Curiosità, Scrittura

Come la scrittura ha cambiato il mio approccio ai libri

Buona sera lettori! Oggi voglio parlarvi brevemente di come scrivere ha cambiato il mio modo di approcciarmi alla lettura e ai libri, soprattutto da quando ho pubblicato il mio primo libro. Non dimenticate di lasciami un commento; sono curiosa di sapere se la scrittura ha influenzato anche il nostro modo di leggere.

  • Errori e refusi

Occupandomi dell’editing e della correzione delle bozze nei miei scritti, quando leggo un libro mi trovo a guardare con occhio critico ogni refuso, come errori di punteggiatura (virgole, virgolette); ma anche l’uso della persona e del tempo verbale.

  • Storie alternative

Se un libro non mi è piaciuto particolarmente, immagino storie alternative per i personaggi, proprio come farei se avessi scritto io il libro. È un modo per allenare la mente e stimolare la creatività.

  • Imparare

Ogni lettura è un’occasione per imparare nuove regole grammaticali, raccogliere idee e diventare sempre più esperti nel campo della scrittura. Non a caso per essere un ottimo scrittore è necessario essere prima di tutto un lettore forte!

Leggendo si impara anche a capire che cosa uno scrittore non vuole trasmettere al proprio lettore e, al contrario, che cosa vorrebbe comunicare con le proprie parole.

Quando leggo cerco quindi di assorbire sempre nuove informazioni, che applico poi a miei scritti. Queste informazioni potrebbero essere ad esempio anche nuovi vocaboli, che arricchiscono il mio modo di scrivere.

  • Aspetto estetico

Da autrice self, ogni volta che leggo un libro mi soffermo sul tipo di carta utilizzato, l’impaginazione scelta e il design della copertina. Aspetti che prima ritenevo irrilevanti, ora sono un’occasione per studiare la “concorrenza” e ricavare idee per il futuro.

  • Confronto

Quando leggo un libro che appartiene allo stesso genere di uno dei miei scritti, lo metto subito a confronto, individuandone i punti deboli e forti. Cerco di domandarmi quali aspetti rendano quel libro migliore del mio e come posso fare per renderlo tale.

Attenzione però! Confrontare un libro o imparare da esso non significa plagiarlo!

  • Autori emergenti

Autopubblicarmi mi ha permesso di guardare i libri di autori emergenti sotto una luce diversa. Cerco di capire le difficoltà che promuoversi comporta, e al tempo stesso cerco di immagazzinare consigli e confrontare i modi di promuoversi di ciascun autore.

  • Lettori

Scrivere mi ha aperta di più verso il mondo dei lettori. Per chi scrive è fondamentale individuare le preferenze del pubblico. Ciò non significa scrivere esclusivamente ciò che il pubblico desidera (la scrittura deve rimanere un piacere), ma ascoltarne i consigli e capire gli errori che si tende a commettere.

Annunci
Recensioni

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey [Recensione libro]

Buon inizio settimana cari lettori! Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto di recente e di cui avevo già visto il film su Netflix; Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows.

1946. La seconda guerra mondiale è terminata da pochi mesi e il mondo cerca di risollevarsi dagli orrori subiti. Tra di loro c’è Juliet Ashton, giovane scrittrice che durante il conflitto ha tenuto una rubrica leggera e divertente per lo Spectator, diventata poi un libro. Alla ricerca di idee per un nuovo volume da scrivere, Juliet riceve all’improvviso una lettera da Dawsey Adams, un abitante dell’isola di Guernsey, che è in possesso di un libro che una volta le era appartenuto.

I due iniziano una fitta corrispondenza e Dawsey le racconta di appartenere al club del libro e della torta di buccia di patata di Guernsey. Juliet rimane affascinata dai racconti di Dawsey e decide di scrivere dei membri del club e delle loro vite durante l’occupazione nazista. Il resto dei membri del club, e anche qualche abitante un po’ troppo curioso, iniziano a scriverle, raccontandole aneddoti sul club e sulla loro vita…

Il club del libro e della torta di buccia di patata di Guernsey è un romanzo interamente epistolare, che riporta la fitta corrispondenza tra Juliet e i vari personaggi che compaiono nella storia. Inizialmente temevo che questa modalità potesse rivelarsi dispersiva e, in effetti, ho fatto un po’ confusione tra i numerosi personaggi riportati. Tuttavia, entrando nel vivo della lettura, è impossibile non farsi coinvolgere; come accade a Juliet, da ogni singolo personaggio, che prende vita sulla carta.

