serie tv

Netflix vs Prime Video: qual è il migliore nel 2020?

Un paio di anni fa vi ho parlato delle differenze tra i servizi streaming Netflix e Amazon Prime Video. Da allora le caratteristiche e il catalogo dei due sono decisamente cambiati, pertanto è giunto il momento di confrontarli di nuovo. Quale dei due è il migliore? Scopriamolo subito insieme!

PRIME VIDEO

Prime Video è il servizio di streaming gratuito dedicato agli iscritti ad Amazon Prime. Con l’abbonamento ad Amazon Prime, oltre ad avere un’ampia scelta di film e serie tv, si ha diritto ai seguenti benefici:

  • Spedizioni illimitate in 1 giorno senza costi aggiuntivi su milioni di prodotti, e senza soglia minima d’acquisto (a causa del Covid le spedizioni potrebbero subire rallentamenti)
  • Prime Foto: spazio di archiviazione per le foto illimitato
  • Accesso anticipato alle Offerte lampo
  • Prime Reading: centinaia di ebook gratuiti
  • Prime Music: il servizio di musica che consente ai clienti Prime di ascoltare, memorizzare e gestire musica ovunque con un limite mensile di 40 ore.
  • Prime Gaming: giochi e contenuti su Twitch e tanto altro…

PREZZO: 36€ all’anno, o pagamento mensile di 3,99€ al mese. Offerta speciale per gli studenti universitari a 18€ all’anno + i primi 90 giorni gratis.
PAGAMENTO: Annuale o mensile
PROVA: 30 giorni prova gratuita (90 per gli studenti iscritti a Prime Student)
DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Ora che avete un quadro più chiaro del servizio passiamo ad analizzare l’offerta di Prime Video nello specifico.
In passato avevo messo in luce alcuni problemi con l’applicazione Prime Video da dispositivi mobili. Da allora sono stati fatti diversi cambiamenti e la navigabilità è migliorata molto.
Uno dei punti di forza di Prime Video è il catalogo, in continua crescita e ricco di prodotti di qualità, originali e non.
Negli ultimi due anni il catalogo ha più che raddoppiato le serie tv e quintuplicato i film disponibili.
Contro: In alcuni prodotti non è sempre possibile cambiare la lingua dall’italiano ad altre lingue, inglese compreso, e non sempre i sottotitoli sono disponibili. A volte i sottotitoli sono rallentati e non compaiono subito una volta premuto il tasto play.

Ecco i numeri del catalogo aggiornati a Settembre 2020:

SERIE TV: 489 titoli
FILM: 5.420 titoli

NETFLIX

Netflix è senza dubbio la piattaforma streaming più celebre e utilizzata in tutto il mondo. Ormai non si parla d’altro, ma ne vale davvero la pena? Scopriamolo insieme!

PAGAMENTO: Mensile

PREZZO:

  • Piano base: 1 schermo SD (visione su 1 schermo alla volta, in definizione standard) 7,99€
  • Piano standard: 2 schermi HD (visione su 2 schermi alla volta, in alta definizione se disponibile) 11,99€ – aumentato di 1€
  • Piano premium: 4 schermi HD/UHD (visione su 4 schermi alla volta, in alta definizione e ultra alta definizione, se disponibile) 15,99€ – aumentato di 2€
  • Pacchetto Sky: possibilità di collegare Netflix a Sky e ricevere uno sconto sul servizio

PROVA: Non più disponibile dal 2019

DOWNLOAD: Possibilità di scaricare film e serie tv e guardarli offline

Netflix punta molto sulle serie televisive e sui prodotti originali, in continua uscita ogni mese.
Negli anni la navigabilità da sito e da applicazioni non è cambiata, rimanendo ottima.
Quasi tutti i prodotti hanno un’ampia lista di lingue per audio e sottotitoli.

Contro: Molte delle serie tv originali vengono cancellate dopo una sola stagione. Netflix sembra puntare più sulla quantità.

763.jpg

Dati aggiornati a Settembre 2020

FILM: 2.904 titoli

SERIE TV: 1.344 titoli

Potete abbonarvi qui.

Ma qual è quindi il servizio streaming migliore?

