Interviste e Blog Tour

Le convergenze dei microcosmi paralleli: intervista all’autrice

Buon primo maggio cari lettori! Come state?
Oggi voglio parlarvi di un libro che vi ho segnalato qualche tempo fa, Le convergenze dei microcosmi paralleli.
Per l’occasione ho intervistato l’autrice Elena Nittoli, che mi ha svelato alcune curiosità sul suo libro.

Ciao Elena, presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi sei e che cosa fai nella vita? 

Sono un avvocato. Prima ero un difensore tipo Anna, la protagonista del mio romanzo. Ora invece svolgo l’incarico di vice procuratore onorario e quindi le funzioni di pubblico ministero in aula, come avvocato dell’accusa. Un po’ alla «Law and Order» (almeno, così mi piace pensare). 

Le convergenze dei microcosmi paralleli è il tuo nuovo libro edito Ciesse edizioni. Com’è nato il romanzo e di che cosa parla?

È la mia opera prima. Nasce dalla voglia di raccontare un tema vecchio in modo nuovo. 

Il libro racconta le esperienze di un avvocato in modo difforme dai canoni del romanzo di genere: il personaggio principale è assai lontano dalla figura del «poliziotto mancato» sempre alla ricerca di un assassino nell’intento di scagionare il suo cliente che, come al solito, è innocente. 

La mia Anna conosce le implicazioni reali derivanti dall’indossare una toga al giorno d’oggi, ancor più se si è donne come lei, e in un momento di crisi economica e sociale come quella attuale. Il suo mondo esprime un vissuto quotidiano, parla di esperienze di gente comune, di professionisti alle prese con le vere dinamiche di un tribunale. 
Anna è una ragazza come tante, è giovane e inesperta e ha problemi normali, come aspettare la telefonata dal tizio con cui è appena uscita o incassare la parcella dai clienti, far quadrare i conti per concedersi qualche griffe troppo costosa e rendersi però anche credibile con la sua preparazione agli occhi di giudici e colleghi. E ha lo stesso una vita professionale interessante, che la pone in contatto con tante varianti del genere umano, nel vivo di vicende intime e personali e di esperienze toccanti.

Ho sdoganato perciò la sua storia dalle false premesse di certi stereotipi perché penso che possa rivestire una sua dignità letteraria autonoma e meriti di essere raccontata senza infingimenti. 

Quanto c’è della tua esperienza lavorativa e umana nelle pagine del libro?

Il libro nasce proprio dalla voglia di raccontare una parte della mia vita e i rapporti con le persone che in quel periodo mi hanno accompagnato nel mio percorso; nasce dall’esigenza di analizzare, attraverso un’introspezione narrativa, l’impatto e l’incidenza che quelle esperienze hanno avuto nel mio processo di maturazione come persona e come professionista. 

Pensi ci sia una percezione sbagliata (pregiudizi, ignoranza…) nei confronti del tuo ambito lavorativo?

Come pubblico ministero d’udienza non avverto oggi un pregiudizio come quello che avvertivo invece, prima, da difensore. Magari perché ora svolgo una funzione pubblica e questo, forse, mi salvaguarda un po’ ma, soprattutto, perché mi sento libera dai condizionamenti dell’essere comunque una parte processuale. 

Un difensore, invece, è più vincolato in questo aspetto. E, in effetti, mi è capitato in passato di scontrarmi con il pregiudizio per il fatto stesso di rappresentare persone non sempre innocenti. Sono, in fondo, i preconcetti insiti nei cliché di cui parlavo prima: sembra quasi che un avvocato non possa difendere i colpevoli per meritare di essere un protagonista positivo, nella vita come in un romanzo. Ecco, perciò, da cosa potrebbe nascere l’esigenza di redenzione letteraria che spesso altera l’identità effettiva del personaggio- avvocato in un libro: dal preconcetto. 

Facciamo un gioco: prova a descrivere tre personaggi del tuo libro con tre aggettivi ciascuno!

Scelgo il nucleo «familiare» della storia e, quindi, 

  1. Anna: decisa, scontrosa e ironica. 
  2. Emma: curiosa, intuitiva e accomodante. 
  3. Carla: egoista, invadente e attaccabrighe. 

Al momento stai lavorando a qualche progetto futuro? Se sì, di che cosa si tratta?

Sto lavorando al secondo romanzo della serie. L’idea nasce già in sé con una connotazione seriale, perché la storia è quella di un percorso di vita e di maturazione della protagonista attraverso le sue esperienze umane e professionali nel corso di alcuni anni. 

Quindi preparatevi già alle nuove storie di Anna, alle prese con le difficoltà lavorative e con quelle ambientali nella convivenza con le due amiche; ma anche a tanti nuovi colpi di scena e processi traumatici di rottura nella sua vita. Grazie ai quali si compirà forse quel processo di crescita indispensabile per diventare una donna adulta. 

Stiamo vivendo un momento difficile, che rimarrà nella storia, non solo del nostro paese ma di tutto il mondo. Come stai vivendo questo periodo? Ti stai dedicando alla scrittura o trovi difficile focalizzarti sulle tue passioni?

Lo sto vivendo come un’opportunità, pur nelle difficoltà derivanti dalla paura nel presente e dall’incertezza sul futuro, nonostante il carico di dolore che ci circonda e la preoccupazione che ci attanaglia ogni giorno (talvolta anche di notte, purtroppo). 

Riesco comunque a cogliere un’opportunità in tutto questo. Per vivere in pace i momenti di intimità con i miei pensieri, con le mie passioni troppo spesso trascurate. Per imparare a gestire la mia giornata riassaporando il piacere di ciò che più mi piace, reinventando il mio tempo. Un’occasione di riflessione sul ribaltamento dell’ordine di priorità e di necessità che finora ci ha così condizionato. 

Quindi sì, lo sto vivendo anche, e soprattutto, come un momento per dedicarmi alla principale delle mie passioni: scrivere. Il secondo romanzo di Anna ha preso vita proprio in questi strani giorni che noi ricorderemo per sempre. 


[L’intervista uscirà anche sulla rivista online Viaggi fra le pagine. Il terzo numero sarà disponibile gratuitamente il 3 maggio in una nuove veste grafica.]

Questo mese il numero della nostra rivista parla dell’importanza della libertà di stampa e di come questa abbia influenzato la cultura. In uno degli articoli si è parlato della necessità di portare, soprattutto online, più contenuti di qualità. Pensi che questa affermazione sia applicabile anche ai libri o ritieni che l’editoria dovrebbe essere aperta a tutti? (Ad esempio con il self publishing)

La qualità rappresenta a mio giudizio un parametro imprescindibile in ogni ambito e senza alcun filtro selettivo non esiste un criterio premiale che tuteli il valore. D’altra parte, però, mi chiedo se gli attuali parametri che ci vengono imposti dalla società corrispondano a criteri selettivi davvero meritocratici: veniamo ogni giorno selezionati e valutati per accedere a un lavoro o per esprimere in mille altri modi il nostro talento, ma sempre secondo i criteri dettati dall’establishment. Sono sul serio dei parametri validi? 

Venendo nello specifico al mondo dell’editoria, mi sembra che non ci sia in giro tanta voglia di setacciare nuovi talenti, di scoprirli, di coltivarli. Spesso le scelte di tante case editrici importanti sembrano improntate a criteri commerciali, piuttosto che a parametri artistici e innovativi. 

Per quanto mi riguarda, so di avere potuto cogliere una grande chance dalla Ciesse Edizioni che ha creduto in me, dandomi – oltre che il modo di presentarmi al pubblico – la possibilità di crescere, di affinarmi in un percorso mirato per presentare un progetto che esprimesse non solo il mio messaggio artistico ma che rispettasse anche, in modo imprescindibile, degli standard di qualità. 

Al di fuori di queste realtà, però, mi sembra non esistano molte altre strade accessibili ai talenti ancora inespressi. Ecco perché la self publishing, allora, non sarà magari la risposta giusta, ma di certo è la domanda. Quella per cui l’editoria tradizionale e mastodontica dovrebbe forse interrogarsi meglio sulle proprie responsabilità. 

