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L’amore e tutti gli altri rimedi di Anita Sessa [Intervista]

Oggi voglio presentarvi L’amore e tutti gli altri rimedi, un regency edito Words Edizioni, dell’autrice Anita Sessa. Ringrazio Anita Sessa e la Words Edizioni per avermi dedicato del tempo.

Ciao Anita, benvenuta sul blog Il Lettore Curioso! Presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi sei e che cosa fai nella vita? Chi sei e che cosa fai nella vita?

Ciao a tutti! Sono Anita Sessa, ho 32 anni e vivo in provincia di Salerno. Lavoro come giornalista per una web tv locale, ogni tanto mi diletto a scrivere romanzi e da novembre 2019 sono l’editore responsabile della Words Edizioni. 

Oggi sei qui per parlarci del tuo nuovo libro “L’amore e tutti gli altri rimedi”, un regency ambientato tra Scozia e Inghilterra.
Ti va di parlarcene brevemente?

L’Amore e tutti gli altri rimedi è il mio secondo regency e devo dire che ha un taglio nettamente differente dal primo, La sposa inglese (edizione rivista e aggiornata in formato cartaceo uscita qualche giorno fa per Words Edizioni). Se il primo io lo definisco quasi un “esercizio di forma e stile”, questo nuovo regency lo sento decisamente più mio. La storia, i personaggi sono venuti fuori in maniera naturale. Alla base c’è il tema della violenza sulle donne, del ruolo della donna in una società che non sembra affatto costruita per il mondo femminile. E poi la storia di un grande amore, vissuto come rimedio al male, al dolore, a tutto. Perché di base è un po’ così, no? L’amore ci salva sempre. 

Ezra e Margareth sono i protagonisti del tuo libro. Come li descriveresti? C’è qualcuno dei personaggi che senti più vicino?

Ezra è l’uomo pratico, buono, deciso e con la testa sulle spalle che tutte ci meriteremmo. Margareth è un’anima ferita, che cerca di scoprire se un posto nel mondo ce l’ha ancora, se lo ha mai avuto. Tra i due, seppure abbiamo entrambi molto di me, Margareth è sicuramente quella con cui condivido di più in termini di carattere e di ideali. 

Per l’ambientazione ti sei affidata alla fantasia o hai avuto occasione di viaggiare nei luoghi del tuo romanzo?

Ho avuto la fortuna di visitare sia l’Inghilterra che la Scozia. Per la Scozia ho un amore viscerale. E’ il terzo libro ambientato in questa meravigliosa terra, prima o poi smetterò di scriverne e mi deciderò a trasferirmici. 

Immagino che scrivere un regency non sia semplice. Quanta preparazione c’è dietro la stesura di un romanzo di questo tipo? Hai dovuto studiare gli usi e costumi dell’epoca?

Tanta preparazione e tanto studio. A volte sembra di essere di nuovo sui banchi di scuola. Ho preso appunti, ho attaccato post it ovunque, ho fatto infinite ricerche sui titoli nobiliari. E’ una gran fatica, che alle volte non viene neanche percepita da chi legge, che magari si sofferma sulle vicissitudini che si susseguono come è giusto che sia. Ma di certo una buona ricerca contribuisce a scrivere un buon romanzo. 

Hai qualche progetto in vista per il futuro? Se sì, ti va di parlarcene?

Ogni volta che chiudo uno storico mi ripeto che è l’ultimo. In realtà ho due differenti idee per due romanzi storici e ho anche avviato un contemporaneo che non amo particolarmente e quindi non so se vedrà mai la luce. E poi c’è la Words, che al momento occupa tutto il mio tempo libero e anche quello non libero. Un nuovo libro è sicuramente in programma, ma temo nel 2021. 

«Non ci sono molti rimedi per curare un’anima profondamente ferita.»
«L’amore. L’amore è un rimedio.»


Scozia, 1819
Rapita, umiliata e rovinata per sempre, lady Margareth Rutley si è rifugiata in Scozia chiudendo ogni possibilità all’amore. Non è dello stesso avviso Ezra Caddy, che si innamora di lei da subito. Nasce così un rapporto complicato, fatto di sguardi e incontri di anime che non osano sfiorarsi. E durante un viaggio in occasione della Stagione, prima a Edimburgo e poi a Londra, il loro rapporto diverrà più profondo. Le insidie, tuttavia, sono sempre dietro l’angolo e la tranquillità appena ritrovata di Margareth sarà di nuovo scossa. Solo che a combattere per lei, questa volta, ci sarà Ezra.


ALTRE INFO

EDITORE: Words Edizioni
GENERE: Regency
FORMATO: Ebook 2,99€, Cartaceo 13,90€
PAGINE: 183

LINK D’ACQUISTO: Amazon

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Escape di Corinna Corti | Intervista [Pride Month #6]

Oggi voglio presentarvi Escape, primo volume di una saga di Corinna Corti, uscito con la collana Over the Rainbow del marchio editoriale Pub Me.
La Collana Over the Rainbow si occupa di valutare e pubblicare romanzi a tematica LGBTQ+.
Ho avuto occasione di fare qualche domanda a Corinna Corti per la rubrica del Pride Month. Siete curiosi?

Ciao Corinna! Grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Ti va di presentarti ai lettori del blog? Chi sei e che cosa fai nella vita?

Ciao! Sono una ragazza di 31 anni, vivo a Como e nella vita faccio la copywriter. Negli anni dell’adolescenza ho cominciato a scrivere su piattaforme di scrittura online cimentandomi in racconti fantasy. Da qualche anno ho deciso però di dedicarmi a progetti diversi e più articolati da cui sono nati un primo libro a otto mani intitolato “Memorie di Theras” (2019 – Capponi Editore) e un secondo libro “Escape” (2020 – Pub Me, Collana Over the Rainbow). 

Oggi ci presenti Escape, primo volume di una saga della collana Over The Rainbow della PUB ME. Parlaci un po’ del libro!

Escape racconta le vicissitudini di due ragazzi, Ethan Blake e Dean Wright, allievi della prestigiosa Accademia St Patrick riservata a pochi eletti dotati della particolare abilità di utilizzare la Psococinesi. La loro vita di rampolli dell’alta società trascorre fra svaghi e studio fino a quando vengono coinvolti dalle rispettive famiglie in una sanguinosa guerra di potere. Gli schieramenti di Rosa Rossa e Rosa Bianca li dividono, costringendoli a scontrarsi fino a trasformarli in nemici giurati. Eppure, come spesso accade, non sempre cuore e mente vanno di pari passo, e anche in questo caso i due si ritroveranno a combattere una lotta più interiore per scoprire chi sono davvero e che ruolo intendono recitare in questo scontro senza quartiere.

Escape è un fantasy ambientato in un’accademia in Inghilterra. Com’è strutturato il mondo fantasy che hai creato?

Punto focale di Escape è la Psicocinesi, l’abilità cioè di influenzare con la propria mente spazio e materia. A cavallo fra Alchimia e Mentalismo, questa abilità ha diviso il mondo in due classi sociali, spingendo coloro che la possiedono a rivendicare posizioni di potere collocandosi ai vertici della società per lasciare a tutti gli altri il ruolo di sudditi. 

Ethan e Dean sono i protagonisti del romanzo. Ti va di parlarci del rapporto tra i due? Come descriveresti i loro caratteri?

Ethan e Dean rappresentano gli opposti per antonomasia. Divisi sia per aspetto fisico che per rispettivi caratteri, incarnano due personalità apparentemente inconciliabili che ciononostante continuano ad attirarsi l’una verso l’altra, irresistibilmente spinte allo scontro. Credono di odiarsi, ma la realtà è molto più complicata di così. Il loro legame è il tema principe dell’intera vicenda e sarà proprio lui a condurli verso l’inevitabile epilogo.

Giugno è il mese del pride. C’è qualche libro, film o serie tv con personaggi LGBTQ+ che vorresti consigliare ai lettori del blog?

Come film consiglio “Chiamami col tuo nome”, “American Trans “e “The Danish Girl”, tre titoli che secondo me sono in grado di rappresentare appieno diverse sfumature il mondo LGBT.

In quanto a libri, vi consiglio di tenere d’occhio le prossime uscite della Collana Over The Rainbow, pronta a stupirvi con una nuova autrice di grande talento!

Escape è il primo volume di una saga. Hai qualche anticipazione da offrire ai lettori?

Per il prossimo capitolo di Escape ho in serbo qualche piccolo mistero da aggiungere al rapporto già travagliato di Ethan e Blake. Per i due protagonisti le vicissitudini non sono ancora finite, purtroppo!

Grazie per avermi dedicato un po’ del tuo tempo. Ti chiedo di salutarci con una citazione del libro o un tuo pensiero!

