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Quando c’era la luna – Intervista alle autrici

Buonasera a tutti i lettori del blog! Oggi voglio segnalarvi un libro che si intitola Quando c’era la luna, scritto a quattro mani da Sara Stroppa e Roberta Ambrogio. Ho anche avuto la possibilità di fare qualche domanda alle autrici, buona lettura!

luna.jpgChiara e Virginia sono migliori amiche e non potrebbero essere più diverse. Chiara è solare ed espansiva, Virginia schiva e individualista. Le loro vite cambiano per sempre quando una trascina l’altra al bancone del Moonriver un venerdì sera di fine marzo. La luna piena e un’eterna Roma fanno da cornice alla passione travolgente che esplode tra la bellissima Chiara e il glaciale Andrea, un musicista bolognese riservato e intrigante, e fa da galeotta a un legame che avrà bisogno di più tempo per sbocciare: quello tra Virginia e Marco, accomunati da un sogno perduto e pesanti aspettative future. Ma la vita è imprevedibile: il fratello di Andrea s’innamora di Chiara che intanto ha trovato lavoro come modella e Marco manda a monte il suo matrimonio per amore di Virginia, che rimane incinta. Amori tormentati, ambizioni e delusioni scandiscono le loro giovani vite e li fanno crescere, maturare e scoprire cosa il destino ha in serbo per ciascuno.

∼ Benvenute sul blog Il lettore curioso Roberta e Sara! Parlatemi un po’ di voi e del vostro romanzo ai lettori che ancora non lo conoscono.

Grazie, è un piacere! Cosa dire di noi? Siamo principalmente due amiche, due ragazze che amano i libri e che purtroppo vivono distanti (Roberta è di Messina, Sara di Jesi). Ci piace definire il nostro libro come un romanzo di formazione: parte infatti dalle vicissitudini di altre due amiche, Chiara e Virginia, due giovani ragazze nelle quali può essere facile rispecchiarsi, e dal loro casuale incontro con Andrea, Marco e Luca. La storia si svolge in un arco temporale che copre diversi anni.

Sembrerebbe la classica trama di un romance “standard”, ma in realtà nella storia sono condensati vari elementi: l’amicizia, l’amore, ma soprattutto i sogni, l’arte e il desiderio che tutti i giovani adulti hanno di trovare il proprio posto nel mondo.

∼ Com’è nata la vostra collaborazione e come vi siete trovate a scrivere a quattro mani?

La nostra collaborazione è nata poco dopo esserci conosciute, precisamente quando abbiamo capito che la passione per la scrittura era una delle tante cose che ci accomunavano. Un giorno, quasi per gioco, abbiamo deciso di unire le forze e di dar vita a quella che è diventata una storia in cui crediamo moltissimo, che ci rende immensamente fiere. Scrivere a quattro mani è stata un’esperienza entusiasmante, non ci sono stati problemi per noi: ci è sembrato tutto sorprendentemente naturale. I nostri stili combaciano alla perfezione. Inoltre, condividevamo le stesse idee.

∼ Le protagoniste del romanzo Chiara e Virginia sono in qualche modo ispirate a voi? Quanto è importante l’amicizia nella vostra vita?

No, come personaggi non sono direttamente ispirate a noi. Certo, ci rispecchiamo in alcuni dei loro aspetti, primo tra tutti la loro grande amicizia. Questo vale però per tutti i nostri protagonisti, non solo per Chiara e Virginia, e potrebbe essere così per chiunque legga il romanzo. Ci sono parti di noi in loro tanto quanto negli altri personaggi, ma nel corso della stesura ognuno di loro ha acquistato una sua individualità, una vera vita propria.

Ovviamente consideriamo l’amicizia, quella vera, un valore importante, e lo si può capire ancor di più leggendo il nostro libro.

∼ Avete una particolarità o un aneddoto sul vostro romanzo che volete condividere in questo spazio?