Potete acquistare il libro qui.

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Cronache di un vampiro vol.1: Intervista a Giovanni Di Rosa

Buongiorno lettori! Oggi voglio presentarvi un romanzo, primo volume di una saga scritta dal blogger e scrittore Giovanni Di Rosa. Il libro sarà scaricabile gratuitamente su amazon per due giorni, il 3 e 4 aprile. Vi consiglio di approfittarne qui.

In occasione dell’uscita io e Giovanni abbiamo parlato un po’ del suo nuovo romanzo. Scopriamolo insieme nel dettaglio!

~ Ciao Giovanni, bentornato! Ormai sei un habitué del blog, ma presentati ai nuovi lettori che ancora non ti conoscono.

Ciao, Feliscia. Innanzitutto, ti ringrazio ancora – come sempre! – per avermi concesso questo spazio. Mi chiamo Giovanni Di Rosa e sono un blogger e scrittore (o almeno ci si prova). Scherzi a parte, da qualche tempo sto cercando di avviare la mia carriera da scrittore indipendente e ogni volta che esce qualcosa ricompaio su “Il Lettore Curioso Blog”.

 ~ Oggi sei qui per presentarci un nuovo romanzo: Cronache di un vampiro. Ti va di parlarcene?

È uscito finalmente un nuovo romanzo, dopo alcune opere di carattere un po’ diverso. Si tratta del primo volume di una saga – prenderà il nome di “Vincoli di sangue” – che vuole dare una nuova veste ai vampiri dopo anni in cui i vampiri sono stati più dei teen idol che dei mostri assetati di sangue. 

In realtà volevo abbattere un po’ di stereotipi nella narrazione del vampiro, ma credo di esserci andato piano. Il mio romanzo credo possa accontentare tanto il gusto di chi ha amato la figura del vampiro moderno (più normalizzato e cool) sia chi ha amato il vampiro terrificante e leggendario che ha infestato i romanzi gotici. 

 ~ Quando mi hai parlato del tuo libro, mi hai detto che avevi intenzione di sfruttare un argomento inflazionato come quello dei vampiri e rivisitarlo. Com’è nata questa idea? Hai incontrato particolari difficoltà durante la stesura?

Cavolo, ho anticipato la risposta! Per approfondire, mi sento di dire che sì, ho trovato delle difficoltà. Mi sono così tanto innamorato dei personaggi che ho lasciato la storia a loro, alle loro decisioni. Ho cercato di interpretarli coerentemente e, alla fine, è uscito un romanzo che, come detto, miscela un po’ la cultura pop alla tradizione del romanzo gotico!

Se non aveste capito quello che volevo dire: in realtà, all’inizio, pensavo che ci sarebbe stato molto più sangue nel libro, ma alla fine lo spirito di George R. R. Martin sembra essere svanito e sono stato più buono coi miei personaggi. 

 ~ Dal titolo deduco che il romanzo prevede almeno un seguito. Che progetto editoriale hai per questa storia?

Sarà una saga che si comporrà di almeno tre romanzi brevi, di cui “Vincoli di sangue” sarà il primo capitolo. 
Ho tantissime idee e ci sono tante tematiche da disvelare. 
Chi scaricherà il libro troverà tante informazioni interessanti sul sequel alla fine del romanzo. Quindi, arrivate fino alle ultime pagine!

 ~ I lettori, spesso, amano trovare un tocco di romanticismo nelle storie che leggono. Possiamo aspettarci qualcosa di questo tipo in Cronache di un vampiro?

Non voglio fare spoiler, ma il primo volume sarà all’insegna di amori non convenzionali. 
Ci sarà un lieto fine? Chissà…
No, sul serio, la domanda è appropriata anche perché amo parlare di amore nei miei libri. Credo che sia un sentimento fondamentale, ma in questo romanzo sarà molto difficile per i nostri protagonisti coronare i loro desideri. Ci sarà quella giusta dose di tragicità e di amori non corrisposti. 

 ~ Parlando del tuo libro, mi hai accennato della “sensualità dei vampiri”. Di che cosa si tratta e come hai inserito questo argomento nel tuo libro? 

Facendo le mie ricerche, prima di mettermi alla tastiera e scrivere il romanzo, ho scoperto che uno dei minimi denominatori della figura del vampiro nella letteratura (e, comunque, nell’immaginario collettivo) è proprio la sensualità.
I vampiri rappresentano il fascino della trasgressione. Ci sono sempre piaciuti perché sono qualcosa di non convenzionale, un amore che non ci è concesso e per questo ci intriga in modo irresistibile. 

Spero che i miei vampiri vi appaiono sensuali a sufficienza! 

~ Mi piacerebbe conoscere meglio i protagonisti del tuo romanzo. Prova a descriverli con 3 parole ciascuno!

Thomas: solitario, solitario, ambivalente

Virgilio: famelico, elegante, enigmatico

Andreas: intelligente, insicuro, ansioso

Annalise: determinata, empatica, affascinante

Gli altri… Beh scopriteli (il giorno dell’uscita dell’intervista il libro è scaricabile gratuitamente, quindi quale miglior modo per conoscere gli altri personaggi che popolano il libro?)

 ~ Nell’ultimo anno hai dato vita a diverse pubblicazioni. Stai lavorando a qualche altro progetto al momento? Ci puoi offrire qualche anticipazione?

Ti faccio un’anteprima mondiale (BOOM!). Il prossimo libro che pubblicherò si intitolerà “Generazione Seriale”. Non sarà un romanzo, ma un saggio (questa parola mi fa un po’ paura perché non sono un sociologo né un critico televisivo affermato, ma solo un grande appassionato di questa materia). 

Voglio parlare di una delle mie più grandi passioni, le serie televisive, e parlare della loro evoluzione (fino ad arrivare alla seconda epoca d’oro della televisione, che è quella che stiamo vivendo) in parallelo a come la mia generazione – i Millennials – si sono evoluti e rapportati proprio alla televisione.

Entro fine anno uscirà anche “Canto della terra”, il secondo numero di “Cronache di un vampiro”. E poi si vedrà…

 ~ Hai deciso di ricorrere al selfpublishing anche per questa pubblicazione. Che cosa ti ha spinto a prendere di nuovo questa strada? 

Beh, non nascondiamoci dietro a un dito. Non sempre il self publishing è una scelta. Se potessi sfruttare le risorse di una casa editrice affermata, pubblicherei con loro. Ma, per il momento, piuttosto che annaspare per piazzare un singolo romanzo più “tradizionale” tramite vie canoniche, cerco di creare il mio universo letterario tramite pubblicazioni più brevi e più economiche, ovviamente, cercando di fare quello che amo di più nel modo più professionale possibile.

Spero che concorderanno con me i miei lettori. “Ancora Addio”, novella romance pubblicata in autunno, mi ha dato molta soddisfazione perché anche lettori casuali hanno amato la storia e il modo in cui era scritta e penso che la strada sia quella giusta.

Bisogna solo trovare il modo per arrivare a più persone. Ma, ehi, io non mollo mica!

~ Come già detto, i vampiri sono una tematica molto rappresentata in letteratura. Che cosa rende Cronache di un vampiro diverso dagli altri? Perché i lettori dovrebbero acquistare il tuo libro?

In cosa si differenzia? Io credo che sia difficile trovare un libro di vampiri in cui non si faccia fanservice a piene mani. Nel mio romanzo i vampiri non sono solo adolescenti supersexy, ma sono personaggi più complessi e più maturi e vivono in una realtà moderna molto più oscura di quanto si possa credere. 