Il più giovane dei Wright rimase in silenzio, lo sguardo a scorrere su quella serie di parole che descrivevano proprietà e fenomenologia della pratica psicocinetica che Lady Electra gli aveva appena descritto.
Incorporatus. In altre parole, possessione.
Come una marionetta. Come un pupazzo.
Ma chi?
«Non ne ho idea, Dean» fece la professoressa leggendogli nel pensiero. «Credo però che non ti serva il mio aiuto per capire che, chiunque sia, non è di certo un tuo amico.»
Appropriarsi di un corpo altrui, scuoterlo dal torpore del riposo per manovrarlo a proprio piacimento e a insaputa dello stesso proprietario; nell’anonimato più che totale compiere qualunque tipo di azione senza che nessuno ne abbia poi memoria.
«Da quanto?» chiese con voce strozzata.
La donna si strinse nelle spalle. «Immagino da quando sono cominciati i sintomi.»

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Legami di Linda Giulia Carluschi | Intervista [Pride Month #4]

Oggi voglio presentarvi Legami, un romanzo con personaggi LGBTQ+ attualmente disponibile in crowdfunding. Per l’occasione ho intervistato l’autrice del libro Linda Giulia Carluschi.
Alla fine dell’intervista troverete tutte le informazioni del libro e il link per supportare Legami. Buona lettura!

Ciao Linda! Benvenuta sul blog Il Lettore Curioso. Chi sei e che cosa fai nella vita?

Ciao e grazie per avermi invitato. Sono illustratrice e graphic designer, vivo a Londra dove sto portando avanti i miei studi nel campo artistico specializzandomi in illustrazioni di libri per bambini e lavoro nel campo dell’educazione infantile.

Oggi ci presenti Legami, il tuo romanzo d’esordio. Di che cosa parla e come è nato?

Legami racconta la storia di Mia e Penelope, due gemelle dal passato complicato e molto legate l’una all’altra, che capiranno che tra loro non c’è solo affetto ma amore. Il romanzo è nato quasi per gioco, quando ho iniziato a scrivere questa storia non avrei mai pensato che sarebbe diventata qualcosa di così reale, ha semplicemente iniziato a prendere vita e a scriversi da sé e Mia e Penelope sono diventate le mie compagne di viaggio, due amiche, mie sorelle.

Hai scelto la pubblicazione in crowdfunding, un’alternativa rispetto all’editoria più “classica”. Per quale ragione hai scelto questa “sfida” e come ti stai trovando?

Il crowdfunding è un ottimo modo per sondare il terreno e mettersi in gioco, sei partecipe in prima persona della promozione del libro e decidi te a che pubblico rivolgerti. Non affidi semplicemente la tua opera nelle mani di qualcuno ma scegli te a chi e come parlarne. Mi sto sinceramente divertendo a promuovere il romanzo sui social ed a collaborare con i blog, sto scoprendo un mondo nuovo e tante persone interessanti, ma certo richiede tempo ed impegno. “Legami” è un progetto che mi sta molto a cuore specialmente per le tematiche trattate, tra le tante si parla anche di aborto e di violenza, quindi spero davvero di arrivare alla pubblicazione.

Legami racconta una storia che potremmo definire “controversa” (correggimi se sbaglio).
Un rapporto tra due gemelle che diventa un legame molto più intenso, sentimentale e ossessivo. Senza fare spoiler, mi piacerebbe entrare più nel dettaglio del rapporto tra Mia e Penelope. Ti va di parlarcene?

Il rapporto tra Mia e Penelope è senza dubbio sbagliato e loro sono consapevoli di questo, difatti il filo conduttore del romanzo è questa continua lotta che hanno per cercare di sopprimere questo sentimento. Non sono assolutamente a favore di questo rapporto e capiscono che in loro c’è qualcosa che non va, difatti ci saranno intervalli di tempo durante i quali le due sorelle vivranno vite separate e avranno altre storie d’amore. Il romanzo non è un incitamento a qualcosa di universalmente non accettabile, racconta semplicemente un tipo di amore che esiste ma del quale non se ne parla.

Giugno è il mese del Pride. C’è qualche libro, film, serie televisiva o prodotto artistico LGBTQ+ che hai apprezzato particolarmente e che vorresti consigliare ai lettori del blog?

Credo che il primo film che mi abbia aperto le porte alla filmografia LGBTQ+ sia stato “Le fate ignoranti” di Ozpetek, quando uscii avevo all’incirca 9/10 anni e lo vidi qualche tempo dopo in televisione. È un film che tutt’ora amo.

Un libro che invece mi ha lasciato un segno nel cuore e mi ha anche ispirato durante la stesura di questo libro è “Middlesex” di Jeffrey Eugenides, unico nel suo genere e del quale consiglio vivamente la lettura a tutti.

Dopo Legami hai altri progetti letterari in cantiere?

Sicuramente, scrivere è una passione che mi accompagna sin da bambina, come disegnare, e non posso vivere senza. Non ho ancora un’idea definitiva per un nuovo romanzo ma ho tanti piccoli appunti sparsi, sicuramente tratterà sempre di un amore non convenzionale.

Ti ringrazio per aver risposto alle mie domande e ti chiedo di salutarci con una citazione dal libro, un pensiero o qualsiasi cosa ti passi per la mente.

Grazie ancora per avermi ospitato. La tematica LGBTQ+ è un argomento che mi sta molto a cuore e bisogna parlarne fino allo sfinimento, fino a che nessuno sarà più considerato “diverso”, fino a che diventerà noioso come la normalità. Ci sono ancora troppe persone che vivono nel silenzio e nella paura, che non vengono accettate, che vengono allontanate dalla famiglia o dal lavoro e che si vergognano di loro stesse. Dobbiamo lottare affinché questo smetta di succedere e deve essere una battaglia combattuta da tutti, appartenenti alla comunità LGBTQ+ e non.

“Legami” è la storia di Mia e Penelope, due gemelle identiche nell’aspetto ma assai diverse nell’animo e nel carattere. Cresciute tra due genitori che hanno smesso presto di amarsi, svilupperanno gradualmente uno strano affetto l’una per l’altra che si trasformerà in amore ed ossessione. Sconvolte ed imbarazzate dai loro stessi sentimenti, cercheranno di allontanarsi l’una dall’altra, si eviteranno, ameranno persone diverse e penseranno pure di odiarsi. Ma l’amore sarà lì, nascosto sotto il cuscino, e le sorprenderà quando meno se lo aspettano.

Per acquistare il libro: Legami su BookRoad


Biografia dell’autrice
Linda Giulia Carluschi nasce nel 1992 in provincia di Varese. Appassionata d’arte sin da bambina, si diploma presso l’Istituto d’Arte di Monza e inizia presto a lavorare come graphic designer presso un’agenzia di comunicazione a Milano. Nel 2018 decide di trasferirsi a Londra, dove ancora oggi vive e lavora. Porta avanti gli studi nel campo artistico, specializzandosi in illustrazione. Ama l’arte, il cinema, la fotografia e la scrittura. Legami è il suo romanzo d’esordio per BookRoad.


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Intervista all’autrice romance Jenny Leotta

Oggi voglio segnalarvi due libri dell’autrice catanese Jenny Leotta: “È una vita che ti sto aspettando” e “La verità è negli occhi di chi sa guardare oltre“.
Per l’occasione le ho fatto qualche domanda. Siete curiosi?

Buongiorno Jenny, benvenuta sul blog Il Lettore Curioso. Presentati ai lettori che ancora non ti conoscono!
Salve a tutti! Intanto vorrei ringraziare il blog Il Lettore Curioso per questa opportunità e poi mi presento volentieri. Dunque, Ho venticinque anni, ventisei a settembre, sono nata a Catania (Sicilia) e ho frequentato il liceo socio psico pedagogico. Sono un appassionata della lettura, praticamente appena ho cinque minuti liberi mi metto a leggere; i miei generi preferiti sono i romanzi rosa, i contemporanei e biografie varie. Per quanto riguarda la scrittura, invece, ho deciso di provare solo nel 2019, subito dopo un momento particolare della mia vita e devo dire che è stato abbastanza divertente e realizzante.

Oggi ci presenti due romanzi che hai pubblicato nel 2019. Ti va di parlarcene?

Il mio primo romanzo, “E’ una vita che ti sto aspettando”, l’ho scritto in dieci giorni. Narra la storia d’amore di due ragazzi che si conoscono alle elementari, lei se ne innamora subito, potremmo dire che sia stato un colpo di fulmine, ma un po’ per paura e un po’ per timidezza, decide di tenere nascosti i suoi sentimenti. I protagonisti si perdono di vista per sette anni e si ritrovano, per puro caso, nella stessa università. Tra i due nasce un rapporto di amicizia e il resto… è da scoprire! 🙂 Il secondo romanzo, invece, “La verità è negli occhi di chi sa guardare oltre”, è un libro un po’ più delicato, poiché tratta temi più importanti come le diversità sociali, la disabilità, il saper guardare oltre le apparenze e ovviamente tratta anche i temi di amicizia ed amore.

