Curiosità, game of thrones

Game of Thrones: Il vallo di Adriano che ispirò La barriera

Qualche tempo fa vi avevo parlato degli eventi storici che hanno ispirato George R.RMartin nella stesura delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, in modo particolare della guerra delle due rose e della vera storia che ispirò le nozze rosse. Oggi ci soffermiamo invece su Il vallo di Adriano, da cui lo scrittore ha preso spunto per l’invenzione della barriera durante un viaggio in questo luogo.

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Il vallo di Adriano era un’imponente fortificazione in pietra (parte dei resti sono ancora visibili oggi) voluta dall’imperatore romano Adriano nel II secolo d.C. Aveva la funzione di segnare il confine che divideva la Britannia, sotto il controllo romano, dalla Caledonia, occupata dai Pitti.
L’intenzione era quella di fermare le incursioni dei Pitti da Nord, ma anche di mostrare l’imponenza dell’Impero Romano.

Oggi del Vallo di Adriano rimane ben poco, ma com’era al tempo dell’impero romano?
Immaginate un imponente muro alto circa 5 metri e largo tra i 2,5 e i 3 metri, con ben 80 fortini nei pressi delle porte, una ogni miglio romano. Tra ogni fortino vi erano oltre due torrette, utilizzate come punto di osservazione, e lungo tutto il muro un numero di forti ausiliari compresi tra 17 e 19. Si pensa che l’intero vallo impiegasse circa 9000 uomini, lungo i suoi 117 chilometri di lunghezza.

La Barriera di George R.R Martin è però molto più imponente di quella voluta da Adriano. Si estende infatti per 480 chilometri, arrivando a un’altezza compresa fra i 210 e i 270 metri di altezza, ed è costituita da blocchi di ghiaccio che arrivano a dieci metri di larghezza nella parte superiore. Lungo tutto il muro vi sono 19 castelli, dei quali però solo una parte è presidiata.

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“Era alta duecentocinquanta metri, il triplo del più alto dei castelli che proteggeva. Benjen Stark aveva detto che la sua sommità era larga abbastanza da permettere il passaggio di dodici uomini a cavallo, in armatura pesante e affiancati. Mastodontiche catapulte e ciclopiche gru di legno parevano montare di sentinella su di essa, simili a vestigia scheletriche di uccelli leggendari. E tra quegli scheletri, piccoli come formiche, camminavano gli uomini in nero.”

Il Vallo di Adriano nel corso degli anni fu più volte ristrutturato in seguito agli attacchi provenienti dal nord, per poi finire in disuso con la caduta dell’impero romano. Parte delle pietre usate per costruirlo furono riutilizzate per la costruzione di abitazioni nella zona.
Oggi il sito è partimonio dell’UNESCO.

Se volete approfondire la storia del Vallo di Adriano qui trovate alcune letture. Non dimenticate di lasciarmi un commento con le vostre impressioni!

[Per la stesura di questo articolo ho consultato il sito English Heritage e Il trono di spade wikia per le info dettagliate sulla barriera.]

Curiosità

Harry Potter: nuove edizioni illustrate della saga [Autunno 2020]

Oggi voglio segnalarvi due nuove edizioni illustrate parte dell’universo di Harry Potter: Il quidditch attraverso i secoli e la nuova edizione di Harry Potter e la pietra filosofale, entrambe uscite a ottobre 2020.

Harry Potter e la Pietra Filosofale è stato illustrato dai designer Miraphora Mina e Eduardo Lima, che hanno portato le parole di J.K Rowling in vita con dei meravigliosi disegni a colori.

Il volume ha un costo di 36,33€ ed è disponibile in lingua inglese (almeno per il momento).

Il Quidditch attraverso i secoli è l’edizione illustrata del libro omonimo del 2003, scritto per beneficenza da J.K Rowling. Il volume racconta la storia del famoso sport magico ed è illustrato da Emily Gravett.

Trama: “Prendi il tuo Omniocolo e preparati a seguire i voli rocamboleschi dello sport più popolare del mondo magico. Scopri tutto ciò che avresti voluto sapere, e ancora di più, sul Quidditch. Kennilworthy Whisp ti accompagnerà in un giro turistico nell’esilarante (e spesso scellerata) storia di questo nobile sport, con le illustrazioni nate dalla magica immaginazione della Babbana (e due volte vincitrice della Kate Greenaway Medal) Emily Gravett. Con un’introduzione di Albus Silente.