Perché comprarlo? State leggendo questa intervista il 3 o il 4 Aprile? Beh, se state leggendo questa intervista in questi giorni, potete scaricarlo gratuitamente e farvi un’idea da sé. 
Provando a rispondere in maniera più seria: penso di fare self publishing in maniera molto seria. Studio moltissimo, sia tecniche di scrittura che marketing. Sto cercando di creare prodotti che riescano a dare ai lettori qualcosa. 
Le mie storie coniugano l’evasione in mondi narrativi a riflessioni di carattere sociale. Il mio sogno è quello di intrattenere con i miei racconti e, modestia a parte, penso di riuscirci piuttosto bene! 


Sinossi: Andreas Rooney è un professore di letteratura nella più antica università europea. Insegna a Oxford, cittadina britannica sconvolta da un evento inquietante accaduto pochi giorni prima di Natale. Il suo migliore studente, Thomas Crawford, è svanito nel nulla e le indagini attorno alla sua scomparsa non hanno portato a nessun risultato.
Dopo due mesi dalla scomparsa, una donna misteriosa si interessa al professore di letteratura, alla ricerca di una nuova pista di indagine. In molti in città ritengono che Andreas abbia un legame con Thomas e che sia in possesso di informazioni utili al suo ritrovamento.
Andreas, però, è all’oscuro della tragica fine occorsa al giovane, rapito da un predatore senza scrupoli, desideroso di soddisfare i propri appetiti.
Una minaccia, infatti, infesta le strade di una quanto mai spettrale Oxford. Una mostruosità sopravvissuta ai secoli e al progresso si cela nelle ombre e nessuno che si imbatta sul suo cammino potrà dirsi al sicuro.
Gli incubi diverranno realtà, quando i protagonisti di questa storia saranno costretti a trovare il modo di sopravvivere all’attacco di un vampiro.

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Le verità di Numeesville: le ambientazioni [BLOGTOUR] + GIVEAWAY

Oggi sono felice di presentarvi la terza tappa di un thriller avvincente, scritto a quattro mani dalle autrici Simona Di Iorio e Ilaria Ferraro. Non perdetevi inoltre il Giveaway per vincere una copia cartacea di questo fantastico libro (trovate tutte le info in fondo al post).

In questa tappa vi parlerò di alcune delle ambientazioni del libro. La narrazione si svolge a Numeesville, una cittadina di provincia in Canada. Scopriamo nel dettaglio qualche luogo che troverete nella storia!

~ Il Lago

Il Black Lake è uno dei luoghi più significativi della storia. È qui infatti che dieci anni prima della narrazione è morta Beth, scomparsa apparentemente per suicidio. Poco distante dal lago si trova Cape View, conosciuto come La Tana dai giovani del posto. Si tratta di una radura in mezzo al fitto della foresta, nella quale si riuniscono gli adolescenti che vogliono trovare un po’ di tranquillità. Poco più lontano, attraverso una stradina, è possibile raggiungere un punto panoramico sul Black Lake: Il Belvedere. La protagonista Sophie ha ricordi dolceamari legati a quei luoghi.

“Nei momenti più tristi, soprattutto dopo la morte di Beth, così come in quelli più felici della sua vita, Sophie è sempre venuta qui. Quando aveva bisogno di stare sola con se stessa, per riflettere, sfogarsi, piangere, ridere, prendere decisioni importanti, la particolare tranquillità di questo luogo le aveva sempre donato pace al cuore e all’anima.”

~ Casa dei Madison

Dopo la morte di Beth la casa dei Madison è rimasta disabitata a lungo (ad eccezione di qualche turista in estate), fino all’arrivo di Sophie, che l’ha presa in affitto. L’abitazione si affaccia sul Black Lake ed è raggiungibile percorrendo un sentiero poco lontano dal centro abitato.

“La casa è rimasta quella di dieci anni fa: i mobili, le stoffe, i suppellettili, persino la camera di Beth di fronte a quella dei genitori; sembra che gli inquilini se ne siano andati in quattro e quattr’otto senza portarsi via nulla. Solo l’armadio della matrimoniale è vuoto, per il resto ogni particolare che Sophie riesca a ricordare è proprio come allora, solo ingiallito e coperto da almeno un centimetro di polvere.”

Per Sophie quella casa è piena di ricordi della sua amicizia con Beth, ma le ricorda anche la relazione difficile dell’amica con il padre. Dagli abitanti del luogo la casa è considerata maledetta.

“…Sa, nessuno ha mai voluto affittare quella casa sul lago per lunghi periodi in tutti questi anni, dicono che vi si respiri un’aria… strana.»  Un misto di preoccupazione e curiosità è comparso sul suo volto.”

~ Casa di Jack

Non troppo distante dalla casa dei Madison, si trova l’abitazione acquistata da Jack, il veterinario del paese. L’uomo è riuscita ad acquistarla ad un prezzo conveniente dalla famiglia Park, che aveva fretta di andarsene da Numeesville.

~ Il centro abitato di Numeesville

Quando Sophie torna a Numeesville, nulla è mutato radicalmente. La cittadina ha ancora gli stessi negozi: la drogheria, gestita dal signor Crown; la boutique, della madre di una sua ex compagna di scuola e il Pub di Constance, oggi gestito dal suo amico Josh.

Nel centro c’è abitato si trova anche l’ufficio della polizia canadese, dove lavora l’uomo che Sophie ha un tempo amato, Chris.

~ La foresta

Uno dei luoghi ricorrenti nella narrazione è la vasta foresta che circonda la cittadina e nella quale si trovano le tenute dove vivono Sophie, Jack e Claire.

“I rumorosi silenzi dei suoi boschi riempiono l’enorme voragine nel suo cuore. L’abbondante flora spontanea rende difficoltoso procedere, ma solo addentrandosi nella foresta è possibile trovare luoghi unici, proibitivi per gli avventori più inesperti e schizzinosi. Anche a lei, come al nonno, non sono mai piaciuti i sentieri battuti dai turisti e predilige l’incontaminata selva di conifere.”


Ovviamente mancano altri luoghi e dettagli, che vi invito a scoprire leggendo il libro!

Come vi ho accennato prima, avete la possibilità di partecipare al Giveaway per vincere una copia cartacea. Ecco come fare!

Regole per partecipare:

  • segui la pagina Facebook Le verità di Numeesville & Legàmi;
  • segui tutti i blog che ospitano le tappe; (puoi seguire il mio blog iscrivendoti nella colonna a destra)
  • commenta almeno tre tappe del blogtour (ogni commento vale 1 punto, quindi se commenti tutti i post prendi 6 punti);
  • lasciaci la tua mail.

Clicca QUI per partecipare.

Vi invito a visitare anche le restanti tappe del blogtour:

Potete acquistare il libro qui.

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Sos Come ti sblocco il romanzo: il nuovo manuale sulla scrittura di Giovanni Di Rosa [Intervista]

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di un manuale sul mondo della scrittura, scritto dall’autore Giovanni Di Rosa, che ho intervistato per l’occasione.

Sinossi: Quanti di noi si approcciano alla scrittura? Abbiamo tutti il desiderio di trasformare in un libro una grande idea o un momento particolarmente importante della nostra vita.
Narrare, per alcuni, è un’esigenza irrefrenabile, ma non abbastanza forte da vincere i dubbi, le esitazioni e le difficoltà.
Dopo aver letto libri improponibili e capito quanto sia difficile creare un prodotto letterario all’altezza, abbiamo preferito accantonare il nostro desiderio di scrivere e di raccontare.
Ma abbiamo fatto un errore: forse non tutti potremo diventare i nuovi Manzoni o D’Annunzio, ma tutti abbiamo la possibilità, con il duro lavoro e con la giusta determinazione, di creare un prodotto che non appaia amatoriale.
Questa guida è il primo passo per iniziare a scrivere.
Contiene regole di scrittura creativa di grandi autori, consigli pratici provenienti dal mondo e una serie di opinioni espresse direttamente dai lettori.
Un ottimo modo per capire come mettere mano ai nostri progetti e quali sono i passi che l’aspirante scrittore deve fare verso la realizzazione del suo primo romanzo!

Ciao Giovanni, ben ritrovato sul blog! Parlaci della tua nuova pubblicazione “Sos come ti sblocco il romanzo”. Di che cosa parla in linea generale?