3) Hai descritto il romanzo “La verità è negli occhi di chi sa guardare” come un’opera di finzione e un documento. A che cosa ti riferisci quando parli di “documento”?
Il secondo romanzo, l’ho definito un documento perché parla di una storia che riguarda la realtà, l’essere diversamente abile, quindi ho usato la finzione perché ho raccontato una storia inventata ma allo stesso tempo ho inserito elementi realistici, che, purtroppo, succedono nella realtà.

4) Come descriveresti i protagonisti dei tuoi romanzi? Facciamo un gioco! Prova a descrivere i protagonisti con 3 aggettivi ciascuno.
I protagonisti principali del mio primo romanzo sono Jenifer e Giordano. Jenifer la definirei un po’ timida, romantica e fedele sia in amicizia che in amore; per Giordano, invece, sicuro di se, dolce e anche lui romantico.
Per quanto riguarda il secondo romanzo i protagonisti principali sono Jack, Joe e Cristian. Jack è un ragazzo disilluso, diffidente ma anche generoso. Anche Joe è una persona diffidente ma fiduciosa e molto legata a suo padre e a suo fratello, quindi direi amorevole. Cristian… Cristian è un ragazzo maturo, realista fino al midollo e molto solidale.

5) Hai autopubblicato il tuo primo romanzo e per il secondo ti sei affidata a una casa editrice. Come descriveresti le due esperienze?
Mi sono trovata bene in entrambi i casi, anche se con la casa editrice speravo di avere più pubblicità. Paradossalmente ho venduto di più con l’autopubblicato, forse perché era il primo romanzo che ho scritto.

6) Hai altri progetti in cantiere per il futuro? Se sì, ti va di parlarcene?
No, al momento no; più avanti non so, quando arriva l’ispirazione… 🙂
Grazie mille a voi del blog e a chi deciderà di leggere questa intervista e i miei romanzi!


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Il Cerchio si è chiuso (Saga dell’Averon): intervista all’autrice Loredana La Puma

Buongiorno lettori! Oggi ho avuto occasione di fare quattro chiacchiere con Loredana La Puma, autrice del fantasy Il Cerchio si è chiuso. Siete curiosi di scoprire qualcosa in più sulla sua saga fantasy?

1. Ciao Loredana, benvenuta sul blog! Presentati ai lettori che ancora non ti conoscono.

Salve a tutti e grazie per l’ospitalità.
Ho trentotto anni e sono originaria di Palermo. Attualmente però vivo in Puglia, dove mi sono trasferita cinque anni fa. I libri sono la mia vita, e infatti per tre anni ho gestito una libreria a tema fantasy, “Il Paiolo Magico”, che purtroppo ha dovuto chiudere i battenti nel 2018, travolta dalla crisi del settore. Attualmente svolgo la professione di docente di scuola primaria (precaria) e di editor freelance. Scrivo da quando ero bambina, ma solo all’università ho capito che non si trattava di un semplice passatempo ma di qualcosa di molto più profondo: un’esigenza vitale.

2. Oggi sei qui per presentarci il tuo romanzo: Il cerchio si è chiuso, che ricordiamo è disponibile gratuitamente su amazon. Com’è nata l’idea del libro? Di che cosa parla?

Il libro in questione – pubblicato più di dieci anni fa – è il primo volume di una trilogia che, nel tempo, è diventata una tetralogia (il quarto e ultimo volume, dopo una storia molto travagliata e un lunghissimo periodo di blocco dello scrittore, è uscito proprio lo scorso gennaio, per la felicità di quanti lo aspettavano da anni). Come ricordato, in questo periodo di emergenza sanitaria, per gentile concessione dell’editore (l’Associazione Culturale La Penna Blu), l’e-book di questo primo libro è stato reso disponibile gratuitamente su Amazon e su altri store (kobo, lafeltrinelli ecc.). Si tratta di un urban fantasy ambientato in Italia, a Palermo per la precisione, nei primi anni duemila. La protagonista è una ragazza di vent’anni, Elisa Giordano, che scoprirà di possedere dei poteri paranormali (in particolare quello di leggere nella mente e nell’animo delle persone) e di essere al centro di una disputa millenaria fra due potenti organizzazioni segrete, il tutto ambientato nei vicoli e nelle viscere di un’immaginaria Palermo sotterranea. Al centro della storia, e dell’intera Saga dell’Averon, un ciondolo dai poteri misteriosi. L’idea di base nacque a suo tempo da varie suggestioni – letterarie e non – che mi portarono a concepire inizialmente una specie di thriller in cui una ragazza veniva spiata a sua insaputa da un’organizzazione misteriosa. Man mano che procedevo nella stesura, tuttavia, il libro finì per trasformarsi in un fantasy (sicuramente influenzata dalle mie letture dell’epoca… ero praticamente ossessionata dalla saga di Harry Potter).

3. Molti autori, soprattutto nell’ambito fantasy, decidono di ambientare le proprie storie in paesi esteri, utilizzando nomi anglofoni per i personaggi. Si può dire, dunque, che tu sia andata “controcorrente”. Vuoi parlarci dell’ambientazione del tuo romanzo?

Come già anticipato, il romanzo è ambientato a Palermo, la mia città di origine. Come mi è capitato di spiegare spesso in questi anni (essendo uno degli aspetti che suscita maggiore curiosità in chi si avvicina alla saga), al momento di scegliere l’ambientazione ho deciso che Palermo era una location molto più “fantasy” di tante città estere, essendo ricca di storia, di cultura, con un passato millenario e una riserva di misteri e leggende da far impallidire una New York qualsiasi. L’esistenza reale di una città sotterranea e di organizzazioni semi-leggendarie come i Beati Paoli, d’altronde, è stata determinante nell’ispirarmi alcuni aspetti della storia. Quindi ambientarla altrove non avrebbe avuto senso. I lettori, nel corso degli anni, si sono detti inizialmente spiazzati da questo aspetto (e in effetti capisco che sia strano leggere un fantasy con protagonisti che si chiamano Fabio, Rita, Luca, ecc., per di più ambientato in un luogo solitamente sulla bocca di tutti per ben altre caratteristiche). A quanto mi hanno sempre detto, però, l’iniziale perplessità passa in fretta e si trasforma in un valore aggiunto (qualsiasi nota di originalità lo è, in una storia). Esattamente quello che volevo.   

4. Come già detto, Il cerchio si è chiuso è un romanzo fantasy. Che cosa non deve mancare per te in un libro di questo genere? Hai preso ispirazione da qualche titolo o autore in particolare?

Amo la letteratura fantastica e amo l’idea che, pur descrivendo mondi immaginari, questi libri riescano a parlare dell’animo umano con una profondità e una nitidezza probabilmente impossibili per altri generi (per questo soffro nel vedere fantasy e fantascienza spesso relegati a “letteratura di serie b”). Una cosa che, per me, non deve mancare in un libro di questo tipo è il senso del meraviglioso. Da un libro fantasy mi aspetto stupore continuo, invenzioni narrative a valanga e  – ma questo vale per ogni storia che si rispetti, a prescindere dal genere o dal medium di riferimento – personaggi memorabili.

Quando iniziai a scrivere ero in un periodo di profonda ubriacatura da Rowling e da Tolkien, due autori che hanno influito tantissimo su di me, sul mio stile, ma anche sulla modalità e sulle “regole” su cui basare la costruzione di un mondo immaginario.

5. Facciamo un gioco: prova a descrivere cinque dei tuoi personaggi con tre aggettivi ciascuno.

Elisa: altruista, coraggiosa, timida. Rita: esuberante, divertente, inaspettatamente fragile. Luca: leale, generoso, scanzonato. Fabio: affidabile, introverso, puntiglioso. Nico: enigmatico, protettivo, disilluso.

6. Quanto di te stessa c’è nei personaggi del tuo libro? C’è uno di loro che senti più vicino?

Ovviamente il personaggio che ho sempre sentito più vicino è quello di Elisa (Elli per gli amici), la mia protagonista; una sorta di mio alter ego letterario, che rispecchia alla perfezione la me stessa ventenne. A suo tempo ho riversato in lei tutti i dubbi, le insicurezze e le paure di quell’età, quando ancora – nella nostra società almeno – il tuo posto nel mondo non è ben definito e (pur dovendo in teoria già conoscerlo) continui a cercarlo.

Per quanto riguarda gli altri personaggi, al tempo in cui li ho creati rispecchiavano probabilmente delle chimere, dei sogni. Avrei tanto voluto avere accanto persone come loro; non perfette (i personaggi perfetti sono noiosi da scrivere e da leggere) ma… solide, affidabili. Amici che, pur con tutti i difetti del mondo, per te si getterebbero nel fuoco.