È un libro che fa commuovere e che non si limita a narrare dei fatti, ma li racconta attraverso i personaggi che hanno vissuto gli orrori della guerra, la fame, la paura. I protagonisti di questi racconti sono persone semplici, abitanti di un’isola di cui nessuno si ricorda mai, ma al tempo stessi ricchi di sensibilità, dolcezza, passione per la lettura.

“We read books, talked books, argued over books, and became dearer and dearer to one another. […] and our evenings together became bright, lively times – we could almost forget, now and then, the darkness outside.

[Traduzione: Leggemmo di libri, parlammo di libri, discutemmo di libri, e diventammo sempre più vicini gli uni agli altri… e le nostre serate insieme divennero momenti vivaci e luminosi – potevamo quasi dimenticare, adesso e allora, l’oscurità all’esterno.]

I libri sono il punto cardine di questo romanzo. La lettura ha il potere di unire le persone, di salvarle, e questo libro ce lo dimostra.

Ho apprezzato molto anche la ricerca storica che c’è alla base di questo romanzo. Sebbene i personaggi siano di finzione, l’occupazione tedesca è realmente avvenuta come descritta nel volume. Durante la guerra ogni contatto tra Guernsey e il resto del mondo è stato interrotto e gli abitanti dell’isola non avevano nessuna notizia dalla terra ferma. Alcuni passaggi, come il racconto delle condizioni dei prigionieri ebrei, sono stati davvero strazianti da leggere, ma necessari.

L’autrice ebbe l’idea di fare alcune ricerche durante un soggiorno a Guernsey nel 1980. Come Juliet, anche Mary Ann rimase affascinata dalla storia dell’isola durante l’occupazione nazista e, intervistando alcuni abitanti decise diversi anni più tardi di scrivere un libro.

Il manoscritto fu accettato da una casa editrice nel 2006, che voleva però alcuni cambiamenti nel libro. L’autrice, che nel frattempo si era ammalata, affidò il compito alla nipote Annie Barrows, che lo sistemò per la pubblicazione.

Il libro è uscito ufficialmente nel 2008 e dieci anni più tardi Netflix ne ha realizzato un adattamento.

E voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto?

Se volete recuperarlo, potete farlo qui.

Curiosità

Dalla condanna per omicidio alla scrittura∼ La vita della famosa autrice di gialli

Ciao a tutti!

Oggi vi parlerò di una scrittrice dal passato oscuro e che è diventata famosa in tutto il mondo per i suoi libri. Leggete l’articolo per scoprire di chi si tratta!

Era il 1954 quando la Nuova Zelanda fu scossa da un fatto di cronaca agghiacciante: la morte di una madre colpita brutalmente al volto e alla testa. Ciò che lo rese ancora più sconvolgente fu la scoperta di chi commise l’efferato omicidio.

Pauline Parker e Juliet Hulme erano all’epoca due amiche sedicenni, che trascorrevano gran parte del tempo insieme, sognando di trasferirsi a Hollywood e lavorare nel cinema. I loro sogni vennero però infranti quando i genitori di Juliet decisero di separarsi e di mandare la figlia a vivere in Sud Africa da alcuni parenti. Le rispettive famiglie non erano entusiaste dell’amicizia tra le due, perché nutrivano dubbi sulla loro eterosessualità. L’omosessualità era infatti, ahimé, considerata all’epoca una grave malattia mentale. Di comune accordo, le famiglie decisero di tenere le amiche lontane e quando Pauline chiese alla madre Honora il permesso di seguire l’amica, lei rifiutò.

hea.jpg

[foto tratta dal film Heavenly Creatures sulla vicenda realmente accaduta]

Pauline e Juliet iniziarono quindi a tramare l’omicidio della madre di Pauline, che avvenne il 22 giugno 1954. Quella mattina le tre donne fecero una passeggiata nel parco e quando raggiunsero una zona boscosa le ragazze si avventarono su Honora, con un mattone avvolto in una calza, colpendola a morte sulla testa, sul viso e sul collo. Dopo l’omicidio, ancora coperte di sangue, raggiunsero il locale dove avevano fatto colazione poco prima, dicendo ai proprietari che la donna era caduta e aveva battuto la testa. Il corpo fu scoperto dal proprietario poco dopo e i carabinieri trovarono l’arma del delitto abbandonata nel bosco.