Possiamo dire che, come fanno un po’ tutti gli scrittori, abbiamo associato il volto di ognuno dei nostri protagonisti a quello di noti esponenti del cinema e dello spettacolo. Ad alcuni di loro lo abbiamo anche detto, e uno in particolare ha ricevuto addirittura una copia del libro! Chi saranno? Nella pagina Facebook del libro abbiamo dedicato un album al nostro “cast dei sogni”. Tutti i curiosi possono andare a sbirciare!

Devo ammettere che dopo questa intervista sono ancora più curiosa! E voi siete curiosi? Se siete interessati all’acquisto del romanzo lo potete trovare su amazon in formato e-book, al prezzo di 3,99€.

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Potete inoltre seguire le scrittrici Sara e Roberta sulla pagina facebook ufficiale del libro e scoprire quali personalità famose hanno “prestato” il volto ai personaggi del romanzo!

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Il lettore curioso consiglia… “L’uomo che misurava il tempo” ∼ Intervista all’autrice

Ciao a tutti e buon pomeriggio!

Oggi voglio parlarvi di un libro uscito da poco, L’uomo che misurava il tempo. Ho avuto la possibilità di intervistare l’autrice Angélique Gagliolo, che è stata così gentile da rispondere ad alcune delle mie domande.

l'uomo.jpgCi sono storie incredibili che nascono nel modo più banale. Anche questa storia nasce così, nel modo più banale, ma sarà una grande storia e l’inizio di una leggendaria avventura di un uomo coraggioso e di tante persone che avranno la fortuna di incontrarlo sul loro cammino. Siamo alla fine del 1700 e uno straniero giunge di notte, in mezzo alla tempesta, in un piccolo borgo montano delle Prealpi Carniche, ma porterà con sé grandi novità e un nuovo modo di vivere. Spano Solari è un uomo misterioso che costruisce strani aggeggi per misurare il tempo. Alla normale diffidenza che accompagna tutte le piccole comunità davanti ai forestieri, si aggiungerà il mistero per il passato di questa persona e le sue bizzarre abitudini. Qual è il suo segreto?

∼ Ciao Angélique e benvenuta sul blog Il Lettore Curioso. Parlaci un po’ di te e del tuo romanzo L’uomo che misurava il tempo al pubblico che ancora non lo conosce.

Salve a tutti e grazie di ospitarmi.

Sono un’amante della carta stampata e delle storie, insomma amo profondamente i libri. Prima di essere scrittrice, infatti, sono una lettrice. Fuori da questo mondo di parole sono mamma di due splendide bambine e lavoro come impiegata. Siccome dormo poco, ho un po’ di tempo per scrivere e dedicarmi a piccoli lavoretti manuali, liberando stress e riscoprendo la mia creatività.

L’uomo che misurava il tempo è il terzo libro che pubblico. Un romanzo breve ambientato nel 1700 in un piccolo borgo delle Prealpi Carniche, Pesariis, dove arriva un misterioso uomo, dalle strane abitudini, che costruisce aggeggi per misurare il tempo, in un luogo dove il tempo è scandito dalla luce solare e dai ritmi degli animali domestici.

 ∼ Il tuo romanzo ha una trama che mi incuriosisce molto e mi hai accennato che l’ispirazione è nata da una leggenda. Ti va di raccontarci qualcosa in più a proposito di questo?

Un’antica leggenda narra che la fabbrica di orologi F.lli Solari (ora Solari di Udine) è stata fondata da un pirata genovese. Per chi non lo sapesse la F.lli Solari ha inventato il sistema a palette; avete presente i tabelloni informativi con lettere e numeri girevoli che indicano le partenze e gli arrivi nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti?

La leggenda si è dimostrata infondata, o almeno non si sono trovate prove in merito, ma sono ghiotta di storie e questa in particolare mi ha incuriosita: perché proprio un pirata genovese, cosa lo avrebbe portato così lontano? Bene, ho provato a darmi una risposta.

Non siete curiosi anche voi, un pochino?

∼ Oltre ad essere una scrittrice emergente hai anche un blog (http://atelierdiscrittura.blogspot.it/). Com’è nata l’idea del blog? Hai sempre avuto la passione per la scrittura?