7. Gli scrittori sono prima di tutto accaniti lettori. Quale autore non può mancare nella tua libreria?

I miei primi amori fantasy sono stati, come già accennato, la Rowling e Tolkien. Negli anni ho letto qualsiasi cosa abbiano scritto (non a caso, ho finito per fare la mia tesi di laurea sul Signore degli Anelli). Nel frattempo la mia libreria si è andata riempiendo con le opere di Jordan, Herbert, Martin, Gaiman, Pratchett, Sanderson, Sapkowski, Erikson, Martin, King e tanti altri; per la fantascienza, soprattutto Asimov, Heinlein e Simmons (considero “Hyperion” e il suo seguito capolavori assoluti della letteratura, e non solo fantastica), senza dimenticare – uscendo dal genere – regolari puntatine nei classici (Dumas, Hugo, Austen, Tolstoj, Dickens). Amo anche la letteratura per l’infanzia, la Burnett e Roald Dahl sono fra i miei autori preferiti di sempre.

8. Ultimamente gli autori hanno la tendenza ad ampliare quanto più possibile il proprio universo fantasy. Di quanti volumi è formata la tua saga? Hai in previsione di espanderla ulteriormente, magari con un prequel o un approfondimento su alcuni dei personaggi?

La saga si compone di quattro libri: “Il cerchio si è chiuso”, “La Città di Pietra”, “Il Mondo di Atlan. Parte Prima” e “Il Mondo di Atlan. Parte Seconda”. Come si evince dai titoli, in realtà avrebbe dovuto essere una trilogia, ma nel corso della stesura il terzo libro è “lievitato” a tal punto che con l’editore abbiamo ritenuto opportuno dividerlo in due parti (parliamo di circa 700 pagine a volume). La seconda metà de “Il Mondo di Atlan” si è rivelata una sfida non da poco. Ho impiegato ben sei anni a trovare il bandolo della matassa e a condurre in porto i miei personaggi, ma alla fine – per fortuna – ce l’ho fatta. Non avrei mai voluto lasciare l’opera incompiuta (alla Martin, per intenderci)! Per quanto riguarda ulteriori espansioni, prequel, spin-off o sequel… ahah, adesso farò arrabbiare il mio editore, che da parte sua continua a chiedermi di ampliare l’universo della saga con ulteriori tasselli. Personalmente ritengo di aver detto, in oltre duemila pagine complessive, tutto quello che c’era da sapere sui miei personaggi e sul loro mondo. Per cui penso sul serio che tornare su questa storia sarebbe una forzatura, e le forzature – si sa – conducono a risultati artisticamente poco riusciti, se non a veri e propri disastri narrativi (vedere in proposito la saga di Star Wars, o il capitombolo della Rowling col secondo Animali Fantastici). Se un universo narrativo ha già detto tutto ciò che doveva, secondo me dovrebbe essere lasciato in pace. Quindi… ehm… la mia risposta definitiva è: neanche sotto tortura! XD

9. Per concludere, se possibile, ti chiedo di salutarci con una citazione dal tuo libro. Grazie per aver preso parte a questa intervista.

Grazie a voi per l’opportunità. A presto! 🙂

Citazione (dal Prologo de “Il cerchio si è chiuso”): “Una alla volta, le torce che illuminavano la sala si spensero. Passarono i giorni, gli anni, i secoli… nessuno le riaccese. L’unica luce che illuminava l’ambiente era quel chiarore che si spandeva dalla sommità del piedistallo: l’Averon continuava ostinatamente a brillare in incessante attesa.”


Il primo libro è disponibile gratuitamente su Amazon.
La saga completa si compone di:

“Il cerchio si è chiuso”
“La Città di Pietra”
“Il Mondo di Atlan. Parte Prima”
“Il Mondo di Atlan. Parte Seconda”.

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Le convergenze dei microcosmi paralleli: intervista all’autrice

Buon primo maggio cari lettori! Come state?
Oggi voglio parlarvi di un libro che vi ho segnalato qualche tempo fa, Le convergenze dei microcosmi paralleli.
Per l’occasione ho intervistato l’autrice Elena Nittoli, che mi ha svelato alcune curiosità sul suo libro.

Ciao Elena, presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi sei e che cosa fai nella vita? 

Sono un avvocato. Prima ero un difensore tipo Anna, la protagonista del mio romanzo. Ora invece svolgo l’incarico di vice procuratore onorario e quindi le funzioni di pubblico ministero in aula, come avvocato dell’accusa. Un po’ alla «Law and Order» (almeno, così mi piace pensare). 

Le convergenze dei microcosmi paralleli è il tuo nuovo libro edito Ciesse edizioni. Com’è nato il romanzo e di che cosa parla?

È la mia opera prima. Nasce dalla voglia di raccontare un tema vecchio in modo nuovo. 

Il libro racconta le esperienze di un avvocato in modo difforme dai canoni del romanzo di genere: il personaggio principale è assai lontano dalla figura del «poliziotto mancato» sempre alla ricerca di un assassino nell’intento di scagionare il suo cliente che, come al solito, è innocente. 

La mia Anna conosce le implicazioni reali derivanti dall’indossare una toga al giorno d’oggi, ancor più se si è donne come lei, e in un momento di crisi economica e sociale come quella attuale. Il suo mondo esprime un vissuto quotidiano, parla di esperienze di gente comune, di professionisti alle prese con le vere dinamiche di un tribunale. 
Anna è una ragazza come tante, è giovane e inesperta e ha problemi normali, come aspettare la telefonata dal tizio con cui è appena uscita o incassare la parcella dai clienti, far quadrare i conti per concedersi qualche griffe troppo costosa e rendersi però anche credibile con la sua preparazione agli occhi di giudici e colleghi. E ha lo stesso una vita professionale interessante, che la pone in contatto con tante varianti del genere umano, nel vivo di vicende intime e personali e di esperienze toccanti.

Ho sdoganato perciò la sua storia dalle false premesse di certi stereotipi perché penso che possa rivestire una sua dignità letteraria autonoma e meriti di essere raccontata senza infingimenti. 

Quanto c’è della tua esperienza lavorativa e umana nelle pagine del libro?

Il libro nasce proprio dalla voglia di raccontare una parte della mia vita e i rapporti con le persone che in quel periodo mi hanno accompagnato nel mio percorso; nasce dall’esigenza di analizzare, attraverso un’introspezione narrativa, l’impatto e l’incidenza che quelle esperienze hanno avuto nel mio processo di maturazione come persona e come professionista. 

Pensi ci sia una percezione sbagliata (pregiudizi, ignoranza…) nei confronti del tuo ambito lavorativo?

Come pubblico ministero d’udienza non avverto oggi un pregiudizio come quello che avvertivo invece, prima, da difensore. Magari perché ora svolgo una funzione pubblica e questo, forse, mi salvaguarda un po’ ma, soprattutto, perché mi sento libera dai condizionamenti dell’essere comunque una parte processuale. 

Un difensore, invece, è più vincolato in questo aspetto. E, in effetti, mi è capitato in passato di scontrarmi con il pregiudizio per il fatto stesso di rappresentare persone non sempre innocenti. Sono, in fondo, i preconcetti insiti nei cliché di cui parlavo prima: sembra quasi che un avvocato non possa difendere i colpevoli per meritare di essere un protagonista positivo, nella vita come in un romanzo. Ecco, perciò, da cosa potrebbe nascere l’esigenza di redenzione letteraria che spesso altera l’identità effettiva del personaggio- avvocato in un libro: dal preconcetto. 

Facciamo un gioco: prova a descrivere tre personaggi del tuo libro con tre aggettivi ciascuno!

Scelgo il nucleo «familiare» della storia e, quindi, 

  1. Anna: decisa, scontrosa e ironica. 
  2. Emma: curiosa, intuitiva e accomodante. 
  3. Carla: egoista, invadente e attaccabrighe. 

Al momento stai lavorando a qualche progetto futuro? Se sì, di che cosa si tratta?

Sto lavorando al secondo romanzo della serie. L’idea nasce già in sé con una connotazione seriale, perché la storia è quella di un percorso di vita e di maturazione della protagonista attraverso le sue esperienze umane e professionali nel corso di alcuni anni. 

Quindi preparatevi già alle nuove storie di Anna, alle prese con le difficoltà lavorative e con quelle ambientali nella convivenza con le due amiche; ma anche a tanti nuovi colpi di scena e processi traumatici di rottura nella sua vita. Grazie ai quali si compirà forse quel processo di crescita indispensabile per diventare una donna adulta. 

Stiamo vivendo un momento difficile, che rimarrà nella storia, non solo del nostro paese ma di tutto il mondo. Come stai vivendo questo periodo? Ti stai dedicando alla scrittura o trovi difficile focalizzarti sulle tue passioni?