Il libro è disponibile in lingua italiana e ha un costo di 28,02€.


Vedi anche: Harry Potter: guida all’acquisto dei libri

Interviste, Interviste e Blog Tour

Romanzo d’estate: intervista all’autrice Elisa Averna

Buongiorno cari lettori! Oggi voglio presentarvi il nuovo libro di Elisa Averna: Romanzo d’estate.
Ho avuto occasione di parlare un po’ con l’autrice del suo libro e di altri argomenti interessanti. Scopriamo subito che cosa ci ha raccontato!

Romanzo d'estate

Ciao Elisa! Benvenuta sul blog Il Lettore Curioso. Innanzitutto ti chiedo di presentarti ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi sei e che cosa fai nella vita?

Grazie a te per avermi accolto e un saluto ai lettori curiosi. Sono nata a Genova ma cresciuta a Roma, dove mi sono laureata in Lettere e filosofia con indirizzo demo-etno-antropologico e specializzata in Conservazione dei Beni Culturali. Mi occupo di progettazione museologica. Ho sempre avuto una grande passione per la lettura e la scrittura creativa. Talvolta opero freelance come ghostwriter. Mi sono formata con i classici della letteratura italiana, francese e russa. Ho pubblicato saggistica e dal 2019 ho iniziato a pubblicare narrativa: Prisma per Edikit, Chiodi di ghiaccio per Bertoni e Romanzo d’estate per Eretica. Insomma scrivere per me è un’azione facile quanto respirare, un’attività quotidiana imprescindibile. Non la programmo, la pratico e basta, anche nei momenti meno opportuni.  Annoto tutto ciò che mi passa per la mente. Se ho l’impulso di scrivere, lo seguo, in qualsiasi momento e in qualsiasi posto, anche contro il galateo. Guai a interrompermi mentre scrivo. Mi lascio guidare dai miei personaggi. Sono loro che mi dettano la storia, un processo che accade a molti autori. Spesso litigo con i protagonisti e il Barone di “Romanzo d’estate” mi ha dato non poco filo da torcere. 

Ho un rapporto viscerale con la lettura e, oserei dire, quasi morboso con i libri.  Adoro l’odore della carta stampata, ma mi sto abituando anche ai libri digitali, soprattutto perché non implicano la deforestazione. Tendo a fare mio ogni libro, annotando a matita, a bordo pagina, le mie osservazioni. Nel caso dei romanzi che  mi hanno appassionato, ho bisogno spesso di toccarli, di sentirli fra le mie mani, come per prolungare la vita dei personaggi e immaginarne un futuro. 

Oggi sei qui per presentare una delle tue nuove uscite: Romanzo d’estate. Ti va di parlarcene? Com’è nato e di che cosa parla?

“Romanzo d’estate” è il mio terzogenito rettangolare di carta e, da madre degenere quale sono, spero che venga adottato da più famiglie possibili. La storia è ambientata nell’Inghilterra vittoriana. In estrema sintesi: tre sorelle sono mandate dalla loro istitutrice in vacanza in posti diversi ma vicini con il compito di scrivere un diario. Dai tre diari emergerà una realtà completamente diversa sul conto del barone Patterson, uomo dall’insospettabile tripla vita. Il tema centrale è appunto il mentire, come si evince fin dall’epigrafe, che è una citazione di Carrlos Ruiz Zafòn, ossia “Sono poche le ragioni per dire la verità, mentre quelle per mentire sono infinite”. Questo romanzo è nato proprio dal voler focalizzare l’attenzione su un tema spinoso, ossia il parallelismo tra rivelato e nascosto, tra necessità di mentire ed omettere e quella di essere onesti. Il lettore potrebbe essere sollecitato, seguendo le vicende del Barone, a ragionare sul rapporto menzogna e verità. Cosa rende più colpevoli una menzogna salvifica o una verità “assassina”, profondamente distruttiva e dolorosa? 

Come descriveresti il Barone, l’enigmatico personaggio di questo libro? (Possibilmente senza fare spoiler!)