Voglio precisare che sono iscritta a Netflix e Prime Video da anni e quindi ho avuto modo di provare e vedere i cambiamenti di entrambi i servizi.
Secondo il mio personale parere, Prime Video sta dando del filo da torcere a Netflix, puntando su contenuti di qualità, soprattutto film.
Negli ultimi mesi ha inoltre inserito in catalogo serie televisive complete già terminate e diversi film da Oscar usciti al cinema a fine 2019.
Il prezzo di Prime Video inoltre è davvero conveniente, soprattutto se siete studenti e potete usufruire della promo a 18€ al mese.

Se non volete investire una cifra alta per un servizio streaming, i 36€ standard annuali di Prime Video sono decisamente più convenienti dei 95€/191€ c.a (in base al piano scelto) annuali di Netflix.
Come già detto, propongo Prime Video anche ai cinefili alla ricerca di contenuti di qualità.
Se preferite avere un’ampia scelta di serie televisive, allora Netflix potrebbe essere la scelta per voi.

E voi siete abbonati a uno dei due servizi?

film

Chemical Hearts: recensione del nuovo film Prime Video con Lily Reinhart

TRAMA

Henry Page ha diciassette anni, non è mai stato innamorato ma considera se stesso un inguaribile romantico.
La sua tranquilla vita da liceale prende una svolta quando incontra Grace Town, una ragazza appena trasferita da una scuola vicina, che entra a far parte della redazione del giornale scolastico al quale lui lavora.
Grace è rimasta parzialmente invalida in seguito a un incidente, che non l’ha segnata solo fisicamente, ma ha stravolto la sua intera vita.
Un giorno Grace accompagna a casa da scuola Henry e, nonostante l’iniziale reticenza della ragazza, i due instaurano un rapporto, che diventa sempre più profondo…

LA MIA OPINIONE

Ero curiosa di vedere il film sia perché adoro i film romantici, sia perché volevo vedere Lily Reinhart in un ruolo differente da quello di Betty nella celebre serie Riverdale. In Chemical Hearts l’attrice è anche produttrice esecutiva.
Il film mi ha però delusa sono molto punti di vista.

Le interpretazioni degli attori sono buone, ma la chimica tra i due è quasi del tutto assente e le loro interazioni non sono in grado di coinvolgere lo spettatore.
Non possiamo tuttavia attribuire tutta la colpa agli attori, quanto più a una scrittura povera. La sceneggiatura non da la giusta importanza all’introspezione dei personaggi principali.
Se a Grace viene dato più spessore, di Henry non sappiamo quasi nulla, se non che ama praticare il kintsugi, l’arte del riparare con l’oro le cose rotte.
Il suo hobby in realtà è un’interessante analogia del rapporto tra lui e Grace, analogia che sarebbe potuta essere il centro del film.
L’attore Austin Abrams, già visto in Euphoria, fa del suo meglio per portare avanti la trama, ma l‘ostacolo narrativo è troppo forte e il suo personaggio finisce per naufragare in un mare di banalità.

Ai personaggi secondari è offerto uno spazio troppo marginale. Non hanno spessore e non hanno occasione di spiccare.
Chemical Hearts è stata un’occasione mancata nonostante le buone premesse.
Il film avrebbe potuto enfatizzare la distinzione tra i tipi di amore che intercorrono nel film; avrebbe potuto focalizzarsi sulla sofferenza della sorella di Henry e l’amore duraturo dei suoi genitori, ma non fa nulla di tutto questo.
Ho apprezzato il tentativo di dipingere gli adolescenti e l’amore in un modo diverso, meno frivolo ma ricco di difficoltà.
Chi ha avuto una delusione amorosa in adolescenza o ha perso qualcuno, sa che avere quell’età non pregiudica dal provare emozioni forti al pari di un adulto.
Apprezzo quando l’adolescenza nei film si discosta dagli stereotipi sullo stile di The Kissing Booth e simili.
Il film ha anche il difetto di essere troppo lento. Voglio precisare che sono perfettamente in grado di apprezzare un buon film lento quando richiesto, ma in questo caso la lentezza non gli fa alcun favore!

Nonostante abbia bocciato il film per i difetti sopracitati, l’intenzione resta buona. Un lavoro più curato sulla sceneggiatura avrebbe potuto renderlo un buon film.