Ciao Feliscia. Sono felice che il tuo blog mi dia l’opportunità di parlare di questo ultimo progetto. “SOS Come ti sblocco il romanzo” è una pubblicazione nata dall’intento di riordinare tutte le ricerche fatte durante l’anno sul mondo della scrittura. Pensavo fosse un’idea simpatica quella di creare una sorta di guida pratica alla stesura per chi desidera scrivere ma ancora non è riuscito a scrivere un romanzo.
Sarà, inoltre, il mio modo di ringraziare chi mi ha sostenuto durante quest’anno, dato che questo progetto – a cui hanno contribuito molti blogger e lettori – verrà distribuito con una promozione gratuita.

Entrando più nello specifico, quali argomenti affronta il libro? A chi può essere utile?

Come dicevo, si rivolge essenzialmente all’aspirante scrittore.
Mi rendo conto che c’è tanta gente, anche con tanto talento, che si impantana quando deve creare un prodotto unico e completo come un romanzo. Ho cercato di creare una risorsa che offrisse loro sia delle regole di scrittura sia dei consigli su come affrontare un’impresa difficile come la scrittura di un romanzo.
In particolar modo, tra l’altro, mi rivolgo a chi vuole autopubblicare le sue opere. Troppo spesso si leggono scritti che non meriterebbero di vedere la luce e che sembrano, a colpo d’occhio, opere inadeguate e amatoriali. Con questa guida io ritengo si possa fare un ulteriore passo avanti e capire meglio quali sono gli errori da evitare e gli aspetti a cui prestare attenzione per far sì che i libri (anche autopubblicati) appaiano prodotti professionali, meritevoli di stare sul mercato.
Per quanto riguarda gli argomenti credo che sia opportuno condividere l’indice, così da orientare chi volesse scaricare il libro:

  • Premessa
  • Perché scrivere?
  • L’insicurezza dello scrittore
  • Scrivere è un lavoro duro
  • L’importanza del Beta Reader
  • L’incipit
  • Il blocco dello scrittore
  • Scrivere e riscrivere
  • La trama
  • Come introdurre i personaggi
  • Il finale
  • Correzione, editing e pubblicazione
  • Marketing
  • La presentazione e i pregiudizi
  • Spazio alle interviste
  • Conclusioni

Com’è nata l’idea per questo manuale?

Ho fatto molte ricerche, letto alcuni libri e partecipato a un corso quest’anno. Volevo evitare che tutto il materiale raccolto – e talvolta rielaborato sul blog – si disperdesse. Per questo ho creato questa guida. Spero, inoltre, che leggere la guida possa attestare anche la serietà e la passione che ci metto nel mio percorso da blogger e da autore indipendente.

Il 2019 è stato ricco di novità per te, tra la pubblicazione del fantasy Cloude, la novella Ancora Addio e ora questo manuale di scrittura. Qual è stata la difficoltà maggiore che hai affrontato da scrittore emergente?

Diciamo che non esistono cose facili in questo percorso. Mi rendo conto sempre di più che scrivere è solo un aspetto secondario. In un mercato di nicchia e con tanta competizione, il primo passo è costruirsi una reputazione, farsi un nome. Ma il blogging aiuta fino a un certo punto. C’è tantissima competizione anche là. I social, d’altra parte, richiedono un impegno e una costanza tali da escludere quasi ogni altra attività.
Insomma, è tutto molto difficile. Farsi conoscere, ottenere la fiducia dei lettori e promuovere i propri lavori è un lavoro durissimo, ma se si ha passione, non si può e non si deve mollare.

E la tua soddisfazione più grande?

Quella che deve ancora venire!
A parte gli scherzi, l’unica cosa che mi consola per le tante fatiche è il fatto che chiunque mi abbia dato fiducia e abbia letto qualche mio scritto, mi ha rassicurato sul fatto che siano tutte opere scritte in modo adeguato. Ho ricevuto tanti complimenti e, ovviamente, anche qualche critica durante quest’anno. C’è sempre un margine per migliorare e, di sicuro, ho acquisito maggiore consapevolezza sui miei punti di forza e sui miei punti deboli come scrittore. Un bagaglio che mi porterò dietro per fare ulteriori passi avanti.
Ci si rende conto, in questo settore, che bisogna essere praticamente perfetti per poter sperare di ottenere un minimo riscontro. Quindi, diciamo che la mia più grande soddisfazione è aver scoperto che ho le carte giuste per crescere ancora e che la passione, fortunatamente, non mi manca.

Parlando di manuali, c’è qualche lettura che ti ha ispirato o ritieni che in pochi abbiano affrontato l’argomento scrittura e pubblicazioni a tutto tondo, come hai fatto tu?

Anni fa ho letto qualche manuale trovato sul web. Devo ammettere che li ho trovati pura e semplice spazzatura. Non sono solito essere così tagliente, ma credo che la maggior parte dei manuali presenti online prenda in giro l’aspirante lettore.
Spesso si affronta in maniera semplicistica quello che è il compito di chi scrive. Non si tiene conto delle mille difficoltà in cui si imbatte lo scrittore. E, soprattutto, si sottovaluta l’aspetto psicologico.
Io penso che scrivere sia un lavoro durissimo, per il quale la motivazione e la determinazione sono i requisiti fondamentali, le regole di scrittura creativa vengono dopo.
Quest’anno ho letto “Lezioni Americane” di Calvino e “On Writing” di Stephen King. Devo dire che soprattutto il libro di King mi ha aperto gli occhi e mi ha dato molte risorse e strumenti per provare a creare questa piccola guida pratica. Ho cercato di rapportare, comunque, i consigli ritrovati nelle mie letture e nei blog a tema scrittura a quella che è la realtà del mercato editoriale italiano e alle nuove realtà relative al mondo delle pubblicazioni.

Il libro è in promo gratuita fino al 15 dicembre. Potete approfittarne qui.

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Intervista a Giovanni di Rosa in occasione dell’uscita di Ancora Addio, la sua nuova Novel Romance

Oggi voglio presentarvi la nuova novella di Giovanni di Rosa, disponibile su Amazon al prezzo di 0,99€. Per l’occasione ho voluto fargli qualche domanda su “Ancora Addio”.

~ Buongiorno Giovanni. Bentornato sul blog!

Ancora Addio è la tua nuova novella, nata inizialmente come un racconto breve e pubblicata nella raccolta “Racconti di mare” del gruppo Facebook Scrittura creativa e blogging. Per quale ragione hai deciso di riprendere il racconto e trasformarlo in una novella?

Innanzi tutto ti ringrazio per avermi dato questa nuova opportunità.

Parto con una precisazione: i termini novella e racconto sono quasi sovrapponibili; ho presentato questo lavoro più lungo come novella per chiarire che si trattava di un lavoro differente da quello inserito nella raccolta. Per essere estremamente chiaro: si tratta di una storia di circa settanta pagine che sviluppa un racconto originale di cinque.

Per quanto riguarda la tua domanda, mi sento di dire che per me scrivere “Ancora Addio” in questa forma più “estesa” è stata una sfida. Volevo provare a cimentarmi con un racconto sentimentale e parlare di vita reale, cercando di racchiudere anche un po’ delle mie esperienze in una storia in cui si potessero riconoscere tutti.

Inoltre, ho pensato che il racconto funzionasse così bene da meritare un approfondimento sulla storia dei miei personaggi. Io stesso ero curioso di scoprire di più della storia d’amore dei protagonisti di “Ancora Addio”, che avevano avuto una vita assai breve nel racconto inserito nella raccolta.

~ Parlaci brevemente di Ancora Addio e presenta Remo e Giada ai lettori del blog.

Volevo creare due personaggi che fossero allo stesso tempo rappresentanti dell’era contemporanea e protagonisti di una storia senza tempo. Remo e Giada hanno tanti caratteri dei giovani di oggi, ma sono anche individui con una scala valoriale che sembra riportarli ad altre epoche. Tra i loro pregi e difetti, credo che chiunque possa trovare qualcosa di sé nell’uno o nell’altro personaggio.