Certamente è un personaggio che, fin dal suo ingresso nel racconto, appare quanto meno ambiguo, costruito tanto sulle omissioni quanto sulle menzogne. per poi giungere alla verità. Se lo qualificassi, necessariamente finirei per fare spoiler. Posso solo dire che ogni sua azione, anche la più frivola, ha un senso radicato nella sua anima. Il lettore potrà valutare la sua condotta solo alla fine del libro. E forse non sarà un’operazione facile, come non è mai facile giudicare quando il giudizio riguarda temi molto delicati.

Quale dei personaggi è stato più difficile da rappresentare? E quale senti più vicino?

Come dicevo, il Barone mi ha dato filo da torcere. Lavorare su di lui e sulle sue azioni è stato un po’ come risolvere un’equazione: tutto doveva tornare. Il Barone ed Estelle, ossia l’istitutrice, sono certamente i personaggi che, per motivi diversi, ho sentito più vicini. Entrare in empatia con Estelle è stato però decisamente più facile e credo che lo sarà anche per il lettore. Il Barone, con le sue azioni ambigue, invece potrebbe essere incasellato troppo facilmente in una certa tipologia umana e davvero richiede molta pazienza per conoscerlo e comprenderlo. Comprenderlo non significa condividerne le azioni, ma semplicemente andare a fondo sul perché egli agisca in un dato modo. In fondo, ognuno di noi, ha in sé anche una parte del Barone, una parte scomoda, da proteggere e da nascondere. 

Per il tuo romanzo hai scelto un’ambientazione vittoriana. Hai avuto difficoltà ad ambientare la storia in questo periodo particolare? Come ti sei documentata a riguardo?

Certamente i miei studi e la mia professione mi hanno aiutato, dovendomi spesso addentrare nella storia di diverse epoche. Il periodo vittoriano mi attrae molto perché, al pari dell’epoca medievale, si presta a fare da cornice a storie condite di mistero e di atmosfere cupe. Quindi no, direi di non aver avuto difficoltà, tutt’altro. In questo caso ho scelto l’epoca vittoriana  perché mi sembrava quella più adatta all’ambiguità del Barone. 

L’intervista continua dopo il video

Quando mi hai contattata hai precisato di non lavorare con case editrici Eap. Immagino tu sia apertamente contraria all’editoria a pagamento. Ti va di parlarcene?

Innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa domanda. Speravo tanto che mi venisse rivolta, perché è davvero un tema che mi sta molto a cuore. Ritengo che le “case editrici” a pagamento (alias “tipografie mascherate da case editrici”) sono il cancro dell’editoria.  Purtroppo queste sedicenti editrici fanno leva sui soggetti gravemente affetti da vanity press. Chiedere contributi è degradante per gli autori. Nessuno operaio paga il titolare per lavorare, sarebbe quantomeno paradossale. Inoltre per l’autore è un autogoal: è sancire il proprio fallimento nell’arte scrittoria, difatti è un’ultima ratio. Se un’opera è valida, prima o poi verrà pubblicata degnamente. Si tratta solo di avere pazienza.  Le case editrici a pagamento non garantiscono il buon livello letterario delle opere, semplicemente perché pubblicano gli scarti delle “NoEap”. Credo che affidarsi agli editori NoEap corrisponda a una scelta etica ben precisa. In questo modo si garantisce la qualità dell’opera a beneficio dei lettori e non s’ingombra lo spazio del mercato editoriale. Prima di acquistare un libro, dunque, sarebbe bene che verificassimo la natura della casa editrice per non divenire involontari complici di un mercato poco edificante. È possibile a questo riguardo consultare on line i siti preposti, che distinguono le vere case editrici, le NoEap, da quelle a pagamento (Eap). Le piccole-medie case editrici, che investono coraggiosamente su autori emergenti, vanno incoraggiate, perché puntano sulla autentica validità dello scrittore e non sulla sua popolarità.

Riguardo i tuoi futuri progetti letterari: che cosa hai in serbo per i tuoi lettori?

Certamente molti altri romanzi, il che vuole essere ovviamente una promessa e non una minaccia. Dopo il mio primo romanzo “Prisma”, opera sperimentale dove il lettore è coinvolto nella storia fino a diventarne co-protagonista, ho cercato di  non perdere mai di vista l’obiettivo primario di ogni scrittore, ossia il coinvolgimento del lettore.  Quindi ho in serbo romanzi che siano come imbarcazioni veloci, che corrano a vele spiegate, proteggendo i loro passeggeri da naufragi causati da iceberg emotivi.

