musica

5 canzoni a rotazione su Spotify [TAG]

Buongiorno lettori! Oggi partecipo a un tag del blog Micalien, che mi ha invitata a condividere cinque canzoni dal mio account Spotify. Ho aspettato qualche settimana perché ho scaricato l’app da poco e non avevo tantissimo materiale, ma sono finalmente pronta a condividere la mia playlist!

La playlist in questione viene denominata A Rotazione – appunto – e non è altro che il fedele riassunto di tutti quei brani che, l’account Spotify in questione, riproduce come i canti antoniani in tempo di celebrazione: per consultarne le carte del destino, non dovete fare altro che digitare A Rotazione nella vostra fedele barra di ricerca su Spotify.

State Lines ~ Novo Amor

Questa canzone è diventata famosa grazie al film Five Feet Apart, ma ho avuto la fortuna di vedere Novo Amor dal vivo nell’estate del 2018. Questa canzone mi mette i brividi ogni volta, è un’artista eccezionale.

Your Soul ~ Rhodes

Non conoscevo Rhodes prima di imbattermi in questa canzone per caso su YouTube. Non potevo non aggiungerla anche su Spotify!

Light ~ Sleeping at Last

Quando sono in uno stato di ansia particolare mi capita di ascoltare Sleeping at Last. Riesce subito a calmarmi!

Medicine ~ Amber Run

Ovviamente non può mancare il mio gruppo preferito, che ha pubblicato poche settimane fa il terzo album, Philophobia.

Ghost ~ BANNERS

Concludiamo con un’altra canzone che ho scoperto grazie ai suggerimenti di YouTube e che amo ascoltare quando il mio umore è a terra.

Spero che tra i miei suggerimenti possiate trovare qualche titolo interessante. Se ne avete voglia, siete invitati a partecipare con la vostra playlist a rotazione o a lasciarmi un commento qui sotto!

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Ho preso un volo per incontrare il mio gruppo preferito ed è stato incredibile

Quando sette mesi fa sono uscite le date del nuovo tour inglese del gruppo Amber Run, non ho esitato. Dovevo andare.

E così ho prenotato il volo e mi sono accaparrata i biglietti per due dei loro show, quello di apertura a Manchester e quello nella città dove hanno vissuto: Nottingham.

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SO FUCKING GOOD TO BE BACK IN NOTTS. LOVE U XX

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È proprio questo show che ricorderò come il più coinvolgente al quale abbia mai assistito e mai avrei pensato che potesse superare la performance energica del concerto di Manchester la sera prima.

Amber Run hanno dato il loro meglio nel club Rock City, nel cuore di Nottingham. E parlandoci, ho capito che è la data che hanno atteso con più frenesia. Tornare a casa è sempre emozionante.

La scaletta che hanno portato sul palco è un giusto mix dei loro tre album, con una canzone dall’EP uscito lo scorso anno, Amen, dedicata al nonno di Joe, il cantante del gruppo. Con Amen lo show abbandona per un attimo le canzoni energiche, con chitarra e batteria, per focalizzarsi sulla voce di Joe. Il momento, definito dal cantante come quello più depressivo della scaletta, continua con 5am, uno dei capisaldi del loro primo album.

Da Philophobia invece, uscito poco più di una settimana fa, il gruppo si è esibito con Neon Circus (che ha aperto il concerto), No one gets out Alive, Affection, Carousel, What could be As lonely As love e Darkness has a voice.

Immancabile la canzone che ha dato vita a tutto, Noah, cantata dal pubblico a gran voce e enfatizzata da una pioggia di coriandoli caduti dal soffitto.

Il concerto sembra concludersi con Wastelands, da For a Moment I was lost, ma un encore riporta il gruppo sul palco per altre tre canzoni: Haze, l’amatissima I Found e la travolgente No Answers.

