e dal burbero scrittore Peter Van Houten, Hazel e Augustus scopriranno di avere molto di più in comune di una semplice malattia.

Il cancro è un argomento che in un libro può essere un’arma a doppio taglio. Lo scrittore potrebbe rischiare di offendere chi lotta ogni giorno contro la malattia oppure di romanzarla. John Green ha affrontato l’argomento ponendo al centro due personaggi adolescenti, entrambi malati. Ciò che mi ha colpito è che nonostante il cancro sia un tema centrale del romanzo non finisce per mettere in ombra i protagonisti, che sono invece costruiti molto bene.

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I dialoghi tra Hazel e Augustus, brillanti, ironici ma al tempo stesso velati da malinconia, sono il punto forte del romanzo. Tuttavia in alcuni momenti mi è sembrato che lo scrittore abbia voluto “strafare”, rendendo i due adolescenti un po’ troppo maturi per la loro età. Al tempo stesso non mi è arrivata come avrebbe dovuto la loro storia d’amore, avrei preferito che tra loro restasse un sentimento di amicizia, senza allusioni romantiche. Sono quasi certa avrebbe avuto lo stesso effetto.

Lo stile dello scrittore mi è piaciuto abbastanza, ad eccezione dell’uso smodato di “ho detto”, “ha detto”. Non so se la sua sia stata una scelta stilistica, ma a mio parere qualcuno dovrebbe fornirgli un dizionario dei sinonimi! Forse nella lettura cartacea non è così evidente, ma nell’audiolibro è piuttosto marcato.

Nonostante non abbia apprezzato alcune scelte e non sia famigliare con il cancro (e di conseguenza non posso giudicare com’è affrontato il tema), Colpa delle stelle è un romanzo che mi sento di consigliare.

Il mio voto è di 4 su 5.

E voi lo avete letto? Fatemi sapere nei commenti! Se volete acquistare il libro potete farlo qui.

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RECENSIONE FLASH – Immortal della blogger Katiuscia Napolitano

Ciao a tutti i lettori del blog! Come avete trascorso il weekend? Oggi voglio parlarvi di un libro che ho appena terminato, scritto da una blogger che seguo: Katiuscia Napolitano (La trovate sul blog Little K Library || RaccontAmi) con Immortal, pubblicato nel 2015.

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Firenze, dicembre 1999.Due giovani amanti immortali, Sally e William, trascorrono le loro notti a caccia di vittime ignare e i pomeriggi tra shopping e passeggiate lungo l’Arno. A interrompere una serena e appagante routine arriva la convocazione dell’anziano Cesar, capo della congrega dei vampiri. Al raduno, a cui convergono molte creature della notte, egli spiega che è necessaria una trasferta a New York per combattere compatti contro la setta delle Streghe Arcane, acerrime e pericolose nemiche dei vampiri. Le Arcane, secondo un rapporto ritenuto affidabile, hanno trovato un antico manufatto capace di rivelarsi un’arma micidiale. Poco convinti della situazione Sally e William vorrebbero rifiutarsi di andare ma le leggi della congregazione non ammettono disubbidienza a un Anziano. Pertanto, dopo pochi giorni fervono i preparativi per la partenza. Sally, tuttavia, è turbata da confusi ricordi di un passato che non riesce ad afferrare completamente. Ricordi che William ha sì cancellato nel momento in cui l’ha trasformata quasi duecento anni prima combattendo per lei contro tre giovani streghe, ricordi però che nonostante tutto cercano di riemergere dalle nebbie della memoria di Sally.

∼ Recensione

Devo ammettere di non essere mai stata una fan del genere gotico, soprattutto del mondo dei vampiri, ma quando ho saputo che Katy aveva scritto un libro ho voluto assolutamente leggerlo!

Quando si scrive di vampiri il rischio di emulare saghe di successo come Twilight è sempre concreto. Forse è questa la ragione principale che mi ha tenuta alla larga da questo genere fino ad oggi, non volevo leggere l’ennesima storia d’amore tra un essere umano e un vampiro. In Immortal ho però trovato tutt’altro e riassumerei il libro con una parola chiave: ORIGINALITÀ.

In questo libro non ho infatti trovato stereotipi tipici di tante letture di questo tipo. Il romanzo segue una trama unica su due linee temporali diverse, snodandosi tra il 1999 e il 1779.