Il blog è nato per condividere la mia passione per la scrittura e proporre i miei racconti. È stata la mia prima vetrina, un modo per mettermi alla prova e vedere se davvero potevo aspirare a diventare scrittrice. Certo, scrivere su un blog è molto diverso dal pubblicare un romanzo, ma è una buona palestra di allenamento e puoi avere un riscontro (positivo o negativo) quasi immediato.

Ultimamente il blog langue un po’. Il tempo è quello che è, e la promozione ne mangia parecchio, ma non mi decido a chiuderlo: è pur sempre il posto migliore dove pubblicare lunghe riflessioni e dove raggruppare i racconti che metto a disposizione dei miei lettori.

 ∼ Hai scelto di pubblicare L’uomo che misurava il tempo tramite l’autopubblicazione. Per quale ragione hai preferito il selfpublishing? Quale consiglio vorresti dare agli autori emergenti che come te vogliono intraprendere questa strada?

La scelta di passare al self è stata una decisione molto sofferta. Il fatto è che pubblicare con una piccola casa editrice non ti da più visibilità di quanta te ne possa dare il self: non sei presente nelle librerie e la promozione è ai minimi termini.

Per promuovere il mio precedente romanzo mi sono mossa da sola: le presentazioni le ho ottenute grazie a contatti personali, le interviste e le segnalazioni su blog e quotidiani locali idem, e anche le vendite le ho gestite da sola, comprandomi i libri con lo sconto riservato agli autori e rivendendoli durante le presentazioni o partecipando a mercatini. Ma più di tutto mi è mancata la presenza nelle librerie. Vedere lo sguardo deluso dei potenziali lettori che chiedevano dove fisicamente potevano acquistare il libro e si sentivano rispondere su internet…

Visti poi gli spiccioli di diritto d’autore, mi sono detta che se non posso avere visibilità e tutti gli sforzi sono sulle mie spalle, tanto vale che questo sforzo abbia almeno un riscontro economico.

In realtà non è tanto semplice. O impari per bene un sacco di cose nuove o paghi per i servizi (per esempio ho pagato un editor professionista). Poi devi comunque affrontare i pregiudizi di molti lettori, secondo i quali se non pubblichi con una casa editrice il tuo libro non vale la pena, ben sapendo che anche le case editrici pubblicano cose indegne e il livello qualitativo dei testi tende sempre più il basso.  Con il selfpublishing ti giochi la reputazione molto di più che pubblicando con una casa editrice, e può essere piuttosto dannoso. Un lettore deluso è perso per sempre.


Trovate L’uomo che misurava il tempo su amazon al prezzo di 7,99€ per la copertina flessibile. Se volete seguire l’autrice potete farlo sul blog sopracitato o seguendo la sua pagina facebook. Ringrazio Angélique per aver risposto alle mie domande!

∼ Altre info utili

  • Copertina flessibile: 92 pagine
  • Editore: Independently published (5 febbraio 2018)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 1977012957
  • ISBN-13: 978-1977012951

 

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Quattro chiacchiere con Damiano Garofalo, autore di Black Mirror. Memorie dal futuro

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Come vi avevo già anticipato ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a Damiano Garofalo, autore del libro Black Mirror. Memorie dal futuro (di cui vi ho parlato qui) e che analizza la serie televisiva del momento Black Mirror. Buona lettura!

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∼ Qual è il suo rapporto con la tecnologia? La teme o ne è affascinato?

Non ne sono particolarmente affascinato, ma nemmeno posso dire di temerla. La vivo quotidianamente, prima di tutto, come una risorsa. Spesso, devo dire, rimango piuttosto infastidito sia dalla retorica apocalittica anti-tech, sia dalle pratiche di ribellione neo-luddista o tecno-fobica. Tuttavia, mi creano problemi, allo stesso modo, tutte quelle forme di tecnofilia acritica e di entusiasmo indiscriminato nei confronti dell’evoluzione digitale della società contemporanea. In ogni caso, credo di condurre una vita, come tutti, da homo tecnologicus: possiedo uno smartphone e un pc, utilizzo diverse app che mi semplificano la vita, ho dei profili social e passo buona parte della mia giornata a scrollare.