Questo novembre uscirà Pizzi neri e merletti grigi per Nulla Die, in cui una donna del 1846 si troverà a fare un viaggio nel 2023. Non è un libro di fantascienza, come potrebbe sembrare di primo acchito, quanto un viaggio nella presunta follia umana e in ciò che l’uomo non è in grado di spiegare. A febbraio 2021 sarà la volta de L’Aquila d’oro – Sulle tracce del Quarto Reich, che uscirà per i tipi di Capponi Editore, ideale per chi ama l’alta tensione. Nell’aprile 2021 pubblicherò per Il Ciliegio il mio sesto romanzo H.H. Figlia della strada, fortemente ancorato alla contemporaneità.

Grazie per aver preso parte a questa intervista. Ti chiedo di salutarci con una citazione da uno dei tuoi libri o un pensiero per i lettori del blog.

Da “Romanzo d’estate”:

 “Quando il destino mette sul tavolo carte che nessuno dei giocatori avrebbe pensato di vedere assieme, è il momento che il gioco diviene brivido, azzardo, paura e ansia.”

Ai lettori del blog auguro di non perdere mai l’entusiasmo per la lettura.


Dove acquistare Romanzo d’estate:
Link di acquisto: AmazonIBSLaFeltrinelliSito della CE (spese di spedizione gratuite e con una spesa di 16 euro si hanno in regalo due titoli a scelta dell’editore) – Libreria Universitaria.

Sezione Viaggi

Sulle orme di Beatrix Potter: in viaggio nel Lake District

Oggi torno con un nuovo appuntamento della rubrica “Sezione Viaggi”. Questa rubrica ha lo scopo di fornire degli spunti interessanti per l’organizzazione di un tour sulle orme dei vostri scrittori preferiti e scoprire i luoghi in cui hanno vissuto e preso ispirazione per scrivere le proprie opere.

Oggi viaggeremo in Inghilterra e più precisamente nella zona del Lake District, dove visse la scrittrice e illustratrice inglese Beatrix Potter, conosciuta principalmente per le storie di Peter il Coniglio.

Beatrix Potter si impegnò a salvaguardare l’ambiente naturale dei terreni di sua proprietà, che alla sua morte furono affidati al National Trust e oggi costituiscono una grande parte dell’area naturale protetta del Lake Distict.

Hill Top è stata la casa delle vacanze di Beatrix dal 1906 ed è visitabile anche all’interno.

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A Hawkshead si trova invece la Beatrix Potter Galleryche ospita una vasta raccolta dei lavori della scrittrice (libri, acquerelli e statuine dei personaggi).

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Yew Tree Farm a Coniston era una delle proprietà di Beatrix Potter, acquistata nel 1930. E’ comparsa anche nel film Miss Potter, dove la scrittrice è stata interpretata dall’attrice Renée Zellweger. Oggi è stata trasformata in un Bed and Breakfast, dove è possibile soggiornare immersi nel verde e gustare i prodotti della fattoria.

Inoltre, non potete farvi mancare un viaggio sul treno a vapore che collega Settle a Carlisle, che percorrendo 70 miglia, attraversa i luoghi più suggestivi dell’Inghilterra.

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In alternativa potete godervi una bella crociera sul lago Coniston, a bordo di un battello a vapore tradizionale.

A Lindeth Howe trovate la casa dove Beatrix Potter visse dal 1911 al 1913 e che successivamente donò alla madre. Si affaccia sul lago Windermere e oggi è un hotel.

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L’ultima tappa è the World of Beatrix Potter Attraction a Bowness, un luogo magico dove sono stati ricreati i personaggi delle illustrazioni della scrittrice, da Peter Rabbit a Jeremy Fisher. Vi è inoltre un piccolo giardino da scoprire e un negozio di souvenir, dove acquistare un ricordino a tema.

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Spero che questo breve viaggio nel Lake District vi sia piaciuto, non dimenticate di lasciarmi un commento!

Il Lettore Curioso consiglia…Il mondo di Beatrix Potter, la raccolta di tutte le storie di Peter il Coniglio e le filastrocche di Beatrix Potter.

