Dibattito

Il Dibattito: quando uno scrittore ha ideologie diverse dalle tue / Il caso J.K Rowling

In questi giorni ha fatto molto discutere una posizione presa da J.K. Rowling, che si è espressa in merito alla vicenda di Maya Forstater.

La scrittrice è nota per prendere posizioni politiche di frequente sui propri social network, in particolare Twitter. È qui che si è scatenata la polemica, quando La Rowling si è schierata in favore di Maya.

Per chi non fosse a conoscenza della vicenda, Maya Forstater è stata licenziata dal suo lavoro come ricercatrice a Londra, (non le è stato rinnovato il contratto) in seguito ad alcuni tweet transfobici. Secondo la Forstater le donne trans non possono di fatto definirsi tali in quanto biologicamente sono nate uomini (e viceversa.) La ricercatrice ha portato in causa i suoi datori di lavoro per licenziamento ingiustificato.

La scrittrice inglese J.K Rowling ha pubblicato il seguente tweet:

Vestiti come ti pare.
Fatti chiamare come vuoi.
Vai a letto con chiunque sia un adulto consenziente e che ti desideri.
Vivi la miglior vita possibile in pace e sicurezza.
Ma si può davvero licenziare una donna per aver detto che il sesso è reale?

#IostoconMaya #Questanonèunesercitazione

La comunità LGBTQ+ si è scagliata contro la scrittrice, definendola TERF (una femminista che esclude le persone transessuali). Già in passato, la Rowling era stata al centro di polemiche per aver “messo mi piace” a un tweet che definiva le donne trans “uomini in gonnella”. (Fonte Guardian)

Questa vicenda mi ha portata a riflettere sulla questione autore/libro e oggi voglio porvi una domanda:

Riuscite a separare l’autore da un libro? O se quell’autore ha idee politiche (o quant’altro) diverse dalle vostre lo lasciate perdere a prescindere?

Tornando alla questione della Rowling, non ero a conoscenza del “mi piace incriminato” e devo essere sincera, se la scrittrice supportasse davvero le ideologie di Maya Forstater, ne sarei delusa.

Questo significa che smetterò di amare e leggere le sue opere? Assolutamente no. Continuerò ad apprezzare il suo talento, perché non ho mai trovato transfobia nei suoi scritti.

Sarebbe diverso se ciò cambiasse in futuro…

E voi che cosa ne pensate? Vi aspetto nei commenti!

30 pensieri su “Il Dibattito: quando uno scrittore ha ideologie diverse dalle tue / Il caso J.K Rowling”

  1. Sono d’accordo col distinguere la persona dall’artista. Sono un grande fan di Kanye West, lo trovo un genio musicale, sebbene abbia rilasciato dichiarazioni piuttosto sconcertanti riguardo, ad esempio, la schiavitù delle persone di colore. Continuerò ad ascoltare e apprezzare i suoi lavori senza badare troppo alle dichiarazioni, considerato anche che lui soffre di disturbi psichici. Condivido la delusione per il caso Rowling, ma continuerò ad amare i suoi libri. Le problematiche LGBT mi stanno a cuore ma sono delicate e posso capire in parte certe prese di posizione, soprattutto se provenienti dalle generazioni passate. Per certi cambiamenti dell’opinione comune ci vuole tempo.

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    1. Io andrei più in basso anche con gli aggettivi: non la trovo poi così grande, magari la definirei “discreta” e di grande successo commerciale, più che altro è stata fortunata ad avere l’idea giusta in un certo momento.

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      1. Però fa sempre più una virata horror sul finale 😛
        Pur partendo come libri “per bambini” – prosa semplice, struttura lineare, protagonista e comprimari di età molto bassa – c’è da considerare che si tratta di una serie i cui personaggi crescono, diventando adolescenti (e maggiorenni nell’ultimo libro: mi pare che i maghi del Potterverse siano maggiorenni già a 17 anni) perciò la definizione “libri per bambini” potrebbe stare un po’ stretta dal quarto libro in poi, almeno.
        Poi vabbé, da adulti possiamo considerare un quattordicenne come un bambino, ma ricordo che a quell’età, anzi, dagli 11 in poi, esigevo di essere chiamato ragazzo e non bambino 😛

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  2. Si può essere d’accordo con le idee di un autore o meno, ma escludere a priori di leggere i suoi libri per questioni di “schieramento politico” penso sia indice di chiusura mentale.

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  3. Penso sia necessario conoscere il pensiero delle persone che ammiriamo, senza però lasciare che questo offuschi il giudizio sulle loro opere; ad esempio, Clint Eastwood è notoriamente un razzista, ma i suoi film, sia da attore che da regista, sono bellissimi.
    A me la Rowling non è mai stata molto simpatica: la trovo arrogante e supponente, sia quando parla di politica che quando parla dei suoi libri (che, tra l’altro, spesso parlano di politica). Era inevitabile, secondo me, che prima o poi succedesse.

