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L’amore si moltiplica [RECENSIONE]

Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis familyEcco il secondo capitolo stilato dalla Pozzolis family, “L’amore si moltiplica” una lunghissima email scritta da Alice Mangione, che finalmente si è sposata con il comico Gianmarco Pozzolis, in amicizia Giamma.

Un libro in cui vengono trattati molti degli argomenti che stanno a cuore alle neo-mamme, un elenco che va dalle sensazioni provate con il proprio marito prima del parto all’emozione della nascita del figlio, dall’allattamento ai vari modi per far addormentare il proprio pargolo, sempre se il bimbo sia disposto ad abbandonarsi fra le braccia di Morfeo.

Alice cerca di dare, con il suo tocco ironico e diretto e soprattutto sempre senza peli sulla lingua, risposte ai vari dubbi che una mamma alle prime armi possa, legittimamente, avere.

“Come cambierà il mio corpo? Sarò una brava mamma?”

La famiglia Pozzolis anche stavolta è riuscita a fare del suo libro uno stile di vita. Niente trattati enciclopedici, niente saggi sulla medicina, niente termini tecnici medici… solo esperienza! Risultati immagini per l'amore si moltiplica pozzolis family

La donna dai capelli arancioni (tinti) ha parlato di sé e del suoi rapporti con i figli e tutto ciò che riguarda loro (vorrei ricordare che nel primo libro “Un figlio è ho detto tutto”, Alice parla principalmente del rapporto con Giamma, della loro voglia di avere un figlio e dei loro tentativi per centrare il bersaglio).

Come contorno, la storia continua con le relazioni tra la famiglia comica e i vari amici. Quasi sicuramente, i nomi sono inventati, ma non ci metterei la mano sul fuoco, data la “follia” dell’autrice.

Una scrittura scorrevole e lineare, uno stile ironico e sarcastico che a me non è dispiaciuto e un finale “divertente” e soprattutto non scontato. Ma non vi svelo più nulla…

Comprate il libro (qui) e in due giorni l’avrete già finito!


 

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L’amore è sempre in ritardo [RECENSIONE]

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L’Amore è sempre in ritardo” è un libro che parla della solita storiella tra due ragazzi che non si vogliono ma si vogliono. Un romanzo rosa dal quale ti aspetti già un finale come quello di “Colazione da Tiffany”. Potremmo dire scontato.
Ma…. nonostante una storia trita e ritrita, Anna Premoli ha un modus scribendi che mi tieni incollata a quelle pagine: è come se mandasse messaggi minatori al mio cervello! Risultato: bang!!

La sua scrittura così lineare permette a ciascun lettore, anche a chi non mastica libri come pane quotidiano, di divorare un libro in pochi giorni (io ci ho messo 3 giorni perchè nel mio tempo libero ho anche lavorato).
Ha uno stile ironico, tutto suo, che colpisce e affonda!
Alexandra Tyler, una ragazza innamorata di Norman Morrison da quando era una bambina, finalmente decide di mettere una fine all’odio, o a quel sentimento negativo che crede di provare nei confronti del migliore amico di suo fratello Aidan.
Norman, che l’ha rifiutata quando non era ancora una ragazzina maggiorenne, ha il suo perchè nonostante indossi i suoi abiti che lo etichettano come “vecchio”.

“Senti, possiamo parlare?”. La sua voce è così profonda perchè la usa poco o semplicemente non sono abituata ad udirla così da vicino?
Inspiro guardinga. Parlare? Ho capito bene? Lui ora mi vuole parlare?
“Norman non farmi ridere. Sappiamo entrambi che noi non parliamo. Noi non facciamo proprio niente”, ci tengo a specificare.

Quello che mi è piaciuto di più in questo capitolo della Premoli è stato il fatto di avere una contrapposizione tra l’essere tecnologici e non. Lei, ragazza, esuberante e piena di vitalità che insegna a Norman ad usare Whatsapp e allo stesso tempo, a scrivere lettere, quel mezzo di comunicazione che ormai non usa più nessuno ma che invece dovrebbe essere riscoperto, per la sua bellezza del mettere per iscritto emozioni e sentimenti.

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“Ciao Alexandra,
di nuovo io. Sempre che queste lettere ti arrivino davvero e non le stia invece leggendo qualche funzionario nepalese, nel qual caso, buongiorno signor funzionario. Potrebbe gentilmente recapitare questa lettera ad Alexandra Tyler? La riconoscerà perchè è la donna col sorriso più bello che possa mai esistere.
Alexandra, na kirinla gaguidou (tibetano)”.