Le due ragazze furono condannate a cinque anni di carcere, pena ridotta data la giovane età. Dopo la condanna Pauline e Juliet troncarono qualsiasi tipo di rapporto e ad oggi non si sono più incontrate.

june-22-1954-parker-hulme.jpg

Juliet Hulme si trasferì negli Stati Uniti, dove diventò famosa con lo pseudonimo di Anne Perry e pubblicò numerosi romanzi gialli. La sua vera indentità non fu nota al pubblico fino al 1994, anno nel quale ammise che se non avesse aiutato l’amica a uccidere la madre, si sarebbe sicuramente suicidata.

Pauline si trasferì in Inghilterra, dove cominciò una nuova vita cambiando identità e aprendo un maneggio. La sua vera identità è stata svelata solamente diversi anni dopo.

anne perry.jpg

Juliet Hulme/Anne Perry è ormai ultra settantenne e continua a scrivere romanzi gialli. Il successo è arrivato nel 1979 con la pubblicazione del suo primo romanzo: Il boia di Cater Street. Nel 2009 ha inoltre ricevuto il premio Agatha alla carriera e negli anni ha scritto decine e decine di romanzi gialli.


Conoscevate questa storia? Non dimenticate di lasciarmi un commento!

[Fonti informazioni: wikipedia tradotto dall’inglese e articoli di giornale sul web]

Da Scoprire, Scovato in libreria

Abitudini e stranezze degli scrittori più famosi

Lo sapevate che d’Annunzio era solito indossare pantofole a forma di pene e dormire su cuscini imbottiti di capelli delle sue amanti? O sapevate che Dickens amava visitare gli obitori?

Queste e tante altre stranezze sono racchiuse nelle pagine di “Vite segrete dei grandi scrittori” e Vite segrete dei grandi scrittori italiani”.

I volumi raccolgono una serie di aneddoti divertenti ma anche raccapriccianti.

James Joyce era ossessionato dalle flatulenze della moglie, pare ne che scrivesse addirittura degli elogi. Era molto attratto dai sederi femminili, in alcune lettere chiedeva all’amata di essere picchiato e sottomesso.

Anche il poeta inglese Lord Byron aveva strane abitudini intime; conservava i peli pubici delle numerosissime amanti.

Kafka, sebbene si fosse unito ad un gruppo di nudisti, non amava particolarmente spogliarsi, gli altri bagnanti lo chiamavano “l’uomo con il costume”.

Elsa Morante, scrittrice e poetessa italiana, si rese protagonista di un episodio imbarazzante quando mostrò, in mezzo a Piazza San Marco, le sue parti intime a Luchino Visconti, di cui era infatuata. La colpa del regista era il poco entusiasmo che aveva mostrato nell’ averla incontrata.

Agatha Christie, famosa in tutto il mondo per i suoi libri gialli, non era in grado di trascrivere materialmente i propri libri e doveva quindi dettarli a qualcuno. Soffriva infatti di disgrafia.

Continua a leggere “Abitudini e stranezze degli scrittori più famosi”

Curiosità

~ Se i dipinti fossero libri… [Parte 1]

Buongiorno lettori! Oggi voglio fare qualcosa di diverso, abbinando l’arte della pittura alla letteratura. Ho scelto alcuni quadri di artisti famosi, abbinandoli a dei libri che me li ricordano. Non dimenticate di farmi sapere nei commenti i vostri abbinamenti!

Il primo abbinamento che mi è venuto in mente è il quadro surrealista di Salvador Dalì, La persistenza della memoria (1931), che mi ha ricordato il libro di Stefano Caruso, Metempsicosi. (2019)

Ho trovato un nesso tra queste due opere perché il quadro di Dalì simboleggia la soggettività del tempo, rappresentando sullo sfondo una landa deserta. Il deserto è proprio l’ambientazione di Metempsicosi, dove il tempo ha un ruolo particolare. (Vi invito a scoprirne di più qui)

Il secondo dipinto appartiene invece al secolo precedente rispetto all’opera di Dalì. Si tratta di Saggio di figura en plain air, (1866) di Claude Monet, che mi ha subito ricordato Emma, protagonista del libro omonimo di Jane Austen. Ho immaginato che la donna raffigurata nel quadro fosse proprio lei, in una delle sue consuete passeggiate nella brughiera inglese.

In realtà la donna dipinta è Suzanne, figliastra di Monet e musa del pittore che compare in diverse opere, durante una passeggiata sulla collina dell’Île aux Orties.