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  4. Io non mi porrei neanche il problema, nel senso che se dovessimo mandare a quel paese chi non la pensa come noi, rimarremmo soli.
    Ovviamente é facile saltare al collo della Rowling, in particolare scagliarsi contro il suo profilo Twitter, piuttosto che andare contro un conoscente o un amico.
    Sono di parte perché studio e conosco questi meccanismi, per cui di fronte a un caso concreto rimango abbastanza apatico perché appunto per me é la normalità.
    Però, cercando di rispondere alla tua domanda, direi che scrittrice e persona vanno scissi: come scrittrice la Rowling mi ha deluso molto, perché é chiaramente indirizzata verso il “sforno contenuti di bassa qualità e stravolgo la mia saga, tanto ci guadagno”, mentre come persona non la conosco.
    Mi é piaciuto molto l’esempio di Mercuriodoppio, perché se ci penso anche io seguo artisti devianti, ma bravissimi. Posso citare i Green Day, drogati fino al midollo ma mi sono sempre piaciuti. Lo stesso vale per i Nirvana e così via.
    Purtroppo la Rowling essendo una influencer mondiale, se dice qualcosa finisce sotto ai riflettori.
    Ingenua, per non usare altri termini, a fare una dichiarazione simile in mondo visione. Tuttavia dubito che sia una sprovveduta, probabilmente ha dietro un team di comunicazione che le gestisce i social.
    Pertanto, per concludere, se ha pubblicato quel tweet aveva già fatto un calcolo costi-benefici che non possiamo conoscere.
    Sicuramente sta facendo parlare di lei, in molti si schierano dalla sua parte e molti altri la criticano.
    Sta certamente creando engagement e, guarda un po’, proprio sotto Natale.
    Non mi stupirei se ci fosse un picco di vendite dei suoi prodotti grazie a tutti quelli che ne parlano, bene o male 😁

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    1. Non ci avevo pensato. È questo forse che mi delude ancora di più.
      Il fatto che probabilmente dietro al suo tweet c’è un’intenzione.
      L’ho sempre ammirata troppo come filantropa e devo dire che ho anche cercato di perdonarle tutti gli scivoloni da scrittrice/imprenditrice.
      È difficile scindere persona da artista ma è comunque necessario.
      Grazie per il contributo comunque. È sempre interessante leggere le opinioni degli altri!

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  5. Io vado un po’ caso per caso, dipende da quanto mi piaccia l’opera di un artista e da quanto sia spregevole come persona.
    In questo caso… la Rowling è bravina, ma tutt’altro che eccelsa, e come persona (o personaggio?) fa talvolta delle uscite che trovo sciocche, arroganti o imbarazzanti.

    Su questa faccenda, che scopro solo qui perché vivo come un eremita, ho sentimenti ambivalenti: andare a rompere le scatole alle persone per le loro scelte di vita (che riguardano loro e non provocano danni a nessuno, e trovo che il cambio di sesso siano affari propri) come fatto da quella Forstater è sicuramente indelicato, ma trovo anche che licenziare una persona per aver espresso una propria idea (salvo istigazione di reato, che qui non mi è parso di vedere) sia una forma di discriminazione grave e che come pratica stia pure sfuggendo di mano.
    Che la Rowling voglia sostenere chicchessia è un suo problema, non ha fatto altro che sostenere un concetto che non può essere né dimostrato, né smentito (anche se è stata poco delicata nell’esprimersi).

    D’altro canto, non so se le potrò mai perdonare il calice di fuoco, l’ostilità verso i curatori del “Lexicon”, la faciloneria paracula con cui lavora alle sue proprietà intellettuali e un altro po’ di cosette che fanno di lei una scrittrice altalenante, e una persona poco gradevole. 😛
    Forse non è un caso se, a parte i sette Harry Potter, non abbia letto nulla di suo.

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      1. No, non ho scritto nulla su Harry Potter (l’ho scroccato a un amico anni fa e non avendolo in casa, non posso analizzarlo con comodo).
        Il calice ha una storia sciocca perché il piano della resurrezione di Colui che non deve essere nominato ( 😛 ) è complicato e privo di logica. Volendo fare una cosa sensata, il caro V avrebbe dovuto far rapire Harry all’inizio dell’anno, anziché rischiare di farlo morire nel torneo, e avrebbe anche beneficiato di una sua maggior debolezza, dato che Harry si è dovuto preparare per uscire vivo dalla gara.
        Per dire, non avrebbe saputo fare manco Accio 😛
        È una roba concepita maluccio, col solo fine della sorpresa finale.