Voto: 2,5/5

Il film è tratto da un libro, uscito in Italia con il titolo I nostri cuori chimici, dell’autrice Krystal Sutherland.

fantasy

∼ Un viaggio nella storia del Fantasy

Ciao a tutti! Come procede la settimana? Oggi voglio iniziare un ciclo di articoli che avranno come tema il FANTASY e che spazieranno dalla storia, ai vari sottogeneri, e a qualsiasi cosa mi verrà in mente su questo argomento. [Avranno tutti un tempo di lettura piuttosto breve, per cercare di non annoiarvi con troppe date o informazioni.]

Il nostro viaggio non può che iniziare dalla storia di questo genere, nato diversi secoli fa. Il fantasy si è sviluppato tra il XIX e il XX secolo, ma le sue origini sono radicate nella mitologia antica, come quella greca e romana con l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide, quella scandinava, celtica o il ciclo arturiano con Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda.

lo hobbitContrariamente a quanto si possa pensare, non è Tolkien ad aver inventato il genere fantasy, ma l’autore ha invece inventato un sottogenere: il fantasy epico o high fantasy. La sua prima opera Lo Hobbit è infatti datata 1937, ma anche se non è l’inventore del fantasy lo ha indubbiamente portato all’apice della popolarità, e ha ispirato generazioni di scrittori.

Prima di lui ci furono altri autori di opere di questo genere, rivolte soprattutto ad un pubblico più giovane. Tra i titoli che ancora oggi intrattengono milioni di lettori, possiamo citare le opere di Lewis Carroll con la serie di Alice nel paese delle meraviglie o Il meraviglioso Mago di Oz di L. Frank Baum.

weird.jpgQuello che viene definito Fantasy moderno ebbe invece la sua consacrazione nel 1923, con la pubblicazione della rivista Weird Tales, un periodico dedicato esclusivamente a questo genere. Weird Tales aprì la strada a questo tipo di pubblicazioni, che diventarono anche il trampolino di lancio di diversi scrittori, divenuti poi famosi con le loro opere.

Dopo Tolkien, il fantasy acquistò sempre più popolarità (come Le Cronache di Narnia di C.S Lewis), fino alla svolta con La spada di Shannara di Terry Brooks. Questo libro è stato il primo fantasy (dopo Il signore degli anelli) a scalare la classifica dei best-seller del New York Times.

NARNIA.jpgArriviamo quindi alla fine degli anni novanta, periodo nel quale il genere fantasy iniziò a fare breccia nel cuore degli adolescenti. L’esempio più lampante è senza dubbio la saga di Harry Potter di J.K Rowling, che ad oltre vent’anni dall’uscita riscuote ancora un successo incredibile. Negli stessi anni uscì anche il primo volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R Martin, portato negli ultimi anni alla ribalta dalla serie televisiva Il trono di spade.

L’inizio del XXI secolo ha portato con sé la nascita di una moltitudine di nuovi sottogeneri del fantasy, come il dark fantasy, l’urban fantasy, lo science fantasy ecc. Di questi generi più specifici vi parlerò meglio nei prossimi giorni.

[Per la stesura di questo articolo ho consultato soprattutto The Encyclopedia of Fantasy nella sua versione online.]

Non dimenticate di lasciarmi un commento e fatemi sapere le vostre considerazioni sull’idea di un viaggio nel fantasy!

#REPOST

Sezione Viaggi

Sezione Viaggi: Sulle orme di Jane Austen

#REPOST

I fan di Jane Austen sanno bene che i suoi romanzi sono un omaggio agli splendidi paesaggi della campagna inglese, prati verdeggianti e brughiere incontaminate. Leggendo i suoi libri è impossibile non lasciarsi trascinare dalla fantasia ed immaginare di essere in quei posti. Se ne avete la possibilità, visitare i luoghi descritti dalla penna della Austen è davvero possibile! Ho raggruppato per voi quelli più suggestivi.

[Foto tratta dal film Becoming Jane]

Il tour tra le campagne inglesi non può che iniziare da Bath, la cittadina termale nella quale Jane Austen trascorse parte della sua vita. Presso il Jane Austen Centre, situato in una casa georgiana, è possibile scoprire come visse la scrittrice a Bath, come il soggiorno influì sulla sua scrittura, oltre ad ogni dettaglio sulla sua vita. Ogni anno viene inoltre organizzato il Jane Austen Festivalche attira appassionati da ogni angolo del mondo. La manifestazione si tiene a settembre e dura 10 giorni, durante i quali vengono organizzati numerosi eventi, tra cui un ballo in costume.

