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Summertime: la nuova serie estiva di Netflix [recensione]

Okay lo ammetto, non so nemmeno io perché ho visto questa serie; odio l’estate, il mare e gli adolescenti.
Potete capire, quindi, che guardare una serie che accomuna tutti questi elementi non è stata una grande idea, ma ero curiosa di scoprire che cosa avesse da offrire l’Italia su una piattaforma così importante come Netflix.

Le premesse della serie sono semplici. Summer è una ragazza tranquilla, odia l’estate ma è obbligata a trascorrerla in uno dei posti più frequentati d’Italia durante la stagione, Il litorale romagnolo, dove vive.
Costretta da una sua amica a partecipare a una festa, Summer incontra Ale, un promettente motociclista in crisi dopo un incidente.
Attorno alla crescente storia dei due, si snodano le vite degli amici e della famiglia di Summer e Ale.

Oltre a qualche volto noto, come Ludovico Tersigni (Skam Italia) e Andrea Lattanzi (Sulla mia pelle), il cast è formato perlopiù da giovani attori alla prima esperienza. E purtroppo si vede.
Mi dispiace dirlo perché sono tutti ragazzi giovani, ma è difficile guardare un prodotto con personaggi che sembrano attori amatoriali.
Ma non è solo la recitazione ad essere un problema, in diverse scene all’aperto l’audio è così pessimo che alcune parti di dialogo non si sentono affatto.
Inizialmente pensavo fosse un problema del mio dispositivo, ma tantissimi spettatori hanno segnalato la cosa sui social.
Devo invece sottolineare che ho apprezzato la fotografia, molto colorata e accattivante, perfetta per una serie ambientata in estate.
La colonna sonora gioca un ruolo importante e da spazio a giovani autori italiani (Bruno Martino, Mammastomale di Machete, Gemitaiz & Izi feat. Salmo, Franco126, Gazebo, Giorgio Poi, CLAVDIO, i Tame Impala, Francesca Michielin, Tommaso Paradiso…).

La trama è molto semplice e la riassumerei con tre parole: due di picche.
Eh già, perché questa serie è un susseguirsi di dichiarazioni e rifiuti tra i personaggi, compresi quelli secondari.
Oltre a quello non succede molto altro, la trama è prevedibile.
Nonostante i problemi sottolineati in precedenza e la trama “fiacca”, la serie si segue anche abbastanza piacevolmente.
Interessante è la parentesi dedicata alla famiglia e il rapporto di Ale e Summer con i rispettivi padri. Avrei preferito un focus maggiore su questo aspetto dei personaggi.

Summetime ha chiaramente un altro target rispetto al mio ed è rivolta a un pubblico di giovani che, come Summer e i suoi amici, si ritrovano a vivere un’estate italiana tra cotte e prime volte.
Sebbene io non l’abbia apprezzata particolarmente, la serie è pensata e creata per il suo specifico target. Nulla di più.



10 pensieri su “Summertime: la nuova serie estiva di Netflix [recensione]”

    1. Nella serie hanno 18 anni e l’attrice protagonista ha 18 anni. Quindi l’età è giusta in realtà.
      I ragazzi invece penso siano più grandi. Sui 25 anni, ma dovrebbero esserlo anche nella serie. Non l’ho capito!
      Comunque la protagonista è bellissima ma Purtroppo si vede che è la sua prima esperienza

      "Mi piace"

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