∼ Qual è il suo episodio preferito tra tutte le stagioni di Black Mirror?

L’episodio che mi ha affascinato di più è senza dubbio San Junipero (3×4), mentre quello a cui sono più affezionato – e che probabilmente ho visto più volte – è lo speciale natalizio White Christmas. Quelli riusciti oggettivamente meglio, secondo me, sono invece White Bear (2×2) e Hated in the Nation (3×6). Dell’ultima stagione mi è piaciuto moltissimo Hang the DJ (4×4).

∼ Crede che arriveremo mai al punto in cui la tecnologia prevarrà sull’uomo? Uno degli scenari di Black Mirror potrebbe, secondo lei, mai diventare reale?

Buona parte degli scenari prefigurati da Black Mirror sono già reali – anche perché Charlie Brooker, il creatore della serie, è intelligentemente riuscito a intercettare delle tendenze già ampiamente in atto nella società tecnologica in cui viviamo. La forza di Black Mirror, secondo me, risiede proprio nel raccontare situazioni sempre e comunque verosimili, nell’ambientare vicende in contesti che si avvicinano molto più al presente che conosciamo che a un immaginario apocalittico o a un futuro distopico lontano da noi.

∼ In Black Mirror abbiamo avuto modo di vedere diverse tecnologie, come lo Z-eye o il “grain”. C’è qualcuno di questi dispositivi che vorrebbe provare nella vita reale?

Non so se mi farei mai installare qualcosa sul collo o nel cervello, ma se fossi ancora in cerca dell’anima gemella direi che l’app di dating di Hang the DJ potrebbe tornami piuttosto utile. Quando sarò morto – spero, ovviamente, il più tardi possibile – mi piacerebbe invece moltissimo continuare vivere a San Junipero, rigorosamente nella versione 1987 – e attendere impaziente, magari, l’arrivo di mia moglie, con cui passare insieme il resto della morte.


∼ L’autore

Damiano Garofalo è assegnista di ricerca presso l’Università Cattolica di Milano e ha insegnato storia dei media e della televisione presso le Università di Padova, Udine e La Sapienza. Recentemente, ha pubblicato il volume Political Audiences (Mimesis, 2016) e ha curato, insieme a Vanessa Roghi, il saggio Televisione: Storia, Immaginario, Memoria (Rubettino, 2015).


∼ Il libro

Black Mirror è la serie tv che ha messo in questione il rapporto tra l’uomo e le nuove tecnologie, incantando la critica e il pubblico di tutto il mondo. Inquietante e provocatoria, ma anche spietatamente verosimile, Black Mirror racconta un futuro che è già presente, sollevando problemi filosofici e antropologici sulla spaventosa relazione tra individuo e società e tra percezione e realtà. Muovendosi agilmente tra i diversi livelli del racconto, Damiano Garofalo analizza gli aspetti teorici più rilevanti della serie, invitando il lettore a osservare la nostra epoca attraverso lo specchio dei nuovi media. Il futuro è adesso?


Ci tengo a ringraziare la casa editrice Edizioni Estemporanee e lo scrittore Damiano Garofalo per avermi concesso del tempo per rispondere alle mie domande.

Se volete acquistare il libro potete farlo qui o su amazon.

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∼ Il Lettore Curioso consiglia…

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Oggi voglio presentarvi il primo volume di una trilogia fantasy, Sarah Gilmore: La Custode, dello scrittore self Fabio Fanelli.

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 Il mondo magico è in grave pericolo. Il nemico è in agguato pronto ad agire. Solo una ragazza può salvarlo: una ragazza comune del destino speciale.
Sarah è testarda, caparbia, coraggiosa e determinata, ma non sa di possedere queste doti fin quando non si scontra con il suo destino: diventare la Custode di un potente Grimorio.
Il suo cuore puro le permetterà di accedere al grande potere che custodisce il libro ma, poco avvezza alla magia e a ciò che ne deriva, riuscirà a fronteggiare gli Oscuri che vogliono conquistare il potere assoluto?
Saprà adattarsi a una nuova vita piena di pericoli ed ostacoli da affrontare?
Che aspettate? Immergetevi nel mondo di Sarah Gilmore.
Amore, Amicizia, Intrigo, Mistero e Magia sono gli ingredienti perfetti per un romanzo che vi stupirà!