[Foto Credits Visit Cumbria]

Curiosità

Giveaway letterario: Segesta e Tigullio

Buonasera cari lettori!
Oggi voglio segnalarvi un giveaway letterario, che trovate sulla pagina Facebook di Favole a Zonzo. In palio potete trovare: Segesta e Tigullio: Leggenda ligure sull’origine di Sestri Levante.

Partecipare è semplicissimo. Ecco come dovete fare:

1 Scrivere partecipo nei commenti al post della pagina Favole a Zonzo.
2 Taggare tre amici sotto il post e invitarli a mettere mi piace alla pagina.
3 Condividere il post nella tua bacheca in modalità privacy pubblica.

A ogni partecipante sarà assegnato un numero, dopo aver verificato la corretta è avvenuta condivisione, avete tempo fino alle ore 20 di martedì 3 novembre 2020. L’estrazione del numero vincitore avverrà lo stesso giorno alle ore 21.00 tramite il sito RANDOM.ORG e riceverà il premio direttamente a casa tramite spedizione.

Curiosità

Daniel Sloss: il comico che ha fatto finire migliaia di storie d’amore con il suo show su Netflix

Qualche giorno fa stavo guardando alcuni video YouTube, quando mi sono imbattuta in un’intervista al comico scozzese Daniel Sloss, durante un Late Show. Incuriosita dalle sue parole, ho guardato due dei suoi show di stand up comedy su Netflix: DARK e Jigsaw.

Daniel Sloss si esibisce in Europa e negli Stati Uniti con spettacoli dal vivo, durante i quale, per la durata di un’ora circa, affronta varie tematiche. Daniel Sloss non definisce il suo humor dark, anche se è esattamente come viene percepito dal pubblico. Il giovane ventinovenne parla infatti di alcune sue esperienze, come la morte della sorella o il rapporto con i suoi genitori.

Nel suo show non risparmia nessuno: obesi, vegani, persone religiose, pedofili…

La sua personalità e la leggerezza con cui parla di certe tematiche può infastidire alcuni spettatori, ma il più delle volte si limita a dire ad alta voce i pensieri che almeno una volta hanno attraversato la mente di ogni essere umano.

In Jigsaw parla di relazioni, portando sul palco il suo personale fallimento.

“Siete mai stati in una relazione dove vi siete sentiti in trappola, come se non poteste andarvene ed era semplicemente più facile restare?”dice, introducendo l’argomento.
“[…] Vi siete mai sorpresi a pensare quanto sarebbe più semplice la vita se l’altra persona semplicemente morisse?” dice poi. “E non perché vorreste davvero la sua morte, ma perché sarebbe la via di fuga più semplice per uscire dalla relazione. E nessuno dei due si farebbe del male… emotivamente.”

Le domande che Sloss pone al pubblico in breve tempo hanno fatto naufragare migliaia di relazioni (oltre 17mila a Gennaio 2019), che lui stesso documenta sui social.

Paragonando la vita a un puzzle, Sloss espone la sua teoria “Jigsaw”, dicendo che gli individui sono spinti dalla società a trovare qualcuno, perché “se non sei con qualcuno, sei spezzato. Se non sei con qualcuno sei incompleto. Se non sei con qualcuno non sei abbastanza.

Ciò porta le persone a pensare di essere sbagliate se non trovano l’anima gemella, anche se non sono pronte, anche se non hanno trovato il pezzo del puzzle che si incastri alla perfezione.

Forziamo questa persona nelle nostre vite, perché preferiamo avere qualcosa invece di non avere nulla. Poi, cinque anni dopo, siamo obbligati a guardare a quel puzzle che non riconosciamo nemmeno più.

Sloss conclude suggerendo al pubblico di trovare qualcosa che ci faccia stare bene e di rendere quel qualcosa il centro del nostro puzzle e tutto il resto si incastrerà alla perfezione.

Daniel Sloss ha una comicità unica, forse perché riesce a portare la sua quotidianità sul palco così com’è. Come ribadisce lui stesso, i suoi racconti non sono infarciti da dettagli inventati o da conclusioni create ad hoc. Daniel racconta la sua realtà e l’onestà nel comunicarla si percepisce.

Forse è anche questa chiave del suo successo..

