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Otherhood: recensione flash della nuova commedia di Netflix

Buongiorno lettori! Dopo essere stato rimandato in seguito allo scandalo universitario che ha coinvolto una delle protagoniste, il 2 giugno è finalmente approdato su Netflix Otherhood.

Le protagoniste di questa commedia sono tre donne di mezza età, che stanche di non essere considerate dai propri figli durante la festa della mamma, decidono di intraprendere un viaggio per New York.

Le donne, interpretate da tre attrici di talento (Angela Bassett, Patricia Arquette e Felicity Huffman), piombano nelle vite dei rispettivi figli, che sono ormai diventati indipendenti e hanno la propria vita nella Grande Mela, i quali non saranno affatto contenti dell’improvvisata.

Otherhood è stato stroncato dalla critica (29% su Rotten Tomatoes), che ha dipinto la relazione madre-figlio come tossica, sottolineando quanto il talento delle tre protagoniste sia stato “sprecato” in un film dalla scrittura povera.

Personalmente ritengo che le critiche siano state molto severe. Otherhood non è di certo un capolavoro; ha parecchi difetti, ma è una commedia con lo scopo di intrattenere e strappare qualche risata allo spettatore. Essendo per l’appunto una commedia, molti dei tratti caratteriali dei personaggi sono enfatizzati, quasi al limite dell’assurdo.

Nella vita reale il comportamento di queste madri sarebbe considerato effettivamente sopra le righe, ma trattandosi di un film di genere, non possiamo stupirci e gridare allo scandalo se le protagoniste appaiono un po’ troppo invadenti.

Il film vuole, a mio parere, dipingere il difficile distacco di una madre, che vede il proprio figlio crescere e diventare indipendente. Otherhood, però, non riesce pienamente a intrattenere lo spettatore e, sebbene strappi qualche risata sporadica, non diverte fino in fondo.

Le performance e la chimica delle protagoniste è ineccepibile, ma non è sufficiente a salvare un film un po’ troppo prevedibile.

Resta comunque una pellicola godibile e che mi sento di consigliare se cercate qualcosa di non troppo impegnativo.

Voto: 3 su 5

Otherhood è tratto dal libro Whatever Makes You Happy di William Sutcliffe.

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