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  6. Ne ho scritto anch’io sabato. Sono ovviamente molto delusa da Rowling, anche se non è nuova a uscite transfobiche (nel primo libro di Cormoran Strike, c’è una donna trans descritta a suon di stereotipi), ma averlo confermato può danneggiare tantissimo la comunità trans, vista l’enorme visibilità che ha Rowling. Anni e anni di queerbaiting e adesso anche questo: difficile scindere l’artista dalla sua opera se sei una persona trans e capisci che tutto il suo supporto verso le persone discriminate non ti include.

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      1. In effetti nemmeno io, ho dei ricordi molto vaghi del primo libro e penso di non essermi neanche accorta della rappresentazione stereotipata perché ai tempi della lettura non ne sapevo abbastanza🤷🏻‍♀️

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  7. Quesito difficile perché per me la Rowling è una sorta di dea della scrittura… A parte amare alla follia HP ed esserci praticamente cresciuta insieme, ho adorato anche Il Seggio Vacante e tutta la saga di Cormoran Strike che ha scritto sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith… E in nessuno di questi scritti ho trovato traccia di transfobia… Sicuramente se dovesse prendere una posizione più netta ed esporsi ancor di più con queste idee che non condivido, ci rimarrei male (già ora sono un po’ delusa) ma per me l’importante è che non veicoli mai questi ideali nelle sue opere, un po’ come gli insegnanti a scuola non dovrebbero spiegare la storia dal punto di vista delle loro idee politiche…. Perché le menti raggiunte sono tante e influenzabili, non tutti sono in grado di filtrare e formulare da soli un proprio pensiero!

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  8. Ero del tutto estranea alla vicenda fino a qualche momento fa, e non nascondo che mi ha un po’ delusa. Nonostante tutto, io credo che, con la vita privata resa così pubblica dai social, se cominciassimo a distinguere autori, attori, registi o chicchessia sulla base delle posizioni politiche/sociali eccetera, nessuno comprerebbe più libri né guarderebbe più film. Sono d’accordo con molti dei commenti scritti qua: finché la questione non traspare nell’opera, ognuno ha il diritto di pensare quello che gli pare. Il problema è che c’è più gente che legge tweet che gente che legge libri, quindi il risultato è facile da immaginare… (-Pennac)

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    1. Scusami il ritardo nella risposta.
      Sono d’accordo con te.
      Se non trovo le opinioni politiche e sociali nell’opera dell’autore non ci presto troppa attenzione.
      Anche se con J.K Rowling è diverso perché l’ho sempre ammirata molto come donna e filantropa

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  9. Il problema è che qui si parla di un autore di libri e che se ne voglia o meno, le sue idee, i suoi ideali politici e sociali si riflettono su ciò che compone. Non a caso la sua opera più importante, ad una lettura più attenta, è un’aspra accusa contro il nazismo, i regimi dittatoriali e si batte in difesa delle minoranze.
    Si può cercare di distinguere l’autore dalla sua opera? Certamente
    Ma non lo trovo altrettanto semplice con uno scrittore, dove in ogni riga cerca di esprimere al meglio se stesso.
    Io adoro la Rowling ma ultimamente sta prendendo una piega che mi fa dubitare di lei.
    Sempre tenendo conto che qualsiasi cosa lei abbia scritto in passato resta per me pura bellezza poiché ciò che scrive, in gran parte la condivido.
    Anche se anche li, molto spesso è scivolata nella discriminazione che mi ha fatto storcere il naso

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  10. Non sono un fan di HP, indipendentemente dalle uscite dell’autrice, diciamo che il genere non mi fa impazzire. Comunque è un quesito a cui fatico a dar una risposta. Diciamo che se avessi la certezza che la persona in qiuestione devolvesse dei soldi a qualche movimento che vuol abolire i diritti delle persone trans probabilmente non acquisterei nulla di scritto da lei. Se invece si tratta solo di una convinzione (errata) che però non c’entra niente con i libri, allora mi faccio qualche problema in meno.
    Ho avuto dei dubbi simili con un’autrice che di recente ha fatto delle cose che non condivido, ma non ai livelli della Rowling, in quel caso ho deciso di passare oltre perchè la sua bravura in campo fumettistico ha superato la perplssità che avevo per le sue scelte recenti.
    Poi, diciamo che non sono un santo, dato che ho comprato il libro scritto da un membro della famiglia Manson (dubito che i miei soldi siano andati a lui, però adesso mi sento di dover ridimensionare certe scelte). In questo specifico caso, la curiosità ha avuto la meglio.

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