Lo sto vivendo come un’opportunità, pur nelle difficoltà derivanti dalla paura nel presente e dall’incertezza sul futuro, nonostante il carico di dolore che ci circonda e la preoccupazione che ci attanaglia ogni giorno (talvolta anche di notte, purtroppo). 

Riesco comunque a cogliere un’opportunità in tutto questo. Per vivere in pace i momenti di intimità con i miei pensieri, con le mie passioni troppo spesso trascurate. Per imparare a gestire la mia giornata riassaporando il piacere di ciò che più mi piace, reinventando il mio tempo. Un’occasione di riflessione sul ribaltamento dell’ordine di priorità e di necessità che finora ci ha così condizionato. 

Quindi sì, lo sto vivendo anche, e soprattutto, come un momento per dedicarmi alla principale delle mie passioni: scrivere. Il secondo romanzo di Anna ha preso vita proprio in questi strani giorni che noi ricorderemo per sempre. 


[L’intervista uscirà anche sulla rivista online Viaggi fra le pagine. Il terzo numero sarà disponibile gratuitamente il 3 maggio in una nuove veste grafica.]

Questo mese il numero della nostra rivista parla dell’importanza della libertà di stampa e di come questa abbia influenzato la cultura. In uno degli articoli si è parlato della necessità di portare, soprattutto online, più contenuti di qualità. Pensi che questa affermazione sia applicabile anche ai libri o ritieni che l’editoria dovrebbe essere aperta a tutti? (Ad esempio con il self publishing)

La qualità rappresenta a mio giudizio un parametro imprescindibile in ogni ambito e senza alcun filtro selettivo non esiste un criterio premiale che tuteli il valore. D’altra parte, però, mi chiedo se gli attuali parametri che ci vengono imposti dalla società corrispondano a criteri selettivi davvero meritocratici: veniamo ogni giorno selezionati e valutati per accedere a un lavoro o per esprimere in mille altri modi il nostro talento, ma sempre secondo i criteri dettati dall’establishment. Sono sul serio dei parametri validi? 

Venendo nello specifico al mondo dell’editoria, mi sembra che non ci sia in giro tanta voglia di setacciare nuovi talenti, di scoprirli, di coltivarli. Spesso le scelte di tante case editrici importanti sembrano improntate a criteri commerciali, piuttosto che a parametri artistici e innovativi. 

Per quanto mi riguarda, so di avere potuto cogliere una grande chance dalla Ciesse Edizioni che ha creduto in me, dandomi – oltre che il modo di presentarmi al pubblico – la possibilità di crescere, di affinarmi in un percorso mirato per presentare un progetto che esprimesse non solo il mio messaggio artistico ma che rispettasse anche, in modo imprescindibile, degli standard di qualità. 

Al di fuori di queste realtà, però, mi sembra non esistano molte altre strade accessibili ai talenti ancora inespressi. Ecco perché la self publishing, allora, non sarà magari la risposta giusta, ma di certo è la domanda. Quella per cui l’editoria tradizionale e mastodontica dovrebbe forse interrogarsi meglio sulle proprie responsabilità. 

Potete acquistare il libro qui.

Interviste, Interviste e Blog Tour

Cronache di un vampiro vol.1: Intervista a Giovanni Di Rosa

Buongiorno lettori! Oggi voglio presentarvi un romanzo, primo volume di una saga scritta dal blogger e scrittore Giovanni Di Rosa. Il libro sarà scaricabile gratuitamente su amazon per due giorni, il 3 e 4 aprile. Vi consiglio di approfittarne qui.

In occasione dell’uscita io e Giovanni abbiamo parlato un po’ del suo nuovo romanzo. Scopriamolo insieme nel dettaglio!

~ Ciao Giovanni, bentornato! Ormai sei un habitué del blog, ma presentati ai nuovi lettori che ancora non ti conoscono.

Ciao, Feliscia. Innanzitutto, ti ringrazio ancora – come sempre! – per avermi concesso questo spazio. Mi chiamo Giovanni Di Rosa e sono un blogger e scrittore (o almeno ci si prova). Scherzi a parte, da qualche tempo sto cercando di avviare la mia carriera da scrittore indipendente e ogni volta che esce qualcosa ricompaio su “Il Lettore Curioso Blog”.

 ~ Oggi sei qui per presentarci un nuovo romanzo: Cronache di un vampiro. Ti va di parlarcene?

È uscito finalmente un nuovo romanzo, dopo alcune opere di carattere un po’ diverso. Si tratta del primo volume di una saga – prenderà il nome di “Vincoli di sangue” – che vuole dare una nuova veste ai vampiri dopo anni in cui i vampiri sono stati più dei teen idol che dei mostri assetati di sangue. 

In realtà volevo abbattere un po’ di stereotipi nella narrazione del vampiro, ma credo di esserci andato piano. Il mio romanzo credo possa accontentare tanto il gusto di chi ha amato la figura del vampiro moderno (più normalizzato e cool) sia chi ha amato il vampiro terrificante e leggendario che ha infestato i romanzi gotici. 

 ~ Quando mi hai parlato del tuo libro, mi hai detto che avevi intenzione di sfruttare un argomento inflazionato come quello dei vampiri e rivisitarlo. Com’è nata questa idea? Hai incontrato particolari difficoltà durante la stesura?

Cavolo, ho anticipato la risposta! Per approfondire, mi sento di dire che sì, ho trovato delle difficoltà. Mi sono così tanto innamorato dei personaggi che ho lasciato la storia a loro, alle loro decisioni. Ho cercato di interpretarli coerentemente e, alla fine, è uscito un romanzo che, come detto, miscela un po’ la cultura pop alla tradizione del romanzo gotico!

Se non aveste capito quello che volevo dire: in realtà, all’inizio, pensavo che ci sarebbe stato molto più sangue nel libro, ma alla fine lo spirito di George R. R. Martin sembra essere svanito e sono stato più buono coi miei personaggi. 

 ~ Dal titolo deduco che il romanzo prevede almeno un seguito. Che progetto editoriale hai per questa storia?

Sarà una saga che si comporrà di almeno tre romanzi brevi, di cui “Vincoli di sangue” sarà il primo capitolo. 
Ho tantissime idee e ci sono tante tematiche da disvelare. 
Chi scaricherà il libro troverà tante informazioni interessanti sul sequel alla fine del romanzo. Quindi, arrivate fino alle ultime pagine!

 ~ I lettori, spesso, amano trovare un tocco di romanticismo nelle storie che leggono. Possiamo aspettarci qualcosa di questo tipo in Cronache di un vampiro?

Non voglio fare spoiler, ma il primo volume sarà all’insegna di amori non convenzionali. 
Ci sarà un lieto fine? Chissà…
No, sul serio, la domanda è appropriata anche perché amo parlare di amore nei miei libri. Credo che sia un sentimento fondamentale, ma in questo romanzo sarà molto difficile per i nostri protagonisti coronare i loro desideri. Ci sarà quella giusta dose di tragicità e di amori non corrisposti. 

 ~ Parlando del tuo libro, mi hai accennato della “sensualità dei vampiri”. Di che cosa si tratta e come hai inserito questo argomento nel tuo libro? 

Facendo le mie ricerche, prima di mettermi alla tastiera e scrivere il romanzo, ho scoperto che uno dei minimi denominatori della figura del vampiro nella letteratura (e, comunque, nell’immaginario collettivo) è proprio la sensualità.
I vampiri rappresentano il fascino della trasgressione. Ci sono sempre piaciuti perché sono qualcosa di non convenzionale, un amore che non ci è concesso e per questo ci intriga in modo irresistibile. 

Spero che i miei vampiri vi appaiono sensuali a sufficienza! 

~ Mi piacerebbe conoscere meglio i protagonisti del tuo romanzo. Prova a descriverli con 3 parole ciascuno!

Thomas: solitario, solitario, ambivalente

Virgilio: famelico, elegante, enigmatico

Andreas: intelligente, insicuro, ansioso

Annalise: determinata, empatica, affascinante

Gli altri… Beh scopriteli (il giorno dell’uscita dell’intervista il libro è scaricabile gratuitamente, quindi quale miglior modo per conoscere gli altri personaggi che popolano il libro?)

 ~ Nell’ultimo anno hai dato vita a diverse pubblicazioni. Stai lavorando a qualche altro progetto al momento? Ci puoi offrire qualche anticipazione?

Ti faccio un’anteprima mondiale (BOOM!). Il prossimo libro che pubblicherò si intitolerà “Generazione Seriale”. Non sarà un romanzo, ma un saggio (questa parola mi fa un po’ paura perché non sono un sociologo né un critico televisivo affermato, ma solo un grande appassionato di questa materia). 