Grazie Anna Premoli, per la tua scrittura e per il tuo modo, implicito, di aver tentato di “svegliare” nel lettore della modernità, un tantino triste, il mondo “vintage” del passato.

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Potete acquistare il libro qui.

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Prometto di amare [RECENSIONE]

Risultati immagini per prometto di amarePremetto che sono rimasta delusa dal fatto che, leggendo la parola romanzo, mi aspettavo una storia con dei protagonisti fisici e concreti e ci sono rimasta male quando ho capito che, sfogliando le pagine, di tali personaggi non ne avrei visto nemmeno l’ombra.
Detta questa premessa… il nostro autore Pedro Chargas Freitas ha voluto parlare dell’Amore, con la A maiuscola e di tutte le sue forme.
Un uomo, seduto su una panchina, annota ogni sfumatura d’amore; documenta quell’amore puro tra uomo e donna, quello incondizionato tra genitori e figli, dell’amore unico tra fratelli, mai finito, nonostante si fossero persi di vista.
Stralci di vita, di un amore irripetibile.
Se devo essere sincera, la mia prima impressione è stata associare l’uomo seduto su quella panchina che osserva quanto amore c’è attorno a sè, all’immagine dell’anziano signore che spia, controlla e, a modo suo, dirige i lavori dei cantieri in corso.Risultati immagini per amore di un padre verso il figlio
Come introduzione ad ogni forma d’amore, l’autore si è divertito ad inserire significati “fai da te” di parole strettamente legate all’Amore.

“Percorso: s.m. Quello che, al contrario di quanto sostengono i disillusi, non è il tragitto che si fa camminando, ma amando”.
“Conforto: s.m. Una delle più grandi impossibilità umane: o sei inconsolabile oppure sei morto”.

L’amore è molto più di un segno grafico o di una voce sul dizionario. L’amore è qualcosa che se ti entra nelle ossa non va più via.
L’amore è qualcosa che se arriva all’improvviso, difficilmente non ne esci folgorato.

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Con una grammatica ed un lessico ineccepibili e dato lo stile particolare che utilizza, l’autore di “Prometto di amare” conosce il suo pubblico e sa come attirare la sua attenzione.


Sulla panchina, al centro esatto della piazza avvolta dal chiacchiericcio indistinto dei passanti, è seduto un uomo. Sulle gambe un taccuino da cui non si separa mai. Aspetta il momento giusto per aprirlo e annotare gli abbracci più belli di cui è testimone silenzioso. È questo che fa da più di trent’anni: andare a caccia di tutte le braccia che si incontrano e che, quando si stringono, raccontano una storia. La storia del legame inscindibile tra un genitore e un figlio. Quella della riconciliazione tra due fratelli, rimasti separati troppo a lungo. O, ancora, quella della passione che unisce due amanti in un eterno presente da cui non vorrebbero più uscire. Stralci di vita colti in un istante di muta perfezione che parla di amori unici e irripetibili. Perché l’amore è molto più di un segno su un grafico o di una voce nel dizionario. L’amore è un mistero inconoscibile, una dolce pazzia che si insinua in noi per non lasciarci più. È una forza che elude etichette e definizioni, assumendo ogni volta forme diverse: gioia, sogno, felicità. Un balsamo in grado di lenire il dolore e curare le ferite più profonde. Un’esperienza totalizzante che ci costringe a rimettere in discussione le nostre scelte e a trovare il coraggio di mettere a soqquadro il nostro mondo per renderci conto di chi siamo e di quello che ancora abbiamo da dare. E allora, per conoscere questa straordinaria emozione, basta imparare a buttarsi, a rischiare il tutto e per tutto senza pensarci troppo, ad aprire il cuore anche quando nessuno sembra avere la chiave giusta per entrare. Pazzo è chi non si abbandona alle promesse dell’amore.

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Se i pesci guardassero le stelle [RECENSIONE]

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Partiamo dal principio…

Il libro ha un buon inizio.

Nel primo capitolo fanno capolino la descrizione di una Sanremo e delle sue viuzze, simile ad un’ambientazione fiabesca, e una presentazione del narratore – protagonista che palesa il suo nome e la sua “aspirazione” solo a fine di esso.

È un libro ricco di metafore e similitudini molto profonde.