Se siete persone permalose o temete per la vostra relazione, magari è meglio se evitate Daniel Sloss. Oppure no, e magari scoprirete che è la scelta migliore che potevate fare per voi stessi.

Voto: 5/5

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Curiosità

La Maledizione dello Spirito Immortale: Più Potente Di Tutti I Tempi [Segnalazione]

Buongiorno Lettori,
Oggi voglio segnalarvi una nuova uscita dell’autrice esordiente Irina Boicova: La Maledizione dello Spirito Immortale: Più Potente Di Tutti I Tempi.

SINOSSI

Ragdad, il Demone immortale, è annoiato. Vive da più di mille anni e conosce tutto il pianeta Gorengrud. Per distrarsi, devasta i villaggi. Qui, una bambina lo sfida: se la lascia andare, lei tornerà in futuro a ucciderlo. Per Ragdad è un gioco; non potrebbe mai riuscirci. Segue la sua preda di nascosto, protegge la vita che appartiene a lui. Finché decide di mostrarsi, nascondendo la sua vera identità. Lei ignora che quel ragazzo così simpatico sia lo Spirito Immortale che uccise i suoi genitori.
Nasce così un legame che avrà delle conseguenze che Ragdad non avrebbe mai immaginato, persino sulla maledizione che lo affligge da più di mille anni.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

“Sono nata nel 1987 in Russia, dove ho vissuto i  primi dieci anni di vita. Gli ultimi tre passati negli orfanotrofi. Mi hanno segnata, lo ammetto. Concetti come la “vera” solitudine, la fame, il desiderio di possedere qualcosa di personale, mi sono rimasti impressi.
A cavallo del ’97 e ’98, a dicembre, sono arrivata in Italia. Sono stata adottata da una famiglia siciliana. Infatti ho imparato prima il dialetto e poi l’italiano. I veri insegnanti sono stati i libri: una raccolta di 100 favole e fiabe, la collana “piccoli brividi” e da lì ho iniziato a leggere di tutto.
Ho provato a frequentare l’università. Era noiosa e non mi insegnava un “mestiere”. Colpa mia, non avevo un vero obiettivo e di conseguenza ho perso interesse. Ho preferito lavorare. Per sei anni ho impartito lezioni private, tutte le materie. Lo adoravo, mi rendeva appagata e incapace di formulare una frase di senso compiuto alla sera.
A febbraio del 2020 ho seguito l’amore. Mi sono trasferita in Austria.
Vivo con il mio ragazzo e il nostro cane di razza Spitz tedesco nano. Lavoro presso un ristorante e provo a imparare il tedesco dialettale della zona. Nel tempo libero, manco a dirlo, scrivo.”


Contatti

BLOG: https://iraboicova.blogspot.com/

Recensioni

Se tutte le stelle venissero giù: il libro per scoprire le curiosità sullo spazio

Filippo Bonaventura, Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio sono tre astrofisici e amministratori della pagina Facebook Chi ha paura del buio?, che raccoglie decine di migliaia di appassionati e curiosi dello spazio.

Ho iniziato a seguire la pagina da poco tempo, non solo per le curiosità che riguardano il nostro pianeta, l’universo e lo spazio in generale, ma anche per la volontà di superare una fobia che mi porto dietro dall’infanzia.
Dovete sapere, infatti, che ho una strana paura che riguarda tutta la sfera astronomica. Non riesco a guardare il cielo notturno, immagini di pianeti o persino Google Earth senza provare una fortissima paura.
Sono certa che anche voi avete una fobia per qualcosa, magari come le più comuni per i ragni o gli insetti. Avete presente quella sensazione di ansia e terrore irrazionale? Ecco, io la provo con tutto ciò che riguarda lo spazio!

La pagina Chi ha paura del buio? è una fonte di sfide per me, ma è anche ricca di contenuti molto interessanti e gli amministratori creano spesso delle dirette, durante le quali interagiscono con la community e parlano di argomenti astrofisici vari.

In questo libro gli autori rispondono ad alcuni quesiti interessanti che riguardano la Terra e l’universo.
Ad esempio, che cosa accadrebbe se la Terra smettesse all’improvviso di girare?
E se il sole sparisse all’improvviso?
E che cosa accadrebbe se tutte le stelle esplodessero insieme all’improvviso?