Nel 1999 troviamo Sally e William, una coppia di vampiri immortali, in procinto di partire per New York su ordine dell’ anziano Cesar, capo della congrega dei vampiri. Sally  però è turbata, non riesce a ricordare la propria vita prima di William. In un alternarsi tra due epoche l’autrice, poco alla volta, ci mostra gli eventi che hanno portato William e Sally insieme, e un gruppo di amiche disposte a tutto per salvare quest’ultima dalla morte.

Non ho mai avuto dubbi sul talento per la scrittura di Katiuscia Napolitano, ho letto infatti in più occasioni alcuni racconti scritti da lei sul blog. Immortal è stata un’ulteriore conferma delle sue capacità. La scrittrice ha uno stile scorrevole, che non annoia mai e spinge il lettore a volerne sapere sempre di più.

Se dovessi trovare un difetto in questo libro direi che avrei preferito fosse più lungo e che alcuni momenti fossero stati approfonditi di più. Ma a mio parere ci sarebbe sufficiente materiale per un eventuale seguito, io lo leggerei senz’altro!

Il mio voto per questo libro è di 4,5 su 5.

Non vorrei rovinarvi il piacere della lettura perdendomi nel narrarvi una trama troppo approfondita, perciò la mia recensione flash si conclude qui. Se siete interessati ad acquistare Immortal lo trovate su Amazon al prezzo di 5,99€ per la versione ebook e di 10,68€ per la copertina flessibile.

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[RECENSIONE FLASH] Ti ricordi di me? di Sophie Kinsella

Ciao a tutti, come procede la settimana? In questo periodo avevo voglia di focalizzarmi su una lettura leggera da ascoltare con Audible durante il lavoro e la mia scelta è ricaduta su Ti ricordi di me? di Sophie Kinsella.

ti ricordi.jpgQuando Lexi si sveglia in un letto di ospedale, non ricorda proprio cosa le sia successo. È convinta di avere 25 anni, di essere povera in canna, con una vita sentimentale disastrosa, i denti storti e le unghie mangiate… E invece eccola fresca di parrucchiere, con una bocca perfetta, mani curatissime, un lavoro da super manager e… un sacco di soldi! Sì, perchè oltretutto è sposata a un bellissimo miliardario. Ma come è possibile? Il fatto è che lei in realtà ora ha 28 anni, ma non ricorda nulla del suo passato recente, marito compreso, e non riesce proprio a riconoscersi. Ma almeno ha la vita perfetta, e questo sembra un buon inizio… o no?

 

∼ Recensione Flash

Lexi ha 25 anni, un ragazzo che non ama, un conto corrente in rosso, denti storti e unghie rovinate. Dopo una caduta durante un’uscita tra amiche si risveglia in ospedale, ma la donna che vede allo specchio è molto diversa da quella che ricorda. Ben presto scopre di aver dimenticato tre anni della propria vita, durante i quale sembra aver raggiunto traguardi che non avrebbe mai creduto possibili. Ma la vita perfetta esiste davvero?

Nel leggere Sophie Kinsella non mi aspettavo di certo di andare incontro a un romanzo che mi cambiasse la vita, questa lettura aveva il mero scopo di intrattenermi per qualche ora durante il lavoro. Mi aspettavo quindi una storia scritta piuttosto male, ma scorrevole e divertente. In Ti ricordi di me? ho trovato uno stile molto semplice e dillettantistico, ma anche una trama che non mi ha affatto coinvolta, annoiandomi dall’inizio alla fine.

Sophie Kinsella è conosciuta per le sue storie condite di humor, di cui però io non ne ho trovata traccia. La trama è piuttosto scontata e i personaggi non vengono approfonditi a dovere. Non ho apprezzato la protagonista. Mi è sembrato che la scrittrice volesse calcare troppo la sua goffagine, finendo per renderla insopportabile.

Sinceramente sono stupita di aver trovato così tante recensioni positive per questo libro, perchè per me, nonostante non avessi aspettative troppo alte, è assolutamente bocciato.

Il mio voto è di 2 su 5.

Se volete acquistare il libro lo trovate su amazon al prezzo di 10,62€.