 

“Poi ho scrollato le braccia e il collo come un pugile pronto a salire sul ring, quando, prima dei guantoni dell’avversario, deve incrociare quelli della propria paura. La paura di prendere un pugno troppo forte, di andare al tappeto e di non riuscire a rialzarsi”.Immagine correlata

Samuele Serra insegue un sogno, la cui realizzazione viaggia parallela all’esperienza negativa di chi ha subito l’umiliazione di infinite porte sbattute in faccia.

“Ho bisogno di sentirmi accettato e rispettato. Invece mi è toccato scendere – e non di pochi scalini – la fatata scala dei sogni”.

Un libro che, a mio parere, rispecchia la situazione precaria del giovane di oggi: lavoro stressante e privo di passione, con un misero contratto a tempo determinato, ottenuto grazie ad una sorta di “ricatto”, speranze ed illusioni spazzate via.

Il nostro timido protagonista ha capito che, molto spesso nella vita, se non si è sfacciati, purtroppo, non si va da nessuna parte.

Tra i suoi migliori amici, c’è Galileo, detto Leo (non è una persona, ma non vi dico cosa sia), con il quale si sfoga: infatti nel romanzo si alternano dialoghi tra i personaggi, soliloqui del protagonista e ben sette dialoghi con il suo fedele amico, il quale gli sarà d’aiuto per raggiungere il suo sogno.

Il perno di tutta la vicenda è la continua e stressante ricerca di un amore: un amore che non ha un specifico obiettivo, una ricerca stressante verso una ragazza o verso i proprio sogni.

Il finale non è scontato ma non lascia a bocca aperta; è un finale accettabile.

Mi è piaciuto tanto lo stile e il lessico; avrei preferito meno descrizioni di Sanremo (scrivere quanto sia bella, non rende la città più bella ogni volta che lo si dice) e non avrei scritto altre parti, come la biografia di Cassini (anche se, devo ammetterlo, è scritta molto bene), o come le ricette della pasticcera sognatrice.

Tirando le somme…

“Se i pesci guardassero le stelle” è un bel libro, ben scritto, in cui è palese la voglia e l’ostinazione del protagonista e, così come confessa nei Ringraziamenti, dell’autore  di evadere da un mondo che blocca ogni speranza, un mondo che non permette all’estro di fiorire, un mondo in cui c’è sempre più gente che preferisce rintanarsi in uno stato depresso piuttosto che continuare ad inseguire le proprie felici “illusioni”.


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Donne che leggono libri proibiti

Donne che leggono libri proibitiSono sincera… a me un libro o piace oppure non piace.
I libri che non mi piacciono non riesco nemmeno a finire di leggerli.
Lisi Harrison è riuscita a farmi provare qualcosa mai provata.
Questo libro mi è stato regalato a Natale da una mia amica.
Copertina e libro sono riusciti ad attirare la mia attenzione, ma le prime parole non hanno conquistato il mio interesse…
Ho continuato a leggere per dare possibilità di una svolta al libro, che consideravo scialbo ed insipido.
Sfogliando le pagine ho notato che le parole iniziavano a colpire quella parte del mio cervello dedita all’attenzione e senza nemmeno rendermene colpo, ho divorato un libro che  ho letto fino alla sua metà con tanta fatica.

Quattro donne prima e quattro donne dopo condividono un segreto, che dà loro un legame così forte tanto da farle diventare ottime amiche, nonostante fossero perfette sconosciute.

Non è una storia sdolcinata, l’amore fa solo da sfondo.

Un’amicizia vale più di un tesoro ed è ancor più bella se il collante è IL LIBRO.


Gloria, Dot, Liddy e Marjorie sono amiche inseparabili fin dai tempi del liceo. Come tutte le donne degli anni Sessanta hanno desideri che non possono confessare, professioni a cui non possono ambire e compiti che devono adempiere. Ma c’è una cosa che nessuno può negare loro: gli incontri del Club dei libri proibiti. Ogni venerdì di plenilunio si ritrovano, infatti, per appuntamenti segreti in cui condividono letture «scandalose» e le fantasie più intime, liberandosi finalmente da ogni tabù e ogni ipocrisia. Cinquant’anni dopo, la loro piccola biblioteca proibita, per una serie di coincidenze, sarà ereditata da May-June, detta M.J., Addie, Britt e Jules, quattro sconosciute che, senza preavviso, diventeranno parte del Club. E tra scetticismo, tradimenti e riconciliazioni, saranno proprio gli incontri del Club dei libri proibiti a insegnare anche a loro il valore dell’amicizia sincera e della libertà vera: quella di essere se stesse fino in fondo.