Voglio parlare di una delle mie più grandi passioni, le serie televisive, e parlare della loro evoluzione (fino ad arrivare alla seconda epoca d’oro della televisione, che è quella che stiamo vivendo) in parallelo a come la mia generazione – i Millennials – si sono evoluti e rapportati proprio alla televisione.

Entro fine anno uscirà anche “Canto della terra”, il secondo numero di “Cronache di un vampiro”. E poi si vedrà…

 ~ Hai deciso di ricorrere al selfpublishing anche per questa pubblicazione. Che cosa ti ha spinto a prendere di nuovo questa strada? 

Beh, non nascondiamoci dietro a un dito. Non sempre il self publishing è una scelta. Se potessi sfruttare le risorse di una casa editrice affermata, pubblicherei con loro. Ma, per il momento, piuttosto che annaspare per piazzare un singolo romanzo più “tradizionale” tramite vie canoniche, cerco di creare il mio universo letterario tramite pubblicazioni più brevi e più economiche, ovviamente, cercando di fare quello che amo di più nel modo più professionale possibile.

Spero che concorderanno con me i miei lettori. “Ancora Addio”, novella romance pubblicata in autunno, mi ha dato molta soddisfazione perché anche lettori casuali hanno amato la storia e il modo in cui era scritta e penso che la strada sia quella giusta.

Bisogna solo trovare il modo per arrivare a più persone. Ma, ehi, io non mollo mica!

~ Come già detto, i vampiri sono una tematica molto rappresentata in letteratura. Che cosa rende Cronache di un vampiro diverso dagli altri? Perché i lettori dovrebbero acquistare il tuo libro?

In cosa si differenzia? Io credo che sia difficile trovare un libro di vampiri in cui non si faccia fanservice a piene mani. Nel mio romanzo i vampiri non sono solo adolescenti supersexy, ma sono personaggi più complessi e più maturi e vivono in una realtà moderna molto più oscura di quanto si possa credere. 

Perché comprarlo? State leggendo questa intervista il 3 o il 4 Aprile? Beh, se state leggendo questa intervista in questi giorni, potete scaricarlo gratuitamente e farvi un’idea da sé. 
Provando a rispondere in maniera più seria: penso di fare self publishing in maniera molto seria. Studio moltissimo, sia tecniche di scrittura che marketing. Sto cercando di creare prodotti che riescano a dare ai lettori qualcosa. 
Le mie storie coniugano l’evasione in mondi narrativi a riflessioni di carattere sociale. Il mio sogno è quello di intrattenere con i miei racconti e, modestia a parte, penso di riuscirci piuttosto bene! 


Sinossi: Andreas Rooney è un professore di letteratura nella più antica università europea. Insegna a Oxford, cittadina britannica sconvolta da un evento inquietante accaduto pochi giorni prima di Natale. Il suo migliore studente, Thomas Crawford, è svanito nel nulla e le indagini attorno alla sua scomparsa non hanno portato a nessun risultato.
Dopo due mesi dalla scomparsa, una donna misteriosa si interessa al professore di letteratura, alla ricerca di una nuova pista di indagine. In molti in città ritengono che Andreas abbia un legame con Thomas e che sia in possesso di informazioni utili al suo ritrovamento.
Andreas, però, è all’oscuro della tragica fine occorsa al giovane, rapito da un predatore senza scrupoli, desideroso di soddisfare i propri appetiti.
Una minaccia, infatti, infesta le strade di una quanto mai spettrale Oxford. Una mostruosità sopravvissuta ai secoli e al progresso si cela nelle ombre e nessuno che si imbatta sul suo cammino potrà dirsi al sicuro.
Gli incubi diverranno realtà, quando i protagonisti di questa storia saranno costretti a trovare il modo di sopravvivere all’attacco di un vampiro.

Interviste e Blog Tour

Le verità di Numeesville: le ambientazioni [BLOGTOUR] + GIVEAWAY

Oggi sono felice di presentarvi la terza tappa di un thriller avvincente, scritto a quattro mani dalle autrici Simona Di Iorio e Ilaria Ferraro. Non perdetevi inoltre il Giveaway per vincere una copia cartacea di questo fantastico libro (trovate tutte le info in fondo al post).

In questa tappa vi parlerò di alcune delle ambientazioni del libro. La narrazione si svolge a Numeesville, una cittadina di provincia in Canada. Scopriamo nel dettaglio qualche luogo che troverete nella storia!

~ Il Lago

Il Black Lake è uno dei luoghi più significativi della storia. È qui infatti che dieci anni prima della narrazione è morta Beth, scomparsa apparentemente per suicidio. Poco distante dal lago si trova Cape View, conosciuto come La Tana dai giovani del posto. Si tratta di una radura in mezzo al fitto della foresta, nella quale si riuniscono gli adolescenti che vogliono trovare un po’ di tranquillità. Poco più lontano, attraverso una stradina, è possibile raggiungere un punto panoramico sul Black Lake: Il Belvedere. La protagonista Sophie ha ricordi dolceamari legati a quei luoghi.

“Nei momenti più tristi, soprattutto dopo la morte di Beth, così come in quelli più felici della sua vita, Sophie è sempre venuta qui. Quando aveva bisogno di stare sola con se stessa, per riflettere, sfogarsi, piangere, ridere, prendere decisioni importanti, la particolare tranquillità di questo luogo le aveva sempre donato pace al cuore e all’anima.”

~ Casa dei Madison

Dopo la morte di Beth la casa dei Madison è rimasta disabitata a lungo (ad eccezione di qualche turista in estate), fino all’arrivo di Sophie, che l’ha presa in affitto. L’abitazione si affaccia sul Black Lake ed è raggiungibile percorrendo un sentiero poco lontano dal centro abitato.

“La casa è rimasta quella di dieci anni fa: i mobili, le stoffe, i suppellettili, persino la camera di Beth di fronte a quella dei genitori; sembra che gli inquilini se ne siano andati in quattro e quattr’otto senza portarsi via nulla. Solo l’armadio della matrimoniale è vuoto, per il resto ogni particolare che Sophie riesca a ricordare è proprio come allora, solo ingiallito e coperto da almeno un centimetro di polvere.”

Per Sophie quella casa è piena di ricordi della sua amicizia con Beth, ma le ricorda anche la relazione difficile dell’amica con il padre. Dagli abitanti del luogo la casa è considerata maledetta.

“…Sa, nessuno ha mai voluto affittare quella casa sul lago per lunghi periodi in tutti questi anni, dicono che vi si respiri un’aria… strana.»  Un misto di preoccupazione e curiosità è comparso sul suo volto.”

~ Casa di Jack

Non troppo distante dalla casa dei Madison, si trova l’abitazione acquistata da Jack, il veterinario del paese. L’uomo è riuscita ad acquistarla ad un prezzo conveniente dalla famiglia Park, che aveva fretta di andarsene da Numeesville.

~ Il centro abitato di Numeesville

Quando Sophie torna a Numeesville, nulla è mutato radicalmente. La cittadina ha ancora gli stessi negozi: la drogheria, gestita dal signor Crown; la boutique, della madre di una sua ex compagna di scuola e il Pub di Constance, oggi gestito dal suo amico Josh.

Nel centro c’è abitato si trova anche l’ufficio della polizia canadese, dove lavora l’uomo che Sophie ha un tempo amato, Chris.

~ La foresta

Uno dei luoghi ricorrenti nella narrazione è la vasta foresta che circonda la cittadina e nella quale si trovano le tenute dove vivono Sophie, Jack e Claire.

“I rumorosi silenzi dei suoi boschi riempiono l’enorme voragine nel suo cuore. L’abbondante flora spontanea rende difficoltoso procedere, ma solo addentrandosi nella foresta è possibile trovare luoghi unici, proibitivi per gli avventori più inesperti e schizzinosi. Anche a lei, come al nonno, non sono mai piaciuti i sentieri battuti dai turisti e predilige l’incontaminata selva di conifere.”


Ovviamente mancano altri luoghi e dettagli, che vi invito a scoprire leggendo il libro!

Come vi ho accennato prima, avete la possibilità di partecipare al Giveaway per vincere una copia cartacea. Ecco come fare!

Regole per partecipare:

  • segui la pagina Facebook Le verità di Numeesville & Legàmi;
  • segui tutti i blog che ospitano le tappe; (puoi seguire il mio blog iscrivendoti nella colonna a destra)
  • commenta almeno tre tappe del blogtour (ogni commento vale 1 punto, quindi se commenti tutti i post prendi 6 punti);
  • lasciaci la tua mail.

Clicca QUI per partecipare.

Vi invito a visitare anche le restanti tappe del blogtour:

Potete acquistare il libro qui.

Interviste, Interviste e Blog Tour

Sos Come ti sblocco il romanzo: il nuovo manuale sulla scrittura di Giovanni Di Rosa [Intervista]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di un manuale sul mondo della scrittura, scritto dall’autore Giovanni Di Rosa, che ho intervistato per l’occasione.