 

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[RECENSIONE] Quando eravamo eroi di Silvio Muccino

Ciao a tutti i lettori del blog e buon inizio settimana! Dovete scusarmi per l’assenza degli ultimi giorni ma sono stata un po’ impegnata con il lavoro, recupererò il prima possibile! Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto per il mio club del libro: Quando eravamo eroi di Silvio Muccino.

muccino.jpgAlex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all’altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, ma, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità…

Prima di scegliere il libro per il club mi è capitato di guardare alcune interviste di promozione al libro, che hanno scatenato la mia curiosità. Avendo inoltre letto diverse recensioni positive le mie aspettative erano piuttosto alte. Le caratteristiche per rendere interessante questo libro c’erano tutte, persino un “mistero” che ha catturato la mia attenzione fin dalla sinossi. Eppure nonostante le buone premesse ci sono diversi aspetti che non mi hanno convinta del tutto…

Possiamo definire Quando eravamo eroi come una storia di amicizia, ma anche di transizione dall’adolescenza all’età adulta. I protagonisti sono cinque amici, cinque “alieni” la cui vita ha subito una brusca svolta quando uno di loro, Alex, li abbandona senza alcuna spiegazione. Quell’abbandono si ripercuote inevitabilmente sulle vite degli alieni, spezzando l’equilibrio che si era creato tra loro. E così l’autore ci invita nelle loro vite, segnate da un dolore che non si è mai rimarginato del tutto.

E per scoprire che cosa è successo ad Alex, i quattro amici ormai cresciuti accettano il suo invito a trascorrere un weekend nella sua casa di campagna. Per loro niente sarà più lo stesso…

silvio_muccino-k99F--1280x960@Web.jpgQuando eravamo eroi è un libro che si legge davvero in poco tempo, io stessa l’ho terminato in una mezza giornata. Silvio Muccino è senz’altro un discreto scrittore, non eccezionale ma si tratta pur sempre della sua prima opera in solitaria.

Se da una parte abbiamo i quattro amici, Eva, Rodolfo, Torquemada e Melzi piuttosto ben caratterizzati, con Alex lo scrittore si è mantenuto in superficie. Il protagonista è fin troppo perfetto, troppo buono, troppo apprezzato dagli altri e per me è stato difficile entrare in sintonia con lui. Mi è inoltre sembrato che Muccino abbia voluto strafare nel dipingere gli animi complessi degli altri quattro alieni, finendo per dare vita a dei personaggi che si avvicinano troppo a uno stereotipo.

A mio parere l’idea di fondo di questo romanzo è buona, ma non è esente da difetti, anzi. Ci sono ancora molte cose che potrei dire di Quando eravamo eroi, ma siccome la storia di concentra in un romanzo di 236 pagine ogni parola in più potrebbe rovinarvi la lettura.

Il mio voto per questo libro è di 2,8 su 5.

P.S: Vorrei anche fare un appunto sulla copertina, che per quanto sia carina non ha niente a che fare con il romanzo. Per cominciare i personaggi del libro sono cinque, mentre l’immagine ne raffigura tre, e in secondo luogo quando gli alieni si incontrano sono già adolescenti, mentre sulla copertina troviamo dei bambini. Qualcuno ha capito il nesso tra romanzo e copertina? In tal caso fatemi sapere nei commenti!

Potete acquistare Quando eravamo eroi su amazon, al prezzo di 14,45€.

E a voi è piaciuto Silvio Muccino nelle vesti di scrittore?

Harry Potter, Recensioni

Harry Potter: Hogwarts Mystery – La mia opinione

Buon venerdì sera a tutti i lettori del blog. Oggi voglio parlarvi di un gioco che sta spopolando in questi giorni e che è uscito il 25 aprile per iOS e Android: Harry Potter: Hogwarts Mistery.

Le premesse per un gioco che tenesse incollato generazioni di fan al proprio smartphone c’erano tutte, eppure a pochi giorni dall’uscita ha già deluso una buona parte di pubblico. Che cos’è che non funziona in questo gioco? Scopriamolo insieme!

Ma prima di analizzarne gli aspetti negativi partiamo dal principio. In che cosa consiste Hogwarts Mystery?

Tocca a TE frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts! Parti per un’avventura tutta tua in questo nuovissimo RPG ambientato nel mondo magico di Harry Potter anni prima della sua iscrizione a Hogwarts. Scopri stanze inesplorate del castello di Hogwarts e risolvi antichi misteri. Impara potenti incantesimi e nozioni dal professor Silente, Piton e molti altri. Duella coi tuoi rivali e crea alleanze con nuovi amici perché ti aiutino durante le tue avventure. In questo gioco innovativo per mobile di Portkey Games, casa videoludica di WBIE, sei tu il centro della nuova storia del mondo magico di Harry Potter.
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La storia si apre con il nostro avatar che viene ammesso a Hogwarts e si ritrova a Diagon Alley per acquistare il necessario per l’anno scolastico.  Una volta raggiunta la scuola il giocatore può scegliere in che casa vuole essere smistato. Questo aspetto non mi è piaciuto, avrei preferito un test di smistamento piuttosto che una libera scelta.