Joe, Tom e Henry sono cresciuti, il loro ultimo album dimostra quanta strada abbiano fatto dai tempi di 5am. Hanno riscoperto un rapporto nuovo con il pubblico e sembrano finalmente trovarsi al “posto giusto”. Come dichiarato da loro stessi in diverse interviste, il cambio formazione che ha visto perdere due componenti della band non è stato semplice, ma con Philophobia hanno dimostrato di essere rinati. Sono sempre loro stessi, solo più maturi e consapevoli.

Da un po’ di tempo a questa parte possono contare sull’appoggio di due talentuosi musicisti, Michael Blackwell alla chitarra e Glyn Daniels alla batteria, con i quali sembrano avere un’ottima intesa on e off stage.

Joe, Henry e Tom hanno a cuore i loro fan, tanto che alla fine di ogni show si prendono del tempo per scambiare quattro chiacchiere con chiunque sia fuori ad aspettarli. Mi ha colpito l’interesse che dimostrano verso ogni fan e la volontà di instaurare un rapporto con ciascuno di loro. Non si tratta di una foto fugace o un autografo scarabocchiato. Amber Run non risparmiano calorosi abbracci e mettono il fan al centro della loro attenzione. E così ho scoperto l’innata gentilezza che li caratterizza e che è uno dei motivi che li rendono così amati dai fan.

Mentre sto scrivendo queste parole, in attesa del volo che mi riporterà a casa, non posso fare a meno di provare una fitta di nostalgia per questi due giorni trascorsi in loro compagnia e pensare che prenotare quel volo è stata la decisione migliore che potessi prendere.

E come disse BeethovenLa musica è una rivelazione, più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia.

La musica è salvezza, la musica è comprensione.

Sono grata di aver fatto parte di tutto questo.

Se volete supportare questa fantastica band potete acquistare Philophobia sul loro sito ufficiale (io ho preso il bundle CD+maglietta+cassetta) o su amazon. (Link affiliato)

[Io e Tom Sperring, bassista del gruppo]


[Foto credits dell’immagine di copertina]

musica

Aspettando l’autunno: 6 canzoni a tema autunnale

Buongiorno lettori! Continua la rubrica a tema autunnale. Oggi voglio condividere con voi alcune canzoni che sono ambientate in autunno. Come al solito aspetto anche i vostri suggerimenti nei commenti!

Death Cab for Cutie || Autumn Love

Enya || Only Time

Green Day || Wake me up when september ends

Ed Sheeran || Autumn Leaves

Tall Heights || Back to Autumn

Guns N’ Roses || November Rain

Spero che queste proposte vi siano piaciute.

Qui trovate anche quelle dello scorso anno!

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Chasing Happiness: il documentario sulla vita dei Jonas Brothers [RECENSIONE FLASH]

Buona sera lettori! Oggi avevo tutta l’intenzione di scrivere un altro post, ma, sebbene non sia una fan dei Jonas Brothers, ho deciso di guardare il nuovo documentario di Amazon Prime Video Chasing Happiness, uscito pochi giorni fa, e ho pensato di parlarvene brevemente sul blog.
Lo ammetto, quando ero adolescente anche io ero una fan sfegatata della band.
I miei gusti musicali nel tempo sono cambiati parecchio e oggi la loro musica non è più nelle mie corde, ma è stata la colonna sonora della mia adolescenza.

Chasing Happiness è un documentario della durata di oltre un’ora e mezza, che ripercorre la vita della band dagli esordi, fino alla rottura e alla successiva rinascita. Grazie al ricco archivio dei Jonas, il documentario è integrato da numerosi video che mostrano l’infanzia e i momenti più privati della loro famiglia.
Chasing Happiness non racconta solo una storia di fama e successo ma indaga gli aspetti più umani della vita dei fratelli, i momenti di crisi e le insicurezze che degli adolescenti hanno dovuto affrontare.
Il successo non è qualcosa che la famiglia Jonas ha ottenuto dal nulla, ma è arrivato con tanti sacrifici e l’incertezza per un futuro pieno di ostacoli.
A differenza della maggior parte delle band adolescenziali di successo, i Jonas Brothers non sono stati creati a tavolino come si possa pensare. La musica è stata parte della famiglia fin dall’infanzia dei ragazzi, cresciuti tra musical di Broadway e performance canore nel coro della chiesa.
La passione per la musica ha permesso ai Jonas Brothers di produrre un album dopo l’altro, finché, all’improvviso, la fama ha preso il sopravvento.
La rottura della band non ha significato solo la fine di un rapporto lavorativo, ma ha incrinato l’amicizia dei fratelli, che per lungo tempo hanno smesso di far parte delle reciproche vite.
Ognuno dei membri dei Jonas Brothers si è dedicato alla propria crescita, e oggi i fratelli sono tornati più maturi e “ispirati” che mai.