Un’ambientazione completamente naturale è quella di Renoir, nel suo quadro Sentier dans le bois (1874/77), che mi ha ricordato il giardino incolto scoperto da Mary, che ricorda quasi un bosco selvaggio ricco di vegetazione. Sto parlando ovviamente del romanzo Il Giardino Segreto, uscito nel 1910.

Il prossimo quadro mi ha ricordato tantissimo un’adolescente Anne di Anna di Tetti Verdi (Alice Maud Montgomery) nel bel mezzo di uno dei suoi sogni ad occhi aperti. Il quadro risale al 1888 ed è intitolato The Lady of Shalott di John William Waterhouse.

In realtà il quadro raffigura l’omonimo poema di Alfred, Lord Tennyson.

Sebbene quest’altro quadro non abbia alcun tratto fantasy, Salzburg from a loggia, di Georg Pezolt, mi ha ricordato Alto Giardino, dalla serie Le Cronache del Ghiaccio e del fuoco.

In realtà rappresenta una veduta sulla città austriaca di Salisburgo ed è risalente al 1850.

Il mare è un’ambientazione chiave in Moby Dick, e così è il quadro del 1877 The Derelict di John Singer Sargent, appartenente a una collezione privata.

Per l’ultimo abbinamento ho scelto un quadro che in realtà rappresenta la città di New York di notte, ma che a me ha ricordato la Londra delle avventure di Sherlock Holmes.

Il quadro si intitola Rainy Midnight, del pittore impressionista Childe Hassam.

Spero che questo post vi sia piaciuto. Ho scelto alcuni dipinti non troppo conosciuti, in modo da darvi la possibilità di fare nuove scoperte artistiche. Prevedo di continuare con una seconda parte o, se vi piace l’idea, di renderla una rubrica fissa.

Qual è il vostro quadro preferito? Vi ricorda qualche opera in particolare?

Recensioni

Bridge Quartet saga vol. 1-4 [RECENSIONE]

Buongiorno lettori!

Oggi voglio parlarvi brevemente di una serie di libri che ho iniziato qualche anno fa e di cui ho letto gli ultimi due libri di recente: Bride Quartet.

La serie si basa sulle vite di quattro amiche, che insieme hanno dato vita a Promesse, una società di Wedding Planning che si occupa di regalare a centinaia di coppie di sposi il giorno più bello della loro vita.

Le quattro donne vivono sotto lo stesso tetto, in quella che è una magnifica location per gli eventi, dove ognuna di loro ha anche il proprio spazio lavorativo: Mac è una fotografa, Laurel una pasticcera, Emma una fiorista e infine Parker organizza e coordina ogni evento.

Ciascun volume si focalizza sulla vita di una delle ragazze e del proprio interesse amoroso. La serie è così suddivisa:

La saga è molto leggera e da ampio spazio (forse troppo) alle preparazioni nuziali, dagli allestimenti floreali alla realizzazione di torte monumentali. Nora Roberts è in grado di immergere il lettore in un’atmosfera nuziale idilliaca, ma si perde nel descrivere fin troppi dettagli inutili.

Nonostante sia una lettura piacevole e poco impegnativa, ho notato che ogni libro sembra una copia del precedente. È del tutto assente un plot twist che invogli il lettore a proseguire e le somiglianze sono così tante che è difficile trovare differenze tra un volume e l’altro.

[Attenzione spoiler]

La dinamica dei libri è molto semplice; alterna eventi nuziali e chiacchiere tra le amiche, a interazioni tra la protagonista di turno e il proprio interesse amoroso. Continua poi con l’iniziale reticenza di uno dei due a intraprendere una relazione, un piccolo litigio a incrinare la storia e la successiva riappacificazione con tanto di proposta di matrimonio.

Moltiplicate questa trama per tutti e quattro i volumi e avrete la saga Bride Quartets!

Ciò che più di ogni altra cosa mi ha infastidito è quanto sia difficile identificarsi nei protagonisti. Ognuna delle ragazze è bellissima, piena di talento e innamorata di un ragazzo altrettanto aitante. Senza contare che le amiche di Parker possono vivere in una magnifica residenza, con tanto di palestra, piscina e immenso giardino, e scroccare vacanze negli Hamptons.

Se posso accettare l’ambientazione per scopi narrativi, avrei invece preferito delle protagoniste più vicine a veri esseri umani e un dipinto più realistico dei ragazzi, tre dei quali sono peraltro amici tra di loro.