Giada è una ragazza assennata, con la testa sulle spalle, che io definisco come “nata vecchia”, per quella determinazione ineguagliabile nel perseguire i propri obiettivi.

Remo, invece, fa più fatica. Il suo percorso di maturazione è più lungo, ma alla fine riscoprirà dentro sé una profondità che i lettori potrebbero non scorgere nei primi capitoli.

~ In Ancora Addio ci sono diverse citazioni a serie televisive, in modo particolare Gilmore Girls. Proviamo a fare un gioco: ti sfido ad associare alcuni personaggi dal mondo delle serie TV ai personaggi principali della tua novella! A chi assomigliano Remo e Giada?

Nella storia, Giada si ritrova a paragonare se stessa e Remo a Rory e Dean di “Una Mamma per Amica”, ma non è detto che siano i personaggi televisivi assolutamente più simili a loro. Se, da una parte, penso che Remo calzi a pennello con la figura di Dean, ovvero quella del bravo ragazzo che commette errori a fin di bene e non si accorge dei passi importanti che fa e delle conseguenze che avranno, Giada è molto diversa da Rory.

Paragonerei Giada a Rachel di “Friends”. Rory è una “sconfitta dalla vita”, che soccombe di fronte alle problematiche della sua gioventù poco fortunata, Rachel, invece, ha ancora quell’entusiasmo di tempi che non sono più i nostri e malgrado comprenda tutte le lacune della persona che ama, alla fine decide di non poter chiudere la porta all’uomo che sembra essere destinato a lei da sempre. Allo stesso modo, Giada ha quella determinazione a non darsi per vinta, ad andare avanti nella sua vita, senza mai dimenticarsi di un amore che l’ha cambiata nel profondo.

~ Come ti sei trovato, dal punto di vista stilistico, a realizzare una storia che si estende in un arco narrativo così lungo? Hai avuto particolari difficoltà?

Ho sempre apprezzato le storie che accompagnassero il lettore in diverse fasi della vita dei protagonisti. Trovo che una storia d’amore vada raccontata in tutte le sue fasi, nelle sue svolte, nei suoi alti e nei suoi bassi, pertanto sentivo che Remo e Giada dovessero vivere nelle pagine diversi anni della loro vita. La storia inizia subito dopo il loro diploma e culmina con loro pienamente adulti, pronti a vivere la seconda metà dei loro vent’anni.

Raccontare questi anni non è stato complesso, data la brevità dell’opera. Penso, inoltre, che mi abbia aiutato un’impostazione narrativa che ha scansionato questi sei anni in una serie di flash. Ho provato a raccontare gli eventi salienti delle loro vite per ogni anno, senza dilungarmi in particolari meno rilevanti. In qualche modo, coi dovuti distinguo fra le opere, ho cercato di emulare l’impostazione narrativa di un libro che trovo meraviglioso, ovvero “One Day” di David Nicholls.

~ Il tema del primo amore è centrale nella tua novella. Qual è la tua opinione su questo argomento? Credi che il primo amore sia davvero così significativo nella vita di un individuo?

Devo essere onesto: no. Ma ogni storia è diversa. Nel caso di Remo e Giada, il primo amore era quello giusto. Ma non capita sempre, anzi è statisticamente improbabile.

Devo essere sincero e dire anche che ho scritto questa novella con un pizzico di nostalgia, accorgendomi di non aver conosciuto davvero l’amore e cosa si provi ad amare una persona con passione e a essere ricambiati fino a pochi anni fa. Quindi, ho provato a sperimentare una storia alternativa, differente dalla mia, cercando di metterci tutti i sentimenti che, presto o tardi, ho conosciuto nella mia esperienza di vita.

In generale, però, il primo amore è comunque qualcosa che non si dimentica. Che sia una storia travolgente o un amore non corrisposto, una fantasia o un’esperienza imbarazzante, penso che sia qualcosa che ti segna, nel bene o nel male, quindi perché non parlarne in un libro?

~ Sei reduce da poco dall’uscita del fantasy Cloude e Ancora Addio è la tua seconda pubblicazione. Hai altre novità in arrivo? Ti va di parlarcene?

Sì, certo. Ho due romanzi finiti e da revisionare, ma non so né come né quando vedranno la luce. È, invece, notizia pressoché certa quella di un’altra piccola pubblicazione a Dicembre. Ho deciso, infatti, di mettere insieme tutte le ricerche fatte per i miei video e per il mio blog e creare una piccola guida per gli aspiranti scrittori. E, in particolar modo, per chi ha difficoltà a finire il primo romanzo della sua carriera. Ho chiesto aiuto a molte persone del settore e ho cercato di creare una risorsa utile per gli scrittori alle prime armi.

Penso che le prossime settimane saranno soprattutto dedicate alla revisione dei romanzi e alla preparazione di questa pubblicazione.

~ Oltre ad essere uno scrittore emergente, hai anche un blog e un canale YouTube aperto da poco. Come sono nati questi progetti?

Ho sempre avuto bisogno di esprimermi. Ho iniziato a fare blogging, parlando di serie televisive e presto mi sono ritrovato a parlare delle storie in senso lato. Sono un appassionato di storie, in ogni forma esse vengano prodotte, e da questo desiderio di commentare, recensire e interfacciarmi con altre persone è nato il blog. Il canale è nato più recentemente, perché penso che Youtube sia un social dalle grandissime potenzialità. Ho parlato finora di scrittura e lettura sul canale, ma presto conto di iniziare a creare dei podcast, cercando di sviluppare analisi approfondite su capisaldi della cultura popolare. È un progetto agli albori, ma che spero vivamente funzioni. La mia attività da blogger corre parallela a quella di scrittore, ma penso che non potrebbe andare diversamente. Anzi, cerco di portarmi dietro tutto quello che scopro e conosco per i miei contenuti nella mia attività di scrittore.

~ Come già detto, Ancora Addio è la tua seconda pubblicazione uscita in selfpublishing. Com’è cambiato il tuo approccio all’autopubblicazione? Hai incontrato particolari difficoltà?

Sì, con la pubblicazione di “Cloude – Il Portale”, mi sono potuto rendere conto di quante difficoltà si incontrino nella strada dell’autopubblicazione. Mi sono reso conto che non importa quanto tu possa lavorare duro, creando e proponendo un prodotto tutto da solo, gli errori possono essere sempre dietro l’angolo.

“Ancora Addio” è un progetto meno ambizioso di un romanzo, e quindi un testo con una revisione più facile, che io mi auguro risulti impeccabile agli occhi del lettore.

Devo ammettere, però, che l’autopubblicazione sia uno step che consiglio a tutti gli scrittori emergenti, perché quello che si impara, buttandosi in questo mondo, non lo si può imparare solamente immaginando. Impari a essere più esigente e impari a capire cosa funziona e cosa no con il pubblico.

Per far sì che i miei prodotti siano sempre più curati, in questi mesi ho letto diversi testi sulla scrittura e lavorato sodo sul mio stile di scrittura per renderlo più omogeneo e agile. Sono convinto di aver portato avanti un percorso che darà i suoi frutti e mi auguro soprattutto che la novella piaccia e risulti convincente!

ESTRATTO

“Giada si abbassò e stampò le sue labbra sulla guancia di lui. Un bacio fuggente e dolce, che sapeva di strade interrotte. Le labbra umide di lei erano già un preludio alla nostalgia che avrebbe provato, nei giorni a venire. Chissà per quanto tempo avrebbe bruciato quell’addio? Una ferita accesa nel petto, sulla pelle che era stata cuscino per il riposo di lei.

La ragazza iniziò ad allontanarsi, ciabattando sulla sabbia via via più fresca, ora che la sera si faceva sempre più prossima.