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Chasing Happiness è una storia di crescita, amicizia e passione. Anche se non siete fan della band vi consiglio questo documentario, potrebbe stupirvi.

Il loro nuovo album sarà disponibile negli store questo venerdì. Se volete abbonarvi a Prime Video potete farlo qui.

 

 

 

film, musica

Le mie canzoni preferite tratte da film [PARTE 1]

Buongiorno lettori!
Oggi parliamo di film e musica, con alcune delle mie canzoni preferite tratte da film.

p.s Vi aspetto nei commenti con i vostri suggerimenti!

The Last Goodbye || Billy Boyd

The Last Goodbye è una canzone scritta da Billy Boyd, interprete di Pipino nella saga Il Signore degli anelli, ed è comparsa nel film Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate.


Learn Me Right || Birdy, Mumford & Sons

Learn me right è una canzone interpretata da Birdy insieme al gruppo inglese Mumford and sons, per il film d’animazione Ribelle – The Brave del 2012.


Lady Gaga, Bradley Cooper || Shallow

Shallow è una delle canzoni della colonna sonora del film A star is born, che ha vinto all’ultimo Premio Oscar.


Sufjan Stevens || Mystery of Love

Mystery of love è una canzone del musicista statunitense Sufjan Stevens, scritta in occasione del film Chiamami col tuo nome e candidata agli Oscar 2018.


Taron Egerton || Rocket Man

Rocket Man, il film basato sulla vita di Elton John, deve ancora uscire ma è già possibile ascoltare alcune delle canzoni online. Taron Egerton ha interpretato alcune tra le canzoni più famose del cantante, tra cui Rocket man.


Falling slowly || Glen Hansard & Marketa Irglova

Falling Slowly è una canzone del film Once, che ha vinto un Premio Oscar nel 2008.


May It Be || Enya

May it Be è una canzone di Enya, scritta in occasione del film del 2001 Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello.


Let’s hurt tonight || OneRepublic

Let’s Hurt Tonight è una canzone del gruppo americano OneRepublic, comparsa nel film Collateral Beauty del 2016.


A presto con la seconda parte!

musica

Joe Bastianich si racconta a teatro #INVINOVERITAS

Joe Bastianich non è soltanto un imprenditore e personalità televisiva di successo. Sebbene negli anni si sia costruito una certa fama come personaggio dal cuore duro, il vero Joe è diverso da come si è sempre mostrato sugli schermi televisivi. È lui stesso a raccontarlo nel suo spettacolo teatrale, approdato Venerdì 25 gennaio a Fiorenzuola d’Arda.

Bastianich, attraverso canzoni (scritte per la maggiorparte da lui), accompagnate dalla sua chitarra e dalla band, e del buon vino, ha raccontato al pubblico del teatro Verdi frammenti della sua vita. Dall’infanzia difficile come immigrato negli Stati Uniti, al rapporto con la famiglia, in particolare con la nonna di novantotto anni che vive attualmente nel Queens. È proprio a lei che è dedicata una commovente canzone, dalla quale traspare il legame con la donna, che lo ha cresciuto.

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Il “vero” Joe dunque è un uomo diventato tale grazie alla musica, che lo ha accompagnato nelle fasi della vita, dai Beatles, ai Rolling Stones arrivando a Bruce Springsteen. Il suo è un sound molto “made in the USA” e ogni pezzo racconta un frammento del suo percorso dall’infanzia all’età adulta.