Con un linguaggio adatto anche ai non addetti ai lavori, Filippo, Lorenzo e Matteo rispondono ai quesiti scientifici più curiosi.
Ho apprezzato questo libro non solo perché è ricco di contenuti interessanti, ma anche perché fornisce una conoscenza più ampia del nostro sistema solare e oltre.
Non nego che la lettura mi abbia messo una certa inquietudine, soprattutto visti i molteplici modi in cui la Terra, per come la conosciamo oggi, potrebbe smettere di esistere in un battito di ciglia.
Ma ha alimentato anche la mia curiosità sui fenomeni incredibili che avvengono nello spazio.

Ciò che ho apprezzato di più di questa lettura è il linguaggio semplice, adatto a tutti, ma allo stesso tempo ricco di dettagli e nozioni che anche i più esperti sull’argomento troveranno curiose.
Credo infatti che scrivere un “libro di curiosità” sullo spazio sia stata la scelta più giusta, perché può arrivare a un bacino più ampio di lettori.
Che abbiate già una conoscenza dello spazio o che vogliate avvicinarvi ad esso, “Se tutte le stelle venissero giù” è un buon modo per farlo.

Voto: 4,5/5

Se volete acquistare il libro potete farlo su Amazon e nei principali store online.

Curiosità

Traduzioni errate: quando una cattiva traduzione distrugge un buon libro

La traduzione di un testo è un lavoro minuzioso, che richiede una grande capacità e non può essere fatto da chiunque. Spesso il traduttore si trova a far fronte a modi di dire o a nomi propri tipici della lingua originale e deve scegliere la forma più corretta di traduzione. Altre volte può capitare che il testo tradotto ottenga un successo planetario e minimi errori, che solitamente passerebbero inosservati, vengano posti sotto la lente d’ingrandimento.

I fan di Harry Potter ricorderanno senz’altro il grave errore, poi corretto nella nuova traduzione, dei termini  Half Blood e Mud Blood. Nella prima edizione, infatti, sono entrambi stati tradotti con il termine mezzosangue. Nella nuova edizione sono stati corretti, diventando rispettivamente mezzosangue e sangue sporco/marcio. Un’altro grave strafalcione è l’errata traduzione di locket, diventato lucchetto invece di medaglione. Passato inosservato in un primo momento, con il proseguire della storia l’errore diventa evidente (I fan più accaniti sapranno a cosa mi riferisco!).

Anche Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, l’ imponente saga di George R.R Martin, presenta alcuni errori. Nel primo volume viene ritrovato il cadavere di un meta-lupo, la cui morte sembra causata dalla punta di un rostro di unicorno. Il termine “antler” è stato reso erroneamente. La corretta trasposizione è cervo,  l’animale è infatti, come si scopre proseguendo la storia, è il simbolo della Casa Baratheon.

Pare che addirittura Cenerentola presenti un errore, le scarpette di cristallo della fanciulla nelle edizioni straniere sono infatti di vetro. Ma si pensa che la svista sia ancora più remota e che il materiale calzato da Cenerentola fosse la pelliccia di scoiattolo (vair in francese ~ tradotto erroneamente verre / vetro)

Può anche capitare, soprattutto con i classici della letteratura, che lo stesso libro presenti errori in un’edizione, mentre in un’altra risulti perfetto. Questo accade perché un testo può essere commerciato da diverse case editrici e quindi tradotto da persone differenti, più o meno competenti.

Una traduzione pessima può distruggere un libro, così come un piccolo errore può creare un fraintendimento.

“111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo”, raccoglie gli strafalcioni di traduzione più famosi, dalla Bibbia al sopracitato Harry Potter. In questo volume scopriamo quindi, che Giuseppe non era realmente un falegname o che Eva non è nata da una costola di Adamo.

“Tutti sanno che cos’è un errore di traduzione. Pochi però sono consapevoli del fatto che un errore di traduzione non è sempre una banale svista. In alcuni casi, le conseguenze possono essere serie e cambiare addirittura la storia dell’umanità. Facendo leva su una indagine accurata, il libro propone una raccolta di sviste traduttive che hanno avuto un impatto insospettabile, orientando credenze, aspettative e psicologie di vita. Ma anche condizionando vicende personali e collettive. Non semplici errori che interessano gli addetti ai lavori, ma piccole, spesso inavvertite, rivoluzioni culturali dagli effetti devastanti.”