[Foto Bath]

Chatsworth e Wilton House sono due affascinanti case georgiane comparse nell’addattamento cinematografico di Orgoglio e Pregiudizio (2005). La prima è stata usata per la dimora di Mr Darcy, mentre la seconda per le scene all’interno.
Il castello di Chatsworth fu costruito nel 1553 e ristrutturato in stile barocco nel 1687. Oggi espone collezioni artistiche di inestimabile valore, da affreschi risalenti al XVII secolo a quadri, a porcellane appartenenti alla famiglia ed esposte a rotazione [per approfondire la mia visita in questo luogo vi invito a cliccare qui].

Chawton è invece il luogo dove Jane Austen visse e pubblicó i suoi romanzi più famosi. La casa dove viveva è diventata un interessante museo, il Jane Austen House Museum, che contiene gli arredi e gli effetti personali della scrittrice.
Sapevate che il museo ha rischiato di chiudere per sempre i battenti a causa del Covid?

Lime Regis nel Dorset, è stata usata da Jane Austen come ambientazione per il suo romanzo Persuasione, qui vi trascorse le vacanze con la famiglia in due occasioni.

Altre location di adattamenti cinematografici sono:

~ Lyme Park, dove fu ambientata Pemberly, la tenuta di Mr Darcy nel film del 1995 “Orgoglio e Pregiudizio”.

Sturhead Garden fa da sfondo alla scena romantica tra Elizabeth e Mr.Darcy nell’adattamento del 2005 con Keira Knigtley

~ Chilham è una graziosa cittadina usata come location per Emma, adattamento televisivo (BBC) del 2009 dell’omonimo romanzo.

Avete visitato qualcuno di questi luoghi? Fatemi sapere nei commenti!

Vedi anche Sezione viaggi ~ Sulle orme delle sorelle Brontë

[Fonti e foto tratte da link nel testo + wikipedia]

Interviste, Interviste e Blog Tour

Il Merlo e il Corvo. I racconti di Foce di Quinsia: intervista all’autore

Buona domenica cari lettori! Oggi torno con un’intervista, questa volta a Federico Foria, autore del romanzo fantasy Il Merlo e il Corvo.

Buongiorno Federico, Benvenuto sul blog Il Lettore Curioso. Presentati ai lettori che ancora non ti conoscono!

Salve a tutti, per chi non mi conoscesse, sono Federico. Vi presento oggi Il Merlo e il Corvo – I racconti di Foce di Quinsia. Sono uno scrittore nuovo nel panorama italiano, precedentemente mi sono dedicato alla musica con il progetto di elettronica An Electronic Hero, prima ancora ad altri progetti associativi per la promozione di musicisti emergenti e la rivalorizzazione della cultura locale della mia città (ndr Pomigliano d’Arco, Napoli).
Sono un ingegnere geotecnico nel campo principalmente delle infrastrutture e lavoro in prima linea per la risoluzione di molti dei problemi che negli ultimi tempi sentiamo con più risonanza mediatica. Amante delle arti in tutte le sue forme, appassionato incredibilmente del mio lavoro e attivo per la difesa dell’ambiente e del territorio.
Grazie per ospitarmi sul vostro blog, è un piacere condividere aspetti di Il Merlo e il Corvo e del suo processo creativo insieme ai vostri lettori.

Oggi sei qui per presentarci il tuo nuovo romanzo “Il Merlo e il Corvo”. Com’è nato e di che cosa parla?