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Io sto con Vanessa [RECENSIONE]

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Un piccolo mio pensiero su un libricino disegnato in cui l’argomento principale è il BULLISMO.

È proprio vero che per certi temi non c’è bisogno di usare parole.

“Io sto con Vanessa”.

Un fumetto senza parole, in cui è espresso tutto ciò che la voce non riuscirebbe a dire.

Il bullismo tra i bambini.

Una nuova bimba viene bullizzata da un suo compagno di classe. Un finale, veritiero, che fa riflettere.

Facciamo sì che vi sia una sensibilizzazione per argomenti del genere.

Cambiamo il futuro.

Perché quella bambina un giorno potresti essere tu o qualcuno a te molto vicino.

Non è una minaccia, eh.

È, purtroppo, un REALE problema al quale DOBBIAMO metterci un punto.

Trovate il libro su amazon al prezzo di 10,96€.

La piccola Vanessa, una nuova studentessa timida e riservata, diventa vittima di un bullo dopo la scuota e corre a casa in lacrime. Un’altra bambina la vede e si preoccupa così tanto da dirlo agli altri compagni. La testimone resta sveglia tutta la notte, in pensiero per l’amica, e al mattino ha un’idea: andrà a prendere Vanessa e l’accompagnerà a scuola. Sulla via, le due sono raggiunte da un altro bambino, poi da un altro e da un altro ancora. Poco a poco un corteo di bimbi sorridenti affianca Vanessa e la scorta fino in classe, mentre il bullo si allontana imbarazzato.”

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La bambina che guardava i treni partire [RECENSIONE]

Un libro che tocca il cuore.

Storia di quel razzismo, atroce e crudele, che costringeva la gente ad aver paura persino di respirare.

“Era il 18 novembre 1940. Il tempo del disprezzo era cominciato”.

Una storia vera.

Un romanzo storico, articolato dall’autore, Ruperto Long, in varie “interviste” in cui viene raccontato il modo in cui la gente che ha “vissuto” la Seconda Guerra Mondiale, lottando, chi con le armi e chi col cuore; non manca il racconto di una delle più spietate SS, Klaus Barbie, di cui tutti avevano più timore.

“Ammiravo il nostro Fuhrer Adolf Hitler. Come erano limpide le sue idee. Gli ebrei devono essere sterminati. Bisogna estirpare gli ebrei”

In risalto vi è il pov di Charlotte, una piccola bambina che è costretta a girovagare in cerca di un riparo dai nazisti, preferendo, alcune volte, persino la compagnia dei topi piuttosto che essere scoperta durante le retate delle SS.

In quel clima di terrore, di continui spostamenti, in un mondo in cui ci si sente estranei, Leòn dà tutto se stesso per la sua famiglia, generando sorrisi, che erano diventati ormai rari e preziosi.

“Quel trasferimento ci fece tirare un sospiro di sollievo. Lo dicemmo a Leòn. Non dimenticherò mai il suo sguardo di orgoglio. Si permise soltanto di abbozzare un sorriso. Non aveva deluso la sua famiglia. Per lui era tutto”.

Gente solidale, uomini approfittatori.

Un finale in cui l’indifferenza regna sovrana fra la gente.

Una famiglia unita sembra essere l’unica cosa che conta.

Potete acquistarlo qui.

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I Figli di Dio di Glenn Cooper [RECENSIONE]

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E non poteva mancare l’ultimo capitolo della trilogia de “Il segno della croce”.

“I figli di Dio” è l’ennesimo, a mio parere, capolavoro dell’autore.

La penna di Glenn Cooper colpisce e soprattutto stupisce ancora.

“Tre Vergini Tre miracoli Una minaccia”.

Nonostante un inizio, a mio avviso, un po’ fiacco, il professor Calvin Donovan è riuscito a catturare la mia attenzione, addentrandosi in misteri e segreti celati dietro il concepimento di tre vergini, rifiutati dalla Chiesa come miracoli.

“A me sembra che le uniche due spiegazioni razionali e scientificamente valide delle gravidanze delle ragazze, il rapporto sessuale e l’inseminazione artificiale, siano state già scartate. La loro innegabile verginità anatomica le esclude in odo assoluto. Questo ci lascia con un’unica alternativa, di cui non so molto di più di quanto ho letto su Wikipedia, ovvero la partenogenesi, la riproduzione asessuata in cui l’embrione si sviluppa senza alcuna fecondazione”.