Sinossi: Quanti di noi si approcciano alla scrittura? Abbiamo tutti il desiderio di trasformare in un libro una grande idea o un momento particolarmente importante della nostra vita.
Narrare, per alcuni, è un’esigenza irrefrenabile, ma non abbastanza forte da vincere i dubbi, le esitazioni e le difficoltà.
Dopo aver letto libri improponibili e capito quanto sia difficile creare un prodotto letterario all’altezza, abbiamo preferito accantonare il nostro desiderio di scrivere e di raccontare.
Ma abbiamo fatto un errore: forse non tutti potremo diventare i nuovi Manzoni o D’Annunzio, ma tutti abbiamo la possibilità, con il duro lavoro e con la giusta determinazione, di creare un prodotto che non appaia amatoriale.
Questa guida è il primo passo per iniziare a scrivere.
Contiene regole di scrittura creativa di grandi autori, consigli pratici provenienti dal mondo e una serie di opinioni espresse direttamente dai lettori.
Un ottimo modo per capire come mettere mano ai nostri progetti e quali sono i passi che l’aspirante scrittore deve fare verso la realizzazione del suo primo romanzo!

Ciao Giovanni, ben ritrovato sul blog! Parlaci della tua nuova pubblicazione “Sos come ti sblocco il romanzo”. Di che cosa parla in linea generale?

Ciao Feliscia. Sono felice che il tuo blog mi dia l’opportunità di parlare di questo ultimo progetto. “SOS Come ti sblocco il romanzo” è una pubblicazione nata dall’intento di riordinare tutte le ricerche fatte durante l’anno sul mondo della scrittura. Pensavo fosse un’idea simpatica quella di creare una sorta di guida pratica alla stesura per chi desidera scrivere ma ancora non è riuscito a scrivere un romanzo.
Sarà, inoltre, il mio modo di ringraziare chi mi ha sostenuto durante quest’anno, dato che questo progetto – a cui hanno contribuito molti blogger e lettori – verrà distribuito con una promozione gratuita.

Entrando più nello specifico, quali argomenti affronta il libro? A chi può essere utile?

Come dicevo, si rivolge essenzialmente all’aspirante scrittore.
Mi rendo conto che c’è tanta gente, anche con tanto talento, che si impantana quando deve creare un prodotto unico e completo come un romanzo. Ho cercato di creare una risorsa che offrisse loro sia delle regole di scrittura sia dei consigli su come affrontare un’impresa difficile come la scrittura di un romanzo.
In particolar modo, tra l’altro, mi rivolgo a chi vuole autopubblicare le sue opere. Troppo spesso si leggono scritti che non meriterebbero di vedere la luce e che sembrano, a colpo d’occhio, opere inadeguate e amatoriali. Con questa guida io ritengo si possa fare un ulteriore passo avanti e capire meglio quali sono gli errori da evitare e gli aspetti a cui prestare attenzione per far sì che i libri (anche autopubblicati) appaiano prodotti professionali, meritevoli di stare sul mercato.
Per quanto riguarda gli argomenti credo che sia opportuno condividere l’indice, così da orientare chi volesse scaricare il libro:

  • Premessa
  • Perché scrivere?
  • L’insicurezza dello scrittore
  • Scrivere è un lavoro duro
  • L’importanza del Beta Reader
  • L’incipit
  • Il blocco dello scrittore
  • Scrivere e riscrivere
  • La trama
  • Come introdurre i personaggi
  • Il finale
  • Correzione, editing e pubblicazione
  • Marketing
  • La presentazione e i pregiudizi
  • Spazio alle interviste
  • Conclusioni

Com’è nata l’idea per questo manuale?

Ho fatto molte ricerche, letto alcuni libri e partecipato a un corso quest’anno. Volevo evitare che tutto il materiale raccolto – e talvolta rielaborato sul blog – si disperdesse. Per questo ho creato questa guida. Spero, inoltre, che leggere la guida possa attestare anche la serietà e la passione che ci metto nel mio percorso da blogger e da autore indipendente.

Il 2019 è stato ricco di novità per te, tra la pubblicazione del fantasy Cloude, la novella Ancora Addio e ora questo manuale di scrittura. Qual è stata la difficoltà maggiore che hai affrontato da scrittore emergente?

Diciamo che non esistono cose facili in questo percorso. Mi rendo conto sempre di più che scrivere è solo un aspetto secondario. In un mercato di nicchia e con tanta competizione, il primo passo è costruirsi una reputazione, farsi un nome. Ma il blogging aiuta fino a un certo punto. C’è tantissima competizione anche là. I social, d’altra parte, richiedono un impegno e una costanza tali da escludere quasi ogni altra attività.
Insomma, è tutto molto difficile. Farsi conoscere, ottenere la fiducia dei lettori e promuovere i propri lavori è un lavoro durissimo, ma se si ha passione, non si può e non si deve mollare.

E la tua soddisfazione più grande?

Quella che deve ancora venire!
A parte gli scherzi, l’unica cosa che mi consola per le tante fatiche è il fatto che chiunque mi abbia dato fiducia e abbia letto qualche mio scritto, mi ha rassicurato sul fatto che siano tutte opere scritte in modo adeguato. Ho ricevuto tanti complimenti e, ovviamente, anche qualche critica durante quest’anno. C’è sempre un margine per migliorare e, di sicuro, ho acquisito maggiore consapevolezza sui miei punti di forza e sui miei punti deboli come scrittore. Un bagaglio che mi porterò dietro per fare ulteriori passi avanti.
Ci si rende conto, in questo settore, che bisogna essere praticamente perfetti per poter sperare di ottenere un minimo riscontro. Quindi, diciamo che la mia più grande soddisfazione è aver scoperto che ho le carte giuste per crescere ancora e che la passione, fortunatamente, non mi manca.

Parlando di manuali, c’è qualche lettura che ti ha ispirato o ritieni che in pochi abbiano affrontato l’argomento scrittura e pubblicazioni a tutto tondo, come hai fatto tu?

Anni fa ho letto qualche manuale trovato sul web. Devo ammettere che li ho trovati pura e semplice spazzatura. Non sono solito essere così tagliente, ma credo che la maggior parte dei manuali presenti online prenda in giro l’aspirante lettore.
Spesso si affronta in maniera semplicistica quello che è il compito di chi scrive. Non si tiene conto delle mille difficoltà in cui si imbatte lo scrittore. E, soprattutto, si sottovaluta l’aspetto psicologico.
Io penso che scrivere sia un lavoro durissimo, per il quale la motivazione e la determinazione sono i requisiti fondamentali, le regole di scrittura creativa vengono dopo.
Quest’anno ho letto “Lezioni Americane” di Calvino e “On Writing” di Stephen King. Devo dire che soprattutto il libro di King mi ha aperto gli occhi e mi ha dato molte risorse e strumenti per provare a creare questa piccola guida pratica. Ho cercato di rapportare, comunque, i consigli ritrovati nelle mie letture e nei blog a tema scrittura a quella che è la realtà del mercato editoriale italiano e alle nuove realtà relative al mondo delle pubblicazioni.

Il libro è in promo gratuita fino al 15 dicembre. Potete approfittarne qui.

Interviste, Interviste e Blog Tour

Intervista a Giovanni di Rosa in occasione dell’uscita di Ancora Addio, la sua nuova Novel Romance

Oggi voglio presentarvi la nuova novella di Giovanni di Rosa, disponibile su Amazon al prezzo di 0,99€. Per l’occasione ho voluto fargli qualche domanda su “Ancora Addio”.

~ Buongiorno Giovanni. Bentornato sul blog!

Ancora Addio è la tua nuova novella, nata inizialmente come un racconto breve e pubblicata nella raccolta “Racconti di mare” del gruppo Facebook Scrittura creativa e blogging. Per quale ragione hai deciso di riprendere il racconto e trasformarlo in una novella?

Innanzi tutto ti ringrazio per avermi dato questa nuova opportunità.

Parto con una precisazione: i termini novella e racconto sono quasi sovrapponibili; ho presentato questo lavoro più lungo come novella per chiarire che si trattava di un lavoro differente da quello inserito nella raccolta. Per essere estremamente chiaro: si tratta di una storia di circa settanta pagine che sviluppa un racconto originale di cinque.

Per quanto riguarda la tua domanda, mi sento di dire che per me scrivere “Ancora Addio” in questa forma più “estesa” è stata una sfida. Volevo provare a cimentarmi con un racconto sentimentale e parlare di vita reale, cercando di racchiudere anche un po’ delle mie esperienze in una storia in cui si potessero riconoscere tutti.