Devo essere sincera: avevo molti pregiudizi su un uomo che invece si è rivelato diverso da come traspare dai media. Ho trovato in lui un’umanità che viene nascosta dal personaggio Joe Bastianich. E devo anche dire che le canzoni sono davvero belle, tant’è che mi sono persino commossa durante quella dedicata alla nonna!

Se ne avete occasione vi consiglio senz’altro di vedere il suo spettacolo a teatro e peraltro è piuttosto accessibile. Il mio biglietto l’ho pagato 14€ (balconata – under 26).

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Le mie canzoni preferite del 2018

Buongiorno lettori, come state? Oggi parliamo di musica e per la precisione delle canzoni che mi hanno accompagnata in questo anno appena passato e uscite nel corso del 2018. Non dimenticate di indicarmi le vostre tra i commenti!

Death Cab for Cutie || Your Hurricane

Death Cab for Cutie è una band amerciana di musica rock/alternativa, formata nel 1997 Bellingham, Washington in 1997. The band è formata da Ben Gibbard, Nick Harmer, Jason McGerr, Dave Depper, and Zac Rae. Sono stati nominati per 8 Grammy Awards, tra cui Migliore Album Rock.

Mumford & Sons || Woman

Dopo un attesa di qualche anno i Mumfors & Sons, band inglese formatasi nel 2007, sono usciti con il nuovo album “Delta”.

Amber Run || Carousel

Amber Run è in assoluto la mia band preferita. Ve ne ho già parlato in passo, trovate tutte le info qui.

Sufjan Stevens || Mystery of love

In realtà questa canzone è uscita alla fine del 2017, ma è arrivata in Italia qualche mese dopo con l’uscita del film Chiamami col tuo nome.

Shallow || Lady Gaga e Bradley Cooper

Non potevo non inserire la canzone tratta dal film A star is born (di cui vi ho parlato qui).

Kodaline || Angel

Concludiamo con una delle canzoni del tanto atteso album (A politics of living) dei Kodaline, band irlandese che ho avuto il piacere di vedere in concerto qualche mese fa.

In realtà ce ne sono tantissime altre che ho scoperto quest’anno, tra cui molte uscite negli anni scorsi. Come si può notare amo soprattutto il genere Indie/Alternativo, perciò se avete consigli vi aspetto nei commenti!

musica

Settimana dedicata alla salute mentale: esprimersi attraverso la musica

Buongiorno a tutti cari lettori! Dopo una pausa di qualche giorno sono tornata con la settimana dedicata alla salute mentale, che oggi mi vede parlare della musica come mezzo per esprimersi. Non potevo che chiedere aiuto alla mia migliore amica Gloria, l’autrice con cui ho scritto Somnium, vicina da diversi anni alla musica di artisti Nativi Americani.

Ringrazio di cuore Gloria che, attraverso le parole di una poesia di Tanaya Winder e una canzone di Frank Waln, ha espresso alla perfezione il concetto dell’uso della musica per esprimere la propria condizione mentale e umana.

“Always start with you

Alive and well, and not me

I’d gladly give up every poem I have spoken

Have my mouth call back each and every one of them

From your ears

Back into my pen’s failed attempts at trying to put back

The splintered pieces of our hearts

Our hearts

Our hearts

Staring at a blank page

Wishing we could begin again”

[“Inizia sempre con te |Vivo e in salute, e non io | Lascio perdere volentieri tutte le poesie che ho recitato |La mia bocca le chiama indietro parola dopo parola | Dalle tue orecchie | Indietro nella penna che fallisce mentre cerca invano di rimettere a posto |I pezzi scheggiati dei nostri cuori |Dei nostri cuori |Dei nostri cuori |Fissando una pagina bianca| Desiderando di poter ricominciare”]

Inizia così, con le parole di Tanaya Winder, la canzone chiamata 7 di Frank Waln.