La storia de Il Merlo e il Corvo doveva essere destinata ad un videogioco di genere visual novel. La potremmo definire come una avventura interattiva in cui il giocatore vive una esperienza immersiva in un ambiente molto dettagliato e può effettuare alcune decisioni che influenzano la trama del gioco. La caratterizzazione dei personaggi principali, la città di Foce di Quinsia e i blocchi principali della trama, sono eredità di quel lavoro, ma il libro ha preso connotazioni uniche e originali pagina dopo pagina.
La trama racconta di Alfredo Panico, 23 anni, che lavora part-time nell’agenzia investigativa di famiglia: la No Panic. Il ragazzo e il padre Giancarlo sono chiamati da un misterioso cliente a ritrovare la sua vecchia amante, Matilde, e la figlia Magda. Il viaggio li porta in un paesino all’interno di una vallata dell’Italia nord occidentale, Foce di Quinsia. Alfredo conosce Magda, ragazza timida, ma piena di carattere e forza interiore. Da qui in poi cominciano gli eventi, la storia che ritorna, i tranelli, gli enigmi disseminati e la suspence incalzante fino alla fine per la lotta dei due ragazzi contro il destino. Il resto sta a voi scoprirlo.

Il libro è ambientato nella Valle di Quinsia, una zona fittizia nell’Italia nord occidentale. Come hai costruito l’ambientazione? Ti va di parlarcene più nel dettaglio?

Mi è sempre piaciuto l’idea di dare i natali ad una città che dovesse avere caratteri di veridicità. Molte persone si sono ritrovate a cercare Foce di Quinsia su Wikipedia o su Google Maps, e questo rende giustizia alla grande fase di studio necessaria a collocare temporalmente e spazialmente ogni tassello di un borgo e della sua storia. L’idea della Valle di Quinsia è un tributo ai miei sopralluoghi nelle vallate del nord Italia, che mi hanno fatto apprezzare una bellezza diversa da quelle delle mie terre natie (ndr Pomigliano d’Arco,
Napoli), anche se troppo amena per me.
Foce di Quinsia rappresenta per certi versi il viaggio della mia vita fino ad oggi. Alfredo Panico deve lasciare Napoli per una missione che lo spinge in un luogo ignoto e di cui si hanno poche notizie. Da quel momento comincia una avventura fantastica e maledetta.

Alfredo e Magda sono due dei personaggi del tuo libro. Come li descriveresti?

Alfredo e Magda sono la personificazione dell’umanità, dei suoi valori, della sua forza e delle sue debolezze.
Si appartengono, sono complementari e allo stesso tempo fusi nella lotta sia interiore sia con il mondo esterno, in tutta la loro umanità, a volte razionale, a volte folle, che passa dal successo al fallimento in un istante e viceversa, con sentimenti di amore tenero e puro, ma anche odio e rimorso.
Alfredo e Magda sono Sherlock e Watson, Romeo e Giulietta, Taki e Mitsuha (ndr dal film Your name). Hanno la forza umana e dignitosa di una Pietà e la tenerezza del Bacio (ndr Bacio di Hayez).

Il Merlo e il Corvo coniuga il genere thriller e il fantasy con sfumature horror. C’è qualche libro o autore appartenente a questi generi al quale ti senti particolarmente vicino?

Potrebbe sembrare strano, ma i miei autori di riferimento vengono da generi molti distanti da quello di Il Merlo e il Corvo. Uno dei miei scrittori contemporanei preferiti è John Grisham, noto per trattare tematiche giurisprudenziali con trame avvincenti. Mi sento molto vicino al suo stile scorrevole e alla capacità di intrecciare tecnica, narrativa e romance. Mi piace anche Haruki Murakawa, ammiro molto l’alternanza di realtà e fantasy e la scorrevolezza di alcuni suoi romanzi. Dovendo scorrere il tempo, invece, non avrei dubbi su George Orwell.

Grazie per aver risposto alle mie domande. Salutaci con un tuo pensiero o una citazione dal tuo libro.

Vi aspetto sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/iraccontidiFocediQuinsia per tutti gli aggiornamenti e le curiosità su Il Merlo e il Corvo.
Vi lascio con una citazione di Alfredo “E così, alla fine del tempo, l’uomo rimarrà l’unico demone di sé e non potrà più incolpare nessun altro delle sue atrocità. Quel tempo verrà, ne sono sicuro”.


Se siete interessati potete acquistare il libro su Amazon e in tutti gli store online.

Recensioni

Libroterapia: Diario di lettura per tenere traccia dei propri pensieri ed emozioni

Qualche anno fa ho ospitato sul blog Lucia Magionami, psicologa, psicoterapeuta e autrice. Con lei abbiamo parlato della libroterapia, che ha descritto così “La LIBROTERAPIA è l’uso dei libri e della lettura per trovare un benessere psichico. È un modo diverso di parlare di libri, di conoscere e indagare la psiche e i sentimenti.