Inoltre, ho pensato che il racconto funzionasse così bene da meritare un approfondimento sulla storia dei miei personaggi. Io stesso ero curioso di scoprire di più della storia d’amore dei protagonisti di “Ancora Addio”, che avevano avuto una vita assai breve nel racconto inserito nella raccolta.

~ Parlaci brevemente di Ancora Addio e presenta Remo e Giada ai lettori del blog.

Volevo creare due personaggi che fossero allo stesso tempo rappresentanti dell’era contemporanea e protagonisti di una storia senza tempo. Remo e Giada hanno tanti caratteri dei giovani di oggi, ma sono anche individui con una scala valoriale che sembra riportarli ad altre epoche. Tra i loro pregi e difetti, credo che chiunque possa trovare qualcosa di sé nell’uno o nell’altro personaggio.

Giada è una ragazza assennata, con la testa sulle spalle, che io definisco come “nata vecchia”, per quella determinazione ineguagliabile nel perseguire i propri obiettivi.

Remo, invece, fa più fatica. Il suo percorso di maturazione è più lungo, ma alla fine riscoprirà dentro sé una profondità che i lettori potrebbero non scorgere nei primi capitoli.

~ In Ancora Addio ci sono diverse citazioni a serie televisive, in modo particolare Gilmore Girls. Proviamo a fare un gioco: ti sfido ad associare alcuni personaggi dal mondo delle serie TV ai personaggi principali della tua novella! A chi assomigliano Remo e Giada?

Nella storia, Giada si ritrova a paragonare se stessa e Remo a Rory e Dean di “Una Mamma per Amica”, ma non è detto che siano i personaggi televisivi assolutamente più simili a loro. Se, da una parte, penso che Remo calzi a pennello con la figura di Dean, ovvero quella del bravo ragazzo che commette errori a fin di bene e non si accorge dei passi importanti che fa e delle conseguenze che avranno, Giada è molto diversa da Rory.

Paragonerei Giada a Rachel di “Friends”. Rory è una “sconfitta dalla vita”, che soccombe di fronte alle problematiche della sua gioventù poco fortunata, Rachel, invece, ha ancora quell’entusiasmo di tempi che non sono più i nostri e malgrado comprenda tutte le lacune della persona che ama, alla fine decide di non poter chiudere la porta all’uomo che sembra essere destinato a lei da sempre. Allo stesso modo, Giada ha quella determinazione a non darsi per vinta, ad andare avanti nella sua vita, senza mai dimenticarsi di un amore che l’ha cambiata nel profondo.

~ Come ti sei trovato, dal punto di vista stilistico, a realizzare una storia che si estende in un arco narrativo così lungo? Hai avuto particolari difficoltà?

Ho sempre apprezzato le storie che accompagnassero il lettore in diverse fasi della vita dei protagonisti. Trovo che una storia d’amore vada raccontata in tutte le sue fasi, nelle sue svolte, nei suoi alti e nei suoi bassi, pertanto sentivo che Remo e Giada dovessero vivere nelle pagine diversi anni della loro vita. La storia inizia subito dopo il loro diploma e culmina con loro pienamente adulti, pronti a vivere la seconda metà dei loro vent’anni.

Raccontare questi anni non è stato complesso, data la brevità dell’opera. Penso, inoltre, che mi abbia aiutato un’impostazione narrativa che ha scansionato questi sei anni in una serie di flash. Ho provato a raccontare gli eventi salienti delle loro vite per ogni anno, senza dilungarmi in particolari meno rilevanti. In qualche modo, coi dovuti distinguo fra le opere, ho cercato di emulare l’impostazione narrativa di un libro che trovo meraviglioso, ovvero “One Day” di David Nicholls.

~ Il tema del primo amore è centrale nella tua novella. Qual è la tua opinione su questo argomento? Credi che il primo amore sia davvero così significativo nella vita di un individuo?

Devo essere onesto: no. Ma ogni storia è diversa. Nel caso di Remo e Giada, il primo amore era quello giusto. Ma non capita sempre, anzi è statisticamente improbabile.

Devo essere sincero e dire anche che ho scritto questa novella con un pizzico di nostalgia, accorgendomi di non aver conosciuto davvero l’amore e cosa si provi ad amare una persona con passione e a essere ricambiati fino a pochi anni fa. Quindi, ho provato a sperimentare una storia alternativa, differente dalla mia, cercando di metterci tutti i sentimenti che, presto o tardi, ho conosciuto nella mia esperienza di vita.

In generale, però, il primo amore è comunque qualcosa che non si dimentica. Che sia una storia travolgente o un amore non corrisposto, una fantasia o un’esperienza imbarazzante, penso che sia qualcosa che ti segna, nel bene o nel male, quindi perché non parlarne in un libro?

~ Sei reduce da poco dall’uscita del fantasy Cloude e Ancora Addio è la tua seconda pubblicazione. Hai altre novità in arrivo? Ti va di parlarcene?

Sì, certo. Ho due romanzi finiti e da revisionare, ma non so né come né quando vedranno la luce. È, invece, notizia pressoché certa quella di un’altra piccola pubblicazione a Dicembre. Ho deciso, infatti, di mettere insieme tutte le ricerche fatte per i miei video e per il mio blog e creare una piccola guida per gli aspiranti scrittori. E, in particolar modo, per chi ha difficoltà a finire il primo romanzo della sua carriera. Ho chiesto aiuto a molte persone del settore e ho cercato di creare una risorsa utile per gli scrittori alle prime armi.

Penso che le prossime settimane saranno soprattutto dedicate alla revisione dei romanzi e alla preparazione di questa pubblicazione.

~ Oltre ad essere uno scrittore emergente, hai anche un blog e un canale YouTube aperto da poco. Come sono nati questi progetti?

Ho sempre avuto bisogno di esprimermi. Ho iniziato a fare blogging, parlando di serie televisive e presto mi sono ritrovato a parlare delle storie in senso lato. Sono un appassionato di storie, in ogni forma esse vengano prodotte, e da questo desiderio di commentare, recensire e interfacciarmi con altre persone è nato il blog. Il canale è nato più recentemente, perché penso che Youtube sia un social dalle grandissime potenzialità. Ho parlato finora di scrittura e lettura sul canale, ma presto conto di iniziare a creare dei podcast, cercando di sviluppare analisi approfondite su capisaldi della cultura popolare. È un progetto agli albori, ma che spero vivamente funzioni. La mia attività da blogger corre parallela a quella di scrittore, ma penso che non potrebbe andare diversamente. Anzi, cerco di portarmi dietro tutto quello che scopro e conosco per i miei contenuti nella mia attività di scrittore.

~ Come già detto, Ancora Addio è la tua seconda pubblicazione uscita in selfpublishing. Com’è cambiato il tuo approccio all’autopubblicazione? Hai incontrato particolari difficoltà?

Sì, con la pubblicazione di “Cloude – Il Portale”, mi sono potuto rendere conto di quante difficoltà si incontrino nella strada dell’autopubblicazione. Mi sono reso conto che non importa quanto tu possa lavorare duro, creando e proponendo un prodotto tutto da solo, gli errori possono essere sempre dietro l’angolo.

“Ancora Addio” è un progetto meno ambizioso di un romanzo, e quindi un testo con una revisione più facile, che io mi auguro risulti impeccabile agli occhi del lettore.

Devo ammettere, però, che l’autopubblicazione sia uno step che consiglio a tutti gli scrittori emergenti, perché quello che si impara, buttandosi in questo mondo, non lo si può imparare solamente immaginando. Impari a essere più esigente e impari a capire cosa funziona e cosa no con il pubblico.

Per far sì che i miei prodotti siano sempre più curati, in questi mesi ho letto diversi testi sulla scrittura e lavorato sodo sul mio stile di scrittura per renderlo più omogeneo e agile. Sono convinto di aver portato avanti un percorso che darà i suoi frutti e mi auguro soprattutto che la novella piaccia e risulti convincente!

ESTRATTO

“Giada si abbassò e stampò le sue labbra sulla guancia di lui. Un bacio fuggente e dolce, che sapeva di strade interrotte. Le labbra umide di lei erano già un preludio alla nostalgia che avrebbe provato, nei giorni a venire. Chissà per quanto tempo avrebbe bruciato quell’addio? Una ferita accesa nel petto, sulla pelle che era stata cuscino per il riposo di lei.

La ragazza iniziò ad allontanarsi, ciabattando sulla sabbia via via più fresca, ora che la sera si faceva sempre più prossima.

Remo non poté fare a meno di voltarsi, di fissarla. Era un pezzo di se stesso che si allontanava già. Era un dolore che non riusciva nemmeno a comprendere. Ci sarebbe stato tempo, però, per metabolizzare. Tutto si supera, in fondo. Anche l’amore che cammina lento, sulla sabbia, via da te. Anche l’amore che ti volta le spalle, dopo gli anni passati a rincorrerlo.”

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