La segnalazione del mese

La segnalazione del mese + intervista all’autore di Burundanga

Buon sabato a tutti i lettori del blog! Oggi voglio presentarvi Burundanga, dello scrittore Alessandro Raschellà del blog letterario Mia nonna fuma. Ho avuto anche la possibilità di intervistarlo e ne approfitto per ringraziarlo del tempo che mi ha dedicato.

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Un romanzo che, sotto la patina post apocalittica e fantastica, traccia un quadro grottesco e pessimista della società in cui viviamo.
Burundanga ripercorre cinque epoche vissute e raccontate da tre generazioni appartenenti alla stessa famiglia, narrando un viaggio indietro nel tempo che porta lentamente all’angosciante verità sulla diffusione della schizofrenia che ha sconvolto l’Europa.
Un’umanità ridotta ad una massa di zombi ambulanti, schiava della tecnologia e di una sostanza psicotropa che annulla, distorcendole, le facoltà intellettive; identità slabbrate e prive di orizzonti, vite alla deriva e rapporti interpersonali che si riducono all’indifferenza e alla più cupa apatia; sentimenti messi al bando a favore di interrelazioni rette dalla più completa bulimia psichica e morale. Burundanga, ricca di sottotesti, è un’opera pervasa da pessimismo e disperazione in un viaggio grondante sangue e miseria, alla ricerca di una felicità impossibile e, purtroppo, illusoria.

∼ Ciao Alessandro e benvenuto sul blog. Parlaci un po’ di te e introduci il tuo libro ai lettori che ancora non lo conoscono.

Ciao, grazie per avermi ospitato nel tuo mondo. Sono un ingegnere delle telecomunicazioni, vivo a Liverpool e lavoro a tempio pieno come ricercatore all’Università John Moores. Dedico gran parte del mio tempo libero a leggere, ascoltare musica, scrivere sul mio blog e scrivere altre cose, come Burundanga.
Burundanga è il mio terzo romanzo edito da Bibliotheka edizioni che lo ha catalogato come libro horror, cosa che mi ha stupito perché non avrei mai immaginato di poter scrivere un libro di questo genere. Comunque io non lo considero un libro horror.

∼ Com’è nato Burundanga?

Avevo da tempo in mente una storia che raccontasse dell’impotenza dell’essere umano di fronte al Sistema che ci controlla creando panico, dandoci notizie false e distraendoci con cose futili come il calcio e la tele spazzatura. Nel mio romanzo volevo raccontare della gente che inizia a impazzire per colpa, appunto, di questa impotenza. Volevo suddividere i pazzi in categorie tra cui gli schizofrenici violenti, che all’inizio dovevano essere fanatici religiosi che se ne andavano in giro a torturare e uccidere atei. Ma poi i fanatici religiosi li ho cambiati con gli zombi grazie a un consiglio di mia moglie, vista la mia passione per i morti viventi. Per poter enfatizzare la pazzia volevo usare una droga. Ho pensato alla Burundanga perché è una droga che mi ha scioccato appena ne ho scoperto l’esistenza, e di cui ho romanzato un po’ gli effetti che in realtà non hanno nulla a che vedere con schizofrenia e comportamenti da zombi.

∼ In Burundanga dipingi un quadro pessimista della società in cui viviamo. L’umanità è diventata una massa di zombi e schiava della tecnologia. Qual è il tuo rapporto con la tecnologia? La temi o ne sei affascinato?

L’abuso della tecnologia mi preoccupa, soprattutto l’abuso degli smartphone. Io faccio ricerca sulle comunicazioni wireless e una delle prossime tecnologie che c’invaderà sarà l’Internet delle cose (Internet of Things in inglese) che connetterà tutti con tutto e ovunque. Così che sono convinto che l’abuso degli smartphone crescerà e le masse di “zombi” che camminano, si muovono e vivono fissando lo schermo sarà sempre più alto. Sembra un controsenso detto da uno che ci lavora su queste cose, ma è l’unica professione che mi riesce bene. Così che a meno che non inizi a guadagnare con quello che scrivo, continuerò a creare “zombi” anche con il mio lavoro di ricercatore.

∼ C’è qualche scrittore a cui ti ispiri? Qual è il tuo genere preferito?

Mi piace molto la letteratura statunitense contemporanea e non, tipo Paul Auster, Philip Roth, Charles Bukowski  e Chuck Palahniuk. Poi in generale mi piacciono gli scrittori che si fanno riconoscere per il loro stile, su tutti Josè Saramago, Roberto Bolaño, Harumi Murakami e Douglas Coupland (il mio preferito). Quando ho iniziato a scrivere sul serio stavo leggendo molto di Palahniuk e Coupland che quindi sono gli autori che più mi hanno ispirato fino adesso.

∼ Burundanga è il tuo terzo romanzo. In questi anni è cambiato il tuo modo di approcciarti alla scrittura?

I miei primi due romanzi, Mia Nonna Fuma e Brother, sono molto simili tra loro perché comprendono molti aneddoti autobiografici che ho vissuto viaggiando e che ho enfatizzato usando problemi di autismo e dipendenze da droghe. Con Burundanga sono riuscito a cambiare genere ma credo di essere riuscito a mantenere uno stile preciso che credo manterrò. Anche se sono consapevole che devo ancora migliorare tanto.


∼ Biografia dell’autore

Alessandro Raschellà è cresciuto a Mammola, paesino di circa tremila abitanti della provincia di Reggio Calabria. Ha vissuto per un anno a Padova durante il suo primo anno universitario per poi trasferirsi a Reggio Calabria per terminare i suoi studi. Si è laureato in ingegneria delle telecomunicazioni con il massimo dei voti e dopo aver vissuto gran parte della sua gioventù in Calabria, si è reso conto di voler andar via dall’Italia e di non voler fare solo l’ingegnere.
Dopo aver viaggiato per l’Irlanda e il Regno Unito, si è stabilito a Barcellona dove ha svolto un dottorato di ricerca all’università politecnica della Catalogna in comunicazioni wireless. Vive attualmente tra Barcellona e Liverpool dove svolge l’attività di ricercatore senior all’università John Moores.
Tuttavia la sua più grande passione è stata da sempre la letteratura. Le sue letture preferite variano tra i classici, il realismo sporco e il pulp. Tra i suoi autori preferiti troviamo Charles Bukowski, Douglas Coupland, Chuck Palahniuk, JoseSaramago, Roberto Bolaño, Tiziano Sclavi, Paul Auster, Philip Roth, Haruki Murakami e Fiódor Dostoyevski.
Ha pubblicato Mia Nonna Fuma, Libro Aperto International Publishing (2012), StreetLib (2016), e vincitore del concorso “Parole da scrivere” indetto dall’Associazione culturale Libro Aperto; Brother, Libro Aperto International Publishing (2014), e attualmente libero da vincoli contrattuali da marzo 2015 e incerca di un nuovo editore; Burundanga, Bibliotheka Edizioni (2017).

Se volete acquistare Burundagna potete farlo a questo link.

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