Termini scientifici. Non nascondo il fatto di aver preso un’enciclopedia e di aver cercato in cosa consistessero tali processi scientifici. D’altra parte, è proprio questo che mi piace dello stile cooperiano: tenere sempre in allenamento la mia mente, stimolando la mia curiosità e coinvolgendomi nella storia, usando ogni tipo di strumento, che sia il termine tecnico o una banale frase minima.

Come sfondo della vicenda troviamo la sua salda amicizia col pontefice Celestino VI, fotocopia del nostro amato Papa Francesco.

Il nostro professore , meno marpione ma pur sempre affascinante, questa volta, ha a che fare con qualcosa che ha messo in discussione i veri valori base della cristianità, mettendo in crisi l’istituzione papale.

Non spoilero ma credo che tutti sappiano che il nodo della matassa sarà astutamente trovato e sciolto.

Ci sono personaggi secondari che sono stati utili alle indagini; tra questi ricordiamo il fedele dottorando/ormai amico Joe Murphy. Non anticipo chi siano gli altri coprotagonisti e non dico nemmeno chi sia il cattivo della storia.

Leggete il libro.

Scritto bene, sviluppo dell’intreccio avvincente, suspance presente: Bingo!

Glenn Cooper e le sue combinazioni vincenti.

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Il Debito di Glenn Cooper [RECENSIONE]

Risultati immagini per il debito glenn cooper“In Vaticano è in corso una guerra silenziosa. E nessuno è al sicuro…”.

E anche stavolta Glenn Cooper ha fatto centro! Le mie aspettative non sono state deluse!

Sono sbalordita dalla sua bravura nel trattare argomenti storici e nel riuscire a tenere sempre alta l’attenzione del lettore.

Un mix di realtà e invenzione. Una sorta di un nuovo Manzoni.

Un romanzo storico, un thriller, un giallo. Scambi di lettere minatorie e telefonate clandestine.

Ogni volta resto a bocca aperta.

Io e la Storia non abbiamo mai avuto un bel rapporto e, credo, anche molti altri abbiano avuto il mio stesso trauma.

Protagonisti: famiglia Sassoon, il professor Calvin Donovan, il clero e Papa Celestino VI.

Ho letto varie critiche; tutte dicevano più o meno la stessa cosa: Cal Donovan, professore della facoltà di Teologia all’università di Harvard, è uno scopiazzo di Robert Langdon di Dan Brown.

Vorrei spezzare una lancia a favore di Mr Cooper.

Mi chiedo: e anche se fosse?!?!? Non possono esistere due cervelloni protagonisti di due libri con storie e disavventure completamente diverse?!?!

Una storia di corruzione clericale contro l’opera umanitaria del caro Santo Padre la cui figura, a mio avviso, è uguale, in tutto e per tutto, al nostro attuale Papa Francesco.

“… [Celestino VI] aveva fatto parlare di sé nella Curia, decidendo di non alloggiare negli appartamenti del sommo pontefice e preferendo invece la piccola suite costituita da due stanzette al secondo piano della Domus Sanctae Marthae, e scegliendo come auto per gli spostamenti un’utilitaria della Fiat con trentamila km alle spalle. Molti membri della Curia avevano bollato quei comportamenti come trucchi per ingraziarsi i fedeli, ma ben presto si erano resi conto che costituivano solo la punta dell’iceberg. Celestino aveva ben altri progetti”.

Storia di un debito contratto, anni prima, tra la Banca Sasson, ebrea, e la Chiesa cattolica, che non ha mai avuto intenzione di estinguerlo.

Scandalo al Vaticano!

Quello che Papa Celestino VI propone per saldare e pareggiare i conti è caritativolmente sbalorditivo.

Linguaggio scorrevole, in alcuni tratti, ironico e divertente, con un solo scopo: catturare mente e anima del lettore, e far sì che resti incollato a quelle pagine, che siano cartacee o che siano digitali.

Una grandissima amicizia tra il professore americano e il pontefice italiano.

Un Cal Donovan, ancora una volta, strepitoso, arguto  spregiudicato!

Missione compiuta.

Ennesimo best seller.

Grande Glenn.

Tantissimi pollici in su!!!!