Fin da subito appare chiaro che il game play effettivo consiste davvero in poche azioni, e si focalizza perlopiù nello sviluppo della trama. Il giocatore è guidato per l’intero tempo da indicazioni su ciò che deve fare e come deve muoversi.  Per proseguire con i livelli deve frequentare le lezioni e interagire con gli altri personaggi, ma ogni azione costa determinati punti energia. Una volta terminata l’energia il giocatore è costretto ad aspettare, oppure può velocizzare il processo tramite l’acquisto di gemme in cambio di denaro vero. L’energia che viene fornita ad ogni avatar è però troppo poca e in breve tempo ci si ritrova a dover aspettare per proseguire con la trama.

Per essere un gioco per smartphone devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla grafica, i personaggi sono realistici, anche se avrei preferito una maggiore libertà negli spazi di Hogwarts. Non è infatti possibile esplorare il castello in libertà.

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Tuttavia dopo poco tempo la NOIA è il sentimento che è prevalso più di tutti. Ad esclusione della trama, che segue uno sviluppo interessante, non c’è poi molto altro da fare, se non cliccare in continuazione dove ci viene indicato dal gioco stesso. L’unica libertà è data dalle interazioni con gli altri personaggi. Durante alcuni dialoghi il giocatore può infatti scegliere tra tre diverse risposte, che incideranno sui punti esperienza dell’avatar.

Al momento sono ancora al primo anno, perciò mi auguro che il gioco migliori con il passare degli anni scolastici e dei livelli, ma se invece si mantiene sulla stessa linea non credo continuerò a giocarci. E voi lo avete già scaricato?

Se volete leggere altri articoli a tema Harry Potter potete trovarli qui:

 

 

 

 

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[RECENSIONE] Maze Runner. Il labirinto

Buongiorno a tutti i lettori del blog! Oggi voglio parlarvi di un romanzo che volevo leggere da tanto tempo e che mi è stato consigliato da diverse blogger. Finalmente sono riuscita a iniziare la trilogia Maze Runner di James Dashner e vi parlerò del primo volume: Maze Runner. Il labirinto.
Potete acquistarlo su amazon al prezzo di 3,46€.

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Quando Thomas si risveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. […] Il mistero si infittisce quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di qualsiasi altra via di fuga, il Labirinto sembra essere l’unica speranza del gruppo… o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.

∼ Recensione

Devo essere sincera, scrivere questa recensione si sta rivelando molto difficile. Per Maze Runner ho provato sentimenti contrastanti e questa lettura è stata un’altalena di sentimenti diversi dall’inizio alla fine. Ma voglio parlarvene meglio nel dettaglio!

Quando Thomas si risveglia all’improvviso in un ascensore non ha idea di dove si trovi. Non ha alcun ricordo della sua vita precedente e non riconosce neppure i ragazzi che lo accolgono nella Radura, un’immenso spazio circondato da alte mura di pietra che danno su un labirinto che non sembra avere fine.

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Thomas è il protagonista del romanzo e anche se di lui sappiamo poco o niente, il suo carattere emerge durante la narrazione. Thomas è anche il punto di vista dell’intero libro e il lettore si ritrova così a scoprire la Radura attraverso i suoi occhi. Questo espediente narrativo aiuta a catturare l’attenzione del lettore, che si ritrova così a porsi delle domande. Tuttavia, come ho già accennato prima, ho provato dei sentimenti contrastanti nei confronti di questo primo capitolo. Se da una parte lo stile di Dashner ha catturato la mia curiosità, alla lunga l’ho trovato rindondante. Le informazioni che concede nella prima parte del libro sono davvero poche, così come gli eventi veri e propri, che ci contano sulle dita di una mano. Non si può dire lo stesso invece del finale, nel quale inizia finalmente a districarsi la matassa di nozioni, in un epilogo fin troppo sbrigativo.

Nonostante molte informazioni sulla vita nella Radura vengano lasciate in sospeso è stato facile immaginare quel luogo, così come i suoi abitanti: I Radurai. Mi è piaciuto come lo scrittore è riuscito a coinvolgermi nella loro quotidianità. Eppure nonostante abbia apprezzato alcuni personaggi, non sono riuscita ad affezionarmi davvero a nessuno di loro. Voglio però precisare che ho letto soltanto il primo volume della saga e che forse mi serve solo più tempo.

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“Questo posto è diventato la mia casa, anche se passiamo ogni giorno a sperare di andarcene.”