Remo non poté fare a meno di voltarsi, di fissarla. Era un pezzo di se stesso che si allontanava già. Era un dolore che non riusciva nemmeno a comprendere. Ci sarebbe stato tempo, però, per metabolizzare. Tutto si supera, in fondo. Anche l’amore che cammina lento, sulla sabbia, via da te. Anche l’amore che ti volta le spalle, dopo gli anni passati a rincorrerlo.”

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Interviste e Blog Tour

Al di là dei tuoi occhi [COVER REVEAL]

Buonasera cari lettori!

Oggi voglio presentarvi la cover di un nuovo libro, che uscirà il 12 settembre. Si tratta di Al di là dei tuoi occhi, primo volume della serie The Munsee Series, dell’autrice Paola Serra.

Genere: Romance contemporaneo

Pubblicato in Self-Publishing su Amazon

Data di pubblicazione: 12 settembre 2019

Disponibile in ebook e cartaceo

Domani verrà svelata la trama, perciò vi invito a seguire tutte le tappe del blogtour!


Potete seguire tutte le tappe qui.

Interviste e Blog Tour, La segnalazione del mese

[Cover Reveal] Graffi(ti)…di me e di te di Arianna Venturino

Buon pomeriggio cari lettori! Oggi voglio presentarvi un libro che uscirà il 16 settembre: Graffi(ti)…di me e di te, primo volume di una duologia di Arianna Venturino.

Data di pubblicazione: 16 settembre 2019

Data preorder: 9 settembre 2019

Editore: Self Publishing

Pagine: 260

~ TRAMA

Può l’amore essere distruzione e salvezza allo stesso tempo?

Per Luna Farley, che di amore non ne ha mai ricevuto, era l’incognita più profonda.

Batterista in una band di strada Londinese, Luna era quel tipo di ragazza che avrebbe potuto metterti i piedi in testa e schiacciarti se avesse voluto. In tutta la sua vita aveva solamente sofferto, ma ora era tutto diverso per lei, aveva la sua band, i suoi amici, i suoi tatuaggi e il suo carattere forte e niente l’avrebbe distrutta…o quasi.

Christopher Merrit era quel tipo di ragazzo che tutte le donne avrebbero voluto: Alto, moro, tatuato. Ma non era solo quello, Christopher era quel tipo di uomo che, a trent’anni, aveva visto la vita dargli una dura lezione e il suo cuore tenero ne risentiva.

Quando le loro strade prendono a unirsi in un susseguirsi di incontri casuali, i muri di Luna iniziano a sgretolarsi, dando vita a un dolore insopportabile, il dolore dei mostri di un passato che torna e che non se n’è mai andato.

Da un lato, Christopher non riesce a fare a meno di continuare a provarci con lei, nonostante i continui rifiuti. Dall’altro, Luna sarà costretta a scegliere.

Cedere all’amore e alle proprie debolezze oppure rimanere al sicuro dietro la sua corazza?

Interviste e Blog Tour

[BLOGTOUR] The Mistress // Biografia ed estratto

Buongiorno lettori! Mi è stato chiesto di partecipare al blogtour del nuovo libro di Penelope White, The Mistress, di cui oggi vi condivido la biografia dell’autrice e l’estratto del libro. Se siete interessati alla lettura potete trovarla qui.

~ Biografia
Mi presento, mi chiamo Penelope White e ho 28 anni.
Sono un’autrice esordiente.
La mia è una storia abbastanza particolare perché non sono mai stata una patita della lettura, anzi, odiavo tenere un libro tra le mani.
Ma quando, qualche anno fa, mi è capitato, per caso, After, di Anna Todd, non ho più smesso di leggere e il mio amore per questo genere è come esploso all’improvviso, travolgendomi completamente!
Oggi sono io che scrivo, nonostante non abbia mai smesso di leggere; cerco di riportare qualcosa di me in ogni pagina; cerco di trasmette emozioni, almeno la metà di quelle che provo io quando batto i polpastrelli sui tasti del mio pc!
Mia sorella mi ha chiesto tante volte il perché io abbia iniziato a scrivere e, inizialmente, non sapevo mai bene cosa rispondere.
Vi è mai capitato di leggere una storia e non essere completamente d’accordo con l’evolversi del racconto? Con le decisioni prese dai personaggi?
Ecco, diciamo che ho cominciato proprio così: volevo avere la possibilità, almeno per una volta, di creare io una storia e decidere io l’evolversi degli eventi!
Non so se mi sia riuscito appieno, ma so che mi sento bene quando la fantasia prende forma su quel foglio bianco di word.

~ Estratto

Ecco tutte le altre date del blogtour!

Interviste, Interviste e Blog Tour

Intervista a Giovanni Di Rosa [serial escape], autore di Cloude – Il portale

Buongiorno lettori e buona domenica! Oggi per voi un’intervista super speciale al fantastico blogger (Serial Escape) e autore Giovanni Di Rosa, che esordisce oggi con il suo primo libro: Cloude – Il Portale.

Io lo acquisto subito e non vedo l’ora di divorarlo. Ma scopriamo qualche dettaglio in più!

~ Ciao Giovanni! Ormai io e te ci conosciamo da un po’, ma presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Raccontaci un po’ di te e del tuo blog Serial Escape. Come è nato e perché hai deciso di aprirlo?

Ciao Feliscia, innanzitutto volevo ringraziarti per avermi ospitato sulle tue pagine. Sono davvero felice che tu me ne abbia dato l’opportunità. E volevo dirti che mi emoziona moltissimo l’idea di parlare del mio progetto.

Serial Escape, il mio blog, è nato nel Dicembre del 2016, ma fino ad un anno e mezzo fa non avevo compreso quello che significava essere un blogger e l’impegno necessario perché la gente si interessasse ai contenuti che proponi. L’idea, comunque, è nata dalla necessità, sempre avvertita, di esprimere le mie idee. Ho sempre odiato rapportarmi in modo passivo alle mie passioni. Da qui l’idea del blog.

Un’altra ragione a spingermi è stata il mio desiderio di provare a ricordare le mie impressioni su quello che leggo o che vedo. La memoria non è uno strumento perfetto, così ho deciso di racchiudere le mie idee in uno spazio virtuale, cercando di rendere i miei commenti e le mie recensioni appetibili anche per i miei visitatori. Da qualche tempo, ho iniziato anche a spaziare maggiormente sul blog e a parlare di scrittura creativa, che è una cosa che mi diverte molto e che è utile anche a me, per affinare le mie conoscenze.

~ Cloude è la tua prima opera pubblicata, in uscita oggi 30 giugno. Quando è nata la passione per la scrittura? C’è qualche scrittore che ammiri in particolare per la sua tecnica?

Francamente non so identificare un momento preciso. So che, fin da bambino, amavo le storie. Mi sono sempre messo nei panni di chi scriveva le storie che mi appassionavano, che fossero film disney, un cartone animato o una serie televisive. Pensavo sempre: “cavolo, qualcuno si è divertito un mondo a creare questo personaggio!”

Si capisce che, da questo approccio, non potessi che amare la scrittura. Alle medie scrivevo racconti con protagonisti i miei compagni di classe e provavo già allora ad abbozzare dei fantasy.

Di scrittori da ammirare ce ne sono tantissimi. Come sempre, quando parlo di ispirazioni, mi piace fare due nomi. Il primo è quello di Zafòn. Credo che pochi, come lui, siano riusciti a coniugare uno stile interessante, agile ed elegante a un intreccio appassionante e vincente. Combinare un genere commerciale a una cifra stilistica di valore, per me, è il risultato più alto che può raggiungere uno storyteller.

L’altro nome è quello di Margaret Mazzantini. Credo che sia di una bravura inarrivabile. Le sue frasi ti prendono a schiaffi, le sue storie ti entrano dentro. Certe volte, semplicemente la natura ti dota di un talento che riesce a creare l’arte.

~ Concentriamoci su Cloude e sul mondo parallelo che hai creato. Innanzitutto che cos’è Cloude e com’è nata l’idea di questo mondo?