Dalla sua esperienza è nato un bellissimo progetto: Un diario di lettura per tenere traccia dei progressi, fare liste di libri da leggere e di quelli letti, appuntare pensieri, condividere emozioni.

Il diario ha una grafica colorata e accattivante, ed è diviso in aree differenti.
L’autrice apre il volume con una sfida di lettura, per poi fornirci la lista completa dei 339 libri di Rory Gilmore, dalla serie Gilmore Girls.
All’interno si trovano poi diverse pagine dedicate al diario di lettura dei libri letti, nonché diverse chicche letterarie e consigli dell’autrice.

Il diario di lettura è disponibile su amazon al costo di 8€.

Lo consiglio perché è maneggevole, potete tranquillamente tenerlo in una borsa o nello zaino.
Ho trovato il diario molto originale e perfetto per chi ama tenere traccia dei propri progressi, ma vuole anche imprimere su carta le emozioni provate leggendo.

serie tv

Normal People (Persone Normali): recensione della serie tv

La serie segue la complicata relazione tra Marianne e Connell, durante le scuole superiori nella piccola cittadina irlandese di Sligo, fino agli anni universitari al Trinity college a Dublino.
Marianne è cresciuta in una famiglia facoltosa, ma trascorre gran parte del suo tempo da sola; la madre è spesso assente e il fratello abusa psicologicamente di lei.
A scuola è una studentessa modello, ma non riesce a stringere amicizie. L’unico che sembra capirla è un suo compagno di scuola, Connell, un ragazzo popolare che frequenta di nascosto.
Connell è dolce e premuroso, nonché intelligente e appassionato di scrittura. Non ha difficoltà a interagire con i suoi coetanei, ma le cose cambiano quando viene accettato al Trinity College.
Nonostante i buoni voti, Connell ha difficoltà a integrarsi. Marianne, invece, sembra perfettamente a suo agio nella nuova realtà di Dublino.
I due ragazzi, però, si trovano ad affrontare le difficoltà della vita adulta. Si prendono, si lasciano, si ritrovano e si abbandonano, ma in un modo o nell’altro trovano sempre il modo di tornare l’una dall’altro.

La serie, autoconclusiva e divisa in 12 puntate, è tratta dal best-seller Persone Normali di Sally Rooney, uscito nel 2018.
I protagonisti, Marianne e Connell, sono interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, il quale è alla sua prima apparizione televisiva.
Ho trovato gli attori convincenti nei rispettivi ruoli e molto vicini ai personaggi descritti nel libro. Per il ruolo, Paul Mescal si è conquistato una candidatura agli Emmy Awards.
Ciò che mi ha colpito di più è stato il modo in cui sono riusciti a rappresentare la relazione dei due giovani, complice anche la chimica tra i due attori.
Non sono solo i dialoghi ad essere convincenti, il loro è un rapporto rafforzato dai gesti, dagli sguardi e dalle scene intime che gli coinvolgono.
Le scene sessuali sono numerose, ma non risultano mai forzate.

Normal People è una storia intensa, che racconta le difficoltà della vita adulta. La serie affronta tematiche importanti, come la salute mentale e il suicidio.
Non è facile trovare un prodotto televisivo che riesca a portare sullo schermo personaggi descritti con una tale complessità e al tempo stesso incredibilmente vicini allo spettatore.
Le Persone Normali citate nel titolo non descrivono i nostri protagonisti, quanto più la loro aspirazione a diventare persone normali. Ad abbattere quel senso di alienazione che affligge entrambi.
Perché Connell e Marianne si sentono inadeguati; Connell, con la sua fobia sociale e la solitudine che opprime le sue giornate e Marianne, che si butta a capofitto in una relazione abusiva dopo l’altra, perché ritiene di non meritare di meglio.
Normal People affronta il tema dell’identità e di quella lotta interiore nel trovare il proprio posto nel mondo.

La serie ha una cinematografia delicata e una colonna sonora azzeccata. Vi consiglio di recuperarla il prima possibile!

Se siete interessati al libro, lo trovate su Amazon al prezzo di 10,45€.