Un personaggio che invece proprio non ho apprezzato è Teresa. Teresa è la prima ragazza che viene mandata nella Radura, e anche colei che cambierà per sempre le vite di tutti i Radurai, innescando “l’inizio della fine”. Di lei sappiamo davvero troppo poco (almeno fin’ora) e per questa ragione non ho provato alcun sentimento positivo nei suoi confronti. Anzi l’ho trovata piuttosto insignificante.

Dopo la sfilza di commenti negativi voglio comunque spendere qualche parola in favore di Maze Runner, che nonostante tutto ho apprezzato. Credo che sia un buon punto di partenza per una saga che sono certa ha ancora molto da offrire, e che continuerò molto presto. Per questa ragione voglio promuoverla con la sufficienza, perché ha saputo intrattenermi, stimolando la mia curiosità.

Il mio voto è di 3,5 su 5.

 

 

 

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[RECENSIONE] L’Allieva di Alessia Gazzola #1

Ciao a tutti! Come procede la settimana? Dopo tantissimo tempo sono riuscita finalmente a leggere il primo romanzo della serie L’allieva di Alessia Gazzola. Ho visto la serie televisiva circa un anno e mezzo fa e poiché ne sono rimasta piacevolmente colpita, ho deciso di approcciarmi ai libri. Ho rimandato finché non ho ottenuto un mese gratis con audible, tramite un codice sconto (se lo volete anche voi scrivetemi un commento e sarò felice di indicarvelo!) e ho visto che nel catalogo era presente anche L’Allieva.

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Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.
∼ Recensione

Il romanzo L’Allieva segue le vicende di Alice Allevi, una specializzanda in medicina legale molto pasticciona e con un certo fiuto investigativo. Quando un cadavere viene rinvenuto in un appartamento di Roma, Alice si rende conto di aver conosciuto la vittima proprio il giorno precedente. Quella causalità la lega in modo indissolubile al caso e Alice è determinata a scoprire la verità, senza però evitare di cacciarsi nei guai…

Non so bene in che genere collocare questa lettura. Amazon lo inserisce sia nella categoria dei gialli, che dei romanzi rosa, ma a mio parere appartiene più alla seconda che alla prima. L’aspetto del giallo è infatti quasi come se facesse da sfondo alla vita sentimentale della protagonista, invece che esserne il centro del romanzo.

Il personaggio di Alice Allevi l’ho trovato al limite dell’irritante. Alessia Gazzola ha descritto la protagonista come una ragazza goffa e pasticciona ma queste caratteristiche vengono rimarcate così spesso da sfiorare l’assurdo. Credo che ci sia un limite alla goffagine di una persona, e lei lo ha ampiamente superato. Durante la lettura viene inoltre ribadito che Alice ama il proprio lavoro, ma non si impegna affatto nell’ottenere dei risultati concreti, comportandosi il più delle volte come una bambina.

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Gli altri personaggi principali sono Claudio, suo superiore con il quale ha un rapporto di amore-odio e Arthur, suo interesse amoroso e figlio del capo “Supremo”. Compaiono inoltre diversi personaggi secondari, tra cui una serie di amiche di Alice, che però non danno alcun contributo alla storia, ma restano piuttosto insignificanti e sono poco caratterizzati.

Se non avessi guardato la serie non avrei badato un granché a Claudio, personaggio che è invece spiccato nel prodotto televisivo. Non ho avuto un coinvolgimento emotivo o sperato che tra lui e la protagonista accadesse qualcosa. Mentre ricordo che guardando la fiction mi struggevo per ogni loro sguardo o battibecco. È anche vero che la serie televisiva copre un arco narrattivo molto più ampio di quanto non faccia il primo libro, e sono sicura che il secondo avrà più spazio per Claudio e Alice.

Arthur, che invece non mi piaceva nella serie, l’ho apprezzato molto di più nel libro, almeno fin’ora. Le dinamiche tra Arthur e Alice non mi hanno però coinvolta come avrebbero dovuto, complice forse l’instant love tra i due.

Nel complesso, nonostante i numerosi difetti, si tratta comunque di una storia piacevole e molto scorrevole. Continuerò sicuramente la serie prima o poi, che conta già 7 romanzi all’attivo. Anche se non avrei mai pensato di dirlo per un prodotto Rai italiano, la serie televisiva in questo caso supera il romanzo. Se vi capita vi consiglio di recuperarla!

Il mio voto per questo libro è di 3,5 su 5.

Potete acquistare L’Allieva su amazon al prezzo di 8,50€ o ascoltarlo gratuitamente su Audible.