Cloude è un universo diverso da quello in cui viviamo. È un mondo che nasce per creare un rifugio. Una sorta di porto sicuro per tutti coloro che vogliono abbandonare la propria vita, quando non la sentono corrispondente ai propri ideali e ai propri sogni. In realtà Cloude è la materializzazione di un pensiero. Tutti speriamo di vivere in un mondo ideale, ma non sempre è una cosa positiva nascondersi in questo tipo di pensieri. La storia che racconto, in qualche modo, smaschera anche questo aspetto. Anche nei mondi ideali la vita potrebbe essere diversa da quella che ti aspetti e, in definitiva, sta sempre a te e alle tue risorse cercare di costruire una vita che sia quanto più simile a quella che desideri.

Ho iniziato a scriverlo per scappare. Avevo bisogno di fuggire dal malessere che mi creava la mia vita. E ho deciso di rendere questi miei stati d’animo sotto forma di storia, di una trama che funzionasse.

~ Ti sei mai sentito perso e senza prospettive come Susan? Quanto di te c’è in lei?

Userei anche espressioni colorite per rispondere. Comunque sì. Mi sento, tuttora, abbastanza privo di direzione. Pensare, rendere concreto nella mia testa il mio futuro mi suscita sempre un pizzico di malanimo.

Susan, però, non è così simile a me. È un personaggio che ha tanto coraggio, e una voglia di scoprire che, forse, io non possiedo più. Ho cercato di delineare un personaggio più “giovane” di me, quindi, chiaramente, ho dovuto smussare gli angoli. Susan è una tela ancora bianca. Io penso di avere più “rigidità” di quante ne abbia il mio personaggio.

~ Focalizziamoci sugli altri personaggi. Chi sono e quale è stato il più difficile da scrivere?

Fondamentalmente, i personaggi da cui tutto è partito sono Susan e la madre. A questi due personaggi si è aggiunto quello di Alexandra, una strega, che rivelerà di essere molto più di quello che si comprende all’inizio. Ho deciso di porre al centro della storia una vicenda familiare e di delineare dei personaggi femminili che fossero diversi da quelli che ho letto negli ultimi anni.

Volevo provare a dimostrare che le donne potessero essere personaggi forti e intriganti, anche quando le loro peculiarità e i loro pregi non fossero enfatizzati in maniera irrealistica. Spesso, nei libri, si cerca di proporre personaggi femminili perfetti, per compensare una realtà che ancora stenta ad abbandonare la misoginia. Sicuramente il sessismo e la misoginia sono da combattere, a tutti i costi, ma se si scrive, si deve parlare di vita e nella vita non siamo tutti perfetti.

Il personaggio più difficile da scrivere, invece, è Milena. Ho deciso di creare un tipo particolare di streghe, le “streghe di sangue”, una congrega proveniente da un mondo non conosciuto. Milena è una di queste streghe. È misteriosa e oscura, impenetrabile. Volevo creare un personaggio che fosse sempre sfuggente agli occhi del lettore e che, al contempo, catturasse l’attenzione. Non sempre è stato facile fare un lavoro di dosaggio con le sue azioni e i suoi dialoghi.

~ Il ruolo dei villain appartiene a tre stregoni, che minacciano la serenità di Cloude. Come deve essere secondo te un villain ben scritto? Pensando al cinema o alla letteratura, c’è qualche villain che ti viene in mente che metteresti tra i migliori di sempre?

Il villain, spesso, è un elemento divertentissimo da scrivere. Deve essere uno degli aspetti maggiormente curati di una storia, sempreché – ovviamente – si tratti di una storia che necessiti di un antagonista.

Mi sorprende che, nei film, si trascuri sempre la caratterizzazione dei villain. Nei libri va un po’ meglio, se non altro. Credo, comunque, che un villain ben scritto debba essere umano, comprensibile, e pieno di ambivalenze. L’essere umano vive di ambivalenze. Nei villain le ambivalenze hanno preso il sopravvento, il lato oscuro si è rivelato più forte. Per creare un buon villain, ritengo, bisogna esplorare la storia e le ragioni che hanno portato a questa predominanza del malvagio. Nella mia storia avrei voluto scrivere di più dei villain e ci sono dei punti oscuri che ritengo possano essere un buon materiale per un sequel, ammesso che la storia piaccia ai lettori.

Per citare un villain che funziona e che metterei tra i migliori di sempre, ricorro a una scelta scontata, ma emblematica: Joker interpretato da Heath Ledger. Era perfetto.

~ Senza incorrere in troppi spoiler, Cloude vive di magia. Quali sono i “ruoli” (personaggi) magici che il lettore troverà nel cammino?

Ho scelto di portare in scena personaggi, sia tipici della letteratura fantasy che creati da me, in un ambiente surreale. Cloude è una sorta di città, né medievale né moderna come le nostre, popolata da elfi, fate, streghe, stregoni e, come detto, altre creature frutto della mia immaginazione.

La magia, comunque, ha un ruolo più forte di quello dei singoli personaggi. È una sorta di tributo alla fantasia il mondo che ho creato. La magia esiste come una sorta di destino, che guida e soccorre i protagonisti.

~ Ho avuto la fortuna di leggere una piccola anteprima del romanzo e mi ha subito colpito il rapporto tra Susan e la madre Mary. Vuoi parlarcene meglio?

Ha colpito anche me. Non mi ero accorto di quanto importante fosse per me parlare di un rapporto madre-figlia. Invece, presto è diventato un leit-motiv del romanzo. Volevo descrivere un rapporto in cui più persone potessero rivedersi. I problemi e le distanze che si sono create tra le due sono causate da dolori e imprevisti, con cui Mary ha avuto difficoltà a confrontarsi. Nella vita succede spesso che, per i più disparati motivi, tendiamo a farci assorbire dai problemi e questo può creare fratture anche in ambito familiare.

In “Cloude” ho voluto ribadire che l’amore deve essere più forte delle cicatrici e dei dolori che ci portiamo dietro. Genitori e figli devono sempre darsi una possibilità, perché la vita di un genitore è monca senza il figlio, e quella di un figlio manca di un pilastro senza il genitore.

~ Ora ti propongo un piccolo gioco. Scegli tre dei personaggi principali e attribuisci a ciascuno due o tre aggettivi che lo descrivano.

Okay, scelgo Mary, Susan ed Emlotte (l’unica donna tra gli stregoni che vogliono governare Cloude).

Per Mary scelgo: votata al sacrificio, introversa e incerta.

Per Susan: coraggiosa, curiosa e testarda.

Per Emlotte: enigmatica, dubbiosa, contraddittoria.

~ Se Cloude diventasse una trasposizione, sceglieresti una pellicola cinematografica o una serie TV su Netflix?

Non è un libro lunghissimo, mi piacerebbe fosse un film. Penso che avrebbe il giusto ritmo, per regalare un buon numero di colpi di scena e dare uno spazio sufficiente alla caratterizzazione dei personaggi.

Penso che si presti più a un film perché è una storia in cui gli eventi sono condensati in poco tempo, poco più di due settimane, e farne una serie tv potrebbe snaturarne il ritmo e attenuare troppo l’intensità degli eventi.

~ Cloude è un romanzo autoconclusivo o prevedi dei seguiti in futuro?

Il finale penso che vi sorprenderà un po’. Può essere autoconclusivo come non esserlo. Vi renderete conto che ho preferito soltanto sfiorare una parte della storia, farla arrivare al lettore per il tramite di un dialogo finale, piuttosto che descriverla nel dettaglio. Rimane, inoltre, aperto un aspetto importante legato alla figura di uno degli stregoni. In testa ho sufficiente materiale per fare un sequel, ma voglio capire un po’ cosa la gente penserà di Cloude, prima di iniziare a scrivere il secondo capitolo. Sicuramente non saranno più di due libri, comunque.

~ Hai scelto la strada del self publishing. Come mai hai preferito questa via? Hai incontrato particolari difficoltà nel percorso dell’autopubblicazione?