Vi è mai capitato di trovare gravi errori di traduzione? Fatemi sapere nei commenti!

Curiosità

Università e quarantena: come ecampus gestisce gli esami da casa

Uno dei miei articoli più visualizzati negli ultimi mesi è il post sulla mia esperienza con l’università ecampus.
L’argomento suscita molta curiosità, tant’è che il 2020 sembra aver portato diverse nuove iscrizioni a ecampus, probabilmente complice la gestione dello studio da casa in questo periodo complicato per gli spostamenti.

Una delle domande che viene fatta più spesso sui gruppi social di studenti interessati all’iscrizione è lo svolgimento degli esami.
Ho pensato quindi di parlarne brevemente, in modo da rispondere, mi auguro, ai dubbi degli studenti interessati a questa università.

A Ottobre 2020 ecampus ha lanciato un nuovo metodo, che sarà valido, per il momento, fino a fine gennaio 2021.
Personalmente non ho ancora provato questo nuovo sistema, ma la decisione di cambiare metodo ha susciato molte critiche.

Come si svolgevano gli esami prima di ottobre?

Prima di ottobre gli esami venivano svolti su un sito creato dall’università e in contemporanea su GoToMeeting. L’esame era formato da 30 domande a risposta multipla, dal valore di 1 punto ciascuna e aveva la durata di 30 minuti.
Gli studenti erano sorvegliati da un cultore, che registrava l’intero esame.
Il docente poteva però richiedere un orale integrativo a sua discrezione.

Personalmente mi sono trovata bene con questo metodo. C’erano ovviamente i rischi dovuti a problemi di connessione e la possibilità di dover sostenere un orale integrativo ma, per quanto mi riguarda, non ho avuto alcun problema.

Come si svolgono gli esami ora?

Da ottobre gli esami si svolgono con il software Lockdown Browser, che blocca le funzionalità principali del computer e permette di sorvegliare gli studenti tramite microfono e webcam.

Gli esami si svolgono sempre sul sito usato in precedenza, ma hanno la durata di un’ora, con 23 domande chiuse e due aperte.

Le critiche al nuovo sistema

Questo sistema ha avuto numerose critiche da parte degli studenti. Ne ho raccolte alcune per voi:

  • Voto di massimo 27: Una delle critiche maggiori è per il voto massimo che è possibile raggiungere con questo nuovo metodo. L’esame scritto ha infatti una votazione massima di 27/30, che può essere integrata con un esame orale per un punteggio maggiore.
    L’esame può essere comunque sostituito fin da subito con un orale. In quel caso verrà svolto su Skype e avrà una durata di circa mezz’ora.
  • Lockdown browser: Il sistema lockdown browser non è piaciuto a molti studenti, che lo hanno definito invasivo. Alcuni di loro sostengono che abbia rovinato e bloccato il loro computer.
  • Computer aziendale: Per svolgere gli esami non è possibile usare computer aziendali a causa del sistema Lockdown Browser, che ha accesso ai dati del computer. Questa decisione ha costretto alcuni studenti ad acquistare un nuovo computer o farselo prestare da qualcuno per svolgere l’esame.
  • Alert: Durante l’esame, se si sposta lo sguardo dallo schermo, può scattare un alert, che avviserà il professore. A molti studenti è scattato l’alert nonostante avessero lo sguardo fisso sul computer. Un comportamento non ritenuto adeguato durante la prova può comportare la richiesta di un orale integrativo.

Come ho già detto in precedenza, non ho ancora provato questo metodo, quindi non posso esprimere la mia opinione sulle critiche. Ci sono ovviamente anche numerosi studenti che non hanno avuto problemi nello svolgimento degli esami, ma il malcontento è diffuso.
Se vi può interessare posso tenervi aggiornati sulla mia opinione che, come sempre, sarà onesta e reale.

Vi invito a iscrivervi al blog per non perdervi nessun aggiornamento. Per qualsiasi domanda potete lasciare un commento nel box qui sotto e io cercherò di rispondere il prima possibile.

Il testimonial di ecampus

Per approfondire l’argomento Università ecampus, vi invito a dare un’occhiata ai miei precedenti post: