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Il Cerchio si è chiuso (Saga dell’Averon): intervista all’autrice Loredana La Puma

Buongiorno lettori! Oggi ho avuto occasione di fare quattro chiacchiere con Loredana La Puma, autrice del fantasy Il Cerchio si è chiuso. Siete curiosi di scoprire qualcosa in più sulla sua saga fantasy?

1. Ciao Loredana, benvenuta sul blog! Presentati ai lettori che ancora non ti conoscono.

Salve a tutti e grazie per l’ospitalità.
Ho trentotto anni e sono originaria di Palermo. Attualmente però vivo in Puglia, dove mi sono trasferita cinque anni fa. I libri sono la mia vita, e infatti per tre anni ho gestito una libreria a tema fantasy, “Il Paiolo Magico”, che purtroppo ha dovuto chiudere i battenti nel 2018, travolta dalla crisi del settore. Attualmente svolgo la professione di docente di scuola primaria (precaria) e di editor freelance. Scrivo da quando ero bambina, ma solo all’università ho capito che non si trattava di un semplice passatempo ma di qualcosa di molto più profondo: un’esigenza vitale.

2. Oggi sei qui per presentarci il tuo romanzo: Il cerchio si è chiuso, che ricordiamo è disponibile gratuitamente su amazon. Com’è nata l’idea del libro? Di che cosa parla?

Il libro in questione – pubblicato più di dieci anni fa – è il primo volume di una trilogia che, nel tempo, è diventata una tetralogia (il quarto e ultimo volume, dopo una storia molto travagliata e un lunghissimo periodo di blocco dello scrittore, è uscito proprio lo scorso gennaio, per la felicità di quanti lo aspettavano da anni). Come ricordato, in questo periodo di emergenza sanitaria, per gentile concessione dell’editore (l’Associazione Culturale La Penna Blu), l’e-book di questo primo libro è stato reso disponibile gratuitamente su Amazon e su altri store (kobo, lafeltrinelli ecc.). Si tratta di un urban fantasy ambientato in Italia, a Palermo per la precisione, nei primi anni duemila. La protagonista è una ragazza di vent’anni, Elisa Giordano, che scoprirà di possedere dei poteri paranormali (in particolare quello di leggere nella mente e nell’animo delle persone) e di essere al centro di una disputa millenaria fra due potenti organizzazioni segrete, il tutto ambientato nei vicoli e nelle viscere di un’immaginaria Palermo sotterranea. Al centro della storia, e dell’intera Saga dell’Averon, un ciondolo dai poteri misteriosi. L’idea di base nacque a suo tempo da varie suggestioni – letterarie e non – che mi portarono a concepire inizialmente una specie di thriller in cui una ragazza veniva spiata a sua insaputa da un’organizzazione misteriosa. Man mano che procedevo nella stesura, tuttavia, il libro finì per trasformarsi in un fantasy (sicuramente influenzata dalle mie letture dell’epoca… ero praticamente ossessionata dalla saga di Harry Potter).

3. Molti autori, soprattutto nell’ambito fantasy, decidono di ambientare le proprie storie in paesi esteri, utilizzando nomi anglofoni per i personaggi. Si può dire, dunque, che tu sia andata “controcorrente”. Vuoi parlarci dell’ambientazione del tuo romanzo?

Come già anticipato, il romanzo è ambientato a Palermo, la mia città di origine. Come mi è capitato di spiegare spesso in questi anni (essendo uno degli aspetti che suscita maggiore curiosità in chi si avvicina alla saga), al momento di scegliere l’ambientazione ho deciso che Palermo era una location molto più “fantasy” di tante città estere, essendo ricca di storia, di cultura, con un passato millenario e una riserva di misteri e leggende da far impallidire una New York qualsiasi. L’esistenza reale di una città sotterranea e di organizzazioni semi-leggendarie come i Beati Paoli, d’altronde, è stata determinante nell’ispirarmi alcuni aspetti della storia. Quindi ambientarla altrove non avrebbe avuto senso. I lettori, nel corso degli anni, si sono detti inizialmente spiazzati da questo aspetto (e in effetti capisco che sia strano leggere un fantasy con protagonisti che si chiamano Fabio, Rita, Luca, ecc., per di più ambientato in un luogo solitamente sulla bocca di tutti per ben altre caratteristiche). A quanto mi hanno sempre detto, però, l’iniziale perplessità passa in fretta e si trasforma in un valore aggiunto (qualsiasi nota di originalità lo è, in una storia). Esattamente quello che volevo.   

4. Come già detto, Il cerchio si è chiuso è un romanzo fantasy. Che cosa non deve mancare per te in un libro di questo genere? Hai preso ispirazione da qualche titolo o autore in particolare?

Amo la letteratura fantastica e amo l’idea che, pur descrivendo mondi immaginari, questi libri riescano a parlare dell’animo umano con una profondità e una nitidezza probabilmente impossibili per altri generi (per questo soffro nel vedere fantasy e fantascienza spesso relegati a “letteratura di serie b”). Una cosa che, per me, non deve mancare in un libro di questo tipo è il senso del meraviglioso. Da un libro fantasy mi aspetto stupore continuo, invenzioni narrative a valanga e  – ma questo vale per ogni storia che si rispetti, a prescindere dal genere o dal medium di riferimento – personaggi memorabili.

Quando iniziai a scrivere ero in un periodo di profonda ubriacatura da Rowling e da Tolkien, due autori che hanno influito tantissimo su di me, sul mio stile, ma anche sulla modalità e sulle “regole” su cui basare la costruzione di un mondo immaginario.

5. Facciamo un gioco: prova a descrivere cinque dei tuoi personaggi con tre aggettivi ciascuno.

Elisa: altruista, coraggiosa, timida. Rita: esuberante, divertente, inaspettatamente fragile. Luca: leale, generoso, scanzonato. Fabio: affidabile, introverso, puntiglioso. Nico: enigmatico, protettivo, disilluso.

6. Quanto di te stessa c’è nei personaggi del tuo libro? C’è uno di loro che senti più vicino?

Ovviamente il personaggio che ho sempre sentito più vicino è quello di Elisa (Elli per gli amici), la mia protagonista; una sorta di mio alter ego letterario, che rispecchia alla perfezione la me stessa ventenne. A suo tempo ho riversato in lei tutti i dubbi, le insicurezze e le paure di quell’età, quando ancora – nella nostra società almeno – il tuo posto nel mondo non è ben definito e (pur dovendo in teoria già conoscerlo) continui a cercarlo.

Per quanto riguarda gli altri personaggi, al tempo in cui li ho creati rispecchiavano probabilmente delle chimere, dei sogni. Avrei tanto voluto avere accanto persone come loro; non perfette (i personaggi perfetti sono noiosi da scrivere e da leggere) ma… solide, affidabili. Amici che, pur con tutti i difetti del mondo, per te si getterebbero nel fuoco.

7. Gli scrittori sono prima di tutto accaniti lettori. Quale autore non può mancare nella tua libreria?

I miei primi amori fantasy sono stati, come già accennato, la Rowling e Tolkien. Negli anni ho letto qualsiasi cosa abbiano scritto (non a caso, ho finito per fare la mia tesi di laurea sul Signore degli Anelli). Nel frattempo la mia libreria si è andata riempiendo con le opere di Jordan, Herbert, Martin, Gaiman, Pratchett, Sanderson, Sapkowski, Erikson, Martin, King e tanti altri; per la fantascienza, soprattutto Asimov, Heinlein e Simmons (considero “Hyperion” e il suo seguito capolavori assoluti della letteratura, e non solo fantastica), senza dimenticare – uscendo dal genere – regolari puntatine nei classici (Dumas, Hugo, Austen, Tolstoj, Dickens). Amo anche la letteratura per l’infanzia, la Burnett e Roald Dahl sono fra i miei autori preferiti di sempre.

8. Ultimamente gli autori hanno la tendenza ad ampliare quanto più possibile il proprio universo fantasy. Di quanti volumi è formata la tua saga? Hai in previsione di espanderla ulteriormente, magari con un prequel o un approfondimento su alcuni dei personaggi?

La saga si compone di quattro libri: “Il cerchio si è chiuso”, “La Città di Pietra”, “Il Mondo di Atlan. Parte Prima” e “Il Mondo di Atlan. Parte Seconda”. Come si evince dai titoli, in realtà avrebbe dovuto essere una trilogia, ma nel corso della stesura il terzo libro è “lievitato” a tal punto che con l’editore abbiamo ritenuto opportuno dividerlo in due parti (parliamo di circa 700 pagine a volume). La seconda metà de “Il Mondo di Atlan” si è rivelata una sfida non da poco. Ho impiegato ben sei anni a trovare il bandolo della matassa e a condurre in porto i miei personaggi, ma alla fine – per fortuna – ce l’ho fatta. Non avrei mai voluto lasciare l’opera incompiuta (alla Martin, per intenderci)! Per quanto riguarda ulteriori espansioni, prequel, spin-off o sequel… ahah, adesso farò arrabbiare il mio editore, che da parte sua continua a chiedermi di ampliare l’universo della saga con ulteriori tasselli. Personalmente ritengo di aver detto, in oltre duemila pagine complessive, tutto quello che c’era da sapere sui miei personaggi e sul loro mondo. Per cui penso sul serio che tornare su questa storia sarebbe una forzatura, e le forzature – si sa – conducono a risultati artisticamente poco riusciti, se non a veri e propri disastri narrativi (vedere in proposito la saga di Star Wars, o il capitombolo della Rowling col secondo Animali Fantastici). Se un universo narrativo ha già detto tutto ciò che doveva, secondo me dovrebbe essere lasciato in pace. Quindi… ehm… la mia risposta definitiva è: neanche sotto tortura! XD

9. Per concludere, se possibile, ti chiedo di salutarci con una citazione dal tuo libro. Grazie per aver preso parte a questa intervista.

Grazie a voi per l’opportunità. A presto! 🙂

Citazione (dal Prologo de “Il cerchio si è chiuso”): “Una alla volta, le torce che illuminavano la sala si spensero. Passarono i giorni, gli anni, i secoli… nessuno le riaccese. L’unica luce che illuminava l’ambiente era quel chiarore che si spandeva dalla sommità del piedistallo: l’Averon continuava ostinatamente a brillare in incessante attesa.”


Il primo libro è disponibile gratuitamente su Amazon.
La saga completa si compone di:

“Il cerchio si è chiuso”
“La Città di Pietra”
“Il Mondo di Atlan. Parte Prima”
“Il Mondo di Atlan. Parte Seconda”.

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