Potete acquistare il romanzo su amazon, sia in formato kindle a 2,99€, che in formato cartaceo a 15,60€.

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Il Lettore Curioso consiglia…Chiusa in gabbia di Roberto Bagnato + intervista con lo scrittore

Ciao a tutti e buon fine settimana!

Era da qualche mese che non riprendevo la rubrica “Il lettore curioso consiglia…”, ringrazio quindi l’autore Roberto Bagnato che mi ha permesso di fargli qualche domanda sul suo romanzo d’esordio, Chiusa in Gabbia. Vi lascio alla sinossi del romanzo, e in seguito alla breve intervista all’autore.

chiusa.jpgEmily è una giovane avvocato di Boston che ama lo sport, la dieta mediterranea e le serate passate in compagnia della sua migliore amica, Sara, giornalista emergente e fissata con le teorie mediche dell’affascinante Christopher Miller. È lei che trascinerà Emily al Teatro Centrale per assistere a uno dei tanti convegni tenuti dallo psicologo, noto alla cronaca per i suoi studi sulla cura delle fobie e delle ansie. Ed è lei che, in quella stessa occasione, la inciterà a salire sul palco per sottoporsi a una seduta di ipnosi eseguita sapientemente dal medico. Nei giorni che seguono l’incontro con il dottor Miller, Emily cade in uno stato di malessere psicofisico e nessuno, nemmeno Sara, sembra riuscire a scuoterla da quel profondo turbamento emotivo e la paura diventerà sua intima compagna. Oscurità, silenzio e angoscia saranno gli unici elementi di un incubo dove il tempo non ha più senso e dove anche una sola goccia può dissetare un animo tanto disperato. Dove si trova? Chi le sta facendo questo? Perché?

Potete acquistare il romanzo su amazon al prezzo di 11,05€, nei migliori bookstore online, ed è ordinabile in tutte le librerie italiane.


∼ Come è nata l’idea di “Chiusa in gabbia”?
Innanzitutto desidero sottolineare che, prima di chiamarmi scrittore, mi definisco un grandissimo lettore e amante del genere thriller. Più che da un’idea, Chiusa in gabbia, nasce dalla mia necessità di un romanzo di questo tipo, mi spiego: Negli anni ho sempre cercato un thriller che potesse trasmettermi le emozioni (ansia, paura, suspense) che ad esempio Stephen King con il suo fantastico Pet cemetery mi trasmise quando ero ragazzino però allo stesso tempo volevo un thriller e non un horror e che fosse un romanzo veloce in stile Dan Brown, Glenn Cooper e Steve Berry (tra i miei autori preferiti). La tecnica di scrittura di questi tre autori è, a mio avviso, molto valida perché portano il lettore a voler andare avanti per scoprire cosa succede; quindi capitoli corti e storie che si intrecciano. Ed eccoci a Chiusa in gabbia, un Thriller con storie che si intrecciano, con tempi che si mescolano fino ad un punto di unione che porta ad un finale assolutamente non scontato.

∼ Hai scelto il tema dell’ipnosi e della paura per una ragione o esperienza particolare?
Ho scelto di giocare con la mente umana perché non ha limiti e sapevo che mi avrebbe permesso di scrivere fino a quando io non avessi detto “ok facciamo finire la storia!”. L’ipnosi mi ha sempre affascinato, più che altro la possibilità di far fare qualcosa a qualcuno eludendo la sua volontà, sicuramente un argomento affascinante.

Come si è sviluppato il processo di pubblicazione e quanto hai dovuto attendere prima di vedere pubblicato il tuo lavoro, o di trovare una Casa Editrice interessata?
Inizialmente non volevo pubblicare il mio manoscritto, lo avevo scritto per me, al massimo pensavo di partecipare ad un concorso. Mia moglie però mi ha spinto ad inviare il manoscritto a qualche Casa Editrice. Tra la grandissima quantità di Case Editrici ho subito escluso tutte quelle che richiedevano un contributo dell’autore, sia in termini di denaro che di copie acquistate, dedicandomi solo alla ricerca di una Casa Editrice seria (cosa che suggerisco a ogni aspirante scrittore). Ho inviato il manoscritto a quattro C.E. i primi giorni del mese di novembre 2016 e a metà dicembre 2016 mi ha contattato Danilo, il Capo redattore della Alterego Edizioni di Viterbo comunicandomi che il mio manoscritto aveva passato la loro selezione e che erano interessati a propormi un contratto. Tra il mio stupore e l’incredulità gli ho risposto che avrei esaminato la loro proposta e che li avrei ricontattati presto.
Firmato il contratto è iniziata la fase di editing durata circa tre mesi. La Alterego Edizioni, che ha pubblicato Chiusa in gabbia con il loro marchio AUGH Edizioni, ha fatto una eccellente opera di editing e io ho visto il mio manoscritto migliorare in tutte le sue parti.
Sono molto convinto della qualità di Chiusa in gabbia ma sono anche convinto di essere stato fortunato a trovare una C.E. in poco più di un mese.

∼ Una particolarità su Chiusa in gabbia…
La cosa particolare è che Chiusa in gabbia è nato dal finale. Ho sognato i fatti che poi sarebbero diventati il finale del mio romanzo, il giorno dopo li ho buttati giù frettolosamente e da li ho ricostruito la storia a grandi linee. A questo punto, da un’idea generale ho cominciato la storia dall’inizio mantenendo sempre uno sguardo al finale fino a unire le due parti con l’intero corpo del romanzo. Probabilmente è, e sarà, una cosa che mi contraddistinguerà in tutta la mia, spero lunga carriera letteraria, ma ho iniziato a buttare giù l’idea del secondo romanzo proprio dal finale e, a quanto pare, si ripropone lo stesso modus operandi di Chiusa in gabbia, speriamo si riproporrà anche lo stesso successo.


∼ Biografia dell’autore
Roberto Bagnato è nato a Carrara (MS) nel 1983. Laureatosi in Scienze Marittime e Navali all’Università di Pisa, attualmente vive e lavora a La Spezia. Amante della letteratura, è ideatore del blog “Leggo con Tè” dove recensisce varie opere abbinando a ciascuna di esse l’infuso più appropriato con il quale accompagnare la lettura. Chiusa in gabbia è il suo primo romanzo.


Non dimenticate di lasciarmi un commento! Se volete seguire Roberto Bagnato su facebook potete farlo sulla pagina facebook del romanzo, cliccando qui.

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Il Lettore Curioso consiglia: La Donna Senza Nome di Barbara Scudieri – Intervista con l’autore

Ciao a tutti! Benvenuti al secondo appuntamento con la rubrica Il Lettore Curioso consiglia…! Oggi vi parlerò del romanzo La Donna Senza Nome di Barbara Scudieri, che è stata così gentile da permettermi di farle anche qualche domanda. Vi lascio alla sinossi del suo romanzo:

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Storia accattivante che incita il lettore alla scoperta della sola verità… Un suicidio inaspettato al quale assistono i familiari, che non sanno darsi pace per l’insano gesto, è l’inizio di un turbinio di eventi. Dopo la tragedia i risvolti sono sempre più drammatici, Laura si sente inadeguata e incapace di badare a sè stessa e a sua figlia, Lucy, che invece reagisce alla morte del padre chiudendosi in un mutismo duraturo e forte. Le loro vite scorrono nell’indifferenza più totale finchè non entra in gioco “un segreto nell’oscurità”, un libro che appassiona e coinvolge Laura, che non può fare altro che leggerlo perchè le risucchia la vitalità e sembra essere l’unica cosa in grado di tenerla ancora in vita. E’ la donna senza nome, la protagonista del libro, che cerca di vivere e rivivere attraverso le vite di Laura e Lucy. Ma alla fine il tutto cambierà per far venir fuori la sconvolgente verità, su chi è realmente Laura e chi Lucy… Uno splendido e coinvolgente viaggio all’interno della complicata e assurda psiche umana.