Quattro donne stupende e quattro uomini perfetti che vivono insieme sotto lo stesso tetto in una cornice nuziale sognante? Non è realistico e alla lunga stanca.

È un peccato, perché l’idea alla base è molto originale, ma l’autrice poteva osare di più.

Voto: 2,5 su 5.

Se la saga vi interessa ma non siete sicuri di spendere dei soldi per acquistare i libri, potete trovarla interamente su Audible.

Curiosità, film, serie tv

Altri cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV

Buongiorno lettori! Qualche tempo fa vi ho parlato dei 10 cliché che non sopporto nei film e nelle serie TV. Dato che me ne sono venuti in mente altri, ho pensato di integrare il post precedente con nuove aggiunte. Ovviamente anche questa volta vi aspetto nei commenti con i cliché che non sopportate voi!

~ La divisione in gruppi a scuola

Prendete un qualsiasi film americano ambientato in un liceo e troverete le stesse dinamiche: il tavolo dei nerd, quello dei metallari, il tavolo del club degli scacchi, quello dei ragazzi popolari ecc.

È come se in ogni scuola gli adolescenti fossero divisi in passioni e popolarità. Solo la mia era una normalissima scuola superiore?

~ La prima volta è sempre perfetta

Lei è un’adolescente o giovane donna alle prese con i primi approcci maschili. Lui è un ragazzo popolare o ricchissimo, che ha alle spalle un “curriculum” di tutto rispetto.

Dopo diverse reticenze da parte di lei, finalmente si innamorano, ed ecco che arriva il fatidico momento della prima volta, dove tutto scorre liscio.

Nessun imbarazzo, nessun dolore da parte di lei. Tutto fantastico, come non è mai stata nessuna prima volta!

~ Discorsi strappalacrime in punto di morte

Uno dei personaggi principali è sul punto di morire, ma prima di andarsene per sempre, viene sistematicamente raggiunto dai suoi amici/interesse amoroso.

Pochi attimi prima di esalare l’ultimo respiro ecco che arriva una performance strappalacrime.

~ Bambini che sembrano adulti / adolescenti che sembrano adulti

Se in un film c’è un bambino come protagonista, state pur certi che il 99% delle volte sarà sveglio, intelligente e avrà un vocabolario da adulto acculturato.

Ma qualche bambino che sia solo… un bambino?!

~ Il matrimonio interrotto all’altare

“Chi ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre!”

È con questa frase che il vero amore del/la protagonista fa il suo ingresso, interrompendo la cerimonia e dichiarando amore al suo/a amato/a.

Nella realtà questa frase non viene neppure pronunciata, ma nei film romantici è molto in voga!

~ Il playboy che mette la testa a posto

Concludiamo con un personaggio tanto stereotipato quando utilizzato nelle commedie romantiche: l’eterno playboy che mette la testa a posto quando incontra la sua anima gemella.

Nella realtà, la maggior parte delle volte uno stronzo resta, ahimé, uno stronzo!


Con tutti questi cliché qualcosa mi dice che potrei inserire anche una terza parte.

Nel frattempo, se ve la siete persa, vi rimando alla prima parte del post!

Curiosità

Contest organizzato dal gruppo “Scrittura creativa e blogging”

Buongiorno lettori! Oggi voglio segnalarvi un contest di scrittura organizzato dalla pagina Facebook “Scrittura creativa e blogging“.

Le regole sono semplicissime:

● Scrivete un racconto o poesia che abbia come tema il MARE

● Dovrà avere una lunghezza di massimo 5000 parole

● Gli elaborati verranno caricati gratuitamente online

● Potete scegliere il genere che preferite

● Scadenza 11/08/19

Che cosa si vince?

Il contest non è nato per vincere qualche premio particolare, ma è un modo per condividere i propri scritti, ricevere un feedback e migliorarsi.

Potete considerarla quindi come una palestra di scrittura!

Vi aspettiamo!

Curiosità, film

Orson Welles e le “invasioni aliene” che resero l’attore famoso

Ho sentito per la prima volta il nome di Orson Welles diversi anni fa, nel film Me and Orson Welles del 2009. La pellicola racconta la storia di un giovane che viene notato dal celebre regista e attore Orson Welles, e ingaggiato in una delle sue produzioni Giulio Cesare.