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Piccole Donne: recensione flash della miniserie tv

Oggi voglio parlarvi della miniserie del 2017, tratta dal romanzo Piccole Donne di Louisa May Alcott. In Italia è disponibile su Sky Box Sets.

Trama

Durante gli anni della guerra civile americana quattro sorelle Jo, Meg, Beth e Amy March si ritrovano a crescere senza il padre, impegnato a combattere al fronte.
La loro routine viene rallegrata dall’arrivo di Laurie, un giovane benestante nipote del vicino di casa della famiglia March.
Tra divertimenti e litigi, le ragazze abbandonano l’innocenza dell’infanzia per andare incontro alla vita adulta.

La mia opinione

Piccole Donne del 2017 è uno dei tanti adattamenti del celebre romanzo.
Il cast scelto per questa trasposizione nel complesso mi è piaciuto, ma ci sono alcuni volti che non mi hanno convinta del tutto.
Ho trovato Jonah Hauer nei panni di Laurie un po’ sottotono, molto lontano dal convincente Timothée Chalamet nello stesso ruolo nel film del 2019.
Il film lascia poco spazio a due attori dal curriculum importante, come Michael Gambon e Angela Lansbury; il loro potenziale non è stato sfruttato a dovere.
Maya Hawke, nei panni di Jo March, offre una buona interpretazione, soprattutto considerando che quello in Piccole Donne è il suo primo vero ruolo sul schermo.
Buone, anche se non indimenticabili, le performance delle altre sorelle March.

La narrazione è scorrevole, anche se alcuni momenti potevano essere più approfonditi.
Forse una puntata extra avrebbe permesso di dare un maggiore risalto a personaggi come il professor Bhaer e i già citati signor Laurence e la zia March.
Paradossalmente, il film di Greta Gerwig è riuscito a dare più rilievo ai personaggi secondari, pur avendo a disposizione un minutaggio minore.

I costumi e le scenografie degli interni sono ben realizzati, mentre gli esterni delle ambientazioni in Massachusetts mi sono apparsi meno convincenti.

A differenza del film, già citato, di Greta Gerwig, Piccole Donne di Vanessa Caswill ha un’atmosfera più sognante e fanciullesca, in linea con le opere originali dell’autrice.
Nel complesso l’ho trovata una miniserie carina ma non indimenticabile.
Consiglio la serie a tutti gli amanti del genere, anche se personalmente ho preferito il film successivo del 2019.


film

Sherlock Holmes 3: data di uscita, trama e news

Sono passati nove anni dall’uscita di Sherlock Holmes: Gioco di ombre, fortunato secondo capitolo cinematografico ispirato alle avventure scritte da Arthur Conan Doyle.
Dopo un’attesa che sembrava far pensare al peggio, finalmente il sequel ha una data ufficiale (almeno per ora). Il film arriverà nelle sale statunitensi il 22 dicembre 2021.

Ritorni e nuovi volti

Robert Downey Jr e Jude Law riprenderanno rispettivamente il ruolo di Sherlock Holmes e John Watson, ma torneranno anche altri volti noti: Stephen Fry (Mycroft Holmes); Noomi Rapace (Madame Simza Heron); Rachel McAdams (Irene Adler); Kelly Reilly (Mary Morstan) ed Eddie Marsan (Ispettore Lestrade).
Alcuni fan speculano su un’eventuale ritorno di Jade Harris nei panni di Moriarty, ma tra i villain compare il nome di Sebastian Moran. Alcune testate online, tra cui WGTC, hanno suggerito il nome di Michael Fassbender per il ruolo di Moran.

Dexter Fletcher (Rocketman) sostituirà invece Guy Ritchie alla regia, come nei precedenti due film.

Trama e ambientazione

Al momento non abbiamo ancora una trama ufficiale, ma nel 2018 Jude Law ha rivelato che il film si focalizzerà sulla relazione co-dipendente tra Holmes e Watson e che probabilmente i due si ritroveranno dopo un lungo periodo di lontananza.

Pare inoltre che il film sarà ambientato, almeno in parte, nel Vecchio West.

Siete curiosi di vederlo dopo questa lunga attesa? Non ci resta che aspettare, sperando di avere news più precise il prima possibile!


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