Il romanzo è disponibile su amazon sia in e-book (al prezzo di 2,99€), che in versione cartacea (al prezzo di 10,40€).
Lo trovate inoltre nei principali store online (Feltrinelli, IBS, Unilibro, Deastore…)

~ Come è nata l’ispirazione per il libro e quali tematiche affronta?

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Il Lettore Curioso consiglia…~ Intervista con l’autore! 

Ciao a tutti! Ultimamente sono stata poco presente a causa del lavoro e del mio breve soggiorno a Londra (di cui vi ho parlato qui e sulla mia pagina facebook).

Sono tornata per presentarvi due uscite editoriali, di cui vi parleró nella mia nuova rubrica “Il Lettore Curioso consiglia…”. In questo spazio appena nato, prenderò in esame le opere di alcuni scrittori che non si appoggiano a case editrici per la vendita, ma che hanno scelto la strada dell’ auto – pubblicazione.

“Granelli di Sabbia” é il primo libro dello scrittore indipendente Andrea Gerosa, e a seguito del grande successo é uscito recentemente “Oscura Memoria”.

Potete trovare i suoi libri in versione e-book nei principali store online ( amazon, Feltrinelli, IBS, mondadori store ecc) oppure in versione cartacea, contattando direttamente l’autore.

Andrea Gerosa mi ha inoltre concesso di fargli qualche domanda, ma prima vi lascio alle sinossi di entrambi i suoi romanzi.

 

 

 

La parola “sabbia” non mi era mai parsa così affascinante come in quel momento: non erano solo minuscoli granelli colorati, erano impronte, memoria, storie di paesi lontani che probabilmente non avrei mai visitato. E’ proprio attorno alla sabbia che si snoda il caso che impegna l’Ispettore Luca Veloso, il Tenente Camilla Dell’Angelo e gli altri uomini della squadra in una serrata lotta contro il tempo, per proteggere le ragazze che calcano le passerelle dell’alta moda dalla mano assassina di un serial killer. L’obiettivo sarà scoprire chi si cela dietro agli omicidi delle modelle, e per farlo gli investigatori si ritroveranno ad attraversare la Penisola, ricorrendo a soluzioni non sempre conformi ai metodi canonici della scienza investigativa. Se per i ragazzi della squadra l’indagine è un compito da eseguire al meglio, per Luca rappresenta un ritorno al passato, che riemerge minaccioso con prepotente crudeltà.L’Ispettore dovrà fare i conti con vecchie paure relegate ai confini della coscienza, che riporteranno sulla scena incubi sopiti nel tempo. Una storia di omicidi che avvince fino all’ultima pagina, lasciando la sensazione che qualcosa debba ancora accadere. Forse la storia non è finita.

Quale legame potrebbe mai esserci tra l’omicidio di un vecchio malato, con la passione per le Edicole Votive, e la testa mozzata di un uomo rinvenuta all’interno di una boccia di vetro? Sarà con questo interrogativo che si farà strada la nuova indagine dell’Ispettore Veloso, alle prese con una serie di macabri omicidi e con un assassino vendicativo e cruento, che attraverso un’arma micidiale atterrisce e stermina le sue vittime, scuotendo la città di Verona ritratta in una veste ai più sconosciuta. Dribblando le avances di una giornalista troppo ambiziosa, e conquistandosi la fiducia dell’Interpol, Luca, con la sua caparbietà e tenacia, riuscirà a comporre le tessere del puzzle scavando nel passato, e facendo riemergere i risvolti di una storia violenta e crudele, mai dimenticata dai suoi protagonisti. L’indagine, tuttavia, offrirà l’occasione per riflettere su una delle malattie più insidiose della nostra epoca, l’Alzheimer, per la quale anche il lettore, infine, si troverà a maturare l’auspicio di una cura definitiva. Un messaggio di speranza, dunque, che l’autore vuol condividere affinché venga presto debellato quel male che ottenebra la memoria, confinandola in una terra oscura e solitaria.

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