Si tratta di parte di una poesia recitata proprio da Tanaya (che trovate nel video qui sotto e che vi consiglio assolutamente di ascoltare), nella quale immagina di poter riavvolgere il tempo e di poter veder passare in uno schermo tutto quello che la circonda, ma all’inverso (rewind).

La poesia è stata registrata interamente in un’altra canzone, Back To the Beginning, e tra le tante storie, narra quella della morte di Angel, che ha deciso di porre fine alla sua vita. Una delle tante, troppe vicende che fanno parte della quotidianità del popolo dei Nativi Americani in tutto il continente statunitense.

Arrivare a pensare che non esiste più alcuna soluzione, nessuna alternativa. Nessun modo per poter chiudere le ferite sanguinanti se non quello di smettere di lottare per sempre.

Frank Waln però, non ha intenzione di arrendersi, e attraverso le sue parole cerca un modo per risollevarsi dallo stato di depressione in cui si trova insieme al suo popolo, come parte della canzone “7” dice:

“Spitting rhymes in a time of blood quantum and suicide

We survived staying strong all those times we should’ve died

I confess, I’m depressed

Sometimes I can’t take the stress

Living is a test, distressed up in the wild west”

 [“Sputando rime in un tempo di politica del sangue e suicidi |Siamo sopravvissuti restando forti tutte quelle volte che avremmo dovuto morire | Lo confesso, sono depresso | Alcune volte non riesco a sopportare lo stress | Vivere è come una prova angosciante nel selvaggio west”] 

Frank in un’intervista ammette che la vita nella Riserva per un ragazzino è piena di insidie e di tentazioni e che, grazie all’amore e all’aiuto di sua madre, è riuscito a mantenersi sulla buona strada, a non cadere nei problemi di alcolismo e droga come la maggior parte dei ragazzi. È uno scenario triste, che al tempo stesso riempie di rabbia. Chi può aiutare queste persone a ritrovare la propria strada, o ancora meglio a ritrovare la speranza? Come si è arrivati a dimenticarsi di chi camminava su quella Terra prima di qualsiasi altro uomo o conquistatore?

“This is sound of a Nation rising

A generation with a vision

We’re tired of our people dying

7th generation we have risen, we have risen yeah


This is sound of a Nation rising

A generation with a vision

We hear our Mother Earth crying

7th generation we have risen, we have risen yeah”

[“Questo è il suono di una Nazione che sta sorgendo |una generazione con una visione |Siamo stanchi della morte della nostra gente |Settima generazione, e siamo risorti, siamo risorti yeah]

 [Questo è il suono di una Nazione che sta sorgendo | una generazione con una visione | Sentiamo piangere la nostra Madre Terra | Settima generazione, siamo risorti, siamo risorti yeah”]

“La Settima Generazione”: da qui il nome della canzone, un nome che parte da una profezia ma che Frank utilizza come strumento per far sentire la propria voce, e insieme alla sua quella di molti altri, uniti insieme contro al sistema, come una vera e propria Nazione.

È importante riflettere su quanto in questo caso sia fondamentale il potere della musica. Quando diventa la forma d’arte con cui non solo esprimersi, ma anche sopravvivere, consolarsi e trovare la forza per affrontare il dolore. Per arrivare dritti al cuore delle prossime generazioni, per donare speranza.

La parte a mio parere più intensa della canzone è al suo termine, quando le ultime parole vengono dette quasi in urlo disperato, e non appena pronunciata l’ultima, Frank scoppia in un pianto doloroso e vero, mentre le parole di un uomo Lakota riempono il resto. 

“This system try to hold us down, it hold us down

You forced our cultures underground, underground

But you ain’t stopping no one now, no one now

We’re stronger and we know it now, we know it now”

 [“Il sistema cerca di trattenerci, ci tiene buoni | Avete forzato la nostra cultura sottoterra, sottoterra | Ma non fermerete più nessuno ora, nessuno ora | Siamo più forti e lo sappiamo ora, lo sappiamo ora”]


Trovate gli altri articoli dedicati alla salute mentale qui:

musica

Una nuova canzone per il gruppo inglese Amber Run

Buongiorno cari lettori! Oggi parliamo di musica, in particolare del mio gruppo preferito Amber Run, che ha pubblicato qualche giorno fa una nuova canzone: Carousel.