Il film mi ha aiutata ad avere un’infarinatura sul personaggio, che ho approfondito di recente nel corso di storia del cinema che sto seguendo all’università e che ho pensato di condividere con voi.

Questo potrebbe essere l’inizio di una rubrica dedicata ai grandi personaggi del cinema. Se vi piace l’idea, fatemi sapere nei commenti!
La passione per il teatro

Nato nel 1915 in Wisconsin, Welles manifestò fin da subito una passione per il teatro, e all’età di quindici anni si trasferí a Dublino, dove si unì alla Compagnia del Gate Theatre.

Tornato negli Stati Uniti qualche anno dopo, iniziò a produrre alcuni spettacoli teatrali (tra cui una versione di Macbeth con attori afroamericani) e fondò il suo teatro.

La popolarità

dailynews

La popolarità del regista arrivò però con una proposta della CBS, che gli concesse uno show in radio tutto suo. Il 30 ottobre del 1938 mandò in onda un adattamento de “La guerra dei mondi“. Durante questo spazio Welles recitò alcuni brani del libro, come se questi fossero eventi di un cinegiornale.

La trasmissione della sera venne inoltre interrotta di tanto in tanto per inserire alcuni finti aggiornamenti dell’invasione aliena.

30 ottobre – ore 20.00
«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. (…)»

[Fonte del testo]

E ancora
“Si muove!” “Guardate, si svita, si svita, dannazione!” “State indietro, là! State indietro! Lo ripeto!” “Può darsi che ci siano degli uomini che vogliono scendere!” “È rovente, sarebbero ridotti in cenere!” “State indietro, laggiù! Tenete indietro quegli idioti!”
(Rumore di un grosso pezzo di metallo che cade)
“Si è svitata! La cima è caduta!” “Guardate là! State indietro!”
“Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere…”.
(Urlo di terrore della folla)

[Potete continuare a leggere la trasmissione qui]

La trasmissione proseguì seguendo il romanzo di Wells e concludendosi con la sconfitta dei marziani.

Nonostante il pubblico fu avvisato che si trattava di un falso prima e dopo ogni aggiornamento, alcuni ascoltatori furono così impressionati che tempestarono di chiamate le autorità, credendo che si trattasse di una vera invasione aliena o di un attacco da parte dei tedeschi.

Tutto ciò portò a un’inaspettata popolarità di Orson Welles e la casa di produzione RKO gli offrì un contratto per realizzare i suoi successivi tre film, dando inizio alla carriera cinematografica dell’attore.

Il contratto gli permise di dirigere Quarto Potere, uno dei film più celebri del periodo, che nonostante l’insuccesso del pubblico, è ricordato ancora oggi come un capolavoro.

E voi conoscevate Welles e questa storia curiosa?

Interviste e Blog Tour

[BLOGTOUR] The Mistress // Biografia ed estratto

Buongiorno lettori! Mi è stato chiesto di partecipare al blogtour del nuovo libro di Penelope White, The Mistress, di cui oggi vi condivido la biografia dell’autrice e l’estratto del libro. Se siete interessati alla lettura potete trovarla qui.

~ Biografia
Mi presento, mi chiamo Penelope White e ho 28 anni.
Sono un’autrice esordiente.
La mia è una storia abbastanza particolare perché non sono mai stata una patita della lettura, anzi, odiavo tenere un libro tra le mani.
Ma quando, qualche anno fa, mi è capitato, per caso, After, di Anna Todd, non ho più smesso di leggere e il mio amore per questo genere è come esploso all’improvviso, travolgendomi completamente!
Oggi sono io che scrivo, nonostante non abbia mai smesso di leggere; cerco di riportare qualcosa di me in ogni pagina; cerco di trasmette emozioni, almeno la metà di quelle che provo io quando batto i polpastrelli sui tasti del mio pc!
Mia sorella mi ha chiesto tante volte il perché io abbia iniziato a scrivere e, inizialmente, non sapevo mai bene cosa rispondere.
Vi è mai capitato di leggere una storia e non essere completamente d’accordo con l’evolversi del racconto? Con le decisioni prese dai personaggi?
Ecco, diciamo che ho cominciato proprio così: volevo avere la possibilità, almeno per una volta, di creare io una storia e decidere io l’evolversi degli eventi!
Non so se mi sia riuscito appieno, ma so che mi sento bene quando la fantasia prende forma su quel foglio bianco di word.

~ Estratto

Ecco tutte le altre date del blogtour!