Ho scelto il self-publishing, dopo tante ricerche ed essermi confrontato con altre persone, alle prese con questo mondo. Ci sono pochi lettori e le case editrici di una certa importanza faticano a puntare su perfetti sconosciuti. È questa una delle ragioni per cui sto partecipando a un concorso letterario. Cerco di farmi scoprire, piuttosto che propormi.

Si era palesata l’idea, parlando con un talent scout, di proporre i miei lavori a degli editori, ma per me era importante, a ventisei anni quasi, poter dire di aver finito un progetto. Dimostra a me stesso di aver avuto la capacità di realizzare qualcosa.

Spero soltanto che la gente valuti la mia opera senza pregiudizi, perché auto pubblicarsi non significa più che non sai scrivere, ma significa soltanto che non sei uno youtuber, un influencer o un conduttore televisivo che ha già un pubblico che fa da rete di sicurezza per le case editrici.

Difficoltà? Sì, certo. Correggere il proprio romanzo è complicatissimo. Mi ha aiutato una persona importante, ma è stato comunque un lavoraccio. Però Amazon fornisce una risorsa preziosa che permette di metterti in gioco, senza dover investire tanti soldi, quindi siamo anni luce avanti rispetto al passato.

~ Concludiamo con un appello ai lettori. A chi è rivolto Cloude e perché i lettori dovrebbero scegliere proprio il tuo libro?

È uno young adult. Secondo me può piacere tanto a chi si affaccia alla vita da adulto. Il messaggio che volevo divulgare era quello che non si è mai soli e che c’è un rimedio a tutto, anche quando ci si sente smarriti. Leggere e viaggiare in mondi fantastici può essere un buon modo di difenderci, di ritrovare noi stessi e la forza necessaria per andare avanti.

Ovviamente, però, spero che anche lettori più adulti possano trarre dal mio libro qualcosa di positivo e che possano apprezzare la storia e i personaggi che ho creato. Odio implorare i cultori di altri generi, dichiarando, come fanno altri, che la propria opera possa essere apprezzata da chi odia il fantasy. Mi limito a dire che, se amate, come me, i fantasy, potrete fare un bel viaggio insieme a me in un mondo pieno di sorprese!


Non mi resta che ringraziare Giovanni per aver preso parte a questa intervista e fargli un grandissimo in bocca al lupo per Cloude. Se la mia intervista vi ha incuriosito, potete acquistare il romanzo qui in formato cartaceo e qui in formato kindle.

“Immaginate di trovare un mondo in cui poter fuggire quando realizzate che la vostra vita non ha sbocchi. Cloude è una dimensione parallela, piena di magia e sorprese. Un mondo in cui Susan Woods si imbatte per caso, nel momento in cui si rende conto di non avere le risorse per perseguire i propri sogni. Il contesto in cui vive e l’assenza di prospettive diventano insopportabili per lei, che inizia a desiderare di fuggire da tutto.

L’universo senziente di Cloude percepisce il suo richiamo e le permette di evadere dalla realtà che ha sempre conosciuto, per scoprirne una nuova. Nella realtà pacifica di Cloude, tuttavia, le cose sono cambiate e quello che è sempre stato un luogo sicuro e pacifico è, adesso, colmo di insidie, specialmente per gli esuli degli altri mondi. Tre portentosi stregoni, infatti, danno la caccia ai nuovi arrivati su Cloude, convinti di essere gli unici in grado di portare il progresso. Per ogni trasformazione è necessario un sacrificio, ma non mancherà chi sarà disposto a lottare per la pace.”

Interviste, Interviste e Blog Tour

Intervista a Natasha Cavallo, autrice di Fili sottili. Lo sguardo della morte

Buongiorno lettori! Oggi sul blog una nuova intervista per voi, all’autrice Natasha Cavallo.

~ Ciao Natasha, presentati ai lettori del blog che ancora non ti conoscono.

Ciao a tutti! Mi chiamo Natasha, ho 29 anni e vivo a Cuneo. Fili Sottili è il mio primo romanzo e sono davvero entusiasta di essere riuscita a portarlo a termine (costante nella mia incostanza, lascio sempre le cose a metà!) e di poterlo presentare su questa bellissima pagina.

~ Parlaci di Fili Sottili-Lo sguardo della morte. Com’è nata l’idea del libro? È un libro autoconclusivo o prevedi un seguito nel prossimo futuro?

L’idea del libro è nata senza un’intenzione precisa, mi capita spesso di pensare in ‘chiave narrativa’, soprattutto quando la sera fatico ad addormentarmi. La storia ha preso vita e si è sviluppata quasi in autonomia, ho annotato i punti salienti per non dimenticarli e lentamente ho iniziato a trascrivere i miei pensieri. È un libro autoconclusivo.

~ Il tuo libro è un thriller. C’è qualche autore di questo genere a cui ti ispiri? Qual è il libro che non deve mancare nella tua libreria?

Sì, è un thriller un po’ psicologico, genere che mi appassiona, ma nella lettura mi piace spaziare e quindi leggo un po’ di tutto, dal thriller al rosa, al drammatico, alle saghe, ai classici… sono affezionata a moltissimi libri, amo leggere, ma anche, e soprattutto, rileggere a distanza di tempo quelli che mi hanno emozionata maggiormente. Il Piccolo Principe è forse quello che più mi è rimasto dentro e che mi accompagna da quando ero bambina. In questo caso, non mi sono ispirata tanto a degli autori o a dei libri, quanto a dei film: Match Point e Shutter Island.

~ Qual è il personaggio del libro al quale sei più legata? Ti sei ispirata a persone o fatti reali?

Sono più legata al protagonista, Dorian, che è anche il personaggio che più si evolve durante la storia e che presenta maggiori sfaccettature. Non mi sono ispirata a nessuno in particolare, ma sicuramente in ciascuno di loro c’è un parte di me.

~ Regalaci, se ti va, una citazione dal tuo libro.

”Era stata un’altra vita, mi raccontavo. Ignorando che di vita ce n’è una sola e prima o poi bussa alla tua porta, presentandoti l’elenco delle tue mancanze.”

~ Che cosa ne pensi dell’editoria al giorno d’oggi? Quanto è difficile essere un autore emergente?

Penso che oggi, da un certo punto di vista, per un autore emergere sia molto più semplice: internet è un mezzo potente che offre un’ampia gamma di possibilità, non da ultimo il self publishing. Il rovescio della medaglia è la difficoltà di riuscire a distinguersi e lasciare veramente un segno.

~ Hai qualche progetto in vista per il futuro?

Non faccio mai molti progetti, perché ho capito che alla fine le cose vanno sempre in una direzione diversa, nel bene o nel male. Però sto già scrivendo un nuovo libro e spero vivamente di arrivare alla fine 😉

Grazie a Natasha per aver risposto alle mie domande. Se volete acquistare il suo libro potete farlo qui.

Data di pubblicazione: 27-05-2019
Autore: Natasha Cavallo
Pagine: 224
Formati disponibili: Cartaceo e ebook
Editore: Dario Abate Editore
Genere: Thriller
Prezzo: 16,64€ cartaceo 3,99€ ebook
Dorian è un poliziotto sulla quarantina, sposato, ma con un matrimonio che si trascina esanime verso la parola fine. Affiancato dall’amico e collega Fox, sta seguendo il caso singolare dell’omicidio di una ragazza incinta, Sophie; le indagini procedono a rilento, non ci sono testimoni, fatta eccezione per una vecchietta strampalata che abita al piano inferiore. Interrogatorio dopo interrogatorio, tracciato dopo tracciato, l’inchiesta prenderà svolte imprevedibili, che lo condurranno a verità sconcertanti: il viaggio di ricerca lo accompagnerà in un lungo, devastante flashback, in cui i ricordi torneranno a galla inesorabili. Ventiquattro anni e un passato mai passato, Dorian scoprirà come la sua vita sia indissolubilmente legata a quella della giovane Sophie, e si ritroverà a dover fare i conti con la consapevolezza di come la nostra mente sia composta da fili estremamente sottili, facili da spezzare, ma altrettanto facili da sostituire…