“But I think you’ll be the death of me
You always seem to have the best of me”

Una notizia inaspettata, annunciata soltanto pochi giorni prima tramite i social e che, come annunciato su Billboard.com, farà da apripista a un nuovo album in uscita l’anno prossimo. L’ultima pubblicazione degli Amber Run risale a maggio, con l’uscita dell’EP The Assembly, contenente tre nuove canzoni. L’ultimo album (For a moment, I was lost) risale invece al 2017.

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Tra qualche giorno il gruppo sarà impegnato nel loro primo tour oltreoceano, in viaggio tra Canada e Stati Uniti in sette tappe.

Potete acquistare Carousel qui o ascoltarla gratuitamente su Amazon Unlimited.

Io me ne sono ovviamente già innamorata e non vedo l’ora di ascoltare il nuovo album, ed eventualmente vedere di nuovo live il gruppo.

Se non conoscete Amber Run e volete approfondire la loro musica vi rimando qui.

Curiosità, musica

Da”Follow your fire” a “All I want”: I Kodaline riempiono il Fabrique di Milano

Buongiorno cari lettori del blog! Oggi parliamo di musica perché ieri sono stata al concerto della band irlandese Kodaline nella loro unica tappa italiana, al Fabrique di Milano.

I Kodaline si sono formati nel 2011 (anche se hanno iniziato a fare musica insieme nel 2007 con il nome di 21Demands) e hanno da poco pubblicato il loro terzo album “Politics of living”. (di cui vi ho parlato qui)

Il concerto si è aperto con il giovane artista nord-irlandese JC Stewart, che ha saputo incantare il pubblico con voce e chitarra. Hanno seguito la band di Dublino Wild Youth, capaci di coinvolgere facendo ballare e cantare gli spettatori al ritmo del loro pop dalle sfumature punk.

 

Quando i Kodaline sono saliti sul palco i fan erano carichi per cantare a squarciagola le hit più di successo dai tre album della band. Con un inizio un pochino lento, la band si è velocemente sciolta spaziando da brani energici come Ready e Follow your fire, fino a melodie più acustiche, come Angel e The One.

Durante l’esecuzione del brano Angel, la band ha lasciato le rispettive postazioni per schierarsi di fronte al pubblico, in una toccante interpretazione della canzone dedicata ad una fan scomparsa durante un loro concerto.

The One è invece la canzone più suonata ai matrimoni irlandesi ed è facile capirne la ragione. Steve Garrigan, il cantante, era l’unico sul palco durante il brano romantico, in compagnia della sua chitarra e il pubbico che cantava con lui.

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[Foto di Music Attitude||Mairo Cinquetti]

Stupisce invece la scelta di Raging nella scaletta, hit del 2016 in collaborazione con Kygo mai comparsa negli album della band. Ammetto che avrei preferito venisse sostituita con uno dei nuovi brani di Politics of living, come Temple Bar o Hide and Seek.

event-poster-9534054.jpgLa canzone annunciata come chiusura è stata la ballata dal secondo album Love will set you free. Ma il pubblico, non soddisfatto, ha reclamato a gran voce “All I want” e I Kodaline sono tornati sul palco pochi minuti dopo per interpretarla, chiudendo in grande stile con uno dei loro maggiori successi: High Hopes.

L’atmosfera della serata era viva, con un grande coinvolgimento da parte del pubblico e della band. Una giornata che non dimenticherò tanto presto!

 

Ecco la scaletta completa della serata:

Follow you fire

Brand New Day

Ready

Honest

Brother

Shed a Tear

Head Held High

The One

Angel

I Wouldn’t Be

Love like this

One Day

Born Again

Raging

Love will set you free

All I Want

High Hopes

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Se non avete ancora acquistato Politics of living, trovate l’album su amazon al prezzo di 14,29€